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IDEE E PROGETTI PER UN NUOVO OSPEDALE

GENNAIO 2002 / GIUGNO 2004

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News correlate seguenti

Il Castiglione Prestianni


16 Giugno 2004

Niente Unità coronaria all’ospedale

Il dg dell'Asl 3 Ragona spiega il motivo della mancata istituzione: arriva comunque un medico in più

Nel reparto di medicina dell'ospedale Castiglione Prestianni, dove i pochi medici lavorano sodo per assicurare l'assistenza, presto arriverà un nuovo medico, ma l'istituzione di un reparto autonomo di cardiologia è ancora lontano. Nell'ospedale che negli ultimi anni ha compiuto passi da gigante offrendo sempre maggiori e più efficienti servizi, infatti, i ricoveri degli infartuati sono una chimera. Un peccato per una struttura che è l'unica del versante nord dell'Etna e che vanta ottimi reparti. Eppure la percentuale di patologie cardiologiche e sempre alta, come è alto il numero dei pazienti ricoverati in Medicina appunto perché la fiducia della gente nella struttura, da quando il direttore sanitario è il dott. Salvatore Scala, è cresciuta notevolmente.

Del problema ne abbiamo discusso con il direttore generale dell'Asl3 di Catania, dott. Giorgio Ragona: «L'ospedale di Bronte - ci dice - è dotato dell'Unità operativa di medicina generale che, come tale, procede a ricovero di tutti gli utenti che necessitano di trattamento per patologia cardiovascolare e cardiopatica cronica. Inoltre, all'Unità operativa di medicina si unisce il servizio di cardiologia dotato di due dirigenti medici e due infermieri che assicurano l'attività ospedaliera nelle 12 ore diurne, nonché quella ambulatoriale per gli utenti esterni».
- Ma i pazienti affetti da patologia cardiologia acuta, vengono trattati e successivamente avviati a centri specializzati. Non la reputa un'anomalia?

«In atto - risponde - per il presidio ospedaliero di Bronte è previsto il potenziamento del servizio di Cardiologia con l'assegnazione di ulteriore personale medico cardiologo e di personale infermieristico. Già nelle prossime settimane dovrebbe arrivare per mobilità un dirigente medico cardiologo. Allo stato attuale però l'istituzione nel Presidio di un Utic (Unità Terapia Intensiva Cardiologia) non è prevista, e comunque per averla è necessaria l'autorizzazione dell'Assessorato regionale sanità con un consistente investimento economico sia per attrezzature che per personale medico e paramedico di consistenza, oltre a problemi strutturali e logistici che potrebbero trovare soluzione in una programmazione a media scadenza». [L. S.]



18 Maggio 2004

L’Unità ospedaliera inaugurata al C. Prestianni. Sarà anche al servizio dei nosocomi catanesi

Via al Centro raccolta sangue

L'ospedale di Bronte, Castiglione Prestianni, si arricchisce di un importante servizio. Ieri, infatti, è stata inaugurata l'Unità ospedaliera regionale di raccolta fissa di sangue che da oggi è gestita dal Servizio trasfusionale dell'Ausl. Raccoglierà il sangue che poi sarà conservato presso il centro trasfusionale di Paternò a servizio di questo territorio ed anche dei grossi ospedali catanesi. Ed essendo la prima struttura che s'inaugura in Sicilia, alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità, fra cui Giorgio Ragona direttore generale dell'Asl 3 di Catania, il sen. Pino Firrarello, il vicepresidente della Regione, on. Giuseppe Castiglione e i sindaci di Bronte e Maletto, Salvatore Leanza e Giuseppe De Luca. «Questa Unità di raccolta fissa - dice Ragona - rappresenta il raggiungimento di un obiettivo strategico teso al soddisfacimento delle esigenze di salute del territorio nonché un contributo all'autosufficienza di sangue».

«Aggiungiamo un altro servizio per dare una Sanità migliore. - dice Firrarello. - Donare il sangue poi è importante perché una trasfusione immediata può salvare la vita. Ringrazio la Regione: la nostra è una richiesta che formulavamo da tempo».
«Da questo punto di raccolta di Bronte - dice Castiglione - verranno riforniti gli ospedali catanesi, ed è forse la prima volta che dalla periferia partono servizi per l'area metropolitana. Ringrazio anch'io Regione e Asl».
Presente al taglio del nastro anche dirigenti di Asl e Regione: «In questa struttura - dice Giorgio Giannotti che dirige il centro trasfusionale di Paternò - si potrà donare il sangue in tranquillità e sicurezza». «Questo è il primo centro in Sicilia per volontà del vice governatore Castiglione - ha dichiarato Giacomo Scalzo, responsabile dell'ufficio regionale trasfusionale - e consentirà una raccolta giornaliera del sangue». Ad incoraggiare le donazioni l'Avis di Bronte: «Il ruolo dei donatori - dice il direttore sanitario Avis, dott. Cutrì - è fondamentale. Per questo bisogna effettuare opera di sensibilizzazione nei confronti soprattutto dei giovani».

Soddisfatto anche il direttore sanitario dell'ospedale, Salvatore Scala che ha ringraziato Nora Caserta per l'impegno profuso nel raggiungimento dell'obiettivo: «Questo ospedale - ha affermato - diventa il centro della salute per tutto il territorio. E' una vittoria del dott. Vito Amari e di noi catanesi». Leanza ha proposto di servirsi del progetto «Crescere insieme» per sensibilizzare i giovani mentre De Luca ha comunicato che il proprio Comune sta già organizzando conferenze nelle scuole. [L. S.]



6 Maggio 2004

«C'è bisogno dell'emodialisi»

A Bronte. Aumentano i pazienti e il sindaco chiede all'Asl d'istituire l'unità al presidio ospedaliero

Sono sempre di più i pazienti del territorio di Bronte e dei Comuni che attorno a esso gravitano che debbono ricorrere al servizio di emodialisi. Lo afferma il sindaco della Città del Pistacchio e della Cultura, dott. Salvatore Leanza, che ha scritto una lettera al direttore generale dell'Azienda Usl3 di Catania, dott. Giorgio Ragona ed al direttore del presidio ospedaliero «Castiglione Prestianni», dott. Salvatore Scala chiedendo che venga istituita l'Unità Operativa di Emodialisi, oltre a potenziare l'organico medico dell'Unità Operativa di Medicina. «Il costante incremento negli ultimi anni - scrive Leanza nella richiesta - dei pazienti per insufficienza renale secondaria al diabete ed alla ipertensione arteriosa impone la necessità che venga istituito un servizio nefrologico, chiamato a svolgere anche l'importante compito di prevenzione delle patologie renali per un bacino di utenza che estendendosi nel vicino comprensorio nebroideo raggiungerebbe i duecentomila abitanti.

«L'unità operativa di emodialisi - continua il sindaco - non esiste neanche nei vicini distretti di Adrano e di Paternò, mentre di contro la patologia interessa una media di 70/75 unità per ogni duecentomila abitanti e la incidenza di nuovi emodializzati cronici è ogni anno di 15 unità per centomila abitanti». L'Amministrazione comunale di Bronte ha anche proposto ai responsabili dell'Asl 3 la possibile ubicazione del servizio, destinando circa 500 metri quadrati del nuovo edificio che dovrebbe sorgere nella adiacente via Messina come sede degli Uffici Amministrativi e delle Unità di Riabilitazione e di Lungodegenza. In questi ambienti, infatti, si potrebbero allocare 12 nuovi posti letto per Emodialisi in regime di Day Hospital.

«Quanto all'Unità operativa di Medicina - conclude Leanza - riteniamo necessario che si provveda con celerità al potenziamento dell'organico medico che risulta essere notevolmente ridimensionato rispetto al numero dei ricoveri». «Qualsiasi servizio in più - risponde il direttore sanitario dell'ospedale dott. Salvatore Scala - altro non fa che migliorare l'efficienza della struttura. A Bronte già è operativa l'Urologia e quindi una nefrologia sarebbe utile. A dialisi si sottopongono tutti coloro che a causa di insufficienza renale non riescono a purificare il sangue. Di questi la maggior parte sono anziani, ma purtroppo non sono i soli». L'aumento del personale nella Medicina poi servirebbe a potenziare il servizio di Cardiologia quanto mai utile in questo territorio.



18 Aprile 2004

Bronte, l’ospedale che cresce

Al «Castiglione Prestianni». Sono arrivati cinque nuovi medici che vanno a potenziare la struttura

L'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte, al servizio dei pazienti di un territorio così vasto da racchiudere i paesi che vanno da Cesarò a Randazzo, si arricchisce della professionalità di 5 nuovi medici, chiamati a impinguare una pianta organica comunemente definita deficitaria. Dopo una serie di incontri fra il direttore generale dell'Asl 3 di Catania, dott. Giorgio Ragona, e il senatore Pino Firrarello, che chiede il completamento della pianta organica dell'ospedale e il miglioramento dei servizi sanitari a Bronte, sono arrivati il dott. Rosario Colombrita, specialista radiologo, il primario di Anestesia dott. Francesco Campanella, fino a ieri in servizio presso l'ospedale Cannizzaro di Catania, la dottoressa Meli, che sarà impegnata presso il Pronto soccorso, la dottoressa Fisichella che andrà a potenziare il servizio di Cardiologia, e il dott. Zammataro già destinato al Laboratorio di analisi dell'ospedale.

