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Notizie, Eventi Socio-Culturali e non

Aprile - Giugno 2004

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23 Giugno 2004

Il metano nella zona artigianale

Un progetto del Comune secondo in graduatoria nei programmi regionali di finanziamento per i lavori di metanizzazione della Zona Artigianale

La zona artigianale ed industriale di Bronte, una delle più grandi della Sicilia, sarà presto dotata dell’impianto di metanizzazione, di pubblica illuminazione e di opportune aree a verde pubblico. L’Assessorato regionale alla Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca ha, infatti, inserito nei programmi di finanziamento, con decreto n. 1401/3s del 18 giungo 2004 per un importo complessivo di 724.000 euro, il progetto che la Giunta municipale aveva approvato il 13 novembre del 2003.

“Questo Ente - si legge nella delibera comunale firmata oltre che dal sindaco Leanza e dal segretario Majorana, anche dall’indimenticato assessore Antonio Currao - dispone di una avviata zona artigianale ed industriale in contrada Ss. Cristo, i cui lavori iniziati nel 1986, non sono ancora terminati a causa del mancato finanziamento di alcune opere di completamento. Visto pero che l’assessorato regionale, con un decreto del 31 luglio del 2003, ha impartito le direttive per l’accesso ai finanziamenti, intendiamo avvalerci delle somme necessarie per dotare la nostra zona artigianale dell’impianto di metanizzazione ed illuminazione”.
Il progetto è stato redatto dall’Ufficio tecnico comunale, riscuotendo la valutazione positiva da parte degli uffici dell’Assessorato. Su 113 Comuni che hanno fatto richiesta 31 sono stati respinti, mente il progetto presentato dal Comune di Bronte è stato classificato al secondo posto. “Si è raggiunto - afferma l’assessore comunale all’Artigianato e Commercio, Salvatore Pizzuto, polemizzando ancora una volta con l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Castiglione - uno dei principali obiettivi che ci eravamo prefissi senza nessuna discrezionalità o interessamento alcuno da parte di chi in questi giorni, comunicando l’inserimento in graduatoria con un manifesto, voleva far intendere che il merito fosse suo. Invece tutto è frutto del lavoro del Comune che con la realizzazione dell’impianto di metanizzazione farà risparmiare parecchio alle aziende. Oltre a ciò è da sottolineare come in passato parecchi sono stati i tentativi di riuscire a far finanziare queste opere, senza mai riuscirci.

Noi, invece, - conclude l’assessore - dopo la presentazione del progetto abbiamo seguito l’iter fino all’inserimento in graduatoria di cui nelle scorse ore abbiamo ricevuto il decreto assessoriale”. Il Comune adesso ha 120 giorni di tempo per presentare il progetto esecutivo ed è già al lavoro per non perdere l’importante appuntamento.



19 Giugno 2004

Iniziativa di Vides e Assessorato all'Agricoltura

Imparare a mangiare

Un’altra iniziativa realizzata dal Vides Ginestra di Bronte arriva a conclusione nel migliore dei modi. L’associazione, in collaborazione all’Assessorato Regionale all’Agricoltura e Foresta, ha portato avanti un progetto sull’alimentazione i cui destinatari sono stati circa quattrocento bambini della scuole elementari dei due circoli didattici presenti in paese. Un progetto molto singolare per insegnare ai bambini a saper mangiar bene per non incorrere da adulti a problemi di carattere fisico e mentale. Cinque gli incontri a cui i bambini hanno partecipato per modulo e alla fine una gita per tutti in un agriturismo nei presi di Castel di Iudica, dove hanno visitato l’azienda e hanno assaggiato cibo, sano e genuino.

Alla chiusura vera e propria nel cortile del Collegio Maria, hanno partecipato i quattrocento bambini con tutti i loro docenti e i volontari Vides. Grande festa finale con i bambini che hanno letto poesie e articoli pubblicati da loro stessi in un giornalino realizzato appositamente per il progetto alimentare da allievi e docenti. Il progetto è stato finanziato interamente dall’Assessorato all’Agricoltura e foreste della Regione e sempre nella giornata dal 31 maggio i quattrocento bambini hanno fatto un’offerta libera, grazie a cui si è raccolta duna considerevole somma, che sarà destinata al progetto “un bicchiere di latte per l’Etiopia”. [G. L.]




26 Giugno 2004

DOPO LA MORTE DEL SUO FONDATORE SI TEME PER LA SORTE DEL PATRIMONIO CULTURALE CHE LA "MASSERIA" CONSERVA

Salviamo la Masseria Lombardo

Qualcosa comincia a muoversi per salvaguardare la prestigiosa raccolta

L'Assessore Caruso incontra i fratelli di Zino Lombardo

Dopo le nostre sollecitazioni e l'appello lanciato dalla Lav, qualcosa comincia a muoversi per cercare una strada per salvare il patrimonio culturale e tradizionale raccolto da Zino Lombardo in trent'anni di appasionata ricerca.
Il prestigioso Museo dell'Antica Civiltà Locale (meglio noto come "Masseria Lombardo"), dopo l'improvvisa scomparsa del suo fondatore, corre il rischio, infatti, di disperdersi nuovamente in innumerevoli rivoli e piccole raccolte private.
Dopo l'invito lanciato da Alfio Lisi, responsabile della Lav di Catania, rivolto al sindaco di Bronte, al presidente della Provincia, ed al presidente della Regione di salvare l'opera dell’orgoglioso mecenate ed animalista garantendo il funzionamento continuo senza interruzioni della gestione della «Masseria-museo» e la trasformazione da museo privato a ente pubblico, si è svolto ieri a Bronte un primo incontro tra l'assessore Antonello Caruso, rappresentanti della Lav e gli eredi di Zino Lombardo.
Nessuna decisione, solo un primo contatto, ancora interlocutorio, per prendere conoscenza della situazione.
Non sono chiari ancora nè la situazione patrimoniale nè quella ereditaria. Anche se non è stato preso alcun impegno si tratta comunque di un primo passo, importante, che mostra una particolare sensibilità dall'Amministrazione comunale per il futuro del nostro prestigioso Museo.


13 Giugno 2004
ASSOCIAZIONI. LA MASSERIA LOMBARDO

«Lav», Lisi lancia l’appello

«Salvate la casa museo»

La Lav, «lega antivivisezione italiana», chiede alle autorità di salvare le sorti della «Masseria-museo Lombardo» di Bronte dopo la morte del suo curatore avvenuta martedì a seguito di un malore.

Il responsabile della Lav, Alfio Lisi, ha espresso il suo rammarico per la dolorosa scomparsa, e nello stesso tempo ha invitato il sindaco di Bronte, Turi Leanza, il presidente della Provincia, Raffaele Lombardo, e il presidente della Regione, Totò Cuffaro, a prendere a cuore l'opera dell’orgoglioso mecenate ed animalista garantendo il funzio­namento continuo senza interruzioni sia della gestione della «Masseria-museo» o meglio conosciuto «Museo dell’antica civiltà locale» fondata da Nunzio Lombardo sia la trasformazione da museo privato a ente pubblico salvando così anche il posto di lavoro alle persone che con tanta passione ci lavorano da tempo occupandosi dei numerosi animali ospitati.
Tra le bestiole, alcune di rara specie esotica, ci sono anche i due maialini, strappati alla morte sicura e oggi in ottime condizioni di salute e tanto da essere utilizzati come attori teatrali in uno spettacolo su «Pasolini».

Il luogo è anche uno dei musei etnici più belli della Sicilia, risalente al ‘500, ossi all’epoca dei primi insediamenti che testimoniamo la presenza araba nell’isola che si affacciano sulla valle del Simeto. E Nunzio Lombardo ha contribuito con tutte le sue forze a valorizzarne la bellezza, è stato, anche un profondo estimatore della cultura contadina e artigianale tanto da accumulare oggetti e costumi contadini e borghesi d’epoca. Il lavoro che ha fatto non deve essere dimenticato, questo è l’appello della Lav. [Mela. S.]


9 Giugno 2004

E' morto Zino Lombardo

Ha donato i suoi organi per salvare altre vite

Si è spento ieri a 72 anni, a seguito di un improvviso malore, Nunzio Lombardo, Zino per tutti gli innumerevoli amici che aveva sia Bronte che nel resto d'Italia. Uomo colto e di stile, è stato per oltre vent'anni (dal 1960 agli anni 80) uomo di punta della politica democristiana a Bronte ed esponente di spicco delle Acli, ricoprendo per diverse volte la carica di assessore comunale e di consigliere provinciale.

Abbandonata la vita politica ha dedicato gli ultimi anni della sua vita (dal 1975 in poi), anche fra mille difficoltà ed ostracismi di ogni genere, alla nascita ed al mantenimento del "Museo dell'antica civiltà locale" (noto anche come Masseria Lombardo).
Dopo aver restaurato gli ambienti di un'antica cartiera araba, con passione e notevole impegno anche finanziario, vi ha raccolto e catalogato migliaia di oggetti, utensili ed arnesi, testimonianze della vita contadina e della storia dell'artigianato brontese.
Nella sua Masseria, a salvaguardia e recupero del patrimonio zoologico, botanico ed agricolo, ha anche impiantato e continuato a coltivare, tramandandoli fino ai nostri giorni, oltre 150 specie di vegetazione e frutti mediterranei, ormai scomparsi.

