Home Page

Notizie, Eventi Socio-Culturali e non

MAGGIO / LUGLIO 2006

Ti trovi in: Home-> News da Bronte

News dei mesi  precedenti | seguenti


14 Luglio 2006

I manager della truffa

Denunciati 4 imprenditori: incassavano contributi falsificando documenti

Avevano sottoscritto regolare istanza in banca presentando pure un dettagliato business plan per ottenere i finanziamenti delle legge 488, poi però, incassato il contante, due società di Bronte non si sono accontentate di aver ottenuto il 50% di contributo ed hanno studiato il modo con cui lucrare in nero.
Così una società ha ben pensato di incassare il danaro senza comprare nulla; ed un'altra; invece di acquistare beni e macchinari nuovi con l'aiuto di una seconda società del Veneto, ha deciso di acquistarli usati, ricevendo però in cambio fatture gonfiate.

Tutto è andato bene fino a quando la Guardia di finanza di Bronte non ha deciso di indagare e mettere sotto il microscopio i finanziamenti che le aziende del territorio in questi anni hanno ottenuto con la legge 488. Alla fine sono emerse frodi fiscali e indebite percezioni di finanziamenti comunitari per circa 1,5 milioni di euro che le due società erano riuscite a truffare, con l'operazione che è culminata, con la denuncia dei due rappresentanti delle società brontesi e di due imprenditori veneti che, avendo emesso le fatture gonfiate, hanno favorito la truffa.

Per tutti l’accusa è truffa aggravata per conseguimento di erogazioni pubbliche, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti e falso, Le società brontesi operano entrambe nel settore dell'industria ed insieme danno lavoro a circa 15 operai che comunque, al momento, non rischiano il posto di lavoro. Le «fiamme gialle», infatti, oltre a denunciare i rappresentanti hanno soltanto sequestrato i documenti, permettendo alle aziende di continuare ad operare.

Certo l'accusa è grave e soprattutto indice di un fenomeno forse più esteso di quello che si possa pensare, soprattutto per un giro di affari che si svolgerebbe nel nord Italia dove, come in questo caso, delle imprese documentano false spese sostenute per la realizzazione del progetto alle società titolari dei finanziamenti o addirittura emettono fatture per operazioni in tutto o in parte inesistenti. Per questo le indagini continuano sia in Sicilia sia nel Veneto per verificare se e quanto le aziende del nord ci hanno guadagnato in tutta l’operazione e con l'obiettivo di rendere più trasparenti le spese di alcune aziende, che con il contributo della 488 dovrebbero aumentare le produzioni siciliane e dare lavoro, ed invece ne approfittano illegalmente per arricchirsi. [L. S.]


14 Luglio 2006

Bronte, frode Ue da un milione e mezzo

La guardia di finanza ha denunciato 4 persone indagando sugli incentivi della 488

14 Luglio 2006

Frode con la “488”, la finanza scopre grisbì miliardario

Frodi fiscali e indebite percezioni di finanziamenti pubblici per oltre un milione e mezzo di euro sono state scoperte dalla Guardia di Finanza di Bronte. Quattro persone sono state denunciate: dovranno rispondere di truffa aggravata per conseguimento di erogazioni pubbliche, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti e falso.

Le Fiamme gialle, su indicazione del comandante provinciale, col. Agatino Sarra Fiore, hanno monitorato alcuni finanziamenti assegnati con la legge 488, uno dei più importanti strumenti d'incentivazione per rilanciare l’attività produttiva delle aree depresse del Paese.

Dalle indagini è emerso che una delle imprese ha acquistato beni usati pari al 30% del finanziamento ottenuto, mentre invece un'altra, avvalendosi di fatture per operazioni inesistenti, non ha sostenuto alcun costo.
Altre imprese, ancora avevano fittiziamente documentato spese sostenute per la realizza­zione del progetto agevolato.

Coinvolte nella vicenda anche società con sede nel nord Italia che avrebbero emesso a favore delle imprese beneficiarie dei finanziamenti pubblici, fatture per operazioni in tutto e in parte inesistenti.

L'attività investigativa in questi “filone” proseguirà in tutta la provincia.

C’era chi acquistava beni solo con il 30 per cento dei fondi disponibili, chi otteneva fatture per operazioni inesistenti chi aveva documentato false spese
Frodi fiscali e indebite percezioni di finanziamenti pubblici per oltre un milione e mezzo di euro sono state scoperte dalla Guardia di finanza di Bronte che ha eseguito dei controlli a carico di due aziende brontesi, costituite nel 2000, impegnate nel settore industriale …
(…) I finanzieri hanno denunciato all'autorità giudiziaria le irregolarità riscontrate e il fascicolo è, adesso, passato ai magistrati competenti, cui spetterà il compito di accertare le responsabilità contestate dagli uomini delle Fiamme Gialle. …[Letizia Carrara]


12 Luglio 2006
NUOVA GRANDINATA

Agricoltura in ginocchio

I produttori di frutta a Bronte ricorderanno la prima metà di luglio di quest’anno come uno dei periodi più funesti per l’agricoltura. Ai danni procurati dalla grandinata del primo luglio adesso si aggiungono quelli causati martedì sera, quando una seconda grandinata ha finito per distruggere quello che 15 giorni fa si era salvato: «Ormai possiamo dire che l’intero raccolto è andato distrutto – dice il consigliere Nunzio Castiglione – con gradi danni dal punto di vista economico. Il sindaco Firrarello ha già chiesto lo stato di calamità naturale nella speranza che la Regione si renda conto di quanto accaduto».
Per i produttori di pere, infatti, neanche, i risarcimenti delle assicurazioni potrebbero coprire i danni provocati dalla grandine che a loro dire si ripercuotono anche negli anni successivi.



7 Luglio 2006
Abigeato. In quattro avrebbero sequestrato un pastore, portando via gli animali non si sa come. Molti aspetti poco chiari

Ladri di bestiame a Bronte, svanisce gregge di trecento pecore

Hanno portato via qualcosa come trecento pecore senza che il proprietario del gregge si accorgesse delle modalità utilizzate i rapinatori. L'uomo, che ha denunciato solo ieri pomeriggio l'episodio ai carabinieri, è avvenuto invece, lunedì scorso. Il pastore avrebbe raccontato ai carabinieri della compagnia di essere stato assalito di notte da una banda di malviventi, almeno quattro persone, che hanno fatto irruzione nell'ovile, in una contrada del comune pedemontano e che quindi hanno cominciato a spingere le pecore fuori. Certo, trecento esemplari è un bel carico di refurtiva che tre ad avere un valore ingente di circa trenta mila euro, così come dichiarato dallo stesso allevatore ai militari dell'Arma.
Una refurtiva decisamente ingombrante per non accorgersi del modo con cui è stata portata via. Con molta probabilità, quindi, i malviventi erano attrezzati con un carro se non addirittura più d'uno. La vittima del furto sarebbe stato minacciato con delle armi e sarebbe stato impossibilitato a chiedere aiuto. A quell'ora tra l'altro, in piena campagna non ci sarebbero stati molti passanti a cui rivolgersi. In ogni caso, la denuncia è stata sporta addirittura tre giorni dopo. [Le. Ca.]



7 Luglio 2006

Passaggio della campana al Rotary Aetna di Bronte

Con la cerimonia del passaggio della campana, comincia per il Rotary Aetna nord-ovest di Bronte l'anno rotariano 2006-2007. Dopo aver ricevuto le consegne da parte del "past president”, dott. Giuseppe Saraniti, il neopresidente dott. Lorenzo Scalisi ha comunicato ai soci e agli ospiti che per svolgere al meglio l'attività rotariana si avvarrà del vicepresidente Paolo Falanga, del segretario Rosario Batticani, del tesoriere Alfredo Meli e del prefetto Biagio Martelli. I consiglieri invece sono Nunzia Russo, Lorenzo Capace, Giuseppe Panarello, Michele Biondi e Michele Romeo. Valerio Saitta invece è stato nominato vicequestore. (...)


3 Luglio 2006
DISTRUTTO IN ALCUNI CASI IL 90% DEL PRODOTTO. DANNI PER CIRCA 5 MILIONI DI EURO

Grandine grossa come noci

Il raccolto delle pesche e delle pere va in rovina

La violenta grandinata di sabato sera ha messo in ginocchio l’intero comparto della frutta fresca del versante nord ovest dell’Etna che già si preparava a raccogliere i frutti di una intera stagione. Il territorio funestato è quello della vallata dell’alto Simeto compresa tra i comuni di Bronte e Maniace per un’estensione di circa 300 ettari. La grandine, grossa come noci, in circa 2 ore, ha completamente devastato le colture di pere e pesche che, proprio nel momento in cui il frutto si preparava ad ingrossarsi. Per i coltivatori un vero e proprio disastro, constatato con i propri occhi alla fine del temporale, quando buona parte dei frutti ormai erano completamente distrutti perché o caduti in terra o gravemente colpiti sulla buccia. In molti frutteti ad essere colpito è stato il 90% del prodotto con il rischio di gravi ripercussioni dal punto di vista economico.

