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  GENNAIO / MARZO 2011

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7 Marzo 2011
Il Tribunale del Riesame annulla l'ordinanza di custodia per il reato di associazione mafiosa. Resta l'accusa di ricettazione

Operazione «Gatto selvaggio»

Scarcerato Claudio Reale

Il Tribunale del Riesame di Catania ha disposto la scarcerazione di Claudio Reale, 39 anni (foto), arrestato nell'ambito dell'operazione antimafia «Gatto selvaggio» eseguita contro il gruppo di santapaoliani che opera a Bronte sotto la guida del boss Turi Catania. I giudici del Riesame (presidente Maria Grazia Vagliasindi, nel collegio Aurora Russo e Paolo Corda) hanno accolto l'istanza del difensore di Reale, avvocato Maria Caltabiano, ed hanno annullato l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Reale per il reato di associazione mafiosa e per l'aggravante del metodo mafioso in relazione ad una ricettazione contestata. In piedi è rimasta, quindi, l'accusa di ricettazione cosa che non prevede la custodia in carcere.


5 Marzo 2011

Ponte Bolo, appalto da rifare

I lavori sospesi sul fiume Simeto resteranno fermi a lungo

Chi spera che i lavori di costruzione del ponte Bolo, della strada statale 120 “dell'Etna e delle Madonie” sul fiume Simeto, possano essere conclusi nei prossimi 3 mesi, abbandoni ogni speranza. Il cantiere resterà fermo e deserto ancora a lungo. L'ufficio stampa centrale dell'Anas ha risposto a una parte delle nostre domande, e, senza approfondire i motivi, ci scrive che «i lavori di ricostruzione del ponte, consegnati in data 23 aprile del 2009 all'impresa appaltatrice Comer Spa, prevedevano una ultimazione contrattuale entro 365 giorni dal loro inizio. A causa di motivi legati all'organizzazione propria dell'impresa, le attività di cantiere hanno subìto notevoli ritardi che hanno indotto l'attivazione delle procedure di risoluzione contrattuale, in danno dell'impresa. In considerazione di ciò - continuano a scrivere - si provvederà ad un nuovo appalto per il completamento delle opere interrotte. Sarà cura della Direzione regionale - concludono - informare tempestivamente sullo svolgimento di tali procedure».

Un comunicato secco e stringato che qualche interrogativo lo suscita: cosa è accaduto di così grave per arrivare alla risoluzione del contratto? Dei ritardi l'Anas era a conoscenza da quasi un anno, ritardi derivati dalle continue piene del fiume. In estate, però, aveva veramente recuperato, al punto da realizzare tutti i piloni e le spalle del ponte. Ad ottobre tutti attendevamo l'aggancio delle travi già arrivate in cantiere, per finire i lavori a dicembre. Invece tutto si è misteriosamente fermato. Adesso l'Anas dovrà bandire nuovamente una gara d'appalto che solitamente ha bisogno di mesi. Nella speranza che tutto vada per il verso giusto, altrimenti chissà per quanto tempo bisognerà continuare a passare su quella passerella che ad ogni piena del fiume sembra tremare. [Gaetano Guidotto]


4 Marzo 2011

Martedì di Carnevale ed il giorno delle Ceneri

Il manifesto MPA sul Carnevale bronteseScuole chiuse l'8 e 9 Marzo

Carnevale 2011, il sindaco Firrarello nelle scuole Due giorni di vacanze per gli studenti brontesi durante il periodo carnascialesco. Il sindaco Firrarello, sentiti i dirigenti scolastici, ha ordinato infatti la chiusura di tutte le scuole brontesi di ogni ordine e grado nei giorni 8 e 9 marzo.

Il provvedimento, recita un comunicato del Comune, si è reso necessario soprattutto per questioni di sicurezza e di protezione civile. Consentirà ai ragazzi di divertirsi a pieno il martedì di carnevale, sapendo di poter tranquillamente fare le ore piccole, come da tradizione, senza l’assillo di dover andare a scuola il mercoledì delle Sacre Ceneri. Gli uffici comunali, invece, rimarranno aperti fino alle 12,00 di Martedì 8.

Il clima di austerity che ha ridimensionato il Carnevale un po’ ovunque non ha condizionato la festa dei bambini. Lunedì nell’aula magna di tutte le scuole elementari, infatti, scolari e genitori hanno potuto giocare e ballare fra coriandoli e stelle filanti, grazie all’animazione offerta dal Comune.

“Rispetto agli altri Comuni – ha affermato il sindaco – abbiamo concesso solo 2 giorni di vacanza (martedì e mercoledì) appositamente per organizzare il lunedì di Carnevale questa festa nelle scuole che, con piacere, ho potuto notare che è stata gradita e partecipata anche da numerosi genitori”. Ed il sindaco ha voluto fare visita a tutti gli scolari durante la festa, accompagnato dal consigliere comunale Nunzio Saitta e dalla professoressa Francesca Reale. Il gruppo MPA, dal canto suo, con un manifesto «da il triste annuncio alla cittadinanza» e piange la «prematura scomparsa» del Carnevale brontese (foto a destra).



3 Marzo 2011

I lavori dovevano essere completati prima entro luglio, poi prima di Natale. Il cantiere, invece, è fermo

Simeto, i mesi passano il ponte resta «sospeso»

Il sindaco Firrarello scrive all'Anas chiedendo i motivi del grave ritardo nella consegna del manufatto

I lavori dovevano essere completati lo scorso luglio, poi le piene del Simeto, che più volte hanno allagato il cantiere e le opere realizzate, hanno costretto l'Anas a rivedere date e programmi, ipotizzando di completare tutto entro il Natale scorso. Bene (anzi male), siamo a marzo ed il ponte sul Simeto della strada statale 120 in contrada Bolo, non solo non è terminato, ma i lavori sembrano fermi addirittura da ottobre. Dei ritardi si accorgono quotidianamente camion e mezzi pesanti, costretti ad una deviazione di 8 chilometri per non passare sulla passerella provvisoria (che evidentemente non può sopportare il loro peso) ed ogni tanto anche tutti gli automobilisti, costretti ad affrontare la passerella sul fiume con estrema prudenza quando piove insistentemente, perché la piena del Simeto supera pericolosamente il livello della carreggiata. In verità, buona parte delle opere del nuovo ponte sono state completate. Tutti i piloni si ergono con fermezza dal letto del fiume e pure le spalle sembrano pronte ad accogliere le travi che invece, nonostante alcune di queste siano già nel cantiere, da mesi non vengono agganciate.

