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News da Bronte

IDEE e PROGETTI per un NUOVO OSPEDALE

OTTOBRE 2016 / MARZO 2017

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Il Castiglione Prestianni


, 2  Marzo 2017

Sospeso il servizio di Gastroenterologia

Ospedale Prestianni, ecco un altro taglio indigesto

E' la storia che si ripete ormai da anni. Un altro servizio offerto dall'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte è stato sospeso. Si tratta di "gastroenterologia" particolarmente apprezzato non solo a Bronte, ma nell'intero territorio del versante nord dell'Etna e della parte meridionale dei Nebrodi del Messinese.

Nonostante ciò, da tempo non c'è più possibilità per i pazienti esterni di poterne usufruire. Anche il numero verde non prenota più, anche se in verità, grazie all'impegno del personale medico e paramedico, ancora qualche giorno alla settimana per i ricoverati in ospedale e per qualche caso urgente funziona ancora.

Per il territorio l'ennesimo scippo silenzioso di un servizio che qualificava l'ospedale di Bronte.

«Io ho grande rispetto - ci dice il sindaco di Bronte, Graziano Calanna - per il Lavoro dell'Asp di Catania, ma qualsiasi sia stata la causa che ha provocato la sospensione del servizio, ritengo che potesse essere tranquillamente prevista e evitata. Quando un servizio sanitario viene interrotto o depotenziato, l'utenza perde fiducia e va altrove. Poi, dati alla mano, si dirà che il servizio va soppresso definitivamente perché scarsamente utilizzato».

Noi abbiamo chiesto all'Asp quali fossero i motivi che hanno provocato la sospensione. Abbiamo capito che, come quasi sempre, il problema è di carenza di personale e che l'Asp sta provvedendo. Da fonti non confermate sembrerebbe che oggi dovrebbe arrivare un chirurgo dall'ospedale di Acireale per qualche giorno, ma l'impressione è che non basterà a restituire al servizio l'efficienza di prima.

«Ne discuteremo - ribadisce Graziano Calanna - nei tavoli opportuni. In un reparto di ospedale non possono arrivare medici in prestito. Devono arrivare professionisti motivati che hanno voglia di far crescere il reparto, sapendo di doverci rimanere a lungo. L'Asp mi dimostri il contrario: lasciare un reparto nella precarietà vuol dire farlo morire».

Ed in questo momento a Bronte si chiedono in tanti cosa accadrà quando a mesi l'attuale primario del reparto di Chirurgia andrà in pensione. All'Asp abbiamo chiesto se si stanno avviando le procedure per sostituirlo. Lo sapremo nei prossimi giorni. (L. S.)



23 febbraio 2017

Rappresentanti del comprensorio a Palazzo dei Normanni per difendere il futuro del "Castiglione-Prestianni"

«Non ridimensionate l'ospedale»

Il nuovo piano sanitario prevede un "Presidio di zona disagiata" ma la struttura andrebbe invece potenziata

“La questione dell’ospedale di Bronte va esaminata con grande attenzione perché garantisce servizi essenziali in una zona disagiata. Di conseguenza non può essere esso stesso disagiato”. Sono le parole che il presidente della Commissione regionale ai “Servizi sociali e sanitari”, on. Giuseppe Digiacomo, ha pronunciato di fronte ai rappresentanti del territorio del versante nord dell’Etna, giunti fino a Palazzo dei Normanni, per difendere il futuro dell’ospedale Castiglione Prestianni.

All’incontro, richiesto dal presidente del Consiglio comunale, Nino Galati e dal sindaco Calanna, hanno partecipato anche il consigliere Ernesto Di Francesco (presidente della locale commissione sul diritto alla Salute) ed una folta delegazione dei comuni di Randazzo. Assieme al sindaco Michele Mangione, infatti, hanno partecipato il presidente del Consiglio comunale Nino Grillo ed i consiglieri Cettina Foti, Sara Sindoni e Carmelo Giarrizzo.

Con loro presenti anche l’onorevole Alfio Papale, il vice presidente della Commissione regionale alla Sanità, Vincenzo Fontana e l’onorevole Francesco Cappello.

“Siano qui – ha affermato Nino Galati – in apertura per porre all’attenzione della Regione siciliana il disagio che tutto il territorio montano, che ruota attorno a Bronte, potrebbe soffrire nel caso in cui i servizi dell’ospedale di Bronte dovessero essere ridimensionati dal nuovo piano della rete ospedaliera. Se, come è stato scritto dai media, - ha continuato – questo è stato identificato come “Presidio di zona disagiata”, chiediamo di sapere come questo sarà organizzato alla luce del Decreto Ministeriale del 2 aprile 2015 n. 70, che disegna questo tipo di presidi con appena 20 posti di Medicina da prestare anche ad una Chirurgia ridotta ed un Pronto soccorso”. Alla fine Galati ha chiesto ufficialmente che i rappresentanti venissero ricevuti ufficialmente della Commissione alla Sanita.