Da una prima stima, infatti, guardando l’estensione del territorio colpito che da Bronte si spinge fino a buona parte del territorio di Maniace e di Cesarò, si possono calcolare danni per circa 5 milioni di euro anche se per gli agricoltori i danni sono di entità di gran lunga maggiore avendo la grandine compromesso anche la prossima stagione: “Proprio così. – affermano alcuni agricoltori particolarmente preoccupati – I veri danni, che oggi non possiamo calcolare, sono quelli indiretti cui ci renderemo conto negli anni successivi. In quasi tutte le piantine e soprattutto in quelle più piccole la furia del maltempo ha strappato le foglie, con la grandine che ha finito per distruggere le gemme a frutto”.

In pratica c’è il rischio che nelle ferite di insedino dei patogeni, ed allora si che i danni saranno incalcolabili, oltre al fatto che ci vorrà più di una campagna agraria per poter ottenere nuovamente produzioni apprezzabili.

In soccorso degli agricoltori si sono schierati i due sindaci di Bronte e Maniace, il senatore Pino Firrarello e Salvatore Pinzone Vecchio che chiederanno il riconoscimento dello stato di calamità naturale: “Attiveremo tutto quanto possibile – dicono - per venire incontro a coloro che hanno subito questi danni, che oggi, a ragione, definiamo catastrofici. Questo territorio, infatti, spesso viene funestato da eventi atmosferici che rovinano il lavoro di anni”.
Poi Firrarello conclude: “Gli agricoltori devono essere maggiormente informati sulle direttive che consentono loro di attivare delle assicurazioni attraverso il contributo dello Stato e della Regione, che in questo caso sarebbero certamente venute incontro. Assicurazione che però oggi non riconoscono i danni i cui effetti si vedono negli anni successivi, per questo io stesso mi farò portavoce di una modifica legislativa affinché l’agricoltore trovi finalmente vantaggioso assicurarsi”.



1 Luglio 2006
BRONTE CAPITALE DELL’UROLOGIA

Convegno al Castello sull'Andrologia

Ha riunito i maggiori specialisti del settore il convegno “Andrologia oggi: tra Urologia ed Endocrinologia”, che si è svolto all’interno del Castello Nelson di Bronte, organizzato dall’Unità operativa di Urologia dell’Ospedale “Castiglione Prestianni” di Bronte, diretta dal dott. Giuseppe Salvia, dal Servizio territoriale di Endocrinologia di Bronte, di cui è responsabile il dott. Franz Lanzafame e dall’Asl 3 di Catania.
Dopo i saluti del sindaco, grande interesse ha destato la relazione sulla chirurgia del transessualismo tenuta dal prof. Carlo Trombetta della Clinica urologica e scuola di specializzazione in urologia dell’Università di Trieste e quella del prof. Furio Pirozzi Farina della Clinica Urologia di Sassari sulla senescenza maschile e i suoi effetti sulla qualità di vita.

“L’infertilità maschile e la disfunzione erettile, - hanno affermato il dott. Salvia ed il dott. Lanzafame – sono patologie che oggi possono essere curate, con una buona prevenzione in età giovanile che è possibile fare attraverso delle visite di controllo nei nostri reparti”.

Durante i lavori nutrita è stata la partecipazione delle Scuole catanesi con i professori Motta e D’Agata. Presenti anche numerosi Urologi (Morgia, Giammusso, Nicolosi, Serrao, De Grande, Aragona, Mastroeni, Ranno, Minaudi e Pavone), insieme con endocrinologi (D’Agata, Calogero, Vicari, Vetri, Sidoti, Smedile di Messina, Giacchetto), ginecologi (Falcidia, Bellanca, Meli, Caudullo) e la Biologa Vento.



30 Giugno 2006
PROCESSO D'APPELLO

In primo grado il rito abbreviato si concluse con 11 condanne. Ieri la requisitoria del procuratore generale Bua, la sentenza attesa per il 6 lug1io

La mafia di Bronte tra racket e agguati
l'accusa chiede la conferma delle pene

Bronte. (*albo*) Conferma delle condanne per tutti gli imputati del processo "Tunnel" che in primo grado furono giudicati col rito abbreviato. Ieri in Corte d'Appello si è svolta la requisitoria del procuratore generale Francesco Bua. Per la sentenza si dovrà attendere probabilmente la prossima settimana. Le condanne chieste per gli imputati sono comprese tra i tre e i dodici anni, undici in tutto gli accusati al processo che fa riferimento al blitz scattato a febbraio del 2004 quando i Carabinieri eseguirono venti fermi tra Maniace, Vizzini, Cesarò, San Teodoro e Bronte.
In primo grado il processo si concluse con undici condanne e una sola assoluzione. Fu condannato a 14 anni di reclusione (in continuazione con una precedente sentenza) colui che è considerato il boss, Francesco 'Ciccio' Montagno Bozzone per il tentato omicidio di Giuseppe Gullotti, avvenuto il 16 febbraio 2002. La stessa accusa era contestata al fratello Mario Montagno Bozzone, cui furono inflitti dieci anni, un mese e dieci giorni. Dodici anni di reclusione ciascuno a Claudio Reale e Antonino Triscari, accusati dell'agguato ad Alessandro Franco. Otto anni a Signorina Sciacca e Vincenzo Sciacca di Bronte.

Cinque anni e due mesi toccarono a Giuseppe Leanza, Peppe a mafia, quattro a Giuseppe Cartillone, u pisciaru, tre anni e quattro mesi a Antonino Sciacca così come a Franco Conti Taguali, di Maniace, (la cui posizione era stata inizialmente stralciata), due anni e otto mesi per Giovanni Pruiti, di Cesarò. Fu scagionato per non aver commesso il fatto Gaetano Ragusa, detto 'Tano Calluvale' di Cesarò. Nel collegio difensivo gli avvocati Isabella Coppola, Mario Brancato, Maria Caltabiano, Maria Lucia D'Anna, Francesco Ciancio Paratore, Stella Rao, Enrico Trantino, Maurizio Abbascià, Carmelo Schilirò, Antonio Managò.
Gli imputati avrebbero fatto parte di una vera e propria organizzazione mafiosa che ora è stata riconosciuta anche in un'aula di tribunale. In particolare, la cosca che farebbe capo a Ciccio Montagno Bozzone sarebbe stata un'appendice della cosca catanese di Santo Mazzei u' carcagnusu nella città del pistacchio. La prossima udienza è prevista per il 6 luglio giorno in cui potrebbe essere emessa la sentenza del processo d'appello.



29 Giugno 2006

Bronte, sferra un pugno a carabiniere
arrestato (con l’amico) per violenza

Innervosito ed arrabbiato per essere stato fermato dai carabinieri, quando si è visto contestare la guida senza casco del proprio motorino, spalleggiato dal compagno, ha sferrato un pugno al militare che chiaramente lo ha immobilizzato èd arrestato. E' accaduto a Bronte; in pieno centro, dove i carabinieri della locale Stazione martedì in tarda serata erano impegnati ad effettuare dei controlli per garantire sicurezza durante le calde estati estive.

All'improvviso, L. S. e F. R. due ragazzi di 20 anni che nella vita fanno gli operai, sono arrivati in motorino di gran carriera e senza indossare il casco proprio dove i militari avevano istituito un posto di blocco. Appena hanno visto la paletta che gli intimava l'alt, i due hanno tentato di fuggire, ma bloccati dai carabinieri sono stati costretti a fermarsi ed esibirei documenti: Pensavano di riuscire a cavarsela senza neanche una contravvenzione e quando invece hanno  capito che stavano per avvivare delle sanzioni pesanti ai due sono «saltati i nervi».

C’è stata qualche parola in più, fino a quando uno dei due, spalleggiato dal compagno ha sferrato un pugno al carabiniere. Il giovane è stato subito immobilizzato e condotto, insieme con il compagno, in caserma dove si è passati dal possibile sequestro del motorino, all’arresto per violenza e resistenza a pubblico ufficiale per entrambi. I carabinieri durante la stagione estiva intensificheranno i controlli nelle strade del centro di Bronte al fine di garantire una estate sicura. [L. S.]


 

27 Giugno 2006

IL RISULTATO DELLA CONSULTAZIONE POPOLARE

REFERENDUM COSTITUZIONALE

Anche Bronte dice "No"

A Bronte ha vinto largamente il "no" alla legge di riforma della parte seconda della Costi­tuzione. La consultazione si è svolta nelle giornate di domenica 25 e lunedì 26 giugno regi­strando a Bronte un voto largamente contrario alle modifiche costituzionali volute dal Centrodestra di 4.545 elettori (il 76,11%, contro il 69,9% a livello regionale ed il 61,4%, percentuale nazionale).

