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DICEMBRE 2007 / MARZO 2008

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OPERAZIONE ANTIMAFIA «TRASH»

In totale sono state arrestate 15 persone in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere. Gli arrestati appartengono a una cosca mafiosa legata alla famiglia catanese dei Mazzei-Carcagnusi, attiva nei territori di Bronte, Maletto e Maniace. Tra gli arrestati anche Francesco Montagno Bozzone uscito dal carcere appena pochi giorni fa ed il figlio Santino


27 Marzo 2008

INTERROGATORI IN CARCERE. IL GIP VALUTERA' LA POSIZIONE DEGLI INDAGATI

Il sindaco di Bronte, Firrarello, esprime solidarietà a chi denuncia il pizzo

In 14 respingono ogni accusa

È bastato un giorno per concludere gli interrogatori dell'inchiesta «Trash», che due giorni fa ha smantellato il clan di Bronte, ritenuto collegato alla cosca catanese dei Mazzei. Secondo l'accusa, l'organizzazione avrebbe tenuto sotto scacco anche la ditta che si era aggiudicata l'appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani nella zona di Bronte, Randazzo, Maniace e Maletto.
Ieri il gip Angelo Costanzo, che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare, ha impiegato un'intera mattinata per ascoltare ciò che avevano da dire 14 degli indagati. All'appello ne è mancato solo uno, detenuto fuori Catania. Quasi tutti hanno risposto alle domande del giudice, cercando di chiarire la loro posizione e proclamandosi estranei ad ogni accusa. Tra questi anche il boss Francesco Montagno Bozzone, difeso dall'avvocato Mario Schilirò: i fatti contestati dalla Procura - ha spiegato – risalgono a un periodo in cui lui si trovava in carcere.
Stando a quanto ricostruito dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Randazzo, la ditta piemontese che si occupa della raccolta dei rifiuti, la «Aimeri Spa», aveva subito le vessazioni del clan guidato da Montagno Bozzone. Non si chiedevano soldi, come - sembrerebbe - accadeva alla ditta che l'aveva preceduta - ma si volevano imporre alcuni servizi come la riparazione dei mezzi presso officine «gradite» alla cosca, il noleggio dei mezzi e l'assunzione di fittizi guardiani nei depositi. A subire intimidazioni sarebbe stata anche la «Ionia Ambiente S.p.A», una società a partecipazione pubblica costituita da 14 amministrazioni comunali. Sull'inchiesta «Trash» ieri è intervenuto con una nota il sindaco di Bronte Pino Firrarello. [...] [Clelia Coppone]


25 Marzo 2008
26 Marzo 2008

Operazione antimafia dei carabinieri a Bronte

Arrestati quindici presunti affiliati ai «carcagnusi» di Mazzei, compreso Francesco Montagno Bozzone e il figlio Santino

La mafia nello smaltimento dei rifiuti

Il procuratore D'Agata: «I clan sono pronti a mettere le mani sull'affare della spazzatura, come in Campania. In manette anche il braccio destro del boss, il referente della cosca a Maletto e un dipendente della ditta incaricata dello smaltimento dei rifiuti
A tutta pagina l'articolo del Giornale di SiciliaNon solo droga ed estorsioni. La mafia, come a Napoli fa da tempo la camorra, guarda anche allo smaltimento dei rifiuti, affare considerato di primissimo livello. A che punto siano le infiltrazioni della criminalità organizzata in questo settore e in questa fascia del territorio non è ancora del tutto chiaro, ma appare evidente che gli interessi dei clan ci sono. E consistenti.
Tutto ciò si evince chiaramente dall'operazione «Trash» (non a caso, dall'inglese: spazzatura), fatta scattare a Bronte dai carabinieri della compagnia di Randazzo e che ha portato in manette quindici persone, a vario titolo, per associazione per delinquere di stampo mafiosa, estorsioni e droga.
Fra gli arrestati Francesco Montagno Bozzone, considerato il referente di Cosa nostra a Bronte, presunto affiliato ai «carcagnusi» di Santo Mazzei; il figlio Santino, che, secondo gli investigatori, avrebbe ricevuto, durante i colloqui carcerari, gli ordini da impartire agli altri affiliati; il presunto luogotenente di Montagno Bozzone, ovvero Antonio Gaetano Di Marco; il presunto referente della cosca a Maletto, ovvero Eugenio Spitaleri; nonché Antonino Orefice, già dipendente della «Mts» (associazione temporanea di imprese che aveva l'appalto per lo smaltimento dei rifiuti nella zona) e, successivamente, della «Aimeri Ambiente», ovvero la società che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento di rifiuti su incarico della «Jonia ambiente».

Proprio la «Aimeri ambiente» (che ha sede regionale a Riposto, mentre i vertici della ditta si trovano in Piemonte), al pari della «Mts», era finita nel mirino della cosca, che aveva avanzato ai responsabili in loco dell'azienda precise richieste di «pizzo». Alla «Mts», secondo quanto accertato dai carabinieri, avrebbero pagato o sarebbero «andati incontro» agli estortori; all'«Aimeri ambiente» no.

«Si tratta - ha puntualizzato in sede di conferenza stampa il procuratore Enzo D'Agata - di due dei quattro episodi estorsivi scoperti durante l'indagine e contestati. E vista la tipologia d'estorsione si capisce chiaramente che le mosse del clan erano finalizzate ad infiltrarsi nelle strutture di queste società, fino al punto di gestire l'affare dello smaltimento dei rifiuti come fa la camorra in Campania».
Attraverso l'Orefice, secondo gli investigatori, la cosca si sarebbe mossa per ottenere assunzioni di personale (soprattutto guardiani), per far sì che i mezzi guasti o danneggiati (dallo stesso clan) fossero riparati in officine gradite agli indagati, per far sì che alcuni mezzi per il trasporto dei rifiuti fossero noleggiati da «amici degli amici» (il Galati, uno degli indagati), per trovare un'area di stoccaggio dei rifiuti magari da prendere in affitto da uno degli indagati o da qualche amico ulteriore: «Azioni prodromiche all'infiltrazione progressiva nella gestione dell'affare fino all'accaparramento totale», ha spiegato D'Agata. Le altre due estorsioni, ai danni del titolare di un autosalone e della titolare di un centro benessere, invece, sarebbero state bloccate dalla resistenza delle vittime designate, nonché dalle denunce ai carabinieri che hanno consolidato questa indagine, avviata senza l'apporto di collaboratori di giustizia e dipanatasi, sotto il coordinamento della Procura, grazie all'ausilio di intercettazioni ambientali che hanno portato anche al sequestro di due chilogrammi di marijuana.
L'operazione ha riscosso gli apprezzamenti del vice presidente della Regione siciliana; Lino Leanza: «Un plauso, a nome dell'intero governo regionale, alle forze dell'ordine e alla magistratura per la brillante operazione che ha sferrato un ennesimo duro colpo alla criminalità organizzata. Continua così l'azione efficace per l'affermazione dei valori della legalità e delle regole in Sicilia, strada maestra per liberarci dal cancro mafioso, che imbriglia l'economia e lo sviluppo della nostra Isola». Apprezzamento per l'operazione è venuto anche dalla senatrice Anna Finocchiaro e dal vice presidente della commissione antimafia, Giuseppe Lumia. [Concetto Mannisi]


La città: «Ma i colpevoli, stavolta, paghino»

E’ una Bronte che ormai non si stupisce più di nulla quella che ieri mattina, al suono delle sirene delle auto dei carabinieri, ha appreso la notizia dei 15 arresti. Una Bronte per nulla meravigliata, per esempio, dell’ennesimo arresto del boss Francesco Montagno Bozzone. Sbalordita, semmai, nel sapere che fra gli arrestati ci sono le nuove leve del clan e pure qualche insospettabile. I capi d'accusa dell'operazione «trash» sono tutti gravi: associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di armi, ma tutto sommato sono le stesse accuse dell’operazione «Tunnel» del 9 febbraio del 2004. Tutto ciò a dimostrazione che Bronte ormai da anni è come soggiogata dai gruppi malavitosi, che non hanno avuto remore a fare fuoco per imporre la propria leadership e hanno costretto commercianti e imprese a pagare il pizzo. In questo scenario preoccupante, lo Stato ha fatto la sua parte, riuscendo a trovare prove inconfutabili in un contesto sociale difficile e senza collaboratori per assicurare alla giustizia i colpevoli.
Indagini lunghe e fruttuose, fatte di intercettazioni, appostamenti, inseguimenti in borghese, che hanno permesso la ricostruzione di vari avvenimenti che, presi singolarmente quasi non avevano significato, ma messi assieme come in un puzzle, hanno fornito ai carabinieri un quadro aggiornato della criminalità brontese
Adesso l'operazione «Trash» ha reso la città più libera, ma visti i continui colpi di scena che hanno caratterizzato l'operazione «Tunnel», con gli imputati condannati in Tribunale, assolti in Appello, nuovamente arrestati e ancora una volta liberi, tutti auspicano che quelli arrestati ieri, se sono realmente colpevoli, paghino per le colpe commesse.


26 Marzo 2008
Secondo gli inquirenti la cosca, vicina ai Mazzei, ha chiesto il pizzo alla società che si occupa di raccolta dell'immondizia nella zona di Bronte. I boss puntavano a imporre alla ditta alcuni servizi

Estorsioni e droga, 15 arresti a Catania
Le mani del clan sul business dei rifiuti

Due commercianti di Bronte che si erano rifiutati di pagare hanno presentato denuncia
Il business della «monnezza». Non si sarebbero limitati a chiedere il pizzo alla società piemontese che dal 2005 gestisce la raccolta dei rifiuti nella zona di Bronte, Randazzo, Maniace e Maletto, la «Aimeri S.p.A», ma gli uomini del clan di Francesco, «Ciccio» Montagno Bozzone avrebbero tentato il salto imprendi­toriale, cercando di accaparrarsi settori specifici per controllare l'«affare milionario» dei rifiuti.

Questo il quadro che emerge dall'inchiesta condotta dai carabinieri della compagnia di Randazzo, denominata «trash», appunto immondizia, che ha portato ieri all'emissione di 15 ordinanze di custodia cautelare a carico di esponenti della cosca egemone nel comprensorio nord dell'Etna, vicino ai catanesi Mazzei, «i carcagnusi».
Un'estorsione solo tentata: nessuna dazione di denaro, ma in compenso ci sarebbero stati incontri e telefonate tra esponenti del clan e i vertici della Aimeri per imporre alla ditta alcuni servizi come la riparazione dei mezzi presso officine «gradite», il noleggio dei mezzi e l'assunzione di fittizi guardiani nei depositi.

L'intermediario sarebbe stato un funzionario della Aimeri, Antonino Orefice, uno dei 15 arrestati. Viceversa, prima dell'arrivo dell'Aimeri, la precedente associazione temporanea di imprese, la «MTS» - a quanto risulta agli investigatori - avrebbe regolarmente versato fino al 2005 la «quota di protezione».

Così come, a subire intimidazioni sarebbe stata anche la «Ionia Ambiente S.p.A», una società a partecipazione pubblica costituita da 14 amministrazioni comunali, che ha affidato il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti alla «Aimeri». [...] Entrambe le società non hanno denunciato i subìti incontri, le telefonate - circostanze emerse nel corso dell'indagine - ma solo il ricevimento dei messaggi intimidatori.
Nel febbraio del 2006, il ricevimento di una bottiglia incendiaria lasciata davanti ai cancelli e di un biglietto con la scritta «cercatevi l'amico».