Cosa sia in realtà successo e quali siano le cause dello stop ai lavori, lo abbiamo chiesto all'ufficio stampa dell'Anas a Roma che ci ha promesso risposte esaurienti anche sulla reale solidità della passerella attualmente utilizzata. Nel frattempo, il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, ha ritenuto opportuno chiedere spiegazione a Pietro Ciucci, presidente dell'Anas, all'ing. Ugo Dibernardo, direttore di Anas Sicilia e all'ing. Pier Francesco Savoia, dirigente Compartimento Anas Catania: «Il 3 luglio del 2009 - scrive Firrarello nella missiva - sono stati affidati alla Com. Er Spa i lavori per demolire e ricostruire il ponte della Ss 120, sul fiume Simeto, nella contrada brontese di Bolo, al confine fra le province di Catania e Messina. L'appalto prevedeva il completamento dell'opera in 365 giorni naturali e consecutivi dalla data del verbale di consegna dei lavori, ma fino ad oggi questa non è stata completata». Firrarello si chiede «quali sono i motivi che hanno causato i ritardi nei lavori di completamento del ponte, come mai questi sono fermi e quali iniziative l'Anas è intenzionata a intraprendere per rendere più celeri i lavori e recuperare il tempo perduto». Ricordiamo che la Com.Er Spa di Sondrio, con un appalto di oltre 3 milioni di euro, doveva demolire il vecchio ponte dichiarato inagibile ormai da decenni e realizzarne uno nuovo identico ma stabile lungo 163,3 metri ed a 8 luci di circa 20,5 metri ciascuna.


1 Marzo 2011

Cassa integrazione in ritardo agli operai tessili

L'allarme della Cgil raccolto dal sindaco Firrarello, che si è rivolto all'Inps: «Velocizzeranno l'iter burocratico»
Buone notizie per gli operai del settore tessile di Bronte, che attualmente usufruiscono della cassa integrazione a causa della crisi derivante dal calo delle commesse alle aziende brontesi. L'ufficio Inps di Catania, infatti, velocizzerà l'erogazione delle spettanze ai lavoratori, pronti a segnalare pesanti ritardi. Ne dà notizia il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, che qualche giorno fa ha ricevuto una lettera con cui la Cgil lanciava l'allarme: «Facciamo presente - si legge tra l'altro nella nota - che 30 dipendenti dell'azienda Brontejeans aspettano ancora la liquidazione della cassa integrazione straordinaria del periodo luglio-ottobre 2010, nonostante sia stata da tempo decretata, e che l'azienda abbia fornito all'istituto tutta la documentazione necessaria». «Si comunica inoltre - continua la Cgil - che altre 100 dipendenti delle aziende "Artigianato tessile" e "Rossonero confezioni" sono anch'esse in attesa di liquidazione della cassa integrazione ordinaria per il periodo settembre-ottobre».

«Appena ho avuto notizia della situazione - ha affermato Firrarello - ho deciso di telefonare all'Inps per chiedere di velocizzare tutti gli iter burocratici ed evitare possibili, ulteriori ritardi. Non è pensabile, infatti, che, oltre alla crisi occupazionale che stiamo vivendo, a peggiorare la situazione ci si mettano pure dei ritardi burocratici che dobbiamo fare tutto il possibile per evitare. Bisogna, infatti, non aggravare la già pesante situazione economica di tutte quelle persone che non stanno lavorando ormai da mesi e che attendono con speranza da un momento all'altro un ristabilimento della situazione economica. Ringrazio l'Inps di Catania - conclude Firrarello - per aver preso a cuore il caso di Bronte, annunciandomi di provvedere al più presto a risolvere ogni tipo di problema dovesse presentarsi». [L. S.]


1 Marzo 2011

In cielo 14 mongolfiere
per ricordare l'assurda morte di Matteo

Bronte domenica sera ha ricordato il giovane Matteo Galati, ucciso la notte del primo agosto scorso da una coltellata sferrata da un sedicenne. E' stato ricordato, nel giorno in cui avrebbe compiuto 14 anni, dai genitori, dalla sua famiglia, dai suoi amici e dai tantissimi brontesi che gli volevano bene. Dopo la Messa che padre Vincenzo ha officiato nella parrocchia frequentata dal giovane, la chiesa della Madonna del Riparo, dal sottostante parco urbano sono state liberate in aria 14 mongolfiere illuminate per ricordare l'età del ragazzo. E guarda caso la quattordicesima mongolfiera liberata dalla cugina Sara non è riuscita ad alzarsi in volo, ma si è strappata, come strappata alla gioia dei suoi cari è stata la vita del giovane Matteo, che i suoi 14 anni non è riuscito a compierli per colpa di una banale lite.

La manifestazione è stata organizzata dalla Provincia regionale di Catania, dal Comune di Bronte, dai volontari della Protezione civile di Adrano, dalla Misericordia di Bronte, da Angelo D'Amico e dai compagni di Matteo. In migliaia hanno assistito alla Messa e al lancio delle mongolfiere. Fra questi il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, il quale si è augurato che la morte di Matteo non rimanga vana e che scuota le coscienze nella sua cittadina per evitare simili episodi: «Se tanta gente - ha affermato Firrarello - ha partecipato così numerosa alla Messa in suffragio del giovane Matteo, partecipando alla cerimonia della liberazione delle mongolfiere, qualcosa vorrà pur dire. E' stato bello vedere i compagni di scuola di Matteo così coinvolti e pronti a essere i primi testimoni di un messaggio di non violenza. Matteo è ancora nei nostri cuori e lo sarà sempre, a dimostrazione della reazione di questa città di fronte a un fatto così triste».