Bassa però l'affluenza alle urne: appena il 41,55%, contro il 43,6% regionale ed il 53,6% nazionale. Questo era il secondo referendum costituzionale sottoposto agli italiani, il primo è del 2001; a differenza dei referendum abrogativi, non era necessario il raggiungimento di un quorum di votanti.

A destra una tabella con i numeri brontesi del referendum.

Referendum costituzionale

Elettori 14.887 ( 7.023 maschi / 7.864 femmine)
Votanti6.187 (41.55%)
Voti validi5.972
Schede bianche59
Schede nulle156
Voti favorevoli (si): 1.427 (23,89%) Voti contrari (no): 4.545  (76,11%)

GLI ALTRI REFERENDUM: Divorzio (1974), Legge elettorale dell'Ars (Maggio 2005), Fecondazione assistita (Giugno 2005), Legge elettorale (Giugno 2009), Acqua, Nucleare, Legittimo impedimento (Giugno 2011)

 


25 Giugno 2006

La primaria Sciarotta vince il diploma di primo premio

«Giornalisti per gioco»

La bella notizia è giunta inaspettata, inattesa, a distanza di qualche anno dalla pubblicazione della copia di giornale che ora ha ottenuto l’importante riconoscimento: «Ho il piacere di comunicare che la commissione preposta alla scelta dei 10 migliori giornalini scolastici ha ritenuto il Giornalino della Sua scuola meritevole del diploma di primo premio...».

Questa la comunicazione inviata dal Presidente dell'Anapie, Matteo Gioiosa, al referente scolastico del 2° circolo didattico della scuola primaria Sciarotta di Bronte, insegnante Ninetta Castiglione. I diplomi sono stati consegnati agli alunni delle classi IV^ e V^ A, autori del giornale della scuola dal titolo Giornalista per gioco, nell'ambito della festa internazionale della scuola, tenutasi a San Nicandro Garganico in provincia di Foggia.
Il riconoscimento avvenuto a distanza di tempo, ha colto di sorpresa anche le insegnanti del Plesso Sciarotta, coordinatrici del progetto, Ninetta Castiglione, Enza Scala e Carmela Butano, proprio perché il premio conferito, fa riferimento a uno dei progetti inseriti nel piano di offerta formativa dello scorso anno, redatto dagli alunni durante l'anno scolastico 2004-05.

L'importante manifestazione di livello internazionale, giunta quest'anno alla IV^ edizione, viene organizzata dall'Associazione Nazionale Amici dei Parchi Italiani ed Europei, con il patrocinio dalla regione Puglia, la provincia regionale di Foggia, numerosi altri enti istituzionali, nonché sponsorizzata da «La Gazzetta del Mezzogiorno» e vanta l’adesione e, la partecipazione di numerose star della tv. Bronte, comune inserito tra il parco dei Nebrodi e il parco dell’Etna, ha offerto numerosi spunti ai ragazzi del plesso Sciarotta che sulla copia numero 2 (quella scelta dalla commissione) del giornalino, giunto al terzo anno di redazione hanno avuto modo di proporre un sommario di tutto rispetto, fornendo dettagliate e interessanti notizie sulla storia dei due parchi, riportando interviste, curiosità, notizie utili sui percorsi escursionistici, fotografie e indicazioni turistiche dei comuni costituenti i due parchi.

Ma non solo. Perché il giornale ha dedicato pagine alla storia e alla cultura, all'arte e all'immagine, alla poesia, alla famiglia, dando anche risalto all’importante ruolo dei nonni e a Karol Woityla, papa amato dai giovani. Insomma, una esperienza che la delegazione di docenti, con a capo il preside Angelo Smario e gli alunni partecipanti, non dimenticheranno tanto facilmente.

Il progetto sarà sicuramente riproposto, come dichiarato dall'insegnante Ninetta Castiglione: «Per i ragazzi e per la scuola è stata una grande soddisfazione, riproporremo il progetto fra qualche anno, quando i ragazzini delle terze classi saranno in quinta. Lo attenzioneremo in modo particolare, per l'importanza, la validità e soprattutto per i momenti di aggregazione e di scambio culturale, vissuti con le numerose scuole nazionali ed europee presenti». Intanto i bambini, oggi giornalisti per gioco, lavorano con tanto entusiasmo, sognando forse, di poter diventare un domani, dei veri giornalisti. [Aldo Reale]



24 Giugno 2006

Bronte. Il fuoco appiccato in tre punti lungo la sp. che collega la ss. 120 fino al centro abitato di Maletto

Incendio doloso distrugge 50 ettari

Le fiamme si sono sprigionate alte sfiorando l’area di Gurrida rimboschita con alberi pregiati

E' certamente di origine dolosa l'incendio che ieri mattina intorno le 12,30 ha distrutto circa cinquanta ettari di terreno demaniale dedito a pascolo in contrada Casitta. Le Guardie forestali del distaccamento di Bronte, guidate dal comandante, maresciallo Vincenzo Crimi, in proposito non hanno dubbi. Il fuoco, infatti, sarebbe stato appiccato almeno in tre punti lungo la strada provinciale che collega la strada statale 120 fino l'abitato di Maletto, con le fiamme che, favorite fra l'altro dal forte vento che ieri ha soffiato insistentemente verso est, si sono propagate fino a contrada Gurrida, dove solo grazie all'intervento delle guardie forestali, delle squadre antincendio di Bronte e di Maletto e di due elicotteri, non hanno interessato l'area di Gurrida, rimboschita con alberi di roverella, pino e ginestra.
L'allarme è scattato alle 12,30 quando la vedetta della postazione di Poggio Filicia ha segnalato un fumo abbastanza intenso in contrada Casitta. Sul posto è quindi arrivato il comandante Crimi che ha coordinato gli interventi. Quattro guardie forestali e venti uomini in tuta arancione con due autobotti si sono lanciati fra le sterpaglie carbonizzate dal passaggio del fuoco buttando acqua. Quando il comandante Crimi si è accorto però che a causa del vento le operazioni di spegnimento si prolungavano rischiando di interessare il bosco, ha chiesto l'intervento aereo. Sul posto sono presto arrivati l'elicottero in forza al Corpo forestale e quello della Marina militare che, prelevando l'acqua dal lago di Gurrida hanno effettuato circa 40 lanci.
In alcuni momenti si è temuto anche per un allevatore che si è avventurato fra le sterpaglie in fiamme per allontanare gli armenti dall'area incendiata. Essendo un terreno esclusivamente dedito al pascolo i danni registrati non sono stati poi così ingenti, ma le indagini continuano per individuare chi può avere interesse a dare alle fiamme un terreno dedito a pascolo. [L. S.]



23 Giugno 2006
«JONIAMBIENTE». ABBATTIMENTO DELLE TARIFFE

Rifiuti, in 7 Comuni differenziata al via

Stop all’usa e getta a Calatabiano, Maletto, Maniace, Randazzo, Piedimonte Etneo e Bronte

Riprende la raccolta differenziata per 7 su 14 Comuni gestiti dalla società Ato rifiuti «Joniambiente». Il presidente, dott. Maro Zappia, ha autorizzato l'inizio del servizio (…) per quei paesi dove i sindaci hanno firmato le relative ordinanze.
(…) Servizio che è già iniziato da qualche giorno sia per le utenze private che per le commerciali, con gli operatori della «Aimeri ambiente» che per adesso stanno distribuendo agli utenti i diversi sacchetti ed un volantino informativo, contando di iniziare la raccolta vera e propria lunedì. Il servizio sarà effettuato porta a porta, con gli utenti che dovranno lasciare i rifiuti sulla strada dalle 23 del giorno precedente fino alle 8 del mattino, quando gli operatori provvederanno a ritirare i sacchetti nei giorni indicati lasciando i paesi puliti. [L.S.]





21 Giugno 2006

La terra torna a tremare
per fortuna lievemente

Torna a tremare la terra attorno a Maletto. Ieri mattina alle 9 e 17 un'altra scossa di 3,2 di magnitudo è stata registrata dagli strumenti dell'Ingv, che hanno localizzato l'epicentro più o meno nella stessa area dove hanno avuto origine le tre scosse registrate nei giorni precedenti, ovvero ad una profondità di 25 chilometri. La scossa però non è stata avvertita dalla popolazione, ne tanto meno ha provocato danni.

Le Protezioni civili dei Comuni di Bronte Maletto e Maniace rimangono comunque allertate, anche se dall'Ingv arrivano notizie rassicuranti, facendo intendere che dei fenomeni sismici simili a quello che si sta verificando nel versante nord dell'Etna, rientrerebbero tutto sommato nella normalità. Quello registrato ieri mattina comunque sarebbe il quarto terremoto in tre giorni.

