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Idee e Progetti per un Nuovo Ospedale

DICEMBRE 2010 / NOVEMBRE 2012

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Il Castiglione Prestianni


2 Novembre 2012

L’impresa ha consegnato la certificazione per chiedere il collaudo dei nuovi locali dell’ospedale

Un momento atteso da ben sei anni

Questo momento è stato atteso da ben 6 anni. Tanti ne sono passati da quell’ormai lontano 18 dicembre del 2006, quando furono consegnati all’impresa i lavori di ristrutturazione e ampliamento dell’ospedale Castiglione Prestianni di Bronte. Secondo programma in 2 anni e con 7 milioni di euro si dovevano realizzare plessi nuovi e ristrutturare quelli vecchi, per dotare un territorio montano e distante dagli ospedali più grandi, di una struttura ospedaliera all’avanguardia. E’ palese che i tempi non sono stati rispettati, ma forse oggi è arrivato il momento di porre fine alla vicenda: “Finalmente – ci dice il direttore dei lavori, ing. Giuseppe Mineo – l’impresa ha consegnato la certificazione per procedere al collaudo statico della nuova Pediatria e del nuovo edificio che ospiterà il laboratorio analisi e gli ambulatori. Personalmente ho già sentito il collaudatore che mi ha assicurato che la prossima settimana consegnerà al Genio civile il collaudo statico. Dal giorno successivo si potrà formalizzare la consegna all’Amministrazione sanitaria dei reparti ultimati”.

Per l’ospedale di Bronte, ma soprattutto per il territorio, un momento storico. Il locale ristrutturato della nuova Pediatria è quello che un tempo ospitava gli uffici amministrativi e del direttore sanitario, mentre il plesso del Laboratorio di analisi e degli ambulatori e proprio quello costruito ex novo con ingresso da via Aldisio. Oltre a ciò la consegna dei dei nuovi reparti permetterà all’ospedale di liberare altri ambienti da ristrutturare. “E noi subito dopo – continua l’ingegnere Mineo – in 4 mesi ristruttureremo i reparti di Ginecologia e poi anche quelli di Medicina e Chirurgia”. Mineo assicura anche come attualmente la tabella di marcia dei lavori sia rispettata, confermando che, in assenza di imprevisti, a giugno 2013 i lavori di ristrutturazione dell’ospedale dovrebbero essere totalmente finiti.

Quando si parla di tempi però, tutti, compreso il direttore Mineo, visti i precedenti, incrociano le dita: “Confermo da data – conclude infatti – ma in assenza di imprevisti. L’impresa per esempio in passato ha lamentato estenuanti ritardi nei pagamenti e se ciò dovesse verificarsi ancora certo qualche problema, tradotto in ritardi, potrebbe provocarlo, perché è ovvio che l’impresa andrà in sofferenza. Ma se la Regione ritarda i pagamenti – conclude – impedendo all’Asp di essere puntuale, nessuno di noi ha il potere di intervenire”. Comunque vada sembra proprio che tutti i problemi che hanno provocato 4 anni di ritardi siano stati superati e che mese più mese meno, si viaggia spediti verso la conclusione dei lavori. E questa, per un territorio di periferia, è certamente una buona notizia. [Gaetano Guidotto]



28 Aprile 2012
CHIUSURA PUNTO NASCITE AL CASTIGLIONE-PRESTIANNI

Il sindaco presenta ricorso

Il sindaco ha presentato un ricorso amministrativo straordinario, indirizzato all’Ufficio legislativo e legale della Regione, all’assessorato alla Salute, alla Presidenza della Regione ed all’Azienda sanitaria provinciale, per contestare la chiusura del punto nascita dell’ospedale Castiglione-Prestianni. Nel ricorso il senatore Firrarello chiede l’annullamento del decreto dell’Assessore regionale che di fatto ha soppresso il punto nascite a Bronte. «Questo Punto nascite – scrive il sindaco – è punto di riferimento per Bronte, Maletto, Maniace, Randazzo, Cesarò, San Teodoro e Santa Domenica Vittoria e non ha mai fatto emergere disfunzioni o eventi di malasanità. Oltre a ciò è lontano oltre 50 chilometri dal capoluogo, ed insiste in u territorio lontano dal primo centro ospedaliero e mal collegato. E’ indubbio, quindi, che la sua soppressione è lesiva del diritto alla salute dei cittadini, diritto che la Costituzione garantisce».
Ma non solo. Firrarello nel ricorso evidenzia come il decreto dell’assessore regionale «contrasti con il Piano sanitario regionale 2011/2013, difetti di motivazione e violi il principio di correttezza, efficienza e buon andamento della Pubblica amministrazione». «Il Piano della Salute 2011/2013 – scrive infatti Firrarello nel ricorso – prevede il mantenimento dei Punti nascita nei luoghi disagiati e distanti dalle strutture ostetriche più vicine. Di conseguenza la chiusura di Bronte si pone certamente in contrasto con il Piano sanitario regionale”.



18 Febbraio 2012

IN MIGLIAIA A PROTESTARE CONTRO LA CHIUSURA DEL PUNTO NASCITE DEL CASTIGLIONE-PRESTIANNI

In piazza a difesa dell'Ospedale

In migliaia questa mattina hanno raccolto l’invito di Istituzioni e associazioni del versante nord dell’Etna ed hanno sfilato in corteo a Bronte per dire no alla chiusura del Punto nascite dell’ospedale Castiglione Prestianni. Alle 10 piazza Spedalieri era già gremita di gente.

Il sindaco Pino Firrarello è stato il primo ad arrivare per accogliere i suoi colleghi. Nessuno dei primi cittadini, infatti, ha mancato all’appuntamento: Ernesto Del Campo di Randazzo, Pippo De Luca di Maletto, Salvatore Pinzone Vecchio di Maniace, Antonio Pinzone di Santa Domenica Vittoria, Salvatore Agliozzo di San Teodoro ed Antonio Caputo di Cesarò, hanno guidato insieme con Firrarello il corteo che dalla centrale piazza Spedalieri si è mosso fino all’ospedale.

Con loro i presidenti dei Consigli comunali, i rappresentanti delle associazioni che insieme alle istituzioni hanno organizzato la protesta, ovvero Consiglio delle Donne, Telefono Rosa, Fidapa, Club Donne Insieme, Centro Aiuto alla Vita, Associazione Ghiran di Maniace, IPAB, Confraternita di Misericordia, Unitalsi, Circolo di Cultura “Enrico Cimbali”, Circolo Anziani, Circolo Operaio, Croce Rossa Italiana sezione di Bronte, FSE Bronte 1 San Giuseppe Artigiano, Rotary Club Aetna nord/ovest, Associazione Terapia del Sorriso, Rangers di Sicilia, Iride ed il comitato cittadino “Uniti per la difesa dell’ospedale”.
Presenti anche numerose autorità fra cui gli onorevoli Pippo Limoli e Nino D’Asero, i consiglieri provinciali Nunzio Parrinello ed Aldo Catania, ed il presidente di Joniambiente, già presidente dell’Asl 39 di Bronte, Francesco Rubbino. Tantissime le donne, vere protagoniste della protesta.

“Hanno ragione le donne a protestare. – ha affermato il sen. Pino Firrarello – Non si può chiudere un Punto nascite che assicura un servizio in un territorio montano di oltre 50 mila abitanti. Non si può chiudere usando la forza dei numeri dopo che il reparto, insieme con l’intera struttura ospedaliera di Bronte, è stata privata di medici e di primari e lasciata ad agonizzare”.

“Difendiamo il Punto nascita e l’intero ospedale. – ha aggiunto il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Gullotta – E domani spiegheremo a Sirna quanto grave sarebbe non potenziarlo”.

“Pensate a chi – hanno replicato gli onorevoli Limoli e D’Asero – deve percorrere diversi chilometri su queste strade tortuose prima di raggiungere un ospedale attrezzato”. “Difendiamo il diritto alla vita ha affermato il presidente del Consiglio delle donne Maria Pia Castiglione - e soprattutto il diritto di nascere nel proprio territorio”. “I miei figli sono nati qui – ha aggiunto Antonella Caltabiano dell’associazione Telefono Rosa – un diritto che debbiamo difendere per tutte le donne”. “Questo è solo l’inizio – ha concluso il presidente del Comitato cittadino Giuseppe Mancuso – la battaglia prosegue per difendere Punto nascite ed ospedale intero”.


15 Febbraio 2012

CHIUSURA PUNTO NASCITE A BRONTE - SABATO 18 TUTTI IN PIAZZA

Bronte in piazza per difendere l'ospedale

Si tenta di tutto per salvare il Castiglione-Prestianni: raccolta firme, manifestazioni di piazza, comitati di difesa, richieste di incontro con i responsabili regionali, presentazione di Odg alla Regione

La Città di Bronte passa ai fatti nell’azione di difesa non solo del “Punto nascite” dell’ospedale Castiglione Prestianni, minacciato di soppressione, ma dell’intera struttura ospedaliera. Dopo l’approvazione da parte dal Consiglio comunale di un documento che alcune associazioni di volontariato hanno fatto sottoscrivere a oltre 5000 cittadini, sabato 18 febbraio l’Amministrazione comunale e numerose associazioni brontesi hanno organizzato una manifestazione per far sentire forte la voce di un territorio che dalla chiusura del “Punto nascite” sarebbe fortemente penalizzato. Una massiccia partecipazione a dimostrazione di quanto il problema sia sentito.
Il raduno è previsto alle ore 10 nella centrale piazza Spedalieri. Saranno presenti i sindaci ed i presidenti dei Consigli comunali di tutti i Comuni (e sono ben 7) che, gravitando introno a Bronte, vedono il Castiglione-Prestianni come un punto di riferimento importante per il diritto alla salute dei propri cittadini. Ma saranno presenti anche i rappresentanti delle numerose associazioni che stanno organizzando l’iniziativa. Il corteo da piazza Spedalieri si muoverà verso l’ospedale dove verrà effettuato un sit in di protesta. “A protestare, e giustamente, – afferma il sindaco Pino Firrarello – sono soprattutto le donne e questo mi incoraggia. La loro caparbietà e la loro forza farà capire a chi di dovere che questo Punto nascita non deve essere chiuso e che l’intero ospedale va potenziato”.


IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE SU MANDATO DI 8 COMUNI CHIEDE UN INCONTRO A RUSSO E SIRNA

Non solo manifestazioni di protesta per convincere la Regione a non chiudere il Punto nascite del Castiglione-Prestianni. Il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Gullotta, su mandato dei sindaci e dei presidenti dei Consigli comunali di Maletto, Maniace, Cesarò, San Teodoro, Randazzo, Santa Domenica Vittoria e Moio Alcantara, ha inviato una lettera all’assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, ed al commissario straordinario dell’Asp 3 di Catania, Gaetano Sirna, chiedendo loro un incontro.

“Vi chiedo – scrive Gullotta nella missiva – di ricevere una delegazione dei rappresentanti dei Comuni e delle associazioni che si stanno battendo per il mantenimento del Punto nascite. L’incontro servirà ad evidenziare i disagi che deriverebbero dalla chiusura del servizio e, contemporaneamente, ad illustrare le ragioni che giustificherebbero una deroga, tra l’altro espressamente prevista dallo stesso decreto regionale che ha disposto la chiusura dei punti nascita che non raggiungono i minimi standard di attività”.

19 Febbraio 2012

I tagli alla sanità - Piazza Spedalieri gremita con il sindaco, il sen. Pino Firrarello, che ha accolto i colleghi degli altri Comuni. L’affollato corteo ha poi raggiunto il «Castiglione Prestianni» che copre un territorio di oltre 50mila abitanti

«I nostri figli devono nascere qui»

In migliaia provenienti anche dai centri vicini hanno sfilato contro la chiusura del Punto nascita
In migliaia ieri hanno raccolto l’invito di istituzioni e associazioni del versante nord dell’Etna e hanno sfilato in corteo a Bronte per dire no alla chiusura del Punto nascite dell’ospedale Castiglione Prestianni. (...)

20 Febbraio 2012

A manifestare anche tutti i sindaci del comprensorio
Marcia per salvare il Punto-nascite

Donne protagoniste della protesta

La Città di Bronte, assieme ai comuni di Maletto, Maniace, Randazzo, Cesarò, San Teodoro, Santa Domenica vittoria, Moio alcantara, con numerose associazioni cittadine, hanno manifestato contro la chiusura del punto-nascite dell'Ospedale «Castiglione Prestianni» (---)

20 Febbraio 2012

Sanità. Il Presidente del Consiglio è previsto che oggi si incontri con il Commissario dell'Asp

Difesa del Punto nascite

A Bronte donne in catene

Maria Pia Castiglione, presidente del Consiglio delle donne: "Difendiamo il diritto alla vita e sopra tutto di nascere nel proprio territorio"
Le donne di Bronte oggi si incatenano davanti all'ospedale per protestare contro la chiusura del punto nascite del «Castiglione Prestianni» (...)

Come scritto in precedenza dal sindaco Firrarello in una analoga lettera inviata all'assessore Massimo Russo, anche Gullotta non si limita a chiedere solo il mantenimento del punto nascita: “Si chiede – infatti, continua – di intraprendere ogni iniziativa utile per il completamento degli interminabili lavori di ristrut­turazione del presidio ospedaliero, “conditio sine qua non” per l’acquisizione di risorse umane e strumentali indispensabili all’attività di un ospedale la cui distanza dai centri ospedalieri del capoluogo impone tempi di percorrenza che potrebbero arrecare pregiudizio al buon esito delle prestazioni sanitarie”.


UN COMITATO A DIFESA DEL CASTIGLIONE-PRESTIANNI

Si è costituito il comitato di cittadini che si batte contro la chiusura del Punto nascite a Bronte. Si chiama "Uniti per la difesa dell’ospedale Castiglione - Prestianni di Bronte, del Punto nascite e per la tutela della salute". Questi i vertici eletti dall’assemblea: Giuseppe Mancuso (presidente), Alice Gammeri (vicepresidente), Dario De Luca (segretario), Giusy Galvagno (vicesegretario). Antonino Schilirò, Salvo Anastasi, Gaetano Saitta, Biagio Venia e Antonio Petronaci sono stati nominati consiglieri.

Oltre al direttivo hanno aderito al comitato Luigi Saitta, Biagio Venia, Antonino Schilirò, Massimo Guarnera, Gianluca Russo, Enzo Prisco, Venera Ponzio, Giuseppe Marino Gabbazza, Maria Sapuppo, Samuele Galvagno, Alessandro Longhitano, Teresa Portaro, Giuseppe Liuzzo Scorpo, Alfredo Meli, Giuseppe Calanni Falcone, Marco Samperi, Daniele Faita, Nunzio Samperi, Antonino Giuseppe Gatto e Salvo Anastasi.

15 Febbraio 2012

Sirna risponde a Gullotta

Incontro lunedì 20 alle ore 12

All’incontro parteciperanno anche Limoli e Leanza

Il primo a rispondere alla richiesta di incontro per salvare il Punto na­scita del­l’ospedale di Bronte, è stato il commissario straordinario dell’Asp 3 di Catania, Gaetano Sirna.
Il pre­sidente del Consiglio comu­nale Sal­vatore Gullotta, afferma in­fatti che Sirna “ha comu­nicato di esse­re dispo­nibile a riceverci lunedì alle ore 12 nella sede dell’Asp a Catania. Lo ringrazio per la sen­sibilità dimo­stra­ta a nome del ter­ritorio”.
Ed all’incontro parteciperanno anche gli ono­revoli Pippo Limoli e Lino Lean­za: «Va ricor­dato - ha affermato Limoli - che la realtà del territorio in cui ricadono gli 8 Comuni è di mon­tagna e appare impensabile che le gestanti possano spostarsi in sicurez­za attraverso una viabilità partico­larmente tortuosa senza cor­rere altis­simi rischi». Limoli fa sapere, inoltre, che è stata chiesta l’audizione dei rap­pre­sentanti dei Comuni, con Bronte capofila, presso la com­missione Sani­tà dell’Ars.
«Sono contento che Sirna abbia accettato di effettuare un incon­tro ufficiale - ha aggiunto l’on. Leanza - mi auguro che confermi quanto mi ha detto in precedenza, ovvero di es­sere pronto a presentare la richiesta di deroga al decreto».

Il comitato ha anche approvato un documento dove si chiede, oltre al mantenimento del Punto nascite, "che venga ripristinata Urologia, integrata l’Ortopedia e potenziato il servizio di Pronto Soccorso e gli annessi laboratori diagnostici (radiologia e laboratorio analisi)". Oltre a ciò che venga "ridefinita la rimodulazione dei reparti al momento funzionanti (chirurgia, medicina, pediatria, psichiatria, lungodegenza ecc.) e che, infine, i posti letto definitivi del presidio ospedaliero non scendano al di sotto delle 120 unità, requisito essenziale per il suo mantenimento".

"Questo documento - afferma il neopresidente Mancuso - sarà sottoscritto da tutti i cittadini che ne condivideranno i contenuti, e inviato alle autorità politiche ed istituzionali. Oltre a ciò ci incontreremo con le altre associazioni e gli altri comitati che si stanno battendo a difesa dell’ospedale per organizzare insieme delle manifestazioni di protesta. Se nessuno dovesse ascoltarci - conclude - siamo disposti ad andare a protestare a Palermo". [Gaetano Guidotto, La Sicilia, 12 Febbraio 2012]


L’ON. LEANZA TUONA ALL'ARS: «A BRONTE IL PUNTO NASCITE DEVE RESTARE APERTO»

E’ arrivata all’assemblea regionale siciliana la voce del versante nord dell’Etna che si sta battendo affinché non venga chiuso il Punto nascite dell’ospedale Castiglione Prestianni di Bronte. E’ arrivata grazie all’on. Lino Leanza che ha presentato un ordine del giorno affinché non solo non venga chiuso il reparto di Ostetricia e di Ginecologia, ma che anzi venga potenziato.
«Il presidio ospedaliero di Bronte - si evidenzia nel documento letto da Leanza a Palazzo dei Normanni - è al servizio di un comprensorio di 50 mila abitanti che, per caratteristiche orografiche, soffre di oggettive difficoltà nei collegamenti. Considerato che il reparto, nonostante la carenza di personale medico e paramedico, ha costantemente offerto standard di assistenza, si impegna l’assessore regionale per la Salute a disporre, nell’ambito delle deroghe alla soppressione dei punti nascita, il mantenimento ed il potenziamento del reparto a Bronte». Poi l’on. Leanza si è rivolto direttamente all’assessore Russo dicendo: «Se dobbiamo chiudere tutte le strutture dove nascono meno di 500 bambini l’anno, bene queste devono essere messe in condizioni di pari opportunità. Non è pensabile che un ospedale a cui abbiamo tolto il primario, due aiuti, l’anestesista e la sala operatoria, possa arrivare a 500 parti l’anno. E’ praticamente impossibile! Dobbiamo trovare le condizioni per garantire a tutte le strutture pari opportunità in partenza».
Intanto si allarga sempre il fronte della protesta nell’intero comprensorio di Bronte. Sono sempre di più le associazioni ed i Comuni che intendono far sentire la propria voce contro di decreto che sopprime il servizio nell’ospedale. Per questo il Consiglio delle Donne di Bronte, che aveva già organizzato un sit in oggi davanti l’ospedale, ha deciso di annullare la manifestazione. «E’ più giusto – afferma il presidente Maria Pia Castiglione – organizzare manifestazioni in sinergia con tutte le forze che puntano allo stesso obiettivo». [La Sicilia, 11 Febbraio 2012]


