Home Page

Notizie, Eventi Socio-Culturali e non

DICEMBRE 2006 - GENNAIO 2007

Ti trovi in: Home-> News da Bronte

News dei mesi precedenti  mesi seguenti


21 Gennaio 2007

Imprese. Due società di Montegranaro pronte ad investire nove milioni e mezzo di euro. Produrranno col marchio. «Aequa Eco chic». Il sindaco: «Un’opportunità importante»

Dalle Marche a Bronte per fare le scarpe

«Nuovi posti di lavoro nel calzaturificio»

Due società marchigiane sono pronte ad investire nove milioni e mezzo di euro a Bronte, per costruirvi un calzaturificio di quattromila metri quadrati nella zona artigianale e creare centodiciotto posti di lavoro (otto a luglio, sedici ad aprile 2008 e novantaquattro a settembre, sempre del prossimo anno). Ieri, per verificare la fattibilità del progetto, il sindaco di Bronte, il senatore Pino Firrarello, con l'eurodeputato Giuseppe Castiglione e l'onorevole Ilario Floresta, ha incontrato – prima al Palazzo municipale e poi nell'area artigianale - l'amministratore delegato della «Eco Chic s.r.l.», il ragioniere commercialista Nazareno Gismondi, che vuole costituire con la «Baisel & Co Italia» la società da insediare con eventuali partner locali.

«Conoscendo le condizioni economiche di questo territorio - ha spiegato Floresta -, ogni volta che vengo a conoscenza di un imprenditore che vuole investire all'estero, gli propongo di farlo in Sicilia, in aree che offrono personale qualificato e i servizi necessari». Entrambe con sede a Montagranaro, la «Eco Chic» produce 45 mila paia di scarpe uomo-donna all'anno, la seconda 20 mila. Sulle falde dell'Etna le due società intendono produrre scarpe ecologiche col marchio «Aequa eco chic». «Accogliamo con entusiasmo la richiesta della Eco Chic – ha detto Firrarello -, la possibilità di nuovi posti di lavoro, l'impiego di professionalità anche nel settore della ricerca e la volontà di avviare a Bronte un nuovo comparto imprenditoriale». [Luigi Putrino]


21 Gennaio 2007

Un’industria di scarpe «chiama» 118 lavoratori

Due calzaturifici marchigiani pronti a investire 9 milioni nell’area artigianale: ieri primo sopralluogo
Nuove prospettive di sviluppo economico ed occupazionale per Bronte. Due società leader nel settore del calzaturificio sono disposte ad investire nell'area artigianale di Bronte qualcosa come 9 milioni e mezzo di euro per realizzare una nuova industria di scarpe.
Sono la "Baisel&co Italia" e la "Eco Chic" che attualmente producono nell'area industriale di Montegranaro (Ascoli Piceno) qualcosa come 20mila scarpe l'anno la prima e 45mila la seconda. Il dott. Nazzareno Gismondi, amministratore delegato delle due società, infatti, ieri mattina ha presentato al sindaco di Bronte, sen. Pino Firrarello, un dettagliato business plan che prevede in un anno la realizzazione di un calzaturificio nella zona industriale di Bronte che, a regime, dovrebbe dare lavoro a ben 118 persone. «Intendiamo - ha affermato - realizzare a Bronte scarpe ecologiche “Aequa” con il pellame conciati senza nikel o cromo e con materiale biodegradabile o riciclabile».

A far conoscere alle due industrie, che in Sicilia opererebbero anche con il contributo di partners locali, la zona artigianale di Bronte l'on. Ilario Floresta: «Quando un imprenditore - ci dice - intende investire all'estero io gli propongo di farlo qui nelle aree che possono fornire personale e servizi». «Accogliamo con entusiasmo - ha affermato il sindaco Firrarello - la richiesta della Eco Chic. La possibilità di nuovi posti di lavoro, l'impiego di professionalità anche nel settore della ricerca e soprattutto l'idea di realizzare scarpe con materiale ecologico, non solo ci fa capire che l'iniziativa ha solide basi economiche, ma apre importanti opportunità di collaborazione anche con l'Università di Catania».
L'impresa chiede un lotto della zona industriale dove costruire l'industria ed un opificio subito per cominciare. Firrarello ha già ieri effettuato un sopralluogo nella zona industriale affinché le richieste vengano esaudite. [L. S.]




20 Gennaio 2007

BRONTE, PROTESTA IL SINDACATO UIL POST

Inaugurata una nuova sede del sindacato

«Ma quanta posta in giacenza»

«Quintali di posta in giacenza all'Ufficio postale di Bronte». E’ la denuncia che lancia "Uil Post" il giorno dell'inaugurazione della nuova sede brontese, ubicata all'interno della Uil sita al 9 del cortile Cesare Augusto. «Purtroppo - afferma il neo responsabile del sindacato brontese, Antonello Caruso - non scopriamo noi che esiste a Bronte una carenza di personale a fronte invece di una mole di lavoro che si sviluppa ogni giorno in questa cittadina particolarmente popolosa ed allo stesso tempo dinamica. Non a caso in estate molti di noi non hanno potuto godere delle ferie per evitare di mettere ulteriormente in ginocchio i servizi. Ed il 31 gennaio – conclude c’è il rischio che i postini rimangano in 4».

Alla inaugurazione della nuova sede erano presenti il responsabile della sede di Giarre, Pippo Camarda, i padroni di Casa, Salvino Luca ed Enza Meli, ed il segretario provinciale e regionale aggiunto Uil post, Orazio Civello che ha sottolineato come siano 2300 i lavoratori postali solo a Catania, che i vertici debbano snellire determinate procedure, ma che anche i postini, devono adeguarsi alla dinamicità dei tempi moderni. Sui numeri della giacenza presso l'ufficio di Bronte denunciata dal sindacato, l'Ufficio comunicazione di Poste Spa ha dichiarato che risponderà nelle sedi deputate per i confronti sindacali e che verificherà sull’eventuale ammontare della giacenza, comunicandoci i numeri esatti.



18 Gennaio 2007

Transumanza, gli allevatori non verranno denunciati

Nessuna denuncia per gli allevatori che nelle settimane scorse hanno effettuato la transumanza delle mandrie senza rispettare l'ordinanza ministeriale, secondo cui possono spostarsi solo gli armenti ufficialmente indenni da ogni patologia e che abbiano subito almeno un controllo nei 30 giorni antecedenti lo spostamento. Lo ha deciso il ministero della Sanità in seguito alla richiesta dell'assessore regionale alla Sanità, Roberto La Galla, e del sindaco di Bronte, Pino Firrarello. Per gli allevatori siciliani, infatti, è difficile obbedire all'ordinanza in quanto gli allevamenti pascolano allo stato brado.

Inoltre, quando nei giorni scorsi la neve ha imbiancato i pascoli, gli allevatori hanno preferito rischiare una sanzione invece di vedere morire i propri armenti. «La zootecnia - ha affermato l'assessore la Galla - è uno dei settori economici più rilevanti. Faremo il possibile per tutelarla, chiedendo una sanatoria». Così la Regione ha scritto al ministero, che dopo aver ricevuto da Firrarello le spiegazioni necessarie, ha deciso di prorogare l'ordinanza, consentendo a tutti gli allevatori di rimanere nei territori scelti per svernare.



15 Gennaio 2007

Due giornate dedicate ai diversabili e agli anziani

Due giornate dedicate alla solidarietà. Sono quelle promosse dall'assessorato alla Solidarietà sociale del Comune di Bronte che ha portato allegria e spensieratezza prima ai diversamente abili dei Comuni di Bronte, Maletto, Maniace e Randazzo, poi agli anziani dello stesso territorio. «Assieme ai Comuni dell'intero distretto sanitario - dice l'assessore Maria De Luca - e con il patrocinio della Regione, il primo giorno i nostri ospiti hanno avuto la possibilità di divertirsi grazie a una azzeccata animazione, mentre il giorno successivo, dopo un momento culturale al Castello, dove gli anziani hanno assistito a una rappresentazione teatrale su papa Wojtyla, circa 350 nonnini provenienti dai 4 Comuni hanno pranzato e ballato con noi». Alle manifestazioni c'erano il sindaco di Bronte Pino Firrarello e i colleghi di Maletto Pippo De Luca, Salvatore Pinzone Vecchio di Maniace e Salvatore Agati di Randazzo, insieme a numerosi assessori e consiglieri comunali.




Si conclude con l'assoluzione "per non aver commesso il fatto" l'operazione «Tunnel», la retata antimafia conclusasi con 20 arrestati del Febbraio 2004. Ma ad ottobre 2007 la Cassazione annulla la sentenza di appello.


