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Notizie, Eventi Socio-Culturali e non

OTTOBRE - DICEMBRE 2006

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News dei mesi precedenti  mesi seguenti


19 Dicembre 2006

Aneurisma stronca ventenne

Stava pranzando con lo zio e improvvisamente si è accasciato

Si era appena seduto a pranzare con lo zio e gli amici. Poi, incredibilmente, il malore che gli ha strappato la vita ad appena 20 anni, senza forse neanche dargli il tempo di capire cosa gli stesse per accadere. Così è morto Giuseppe Schilirò, un giovane pizzaiolo brontese che si era seduto a pranzare intorno alle 15 e 30 di ieri e all'improvviso si è accasciato perdendo i sensi. Gli amici si sono precipitati in suo soccorso e, accorgendosi della gravità della situazione, con la prima auto a disposizione sono corsi verso il pronto soccorso dell'ospedale Castiglione Prestianni, dove il povero Giuseppe è però arrivato già cianotico.
Inutile il tentativo da parte dei medici dell'ospedale di rianimarlo: per Giuseppe non c'è stato nulla da fare. Difficile stabilire cosa sia realmente accaduto. Da escludere qualche problema cardiaco. Il ragazzo non aveva mostrato durante il mattino i segni tipici dell'infarto, né si era lamentato per qualche dolore al petto. Si ipotizza, quindi, che possa essere stato un aneurisma a togliergli improvvisamente la vita.
Diffusasi la notizia del dramma, Bronte è caduta in un profondo cordoglio. Chi ha conosciuto Giuseppe lo ricorda come un ragazzo buono con tanta voglia di vivere e soprattutto con la testa sulle spalle. Inutile descrivere il dolore dei genitori e dei familiari. Abitava nella via Regina Margherita, che adesso con l'intero paese piange un giovane con tante speranze e sogni nel cassetto. [Gaetano Guidotto]



30 Novembre 2006

NEL GIUGNO 2005, DOPO DUE GIORNI DI PIOGGIA, STRARIPO' ALLAGANDO STRADE E PISTACCHIETI

196 mila euro per ripulire il vallone San Nicola

L’Assessorato regionale ai Lavori pubblici ha accolto le richieste del sindaco di Bronte, sen. Pino Firrarello, ed ha finanziato 196 mila euro per ripristinare le condizioni di sicurezza nel vallone San Nicola, che nel giugno del 2005, dopo ben 2 giorni di pioggia, straripò, allagando strade e pistacchieti, isolando abitazioni di campagna, e trasformando nella contrada Piano Daini le strade in torrenti. “Quel giorno – ricorda il sindaco – la furia delle acqua ha danneggiato la nostra agricoltura e reso impercorribili alcune strade in periferia e nel centro abitato. A Piano Daino e contrada Pumaro, - prosegue - alcune abitazioni per diverse ore sono state irraggiungibili ed a noi non è rimasto altro da fare che fare intervenire urgentemente la Protezione civile ed inviare un telegramma al Genio civile, ed alla Prefettura”. Con i 196 mila euro il Genio civile dovrà provvedere alla ripulitura dell’intero vallone, affinché non si verifichino più allagamenti in un territorio dedito all’agricoltura.

“Il 2005 – conclude Firrarello – era anno di raccolta del pistacchio e quindi i danni che subirono gli agricoltori furono immensi. Per questo, - conclude - al di la della richiesta dello stato di calamità naturale, ho chiesto alla Regione di intervenire per porre in essere le normali condizioni di sicurezza”.
E così è stato. I lavori inizieranno al più presto, augurando che la primavera prossima quando negli anni scorsi si sono verificati violenti temporali l’intera area non si trasformi nuovamente in un acquitrino.



27 Novembre 2006

Significativa cerimonia nel plesso elementare Sciarotta: dai carabinieri una lezione di legalità

I Cc restituiscono agli alunni i computer rubati a scuola

Per i bambini della scuola elementare Sciarotta di Bronte è stata una bella lezione di educazione civica e di legalità, più significativa ed efficace di diverse ore di spiegazioni. Il comandante della stazione carabinieri di Bronte, maresciallo Roberto Caccamo, insieme con il suo comandante di compagnia, capitano Gaetano Birtolo, ha restituito al dirigente dell'istituto, prof. Angelo Smario, i computer che qualche settimana fa una banda di ladruncoli aveva rubato dall'aula di informatica. Alla consegna hanno partecipato tutti i bambini testimoni della giusta reazione da parte dello Stato nei confronti di un reato che li aveva privati dei computer pieni dei loro disegni e delle loro attività didattiche.

Alla cerimonia non ha voluto mancare il sindaco, sen. Pino Firrarello, il quale si è complimentato con il maresciallo Caccamo e con il capitano Birtolo per le capacità investigative che l'Arma dei carabinieri ha espresso permettendo, non solo alla scuola di riottenere il maltolto, ma di aver assicurato alla giustizia una piccola banda che, avendo realizzato già numerosi colpi anche in abitazioni private, in paese stava cominciando a destare delle preoccupazioni.

«I carabinieri per noi - ha dichiarato Firrarello - rappresentano i custodi dell'ordine e della legalità. Dobbiamo ringraziarli per il lavoro che svolgono quotidianamente senza guardare orari e spesse volte impegni. Ci garantiscono e ci difendono da coloro che intendono privarci dei nostri beni o della nostra libertà in tutti i sensi». Alla cerimonia hanno partecipato pure l'assessore alle Attività scolastiche, Mario Fioretto, e tanti genitori. [L. S.]



26 Novembre 2006

Bronte, fase operativa per «Alberghi sull'Etna»

(*ol*) Dopo la proroga dei termini per la presentazione delle manifestazioni d'interesse sulle case ricadenti nel territorio dell'Etna da parte dei proprietari che vogliono aderire all'iniziativa dell'“Albergo diffuso”, si conclude il 4 dicembre il progetto promosso dal Gal (Gruppo Azione locale) Etna Ats, in collaborazione con Europrogetti e Finanza Spa, al fine di potenziare l'offerta turistica del territorio. Il 4 dicembre l'ultimo seminario, previsto a Bronte, al Castello del Nelson. L'Albergo diffuso sull'Etna si realizzerà ad Adrano (ente capofila), Bronte, Biancavilla, Ragalna, Santa Maria di Licodia e Maletto.



21 Novembre 2006

MANIACE

Scarichi inquinanti dal caseificio, i Cc lo sequestrano

L'acqua del torrente Cutò era troppo putrida per non essere inquinata e così i Carabinieri della Stazione di Maniace hanno iniziato accurate indagini fino a porre ieri sera sotto sequestro il caseificio di un noto produttore di formaggi, che in provincia di Catania è titolare di numerosi negozi in franchising.
Tutto è iniziato nel giugno scorso quando i militari dell'Arma, insospettiti, hanno prelevato alcuni campioni delle acque del torrente e le hanno inviate all'Arpa per farle analizzare. I risultati hanno confermato i sospetti: l'acqua del fiume risultava contaminata da una proliferazione di batteri frutto della lavorazione del latte e dei formaggi.

Nei campioni prelevati c'erano tracce di siero, caglio, grassi e pure piccoli pezzettini di ricotta che non hanno lasciato dubbi. Ad inquinare il torrente poteva essere soltanto il caseificio che a monte ogni giorno produceva decine e decine di formaggi.

Così è scattata una perquisizione all'interno dello stabilimento ed i controlli all'impianto di depurazione che alla fine è stato verificato non funzionare al meglio. Ieri sera l'epilogo della vicenda. La Procura distrettuale di Catania ha emesso l'ordinanza di sequestro dello stabilimento e così i Carabinieri hanno invitato gli operai ad interrompere il proprio lavoro ed uscire, ponendo i sigilli agli ingressi. Il titolare invece potrà tranquillamente accedere al deposito dei formaggi che, prodotti nel rispetto di tutte le normative in materia, ovviamente continueranno ad esser distribuiti nei punti vendita. Per la Procura un provvedimento effettuato con urgenza necessario per evitare che la produzione continuasse ad inquinare il torrente che insieme al Martello ed al Saracena formano il fiume Simeto. Il caseificio potrà tornare a funzionale solo dopo la verifica dell'efficienza dell'impianto di depurazione. [M. G.]



21 Novembre 2006

Sgominata la banda dei furti con scasso

Avevano affittato due case per conservare i vari bottini: denunciate tre persone

I Carabinieri della Stazione di Bronte hanno sgominano un piccola banda che nei giorni scorsi aveva messo a segno almeno 5 furti con scasso ai danni di abitazioni private ed enti pubblici. Sia dagli uffici amministrativi dell'ospedale, sia dall'Elementare Sciarotta, infatti, erano spariti computer in teoria dal valore esiguo, mentre alcune ville di campagna erano state visitate e quasi completamente svaligiate dalla piccola banda che, per conservare i bottini, aveva addirittura affittato due case abbandonate in via Santi e via Ulisse nel centro storico di Bronte: Ed è stato proprio uno dei due depositi a tradirli.