24 Febbraio 2011

Commercialista condannato

Non restituì i libri contabili ad artigiano: 3 mesi per appropriazione indebita

Un commercialista che opera anche a Bronte non ha restituito al cliente i libri contabili ed è stato condannato a 3 mesi di carcere, pena sospesa. A infliggere la condanna è stato il giudice monocratico del Tribunale di Bronte, Giuliana Fichera, la quale, ravvisando il reato di appropriazione indebita, oltre ai 3 mesi di reclusione, nella sentenza ha aggiunto 300 euro di multa, il risarcimento del danno e il pagamento delle spese processuali.

Tutto cominciò nel 2005, quando un artigiano di Bronte ricevette una lettera dell’Ufficio provinciale del Lavoro di Catania che gli comunicava il rigetto dell’istanza presentata per ottenere l’aiuto economico previsto per l’apprendistato l’anno 2002. L’istanza era stata predisposta dal commercialista, che l’artigiano individuò subito come il responsabile del pronunciamento negativo. Forse sentitosi offeso professionalmente, il commercialista decise di interrompere l’assistenza contabile e fiscale del cliente e gli presentò un saldo per le prestazioni profes­sionali effettuate di oltre 2mila euro. L’artigiano non fu d’accordo. Riteneva, infatti, di dovergli semmai appena 600 euro e, convinto di essere stato danneggiato dalla perdita dei contributi derivanti dall’apprendistato, presentò a sua volta un richiesta di risarcimento di 6mila euro. Quindi, l’artigiano chiese pure l’immediata restituzione di tutti i documenti contabili della sua azienda (registri Iva, dichiarazioni dei redditi mod. 740, modelli F24 pagati, ricevute di versamento), ma per ottenerli ha dovuto rivolgersi al giudice civile, che nel giugno del 2006 ha imposto al commercialista la restituzione di quanto richiesto. Il processo penale, però, è proseguito. L’artigiano ha sostenuto che il rifiuto a restituire i libri contabili era derivato dalla pretesa di ottenere i 2000 euro, il commercialista ha ribattuto che nello studio, a ritirare i documenti, si erano recati i congiunti dell’artigiano, il quale gli aveva sempre raccomandato di non consegnare documenti ad alcuno, neanche ai parenti. Il giudice di Bronte, alla fine, ha creduto all’artigiano, ritenendo il commercialista responsabile del reato di appropriazione indebita. [Z. T.]


22 Febbraio 2011

Abusivismo nel Parco dell'Etna

4 denunciati tra Bronte e Maletto

Quattro persone denunciate all'Autorità giudiziaria per reati urbanistici-edilizi, una per pascolo abusivo e ben 8 sanzioni amministrative elevate per inosservanza del regolamento del Parco dell'Etna, per abbandono di rifiuti, per manomissione non autorizzata del territorio e per pascolo non autorizzato. Sono i numeri di una operazione di controllo del territorio di Maletto e Bronte effettuata dalla Guardia forestale, coordinata dal commissario superiore Vincenzo Crimi. In questi giorni, infatti, le campagne del versante etneo di Bronte e Maletto, sono state perlustrate non solo con l'intento di impedire costruzioni abusive che non rispettano i dettami imposti dagli enti, ma anche per contrastare l'abbandono di rifiuti ed il sempre presente fenomeno del pascolo abusivo a danno di terreni privati e demaniali. La presenza costante delle Guardie forestali, anche durante la notte, e stata utile per prevenire la piaga dei furti nelle abitazioni di campagna. I controlli si sono concentrati lungo le strade, i torrenti e le periferie dei centri urbani.

“I servizi predisposti - ha affermato il commissario Crimi - hanno interessato l'attività d'istituto a 360 gradi. Tuttavia particolare attenzione è stata rivolta verso la prevenzione e repressione degli abusi edilizi, contro il patrimonio, il bracconaggio, l'abbandono di rifiuti e gli illeciti per inosservanza al regolamento del Parco dell'Etna”. Sempre con l'obiettivo di salvaguardare un'area di grande pregio ambientale che spesso la mano ignara dell'uomo rischia di deturpare, il commissario Crimi assicura che operazioni simili saranno presto ripetute. [Gaetano Guidotto]


23 Febbraio 2011

Picchiava la figlia «ribelle»

Padre-padrone condannato a 2 anni

Era finito in galera per aver picchiato brutalmente la figlia di 17 anni. Ora è stato condannato a rimanere per 2 anni ed un mese agli arresti domici­liari, in una casa lontano dalla famiglia. Questa la sentenza del giudice monocratico del Tribunale di Bronte, Giuliana Fichera, che ha condannato il pensionato anche al risarcimento del danno ed al pagamento delle spese di giudizio. Il difensore aveva chiesto che l'uomo fosse rimesso in libertà, ma il giudice gli ha soltanto concesso gli arresti domiciliari. Parliamo del “padre padro­ne” di Bronte, di 64 anni, che nel maggio scorso aveva percosso ripetutamente la figlia, colpendola con forza al capo, solo perché lei si sarebbe azzar­data a discutere un suo ordine. Allora, in preda alla rabbia, il padre non sarebbe riuscito a trattenersi, al punto da spaventare la moglie che, terrorizzata, si è decisa a chiamare i carabinieri.

Quando i militari dell’arma sono arrivati, il padre aveva in mano un coltello a serramanico, che fortunatamente non ha usato, mentre la ragazza mostra­va i segni delle percosse subite. La giovane fu accompagnata al Pronto soccorso dell’ospedale “Castiglione Prestianni” di Bronte, dove i medici le hanno riscontrato una contusione cranica e un ematoma al cuoio capelluto nella regione parietale, guaribile in 6 giorni. La madre, che già da tempo aveva denunciato ai carabiniéri la violenza del marito, in lacrime raccontò ai carabinieri che non era la prima volta che la figlia veniva picchiata violentemente dal padre, intenzionato a tutti i costi a imporre alla ragazza il proprio modello educativo. L'uomo, così, fu arrestato e quando ritornò in libertà, in attesa di giudizio, gli fu vietato di avvinarsi alla figlia. In cuor suo, però, covava sentimenti di vendetta, tant'è che il 5 settembre dello scorso anno ha tentato di entrare in casa. Ovviamente fu nuovamente arrestato, con il giudice che per tutelare la figlia lo relegò agli arresti domiciliari. Oggi la sentenza definitiva. [U. B.]


