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Le cosiddette "ingiurie" a Bronte

Un elenco parziale ma indicativo dei soprannomi utilizzati a Bronte.

Da un'idea di Nicola Lupo, a cura di Nino Liuzzo (ha collaborato Tino Meli)


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Acquavitari
= ingiuria di famiglia Imbrogiano e di una famiglia Russo, della quale fa parte il nostro prof. Nino Russo. Altri rami delle numerose famiglie brontesi dal cognome Russo sono più facilmente identificati dai soprannomi Buttaraghiè, Cucuzzaru, Facci­lodda, Ingiù, Labbruni, Mara­gnu, Mingrinu, Muntab­baniszi, Nciu', Quat­truscròcchi, Scantirri, Sibil­luni, Staz­zunari.

Agnellu ed anche Angrellu (agnello): Ingiuria di una famiglia dal cognome Biuso. Altre famiglie Biuso sono denominate Bagani, Sibbilluni o Zappunellu.

Babbalacchiu = Meli. (altre famiglie Meli)

Babbùta = pelosa. “‘a Zz’a Tiresa ‘a babbuta” (Vedi Fantasmi, Bolo).

Baddàri = ingiuria di una famiglia Di Bella. Altre famiglie con stesso cognome sono invece indicate con i soprannomi Cichitabèlla o Maccattiu.

Baddunàru (bastaio): Era l‘“ingiuria” con cui, per l'attività svolta, veniva indicato il sig. Reitano che aveva il laboratorio nel sottano del palazzo Saitta. Analogo soprannome portano i componenti delle famiglie Pennisi e Bonsignore.

Baccaràcciu = “Ingiuria” di un sacrestano di cui non ho mai cono­sciu­to il cognome (nl) | Deriva da “baccalarone”, ossia tonto, goffo, malaccorto. Così era “ingiuriato” il sagrestano della Chiesa dell’An­nunziata, tale sig. Vincenzo Conti. (M. Rappazzo)

Baffiuni = ingiuria della famiglia Rappazzo. Altri rami dei Rappazzo sono invece meglio identificati come Cimigghiella o Mutu.

Baganazzi (persone chiassose, che parlano a voce alta): sopran­nome di alcune famiglie Leanza e Schilirò. Altre fa­miglie Leanza portano i soprannomi Tascuni, Beccu, Cincunza, Lavagni­szi, Ma­sul­lu, Sbrandu, Scimuni, Staferinu. Fra gli Scimuni vogliamo ri­cordare Sal­va­to­re, sindaco di Bronte e vice presidente della Regione Siciliana.
Delle altre nume­rose famiglie brontesi dal cognome Schilirò (è il quinto cognome per frequenza)  ricor­dia­mo alcune 'nghjùrie: Butò, Cicutu, Cosgi­mi­nella, Curatri, Dondu, Firippelli, Gaggiuzza, Gratta­sassa, Leu, Maccel­la, Man­gia­tabbaccu, Massari, Pagnotta, Par­rasgja, Pirazza, Rrigana­ta, Sarà­szimu, Scàmpa­na­vacchi, Spezzacatini, Tistazza.

Bagani = soprannome di famiglie Biuso e Avellina.

Baggianu = soprannome dei Susinna.

Baiuzzu = soprannome dei Malaponte.

Ball'i cìra (testicoli di cera): Era l'ingiuria del barbiere Castiglione che stava a Cruci Tirinnanna (oggi piazza Croce), ed era un mio lontano parente acquisito e padre di un mio alunno del '42/43 che morì ragazzo. (nl)

Baloddu (balordo): 'nghjùrie di famiglie Grassi e Catania. (vedi altri Catania)

Bambinu (bambino): Soprannome di una famiglia Meli. Il cognome Meli è a Bronte molto diffuso. Dei Meli si ricordano Benedetto e Giacomo Maria Meli, quest'ultimo giudice di Gran Corte e uno dei primi parlamentari brontesi di cui abbiamo notizia e l'avv. Nunzio Meli Bindozzu, sindaco di Bronte e preside del Liceo Capizzi.
Per identificare i componenti delle altre numerose famiglie Meli vengono utilizzate, fra altre, le ingiurie: Babbalacchiu, Bindozzu, Birrig­ghiu­ni, Capubanda, Cariata, Ciara­mella, Cimintista, Ciretri, Cirini, Fallaro, Guad­darru­tàri, Maruzzella, Milleu, Muri, Mu­ret­ti, Nasca, ‘Nghè-nghè, Nnic­chia­rèllu, Papitelli, Pasticcinu a cri­renza, Quat­tròcchi, Rrapè, Rriccu villanu, Rrobba gallini, Scàgghia, Stachi, Stizzera, Tilluzzu.

Bandiatùri (banditore): negli anni ‘20/’30 “u bandiaturi“ ufficiale a Bronte era un Malettese, “u su Savvaturi”. Negli anni '50 era Biagio Conti Piattella.

Barrirari (fabbricatori di barili): ingiuria di famiglie Pace e Triscali. Altre famiglie Pace sono a Bronte meglio identificate con le ingiurie Camminelli, Favazza, Favuzza, Ingiù, Quararari.

Bastuni (bastone): Ingiuria di una famiglia Longhitano.

Batturellu = ingiuria di una famiglia Burrello per distinguerla dai membri delle famiglie omonime Cataràni, Cusona, Mangialaddu e Pittirro.

Bauszaru = Lembo.

Bavuszu (bavoso): Ingiuria di una famiglia Lembo per distinguerla dai Baussari, Ber­nardi, Cucuzzaru, Muttummi e Naddi.

'A NGHJÙRIA

Ancora oggi a Bronte continua la consue­tu­di­ne di indicare o cercare una persona più con il nome e la ’nghiùria che col co­gno­me ana­gra­fico.

Riferi­bile a più membri di una medesima famiglia è un uso, una tradizione che è sempre esi­sti­ta, che si tra­scina da secoli, trasmessa da generazione in genera­zione, in pas­sato, co­di­ficata in quasi tutti i do­cu­menti ufficiali.

Per non andare troppo indietro basta sfoglia­re gli antichi registri di matrimonio e batte­si­mo della Matrice (dal 1582) o leggersi gli Atti del pro­ces­so del­l'Ago­sto 1860, istrui­to dalla Com­mis­sio­ne Mi­sta Ec­ce­zio­nale di Guer­ra per i Fatti di Bron­te, per trovare, anche in questi docu­menti od atti giu­di­ziari, accanto al co­gno­me di sposi, imputati o testimoni od ad­dirit­tura in sua vece, l’indi­cazione del­l’«in­giuria» fami­liare.

Dal punto di vista pratico questa  ‘nghjùria,  so­pran­nome o appellativo che dir si voglia, uti­lizzata per identificare, indi­care o cer­ca­re una per­so­na è più impor­tante del cogno­me; con­sen­te di di­stin­guerla più facil­men­te da omo­nimi di altre famiglie con lo stesso co­gnome.