Dopo i furti, infatti, i Carabinieri di Bronte collaborati da quelli di Maniace, hanno pedinato alcuni sospettati fino ad arrivare al deposito di via Santi. Certi che dentro poteva esserci la refurtiva, hanno fatto irruzione recuperando 12 computer, una macchina da caffè, una stampante laser, due letti con i comodini e varie suppellettili per la casa. C'erano anche le carte da gioco rubate al Circolo di cultura e tanto materiale utile per lo scasso. Dichiarati in stato di fermo i brontesi Biagio Battimani, fabbro, 22 anni; Eduardo Pappalardo, 18, pastore; Francesco Elfio, 24, disoccupato che ora dovranno rispondere di furto e ricettazione.




17 Novembre 2006
BRONTE, POLEMICA IN CONSIGLIO

«No» dei cittadini all’installazione di una nuova antenna per gli «Umts»

L'antenna di viale Cav. di Vitt. VenetoTorna di attualità a Bronte il problema dell'istallazione delle antenne della telefonica mobile a causa di una nota società che ha deciso di istallarne una per gli Umts in via Cavalieri di Vittorio Veneto.

Contro l’antenna si è formato un comitato cittadino, ricevuto in Consiglio comunale durante una seduta, dove il gruppo consiliare di Forza Italia, per avere delucidazioni scientifiche e non dettate dalle sensazioni, ha invitato a relazionare il prof. Salvatore Sciacca, direttore dello studio di igiene di medicina preventiva dell'Università degli studi di Catania.

I cittadini, attraverso un portavoce hanno dichiarato la loro preoccupazione sul rischio che l'antenna posta a poche decine di metri dalle loro abitazioni possa provocare danni alla salute, sostenuti da alcuni consiglieri comunali con in testa Salvatore Catania. Ne è scaturito un vivace dibattito, con il prof. Sciacca che ha evidenziato come non vi siano elementi scientifici che dimostrino la pericolosità delle onde elettromagnetiche emesse dalle antenne: «Per cautela – ha dichiarato il prof. Sciacca – la normativa italiana ha previsto limiti di esposizione più restrittivi di tutta l’Europa».

«Il gruppo consiliare di Forza Italia – ha affermato il consigliere Salvatore Gullotta – è in linea di principio contraria all'installazione di antenne, ma poiché i gestori hanno le carte in regola e installeranno queste antenne in ogni caso, possiamo soltanto minimizzare l'esposizione. Chiederemo quindi il severo controllo del rispetto della normativa». [L. S.]



L'ETNA CONTINUA A DARE SPETTACOLO. A BRONTE NESSUN PERICOLO NE' DANNI A PERSONE O COSE. LA SCOSSA NON E' STATA AVVERTITA DALLA POPOLAZIONE

17 Novembre 2006

Nuova piccola colata alla base del cratere. Pioggia vulcanica su Acireale, Mascali, Riposto e Giarre. Circolazione in tilt a Piedimonte e Linguaglossa

Etna, forti esplosioni a Sudest

Scossa di terremoto a Bronte

Trincali dell’Irma: «La presenza dei nuovi fenomeni sta a significare che il vulcano è carico di energia»

Dall'alba di ieri una sottile lingua di fuoco sta solcando il fianco meridionale del cratere di Sud-Est dell'Etna. La nuova, piccola, colata fuoriesce da una frattura che si è aperta alla base del cratere. Il braccio lavico è poco alimentato e staziona nelle zone sommitali del vulcano. L’incremento dell’eruzione è stato accompagnato dalla ripresa dell’attività stromboliana e dall’emissione di cenere che, nel pomeriggio, è ricaduta soprattutto sui comuni di Linguaglossa e Piedimonte Etneo, causando disagi alla circolazione.

La “pioggia nera” ha raggiunto un’altezza di 4 mila metri sul livello del mare prima di finire, trascinata dal vento, anche sui centri di Giarre, Riposto e Acireale. In allerta l'aeroporto Fontanarossa di Catania. Ieri il Gigante ha sprigionato vapori e gas che hanno prodotto una piccola nuvola bianca che gravitava sopra il versante sud-orientale del vulcano.

Pochi minuti prima della mezzanotte di martedì, invece, i sismografi dell'Ingv avevano registrato due scosse di terremoto, entrambe di 3 punti di magnitudo e localizzate ad una profondità di 36 chilometri con epicentro nel territorio compreso tra Bronte e Maletto. Non si sono registrati danni a persone o a cose. "La presenza dei nuovi fenomeni - osserva Giovanni Tringali, direttore dell'Istituto di ricerca medica e ambientale di Acireale - è riconducibile al rapido e significativo aumento dell'ampiezza del tremore. L'Etna è ancora carico di energia".
I nuovi scenari eruttivi. Sottolineano gli esperti, sono circoscritti alle zone sommitali del vulcano e non costituiscono, al momento, alcun pericolo per i centri abitati. […] [Fabio Vitale]



14 Novembre 2006

Rubano... un cancello presi due pregiudicati

La collaborazione del proprietario del terreno e la sinergia con la Polstrada ha permesso ai Cc di arrestare due ladri che avevano «estirpato» dai pilastri e caricato su un Fiat Ducato, addirittura il robusto cancello di ferro, posto all'ingresso di una proprietà.
Si tratta di Angelo Francesco Stella di 28 anni e di Vincenzo Valenti di 20. Entrambi pregiudicati e residenti a Catania, i due sono giunti in contrada Cucchiara a Maletto con l'intenzione di portar via il cancello.
Il proprietario però si è accorto del furgone ed ha avvertito i Cc. Nel tentativo di scappare i due hanno tamponato due Mercedes prima di essere fermati alle porte di Adrano da una pattuglia della Polstrada. Appena si sono fermati sono stati anche raggiunti dalle auto dei Cc.



10 Novembre 2006

Ss.284

Risolta l'emergenza frana

Il proprietario del terreno sottostante la Ss 284 sosterrà le spese per il ripristino della carreggiata

Sarà il proprietario del terreno sottostante la frana, che nel marzo scorso ha inghiottito circa 40 metri della carreggiata verso Bronte della Ss 284, a ricostruire la strada.
Ne dà notizia il dirigente del compartimento Anas di Catania, ing. Giovanni Laganà, il quale comunica che il proprietario del terreno ha inviato una lettera dichiarandosi disponibile a sobbarcarsi al costo del rifacimento e della messa in sicurezza del tratto dell'importante arteria. La decisione giunge quasi parallelamente all'ennesimo sollecito da parte della Prefettura di Catania che, qualche giorno fa, ha chiesto all'Anas opportuno riscontro a quanto suggerito nel marzo del 2006, quando aveva chiesto di «adottare, a salvaguardia della pubblica e privata incolumità delle persone e delle cose, ogni procedimento utile a ripristinare la funzionalità dell'arteria viaria».

Da 7 mesi, infatti, percorrere quel tratto di strada vuol dire attraversare un senso unico alternato con precedenza per chi si dirige verso Maletto, precedenza che spesso però gli automobilisti che viaggiano in direzione opposta non rispettano. Oltre a ciò, il tratto Maletto-Bronte è interdetto ai mezzi pesanti, costretti ad allungare di parecchio il percorso, e la carreggiata franata è delimitata solo da una fragile recinzione di legno insufficiente a evitare che un'auto finisca nella scarpata. soprattutto d'inverno, quando durante il mattino la carreggiata è coperta dal ghiaccio.

Per questo motivo a Maletto i consiglieri comunali di opposizione hanno presentato una interrogazione e costantemente sia il sindaco Giuseppe De Luca, sia l'assessore Arturo Avellina hanno chiesto all'Anas di risolvere una faccenda che rischiava di rimanere irrisolta. L'Anas, infatti, ritenendo che fossero stati i lavori effettuati dal privato a provocare lo smottamento, si è rivolta al giudice, affermando di non poter anticipare i circa 40 mila euro per ripristinare lo stato dei luoghi e poi eventualmente rivalersi sul privato. Ora la svolta. «Il proprietario del terreno - spiega l'ing. Laganà - ha presentato una nuova richiesta per ottenere un passo carraio nel tratto dove si è verificata la frana, comunicandoci di voler ripristinare il muro di sostegno. Entro la prossima settimana daremo il nulla osta ai lavori che dovranno iniziare al più presto sotto l'egida dell'Anas».



