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NOTIZIE DA BRONTE
NEWS & EVENTI da BRONTE

2 Giugno 2020

Risorgono le decorazioni della Chiesa San Vito

Le decorazioni riportate alla luce dal direttore dei lavori dell’attuale restauro, l’architetto Filippo Nasca, datandole all’800, semplici e rassicuranti, rappresenterebbero lo spazio metafisico del «patto celeste» che aiutò i fedeli a risalire dal girone infernale dell’epilogo de «I Fatti di Bronte» del 1860, dove Nino Bixio li aveva precipitati. [Foto e articolo di L. Putrino, Giornale di Sicilia del 1 Giugno 2020]



31 Maggio 2020

Sanità

Carenza di medici all'ospedale di Bronte

Il sindaco attacca l'Asp

Carenza di medici all’ospedale di Bronte e accorpamento del Sert con quello di Adrano, il sindaco Graziano Calanna attacca l’Asp di Catania che ribatte: «Carenze in tutti i presidi, più accentuate negli ospedali di periferia che non meritano di essere funzionali a esigenze di visibilità. Il Sert di Bronte resta aperto».
Calanna, che in nome della trasparenza chiede pubblicità degli organici di tutti gli ospedali dell’Asp etnea, al suo direttore Maurizio Lanza, e all’Assessorato alla Salute di Palermo, sostiene che al Castiglione-Prestianni di Bronte «in Ortopedia c’è un solo medico, nel Laboratorio analisi 2 anziché 4 e non c’è reperibilità cardiologica perché l’unico cardiologo regge pure l’ambulatorio. Gli anestesisti erano 7 e oggi sono 5, di cui soli 4 effettuano turni e reperibilità. Ancora più grave la situazione al Pronto soccorso - precisa Calanna -, dove dei 13 medici previsti ce ne sono 4 (più 4 del 118) e di giorno vi opera un solo medico, quando dovrebbero essercene almeno 2». L’Asp replica... (di L. Putrino - Leggi tutto sul Giornale di Sicilia del 30 Maggio 2020)



27Maggio 2020

Il Liceo Capizzi e la sfida del Getty Museum di Los Angeles

Liceali  ricreano i capolavori dell'arte

Otto liceali di Bronte hanno accettato la sfida globale, lanciata dal Getty Museum di Los Angeles, di ricreare famosi capolavori da casa, con persone e soli tre oggetti, durante la quarantena da pandemia Covid-19.
In quattro hanno superato la #gettymuseumchallenge e le loro opere state pubblicate sulla “collezione” social Facebook e Instagram del Getty. L’idea, di far partecipare all’iniziativa il «Liceo classico Ignazio Capizzi» di Bronte, è stata del professore di Storia dell’arte, Francesco de Francisco che... (articolo e foto sul Giornale di Sicilia)



23 Maggio 2020

ZONA ARTIGIANALE

Buco da quasi 700 mila euro nella riscossione dei canoni di affitto

L’assessore al bilancio Chetti Liuzzo assicura: «Inviati solleciti e decreti ingiuntivi per i pagamenti».

Secondo la delibera di giunta 39/2020, che riepiloga i residui attivi (crediti) e passivi (debiti) del Comune, al 31 dicembre scorso sono stati registrati i seguenti fitti evasi: 92.304,48 euro (triennio 2012-2014); 235.678,18 (triennio 2015-2017); 356.919,99‬ euro (biennio 2018-2019). Ma l’assessore Liuzzo precisa: «Da una sommaria lettura dei dati, nonostante il sicuro acuirsi per le imprese degli effetti della crisi economica, risulta non verosimile l’ipotesi che gli evasori del canone nella zona artigianale negli ultimi 5 anni siano aumentati rispetto al passato».

Dalla chiusura del bilancio 2017, i revisori dei conti hanno sollecitato il «recupero coattivo» e su questo la Liuzzo spiega: «Gli uffici del Comune hanno esperito tutte le procedure necessarie per riscuotere il dovuto, inviando solleciti di pagamento e procedendo anche alla presentazione di opportuni decreti ingiuntivi. A dimostrazione dell’efficacia di tale azione, diversi affittuari dei capannoni della zona artigianale hanno già estinto parte del credito complessivo. L’Amministrazione - conclude la Liuzzo - continuerà, nel rispetto dei diritti di tutti i contribuenti onesti, puntuali e corretti, a perseguire chiunque si ostini a ritardare il pagamento».

Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco Graziano Calanna, che giorni fa, come misura di sostegno alle imprese per fronteggiare la crisi economica causata dal Covid-19, ha fatto deliberare in giunta la sospensione dell’affitto dei capannoni per il 2020, differendone il pagamento al 2021, «ferme restando tutte le azioni intraprese o da intraprendere per il recupero dei canoni di locazione scaduti e non pagati». [Luigi Putrino, Giornale di Sicilia del 23.5.2020, foto da Google Maps]


27 Maggio 2020

RECUPERO CREDITI ZONA ARTIGIANALE

Canoni d'affitto non pagati: il Comune batte cassa

«Improprio definire buco di riscossione i quasi 700mila euro di crediti che il comune di Bronte vanta da imprenditori in ritardo con i pagamenti dei canoni di affitto dei capannoni della zona artigianale». A precisarlo è l’assessore al bilancio Chetti Liuzzo, in relazione all’articolo apparso il 23 maggio scorso. Secondo l’assessore, «di buco si potrebbe parlare solo ed esclusivamente quando ormai non sarebbe più possibile riscuotere il credito. Il Comune di Bronte, invece, ha esperito ogni adempimento al fine di riscuotere in maniera coatta quanto dovuto».
Continua la Liuzzo: « Il credito di 92304 euro, che nell’articolo si fa risalire al triennio 2012/2014, quando si è insediata questa amministrazione, ovvero nel 2015, ammontava a 240.334,78 euro. Il fatto che oggi sia diminuito a circa 92 mila - conclude l’assessore - non dimostra una maggiore tendenza all’evasione, ma l’efficacia dell’azione di recupero dei crediti da parte di questa Amministrazione comunale».
Di «maggiore tendenza all’evasione, tuttavia, nell’articolo non si parla, vi sono invece cronologicamente riportati i fitti non riscossi iscritti come «residui attivi» da recuperare, al 31 dicembre 2019, nella delibera di giunta 39/2020 e più precisamente: 3143,57 euro (anno 2012), 37656,81 (2013), 51504,10 (2014), 61189,54 euro (anno 2015), 78849,22 (2016), 95639,42 (2017), 137723,83 (2018), 219196,16 euro (anno 2019).
Sempre a quasi 700 mila euro, quindi, sommano i canoni accumulatisi negli anni che il Comune deve recuperare, per non compromettere gli equilibri di bilancio. Già dall’approvazione del rendiconto 2015 questo sollecitano i Revisori dei conti e, in relazione ai bilanci consuntivi 2017-2018 e di previsione 2018-2020, pure la Corte dei conti (delibera 49 del 3 maggio 2020) ha segnalato la necessità di «incrementare le attuali capacità di riscossione». [Luigi Putrino, Giornale di Sicilia del 27.5.2020]


Tempi di Coronavirus


13 maggio 2020

ZONA ARTIGIANALE

Sospesi i canoni di affitto

Importante sospiro di sollievo per 27 imprese brontesi che hanno in affitto i capannoni della zona artigianale di Contrada Santissimo Cristo, una delle più grandi e produttive zone artigianali della Sicilia. L’Ammini­strazione comunale, infatti, è venuta loro incontro, decidendo di sospendere il canone di locazione dal 10 marzo fino al 31 dicembre. Una decisone che le imprese hanno salutato con favore. Ogni 6 mesi, infatti, queste pagano 5000 euro di canone di locazione. Certo nel 2021 dovranno restituire tutto senza interessi, per questo sperano in una ripresa favorita dalle decisioni che la politica a livello nazionale potrà prendere per favorire lo sviluppo dell’economia.

«Ci vogliono – ha affermato il sindaco Calanna in un comunicato – azioni concrete a sostegno dell’economia, delle famiglie e delle imprese. Solo così sarà possibile riprendere un cammino di crescita e sviluppo che gli imprenditori della zona artigianale di Bronte hanno sempre dimostrato di saper seguire».



1 Maggio 2020

COMUNE

Pascoli demaniali gratuiti contro la crisi

Più di mezzo milione di euro di mancati incassi

Su pressing degli allevatori, per far fronte alla crisi economica da Coronavirus, il Comune anche quest’anno concederà gratuitamente i 1800 ettari di pascoli demaniali sull’Etna e sui Nebrodi, il cui canone 2020 giorni fa era stato fissato in 50 euro a ettaro, pari al costo medio in queste zone dei pascoli regionali dal 2015. Con questi numeri, per il sessennio 2015-2020 il Comune registrerà più di mezzo milione di euro di mancati incassi e gli allevatori fondi europei per oltre un milione.
Rispetto alla Regione e ai limitrofi comuni di Maniace, Cesarò e Troina, che da anni i pascoli se li fanno pagare, il comune di Bronte ci ha guadagnato soltanto la funzione antincendio da pascolamento. Fin sul finire della Prima Repubblica, eppure, qui le concessioni si pagavano, ma la Seconda Repubblica l’usanza l’avrebbe “abrogata”. [Luigi Putrino, Giornale di Sicilia del 30 aprile 2020]


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