«L'arrivo del primario di Anestesia - dice Firrarello - rappresenta il raggiungimento di un importante traguardo per l'ospedale di Bronte. Un servizio di Anestesia in servizio 24 ore su 24, infatti, pone le basi per il salto di qualità del lavoro dei chirurghi, che già a Bronte svolgono un ottimo lavoro». L'ospedale infatti vanta uno dei più funzionali complessi operatori, ma fino ad oggi la carenza di personale ha ridotto l'efficienza di un servizio che adesso potrà esprimersi al meglio. «Non dimentichiamoci - continua Firrarello - che a Bronte con lusinghieri risultati operano oltre al primario di Chirurgia generale quelli di Ortopedia, Ginecologia e Urologia, due servizi direttamente legati al complesso operatorio e all'Anestesia».

Non meno importante l'arrivo di uno specialista radiologo che mette l'équipe del dott. Mineo in condizione di allargare l'offerta sanitaria. «Con il potenziamento del servizio di radiologia - aggiunge il senatore - adesso sarà possibile utilizzare la Tac non solo per i pazienti ricoverati all'interno dell'ospedale, ma anche per i pazienti esterni che chiedono una prestazione ambulatoriale». Il dott. Colombrita, appena arrivato a Bronte ha inviato una lettera ai medici di Medicina generale del territorio informandoli del nuovo servizio ambulatoriale: «L'attivazione - scrive Colombrita - oggi ci consente di eseguire un numero elevato di prestazioni con rapidità di accesso, velocità di esecuzione e di consegna degli esami ai pazienti. In questo modo la popolazione di Bronte e dei Comuni limitrofi potrà eseguire gli esami di tac senza doversi allontanare». [M. C.]



5 Dicembre 2003

Intervento di «cifoplastica» al «Castiglione»

Anche nel reparto di Ortopedia dell'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte è stato effettuato un intervento di «Cifoplastica vertebrale». L'equipe medica guidata dal dr. Antonio Nicoletti, infatti, ha effettuato con pieno successo, per la prima volta a Bronte, un intervento del genere su un paziente di 71 anni affetto da una frattura della prima vertebra lombare.

«Tale metodica - ci spiega il primario dr. Nicoletti - è in vigore solo da pochi anni. La metodica, assolutamente poco invasiva, consiste nell'introduzione attraverso una serie di cannule di due palloncini gonfiati all'interno della vertebra fratturata, consentendo cosi il ripristino dell'altezza vertebrale, che viene successivamente stabilizzata mediante l'introduzione di cemento medicale all'interno della vertebra stessa, nelle nicchie create prima dai palloncini.

 Il tutto - conclude - ovviamente viene eseguito in anestesia generale ed in condizioni di assoluta asepsi in sala operatoria e sotto controllo radioscopico». Il paziente, operato in mattinata, già nel pomeriggio camminava e veniva dimesso il giorno successivo senza l'ausilio di alcun tutore. Il direttore sanitario dell'ospedale, dott. Salvatore Scala ha commentato: «certi traguardi si ottengono solo grazie alla professionalità dei medici e di tutto il personale» [g.g.]



15 Luglio 2003
La denuncia del responsabile della Cgil, Nino Longhitano, la replica del direttore sanitario

L'ospedale affoga nei rifiuti

Problemi anche per gli organici: «Gli infermieri possono andare in ferie solo se fanno i doppi turni»

Ancora problemi all'ospedale dì Bronte. Viabilità interna con cestini colmi di rifiuti, angoli occupati da spazzatura e erbacce secche e aree verdi scomparse. E nei reparti: la gestione del personale potrebbe essere ottimizzata e all'impresa di pulizie andrebbero date altre direttive per un servizio migliore. La segnalazione arriva dal responsabile della Cgil Nino Longhitano: ”Qui perdura il degrado nell'area esterna come si costata dai contenitori pieni di rifiuti e dalla strada sporca. Le aree verdi - aggiunge Longhitano - hanno lasciato il posto alle erbacce secche invase da immondizie. Fanno eccezione ovviamente le occasioni "importanti" delle "visite" di riguardo, certamente non mediche. Sulla situazione igienica dei reparti, curata da privati, nulla vi è da obiettare - continua Longhitano - ma in base al monte ore e alle disposizioni stabilitegli dall'Azienda il servizio lo fornisce quotidianamente nei reparti, nei servizi ambulatoriali a giorni alterni, in portineria una volta a settimana e in centralino una tantum.

Per cui è chiaro - specifica Longhitano - che l'impresa funziona e non spetta loto la pulizia delle aree esterne cosi come per il laboratorio analisi dove c'è un ausiliario, ferie permettendo. In altre quattro divisioni accorpate a due a due (urologia e pediatria, ortopedia e chirurgia) la turnazione nelle 24 ore la svolgono appena 5 ausiliari e spesso uno deve soddisfare due reparti, compromettendo di fatto l'attività infermieristica. In ostetricia troviamo solo 4 ausiliari e qui sono ospitati ancora le degenti di urologia. Il personale infermieristico dei reparti - conclude Longhitano - per andare in ferie deve fare i doppi turni".

Causa di tutto ciò potrebbe essere l'incremento dell'attività ospedaliera, dovuta al maggior afflusso d'utenza, da diverse località dell'isola, dato il richiamo dei servizi offerti notevolmente potenziati. E la gente non sempre aiuta a mantenere l'ambiente pulito. Dalla direzione sanitaria locale hanno precisato: "La pulizia degli ambienti esterni è affidata a operatori del nostro ospedale che la effettuano periodicamente mentre la pulizia nel centralino viene effettuata dalla ditta tre volte a settimana, come da contratto". Sull'organizzazione del personale la direzione dichiara: "Presso l'unità operativa di "Patologia Clinica" (laboratorio) vi è un ausiliario, in base alle esigenze del servizio che nei periodi di congedo viene sostituito. In ostetricia e ginecologia l'ausiliario, specializzato è sempre presente nelle ore diurne; la notte c'è il reperibile». [Luigi Putrino]



13 Maggio 2003

Il «Castiglione Prestianni» passa da 81 posti letto a 120 guadagnando anche 16 posti in più per la riabilitazione e altrettanti per la Lungodegenza.

L'ospedale ha 39 posti in più

La notizia confermata durante la visita dell’assessore regionale alla Sanità, Cittadini

L'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte è passato dai precedenti 81 posti letto a 120, guadagnando anche 16 posti per la riabilitazione e altrettanti per la lungodegenza.

A determinarlo la Giunta regionale di governo riunita sotto la presidenza del vicegovernatore Giuseppe Castiglione.

Un provvedimento importante che ha arricchito di contenuti la visita di ieri presso una struttura ospedaliera dell'assessore regionale alla Sanità, Ettore Cittadini, accompagnata dallo stesso vicegovernatore, Castiglione, dagli onorevoli Franco Catania e Salvatore Raiti, dal sindaco di Bronte, Salvatore Leanza e da Giorgio Ragona, direttore generale Asl 3.

L'assessore, con il direttore sanitario dell'ospedale dott. Salvatore Scala e il coordinatore sanitario del distretto di Bronte, dott. Francesco Del Campo, ha prima visitato tutti i reparti per poi, alla presenza di buona parte del personale medico e paramedico, porgere il proprio saluto e prospettare i programmi futuri.

«Questo ospedale - ha esordito il dott. Ragona - è indispensabile per una zona che ha peculiarità tenute in considerazione, giovedì scorso, dalla Giunta di governo presieduta dal vice presidente Castiglione, chiamata a ridistribuire i posti letto della rete ospedaliera. Questo ospedale ha raggiunto ottimi livelli gestionali al punto da essere fra i pochi a chiudere il bilancio in pareggio. Abbiamo già quasi pronta la Tac e presto la faremo funzionare e abbiamo potenziato il personale del Pronto soccorso. Se è vero che riteniamo che alcune specializzazioni debbano trovarsi nei grandi ospedali di Catania, ritengo che qui quelle di base non debbano essere seconde a nessuno».

«L'ottimo rapporto con l'Asl - ha detto Leanza - ci permetterà di far utilizzare all'ospedale altri locali, come uffici». «Ringrazio il personale medico, paramedico ed infermieristico - ha aggiunto l'on. Catania - per aver circa 6 anni fa lottato per il mantenimento di questa struttura». «Siamo grati all'assessore Cittadini - ha continuato l'on. Castiglione - per aver permesso di finanziare 16 miliardi per questa struttura che oggi hai 120 posti letto e ha aggiunto fra i propri servizi la riabilitazione e la lungodegenza. In questo progetto deve essere inglobato pure l'ex ospedale di Randazzo per completare una serie di servizi sul territorio che grazie alla Provincia di Catania potrà contare a Bronte anche su una elisuperficie».