IL CONTROLLO DELLA FORESTALE NELLE AREE PROTETTE: CONTINUANO A FIOCCARE LE DENUNCE PER ABUSIVISMO

9 Novembre 2006

Bronte. In 5 sorpresi dalla Forestale per una casa illegale, uno per pascolo fuorilegge

Abusivismo: sei denunciati

Cinque persone denunciate e 6 verbalizzate per il reato di costruzione abusiva, un pastore denunciato per pascolo abusivo e una casa rurale in costruzione è stata sequestrata in quanto realizzata senza progetto approvato da parte delle autorità competenti. E' il bilancio di un servizio di controllo del territorio del Parco dell'Etna effettuato dagli agenti del distaccamento della Guardia forestale di Bronte, coordinati dal mar. Enzo Crimi e dall'Ispettorato Dipartimentale delle Foreste di Catania.
Le guardie forestali hanno perlustrato il territorio di propria competenza nel tentativo di perseguire coloro che, volendo disattendere i dettami voluti dal parco dell'Etna ed evitare le lungaggini burocratiche, hanno deciso di costruire abusivamente in fretta e furia. Oltre a ciò il servizio mirava a prevenire i reati ambientati e contro il vasto patrimonio boschivo e a catturare, se possibile, anche dei bracconieri.
«I servizi predisposti dal distaccamento forestale di Bronte - dice il comandante Crimi - sono stati svolti a 360 gradi, tuttavia, particolare attenzione è stata rivolta verso la prevenzione e repressione degli abusi edilizi, dell'abbandono di rifiuti e della depredazione di siti archeologici presenti nell'area. La vigilanza è stata alquanto intensa nei territori pedemontani rurali allo scopo di prevenire e reprimere la piaga dei furti nelle abitazioni di campagna dove a volte ignoti, consapevoli dell'assenza dei proprietari, compiono vere e proprie razzie».
E se nessun cacciatore o bracconiere è finito per questa volta nella rete tesa dalle Guardie forestali, ben 6 sono stati proprietari di case rurali denunciati. Casette piccole, intendiamoci, di massimo una o due stanze, costruite a servizio dei poderi, ma che comunque nel rispetto della legge devono ottenere tutte le autorizzazioni necessarie. Tre di queste casette sono state trovate in contrada Nave, mentre una a Fontana Murata, Tartarici e Cipollazzo.
Sono stati inoltre ispezionati diversi siti dove ignoti solitamente abbandonano rifiuti di ogni genere. E uno di questi, in contrada Sciara Sant'Antonio, alle porte del centro abitato di Bronte, è stato bonificato. Decine di controlli sono stati effettuati in particolare lungo le strade, i torrenti e le periferie dei centri urbani, dove solitamente vengono abbandonati i rifiuti ingombranti. «Abbiamo intenzione - conclude Crimi - di organizzare lezioni di educazione ambientale nelle scuole». [L. S.]



7 Novembre 2006

BRONTE, SCUOLA SCIAROTTA

Rubati 6 vecchi pc alle elementari

Curioso furto all'interno dello scuola elementare Sciarotta d Bronte. Ignoti durante la notte, hanno forzato un ingresso secondario dell'istituto scolastico, servendosi forse di un «palanco», e sono entrati all'interno, dirigendosi direttamente nella sala d'informatica dove hanno rubato sei computer di vecchia generazione, utilizzati dalla scuola elementare da almeno sei anni.
Ed è questo che insospettisce i carabinieri. Non è certo con l'intento di ricavarci qual­cosa dalla vendita che i ladri hanno effettuato il furto. Difficilmente qualcuno comprerà computer così vecchi. Eppure i furti di questi computer continuano a susseguirsi. Due sono stati rubati qualche giorno fa dagli uffici amministrativi dell'ospedale di Bronte, altri ne sono stati rubati nei giorni scorsi a Belpasso e Adrano.

Un vero mistero che i militari dell'Arma stanno tentando di svelare identificando e arrestando i responsabili. Nulla di strano che ad effettuare i furti non siano ladri «locali», ma una banda che recupera merce da vendere magari all'estero nei paesi sottosvi­luppati, dove questi computer avrebbero ancora un certo valore. Per questo i carabinieri dei vari Comuni dell'Etna stanno unendo le loro forze ed effettuando controlli specifici. Se è così ci sarà qualche deposito in giro che, se scoperto svelerà alla fine il mistero. [L. S.]

7 Novembre 2006
ELEMENTARI. SI SUPPONE UN FURTO MIRATO

Bronte, ladri alla «Mazzini
Rubati dodici computer

Bronte. (*ica*) Raid la notte fra sabato e domenica alle elementari «Giuseppe Mazzini». Ignoti sono riusciti a penetrare all'interno dell'edificio scolastico, forzando una finestra. I ladri, a quanto pare, sapevano cosa dovevano prendere, il che lascia supporre che si sia trattato di un furto su commissione.
Hanno rubato solo i computer della direzione e delle sale di studio, evidentemente per arrecare un danno significativo alla scuola. Non hanno compiuto alcun atto vandalico alle strutture e sono scomparsi così come erano arrivati.
Il furto è di particolare valore. Quello economico si aggira intorno a dodici mila euro. I ladri hanno portato via dodici computer da tavolo completi di monitor e base, un paio di proiettori e altro materiale per lo svolgimento dell'attività didattica. Quello che desta preoccupazione sono i dati inseriti della memoria dei computer, che adesso sono in balia degli sconosciuti, i quali non si sa cosa ne vogliano fare. In questo caso il danno alla scuola è rilevante. Il furto è stato scoperto ieri all'apertura dell'edificio scolastico.




6 Novembre 2006

Cultura della donazione. Gli organi di un 49enne e di una 48enne salveranno altre vite

Due espianti a Bronte e a Maletto

Rita ParrinelloLa tragica morte di un operaio di Bronte e di un'infermiera di Maletto, grazie alla sensibilità di entrambe le famiglie, ha ridato speranza ad alcuni pazienti in attesa di un trapianto. I familiari di entrambi, infatti, hanno deciso di donare gli organi, compiendo un grandissimo gesto d'amore nei confronti del prossimo e della vita.
L'operaio di Bronte si chiamava, Biagio Triscari e proprio domani avrebbe compiuto 48 anni. Triscari era sposato ed aveva due figli.

Chi lo conosceva lo ricorda come un uomo buono, dedito alla famiglia ed al proprio lavoro. E proprio a causa di un incidente sul lavoro è morto, travolto a Siracusa dalla trave di un grosso tabellone pubblicitario che stava montando. Ricoverato d'urgenza presso l'ospedale Umberto I di Siracusa è morto martedì scorso dopo 4 giorni di degenza. Nonostante il dolore i familiari hanno espresso la volontà di donare gli organi e così a Siracusa sono arrivati medici dall'Ismett di Palermo, da Catania e da Bergamo. Le cornee, invece sono state trasferite alla "banca degli occhi".

L'infermiera di Maletto, invece si chiamava Rita Parrinello, aveva 49 anni e svolgeva con spirito di servizio e grande abnegazione il suo lavoro presso l'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte. A toglierle la vita non è stato un incidente, ma un improvviso aneurisma cerebrale, ovvero la dilatazione della parete di un'arteria che non le ha dato scampo. Trasportata al Pronto soccorso dell'ospedale brontese, i medici dopo avere constatato le sue gravi condizioni, hanno deciso di trasferire la paziente al Garibaldi di Catania, dove però la signora venerdì sera è deceduta.

Anche lei era sposata ed aveva tre figli, ed accudiva pure la madre anziana, che all'età di 95 anni sta provando l'immane dolore di perdere una figlia ancora giovane.
Due storie diverse ma ugualmente vicine e parallele perché anche in questo caso i familiari della sfortunata signora hanno concesso l'espianto degli organi. Non è la prima volta che il versante nord dell'Etna si distingue per scelte di grande altruismo. Già in passato altri familiari, pure straziati dal dolore, hanno deciso di donare gli organi dei propri cari, in linea con quanto accade nel resto d'Italia dove in poco meno di tre anni le donazioni di organi sono triplicate. [Gaetano Guidotto]



6 Novembre 2006
ALL’ERTA SUL VULCANO. La colata che scorre dalla Bocca nuova ha bruciato gli esemplari di astragalo e ora minaccia un bosco di pini. «Danni irreversibili»

Doppia eruzione e incendi sull'Etna
«Piante tipiche a rischio estinzione»

Il fiume di lava avanza verso Adrano. Il vulcanologo Ferlito: «È lento, nessun pericolo immediato»

Il fiume di lava che corre sul fianco meridionale della Bocca Nuova sta attaccando la vegetazione dell'Etna. L'astragalo, conosciuto anche come «spino santo», rischia l'estinzione. Il terreno che nutre questa pianta a basso fusto endemica del vulcano è stato in gran parte ricoperto dal magma che, una volta solidificato, non consentirà più a questa specie di attecchire. A meno di brusche frenate, toccherà adesso ai pini larici. In allerta in queste ore vigili del fuoco e Protezione civile, pronti ad intervenire in caso d'incendio.
«I danni prodotti in questo primo lembo di vegetazione sono permanenti - osserva Carmelo Ferlito, ordinario di Vulcanologia all'università di Catania - la lava sta uccidendo l'astragalo, determinando una trasformazione del suo habitat».