Un impegno ed una realizzazione che gli fanno onore e che hanno dato la possibilità a migliaia di studenti e di turisti provenienti da ogni angolo d'Italia di toccare con mano ambienti e modi di vivere e di lavorare di tempi andati. Il Museo ha avuto anche un prestigioso riconoscimento: il premio "Tuteliamo l'ambiente" (1987) promosso dalla "Conservation Foundation" di Londra con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

La sua scomparsa ha colto di sorpresa l'intero paese. Ci si augura che l'immenso patrimonio culturale e sociale raccolto da Zino Lombardo in trent'anni, con l'amore e  la dedizione che lo distingueva, non vada ora nuovamente disperso.


Ricordo di Zino Lombardo

di Nicola Lupo

Apprendo con stupore e rammarico dell' improvvisa scomparsa del caro Zino Lombardo e lo rivedo mio alunno di prima media dell'anno scolastico 1942/43, anno travagliato per tutti. Ragazzino minuto e dagli occhi vivaci, era riservato e quasi timido, di intelligenza acuta e riflessiva che contrastava con la turbolenza della maggior parte della classe. Negli anni successivi, quando tornavo a Bronte, chiedevo dei miei ex alunni, per un solo anno, figli di amici e conoscenti, ed ho avuto notizie buone e anche brutte, ma di Zino ho sempre saputo che progrediva sempre.
Negli anni '60 seppi che si era dato alla politica nella D.C. e che spiccava per il suo impegno e per i traguardi raggiunti. Di recente, quando ho intrapreso un mio lavoro su "Vincenzo Schilirò - educatore e letterato", finalmente in fase di pubblicazione, sapendo che era suo nipote, mi rivolsi anche a lui per alcune notizie e gli telefonai dicendogli che avevo contattato un suo cugino di Catania, il quale mi aveva fornito del materiale. Egli ebbe a formulare delle critiche sul conto di quel suo cugino ma io gli risposi che ne avevo avuto una buona impressione.

30 Giugno 2004

Vertice in Comune per la «Masseria»

Bronte, museo a rischio - «Ma non chiuderà»

Si apre uno spiraglio per salvare la Masseria Lombardo: dopo l'allarme lanciato dalla Lega Antivivisezione si è tenuto un incontro fra questa e l'amministrazione comunale di Bronte per non far disperdere il patrimonio culturale che la Masseria conserva, gli animali che ospita e non lasciare disoccupati i tre operai, dopo l'improvvisa scomparsa del fondatore del Museo Lombardo.
Il responsabile della Lega, Alfio Lisi, che insieme a Pinella Crimi ha avviato un confronto con il comune di Bronte ha spiegato:
«Ci siamo attivati presso il Comune di Bronte, l'assessore Regionale ai Beni Culturali e la Sovrintendenza e gli stessi fratelli-eredi Lombardo, perché la struttura non scompaia nel nulla. Da tutti si è appurata la volontà di voler preservare questo monumento storico, testimonianza della civiltà siciliana dei secoli scorsi. Lo stesso impegno - ha continuato Lisi - lo stiamo fornendo noi della LAV per gli animali ospiti della Masseria, con l'obiettivo di continuare a curare quegli animali salvati dall'abbandono, o come i due bellissimi esemplari di macachi giapponesi che sono protetti dalla Convenzione di Washington, affidati dalla magistratura».
L'assessore al turismo Antonello Caruso, delegato dal sindaco ad occuparsi della questione, ha precisato: «La Masseria Lombardo sicuramente non può e non deve essere smembrata. E' importante preservare questo bene, per certi aspetti unico al mondo, si ricordi la cartiera risalente all'anno mille e la torre araba. Anche noi attiveremo l'Assessorato regionale ai Beni Culturali e la Sovrintendenza per ampliare il confronto per garantire un futuro al Museo». [Luigi Putrino]

5 Ottobre 2004

Bronte, il sindaco replica alla Lav

La Lav diffida il sindaco di Bronte, Salvatore Leanza, che non si occupe­rebbe degli animali custoditi nella Masseria Lombardo, dopo la morte del tutore Zino Lombardo. Ma Leanza rigetta le accuse, spiegando che il Comune ha organizzato diversi incontri con gli eredi, dichiarandosi dispo­nibile a salvare gli animali.
«La Lav di Catania - scrive il presidente Alfio Lisi - ha più volte ed inutil­mente interpellato il sindaco che alla fine ha risposto di non potersi occu­pare del bene valore internazionale, dove sono custoditi anche macachi giapponesi. Con la risposta, il sindaco ha negato ogni sua diretta respon­sabilità, quando la legge invece lo obbliga a soprintendere sul benessere degli animali. C'è il rischio che questi vadano a finire a Milano o Venezia».

«La Lav - ha replicato Leanza - ha denunciato un problema serio senza avere la necessaria informazione.

L'Amministrazione, infatti, ha seguito anche presso la Soprintendenza la posizione del vincolo di interesse stori­co e culturale della Masseria per richiedere un finanziamento regionale ed ha organizzato una serie di incontri con gli eredi Lombardo, ultimo dei quali tenuto dal vice sindaco Cuzzumbo, alla presenza del veterinario dell'Asl.
Gli eredi hanno assicurato che avrebbero provveduto alla cura degli animali fino all'8 ottobre, quando avrebbero deciso se accettare o meno l'eredità. Solo dopo questo passaggio, l'eventuale curatore potrà affidare al Comune la gestione della Masseria ed, infatti, la settimana prossima è previsto un ulteriore incontro dove inviteremo pure la Lav».

13 giugno 2004

«Salvare la fattoria museo Lombardo»

«Gli enti pubblici intervengano per salvare la fattoria museo Lombardo a Bronte». Lo sollecita la Lav di Catania «preoccupata che dopo la scomparsa del suo fondatore, Zino Lombardo, possa essere smantel­lata».
La fattoria museo, realizzata in una masseria del Cinquecento sulle rive del Simeto, ospita moltissimi animali. Nel 1987 vinse il premio «Tuteliamo l'ambiente» della Conservation Foundation di Londra, promosso in collaborazione con il ministero dell'Ambiente.

 

ZINO HA DONATO I SUOI ORGANI

10 giugno 2004

Effettuato al Policlinico un prelievo multiorgano

(...) Ieri la situazione si è sbloccata ...: è stato cioè effettuato un pre­lievo multiorgano (reni, fegato e cornee) a un pensionato settantunenne di Bronte che, ricoverato nell'unità intensiva e rianimazione dello stesso Policlinico a causa di un'emorragia cerebrale, era entrato in stato di morte cerebrale, condizione questa che ha indotto i medici della strut­tura a dare l'assenso, appunto, per il prelievo degli organi. (...)

Tali organi hanno subito dimostrato una perfetta efficienza sotto il pro­filo anatomo-funzionale che è stata poi comprovata dalla perfetta ripresa subito dopo gli interventi di trapianto che sono stati effettuati rispettiva­mente all'Ismett per il fegato e al centro trapianti del Policlinico catanese per entrambi i reni.

Questi organi sono stati trapiantati a una settantacinquenne di Messina e a un sessantaduenne di Randazzo.
Utilizzate anche le cornee prelevate da due professionisti della Clinica oculistica dell'università del prof. Alfredo Reibaldi e subito trasferite alla «banca degli occhi» di Palermo. [Angelo Torrisi]

Chiusi la mia telefonata preannunziandogli una mia lettera in cui gli avrei esposto dei quesiti sullo zio con la speranza che egli potesse darmi delle risposte positive e utili per il mio lavoro.

Quella lettera, purtroppo, non ebbe mai risposta e da ciò ho arguito che era diventato introverso e ostile, forse per delusioni procurategli proprio dalla politica, e che neppure l'attività intrapresa successivamente era bastata a compensarlo.

Parce sepulto di cuore da Nicola Lupo




20 Giugno 2004

PARCO DELL'ETNA: MERCOLEDI’ UNA CONFERENZA DI SERVIZI

Pool di esperti per combattere la «processionaria»

Una conferenza di servizi per fare il punto sulle tematiche connesse alla presenza della «processionaria» del pino, temuto lepidottero urticante che infesta i boschi dell'Etna, è stata convocata dal presidente dell'ente Parco Concetto Bellia e si svolgerà mercoledì nel Dipartimento di scienze e tecnologie fitosanitarie dell'Università degli studi di Catania in via Santa Sofia 100.
Lo stato di salute delle pinete preoccupa i vertici del Parco dell'Etna: la gravità dell'attacco della «traumapocampa pityocampa» (nome scientifico dei lanuginosi bruchi) è evidente in alcune aree boscate, come nella secolare pineta di Linguaglossa, dove la presenza dei nidi bianchi è diffusa soprattutto nelle aree più frequentate dai visitatori, ma anche nei boschi di più recente origine, come quelli di piano del Vescovo o di piano dei Grilli che, anche a causa del violento attacco della processionaria, non si evolvono da decine di anni. L'infestazione è evidente anche a Piano Vetore e nel demanio forestale. L'allarme «processionaria» scatta all'inizio della stagione escursionistica quando, più frequentemente, si verificano casi di indesiderato contato con il lepidottero urticante che provocano pruriti, orticaria, e in casi più gravi, anche implicazioni respiratorie. Dalla fine del 1999, tuttavia, il Parco dell'Etna non ha un vero e proprio piano di intervento per combattere la processionaria e azioni per contrastare l'espandersi dell'infestazione vengono svolte solo dall'Azienda delle Foreste demaniali. Ma le competenze sulla lotta alla processionaria chiamano in campo anche il servizio fitosanitario regionale, l'Osservatorio per la malattia delle piante di Acireale, l'Ispettorato ripartimentale delle foreste, l'Ufficio speciale per la difesa e la conservazione del suolo e dell'ambiente.
Competenze frammentate che il Parco vuole riunire in «conferenza di servizi» insieme ai rappresentanti del mondo scientifico: sarà presente il prof. Santi Longo per il Dipartimento di scienze e tecnologie fitosanitarie dell'Università degli studi di Catania ed il dott. Giovanni Cannaò, dell'unità operativa ospedaliera di medicina interna del «Garibaldi» di Catania. [Marisa Mazzaglia]



19 Giugno 2004

Gufo particolarmente raro salvato dalla Forestale

Un salvataggio particolare è stato effettuato nel territorio del Comune di Bronte dalle guardie forestali del locale distaccamento. Le guardie hanno trovato, in località Tartarici, un Gufo comune (Asio Otus) che presentava una grossa ferita in un’ala, procuratasi certamente nella notte, mentre era in attività di caccia. La ferita non permetteva all’uccello di volare e quindi è facile ipotizzare che sarebbe diventato presto una facile preda. Invece le Guardie forestali lo hanno notato e prelevato. Da sottolineare come il rapace notturno si è fatto facilmente prendere, per essere consegnato al Centro Recupero Fauna Selvatica di Catania per le cure del caso. “Non appena il Gufo comune sarà nelle condizioni di riprendere il volo - dice il comandante del distaccamento Crimi - verrà liberato nella stessa località. Il Gufo dell’ordine dei Strigiformi, è uno dei più rari rapaci notturni presenti in Sicilia.