20 Febbraio 2011

Gravi danni alle colture a causa della piena del Simeto. Si è ripetuta, ma il fatto era prevedibile ed annunciato, la stessa scena di qualche anno fa con centinaia di ettari di terreni coltivati a frutteti e aranceti divorati dalle acque, diverse case rurali inondate e il solito vivaio completamente sepolto dal fango. Paura in contrada Bolo, dove l'acqua del fiume ha invaso la passerella della Statale 120 bloccando il traffico

Danni ingenti

Esonda il Simeto, allagate case e campagne

Il Simeto è tornato a fare paura. A causa della pioggia caduta incessantemente per circa 24 ore, il fiume ha superato gli argini un po' ovunque nelle campagne di Bronte, invadendo frutteti ed abitazioni rurali, ma soprattutto, come capita ogni volta che piove un po' di più, le acque si sono gonfiate così tanto da superare ed inondare la carreggiata della passerella della statale 120, in contrada Bolo, bloccando il transito. L'allarme è scattato intorno le 3 e mezzo del mattino scorso, costringendo il sorvegliante della statale, Salvatore Cunzolo, a recarsi immediatamente sul posto e chiudere la strada al transito. Fortunatamente le condizioni meteo nella mattinata di ieri sono migliorate e le acque si sono po' ritirate, permettendo ai tecnici di limitare il divieto di transito ai soli mezzi pesanti e tracciare un primo bilancio dei danni. La carreggiata ovviamente era invasa dal fango, e i continui avvallamenti sull'asfalto facevano presagire anche a problemi di stabilità.

Come se non bastasse dalla sponda di Cesarò della passerella la furia del fiume aveva trascinato terra e pietrame, scavando anche sotto l'asfalto. Fortunatamente la passerella ha resistito. In verità, però da lì le auto non dovrebbero passare più da tempo. Parallelamente, infatti, si sta costruendo il nuovo ponte di Bolo, ma i lavori che dovevano essere conclusi da mesi sono inesorabilmente ed inspiegabilmente fermi. A sentire i residenti è dall'ottobre scorso che non si lavora, nonostante la statale 120 ricopra una grandissima importanza nella viabilità fra le provincie di Catania e Messina. La pioggia ha provocato problemi anche nella frastagliata Maniace, dove l'irruenza dei torrenti Saracena, Martello e Cutò hanno messo in ansia i residenti. In particolare un'abitazione è rimasta quasi isolata poiché la passerella che solitamente viene utilizzata per raggiungere il centro in auto è stata inondata dal fiume.

Danni ingenti anche per le aziende agricole della valle del Simeto. Durante la notte il fiume, rompendo gli argini ha quasi raggiunto la provinciale per Adrano. Sul posto è arrivata la guardia forestale di Bronte, coordinata dal comandante Enzo Crimi, che altro non ha potuto fare che testimoniare l'ennesima esondazione del fiume. [Gaetano Guidotto, La Sicilia, 20.2.2011]

-- La storia si ripete: Le esondazioni del 1948  |  del 2009  |  del 2015  --



17 Febbraio 2011
L'ipotetico destinatario delle pallottole, Antonino Russo, pochi giorni fa è stato arrestato nell'ambito dell'operazione "Gatto selvaggio". L'unica colpa della vittima trovarsi assieme a lui proprio nel momento in cui scattò l'agguato.

Uccise un 17enne per errore: sconterà 30 anni

Nel 2009 Alessandro Reale sparò a Salvatore Costanzo che si trovava in auto con Antonino Russo

Trenta anni di carcere per Alessandro Reale, brontese di 33 anni, accusato dell'omicidio del giovane Salvatore Costanzo, ucciso per errore all'età di 17 anni. Questa la sentenza del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania che ha giudicato l'imputato con il rito abbreviato. Reale, infatti, accusato dell'omicidio di Costanzo e di tentato omicidio nei confronti di Antonino Russo, che secondo le indagini degli investigatori doveva essere il destinatario delle pallottole, durante l'udienza preliminare ha fatto richiesta di essere giudicato con giudizio abbreviato subordinato all'integrazione probatoria di perizia psichiatrica. Ieri la fine del giudizio, con il Gip che ha ritenuto l'imputato colpevole. Si chiude così il primo grado di giudizio su un episodio che scosse particolarmente Bronte dove tutti ancora ricordano quanto accadde la notte dell'11 dicembre 2009. Salvatore Costanzo, reduce dai festeggiamenti per il suo diciassettesimo compleanno, da pochissimi minuti si trovava a bordo di una Fiat 500 guidata da Antonino Russo, quando in via Sacerdote Giuseppe Prestianni veniva colpito da colpi di arma da fuoco esplosi da Alessandro Reale che successivamente si dava alla fuga sulla sua autovettura guidata da Mario Bonaccorso.

L'unica colpa del giovane Costanzo, studente assolutamente estraneo ad ambienti malavitosi, fu quella di trovarsi casualmente all'interno dell'auto in compagnia di altri giovani. Colpa che purtroppo gli fu fatale. Alessandro Reale è fratello di Claudio, considerato dagli investigatori esponente di rilievo della malavita brontese ed arrestato lunedì mattina dai carabinieri all'interno dell'operazione "Gatto selvaggio". Anche l'ipotetico destinatario delle pallottole, Antonino Russo, lunedì scorso è stato arrestato nella stessa operazione, a dimostrazione che la sparatoria del dicembre del 2009 va inquadrata nelle dinamiche interne della cosca. [P. Z.]