13 Gennaio 2007

Intercettazioni «Inammissibili». Il Gup  li aveva condannati a pene tra i 4 e i 14 anni. In secondo grado sentenza riformata

«Mafia dei Nebrodi» tutti assolti in Appello

Catania. Sentenza completamente ribaltata in appello per un gruppo di dieci persone esponenti della cosiddetta «mafia dei Nebrodi»

Tutti imputati di associazione mafiosa (e qualcuno anche di tentato omicidio) in primo grado erano stati tutti condannati dal gup con il rito abbreviato a pene tra i 4 e i 14 anni di reclusione. Stavolta i giudici della prima sezione della corte d'appello di Catania presieduta da Giuseppe Torresi, hanno ritenuto «inammissibili» le intercettazioni delle conversazioni ambientali sulle quali si basava l'impianto accusatorio del processo ed hanno emesso un verdetto di assoluzione (oltre alla distruzione delle intercettazioni stesse, una volta che questa sentenza - 90 giorni - passerà in giudicato).

Così hanno tirato un bel sospiro di sollievo Francesco Montagno Bozzone (in primo grado condannato a 14 anni) e Mario Montagno Bozzone (in primo grado 10 anni) imputati del tentato omicidio di Giuseppe Gullotti, del 16 febbraio 2002; Claudio Reale ed Antonino Triscari (che avevano avuto 12 anni ciascuno per il tentato omicidio di Franco Alessandro del 30 ottobre 2000); Giovanni Pruiti, Vincenzo Sciacca e Signorino Sciacca (otto anni ciascuno), Giuseppe Leanza (cinque anni), imputati di associazione mafiosa e stupe­facenti, Giuseppe Cartillone e Antonino Sciacca, imputati di associazione mafiosa e condannati in primo grado rispettivamente a 4 anni e 4 anni e 4 mesi.

La corte d'appello li ha assolti tutti «per non aver commesso il fatto».

Del collegio difensivo hanno fatto parte gli avvocati, Maria Caltabiano, Maurizio Magnano di San Lio, Salvatore Caruso, Isabella Coppola, Michele Ragonese, Mario Schilirò, Francesco Antille, Maria Lucia D'Anna, Alfio Pennisi, Francesco Ciancio Paratore, Antonino Pillera, Salvatore Silvestro (Foro di Messina). [C. G.]

13 Gennaio 2007

APPELLO. RITO ABBREVIATO PER GLI IMPUTATI

Processo Tunnel, 8 assolti

Bronte. (*albo*) Tutti assolti. Per gli otto imputati del processo denominato «Tunnel» che hanno scelto di essere giudicati col rito abbreviato la vicenda giudiziaria si conclude con l'assoluzione in appello. Francesco Montagno Bozzone, Mario Montagno Bozzone, Antonino Sciacca, Vincenzo Sciacca, Signorino Sciacca, Giuseppe Cartillone, Antonio Triscari e Claudio Reale, che erano stati ritenuti esponenti della mafia dei Nebrodi e condannati in primo grado, sono stati assolti dalla Corte d'appello, prima sezione. I due imputati, coinvolti nella medesima vicenda, che hanno scelto invece di essere giudicati con rito ordinario hanno visto terminare il processo in primo grado. Filippo Asero è stato assolto. Alessandro Franco è stato condannato a undici anni di carcere per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

L'operazione fu effettuata nel febbraio del 2004 dai Carabinieri che eseguirono venti fermi a Maniace, Vizzini, Cesarò e San Teodoro, oltre che a Bronte. I reati contestati a vario titolo agli indagati erano omicidio, tentato omicidio, estorsione, minacce, danneggiamento, incendio, furto, ricettazione, violenza privata, detenzione e porto di armi ed esplosivi, commercio di stupefacenti. Nel collegio di difesa gli avvocati Mario Schilirò, Francesco Antille, Stella Rao, Angelo Pennisi, Salvatore Caruso.




13 Gennaio 2007
VERSANTE NORD-OVEST

L'Anas ha varato il «piano neve» per le statali 120, 284, e 575

E' pronto il "Piano neve 2007" dell'Anas per rendere transitabili le strade statali durante le nevicate invernali, che potrebbero arrivare dopo il 20 gennaio come fanno intendere i meteorologi. L'Anas. infatti, per la Sicilia orientale ha provveduto ad effettuare circa 20 assunzioni per 3 mesi e di queste una decina saranno destinate alla guida degli spazzaneve e degli spargisale al servizio delle strade del versante nord dell'Etna e di quello meridionale dei Nebrodi. “Come già è accaduto gli anni scorsi - afferma l'ing. Giovanni Laganà responsabile del compartimento Anas di Catania - ci stiamo preparando ad affrontare le emergenza derivate dal maltempo sulla strada statale 120 che da Cesarò conduce a Randazzo, sulla Ss 284 Randazzo-Bronte e «575» Cesarò-Troina. Lo stiamo facendo grazie al nuovo personale autista che l'Anas assumerà per 3 mesi dai Comuni solitamente colpiti che sono Bronte e Cesarò. Due autisti di entrambi i Comuni sono già stati assunti - continua Laganà - altri 10 ne arriveranno presto per permettere a tutti gli spazzaneve e spargisale a nostra disposizione di entrare in azione nel caso in cui si dovessero verificare delle nevicate”.

Una buona notizia per la viabilità di questa zona. Spesso, infatti, la Ss 284 nel tratto fra Randazzo e Maletto quando nevica si trasforma in una lastra vera e propria lastra di ghiaccio che rende impossibile il transito soprattutto dei tanti pendolari, che in auto devono raggiungere l'area metropolitana per motivi di lavoro. Per questo è quanto mai necessario che i mezzi spargisale intervengano in tempo, per evitare la formazione del ghiaccio. «Appena riceviamo il bollettino meteorologico - spiega l'ing. Laganà - o appena ci rendiamo conto da soli che c'è il rischio di neve, dai due “Centri neve” che hanno sede a Cesarò e Bronte i mezzi cominciano a muoversi. Questo per capire che non attendiamo che le strade si riempiano di neve per intervenire. Il sorvegliante di zona, può infatti, allertare il personale che, essendo residente nei Comuni a rischio, ha la possibilità di intervenire immediatamente. Il numero sufficiente del personale e il più che sufficiente parco mezzi a disposizione che quest'anno si è pure arricchito di un altro modernissimo spargisale, ci permette di effettuare anche 3 turni lavorativi, offrendo un servizio 24 ore su 24”.
Il sindaco di Maletto, Giuseppe De Luca, come ogni anno punta il dito nei confronti della Provincia: “Il piano antineve illustrato alla stampa appena qualche giorno addietro -dice - conferma come la Provincia punti a garantire la viabilità nelle zone turistiche dimenticando di avere la gestione di tante strade provinciali che per paesi come Maletto rappresentano la viabilità principale. Da anni ci promettono spazzaneve e spargisale. Invece dobbiamo ringraziare l'assessore Orazio Pellegrino che ha mantenuto la promessa di erogarci un finanziamento per liberare da noi le strade dalla neve e dal ghiaccio. Ma come sempre questi Comuni del versante nord dell'Etna devono fare tutto da soli”.


24 Gennaio 2007

Linguaglossa, strade sorvegliate

Maletto e Maniace: «Chiederemo lo spazzaneve alla Protezione civile»

«Etna snow», il progetto di sorveglianza delle strade dell'Etna promosso dalla Provincia per il versante sud del vulcano sarà esteso anche alle strade ghiacciate che conducono a Piano Provenzana. (...) Buone notizie per gli operatori economici di Linguaglossa, dunque; restano delusi gli abitanti dei Comuni di Maletto, Maniace e Randazzo, i primi due addirittura collegati esclusivamente da strade provinciali che, quando nevica, rimangono ghiacciate. A questo proposito, ai Comuni sono giunti dei fondi per distribuire sale, ma nessuna traccia di un servizio che possa liberare dal ghiaccio mattutino la “Quota mille” Randazzo-Linguaglossa (dove lo scorso anno si sono verificati incidenti a catena), né dello spazzaneve spargi sale promesso anni fa. «Alla fine noi dobbiamo guardare avanti - dice il componente dell'assemblea dei Comuni di Bronte, Maletto, Maniace e San Teodoro, Giuseppe Mancuso di Alleanza siciliana - e se lo spazzaneve non lo consegna la Provincia lo chiederemo al Dipartimento regionale della Protezione civile. Maletto e Maniace non ne possono fare a meno né hanno i fondi per poterlo acquistare».