Si pensi per esempio al cognome più fre­quente a Bronte, Longhi­ta­no, portato da innumerevoli famiglie, i cui rami o componenti ven­gono me­glio indi­cati e subito iden­tificati con il so­pran­nome attri­buito a qual­che loro lon­ta­no an­te­nato ed a loro, come un dna, tramandato: Ba­stu­ni, Belli­capilli, Bini­ritti, Biz­zu­ni, Bruscag­ghiella, Bul­licu nìvu­ru, Buticari, Butò, Caiòddi, Caraco­gna, Caz­za­reri, Cazzitta, Cèsari, Checchi, Chia­vuni, Chicchìtti, Cinnirelli, Finòc­chia, Giar­dina­ra, Gigghj d’ozzu, Longi, Magnella, Muret­ti, Nascaz­za, Panza, Puccara, Pulli­cinu, Put­tel­la,  Puvviraru, Quat­tru iìrita, San­taru, Sara­nel­li, Scal­lipu­szi, Sciaramanà, Tizzu­nelli ...

E così è immediato ancora oggi il riconoscimento ed univoca la persona se si dice Cicciu Bizzuni (e non Longhitano) o Ninu Chia­vuni o Ma­ria Sara­nella o Peppi Bastuni.

Si pensi ancora alle numerose famiglie che portano il  cogno­me Casti­glione, i cui componenti a Bronte sono me­glio iden­ti­ficati dalle rispet­tive 'ngiù­rie: Butessi, Caca­ti, Favajana, Firiri, Gàm­buru, Lavan­dari, Micia, Lindi­nuszi, Pell''i crapettu, San­ta­ru, Sbran­dinu, Suggi, Tattaghja, Travàg­ghia o ven­tu, ...

Come si nota la parola che contraddistingue la ‘ngiuria è spes­so ap­paren­temente offensiva ed ingiu­riosa (es. Cacacìciri, Caiòddu, Malu­cori, Mangiam­med­da) ma il fine non è mai quello di of­fen­dere ma di distin­gue­re e me­glio iden­ti­ficare la perso­na.

A volte volte indica nomi deri­van­ti dal pae­se di prove­nienza o da antichi mestieri o di vec­chi attrezzi o anche il cognome stor­piato.

Spesso suggerisce caratteristiche fisiche o mo­rali, attitudini o difetti fisici o compor­ta­mentali di qualche lontano avo al quale in passato 'a 'nghjùria era stata assegnata, anche ingiu­sta­mente, e da ciò la parola “ingiuria” con il sopran­nome che i discen­denti, assieme al co­gnome ed ai beni, alla rrobba, han­no eredi­tato.

Spesso soprannomi molto antichi, traman­da­ti di genera­zione in gene­razione hanno perso il loro signi­ficato origi­nario, diventando paro­le scom­parse dall’uso e quindi privi di significato e di com­pren­sione immediata, sconosciute alle gene­ra­zioni più giovani.

Da dire, infine, che spesso c’è uno stretto rap­porto fra cognomi e parole dialettali; mol­ti odierni cognomi derivano, infatti, il più delle volte, da antichi soprannomi i qua­li riflet­tono sempre qualche parola dia­let­ta­le.

Maggio 2018
(aL)

Bellameggiòia = bella mia gioia! Era l‘ingiuria della famiglia Marcantonio di cui parlo sia nei miei “Fantasmi” sia nel ricordo di Padre Antonino Marcantonio, fondatore dell'Ospizio dei Vecchi. (nl)

Bellicapìlli (bei capelli): “Ingiuria” di alcuni Longhitano e di un reduce dall’America di via Marconi, che aveva una fisarmonica che suonava ogni sera al ritorno dalla campagna.

Belliciraszi (belle ciliege): ingiuria delle famiglie Prinzi e Gorgone. Altri Gorgone sono anche identificati con Aresi, Ncùcchia fica, Rricotta, Speza, Spizzitta, Suggi, Suggittu.

Belligambi (belle gambe): fam. Foti. Altri Foti sono detti Sferru vècchiu. (altre famiglie Attinà)

Biancavia = ingiuria dei componenti una famiglia Attinà per distinguerli da altre famiglie Attinà aventi il soprannome di Ciccilluzza/u, Citarrella, Mollu, Pansazza, Pacìficu, Paciuni. Uno degli Attinà, Agostino (1841-1893) fu un noto pittore brontese; i fratelli Arcangelo e Giuseppe Attinà Citarrella, fra i caporioni dei Moti del 1860, si arruolarono anche fra i Garibaldini ma (scrive il Radice) "la camicia rossa non li salvò dalla galera".

Bicchinu (becchino): Fiore.

Biccunellu = ingiuria di una famiglia Lazzaro. Altre famiglie Lazzaro portano i soprannomi Cappelli, Crapara, Gaggiuzza, Leggiu, Mollu, Muniani, Riganellu, Settiquatti.

Bindòzzu (?) = “Ingiuria” o soprannome di una casata Meli (vedi), nostri amici (nl) | Fra i Meli Bindozzu vogliamo ricordare il prof. Nunzio, sindaco dei Bronte nel 1962 | Cosa mai vorrà significare "Bindòzzu"? Ho interpellato una fonte diretta: il mio padrino di cresima Nino Longhi­tano “Bizzuni”, figlio di Giuseppe. Sull’origine o sul significato della «’ngiuria», non ha saputo fornirmi alcuna spiegazione, se non che – forse – fosse legata, in qualche modo, alla loro antica attività di commercianti. Ho provato a ragionare. Molte parole del nostro vocabolario brontese sono state importate dal dialetto palermitano. Ciò si deve al fatto che, fino al tardo ‘800, Bronte dipendeva, nell’ambito dell’autorità religiosa, dalla Diocesi di Monreale. Ipotesi: 1. derivazione dal termine palermitano Binda (sinonimo di benna, binna, lenza); i tre termini conducono ad unica definizione: striscia di tela o di cuoio usata per stringere; 2. dall’antico tedesco “winde” = macchina di sollevamento, argano (Treccani, Dizionario della lingua italiana). Se accostiamo la “ngiuria” alla professione di commercianti, potremmo dedurre che il significato originario possa essere stato: a) che producessero legacci (per se stessi e/o per altri); b) costruttori ed utilizzatori di macchine sollevatrici di grossi pesi. Fantasioso, né?? (M. Rappazzo)

Bivira pullitri (abbevera puledri) = famiglia Pasqua.

Bizzuni (gemelli): Ingiuria che distingue i componenti di una delle molte famiglie Longhitano (altre sono i “Checchi, i “Cèsari”, i “Chicchìtti, i Saranelli, i Bastuni, i Puttella, ...). Deriva molto probabilmente dal fatto che in questo gruppo familiare, in varie generazioni, sono nate delle coppie di gemelli (= Bizzuni) come è effettivamente osservabile dal loro albero genealogico. (aL)

Bòmburu = Bonanno (altri Bonanno son intesi Ca zzappa).

Bruscagghiella = ingiuria di una famiglia Longhitano.

Buazza = ingiuria di una famiglia Lanzafame.

Buggisi = ingiuria di una famiglia Puglisi.

Bùggiu (mucchio di biade o di paglia): Ingiuria di una famiglia Minissale per distinguerla dalle altre omonime che portano i soprannomi Baruni (nella foto a destra Vincenzo Minissale Baruni), Buzzu, Muschella, Paxiea, Sciarotta, Tàccia, Trippiri, Zzaccagnini.

Bulletta = ingiuria di una famiglia Salpietro. Un'altra omonima famiglia è invece detta Nanu. 

Bullichèllu o Bullichinu (piccolo ombelico): “Ingiuria” dei componenti una famiglia De Luca e di uno dei fratelli Isola, detti anche “masticabroru”. Altri De Luca sono detti Mustafà.

Buscicutu (paffuto, gonfio): componenti di una famiglia Petralia per distinguerli dai membri di altra omonima famiglia detti Picuraru.