Lunedì scorso, infatti, la terra attorno a Maletto ha tremato alle 17 e 11 ed alle 22 e 55, mentre martedì alle 15 e 16. «Sono in stretto contatto - ci dice il sindaco di Maletto, Giuseppe De Luca - sia con l'Ingv, sia con il Dipartimento della Protezione civile. Posso assicurare che al momento non c'è alcun motivo per preoccuparsi. Gli esperti stanno studiando il fenomeno che non desta preoccupazioni». [L. S.]


22 Giugno 2006
Etna. Nuovo evento sismico: «Sono segnali di risveglio del vulcano»

Scossa di terremoto, paura a Bronte

Sopralluogo ai crateri centrali. Tringali: «Allo stato attuale non esiste motivo di allarme»

Quattro terremoti in tre giorni. Ieri l’ultima scossa di magnitudo 3.2 della scala Richter – registrata alle 9.17 del mattino tra Maletto, Bronte e Randazzo – ha fatto allarmare la popolazione.

(…) «Suppongo che gli eventi sismici di questi giorni si evolvano verso l’esaurimento anche se l’attività sismica registrata è insolita, rispetto ai canoni di normalità che si aggirano al di sotto del quarto grado della scala Richter e in un raggio di 20 chilometri – continua Giovanni Tringali – Certo l’attività del vulcano è intensa, ha rilasciato parecchia energia, anche se gradatamente, non è questo il momento per dirlo ma non escludiamo che entro l’anno possa esserci un’eruzione, sicuramente lieve e non pericolosa». [Melania Sorbera]


21 Giugno 2006

Tre terremoti in due giorni

Nord Etna. Le scosse avvertite a Maniace, Maletto e Bronte

Ha tremato per ben tre volte in due giorni la terra nel versante nord dell’Etna. La prima scossa, di 2,8 di magnitudo, è stata registrata dagli strumenti dell’Ingv alle 17 e 11 di lunedì. Scossa che in verità quasi nessuno ha avvertito a differenza di quella delle 22 e 55 dello stesso giorno, di magnitudo 3.8, che ha spaventato parecchi residenti di Maniace, Maletto e Bronte.

Quando i fenomeni sismici sembravano terminati, un’altra scossa di magnitudo 3.3 ieri pomeriggio alle 15 e 16 ha fatto nuovamente tremare lo stesso fazzoletto di terra fra i tre Comuni.
L’epicentro dei tre eventi sismici, infatti, è stato individuato più o meno nello stesso punto, ovvero fra Maletto e Maniace, ad una profondità di circa 26 chilometri. Dal Dipartimento regionale della Protezione civile al momento però arrivano segnali rassicuranti: «I terremoti che si sono verificati sull’Etna - afferma l’ingegnere Giuseppe Chiarenza, capo servizio emergenza del Dipartimento – sono al momento allo studio degli esperti, che ci diranno se la loro natura è vulcanica o tettonica. Al momento però non c’è nessun motivo per cui preoccuparsi, anche perché le intensità delle scosse sono state particolarmente basse».

Intanto i sindaci dei tre Comuni interessati hanno allertato le rispettive sedi delle Protezioni civili e già lunedì sera dopo la scossa più forte sono stati effettuati sopralluoghi nei centri storici con la polizia municipale ed i vigili del fuoco volontari di Maletto. E appunto dai primi accertamenti, sembrerebbe che non si sono verificati danni, ad eccezione che a Maletto dove, dopo la scossa che c’è stata lunedì sera, sono apparse delle crepe in qualche cornicione, [L. S.]

21 Giugno 2006

Nuova scossa di terremoto. Quarto episodio nel giro di pochi giorni. Il vulcanologo Giuseppe Patanè è certo: «L’Etna si sta risvegliando”

Sisma tra Randazzo e Bronte

«L’eruzione è imminente»

Rilevata una magnitudo di 3.9 ma non sono stati registrati danni. Si potranno verificare altri eventi, anche a distanza ravvicinata, ma non saranno mai violenti
Il Vulcano si sta svegliando. E' stato di magnitudo 3.9, il terremoto che alle 22,50 di lunedì ha interessato il basso versante nord-occidentale dell'Etna: La profondità focale è compresa tra i 15 e i 20 chilometri. Lo sciame sismico è stato avvertito in una vasta area, con epicentro negli abitati di Bronte e Maletto. Nessun danno a cose o a persone, solo la caduta di un intonaco dalla parete esterna di un edificio di antica costruzione a Maletto. La terra ha tremato anche a Catania.
Si tratta del quarto episodio a distanza di poco più di due settimane. Il 3 giugno alle 8,33 infatti i rilevatori dell'Osservatorio meteorologico geodinamico ed ambientale Omega dell’Irma di Acireale avevano registrato due scosse di magnitudo 3.1, che avevano costretto due scuole di Acireale ad evacuare. A distanza di sei giorni, è stato rilevato un secondo terremoto di magnitudo 2.8 con epicentro localizzato nel basso versante compreso tra Lineri, San Giovanni Bosco e Santa Maria Ammalati, ed era stato avvertito soprattutto nelle frazioni di Stazzo e Pozzillo.
Giovedì alle 11,14 ancora una scossa, questa volta di magnitudo 3.2, con epicentro in un'area compresa tra Zaccanazzo, Pennisi e Santa Maria Ammalati. "L'Etna si sta muovendo – spiega Giuseppe Patanè del Dipartimento di scienza geologiche dell’università di Catania – gli ultimi episodi hanno interessato zone periferiche del Vulcano. La pressione esercitata dal mantello sulla crosta terrestre si manifesta in superficie determinando i terremoti". Così come già annunciato da altri esperti nelle ultime settimane le scosse potrebbero ripetersi in futuro: "E in un futuro non troppo lontano - precisa Patanè - potrebbe trattarsi di giorni. Ma la magnitudo non dovrebbe, però, superare i 4 punti e mezzo. L'Etna ci sta lanciando segnali, sta a noi comprenderli per tempo".
Potrebbero essere le prime avvisaglie di un’imminente eruzione: “Non escludo – prosegue lo studioso – il Vulcano si sta svegliando".
"Le zone in cui abbiamo riscontrato maggiore sismicità è Monte Fontana, a nord di Acireale - osserva Giovanni Tringali, direttore dell'Istituto di ricerca medica e ambientale di Acireale – Gli ultimi episodi possono essere inquadrati nel normale geodinamismo dell'Etna. L'ultimo terremoto è stato avvertito anche a Catania”.
Bisogna preoccuparsi?
"Eventi di queste profondità non producono conseguenze - assicura Tringali - le scosse in questi casi vengono ammortizzate dagli strati superficiali". Anche per il direttore dell’Irma potrebbero ripetersi le scosse: "Ma già parte dell'energia è stata liberata. Mai, quindi, dovrebbero essere superiori i 4 punti di magnitudo. Gli ultimi terremoti sono la conferma che l'area acese ed il versante sud orientale dell'Etna sono aree sismicamente attive”.[Fa. Vi.

20 Giugno 2006

Scossa di terremoto (3,8) tra Randazzo e Bronte

Una scossa di terremoto di magnitudo 3,8 è stata registrata alle 22.55 di ieri in provincia di Catania ed è stata avvertita dalla popolazione. I comuni prossimi all'epicentro sono Maletto, Randazzo e Bronte. Dalle verifiche effettuate dal Dipartimento della Protezione civile non risultano al momento danni a persone o cose.




7 Giugno 2006
APPOSTO IL VINCOLO DI TUTELA

Dopo due anni dal nostro appello per salvare il Museo

Masseria Lombardo, qualcosa si muove

Con decreto numero 7651 del 20 Marzo 2006 del D. G. dell’Assessorato regionale beni culturali ed ambientali, è stato apposto alla Masseria Lombardo il vincolo di tutela previsto dal Decreto Legislativo n. 42/04, riguardante le strutture per le quali ricorrono evidenti motivi di pubblico interesse.

La Masseria, nella quale sono ubicati sia la cartiera che il museo etno-antropologico si trova a circa due chilometri dal centro abitato di Bronte (in contrada Piana Cuntarati) ed a circa sei chilometri dal Castello Nelson ed è stata aperta al pubblico fino alla scomparsa del titolare Nunzio Lombardo avvenuta due anni fa (8 giugno 2004).

La scoperta della cartiera avvenne casualmente agli inizi degli anni settanta ed è stata restaurata negli anni successivi da Nunzio Lombardo, orgoglioso mecenate, convinto animalista e negli anni ’60 figura di spicco della politica brontese, che si prodigò, con mezzi propri al suo recupero mantenendone l'assetto originario, sia per proteggerla dagli agenti atmosferici e sia per valorizzarne gli aspetti propri, oltre che archeologici e culturali.