12 Gennaio 2007

di venerdì 12 Gennaio 2007 dedica un’intera pagina ad un “viaggio nel polo tessile” di Bronte. La pagina monografica dal titolo “Bronte e i jeans tra crisi e rilancio” contiene, fra l'altro, tre articoli a firma di Giuseppe Bonaccorsi e Gaetano Guidotto che vi proponiamo integralmente.

VIAGGIO NEL POLO TESSILE

Bronte e i jeans tra crisi e rilancio

L’area produce pantaloni di grandi stilisti che toccano anche i 300 euro. Buste paga in media da 750 euro
I sindacati lo hanno scoperto recandosi all’ufficio del lavoro. Dal 22 dicembre a oggi sono oltre un’ottantina i licenziamenti ufficiali effettuati nelle aziende del polo tessile di Bronte. Ben trentasei riguardano una sola ditta che di lavoratori sino al 22 del mese scorso ne aveva una quarantina. Solo nei prossimi due mesi i sindacati conosceranno se si tratta di licenziamenti reali o soltanto fittizi, causati cioè dal fermo strutturale dovuto alla temporanea assenza di commesse e quindi passibili di revoca. A Bronte, comunque, si discute soprattutto sulle modalità per chiedere al governo nazionale il riconoscimento della Cassa integrazione agli impiegati tessili che al momento sono considerati lavoratori stagionali, con un contratto medio che all’incirca si aggira sui 750 euro mensili per poco meno di 8 ore al giorno (esclusi sabato e domeniche). In questo lasso di tempo le operaie confezionano pantaloni «di grido» che una volta nei negozi raggiungono anche i 300 euro a capo. I contratti applicati sarebbero addirittura più «ricchi» rispetto a quelli riconosciuti in altri poli tessili del sud Italia.Si lavora senza tregua in alcuni laboratori dell'area tessile...

Il prossimo passaggio che si terrà in Comune (promotore degli incontri), dopo la riunione di alcuni giorni fa, sarà decisivo per capire se esistono i presupposti per la firma di un protocollo d’intesa tra Comune, sindacati, imprenditori, ufficio del lavoro, necessario per chiedere con forza al governo nazionale il riconoscimento degli ammortizzatori sociali soltanto per i periodi di fermo stagionale, visto che l’ultima Finanziaria prevederebbe un capitolo apposito per queste tipologie di lavoratori. I sindacati puntano anche all’applicazione delle indennità di disoccupazione e all’apertura di un tavolo tecnico con gli imprenditori per superare alcuni problemi di carattere contrattuale e verificare il rispetto dell’accorso siglato il 5 marzo 2006.

Per Gino Mavica, segretario provinciale Flai-Cgil «Il settore è evidentemente esposto alla concorrenza internazionale e va aiutato con tutti i mezzi. Ma contestiamo agli imprenditori la politica della competitività a scapito del taglio dei diritti dei lavoratori anche, talvolta, attraverso buste paga discutibili per quanto riguarda la differenza tra numero di giornate riportate e quelle effettivamente lavorate. Per noi la concorrenza si batte con la qualità, peraltro già eccellente nelle aziende tessili di Bronte. Noi - continua – abbiamo detto alle aziende di essere disponibili a discutere di flessibilità, organizzazione del lavoro per incrementare il settore, di orari, di formazione. Ma le garanzie devono essere chiare e certe». Mavica lancia anche un messaggio agli imprenditori: «Nella riunione della prossima settimana mi auguro che al tavolo si presentino anche loro, visto che al precedente incontro le ditte erano rappresentate da un solo rappresentante. Se questo dovesse nuovamente verificarsi chiederemo l’intervento del prefetto».

Salvino Luca della Uilta-Uil parla invece di un comparto dove esiste ancora una «zona grigia» niente a confronto delle «zone nere» di 10, 15 anni fa. Ma aggiunge subito dopo: «Bisogna fare del bene alle aziende per accrescere le potenzialità e la qualità del prodotto già eccellente. Devo dire - puntualizza – che a differenza del passato oggi i sindacati si ritrovano a trattare con le aziende in maniera paritaria. E questo è un ottimo segnale». Gli sforzi generali, oltre che indirizzati al riconoscimento della Cig e delle indennità di disoccupazione, puntano al riconoscimento del Distretto tessile, che già avrebbe superato i primi scogli burocratici.

Con l’ufficializzazione potrebbero arrivare a Bronte una serie di sgravi contributivi, fiscali e soprattutto un segnale di compattezza e disciplina del comparto che potrebbe ancor più convincere molte altre ditte di stilisti a scegliere di rivolgersi al polo di Bronte per il confezionamento dei loro capi. Capi, tra l’altro, che ad esempio alla «Bronte jeans», l’azienda più grande del Polo, escono già impacchettati e pronti alla vendita. Con tanto di lavaggio, ricamatura e stiratura, una delle grandi vittorie per chi punta sulla qualità per battere lo spettro della crisi mondiale. «Il ciclo completo della filiera è stata una scommessa che ha dato i suoi frutti - spiega Franco Catania, imprenditore della Bronte Jeans che confeziona capi per Armani, Diesel, Benetton, Acab Cohen, e che è vicina a un accordo con la Gas e un’altra grande casa di stilisti -. Abbiamo raggiunto una media tranquillità e paradossalmente intravediamo segnali di espansione, grazie all’interessamento di case di moda che dopo esperienze di produzione all’estero sono tornate a rivolgersi al mercato interno, più professionale. Inoltre al nord non si trovano più laboratori attrezzati di tutto punto per la produzione dei capi a cinque tasche. Ma ciò - puntualizza - non ci può far dire con sicurezza di non essere più esposti alle scommesse del futuro in un settore fortemente concorrenziale».

Catania spiega quindi che la scommessa si basa sull’alta qualità perché con la media e bassa qualità la concorrenza col colosso Cina e con i paesi emergenti è perduta in partenza. Qualità che è stata raggiunta e che è basilare per guardare avanti con moderato ottimismo. Catania, quindi, chiede anche allo Stato una maggiore attenzione verso le aziende tessili del sud, già gravate da distanze e conseguenti trasporti a costi maggiorati: «Avremmo bisogno - spiega - di un costo di lavoro più basso per difendere anche il lavoratore e prevedere la creazione di altra occupazione». Mentre ai sindacati dichiara di «essere favorevole alla Cig e alle indennità di disoccupazione, ma senza che si cerchi il pelo nell’uovo che rischia di rovinare tutto il settore». I segnali comunque arrivano anche dal Comune che ha progettato una strada per far transitare i Tir sino alla zona tessile. Un risparmio di 25 minuti per raggiungere Catania e poi le case committenti. E’ già un piccolo grande passo.... [Giuseppe Bonaccorsi]
 

Pieghe «invecchiate»: nessuno le fa come i cinesi

Un addetto durante la tecnica del "graffiamento"In un capannone graffiano migliaia di capi a uno a uno con una spugnetta abrasiva. «Hanno una mentalità simile alle macchine»

Quando si indossano un paio di jeans appena comprati non ci si chiede quali sono le tecniche adottate per presentare un capo scolorito. Il più delle volte ciò si addebita a un classico passaggio in lavanderia. Ma per quanto riguarda le pieghe, i baffi e le zone più scolorite rispetto alle altre mai nessuno penserebbe che, invece, dietro c’è un lavoro preparatorio, capo per capo, metodico, costante, quasi a ricordare la «macchina» dei «Tempi moderni» alla Chaplin, che si basa su sistematici colpi di spugnetta abrasiva, sempre simili, sistematici, estenuanti, eseguiti su ogni capo che viene posizionato si una macchina che lo gonfia quasi come se fosse indossato.

Ma forse pochi sanno che, addirittura, dietro migliaia di jeans di illustri stilisti alla moda anche quello delle pieghe più scolorite è un settore dove dominano i cinesi, che sono prediletti rispetto ad altri lavoratori per la loro metodica, la loro pazienza. A Bronte un gruppo stabilitosi alcuni anni fa con famiglie a seguito ha avviato un’attività che punta esclusivamente alla realizzazione delle pieghe sui jeans. Il meccanismo della filiera è questo. La casa madre commissiona a una ditta la realizzazione di un tot numero di capi. L’azienda li realizza, ma prima del passaggio in lavanderia invia il capo nel capannone dei cinesi che con calma da «mandarini», capo per capo, con le loro spugnette abrasive, ne tracciano sù le pieghe e le aree che poi una volta lavate diverranno più scolorite. In questo caso si tratta di cinesi considerati una risorsa, non una minaccia. Perché l’azienda prima di rivolgersi a loro, ha provato di realizzare un ufficio ad hoc con personale locale. Non riuscendoci per il semplice motivo che moltissimi giovani, messi alla prova, resistevano al massimo una settimana e il più delle volte i risultati conseguiti erano piuttosto scadenti al punto tale da mandare all’aria una buona percentuale di capi.