Dicembre 2010: sentenza confermata in Appello
Luglio 2009: Inflitto quasi un secolo di carcere
Luglio 2008: altri arresti a Maniace
Aprile 2008: Il Riesame conferma i provvedimenti
 

26 Marzo 2008

Il sindaco sen. Firrarello

“Solidarietà ai commercianti che hanno denunciato”

«Alla Bronte che lavora e che ha avuto il coraggio di denunciare le estorsioni va un sentito grazie e la massima solidarietà mia e di tutta l’Amministrazione comunale. Speriamo che anche altri intraprendano la stessa strada, certi che mai saranno lasciati da soli né da noi, né dalle forze dell’Ordine con cui mi complimento per aver mostrato efficienza, professionalità e meticoloso impegno nella ricerca delle prove contro la criminalità brontese in stretta collaborazione con gli uffici della Procura della Repubblica di Catania, guidata dal dott. Vincenzo D’Agata. Auspico che presto anche a Bronte si costituisca una associazione antiracket.»

26 Marzo 2008

Ecco i nomi delle persone arrestate dai carabinieri

Giuseppe Barbagallo, Biagio Batticani, Francesco Montagno Bozzone, Santino Montagno Bozzone, Alfio Camuto, Antonio Di Marco, Mario Rando Galati, Salvatore Meli, Biagio Currenti, Antonino Orefice, Salvatore Parasiliti Parracello, Eugenio Spitaleri. Gaetano Spitaleri, Luciano Musumeci, Giovanni Sansone Galati. [*leca*]

26 Marzo 2008

Per smontare il clan due anni di indagini

Il racket mafioso delle estorsioni che spadroneggiava nei territori di Bronte, Maletto e Maniace è stato decapitato da un'operazione dei carabinieri resa possibile dalla decisione di un gruppo di imprenditori taglieggiati di dire no al pizzo. Un risveglio di coscienze che ha suscitato il plauso bipartisan di ogni parte politica. Le indagini si sono protratte per circa due anni, e sono state condotte in stretta collaborazione con la Dda etnea. Quindici gli arresti operati, affiliati secondo l'accusa alla famiglia catanese del Mazzei, meglio noti come «'i carcagnusi». Il capocosca era il pregiudicato Francesco Montagno Bozzone. Tra le ditte che si sono ribellate ce n'è anche una del Nord Italia impegnata nella raccolta dei rifiuti solidi urbani. Gli arrestati risponderanno, oltre che delle estorsioni, anche di traffico di droga e di reati connessi alle armi da fuoco.

 28 Marzo 2008

Operazione dei carabinieri contro la cosca che controllava il territorio tra Bronte e Randazzo

Il racket aveva messo gli occhi sul business della raccolta dei rifiuti

Quindici le ordinanze di custodia cautelare, catturato anche il boss Montagno Bozzone
Se si pensa alla raccolta di rifiuti, non è improprio immaginare disagi, strade sporche, rivolte cittadine come quelle registrate in Campania. Alla mafia invece, vengono in mente i soldi, che possono essere realizzati in molti modi [...] [Valerio Cattano]

Anna Finocchiaro (Pd): riconoscenti alle forze dell'ordine. Lino Leanza (Mpa): si affermano i valori della legalità
L'operazione antimafia "Trash" diventa l'ennesimo esempio di riscatto dal racket
L'inchiesta curata dai carabinieri del comando provinciale, mirata a debellare le organizzazioni mafiose pedemontane e denominata "Trash", ha suscitato anche le reazioni del mondo istituzionale e politico, come spesso avviene in tali casi. [...]

25 Marzo 2008

Mafia: 15 arresti per "pizzo" nel catanese, presso boss

Quindici arresti in un'operazione antimafia condotta dai carabinieri nella fascia nord-orientale della provincia di Catania, e in particolare nell'area di Randazzo. Tra le persone catturare, il boss emergente Francesco Montagno Bozzone, che tempo fa i capi palermitani di Cosa Nostra avrebbero voluto far diventare 'reggente' provinciale a Catania e che in passato e' sfuggito a tre agguati. Negli ordini di custodia cautelare, emessi su richiesta del procuratore capo Enzo D'Agata, sono contestati a vario titolo i reati di associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, detenzione di armi, e una serie di estorsioni. Tra le vittime del 'pizzo', un'azienda del Nord Italia che si occupa di raccolta differenziata dei rifiuti nell'Ato Catania 1, ma anche centri di fitness e benessere e concessionari d'auto. I dettagli dell'operazione, denominata "Trash", saranno resi noti in una conferenza stampa alle 11 negli uffici della Procura di Catania. (AGI)
(tratto da La Repubblica.it, Palermo)

 

A denunciare invece sono stati due commercianti che si sono rifiutati di pagare il pizzo: la titolare di un centro estetico di Bronte (che ha subito danni, vetrine e insegne spaccate) e il gestore di un autosalone, di Bronte, avvicinato con la richiesta di un regalo natalizio, con la vendita, cioè, di un'autovettura lussuosa di grossa cilindrata al prezzo di 6 mila euro. Un prezzo di favore, perchè «veniamo - avrebbero detto i due esattori - per conto di quelli del carcere». «Sull'aspetto della denuncia - ha commentato il comandante del Gruppo Carabinieri Catania, tenente colonnello Massimo Zuccher - ci sono luci e ombre. Ma oggi preferiamo puntare sulle luci e, cioè, sulla collaborazione dei cittadini».

L'inchiesta avviata nel 2005 per oltre un anno e mezzo ha svelato gli intrighi, gli interessi di «Ciccio» Montagno Bozzone, del figlio Santino e con loro di altri 3, 4 personaggi più di spicco del gruppo che sono stati pedinati ed intercettati sin da quando «Ciccio» Bozzone si trovava in carcere nel 2005, arrestato nell'ambito dell'operazione «Tunnel». Dal carcere, infatti, il capo avrebbe continuato a dare ordini per mezzo del figlio Santino, i cui incontri sono stati videoripresi. Un'altra microspia sarebbe stata piazzata nell'autovettura del luogotenente Antonio Gaetano Di Marco, responsabile anche del traffico di droga. Nel corso di una perquisizione sono stati trovati 2 chili di mariujana. [Letizia Carrara]



26 Marzo 2008

L’indagine aiutata dalle segnalazioni di due cittadini

La gente denuncia, 15 arresti

E' il segnale che anche la gente comune non intende più subire, mentre le grandi società nicchiano

Non è più soltanto “primavera palermitana”. La bella stagione, infatti, quella della legalità, torna a illuminare anche questa parte di Sicilia, in cui è gradevole scoprire che la gente comune, il cittadino, non intende piegarsi più a cuor leggero alle vessazioni dei prepotenti. Che si chiami rifiuto di pagare il “pizzo” o voglia di denunciare chi dei reati più svariati si macchia, poco importa. La reazione sollecitata a più riprese dal prefetto, dal questore, dal comandante provinciale dei carabinieri, da tutti coloro i quali auspicano che Catania e la sua provincia tornino ad essere luogo se non proprio sereno, quanto meno vivibile (oggi non possiamo dire che lo sia), c'è stata e continua ad esserci. Come dimostra l'operazione condotta ieri dai carabinieri della compagnia di Randazzo, sfociata nell'arresto di quindici persone accusate di mafia - sarebbero affiliati ai «carcagnusi» - e, manco a dirlo, di estorsione.

Quattro gli episodi “di pizzo”, tutti nella zona di Bronte, emersi nel corso dell'indagine: due a danni di società che avevano appalti con enti pubblici (una pagava, l'altra no), due a privati cittadini che - e questo è il dato più importante - non si sono creati scrupolo alcuno quando è arrivato il momento di denunciare. Si tratta della titolare di un centro benessere che per settimane ha subito danneggiamenti (di vetrine e insegne) e telefonate minatorie con cui le si consigliava di cercarsi un amico in grado di garantirle la protezione; e del titolare di un salone multimarche per la rivendita di autovetture, che si è ritrovato fra le mani bottiglie incendiarie, messaggi inquietanti, richieste di denaro per “regalini natalizi”, fino all'ultimo tentativo in cui alcuni “picciotti” hanno chiesto all'esercente di prelevare dall'autosalone un mezzo dal valore consistente che sarebbe stato pagato con appena seimila euro.

Ebbene, sia in un caso sia nell'altro, le due vittime designate non soltanto si sono rifiutate di pagare, ma hanno pure denunciato i propri aguzzini (contrariamente ai titolari delle società per lo smaltimento dei rifiuti che avevano fronteggiato diversamente queste richieste), che ieri sono finiti in manette. Certo, per il momento si tratta di episodi isolati. Ma che vanno ad aggiungersi ad altri più o meno fragorosi... [...][Concetto Mannisi]




25 Marzo 2008

Rsu. Stilata piattaforma

I comunali di Bronte si sentono tartassati

Riuniti in assemblea, a conclusione dei lavori, i dipendenti del Comune hanno redatto un verbale con il quale elencano i motivi dello stato di disagio della categoria. In primo luogo lamentano le evidenti disparità di trattamento a parità di lavoro e di mansioni, nella ripartizione del salario accessorio e nell'assoluta mancanza di trasparenza degli atti che riguardano la gestione delle risorse umane a discapito di chi svolge la propria attività con abnegazione senza ottenerne alcun vantaggio economico, in presenza di una costante perdita del potere di acquisto dello stipendio.
L'assemblea ha quindi dato mandato ai rappresentanti della Rsu di avviare una trattativa che possa portare alla stipula del contratto integrativo, per quanto riguarda la parte economica, ma soprattutto quella normativa.



16 Marzo 2008

Raccolta differenziata 2007, percentuali superiori alla media regionale

Joniambiente da i numeri

A Bronte la percentuale è stata del 17,97% con un incremento della raccolta del vetro del 213%

“In molti Comuni superiamo di gran lunga la media percentuale della Sicilia e di città del nord Italia come Bologna”. Questo il commento finale del presidente della Società Ato rifiuti Joniambiente, dott. Mario Zappia, dopo aver letto le percentuali di carta, vetro e plastica differenziata nei Comuni che vanno da Bronte fino a Riposto, e la percentuale di incremento che si è registrato nel 2007 rispetto al 2006.

Dai dati che ci sono stati forniti, infatti, emerge che per quanto riguarda la carta ed il cartone la percentuale media della Sicilia è al 14%, mentre quella di Bologna è al 17%. Bene, a Bronte la media è al 17,97%, a Piedimonte Etneo al 18%, a Randazzo al 22,90% ed a Riposto addirittura al 25,23%. Ci sono poi Comuni come Fiumefreddo (15,02 %), Giarre (15,26%) che superano la media regionale e Comuni come Milo, Maletto e Sant’Alfio prossimi al 13%.

Un dato importante suffragato anche dagli indici di raccolta della plastica di Maletto, (dove ogni abitante differenzia all’anno quasi 7 chili di plastica). “Resta ancora tanto da lavorare. – continua Zappia – Non siamo ancora neanche alle previsioni progettuali. Se siamo vicini a Bologna, infatti, restiamo lontanissimi da Trento dove le percentuali di carta differenziata sfiorano il 100%. I nostri dati però sono certamente confortanti, dimostrano il lavoro che abbiamo svolto e pongono questo territorio fra i più efficienti della Sicilia. Ciò che adesso dobbiamo fare è non arrestare il trend positivo registrato fino ad oggi, affinché anche il 2008 possa registrare un ulteriore incremento del quantitativo di rifiuti differenziati”.

Rispetto al 2006, infatti, la Joniambiente ha differenziato il 15% di carta in più, con Comuni che hanno aumentato esponenzialmente le percentuali di raccolta: vedi Milo (+ 153%), Mascali (+ 58%) e Maniace (+ 54%). Sostanziale l’aumento percentuale di raccolta complessiva di plastica, (+ 40%), con Comuni come Calatabiano (+192%) e Mascali (+ 388%) a guidare un trend quasi sempre in crescendo anche per il vetro, dove il dato complessivo è + 97%, con Comuni come Bronte che ha differenziato addirittura il 213% in più.