«In verità - ha replicato l'assessore Cittadini - dovete ringraziare proprio Castiglione per aver sempre chiesto maggiori finanziamenti per la Sanità di questo territorio. Certo, dobbiamo sempre misurarci con i bilanci, ma so che qui c'è bisogno di Sanità. A Catania vi sono 4 ottimi centri, ma buona parte della popolazione risiede in provincia. Sarebbe stato più giusto assegnare a Bronte e non a Giarre i posti letto della Rianimazione». Da aggiungere che Cittadini è stato in visita anche all'ospedale di Biancavilla, dove naturalmente, nel corso di un incontro, si è parlato di ulteriore rafforzamento delle strutture. [Gaetano Guidotto]

 

13 Maggio 2003

Sorpresa a Bronte: la Tac c'è e funzionerà

E poi un salto tra le gestanti di Ostetricia

Un giro anche a Bronte per l'assessore Cittadini, che ha visitato l'ospedale "Castiglione-Prestianni".
Anticipato dal direttore generale dell'azienda Giorgio Ragona e da quello amministrativo Giuseppe Giunta, alle 10,15 ha fatto il suo ingresso nella struttura con il vice presidente della regione Giuseppe Castiglione. 
Da un piano all'altro il lungo serpentone di medici, infermieri, onorevoli, sindaco, assessori e consiglieri ha fatto una puntata nell'ex area di radiologia dove si è appurato che la Tac da tempo annunciata esiste e - come ha detto il direttore Ragona - dopo un breve rodaggio a breve sarà operativa. Il mini corteo si è avviato poi in sala operatoria e al reparto di pediatria. Da qui una “puntata” ad Ostetricia, qualche attimo dopo la nascita del piccolo Francesco Bertino. 
E i numeri parlano chiaro: è questo il reparto “fiore all'occhiello” dell'As13, con i 466 parti del 2002 (prima in azienda), e con oltre due milioni di euro (4 miliardi e cento milioni di lire) di fatturato in attivo. [Luigi Putrino]




27 Marzo 2004

Da oggi pasti caldi all'ospedale

l. s.) Finalmente da oggi pasti caldi all'ospedale Castiglione Prestianni La «Pellizzeri ristorazione», che fino a ieri ha trasportato già cucinate da Mascali le pietanze per i degenti e che ha allestito già da tempo una moderna cucina nell'ospedale, ha ottenuto il certificato sanitario da parte dell'Asl3. «La notizia è così bella per Bronte - dice il direttore sanitario dell'ospedale, dott Salvatore Scala - che quasi stento a crederci. Cucinando in ospedale la qualità dei cibi aumenterà, migliorando la nostra ospitalità nei confronti dei pazienti».

«Un risultato - dice il presidente della commissione consiliare alla Sanità, Damiano Ferrara, succeduto a Ernesto Di Francesco sia nella carica sia nell'impegno verso il riutilizzo della cucina - che premia i brontesi, desiderosi di un ospedale ricco di servizi efficienti. Per questo la commissione che presiedo non ha avuto titubanze ad imporsi, ed oggi l'Asl ha fornito tutte le autorizzazioni necessarie». Soddisfazione anche fra i rappresentanti della ditta che gestirà la cucina, che pur di cucinare a Bronte aveva chiesto un capannone nella zona Industriale.



22 Ottobre 2003

OSPEDALE DI BRONTE

Cucina pronta: manca l’ok

E' pronta la cucina dell'ospedale di Bronte. La ditta Pellizzeri, che fino a oggi ha garantito il servizio trasportando i cibi da Mascali, ha completato l'arredo ed è pronta a preparare i pasti direttamente da Bronte, come chiedono politici e pazienti.

«Noi siamo pronti - dicono i responsabili della ditta - e intendiamo cominciare al più presto, per eliminare il sospetto psicologico del paziente che il cibo proveniente da Mascali giunge in ospedale poco appetibile».

Del resto sono in tanti a chiedere l'utilizzo della cucina brontese.Lo ha chiesto la vecchia commissione Sanità presieduta dal consigliere Ernesto Di Francesco e quell'attuale rappresentata da Damiano Ferrara, ma anche il sindaco, dott. Salvatore Leanza, che si è spesso incontrato con il direttore Scala per inserire nel nuovo Prg un aumento delle aree ospedaliere per nuovi e funzionali loca, ha dichiarato: «Io auspico che tutti i servizi erogati dall'ospedale siano rispettosi della dignità dei pazienti, ed il cibo fornito deve essere il migliore possibile».

Intanto la Commissione consiliare alla Sanità questa mattina incontrerà il direttore Generale dell'Asl 3 di Catania, dott. Giorgio Ragona, per tentare di velocizzare l'iter burocratico che non sarebbe del tutto concluso. A sentire i tecnici in ospedale mancherebbe, infatti, l'«autorizzazione sanitaria» che tutti si augurano arrivi al più presto. [L. S.]



18 Settembre 2003

Telenovela-cucina all'ospedale

Locali pronti ma non funziona

La cucina dell'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte è pronta da tempo, ma chissà quando verrà messa in funzione. La ditta Pellizzeri di Mascali, che fino ad oggi ha trasportato i pasti dal paese ionico fino a Bronte con appositi furgoni, assicura di aver completato l'iter burocratico imposto dall'Asl 3 di Catania per cucinare direttamente nella struttura ospedaliera brontese, e che a giorni potrebbe ricevere il nulla osta necessario, ma solo fra qualche giorno l'Asl potrà informarci riguardo i tempi ancora necessari per far funzionare la cucina.
Intanto i pazienti continuano, come sempre, a lamentarsi, nonostante la qualità dei pasti sia irreprensibile come ha confermato l'Istituto di igiene e profilassi provinciale che sui cibi consegnati dalla ditta Pellizzeri ha effettuato accurate analisi, stabilendo che non presentano alcun tipo di inquinamento biologico e che la qualità e le quantità dei pasti non solo rispettavano, ma in alcuni casi addirittura miglioravano, quanto descritto dal capitolato.
Così in questa condizione soprattutto di dubbio sui tempi ancora utili per far funzionare la cucina dell'ospedale, la commissione consiliare alla Sanità del Comune di Bronte, coordinata dal consigliere Damiano Ferrara e composta dai consiglieri Salvatore Catania, Basilio D'Aquino ed Enzo Bonina, hanno chiesto e ottenuto di incontrare il direttore sanitario del presidio ospedaliero, dott. Salvatore Scala: «Per quanto riguarda la qualità del cibo distribuito ai degenti - ha affermato Scala - abbiamo messo in atto tutte le misure necessarie per garantire i pazienti. Personalmente poi ho posto in essere tutto quanto possibile per velocizzare l’iter burocratico che ancora impedisce l'utilizzo della cucina, bloccando pure i pagamenti alla ditta che deve cucinare in ospedale».

La ditta, come già specificato, ha assicurato anch'essa di aver già effettuato quanto richiesto dall'Asl, da cui attende l'autorizzazione sanitaria. Per il consigliere Ferrara il ritardo va comunque spiegato: «Il problema va risolto al più presto - ci dice - per questo l'intera commissione consiliare ha chiesto ufficialmente un incontro con il direttore generale dell'Asl 3 di Catania, dott. Giorgio Ragona, che chiameremo a risolvere nel più breve tempo possibile un problema che a Bronte è particolarmente sentito».

A molti pazienti, infatti, nonostante gli accorgimenti adottati qualsiasi cibo cucinato a Mascali e trasportato a Bronte non può certo essere buonissimo e siccome adesso in ospedale c'è una cucina sembra giusto che venga presto messa in funzione. [L.S.]




6 Marzo 2003

La cucina dell'ospedale
fissato un nuovo incontro

La prossima settimana ci sarà una riunione operativa (che sa tanto di chiarimento) fra la l'Asl 3 di Catania e la ditta Pellizzeri di Mascali che fornisce i pasti all'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte.
L'argomento da discutere è la messa in funzione della cucina del nosocomio brontese. Questo l'esito dell'incontro di ieri a Catania cui hanno partecipato il vertice tecnico dell'Azienda e il dott. Salvatore Scala, direttore sanitario dell'ospedale brontese. Nei giorni scorsi, Scala, infatti, ha inviato una missiva alla ditta Pellizzeri, chiedendo di iniziare i lavori nella cucina brontese al fine di evitare di trasportare i cibi già cucinati da Mascali. Nella stessa lettera però Scala ha specificato come l'Asl di Catania, dopo un anno dalla formulazione della richiesta, non abbia provveduto a inviare alla stessa ditta il certificato antincendio della cucina, l'autorizzazione allo scarico fognario, il certificato d'agibilità dei locali e le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera e all'approvvigionamento idrico, tutta documentazione che la ditta Pellizzeri aveva chiesto e mai ottenuto.
“La problematica che caratterizza la cucina dell'ospedale di Bronte è particolare, - afferma Scala dopo la riunione - e per questo abbiamo deciso di riunirci nuovamente la settimana prossima, invitando pure la ditta che fornisce i pasti. Questa ulteriore riunione ci servirà, assieme all'ufficio Provveditorato dell'Asl, a chiarire i disguidi o le incomprensioni fra le parti e risolvere il problema”.
La riunione della settimana prossima sarà un vero e proprio confronto fra Asl e ditta Pellizzeri, che a noi ha dichiarato di non poter iniziare qualsiasi lavoro all'interno della cucina stessa se non è in possesso della documentazione richiesta. La ditta ha dichiarato di essere ben disposta a cucinare a Bronte, tant'è che ha chiesto al Comune un lotto della zona artigianale per realizzare privatamente la cucina. [Gaetano Guidotto]