Così, esaminato il problema, a uno dei responsabili del polo è venuta l’idea di provare con i cinesi. E prova e riprova il risultato è stato molto soddisfacente. «Hanno una grossa replicabilità nel lavoro – ha spiegato con candore un direttore tecnico della ditta - Il cinese a differenza dei nostri lavoratori, può essere paragonato a una macchina per la metodicità, perché non sbagliano un solo «baffo» nei jeans. Jeans perfetti che passano poi sotto la visione dei tecnici inviati dagli stilisti». Per intendere di che si tratta provate per otto ore a stare alzati a fare graffietti precisi a calibrati sui jeans. Uno dopo l’altro. Dopo poco tempo grattereste dappertutto. Invece entrati dentro il capannone della ditta cinese ti trovi davanti gente sorridente, cordiale. Che grattano sui capi con uno sguardo sereno. Roba davvero strabiliante. In passato anche a Bronte in molti hanno accusato i cinesi di togliere il lavoro ai giovani locali. Giovani che, dopo le prime prove, invece fuggivano a gambe levate. Oggi la ditta dei cinesi lavora a pieno ritmo. Al punto tale che alcune aziende del nord hanno deciso di inviare a Bronte anche i campi prodotti in Tunisia, per il «passaggio» dai cinesi prima dell’ultimo in lavanderia. [G. B.]

RISORSE

Mille lavoratori
l’80% è a tempo indeterminato

L’età media degli impiegati oscilla tra i 18 e i 45 anni. Il lavoro di cucito è riservato alle donne. Gli uomini sono addetti al lavaggio e al taglio delle stoffe

E’ senza ombra di dubbio la «Bronte jeans» del gruppo «Catania» l’azienda tessile più attrezzata e in grado di assorbire il maggior numero di dipendenti che lavorano nel polo tessile del paese. Con l’aiuto del segretario provinciale della Uilta - Uil, Salvino Luca, siamo riusciti nel difficile compito di individuare il numero complessivo dei dipendenti in ognuna delle 12 aziende che operano nella Città del pistacchio. In verità di queste sei possono essere definite satelliti della Bronte jeans che assorbe 107 dipendenti più 4 impiegati nella lavanderia, 10 nell’area ricamo e 5 specializzati nel graffio del pantalone necessario per fornirgli l’effetto usurato tanto ricercato. Le aziende satelliti sono la "Artigianato tessile" con 47 operai, la "Rosso Nero" con 50, il "Consorzio manifatturiero" con 10, la "Ma.Bro. confezioni" con 21 e la "L.S. Moda con 50. Le altre società che operano a Bronte in maniera indipendente sono la "Barbagallo Basilio e Benedetto" con 30 dipendenti, la "Top jeans" con 40, la "Super Jeans" con 30, la "Luca" con 25 e la "Francesca confezioni" che dà lavoro a 17 operai.

Sono così complessivamente 407 i lavoratori tessili ufficialmente contrattualizzati e di questi appena un 20% sono uomini, il resto sono tutte donne. A questi lavoratori vanno aggiunti quelli dell’indotto che fanno elevare l’incidenza occupazionale del 30%. L’età delle lavoratrici, va dai 18 ai 45 anni e difficilmente si può trovare in azienda una persona prossima a raggiungere la pensione. Il lavoro nella macchina da cucire è praticamente riservato alle donne. Gli uomini sono addetti alla fase del taglio della stoffa o il lavaggio.
Capitolo complesso quello dei contratti. I lavoratori non hanno sottoscritto tutti lo stesso contratto, né tanto meno percepiscono la stessa paga mensile che varia a secondo della qualifica. L’80% delle lavoratrici comunque ha un contratto a tempo indeterminato, lavorano 7 ore e 40 al giorno per 5 giorni settimanali e percepiscono una paga che varia da azienda ad azienda e da un minimo di 600 euro mensili ad un massimo di 1000. Un buon 10% dei lavoratori invece ha un contratto part time, lavora metà tempo ed in media percepisce intorno ai 450 euro.

Capitolo a parte meritano i Co.Co.Pro. (circa il 3%) che lavorano occasionalmente e contrattano al momento il guadagno. Appena il 5% i lavoratori hanno sottoscritto un Cfl, ovvero un contratto formazione e lavoro, chiamati anche apprendisti, che prevede una paga minima di 600 euro a fronte dello stesso lavoro dei colleghi a tempo indeterminato. L’ultima realtà nel mondo dei contratti per i lavoratori delle aziende tessili è quello riservato ai lavoratori cosidetti esterni (circa il 2%). A volte le aziende esternalizzano ad altre società alcuni lavori anche se poi gli operai lavorano nella stessa azienda. Ogni giorno un’azienda come la «Bronte jeans» è in grado di realizzare sino a 4000 pantaloni e complessivamente l’intero comparto tessile fattura circa 10 milioni di euro. [Gaetano Guidotto]



9 Gennaio 2007

Oggi in gran parte è la “Diesel” di Renzo Rosso, insieme al dinamismo imprenditoriale delle imprese che confezionano anche marchi propri a salvare il Polo tessile di Bronte e strapparlo al momento, da quella crisi che invece ha già investito buona parte delle industrie del meridione d'Italia. Le attuali 12 aziende tessili, infatti, danno lavoro a quasi 600 dipendenti, mentre più o meno altri 400 lavoratori trovano da vivere nell'indotto, per un giro d'affari che complessivamente si è attestato attorno ai 10 milioni di euro.

«Cig ai lavoratori tessili»

E’ la richiesta di Comune e sindacati a favore della categoria nei periodi di fermo produttivo

Cassa integrazione per i lavoratori tessili nei periodi in cui, a causa dei fermi produttivi, le aziende faconiste di Bronte sono costrette a chiudere bottega. E' la “missione” che si sono imposti il Comune e le organizzazioni sindacali di categoria che ieri mattina si sono riuniti per firmare un protocollo d'intesa che garantisca ai lavoratori di percepire un reddito anche nei momenti di fermo. Ogni anno, infatti, a sentire i sindacalisti, soprattutto nel periodo che va da dicembre a febbraio (ma anche in altri periodi dell'anno) molte aziende, non ricevendo più commesse a causa del cambio di stagione, registrerebbero un blocco delle attività, con gli operai costretti ad un riposo forzato e non retribuito. “Anche a Bronte il tessile è in crisi. - ha affermato il sindaco, sen. Pino Firrarello. - Resiste grazie all’esperienza degli imprenditori che vanno aiutati anche dai sindacalisti, chiamati ad informare su tutte le leggi nazionali e regionali che possano garantire ammortizzatori sociali. Propongo - conclude - di dare attuazione al distretto tessile anche attraverso un consorzio fra le aziende di Bronte”.

Ma affinché si possa usufruire delle leggi che garantiscano la cassa integrazione ai lavoratori è necessario che Comune, Provincia, Regione siciliana, associazioni di categoria ed imprenditori firmino un protocollo d'intesa che sancisca agli occhi del Governo centrale e dell'ufficio provinciale del lavoro che le aziende di Bronte lavorano per conto terzi e che, subendo i ritmi lavorativi delle aziende committenti, sono costrette a fermarsi. Così ieri mattina a Bronte ospiti dell'assessore Vincenzo Sanfilippo si sono riuniti l'imprenditore Silio Barbagallo, il segretario comunale della Cgil, Gino Mavica e quelli provinciali della Uilta Uil Salvino Luca e della Femcia Cisl Pietro Marino: “Il Comune di Bronte - ha affermato Sanfilippo - è impegnato da circa un anno affinché il ministero del Lavoro possa riconoscere la cassa integrazione ai lavoratori e sgravi alle aziende. Bisogna però che la trattativa con le organizzazioni sindacali decolli”. “I lavoratori - ha ribadito Gino Mavica - hanno diritto agli ammortizzatori sociali che gli garantiscono la dignità del reddito”. “Al momento - ha concluso Salvino Luca - sono circa il 40% delle aziende che non producono. Un fenomeno meno diffuso rispetto agli anni scorsi, ma comunque ugualmente preoccupante. Il protocollo d'intesa può dare al ministero le giuste informazioni sulla realtà del tessile a Bronte”.