15 Marzo 2008

In trappola banda di piromani

In 3 sorpresi mentre incendiano auto, la settima dall'inizio del 2008

Probabilmente si fermerà a 7 il numero degli incendi di auto che dall'inizio dell'anno hanno colpito Bronte. Dopo che l'ennesimo incendio, giovedì in tarda serata, ha distrutto una vecchia Bmw serie 5 abbandonata da tempo in via Pasubio e neanche marciante, i carabinieri di Bronte, conoscendo il modus operandi dei piromani, hanno trascurato il luogo dell'incendio per sparpagliarsi nel paese e cercare di acciuffare i colpevoli in flagranza di reato.
In via Augusta i carabinieri hanno notato 3 giovani che stavano cospargendo di benzina un'altra vecchia auto. Questi accorgendosi esser estati visti hanno lasciato la bottiglia con la benzina e sono scappati a bordo dei motorini, ma i carabinieri ormai li avevano già riconosciuti. Si tratta di Andrea Gullotti, appena diciottenne, fratellastro di Claudio Reale, arrestato nell'operazione tunnel e scarcerato ieri.
A completare la banda un minorenne e un terzo complice che i carabinieri stanno identificando. Gullotti, già pregiudicato perché trovato in campagna ad allenarsi a sparare con armi detenute illegalmente, è stato arrestato con l'accusa di danneggiamento aggravato, mentre il minorenne solo denunciato. Inquietante il movente che avrebbe spinto la banda a provocare gli incendi. Secondo gli investigatori avrebbero incendiato auto di poco valore solo per creare panico.[T. P.]



14 Marzo 2008
DOMANI SERA PRESSO IL CONVENTO DI SAN VITO

Precetto pasquale interforze

Domani sera alle ore 18, presso il convento di San Vito, sarà celebrato il precetto pasquale interforze. Come lo scorso anno ad organizzarlo sono stati i comandanti delle forze dell’ordine presenti a Bronte, ovvero il comandante della polizia municipale Salvatore Tirendi, il maresciallo capo Roberto Caccamo, comandante della Stazione dei carabinieri, il commissario Enzo Crimi alla guida del distaccamento forestale di Bronte, ed il maresciallo aiutante Carmelo Cicero, comandante della Tenenza brontese della Guardia di Finanza.
Sarà presente anche il comandante della Polstrada di Randazzo, ispettore superiore Mario Crò. A differenza degli scorsi anni all’organizzazione ha collaborato anche il Comune, su iniziativa dell’assessore alla Polizia municipale Luigi Putrino condivisa dal sindaco Pino Firrarello. La funzione sarà officiata da don Vincenzo Castiglione, responsabile dei cappellani militari della Sicilia e da padre Alessandro Bartolotta, rettore del convento. Nell’occasione verrà esposto al pubblico il gonfalone del Comune recentemente restaurato dalla sarta brontese, Rosetta Currenti.



15 Marzo 2008

Clan dei brontesi, tutti liberi

Il Riesame ha annullato il provvedimento di ripristino del carcere

Sono tornati in libertà Francesco Montagno Bozzone, Mario Montagno Bozzone, Claudio Reale, Signorino Sciacca, Vincenzo Sciacca e Antonino Triscari. Per i sei, esponenti della mafia dei Nebrodi con collegamenti al clan Santapaola e al gruppo Mazzei, nello scorso ottobre la Cassazione aveva annullato la sentenza assolutoria della corte d'appello.

Ciccio Montagno Bozzone, uomo di punta del gruppo del «Carcagnusu» era stato condannato in primo grado a 14 anni di reclusione, il fratello Mario Bozzone Montagno, era stato condannato a dieci anni, un mese e dieci giorni di reclusione, Signorino Sciacca e Vincenzo Sciacca entrambi ad 8 anni di carcere, Gaudio Reale e Antonio Triscari condannati a 12 anni ciascuno. I primi 4 fanno parte del clan dei "Carcagnusi", gli altri 2 al clan "Santapaola".

Dopo l'annullamento con rinvio ad altra corte d'appello da parte della Cassazione, il primo febbraio scorso, la terza sezione della corte d'appello di Catania aveva ripristinato la custodia cautelare in carcere per tutti e sei.

Ieri, i giudici del Tribunale del Riesame di Catania presieduto da Antonino Giurato (a latere Paola Cosentino e Sabrina Lattanzio) hanno annullato l'ordinanza della corte d'appello che ripristinava il carcere per i sei brontesi e ha disposto la loro remissione in libertà così come avevano chiesto gli avvocati Caltabiano, D'Anna, Rao, Ragonese, Rao, Pennisi e Schilirò.

Il motivo della scarcerazione sta nel fatto - ha scritto il Riesame - che «non è intervenuta alcuna condanna successiva alla pronuncia assolutoria, ma solo l'annullamento della condanna di assoluzione da parte della Corte di Cassazione per motivi procedurali, con rinvio ad altra sezione della corte che potrà assolvere l'imputato o condannarlo e solo in detto ultimo caso sarà possibili il ripristino della misura cautelare».

25 Marzo 2008: Nuova retata
 

15 Marzo 2008
Clan. Sei presunti affiliati alla famiglia locale

Bronte, in carcere per mafia.
Riesame annulla ordinanza

(*clc*) Il tribunale del Riesame ha annullato i provvedimenti restrittivi emessi a inizio febbraio a carico di sei presunti affiliati al clan di Bronte: erano finiti in carcere dopo che la Cassazione aveva cancellato la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte d'appello.

Si tratta di Francesco Montagno Bozzone, di 47 anni, Mario Montagno Bozzone, di 36, Vincenzo Sciacca, di 32, Signorino Sciacca, di 29, Claudio «Scilla» Reale di 33 e Antonino Ninitto Triscari di 30.

Tutti e sei rimasero coinvolti nell'inchiesta «Tunnel» contro la mafia di Bronte e furono scagionati in Appello per un vizio di forma. Il procuratore generale aveva impugnato la sentenza e la Cassazione aveva cancellato le assoluzioni. Subito dopo la Procura generale ha chiesto il ripristino della misura cautelare, che ieri è stata di nuovo annullata. Gli indagati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Maria Lucia D'Anna, Maria Caltabiano, Francesco Antille e Luca Cianferoni del foro di Firenze.



11 Marzo 2008

Bronte, auto bruciata

Sesta vettura in fiamme a Bronte dall'inizio dell'anno. Alle 22 di domenica sera, una vecchia Fiat uno di proprietà di un giovane è stata incendiata in via Palermo. L'auto era stata lasciata in sosta a poche decine di metri dall'abitazione del proprietario. Le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco volontari di Maletto. Sul posto sono arrivati i Carabinieri della Stazione di Bronte.

Presi «i teppistelli notturni»



8 Marzo 2008

Il periodico «Terra», multimediale dell’agricoltura edito dall’Assessorato agricoltura e foreste della Regione siciliana, nel n. 3/4 di settembre/dicembre 2007 fa il punto sullo stato della sospirata assegnazione definitiva della Dop al nostro pistacchio anticipando che ormai dovremmo essere in dirittura d'arrivo. L'articolo è di Lucio Strano.

L'«oro verde» di BronteIn arrivo una nuova Dop all’aroma di pistacchio

Già dalla prossima raccolta i produttori dell’“oro verde” di Bronte potranno contare sulla denominazione d’origine protetta per distinguersi dai rivali mediorientali e contrastarne la concorrenza

Quella appena trascorsa sarà l'ultima raccolta prima che il pistacchio di Bronte diventi a tutti gli effetti un marchio Dop: l'iter è ormai al traguardo e l'oro verde dell'Etna non attende altro per difendersi meglio dalla concorrenza di prodotti che poco o nulla hanno a che vedere con le sue qualità.
Nel 2009, quando gli alberi, che fruttificano ad anni alterni, torneranno a “caricarsi”, l'ambita denominazione protetta sarà realtà. Di sicuro c'è che il 2007 non è stato dei migliori: la raccolta, mediamente sui 20 mila quintali, secondo le stime dei produttori è quasi dimezzata, probabilmente per effetto dell'irregolare andamento climatico.
Ma i coltivatori più esperti se lo aspettavano: «L'impollinazione non era andata bene, le gemme erano poco numerose - spiega Gaetano Bonaccorso, della cooperativa Evergreen - e di conseguenza anche i frutti non sono stati abbondanti. Ma ci siamo abituati. Sappiamo che ogni tanto c'è l'annata che non va bene. La qualità tuttavia è ottima, e questo ci permette di respingere le insidie dei prodotti che vengono dal Medio Oriente, soprattutto dall'Iran e dalla Turchia. Come dire che il consumatore capisce la differenza tra un vasetto di pesto al pistacchio da 6 euro e uno da 3 euro». Che la qualità sia buona, si avverte anche dalle quotazioni del pistacchio, che i trasformatori (una decina in tutto a Bronte) hanno acquistato a prezzi quasi raddoppiati. Anche loro, comunque, beneficeranno della denominazione di origine protetta, visto che sarà più difficile spacciare prodotto asiatico come pistacchio di Bronte.

La proposta del disciplinare di produzione del “Pistacchio verde di Bronte", avanzata dall'associazione di produttori Le Sciare, è stata approvata dal ministero delle Politiche agricole e forestali oltre sei anni fa, nell’ottobre 2001. Ma solo dopo quasi tre anni, a marzo del 2004, fu pubblicato il decreto ministeriale con la “protezione transitoria”.

In quello stesso anno, a novembre, nacque il consorzio di tutela, allora composto da trenta produttori, oggi arrivati a una cinquantina. Ancora pochi, comunque, rispetto al migliaio di pistacchicoltori attivi nella zona. «Ma questo non ci preoccupa - afferma ottimista il presidente del Consorzio, Biagio Schilirò - perché, una volta ottenuto il riconoscimento della Dop, avremo molte altre adesioni. Non è il nostro compito principale, ma naturalmente ci adopereremo per spingere i produttori ad associarsi».

Intanto, il riconoscimento transitorio non è stato utilizzato neanche dal Consorzio stesso: «Bruxelles - racconta Schilirò - aveva mosso alcune osservazioni sul disciplinare, determinando una sorta di vacatio. La prassi sarebbe stata molto più complicata rispetto alla norma, tanto valeva partire con la Dop definitiva. Abbiamo perciò integrato tempestivamente il disciplinare con le modifiche richieste e ora attendiamo che Bruxelles accolga il nuovo testo e pubblichi il disciplinare».

Tutto si è risolto a maggio dell’anno in corso, quando il ministero ha spedito il nuovo “incartamento” agli uffici dell'Ue, dalla quale l'intero settore dell'oro verde di Bronte si attende risposte rapide. Il disciplinare circoscrive la zona Dop al territorio di Bronte e in parte di Adrano e Biancavilla, compreso tra i 400 e 900 metri sul livello del mare. Confini naturali: l'altitudine a monte e il fiume Simeto a valle. In quest'area si produce l'1% del pistacchio mondiale (spetta all'Iran la palma di maggiore produttore), l'80% di quello nazionale. Gli oltre 3000 ettari di coltura specializzata di Bronte, inoltre, rappresentano più dell'80% della superficie regionale coltivata a pistacchio, che per il resto si trova a Favara e Raffadali (Agrigento) e San Cataldo (Caltanissetta).

La denominazione di origine protetta “Pistacchio Verde di Bronte” è riservata al prodotto delle piante della specie botanica Pistacia vera, cultivar “Napoletana”, chiamata anche “Bianca” o “Nostrale” (ammessa una quota non superiore al 5% di “Natarola”, “Agostana” e “Larnaka”, purché coltivate in purezza varietale nello stesso territorio).