Il piumaggio si presenta di una tonalità di marrone rossiccio fortemente variegato con tendenza allo scuro, caratteristiche che lo rendono quasi invisibile alle sue prede, che sono piccoli mammiferi o uccelli e grossi insetti. Gli occhi sono molto grandi di colore arancione rosso con i tipici ciuffi auricolari".
A dir il vero, i Gufi anche se molto rari nella zona dell’Etna - conclude il comandante - sono, comunque, parte integrante della popolazione faunistica del Vulcano, anche se non frequentano le zone sommitali. Predilige prevalentemente le campagne coltivate, fattorie e abitazioni abbandonate”. Il Gufo comune in inverno sverna in Africa, anche se a volte staziona in alcuni paesi mediterranei e quindi anche nelle nostre parti.


10 Giugno 2004

Succede al maresciallo Gullotto

Vincenzo Crimi nuovo comandante della Guardia Forestale

Il Distaccamento delle Guardie forestali di Bronte ha un nuovo comandante. A proteggere una delle fette più vaste dei Parchi dell’Etna e dei Nebrodi è stato chiamato il maresciallo Vincenzo Crimi che ha già guidato i distaccamenti di Linguaglossa e Randazzo.
Proposto dalla Commissione europea per l’ambiente come componente del gruppo di lavoro per il monitoraggio delle pioggie acide nella Foresta Nera, in Germania e l’avifauna migratoria, il maresciallo Crimi si è distinto anche per le pubblicazioni di volumi di valore come “Rahab: il bosco Ragabo di Linguaglossa”, “Il territorio di Castiglione di Sicilia” e “La valle del fiume Alcantara”.
Succede al maresciallo Salvatore Gullotto.
Il primo obiettivo che Crimi indica è la salvaguardia dei boschi dagli incendi, senza dimenticare la lotta all’abusivismo: “Come per gli altri anni, - ci dice il maresciallo Crimi - in occasione della stagione estiva, per il Corpo Forestale di Bronte, si ripropone la necessità di compiere il massimo sforzo organizzativo di uomini e mezzi, finalizzato alla tutela e salvaguardia del patrimonio boschivo presente sul territorio ricadente all’interno della circoscrizione territoriale di competenza che comprende i Comuni di Bronte e Maletto”. Il territorio di competenza ha un’estensione complessiva di circa Ha. 30.000, ricadente in massima parte all'interno del Parco regionale dell'Etna ed in parte all’interno del comprensorio fluviale del fiume Simeto.
Comunque, - continua il comandante - seppur considerato di primaria importanza, il servizio di protezione dagli incendi, non è l'unico compito che nel periodo estivo viene svolto dal Corpo Forestale di Bronte. Infatti, a questo bisogna aggiungere altre attribuzioni d’Istituto che non possono essere sospese durante la campagna antincendio. E’ noto - conclude - che la tutela del territorio passa anche attraverso la prevenzione e repressione degli abusi edilizi, delle discariche inquinanti, del bracconaggio, delle cave, dei furti nelle zone rurali, del controllo dei corsi d'acqua, dei pascoli, delle utilizzazioni boschive, della vigilanza attiva ai fini della salvaguardia della flora e fauna protetta”.

12 Giugno 2004

Si è insediato il nuovo comandante della Forestale

Massiccio piano antincendio dai Nebrodi al parco fluviale dell’Alcantara

Il maresciallo forestale Vicenzo Crimi, si è insediato come comandante del Distaccamento delle Guardie forestali di Bronte. Crimi, 39 anni, proveniente da incarichi di prestigio, avendo comandato le stazioni di Linguaglossa e Randazzo, succede al maresciallo Salvatore Gullotto, trasferito ad Adrano. [...]
... Il maresciallo Crimi si è distinto negli anni, contrastando diffusi fenomeni di illegalità nel versante messinese del fiume Alcantara, quali inquinamento da parte di aziende del luogo (Francavilla), abusivismo edilizio e proliferazione di discariche abusive (Castiglione). Il nuovo comandante arriva a Bronte, proprio a ridosso dell'apertura della stagione antincendio 2004. Il piano antincendio per questa stagione, prevede in tutta la Provincia di Catania l'impiego di 866 unità, di cui 150 vedette, 547 componenti delle Squadre Speciali Antincendio, 29 vigili del fuoco e 140 autisti. Per quanto riguarda la fascia pedemontana etnea, il livello di attenzione è davvero massimo.
Nei territori di competenza dei distaccamenti forestali di Randazzo, Maniace e Bronte, infatti, saranno 218 gli operai assunti per vigilare su una delle più belle fette di macchia mediterranea della Sicilia

 A Randazzo l'Ispettorato Dipartimentale delle Foreste di Catania, infatti, ha messo a disposi­zione 75 operai forestali, che serviranno anche da personale di terra nei momenti in cui si leverà in volo l'elicottero di stanza presso il centro antincendio regionale del Demanio Sciarone che sorge a poca distanza dal centro abitato di Randazzo. Il territorio, esteso per oltre Ha 20.000, ricade all'interno di 3 aree protette: il Parco dell'Etna, il Parco dei Nebrodi e il Parco Fluviale del fiume Alcantara.

A Bronte, invece, il territorio da controllare complessivamente raggiunge i 32.000 ettari, compren­dendo anche il territorio di Maletto e sono 87 le unità lavorative ingaggiate dall'antincendio. Per gli altri distaccamenti questi i numeri delle assunzioni: Adrano (50), Catania (27), Giarre (35, Nico­losi (56), Linguaglossa e Castiglione (68) e Zafferana (89).
«Ritengo sia necessario e indispensabile, come accade sempre all'inizio della stagione estiva - commenta il maresciallo Crimi - concentrarsi per affrontare la delicata questione della salva­guardia de patrimonio boschivo minacciato dagli incendi. Il distaccamento forestale di Bronte (che assorbe anche il comune e il territorio di Maletto) sarà in prima linea nella difesa dell’am­biente». [Marcello Proietto]



8 Giugno 2004

Polizia Municipale

Serravalle nuovo capitano

Il Comando di Polizia municipale di Bronte ha un Capitano. Il grado è stato conferito al tenente Vincenzo Serravalle dal sindaco Turi Leanza e deliberato dalla giunta anche a seguito di un recente encomio tributatogli dal Capo Area Giuseppe Saitta. Gratificanti le motivazioni che hanno fatto maturare la scelta di questa promozione.




4 Giugno 2004

Spitaleri e un assessore erano stati condannati a risarcire le mancate riscossioni per l’acqua

Francesco SpitaleriNessun danno erariale, assolto ex sindaco di Bronte

L'ex sindaco Francesco Spitaleri e l'ex assessore ai Servizi comunali Giovanni Luigi Franchina sono stati assolti in appello dall'accusa di aver provocato un danno erariale al Comune per la mancata riscossione di canoni per il consumo di acqua. L'anno scorso i due ex amministratori erano stati condannati dalla Sezione giurisdizionale per la Regione siciliana della Corte dei conti al pagamento di 2.500 euro ciascuno.
I giudici contabili avevano contestato la mancata riscossione di canoni, per un importo di circa 15 mila euro, relativi agli anni dal 1987 al 1991 (Spitaleri e Franchina restarono in carica dall'1 luglio dell'89 al 22 dicembre del '91). Contro la sentenza di primo grado Spitaleri e Franchina, difesi dagli avvocati palermitani Giovanni Pitruzzella e Massimiliano Mangano, avevano presentato appello riproponendo l'eccezione di prescrizione dell'azione esercitata dal procuratore regionale.

Ora la Sezione d'appello (presidente Antonino Sancetta, consiglieri Salvatore Cilia, Giuseppe Cozzo, Luciana Savagnone e Mariano Grillo, quest'ultimo nella veste di relatore) ha accolto l'appello dichiarando prescritto il diritto al risarcimento dell'amministrazione e assolvendo i due ex amministratori comunali. L'atto di citazione del procuratore generale, infatti, era datato 6 novembre 2002.
L'azione risarcitoria "tardiva" era partita dopo l'invio da parte del Comune di Bronte, nel 2001, di una nota con la quale si comunicava la mancata riscossione dei canoni. Nella motivazione della sentenza, tra l'altro, la Sezione d'appello sottolinea che i canoni dovuti per il consumo di acqua andavano contabilizzati dal Comune attraverso la lettura mensile e che il mancato pagamento entro 15 giorni dalla scadenza della bolletta dava diritto alla sospensione dell'erogazione, oltre all'avvio delle azioni legali. [Antonio Di Giovanni]



27 Maggio 2004

Oltre 25 pozzi messi in produzione dagli anni sessanta

Alla ricerca del gas in contrada Cantera

L'Eni perfora ancora

Il paese ed il territorio di Bronte da sempre sono identificati e da tutti conosciuti come la zona dell’“oro verde”. Bronte è, infatti, la capitale italiana del pistacchio, ma pochi forse sanno che da 40 anni è diventato anche zona di produzione di un altro oro, questa volta “azzurro”, il metano, così chiamato per distinguerlo dall’altro, quello “nero”, il petrolio.