L'idea del protocollo d'intesa non dispiace neanche all'imprenditore Silio Barbagallo che auspica l'intervento del Governo centrale. Nel settore tessile, infatti, a Bronte trovano lavoro quasi 1000 dipendenti. Le organizzazioni sindacali adesso prepareranno una bozza di protocollo d'intesa che poi il Comune sottoporrà agli organi competenti, compreso le aziende, che ieri, tranne per una eccezione, hanno disertato l'incontro. [L. S.]



6 Gennaio 2007

Tombole e giochi per i degenti dell'ospedale

Il periodo natalizio è stato gioioso anche per i pazienti dell'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte. Il direttore sanitario, dott. Salvatore Scala, infatti, insieme al personale, nell'ottica di un miglioramento continuo della qualità dell'assistenza ai malati, ha organizzato manifestazioni per allietare la permanenza in ospedale di coloro che non hanno potuto lasciare le corsie neanche durante il periodo natalizio. Nei vari giorni in ospedale così è arrivata l'associazione “Viviamoinpositivo Vip Catania” che ha portato umorismo e giochi per i più piccini e nei reparti di Urologia, Ostetricia, Ortopedia, Pediatria, Medicina e Chirurgia sono state organizzate delle tombole organizzate anche dal “Gruppo Giovanile San Blindano" di Bronte che ha animato anche il reparto di Lungodegenza di Randazzo. Non sono mancati i momenti religiosi con la messa celebrata da frate Salvatore Russo.


6 Gennaio 2007

Befana in pediatria all’ospedale di Bronte

Stamattina alle 11, l'Amministrazione comunale, guidata dal senatore Pino Firrarello, farà portare regali ai bambini ricoverati all'ospedale “Castiglione-Prestianni”. Ad organizzare l'evento, con la collaborazione di Pediatria, nonché del consigliere comunale, Giancarlo Luca, è stata l'assessore ai Servizi sociali e alle Politiche giovanili, Maria De Luca. «Oggi - dice - giorno dell'Epifania, ripeteremo l'esperienza natalizia di portare doni ai bambini ricoverati. Fra i letti del reparto Pediatria, dopo Babbo Natale, ci sarà la Befana, insieme ai simpatici giovani Smile-service, guidati da Carmelo Caraci» [Luigi Putrino]



3 Gennaio 2007

Festa col «Meeting del nuoto», in vasca oltre duecento atleti

Grande festa a Bronte con il «Meeting di nuoto città di Bronte», cui hanno partecipato circa 200 atleti provenienti non solo da Bronte, ma da Catania e Siracusa. A fronteggiarsi, alla presenza di un folto pubblico, la Poseidon di Catania guidata da Toni Bonnanno e Nanni Giunta, l'Aquatic center di Catania guidata da Andrea Torrisi, il Jumbo college di Catania guidata Carmelo Sciuto e Giulio Grandoni, la Gese di Catania di Giuseppe De Fina, la Tapsos di Priolo alla guida di Armando Zimmitti e Luca Tricorni e la Cley Squirt di Bronte allenata da Biagio Sanfilippo e Roberto Pricoco. Nel corso della manifestazione, alla presenza del sindaco, sen. Pino Firrarello, si è svolta anche la particolare gara ad eliminazione chiamata “Australiana” che ha visto primeggiare la promessa del nuoto siciliano Gianluca Maglia.
Ecco i vincitori delle gare nei diversi stili e categorie: Cecilia di Salvatore, Andrea Tomarchio, Viviana Papale, Niki Lombardo, Elisabetta Tomarchio, Armando Cucinotta, Dalia Portelli, Cristian Sicali, Valentina Conte, Angelo Sciacca, Ottavia Gentile, Daniele Portelli, Roberta Nicosia, Ettore Cocilovo, Martina Fazzina, Andrea Torre, Sharon Grillo, Giovanni Principato, Federica Torre, Dario Toscano, Naomi Coniglio, Davide Toscano, Claudia Grasso, Laura Bianca, Fabrizio Foti, Maria Lucia La Spina, Gianluca Maglia e Claudia Russo. [L. S.]



30 Dicembre 2006
MALETTO

Sbandano con l'auto appena rubata

g.g.) Rubano una Renault Clio in sosta davanti il centralissimo pub di Maletto e poi nel tentativo di guadagnare velocemente la fuga sbandano e si ribaltano lungo la Ss 284 in contrada Difesa. E' accaduto tutto intorno alle 22 di giovedì sera quando un giovane malettese di 22 anni ha posteggiato l'auto di fronte al pub ed è entrato per chiacchierare e bere una birra con gli amici. Qualcuno però deve aver notato il suo arrivo, si è avvicinato all'auto, ha forzato la portiera, ed è partito. Convinto forse che il proprietario si fosse accorto del furto ha cominciato a correre fino a raggiungere il rettilineo della Ss 284, dove l'auto forse a causa del ghiaccio e della velocità si è ribaltata strisciando per circa 90 metri. Non sapremo mai se il ladruncolo si è ferito nell'incidente. I carabinieri, infatti, hanno trovato l'auto rovesciata, ma del conducente nessuna traccia. Nell’abitacolo non è stata rilevata alcuna traccia di sangue, ne tanto meno qualcuno si è presentato in ospedale chiedendo di essere curato. Rimane quindi il mistero di chi possa aver rubato l'auto e poi, dopo l'incidente, ha avuto la fortuna di scappare senza lasciare traccia.



28 Dicembre 2006

Tutto da rifare per l'azienda che continua fra le lamentele degli utenti a battere cassa nei confronti dei Comuni morosi

Rifiuti, contratto annullato

Il Cga rigetta il ricorso dell’Ato Jonia Ambiente confermando la sentenza del Tar

Dal passaggio di consegne lo scorso febbraio, all’impresa “Aimeri Ambiente” di Legnano della gestione integrata per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nei 14 comuni facenti parte dell'Ato Catania 1 - Jonia Ambiente, quella dei rifiuti e dei continui disservizi fra le proteste degli amministratori comunali è un tormentone che si trascina da mesi.

 A metter la parola fine all'appalto della nettezza urbana nei 14 comuni della fascia jonica, ci ha pensato in questi giorni il Consiglio di giustizia amministrativa, che ha dato ragione alla Siet Spa, rigettando il ricorso dell'Ato Jonia Ambiente della ditta “Aimeri” con una sentenza definitiva, che conferma la sentenza del Tar di Catania dello scorso marzo, annullando il contratto in questione, il bando di gara e tutti gli atti relativi.

Tutto da rifare, dunque, in un momento non facile per l'Ato, che continua fra le lamentele degli utenti a battere cassa nei confronti dei Comuni morosi, rei di non aver ancora versato quanto dovuto per il servizio d'igiene urbana.

“Dopo questa sentenza - dichiara Antonino Lanza, amministratore unico della Siet - l'Ato dovrà rifare subito la gara, rispettando i contratti collettivi nazionali di lavoro e tutte le norme previste dalla leggi sugli appalti del testo unico dei rifiuti”. Dal canto suo, il presidente della società Ato Jonia Ambiente, Maria Zappia, rassicura i Comuni: “Il servizio - dichiara - non verrà interrotto per non creare disagi ai cittadini. Come si procederà d'ora in avanti si deciderà nella riunione del Cda, fissata per le 18.30 di oggi a Randazzo. Attendiamo di conoscere le motivazioni della sentenza per capire le ragioni del provvedimento, in vista della nuova gara d'appalto”. I cui tempi, a quanto s'apprende, saranno tutt'altro che brevi. L'azienda “Aimeri Ambiente” in una nota fa sapere che, in relazione alla notizia del dispositivo emesso dal Cga. “nel rimettersi alla volontà del Tribunale, attende di conoscere nel dettaglio le motivazioni contenute nella sentenza”.

Preoccupato si dice invece il sindaco di Giarre, Teresa Sodano: “Questa sentenza complica tutto. Naturalmente ciò provocherà ulteriori disservizi e ciò vale anche per gli altri Comuni consorziati, in attesa della nuova gara d'appalto. Intendevo ottimizzare i servizi e ridurre i costi, cosa che di fatto non c'è stata, tant'è che la Jonia Ambiente per il consuntivo 2005 ha richiesto una somma maggiore di quella richiesta dal contratto”. [Salvatore Zappulla]

30 Dicembre 2006

«Servizio rifiuti garantito»

Il presidente Ato assicura che l’annullamento della gara d’appalto non provocherà disagi

La decisione del Cga che ha annullato la gara d'appalto per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani bandita dalla società Ato Joniambiente, non creerà disservizi nei 14 Comuni che vanno da Bronte fino a Riposto.