Busconnellu = famiglia Barretta. Altri Barretta sono detti Zzappunellu.

Butessi = una famiglia Castiglione (vedi altre omonime). Uno dei suoi componenti è stato l'avv. Vincenzo, un indimenticato sindaco di Bronte.

Buticari (esercenti un negozio) = Longhitano. (vedi altri Longhitano)

Butò = famiglie Schilirò, Longhitano e Mirenda. Alri rami dei Mirenda sono identificati dai soprannomi Littirini,  Naschi­nu, Patripòviru, Pattisgjanu.

Buttaragghjè = soprannomi di famiglie Russo e Di Sano. Di una famiglia Di Sano esiste pure il soprannome Scanusciutu. (vedi altre famiglia Russo)

Cacacìciri (caca ceci): ingiuria di un contadino della ruga di via Cavour. (nl) | Il soprannome è riferito anche a famiglie Luca e Bertolone.

Cacati = ingiuria di alcune famiglie Fioretto e Castiglione.

Cacciaturi = famiglia Rizzo. Cuncuni, Frattu è il soprannome di altre omonime famiglie.

Caddillu (cardellino) = famiglie Proto e Sanfilippo (vedi altri Sanfilippo).

Cadduni (cardo) = famiglia Plastani.

Caiòddu (sporco) = Ingiuria di famiglie Franco e Longhitano e di un prete di cui non ricordo il nome (nl) | Il sacerdote cui si fa riferimento è padre Luigi Longhitano, arciprete, parroco della Chiesa Madre negli anni ’50. Successivamente fu nominato Prefetto degli Studi presso il Seminario arcivescovile di Catania, dove insegnò latino e greco fino alla chiusura del seminario. (M. Rappazzo)

Campanaru (campanile o addetto alle campane) = famiglia Pirriatore.

Canettu = famiglia Travagliante.

Cannistrari (fabbricanti di panieri e canestri) = ingiuria di famiglie Miria e Spitaleri. Altre famiglie Spitaleri: Ciullurella, Dòvicu, Gangallunaru, Leu, Manùncura, Nègusu, Pirrazzu, Quattru scròcchi, Scag­ghitta, Sciganu, Zùccaru.

Cansuna (canzone): famiglia D’Aquino. Altre famiglie D’Aquino portano i soprannomi Dissapitu, Panzazza, Scacciarrina, Zzoppu.

LUIGI MINIO, 2004Cantunari = componenti una famiglia Capizzi. Altra famiglia è denominata Giancurella.

Caparrella (piccolo anticipo) = soprannome di membri di famiglie Prestianni e Portaro; di famiglie Prestianni ci sono anche Iancu, Orfanu, Quartignu e Sanguinazzu mentre i Por­ta­ro possono essere anche Culluruni, Mazzurina, 'Mperiu.

Cappuccinu (cappuccino): Cusmano.

Carabbriszi (provenienti dalla Calabria), ingiuria della famiglia Serravalle (V. S.).

Casacca = Ingiuria di un ramo della famiglia Minio (L. M.). Dei Casacca vogliamo ricordare Don Luigi Minio (foto a destra), pioniere in Italia nel campo della psicologia applicata ed attuale Presidente del "Residenze per Anziani San Vincenzo" (l'antico Ospizio dei Vecchi di padre A. Marcantonio). Altre ingiurie di famiglie Minio sono Costalonga, Nucirò.

Casarellu = famiglia Trusso.

Caszaròtu (dal greco katarotes) = pulito. Ingiuria dei forestieri provenienti dai paesi vicini, e si pensava che il vocabolo significasse “dei casali vicini”.

Caszamè (casa mia): una famiglia Lupo. (vedi altri Lupo)

Cataniszi (catanese): Ponzio.

Ca zzappa = Bonanno (altri Bonanno son intesi Bòmburu).

Cazzareri (carceriere): famiglie Reina e Longhitano.

Cazzitta = una delle tante famiglie Longhitano (vedi altre le altre). Un Giovanni Longhitano Cazzitta fece parte nel 1860 dei Garibaldini brontesi.

Checchi = Ingiuria che distingue i componenti di una delle molte famiglie Longhitano (vedi altre famiglie Longhitano).  “Checca” in brontese significa “uno che chicchìa” cioè tartaglia. (N. L.)

Chiavùni (grossa chiave) = “Ingiuria” di una famiglia Longhitano. Uno di loro fu Nino Longhitano, prima mugnaio e poi fornitore di energia elettrica, prodotta da un gruppo elettrogeno, per l’illuminazione del Corso Umberto, con sede vicino ai Cappuccini. Poi caffettiere in Corso Umberto angolo Piazza Spedalieri, lato teatro.

Chicchitti = una famiglia Longhitano. (vedi altre famiglie Longhitano)

Chiòfaru = ingiuria di una famiglia Caruso. Chiòfaro (o Chiòfalo) è anche un cognome. (altre famiglie Caruso)

Ciangi ciangi (piange piange): Ingiuria di una donna che abitava nella nostra ruga, che era costituita dalla Via Cavour e delle sue quattro vanelli: P. Micca, S. Quasimodo, A. Corelli e G. Giusti. (nl)

Ciaramella (cornamusa): famiglia Meli. (vedi altri Meli)

Cicarelli = famiglia Papotto. Altri Papotto sono intesi Sapunaru.

Ciccillùzzu = Ingiuria della buon'anima di mio padre, il maresciallo dei Vigili Urbani Vincenzo Faia (A. F.) | E' anche l'ingiuria di altre famiglie (Attinà, Franco).

Cichitabèlla = ingiuria di una famiglia Di Bella.

Cicutu = famiglie Schilirò e Zambataro. Vedi altri Schilirò. Componenti di altre famiglie dal cognome Zambataro sono intesi Dunniszi, Mafadda, Pagghiazzu, Pullicinella, Vèduva allegra.

Cilluzzi = famiglia Saccullo. Altre famiglie omonime sono intese 'Mbarazza, Pappaleccu.

Cimigghièlla (piccola scintilla) = famiglia Rappazzo.

Ciocellu = famiglia Pecorino. Altre famiglie omonime portano i soprannomi Cappilluzzu, Cirini, Tramuntana.

Cissarutànu (abitante dii Cesarò, ME): era l’“ingiuria” di un signore che era oriundo di Cesarò (nl).

Citraru = famiglia Bonaccorso per differenziarla da un'altra dal soprannome Manisanta.

Ciullurella = famiglia Spitaleri. (vedi altri Spitaleri)

Cociòva = famiglia Giarrizzo.

Colluisozìzza (collo di salsiccia): “Ingiuria” di mio padre, appioppatogli da Nino Larosa, soggetto di un mio “Fantasma”. (nl)

Coscia baggiana (zoppo): soprannome del sacrista della Matrice, quando ero bambino: Mastru Luviggi coscia baggiana. (L. M.)

Cosgiminella = ingiuria di alcune famiglie Schilirò e Cavallaro.

Costalonga = ingiuria di una famiglia Minio.

Crapara = ingiuria di una famiglia Lazzaro. (vedi altri Lazzaro)

Creddu = ingiuria della famiglia Sanfilippo. Altre famiglie Sanfilippo portano i soprannomi Canararu, Caddillu, Deramici, Gènia, Mammini, Marittaru, Ministrari, Mirruzzu, Pagghiazzu.

Criaturi = famiglia Palermo. Altra famiglia omonima porta 'a nghjùria Strùmburu.