L’ENI s.p.a. Divisione Exploration & Production (l’ex Agip ) da alcuni giorni sta perforando un altro pozzo di metano in prossimità della ormai “quarantenne” Centrale Gas di contrada Càntera. Il nuovo pozzo andrà ad aggiungersi agli attuali circa 25 perforati e messi in produzione dagli anni sessanta/settanta in poi. In quel periodo, a Bronte, Mario Lupo aveva fondato (inutilmente) anche un comitato perchè questa enorme ricchezza del nostro sottosuolo si trasformasse in strumento di benessere economico e progresso civile. A differenza del "verde",  però, quest'oro azzurro passa sopra Bronte: nel paese, oltre ai pochissimi posti di lavoro, non restano se non le poche royalties date dalla Regione (circa un milione di euro).

Quest’ultima perforazione sarà effettuata con metodi modernissimi e con una tecnologia che consente perforazioni, anche non verticali, e ben oltre i 10.000 metri. L’esplorazione sta facendo passi da gigante in questo settore, anche perché il gas metano entrato timidamente sessant’anni fa nel campo energetico mondiale, ha assunto un ruolo da protagonista, che andrà ancora più ampliandosi nel prossimo futuro.
Da oltre 40 anni anche il sottosuolo del nostro territorio, ricco di metano, contribuisce al fabbisogno nazionale: inizialmente con un milione di metri cubi giornalieri e ancora oggi con i suoi 500.000 metri cubi di produzione al giorno. Ecco perché pochi anni fa è stata costruita ex novo una nuova Centrale Gas in contrada Cantera, dove il metano confluisce, tramite metanodotti, da tutti i pozzi presenti nel territorio brontese. All’interno della centrale il gas viene trattato per separare la parte gassosa (il metano) dalla parte liquida (acqua e un tipo di benzina leggera chiamata gasolina). Questa, inizialmente depositata in appositi serbatoi, viene poi trasferita mediante autobotti nella raffineria di Gela, dove miscelata con altre benzine più pesanti, è trasformata in benzina di immediato uso.
L’acqua è trattata, all’interno della stessa centrale, con appositi impianti di trattamento e successivamente scaricata nell’adiacente fiume Simeto. La parte gassosa, venduta dall’Eni alla Snam, viene immessa direttamente nel metanodotto e miscelata con il gas proveniente dall’Algeria, distribuita a Società private (es. Siciliana Gas) che servono direttamente l’utenza. A Bronte, quindi, utilizziamo direttamente il metano estratto dal nostro sottosuolo. Salvo, poi, pagarlo un po’ più salato degli altri.


13 giugno 2004
Nuovo scavo dell’Eni in contrada Cantera

Bronte, trivelle in azione alla ricerca di idrocarburi

Trivella dell’Eni all’opera in contrada Cantera, alla ricerca di nuovi giacimenti di idrocarburi, in prossimità del Simeto e della centrale Agip che da circa 40 anni raffina il gas estratto a Bronte in oltre 20 pozzi. I lavori per questa nuova trivellazione sono cominciati da circa tre settimane e ieri la moderna perforatrice aveva superato i 600 metri di profondità attraversando la secolare colata lavica che giunse fino al Simeto e che ne delimita il corso; restando comunque bazzecole rispetto ai potenziali 10 mila metri, in modalità verticale e in diagonale. Questa nuova possibile estrazione aumenterebbe gli attuali 400 mila metri cubi di produzione giornaliera (con punte storiche di 1 milione) raffinati nella adiacente centrale, dove si separa la parte gassosa (metano) dall’acqua e dalla gasolina. Quest'ultima, altamente infiammabile è trasportata a Gela per il taglio di altre benzine; il metano serve l'utenza privata anche locale. L’impianto per Bronte ha rilevanza economica sia per i circa 30 dipendenti (per la maggior parte brontesi) che per l’indotto che genera. Più produzione significherebbe anche più royalties dalla Regione al Comune, oggi attestate a circa 1 milione e 200 mila euro all'anno. [Luigi Putrino]

Nella foto a destra, la Centrale Gas (in basso a sinistra) e la zona della perforazione (a destra) sono a pochi metri dalla riserva naturale integrale delle Forre laviche del Simeto che rientra nel piano regionale dei parchi e delle riserve naturali istituito dalle leggi regionali n° 98 del 6 Maggio 1981 e n° 14 del 9 agosto 1988.
Ci si augura che l'Eni faccia di tutto e di più per non compromettere una delle zone geologicamente più interessante del Simeto. La Riserva, infatti, va a proteggere un lungo tratto del maggiore corso d’acqua siciliano nel quale le lave etnee, giunte sino al vecchio corso del fiume, lo hanno più volte scavalcato e da esso sono state poi scavate ed erose con splendide gole nel nero del basalto




19 Maggio 2004

Trasferito in formato digitale

Torna a Bronte l’archivio storico dei Nelson

Il Menu dell'Archivio storico dei NelsonSarà consultabile dal maggio 2005 nella stanza multimediale allestita all’interno del “Museo della Pietra lavica"

Il prezioso archivio storico della Ducea Nelson torna a Bronte in formato digitale. Il direttore dell’archivio di Stato di Palermo, dott. Claudio Torrisi, ha firmato il protocollo d’intesa proposto dal sindaco, dott. Salvatore Leanza. Il protocollo consente al Comune di Bronte il trattamento multimediale dell’archivio che anni fa dalle stanze della Ducea è stato portato a Palermo. Tutto questo al fine di riportare a Bronte copie di documenti unici ed importantissimi che raccontano la storia non solo di Bronte o di questo territorio, ma anche della Sicilia, facilmente consultabili con moderne tecnologie.
“L’obiettivo - afferma Leanza - è quello di promuovere la valorizzazione culturale e turistica di questo territorio con iniziative incentrate alla conoscenza della sua storia. Per questo abbiamo pensato di digitalizzare l’archivio storico dei Nelson e permetterne la consultazione nella stanza multimediale allestita all’interno del “Museo della Pietra lavica e delle tradizioni artigiane ed agricole dell’Etna” inaugurato domenica scorsa”. Ed, in effetti, non a caso il museo è stato allestito all’interno della Ducea. Con i suoi richiami alle arti di questa terra, mira, infatti, a coniugare tradizioni ed una storia che in questo fazzoletto di terra brontese ha ancora il fascino della dinastia inglese e che gli inglesi stessi intendono riscoprire.

Dopo la visita del sindaco Leanza a Londra per presentare l’ “Horatio Nelson project” più di 1000 inglesi appartenenti alle associazioni legata all’ammiraglio Nelson, come la “Nelson society” e la “1805 society”, hanno confermato la loro visita a Bronte l’8 maggio del 2005 per festeggiare il bicentenario della battaglia di Trafalgar.

“Il Castello Nelson - continua il sindaco - diventerà così meta di studiosi. Penso alle Università o ai tanti cultori della storia patria, senza tralasciare quella fetta di turismo culturale che a Bronte intendiamo far diventare di casa”.

Del resto la sala multimediale del museo dove sarà conservato l’archivio è collegata permanentemente ad internet ed è in grado di comunicare quindi con tutto il mondo. Inutile ricordare che l’archivio storico della Ducea contiene documenti importantissimi sulla storia dell’Etna e della Sicilia vista da un contesto nazionale ed internazionale. Fra i tanti manoscritti conserva atti del 1200 e 1300 e pure tracce di quanto accadde nell'agosto del 1860 all'epoca dei famosi “Fatti di Bronte”.

A Bronte, già in tanti hanno già prenotato la visione di questi documenti e soprattutto delle pagine del “Times” che raccontavano dall’ottica inglese i fatti del 1860. “Inaugureremo - conclude il sindaco - la nuova sezione del museo comprendente l’archivio Nelson contemporaneamente all’arrivo a Bronte dei rappresentanti delle società legate all’Ammiraglio, ricordando così anche noi il bicentenario della battaglia di Trafalgar che vide l’ammiraglio sconfiggere la flotta napoleonica ma perdere la vita”.




26 Maggio 2004

SISTEMA MODA

Dopo l’addio di Levi’s commesse Diesel decisive - Occupazione per 200 addetti

Il polo tessile va in lavanderia

Bronte Jeans apre l’impianto che completa il ciclo produttivo dell’abbigliamento: investiti 8 milioni

Un investimento di quasi otto milioni di euro, due dei quali finanziati con la legge 488, cento nuovi posti di lavoro subito che diventeranno duecento a regime. Sono i numeri della lavanderia e stireria industriale che la Bronte Jeans inaugurerà nei primi giorni di giugno a Bronte in provincia di Catania.

Una nuova struttura su cui sono puntate le speranze di rilancio di quel polo tessile che ha il suo fulcro nei capannoni della zona artigianale, un'area incastonata nella sciara di contrada Santissimo Cristo nella parte più alta della città del pistacchio, con appendici anche nel vicino comune di Maletto.