Negli stessi locali, con un paziente lavoro di ricerca e notevole impegno finanziario, raccolse attrezzi e strumenti, utilizzati nella vita di tutti i giorni dalla popolazione locale e che costituiscono il Museo etno-antropologico (o dell’antica civiltà contadina), dove sono esposti oggetti, suppellettili, arnesi da lavoro degli artigiani e della popolazione contadina tra il 1700 ed il 1900. La Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Catania ne ha già effettuato l'inventario ed ha proposto un ulteriore provvedimento di vincolo.

Con il suindicato decreto, si affiancano al Collegio Capizzi ed al Castello Nelson, con pari dignità culturale ed archeologica, sia il Museo delle antiche civiltà locali e sia la Cartiera araba, la cui costruzione, ripresa e restaurata da un cittadino brontese, sembra risalire agli anni 1100 - 1200 cioè circa duecento anni prima delle grandi cartiere italiane, che risalgono agli anni 1350 - 1400.




9 Giugno 2006

Tra antichi Platani orientali, dove le acque del fiume Simeto si mescolano alla lava dell'Etna. Benvenuti a Bronte, Adrano e Maniace

Andar per pistacchi

E' diventato il frutto-simbolo ma i tre comuni offrono molto di più. Dal Castello alle Cascatelle il connubio perfetto tra natura e bellezze architettoniche

Pianta di pistacchio in invernoE' la terra del pistacchio quella porzione di Sicilia compresa tra Bronte, Adrano e Maniace, dove la natura stride, mutevole nei giorni di primavera. In un equilibrio perfetto, qui le acque del fiume Simeto, mescolandosi alla lava dell'Etna, hanno forgiato sculture di basalto esposte tra antichi platani orientali, in quei luoghi del Mendolito dove resti di mura tengono a mente il ricordo di favolose città nate prima che nascesse Cristo.
Chi avrebbe mai,pensato che il pistacchio non è nato in Sicilia ma cresce da queste parti per adozione, unito in innesto a una pianta tipica della macchia mediterranea, il terebinto, dando frutti così gustosi da non avere concorrenza in altra parte del mondo.
Sembra che il pistacchio qui abbia seguito il destino dei contadini, muti entrambi a lavorare, nella stagione fredda, per produrre, d'estate, quei piccoli, semi verdi buonissimi, quando il caldo diventa crudele; duro come il contadino dell'Etna, gli basta poco per sopravvivere, resistente più del carrubo, l'albero del demonio che cresce sulle rocce.

Chi incontri una pianta di pistacchio non può non sentirsi sgomento di fronte ad un contorcersi di rami tentacolari privi di foglie che si stagliano, d'inverno, contro cieli scuri, gli stessi cieli che sovrastavano Bronte, nel 1860, quando per le strade del paese l’odio sfociava in rivoli di violenza.
"E' successo un sessanta" si dice ancora quando avvengono fatti luttuosi come "i fatti di Bronte", quei giorni febbrili dei primi di agosto quando i contadini, gridando "Viva Garibaldi, morti a li cappeddi", implacabili come il fuoco massacrarono notabili e proprietari terrieri, spegnendosi solo di fronte all'ultima bocca spalancata nell'ultimo grido di pietà, per accorgersi troppo tardi che niente sarebbe cambiato, sconfitti in quella frase della novella di Verga: "Ma non avevano detto che c'era la libertà"...
Bronte è stato un centro culturale importante, nella seconda metà del Settecento è stato fondato da Ignazio Capizzi il Collegio che ha formato, in passato, molti esponenti della classe dirigente siciliana, di cui oggi resta la facciata rococò. Il borgo esisteva ancor prima del '500 ma solo sotto Carlo V incomincia ad espandersi e ad annoverare una storia civica. Incastonate come pietre, chiese barocche sono sorte a custodire affreschi e opere d'arte. Il centro conserva un assetto viario antico, con le stradine che si intersecano con il Corso, pavimentate con le "basole" di pietra nera, lava direttamente colata dal vulcano, tra i materiali più in uso nella zona.

Vicino Bronte sorge il famoso "Castello Maniace", assolutamente da visitare, abbazia fortificata fondata nel 1174 che è stata donata nel 1799 da re Ferdinando III di Borbone all'ammiraglio inglese Nelson, poi venduta ai visconti di Bridgport, oggi di proprietà del Comune di Bronte, col suo grande giardino e le vasche che contengono rare piante orientali. "Maniace" è anche il nome del paese, dal condottiero Giorgio Maniace che, con un corpo di spedizione bizantino e normanno, scacciò gli arabi da queste terre nel 1040. Poco distante dal paese scendono ridenti le cascatelle che si tuffano nel fiume Saraceno dove si possono pescare i granchi, nella zona del Cutò. Vicino alle Gole del Simeto, oltrepassato il grande Ponte dei Saraceni, si giunge nel territorio di Adrano, quello delle grotte, un piccolo mondo sotterraneo dove si dice vivessero i briganti, vicino ai vigneti che fanno il vino scuro e forte, come le pietre nere dell'Etna. [Novella Spanò]



31 Maggio 2006

Le bollette salate dalla Siciliana Gas potranno rateizzarsi

Sospiro di sollievo da parte dei tanti utenti brontesi della Siciliana Gas che nelle settimane scorse hanno ricevuto quasi contemporaneamente le due bollette dei quattro mesi più freddi dell’anno con l’imperativo di pagare subito. Dopo l’intervento del segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, che ha ritenuto ingiusto gravare così pesantemente nelle tasche di tante famiglie ed anziani, la Siciliana Gas ha deciso di esaminare caso per caso, consentendo, ove possibile, delle rateizzazioni senza infliggere more o sanzioni. Tutto è stato deciso durante un incontro, effettuato presso il circolo degli anziani di piazza Cappuccini alla presenza di Tanasi e del legale del Codacons, Graziano Calanna, giunti insieme con la coordinatrice regionale dell’Ufficio legale, Floriana Pisani e del vice sindaco Calanna.
A rappresentare la siciliana gas i responsabili alle vendite Francesco Sciortino e Vincenzo Scozzarella, oltre al responsabile della Sicilia orientale Nello Leanza. Dopo un lungo dibattito, vista la disponibilità dell’azienda del Gas a venire incontro alle esigenze dei brontesi, Tanasi ha affidato all’avv. Graziano Calanna il compito di verificare insieme con la Siciliana gas i casi che necessitano un differente piano di pagamento: “Nei prossimi giorni, insieme con i dirigenti Nello Leanza e Vincenzo Scozzarella presso il Circolo degli anziani ospiteremo gli utenti per analizzare la loro situazione. Chi ha già pagato grosse cifre avrà agevolazioni, mentre chi non lo ha fatto, potrà farlo in seguito senza pagare interessi di mora”.



27 Maggio 2006

Finanziato anche un progetto di restauro della Cappella interna del Collegio, dove si pensa di  riunire sia la biblioteca del Capizzi, sia quella comunale

Finanziato il completamento della Pinacoteca

Pioggia di migliaia di euro a Bronte da investire in cultura. L’assessorato regionale ai Beni culturali ha finanziato i 400 mila euro promessi al sindaco, senatore Pino Firrarello, per il completamento degli arredi della Pinacoteca sita all’interno del Real Collegio Capizzi, con il Senatore che, nelle ultime sedute senatoriali della precedente legislatura, è riuscito ad ottenere altri 400 mila euro da utilizzare per riunire le due biblioteche di Bronte, ovvero quella comunale e quella del glorioso Capizzi, all’interno dello stesso Collegio, indiscusso simbolo della cultura brontese.
Con il finanziamento degli arredi della Pinacoteca si chiude l’iter burocratico che si trascina da anni: “Questo – afferma il sindaco – è uno dei primi finanziamenti che ho chiesto per superare i problemi scaturiti da un contenzioso sorto fra l’impresa ed il Genio civile durante i lavori di restauro finanziati addirittura nel 1993. Appena sindaco, infatti, - continua – ho chiesto la nomina del collaudatore che, solo dopo alcuni incontri a tre fra ditta, il Genio civile e noi, è riuscito a superare i problemi e consegnarci i locali che, nel frattempo, il Comune di Bronte aveva acquisito in comodato d’uso. Solo a questo punto la Soprintendenza ha potuto chiedere il contributo che oggi l’Assessorato ci ha concesso”.

Ma il Collegio Capizzi potrà contare anche su un altro cospicuo finanziamento proveniente dal precedente Governo nazionale: “Si, – continua Firrarello – nelle ultime sedute di lavoro del Senato sono riuscito ad ottenere altri 400 mila euro per il progetto di restauro della Cappella interna del Collegio, dove possiamo sistemare sia la Biblioteca del Capizzi, sia quella comunale. Oltre a ciò ho chiesto alla Soprintendenza che vengano consegnati al Comune - conclude – le opere sequestrate anni fa al prof. Gino Saitta, in modo da dare a questa Pinacoteca lo spessore artistico e culturale che merita”. I locali da adibire a Pinacoteca occupano buona parte del piano terra del Collegio, ed hanno accesso dalla via Cardinale De Luca. Vi sono cinque ambienti da adibire a galleria espositiva, oltre agli spazi per la reception, l’ingresso, la segreteria e la direzione.