Ad assicurarlo è lo stesso Cda della società Ato che riunitosi a Bronte ha dato incarico ai suoi uffici di predisporre il lavoro preparatorio per bandire una nuova gara d'appalto: «Sindaci e utenti stiano tranquilli - afferma il presidente Ato, Zappia - il servizio non verrà interrotto. Continueremo a svolgerlo garantendo la raccolta porta a porta, il ritiro dei cassonetti, lo spezzamento in generale e la raccolta differenziata. E' chiaro che rispetteremo la decisione della magistratura, per questo gli uffici si stanno già preparando ad effettuare una nuova gara, che preannuncio subito rispetterà i criteri di efficienza ed economicità. Noi, infatti, essendo convinti che la base d'asta per la gara di oltre 9 milioni di euro fosse idonea, attendiamo di conoscere le motivazioni che hanno spinto i giudici ad annullare la gara. Questo Cda ha agito sempre nell'interesse degli utenti. Un errore sarà stato certamente commesso e la lettura della sentenza ci permetterà di individuarlo e di perfezionare la nuova gara d'appalto».

Basteranno le dichiarazioni di Zappia a rassicurare i sindaci che lamentano disservizi? Alcuni primi cittadini, infatti, sono anche arrabbiati per la richiesta da parte della Joniambiente di un'ulteriore quota di compartecipazione al costo dei servizi di nettezza urbana, facendo registrare così un aumento del 30% circa del costo sostenuto dai Comuni nel 2005. «Non ho nulla da dichiarare non conoscendo gli atti - ha dichiarato il sindaco di Riposto avv. D'Urso - posso solo dire che la gestione del servizio per ambiti territoriali ottimali non ha prodotto vantaggi e sulle ragioni dovrebbero pronunciarsi i politici nelle sedi opportune». «I sindaci - replica Zappia - sanno bene che a decidere l'aumento delle quote è stata la Regione con la rimodulazione delle tariffe per il conferimento in discarica». [Salvatore Zappulla, La Sicilia]



27 Dicembre 2006

Babbo Natale a Pediatria

Un vero Babbo Natale quest'anno è arrivato nel reparto di Pediatria dell'ospedale di Bronte, per portare doni e allegria. Per il secondo anno consecutivo, infatti, l'«Associazione Italiana Guide e Scout d'Europa-cattolici di Bronte» della parrocchia di San Giuseppe, insieme con il parroco don Luigi Camuto e grazie al contributo del Comune, hanno portato in ospedale il simpatico nonnino, Giuseppe Trovato che, con tanto di barba bianca vera, a prova di strappo di bambino, si è vestito da Babbo Natale per portare dei doni agli ammalati. Presente alla manifestazione anche l'assessore Maria De Luca.



23 Dicembre 2006
AGRICOLTURA SICILIA
A Palermo partirà, a febbraio, il master in gestione della filiera alimentare

Città siciliane della frutta
a raccolta col nuovo anno

Un'associazione che mette a sistema tutte le iniziative promozionali delle Città della frutta italiane. È già nata e ha avuto l'adesione informale di alcuni comuni. In Sicilia sono attualmente due le città che hanno dato la loro preadesione: Bronte e Maletto. Altri in Friuli-Venezia Giulia, in Lombardia, in Piemonte, in Emilia Romagna, parco del Vesuvio, Metaponto e distretto di Sibari. «L'associazione è stata voluta e creata dalla Soi, Società di ortoflorofrutticoltura italiana», precisa Paolo Inglese, presidente della sezione frutticoltura della società, «uno dei sodalizi scientifici più antichi e rappresentativi d'Europa, che mette a disposizione il proprio sapere e la propria competenza in materia».

In più il nuovo organismo sarà uno strumento di collegamento tra i vari enti locali che vorranno aderire. Il suo compito sarà quello di valorizzarne le iniziative, ma anche quello di creare uno scambio di idee e di esperienze per la salvaguardia della tipicità agroalimentare nazionale e, insieme, delle risorse artistiche, storiche e culturali legate al paesaggio agrario italiano. «In questo senso», dice Ugo Palara, coordinatore dell'iniziativa «l'associazione Città della frutta si presta anche come servizio e supporto per tutti gli enti soci che desiderano far conoscere e promuovere la propria realtà attraverso incontri divulgativi, campagne di sensibilizzazione e manifestazioni che superino il carattere locale».

Per il futuro presidente dell'associazione, Elvio Bellini, docente dell'università di Firenze, si tratterà di una società itinerante, capace di riunire le differenti esperienze locali e di diffonderne i contenuti. Ma, soprattutto, di ampliare i percorsi classici della frutticoltura, creando una sorta di centro documentazione della nostra ricchezza di tradizioni agronomiche e culturali e favorendo la promozione del prodotto insieme a quella del suo territorio di origine. «Nodo fondamentale», conclude Paolo Inglese, «è la biodiversità e la Soi, insieme a Città della frutta, si impegna a metterla al centro di future collaborazioni, valorizzando inoltre sia la tradizione sia il costante progresso tecnologico». Infine, per gestire la qualità, la certificazione e la sicurezza nella filiera agro alimentare a febbraio partirà un master a Palermo, attivato dalle facoltà di agraria e medicina, e in partenariato con enti che a vario titolo lavorano per lo sviluppo tecnologico ed economico della regione, tra cui l'ente di sviluppo agricolo, il Coribia (Consorzio di ricerca sul rischio biologico in agricoltura) e il Corfilcarni (Consorzio di ricerca). Il master si articolerà in lezioni frontali su modelli produttivi, management e tracciabilità di filiera e tirocini presso gli enti partner o altri enti pubblici o privati.




21 Dicembre 2006

Dopo le due scosse di terremoto entrambe di 3 punti di magnitudo del 16 novembre l'Etna si fa sentire ancora. La terra ha tremato alle ore 15.58 di martedì 19 (con una magnitudo di 4.4 della scala Richter) ed alle 2,46 della notte di mercoledì 20 (magnitudo 3.3) con epicentro nell'area di Monte Lepre prossimo ai comuni di Bronte, Maletto e Randazzo. Dalle verifiche effettuate dalla Protezione Civile non risultano danni a persone o cose.

21 Dicembre 2006

Il sisma di magnitudo 3.3 della scala Richter è stato registrato alle 2,46. Alle 15,58 un altro terremoto. È la stessa zona colpita gravemente nel 2002

La terra trema sotto il vulcano

Due forti scosse in dodici ore

Due scosse di terremoto in meno di dodici ore. È tornata la paura anche tra gli abitanti dei comuni colpiti dal sisma del 2002. La terra ha tremato ieri notte alle 2,46 quando un sisma di magnitudo 3.3 della scala Richter ha spezzato il sonno dei catanesi. Gli strumenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno localizzato l'epicentro a 20 chilometri di profondità, sul versante occidentale dell'Etna, nel territorio compreso tra i comuni di Bronte e Adrano. Secondo gli esperti dell'Ingv il sisma non è riconducibile direttamente all'attività del vulcano. Il terremoto sarebbe, infatti, di natura tettonica. Non sono stati segnalati danni a persone o a cose. L'evento ha interessato anche le province di Messina ed Enna. La scossa è stata avvertita in particolare a Bronte, Maletto, Adrano, Randazzo, Zafferana Etnea Milo, San Giovanni La Punta, Biancavilla e Maniace. Nella stessa zona ieri, alle 15.58, era stato registrato un terremoto di magnitudo 4.4 della scala Richter che non ha prodotto danni.