1 Marzo 2003

Ospedale, la cucina c’è ma non si può usare

E' uno sprone vero e proprio soprattutto nei confronti del Settore patrimoniale e tecnico dell'Asl3 di Catania», affinché consegni tutta la documentazione necessaria per far sì che la cucina sita all'interno dell'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte torni a funzionare come vogliono i degenti.
L'invito coatto spedito dal direttore sanitario del Presidio ospedaliero di Bronte, dott. Salvatore Scala, alla ditta Pellizzeri di Mascali, che fornisce i pasti presso l'ospedale, infatti, non solo tenta di sensibilizzare la ditta, che cucina i cibi a Mascali e poi li consegna a Bronte, di migliorare la qualità del servizio, ma chiede alla Asl 3 di Catania di redigere al più presto il certificato antincendio della cucina, l'autorizzazione allo scarico fognario, il certificato di agibilità dei locali e le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera ed all'approvvigionamento idrico. Tutti documenti necessari alla ditta per cominciare a cucinare a Bronte e consegnare ai degenti pasti appena cotti.
Andiamo con ordine: il direttore sanitario ha inviato una lettera alla «Pellizzeri ristorazione» e per conoscenza a tutti i vertici ospedalieri locali e provinciali chiedendo «di migliorare la qualità dei pasti in modo tale da essere in condizioni soddisfacenti per una corretta alimentazione ospedaliera, visto che i lunghi tempi di trasporto che intercorrono fra la sede della produzione e l'ospedale li rendono inappetibili».
Oltre a ciò, il direttore nella missiva chiede alla ditta di iniziare i lavori di sistemazione dei locali cucina già affidata alla “Pellizzeri” gennaio dello scorso anno, ricordando egli stesso che manca della documentazione.
Il problema dei pasti in un ospedale è certamente serio, e noi abbiamo verificato l'umore di alcuni degenti. Su 10 pazienti, o genitori di bambini, intervistati solo tre sono pienamente contenti del servizio di ristorazione, ritenendo, che a Bronte si mangi forse meglio che in altri ospedali, il resto punta il dito sulla «pastina» che in pochi mangiano perché troppo cotta e molliccia.
«L'alimentazione che noi forniamo - ha dichiarato la signora Rosanna Pellizzeri dell'omonima ditta - è corretta e rispetta le indicazioni delle tabelle dietetiche fornite dall'Asl. Noi utilizziamo poi prodotti qualitativamente migliori che ci permettono di superare il problema del tempo perso durante il trasporto. Non di meno - ribadisce - saremo contenti di poter cucinare a Bronte, ma abbiamo bisogno di tutta quella documentazione cui fa riferimento il direttore nella lettera per poter utilizzare la cucina dell’ospedale”. [Gaetano Guidotto]



5 Febbraio 2003

«Gli ospedali della provincia, sono penalizzati»

Firrarello all'Assessore Cittadini: «Grandi professionalità mortificate, occorrono ispezioni e correttivi»

Gentile assessore, da qualche tempo mi trovo ad essere recettore di continui malcontenti e da più parti mi giungono sollecitazioni affinché prenda contezza e coscienza delle gravi disfunzioni che affliggono gli ospedali della provincia di Catania e, precisamente, quelli di Acireale, Biancavilla, Bronte, Militello Vai di Catania e Paternò. Tali ospedali, che per anni sono stati il vanto e la speranza dei cittadini della provincia etnea, rischiano la definitiva chiusura entro qualche tempo.

Contro di essi si è abbattuta la, seppur necessaria, scure della riduzione dei posti letto, operata negli ultimi anni.

Ma, per la situazione reale in cui versano, sembra assolutamente inutile la ristrutturazione già attuata da alcuni di tali presidi ospedalieri, il passaggio in nuove strutture di altri o i finanziamenti già definiti, per rilevanti somme, di altri ancora.

Siamo in presenza di una congiura o di una inconsapevole distrazione? Tutto ciò è, però, alla base di un disagio ormai non più governabile né tollerabile. E', quindi, necessario interrogarsi circa la reale consapevolezza e contezza che lei, assessore alla Sanità della Regione siciliana, abbia della situazione in cui versano i richiamati presidi ospedalieri.

Pino FirrarelloIl senatore Pino Firrarello (Forza Italia) ha scritto una lettera aperta all'assessore regionale alla Sanità, Ettore Cittadini, in cui segnala gravi carenze in alcuni presidi ospedalieri della provincia, sollecitando adeguati interventi.

Ecco il testo, pubblicato su La Sicilia del 5 febbraio 2003.

Chiedo, innanzi tutto, se è a conoscenza del numero dei posti letto attualmente attivati in tali strutture e, in particolare, se il nuovo ospedale di Giarre, ad oggi con soli 59 posti letto, nonostante una progettazione e realizzazione «travagliata» (ben 30 anni) possa continuare ad essere considerato un ospedale con reali prospettive sanitarie o, tuttalpiù, se ne possa sancire la definitiva trasformazione in albergo?
Ma bel altre domande si affollano nei miei pensieri e nutro parecchi dubbi circa il grado di effettiva conoscenza che lei, sign. assessore, abbia sulle situazioni che vado ad evidenziare. Nonostante l'avvio di una procedura di acquisto di tre Tac, iniziata due anni fa, per gli ospedali di Bronte, Giarre e Militello, l'installazione delle stesse non arriva mai. Tale paradossale situazione comporta una meno incisiva possibilità di diagnosi per tanti ammalati dei paesi della provincia. In nessun ospedale della provincia esiste un reparto o servizio autonomo di cardiologia. E' bene evidenziare che i medici, pur insufficienti nel numero, a volte, arrivano a «trasformarsi» in ausiliari per evitare la paralisi delle prestazioni mediche, in quanto si registra una carenza pari al 25% dell'organico del personale infermieristico dell'Asl 3.
Per mancanza di anestesisti e radiologi nei cinque ospedali summenzionati risultano, di fatto, sospese le attività sanitarie. Deve evidenziarsi una situazione alquanto paradossale: le tre aziende ospedaliere della città di Catania dopo aver annientato, in sostanza, i suddetti due servizi, avendo “fagocitato” tutte le professionalità presenti in periferia, oggi, bontà loro, “affittano” all'Asl 3 le loro prestazioni tanto onerose quanto lacunose. Infatti è alquanto limitato, per non dire nullo, l'utilizzo degli stessi operatori dovendosi considerare il notevole dispendio di tempo perso negli spostamenti dal centro alla periferia. Come si vede sembra di vivere una realtà pirandelliana poiché attualmente, in città; solo nelle tre Aziende (tralasciando il privato) esistono anestesisti e radiologi, sempre con le valigie in mano, pronti e costretti a spostarsi in ogni dove nella provincia. Ma vi è di più. Ogni direttore generale costruisce una sanità secondo le sue idee e quasi sempre demolendo quanto fatto prima, non pensando in alcun modo qualsiasi forma di raccordo o scambio di esperienza con i «colleghi». Ciò, evidentemente, a discapito di un razionale sviluppo della realtà sanitaria provinciale.
Sig. assessore la mia riforma ha ormai fatto il suo tempo. Sono passati ben 12 anni. Ha avuto qualche merito, anzitutto quello di aver anticipato lo Stato nel nuovo assetto. Oggi credo, però, sia arrivato il momento di ripensare a qualcosa di più funzionale con minori arbitri e più prestazioni sanitarie per la gente. Auspico che tali disfunzioni siano circoscritte alla sola provincia di Catania, dove peraltro, come lei sa, ci sono grandi professionalità sanitarie capaci di assicurare al cittadino una migliore qualità della vita. Intervenga presto con ispezioni puntuali ed efficaci e disponga le correzioni che vanno poste in essere.




18 Gennaio 2003

Rinforzi per l'ospedale: 9 infermieri

Il vertice dell'Asl 3 di Catania invia 9 infermieri all'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte per “mitigare” la carenza del personale infermieristico e la Uil-Sanità del Comune etneo rientra dallo stato di agitazione proclamato qualche settimana fa.
”E' giusto ringraziare il direttore generale Giorgio Ragona - afferma il responsabile "aziendale" della Uil per il distretto di Bronte e Randazzo, Armando Paparo - per aver accolto le nostre richieste. In ospedale da ormai troppo tempo una carenza di personale infermieristico compromette, a nostro avviso, la stessa qualità dei servizi agli utenti e quindi la nostra minaccia di incrociare le braccia era più che legittima. Il provvedimento del vertice Asl - continua Paparo - che vede arrivare a Bronte ben 9 infermieri anche se temporaneamente, ci dimostra la volontà a risolvere l'annoso problema».
Gli infermieri avranno un incarico di 8 mesi, il tempo necessario per studiare il sistema per impinguare definitivamente la pianta organica, ridando immediatamente qualità ai servizi ospedalieri senza caricare di eccessivo lavoro il personale che al momento al Castiglione Prestianni lavora.

«Certo - riprende Paparo - questo risultato ci incoraggia anche a chiarire tutti gli altri problemi che assillano l'ospedale. La Uil in sinergia con gli altri sindacati e con l'aiuto delle forze politiche a livello regionale e nazionale chiede di completare definitivamente la pianta organica del nosocomio carente non solo di infermieri, ma anche di medici. Mancano anestesisti, urologi e non si riesce a garantire la reperibilità per buona parte di ogni mese dei radiologi e ortopedici. Tutto ciò in un ospedale comprensoriale non è consentito». [Gaetano Guidotto]


17 Gennaio 2003

DENUNCIA DEL RAPPRESENTANTE CGIL

Mancano infermieri e ausiliari negli ospedali

Il tribunale dei diritti del malato ha denunciato una grave carenza del personale infermieristico e ausiliario specializzato in alcuni ospedali dell'asl. E la notizia ha attirato l'interesse di Antonino Longhitano della Cgil.

«La situazione denunciata dal tribunale - dice Longhitano - è una realtà che riprende in modo particolare la situazione del distretto ospedaliero di Bronte. Tale contesto è attribuibile a comportamenti mirati a garantire certe posizioni di privilegio, che più volte ho attaccato. L'aziendalizzazione del servizio sanitario - precisa Longhitano - avrebbe dovuto porre fine ad una gestione di tipo clientelare strettamente legata al sottile filo della politica. Invece ci ha portato a tutt'altro”.