24 Maggio 2006
Credem. Il «colpo» risale a sei mesi fa

«Rapinò banca a Bronte»

Catanese finisce in cella

(*ica*) È finito in cella lunedì pomeriggio il presunto responsabile della fortunata rapina messa a segno lo scorso novembre ai danni della filiale brontese del Credito Emiliano. Carmelo Sessa, 29 anni, pregiudicato residente a Catania, sarebbe il bandito solitario in trasferta che in quell’occasione fuggì con diverse migliaia di euro, dopo essersi fatto aprire il caveau dal direttore della filiale.
Mesi e mesi di indagini dei carabinieri delle compagnie di Bronte e Randazzo che attraverso alcune delicate indagini incrociate sarebbero riusciti a giungere all'identificazione del pregiudicato. In particolare i militari dopo aver raccolto le tracce presenti sul luogo teatro della rapina, avrebbero comparato impronte e testimonianze con quelle prelevate sulla scena di altri colpi, per i quali era già stato riconosciuto come presunto colpevole anche Sessa.
Ma a far scattare l’ordinanza a carico dell'uomo sarebbero stati alcuni fotogrammi ripresi dalle telecamere di video sorveglianza presenti all’interno della cabina détector posta all'ingresso della banca. “Frame", che nonostante il maldestro tentativo del pregiudicato di nascondere il volto avrebbero lasciato pochi dubbi sulla sua identità ai carabinieri, ma soprattutto al magistrato a firma del quale lunedì mattina è stato spiccato l’ordine di carcerazione che ha fatto finire Sessa in una cella del carcere di Piazza Lanza.



19 Maggio 2006

Bronte, bolletta gas «doppia», proteste e disagi per i cittadini

Quando a marzo in casa di molti brontesi non è arrivata la bolletta del gas, si è temuto che quella del bimestre successivo sarebbe stata particolarmente «salata». Ed in effetti così è stato. Non avendo, per problemi tecnici, la Siciliana gas fatto pervenire le bollette dei mesi di gennaio e febbraio, adesso ha pensato di riscuotere il dovuto contemporaneamente alle bollette di marzo ed aprile, provocando le proteste dei consumatori che adesso dovranno pagare di corsa una bella cifra.
Al loro fianco si è schierato il Codacons, pronto ad adire le vie legali per difendere i consumatori: "La nostra associazione - scrive il segretario nazionale Francesco Tanasi in una nota - ha ricevuto numerose lettere e telefonate di protesta, ed è pronto ad assistere le famiglie brontesi contro questo modo di fare che non tiene conto in alcun modo delle esigenze di una famiglia che deve quotidianamente far quadrare il bilancio".
Il vertice della Siciliana Gas ammette che c'è stato un problema tecnico e si ritiene disponibile a venire incontro agli utenti che faranno richiesta di rateizzazione delle bollette presso lo sportello di Biancavilla, purché siano in regola con gli altri pagamenti: Disponibilità apprezzata dall'avv. Graziano Calanna del Codacons che però ritiene necessario individuare un'altra soluzione: "Ho incontrato anziani - afferma - che rischiano di dover versare alla Siciliana Gas buona parte della pensione. Non credo che sia giusto costringerli a recarsi fino a Biancavilla per chiedere una rateizzazione. Del resto non sono stati loro a provocare il disagio". Nei prossimi giorni Tanasi e l'avv. Calanna si incontreranno a Bronte per individuare una soluzione al problema.



19 Maggio 2006

Sfruttavano un romeno arrestati altri due pastori

Sono già 3 gli allevatori arrestati dai carabinieri della Compagnia di Randazzo insieme con i colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catania, con l'accusa di aver violato la legge Bossi-Fini, ovvero di aver favorito lo stato di clandestinità di un extracomunitario con lo scopo di farlo lavorare con uno stipendio da fame.

Dopo l'arresto di Alfio Castiglione, infatti, altri due pastori di Bronte sono finiti in manette. Si tratta di Gaetano e Carmelo Mazzurco, padre e figlio rispettivamente di 60 e 30 anni, entrambi ufficialmente braccianti agricoli e proprietari di un ovile in contrada Malaterra.

I carabinieri si sarebbero trovati di fronte la stessa scena già vista il giorno prima nell'ovile di Alfio Castiglione, con un rumeno di 30 anni senza permesso di soggiorno “arruolato” per effettuare i mestieri più faticosi praticamente tutto il santo giorno. Il rumeno doveva lavorare dalle 6 del mattino fino alle 18 per poi avere pure la responsabilità della custodia del gregge durante la notte.

Così entrambi gli allevatori sono stati dichiarati in stato di arresto per aver favorito la permanenza di un extracomunitario senza permesso di soggiorno e per non aver dichiarato in Questura il rapporto di lavoro che con questo avevano intrapreso. Ai due, comunque, sono stati concessi gli arresti domiciliari.
I carabinieri comunque continueranno a controllare le aziende con il sospetto che il fenomeno dello sfruttamento degli extracomunitari sia particolarmente diffuso. [L. S.]

18 Maggio 2006

Romeno «schiavizzato», arrestato un allevatore

Giro di vite da parte dei carabinieri di Randazzo e dei militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catania nei confronti degli imprenditori che fanno lavorare nelle proprie aziende extracomunitari senza permesso di soggiorno. I militari dell’Arma, infatti, hanno tratto in arresto Alfio Castiglione, 52enne di Bronte, titolare di un'azienda zootecnica in contrada Ruvola. L'uomo, infatti, aveva “arruolato” un rumeno di 40 anni che per 13 euro al giorno era costretto a rendersi utile e far pascolare il folto gregge di pecore (compresa la domenica) dalle 6 del mattino fino alle 18, per poi non potersi neanche allontanare dall'ovile, dovendo custodire il gregge durante la notte.
Per i Cc il pastore brontese, oltre a ridurre praticamente in schiavitù il povero extracomunitario, ha violato la legge Bossi-Fini, favorendo lo stato di clandestinità del rumeno e non denunciando alla Questura il rapporto di lavoro che con questo aveva intrapreso. Così il pastore brontese è finito in carcere, mentre il rumeno, dopo essere stato registrato, nei prossimi giorni sarà espatriato. L'operazione contro questo particolare fenomeno comunque continuerà. I Cc, infatti, continueranno ad effettuare perquisizioni nelle aziende per verificare anche le posizioni degli extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno.



13 Maggio 2006

Ricordo di mons. Salvatore Politi

Cappellano militare nella seconda guerra mondiale

Don Salv. Politi, cappellano militareI Cappellani militari della 15a Zona Pastorale della Sicilia Orientale desiderano ricordare nella preghiera, a dieci anni dalla morte, don Salvatore Politi, nato a Bronte il 24 marzo 1912, ultimo di cinque figli.
Egli rimase orfano di madre ancora piccolo, entrato in Seminario, prima a Bronte e poi a Catania per completare gli studi, venne ordinato sacerdote il 12 luglio 1936 dall’arcivescovo mons. Carmelo Patanè nella Cattedrale di Catania. Nei primi anni del suo ministero don Salvatore venne assegnato, come ministro di disciplina, nel Piccolo Seminario di Bronte, mentre era ancora vivente il suo fondatore don Giuseppe Salanitri. Successivamente fu nominato Rettore della chiesa di Maria Santissima Annunziata, dove per parecchi anni organizzò la solenne festa della Vergine Santissima, e assistente spirituale dell’Azione Cattolica.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, come altri sacerdoti della nostra diocesi, il 18 marzo 1941 venne assunto in temporaneo servizio per esigenze di carattere eccezionale e per l’assistenza spirituale presso il regio esercito, come cappellano militare di mobilitazione, con assimilazione al grado di Tenente, e assegnato al 349° Ospedale da campo “Perugia” di Roma. Il 13 novembre 1941 fu comandato temporaneamente in servizio per le truppe del Presidio di Terni anche quando l’Unità sanitaria il 20 dicembre 1941 partì per portare soccorso ai militari che operavano nei Balcani.