L'eruzione, intanto, prosegue su due fronti. E' ancora ben alimentata la colata che si articola sulla parete orientale del cratere di Sud-Est. La lava, che nel primo tratto si presenta «ingrottata» per poi riapparire in superficie cento metri più avanti, si riversa nella Valle del Bove. La frattura eruttiva è stata localizzata a quota 2 mila 800 metri sul livello del mare. L’altro corso, invece, si distende lungo il fianco meridionale della Bocca Nuova ed il suo punto d'emissione è stato individuato a quota 3.050 metri. Il fiume di fuoco sta bruciando il primo bosco che ha incontrato sul suo cammino, e avanza in direzione del territorio di Adrano. Al momento, però, non v'è alcun pericolo per i centri abitati.
«La lava è viscosa e per questo procede senza accelerazioni - prosegue Ferlito - il tremore vulcanico s'è attestato a livelli regolari, ma potrebbe nelle prossime ore subire un deciso aumento dell'ampiezza. Non sono stati rilevati eventi sismici e, con ogni probabilità, non se ne registreranno nei prossimi giorni».

Ieri mattina, a bordo di un elicottero della Protezione civile nazionale, una squadra di studiosi della sezione catanese dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno compiuto un sopralluogo aereo sul teatro dell'eruzione. Nel corso delle verifiche, gli esperti hanno assistito all'esplosione con l'emissione di una modesta quantità di cenere che è stata trasportata dal vento. La «pioggia nera» ha raggiunto alcuni comuni della provincia, non causando però disagi per la popolazione. La neve ha invece già imbiancato alcuni sentieri ad alta quota. [...] [Fabio Vitale]



2 Novembre 2006

Slow Food

Una delegazione di cinque imprenditori e coltivatori della città di Heart è stata in visita fra Trapani e Pantelleria per stringere nuovi accordi commerciali

Importazione di uva passa e pistacchi: la Sicilia apre le porte all’Afghanistan

Un nuovo mercato dove potere esportare uva passa e pistacchio dell'Afghanistan. La Sicilia, potrebbe, da qui a qualche anno, importare anche i due prodotti che arrivano dalla terra segnata da decenni di guerre ed ora pronta a riscattarsi, partendo proprio dall'agricoltura.
L'annuncio di volere aprire il canale d'esportazione verso la Sicilia, e comunque anche verso l'Europa tutta, l'ha dato la delegazione di cinque imprenditori e coltivatori della città di Heart, in Afghanistan, guidati da Mohamed Naser Jami, giunti a Trapani, ospiti del presidente regionale di Slow Food, Giuseppe Privitera e del fiduciario della Condotta trapanese, Franco Saccà. La delegazione è arrivata in Italia per partecipare all'iniziativa «Terra Madre» al Salone del Gusto di Torino e martedì sera è giunta in Sicilia, per una tre-giorni di incontri ed accordi commerciali. [...]
«Vogliamo capire i diversi metodi utilizzati da una terra ad un'altra - ha ribadito Mohamed Naser Jami - conoscere particolari e confrontarci con agricoltori e produttori per potere intrecciare anche accordi economici». In Afghanistan le produzioni, rispetto a quelle siciliane, sono diverse: l'uva passa viene trattata non al sole ma in ambienti ventilati all'ombra per due settimane (in un arco di tempo che va da maggio e sino ad ottobre inoltrato), il pistacchio invece nasce spontaneamente e gli alberi non vengono potati. Il frutto, infatti, è più piccolo di quello comune, ma intenso nel sapore. I costi, naturalmente, sono alquanto ridotti. Attualmente l'intera produzione di uva passa e pistacchio in Afghanistan viene venduta sul mercato interno.

Ma l'obiettivo dei produttori ora è quello di esportare il prodotto, sino a farlo giungere anche in Sicilia dove, sono sicuri, avrebbe un buon mercato. Oggi, dopo una piccola visita a «Regaleali», la delegazione farà tappa a Bronte, dove incontrerà produttori di pistacchio e rappresentanti del Consorzio, che tutelano il frutto diventato presidio di Slow Food.

«Lo spirito di questo scambio è in linea con quello di "Terra Madre" - hanno ribadito Giuseppe Privitera e Franco Saccà di Slow Food - fare incontrare agricoltori e produttori di tutto il mondo, per discutere insieme dei problemi legati alla terra, di tutela dei prodotti e di accordi commerciali. Su questo percorso stiamo puntando tutte le nostre energie, affinché si guardi alla vera tutela del prodotto e del produttore. Guardare all'iniziativa degli amici afghani con la logica della concorrenza sarebbe del tutto sbagliato». [Max Ferreri]




2 Novembre 2006

L'omicidio Gardani a Bronte

Un'assoluzione definitiva

Cassazione. I giudici hanno confermato la sentenza per Filippo Asero. Il legale: «Aveva un alibi di ferro», ora chiederà il risarcimento danni

Assolto anche in Cassazione, È finita così la vicenda giudiziaria di Filippo Asero, accusato dell'omicidio di Sergio Gardani, che dopo l'assoluzione in appello, ottiene anche quella definitiva. Viene così rigettato il ricorso della Procura generale e Asero oggi è un uomo libero.

Filippo Asero, che fu condannato in primo grado all'ergastolo, è rimasto in carcere quattro anni e sette giorni. A vicenda conclusa il suo legale, Mario Schilirò, chiederà il risarcimento danni per il suo assistito per ingiusta detenzione. Sergio Gardani fu ucciso il7 dicembre del 2001 proprio in prossimità della sua abitazione. A puntare il dito contro Asero fu il nipote minorenne della vittima che affermò di aver assistito all'omicidio dalla finestra dell'abitazione della nonna e che si lanciò all'inseguimento dei due killer. Il ragazzino disse di aver riconosciuto Asero, con gli indumenti imbrattati di sangue, che gli avrebbe intimato di non parlare.

L'uomo fu arrestato immediatamente, ma dalle analisi fatte sui vestiti e dal tampon kit, non risultarono né tracce ematiche, nè di polvere da sparo. A seguito della richiesta fatta dai legali di difesa per accertare la dislocazione territoriale al momento dell'omicidio, Asero risultò essere a centoventi chilometri di distanza.

«Ma c'era un testimone oculare che lo accusava - spiega illegale Schilirò - Motivo per cui alcuni aspetti non furono presi in considerazione se non in appello». Durante il processo di secondo grado, tra l'altro, uscì fuori che nelle intercettazioni telefoniche che vedevano coinvolti alcuni presunti affiliati al clan dei brontesi, imputati al processo «Tunnel», si faceva riferimento al caso Asero, definito innocente. «Il mio assistito - aggiunge Schilirò - aveva, tra l'altro, un alibi di ferro per quella notte, confermato da ben otto persone».
Chiusa la vicenda giudiziaria, presto inizierà per Asero un altro capitolo: la richiesta di risarcimento danni. [Al.Bo.]




1 Novembre 2006

GLI ABITANTI VICINI AI SITI DI INSTALLAZIONE HANNO COSTITUITO UN COMITATO CITTADINO

La lotta continua contro l'installazione di antenne

L'antenna Telecom vicino all'Ospedale ed alle PosteDopo i tentativi del 2004 e del 2005 e le violenti proteste dei cittadini brontesi, una società di telefonia mobile è ritornata alla carica ed ha finalmente ottenuto l’autorizzazione del Comune all’installazione di tre antenne Umts nel centro abitato di Bronte: le previste zone di installazione sono all’interno del parco urbano (viale cav. Di Vittorio Veneto), al campo sportivo (via Dalmazia) ed in una casa privata nei pressi della Stazione della Circum.

E, ancora una volta, come negli anni passati, subito sono arrivate puntuali la nascita di un Comitato cittadino e le vivaci proteste degli abitanti che non vogliono davanti casa né pali, nè marchingegni di qualsiasi tipo che emettano qualsivoglia onda elettromagnetica.

Il Sindaco con un manifesto (riportato a destra) ha cercato di rassicurare “la cittadinanza tutta” ma il Comitato di lotta all’antenna non si è dato per vinto, non si fida più di tanto delle parole e si è già messo all’opera. I motivi? Quelli di sempre: «Non siamo contro l'istallazione di queste antenne, ma non le vogliamo dietro le nostre case. Se i campi diffusi dall'antenna fanno realmente male alla salute lo sapremmo solo fra 20 anni.»
Una prima manifestazione popolare si è già svolta nella mattinata del 27 ottobre nei locali del Palazzo municipale (sala del Consiglio) alla presenza del sindaco, del presidente del consiglio comunale e di alcuni assessori e consiglieri di ogni schieramento. Interlocutori i risultati ottenuti. Solo la promessa del sindaco che, ove consentito delle disposizioni che regolano la materia, farà di tutto per bloccare l'installazione. La lotta alle antenne dunque continua.