I mercati nazionali di destinazione del pistacchio di Bronte, secondo i risultati di una ricerca condotta dal dipartimento di Scienze economico-agrarie della facoltà di Agraria di Catania, sono Emilia Romagna (40%), Lazio (20%), Lombardia (20%), Piemonte (10%); il restante 10% è assorbito dai mercati siciliani, in particolare da quello di Catania. All'estero, dove comunque va la maggior parte del prodotto, i principali Paesi acquirenti sono Francia (60%) e Germania (20%), seguono Austria, Belgio, Usa, Canada e Giappone.




7 Marzo 2008

CAMPAGNA DELL'ATO PER DIFFONDERE LA CULTURA DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Joniambiente presenta “Ricicla in arte”

«Immagina artisticamente gli usi possibili cui può andare incontro un rifiuto riciclabile»

Antonello Caruso, il sindaco di Giarre, Concetta Sodano e Mario ZappiaE’ partita una imponente campagna di informazione e sensibilizzazione a favore della raccolta differenziata nel versante nord est dell’Etna. Nella “Sala degli specchi” del Comune di Giarre, Mario Zappia, presidente della società Ato rifiuti Joniambiente, che effettua la raccolta dei rifiuti nel territorio che va da Bronte a Giarre, ha presentato il progetto “Ricicla in arte”, mirato a sensibilizzare i ragazzi delle scuole di primo e secondo grado sulla necessità di differenziare e bene i rifiuti.
“Il concorso Ricicla in arte che abbiamo deciso di organizzare – afferma Zappia - nasce dalla consapevolezza che sono le motivazioni a favore della salvaguardia dell’ambiente che possono coinvolgere i cittadini a far bene la raccolta differenziata. Per questo abbiamo pensato di fornire ai ragazzi delle scuole un’occasione per esprimere la loro fantasia ed approfondire la conoscenza della differenziazione dei rifiuti, incoraggiandoli ad atteggiamenti e comportamenti responsabili nei confronti dell’ambiente”.
Così ad ogni ragazzo verrà chiesto di creare un qualsiasi oggetto con materiale di recupero. I migliori saranno premiati. “Attraverso la creazione artistica – aggiunge Zappia - si vuole promuovere un nuovo approccio alla gestione dei rifiuti. Coinvolgiamo i ragazzi delle scuole perchè saranno i cittadini del domani. Verrà premiata l’attinenza, la fruibilità e l’originalità del prodotto, giudicate da una giuria popolare che individuerà i tre migliori lavori in ogni Comune”.

E’ previsto anche un super premio per la classe che avrà raccolto più materiale riciclabile, nell’augurio che i ragazzi possano convincere i propri genitori a fare subito e bene la raccolta differenziata. Joniambiente ha anche preparato un cd interattivo che spiega bene cosa e come differenziare i rifiuti. “Si tratta di una demo – spiega il presidente – ovvero di un cd che con il contributo delle scuole potremo anche migliorare, prima di dividerlo in tute le classi”.

Alla presentazione hanno partecipato i componenti del Cda della Joniambiente Gianni Parrinello ed Antonello Caruso, numerosi rappresentanti degli istituti scolastici dei 14 Comuni dell’Ato, parecchi sindaci ed assessori, ed il dott. Alfio Agrifoglio direttore della Aimeri Ambiente, oltre al sindaco padrone di casa, Concetta Sodano: “Quest’iniziativa è certamente lodevole. – ha affermato la Sodano – Oltre ai ragazzi però bisognerebbe incontrare anche i genitori per convincerli sulla necessità della raccolta differenziata e della realizzazione dei Centri comunali di raccolta”.

Per questo Joniambiente ha già in programma tutta una serie di iniziative promozionali diretta a tutti gli utenti del territorio. “La campagna a favore della raccolta differenziata è partita – conclude Zappia – sono certo che i cittadini recepiranno il nostro messaggio”.

Nell'ottica di sensibilizzare tutti gli utenti del territorio ed incrementare le percentuali di raccolta differenziata si inizia con questo concorso riservato alle scuole ma saranno anche realizzate 14 giornate ecologiche, con animazione, nelle piazze dei 14 Comuni, distribuiti gadget, Dvd ed opuscoli con le istruzioni per fare una buona raccolta differenziata.


Il regolamento del concorso “Ricicla in arte!”
Si tratta di un concorso tra classi di istituti e comuni diversi per la creazione di materiale divulgativo originale sul tema “Ricicla in arte!” Il concorso è rivolto a tutte le scuole primarie e secondarie di 1° grado dei 14 Comuni dell’Ato CT1.
Indicazioni
Agli studenti viene richiesta la creazione di un oggetto realizzato con materiale di recupero.
- Ogni studente e/o classe potrà produrre un solo oggetto;
- Ciascun oggetto prodotto dovrà avere un titolo.

Criteri per la realizzazione
- l'attinenza dell'oggetto alle tematiche esposte nel bando;

25 Marzo 2008

«Ricicla in arte: 1.600 alunni hanno aderito al concorso

Sono più di 1600 gli scolari che hanno aderito all'iniziativa promossa dalla società Ato rifiuti Joniambiente “Ricicla in arte”, voluto dal presidente dott. Mario Zappia per sensibilizzare i ragazzi delle scuole di primo e secondo grado sulla necessità di differenziare e bene i rifiuti. […]

8 Marzo 2008
GIARRE, CONCORSO «RICICLA L’ARTE»

remi per incrementare tra i giovani la raccolta differenziata dei rifiuti

Al via da ieri la campagna di informazione e sensibilizzazione per incremen­tare la raccolta differenziata. Coinvolgerà tutti i 14 Comuni nei quali l'Ato Joniambiente gestisce il servizio di raccolta rifiuti. [...]
Una nota polemica arriva, però, dall'Aimeri Ambiente. Il direttore, Alfio Agrifoglio, se da un lato dichiara come “i dati della raccolta differenziata ottenuti grazie all'impegno di Joniambiente e Aimeri siano certamente un traguardo ambientale” dall'altro sottolinea che “non è accettabile che per incentivare la raccolta differenziata si debba ricorrere al sistema della premialità”. [Eleonora Cosentino]

Il logo della campagna "Ricicla in arte"- la fruibilità del lavoro prodotto, come oggetto di uso quotidiano o come gioco;
- l’utilizzo del maggior numero possibile di materiali riciclabili;
- l’originalità del prodotto realizzato.
Modalità di consegna
- la consegna dei lavori realizzati dovrà avvenire tra le ore 8.30 e le 9.00 dei giorno fissato per la giornata ecologica presso la sede designata (il programma dettagliato delle giornate ecologiche verrà comunicato successivamente).
- ciascun lavoro dovrà essere accompagnato da una busta all’interno della quale saranno indicati: il titolo dei lavoro realizzato, i dati dell’allievo/classe partecipante e la lista dei materiali utilizzati.
Modalità di premiazione
I migliori tre lavori, sia individuali che di classe, saranno scelti da una giuria popolare, per ogni Comune e premiati in occasione della giornata ecologica conclusiva.
Un super premio finale andrà alla classe che avrà raccolto più materiale riciclabile (ta tipologia sarà stabilita da Joniambiente).



6 Marzo 2008

Bronte, mucca nel burrone

Salvataggio con l'elicottero

È stato impiegato l'elicottero per salvare la mucca, scappata dalla masseria e finita nel burrone, ieri, poco dopo le 10, ad Acquavena. Ad intervenire in prima battuta erano stati i volontari dei vigili del fuoco del Distaccamento, ma la mucca non poteva essere soccorsa da terra. Così sono intervenuti i vigili del Nucleo speleoalpino-fluviale e del nucleo elicotteri del comando Provinciale.
L'animale appartiene ad un allevamento a gestione familiare ed era scappato nella notte dopo aver allattato il vitellino partorito da poco. La stessa proprietaria della masseria aveva chiamato il «115». Sul posto è arrivato anche un veterinario dell'Asl di Troina. (melas)



3 Marzo 2008

Due automobili in fiamme nel giro di pochi minuti

Due auto in fiamme a pochi minuti luna dall'altra ieri notte intorno le 22 a Bronte. La prima vettura, una Citroen Saxo in sosta in via Ambrosiani e la seconda una Fiat Panda posteggiata in piazza Gaggini. In entrambi i casi ad avvertire carabinieri ed i Vigili del fuoco volontari di Maletto sono stati i passanti. L'intervento; come sempre celere, dei pompieri però non ha impedito alle fiamme di divorare completamente le vetture.
Sull'accaduto stanno indagando i carabinieri della Stazione di Bronte che hanno setacciato passo passo il terreno circostante alla ricerca di qualsiasi indizio che possa far ipotizzare che le fiamme siano state appiccate dolosamente. Sugli esiti però i militari dell'Arma mantengono l'assoluto riserbo.



2 Marzo 2008

ERA STATA SOLENNEMENTE INAUGURATA APPENA DUE MESI FA. RIAPRIRA' FORSE A DICEMBRE

La pinacoteca chiude per rifarsi il look

Chiude temporaneamente i battenti la pinacoteca di Bronte che ha ospitato la «mostra dei quadri di 100 artisti siciliani della collezione Sciavarrello», visitata dall'apertura (22 dicembre scorso) da tantissimi appassionati, turisti e scolaresche. Chiude per completare il progetto complessivo della pinacoteca, come richiesto dal professore Nunzio Sciavarrello che ha donato le preziose tele da esporre. «Chiudiamo la pinacoteca - dice il sindaco Firrarello - per realizzare gli arredi e l'illuminazione artistica. I lavori cominceranno presto, ma saranno lunghi. Faremo il possibile affinché possa riaprire nella sua veste definitiva prima di Natale».

La realizzazione degli arredi è stata possibile per un finanziamento che Firrarello ha ottenuto dalla Regione siciliana: «la pinacoteca rappresenta per noi una scommessa vinta come dimostrano le presenze - conclude Firrarello - La mostra, infatti, è stata visitata da scuole ed appassionati di tutta l'isola e non solo».

(Ottobre 2010: riapre la Pinacoteca)



2 Marzo 2008

L-assessore De Luca posa con gli scoutGli scout ripuliscono contrada Schiccitto

E' già ripulita contrada Schiccitto. Rifiuti ingombranti di ogni tipo, vecchie carcasse e inerti sono stati portati via dai volenterosi Scout d'Europa della parrocchia San Giuseppe, protagonisti insieme all'ufficio Urp del Comune di Bronte ed all'assessorato comunale all'ambiente del progetto «Ripuliamo la città».
«L'associazione Scout cattolici d'Europa, - afferma il capo scout Maurizio Fichera - vede nell'educazione uno degli scopi principali, al fine di realizzare in pieno il metodo scout e di collaborare compiutamente con le famiglie. E, prendere atto di come l'uomo sia riuscito a deturpare l'ambiente che ci circonda, ed immediatamente dopo mettere a disposizione il proprio impegno per restituirlo alla bellezza della natura per noi è un momento altamente educativo, in grado di responsabilizzarci».
Soddisfatto l'assessore all'ecologia De Luca che ha ideato e realizzato il progetto. «Vedere contrada Schiccito ripulita mi sembra quasi un miracolo. Il lavoro però non è terminato. Gli stessi Scout dopo aver liberato l'area dai rifiuti la abbelliranno con fiori e panchine, trasformandola in un'area ideale per rilassarsi e passeggiare. Realizzeranno poi - conclude - anche un corto metraggio da mostrare e consegnare ai più giovani, per far sì che questa testimonianza di impegno e rispetto per l'ambiente non possa essere dimenticata.»