 

Carabinieri, operazione "Gatto selvaggio"

Dopo l'Operazione Tunnel (luglio 2004) e l'Operazione Trash (Marzo 2008) arriva “Gatto selvaggio”, un nuovo blitz dei Carabinieri della Compagnia di Randazzo coordinato dalla Direzione Distrettuale antimafia per liberare il territorio da estorsioni, droga e lotte fra clan. Colpiti due gruppi criminali operanti a Bronte: diciotto arrestati. L’operazione svolta dai CC nella zona di Randazzo-Bronte ha inferto un duro colpo alle cosche rivali dei Montagno Bozzone e di Catania. Colpisce l'età dei presunti colpevoli, 9 di essi hanno da 20 a 29 anni; gli altri da 32 a 48.

Bronte ringrazia la maghistratura e le forse dell'ordine

16 Febbraio 2011

ALLARME DOPO IL BLITZ: APPELLI ALLE ISTITUZIONI MENTRE SI PLAUDE AL LAVORO DI CARABINIERI E MAGISTRATI

«Gatto selvaggio», oggi gli interrogatori

Si svolgerà questa mattina alle 9,30, nel carcere catanese di Bicocca, l’interrogatorio di garanzia dei 18 brontesi arrestati nell’ambito dell’operazione «Gatto selvaggio». Attraverso l’interrogatorio il giudice valuterà se sussistono le condizioni di applicabilità delle esigenze cautelari e, ove queste risultassero inesistenti o modificate, provvederà alla loro revoca. Gli accusati, ovviamente, possono avvalersi della facoltà di non rispondere. Intanto, è inutile dirlo, ieri a Bronte gli arresti erano la notizia del giorno e in paese si cercava di conoscere tutti i dettagli dell’operazione antimafia dai giornali e di scoprire, attraverso le foto, se fra gli arrestati ci fossero conoscenti.

La cittadina etnea ovviamente è sgomenta, ma sente forte il dovere di ringraziare i carabinieri e la magistratura per un lavoro investigativo durato anni. «Non possiamo che applaudire al lavoro dei carabinieri - ha affermato il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Gullotta – che, oltre a restituire fiducia nelle istituzioni dello Stato, ci auguriamo scoraggi i giovani e li convinca che intraprendere determinate brutte strade è una scelta sbagliata». Nei circoli, ovviamente, oggi questo era l’argomento del giorno: «Il nostro faro - dice Giuseppe Di Mulo, presidente del circolo operaio - deve essere la Costituzione, secondo la quale spetta ai giudici stabilire chi non è innocente. In ogni caso, bisogna incentivare la cultura della legalità, anche per rafforzare la fiducia nelle forze dell’ordine e nella magistratura». «Condivido quanto ha affermato oggi il sindaco Pino Firrarello - ha affermato Aldo Russo, presidente del Circolo di Cultura “Enrico Cimbali” - che ha sentito il dovere di ringraziare i carabinieri. Quanto accaduto ci inquieta e ci costringe a riflettere. Mi colpisce l’età di alcuni dei brontesi arrestati e, fra questi, ci sono figli di persone che conosciamo e apprezziamo. Pensavo - continua - di vivere in un paese tranquillo e, invece, non è così».
Tante persone intervistate ci hanno detto di essere preoccupati per i propri figli. In una cittadina dove ci si rende conto che circola tanta droga e la criminalità ha raggiunto questi livelli i rischi sono maggiori. Chi sente maggiormente il peso dell’oppressione della criminalità, ovviamente, sono le forze economiche-produttive che, oltre a ringraziare le forze dell’ordine, lanciano alcune proposte: «Le recenti notizie che hanno portato la città di Bronte agli onori della cronaca per fatti poco lusinghieri - hanno affermato Ada Biuso e Antonello Saitta, responsabili rispettivamente di Confesercenti e Confcommercio - hanno indotto le nostre confederazioni a fare delle riflessioni sulle cause che determinano questo stato di malessere specialmente giovanile. Plaudiamo alle forze dell’ordine e alla magistratura, ma sentiamo forte il bisogno di lanciare un accorato allarme per evitare che la criminalità usi le debolezze e le incertezze dell’economia per rafforzare le proprie posizioni.

Per questo - continuano - chiediamo alle istituzioni più risorse a favore delle attività e delle imprese giovanili per evitarne le devianze e avviare un circolo virtuoso e alle banche maggiore disponibilità a finanziare le imprese ed evitare un restringimento del credito. Solo assicurando una crescita economica - concludono - lo sviluppo diventa realtà, favorendo occupazione e migliore qualità della vita».


15 Febbraio 2011

Droga e «pizzo» gli affari del clan

LA SOLITA FOTO DI GRUPPO (DA LA SICILIA, 15 FEBBRAIO 2011)Così il gruppo di Turi Catania riempiva la propria «bacinella»

Droga ed estorsioni. In città come in provincia i clan riempiono la «bacinella» battendo principalmente queste strade. Sì, è vero, talvolta ci si può infilare in qualche grosso appalto, ma è fuori dubbio che la liquidità immediata arriva soprattutto proprio grazie a questo genere di affari. L'ennesima conferma di ciò arriva a conclusione dell'indagine «Gatto selvatico», condotta dai carabinieri della compagnia di Randazzo e coordinata dai sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia Carmelo Zuccaro, Iole Boscarino e Antonino Fanara.

E' stato il procuratore Vincenzo D'Agata, che ieri si è velocemente congedato dalla stampa in quella che lui ha definito «l'ultima conferenza prima di essere posto in quiescenza», ad illustrare i dettagli dell’operazione così definita poiché durante le indagini; nel corso degli appostamenti (anche per piazzare le «cimici» poi servite nell'attività specifica), i militari si sono imbattuti due volte in questo animale tipico di quelle zone dell'Etna.

Il procuratore ha ricordato che sul centro di Bronte gravano gli interessi di due gruppi criminali: quello di Francesco Montagno Bozzone, più vicino ai «carcagnusi» di Santo Mazzei, e quello di Salvatore Catania, considerato un fedelissimo di Santapaola. Ed è stato proprio indagando sul Catania che i carabinieri hanno avuto modo di ricostruire questi affari illeciti.