Riprendendo l'argomento della carenza di infermieri e ausiliari Longhitano ha spiegato: "Il contratto di lavoro applicato, prevede che il personale infermieristico, impiegato in mansioni diverse, per il passaggio dalla categoria C alla D debba fare domanda d'inquadramento, con la implicita reintegrazione nelle mansioni proprie di infermiere. E a riguardo vi è anche un chiarimento dell'Aran che precisa: le norme di inquadramento non possono che applicarsi al personale impiegato nell'espletamento delle attività del profilo di appartenenza.

E' pertanto incompatibile l'utilizzazione del personale in mansioni diverse da quelle indicate nelle nonne che regolano l'esercizio della professione. Ma nonostante ciò - conclude Longhitano - sussistono casi in cui infermieri e ostetriche fungono da segretarie". [Luigi Putrino]


10 Gennaio 2003

Distretto sanitario in fermento

Mancano gli infermieri, la Uil minaccia lo sciopero

Ancora irrisolti i problemi del personale infermieristico del distretto di Bronte. Un argomento che si protrae oramai da diverso tempo, che ha visto interessare tutti i sindacati, ha avuto anche il placet della dirigenza e nonostante ciò lascia che si continuino a registrare polemiche.

9 Gennaio 2003

«Se non arrivano altri infermieri sciopereremo»

Passa alle maniere forti la Uil Sanità di Bronte. Il responsabile «aziendale» del distretto di Bronte e Randazzo, Armando Paparo, annuncia lo sciopero dei 55 operatori sanitari iscritti al sindacato, se al nosocomio Castiglione Prestianni di Bronte, non dovessero al più presto giungere altri infermieri ad impinguare i reparti di Urologia e Ortopedia.

«Forse dovevamo anche farlo prima - afferma Paparo - perché è impensabile che in un ospedale che ogni anno migliora in quantità ed in qualità i propri servizi, si registri una grave carenza di personale. Pensate che in un reparto come quello di Ortopedia ruotano uno per volta soltanto 5 infermieri, con una situazione che è solo leggermente migliore in quello di Urologia.
 Di tutto ciò aggiunge - ritengo che non abbia responsabilità il direttore sanitario, dott. Salvatore Scala, il quale ha fatto il possibile per colmare le lacune, spostando personale da altri reparti. E', invece, il vertice dell'Asl che deve porre fine a questo problema che aumenta i carichi di lavoro al resto degli infermieri e li mette in condizione di lavorare sotto stress».

In effetti, il problema del personale dell'ospedale di Bronte esiste e si trascina da tanto tempo. Se da una parte l'ospedale, che ricordiamo serve un vasto bacino che va da Randazzo a Cesarò, è stato migliorato nelle strutture e potenziato nei servizi, dall'altra quest'efficienza non si è registrata nel fornire nuovo personale, con i politici che spesso hanno denunciato il rischio che i bravi medici che vi lavorano si stufino di questa situazione di eterna precarietà e chiedano di essere trasferiti.

L'ospedale di Bronte oggi vanta un complesso ospedaliero invidiabile e reparti nuovi. Oltre a ciò la Regione siciliana ha ulteriormente stanziato 14 miliardi delle vecchie lire per adeguarlo ai dettami del decreto Bindi. Ma il problema del personale resta sempre sul tappeto. [Gaetano Guidotto] 

Ad accendere la miccia stavolta è stata la Uil che per voce del rappresentante aziendale Armando Paparo ha reso nota l'imminente possibilità di uno sciopero qualora la direzione generale non provveda a colmare le lacune del personale infermieristico. Ma contrari allo sciopero si dicono Cgil, Cisl e Ugl. E le motivazioni sembrano abbastanza chiare e condivisibili.
Dall'Ugl-sanità l'intervento arriva direttamente dalla segreteria regionale. "L'argomento in questione ci vede interessati da circa un anno - dice Nuccio Messina -, per cui oggi non condividiamo una attività di disturbo, come lo sciopero. Basterebbe che la direzione generale dell'Asl 3, rispettasse gli accordi convenuti a seguito delle soluzioni da noi proposte. Si pensi - prosegue Messina - che sono in itinere delle domande di infermieri che hanno chiesto il trasferimento a Bronte e nonostante la disponibilità che l'azienda ci aveva comunicato, ancora non vi hanno preso servizio. Per cui ancora una volta abbiamo visto disattendere gli impegni assunti in sede di trattativa. Pertanto più che un'azione di sciopero siamo al limite di intraprenderne una legale. Oggi - conclude Messina - vogliamo un tavolo di confronto immediato perché non si può più giocare con le parole. [Luigi Putrino]



27 Ottobre 2002

I sindacati

Un documento siglato congiuntamente da Cgil, Ugl e Cisl ribadisce la situazione di precarietà del personale all’interno del distretto

Bronte e Randazzo, sanità in calo

Quaranta ausiliari in meno del ‘96

L’odierno numero degli ausiliari specializzati dell’ospedale di Bronte e Randazzo è di gran lunga inferiore a quello del 1996, quando nel distretto pedemontano si registravano ben 104 unità al cospetto delle 65 di oggi. Ma l’aspetto più preoccupante che si evince da questi dati è che 20 di questi ausiliari sono impiegati in parte in altre funzioni e alcuni presentano una ridotta capacità lavorativa. E comunque i servizi ospedalieri da servire sono certamente superiori vista l’istituzione di nuovi reparti come l’ortopedia e l’urologia.

E’ quanto viene fuori da un documento sul personale ausiliario specializzato del distretto di Bronte (…). La “nuova triplice”, Cgil Cisl e Ugl, ha chiesto al direttore generale di rivedere l’organico degli ausiliari; che venga chiarita in tempi brevi la posizione degli ausiliari a disposizione della direzione sanitaria di Bronte, così da permetterne l’eventuali ripianamento in pianta organica; che venga predisposto un piano di acquisto di mezzi meccanici per la pulizia dei locali di degenza e dei servizi, nonché di dotare i singoli reparti e servizi di fax e fotocopiatori. (…) [Luigi Putrino]



  6 Aprile 2003

Tac in funzione entro un mese

Bronte. L'ospedale cresce ma i problemi restano: mancano anestesisti e cardiologi

Sono iniziati nel reparto di Radiologia dell'Ospedale «Castiglione Prestianni» di Bronte i lavori per l'istallazione della Tac. I muratori, in questo momento, hanno il compito di finire i lavori entro le festività pasquali, in quanto subito dopo arriveranno le apparecchiature: «Se mi chiedete la data di inizio del nuovo servizio - afferma il direttore sanitario, dott. Salvatore Scala - sono costretto ad essere cauto, ma con tutta la prudenza possibile, ritengo che il 2 maggio si possa tranquillamente iniziare».

II dato è confortante visto che a Bronte la Tac si aspetta da anni e che l' Asl3 di Catania aveva approvato gli atti della gara d'appalto addirittura 8 mesi fa ovvero l'undici settembre del 2002, con il senatore Pino Firrarello che sui mass media ha denunciato ritardi figli di una possibile poca attenzione verso gli ospedali di Provincia. Adesso però tutto sembra risolto e con la Tac l'ospedale di Bronte fa un bel salto in avanti nella diagnostica.

Del resto l'Asl 3, all'ospedale di Bronte deve sicuramente qualcosa. Nel 2002, infatti, si è registrato un significativo incremento sia in termini di fatturato, sia in termini di numero di ricoveri, tanto che i bilanci permettono alla struttura di autofinanziarsi. Questo perché hanno funzionato bene tutti i reparti e pure i servizi forniti in Day Hospital e Day Surgery, con il servizio di Endoscopia che, per esempio, ha eseguito oltre mille e quattrocento esami a fronte dei soli settanta effettuati nel 1998.
Complessivamente tutte le Unità operative hanno contribuito alla crescita dell'ospedale di Bronte sia per il numero, sia per la qualità dei servizi nonostante le carenze.

A Bronte mancano gli anestesisti (non si riescono a coprire i turni), c'è carenza di radiologi e molte volte salta il servizio di pronta disponibilità. L'organico del Pronto soccorso per troppo tempo è stato insufficiente, anche se di recente è stato integrato, ma non completato. Stesso discorso per i medici cardiologi che non hanno potuto assicurare l'assistenza necessaria per rafforzare l'attività ambulatoriale e il supporto attivo all'attività di Day Hospital e di Day Surgery.

Non è stata istituita una convenzione, «anatomo-patologica», per poter fare degli accertamenti in estemporanea durante gli interventi chirurgici, servizio utilissimo nella lotta alle patologie oncologiche della mammella.

Tac a Bronte, tempi fisiologici

Desidero intervenire in merito all’articolo apparso su “La Sicilia” di domenica 6 aprile dal titolo “Tac in funzione entro un mese - Bronte.