27 Febbraio 2008

Gli Scout d'Europa di Bronte ripuliscono Schiccitto

Contrada Schiccitto presto libera dai rifiuti. Con paletta e secchiello in mano, in questi giorni, il gruppo degli Scout d'Europa della parrocchia San Giuseppe, in collaborazione con il Comune, sarà impegnato a dare una ripulita alla zona vicino ai locali della Pretura.
Un'iniziativa fortemente educativa, che, a detta dell'assessore all'Ecologia Maria De Luca «trasformerà un luogo simbolo di degrado ad un esempio di valorizzazione del territorio». A fianco degli scout, Alfio Agrifoglio, direttore della società Aimeri ambiente che si occupa della raccolta dei rifiuti nel territorio brontese. «Durante i giorni di raccolta - dice Agrifoglio - garantiremo la presenza del nostro personale e dei nostri mezzi». (mrs)

 



21 Febbraio 2008

Nonna Giuseppa Castiglione festeggia i 100 anniDopo nonno Salvatore Caraci, ancora un centenario: Bronte si conferma una comunità dalla popolazione particolarmente longeva

I 100 anni di nonna Giuseppa Castiglione

Festa grande ieri pomeriggio per i 100 anni di nonna Giuseppa Castiglione che ha festeggiato alla presenza dei 4 figli, dei 6 nipoti e dei 2 pronipoti.
Rimasta vedova da diversi anni nonna Giuseppa nonostante l’età è ancora autosufficiente e rappresenta una gioia ed un riferimento di saggezza e valori positivi per tutta la famiglia.

Alla festa ha voluto partecipare l’Amministrazione comunale. L’assessore Maria De Luca, infatti, portando gli auguri del sindaco ha consegnato alla nonnina una targa: “Nonna Giuseppa – ha detto l’assessore – è l’esempio vivente di 100 anni spesi per onorare i più alti sentimenti di solidarietà ed amore per la famiglia. Ancora oggi – conclude - è testimone di quei valori positivi che fanno della famiglia il centro su cui ruota la società”.

Alla festa ha partecipato pure il vice sindaco Calanna.



15 Febbraio 2008

Incendiata una casetta rurale

Bronte. Danni per 20 mila euro: la proprietaria era una vedova
Della piccola casetta di campagna al servizio di un vasto podere sono rimasti solo i muri. Il tetto in legno, le suppellettili e il soppalco rustico sono andati completamente distrutti da un incendio di chiara origine dolosa.
La casetta rurale, sita in contrada Costa Gallo, in territorio di Bronte, è di proprietà di una vedova di 61 anni residente a Maletto. Ignoti, ieri notte, forzando un infisso in legno di una finestra, sono entrati nella casetta, costituita da un’unica stanza e dal soppalco, hanno cosparso del liquido infiammabile su un divano e sugli arredi e hanno appiccato il fuoco prima di scappare. Contrada Costa Gallo si trova a metà strada fra Bronte e Maletto e si raggiunge attraverso una strada provinciale. al momento a traffico limitato perché interessata da frane. Così, quando i vigili del fuoco volontari di Maletto sono arrivati assieme con i carabinieri. il tetto in legno era ormai crollato. Ingenti i danni, calcolati sommariamente intorno ai 20 mila euro. Naturalmente sono scattate le indagini. La proprietaria è una persona conosciuta e benvoluta, così come i suoi 4 figli, che tra l'altro si trovano lontano da Maletto per motivi di studio e lavoro. Chi può aver avuto interesse a provocare l'incendio? E per quale motivo? Sono gli interrogativi che si sono posti i carabinieri della Stazione di Maletto, che sulle indagini mantengono un assoluto riserbo.
Secondo voci non confermate, però, gli inquirenti avrebbero individuato una pista ben precisa, derivata dal possibile movente che avrebbe spinto i piromani ad agire. I militari dell'Arma hanno intensificato le operazioni di controllo del territorio per assicurare alla giustizia i colpevoli. [L. S.]



6 Febbraio 2008
IL PATTO PER LO SVILUPPO DEL DISTRETTO PRODUTTIVO RIGUARDA 61 AZIENDE E 1.231 LAVORATORI. FIRRARELLO: “SODDISFATTE LE ESIGENZE DEL TERRITORIO”

Approvato il distretto Tessile

“E’ il risultato di una politica attenta alle esigenze del territorio, alle sue inclinazioni ed attitudini che se valorizzate a dovere diventano risorse”.

E’ il primo commento del sindaco, senatore Pino Firrarello, dopo il riconoscimento da parte dell’assessorato alla Cooperazione, del distretto produttivo “Sicilia orientale – filiera del tessile” che racchiude 61 aziende tessili, 1231 lavoratori, un piano finanziario di ben 13 milioni e 300 mila euro e 9 partner istituzionali socio economici (enti ed associazioni di categoria), coinvolgendo 3 poli tessili: quelli di Bronte, dei Nebrodi e dell’ennese.

Un distretto cui Firrarello ha creduto fin dall’inizio intestandosi una battaglia oggi risultata vincente: “All’inizio non è stato semplice. – afferma - La normativa varata nel 2004, ma che solo nel dicembre del 2005 ha visto pubblicare il decreto attuativo, consentiva ai Comuni di presentare dei progetti di distretti produttivi riguardanti filiere che ovvia­mente caratteriz­zavano il territorio. Bronte e altri Comuni della Sicilia orientale vantano la tradizione del tessile che contrad­distingue parte dell’economia e quindi era naturale aggregarli in un unico progetto che portasse sviluppo.

La normativa però – continua – prevedeva la partecipazione di almeno 50 aziende o imprenditori per ipotesi di sviluppo che abbiamo cercato e convinto della bontà dell’iniziativa, che permetteva alle imprese di rivendicare vantaggi nell’ottenere i finanziamenti che il ministero delle Attività Produttive o la Regione siciliana avrebbe messo a disposizione in appositi bandi, ed ai Comuni di ottenere finanziamenti per opere pubbliche a servizio della filiera produttiva”.

E’ Bronte vanta uno dei poli produttivi più importanti della Sicilia all’interno di una zona artigianale ed industriale che Firrarello intende arricchire di servizi ed infrastrutture a cominciare dalla viabilità.

“Per noi è importante. – continua – Le attuali 12 aziende tessili, infatti, danno lavoro a quasi 600 dipendenti, mentre più o meno altri 200 lavoratori trovano da vivere nell’indotto, per un giro d’affari che complessivamente si attesta intorno ai 10 milioni di euro. Il nostro compito è valorizzare questa risorsa, mettendo a disposizione i servizi necessari ed attirando finanziamenti a salvaguardia elle aziende e del posto di lavori di tanti padri di famiglia. Per questo ringrazio i sindaci e tutti i partner che hanno condiviso questa idea”.

7 Febbraio 2008

LO SVILUPPO DI BRONTE
Firmato dall’assessore alla Cooperazione il decreto che coinvolge anche le aziende delle province di Enna e Messina

Il distretto tessile diventa realtà

Il sindaco firrarello: «Così le inclinazioni e le attitudini di un territorio possono diventare risorse»

E’ arrivato per le aziende tessili di Bronte e delle province di Messina ed enna il giorno più bello. […] Inutile dire che il riconoscimento del distretto tessile da nuova linfa al settore che grazie alla qualità riesce a contrastare i mercati dell’est europeo. Il riconoscimento del distretto tessile, infatti, permette agli operatori di guardare a quelle infrastrutture che magari permetteranno loro di abbattere i costi ed aumentare le produzioni. [L. S.]



7 Febbraio 2008

NUOVO AMMINISTRATORE

Nunzio Caruso al Consorzio di bonifica n. 9

Nunzio Caruso è stato nominato nuovo amministratore del Consorzio di bonifica di Catania, il numero 9. L'insediamento è avvenuto nei giorni scorsi in seguito alla notifica del decreto di nomina firmato dall'assessore regionale all'Agricoltura Giovanni La Via. Il provvedimento fa seguito all'azzeramento, da parte dello stesso assessore, dei vertici dei Consorzi di bonifica dell'Isola, i cui mandati erano scaduti lo scorso 31 dicembre, e al contemporaneo annuncio - fatto ai primi di gennaio - di una nomina dei nuovi commissari entro 45 giorni, al fine di procedere in tempi brevi all'elezione dei consigli d'amministrazione e di dare un nuovo impulso al processo di democratizzazione dei Consorzi.

“La scelta di Caruso - afferma l'assessore La Via - nasce dalla consapevolezza della sua grande esperienza e competenza professionale nel settore dei Consorzi, elemento questo ancor più importante se si considera che la storia dei consorzi di bonifica è tra quelle più travagliate nel già difficile panorama agricolo dell'Isola”. Dal 1993 ad oggi, infatti, Caruso ha ricoperto la carica di amministratore provvisorio del Consorzio di bonifica di Enna (n. 6) e di Messina (n. 11); è stato nominato commissario liquidatore dei consorzi di bonifica del Mela, di Mistretta e di Francavilla di Sicilia oltre che commissario straordinario del consorzio di bonifica Gagliano Castelferrato-Troina, occupandosi del risanamento finanziario degli stessi.

“L'attività del nuovo commissario - aggiunge - non sarà certo facile: sono numerose le criticità da fronteggiare in seno al consorzio, a partire dai problemi di carattere finanziario fino all'incremento dell'efficienza gestionale, e sono tante le difficoltà che affliggono le nostre campagne, non ultima l'emergenza idrica. Si tratta di questioni aperte da diverso tempo alle quali adesso bisogna dare risposte concrete”.

Ed è proprio con riferimento alla salvaguardia della stagione idrica che il nuovo commissario ha partecipato ad un incontro con i tecnici del Genio Civile al fine d’individuare possibili soluzioni che permettano agli oltre 12 mila consorziati di utilizzare l'acqua della Traversa Contrasto per l'irrigazione delle campagne. Il Consorzio di bonifica di Catania interessa infatti una vasta area che comprende la porzione orientale del bacino del Simeto dai monti Nebrodi fino al mare Jonio, i versanti Etnei e la fascia Jonica della provincia di Catania. Verificata l'inesistenza dei presupposti che avevano portato il Genio Civile a diffidare il consorzio dall'uso di tali acque, è stato raggiunto un accordo che consentirà l'uso delle acque in attesa dell'ottenimento della concessione definitiva.




3 Febbraio 2008

Mazzata alla cosca brontese

La Cassazione annulla la sentenza d’appello: tornano in carcere 6 grossi esponenti dei clan Santapaola e Mazzei

E' durata un anno e 20 giorni la libertà per 6 esponenti brontesi della mafia dei Nebrodi, condannati il 9 maggio del 2005, in primo grado, con pene dai 4 ai 14 anni di carcere per il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, porto e detenzione di armi ed altro, ma poi assolti dalla Corte d'Appello di Catania il 12 gennaio 2007.
La Suprema Corte, alla quale la Procura generale della Repubblica di Catania si era appellata a seguito delle continue sollecitazioni da parte dei carabinieri di Bronte e Randazzo, infatti, il 24 ottobre scorso ha annullato la sentenza della Corte di Appello, e ieri su proposta della Procura Generale della Repubblica di Catania, la Corte di Appello di Catania – III Sezione -ha disposto il ripristino della misura coercitiva della custodia cautelare in carcere per Ciccio Montagno Bozzone 47 anni, presunto capo del clan e protagonista alla fine degli anni Novanta di un “salto” dal gruppo criminale che fa riferimento a Nitto Santapaola a quello di Santo Mazzei collegato, invece, all'ala stragista di “Cosa nostra”.