Venerdì 2 Febbraio 2012

CHIUSURA PUNTO NASCITE A BRONTE

Contro la chiusura si muovono le associazioni femminili del territorio

Raccolta firme e sit-in davanti all’ospedale

Chi intende chiudere il “Punto nascite” dell’ospedale Castiglione-Prestianni dovrà vedersela con la determinazione e la caparbietà delle donne di Bronte e dell’intero territorio che hanno già organizzato un sit-in davanti all’ospedale per la giornata di sabato 11 febbraio alle 9 e 30.
Ad organizzarlo sono quasi tutte le associazioni al femminile del comprensorio che riunisce i Comuni di Randazzo, Maletto, Maniace, Cesarò, San Teodoro, Santa Domenica Vittoria e naturalmente Bronte che vede già al lavoro il Consiglio delle Donne, presieduto da Maria Pia Castiglione e le associazioni al femminile Fidapa, Ipab, Club Donne Insieme, Centro Aiuto alla Vita e Telefono Rosa. «Lo facciamo – ha affermato la Castiglione – come mamme che abbiamo fatto nascere qui i nostri figli e come donne, per garantire anche alle altre, in futuro, questo sacrosanto diritto».
E tutte le associazioni rosa di Bronte su iniziativa del Consiglio delle donne, sabato 4 e domenica 5, in piazza Rosario e nei piazzali antistanti i supermercati, allestiranno dei gazebo per distribuire i volantini della protesta di giorno 11, ma soprattutto per permettere ai cittadini di sottoscrivere il documento da inviare all’assessore Massimo Russo ed alla deputazione delle province di Catania e Messina che il Consiglio comunale di Bronte, presieduto da Salvatore Gullotta, ha approvato assecondando magistralmente le indicazioni di maggioranza ed opposizione.
“Il documento – afferma Gullotta – presto potrà essere anche firmato all’Ufficio anagrafe, ma noi consiglieri comunali scenderemo in piazza, allestiremo gazebo informativi per raccogliere le firme. Invito quindi i cittadini a firmarlo – conclude - per far capire a Palermo che a chiedere è tutta la comunità”.

3 Febbraio 2012

Punto nascite, raccolte 1.500 firme

Già oltre 1.500 firme contro la chiusura del punto nascite dell’ospedale di Bronte.

Le hanno raccolte, solo nella giornata di ieri, le caparbie componenti del Consiglio delle donne di Bronte insieme alle associazioni tutte al femminile Fidapa, Club Donne Insieme e Telefono Rosa, cui si è aggiunta anche la Misericordia.

«La gente ha firmato e ci ha incoraggiato a continuare - ha affermato il pre­sidente del Consiglio “rosa” bron­tese, Maria Pia Casti­glione - oggi continueremo e forse ripeteremo la raccolta anche il prossimo weekend».
I gazebo rimarranno aperti anche oggi in piaz­za Rosa­rio e nei piazzali antistanti i super­mercati, anche per infor­mare la gente sul “sit in” di sabato prossimo davanti l’ospedale.


22 Gennaio 2012

Punto nascite: Telefono rosa e Fidapa

«Partorire vicino a casa è un diritto»

Bronte, le donne alzano la voce

Adesso sono le donne di Bronte a scendere in campo per difendere il punto nascite del loro ospedale. Le associazioni “Telefono rosa” e “Fidapa”, fanno già sentire la propria voce. «Il Telefono Rosa di Bronte, facendosi portavoce dei diritti di tutte le donne che vivono in questo comprensorio e nei paesi pedemontani – dichiara Fabiana Attinà, vice presidente dell’associazione - intende sostenere la lotta contro la chiusura del punto nascita dell’ospedale di Bronte. Il nostro sostegno alla protesta non ha alcun colore politico, ma l’obiettivo preciso di dare voce allo sdegno delle dirette interessate; l’importanza di un’assistenza continua ed immediata, il diritto di partorire vicino alla propria abitazione, con la possibilità di raggiungere facilmente ed in tempi brevi il reparto nascita deve essere un diritto di ogni donna e di ogni nascituro».
Per le donne di Bronte non vi sono ragioni plausibili o politicamente giustificabili per accettare una decisione che vincolerà generazioni di donne a programmare il parto o, peggio, a non avere immediata assistenza specialistica in caso di necessità. «Chi dovrà decidere sappia - afferma i presidente della Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni affari) di Bronte, Francesca Longhitano - che questo è un territorio montano mal collegato con i Comuni dell’area metropolitana e che ha bisogno di servizi. Il punto nascite di Bronte non va soppresso, ma potenziato assieme all’intero ospedale che, quando saranno completati i lavori di rimodulazione, se dotato del personale necessario i 500 l’anno li supererà».



21 Gennaio 2012

CHIUSURA PUNTO NASCITE A BRONTE

Deroga possibile

L’on Lino Leanza: «L’assessore Russo disponibile a valutare un’articolata e motivata richiesta»

«Nessun pregiudizio nei confronti del Punto nascite dell’ospedale Castiglione Prestianni di Bronte e se l’assessorato regionale dovesse concedere deroghe al decreto che vede chiudere i punti nascita con meno di 500 parti l’anno, di fronte ad una motivata richiesta del commissario dell’Asp 3, Gaetano Sirna, il mantenimento del Punto nascite di Bronte sarà valutato».

Questo in sintesi il pensiero dell’assessore regionale Massimo Russo raccontato dall’on. Lino Leanza che, di fronte rischio di vedere sottrarre il servizio al versante nord dell’Etna, ha deciso di intervenire, incontrando, ieri a Catania, direttamente l’assessore Russo. «Ho incontrato l’assessore insieme con il commissario Sirna - afferma l’on. Leanza - che mi ha ulteriormente ribadito la volontà a presentare opportuna richiesta di deroga al decreto, affinché il punto nascite di Bronte venga mantenuto. L’assessore Russo – continua Leanza - non ha posto alcun veto, anzi ha chiaramente detto che di fronte ad una articolata e motivata richiesta di deroga, c’è tutta la disponibilità possibile a valutarla».

In pratica l’assessore regionale alla Sanità non ha preso l’impegno di salvare il servizio di Bronte, ma è pronto a verificare condizioni e necessità del territorio. «Proprio così - ha ribadito Leanza - Russo ha chiaramente detto che se la Regione deciderà di concedere deroghe al decreto, quella di Bronte sarà valutata».

Adesso la parola quindi passa al commissario Sirna che entro il 30 giugno dovrà presentare l’istanza. «Sono fiducioso - conclude Leanza – anche perché l’ospedale di Bronte in passato ha usufruito di deroghe in virtù della sua valenza, delle caratteristiche del territorio e delle difficoltà che incontrerebbero pazienti. Condizioni reali che anche questa volta potrebbero avere il loro peso.» «Adesso - conclude - bisogna solo attendere, ma preannuncio già che mi batterò affinché l’ospedale di Bronte veda concludere i lavori di ampliamento e completare gli organici». E il mantenimento del Punto nascite del Castiglione Prestianni è stato oggetto di dibattito ieri all’interno del Consiglio comunale di Bronte presieduto da Salvatore Gullotta. Tutti i gruppi politici si sono schierati a favore dell’ospedale e si riuniranno per redigere un documento comune da inviare alla Regione. [L. S.]

20 Gennaio 2012

Lino Leanza

«Punto nascite da mantenere»

"Il Punto nascite dell’ospedale di Bronte non deve es­sere chiuso, senza se e senza ma". A sostenerlo con decisione è l’on. Lino Leanza che questo pome­riggio incontrerà l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, apposi­tamente per chie­dergli di con­cedere a Bronte la deroga al decreto regionale.
"L’ospedale di Bronte - afferma - è al servizio di un ter­ri­torio di montagna e non può essere ridimen­sionato, semmai poten­ziato. Ogni struttura ospe­daliera deve essere messa in condizione di superare i 500 parti l’anno. E’ Bronte in questi anni ha avuto tanti disagi. Ho già parlato con il commissario del­l’Asp, Gaetano Sirna, che mi ha confermato di voler pre­sentare all’assessore regionale la richiesta di dero­ga per Bronte. Oggi incon­trerò l’assessore Russo per chiedergli di asse­condare questa richiesta, mantenendo a Bronte un servizio così importante".


18 Gennaio 2012

CHIUSURA PUNTO NASCITE A BRONTE

Lettera del sindaco all'assessore Russo

«Rivedete la scelta politica»