Franco Catania«Sarà la più grande stireria del Sud» spiega Franco Catania (nella foto a sinistra), principale azionista della Bronte Jeans da lui fondata nel 1977, cui fa capo un gruppo di quattro aziende con quasi 400 dipendenti e una produzione giornaliera da ottomila a diecimila paia di jeans, confezionati principalmente per marchi di prestigio come Diesel, Benetton e Armani.
La nuova struttura, cinquemila metri quadrati di superficie su due piani, con annesso depuratore per le acque reflue, è già quasi ultimata: in questi giorni si sta procedendo all'installazione e al collaudo dei macchinari, tra cui spiccano per dimensione le lavatrici Tonello in grado di lavare centocinquanta capi per volta.

«A regime - spiega Catania - saremo in grado di trattare quindicimila capi al giorno e ovviamente saremo aperti anche alle altre realtà tessili della zona. Saranno trattati anche altri capi, d'abbigliamento, come quelli prodotti da una grossa maglieria di Ucria. Vogliamo essere la risposta etnea alla crisi del comparto del 2003».
Un anno nero, questo, durante il quale, soprattutto per la perdita delle commesse della Levi 's trasferite in Oriente, il fatturato delle aziende del gruppo Catania è diminuito del 30% passando dai cinque milioni di euro totalizzati nel 2002 a circa 3,5 milioni del 2003.

«Per la Levi's - dice Catania - confezionavamo circa quattromila capi al giorno. Era un ottimo cliente cui consegnavamo il prodotto finito: dovevamo fare tutto noi, dall'acquisto dei tessuti fino alla commercializzazione. E stata una perdita che abbiamo gradualmente rimpiazzato con le commesse della Diesel passate da millecinquecento capi al giorno del 2002 agli attuali cinquemila».
«Le aziende committenti - spiega Mario Catania, production manager della Bronte Jeans e cugino di Franco - sono ormai orientate a cercare unità produttive in grado di consegnare il capo finito. Finora noi ci siamo occupati solo della cucitura del jeans, utilizzando tessuto proveniente per metà dall'estero e per metà da aziende lombarde e venete, che poi i committenti fanno trattare in lavanderie e stirerie del Veneto o dell'Emilia-Romagna. Ora saremo in grado di completare a Bronte il ciclo di produzione del jeans con un risparmio di tempo per i committenti di circa due settimane rispetto alle 7-8 settimane che passano dal lancio all'immissione sul mercato del capo».
Velocità nelle consegne che è, per gli imprenditori, molto importante soprattutto perché consente loro di arrivare sul mercato con le novità prima degli altri: «I nostri committenti - aggiunge Franco Catania - saranno in grado di rispondere più rapidamente alle richieste del mercato, anche perché oggi non si lavora più sul programmato ma sul pronto, immettendo continuamente nuovi prodotti sul mercato».

Secondo Catania i risultati non tarderanno ad arrivare: la Bronte Jeans, grazie alla nuova lavanderia, prevede di riportare in crescita il fatturato già da quest'anno, almeno sugli stessi volumi registrati due anni fa. [A cura di Enzo Rossi]


Renzo Rosso sarà cittadino onorario

Aziende e sindaco sono favorevoli

A Bronte se lo ricordano in tanti: un ragazzo dai ricci rossi con accento settentrionale che arrivava in paese con un furgone Fiat 238 bianco stracarico di tela genova. Era il 1978, Renzo Rosso, artefice del fenomeno Diesel, portava alle pendici dell'Etna il suo carico di tessuti per farlo lavorare alle nascenti imprese del settore. E ripartiva qualche giorno dopo coni jeans realizzati su suo disegno, non prima di aver verificato il successo delle sue creazioni vendendone qualche paio in un negozietto del centro.
 L'avventura del guru della Diesel è cominciata proprio da queste parti, nei laboratori artigianali di Nicola Petralia, di Franco Catania e di Silio Barbagallo. Proprio quest'ultimo lo scorso novembre ha chiesto al Comune di assegnare la cittadinanza onoraria al fondatore dell'azienda vicentina.

«Abbiamo dato parere favorevole - afferma il sindaco, Salvatore Leanza - e ora attendiamo che il consiglio deliberi. Saremo lieti di assegnare questo riconoscimento a un imprenditore che ha dimostrato un legame particolare con Bronte, contribuendo al suo sviluppo economico». A Bronte ogni giorno si producono circa 12 mila paia di jeans, più della metà (quasi 7 mila, di cui cinquemila alla Bronte jeans, mille nelle aziende di Barbagallo e un altro migliaio alla Top jeans) sono commissionati dalla Diesel.

Il Distretto tessile diventa realtà
(6 Gennaio 2008)
 

ALL'OMBRA DELL'ETNA

Nell’area prevalgono i contoterzisti: 600 dipendenti e ricavi per 10 milioni all’anno

I grandi marchi si cuciono qui

Il Comune assegna 12 lotti per altri insediamenti

Dodici aziende, quasi seicento dipendenti diretti, altri duecento nell'indotto, e un giro d'affari che nel 2003 si è attestato attorno ai dieci milioni di euro.

Il polo tessile di Bronte è il risultato di oltre vent'anni di sviluppo di imprese che lavorano soprattutto per conto dei grandi marchi del settore. Il numero delle imprese sembra comunque destinato a crescere.
A conferma di ciò l'assegnazione da parte del Comune nel settembre scorso a imprese tessili di altri dodici lotti nella zona artigianale: in totale, quasi 20mila metri quadrati per nuovi stabilimenti.
Per ora tra le aziende façoniste, a parte quelle del gruppo Bronte Jeans, ci sono quelle di Silio Barbagallo, una a Bronte e l'altra a Maletto, rispettivamente di quaranta e venti dipendenti che nel 2003 hanno fatturato complessivamente poco più di un milione di euro, e la Top Jeans di Maurizio Avellina.

Tutte e tre lavorano per la Diesel. La Superjeans dei fratelli Bertino, invece, produce capi a marchio proprio e li commercializza direttamente: «Prima anche noi lavoravamo per conto terzi», spiega il ventisettenne Massimiliano Bertino che assieme ai fratelli Alessandro e Silvia è cresciuto a pane e jeans nell'azienda del padre Gaetano.

«Ora - continua - facciamo tutto noi: dal modello al confeziona­mento, fino alla commercializzazione. Ci conviene». La Bertino ha venti dipendenti, una capacità produttiva di 1.400 capi al giorno e nel 2003 ha fatturato 490mila euro.

L'azienda di Salvatore Luca è specializzata nei capi femminili double face: ne produce mediamente 50-60 al giorno cuciti da una ventina di sarte e nel 2003 ha fatturato di circa 300rnilaeuro.
Un'ex dipendente della «Luca confezioni» a ottobre dell'anno scorso si è messa in proprio e ha creato la «Francesca confezioni» che lavora in conto terzi e impiega undici ragazze. Il classico dinamismo dei poli manifatturieri, che dà vita ad una serie di microaziende, anche se Bronte ha vissuto tempi migliori.
Fino a otto anni fa le imprese del polo tessile erano una ventina. Poi è arrivata la crisi delle commesse che ha costretto alcune aziende a chiudere. Un blitz dei cara­binieri tra le imprese di Bronte e Randazzo nel dicembre 1997 ha fatto piazza pulita di lavoro nero e minorile: su tredici aziende controllate solo tre furono trovate in regola. Nelle altre c'erano 170 lavoratori in nero e quindici operaie fra i dodici e i quindici anni.

Un'operazione replicata dalle forze dell'ordine nei primi mesi del 2002 con il risultato di otto denunce per gravi violazioni contro altrettante imprese. Il lavoro minorile o in nero ha fatto perdere le tracce, anche grazie ai contratti agevolati: nel solo biennio 2001-2003 sono stati approvati contratti di formazione e lavoro e piani di inserimento professionale per complessivi cento posti di lavoro.
A non scomparire, secondo la a Cgil, sono però le denunce dei lavoratori. Per questo i sindacati hanno chiesto al sindaco la convocazione di un vertice fra imprese e parti sociali per verificare la situazione occupazionale delle imprese insediate nell'area artigianale. «Ci riuniremo nei prossimi giorni - afferma Gino Mavica, segretario della Cgil brontese - anche per verificare se qualche azienda sia stata sanzionata per irregolarità contrattuali. In tal caso chiederemo all’ammini­strazione di comminare sanzioni che nei casi più gravi possano arrivare alla revoca dei lotti e dei capannoni concessi».




18 Maggio 2004

Bronte, 2 pusher

Spacciavano droga in discoteca, presi da carabinieri in borghese

La festa era perfetta per spacciare cocaina e pillole di ecstasy, Il sicuro afflusso di ragazzi giunti al Castello Nelson per ballare ai ritmi di un dj fra i più gettonati del momento avrebbe ripagato le spese sostenute per il viaggio del medesimo. Così il 29enne di Siracusa Giuseppe Orlando e il 35enne di Messina Francesco Pugliesi, ognuno per conto proprio, sono arrivati fino al Castello Nelson di Bronte alle porte di Maniace con una buona scorta di bustine di cocaina e numerose pillole di ecstasy da spacciare ai ragazzi del versante nord dell'Etna.