Dall’8 al 18 settembre 1943 ha partecipato alle operazioni di guerra svoltesi contro i tedeschi a Spalato con il 349° Ospedale da Campo dove venne fatto prigioniero e internato in Germania, nel campo di concentramento di Dortmund. In quel terribile luogo ebbe modo di esercitare il suo ministero tra i prigionieri con dignità e con zelo sacerdotale. Dopo essere stato liberato dalle Forze Armate Inglesi il 16 aprile 1945, rientrò in Italia il 22 agosto 1945 e fu collocato in congedo il 26 Ottobre dello stesso anno. Ritornato a Bronte fu nominato dall’arcivescovo mons. Carmelo Patanè economo al Real Collegio Capizzi e rettore della chiesa del Sacro Cuore dove rimase per tutta la vita. Fu anche amministratore delle Scuole Calanna e responsabile della comunità dei sacerdoti brontesi.
Scrive di lui don Luigi Camuto: «Restio agli elogi e alle esteriorità umane, visse il suo sacerdozio con dignità, compiendo il suo dovere con scrupolosa tenacia… Nel silenzio visse e nel silenzio tornò alla casa del Padre il 13 novembre 1995». Riposa ora nel cimitero di Bronte. [Sebastiano Mangano, Pastorale delle Forze Armate]




9 Maggio 2006

Bronte, botte alla moglie e a una figlia

Arrestato per lesioni e tentato omicidio

Una storia brutta, di quelle che lasciano l'amaro in bocca e che forse solo la Magistratura potrà evitare che si ripeta. I carabinieri della Stazione di Bronte, infatti, hanno arrestato Placido Schilirò muratore di 45 anni. Era solito picchiare la moglie e uno dei due figli per risolvere i diverbi familiari. Teatro delle violenza proprio l'abitazione, ovvero quel tetto che dovrebbe essere sinonimo di serenità e che invece racconta tragedie.
L'ultimo dramma si è consumato qualche giorno fa, quando intorno alle tre di notte e per motivi che gli inquirenti ritengono essere futili, l'uomo ha iniziato con la moglie una violenta discussione finita a schiaffi e pugni. Dall'ira del genitore non è riuscita a sottrarsi neanche la figlia già maggiorenne che addirittura è svenuta per le botte e sopratutto per il terrore. Entrambe le donne sono finite in ospedale e i carabinieri hanno iniziato a cercare il marito, all'inizio irreperibile. Poi, appena rintracciato, lo hanno arrestato con l'accusa di maltrattamenti e lesioni e pure tentato omicidio. L'uomo non è la prima volta che si rende protagonista di azioni simili. Già nel febbraio scorso la povera moglie per sottrarsi alle ire del marito si era rifugiata da un'amica, ma l'uomo era riuscito a trovarla, picchiandola pure per «punizione». Adesso l'uomo si trova in carcere e dovrà rispondere del grave reato. [L. S.]



6 Maggio 2006
BRONTE, PROGETTO DELLA PROVINCIA

Illuminazione «romantica» davanti al Castello di Nelson

Gli elementi naturali utilizzati per creare i sostegni del nuovo impianto di illuminazione saranno il legno di castagno e la pietra lavica e anche i lampioni che condurranno al Castello richiameranno le antiche, romantiche, lanterne dell'800.
Lo scenario è quello della Ducea di Nelson e il tratto in questione (la ex trazzera Maniace-Semantile-Sant'Andrea) è quello antistante l'area del Castello dell'Ammiraglio inglese che, pur ricadendo nel territorio del Comune di Bronte, costituisce in realtà l’ingresso al Comune di Maniace. Anche questo tratto, adesso, grazie a una delibera, approvata dalla Giunta provinciale di Catania, guidata dall'europarlamentare Raffaele Lombardo, sarà illuminato con un adeguato e al contempo elegante impianto che, oltre a risolvere le esigenze di carattere tecnico della strada provinciale, si prefigge di riqualificare l'area soprattutto dal punto di vista turistico. Ad aggiudicarsi l'appalto dei lavori, lo scorso 20 aprile, è stata la ditta Canino Salvatore, che ha sede a Giarre. Totale previsto per il progetto: 88,200 euro.

  

5 Maggio 2006
Lo scoppio è avvenuto al cortile Carlo Magno. Illeso l’inquilino. Sventrata la cucina della casa. Devastato l’alloggio.

I testimoni: «Sembrava che l’Etna si fosse svegliato»

Bronte, esplode una bombola di gas
Anziano investito dalla deflagrazione

Esplode bombola del gas, ottantaduenne illeso. Erano le 13,30 di ieri quando un anziano è stato investito da una violentissima deflagrazione all'interno della sua abitazione nel centralissimo cortile Carlo Magno.

L'uomo, che vive da solo, come di consueto si stava apprestando a preparare il pranzo quando, probabilmente, nell'accendere i fornelli della cucina ha scatenato l'esplosione della bombola del gas di quindici chilogrammi posta in prossimità del piano di cottura.

La violenta deflagrazione ha scaraventato il vecchietto per terra e sventrato parzialmente l'antico e robusto rustico oltre a devastare le suppellettili. Il boato ha generato il panico nell'intera zona facendo fuggire di casa gli abitanti delle case limitrofe che inizialmente avevano associato l'esplosione al vulcano. Il boato è stato avvertito anche dai carabinieri della locale stazione che guidati dal loro comandante hanno immediatamente raggiunto il luogo dell'incidente mettendo in salvo, lontano dall'abitazione, l'anziano uomo trovato riverso a terra, visibilmente stordito dall'accaduto, all'interno del rustico.

Dalla stazione dell'Arma veniva dato l'allarme ai vigili del fuoco di Adrano e al 118 che inviavano le loro squadre di soccorso. Mentre i primi provvedevano a mettere in sicurezza l'abitazione e quelle limitrofe, verificando che non vi fossero ulteriori fughe di gas ne focolai di incendio, gli uomini del 118 trasportavano lo sfortunato anziano al pronto soccorso dell'ospedale di Bronte dove i sanitari hanno medicato le leggere ferite riportate nell'esplosione dallo sfortunato anziano giudicandole guaribili in sette giorni.

I vigili del fuoco hanno lavorato sino al tardo pomeriggio per rendere sicura da eventuali crolli l'abitazione, che è stata dichiarata inagibile per la gravità delle lesioni riportate dalla struttura, e la zona circostante ad essa. Per molti l'esplosione poteva generare conseguenze ben più gravi e solo un caso fortuito e la robustezza dell'antica costruzione hanno evitato il peggio. Sulle cause dello scoppio adesso stanno indagando i carabinieri della locale stazione. [Sebastiano Mazzarino]

5 Maggio 2006

Esplode la bombola, nonnino miracolato

Bronte. Squarciati dalla deflagrazione muri e soffitto della cucina, 81enne se la cava con lievi ustioni
Esplode la bombola del gas della cucina squarciando i muri di casa e abbattendo il soffitto. Nunzio Longhitano, 81 anni, ad appena un metro di distanza, esce miracolosamente illeso. E' accaduto ieri intorno le 13,30 al civico 7 di cortile Carlo Magno. Il nonnino da solo stava preparando il pranzo, quando a causa di una fuga di gas si è verificata l'esplosione: "Stavo cucinando della verdura - racconta - quando mi sono accorto che la fiammella del fornello si era abbassata. Ho aperto ancor di più la valvola della bombola per dare maggiore gas. In verità ho sentito un sibilo, ma non ho avuto il tempo di riflettere; appena mi sono girato sono stato travolto da un'esplosione. Ho visto la bombola arrivare al soffitto, i muri squarciarsi, il soffitto cadermi addosso assieme ai mobili. Io sono finito a terra ma mi sono rialzato illeso e, camminando sopra i calcinacci, ho raggiunto l'uscita dove già si erano radunati i vicini che, appena mi hanno visto, hanno gridato al miracolo".
Sul posto sono giunti i Carabinieri di Bronte, i Vigili del fuoco volontari di Maletto e quelli di Adrano, Angelo Spitaleri della Protezione civile, i vigili urbani e gli uomini del 118 che hanno trasportato il fortunato nonnino all'ospedale di Bronte. Il dott. Roberto Giarrizzo del Pronto soccorso, aiutato dagli infermieri Francesco Schilirò e Franco Uccellatore, increduli per l'accaduto, gli hanno riscontrando «solo» lievi ustioni di 1° grado al viso e alle mani. Dichiarato inagibile l'immobile; sequestrata la bombola. [Gaetano Guidotto]



5 Maggio 2006

Festa della «Primavera d'Europa» con tutte le scuole

E' ormai un appuntamento fisso dell'Istituto superiore Benedetto Radice di Bronte che, da due anni, grazie all'impegno del preside prof. Antonino Raciti e le professoresse Sabrina Anelio e Pina Lipari, celebra la festa della "Primavera d'Europa" attraverso un incontro cui hanno partecipato tutte le scuole brontesi, primarie e secondarie, autorità civili, militari e politiche, che si sono confrontati sul tema individuato dall'Unione Europea: “Quale futuro per l'Europa”.
Ospite d'onore in rappresentanza delle Istituzioni europee, l'europarlamentare on. Giuseppe Castiglione, come sempre particolarmente entusiasta ad incontrare i giovani, per diffondere fra loro la cultura europea. Così Castiglione ha risposto alle domande dei ragazzi quasi tutte incentrate sul futuro dei giovani in Europa, invitando i giovani al dialogo tra gli opposti, alla tolleranza, alla riscoperta dell'unità seppur nella diversità. Prima del dibattito è stato posto a dimora una pianta di alloro, donata dal Distaccamento di Bronte del Corpo Forestale, mentre merita la citazione il balletto “Bentornata Primavera” da parte dei bambini del primo Circolo Didattico di Bronte.