“Siamo qui – ha aggiunto il sindaco Graziano Calanna – anche in rappresentanza degli amministratori dei Comuni di Maletto, Maniace, Cesarò, San Teodoro, Santa Domenica Vittoria, Floresta e Roccella Valdemone, ovvero dei Comuni che, come Bronte e Randazzo, ritengono che il nostro territorio di montagna non solo non possa perdere reparti e servizi ospedalieri, ma anzi ritiene che questi debbano essere potenziati.

Per questo all’incontro ufficiale con la Commissione regionale, riteniamo utile la presenza dell’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi e del direttore generale dell’Asp, Giuseppe Giammanco”. E Giammanco ha accolto l’invito, promettendo l’audizione prima possibile.

Durante l’incontro è stato accennato anche al problema dell’eterno perdurare dei lavori di ammodernamento che penalizzano i servizi e rendono ancora l’ospedale un cantiere. Infine i sindaci non si spiegano come il nuovo piano delle rete ospedaliera provinciale preveda nel versante sud dell’Etna da Acireale fino a Biancavilla ben 6 ospedali di livello (hub, spoke e di base), tutti racchiusi nel raggio di 45 chilometri, mentre nel resto del cono dell’Etna, quello nord lungo 85 chilometri, solo un Presidio di zona disagiata.



24 gennaio 2017

CALANNA INCONTRA IL SOTTOSEGRETARIO FARAONE

«L’ospedale non sia ridimensionato»

Il caso dell’ospedale Castiglione-Prestianni, che la nuova rete ospedaliera siciliana, da nosocomio con diversi reparti e servizi, trasforma in “Presidio di zona disagiata” con appena 20 posti letto di Medicina, una Chirurgia ridotta ed un Pronto soccorso, finisce sul tavolo del sottosegretario di Stato per la Salute, Davide Faraone.

Il sindaco Graziano Calanna, a nome anche dei sindaci che costituiscono l’ “Osservatorio a tutela del diritto alla Salute dei residenti del versante nord dell’Etna”, infatti, insieme con l’onorevole Anthony Barbagallo, ha incontrato il rappresentante del Governo, spiegandogli come il ridimensionamento dell’ospedale non solo appare ingiusto, se guardiamo ad una equa distribuzione dei servizi ospedalieri nel territorio, ma penalizzerebbe oltre modo gli oltre 50 mila residenti del versante nord ovest dell’Etna.

“Ringrazio i colleghi sindaci che si sono intestati questa battaglia e danno forza alla voce dei cittadini. – ha affermato in un comunicato il sindaco – A Faraone ho detto che chiediamo che l’ospedale non venga ridimensionato, ma potenziato e che il disegno della nuova rete ospedaliera non valorizza, come è accaduto per altri, il nostro ospedale, ma lo penalizza.

Eppure – continua - l’ospedale di Bronte è l’unico presidio della zona nord ovest dell’Etna a servizio di un’area distante dall’Area metropolitana e collegata con gli ospedali che la nuova riforma definisce “di base” con strade lente ed anacronistiche che, quando nevica sono impercorribili se non addirittura chiuse al transito”.

Ma non solo. A sentire il sindaco di Bronte, c’è l’intero versante nord dell’Etna che grida vendetta. Gli ospedali di base sarebbero stati distribuiti tutti attorno l’area metropolitana.

Tralasciando Catania, infatti, gli ospedali di Base sono stati collocati a Biancavilla, Paternò ed Acireale. Il versante nord ovest dell’Etna rimane totalmente scoperto.

Il Sottosegretario ha ascoltato a lungo il sindaco, poi, conservati i documenti che Calanna gli ha consegnato, ha assicurato che affronterà l’argomento nelle sedi opportune.

“Cittadinanzattiva” in difesa del “Castiglione Prestianni”

«Riparta la ristrutturazione»

l.s.) “Cittadinanzattiva”, l’asso­ciazione nazionale che difende i diritti dei cit­tadini, è presente anche a Bronte. Su proposta dell’ex sindaco Mario Zappia, già dirigente dell’asses­sorato regionale alla Salu­te, nonché direttore generale di ospedali e Asp, un gruppo di persone si sono messe assieme per contrastare l’impo­verimento del territorio economico e di servizi ed il possibile spopo­lamento. E fra i servizi che la nuova sezione brontese di “Cittadinanzattiva” intende difendere c’è l’ospedale, i cui lavori di ristrut­turazione iniziati nel lontano 2002 sono fermi da anni.