I due però non hanno fatto i conti con il servizio d'ordine allestito dai carabinieri di Bronte con l'aiuto di quelli di Maniace che, convinti che insieme alla marea di ragazzi sarebbero giunti anche degli spacciatori, si sono confusi insieme al «popolo della notte». I due pare si conoscessero pure, anche perché a sentire gli inquirenti, pur essendo incensurati, sarebbero habituée delle discoteche, soprattutto quando serate di musica vengono organizzate occasionalmente in quei luoghi più dispersi dove la novità dell'evento attira numerosi giovani. Infatti, già alle 23 di sabato scorso all'interno del granaio del Castello Nelson ballavano più di 2000 ragazzi con il numero dei paganti che a fine serata sarebbe arrivato a 4000.
Così i due spacciatori in trasferta dopo aver sparso un po' la voce sulla loro «mercanzia», si sono appostati nei pressi del cortile antistante l'ingresso, aspettando i «clienti»: 50 euro per una bustina di cocaina e 25 per una pillola di ecstasy. E pare che per un bel po’ gli affari andassero a gonfie vele, tant'è che il via-vai di giovani ha insospettito i carabinieri in borghese. Il tempo di accertarsi che effettivamente i due spacciavano droga, ed è partita l'operazione. Bisognava evitare scontri e tumulti all'interno in una serata dove tanti giovani volevano solo divertirsi, così si è atteso che i due pusher si mettessero in disparte e Cc sono entrati in azione. I due hanno gettato a terra il resto della droga in loro possesso, ma i Cc hanno visto tutto. I pusher sono stati ammanettati e portati in caserma. Di fronte al magistrato Ignazio Fonzo dovranno rispondere di detenzione illegale ai fini di spaccio di cocaina nonché di pasticche di ecstasy.[L. S.]



15 Maggio 2004

UN 40ENNE A BRONTE

Travolto dalla motozappa muore dopo quattro giorni

E' possibile che un uomo di 40 anni muoia a causa di una brutta ma, all’apparenza guaribile, frattura con una profonda ferita lacero contusa alla gambe destra? E quello che al momento tutta Bronte si chiede e soprattutto si chiedono i familiari del signor Nunzio Meli che lascia moglie e due figli dopo essere stato ricoverato in tre ospedali in quattro giorni. Tutto è cominciato domenica scorsa, quando il signor Meli ha deciso di utilizzate una robusta motozappa per effettuare dei lavori in un sua proprietà in contrada «Aquavena». Tutto è andato bene fino a quando per effettuare delle manovre ha ingranato la retromarcia perdendo il controllo del mezzo che lo ha investito, maciullandogli il polpaccio della gamba destra. Immediatamente è stato soccorso e trasportato all'ospedale di Bronte dove ha ricevuto le prime cure.

La gravità delle ferite però ha consigliato il trasferimento all'ospedale Vittorio Emanuele di Catania dove l'uomo è stato sottoposto ad intervento chirurgico nel tentativo di ricucire i muscoli e sanare la frattura. Sembrava che tutto fosse andato bene, ma all'improvviso la decisione di trasferire il paziente all'ospedale Cannizzaro di Catania per sottoporlo a terapia iperbarica. Nulla da fare: il signor Meli mercoledì sera intorno alle 20,30 è deceduto, «aggredito» da quello che i medici chiamano cancrena gassosa, ovvero una mortale infezione i cui batteri si sviluppano in assenza di ossigeno, distruggendo le proteine e producendo un gas che avvelena i tessuti fino alla morte. I familiari adesso chiedono giustizia e vogliono sapere se è stato fatto il possibile e se l'uomo poteva essere salvato.
Nella mattinata di ieri, infatti, hanno presentato denuncia alla Procura della Repubblica e ieri pomeriggio sono stati visti recarsi presso la stazione carabinieri di Bronte accompagnati dall'avvocato Schilirò. Vista la delicatezza del caso, le indagini chiaramente sono sottoposte a segreto istruttorio, ma sembrerebbe che sulla salma nei prossimi giorni verrà effettuata l'autopsia. In paese del signor Meli si dice un gran bene ed il pensiero è rivolto alla moglie ed ai suoi figli ancora minorenni, convinti di aver perso quasi banalmente il padre. [L. S.]



14 Maggio 2004

Sara realizzata nella Sciara Sant’Antonio

«Comunità alloggio» per portatori di Handicaps

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha comunicato al Comune di Bronte la concessione di un finanziamento di 291.000 euro per la realizzazione di una “Comunità alloggio” per portatori di handicaps. Il contributo è pari al 50% del costo complessivo dell'opera, che ammonta a 582.000 euro e che sarà realizzata nella Sciara Sant’Antonio per essere destinata ai portatori d'handicaps residenti nei Comuni del distretto socio-sanitario di Bronte (comprendente anche quindi Randazzo, Maletto e Maniace. Il progetto prevede l'assistenza per un massimo di 10 unità ed è stato redatto tenendo conto delle necessità dei soggetti portatori d'handicaps che nell'ambito territoriale di riferimento richiedono un intervento socio-assistenziale continuativo e risultano privi di assistenza familiare.
Il Ministero ha richiesto al Comune di Bronte la stipula di un'apposita convenzione in relazione anche all'integrazione del finanziamento ministeriale che deve essere assicurato da un soggetto partner dell'iniziativa che dovrà garantire anche la gestione della comunità. «Trattasi - ha dichiarato il Sindaco Leanza - di un progetto redatto dalla precedente Amministrazione Comunale, che la Giunta Municipale attuale ha ripreso in occasione della istituzione nell'anno 2003 dell'Anno Europeo delle persone con disabilità. Il finanziamento ministeriale consente di attivare un'iniziativa che è inserita all'interno del Piano di riordino dei servizi socio-sanitari predisposto ai sensi della Legge 328/2000 e viene incontro all'esigenza avvertita nel territorio del distretto sanitario di Bronte di promuovere opportunità di tutela e di integrazione a favore dei soggetti interessati favorendo il loro recupero anche al di fuori del contesto familiare».



8 Maggio 2004

E’ cominciata la tre giorni ecologica

Centinaia di studenti alla scoperta del Parco dell’Etna

Centinaia di studenti hanno «marciato» ieri nei più svariati siti del Parco dell'Etna, aderendo alla manifestazione «... perché il Parco è anche mio». Una banda colorata si è messa in movimento su invito degli organizzatori della manifestazione che, per tre giorni, fino a domenica, ripulirà alcune aree degradate, individuate in sedici comuni che fanno da corona all'Etna, impegnandosi anche in attività didattiche a sfondo naturalistico ed ambientale. «La prima giornata ha già fatto registrare moltissime adesioni - afferma il dott. Francesco Pennisi, coordinatore della manifestazione - centinaia di ragazzi delle scuole elementari e medie sono stati coinvolti in quasi tutti i comuni pedemontani».
A Bronte, per esempio, la manifestazione si è svolta in tre diversi siti: a Piano dei Grilli, dove oltre 200 studenti hanno potuto visitare una «neviera» all'interno di una grotta per poi impegnarsi nella bonifica dell'area circostante; al castello dì Nelson, dove hanno preso parte ad escursioni naturalistiche, e nei vari parchi comunali di Bronte

A Maletto, in .località «Fontanamurata», centinaia di studenti delle elementari, impegnati in un progetto di educazione alimentare, hanno preso parte ad una escursione naturalistica curata dal Comune e da Legambiente che includeva anche una tappa presso un antico casale dove ai piccoli partecipanti è stato offerto fragrante pancotto nel forno a pietra e prodotti tipici etnei.
A Castiglione dì Sicilia 50 ragazzi delle scuole medie hanno partecipato al trekking guidato a monte Dolce, impegnandosi nella pulizia del sentiero. Ad Adrano i piccoli partecipanti hanno preso parte all'intervento di bonifica a Piano della Fiera mentre a Biancavilla sono stati impegnati in località «Montalto - Argentiere». Partecipazione corale si è avuta anche a Pedara, Linguaglossa, Ragalna. Si replica oggi soprattutto a Nicolosi, presso la pineta dei Monti Rossi, dove la manifestazione si svolge in concomitanza con i Giochi della Gioventù, ed a Belpasso, in contrada Milia - Monte Vetore, dove verranno liberati alcuni rapaci curati dai volontari del Fondo Siciliano per la Natura. [Marisa Mazzaglia]



3 maggio 2004

Finanziato il restauro della Matrice

La Chiesa Madre di Bronte sarà restaurata. Ne ha dato notizia il sindaco, Salvatore Leanza, che ha comunicato il finanziamento da parte della Regione siciliana di quasi 600.000 euro. Lenza ha comunicato la notizia al parroco, arciprete Vincenzo Saitta, esprimendo il proprio compiacimento per l’ottenimento del finanziamento che metterà in sicurezza una fra le più importanti ed antiche chiese di Bronte.



30 aprile 2004

Contributi sociali alle persone indigenti?

Si, ma lavorando

Sarà operativo in Bronte nei prossimi giorni il nuovo servizio relativo all’assistenza economica finalizzata all’assistenza a favore dei soggetti in difficoltà economica privi di occupazione e registrati dai Servizi Sociali. Con riferimento alle disposizioni previste dalla legge 328 del 2000, per la cui attuazione il Comune di Bronte è capofila del distretto socio sanitario comprendente anche i Comuni di Randazzo, Maletto e Maniace, il Sindaco Leanza ha invitato il settore Servizi Sociali ad impegnare attraverso l’avviamento di progetti per l’esecuzione di pubblica utilità, quali pulizia e tinteggiatura degli Uffici e manutenzione del verde pubblico, il 60% dei fondi destinati all’assistenza delle persone indigenti. Ai soggetti che saranno impegnati nelle sopradette attività verrà erogato un contributo mensile di euro 350,00 per un massimo di utilizzo di due ore giornaliere per 5 giorni la settimana e per un massimo di due turni non continuativi di 90 giorni feriali ciascuno.
La graduatoria predisposta dagli uffici è composta da 15 persone che nei prossimi giorni saranno avviate nelle sopradette attività. “Si tratta - ha dichiarato il Sindaco Leanza - di un importante innovazione nell’erogazione dei fondi destinati all’assistenza sociale, che assicura maggiore impegno nei confronti delle persone che versano e di disagio ciale ed economico”.