Crispini = ingiuria dei componenti di una famiglia Aidala. Altri Aidala sono detti Pullicinella, 'Mbarrapittusza.

Cristòfuru = è stato per qualche decennio un soldato romano della processione di ogni Venerdì Santo.

  

'A LUNA 'I BRONTI

Si cunta chi lu figghiu d'un massaru,
riccu di soddi e pòviru di menti,
non vurendu ristàri zzappunàru,
sintèndusi squatritu e 'ntilliggenti,
dissi a ssò patri: “Patri ppi favuri,
iò cchiù ‘ncampagna non ma senti i stari,
vaju a Catania a fàrimi dutturi,
picchì mi sentu ri putillu fari”.

So patri, sempri amanti ri la paci,
cci detti i soddi e pàrtiri lu faci.
Passanu l’anni e a li sò genituri
scriveva lu picciottu appinsiratu:
“Tra pocu tempu turnirò dutturi,
dutturi in midicina appatintatu”.

Finu ch’un jonnu tantu disiàtu,
scrissi: “Prestu ritornu a lu villaggiu
ora chi sugnu bellu lauriàtu,
dopurumani mi mentu in viaggiu”.
So patri, ppi no fari jri suru,
’ncuntru cci iu cu cavallu e muru.

Pattunu ri Catania alla scurata
pi camminari sempri a la friscura,
la luna ’nta lu celu appuntiddata
alluminava tutta la natura.

Lu patri cavarcava assai filici
pinsannu: Lu mé figghiu è già dutturi...
quannu chillu vutannusi cci dici:
“Patri, sciugghiti un dubbiu pi favuri:
Sta luna ’ncelu cussi risplindenti,
fossi è la stissa di chilla di Bronti??”
Cci rispundì so patri cu sgumentu:
“Poviri soddi mei ittati o ventu”.

(F. Rizzo)

 

Crucifìssu (crocifisso): “ingiuria” di un ramo della casata Lupo. Altre famiglie con stesso cognome Lupo sono meglio subito identificate dalle rispettive 'nghjùrie: Biscottu, Caszamè, Grarìgghia ‘i lignu, 'Mbaraz­zabbàgghiu, Pacchianu, Peri fiaccati, Sciabbecchi, Santamatta.

Cuffinàri (fabbicanti di panieri): ingiuria di famiglia di alcuni Di Marco (altri Di Marco intesi anche come Guerra, Scrupuruszu) e Incognito. Altre famiglie Incognito sono indicate con Buffa, Cuppurinu, Muffa, Ncrocca e ttira.

Cullarittu = ingiuria di una famiglia Catania (fra i suoi membri anche l'ex deputato regionale Franco). Componenti di altre numerose famiglie Catania portano i soprannomi Baloddu, Buari, Bullatu, Cèsari, Cipulla, Cucciuni, Fugghianu, Giumbillu, Mammini, Marunnuzza, Mmiddari, Murinara, Nìnfia, Mussustottu, Papiti, Peri ‘i poccu, Pisciaru, Pizzuriatu, Pitillu, Sbarratozzu, Scacciarrina, Sciarella.

Cullurùni che non ricordo chi fosse, ma che ho sentito anche come cognome Collorone. (nl)

Cunnici (cornice) = famiglia Mancani.

Cuppurinu = famiglie Incognito e Luca. (altre famiglie Luca)

Curubbasciu (culo basso): soprannome di una famiglia Barbaria.

Ddaruniszi = soprannome di una famiglia Siracusa.

Ddissapitu (insipido): famiglia D’Aquino.

Doria = ingiuria di una famiglia Carroccio.

Dòvicu = Famiglie Spitaleri, Cartillone. (vedi altri Spitaleri)

Drapparu (fabbricante di drappi, gros­solano tessuto che si fabbricava a Bronte): Ingiuria di una famiglia Caraci anche per differenziarla da altre dal sopran­nome Catrinu e Laparu.

Dunnìszi (abitante di Adernò, oggi Adrano): Ingiuria di una famiglia Zambataro e del sig. Pantò, adornese, che aveva sposato una brontese e aveva aperto una bottega per le riparazioni di biciclette; essendo stato da giovane un ciclista lo chiamavano anche 'u ciclista o 'u bricichittista.

Ddùppiu (doppio): famiglia Romano. Altre famiglie col cognome Romano portano i soprannomi Finucchina, Favajana, Gambacutta.

Dragu (drago): Reale. Altri Reale sono Scilla.

Fallaro = ingiuria di una delle tante famiglie Meli (vedi altre). Un Nunzio Meli Fallaro, fra i caporioni della rivolta del 1860, si arruolò anche fra i Garibaldini ma, scrive il Radice, «la camicia rossa non lo salvò dalla galera».

Farina = soprannome di una famiglia Bonina.

Favajana (fava fresca): 'Nhjùria di famiglie Castiglione, Romano, Pappalardo. I Pappalardo sono anche Iimintìni, Mìnguri, Monaco e Pupu.

Fìffiri fòffuri = soprannome di una famiglia D’Antonio.

Firippelli = soprannome di alcune famiglie Castro e Schilirò (vedi altri Schilirò). Fra i Castro c'è anche 'a 'nghjùria Pitrulla.

Firiri = soprannome di alcuni Castiglione (vedi).

Frajunco = Ingiuria di una famiglia Ciraldo. Un suo membro, Nunzio Ciraldo Frajuncu, il matto dell'epoca, fu condannato alla fucilazione dopo un sommario processo per i fatti di Bronte del 1860.

Frattina = soprannome di alcuni Martello.

Fummiraru = soprannome di alcuni Daidone.

Fungiutu (dalle labbra prominenti): famiglie Luca ed Anastasi. Altri Anastasi sono Garatiszi.

Gallina = famiglie Cicirò, Gemmellaro.

Gallu iancu (gallo bianco): soprannome di alcune famiglie Ponzo e Boemi. Ad altre famiglie Ponzo si riferiscono i soprannomi Gliòglira, Nnanna, Naszitani, Quararari e Suvarellu.

Greco Nunzio, inteso "Garibaddi"Gambacutta (gamba corta): soprannome di alcune famiglie Romano e Azzara. Altri Azzara sono intesi Sapunaru.

Gambaragèntu (gamba di argento): ingiuria di una famiglia (Greco?) che abitava vicino alla Matrice. (nl)

Garatìszi (proveniente da Galati M.): ingiuria di un ramo degli Anastasi (A. F.). Altri Anastasi sono Fungiuti.

Gaggiuzza (piccola guancia): famiglie Miano, Lazzaro, Schilirò.  (vedi altri Lazzaro, altri Schilirò)

Garibbaddi = soprannome di Nunzio Greco, simpatico strillone e factotum dell'edicola Sciavarrello di alcuni decenni fa (foto a destra).

Gasparazzo = 'nghjùria di una famiglia Ciraldo. Alcuni, carbonai, componenti di questa famiglia furono fra i rivoltosi, protagonisti nell'Agosto del 1860 dei sanguinosi fatti di Bronte.

Gènia (fem. di genio ) = “Ingiuria” di una famiglia Sanfilippo alla quale apparteneva mia nonna materna (nl). (vedi altri Sanfilippo)

Giòppu = ingiuria di una famiglia Bonsignore.

Giriòru = Gardani.

Giumbillu = famiglia Lo Castro.

Gliòglira = ingiuria di una famiglia Ponzo.

Grarìgghia ‘i lignu (griglia di legno): una delle tante famiglie Lupo.