In 1.500 multati per la mancata esposizione del biglietto sulle strisce blu. Deciderà il Giudice di Pace

3 Maggio 2006

Multe: decide il giudice

In Tribunale la polemica per le 1.500 sanzioni non pagate

Sarà il giudice a stabilire se, ed in che termini; vanno pagate molte delle circa 1500 contravvenzioni che il Comando di Polizia municipale di Bronte ha fatto spedire per sanzionare la mancata esposizione del biglietto di avvenuto pagamento della tassa per posteggiare all'interno delle strisce blu. Molti di coloro che hanno ricevuto a casa la contravvenzione di 29,94 euro, infatti, ci dicono di aver presentato ricorso, sostenendo di non dover pagare, ed i consiglieri comunali dell’opposizione Salvatore Catania ed Andrea Sgrò hanno presentato al presidente dell'assemblea consiliare Gino Prestianni un’interrogazione, mettendo in evidenza come molti cittadini abbiano ipotizzato una presunta irregolarità dell'accertamento ed inesistenza del verbale.
Oltre a ciò molti sostengono, di aver sì lasciato l'auto in sosta senza pagare i 50 centesimi per ogni ora, ma di aver pagato i 3 euro indicati dal biglietto lasciato successivamente dagli ausiliari del traffico, ma nonostante ciò avrebbero ricevuto ugualmente la contravvenzione. Il comandante della polizia municipale, maggiore Salvatore Tirendi, scrivendo al sindaco sulla questione, sottolinea la legittimità del suo operato: “Il verbale di accertamento – scrive – redatto dagli ausiliari del traffico (la cui collocazione sul parabrezza poteva non essere effettuata) conteneva tutti gli elementi essenziali previsti dal regolamento di esecuzione del codice della strada.
La mancata esposizione del biglietto – continua - che abilita la sosta nell’area a pagamento determina un duplice conseguenza: la mancata corresponsione della tassa la cui riscossione è attribuita alla ditta che gestisce il servizio, e la violazione del codice della strada, con la notifica del verbale presso il domicilio del contravventore”. [L. S.]


 

Vi ricordate di Biagio Conti? Forse a molti non verrà in mente nessuno. Ripetiamo, allora, la domanda in altri termini: Vi ricordate di "Braszi Piattella"? Ecco ora sicuramente ci siamo (almeno per i non più giovani). Era il simpatico netturbino tuttofare, accalappiacani e "bandiaturi" ufficiale (con trombetta regolamentare) del Comune e, ancor prima, degli spettacoli del Teatro Comunale, giocatore di carte incallito e annuale soldato romano nella processione del Venerdì Santo e tante altre cose.

Oggi, da pensionato, il "simpatico vecchietto" quasi settantacinquenne, vive ad Acquedolci ed è balzato agli onori della cronaca per un fatto, come dire, anch'esso "simpatico" e forse un tantino anche scaramantico. Ecco cosa scrive di lui il settimanale "Cronaca Vera"

Biagio ConteDELLA SERIE “SE NON SON MATTI NON LI VOGLIAMO”

La bizzarra decisione di un pensionato con un pensiero fisso

Cinque anni fa ha acquistato una lussuosa bara con tanto di lapide di marmo per essere sempre pronto nel caso in cui arrivasse il momento della dipartita. La tiene vicino al letto e spesso e volentieri spolvera il legno pregiato e lucida le borchie d'ottone con cui la cassa è decorata convinto che altrimenti nessuno ci penserebbe mai

Voglio fare bella figura sia da vivo che da morto!

Ha avuto due mogli e sette amanti da cui sono nati quattordici figli e ancora oggi non disdegna gli incontri passionali - Vanta oltre un centinaio di conquiste ed è convinto che in caso di un suo improvviso decesso nessuna delle sue ex, con le quali ha rotto i rapporti, si preoccuperebbe di sistemarlo al meglio

Acquedolci (Messina). Da cinque anni conserva gelosamente in casa cassa da morto e lapide per paura di morire all'improvviso senza il necessario per raggiungere il cimitero e fare bella figura. Intanto pensa ancora alle donne e dichiara di averne avute nove come conviventi (due mogli e sette amanti) da cui ha avuto ben 14 figli! Le altre - e sono più di un centinaio - sono state solo avventure: l'ultima, una polacca più giovane di lui di mezzo secolo, se n'è andata per incompatibilità di carattere ma a letto, afferma l'arzillo pensionato, andavano assai d'accordo!

Biagio Conte, 74 anni, operatore ecologico in pensione, si è “curato in salute”, come si dice.

Anni fa, infatti, ritenne opportuno acquistare un bel feretro in legno pregiato con borchie d'ottone e un'altrettanto preziosa lapide di marmo con tanto di foto e vasetti per i fiori onde non correre rischi. Il solo pensiero di morire all'improvviso e di finire, chissà, in una fossa comune o dentro quattro assi di compensato a spese del Comune, non gli dava pace. Rotti i rapporti con la prima e la seconda moglie, ma anche con i figli e con le numerose amanti con cui ha convissuto, il pensionato teme di essere abbandonato in occasione dell'ultimo viaggio e di fare brutta figura.

«La gente è cattiva e i parenti serpenti», dice Biagio Conte, nato a Bronte, in provincia di Catania, ma residente ad Acquedolci da molti anni. «Così ho deciso di comprarmi la bara più lussuosa che c'è sul mercato e una lapide dignitosa su cui campeggia la mia foto in uniforme di netturbino. Cara divisa che ho indossato per tanti anni... Intanto, in attesa dell'ultimo viaggio, e che sia il più tardi possibile, mi dedico ancora alle donne che sono la mia passione di sempre».

Pura superstizione
Due mogli regolari e sette amanti da cui ha avuto ben quattordici figli tutti riconosciuti come prole naturale. Almeno così il simpatico vecchietto giura e spergiura. E le altre di cui conserva numerose foto inequivocabili? «Avventure, niente altro che avventure senza amore. Solo sesso», continua Biagio Conte. «Anche alla mia età mi sento forte e attivo come un giovinetto, mi do da fare senza fare male a nessuno. L'ultima ragazza che ho avuto, G. S. di 24 anni, polacca, se n'è andata perché litigavamo spesso per futili motivi, ma a letto facevamo scintille.

Pazienza, ne troverò un'altra più giovane e più bella!».

Alcuni dei vicini evitano di incontrare Biagio Conte per pura superstizione. Il postino, addirittura, gli lascia la posta sulla soglia di casa senza andare oltre. Poi c'è chi, dietro le spalle, alza indice e mignolo nel più famoso gesto scaramantico esistente al mondo; altri ancora, invece, sono pronti a giurare che il buon pensionato porti addirittura fortuna.

«Macché scalogna!», asserisce Calogero Occhiuto, 41 anni, meccanico e vicino di casa. «Non credo a queste cose, ma il simpatico quanto arzillo dirimpettaio ha davvero esorcizzato la dipartita. Pertanto, conte spesso accade, camperà cent'anni. E mi pare sia sulla strada buona...».

Portafortuna
Gli inquilini del primo piano di via Risorgimento n. 77 non si scompongono e si limitano a dire che Biagio Conte è una brava persona. «Non fa nulla di male se tiene dentro casa 'u tabbutu» (ovvero la cassa da morto in dialetto siciliano), dicono i coniugi Giancarlo Agnello, 65 anni, invalido, e Margherita Franchina, di 64 anni «Biagio in casa sua può fare quello che vuole e noi rispettiamo questa sua decisione. Tanto prima o poi tocca a tutti». Teresa Dottore, di 60 anni, abitante nella stessa palazzina, proprio a fianco al pensionato, dice la sua. «C'è chi tiene in casa animali feroci e chi grandi collezioni di farfalle», continua la vicina. «Biagio una bella cassa da morto. È un amuleto vivente che porta fortuna, altro che sfiga! In molti fuggono alla vista della bara, noi ci ridiamo sopra».

Intanto Biagio Conte ne approfitta per una pulitina alla lapide. Cotone idrofilo e alcol per rendere lucido il marmo, cera e uno straccio di lana per avere borchie d'ottone ben lucide. «Hai visto mai?», conclude l'anziano pensionato. «Desidero un funerale in pompa magna, con tanto di cavalli, se possibile, poiché con la mia pensione non me lo posso permettere. Tutto dovrà essere pulito e scintillante al sole. Alla faccia di chi mi vuole male... che crepi d'invidia! Del resto da noi si dice: chi d'invidia campa disperato muore! Capisci a me!». [G. R., Cronaca Vera, N. 1754 del 19 aprile 2006]


News dei mesi precedenti | seguenti

Home PagePowered by Associazione Bronte Insieme Onlus
RICERCA IN BRONTEINSIEME.IT