Il decreto regionale prevede la chiusura del punto nascite dell’Ospedale Castiglione Prestianni di Bronte, ed il sindaco sen. Pino Firrarello scrive all’assessore regionale Massimo Russo e per conoscenza al commissario dell’Asp 3 Gaetano Sirna: «Intendo – si legge nella missiva - manifestarle la mia preoccupazione per la chiusura del punto nascita dell’ospedale di Bronte, prevista dal decreto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana del 5/1/2012. Non discuto la scelta del parametro dei 500 parti nell’ultimo anno, che considero un numero equo per l’organizzazione di un sistema ospedaliero funzionale. Il bacino di utenza dell’ospedale di Bronte comprende i Comuni di Bronte, Maletto,Randazzo in Provincia di Catania e S. Domenica Vittoria, Cesarò e S. Teodoro in Provincia di Messina per un totale di 50.000 abitanti collocati in un territorio montano che va da 800 a 1000 metri di altitudine tra l’Etna e i Nebrodi. La circostanza che l’Ospedale di Bronte sia annoverabile tra gli unici ospedali alto montani della Sicilia, reputo che non sia stata, opportunamente, valutata».
Poi Firrarello sottolinea come il reparto di Ostetricia di Bronte abbia operato benissimo ed ottenuto numeri lusinghieri nonostante le tante difficoltà che attanagliano la struttura ospedaliera ed i suoi servizi: «I 347 parti che il punto nascita ha raggiunto durante il 2011 è un numero altissimo, ove si considerino le difficili condizioni in cui il reparto ha dovuto operare. Infatti la divisione di ostetricia è priva di primario da ormai cinque anni, ha un numero di medici ed ostetriche ridotto ed una ginecologia insufficiente. Tali circostanze in presenza di un servizio che, complessivamente, riesce a soddisfare la domanda degli utenti di un vasto territorio piuttosto che essere soppresso avrebbe dovuto essere potenziato. Intendo altresì precisare che fino a quando il reparto non ha registrato le carenze di personale sopra indicate il parametro dei 500 parti l’anno era abbondantemente superato.
L’ospedale di Bronte è peraltro da molti anni un cantiere di lavoro per un progetto di ampliamento e ristrutturazione per somme rilevanti. La lentezza con i quali procedono i lavori non hanno trovato alcuna legittima spiegazione e la parola fine sembra allo stato attuale una chimera. In tali difficili condizioni il personale ha sempre operato con grande abnegazione, superando ogni difficoltà pur di dare una adeguata assistenza alla popolazione.
In questi anni non sono mai mancate le mie sollecitazioni, anche scritte ai responsabili dell’ASP della Provincia di Catania nelle persone dei dott.ri Scavone, Calaciura e Sirna. Da uomo delle istituzioni, quale ritengo di essere, mi sono adoperato assieme ad altri per realizzare un piccolo ospedale capace di dare un servizio ottimale ad una popolazione che ha evitato di intasare gli ospedali della città. I 110 posti dell’Ospedale di Bronte garantivano una adeguata funzionalità a fronte di costi di gestione sufficientemente contenuti». Infine il senatore conclude affermando che «sarebbe molto opportuno rivedere la scelta politica della soppressione degli ospedali di comunità che hanno una grande funzione non solo sociale, ma anche economica sul piano del contenimento dei costi».



10 Gennaio 2012

SANITA' IN SICILIA

Russo: «Chiudono i punti nascita ma i parti ora saranno più sicuri»

«Il piano regionale dei punti nascita non si tocca, andiamo avanti a testa alta». Parola dell’assessore alla Salute, Massimo Russo, che parla per la prima volta dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana del 5 gennaio del decreto “Riordino e razionalizzazione della rete dei punti nascita”.
Soltanto il “minimo sindacale” di disponibilità ad ascoltare le deroghe eventualmente proposte dai manager delle Asp sui sette punti nascita (Lipari, Pantelleria, Bronte, Nicosia, Corleone, Mussomeli e Santo Stefano di Quisquinia) dapprima graziati e adesso tagliati comunque.

Bronte in trincea: pronti al ricorso

Il piano «cancella» anche Paternò. Il commissario dell’Asp: «Verificheremo le deroghe»

Sotto il Vulcano c’è chi prepara le barricate. L’ultima versione del decreto dell’assessorato regionale della Saluta ha tagliato un punto nascita inizialmente “graziato”: Bronte. Che guarda caso è il feudo di Pino Firrarello, uno dei più acerrimi nemici politici del governatore Raffaele Lombardo.
Ma il sindaco della città del pistacchio non ne fa una questione personale: «Visto lo stato disastroso della sanità siciliana ormai non mi stupisco di nulla, tanto meno del fatto che in extremis Bronte sia stato escluso dalle deroghe dell’assessorato».
Il senatore del Pdl annuncia battaglia: «Faremo di tutto per dimostrare, carte alla mano, che si sta commettendo un errore madornale. E se non dovessimo essere convincenti con la ragione e il dialogo allora andremo fino in fondo con qualsiasi mezzo, compresi i ricorsi giudiziari». Firrarello fa propria l’istanza della comunità di Bronte, ma non soltanto: «Il bacino d’utenza del nostro punto nascita serve anche i cittadini di Maletto, Randazzo e Maniace in provincia di Catania, e di San Teodoro, Cesarò e Santa Domenica nel Messinese». È pure vero che il trend di parti a Bronte è in continuo calo: dagli oltre 600 di tre anni fa ai 341 del 2011. «Ma è il frutto di un depotenziamento mirato - spiega Firrarello - che ha visto Bronte perdere il primario di ruolo e due aiuti su quattro. È il cane che si morde la coda...».
E adesso la patata bollente viene scaraventata sul tavolo di Gaetano Sirna, commissario straordinario dell’Asp di Catania. Che, se lo riterrà opportuno, potrà inviare all’assessore Massimo Russo una relazione motivata per chiedere una o più deroghe. La questione riguarda anche l’altro punto nascita da riconvertire: quello di Paternò, 440 parti l’anno scorso (Giarre è stato già chiuso da un anno).
«Premesso che sono completamente d’accordo sulla chiusura delle piccole strutture - precisa Sirna - e che se mia moglie dovesse partorire non la porterei mai in un posto che non assicura gli standard di sicurezza indicati dalla letteratura scientifica, è anche vero che alcuni punti nascita presentano condizioni orografiche e di comunicazione particolari.

E non mi riferisco tanto a Paternò, che a pochi chilometri ha Biancavilla e il Garibaldi di Catania e che quindi non ha ragione di essere mantenuto, quanto a Bronte, che serve anche il bacino montano etneo e messinese, con rilevanti distanze da percorrere in caso d’emergenza e difficoltà nei collegamenti viari. Studieremo una soluzione che possa tenere conto di questi fattori e nelle prossime settimane approfondiremo la questione al meglio. Il personale delle strutture da chiudere sarà inserito nella mobilità aziendale: nessuno perderà il posto». Sirna punta però alla pars construens del decreto: «Un sistema basato su efficienza e sicurezza presuppone un investimento sulla qualità e noi vigileremo affinché tutti i punti nascita corrispondano agli standard». [Mario Barresi]


11 Gennaio 2012

SANITA'

Il recente decreto regionale che sancisce l'accorpamento delle strutture a quella di Biancavilla suscita polemiche

«No alla chiusura dei punti nascita»

Paternò e Bronte scendono in guerra

15 Gennaio 2012

«Salviamo il punto nascite»

Calanna (Mpa) ne parlerà con il governatore Lombardo

«Sediamoci e vediamo come salvare il punto nascite dell’ospedale di Bronte». E’ in sintesi la proposta che il consigliere comunale dell’Mpa di Bronte, Graziano Calanna, lancia al presidente della Regione, Lombardo ed all’assessore alla Sanità, Russo.
«Ben vengano le riforme finalizzate a tagliare tutti gli sprechi ed a creare in Sicilia un sistema sanitario serio ed efficiente. – afferma Calanna - Quanto alla chiusura di reparti disposta dalla normativa regionale, ricordo che tutte le leggi sono generali ed astratte; tuttavia, ciò non toglie che ad esse si possa derogare, quando la particolarità del caso appaia meritevole di tutela da parte dell’ordi­namento giuridico».
«Ora, - prosegue - considerato che il caso dell’Ospedale di Bronte si presenta, per molteplici ragioni, come uno di quelli meritevoli di deroga, sarà chiesta al Presidente della Regione, Raffaele Lombardo la convocazione di un tavolo tecnico, così da poter esporre le ragioni di un territorio montano che raccoglie almeno 7 Comuni».
Calanna immagina già le figure istituzionali da coinvolgere: «Penso ai presidenti dei Consigli comunali del comprensorio ed ai capigruppo consiliari, totalmente rappresentativi delle comu­nità di riferimento».
Poi Calanna aggiunge: «Ritengo che, prima di pensare alle barricate o a fomentare le folle, sia più serio e produttivo cercare il dialogo - tramite il Capo dell’Amministrazione regionale - con l’Asses­sore Russo, al quale saranno rappre­sentate le caratteristiche di un territorio che ovviamente non conosce bene come chi ogni giorno lo vive. Si proceda per gradi. – prosegue - Siamo tutti per l’Ospe­dale di Bronte, a prescindere dalle posizioni politiche. Chi pensasse di insinuare il contrario, offenderebbe le Città, ancor prima degli interessati. Confido, dunque, - conclude - sul senso di respon­sabilità di tutti, affinché si rifugga dalla tentazione di strumen­talizzare un argomento come quello dell’Ospedale che, per definizione, coinvolgendo il diritto alla salute, non può avere connotazioni partitiche».

I sindaci dei due comuni Pippo Failla per Paternò e Pino Firrarello, annunciano ricorsi e si dicono pronti a dare battaglia in qualsiasi sede
(...) Immediata la replica del commissario straordinario dell’ASP di Catania GaetanoSirna: «La sicurezza è il punto strategico per riqualificare l’intero sistema sanitario - spiega il commissario Sirna - le piccole strutture, che hanno un trend negativo di parti annui, non possono garantire infatti la qualità dell’assistenza a tutti i livelli, quella relativa alle mamme e ai neonati prima di tutto».
Per quanto riguarda l’Asp Catania, tra i presidi ospedalieri citati nel decreto assessoriale c’è quello di Giarre, dove il punto nascita è già chiuso da un anno, quello di Paternò, che l’anno scorso ha chiuso con 440 parti e Bronte, con 341 nascite nel 2011: «Il punto nascita di Paternò - prosegue Sirna - si trova a pochi chilometri da Biancavilla, dal Nuovo Garibaldi e dal Policlinico ed è preferibile pertanto rinunciare al parto “sotto casa” per recarsi in un presidio con alti standard di qualità, dove sia il personale che le strutture possono rispondere al meglio alle esigenze dell’utenza. Per quanto riguarda Bronte, che presenta invece una condizione orografica e di comunicazione particolare, l’ospedale serve infatti il bacino montano etneo e parte di quello messinese, abbiamo tempo fino a giugno per studiare una soluzione che possa tenere conto di questi fattori.»
Ricordiamo che i provvedimento, firmato dall’assessore alla Salute Massimo Russo, prevede 42 centri nascita su 70: a chiudere, perché non raggiungono i 500 parti all’anno, sono 20 unità operative pubbliche e 8 case di cura private. I direttori generali delle aziende sanitarie e le strutture private accreditate avranno tempo fino al 30 giugno per presentare un apposito piano di riconversione delle strutture interessate per l’accorpamento o la disattivazione dei punti nascita e di procedere entro il 30 settembre 2012 all’accorpamento o alla disattivazione. [Orazio Caruso]