Grattasassa (gratta salsa): soprannome di alcuni Schilirò. (vedi altre famiglie Schilirò)

Griciszi = ingiuria di una famiglia Ciraldo.

Guaddarutàru (corrotto da “guardia rurale”): “Ingiuria” dei fratelli Meli, macellai del Corso Umberto, "sutta i loggi". (Altre famiglie Meli, vedi)

Guerra = soprannome di alcuni Di Marco. Altri Di marco sono intesi Cuffinàri, Scrupuruszu.

Iimintìni = così nominati i componenti di una famiglia Pappalardo.

Innaru = famiglia Zingale. (altre famiglie Zingale)

= Agati.

Labbrùni: Ingiuria della famiglia Russo (un tempo commercianti di frutta secca) intesa con il soprannome di "labbrùni" probabilmente derivante dal nome che prendeva la chiusura degli antichi catenacci. (altre famiglia Russo)

Laccarìszi: Ingiuria di un venditore di cacucciuricchi.

Lafata = famiglia Schiros. Gli Schiros hanno dato a Bronte un frate, Tommaso (1679-1759), uomo di grande dottrina, eloquenza e santità, amico di papa e di cardinali.

Lambu = famiglia Gangi. (vedi altre omonime famiglie)

Lampu (fulmine): ingiuria dei componenti una famiglia Chiòfalo. Altri Chiòfalo hanno il soprannome Cruci.

Lavandari = famiglie Castiglione, Cartillone.

Leu = Ingiuria di famiglie Schilirò e Spitaleri. Fra gli Schilirò-Leu vogliamo ricordare Gino, professore universitario ed illustre pediatra. (vedi altri Schilirò, altri Spitaleri)

Liodara = famiglia Plastani.

Longi = 'nghjùria di una famiglia Longhitano. Un loro lontano parente (Nunzio Longhitano Longi fu Giuseppe di anni 40, villico), arrestato da Bixio, fu condannato alla fucilazione per i tragici Fatti dell'agosto 1860. (vedi altri Longhitano)

Lucimottu = famiglie Galati, Venia.

Luppinàru: Ingiuria di un venditore di luppini.

Lupurinu = famiglie Caruso, Intraguglielmo. (altre famiglie Caruso)

Maccattìu = nomignolo dalla famiglia Di Bella. Negli anni '50 molto conosciuto era un Peppino Maccattiu, calzolaio.

Maccella = ingiuria di una famiglia Schilirò. (vedi altri Schilirò)

Macchieri = famiglie Currenti e Mancani.

Macciabbeni = così sono identificati i discendenti di un Saitta per distinguerli da altri componenti di altre numerose famiglie Saitta che portano i soprannomi Capillaru, Carrocci, Casillanti, Cicìu, Facigghiuni, Moceri, Mujaiu, Murelli, 'Ngàgghia, Pacìficu, Scallipuszi, Stàbili, Travagghjaoventu, Valin­tini, Vannazza, Zzarrellu. I Saitta hanno dato a Bronte molti illustri personaggi tra i quali ricordiamo un vescovo, un deputato ed il compianto mons. Vincenzo Saitta, l'arciprete fratello ed amico di tutti.

Màiu (maggio): famiglia Basile.

Malucori (cuore cattivo): Portale.

Malvagnotu (del Comune di Malvagna): Bonfiglio.

Mameli = Lombardo.

Mammini = famiglie Sanfilippo, Catania.

Mancu i cani (nemmeno i cani): Nicolosi.

Mangiacrìta (mangia creta): Ingiuria di un ramo di famiglie Gangi, Uccellatore (Fragàru e Tripuranellu sono, invece i soprannomi di altre famiglie Uccellatore). Altre famiglie con cognome Gangi portano le ingiurie Lambu, Ministrari, Pillara, Piruzzu, Puccara, Sciabbecchi, Sosizza, Tratrà.

Mangialàddu (mangia lardo): Potrebbe essere un’ingiuria, ma anche un cognome. A Bronte così veniva indicata una modista con negozio in Corso Umberto, di fronte alla parte nuova del Collegio Capizzi, in altre parti, invece, è un cognome perchè qui ho conosciuto un ortopedico di nome Mangialardo. (nl)

Mangiammèdda (mangia merda): “Ingiuria” di una famiglia Ciraldo per distinguerne i componenti di altre con stesso cognome che hanno 'nghjùrie come Frajuncu, Gasparazzo, Giastrullu, Griciszi, Mònica, Pìu–pìu, Tiszu.

Mangiatabàccu (tabaccoso): Ingiuria di uno Schilirò, barbiere, soggetto di un mio “Fantasma”.

Manùncura (monco): “Ingiuria” di un Mancuso, fabbro, che abitava in via Marconi e di una famiglia Spitaleri (nl) | Altri Mancuso sono intesi Sapunaru.

Maragnu = Ingiuria di famiglie Sofia e Russo. (altre famiglia Russo)

Marittaru (proveniente da Maletto): famiglie Parrinello, Sanfilippo. (vedi altri Sanfilippo)

Marrani: ingiuria di una famiglia Liuzzo (vezzeggiativo dei nomi Leo o Elia), probabilmente di origine ebrea, arrivata a Bronte dalla Spagna nel XVII secolo. Marrani, infatti, erano chiama­ti gli ebrei o gli islamici convertitisi forzatamente al cristianesimo per sfuggire alla persecu­zione.

Marunnuzza (Madonnina): Ingiuria di una famiglia Catania (vedi altre omonime famiglie). Uno dei suoi componenti, Aldo, è stato presidente del Consiglio comunale e consigliere provinciale.

Masticabròru (mastica brodo): “ingiuria” dei Fratelli Isola, commercianti di tessuti.

Matrànguru = famiglia Trovato.

Mavagnu = ingiuria di una famiglia Zingale. Altre omonime famiglie sono Cappelli, Innaru, Vicchiuzzi o Peddi scappi.

Mazzurina = Ingiuria di famiglie Portaro, Cariola, Mazzeo.

Mbarazzabbàgghiu = Nomignolo di un ramo della casata Lupo, specialista in fabbricazione e riparazione di sedie. Un suo componente era chiamato Nonziu landia, e da giovane lavorava nel mulino di Maletto gestito da Pep­pino Mazzaglia e un Ciraldo, (se ricordo bene quest’ultimo nome). (nl)

Michirini = famiglia Di Francesco.

Micia (gatta) = ingiuria di alcuni Castiglione. Di uno di loro, il cav. Nino Castiglione, leggi l'autobiografia e tanti altri ricordi (nella foto a destra: Nino e Tanino Mìcia).

Mmiddari = famiglie Catania, Conti.

Minchiastrèlla: Ingiuria di un vecchio che i caruszàzzi sbertucciavano con una filastrocca offensiva.

Mìnguri = famiglia Pappalardo.

Mirrinu = Imbrosciano.

Mirrùzzu (merluzzo): Ingiuria di un avv. Sanfilippo detto, appunto, mirruz­zu, perché aveva gli occhi chiari come quel pesce. (vedi altri Sanfilippo)

Missiniszi (proveniente da Messina): Ingiuria di una famiglia Interdonato. Un suo componente, Giuseppe, fu sindaco di Bronte nel primo dopoguerra (1946-52).

Moceri = famiglie Saitta, Castanioto. (vedi altri Saitta)

Mollu (molle): famiglie Lazzaro, Attinà.  (vedi altre famiglie Attinà, Lazzaro)

'Mperiu = famiglie Tumio, Portaro.