Il fatto è che l'indagine sfocata nei diciotto arresti di ieri viene considerata una sorta di continuazione del blitz «Padrini» del 2008: Catania è già stato condannato in abbreviato per quei fatti, cosicché il leader del gruppo dei Santapaoliani non verrà raggiunto da alcun provvedimento restrittivo in questa circostanza e continuerà a restare a piede libero, dove si trova già da qualche mese, ovvero dopo la scarcerazione dell'estate del 2010.

Ovviamente i fatti contestati sono antecedenti all'operazione «Padrini», quindi sono compresi fra il 2007 e il 2008, ovvero nel biennio (poco meno) in cui il Catania -scarcerato dopo altra detenzione - si rifugiò in una casa di campagna in cui riceveva pochissime persone. Fra queste il cognato, Sebastiano Russo, e l'incensurato Emanuele Bonfiglio, cui avrebbe dato mandato di seguire il traffico di droga. Bonfiglio si sarebbe mosso con grande «professionalità», prendendo contatti con fornitori siciliani che avevano le loro basi in Lombardia e Toscana, rispettiva­mente Nunzio Galvagno (residente nel Milanese) e Benedetto Fazio (nel Fiorentino). I due avrebbero fatto partire, destinazione finale Bronte, svariati quantitativi di cocaina, che in qualche circostanza sarebbero stati graditi, mentre in altre occasioni sarebbero stati considerati «robaccia» dagli acquirenti, tant'è vero che nelle intercettazioni telefoniche eseguite dai carabinieri si evincono chiaramente le lamentele del Bonfiglio per la scarsa qualità dello stupefacente ricevuto.

Diversi i sequestri effettuati dagli stessi carabinieri. In uno di questi, il più consistente, nell'agosto del 2007, l'Arma mise le mani su un carico da 270 grammi di cocaina, che i corrieri Giuseppe Uccellatore e Fabio Vicario stavano trasportando su una «Bmw» presa a noleggio e “lavorata” dall'esperto carrozziere Luca Lo Foco, il quale si era premurato di creare un nascondiglio all'interno del serbatoio. Nel corso delle indagini, che hanno permesso di registrare anche alcune scaramucce fra il gruppo del Montagno Bozzone e quello del Catania (i carabinieri misero sotto sequestro delle armi, ma anche un motociclo di provenienza furtiva e dei caschi integrali che, a loro dire, sarebbero dovuti servire per un'azione di fuoco), è stata fatta luce anche su una estorsione ai danni di una sala giochi di Bronte: il titolare si sarebbe rifiutato di pagare e per questo subì il danneggiamento di alcune macchine, prima che la denuncia ai militari dell'Arma fermasse quell'andazzo delle cose. [Concetto Mannisi]


LA SVOLTA. LA NUOVA OPERAZIONE DEI CARABINIERI HA ASSICURATO ALLA GIUSTIZIA GLI UOMINI PIU’ PERICOLOSI DEL BOSS TURI CATANIA

Dopo il blitz «Trash» fu quasi decapitato il clan rivale Montagno, ora con «Gatto selvaggio» la situazione è di quasi parità

Il «grazie» del sindaco Firrarello

Le reazioni. «Con operazioni come questa si restituisce la legalità al territorio». Il presidente della Provincia: «Un plauso ai carabinieri»

Ai carabinieri e alla magistratura sona arrivati i complimenti da parte del sindaco di Bronte, Pino Firrarello e del presidente della Provincia, Giuseppe Castiglione (…) E' una Bronte più incuriosita che attonita, quella che ieri ha appreso la notizia dell'operazione dei carabinieri che hanno arrestato 18 persone. Già altre volte, lo squillante e frenetico suono delle sirene ha infranto il silenzio del mattino di una città teatro di agguati di stampo mafioso spesso falliti e altre volte fatali per innocenti che nulla avevano da spartire con la malavita, come il giovane Salvatore Costanza. Del resto, nella cittadina un po' tutti immaginavano che dopo la morte di Alfredo Incognito, ucciso per mano del fratello Marcello (chi non ricorda l'omicidio al videotape) l'unica cosca mafiosa regnante, legata alla famiglia catanese Santapaola-Ercolano, si fosse scissa in due parti guidate da Salvatore Catania, rimasto fedele a Santapaola e Francesco Montagno, avvicinatosi invece alla famiglia dei Mazzei-Carcagnusi.

E' difficile che due galli nello stesso pollaio non litighino e solo sulla carta l'intervento dei vertici catanesi di “Cosa nostra” è riuscito a far trovare equilibri fra i clan, che si divisero la città di Bronte in due: la parte a nord a Montagno e quella a sud a Catania. Patto che, a sentire gli investigatori, Turi Catania si sforzò con ogni mezzo a mantenere, anche a costo mettendosi contro i suoi stessi uomini. Del resto Catania sapeva che la guerra avrebbe certamente attirato i carabinieri. Oggi se il clan Montagno, soprattutto con l'operazione Trash, è stato praticamente e forse definitivamente decapitato dai carabinieri, “Gatto selvaggio” ha riequilibrato i destini dei due clan contendenti, assicurando alla giustizia gli uomini migliori di Turi Catania. Emanuele Bonfiglio, per esempio, è considerato dagli inquirenti il facente funzioni del capo durante la sua permanenza in carcere, l'unico a poter interloquire con lui che gli aveva affidato il compito di coordinare lo spaccio delle sostanze stupefacenti e di nascondere quelle armi che i carabinieri di Bronte trovarono nel 2007.