9 Gennaio 2012
SANITÀ IN SICILIA

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto sul riordino. Confermati 42 centri su 70. A chiudere i battenti, perché non raggiungono i 500 parti all’anno come previsto dagli standard ministeriali, sono 20 unità operative pubbliche e 8 case di cura private

Chiudono 28 punti nascita, è rivolta

Ne resteranno aperti 42 in tutta l’Isola, 28 cancellati. Tagli operativi dal prossimo ottobre. Si annunciano mobilitazioni e ricorsi contro il provvedimento dell’assessore Russo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
Si annunciano mobilitazioni, cortei di protesta e soprattutto ricorsi con tanto di carta bollata contro il decreto sul riordino e la razionalizzazione della rete dei punti nascita in Sicilia. Il provvedimento firmato dall’assessore per la Salute, Massimo Russo, che tante critiche nei mesi scorsi ha suscitato, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana alla vigilia dell’Epifania.  Infatti, la nuova mappa prevede la conferma di 42 punti nascita nei tre bacini d’utenza: Sicilia Occidentale, Sicilia Orientale e Sicilia Centrale, contro gli attuali 70. Quindi, a chiudere i battenti a partire dall’ottobre prossimo, così come prevede il decreto, saranno 28 unità operative di Ostetricia e Ginecologia: 20 pubbliche e altre 8 case di cura private che non hanno raggiunto i 500 parti l’anno, così come previsto dagli standard ministeriali e dal nuovo piano sanitario 2011/2013.
A meno di improvvisi colpi di scena – già sono state annunciate manifestazioni di protesta, mobilitazioni e accese contestazioni – dal prossimo ottobre non si potrà più partorire nei punti nascita di (…), Paternò, Giarre, (…), Bronte, Nicosia e in alcune case di cura private convenzionate. Stando alla nuova «geografia», i 15 punti nascita di II livello saranno (…) le aziende ospedaliere «Garibaldi», «Cannizzaro», Policlinico (Catania) (…). A questi si aggiungono i 27 punti nascita di I livello. Si continuerà a nascere al (…) «Maria Ss Addolorata» di Biancavilla; al «S. Marta e S. Venera» di Acireale; in tre case di cura catanesi: «Gibiino »; «Falcidia»; «Gretter/Lucina» (…).
Intanto, il deputato regionale del Pdl, Salvino Caputo ha annunciato ricorso contro il decreto. «Impugneremo davanti il Tar Sicilia il decreto dell’assessore alla Sanità – ha detto – che dispone la chiusura dei centri nascita (…). Ancora una volta sono state disattese le istanza dei sindaci e dei cittadini e gli impegni assunti in commissione Sanità dall’assessore Russo». [Antonio Fiasconaro]


13 Dicembre 2011

Ospedale, code al Pronto soccorso

Protesta del consigliere Di Mulo

Giuseppe Di Mulo, consigliere comunalePomeriggio di fuoco domenica scorsa al Pronto soccorso dell’Ospedale Castiglione Prestianni. Intorno le ore 15, l’unico medico in servizio sarebbe stato costretto a soccorrere una decina di pazienti, giunti quasi contemporaneamente in ospedale, che di conseguenza sono stati costretti ad attendere prima di essere soccorsi.

Qualcuno ha segnalato il problema ed in ospedale è arrivato il consigliere comunale Giuseppe Di Mulo, capogruppo dell’Udc, che ha avvertito il sindaco Firrarello:
«Sono sempre più frequenti – afferma Di Mulo – le segnalazioni di disagi all’ospedale. Domenica, ad esempio, al Pronto soccorso c’era un solo medico e due infermieri, che sono da apprezzare per le decine di persone, in attesa per diverse ore, che sono riuscite ad assistere fra tante difficoltà, tra cui il sistema informatico che rallenta le procedure.
La tecnologia, - continua - che dovrebbe velocizzare le attività, paradossalmente costituisce un ostacolo, con ripercussioni negative anche sulla qualità del servizio. Pensate che il personale del 118 è costretto a lunghe soste con i pazienti sulle barelle, compromettendo l’efficacia di una attività che ha carattere di urgenza.»
Di Mulo sottolinea anche la “irrazionalità della nuova organizzazione ospedaliera in Sicilia: «I posti letto dove c’è maggiore afflusso sono stati tolti. L’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo deve prendere atto delle defaillance della sua riforma e dei problemi che sta cagionando. Sulla questione chiederò un intervento dell’onorevole Marco Forzese, componente della commissione Sanità dell’Assemblea regionale, e dei deputati Salvo Giuffrida e Raffaele Nicotra. A Bronte, invece, mi farò promotore di una riunione congiunta della 4ª commissione consiliare servizi sociali, di cui sono vice presidente, con la 1ª commissione Sanità.»

14 Dicembre 2011

Una decina di pazienti ha ingolfato la prima emergenza dell’ospedale: denuncia di un consigliere
Un solo medico, Pronto soccorso nel caos
Pomeriggio movimentato, domenica scorsa, al Pronto soccorso dell’ospedale Castiglione Prestianni di Bronte. Intorno alle ore 15, l’unico medico in ser­vizio sarebbe stato costretto a soccorrere una decina di pazienti, giunti quasi contem­pora­nea­mente in ospedale. Ovviamente, questi non pote­vano essere soccorsi contem­poraneamente e sono stati costretti ad attendere un po’ prima di essere ricevuti dal medico. (…)
Ferma la replica dell’Asp di Catania: «Al Pronto soccorso di Bronte da sempre è prevista la turnazione ordinaria con un solo medico - ha spiegato il commissario straordinario dell’Asp di Catania, Gaetano Sirna - la dotazione delle risorse è infatti stabilita dalla pianta organica in base alla registrazione della domanda territoriale ed ai biso­gni dell’utenza. Purtroppo, non possiamo prevede i flussi nell’area dell’emergenza, pertanto può capita­re, anche se di rado, di vedere congestionato il sistema. Questo modello organiz­zativo ha sempre funzionato. Ringrazio - conclude il commissario - il nostro perso­nale che, con grande dedizione, svolge al meglio il proprio lavoro, soprat­tutto al Pronto soccorso, dove le urgenze rappre­sentano un’ulte­riore difficoltà da aggiungere al lavoro ordinario».


14 Dicembre 2011
Denuncia. Di Mulo (UdC): troppe disfunzioni
Bronte, pronto soccorso intasato: c'è un solo medico
 



Venerdì 30 Settembre 2011

OSPEDALI NEL MIRINO. BRONTE PERDE IL REPARTO DI ORTOPEDIA

Il commissario dell’Asp di Catania, Gaetano Sirna, visita le strutture e conferma il piano

I tagli regionali alla Sanità colpiscono anche Paternò, Bronte e Biancavilla

Al «Santissimo Salvatore chiude il punto nascite, nel nosocomio di Biancavilla Chirurgia e a Bronte Ortopedia
(…) La visita paternese è stata preceduta da un altra all’ospedale di Biancavilla dove è emersa la volontà di chiudere il reparto di Chirurgia. Anche Bronte dei presidi ospedalieri etnei, che secondo un preciso disegno dovrebbero lavorare in sinergia, visto i tagli e la chiusura dei reparti, viene a perdere il reparto di Ortopedia. (Il reparto era stato inaugurato agli inizi del 2002) [Orazio Caruso]



20 Agosto 2011

Il direttore generale dell'Asp annuncia «massima attenzione per l'ospedale Castiglione Prestianni»

Ospedale: «Tutti i reparti potenziati entro l'anno»

«Entro l'anno reparti potenziati all'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte». Ad annunciarlo è il direttore generale dell'Asp, Giuseppe Calaciura alle prese con le piante organiche degli ospedali della provincia di Catania e quindi anche dell'ospedale di Bronte. Al momento i riflettori sono puntati verso il Pronto soccorso dove al momento operano solo 5 medici, quando, secondo i dati forniti dall'Asp, dovrebbero essere in 7. Ma l'attenzione è rivolta anche verso i problemi degli altri reparti.
«L'Asp etnea - spiega Calaciura - nonostante il periodo estivo è al lavoro per far funzionare al meglio la macchina organizzativa e per innalzare il livello qualitativo del presidio ospedaliero di Bronte. Entro l'anno completeremo la dotazione organica dei vari reparti, che verranno così potenziati per garantire agli utenti un sistema sanitario di qualità. È infatti prevista entro il mese di settembre la conclusione dell'iter procedurale del concorso di “Medicina, Chirurgia e Accettazione d'urgenza” per incarichi a tempo indeterminato, che sarà propedeutico al completamento della pianta organica all'interno del Pronto soccorso del presidio, dove sono previste ben 7 unità per la gestione delle emergenze». Ma ci sono in vista anche altre novità. «Il 23 agosto - continua Calaciura - prenderà servizio un cardiologo con contratto di sostituzione, mentre entro il mese di ottobre ultimeremo le procedure per il concorso di chirurgia che prevedrà l'immissione in ruolo di altre nuove unità. Inoltre, non essendo prevista la chiusura del punto nascita, anche i reparti di ostetricia vedranno l'integrazione delle risorse umane. Insomma - conclude il direttore generale dell'Asp - in pochissimo tempo riusciremo a risolvere tutte le criticità con assunzioni a vario titolo, grazie al documento di programmazione approvato dalla Regione che ha consentito lo sblocco delle assunzioni. Integrazione e ottimizzazione dell'organizzazione dell'offerta assistenziale rappresentano per noi obiettivi prioritari, per preservare anche e soprattutto i piccoli centri del nostro territorio».
Le buone notizie fornite da Calaciura giungono in un momento in cui l'attenzione delle forze politiche brontesi e dei Comuni vicini verso l'ospedale non si è mai allentata. L'ospedale è stato oggetto di dibattito in diversi Consigli comunali del comprensorio che rivendica servizi ospedalieri all'avanguardia.