13 aprile 2004

Progetto di restyling per 2 quartieri

Inizia il progetto di miglioramento urbano di alcuni quartieri di Bronte. L'Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Salvatore Leanza, ha presentato recentemente infatti, alla Regione siciliana, due programmi di intervento relativi ai cosiddetti "Contratti di quartiere due" che riguardano tutta una serie di iniziative da realizzare nei quartieri "Sciarotta" e "Sciara S. Antonio". La presentazione segue un'ampia concertazione che ha interessato la cittadinanza residente nei due quartieri e le proposte che sono pervenute all'Amministrazione Comunale, dopo di che sono stati redatti due programmi organici di intervento comprendenti anche opere che saranno realizzate dai privati nel comparto del commercio e della costruzione di alloggi di tipo economico e popolare ed in cooperativa.
Un progetto ambizioso, come si può constatare quindi, che prevede la costruzione di nuovi immobili da adibire a servizi, e prevede inoltre il recupero urbanistico dell'esistente anche in seguito ad un programma di sperimentazione effettuato con l'Università degli studi di Catania sui metodi di controllo e di verifica della bioarchitettura e dell'ecologia urbana, compreso il rilievo e la catalogazione della rete idrica esistente.
Il sindaco di Bronte, Leanza, ha espresso il suo compiacimento per l'impegno profuso dal gruppo di lavoro coordinato dal direttore generale avv. Angela Vecchio che ha redatto i programmi di riqualificazione urbana. Programmi che riguardano i due quartieri a monte ed a valle del centro storico brontese. "Si rende necessario - ha dichiarato in proposito il primo cittadino del centro etneo - che vengano garantite condizioni di qualità della vita più dignitose per i numerosi cittadini residenti nei due quartieri". [R.P.]


13 aprile 2004

Bronte a sostegno dell’attività di volontariato

«Risorsa indispensabile per il sociale»

Una tavola rotonda sulle “Nuove dimensioni dell’assistenza sociale” con studenti delle superiori, associazioni di volontariato e amministratori del comune di Bronte si è recentemente svolta al cine-teatro, organizzata dal “Centro di Servizio per il Volontariato Etneo”, alla presenza del Direttore Generale Ufficio Servizio civile e Nazionale della Presidenza del Consiglio, Massimo Palombi, del responsabile nazionale del Servizio Civile della Misericordia, Alida Passeri e del professore Simon Villari, docente di pedagogia sperimentale della Facoltà di Scienze della Formazione di Catania.
Aperti i lavori dal governatore locale Misericordia Armando Paparo, il professor Villari si è soffermato sul tema partendo con un excursus: «I primi movimenti degli anni ’60 non riguardavano ambiti sanitari e socio-assistenziali , ma culturali e di sostegno scolastico. Dalla fine degli anni ’80 hanno una considerazione pubblica notevole e sono oggetto di provvedimenti normativi, in modo più chiaro. Due aspetti contraddistinguono il volontariato: valore sociale, inteso anche come crescita della persona, che lo esercita; funzione, come riconoscimento dell’attività svolta. Il volontariato, risorsa da valorizzare, - ha precisato Villari - è da considerare non come soggetto generico e casuale ma nella specificità del contesto in cui opera». A conclusione dei lavori il presidente del CSVE, Ignazio Di Fazio, ha annunciato l'apertura a Bronte di un servizio di indirizzo e sostegno alle associazioni del settore. [L. Pu.]




Il Pistacchio verde di BronteBuone notizie per gli agricoltori di Bronte e sopratutto passi avanti verso la Denominazione d'Origine Protetta
Arriva qualche contributo che permetterà di sostenere gli investimenti nella coltivazione del pistacchio ma, soprattutto, si fa, dopo oltre due anni di completo silenzio, un altro passo avanti verso il definitivo riconoscimento della Dop per il nostro pistacchio.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 31 Marzo 2004 è stato pubblicato il Decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali del 4 marzo 2004 concernente la "Protezione transitoria accordata a livello nazionale alla denominazione ''Pistacchio Verde di Bronte'' per la quale è stata inviata alla Commissione europea per la registrazione come denominazione di origine protetta".


20 Aprile 2004

La Denominazione d'Origine Protetta in dirittura d'arrivo

“PISTACCHIO VERDE DI BRONTE DOP”

Si parte per costituire il Consorzio di Tutela

Il primo passo per il riconoscimento della DOP "Pistacchio verde di Bronte" è stato fatto oltre quattro anni fa dall'Associazione Produttori “Le Sciare” (sede legale in via Matrice 15), che presentava istanza al Ministero delle Politiche agricole e forestali intesa ad ottenere per il nostro pistacchio la denominazione di origine protetta, ai sensi del Regolamento CEE n. 2081. Nel 2001 il Ministero esprimeva parere favorevole sulla proposta di riconoscimento pubblicando sulla Gazzetta Ufficiale, serie generale dell'8.10.2001, il Disciplinare di produzione presentato dall’Associazione.

Conclusa positivamente l’istruttoria della pratica a livello nazionale si rendeva però necessario, per il completamento del procedimento e l’invio del dossier agli Uffici dell’Unione Europea, integrare la pratica con una corposa documentazione (relazione tecnica e storica, cartine geografiche, tecniche di produ­zione, etc.). A questo punto, l'iter del riconoscimento subiva una battuta d'arresto: l’Associazione “Le Sciare” non era in grado, infatti, di affrontare le spese necessarie a predisporre la documentazione dovuta e trascorrevano ancora due anni fino a quando è opportunamente intervenuto il Comune affiancandosi alla stessa associazione promotrice.

In considerazione del notevole interesse che riveste la produzione del pistacchio per l’economia locale, il sindaco Leanza, con decreto sindacale n. 14 del 6 marzo 2003, si faceva carico del completamento dell'istruttoria e dava seguito all’iniziativa conferendo specifico incarico a tecnici esterni per lo studio e l’integrazione del progetto.
Presentata la documentazione, il Ministero delle Politiche agricole e forestali ha emesso in data 31 marzo 2004 il Decreto Ministeriale per il riconoscimento provvisorio della denominazione di origine protetta (DOP) “Pistacchio verde di Bronte". Insomma a questo punto il riconoscimento è in dirittura d’arrivo e la protezione, anche se “a titolo transitorio a livello nazionale”, è cosa fatta.

La palla ora passa ai brontesi. Passo successivo - e dovrebbe essere l’impegno prioritario di tutte le forze politiche - è adesso la costituzione del Consorzio per la tutela della DOP "Pistacchio verde di Bronte".
La bozza dello Statuto sociale del Consorzio è stato già redatta. L’amministrazione comunale, con un manifesto dei giorni scorsi, ha invitato i produttori agricoli a prendere contatto con l'assessore comunale all'Agricoltura, Antonino Currao, per l'avvio delle procedure di costituzione del Consorzio.

Possono essere ammessi al Consorzio, in qualità di consorziati, gli appartenenti alle seguenti categorie individuate dall'art. 2 del D.M. 12.4.2000 ("Individuazione dei criteri di rappresentanza negli organi sociali dei Consorzi di tutela delle D.O.P. e delle I.G.P."):
tutti i produttori di "Pistacchio Verde di Bronte” che conducano pistacchieti nelle zone delimitate dal Disciplinare di produzione (persone fisiche o giuridiche, Enti, proprietari d'appezzamenti destinati alla coltivazione di pistacchieti, titolari di contratti d'affitto dalla durata minima di almeno tre anni, mezzadri, compartecipanti
i confezionatori (persone fisiche o giuridiche, che curano il confezionamento del prodotto fresco).
Dopo la costituzione del Consorzio un altro importante passo sarà l’affidamento delle operazioni di controllo, di garanzia e di vigilanza sul "Pistacchio Verde di Bronte".

Sarà compito del futuro Consiglio di amministrazione del Consorzio di tutela delegare tali compiti ad un “Organismo di Controllo autorizzato, pubblico o privato, conforme ai requisiti prescritti dall'art. 10, par. 3, comma 2 del regolamento CEE n. 2081/92 e riconosciuto dal Ministero per le Politiche Agricole a norma del D.M. 18.12.1997”.
Il Consorzio per la tutela della DOP, come riporta lo Statuto, fra gli altri scopi ha anche quelli di “impedire e reprimere abusi ed irregolarità a danno degli interessi e dei diritti del Consorzio e dei consorziati, promuo­vere azioni giudiziarie, sia in sede penale sia civile ed amministrativa, costituendosi parte civile e parte attrice” e di “vigilare che la produzione prodotta nella zona delimitata dall'art. 3 del Disciplinare di produzione non rispondente ai requisiti di tutela sia commercializzata con il nome "Pistacchio Verde di Bronte”.
Forse, finalmente è arrivato il momento tanto atteso dai nostri agricoltori: vendere, lavorare ed esportare “pistacchio verde di Bronte” esclusivamente se prodotto nella nostre sciare, nei nostri “lochi” e dai nostri produttori. Forse i “fantomatici tir” carichi di pistacchio estero (dei quali qualcuno vocifera) non arriveranno più a Bronte ad inquinare il nostro “oro verde” deprimendone notevolmente il prezzo e la qualità.