L’Ospedale cresce ma i problemi restano”, per assicurare in primo luogo i cittadini e tutti gli utenti dei Comuni del Distretto Sanitario di Bronte che l’attenzione dell’Azienda ai problemi sanitari-organizzativi dell'ospedale di Bronte è massima e vengono affrontati al meglio pur nei limiti che l'attuale legislazione pone in materia di blocco di assunzioni nel pubblico impiego.
La Tac entro il corrente mese sarà installata e collaudata, ma non si accetta alcuna polemica sui tempi trascorsi dalla data di approvazione degli atti di gara (settembre 2002), ad oggi poiché quelli intercorsi sono tempi fisiologici in un procedimento di aggiudicazione estremamente complesso per l'alta tecnologia delle apparecchiature in gara (Tac, risonanza magnetica e strumentario), a cui è seguito la stipula dei contratti, nonché, l'adeguamento dei locali alla specificità della Tac aggiudicata.
La necessità successiva è quella dì far funzionare al meglio detta apparecchiatura. In proposito sono state avviate da gennaio le procedure di mobilità per la copertura di 17 tecnici di radiologia.
La concreta assunzione dei medesimi avverrà a decorrere dal primo maggio. Alla carenza di personale medico si intende sopperire con una lettura centralizzata delle Tac i cui dati dovranno affluire a detto centro per via telematica.
Anche per quanto attiene il problema degli anestesisti, figura medica questa ormai rara, dove la domanda supera di gran lunga l'offerta, si è inteso intervenire anzitutto nominando, con decorrenza dal primo aprile, pur nelle more dell'espletamento del relativa pubblica selezione, il dirigente medico responsabile della struttura di Anestesia e Rianimazione di Bronte nella persona del dott. Giovanni Paolella già dirigente della struttura di Anestesia e Rianimazione di Acireale.
Per quanto attiene poi la stipula di una convenzione per accertamenti in estemporanea durante gli interventi chirurgici, si dà notizia che sono state contattate le aziende ospedaliere cittadine per una convenzione in tal senso. Infine per la nomina di un dirigente amministrativo all'ospedale si attende che venga approvato l'atto aziendale già all'esame del competente assessorato regionale Sanità.
Dr. Giorgio Ragona - Direttore Generale Asl3

Tutto ciò tralasciando il fatto che da due anni non si riesce a nominare il direttore amministrativo, oltre alla sempre denunciata carenza di personale ausiliario e infermieristico.

Insomma, l'ospedale è certamente cresciuto, e di questo il merito è dei vertici dell'Asl 3, dell'ospedale e agli operatori, ma un ospedale che si fregia del titolo di «comprensoriale», in un territorio che va da Cesarò fino a Randazzo, non può permettersi di non avere sufficiente numero di radiologi ed anestesisti. [Gaetano Guidotto]


12 Febbraio 2003

L’Asl 3 ha firmato i contratti per la fornitura dell’apparecchiatura al «Castiglione-Prestianni»
Adesso però, c’è da risolvere il problema del radiologo che manca

Tra due mesi in funzione la Tac

Due mesi ancora e l'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte avrà la Tac. L'Asl3 di Catania ha firmato i contratti in «leasing» per la fornitura delle apparecchiature con la ditta appaltatrice, cui restano, da contratto, circa 60 giorni di tempo per montare tutto.

Di ciò ci dà conferma direttamente il direttore generale dell'Asl 3 di Catania, dott. Giorgio Ragona che con noi parla della Tac di Bronte, dell'attesa di avere la comunicazione ufficiale da parte della Regione siciliana del finanziamento per l'adeguamento alla legge Bindi dell'ospedale di Bronte e della pulizia del Pte (Punto territoriale di emergenza) dell'ex ospedale di Randazzo che, qualche giorno fa, lasciava seriamente a desiderare. «Ancora qualche mese e poi a Bronte arriverà la Tac - afferma il direttore generale - Arrivata e montata però bisognerà farla funzionare a dovere è credetemi non sarà facile. Sapete bene anche voi, infatti, che non sono molti i radiologi nel mercato, e ancora meno sono quelli disposti a lavorare nelle zone periferiche. In qualche modo però faremo, vedrete».

Il direttore quasi mette le mani avanti, anche se adesso nell'ambiente sanitario di Bronte è più l'ottimismo per l'arrivo della Tac che la paura di non trovare radiologi specializzati in grado di farla funzionare a regime. Con la Tac, infatti, la sanità della zona fa un bel salto di qualità in avanti. Il nosocomio brontese serve un vasto comprensorio che va da Cesarò e Randazzo e fino ad oggi i pazienti ricoverati che avevano necessità di indagini più accurate venivano trasportati presso l'ospedale di Paternò, ovvero il più vicino ad avere la Tac. Inutile ricordare come questo pesava nelle tasche dell'Azienda, che doveva servirsi di un'ambulanza, un autista, un infermiere e se necessario pure di un medico a bordo o un anestesista.

Oltre a ciò vale la pena ricordare anche il travaglio del paziente che, secondo le condizioni poteva anche mal sopportare il trasporto fino a Paterno, dopo aver atteso la disponibilità della radiologia paternese, che chiaramente fino ad oggi ha subito un sovraccarico di lavoro. Tutto ciò senza pensare che con la Tac a Bronte le diagnosi saranno più veloci e più sicure per i pazienti e anche per il personale medico. «Per l'ospedale di Bronte attendiamo un grosso finanziamento - ribadisce Ragona - o meglio sappiamo informalmente che questo è stato assegnato, ma ci manca la conferma ufficiale. Dopo di ché verificheremo quanto di buono si potrà fare per la sanità in quella zona. (...) [Gaetano Guidotto]



19 Novembre 2002

Diverse le novità previste nel progetto complessivo di ristrutturazione del “Castiglione Prestianni”

Cinque «corpi» per il nuovo ospedale

 Posteggio sotterraneo e ingresso da via Aldisio per agevolare il traffico

Ecco il nuovo progetto di ristrutturazione dell'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte, redatto dagli ingegneri Santi Caminiti, Antonello Basile e Giuseppe Mineo e dall'architetto Armando Federico Merlo, grazie ad un finanziamento complessivo di 14 miliardi delle vecchie lire. All'Asl sarà consegnato entro il mese di novembre, come promesso al senatore Pino Firrarello che ha seguito l'intero iter di finanziamento, chiedendo di evitare ogni ritardo per non perdere i finanziamenti.

Questo prevede la realizzazione di 5 plessi che i progettisti chiamano «corpi». Nel corpo A è prevista la «Diagnostica per immagine» il nuovo reparto di Medicina con camere che massimo ospitano 4 posti letto con bagno annesso, un soggiorno, le stanze per gli infermieri ed i medici ed il nuovo reparto di Chirurgia. Nel «corpo B», invece, nel piano seminterrato rimarrà l'attuale reparto di Igiene mentale, mentre a piano terra saranno sistemati alcuni posti letto della Medicina.
Dove attualmente c'è la Radiologia verranno ricavati servizi igienici e depositi. Rimarranno dove sono il Pronto soccorso e la farmacia, ma sarà realizzato un atrio più grande ove sistemare l'accettazione.

Il Gruppo operatorio non sarà toccato, e nello stesso corpo B troveranno posto la cucina e gli uffici della direzione sanitaria. Nel «Corpo C», al posto dell'attuale Laboratorio d'analisi e dei locali adibiti ad ambulatori, ci sarà il nuovo reparto di Urologia, mentre al primo piano, al posto dell'attuale reparto di Pediatria, troverà posto l'Ortopedia con una nuova sala gessi, ed al secondo piano l'Ostetricia e la Ginecologia. Verrà invece mantenuto il «Gruppo Parto» già ristrutturato in un recente passato.

Il nuovo progetto inoltre prevede la riorganizzazione dei percorsi interni della struttura, la sopraelevazione di parte del corpo C, per consentire agli ascensori di arrivare al «Corpo D», che verrà ampliato nell'area sopraelevata e pertanto, connesso al suddetto corpo C, tramite il «prolungamento» del vano scala esistente e dei relativi ascensori, per ospitare il reparto di Pediatria e Neonatologia, un deposito farmaci, un deposito attrezzature, la cucina di reparto, una sala visite normale più una sala visite per emergenze mediche, una corsia neonatale (con 3 posti letto per fototerapia, ossigenoterapia in termoculla, screening e controllo delle bilirubinemie neonatali), una corsia a tre posti letto per emergenze mediche (asfissia, bronchioliti, crisi epilettiche, shock anafilattico, ecc.) ed infine un locale soggiorno e svago per i piccoli pazienti.

Verrà altresì collocato un piccolo presidio ambulatoriale con atrio, attesa, accettazione, quattro unità ambulatoriali, depositi (pulito, sporco, attrezzature), servizi igienici separati per il pubblico e per il personale.

Nell'ultimo plesso chiamato «Corpo I» si prevede la realizzazione del nuovo laboratorio d'analisi, dotato dei servizi previsti dalle vigenti normative al piano terzo Pcr, Ematologia, Virologia, Urgenze, la sala lavaggio e sterilizzazione vetrerie e l'emoteca, al piano quarto il locale accettazione e consegna campioni, sala prelievi e riposo, stanza per la refertazione, laboratorio di chimica clinica, laboratorio di microbiologia, laboratorio per esami delle urine, servizi igienici per gli utenti, adattati alle normative vigenti in fatto di barriere architettoniche.

Questo edificio inoltre consentirà l'accesso per il pubblico al servizio, direttamente dall'ingresso posteriore di via Aldisio, senza quindi intralciare, col suo notevole flusso, il transito dei mezzi d'emergenza da e verso il pronto soccorso. Ed a proposito di traffico automobilistico sarà realizzato un posteggio sotterraneo proprio sotto la piazzetta antistante al Pronto soccorso con ingresso da via Umberto. [Gaetano Guidotto]


10 Novembre 2002

Vertice nella sede dell'Ausl di Catania per il progetto del «Castiglione Prestianni» che sarà pronto entro novembre

Quattordici miliardi di lire per l'ospedale

Saranno abbattute le barriere architettoniche e creato un parcheggio sotterraneo

Sarà pronto entro la fine di novembre il nuovo progetto di 14 miliardi delle vecchie lire per la ristrutturazione dell'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte che avrà addirittura un posteggio sotterraneo. Lo confermano sia i progettisti, sia il senatore Pino Firrarello, che ha seguito l'iter burocratico e ha partecipato a un vertice a Catania nella sede dell'Ausl fra il direttore generale dell'Ausl, dott. Giorgio Ragona, accompagnato dai suoi tecnici e dal direttore sanitario del nosocomio di Bronte, dott. Salvatore Scala, e i quattro progettisti incaricati, gli ingegneri Santi Caminiti, Antonello Basile e Giuseppe Mineo è l'architetto Armando, Federico Merlo.