2 Agosto  2011
ANNUNCIO DEL CONSIGLIERE COMUNALE GRAZIANO CALANNA (MPA) CHE AVEVA SOLLECITATO IL DIRETTORE DELL’ASP

Tac di nuovo in funzione all’ospedale

GRAZIANO CALANNA, CONSIGLIERE COMUNALE (MPA)La Tac dell’ospedale «Castiglione Prestianni» torna a funzionare, dopo il «black out» che aveva costretto i pazienti a lunghi e fastidiosi trasferimenti in altre strutture ospedaliere per effettuare un esame così importante. A comunicare la notizia è il consigliere comunale dell’Mpa, Graziano Calanna, che per questo problema ha direttamente interpellato il direttore generale dell’Asp 3 di Catania, Giuseppe Calaciura: «A seguito - afferma Calanna - di diverse segnalazioni di cittadini che lamentavano come un servizio ormai indispensabile per la diagnostica non funzionasse da tempo, ho incontrato il direttore generale dell’Asp Calaciura, chiedendogli di risolvere il problema. Oggi ho avuto la conferma che il servizio è ripreso a pieno regime, restituendo agli utenti del nostro ospedale, che ricordo è riferimento di una vasta utenza che supera i confini brontesi ed ingloba, tra gli altri, Comuni come Maletto, Maniace e Randazzo, un servizio così importante».
«Sento il dovere di ringraziare Calaciura - ha continuato il consigliere Calanna - che ha dimostrato prontezza nell’affrontare e risolvere un problema delicato come questo. Come ho più volte ribadito allo stesso direttore generale dell’Asp, l’attenzione mia e del gruppo dell’Mpa nei confronti dell’ospedale di Bronte è massima e non accetteremo in alcun caso irragionevoli riduzioni di servizi sanitari. Sia chiaro, però, che impediremo che le problematiche sull’ospedale diventino strumento di lotta politica - conclude - che certamente non serve alla nostra collettività».
L’ospedale di Bronte, oltre ad essere al servizio di un vasto comprensorio che comprende anche diversi Comuni, anche della provincia di Messina, è l’unico ospedale del versante nord ovest dell’Etna e fra i pochi ospedali montani della Regione. Per questo motivo, già mesi fa i sindaci di sette Comuni che per i servizi sanitari gravitano attorno alla struttura ospedaliera di Bronte hanno protestato affinché questi non venissero ridimensionati. In particolare, i lavori di ristrutturazione dell’intera struttura dovevano essere conclusi nel 2008, e, invece, ancora oggi non si conosce la data in cui gli operai lasceranno il cantiere. Per tale ragione, il capogruppo del Pdl al Consiglio comunale, Nunzio Saitta, ha annunciato la richiesta di una convocazione dell’assemblea che dovrà servire per fare il punto della situazione e anche per affrontare il problema della carenza di personale fra i reparti. [L. S.]



29 Luglio 2011

Il capogruppo Pdl chiede un impegno comune

«Vigileremo tutti sul nostro ospedale»

Saitta segnala, tra l'altro, alcune carenze di organico nel nosocomio, con il timore di casi di malasanità
Bronte non attenua l'attenzione verso il suo ospedale. Il capogruppo del Pdl in Consiglio comunale, Nunzio Saitta, ha annunciato la presentazione, insieme ai consiglieri di maggioranza, di una richiesta di convocazione di Consiglio comunale per affrontare i problemi che ancora oggi attanagliano il nosocomio brontese. «Sempre più spesso - afferma Saitta - ci giungono preoccupazioni dei cittadini. Ne abbiamo discusso a febbraio con il direttore generale dell'Asp, Giuseppe Calaciura, ma oggi è necessario riprendere il discorso. La Uil, che non è un partito - continua - ha presentato un dossier dove denuncia carenze e turni massacranti soprattutto negli ospedali della provincia e Calaciura, presente a Maniace, rispondendo al mio intervento, ha assicurato che ad aprile avrebbe sopperito alle carenze di personale. Adesso siamo a luglio - conclude - ed è bene fare chiarezza per sapere cosa è stato fatto, cosa no e perché».
Saitta, nel suo intervento, ha ricordato anche la lentezza con cui procedono i lavori di ristrutturazione dell'ospedale che sembrano non dover terminare mai. In proposito, il presidente del Consiglio comunale Salvatore Gullotta ha informato: «Già l'11 luglio scorso il direttore Calaciura mi ha invitato a partecipare ad un vertice con la ditta che sta eseguendo i lavori. Nei prossimi giorni ritengo che la questione dovrebbe essere definita. Dopo di ché il Consiglio, ritengo all'unanimità, perché per l'ospedale non ci sono differenze fra schieramenti, prenderà le opportune decisioni. La visita all'Asp mi ha permesso - continua il presidente - di chiedere lumi sul guasto della Tac di Bronte che costringe i pazienti a recarsi a Paternò. Devo dire - conclude - che Calaciura ha chiamato in ospedale ed oggi, anche se la Tac non funziona ancora al meglio, il servizio è stato ripristinato per i ricoverati».

Il consigliere Nunzio Spanò ha sottolineato come la battaglia per l'ospedale, cara a tutti i consiglieri, debba rimanere in Consiglio per evitare che diventi terreno di scontro politico. Il presidente Gullotta, però, ha ribadito che il Consiglio non è competente in materia, a differenza del sindaco che rappresenta la massima autorità sanitaria comunale. Vincenzo Sanfilippo ha chiesto di organizzare un tavolo tecnico fra Comune, Regione e Prefettura, mentre il consigliere Andrea Sgrò ha invitato il presidente Gullotta a tenere alto e vigile l'attenzione per evitare che i pazienti in ospedale diminuiscano, temendo casi di mala sanità. [L. S.]



19 Febbraio 2011

Due al pronto soccorso, uno in «medicina», un radiologo e 2 ostetriche: prevista una supplenza ginecologica

Ospedale Castiglione Prestianni: più medici

«Un infermiere di ruolo, due ostetriche, un radiologo, un medico di medicina interna, due nuovi medici al pronto soccorso, una supplenza ginecologica: sono queste le nuove unità che dal 1° febbraio scorso hanno preso servizio all'ospedale «Castiglione Prestianni» di Bronte». Lo annuncia il direttore generale dell'Asp Catania Giuseppe Calaciura: «L'attenzione nei confronti della realtà brontese c'è e lo stiamo dimostrando - ha spiegato lo stesso direttore generale - grazie all'approvazione della dotazione organica, questa direzione sta finalmente sbloccando le graduatorie per colmare le carenze che si erano registrate negli scorsi mesi». «L'ospedale di Bronte non corre nessun pericolo - aggiunge Calaciura - anzi, nel futuro verrà ulteriormente potenziato, assicurando agli utenti - ancor più che nel passato - i servizi finora erogati».
La situazione attuale dell'ospedale di Bronte, infatti, oggi è tutt'altro che rosea. La fine dei lavori di ristrutturazione, che dovevano essere già completi da tempo, rimane una incognita e i reparti sono carenti soprattutto per quanto riguarda il personale medico. Per Calaciura però in futuro la situazione migliorerà: «Bronte è - infatti, spiega in una nota il manager dell'Aso - rimarrà una struttura qualificata e idonea a garantire un’offerta sanitaria di tipo ospedaliero. Le azioni assunte per incrementare il numero di operatori sanitari - medici e infermieri - che prestano la loro opera al Castiglione-Prestianni, oggi dissipano le paure e rappresentano il segno di una consapevole, responsabile attenzione alla salvaguardia della funzione che l’ospedale deve continuare a garantire». «Gli atti adottati per normalizzare il pronto soccorso - che oggi può fronteggiare l'emergenza con continuità - dimostrano - conclude Calaciura - che le promesse annunciate sono state mantenute». [L. S.]



21 Gennaio 2011

«I posti letto erano 120 e i lavori avrebbero dato una migliore organizzazione dei servizi ma gli interventi dopo 4 anni proseguono con lentezza. Abbandonare l'ospedale dovrebbe ripugnare a ogni coscienza»

Firrarello: «Si vuole far morire l'ospedale»

Lettera del sindaco all'assessore regionale Russo sulla ristrutturazione: «Ritardo inverosimile»

Dopo il corteo di protesta assieme ai colleghi sindaci del comprensorio per dire no al ridimensionamento dell'ospedale "Castiglione Prestianni" di Bronte, il sindaco di Bronte Pino Firrarello ha scritto una lettera all'assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, per ricordare l'importanza del nosocomio brontese ed il danno che l'intera collettività subirebbe dal suo ridimensionamento

«Scrivo - inizia il sindaco - per rassegnarle tutto il mio disappunto per l'incresciosa realtà nella quale si trova l'ospedale di Bronte, che, giova specificare, è un presidio ospedaliero ubicato in zona montana a servizio di 7 Comuni, tutti ubicati tra gli 800 e 1.100 metri sul livello del mare.

Questo ospedale, - spiega Firrarello - nel 2008 vantava 120 posti letto, e nessuno mai pensava di doverne aggiungere altri. In questo senso - aggiunge - i lavori di ristrutturazione previsti avrebbero consentito solo una migliore organizzazione dei servizi di diagnosi e cura. Bene - ribadisce - questi lavori sono stati appaltati nel 2006, ma nonostante dovessero essere completati appena 2 anni dopo, ancora proseguono con estrema lentezza.

Il direttore generale dell'Asp di Catania, dott. Giuseppe Calaciura, ci dice che non potranno essere consegnati prima del 2012. Un ritardo inverosimile, più del doppio di quanto previsto nel contratto stipulato».
In verità Firrarello per i ritardi sui tempi di consegna dei lavori aveva già protestato: «Intuendo già da tempo - infatti, scrive nella lettera - i ritardi ho provveduto ad effettuare ben cinque verifiche con l'attuale e con il precedente direttore generale Antonio Scavone, chiedendo ed ottenendo la redazione di cronoprogrammi che scandissero i tempi di consegna dei lavori. Cronoprogrammi che non sono stati mai rispettati, come non si conosce che fine abbia fatto il cospicuo ribasso d'asta, che, ragionevolmente, si pensava di utilizzare per l'acquisizione degli arredi e per l'aggiornamento tecnologico del quale il nosocomio ha estremo bisogno».