Anche Gabriele Grillo Bellitto era considerato un braccio destro di Catania, tant'è che era una sorta di addetto ai rapporti con la cosca e uomo di fiducia nello spaccio della droga. Il tentato omicidio che subì nel maggio del 2007, fece però incrinare i rapporti con il capo, reo a suo pensare di non averlo né protetto, nè vendicato. Bellitto, comunque, non era il solo a contestare l'atteggiamento attendista e prudente di Turi Catania. Fra questi c'era la famiglia Reale, propensa a vendicare un parente ucciso ed intenzionata a far fuori l'altro boss, Francesco Montagno. Per questo, Claudio Reale, sempre nel 2007, promosse a Bronte un summit con il latitante Roberto Boncaldo, forse con l'intento di crearsi dei collegamenti diretti con i leader provinciali di Cosa Nostra e liberarsi così della gerarchia di Turi Catania. I carabinieri fecero irruzione nel casolare di campagna che ospitava il vertice mafioso, arrestando tutti. Sarà un caso, ma Claudio Reale a gennaio e dicembre del 2009 subì due tentati omicidi. Gli altri arrestati nell'operazione, all'interno del clan, avevano tutti un ruolo preciso che andava dallo spaccio di droga, a tenere i contatti con i trafficanti del nord Italia. [P. Z.]


15 Febbraio 2011

«GATTO SELVAGGIO». RETATA A RANDAZZO, COLPITI I DUE GRUPPI RIVALI DEI CATANIA E MONTAGNO BOZZONE

Mafia, racket e stupefacenti

Diciotto arresti dei carabinieri

In esame la guerra fra i due clan per la supremazia nel controllo delle attività illecite

In esame gli agguati ai quali sono scampati Francesco Montagno Bozzone e Gabriele Grillo Bellito, secondo gli investigatori dell'Arma collegati fra loro anche se maturati in circostanze diverse. Nel fascicolo dei magistrati sono finiti faldoni di intercettazioni telefoniche, ambientali, rapporti di appostamenti e pedinamenti. Un'enorme mole di carte che raccoglie oltre due anni di attività dei carabinieri di Randazzo e del comando provinciale coordinati dai pm Iole Boscarino e Antonino Fanara, sfociata ieri con emissione di diciotto ordinanze di custodia cautelare in carcere. L'operazione “Gatto selvaggio” (tipico esemplare della zona avvistato per ben due volte dai militari) è il secondo capitolo di un'attività investigativa (cominciato con l’operazione Trashh) che ha consentito di scompaginare le due formazioni criminali che in questi anni si sono contesi il controllo dei territori pedemontani soprattutto di Randazzo e Bronte.

Da una parte, c'erano gli affilati del clan riconducile a Francesco Montagno Bozzone, dall'altro quello del boss Salvatore “Turi” Catania, entrambi comunque costole della famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano, che l'anno scorso sono entrati in forte competizione. Anzi vere tensioni che si sono manifestate con due attentati del maggio e del novembre 2010. E' però l'anno 2007 a segnare la linea di demarcazione tra le due cosche, diventate incompatibili. A febbraio di quell'anno, il boss Francesco Bozzone, rimase vittima di un agguato, appena uscito dal carcere. L'episodio fu subito inquadrato dagli inquirenti nell'ottica della strategia adottata dalla famiglia Reale/Gullotti (clan Catania) che mirava a vendicare la morte di un loro caro e acquisire contemporaneamente la valenza mafiosa per tentare il “salto di qualità”, distaccandosi e tentando di formare un gruppo a se stante. E infatti, emersero stretti rapporti tra Claudio Reale con elementi di primo piano della famiglia catanese Santapaola, come Roberto Boncaldo, all'epoca latitante, arrestato sei mesi dopo. Da quel momento il clan Catania si preparava ad affrontare una eventuale guerra di mafia approvvigionandosi di materiali e mezzi necessari a sostenerla.

Furono diversi i sequestri di armi operati dai militari. L'obiettivo era quello di accaparrarsi la gestione soprattutto delle estorsioni e del traffico di droga. Fitta era la rete di pusher e intermediari, corrieri e trafficanti che arrivava anche in Toscana e in Lombardia Una cellula operativa si era costituita nell'hinterland fiorentino, con Benedetto Fazio, residente a Greve in Chianti, in provincia di Firenze, e un’altra nel milanese, a Vizzolo Predabissi con Nunzio Galvagno. Le ordinanze di custodia cautelare, eseguite la scorsa notte dai militari della Compagnia di Randazzo, sono state emesse dal Gip Luigi Barone. In manette, Gabriele Grillo Bellitto, 44 anni, Emanuele Bonfiglio, U malvagnotu, 29 anni, Giovanni Capace, 20 anni, Benedetto Fazio, 47 anni, Irene Lanzafame, 48 anni, Giuseppe Longhitanoo, Pippo Sasizza  39 anni, Edoardo Papppalardo, 22 anni, Antonino Prisco, 20 anni, Claudio Reale, 39 anni, Antonino Russo, “Nino Kennedy” 22 anni, Sebastiano “Nuccio” Russo, 47 anni, Vincenzo Sciacca, 48 anni, Antonino Triscari, 32 anni, Giuseppe “Beppe” Uccellatore, 26 anni, Fabio Vicario, “Facci di puma”  23 anni. Agli arresti domiciliari, Nunzio Galvagno, 26 anni, Davide Gambino, 23 anni, Luca Lo Foco, 43 anni. [Letizia Carrara]

LA CONFERENZA STAMPA
Inquirenti e investigatori hanno fatto il punto

Un'indagine basata sulle intercettazioni

Un’indagine che si è basata essenzialmente sul'uso delle intercet­tazioni tele­fo­niche e ambientali che hanno permesso di catturare conversazioni signifi­ca­tive sul tipo di attività che il clan di Turi Catania voleva consolidare, impo­nen­do la supremazia sul clan Bozzone. E così che nel marzo del'2007 i carabinieri riuscirono a sventare un possibile aggua­to. Intanto con il sequestro di un fucile da caccia e munizioni nella dispo­nibilità di Andrea Gullotti e Gaetano Lon­ghitano. Nel gennaio dell'anno successivo, nel 2008, fu trovato un motorino rubato che la cosca, avrebbe dovuto utilizzare per compiere un agguato, così come indicato nelle conversazioni intercet­tate tra Andrea Gullotti e altri ragazzi, circa il rinve­nimento in un luogo nella dispo­nibilità di Emanuele Bonfiglio di due fucili semi­au­tomatici calibro 20 e calibro 12 di prove­nienza furtiva, un fucile a dop­pietta con canne e calcio moz­zato e con matricola abrasa, diverso munizio­namento, quattro passa­montagna, guanti in lattice un giubbotto con strisce orizzontali rifrangenti del tipo utilizzato dalla “polizia muni­cipale”, e targhe di autovetture rubate. Forti gli interessi nel set­tore delle estorsioni. Interessante una conversazione catturata tra Turi Catania e Nuccio Russo a pro­po­sito della richiesta pizzo fatta al proprietario di una sala gioco di Bronte. Nella conver­sazione i due parlavano anche dei metodi di spartizione dei proventi l'episodio. [LeCa]