Per l’Associazione, infatti, non è possibile che 15 anni non sono stati sufficienti per portare a termine il progetto iniziale e che ben 4 milioni di euro rimangano fermi in questo momento di crisi. Per questo verrà formalmente chiesto alla Direzione generale dell’Asp di Catania di riattivare il cantiere.

«L’obiettivo di “Citta­dinanzattiva” - spiega Zappia - è di mettersi concre­tamente al servizio dei nostri concittadini e non solo nel settore della Sanità. Gradatamente ci occuperemo di diritti del malato ed anche dei consu­matori, del mondo della scuola, dei com­mercianti, degli imprenditori e dell’utilizzo delle normative europee».

E durante il primo incontro si è proceduto al tesseramento ed alla nomina del comitato direttivo. Bia­gio Venia è stato nominato coordinatore, Andrea Cali portavoce e Antonio Bonina segretario/te­so­riere. [La Sicilia, 25 gennaio 2017]



, 29 Novembre 2016

FIRRARELLO:

“Una nuova fase per l’ospedale che non verrà smantellato"

Ecco la nuova mappa dei reparti e dei servizi dell’ospedale Castiglione Prestianni di Bronte, prevista nel nuovo piano della rete ospedaliera siciliana. A renderla pubblica durante un incontro al Circolo di Cultura “Enrico Cimbali” è stato il sottosegretario di Stato Giuseppe Castiglione e l’ex senatore Pino Firrarello. «Per l’ospedale si apre una nuova fase. – ha esordito Firrarello – Mercoledì scorso insieme con il sottosegretario Castiglione, l’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi, mi sono recato al Ministero della Salute. Alla fine abbiamo deciso che l’ospedale di Bronte avrà l’unità operativa di Chirurgia con il servizio di Ortopedia ed Endoscopia, la Medicina con servizi di Cardiologia e Diabetologia, i reparti di Ostetricia e Ginecologia, la Pediatria, la Psichiatria, l’Anestesia e la Rianimazione, la Radiologia e la Patologia clinica. Conto di ottenere anche l’Urologia.»

«Abbiamo – continua Firrarello – anche affrontato il problema dei lavori dell’ospedale, scoprendo che non è più materia del Ministero della Salute, ma dell’Agenzia dei beni sequestrati alla mafia. Sappiamo tutti, infatti, che i lavori dell’ospedale sono stati interrotti, perché l’impresa è stata commissariata. Di conseguenza ho subito interessato il ministro Alfano».

Poi Firrarello, cambiando argomento, ha raccontato tutto l’iter burocratico che ha portato all’ammodernamento del tratto di strada statale che da Adrano conduce a Bronte. (...) [Luigi Saitta]



, 17 Novembre 2016

IL REPARTO E' ANCORA CHIUSO, L'ASP 3 DI CATANIA PERO' ASSICURA CHE VERRA' RIAPERTO ALMENO UN GIORNO A SETTIMANA

Urologia, il futuro resta a tinte fosche

L'ex fiore all'occhiello dell'ospedale negato ai pazienti nonostante le tante prestazioni effettuate

Non c'è pace per l'ospedale di Bronte, unico presidio ospedaliero nel versante nord ovest del­l'Etna, che nonostante le rassicurazioni avute a livello regionale e dall'Asp 3 di Catania, non riesce ad assicurare i necessari servizi al territorio.

Inutili sono stati blitz e riunioni. Ad oggi l'Urologia, che era un fiore all'occhiello dell'ospedale di Bronte, con pazienti che venivano da tutta la Sicilia e dalla Calabria, da oltre un mese è chiu­sa, nonostante i nuovi locali aperti da poco, le attrezzature rinnovate e le tante presta­zioni effettuate, visto che per trovare un ambulatorio analogo bisogna andare a Catania o ad Acireale.

APERTO NEL 2002 CHIUSO A SETTEMBRE

l. s.) Prima della chiusura, erano oltre mille le prestazioni effettuate dal ser­vizio di Uro­logia. Molte di queste riguar­davano soprat­tutto la preven­zione di tumori alla prostata o patologie im­portanti del siste­ma urinarlo.

Aperto nel 2002 grazie all'impegno del dott. Salvia, in origine era un reparto, ma ultima­mente era stato ridimen­sionato ad ambu­latorio.