«TANTE PAROLE A VANVERA ERUTTATE SULLA VICENDA  DA CALACIURA»

Comune di Bronte
Provincia di Catania

L’ENNESIMA BEFFA SULLA PELLE DEI BRONTESI!

Informo la cittadinanza del fatto che l’esimio Dott. Calaciura, Direttore dell’ASP, a seguito delle tante parole a vanvera eruttate sulla vicenda dell’Ospedale di Bronte, ha posto in essere un provvedimento degno della migliore scuola manageriale
HA RIDOTTO I POSTI LETTO DEL REPARTO DI MEDICINA DA 16 A 8.
Le motivazioni sono risibili a fronte dell’unica verità: il nostro Ospedale, se la classe dirigente che «sgoverna» la Sicilia non va via, è destinato a chiudere.
Spero ovviamente che i cittadini brontesi mostrino condivisione e partecipazione al problema e che la modesta affluenza alla manifestazione del 18/15/2010, organizzata al fine di denunciare pubblicamente il progressivo depotenziamento dell’Ospedale non derivi da disinteresse.
IL SINDACO
Sen Giuseppe Firrarello

Per Firrarello non solo il prolungamento dei lavori di ristrutturazione, ma anche il nuovo piano sanitario abbassano il livello dei servizi ospedalieri nel territorio: «Nel decreto da Lei emanato, - infatti ribadisce Firrarello - questo ospedale dovrebbe avere una dotazione di 69 posti letto che considero insufficienti a soddisfare la domanda di assistenza del bacino di utenza. Oltre a ciò attualmente all'ospedale mancano i direttori di Anestesia, Ostetricia e Ginecologia e quelli di Urologia e di Patologia Clinica operano part - time. La Medicina Generale si è vista privata recentemente di due dirigenti medici, ed il Pronto soccorso è così carente di medici, che è stato necessario reclutarli dalla Divisione di Medicina generale».

Poi Firrarello si rivolge direttamente all'assessore: «Penso che Lei, in buona fede, riteneva di disegnare una Sanità più efficiente e priva di sprechi. Chi scrive ha l'impressione che questo modello, purtroppo, non è stato realizzato. Per questo la invito a visitare in incognito una qualunque struttura pubblica sanitaria della nostra Regione, avrà l'opportunità di verificare la qualità percepita dai siciliani. Non è superfluo - conclude - ricordare come la Sanità pubblica debba "erogare assistenza" e, vista l'importanza, abbandonare l'ospedale di Bronte, così come si sta verificando, al fine di farlo morire lentamente, dovrebbe ripugnare a ogni coscienza civile. La ringrazio per quanto farà». [L. S.]



19 Gennaio 2011

Dimezzati i posti-letto

Firrarello: «Vergogna»

Protesta anche il sindaco di Maletto. Il direttore dell’Asp, Calaciura: «Riduzione soltanto momentanea»
Una direttiva riduce i posti-letto del reparto di Medicina dell’ospedale «Castiglione Prestianni» di Bronte da 16 a 8, e i sindaci di Bronte e Maletto, rispettivamente Pino Firrarello e Pippo De Luca, protestano vibratamente, contestando la scelta.
«E’ una vergogna - afferma Firrarello -. Ditemi voi che tipo di assistenza può garantire un ospedale, in un territorio vasto come il nostro che ingloba 7 Comuni e 60mila residenti, quando il reparto di Medicina, che è il “cuore” di qualsiasi ospedale, ha solo 8 posti-letto. Noi lo abbiamo detto e lo ribadiamo: chi governa, anzi “sgoverna”, la Regione, attualmente questo ospedale lo sta penalizzando a scapito di tutta la popolazione».
«Spero, adesso - ha aggiunto quello di Maletto, Pippo De Luca - che tutti, compreso i miei colleghi sindaci, capiscano in che situazione ci troviamo. La riduzione dei posti-letto è motivata dal fatto che in Medicina sono andati via 2 medici. E siccome tutti i medici del reparto devono anche garantire assistenza al Pronto soccorso, dove la carenza di medici è conosciuta, non c’era più personale in grado di operare in Medicina». Poi De Luca punta il dito contro il direttore dell’Asp, Giuseppe Calaciura: «A Maniace - afferma - aveva promesso di risolvere il problema della carenza di medici al Pronto soccorso, dopo un incontro con le organizzazioni sindacali. Bene, l’incontro è stato effettuato circa una settimana fa e il problema, invece di essere risolto, come vedete, si è accentuato».
Per Calaciura i motivi che hanno provocato la riduzione dei posti-letto è diversa: «Tutte le promesse verranno mantenute - replica in una nota -. Basta con le polemiche continue, che non favoriscono certo a creare un clima di serenità che ci consente di lavorare al meglio. Stiamo davvero mettendo in campo tutte le nostre forze a garanzia dei cittadini-utenti. Se da un lato, la riduzione dei posti-letto di medicina è dovuta ai lavori di ristrutturazione all’interno del presidio ospedaliero di Bronte (posti-letto che ritorneranno a regime non appena verranno ultimati i lavori), dall’altro rafforzeremo e amplieremo le risorse umane con due medici per il Pronto soccorso, due tecnici per i laboratori di analisi, due ostetrici e due medici di medicina interna. Questo - conclude Calaciura - grazie all’approvazione della dotazione della pianta organica, avvenuta proprio nei giorni scorsi».


18 Dicembre 2010

Contro il ridimensionamento del Castiglione-Prestianni

MANIFESTAZIONE A DIFESA DELL'OSPEDALE DI BRONTECittadini e sindaci in corteo per difendere l'ospedale

Nominata una commissione consiliare per vigilare

Tantissime persone hanno sfilato in corteo per dire il proprio no al ridimensionamento del Castiglione-Prestianni. Fra questi le mamme, che hanno rivendicato il diritto di far nascere i propri figli in questo territorio e tanti giovani e studenti pronti a gridare slogan ed a sfoggiare striscioni e manifesti.

A sfilare a fianco al sindaco Firrarello, il presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione, in veste esclusivamente politica, gli onorevoli Nino D’Asero e Pippo Limoli, Stefano Passarello segretario provinciale della Uil e soprattutto i sindaci ed i presidenti dei Consiglio comunali del comprensorio che raggruppa Bronte, Maletto, Maniace, Randazzo, Cesarò, San Teodoro e Santa Domenica Vittoria.
Il corteo si è mosso dalla villa comunale fino a piazza Spedalieri dove Firrarello ha tenuto un comizio ricordando chi come padre Antonino Rubino, il dott. Antonio Paparo, Francesco Rubbino e l’on. Salvatore Leanza si impegnarono in passato affinché il territorio avesse un buon ospedale, mettendoli quasi a paragone con chi oggi ha fatto sì che l’ospedale Castiglione Prestianni contasse appena 69 posti letto e gravi carenze di organico e strumentazioni.

“Nessuno dirà mai che l’ospedale in futuro chiuderà. – ha affermato il senatore – Sappiamo però che se si riducono i reparti, se non viene colmata la carenza di medici e primari, se la struttura non viene dotata di tecnologie all’avanguardia, quando saranno valutate le performance l’ospedale sarà considerato antieconomico. Se è vero che l’ospedale non deve chiudere che si facciano arrivare i medici del Pronto soccorso, ritorni l’Urologia ed il personale dell’Ortopedia, vengano nominati i primari di Ginecologia, Ostetricia e Anestesia e vengano completati gli organici”.MANIFESTAZIONE A DIFESA DELL'OSPEDALE DI BRONTE

“I lavori di ristrutturazione tardano a completarsi – ha affermato Giuseppe Castiglione – e questo significa un depotenziamento dei servizi. Bisogna aprire il dialogo con la direzione dell’Asp che lancia segnali rassicuranti, quando qui giorno dopo giorno la gente vede diminuire la qualità dei servizi”. “Il territorio deve avere la garanzia dei servizi sanitari. – hanno affermato gli onorevoli D’Asero e Limoli – Accentrare tutto in città vuol dire creare disservizi”.

Poi il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Gullotta, ha riunito tutti all’intero del Cine teatro dando vita ad un Consiglio comunale cui hanno partecipato i sindaci ed i presidenti dei consigli comunali, tutti concordi nell’idea di continuare a combattere questa battaglia a difesa della Sanità del territorio.

Subito dopo la parola è passata ai consiglieri: “Dare dignità all’ospedale – ha affermato Andrea Sgrò del gruppo misto – vuol dire garantire la salute dei cittadini. Ho già interessato del problema la deputazione del mio partito”. “La presenza di tutti i sindaci ci conforta. – ha aggiunto Salvino Luca del Pd – Con la Sanità non si può ne abbassare la guardia, ne scherzare, ne fare strumentalizzazioni politiche”.

“Sappiamo che nessuno è contro l’Ospedale di Bronte, - MANIFESTAZIONE A DIFESA DELL'OSPEDALE DI BRONTE, CONSIGLIO COMUNALEha spiegato Graziano Calanna del gruppo Aldo Catania sindaco - così come riteniamo buono il Piano sanitario regionale. In ipotesi di disfunzioni e criticità, sapremo fare capire a tutti i livelli che il nostro ospedale, posto in una posizione strategica, non può subire tagli ragionieristici”.

“Io sono ottimista – ha aggiunto Salvatore Proietto dell’Mpa – L’Asp manterrà le promesse. Dobbiamo risolvere i problemi accumulati a causa del protrarsi dei lavori”.