Il vertice si era reso necessario dopo che la Regione siciliana aveva messo a disposizione 8 miliardi per l'ospedale brontese che si aggiungevano ai precedenti 6 e che dovevano essere spesi al più presto per non rischiare di perdere tutto. «Il problema principale - spiega Firrarello - era derivato dal fatto che i progettisti già avevano avuto incarico di redigere un progetto di 6 miliardi di lire, quando la Regione ha dato la disponibilità per altri 8 miliardi. Bisognava far sì che si redigessero non due progetti, con il rischio che il secondo rivedesse parti del primo con uno spreco economico, ma un unico e più funzionale lavoro. Oltre a ciò bisognava operare nel più breve tempo possibile perché incombeva il rischio di perdere i 2000 miliardi di lire messi a disposizione per l'edilizia ospedaliera e sanitaria siciliana».

Così i tecnici hanno deciso di redigere il progetto per un importo di 14 miliardi, chiedendone il pagamento di 8, risolvendo un inghippo burocratico che sarebbe potuto anche costar caro. Con questi soldi gli ambienti all’interno dell’ospedale saranno messi a norma nel rispetto del «decreto Bindi», saranno abbattute le barriere architettoniche, saranno sistemati gli impianti e, fra le altre cose, sarà realizzato un parcheggio sotterraneo proprio sotto la piazzetta antistante l'ingresso del Pronto soccorso, solitamente invasa da vetture e per questo spesso oggetto di polemiche. L'ingresso del posteggio dovrebbe essere posto in via Umberto, anche se i progettisti al momento stanno vagliando ogni possibile soluzione. «Vi entreranno più di una trentina di macchine - aggiunge Firrarello - per alleviare il problema del parcheggio».

Il progetto, inoltre, prevede la realizzazione di nuovi corpi di fabbrica dove introdurre servizi e divisioni, con l'ospedale di Bronte che alla fine dovrebbe poter ospitare: 25 posti letto per la Medicina generale, 25 per la Chirurgia, 25 per l'Ortopedia, 16 per l'Ostetricia e Ginecologia, appena 8 per la Pediatria e Neonatologia, 6 per l'Igiene mentale, e 6 posti riservati a pazienti paganti. [Gaetano Guidotto]



27 Ottobre 2002

BOTTA E RISPOSTA CON PINO FIRRARELLO

Bronte, la Tac non arriva

«Dipietristi» all'attacco

L'«Italia dei Valori» sul piede di guerra per la Tac che non arriva all'ospedale di Bronte. E con un manifesto, affisso per le vie del paese ieri mattina, il movimento politico accusa il massimo esponente locale della Casa delle Libertà, Pino Firrarello.

Il consigliere comunale Salvatore Catania attacca: «Il 13 settembre venne tappezzata tutta Bronte con un manifesto, a firma del massimo esponente locale della Casa delle libertà, con il perentorio annuncio che l'ospedale di Bronte, dopo due anni di un suo duro e faticoso impegno, dispone del servizio Tac che va ad integrarsi con altri servizi. Ma la notizia del manifesto non ha avuto riscontro, fino ad oggi".

Continuando ha precisato ancora: «Pur non sospettando la malafede del firmatario del manifesto, non sappiamo come definire tale notizia, ma sappiamo per certo che se un utente si reca all' ospedale di Bronte non trova il servizio Tac».

Il senatore Pino Firrarello, mai espressamente citato nel manifesto, replica: «Si tratta di un denigrante atto di sciacallaggio». «Io ho dato una notizia certa - ha precisato - suffragata da una delibera del direttore generale dell'Asl3 dottor Ragona, avendo concluso una gara per l’acquisto delle Tac per gli ospedali di Bronte, Militello e Giarre. Il periodo che trascorre per l'istallazione non è, poi, un problema di carattere meramente politico per cui non di mia competenza». [L.Pu.]



7 Settembre 2002

L'ospedale avrà finalmente la Tac

Firmata ieri la delibera di assegnazione

L'ospedale di Bronte, «Castiglione Prestianni» avrà finalmente una Tac (Tomografia assiale computerizzata) propria, che consentirà ai pazienti di evitare lunghe liste di attesa e fastidiosi trasporti verso gli ospedali di Acireale e Paternò. Il vertice dell'Asl3 di Catania, infatti, ieri ha firmato la delibera di assegnazione e di conseguenza di acquisto dell'importante strumento sanitario che farà sicuramente fare ai servizi del nosocomio brontese, punto di riferimento di un vasto comprensorio che va da Randazzo a Cesarò, un bel passo in avanti.

«Era ora. - ci dice il senatore Pino Firrarello - E' da circa due anni che inseguo questo traguardo, ed in tanto tempo sono stato testimone di impegni non mantenuti che hanno fatto slittare; la data di assegnazione ad oggi. Pensate che ancora mancano i locali, nonostante da sei mesi ne chiedo il completamento, come manca il personale essendo stati trasferiti due radiologi dal distretto. Chiedo- conclude - quindi all'Asl di farla funzionare presto e con il personale qualificato necessario».

Quasi euforico il direttore sanitario dell’ospedale, dott. Salvatore Scala: «Si stanno cominciando a vedere i frutti di tanti anni di sacrifici - ci dice - e credetemi sono convinto che presto la Tac a Bronte sarà funzionante, perché dobbiamo solamente completare le operazioni di trasloco della Radiologia.

Avremo uno strumento nuovissimo e quindi sofisticatissimo, in grado di assecondare tutte le esigenze. Provate ad immaginare quanto potremo diminuire i tempi di attesa dei nostri pazienti, costretti fino ad oggi ad aspettare i turni della Tac di Acireale o Paternò, e soprattutto pensate agli sviluppi futuri che l'utilizzo di questo strumento può determinare nella precisione della diagnosi da parte dei nostri medici».

Il dott. Scala assicura che si potrà anche organizzare il servizio ambulatoriale quando il servizio sarà supportato dal personale sufficiente che per adesso manca, ma in ospedale si respira aria di fiducia convinti-che l'Asl metterà a disposizione tutto il necessario.

21 Settembre 2002

IL Polo medico «Castiglione-Prestianni»

Arriva la tac all'ospedale di Bronte

Ma servono nuovi locali per il Sert

Si profilano tempi migliori per il presidio ospedaliero della cittadina etnea con nuove strutture e ulteriori servizi. Lo si evince da due manifesti affissi per le vie del paese.
Con il primo, a firma del senatore Pino Firrarello, alla cittadinanza è stato comunicato che l'ospedale «Castiglione-Prestianni» di Bronte è finalmente in grado di eseguire esami particolari visto che è stato attrezzato di ulteriore strumentazione sofisticata quale è quella per effettuare la Tac.
Si possono così dire conclusi i tempi delle lunghe liste d'attesa e gli spostamenti verso gli ospedali di Paternò ed Acireale. Per cui, dopo il recente avvio dei reparti di urologia e ortopedia, che si sono aggiunti a quelli tradizionali da tempo esistenti ed operativi, con questa nuova apparecchiatura, l'ospedale di Bronte diventa sempre più il punto di riferimento non solo dei brontesi ma anche del numeroso bacino d'utenti formato dai comuni limitrofi.
L'altro messaggio rivolto alla comunità locale invece proviene direttamente dalla direzione generale dell'Ausl3 di Catania. Infatti si viene portati a conoscenza che l'azienda ricerca in Bronte un immobile da acquistare per poterlo adibire a sede Ser.T.. Nel comunicato vi è inoltre specificato che l'immobile deve essere fornito d'ingresso indipendente e avere una consistenza di dieci vani. In merito all'acquisto, i proprietari di strutture con le caratteristiche richieste devono trasmettere apposita offerta presso la sede legale dell'Ausl3, di via S. M. La Grande 5 a Catania, specificando generalità, planimetria dei locali e il prezzo richiesto.
Gli interessati possono comunque telefonare allo 095/2545058 e prendere contatti con il settore tecnico patrimoniale sito negli uffici di via Canfora 91 a Catania, ed avere maggiori informazioni.
Sembra proprio che Bronte oltre ad essere noto per il pistacchio. a breve lo sarà pure per questo piccolo polo sanitario che cresce di giorno in giorno, in controtendenza a molte altre realtà ospedaliere. [Luigi Putrino]



21 Settembre 2002

All'ospedale Castiglione Prestianni l'Urologia ha finalmente locali propri

«Nascita» di un reparto

Adesso bisogna risolvere il problema del personale

L'ospedale di Bronte, Castiglione Prestianni, finalmente ha un vero e proprio reparto di Urologia. Fino a qualche giorno fa l'Unità 0perativa, guidata dal primario dott. Giuseppe Salvia, i posti letto era stata costretta a prenderli letteralmente in prestito dal reparto di Chirurgia o da quello di Ginecologia, costretti a fare posto. Adesso, invece, in una rinnovata zona dell'ospedale vi sono 10 posti letto riservati solo a questo reparto. «E' importante avere un reparto di Urologia a Bronte - afferma il primario dott. Giuseppe Salvia - e non solo perchè questa è definita la specialità del futuro, a causa dell'invecchiamento della popolazione, ma perché reparti come questo esistono solo sulla costa ionica ed a Catania».