Montagno fu condannato a 14 anni di reclusione con il rito abbreviato anche per il tentato omicidio di Giuseppe Gullotti che, reso invalido dalla fucilata che lo raggiunse alla schiena, dopo un lungo periodo di malattia è morto lo scorso anno. Insieme al presunto boss ieri sono stati riportati in carcere: Mario Bozzone Montagno, 37 anni, fratello di Ciccio, condannato a dieci anni, un mese e dieci giorni di reclusione, Signorino Sciacca 28 anni e Vincenzo Sciacca 31 anni, entrambi condannati ad 8 anni di carcere, Claudio Reale 32 anni e Antonio Triscari condannati a 12 anni ciascuno.

I primi 4 fanno parte del clan dei “Carcagnusi”, gli altri 2 al clan “Santapaola”. Tutti arrestati il 9 febbraio del 2004 all'interno dell'operazione “Tunnel”, furono liberati perché i giudici della prima sezione della Corte d'Appello di Catania presieduta da Giuseppe Torrisi, hanno ritenuto “inammissibili” le intercettazioni delle conversazioni ambientali sulle quali si basava l'impianto accusatorio del processo ed hanno emesso un verdetto di assoluzione (oltre alla distruzione delle intercettazioni stesse, una volta che questa sentenza fosse passata in giudicato).

Ai tempi gli imputati tirarono un sospiro di sollievo, ma la Corte Suprema è stata di opposta opinione e ieri prima dell'alba, intorno alle 4 del mattino, i carabinieri della Stazione di Bronte e della Compagnia di Randazzo hanno fatto irruzione nelle abitazioni dei malviventi per riportarli in carcere prima che decidessero di fuggire, rendendosi latitanti, o di inquinare le prove.
L'arresto dei 6 infligge un duro colpo alla cosca brontese in grado di gestire principalmente estorsioni, traffici illeciti, seminare paura e combattere una guerra fra clan che nel giro di pochi mesi ha visto Bronte teatro di due tentati omicidi, (di cui uno destinato proprio a Ciccio Montagno), effettuati con spavalderia in pieno centro e durante le ore di punta. [G. F.]


  3 Febbraio 2008
Randazzo. Scarcerati dopo l’assoluzione in appello

Nuovo arresto per sei affiliati ai clan Mazzei e Santapaola

La misura coercitiva ripristinata considerati i gravi fatti contestati
I carabinieri della Compagnia di Randazzo hanno arrestato sei presunti malavitosi di Bronte, appartenenti ai clan dei “Carcagnusi” e “Santapaola”, che erano stati scarcerati perchè assolti nel secondo grado di giudizio dall'accusa di associazione mafiosa (la Cassazione ha infatti annullato la sentenza della prima Corte d'appello di Catania).
[...] Le persone inquisite, al termine di un lungo processo che non mancò anche di qualche colpo di scena processuale, vennero condannate in primo grado a pene varianti fra i diciotto e gli otto anni di reclusione; successivamente venivano assolte dalla Corte di Appello - Sezione I - di Catania.
A questo punto, vista la contraddizione accertata tra i giudici primo e di secondo grado, La Suprema Cotte, alla quale la Procura Generale della Repubblica di Catania si era appellata, con sentenza del 24 ottobre 2007 annullava la sentenza della Cotte di Appello. E su proposta della Procura Generale della Repubblica di Catania, la Corte di Appello - stavolta III Sezione - disponeva, considerata la estrema gravità dei fatti commessi dagli imputati, trattandosi, peraltro, di reati posti in essere in un contesto di “criminalità organizzata di stampo mafioso” il ripristino della misura coercitiva della custodia cautelare in carcere.
«Con l'operazione delle scorse ore si è dato un ulteriore colpo di grazia alla cosca brontese, che per anni ha gestito il malaffare, seminando paura e morte nel territorio», hanno commentato gli organi investigativi a conclusione dell'operazione che ha riportato in carcere i sei indagati. Il territorio brontese, infatti, è da qualche tempo nel mirino delle forze dell'ordine. Non dimentichiamo, infatti, i gravi episodi di criminalità che hanno interessato l'area: parliamo di brutali omicidi, ma anche di episodi che suonano come veri e propri campanelli d'allarme di una situazione in cui sembra di capire che gli equilibri malavitosi sembrano vacillare. Tutti gli arrestati sono stati condotti nella Casa circondariale di piazza Lanza, a Catania, dove rimangono a disposizione dell'Autorità giudiziaria.

Marzo 2008: rimessi in libertà
 

3 Febbraio 2008

Carabinieri. Appartengono alle famiglie Santapaola e Carcagnusi. Arrestati dopo l'annulla­mento della sentenza della Corte d'Appello

Retata nella notte a Bronte

Presi sei affiliati alle cosche

Erano stati assolti per un vizio di forma, adesso per loro è scattato nuovamente l'arresto. [...] Tutti gli indagati, residenti a Bronte, sono considerati «affiliati alle cosche dei boss Mazzei e Santapaola ed erano finiti in manette dopo la maxioperazione «Tunnel», con­dotta dai carabinieri, che nel febbraio del 2004 aveva visto i carabinieri delle compa­gnie di Randazzo e Santo Stefano di Camastra sgominare la cosiddetta «mafia dei Nebrodi».

Diciannove furono allora i mandati di cattura, per quelli che erano considerati gli esponenti di spicco nella zona appartenenti ai clan dei «Carcagnusi» e dei «Santa­paoliani», che si contendevano nel territorio tra i comuni di Bronte, Maniace, Maletto, Cesarò. Teodoro e Santo Stefano di Camastra il potere malavitoso.

Molti ritenevano che questa operazione fosse stata dettata dalla necessità di impedire ulteriore spargimento di sangue e tentare di mettere la parola fine alla faida brontese, a cui miracolosamente era scampato per ben due volte proprio Francesco Montagno Bozzone «il boss del pistacchio», considerato dagli inquirenti il presunto capofila brontese del clan di Santo Mazzei «u' carcagnusu».

L’operazione ebbe quattro mesi dopo un'appendice denominata «tunnel 2», proprio con l'arresto dei due sicari, appartenente al clan dei santapaoliani che avevano tentato l'agguato ferito contro Francesco Montagno Bozzone.

Per quest'ultimo e per Mario Montagno Bozzone, Vincenzo e Rino Sciacca, Claudio Reale e Antonino Triscali le condanne dopo la sentenza di primo grado variavano tra gli otto e i diciotto anni con le accuse di: associazione mafiosa, estorsione, tentato omicidio, ricet­tazione, detenzione e porto abusivo di anni e spaccio di sostanze stupefacenti.

In Appello, però, gli indagati furono assolti per un vizio di forma. Il Procuratore Generale si è appellato contro la sentenza di secondo grado e dopo che la Cassazione ha annul­lato la sentenza della prima Corte d'Appello di Catania, ha potuto emettere il ripristino della custodia cautelare. Infatti, nei loro confronti è stato emesso un ordine di custodia cautelare dalla terza sezione penale della Corte d'Appello di Catania su richiesta della Procura generale.

E cosi, nella notte fra venerdì e sabato, è scattata la nuova retata dei carabinieri della Compagnia di Randazzo, comandata dal Capitano Gaetano Birtolo che ieri all'alba a Bronte ha portato a sei catture, infliggendo un duro colpo all'organizzazione criminale che cura gli «affari» nella zona dei Nebrodi a cavallo tra le provincie di Catania e Messina. [Giuseppe Valastro]



30 Gennaio 2008

AZZIA: «UNA NUOVA PRIMAVERA PER AFFRONTARE LE SFIDE DEL FUTURO

Domenico AzziaI 40 anni di «Sicilia Mondo»

Ricorre quest’anno il quarantesimo anniversario d’attività di «Sicilia Mondo», l’associazione socio culturale fondata e presieduta dall’Avv. Domenico Azzia per mantenere vivo il rapporto dei siciliani che hanno lasciato l’isola per necessità o per scelta con la terra d’origine. Per celebrare l’avvenimento converranno a Catania i 140 presidenti delle associazioni che, sparse nei cinque continenti, costituiscono la rete dell’organizzazione e numerosi ospiti.

I lavori si apriranno alle ore 18 di venerdì 1 Febbraio presso il complesso fieristico "Le Ciminiere" con il saluto di benvenuto delle autorità, cui seguirà, alle ore 19, uno spettacolo di «opera di pupi».
Proseguiranno, con la presidenza del Sen. Mario Toros e la relazione introduttiva dell’Avv. Azzia, sabato alle ore 9 nella sala del Teatro Sangiorgi di via Antonio di Sangiuliano. Sono previsti gli interventi dell'On. Raffaele Lombardo, presidente della Provincia regionale di Catania, dell'on Lino Leanza. presidente pro-tempore della Regione, dell’On. Franco Narducci, presidente dell’UNAIE e il saluto dei presidenti delle varie associazioni aderenti.

Nel pomeriggio avrà luogo una tavola rotonda presieduta da P. Luciano Segafreddo, direttore de «Il Messaggero di S. Antonio», sul tema «Intercettare il futuro e le sue sfide - Insieme» alla quale prendono parte, formulando proposte operative, Francesca Cuffari, Laura Bisso, Vangu Diwabua Nebaku, Giuseppe Garra, Salvatore Cristaudi e il Direttore generale dell’Assessorato regionale al lavoro Dott. Giovanni Bologna.

Al termine dei lavori, dopo gli interventi dell’assessore regionale al lavoro e all’emigrazione On. Santi Formica e del Vice Ministro agli Esteri On. Franco Danieli e la conclusione dell’avv. Azzia, l’assemblea generale dei Presidenti approverà un documento programmatico.

La manifestazione, quindi, ha detto Azzia nel corso della conferenza stampa di presentazione, non sarà un semplice raduno di vecchi amici ma vuole essere «una nuova primavera» per affrontare, ancora insieme, le sfide del futuro.



30 Gennaio 2008
PREMIATO IL LORO IMPEGNO NEL SETTORE CORSE

Piloti di ieri e di oggi in passerellaUn momento della cerimonia

Passerella d’onore per 36 piloti che hanno in passato o continuano ancora oggi ad emozionare gli appassionati durante i vari autoslalom che si organizzano lungo le tortuose strade della Sicilia. Grazie alla manifestazione “Ieri ed oggi… Piloti in passerella” organizzata dall’assessorato al turismo del Comune e dall’associazione “Sport & Motori”, è stato consegnato loro un trofeo per premiare il loro impegno nel settore corse. Presenti il presidente dell’associazione Enrico Cimbali, l’assessore allo sport Salvia ed il sindaco Firrarello, mentre i piloti sono stati accolti dalla bellezza di Azzurra, Nadia, Maria e Nancy.

I piloti “di ieri” premiati sono Emanuele Attinà, Nunzio Faranda, Franco Cannata, Nunzio Amato, Gino Currenti, Carmelo Gangi e Vittorio Triscari. Questi invece i piloti di “oggi”: Salvatore Arcadia, Antonino Azzara, Antonino Basile, Nunzio Bonina, Pietro Cimbali, Giuseppe Cipolla, Claudio Cordaro, Andrea Correnti, Giuseppe Ettaro, Rosario Galati, Marco Gamberi, Marco Gianfortuna, Giuseppe Meli, Antonio Minio, Salvatore Montagna, Antonino Montagno, Giuseppe Rizzo, Andrea Russo, Antonio Salvia, Gino Salvia, Salvo Salvia, Davide Serravalle, Salvatore Sinagra, Riccardo Tardo, Alesando Travagliante, Biagio Uccellatore e Salvatore Zuriago.