L'importanza di questo servizio è vitale, soprattutto nella prevenzione e cura di patologie che vanno da quelle oncologiche, alla più semplice calcolosi urinaria, si è contraddistinto in efficacia e funzionalità, nonostante le carenze organizzative e strutturali del presidio brontese, è stato il fiore all'occhiello della sanità etnea, ma a causa del ridimensionamento il reparto è stato trasferito al presidio di Acireale e nonostante ciò il dott. Salvia ha voluto mantenere il servizio ambulatoriale, con interventi in day surgery sino al momento pensionistico.

Dal mese di ottobre la gestione e la responsabilità è passata al dott. Ingrassia, che dal suo insediamento ha sempre dimostrato la volontà di mantenere il servizio ambulatoriale, per poter continuare nella tradizione storica dell'urologia a Bronte, non con poche difficoltà dovute alle carenze della dotazione organica dei dirigenti medici di urologia.

A quanto sembra ci sarebbero alla base delle difficoltà per la riattivazione, problemi di carattere burocratico, in particolare la mancanza di uno specifico ordine di servizio scritto, da parte della Direzione aziendale, che darebbe la legittimità, oltre alla sicurezza ai medici per la copertura assicurativa per la trasferta, nonché (ma ci sembra irrisorio) alla copertura economica dovuta al rimborso, in quanto la spesa sarebbe di gran lunga coperta dall'introito delle prestazioni erogate dall'ambulatorio.

Inoltre si eviterebbero i gravi disagi degli utenti della comunità brontese e limitrofa, che sarebbero "costretti" ad andare ad Acireale, anche per la semplice prescrizione del piano terapeutico, soprattutto anziani che rinuncerebbero, viste le difficoltà, anche alle cure, con le conseguenze correlate.

A denunciare questi problemi è Salvo Tirendi, dirigente del NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche. L'Asp 3 di Catania, interpellata da noi, ha assicurato che l'ordine di servizio è stato già scritto, e a breve l'Urologia riaprirà almeno, un giorno a settimana. [Luigi Saitta]



, 7 Ottobre 2016

Al centro dell’incontro il grave ritardo del cantiere per la ristrutturazione avviato ben dieci anni fa

«Riavviate i lavori nell’ospedale»

È il monito lanciato all’Asp 3 dalla commissione consiliare sui problemi della sanità 

«Riprendere subito i lavori di ristrutturazione dell’ospedale di Bronte. Sono iniziati 10 anni fa e non sono ancora conclusi, mentre dovevano durare appena due anni».

E’ la voce della “Commissione consiliare straordinaria sui problemi della Sanità locale” di Bronte, presieduta dal consigliere Ernesto Di Francesco che ha chiesto ed ottenuto di essere ricevuto dal direttore generale dell’Asp 3 di Catania, Giuseppe Giammanco.

All’incontro, insieme a Di Francesco, hanno partecipato i consiglieri comunali Salvino Luca, Gaetano Messina e Angelica Prestianni. Con loro anche il sindaco di Maniace, Nino Cantali, mentre per l’Asp, oltre a Giammanco, erano presenti il direttore sanitario Giuseppe Luca, quello amministrativo, Daniela Faraoni ed il coordinatore sanitario Ct 2, Giuseppe Spampinato.

I LAVORI ALL'OSPEDALE: 15 ANNI DI ANNUNCI, PROMESSE E ...

Luglio 2016: Musumeci: "Regione intervenga per la ripresa dei lavori" | Gennaio 2015: L’ospedale graziato che cade a pezzi | Marzo 2015: Serve una perizia di variante.  il vecchio progetto non va bene e va modi­ficato | Dicembre 2014: «A gennaio il can­tiere tornerà vivo» | Novem­bre 2014: «Chiede­remo l'inter­vento del prefetto» | Gen­naio 2014: «Subito respon­sabilità e solu­zioni» | Novembre 2012: L'impresa chie­de il collaudo dei lavori | Aprile  2012: Fine lavori forse nel 2013 | Ago­sto 2011: «Massima atten­zione per l'ospedale» | Febbraio 2010: «L’ospe­dale non sarà ridimensionato» | Settembre 2009: Fine lavori forse nel 2010 | Feb­braio 2006: Fine lavori nel 2006  | Marzo 2004: Progetto appro­vato | Novembre 2002: Il primo annuncio

«Sappiamo bene - ha affermato Di Francesco - che è vivo il dibattito sull’organizzazione della nuova rete Ospedaiiera in tutta la provincia. Ma al di là delle scelte su cui eventualmente discuteremo, l’Asp deve completare un provvedimento che esula dalla possibile riorganizzazione della sanità. L’Asp deve completare i lavori dell’ospedale di Bronte iniziati 10 anni fa e non ancora conclusi. Il territorio e la sua gente non possono pagare le colpe di altri. Per questo chiediamo di sapere quando i lavori riprenderanno».