‘Mparasacchi (che tiene i sacchi per essere riempiti): famiglia Elfio.

'Mprisziuszu = famiglie Capace, Cimbali.

Muffa = famiglia Incognito.

Munachellu (piccolo monaco) = famiglia Venia.

Muni = famiglia Sciacca. Altre famiglie Sciacca si indicano come Cacapignata o 'Ndrevi.

Musciòru = Ingiuria di quel Rubino che costruì un oleificio moderno in Via Card. De Luca proprio di fronte all'altro oleificio della famiglia Lupo. (nl)

Muscitta = famiglia Galati.

Mussustottu (bocca storta): ingiuria di una famiglia Catania. (vedi altre famiglie omonime)

Mustafà: “Ingiuria” dei componenti una famiglia De Luca. Un'altra omonima famiglia è detta invece Bullichèllu o Bullichinu. Fra i De Luca Mustafà da ricordare il Card. Antonio Saverio e l'economista Placido.

Muzzicatu (morso): famiglia Cangemi.

Naddi = famiglia Cavallaro.

Nnanna = Ingiuria di una famiglia Ponzo.

Nanu (nano): Salpietro. Un'altra famiglia è invece detta Bulletta.

Nascamangiàta (naso deturpato dal lupus): “Ingiuria” di un Fiorenza, pittore con negozio sul Corso, davanti al Collegio Capizzi. Vedi nei miei “Fantasmi” Le tre grazie. (nl)

Nascarussa (naso rosso); Ingiuria di un brontese (Caruso?) che aveva la caratteristica del naso rosso forse per abuso di vino (nl). (altre famiglie Caruso)

Naschinu (naso appuntito): ingiuria di una famiglia Mirenda.

Naszitani (provenienti da Naso): Ingiuria dei componenti di una famiglia Ponzo.

Nciullìtta = Cirami.

Ncrocca e ttira = soprannomi di famiglie Incognito, Grassia. Le 'nghjùrie di altre famiglie Grassia: Baffu, Carrazzu, Cucchiarati, Curu sanghignu, Fumia, Giustu, Spezzacatini, Spicchiaru, Stàbili, Tilensi.

’Ndreva o 'Ndrevi = ingiuria di una famiglia Sciacca. Un'altra, omonima, si indica come Muni.

Ngàgghia = Saitta.

‘Nghè-nghè = Meli.

Ngrasciatu (sporco): famiglia Germanà.

Nnicchiarèllu = soprannome di una famiglia Meli.

Ninu Ggiunta: Un simpatico barbone che era solito raccogliere nelle pubbliche vie i gatti trovati morti, portarli a casa e mangiarli.

Nucilla (nocciola) = una famiglia Faranda. Panzarellu è, invece, il soprannome di un'altra.

Nucirò = famiglia Minio.


 

‘A BRUNTISZELLA

La brontesella aveva il vizio di san­tia­re, e per quanto le des­sero sulla voce non sa­pe­va che farci.

Te’, te’, la scellerata!! - le gridava la ma’ - an­co­ra non è del tutto impen­na­ta, e be­stem­mia come suo pa’. Vatti a con­fes­sare se no il diavo­lo ti piglia.

Quella finalmente andò a confessarsi; e san­tian­do disse al pre­te che quando le scappava non sapeva tenersi.

Figlia mia - le domandò quegli - o che l’hai per uso cotesto af­fa­re, che non puoi te­nerti?

E lei: - ‘Gnornò, padre mio: peluso l’ha mia sorella, io l’ho appe­na appena impen­nac­chià­telo.

(Francesco Lanza, “Mimi siciliani, no­vel­le ed altro anco­ra”, G. C. Sanso­ni, Firenze 1946).

 

Nunno = Ingiuria di alcune famiglia Spitaleri e Spedalieri. Un suo membro, Nunzio Spitaleri Nunno, fu condannato alla fucilazione dopo il sommario processo disposto da Bixio per i fatti di Bronte del 1860. (vedi altri Spitaleri)

Orfanu = Prestianni. (vedi altre famiglie Prestianni)

Pacìficu (pacifico): ingiuria di famiglie Saitta ed Attinà. (altre famiglie Saitta, Attinà)

Paciùni (?) “‘a signa Micenza paciuni” abitava nella nostra “ruga”. (nl)

Pagghiazza = “Ingiuria” di una famiglia che abitava in via Marconi.

Pagghiazzu (straccio): ingiuria di famiglie Sanfilippo e Zambataro. (vedi altri Sanfilippo, altri Zambataro)

Pagnoru = famiglia Mavica.

Pagnotta (piccolo pane): ingiuria di una famiglia Schilirò, panificatori per antica tradizione. (vedi altri Schilirò)

Palapalà = ingiuria di una famiglia Marullo. Altri rami dei Marullo portano invece il soprannome Spezzacatìni, Stampazza, Vampatella.

Panterinu = famiglia Calcagno.

Panzutu (panciuto): una famiglia Zappalà. Ganci il soprannome di un altra famiglia omonima.

Papafìnu (?) Vedi Fantasmi, Papafinu.

Pappaleccu (chi balbetta): Saccullo. Altre famiglie omonime sono intese Cilluzzi, 'Mbarazza.

Parrasgja = famiglia Schilirò.

Pasquarini = famiglia Spanò.

Papitelli (piccoli zoccoli): così conosciuti alcune famiglie Pafumi e Meli.

Pasta e lattuca = famiglia Sofia. Molto probabilmente il soprannome, come racconta N. Lupo, fu affibbiato per primo a don Peppino Sofia, agronomo, ma chiamato Ingegnere.

Patipeni (che patisce pene): Ingiuria di una famiglia Pafumi.

Patìnchia (?) Ingiuria di una famiglia (Palermo?) che aveva una cantina in via Santi, angolo Corso Umberto. Vedi “Fantasmi”. (nl)

Patripòviru (padre povero): Ingiuria dei membri di famiglie Luca e Mirenda. Altre famiglie Luca si distinguono per i soprannomi Cacacìciri, Cucchiurella, Cuppurinu, Fungiutu, Ncùcchia pìrita, Puvviraru, Surruscu, Timpanatu, Trumbutu.

Pavurìnu (?) = forse Paolino? Ingiuria dei fratelli Arcidiacono, falegnami con bottega vicino alla chiesa Madonna della Catena, e nipoti di P. Salanitri, parroco della stessa chiesa.

Pèccia vanelli = ingiuria dei membri di una famiglia Saitta. Un contadino membro dei Pecciavanelli è ancora oggi ricordato per il suo canto del battemmàtri (Stabat Mater) alla processione del Venerdì Santo. Fu l'ultimo cantore. Dopo di lui la tradizione è andata perduta.

Pècura janca (pecora bianca): Pinzone.

Peddi scappi (che perde le scarpe): ingiuria dei membri di una famiglia Zingale.

Pell' ‘i crapettu (pelle di capretto): ingiuria dei membri di una famiglia Castiglione.

Peppi Mocèri (o Moggèri) = barbone famoso perché si prestava a piccole commissioni, con specialità di trasportare sacchi di grano al mulino (“Qu’ à mmacinari?”, andava gridando per le strade).

Peri ‘i poccu (piede di porco): ingiuria dei membri di una famiglia Catania. (vedi altre famiglie omonime)

Piattèlla = soprannome dei componenti di una famiglia Conti. Un loro capostipite, Biagio, era il simpatico banditore comunale negli anni '50 balzato agli onori della cronaca per un fatto anch'esso "simpatico" e scaramantico.