In queste ore gli studiosi si stanno confrontando sull'ipotesi che gli ultimi eventi sismici possano essere riconducibili all'eruzione che in questi giorni ha concesso una tregua. Per Carmelo Ferlito, ordinario di Vulcanologia all'Università di Catania: «Le due scosse di terremoto potrebbero annunciare l'imminente ripresa dell'attività eruttiva dell'Etna -osserva - in passato abbiamo assistito a fenomeni analoghi».
Queste scosse potrebbero ripetersi anche nelle prossime settimane?
«Non lo escludo - dice - ma faremo i conti con terremoti che non dovrebbero superare i quattro punti di magnitudo. Quanto è successo nelle ultime 24 ore rientra in un quadro di eventi che non creano preoccupazione. Dobbiamo restare in allerta. Noi possiamo concederci cali di concentrazione. Purtroppo i terremoti, nonostante gli strumenti di cui disponiamo, non sono fenomeni prevedibili».
Possono, però, consentire di prevedere possibili eruzioni?
«Ci aspettiamo una ripresa. vigorosa delle attività sull'Etna già nei prossimi mesi. Staremo a vedere».
Resta in allerta, intanto, il dipartimento regionale della Protezione civile impegnato ieri in numerose ricognizioni per valutare i possibili danni dovuti agli ultimi eventi sismici. Sul vulcano la situazione rimane invariata rispetto alle ultime verifiche dei ricercatori dell'Ingv. Le colate alimentate dalle aperture sui fianchi del cratere di Sud-Est si sono arenate nella Valle del Bove. Il tremore resta a livelli bassi. Assente l'attività esplosiva. [Fabio Vitale]


20 Dicembre 2006

SCIAME SISMICO

Trema la terra sull’Etna: paura. Nessun danno

La scossa più forte (magnitudo 4.4) alle 15,58, a una profondità di 20 km: «Questo ha scongiurato danni»
Trema la terra sull'Etna: una scossa di magnitudo 4.4 è stata registrata ieri pomeriggio alle 15,58 in provincia di Catania, sulle pendici occidentali del vulcano. Per fortuna, non si segnalano danni a persone o cose. Gli esperti della sezione catanese dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ne hanno localizzato l'epicentro tre chilometri a sud-est di Bronte, nell'area di Monte Lepre. L'ipocentro a una profondità di 20 chilometri: questo, spiegano gli studiosi, ha scongiurato che la scossa provocasse danni alle abitazioni.

Il terremoto è stato avvertito dalla popolazione soprattutto nei piani alti dei centri di Bronte, Maletto, Zafferana, Milo, San Giovanni La Punta e Biancavilla. Ma numerose segnalazioni sono giunte anche da Catania. A Bronte, in alcuni casi, la gente si è riversata in strada. Il fenomeno, spiegano i sismologi, è di natura tettonica, ma non è da escludere un coinvolgimento indiretto della risalita del magma: l'Etna, lo ricordiamo, a fasi alterne, è stato in eruzione dal 14 luglio fino allo scorso mercoledì quando di colpo e cessata l'emissione di cenere e di lava. In realtà, puntualizzano dalla sala operativa dell'Ingv, prima delle 15,58 i sismografi hanno registrato una serie di scosse a bassa energia (magnitudo compresa tra 1.9 e 2.2). Poi c'è stato l'evento clou. L'area interessata dal terremoto coinvolge il sistema profondo d'intrusione magmatica e nelle prossime settimane non è escluso che si possano avere «riscontri» a livello superficiale.
«Sull'Etna - concludono gli esperti - non si registravano terremoti di tale intensità da prima dell'inizio dell'eruzione. A parte il tremore vulcanico, infatti, dal punto di sismico abbiamo avuto cinque mesi pressoché silenti». [Alfio Di Marco]


20 Dicembre 2006

Sisma di magnitudo 4.4 della scala Richter, avvertito su tutti i fronti pedemontani.
Patanè: la conclusione di un ciclo o una violenta ripresa

Ancora una scossa sull'Etna

L’esperto: «Siamo al bivio»

“La scossa sismica di oggi (ieri per chi legge) produrrà un drastico mutamento dello scenario dei fenomeni sul vulcano. L'eruzione potrebbe concludersi o riprendere in modo più violento”. Per Giuseppe Patanè, ordinario di Fisica terrestre all'Università di Catania, il terremoto di magnitudo 4.4 della scala Richter registrato ieri in provincia di Catania sarebbe da ricondurre alla recente attività dell'Etna. L'epicentro del sisma è stato localizzato a tre chilometri a sud-est di Bronte. L'evento, che non ha comunque causato danni a persone o a cose, ha interessato anche le province Messina ed Enna. I comuni in cui è stato avvertito distintamènte sono quelli di Bronte, Randazzo, Adrano. Biancavilla. Zafferana Etnea, Nicolosi e Acireale. Per lo studioso catanese “potrebbero ripetersi altri terremoti nelle prossime settimane che potrebbero anche superare i 4 punti di magnitudo”. (…) [M. P.]



20 Dicembre 2006

Pascolo di armenti allo stato brado
schiarita per gli allevatori dei Nebrodi

Buone notizie per gli allevatori dei Nebrodi che lasciano pascolare gli armenti allo stato brado all'interno dei pascoli demaniali. L'assessore regionale alla Sanità, ha accolto l'invito del sindaco di Bronte, Firrarello, d'inviare al ministro Turco la richiesta di deroga all'ordinanza ministeriale che, emanando delle misure straordinarie di polizia veterinaria per contrastare le più comuni malattie degli animali, ha stabilito che possono effettuare transumanza solo gli armenti che siano ufficialmente indenni e cha abbiano subito almeno un controllo nei 30 giorni antecedenti lo spostamento. In Sicilia vi sono tanti allevamenti che, pur essendo controllati, non possono ottenere il riconoscimento richiesto dal ministero perché pascolano allo stato brado: quindi non potrebbero spostarsi. In soccorso degli allevatori è giunto il Comune di Bronte che ha organizzato un incontro con i sindaci del comprensorio e gli allevatori cui ha partecipato il servizio veterinario e il dg dell'Asl, Scavone per chiedere all'assessore d'intervenire. Si attende la risposta del ministro. [L. S.]


11 Dicembre 2006

La Carovana antimafie a Bronte

La Carovana Antimafie per la prima volta nella sua storia ha scelto Bronte come tappa nazionale del suo percorso. Venerdì 15 Dicembre un corteo che partirà dalla villa Comunale “Falcone-Borsellino” (il raduno è previsto alle ore 10,00) attraverserà le vie principali del paese e si concluderà in Piazza Spedalieri. Seguirà un dibattito con Francesco Forgione, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Salvo Vitale, presidente dell’Associazione “Peppino Impastato”, Calogero Parisi, coordinatore Carovana Antimafie Sicilia, Anna Bucca, presidente “Arci” Sicilia, Gianluca Faraone, presidente Cooperativa sociale “Placido Rizzotto”, Salvo Maurici, coordinatore comitati civici e Rosario Musarra, Simone Mirenda, Andrea Longhitano e Gioele Proietto organizzatori della manifestazione. Promossa dall'Arci Sicilia nel 1994 la Carovana ha l'obiettivo di «mantenere alta l'attenzione sul fenomeno mafioso ed esprimere concreta solidarietà a quanti particolarmente esposti nelle istituzioni e non sul fronte antimafia».


16 Dicembre 2006

«No» della Carovana antimafia ai soprusi perpetrati dalla Piovra

Bronte ha gridato il suo compatto, deciso no alla mafia, sfilando insieme con "La Carovana Antimafia" che per la prima volta nella sua storia, ha scelto per l'appunto Bronte come tappa nazionale del suo percorso. Un percorso di legalità contro i danni gravissimi della Piovra. Un corteo, composto perlopiù da giovani e inoltre dai rappresentanti delle associazioni fautrici della manifestazione, si è mosso dalla villa comunale "Falcone-Borsellino" del centro etneo, raggiungendo piazza Spedalieri. Presenti, tra gli altri, Salvo Vitale, presidente dell'associazione "Peppino Impastato", Calogero Parisi, coordinatore Carovana Antimafia Sicilia, Dario Montana presidente dell'associazione Libera Catania, Anna Bucca, presidente "Arci" Sicilia, Gianluca Faraone, presidente Cooperativa sociale "Placido Rizzotto". Con loro c'erano pure l'ex sindaco di Bronte, Salvatore Leanza, e inoltre Rosario Musarra, Simone Mirenda, segretario della sinistra giovanile di Bronte, Andrea e Davide Longhitano.

“Le mafie purtroppo continuano ad esistere, - hanno affermato Anna Bucca e Salvo Vitale, - aprono bacini economici in un contesto in cui l'illegalità domina e dove le regole non esistono o servono a premiare furbi, facendo diventare più forti i poteri forti e ancora più deboli le fasce deboli della popolazione”. “Bronte è il simbolo della ribellione peri fatti del 1860, che parta da qui, dalla forza dei giovani, l'impegno contro ogni forma di ingiustizia - hanno proseguito Bucca e Vitale - e sopraffazione ed a favore dei diritti umani, della legalità democratica e della giustizia sociale”.



12 Dicembre 2006

Consulta giovanile eletta l'assemblea

L'amministrazione comunale e il Consiglio di Bronte possono contare sulla Consulta giovanile. I rappresentanti delle associazioni giovanili hanno infatti eletto l'assemblea e il consiglio direttivo, nominando presidente Salvatore Faro, 24 anni, laureato in Scienze giuridiche.
«Spero - ha detto il neopresidente - di lavorare con lo spirito giusto e di dialogare anche con le associazioni che sono rimaste scontente dopo la votazione. All'amministrazione chiederò di lavorare per migliorare i trasporti e creare uno spazio per i giovani».