E' da notare anche che il Comune si è già dotato di un regolamento sull’installazione di antenne e impianti di telecomunicazioni.

Approvato nel gennaio 2005 dal commissario straordinario, Ernesto Bianca, vieta l’istallazione delle antenne all’interno del centro abitato e nei pressi delle così dette “aree sensibili” (nelle vicinanze di scuole ed ospedali). Consente, invece, l’installazione nel territorio extra urbano e comunque ad una distanza minima di 100 metri dalla prima abitazione e 300 dalle aree sensibili.

Per le antenne già funzionanti (a Bronte una è situata proprio a due passi dall’ospedale) il Comune si era anche prefisso il controllo e la misurazione delle emissioni elettromagnetiche, decidendo eventualmente di proporre alle società un nuovo sito ove spostare il ripetitore.

Comune di Bronte
A proposito di antenne...
Il Sindaco

In relazione alle proteste messe in essere da alcuni Cittadini avverso l'installazione di un'antenna per telefonia UMTS all'interno del Parco di Viale Cav. Vittorio Veneto, ritiene utile informare la cittadinanza tutta:
1) Che il Comune non è nelle condizioni di vietare l’installazione di antenne per la telefonia, salvo a rischiare pesanti richieste di risarcimento danni ed essere condannati, comunque, dal Giudice adito, a rilasciare  la richiesta autorizzazione;
2) Non è in alcun modo scientificamente dimostrato, contrariamente a quanto paventato, il rischio di contaminazione ambientale e conseguente pericolo per l’incolumità fisica delle persone, a seguito di installazione di antenne di telefonia;
3) Lo scrivente, per ben cinque anni, è stato componente della Commissione ambientale del Senato, ove – tra l’altro – spesso è stata affrontata la correlazione fra l’installazione di antenne ed eventuale danno ambientale senza aver mai trovato alcuna seria documentazione scientifica che dimostrasse, in alcun modo, siffatta correlazione, né in Italia, né nei maggiori Paesi industriali nel mondo;
4) Lo scrivente, oltretutto, si trova ad abitare a distanza molto più vicina della maggior parte dei protestatari: certamente mai avrebbe esposto se stesso o i propri più stretti familiari a pericolose radiazioni, se solo fosse stato minimamente consapevole di un qualsiasi pericolo derivante alle persone dalla presenza di antenne;
5) A maggior tutela della salvaguardia della salute pubblica è stata prevista l’installazione di una centralina per il monitoraggio continua del grado inquinamento elettromagnetico, il cui controllo è riservato agli Organi comunali.
Bronte, lì 26 Ottobre 2006
Il Sindaco
Sen. Giuseppe Firrarello




Nonostante il servizio a domicilio dell'Ato, le denunce, i controlli della Forestale e le campagne di sensibilizzazione e di stampa, il nostro territorio continua ad essere assediato da rifiu

ti di ogni genere. Ben vengano dunque controlli più accurati ed una severa repressione

1 Novembre 2006

Telecamere contro le discariche

Bronte. Controlli video nelle aree di campagna maggiormente inquinate

Giro di vite da parte del Comune di Bronte nella lotta contro coloro che scaricano in campagna i rifiuti ingombranti creando delle piccole discariche. Il sindaco, sen. Pino Firrarello e l'assessore all'ecologia Maria De Luca, hanno deciso di istallare delle telecamere nelle aree di campagna maggiormente inquinate dai rifiuti, con l'obiettivo di individuare i colpevoli.

Gli uffici comunali non rivelano quali saranno i luoghi dove verranno istallate le telecamere, ci fanno capire però che il servizio di vigilanza riguarderà i territori maggiormente deturpati dalle discariche abusive. Di conseguenza certamente il provvedimento interesserà le contrade Ss Cristo e Sciara Sant'Antonio dove al nero della lava spesso emerge il contrastante colore dei rifiuti. «Quella zona - ci dice l’assessore Maria De Luca - per Bronte rappresenta la via di accesso ai boschi ed ai rifugi dell'Etna. Nonostante ciò siamo sempre stati costretti ad assistere al degradante spettacolo offerto da montagne di rifiuti ingombranti, scaricati abusivamente. Inutili sono state le campagne di sensibilizzazione o i costosi lavori di pulizia effettuati dal Comune: passati alcuni giorni – conclude - quella strada è tornata ad essere nuovamente costeggiata da materassi vecchi e rifiuti di ogni genere».

«Passiamo dalla fase di sensibilizzazione ed informazione - ha aggiunto il sindaco Pino Firrarello - a quella della repressione. Il senso civico di una comunità si misura anche con la capacità di tenere pulite le aree pubbliche e questa Amministrazione è impegnata nella valorizzazione dell'ambiente ai fini dello sfruttamento turistico. Non possiamo quindi permetterci il lusso di non reprimere un fenomeno tanto penalizzante».

Oltre a ciò non si capisce perché la gente si ostini ancora a caricare i rifiuti e trasportarli clandestinamente in campagna a proprie spese e rischi quando la società Ato rifiuti "Joniambiente" effettua il servizio di raccolta gratuito dei rifiuti ingombranti direttamente da casa. «Lo diciamo da anni - conclude l'assessore De Luca - senza risultati. Forse adesso l'inasprimento della fase repressiva porterà maggiori risultati».



1 Novembre 2006

Bus per il cimitero fino a sabato 11

Da ieri e fino a sabato 11 il bus di Città arriverà fino al cimitero comunale appena fuori le porte dell'abitato di Bronte. Lo ha deciso la Giunta municipale per consentire a chi non può arrivare in macchina di poter rendere omaggio ai defunti. «Non solo - aggiunge l'assessore Sanfilippo - invito i brontesi a servirsi del pulmino, lasciando l'auto a casa. Arriveranno presto, non avranno il problema del parcheggio ed alleggeriranno il traffico veicolare».



1 Novembre 2006

Raccolta rifiuti, vertice dell'Ato per migliorare e potenziare il servizio

Vertice a Bronte fra tutti i presidenti degli Ato rifiuti della provincia di Catania. Ospiti del presidente della Società Ato joniambiente, dott. Mario Zappia, i presidenti hanno discusso come migliorare e potenziare propri servizi, puntando alla loro economicità ed alla riduzione delle tariffe. All'incontro hanno partecipato il dott. Vittorio di Geronimo, presidente della società Ato Kalatambiente, il dott. Enzo Garozzo alla guida di Aciambiente, il dott. Mimmo Galvagno di Simeto Ambiente e Sebastiano Spoto Puleo presidente di Catania Ambiente: «Lo scopo della riunione - afferma Zappia - era quello di creare un coordinamento per verificare quali servizi potrebbero essere gestiti insieme per potenziarli e creare quelle economie di scala utili a risparmiare. Le società Ato in sinergia inoltre - continua Zappia - potrebbero superare le difficoltà mettendo a disposizione degli utenti un servizio efficiente in maniera omogenea in tutta la Provincia».
Ed i presidenti hanno apprezzato la proposta, istituendo direttamente il tavolo tecnico, come ci conferma il presidente di Kalatambiente, dott. Vittorio Di Geronimo: «L'iniziativa di Zappia merita apprezzamento perché punta a migliorare i servizi necessari sul territorio. Scambiare esperienze ed integrare i servizi è ormai necessario per migliorare la qualità della vita. Kalatambiente - conclude - è pronta contribuire per la formazione dei dirigenti degli Ato».
Istituito il tavolo, Zappia adesso chiederà un incontro a Palermo con l'assessore alle Autonomie locali, Paolo Colianni e con il presidente dell'Anci Sicilia, Titti Bufardeci per affrontare i problemi che attanagliano la raccolta dei rifiuti. [L. S.]



31 Ottobre 2006

BANCA POPOLARE DELL’ETNA

Apre a Catania la seconda filiale

Il logo della BPECon l'apertura della seconda filiale di Catania, in via Vincenzo Giuffrida, della Banca Popolare dell'Etna, si conclude quanto era stato previsto nel piano industriale presentato dalla Bpe alla Banca d'Italia. La banca opererà nella provincia di Catania con il progetto di generare valore innanzitutto per i clienti e più in generale per il territorio in cui opera.

La Banca Popolare dell'Etna è retta dal Consiglio d'amministrazione composto da Filippo Azzia (presidente), Emilio Monfrini (vice presidente vicario), Giuseppe Camuto (vice presidente), Michele Biondi, Antonino Cipolla, Giuseppe Martelli, Piero Portale, Carmelo Schillirò e Giovanni Vinciguerra. Del Collegio sindacale fanno parte Alberto Caserta (presidente), Giuseppe Nigro e Alfio Randazzo.

La direzione generale della banca è stata affidata ad Alfio Benvegna, coadiuvato dal vice direttore generale Nunzio Faranda.