Ed il direttore Giammanco ha chiarito i motivi che finora hanno impedito all’Asp di riprendere i lavori.

«Sapete bene – ha spiegato - che i lavori sono stati bloccati a causa dei problemi dell’impresa. Noi siamo pronti a ripartire, ma attendiamo l’ok definitivo da parte dell’Anac, Autorità nazionale anticorruzione. Sarà nostra cura sollecitare l’Anac affinché l’iter si sblocchi».
L’Anac , infatti, ha assorbito i compiti dell’“Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici” che aveva il compito principale di vigilare sui contratti dei lavori pubblici. «L’appello della Commissione - ha commentato il sindaco Calanna alla fine del vertice - rafforza le richieste che personalmente, insieme ai colleghi sindaci dell’Osservatorio sui diritti alla Salute, ribadiamo da sempre all’Asp. La ripresa e conclusione dei lavori di ristrutturazione dell’ospedale iniziati nel 2006 hanno la precedenza. L’ospedale non può rimanere un cantiere». E durante l’incontro diversi gli accenni sulla gestione dell’ospedale. Il sindaco ha chiesto il potenziamento del Pronto soccorso ed il mantenimento degli attuali servizi, con i consiglieri Luca, Messina e Prestianni che hanno ribadito l’importanza di guardare agli interessi degli utenti e di migliorare i servizi esistenti.



5 ottobre 2016

IL SINDACO CALANNA ALL’ASP

“Ditemi se l'urologia è sospesa”

Pregiudicato il diritto alla salute e la qualità dei servizi resi dall’Ospedale

Nonostante le rassicurazioni dei vertici sanitari dell’Asp e della politica regionale, i servizi del Castiglione-Prestianni continuano a destare preoccupazioni. Oggi il sindaco Calanna ha inviato una lettera al direttore generale dell’Asp 3 di Catania, dott. Giuseppe Giammanco, al coordinatore sanitario Ct2, dott. Giuseppe Spampinato ed ai vertici dell’ospedale, dove chiede di sapere se il servizio di Urologia è stato sospeso.

«Numerosi cittadini – scrive il sindaco nella missiva - mi segnalano che i medici del servizio di Urologia, offerto dal Presidio ospedaliero di Bronte, avrebbero sospeso il servizio, a causa di una carenza di personale così grave da non permettere loro il normale svolgimento delle prestazioni ospedaliere. Chiedo di sapere se è vero. Spero che il servizio funzioni, ma in caso contrario mi domando come e quando intende l’Asp 3 rimediare ad una sospensione che pregiudica la qualità dei servizi resi dall’Ospedale, compromettendo il rapporto di fiducia che deve esserci fra paziente ed ospedale e come, eventualmente, intende garantire la continuità di cura dei pazienti in trattamento».

Calanna non appena ha appreso la notizia si è subito recato in ospedale, dove ha saputo che effettivamente i problemi di personale esistono. Il primario storico del servizio di Urologia (dott. Giuseppe Salvia) è andato in pensione ed il sostituto al momento godrebbe delle ferie.

Il servizio di Urologia fino ad oggi è stato particolarmente fruito dai pazienti, con i medici che a Bronte hanno anche effettuato piccoli interventi chirurgici. I pazienti sanno bene che gli urologi a Bronte operano 3 giorni al settimana: il lunedì, il mercoledì ed il venerdì. E’ chiaro quindi che adesso tutti aspettano di vedere se domani il servizio sarà attivo o meno.

«Se non lo sarà, siamo pronti a protestare. - ha affermato il sindaco in un comunicato – So bene che solo il Direttore sanitario può sospendere un servizio. Per questo nella lettera che ho inviato ho chiesto all’Asp di ottenere copia della documentazione epistolare fra loro ed i medici, al fine di avere piena contezza dell’accaduto ed avere la possibilità di valutare, ed eventualmente porre in essere, ogni azione atta a difendere il diritto alla Salute dei residenti del Territorio. Ho già informato anche i miei colleghi sindaci dell’Osservatorio sul diritto alla Salute del territorio. Insieme programmeremo gli interventi, affinché nessuno ci tolga il servizio di Urologia”.

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