8 aprile 2004

Il Pistacchio «DOP» di Bronte

«Riconoscimento alla vera qualità»

”La pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto che ammette il pistacchio verde di Bronte tra i prodotti Dop rappresenta un nuovo riconoscimento alla qualità dei prodotti siciliani”. Il vicepresidente della Regione Siciliana e assessore all'Agricoltura e Foreste, Giuseppe Castiglione, esprime soddisfazione per il decreto del ministro Alemanno che ha accordato la "protezione a titolo transitorio a livello nazionale" alla denominazione "Pistacchio verde di Bronte".

"Solo puntando sulla tipicità e sulla qualità dei nostri prodotti - riprende Castiglione - gli agricoltori siciliani possono ottenere risultati di mercati nazionali ed internazionali. Ormai, i consumatori richiedono sempre di più prodotti di qualità. Con il riconoscimento del pistacchio di Bronte si fidelizza ancora di più il rapporto tra produttori e utenti.

La Regione crede molto sulla valorizzazione delle nostre produzioni tipiche e di qualità, tanto da avere previsto tra le misure di Agenda 2000, la possibilità di finanziare consorzi di tutela". «Con questo decreto - spiega il direttore della Coldiretti di Catania, Enzo Cavallo - viene di fatto blindato il nome del nostro pistacchio verde di Bronte Dop. La denominazione infatti può essere utilizzata solo per il prodotto ottenuto sul territorio ricadente nei Comuni di Bronte, Adrano e Biancavilla e in conformità allo specifico disciplinare approvato e allegato alla richiesta di riconoscimento della Dop».



9 aprile 2004

Un cofinanziamento del ministero delle Politiche agricole permetterà di sostenere gli investimenti nell’area sino al 2013. Le domande di contributo entro il trenta aprile

Nuovi fondi per il pistacchio di Bronte

Alle imprese arrivano trenta milioni

25 aprile 2004

Bronte, progetto del Comune

Consorzio «dop» per il pistacchio

Il Comune di Bronte punta a costituire un consorzio di produttori di pistacchio. I produttori uniti, infatti, potrebbero entrare con maggiore efficacia nel mercato, creando ricchezza dal basso, ovvero anche in chi con fatica raccoglie ogni due anni l'"oro verde" che poi viene venduto ai commercianti. Oltre a ciò i produttori uniti potrebbero difendere e tutelare il prodotto garantendone la sicura provenienza e quindi le riconosciute qualità. "Nel prendere atto con soddisfazione - dice il sindaco Leanza -che il ministero delle Politiche agricole e forestali ha emesso il decreto per il riconoscimento provvisorio della denominazione di origine protetta (Dop) "Pistacchio verde di Bronte", abbiamo informato i produttori agricoli che il nostro prioritario impegno è adesso promuovere la costituzione del Consorzio per la tutela della Denominazione origine protetta Dop "Pistacchio verde di Bronte". Per questo abbiamo anche invitato i produttori a prendere contatto con l'assessore comunale all'Agricoltura Antonino Currao per l'avvio delle procedure di costituzione del Consorzio per il quale è stato già redatto il relativo Statuto sociale".
Il consorzio che ha già un nome: "Consorzio per la tutela della Dop - pistacchio di Bronte", ha come scopo sociale non solo la promozione di iniziative atte a valorizzare e commercializzare l'«oro verde», ma anche a vigilare affinché il pistacchio venduto con il nome di "Bronte", sia stato realmente prodotto nel territorio brontese. Come è noto, infatti, solo quello di Bronte ha particolari caratteristiche organolettiche, che lo rendono prelibato condimento di primi piatti e ottima materia prima per dolci e gelati. Al Consorzio possono aderire agricoltori e confezionatori, questi ultimi a condizione che rispettino i requisiti previsti dalla legge, Il sindaco inoltre fa sapere che l'impulso decisivo per il riconoscimento definitivo della denominazione Dop al pistacchio di Bronte è stato dato dopo che l'amministrazione comunale ha fatto redigere e trasmesso all'Unione Europea lo studio in riscontro alla richiesta presentata dall'Associazione "le Sciare" di Bronte. Ricordiamo che ogni due anni a Bronte si raccolgono circa 18mila quintali di pistacchio producendo, sempre in media, una ricchezza complessiva di circa 35 mld delle vecchie lire. La presidenza della Regione Siciliana - Dipartimento alla Programmazione ha finanziato un progetto pilota di marketing territoriale collegato alla tutela della produzione, trasformazione e consumo del pistacchio verde di Bronte in linea con i progetti portati avanti dai produttori brontesi.

8 aprile 2004

Per il pistacchio verde di Bronte passi avanti per il marchio Dop

Il "pistacchio verde di Bronte” diventa Dop?

Non ancora a titolo definitivo, ma il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno ha accordato, con un decreto pubblicato sulla gazzetta ufficiale il 31 marzo scorso, la prote­zione a titolo transitorio al livello nazionale della denominazione che è così riservata solo ed esclusivamente al prodotto in conformità alla disciplina di produzione a suo tempo approvato dal comitato promotore della Denominazione origine protetta. Positiva l’accoglienza di Coldiretti al decreto Alemanno.

“Con questo provvedimento - afferma il direttore di Coldiretti Enzo Cavallo - il nome del nostro pistacchio è blindato, un ulteriore passo verso il riconoscimento della Dop”. (mcia)

nel suo supplemento di Venerdì 2 aprile dedica un'intera pagina al pistacchio di Bronte, descrivendone le origini, la coltivazione e l'utilizzo
Originario dell'Iran, questo frutto arrivò in Italia nel I° secolo dopo Cristo - Ingrediente per insaccati e prodotti di pasticceria

Nasce a Bronte l'«oro verde» dell'Etna

Il pistacchio coltivato nei dintorni della cittadina siciliana è ricco di proprietà organolettiche - E' in attesa del riconoscimento Dop

(...) Arrivò in Italia grazie ai Romani, che nel I secolo dopo Cristo lo portarono dal Medio Oriente. Oggi il pistacchio di Bronte è considerato l' «oro verde» dell'Etna ed è un ingrediente utilizzato in numerose ricette di pasticceria e gastronomia. Oltre che per il suo sapore, questo frutto è apprezzato per le sue proprietà organolettiche: è ricco infatti di vitamine e proteine. Le sue piante, che fruttificano ogni due anni, vengono coltivate ancora manualmente. li suo costo elevato ha favorito l'importazione di pistacchi dal vicino Oriente, mentre è stato richiesto il riconoscimento Dop. (...)
Intero, in granella o in pasta, il Pistacchio di Bronte è un ingrediente indispensabile nella pasticceria siciliana, fatta di cassate, torroni, gelati e agnelli di pasta reale ripieni. Usato per decorare, ma anche come ingrediente base di numerose ricette, si è imposto anche nella norcineria (la lavorazione di carni suine), mortadella, salsicce o galantina.
Pur essendo unica la produzione in Italia, i costi elevati e le quantità limitate hanno avvantaggiato l'importazione del frutto dai Paesi del vicino oriente. Il pistacchio di Bronte è stato inserito nell'elenco dei prodotti tradizionali delle politiche agricole, in attesa del riconoscimento della Dop (...)

L'«oro verde», cosi è denominato il pistacchio: di Bronte, rappresenta la principale risorsa economica della cittadina etnea. Una ricchezza per il territorio cosi come lo sono le nocciole nel Messinese. E proprio per valorizzare il settore della «frutta in guscio» arriva un cofinanziamento nazionale pubblico che in soldoni tocca gli oltre 15 milioni di euro. La decisione è stata presa dal ministero delle Politiche agricole e forestali. I soldi si aggiungono ad altri 15 milioni di euro ottenuti dall'Italia a Bruxelles in occasione della riforma della Pac (Politica agricola comunitaria) con l'istituzione di un regime di sostegno a favore della «frutta in guscio». «Una decisione - afferma l'assessore all'Agricoltura e Foreste, Giuseppe Castiglione - che consentirà di assicurare fino al 2013, tramite il fondo di rotazione, un sostegno addizionale annuo a favore dei produttori di frutta in guscio».
Al ministero hanno già predisposto le procedure amministrative per la presentazione delle domande di aiuto il cui termine scade il 30 aprile 2004. L'obiettivo è proprio quello di valorizzare un comparto che assicura, in zone specifiche del territorio regionale, come i Nebrodi con le nocciole e l'Etna con il pistacchio la vitalità economica del mondo rurale, dell'ambiente e del paesaggio.
E la Sicilia è l'unica regione italiana dove si produce il pistacchio e la cittadina etnea, con oltre tremila ettari in coltura specializzata, ne esprime l'area di coltivazione principale (più dell'80% della superficie regionale). Il pistacchio è usato nell'industria dolciaria sopratutto per preparare torte, paste, torroni, mousse, confetti, gelati, e granite, ma è squisito anche nei primi e secondi piatti o arancini. A Bronte se ne raccolgono oltre 30 mila quintali e l'ottanta per cento del prodotto brontese è esportato all'estero; sopratutto in Europa. Il restante 20 per cento trova impiego nell'industria nazionale. E proprio sulla Gazzetta ufficiale è stato pubblicato il decreto che ammette il pistacchio verde di Bronte tra i prodotti Dop: un nuovo riconoscimento alla qualità dei prodotti siciliani. Il decreto del ministro Alemanno ha accordato la «protezione a titolo transitorio a livello nazionale» alla denominazione «Pistacchio verde di Bronte».
«Solo puntando sulla tipicità e sulla qualità dei nostri prodotti - riprende Castiglione - gli agricoltori siciliani possono ottenere risultati di mercati nazionali ed internazionali. Ormai, i consumatori richiedono sempre di più prodotti di qualità». [Barbara Cappello]
 

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