28 Ottobre 2006
IL PISTACCHIO DI BRONTE SEMPRE PIU' ALL'ATTENZIONE DEL GUSTO E SOTTO I RIFLETTORI DEI MEDIA INTERNAZIONALI: PRESENTE SULLE PAGINE DI "WWDSCOOP" (NOTA RIVISTA USA) ED AL SALONE DEL GUSTO DI TORINO

WwdScoop, (Women’s Wear Dayly Scoop) prestigiosa rivista internazionale della Fairchild Publications, (New York, USA), nel numero di September 5, 2006 (volume 192, no. 46) pubblica a pagina 103 un breve articolo sul pistacchio di Bronte. Una pubblicità gratuita al "paesino italiano di Bronte" ma sopratutto al nostro "oro verde" dalle interessanti e notevoli potenzialità economiche. Ecco la traduzione:

«A proposito di frutta secca

Per quanto produca solo l'uno per cento della produzione mondiale di pistacchio, il paesino italiano di Bronte, ai piedi nord-occidentali dell'Etna è rinomato per questo suo vellutato frutto verde.

Infatti, questo paese di 20.000 abitanti è soprannominato Città del Pistacchio. Introdotto nel Medio Evo da conquistatori arabi, il pistacchio di Bronte cresce nelle valli rocciose ma fertili del vulcano siciliano, producendo un pistacchio di un sapore e colore incredibili.

Gli alberi, situati in mezzo alla lava, usano tanta energia per produrre i loro frutti che la loro raccolta può essere fatta solo ogni due anni.

Negli anni dispari, l'intera città si riunisce per raccogliere i frutti a mano. Malgrado a Bronte il prossimo raccolto avverrà a Settembre del 2007, voi potete ancora godervi il suo pistacchio, che è usato in gelati di elevate qualità, in dolci particolarmente delicati, in salumi e persino come pesto durante il periodo fuori stagione.

La città festeggia il suo Oro verde,ogni autunno con l'annuale festa del pistacchio "Sagra del Pistacchio", una vera e propria festa dei cibi al pistacchio. (C'è persino un liquore al pistacchio.) La festività prosegue dal 30 Settembre al 8 di Ottobre. [Courtney Colavita]»


7 Novembre 2006

GAL ETNA

Fragole, arance e pistacchi al Salone del gusto di Torino

Dalle confetture di arance rosse a quelle di fragola di Maletto, dalle marmellate di fichidindia dell'Etna alla crema al pistacchio di Bronte. Sono alcuni dei prodotti tipici esposti dal Gal Etna al Salone del gusto di Torino. Momenti di degustazioni rivolti ad esperti, giornalisti e vasto pubblico sono stati proposti dalla "Europrogetti e Finanza", società di assistenza del Gal.
Promosso, inoltre, anche il "Percorso dei sapori etnei" che segnala, nelle sue dodici tappe, alcune fra le più belle aree naturalistiche etnee dove potere svolgere pic-nic con i prodotti protagonisti delle sagre tradizionali. Fanno parte del Gal Etna i comuni di Adrano, Biancavilla, Bronte, Maletto, Santa Maria di Licodia e Ragalna. [Vittorio Fiorenza]


27 Ottobre 2006

Al «Salone del gusto» lievitano i prezzi delle produzioni siciliane di alta qualità

Torino. Omologazione? No grazie. Al Salone del Gusto che si è aperto ieri a Torino di omologazione non c’è proprio traccia.
Ognuno dei quattrocento presidi in vetrina - 100 sono quelli che arrivano dall’estero compresa la bottarga africana preparata dalle donne maritane e il formaggio di latte di yak dei monaci dell’altopiano tibetano – sono unici e ribadiscono l’idea base del Salone di preservare un intero patrimonio culturale e ambientale legato alla gastronomia, rivitalizzando le economie locali.

La copertina del numero di Settembre di WwdScoop e, a sinistra, la pagina dedicata al pistacchio di Bronte.
La foto che correda l'articolo è stata fornita dalla nostra Associazione.

«Nut Job

«Although it only accounts far 1 percent of the world's pistachio production, the Italian village of Bronte in the northwest foothills of Mount Etna is renowned for the silky green nut.

In fact, the town of 20,000 is dubbed Città del Pistacchio. Introduced in the Middle Ages by Arab rulers, the Bronte pistachio grows on the rocky but fertile slopes of the Sicilian volcano, resulting in a pistachio unprecedented in flavor and color.

The trees, perched amid lava stone, expend so much energy to produce their fruit that the harvest can only be held biannually.
In odd numbered years, the whole town joins in and gathers the crop by hand. Although Bronte's next harvest falls in September 2007, you can still enjoy its pistachios, which are used in top-quality gelato, delicate pastries, cured meats and even pesto during the off season.

The town celebrates its l'oro verde, or green gold, every fall with its annual pistachio festival Sagra del Pistacchio, a veritable pistachio food feast. (There's even a pistachio liquor.) The festival runs from Sept. 30 to Oct. 8. [Courtney Colavita]»
 


1 Novembre 2006

SALONE DEL GUSTO

Prodotti al pistacchio presi d'assalto a Torino

Letteralmente presi d'assalto i prodotti al pistacchio messi in vetrina al «Salone del Gusto» di Torino, per la soddisfazione delle aziende brontesi. Il presidio Slow Food al pistacchio di Bronte è stato oggetto anche di visita da parte di una delegazione del Parco dell'Etna, composta da Mario Bonsignore, dal direttore Giuseppe Spina, dalla dott.ssa Rosa Spampinato e dall'ing. Giuseppe Di Paola. «Una ulteriore conferma - ha affermato Bonsignore - della bontà del nostro prodotto, ormai utilizzato nelle cucine più raffinate del mondo».

Ragion per cui, il Salone rimane spiccatamente un’esposizione commerciale che però permette ai visitatori provenienti da ogni parte del mondo di gustare, tra le altre cose, il "pane ca meusa", schitta o maritata, della Focacceria San Francesco, piuttosto che il gelato prodotto da un’azienda artigianale torinese che ha scelto le fragoline di Ribera, le pesche tardive di Leonforte, il mandarino tardivo di Ciaculli e il pistacchio di Bronte per dare un gusto inconfondibile al suo gelato, che venduto al Salone in coppette ad offerta libera, andrà a finanziare la Fondazione Slow Food per la biodiversità.

[…] una delle costanti dei presidi Slow Food è quello di vedere aumentare esponenzialmente il loro prezzo dopo l’ingresso nel sistema. Sono aumentati di prezzo anche le pesche tardive di Leonforte (del 100% passando da 1 euro ai 2 al chilo) e il pistacchio di Bronte il cui costo medio è aumentato del 20%.

Ma si tratta pur sempre di nicchie che, però, possono cambiare il modo di vivere il cibo perché mangiare, come catechizza il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, diventi un atto agricolo utile, per esempio, alle comunità agricole di "Terra Madre", salone parallelo aperto ieri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che è un luogo d’incontro tra i contadini di tutta la terra. [Mariella Caruso]

Pistacchio di Bronte, ne parla la stampa



28 Ottobre 2006

Bruciato furgone a panettiere
non esclusa la pista del racket

Certamente si tratta di un atto intimidatorio o di una vendetta nei confronti di un panettiere di Bronte cui ieri notte hanno rubato e incendiato un furgone. Ignoti, infatti hanno prelevato il furgone, che il fornaio aveva ricevuto in uso da una nota società di leasing, lo hanno portato lontano dalla cittadina, precisamente nella campagna della contrada Corvo e poi lo hanno incendiato. A notare le fiamme è stata una pattuglia dei carabinieri della Stazione di Bronte, impegnata in un servizio di controllo notturno, e così è scattato l'allarme. Sul posto sono arrivati anche i vigili del fuoco volontari di Maletto che con fatica hanno sedato l'incendio.
Il furgone aveva si e no 4 anni di vita ed il suo valore a sentire il panettiere si aggirava intorno ai 10.000 euro.
I carabinieri adesso stanno indagando per risalire ai responsabili, ma non sembra esserci una «pista» precisa. La versione ufficiale, infatti, è quella classica: ovvero che si indaga a 360 gradi. C'è da precisare che l'artigiano, pur operando a Bronte, distribuisce il pane in tutta la provincia ad eccezione della città del pistacchio. Se si tratta di una intimidazione legata al suo lavoro quindi è da escludere l'origine brontese. Anche se non lo confermano però, siamo certi che gli inquirenti non stanno scartando la pista del racket che a Bronte un tempo ricattava buona parte delle attività commerciali ed artigianali. [L. S.]