Premiati anche, perché anch’essi piloti, il presidente Enrico Cimbali e l’assessore Melo Salvia. “Un sport il vostro – ha affermato il sindaco Firrarello – che mobilità tanta gente, crea turismo e fa conoscere il territorio. Oltre a ciò chissà se da queste categorie non nasca un piccolo Michael Schumacher tutto siciliano”. Presente anche il presidente del Consiglio comunale con numerosi consiglieri e gli assessori De Luca e Putrino: “Sport e legalità – ha affermato quest’ultimo – devono essere binomio di valori per una crescita sana dei nostri giovani”.



15 Gennaio 2008
INCONTRO TRA I COMUNI DI BRONTE, RANDAZZO, MALETTO E MANIACE PER RIATTIVARE LA CONSULTA

Lotta alle tossicodipendenze

Il Comune dichiara guerra alle tossicodipendenze di qualsiasi tipo, fossero esse derivate da droga o da alcol, coinvolgendo i Comuni di Randazzo, Maletto e Maniace che costituiscono il distretto sanitario. L’assessore alle Politiche sociali, Maria De Luca, infatti, ha riunito i rappresentanti degli altri Comuni, la IV commissione consiliare, presieduta dal Nino Costanzo, l’Asl e numerosi genitori, per proporre l’istituzione della Consulta contro le tossicodipendenze che non opera più da diversi anni. All’incontro hanno partecipato il sindaco di Maletto, Pippo De Luca, il vice sindaco di Randazzo, Grazia Emanuele e l’assessore di Maniace, Nino Galati, il direttore del distretto sanitario dott. Carmelo Di Stefano, numerosi rappresentanti dei genitori, ed i rappresentanti dei Servizi sociali dei 4 Comuni: “La presenza è stata massiccia e quindi incoraggiante, – ha affermato l’assessore De Luca – anche se in verità mancavano i ragazzi.

Il dibattito è stato propositivo a dimostrazione che il problema è sentito. Alla fine abbiamo deciso di riattivare la consulta per le tossicodipendenze che dopo il 2001 non ha più operato, coinvolgendo le scuole, le parrocchie, i centri sociali, il mondo del volontariato e soprattutto i giovani a cominciare dal Baby sindaco Carlo Castiglione e dal Baby Consiglio”.
Durante l’incontro si è discusso soprattutto sui ruoli ed i comportamenti che le diverse agenzie educative (scuola, famiglia ecc.) devono assumere: “Tutti dobbiamo fare la nostra parte fino in fondo. – conclude l’assessore - Ascoltare i giovani è importante per individuare i disagi. Io continuo a sposare in pieno la campagna che il presidente del Consiglio dei ministri ha adottato nel 2005. Ai giovani, infatti, bisogna far capire che la vita è già stupefacente. La droga non serve”.



13 Gennaio 2008

Deposito di carburante, scatta il sequestro a Bronte

Sequestrato un impianto di erogazione di carburante non conforme alle norme e denunciato a piede libero il proprietario. A condurre l'operazione la Tenenza della Guardia di Finanza nell'ambito di un'operazione in materia di accise e prevenzioni incendi.

Il distributore di carburante in questione di proprietà di un'azienda brontese, risultato sprovvisto di ogni autorizzazione, veniva utilizzato per rifornire vari autocarri di proprietà della stessa azienda. Le Fiamme Gialle hanno cosi sottoposto a sequestro penale l'impianto, una cisterna di 9.000 litri, un erogatore di carburante e due tonnellate di gasolio per autotrazione. Il responsabile è stato denunciato.



6 Gennaio 2008

Rapinano... il registratore di cassa

Entrano in un bar a volto coperto e con un’arma in pugno ma portano via la parte con i tasti del registratore di cassa, lasciando il cassetto con i soldi.
E’ accaduto a Bronte nel bar di via Gabriele D'Annunzio, dove prima della chiusura i due rapinatori si sono presentati al barista che nonostante l'arma, ha tentato di reagire. I due così sono scappati portandosi il registratore che hanno gettato per strada. Gli investigatori, pur non escludendo alcuna ipotesi, sono convinti che si sia trattato di un raid di rapinatori inesperti.



5 Gennaio 2008
JONIAMBIENTE CHIEDE AI SINDACI UN SITO DOVE REALIZZARE L'IMPIANTO

Cercasi area per il compostaggio

Partono dal compostaggio le nuove iniziative che il presidente della società Ato rifiuti Joniambiente, dott. Mario Zappia, intende mettere in atto per aumentare le percentuali della raccolta differenziata nell’intero territorio che va da Bronte fino a Riposto. Zappia, infatti, ha inviato a tutti i sindaci del territorio una lettera chiedendo loro di mettere a disposizione un’area dove realizzare l’impianto: “E’ una precisa direttiva dell’Agenzia regionale per i rifiuti – dice il presidente – che ci ha invitato a presentare progetti per realizzare l’impianto del compostaggio in osservanza del rapporto sulle migliori tecnologie per lo smaltimento dei rifiuti e soprattutto del decreto che impedisce di trasferire in discarica i rifiuti maggiormente biodegradabili. Per questo noi – ribadisce – abbiamo inviato ai sindaci una lettera chiedendo loro di individuare insieme con noi un possibile sito”.
L’impianto per il compostaggio altro non è che un enorme capannone ermeticamente chiuso dove vengono depositati tutti i rifiuti umidi, derivati per esempio da scarti alimentari o potature di piante. Questi rifiuti chiusi in ambienti stagni vengono fatti macerare attraverso procedimenti esclusivamente naturali, fino a che non si sono trasformati in compost che può essere utilizzato come fertilizzante biologico in agricoltura.
“L’idea – spiega Zappia – è quello di vendere poi questo compost, recuperando somme che ovviamente alla fine gli utenti vedranno sgravate dalla tassa. Ma soprattutto diminuiamo il quantitativo di rifiuti che trasportiamo nelle discariche pagando fior di quattrini. Solo differenziando i rifiuti adeguatamente – aggiunge - si potranno evitare disagi simili a quelli che si stanno verificando in Campania, con l’impianto del compost che non è assolutamente inquinante e non penalizza il territorio dove è realizzato. Pensate – conclude – che esiste il compost domestico dove ognuno in casa propria può realizzate il fertilizzante per il proprio giardino”.



4 Gennaio 2008

E' STATA POSTA DAVANTI LA CHIESA DI S. GIUSEPPE

Una lapide a Papa Giovanni Paolo II

Con una cerimonia semplice ma significativa è stato scoperta una lapide dedicata a Giovanni Paolo II che l’Associazione italiana Guide e Scout d’Europa cattolici della parrocchia San Giuseppe ha voluto realizzare e porre nella piazza antistante la parrocchia di San Giuseppe.

Il piccolo monumento è stato scoperto dal sindaco che ha avuto parole di elogio nei confronti degli scout e soprattutto del parroco don Luigi Camuto: “Ricordare coloro che hanno indicato la via da seguire, - ha affermato il senatore - facendo della loro vita un’opera a servizio dei più deboli, dando un contributo importante per la società, è importantissimo per tutti, ma soprattutto per i più giovani. Ringrazio, quindi, padre Luigi Camuto – ha concluso - capace di far crescere ed educare tanti ragazzi nella parola di Dio, nell’amore e nella fratellanza, gettando il seme per un società migliore”.

“Che questa lapide ricordi sempre ai ragazzi che bisogna sempre fare del bene, - ha dichiarato padre Camuto - difendere i diritti dell’uomo ed avere il rispetto verso gli altri”. Erano presenti gli assessori Sanfilippo e De Luca, il consigliere comunale Calanna ed il capo scout Maurizio Fichera.



4 Gennaio 2008

La Corale polifonica alla chiesa di Bronte

La Chiesa parrocchiale Madonna del Riparo di Bronte, ha fatto da cornice ideale alla performance di una corale della tradizione che si è esibita nei giorni scorsi, eseguendo un repertorio ricercato e squisitamente popolare.
La formazione è composta da Nino Grigoli (voce e chitarra), Maria Grazia Mammano (voce e cetra), Giuseppe Portaro (voce, tastiera e fisarmonica), Giuseppe Catania (mandolino), Giuseppe Di Bella (voce e chitarra), Davide Belfiore (percussioni), Emanuele Spitaleri (voce). Lo spettacolo è stato allestito dalla Provincia.



21 Dicembre 2007

Rubati biglietti della lotteria

Furto notturno di 20 mila euro in un tabacchino

Furto con scasso ieri notte a Bronte ai danni del tabacchino di via Matrice. Ignoti, infatti, hanno forzato la porta d'ingresso in ferro utilizzando una fiamma ossidrica e hanno portato via sigarette, profumi e biglietti della lotteria Italia per un valore complessivo di circa 20 mila euro. Secondo i carabinieri della Stazione di Bronte, che stanno indagando, i ladri dovevano ben conoscere il congegno della serratura della porta. Sapevano; infatti, che se questa era praticamente inespugnabile dall'esterno. poteva essere aperta dall'interno con un comune passepartout. Così con la fiamma ossidrica hanno prima forato il ferro della porta, poi hanno inserito il braccio all'interno, forzando la serratura. Per i carabinieri solo la maestria di un fabbro poteva permettere ai ladri di effettuare il colpo e su questa direzione stanno indirizzando le indagini.
Ad accorgersi del furto i vicini che attorno alle 6 hanno avvertito il commerciante, notando la porta del tabacchino aperta e la luce accesa. Nessuno però sembra aver sentito nulla durante le operazioni di scasso, che comunque devono essere state particolarmente rumorose. Via Matrice poi si trova proprio nel centro del paese dove le abitazioni sono particolarmente vicine. Per questo i carabinieri ricordano che basterebbe una telefonata anche anonima per far scattare i controlli. Comunque i ladri difficilmente potranno sperare di vincere qualcosa alla lotteria Italia con i biglietti rubati. I carabinieri, infatti, sono in possesso dei numeri di serie che saranno annullati. [L. S.]



20 Dicembre 2007

INIZIATIVA DELLE SCUOLE BRONTESI

Giocattoli per i bambini di Ilula (Tanzania)

Due camion pieni di regali sono stati consegnati dai bambini del secondo ircolo didattico e dalla scuola media Castiglione al presidente del Rotary Club Aetna Nord-Ovest di Bronte, Paolo Falanga, affinché li faccia arrivare ai bambini della missione di Ilula in Tanzania, gestita fra mille difficoltà e tanta povertà, da padre Filippo Mammano. Il presidente Falanga, infatti, grazie al Rotary ha istituito un ponte di solidarietà con la Tanzania dove ha già trasferito dei fondi frutto di una raccolta di beneficenza.
Alla consegna dei regali, avvenuta presso l’aula magna della scuola Castiglione erano presenti le due dirigenti scolastiche Cinthia e Tiziana D’Anna ed il sindaco, sen. Pino Firrarello che ha applaudito l’iniziativa: “Capire il valore del dono e dell’aiuto verso chi è solo più sfortunato di noi – ha affermato – è importantissimo per la crescita dei giovani. Mi complimento quindi con le scuole e con il Rotary che attraverso quest’iniziativa, danno significato all’azione formativa ed elevano il grado sociale della città”.