“Tutti – ha concluso il consigliere Nunzio Saitta del Pdl – si sono resi conto di come l’ospedale sia stato spogliato di alcuni servizi. Proprio in questi giorni con la neve ci siano accorti quanto possa essere lontano il primo ospedale. Altre volte il direttore generale dell’Asp non è riuscito a mantenere quanto affermato ai giornali. Il nostro dovere quindi è mantenere alta la guardia”.
Alla fine il presidente del Consiglio comunale Gullotta ha comunicato che è stata nominata una commissione consiliare chiamata a vigilare sull’ospedale. La commissione, presieduta dal sindaco Pino Firrarello, è composta dai consiglieri Rosario Lanzafame, Massimo Castiglione, Angelica Catania, Graziano Calanna, Vincenzo Sanfilippo e Salvatore Proietto.


20 Dicembre 2010
DIFENDIAMO IL CASTIGLIONE-PRESTIANNI

I consiglieri comunali sul caso ospedale

Dichiarazioni dei consiglieri comunali Triscari, Calanna, Spanò, Saitta e del consigliere provinciale Aldo Catania sul paventato rischio di ridimensionamento dell’ospedale Castiglione Prestianni e sulla manifestazione di protesta di sabato.

Vittorio Triscari
«Sgombrato il dubbio sulla possibilità di una chiusura dell'ospedale, ritengo doveroso da parte mia nella qualità sia di consigliere che di cittadino di questa comunità essere vigile affinchè quello che ci è stato comunicato dal dottore Calaciura sul potenziamento della nostra struttura ospedaliera venga rispettato.

Spero tanto che i lavori di ristrutturazione vengano al più presto completati perchè non mi spiego né il ritardo né perchè la ditta non sia stata sostituita per inadempienza contrattuale. Dove eravamo noi tutti in questi anni?»

Graziano Calanna
«Sappiamo che nessuno è contro l’Ospedale di Bronte, così come riteniamo buono il Piano regionale di rientro in materia sanitaria. Tuttavia, oggi abbiamo voluto fare capire alla popolazione del comprensorio che non vi è,  né mai vi sarà, alcuna disattenzione nei confronti del nostro Nosocomio poiché, in ipotesi di disfunzioni e criticità, sapremo fare capire a tutti i livelli, amministrativi e politici, con pacatezza e con la forza persuasiva del ragionamento, che le valutazioni sul nostro Ospedale non possono essere la conseguenza di tagli ragionieristici, ma vanno effettuate con il supporto di chi vive e, dunque, conosce la realtà nella quale ci stiamo muovendo.L'ospedale «non chiude» o «è in pericolo»?
Non pretendiamo trattamenti di privilegio, né miriamo alla salvaguardia di qualunque tipo di conservatorismo; chiediamo solo, sapendo di avere interlocutori attenti e sensibili ai grandi temi, che si salvaguardi il ruolo di un Nosocomio come quello di Bronte che, tra l’altro, si trova in posizione territoriale strategica.»

Nunzio Spanò
«L’Ospedale di Bronte, al di là delle smentite fuori termine, e’ stato oggetto di strumentalizzazioni politiche che hanno portato a nette divergenze fra le varie forze di maggioranza ed opposizione. E’ palese che vi siano disfunzioni ma, purtroppo, la struttura ospedaliera è un cantiere aperto che sta creando enormi disagi per l’utenza e per il personale medico. Il Sindaco l’altra sera in Consiglio Comunale ha evidenziato che il vero problema è la riforma della sanità in Sicilia e non l’Ospedale di Bronte.
Quindi prima di far rilevare una realtà ospedaliera paradossale e con enormi ritardi nella consegna dei lavori si cerchi con la costituita commissione di intraprendere una vera battaglia nei confronti della ditta e della direzione dei lavori che ritengo siano i veri responsabili dell’attuale disagio. E’ chiaro che successivamente a tale consegna si dovranno valutare gli aspetti organizzativi e gestionali di una struttura ospedaliera montana che dovrà, come nel passato, continuare a garantire non solo a Bronte ma ai cittadini di tutti i paesi del comprensorio il diritto alla salute. La riforma sanitaria siciliana ha inserito l’Ospedale di Bronte all’interno del distretto ospedaliero CT 2 dove verranno erogati, per legge, le prestazioni di ricovero e quelle specialistiche ambulatoriali estendendo tale obbligo a tutto il territorio di riferimento quali i paesi di Cesarò San Teodoro, Santa Domenica Vittoria, Maletto, Maniace e Randazzo.»

Nunzio Saitta
«Se è strumentalizzazione denunciare all’opinione pubblica ed agli organi competenti il depotenziamento dell’ospedale con il conseguente rischio di una possibile chiusura ed il timore reale che tutti brontesi possano essere privati del loro sacrosanto diritto alla salute, allora siamo orgogliosi di fare “strumentalizzazione. Il consigliere Spanò con il manifesto prima e con le sue dichiarazioni oggi, dimostra di non essere in sintonia con la città e con il territorio. Chi può negare la continua spoliazione di servizi e sottrazione di risorse umane dal nostro ospedale?
Giustificazioni e alibi circa i ritardi per la consegna dei lavori interessano davvero poco ai nostri concittadini che avvertono l’esigenza e la necessità di fruire servizi fondamentali per la nostra comunità. La condizione odierna del nosocomio brontese è frutto si del continuo ritardo per la consegna dei lavori di ammodernamento ma anche di un piano di rientro regionale sbagliato perché penalizza i cittadini delle zone montane a favore delle strutture cittadine e soprattutto non incide sui veri sprechi della sanità siciliana.»

19 Dicembre 2010
Bronte e i comuni del Nordovest in piazza per difendere l'ospedale
Nominata una commissione di vigilanza che monitorizzi gli interventi della struttura

Firrarello: nessuna dirà mai che la struttura chiuderà, mancano però i primari, i medici, gli infermieri e non si investe nelle tecnologie, per scoraggiare i pazienti.
In testa al corteo con un lenzuolo bianco, con il quale si rivendica il diritto di nascere. A seguire quello che contesta, dopo circa un secolo, i tagli al «Castiglione Prestianni», quindi i sindaci del comprensorio catanese ed ennese (Bronte, Maletto, Maniace, Randazzo, Cesarò, San Teodoro e Santa Domenica Vittoria), con i deputati regionali del comprensorio e sindacalisti, a protestare contro i tagli che penalizzano la sanità e una moltitudine di cittadini senza bandiere o striscioni, in mano agli studenti che gridano slogan. Dalla villa comunale di Bronte fino a piazza Spedalieri (...).

19 Dicembre 2010
Bronte. Ieri il corteo per dire no al ridimensionamento: accanto ai sindaci di 7 comuni, Comuni tanti cittadini e studenti
«L'ospedale serve ancora? Subito i medici»
(...)

19 Dicembre 2010
L'ospedale di Bronte tra preoccupazione di chiusura e di ridimensionamento fa scattare la protesta
Sette sindaci in testa al corteo
Affollata manifestazione (bipartisan) e consiglio comunale in piazza.
(...)

23 Dicembre 2010
Aldo Catania (Mpa):
«L'ospedale non chiuderà e anzi verrà potenziato»
L'ospedale di Bronte non verrà chiuso. Lo assicura in una nota il consigliere provinciale del Mpa, Aldo Catania, componente della commissione Sanità di Palazzo Minoriti:
«Spesso ho incontrato il direttore generale dell'Asp, Giuseppe Calaciura - dice Catania - il quale mi ha sempre confermato che l'ospedale sarà potenziato.
Posso assicurare che non potrà essere chiuso, essendo al servizio di 7 Comuni di montagna. Riguardo al ritardo delle prenotazioni specialistiche, la cronicità decennale è da imputare ad altre cause».
Catania interviene anche nel dibattito politico: «Mi auguro - afferma - che le feste possano riconciliare le posizioni politiche che, involontariamente e per mancanza di dialogo, si sono determinate»


17 Dicembre 2010
DIFENDIAMO IL NOSTRO OSPEDALE

Domani manifestazione di protesta

Consiglio comunale straordinario nel Teatro comunale

E’ arrivato il giorno della manifestazione contro ogni sorta di ridimensionamento dell’ospedale Castiglione Prestianni di Bronte. Alle ore 10 di domani, sabato 18 dicembre, invitati dal sindaco Pino Firrarello presso la villa comunale all’ingresso sud di Bronte, i sindaci dei Comuni di Randazzo, Maletto, Maniace, Cesarò, San Teodoro e Santa Domenica Vittoria e i cittadini dell’intero comprensorio che vorranno partecipare, daranno vita ad una manifestazione popolare mirata a chiedere che la struttura ospedaliera venga potenziata e non depauperata dei servizi. Dopo il raduno presso la villa, il corteo dei partecipanti si muoverà fino a piazza Spedalieri, dove all’interno del Cine teatro comunale, assisteranno ad un Consiglio comunale straordinario, convocato dal presidente del Consiglio comunale Salvo Gullotta che, visto l’importanza dell’argomento, ha riunito l’assemblea consiliare anche il 16 dicembre.
“Sappiamo bene – afferma il sindaco di Bronte Firrarello – che nessuno dirà mai ufficialmente che l’ospedale di Bronte dovrà chiudere. Sappiamo altrettanto bene però che la riduzione dei reparti e la carenza di medici sono l’anticamera della sua possibile chiusura, perché quando saranno valutate le performance della struttura queste risulteranno ovviamente scadenti ed al di sotto dei minimi previsti. Per questo motivo, per assicurare al più presto un migliore servizio ospedaliero alle nostre genti ed evitare ogni rischio su un servizio così importante, chiediamo che si completino i lavori di ristrutturazione, vengano nominati i medici del Pronto soccorso, ritorni l’Urologia ed il personale dell’Ortopedia, vengano nominati i primari di Ginecologia, Ostetricia e Anestesia, non si debba più andare a Paternò per le analisi cliniche, vengano completati gli organici nei reparti e che l’ospedale venga dotato delle tecnologie di diagnosi, compresa una nuova Tac”.

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