Picchitta (pochino): Ingiuria dei membri di una famiglia Mineo. Un'altra omonima famiglia è invece intesa Rizzuni.

Piddichizzi = famiglie Gulino e Perdichizzi.

Pillàri (pellai): ingiuria di un ramo dei Gangi. Molto probabilmente un loro antenato andava alla ricerca di pelli (specie di coniglio e lepre) per rivenderle. (Vedi altre omonime famiglie)

Pillotti = famiglia Macula.

Pinnatu = Trischitta.

Pinnicuni (pennichella, pisolino): Soprannome di famiglie Pernicone, Caruso e Longhitano. I membri di altre famiglie Caruso sono meglio identificati e conosciuti con i soprannomi di Caszarotu, Chiòfaru, Lupurinu, Nascarrussa, Possia, Santara, Talloppu, Zzappunellu.

Pirillu = Longo.

Piruszu (peloso): era l’ingiuria di quel Radice, suocero del dott. Guglielmo Grisley, che era molto peloso. E un po’ della sua peluria l’aveva ereditata anche la bella figlia. (nl)

Pirùzzu (piedino): Era l’ingiuria del calzolaio Gangi che aveva casa e bottega nell’attuale via Aida. Fu per molti anni il nostro calzolaio. Aveva due figli maschi: il più grande laureatosi sposò la figlia di Nicola Benvegna, commerciante di pellame e articoli per calzolai, e andò fuori intra­prendendo la carriera prefettizia. Il fratello piccolo era sarto e morì giovane di infarto a Milano. Questo Gangi aveva il fratello grande che era fabbro con casa e bottega in piazza Spedalieri, sotto il palazzo dell’On. Vincenzo Saitta. (nl)

Pisciari (pescivendoli): famiglia Nicolosi e Catania. (vedi altre famiglie Catania)

Pitìllu (?) = Era l’ingiuria della famiglia Catania che abitava nella vanella ora denominata Via Guerrazzi e di una famiglia Saitta. (vedi altri Saitta)

Pìu–pìu = soprannome di un Ciraldo.

Porilla = famiglia Caudullo. Altri Caudullo sono detti Stampa o Stampazza.

Prighirèlla (che prega sempre): Ingiuria di uno dei fratelli Isola, detti anche “masticabroru“.

Prigurellu = Pagano.

Pullicinella = soprannome di alcune famiglie Zambataro ed Aidala (vedi altri Aidala, altri Zambataro).

Pullicinu (pulcino): famiglie Basile e Longhitano.

Puntilla = famiglia Spata.

Pupu = famiglia Pappalardo.

Purrazzòru (topolino di campagna): Ingiuria che l’amico della nostra famiglia Nunzio Saitta Camuto diede a mio fratello Elio, che in questi giorni compie 80 anni e al quale faccio tantissimi auguri, perché era minuto ma vispo. Egli da piccolo seguiva il nostro amico nelle sue battute di caccia alla Difesa e dintorni, ma spesso non trovavano la sospirata pernice o la succulenta lepre e, quindi, tornavano con il carniere pieno del profumato origano. (nl)

Purella = famiglia Todaro.

Puvviraru (adibito ai fuochi d'artificio, pirotecnico): famiglie Luca, Longhitano e Costa. (altre famiglie Luca, Longhitano)

Quacinari (venditori o fabbricanti di calce): famiglia Camano.

Quagliarellu = Nicosia.

Quararari (calderai): ingiuria della famiglie Cassarà e Ponzo, derivata dal loro lavoro di calderai. (da V. S.)

Quattròcchi (quattro occhi): soprannome di una famiglia Meli. Quattrocchi è anche un cognome. (vedi altri Meli)

Quattru iìrita (quattro dita): Soprannome di una famiglia Longhitano.

Quattruscròcchi (quattro fermagli): Soprannome di famiglie Russo e Spitaleri.

Quattucciu (un piccolo quarto): famiglia Furnari. Altra famiglia omonima è soprannominata Scanna.

Quòcuna = Gatto.

Ralògiu (orologio): Cordaro.

Rraluggiàru (orologiaio): famiglia Greco. Di uno di loro parla N. Lupo in un simpatico racconto.

Randazzìszi (proveniente da Randazzo): soprannome di famiglie Maugeri e Abate. “U randazzisri” era l’ingiuria del sig. Maugeri che aveva sposato una Meli guaddarutaru e aveva un caffè sul Corso Umberto, angolo via Prof. Placido De Luca.

Rapè (?) Ingiuria di una famiglia Meli e di quel suonatore di piatti di cui parlo nei miei nuovi “ Fantasmi” (nl) | Rapè è l'ingiuria riferita anche ad un calzolaio, fratello della “signa” Concettina Rapè, titolare del tabacchino di Via Matrice, proprio davanti al vecchio carcere. Termine mutuato dal francese “rapè” =  raspato. In italiano: tipo di tabacco da naso nero, non raffinato come quello biondo (Treccani, Dizionario della lingua italiana) (Mario Rappazzo)

Riavurazzi (diavoloni): famiglia Currenti.

Rriccu villanu (ricco contadino): famiglia Meli.

Rrimiti (eremiti, isolati): Soprannome di una famiglia Scarlata.

Rristùccia (stoppie): Soprannome di una famiglia Gulino. Altre famiglie dal cognome Gulino portano i soprannomi Addìa, Cacamarrùggiu, Ficaroru, Gaburazza, Piddichizzi.

Rrizzuni (grosso o molto riccio): Ingiuria della famiglia Mineo. Un'altra famiglia è invece detta Picchitta.

Rrobba gallini (ruba galline): Soprannome di una famiglia Meli.

Sacristanu (sagrestano): D'Amico.

Saddàru (pescivendolo, venditore di sarde): Ingiuria di Salvatore Bruno, mio padrino di battesimo. (nl)

Sanguinazzu = Prestianni. (vedi altre famiglie Prestianni)

Santamatta = una famiglia Lupo (vedi altre famiglie omonime). Dei Lupo Santamatta vogliamo ricordare il prof. Mario Lupo (Bronte 1904-1986), chimico molto noto ed affermato, instancabile promotore dello sviluppo socio-economico di Bronte, più volte consigliere comunale e vice sindaco dal 1956 al 1962. A Lui Bronte ha dedicato la Zona artigianale del Ss. Cristo.

Sapunaru = famiglie Azzara, Mancuso, Papotto. Altri Azzara sono intesi Gambacutta; altri Mancuso Manùncura; altri Papotto Cicarelli.

Saranèlli: l'ingiuria contraddistingue i componenti di una delle numerose famiglie Longhitano. Altre famiglie Longhitano sono i Bastuni, i Checchi”, i Cèsari, i Bizzùni, i Chicchìtti, i Puttella, i Chiavuni, i Giardinara, ... (vedi altri). La più conosciuta dei Saranelli era la famosa fruttivendola Maria Caruso Longhitano (foto a destra) con negozio di frutta e verdura del Corso principale, angolo Via Annunziata. A «‘nghiuria» di questi Longhitano, a quanto affermava Giosuè Longhitano-Saranellu, sembra che abbia origine da un antenato che, venditore ambulante, vendesse tutto “a sei granelli”. (aL)

Sbrandinu = Soprannome di famiglia Castiglione e Grigoli.