Non a caso pur con tutte le carenze di mezzi e personale infermieristico che hanno caratterizzato fino ad oggi l'Urologia brontese, l'equipe del dott. Salvia composta dagli «aiuti» Piero Butera e Roberto Giarrizzo, in un anno ha effettuato 324 ricoveri, 972 giornate di Day Hospital e 283 interventi per risolvere diverse patologie che vanno da quelle oncologiche, alla più semplice calcolosi urinaria. A Bronte nei giorni scorsi è stato fatto anche un impianto di protesi perinaria idraulica. Il paziente proprio ieri è stato visitato, con i medici che hanno accertato l'inesistenza di crisi di rigetto.

Unico neo del reparto il personale che è un po' il problema dell'intero ospedale di Bronte. Il dott. Salvia sull'argomento non si pronuncia, ma noi abbiamo saputo che nel nuovo reparto operano soltanto tre infermieri e che dal primo ottobre questi dovranno diventare cinque, ma che per raggiungere gli standard previsti ne servirebbero almeno otto. Stesso discorso per gli ausiliari: ne opera soltanto uno quando ne servirebbero quattro.

«Stiamo migliorando l'intero ospedale - afferma il direttore sanitario dott. Salvatore Scala - L'apertura del nuovo reparto premia il lavoro di tutti gli operatori sanitari e mostra anche un certo riconoscimento del vertice dell'Asl, perché senza la loro volontà certo il nostro lavoro non sarebbe bastato. Per il personale che manca fra molte difficoltà e con qualche risorsa in meno rispetto ad ospedali che hanno prodotto meno di noi, in tre anni abbiamo migliorato tutti gli standard dell’ospedale, aumentando i servizi e con essi la fiducia della gente”. (G.G.).




28 Agosto 2002

Denuncia della CGIL. «Il personale c'e, manca l'organizzazione»

«L'ospedale di Bronte è sporco e incustodito...»

Dopo un breve periodo di tregua, all'ospedale di Bronte i sindacati scendono nuovamente in trincea. A entrare in azione stavolta è la Cigl coordinata da Antonino Longhitano che ha rilevato una serie di inefficienze denunciandole non solo al locale direttore sanitario ma anche a consiglieri comunali, assessori e sindaci dei comuni di Bronte, Maniace, Maletto e Randazzo.
«I disservizi nell'ospedale hanno superato ogni limite - precisa Longhitano - vi è in atto una pessima gestione del personale ausiliario che vede la struttura ospedaliera versare in precarie condizioni igienico-sanitarie. Senza tralasciare il degradante stato in cui versano le aree verde all'interno del presidio.
E per di più con un recente ordine di servizio del direttore sanitario alcuni addetti alle pulizie vengono impiegati come autisti». Effettivamente, al momento, l'ospedale di Bronte ha perso quel primato di pulizia che lo contraddistingueva da altre realtà ma, come ha precisato Longhitano, il problema sarebbe riconducibile all'attuale gestione del personale. Infatti dei 50 addetti alle pulizie previsti dalla pianta organica il deficit del personale è di sole 4 unità, ma dei 46 presenti appena 33 vengono impiegati nel ruolo mentre gli altri 13 svolgono mansioni diverse. Oltre al persistere di queste precarie condizioni igieniche, Longhitano ha fatto rilevare anche dei problemi relativi al servizio di radiologia, da due anni chiuso all'utenza esterna e che nonostante ciò non riesce a soddisfare le esigenze dei ricoverati, costretti ad eseguire alcuni esami in altre strutture dell'azienda.
Ma la lunga “lista nera” non si ferma qui. Nei giorni festivi infatti al centralino dell'ospedale non vi è alcun addetto a ricevere le telefonate di coloro che vorrebbero comunicare con i degenti. E ancora: il servizio di portineria a causa della riduzione del personale resta scoperto nelle ore notturne.

E questo per Longhitano è fatto di una certa gravità. «Il servizio non può essere più garantito in modo continuativo perché i tre ausiliari che si occupavano anche delle pulizie della portineria, oggi si trovano a disposizione della direzione sanitaria locale». Ma oltre al reintegro delle suddette unità, un'altra soluzione prospettata da Longhitano sarebbe quella di utilizzare i commessi superflui impiegati in alcuni uffici come l'ufficio invalidi o all'accettazione; visto che il servizio di portineria è svolto da personale del profilo di commesso. [Luigi Putrino]



20 Febbraio 2002

Il reparto di Ortopedia diventa indipendente

L'inaugurazione a fine mese

L'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte a settembre avrà il reparto di Ortopedia indipendente rispetto a quello di Chirurgia. Gli ultimi giorni di agosto serviranno, infatti, per completare i lavori nelle tre stanze dove verranno destinati gli otto posti letto stabiliti dal vertice dell'Asl3 di Catania, e dopo qualche ulteriore giorno, utile per completare i dettagli, il nuovo reparto potrà essere inaugurato. Lo conferma il direttore sanitario della struttura sanitaria, dott. Salvatore Scala, che mette in rilievo la crescita ottenuta dalla struttura ospedaliera brontese negli ultimi anni, con il numero dei ricoverati e dei servizi prestati che è cresciuto di anno in anno ...
... il primario di Ortopedia, dott. Antonio Nicoletti, a Bronte era arrivato circa un anno fa, ma da allora ha operato con solo tre posti letto ed in condizioni non proprio ottimali dal punto di vista del personale a disposizione. Del resto le condizioni della pianta organica del nosocomio le conosciamo. Adesso invece il medico avrà a disposizione un reparto tutto suo, dotato di sala gessi e strettamente collegato con il complesso operatorio (che a Bronte è all'avanguardia), ed il servizio di Radiologia che per l'ortopedia è indispensabile. Poco si sa invece se il reparto sarà impinguato di nuovo personale.

Alla domanda specifica, infatti, Scala ha risposto: «Vedremo di fornirgli il personale cui ha di bisogno. La volontà di creare spazio all'interno dell'ospedale per il reparto di Ortopedia ha impegnato noi e l'Azienda. Abbiamo, infatti, dovuto "rimodulare" la Chirurgia e razionalizzare gli ambienti che avevamo. La volontà di dare autonomia ed efficienza al reparto di Ortopedia c'è ed è visibile, e quindi in futuro l'impegno sono certo che non calerà. Tenete presente inoltre - conclude - che abbiamo creato anche la sala gessi e non è facile ottenere servizi nella Sanità. Bronte, invece, negli ultimi anni è migliorato tantissimo e tutti sappiamo che l'efficienza di un reparto è dovuta sì al primario, ma soprattutto al supporto dei colleghi e del personale infermieristico».
Come dire: conosciamo il problema speriamo di risolverlo. Per Scala comunque già il fatto che a Bronte si garantisca il servizio sa quasi di miracolo, ma è anche vero che all'ampliamento e miglioramento di tutti i servizi forniti dall'ospedale di Bronte guardano con attenzione tutti i Comuni limitrofi alla cittadina del pistacchio. Il Castiglione Prestianni, infatti, rappresenta l'unico ospedale del versante nord dell'Etna riconosciuto dal piano sanitario regionale, ed è chiaro punto di riferimento da Cesarò a Randazzo. Non a caso i ricoveri sono numerosissimi e crescono di anno in anno. Lo scorso anno dal primo gennaio al 19 agosto si sono ricoverati ben 5150 pazienti, mentre quest'anno nell'arco dello stesso periodo questi sono stati 6640, con un incremento di 1490. Un dato in più per convincere il vertice dell'Asl a dotare quei reparti che lo necessitano di quel personale paramedico e medico che migliorerebbe ulteriormente la qualità dei servizi. [G.G.]



 19 Gennaio 2002

Per l'ospedale di Bronte un bilancio lusinghiero

8.000 ricoveri e 1.400 endoscopie

La commissione consiliare alla Sanità del Comune di Bronte traccia, insieme con il direttore sanitario dell'Ospedale Castiglione Prestianni, dott. Salvatore Scala, il bilancio di un intero mandato di attività, guardando come era l'ospedale prima del loro insediamento e come è ora, restaurato in alcuni locali e dotato di nuove strutture. All'incontro (...) i consiglieri (...) hanno chiesto lumi a Scala sulla decisione di realizzare all'interno dell'Ospedale i locali cucina quando mancano spazi, sulla futura programmazione dell'ospedale che dovrebbe migliorare l'Urologia e l'Ortopedia, avere posti di terapia semi intensiva, colmare la carenza in Anestesia, e potenziare la Medicina, soprattutto per le patologie cardiache.

"Non viene messo in discussione - ha ricordato Scala -  l'impegno dell'Azienda sanitaria che in poco tempo ha fornito un nuovo complesso operatorio, migliorato l'ospedale e ridato fiducia alla gente. Qualche anno fa si ricoveravano intorno ai 4.000 pazienti con un bilancio di 13 mld. Oggi sono più di 8.000 i ricoveri effettuati con più di 20 mld di guadagno. Fino a ieri l'altro, inoltre, si effettuavano appena 70 endoscopie, mentre solo nel 2001 se ne sono effettuate 1.400" (....),

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