Spazzaneve, spalaneve, sgombraneve, spargisale...
chiamatelo come volete ma finalmente, dopo anni di richieste e di promesse non mantenute sembra che qualcosa finalmente arrivi anche nelle nostre zone

20 Dicembre 2007

Potrà essere utilizzato anche a Maniace

In arrivo speciale «sgombraneve»

Assegnato dalla Provincia dopo anni di richieste. Spazzaneve e spargisale anche per Bronte e Randazzo

Finalmente dopo anni di battaglie, richieste di aiuto e proteste da parte dei sindaci e dei cittadini per il ghiaccio che, fino a l'altro ieri, ha invaso le strade provinciali del versante nord dell'Etna, senza che alcun mezzo rendesse sicura la viabilità, la Provincia ha assegnato più di un mezzo spazzaneve e spargisale ai Comuni di Bronte, Maletto e Randazzo.
Questo l'esito di un vertice organizzato in Provincia dall'assessore provinciale alla Protezione civile, Marco Falcone, per gestire le emergenze neve nel versante nord dell'Etna. Alla fine, infatti, è stato deciso che, per rendere più efficiente e celere il servizio sulle strade in questa parte del vulcano, era necessario assegnare al Comune di Maletto uno speciale mezzo sgombraneve e spargisale che sia immediatamente utilizzabile anche nel territorio di Maniace. A Bronte, invece, sarà istituito un deposito di sale per poter rendere più agevole il rifornimento del mezzo stesso. A Randazzo, infine, sarà posizionato un mezzo fuoristrada con apposite attrezzature spargisale e sgombraneve.
Presenti all'incontro, oltre all'assessore Falcone, il sindaco di Maletto, Pippo De Luca con l'assessore alla Protezione civile, Arturo Avellina, il sindaco di Maniace Salvatore Pinzone Vecchio, l'assessore alla Viabilità del Comune di Randazzo Giuseppe D'Amico e l'assessore alla Protezione civile di Bronte Vincenzo Sanfilippo: «L'accordo siglato ci soddisfa - dicono il sindaco De Luca e l'assessore Avellina - nella speranza che i mezzi destinati al nostro territorio arrivino presto. Riteniamo anche che si è riusciti a trovare il modo per assecondare le richieste e le esigenze dei 4 Comuni».
«Bronte - ha aggiunto l'assessore di Bronte, Vincenzo Sanfilippo - non ha certo i problemi di Maletto che è il Comune più alto della cintura dell'Etna, ma essendo sede di ospedale, del Tribunale e di numerose scuole superiori in caso di neve ha la necessità di rendere agevole la viabilità che altrimenti va in tilt Speriamo che i mezzi della Provincia arrivino presto, ovvero prima della prossima nevicata». [L. S.]

20 Dicembre 2007
Vulcano. Spalaneve e deposito di sale

Etna, emergenza neve, piano d'intervento rapido

Gestione dell'emergenza neve sul versante nord-ovest dell'Etna. L'assessore provinciale alla Protezione civile, Marco Falcone, che ha organizzato una conferenza dei servizi con i Comuni di Maletto, Maniace, Randazzo e Bronte, allo scopo di razionalizzare le risorse a disposizione dell'ente, ha nel contempo concordato come pianificare gli interventi. [...]

  20 Dicembre 2007
Assessorato alla Protezione civile

Mezzi spargisale nei Comuni dell’Etna

Per gestire l'emergenza neve sul versante nord-ovest dell'Etna, l'assessore provinciale alla Protezione civile, Marco Falcone, ha organizzato una conferenza dei servizi con i Comuni di Maletto, Maniace, Randazzo e Bronte per «razionalizzare le risorse a disposizione dell'ente». È stato deciso di assegnare al Comune di Maletto uno speciale mezzo sgombraneve e spargisale che sia utilizzabile anche nel territorio di Maniace. [...]



18 Dicembre 2007

Bombola esplosa. Il più grave è un albanese di 26 anni: bruciature sul 30 per cento del corpo

Bronte, stazionarie le condizioni dei tre ustionati

Rimangono stazionarie le condizioni dei tre feriti rimasti ustionati domenica sera per l’esplosione di una bombola di gas avvenuta a Bronte in via Grazia Deledda. Il più grave dei tre, un cittadino rumeno di 26 anni per aver riportato bruciature sul 30 per cento del corpo è stato ricoverato nella notte tra domenica e lunedì nel centro grandi ustionati di Palermo. Gli altri due, anch'essi cittadini rumeni, sono attualmente ricoverati nel reparto di chirurgia del nosocomio brontese del Castiglione-Prestianni, per aver riportato ustioni al volto e alle gambe.
Sulla vicenda hanno condotto le indagini i carabinieri della stazione di Bronte che in collaborazione con i vigili del fuoco del distaccamento di Adrano e i volontari di Maletto, hanno potuto accertare che le cause dell'esplosione della bombola, che ha distrutto il primo piano dell'abitazione in cui alloggiavano i tre rumeni, sarebbero da ritenere ad un improvviso guasto della stufa, la quale al momento della deflagrazione era accesa, visto che riscaldava la stanza dove i tre dormivano. [O. C.]



17 Dicembre 2007

Scoppia la bombola: tre ustionati

Esplosione in una vecchia casa. I feriti sono giovani rumeni: il più grave trasferito al Cannizzaro

Sfiorata la tragedia ieri a Bronte a causa dell'esplosione della bombola di una stufa a gas all'interno di una vecchia abitazione sita al 16 di via Grazia Deledda, in pieno centro storico, che ha ustionato gravemente tre giovani romeni.

L'episodio si è verificato più o meno alle 18,30, quando i tre romeni, uno di 26 anni e gli altri due di 21, stavano riposando. Le cause dello scoppio al momento sono ancora ignote. La cosa certa è che la stufa era accesa quando, improvvisamente, c'è stata la deflagrazione, con le fiamme che non hanno lasciato scampo ai tre.

I vicini raccontano di avere sentito un enorme botto, come se la casa stesse per crollare. Alcuni vetri sono esplosi e ciò ha fatto intuire che si fosse trattato di un'esplosione. Lanciato l'allarme, sul posto sono arrivati i soccorritori del 118 di Bronte, che con coraggio sono entrati all'interno della casa e hanno portato i feriti fuori ancora tramortiti.

Poi la corsa verso il pronto soccorso dell'ospedale «Castiglione Prestianni» di Bronte, dove i medici hanno riscontrato ustioni di primo, secondo e terzo grado nel 50% del corpo del 26enne, mentre gli altri due hanno riportato ustioni altrettanto gravi, ma solo alle gambe, a braccia e mani. Nessuno dei tre fortunatamente sembra rischiare la vita, ma quello più grave per sicurezza è stato trasportato al centro ustioni dell'ospedale Cannizzaro di Catania.

Sul posto sono arrivati anche i vigili del fuoco volontari di Maletto e i professionisti di Adrano, coordinati dal capo-squadra Salvatore Leocata. L'abitazione, una palazzina a un piano di vecchia costruzione, è stata dichiarata inagibile, mentre fortunatamente nessuna delle case limitrofe sembra avere subìto danni.

Chi è entrato dentro la casa si è reso conto della violenza dello scoppio. Buona parte dei controsoffitti sono crollati e sulle pareti si notano parecchie crepe. Fino a ieri nella tarda serata per i carabinieri di Bronte è stato difficile risalire all'identità dei 3 romeni. I militari, infatti, hanno preferito non intralciare il lavoro dei medici, protrattosi fino a tarda serata, e in casa non hanno trovato documenti. [Gaetano Guidotto]

17 Dicembre 2007
VIA DELEDDA. TRE RUMENI RIMASTI FERITI FRA LE MACERIE SALVATI DAI VIGILI DEL FUOCO. UNO E’ GRAVE

Esplode bombola, crolla tetto a Bronte

Tre feriti di cui uno in grave condizioni ricoverato al centro grande ustionati di Palermo. E' questo il bilancio di una terribile esplosione di una bombola di Gpl, avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri in una abitazione di via Grazia Deledda in pieno centro cittadino.

Ancora incerte le cause, forse una improvvisa fuoriuscita di gas, ha provocato la deflagrazione. Ma veniamo alla cronaca: erano da poco trascorse le 18, quando una chiamata avvertiva i vigili del fuoco del distac­camento di Adrano di una terribile esplosione con conseguente incendio in un edifico a due piani del centro cittadino brontese; sul posto oltre gli uomini del «115», ma anche i vigili del fuoco volontari di Maletto, i carabinieri del comando Stazione e diverse ambulanze del «118». Apocalittica la scena presentatasi agli occhi dei soccorritori: l'esplosione avvenuta al primo piano, ha provocato il crollo del piano superiore mentre il gas della bombola alimentava un terribile incendio. La forte deflagrazione ha spinto, per la paura, molti residenti della zona a riversarsi in strada creando confusione.

Tre le persone che occupavano l’edificio, tre rumeni, che sono stati estratti dalle macerie per essere trasportati in ospedale. Uno di loro è gravissimo. Condotto al «Cannizzaro» nella tarda serata di ieri è stato portato a Palermo, in quanto la superficie corporea presentava ustioni superiori al trenta per cento. Gli altri due feriti sono stati trasportati al pronto soccorso dell'ospedale «Castiglione-Prestianni».

Qui i sanitari hanno prestato le prime cure medicando le ustioni al volto e alle gambe. A scopo precauzionale sono rimasti ricoverati al reparto di chirurgia. I due pazienti ne avranno per trenta giorni salvo complicazioni. Le squadre dei vigili del fuoco hanno lavorato per quasi cinque ore prima di ripristinare nella zona interessata dall'esplosione le condizioni minime di sicurezza. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri della locale stazione. Sull'episodio i carabinieri hanno avviato una indagine. [O. C.]



TEMPERATURE IN PICCHIATA, FREDDO, GELO E NEVE NEI PAESI DELL’ETNA ED I SOLITI DISAGI

16 Dicembre 2007

Etna Nord. A Maletto come sempre i disagi maggiori

Con la prima neve auto in testacoda

Bronte innevato (in alto la chiesa della Madonna del riparo)Risveglio sotto la neve e con temperature polari per i Comuni del versante nord dell'Etna. Di neve in verità ne è caduta poca, ma proprio durante le prime ore dell'alba, quando le strade cominciavano a popolarsi. Così, come sempre e come ogni anno, a subire i maggiori disagi sono stati gli abitanti di Maletto, dove in alcuni punti lo strato della neve ha raggiunto anche i 5 centimetri. Così diverse vetture sono rimaste in panne o sono andate in testacoda. Si sono verificati pure alcuni incidenti e diversi pedoni hanno finito per scivolare finendo in ospedale, come un 57enne di Maletto che, prima è andato a sbattere sul muro con la sua Fiat Punto, ed appena ha messo i piedi sulla neve è scivolato urtando il capo. Trasportato dagli uomini del 118 in ospedale però i medici hanno riscontrato soltanto un leggero trauma.
Visto il maltempo il Comune di Maletto ha messo in azione il proprio piano di protezione civile e per le vie è entrato in azione l'ormai famoso trattore spartisemi da campo adattato a spargisale, ma l'assessore Arturo Avellina punta il dito contro la Provincia di Catania: «Sono anni che ci promettono lo spazzaneve spargisale, - ci dice - ma fino a oggi le emergenze le abbiamo dovute affrontare da soli. Pensate che non abbiamo neanche sale da distribuire per le strade».
«Mercoledì lo spazzaneve sarà consegnato al Com di Randazzo. - replica l'assessore provinciale alla Protezione civile Marco Falcone - Mi rendo conto però che i problemi maggiori si verificano sempre a Maletto. Bisognerà quindi che i paesi del Com si organizzino per dare un ottimo servizio e far si che lo spazzaneve entri in azione almeno alle 4 del mattino, affinché alle 7 siano libere più strade possibile. Far circolare lo spargisale alle 8 e 30, infatti, non avrebbe senso. Verificheremo quindi se i Comuni sono in condizione di utilizzare il proprio personale, altrimenti lo spazzaneve sarà affidato a volontari».
Piccoli disagi anche sulla Ss 284 pattugliata fin dal primo mattino dalla Polizia stradale di Randazzo. I punti più difficili lungo la Randazzo-Bronte, nelle contrade Difesa e Barbotte, dove si è formato un sottile ma duro strato di ghiaccio e dove si sono verificati piccoli incidenti senza traumi alle persone.
 

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