10 Dicembre 2006
BRONTE, EFFETTUATI DAI CC

Controlli nelle tabaccherie contro i petardi «illegali»

Niente petardi nei negozi di Bronte durante il periodo natalizio. Lo prevede la legge, che autorizza la vendita esclusivamente di quelli riconosciuti dall'Unione europea. Per questo i carabinieri, da ieri hanno iniziato ad effettuare controlli soprattutto all'interno delle tabaccherie, avvertendo i commercianti che la vendita non autorizzata di petardi di fabbricazione cinese o coreana verrà pesantemente sanzionata. L'intervento dei carabinieri è stato particolarmente apprezzato dai cittadini, infastiditi dallo scoppio certe volte assordante dei petardi, con i carabinieri che ovviamente continueranno a vigilare affinché la legge a Bronte venga rispettata e durante il Capodanno non si verifichino incidenti a causa di "botti" poco sicuri.


9 Dicembre 2006
BRONTE E MALETTO

Guardie forestali controllano i frantoi durante la raccolta

Le guardie forestali del distaccamento di Bronte, coordinate dal maresciallo Vincenzo Crimi, stanno controllando i 6 frantoi oleari presenti a Bronte e Maletto nel periodo della raccolta delle olive. L'ispezione, che riguarda l'intero ciclo di produzione, è finalizzata alla tutela delle norme igienico-sanitarie degli impianti e, di conseguenza, a garantire la salute pubblica. I frantoi, infatti, sono tenuti a smaltire i rifiuti nel rispetto della normativa che vieta di scaricare in corsi d'acqua, in terreni e nelle condotte fognarie urbane. «Al momento - dice Crimi - non sono state riscontrate infrazioni, ma i controlli continueranno per l'intera stagione olearia».


7 Dicembre 2006

Schianto notturno, bimbo grave

Mamma con due figli a bordo va fuori strada al ritorno da una festa

Brutto incidente ieri notte sulla Strada statale 284 alle porte di Bronte. Una signora quarantenne, residente a Bronte, a bordo della sua Polo Volkswagen, intorno all'una e mezza di notte, viaggiava in direzione di casa insieme ai suoi due figli piccoli, di ritorno da una festa. Appena qualche centinaio di metri dopo il bivio per Saragoddio, però, per motivi ancora tutti da accertare, la donna ha perso il controllo della vettura che è andata a schiantarsi contro una piccola casa cantoniera di proprietà dell'Anas. Lo scontro è stato terribile. La donna ha riportato un trauma cervico-dorsale particolarmente serio, contusioni varie ed una ferita lacero contusa ad un ginocchio, ma le conseguenze più pesanti le ha riportate il figlio più grande di 9 anni che nello scontro ha subito una trauma addominale con sospetto interessamento della milza. Illeso, invece, fortunatamente, il secondo figlio più piccolo. Dopo l'urto la donna non ha perso i sensi e col telefonino ha avuto la forza di avvertire il marito che immediatamente si è precipitato sul luogo dell'incidente, facendo intervenire gli uomini del 118.

Giunti in ospedale i medici si sono resi conto subito delle particolari condizioni del bambino e ne hanno disposto il trasferimento presso l'ospedale Vittorio Emanuele di Catania, dove i medici non hanno ancora sciolto la prognosi, anche se avrebbero escluso il fatto che il bambino possa rischiare la vita. Intanto si cerca di capire cosa possa essere accaduto. La casa cantoniera è posta subito dopo una curva, ma non è stata certo la velocità a provocare l'incidente. Non sono state notate tracce di frenata sull'asfalto e poi con la velocità sostenuta la forza centrifuga avrebbe, semmai, sbalzato la vettura sulla carreggiata opposta e non contro il muro che si trova sul ciglio a destra della strada. Si pensa ad un colpo di sonno, quindi, oppure ad un guasto meccanico. Certo è che la Ss 284 si è rivelata per l'ennesima volta una strada piena di insidie per gli automobilisti. Stretta e piena di curve non è certo in grado di sopportare il peso del traffico dei nostri giorni e spesso si verificano incidenti. Da tempo i giornali danno notizie dell'avvenuto finanziamento dell'ammodernamento dell'arteria ed altrettante volte descrivono come questo finanziamento sia andato perduto. All'Anas il compito di risolvere il problema una volta per tutte, dando a questa zona una viabilità moderna e più sicura.




POCHI DISAGI A BRONTE PER LA CENERE MA L'ETNA CONTINUA A DARE SPETTACOLO

5 Dicembre 2006

L'Etna da Bronte (4.12.2006)L'eruzione dell’Etna. Dal cratere di Sud Est una spettacolare nube.

Tre colate ben alimentate e alte colonne di cenere

La lava non preoccupa

Continua a creare disagi l'emissione di cenere dall'Etna.
Tra le chiusure serali dell'aeroporto e le vicende giudiziarie che stanno coinvolgendo lo scalo catanese, il vulcano ieri mattina ha alimentato un'imponente colonna di cenere che si è levata dal cratere di Sud-Est, ben visibile anche dai centri pedemontani. L'eruzione non costituisce, al momento, alcun pericolo per la popolazione. Le colate laviche, infatti, avanzano in zone desertiche.

Da due giorni è segnalata un'attività di degassamento dai crateri di Nord-Est e della Bocca nuova. A quota 3100 metri da una frattura si rileva un'intensa attività esplosiva, con lanci di brandelli di lava a decine di metri di altezza.

L'eruzione viene seguita quotidianamente dai vulcanologi della sezione catanese dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia che nelle ultime ore non hanno registrato eventi sismici di rilievo. Stazionari i livelli del tremore. La Valle del Bove riesce ancora a contenere i numerosi bracci che camminano sulla sciara. [Fa. Vi.]



5 Dicembre 2006
Trentasei mesi di lavori

Metropolitana, riaprono i cantieri fra i paesi etnei

Dopo anni riprendono i lavori per la realizzazione della rete della metropolitana nel tratto compreso tra Paternò e Adrano. L'atto ufficiale è stato siglato ieri nell'area della vecchia stazione della Ferrovia circumetnea in una data importante: Santa Barbara è la protettrice dei minatori. A siglare la ripresa dei lavori sono stati i vertici della Ferrovia circumetnea con il nuovo commissario governativo, Mario Spampinato, e il direttore generale, Sergio Festa, il sindaco di Biancavilla, Mario Cantarella, e il presidente Maurizio Trentin del consorzio Infrastrutture, di cui fa parte la Maltauro & Impresa spa, che dovrà condurre i lavori. […] L'ufficio stampa del Comune etneo sostiene che «le ultime analisi compiute dagli esperti dell'università di Catania hanno mostrato che con le dovute precauzioni i lavori possono essere eseguiti senza creare rischi per la salute».
«Ripartono i lavori sulla tratta Paternò-Adrano - ha dichiarato l'ingegnere Trentin - qui a Biancavilla inizieremo con tutte quelle attività che sono necessarie per lavorare in sicurezza dentro la galleria». Il tratto ferroviario Paterno - Adrano in origine era lungo quasi 17 chilometri e dopo i lavori per eliminare alcune curve ne conta 15. Di questi 8 sono distribuiti nelle 3 gallerie sotto i centri abitati di Santa Maria di Licodia, Adrano e Biancavilla. Le prime due sono già state scavate. I lavori dovrebbero esse completati in 36 mesi.



2 Dicembre 2006
RAPINATA A CATANIA LA NUOVA BANCA DELL’ETNA

Da solo, armato di cutter, porta via 9.000 euro

Ieri verso le 15, orario di apertura pomeridiana degli sportelli bancari, un rapinatore armato di cutter, ha fatto irruzione nella sede della banca dell’Etna di via Vincenzo Giuffrida 11, e dietro minaccia è riuscito a farsi consegnare 9.000 euro dal cassiere. Dopo di che è fuggito a piedi, ma appare probabile che nei dintorni vi sia stato qualche complice motorizzato ad attenderlo.
Il particolare curioso sta nel fatto che la banca dell’Etna, pur avendo aperto i battenti da meno di una settimana, sta già facendo i conti con la criminalità locale.

News dei mesi precedenti | mesi seguenti

HOME PAGEPowered by DLC - Associazione Bronte Insieme Onlus

 

CERCA NEL SITO