Scaccagnu = Soprannome di una famiglia Messina.

Scacciarrina = Soprannome di famiglie Messineo, D’Aquino e Catania. Fra gli Scacciarrina Messineo giova ricordare l'illustre Padre Antonio Messineo, sacerdote gesuita.

Scagghjtta: vedi Fantasmi, Filippo Spitaleri detto scagghìtta. (vedi altri Spitaleri)

Scallozzu = famiglia Petrina.

Scampanavàcchi (che toglie la campana dal collo di vacche): Ingiuria di una famiglia Schilirò. (vedi altri Schilirò)

Scarafazzu = famiglia Saporito (altri Saporito sono intesi Frazzatò).

Sciabbecchi = 'Nghjùria di famiglie Gangi, Lupo. 

Sciancatelli = famiglia Messineo. Altri Messineo sono intesi Scacciarrina.

Scilla = famiglia Reale. Altri Reale sono Scilla.

Scimùni (?) = Ingiuria dei Leanza, commercianti di mandorle e pistacchio, con negozio in Corso Umberto angolo Via Sabotino. Un loro discendente, Salvatore, è stato vice presidente della Regione siciliana e sindaco di Bronte nel 2002.

Sciurtinu = famiglia Bertino.

Sciurtanu = famiglie Màcula, Màvica, Florio.

Scupitteri (aggiusta fucili) = famiglia Longhitano.

Settiquatti (sette quarti): Lazzaro. (vedi altri Lazzaro)

Settitesti = uno dei Pappalardo.

Sferru vècchiu (ferro vecchio): famiglia Foti. Altri Foti sono detti Belligambi.

Speza (spezia)= famiglia Fazio.

Spezzacatìni (spezza catene): Antico soprannome di alcune famiglie Grassia, Marullo e Schilirò. Alcuni loro componenti sono citati con questo soprannome ("spezza catene") negli atti del Processo per i tragici fatti dell'agosto 1860.

Spirione = 'nghjùria di una famiglia Samperi. Un suo componente, Nunzio, nel lontano 1860, arrestato da Nino Bixio dopo i sanguinosi fatti dei primi di Agosto, dopo un sommario processo fu condannato alla fucilazione.

Stampazza = alcune famiglie Caudullo e Marullo. Altri Caudullo sono detti Porilla.

Stigghiurèlla (involtino di interiora) = Ingiuria di un calzolaio di via Catania, soggetto di un mio nuovo “Fantasma”. (nl)

Stratunaru (stradino) = famiglia Armenia.

Strazzabètturi (strappa bisacce): ingiuria di una famiglia Salanitri.

Strùmburu = Soprannome di una famiglia Palermo. Altra famiglia omonima porta 'a nghjùria Criaturi.

Stummachellu (piccolo stomaco): ingiuria di una delle tante famiglie Longhitano.

Sturia = Galvagno.

Suddu = famiglia D’Arrigo.

Suggi (topo): Ingiuria di una famiglia Castiglione il cui esponente era Salvatore, Segretario al Comune di Bronte. Vedi i miei “Fantasmi”: Itinerari brontesi (nl) | Leggi pure la "storia americana" di Gino Castiglione detto "Ginu Suggi".

Suggiari = famiglia Paparo.

Suvarellu = famiglia Ponzo.

Tàccia (chiodo): famiglia Minissale. (vedi altri Minissale)

Taddi = famiglia Tardo.

Talianu (italiano): famiglia Bonsignore.

Tamburineri = famiglia Piazza.

Tarallu = Ingiurie di famiglie Saitta, Susinna. (vedi altri Saitta).

Tascazza = famiglia Rubino. Muscioru il soprannome di un'altra famiglia omonima.

Taschittellu (piccolo berretto): Galvagno.

Tattàgghia = soprannome dei membri di una famiglia Castiglione.

Tingituri = Caponnetto.

Tistazza (testa grossa): Ingiuria di una famiglia Schilirò. (vedi altri omonimi)

Tiszu (teso): famiglia Ciraldo. N. Lupo scrive di un prete (Patri Tiszu), grande cultore della musica d'organo.

Tizzunelli (piccoli pezzi di legno ardenti): fam. Longhitano. (vedi altri Longhitano)

Tràcina = famiglia Straci.

Tramuntana (vento di tramontata): Ingiuria di famiglie Pecorino e Prestipino.

Tratrà = soprannome di una famiglia Gangi. (vedi altre omonime famiglie)

Travàgghiaoventu (lavora al vento): Antica ingiuria di alcune famiglie Saitta e Castiglione. (vedi altri Saitta)

Trigghiùni = Era l’ingiuria di un aiuto fuggiàru di don Francesco Paolo Benvegna, il quale la sera faceva l’operatore al cinema (gestito dai f.lli Benvegna) e diventava il bersaglio della marmaglia quando la pellicola si rompeva (il che accadeva molto spesso) o quando molti non riuscivano a leggere per intero le didascalie, perchè allora non c’era ancora il sonoro, ed essi leggevano a stento.

Tripitò = famiglia Virzì.

Tri ppiri = tre peli (una ingiuria ricordatami dal prof. Nunzio Longhitano). Così sono indicati i membri di una famiglia Minissale tra i quali il dott. Pietro Minissale, già ufficiale sanitario, forse per un neo peloso che aveva lui o qualche suo parente. Fra i suoi membri ricordiamo Giuseppe, sindaco di Bronte nel 1955 e Mons. Antonino Minissale, teologo ed insigne studioso di esegesi biblica (1935 - 2011). (vedi altri Minissale)

Troccuracura = famiglia Grigoli. Altri Grigoli sono Turellu e Zopiru.

Trollorò = Ingiuria della famiglia Fallico. I Trollorò erano parenti dei Calì e Radice (il maestro) e avevano una casa alla Cisterna tra quella del Radice e la nostra, ormai venduta. Un'altra famiglia Fallico porta invece 'a 'nghjùria "Cucchi". (nl)

Tumbarellu = famiglia Cimino.

Turellu = famiglia Grigoli. Zopiru e Troccuracura è 'a nghjùria di altri Grigoli.

Truppicanchiànu (inciampa dove è pianeggiante): Ingiuria di un personaggio dei miei Fantasmi, vedi Bolo. (nl)

Turniaturi = famiglia Adornetto.

Vannazzu = soprannome di famiglie Saitta, Vitanza.

Vèduva allegra = Zambataro (vedi altri Zambataro).

Zabbaddèru = Bertino.

Zzaccagnini = Soprannome di una famiglia Minissale. (vedi altri Minissale)

Zaccarruni = una delle tante famiglie Longhitano (vedi altre).

Zzappunellu (zappetta): soprannome di famiglie Longhitano, Caruso, Barretta, Biuso. (ingiurie di altre famiglie Longhitano, Caruso, Biuso)

Zzicca (zecca): Crucillà.

Zzòllaru (escremento di topo): una delle tante famiglie Longhitano (vedi altre).

Zopiru = famiglia Grigoli. Troccuracura e Turellu 'a nghjùria di altre famiglie Grigoli.

Zzoppa = Era l’ingiuria con la quale veniva indicata una signora della nostra ruga: ‘a zz’a Nonzia ‘a zzoppa. (nl)

Zunghì = famiglia Calanna.


 


FANTASMI

di N. Lupo

Storiette paesane
seconda edizione

Leggi il libro
in formato

Nicola Lupo: "Fantasmi"
     

Piccolo vocabolario brontese di N. Lupo

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