28 Ottobre 2006

Catania. Il volume di affari accertato è di 50 milioni di euro

Sequestrati 46 mila campioni di medicinali fabbricati in Cina

Arrestato il grossista, denunciati 312 asiatici. Il mercato illegale era destinato anche agli italiani

Negli empori della merce contraffatta in vendita anche i medicinali. Ormai l'invasione cinese è globale e il "pericolo giallo" profetizzato sessanta anni fa, è una realtà di cui ce ne accorgeremo quando sarà tardi. Il «made in China» è su tutti gli scaffali, in tutte le bancarelle e, adesso, costoro, vorrebbero conquistare anche il mercato farmaceutico.

Ha messo uno stop la Guardia di finanza che ha bloccato la vendita di prodotti farmaceutici di provenienza cinese, sequestrando su tutto il territorio nazionale 46 mila confezioni per un volume di affari stimato - comprendente anche il consumo in frode - di circa cinquanta milioni di euro. 312 cittadini cinesi sono stati denunciati (immaginiamoci che maxi processo!) e un "grossista" di prodotti, abitante a Catania, è stato arrestato. Si tratta del titolare di un negozio nei pressi della Fiera di piazza Carlo Alberto, il tradizionale mercato popolare dei catanesi che sta parlando sempre più cinese, perchè costoro a suon di euro contanti stanno comprando tutto ciò che è in vendita. (La Finanza ora cerca di individuare gli altri grossisti nelle varie città dove i prodotti arrivano, specie quelle dove è attivo il porto).
Alcuni medicinali contenevano "canfora" il cui impiego è sconsigliato a causa della sua potenziale tossicità,altri "eugenolo" che in alte dosi provoca effetti letali su pazienti sotto terapia anticoagulante a causa della potente inibizione dell'attività piastrinica. E poi metilsalicilato, mentolo, alcaloidi (droghe caratterizzate da elevata tossicità la cui utilizzazione farmacologica e terapeutica e, di conseguenza, la vendita al dettaglio è riservata unicamente al farmacista) e molte altre sostanze alcune delle quali sconosciute.
Si tratta - hanno spiegato il procuratore aggiunto Renato Papa e il colonnello Sarra Fiore - di medicinali prodotti da una ditta farmaceutica cinese, messi in commercio in Italia aggirando qualsiasi tipo di autorizzazione.
Nell'operazione, denominata "Cosi cinisi", la Guardia di finanza diretta dal comandante provinciale, colonnello Agatino Sarra Fiore, che ha agito d'intesa con il procuratore aggiunto Renato Papa e con il sostituto procuratore Lucio Setola, ha individuato un florido filone di contrabbando aggravato e commercio di farmaci, ricettazione ed esercizio abusivo della professione di farmacista.
L'inchiesta ha avuto inizio da un sequestro effettuato a Bronte. Qui i finanzieri avevano notato alcune confezioni di prodotti con caratteristiche simili a farmaci, ma descritti come balsami, olii medicamentosi, lozioni, esposti e venduti come cosmetici.

28 Ottobre 2006
Un businnes da 50 milioni. Da Catania sviluppata un’indagine della Guardia di finanza in tutta Italia sul commercio illegale di medicinali importati clandestinamente: 312 indagati.
Gli investigatori: «Rischi per i consumatori». A Catania sequestrati 3.000 pezzi, gli indagati sono 50, l’indagine continua. Precedenti a Bronte e Riposto

«Spacciava» farmaci cinesi, arrestato

In manette per contrabbando un immigrato orientale che gestisce un negozio in via Gemmellaro

Mentre i militari operanti in 105 caserme italiane della Guardia di finanza sono ancora impegnati in una radicale azione di contrasto alla diffusione di farmaci cinesi ritenuti dannosi alla salute; i finanzieri catanesi hanno anche arrestato uno dei «grossisti» di questo fiorente mercato esotico che in Italia frutterebbe ricavi da capogiro (il volume d'affare finora accertato ammonta a 50 milioni di euro). Si tratta del commerciante cinese s Zhanmin Zhuang, titolare di un bazar con la lanterna rossa ubicato nella centralissima via Gemmellaro a Catania. […]
Zhanmin Zhuang, a quanto pare, da Catania faceva partire gli ordinativi per la Cina e per far questo spesso utilizzava un sito internet cinese che propagandava prodotti di vario tipo, dall'imitazione del «Viagra» cinese al famosissimo «Balsamo di tigre», confezionato nel tradizionale astuccio metallico rosso, utilizzato da milioni di persone per combattere i dolori reumatici in tutto il mondo. I prodotti arrivavano in genere via mare e a ritirarli ci pensava generalmente il «grossista», il quale poi provvedeva personalmente (o tramite una rete di collaboratori asiatici dei quali a Catania ne sono stati denunciati una cinquantina) ad alimentare la catena di distribuzione. […]
L'indagine ha avuto inizio da un sequestro effettuato dai finanzieri di Bronte che avevano notato in un bazar alcune confezioni di prodotti con caratteristiche simili a quelle dei farmaci. Si trattava per lo più di balsami, olii medicamentosi, lozioni e prodotti similari, messi in vetrina in uno dei tanti punti vendita gestiti da commercianti cinesi e venduti come cosmetici. […] [G. Q.]

Le ulteriori indagini disposte dall'autorità giudiziaria e le analisi di laboratorio, effettuate anche dall'Istituto superiore di Sanità, hanno consentito di scoprire che si trattava di farmaci prodotti da una ditta cinese e importati clandestinamente in Italia: mancavano del tutto le autorizzazioni all'importazione ed esportazione, ma soprattutto nelle confezioni mancava il foglietto illustrativo in cui si specificavano gli effetti collaterali dei prodotti.
Anche un piccolo errore; un'impurità minima, un ambiente non del tutto sterile può rendere il medicinale inefficace se non tossico. Gli accertamenti svolti sul territorio nazionale hanno confermato che il mercato dei farmaci cinesi non è destinato solo ai cittadini di origine asiatica.
Tra le varie tipologie di farmaci provenienti dall'estremo Oriente, con etichettatura e istruzioni per l'uso in lingua cinese, sono stati rinvenuti medicinali per lo stomaco, sedativi, sonniferi, analgesici, antinfiammatori, viagra e altre tipologie di sostanze sconosciute, denominate "Essential Balm", "Narcisus Brad", "Huolo Oil", "Zhenghonghua", "Massage Lotion", "Zhanggu Shexiang Zhitong Gac". Notevole il danno economico alle case farmaceutiche e a molti comparti industriali per via della concorrenza sleale. In un sito internet, una delle aziende cinesi proponeva acquisti di almeno trecento confezioni. [Domenico Calabrò]



20 Ottobre 2006

Va per funghi e viene impallinato da un cacciatore: lievi ferite

Una scampagnata stava per trasformarsi in tragedia per un 40enne di Bronte, raggiunto dai pallini di una fucilata esplosa da qualche cacciatore che forse neanche si è accorto di aver ferito un uomo. L'episodio è accaduto nelle campagne di Bronte, in contrada "Acqua vena", dove la sfortunata vittima perlustrava il terreno alla ricerca di funghi. Ad un certo momento, secondo le dichiarazioni fornite dall'uomo agli inquirenti, avrebbe sentito abbaiare dei cani, ma non si sarebbe preoccupato granché.
Poi il colpo di una fucilata e immediatamente dopo un forte bruciore alla gamba destra. L'uomo si è reso conto di essere stato raggiunto dai pallini di piombo e per il dolore ha urlato accasciandosi a terra. Poi resosi conto che le ferite non erano così gravi, nonostante il dolore, ha raggiunto l'auto e chiamato con il cellulare il 118. Da Bronte è partita un'ambulanza scortata dai Cc. L'uomo nel frattempo ha trovato le forze per guidare fino alla contrada Cuntarati dove ha incrociato i soccorsi. E' stato trasportato in ospedale ed i carabinieri hanno continuato verso la zona indicata dal ferito, alla ricerca dei cacciatori. Ma di loro nessuna traccia. Alcuni agricoltori hanno dichiarato di aver visto numerosi gruppi di forestieri con il fucile sotto braccio e tanti cani da caccia, ma nessuno di loro si trovava più nelle vicinanze.
In ospedale al ferito sono stati estratti pallini di piombo in tutta la gamba destra ed all'altezza dello stinco sinistro. I medici lo hanno ritenuto guaribile in 10 giorni. Non è la prima volta che cacciatori, senza volerlo, a Bronte feriscono delle persone. A settembre un agricoltore fu raggiunto da 4 pallini mentre lavorava nella sua proprietà in contrada Fontanazza.



20 Ottobre 2006

Dopo nonno Francesco Gangi, ancora un centenario: Bronte si conferma una comunità dalla popolazione particolarmente longeva

I 100 anni di nonno Salvatore

Festa grande a Bronte per i 100 anni di nonno Salvatore Caraci, festeggiato dai suoi tre figli Giuseppe, Mario ed Alfredo e dai suoi 6 nipotini. Tutto sommato di buona salute, nonno Salvatore è ancora autonomo, anzi mostra una certa brillantezza nello scherzare con tutti, come ha fatto durante la sua festa, cui ha partecipato l’intera famiglia insieme al sindaco, sen. Pino Firrarello, all’assessore De Luca ed al consigliere Saitta. Il Comune, infatti, per festeggiare il centenario ha messo a disposizione i locali ed offerto una grande torta, e consegnato al nonnino una targa ricordo.




Al processo sulle presunte tangenti nella costruzione del Garibaldi sono pesanti le richieste dell'accusa nei confronti del nostro sindaco: 5 anni di reclusione. Pino Firrarello si dichiara "estraneo alla vicenda". Per lo stesso fatto è stato assolto, invece, l'on. G. Castiglione.

19 Ottobre 2006

Processo per tangenti. Per il pm Puleio devono essere inflitte condanne tra uno e 8 anni

Garibaldi, le richieste dell’accusa

Diciannove condanne, con pene comprese tra uno e otto anni di reclusione, e l’assoluzione, per non aver commesso il fatto, dell’imprenditore Enrico Romagnoli.

Sono state queste le richieste avanzate dal pubblico ministero, Francesco Puleio, ai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Catania a conclusione della requisitoria al processo sulle presunte tangenti nella costruzione del nuovo ospedale Garibaldi di Nesima e del centro residenziale per studenti universitari «Il Tavoliere», che avrebbe dovuto realizzare l'Iacp etneo.

La Procura ha chiesto, tra l'altro, la condanna a cinque anni di reclusione per il senatore di Forza Italia Pino Firrarello, imputato di corruzione e turbativa d'asta, e a tre anni per Nuccio Cusumano (Udeur), presidente della Commissione Agricoltura del Senato, per il reato di turbativa d'asta.
Per entrambi è invece stata sollecitata l'assoluzione dal capo di imputazione di concorso esterno in associazione mafiosa. I fatti si riferiscono al 1998, quando Cusumano era sottosegretario al Tesoro ma non era parlamentare e fu per questo arrestato dai carabinieri. Il pm Puleio, in tre giorni di requisitoria, ha parlato di «tangenti» pagate a politici per l'acquisizione dell'appalto e «dell'attività per escludere l'azienda vincitrice, la Fratelli Costanzo, in favore della Costruzioni generali Cgp Romagnoli». «Atti irregolari e illegali - ha sostenuto la pubblica accusa - che hanno danneggiato irrimediabilmente la Fratelli Costanzo, con gravi ricadute occupazionali in città e che hanno arrecato un gravissimo danno economico e sociale a Catania che per avere un ospedale ha speso il doppio del previsto e il nosocomio è stato inaugurato con sette anni di ritardo».
[…] Alcuni degli avvocati difensori hanno contestato «la mancata concessione delle attenuanti generiche» visto che, hanno sostenuto i legali, «gran parte degli imputati ha assistito all'intero processo rilasciando anche dichiarazioni sui fatti». Prossima udienza il 30 ottobre con l'intervento degli avvocati delle parti civili: la Fratelli Costanzo, l'ospedale «Garibaldi» e l'Iacp di Catania.[…]




18 Ottobre 2006

Bronte: il sindaco premia gli studenti centisti

Il sindaco di Bronte, senatore Pino Firrarello, ha consegnato agli studenti centisti residenti a Bronte, una pergamena ed una piccola borsa di studio.

Alla cerimonia di consegna, oltre al sindaco erano presenti il presidente del Consiglio comunale, Gino Prestianni, l’assessore ai Servizi scolastici, Mario Fioretto ed i consiglieri comunali, Maria Pia Castiglione e Ada Biuso. I ragazzi premiati sono Katia Carcione, Francesco Catania, Silvia Faia, Fabio Leone, Saveria Lupica, Tiziana Marino, Nunziatina Mazzurco, Valeria Poti, Federica Sinagra, Salvatore Miria, Maria Grazia Scafiti, Valentina Bracciamà, Stefano Burrello, Irene Foti, Natalia Parrinello, Lucia Anastasi e Biagio Venia.

Presenti inoltre i dirigenti scolastici. «L’augurio che vi rivolgiamo - hanno detto il sindaco e l’assessore Fioretto rivolti ai ragazzi centisti - è che siate capaci di compiere le scelte giuste, lasciandovi guidare dalle vostre aspirazioni e da quei valori che la scuola vi ha trasmesso».



17 Ottobre 2006

BRONTE

L’ultimo saluto al dott. Alberto Meli

g.g.) - Tanta gente ieri ha partecipato alla cerimonia funebre del dott. Alberto Meli, prematuramente mancato all’affetto della moglie, dei genitori, del figlioletto e degli amici. Sentite le parole di padre Minissale durante l’omelia nella gremita chiesa del Rosario.

Il dott. Meli, stimato ed apprezzato non solo a Bronte, per anni è stato presidente della società di volley "Aquila Bronte", riuscendo a guidarla fino a raggiungere l’ambito traguardo della serie B. Solo pochi mesi fa, a luglio, con un accordo di scambio di diritti sportivi con una società catanese aveva trasformato l'Aquila Volley nella squadra di vertice dell'intera provincia, puntando decisamente alla promozione in B-1.

Ai funerali il sindaco, Pino Firrarello, l’europarlamentare Giuseppe Castiglione, numerose autorità politiche e civili e tanti, tanti amici sportivi e non e tantissimi tifosi brontesi.



15 Ottobre 2006

La realizzazione della diga in contrada Bolo, nella parte alta del Simeto fra i territori di Bronte e Maniace, rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per numerosi agricoltori.

LA VALLE DI BOLOUna nuova diga per la Piana

Tra Bronte e Maniace. Sarebbe realizzata in contrada Bolo con un costo di 250 milioni di euro
«Aumentare la capacità di invaso e di conseguenza le riserve irrigue per gli agricoltori della Piana di Catania, mettendo a disposizione anche dell’agricoltura del versante nord ovest dell’Etna, funzionali strutture irrigue». E’ la volontà dell’amministratore del Consorzio di Bonifica 9 di Catania, dott. Santino Cantarella, che per raggiungere questi due obiettivi è intenzionato a realizzare la diga in contrada Bolo, nella parte alta del Simeto fra Bronte e Maniace.

Per questo Cantarella ha già costituito una commissione presieduta dal coordinatore dell’Ufficio tecnico del Consorzio, ing. Massimo Paterna e composta dal direttore dell’Ente consortile, Antonino Luca, dal prof. Agatino Cariola e dall’ing. Giuseppe Mineo, per adattare alla normativa vigente un vecchio progetto del 1987 e ha già individuato, nel capitolo della finanziaria 2006 riconosciuti a favore delle aree facenti parte del «Patrimonio idrico nazionale» anche la possibile fonte di finanziamento.

«Il rischio di annate siccitose – dice Cantarella - ha definito un quadro di carenza strutturale fortemente penalizzante per lo sviluppo socio-economico del territorio nel settore agricolo, con il rischio di una contrazione degli impianti arborei non solo agrumicoli. «L’obiettivo primario di questo Consorzio - continua - è di reperire nuove risorse idriche, programmando la costruzione di opere di accumulo aggiuntive rispetto alle attuali. Così dopo un’attenta analisi del territorio insieme con i miei tecnici, abbiamo deciso di puntare sulla costruzione della diga di Bolo».
Fra qualche settimana il progetto sarà pronto nei dettagli che Cantarella però in parte già ci anticipa: «La diga dovrebbe essere realizzata a circa 3 km e mezzo a monte della confluenza del fiume Troina con il fiume Simeto, con le acque che saranno utilizzate sia per usi irrigui, sia per scopi idroelettrici e potabili. Questa dovrebbe avere un capacità di invaso di circa 95 milioni di metri cubi di acqua. Una sufficiente scorta d’acqua a una quota più o meno di 643 metri sul livello del mare, in grado cioè di dominare esclusivamente grazie alla gravità tutto il territorio sino alla Piana di Catania».
Per il territorio del versante nord dell’Etna e quello della Piana di Catania una bella notizia. Le sponde del fiume Simeto sono caratterizzare da rigogliose coltivazioni di pesche e pere che contraddistinguono l’economia agricola di comuni come Bronte e Maniace senza considerare che a giovarsene saranno anche Paternò e Catania. Con l’utilizzo delle acque della nuova diga si potrebbero liberare, e utilizzare per scopi potabili, quelle delle sorgenti di Adrano.

«Abbiamo - spiega Cantarella - effettuato uno studio che ha premiato l’idea anche dal punto di vista del rapporto costi e benefici. Per realizzare la diga, insieme con le opere complementari ci vorranno 250 milioni di euro, per un progetto che dovrà prevedere la redazione degli studi di impatto ambientale e approfondite indagini geognostiche. Per far ciò abbiamo inserito opportune voci di investimento nel bilancio, nel tentativo di accelerare il più possibile i tempi. L’agricoltura ha bisogno di nuove infrastrutture che noi vogliamo realizzare».
 

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