15 Febbraio 2011

La rivalità, a colpi di feroci rappresaglie. Diciotto persone tra boss e picciotti in una maxi operazione dei Carabinieri

"Gatto selvaggio" fa piazza pulita dei clan di Bronte

Spadroneggiavano nel territorio e gestivano traffici di droga e racket. Anni di pedinamenti e intercettazioni


LA SICILIA.IT, 14 Febbraio 2011

Sgominato un clan mafioso, 18 arresti

Diciotto presunti appartenenti a un clan mafioso di Bronte ritenuto organico alla cosca Santapaola-Ercolano sono stati arrestati da carabinieri del comando provin­ciale di Catania. Militari dell'Arma hanno eseguito 15 ordinanze di custodia caute­lare in carcere e 3 agli arresti domiciliari emesse dal Gip del Tribunale Etneo ipotiz­zando, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, estorsioni e traffico di sostanze stupefacenti. I provvedimenti sono stati eseguiti in due paesi del Catanese, a Bronte e Paternò, e nell'hinterland Milanese e nelle Marche, con la collaborazione dei carabinieri del luogo. L'operazione, denominata 'Gatto selvaggio', è frutto di indagini della compa­gnia dei carabinieri di Randazzo coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Catania. Vivevano a Pesaro due dei 18 presunti affiliati arrestati dai carabinieri su ordine del gip di Catania nell'ambito di un'inchiesta per associazione mafiosa, estorsioni e traffico di stupefacenti. Si tratta di I. L., 49 anni, da tre mesi agli arresti domiciliari a Pesaro per reati commessi in Sicilia, e della sua convivente, G. B., 45 anni. Originari di Bronte, entrambi sono accusati di spaccio di stupefacenti. Nelle Marche la coppia era arrivata alla fine di novembre, probabilmente sulla scorta di cono­scenze locali. I due arresti sono gli unici condotti nella regione con l'operazione 'Gatto selvaggio'. 


Plauso alle Forze dell’ordine da parte del sindaco Firrarello e del presidente della Provincia Castiglione

Firrarello ha rivolto un plauso ai Carabinieri della Compagnia di Randazzo e della Stazione di Bronte, che coordinati dal procuratore capo Vincenzo D'Agata, dall’aggiunto Carmelo Zuccaro e dai sostituti della Dda etnea Antonino Fanara e Iole Boscarino dalla Procura della repubblica di Catania, attraverso l’operazione “Gatto selvaggio” hanno assicurato alla giustizia presunti appartenenti al clan della cittadina dediti alle attività criminose: «Rivolgo il mio ringraziamento alle Forze dell’Ordine ed alla Procura della Repub­blica – ha affermato il primo cittadino - per gli importanti risultati ottenuti con questa operazione, ma soprattutto per il lavoro incessante di prevenzione e repressione che ogni giorno svolgono nelle strade della mia città. Per la stra­gran­de maggioranza di Bronte che è dalla parte della legalità, operazioni come questa restituiscono quella fiducia nella capacità dello Stato di garantire la lega­lità e salvaguardare la sicurezza dei cittadini, entrambi punti irremovibili e quali­ficanti dell’agire della mia amministrazione comunale».
Castiglione: «Esprimo il più vivo apprezzamento al Comando carabinieri di Ran­dazzo e al capitano Donato Pontassuglia, al comandante provinciale Giusep­pe La Gala e alla magistratura che ha coordinato le indagini. Un plauso a tutte le forze dell'ordine che ogni giorno si impegnano con professionalità e tenacia per il ripristino della legalità nei nostri territori».
  

15 Febbraio 2015

CORTE DI CASSAZIONE

La Cassazione ha confermato i verdetti

Operazione Gatto Selvaggio: 2 assoluzioni e 14 condanne per associazione mafiosa, estorsione e droga
Adesso le condanne sono definitive. La Corte suprema di Cassazione ha confermato il giudizio formulato dalla Corte di Appello per coloro che furono arrestati nell'operazione "Gatto selvaggio". Sembra una coincidenza ma il 14 febbraio del 2011 i carabinieri di Bronte e Randazzo, coordinati dalla Dda della Procura della Repubblica di Catania, fermarono numerosi presunti esponenti dei clan mafiosi di Bronte, con l'accusa di associazione mafiosa, estorsioni e traffico di sostanze stupefacenti. A distanza di 4 anni, il giudizio per coloro che hanno chiesto il rito abbreviato, si è concluso. La seconda sezione penale della Corte di Cassazione di Roma, infatti, ha confermato sia le assoluzioni di Claudio Reale e Antonino Triscari, cui il Gup del Tribunale di Catania, nel marzo del 2012, invece, aveva inflitto rispettivamente una pena di 9 anni e 2 mesi, 8 anni e 2 mesi di reclusione, e confermato le condanne inflitte dalla Corte di Appello per gli altri, ad eccezione di Antonino Russo, cui dovrà essere ricalcolata la pena.
La Suprema Corte quindi ha condiviso la tesi dei Giudici d'Appello, escludendo per buona parte degli imputati le circostanze aggravanti. Queste le condanne (...) (P. Z.)

11 Febbraio 2014

CORTE DI APPELLO DI CATANIA

«Gatto selvaggio», in appello sconti di pena e 2 assoluzioni

Sconti di pena e 2 assoluzioni in appello per gli arrestati nell'operazione "Gatto selvaggio", che il 14 febbraio del 2011 ha visto i carabinieri di Bronte e Randazzo, coordinati dalla Dda della Procura della Repubblica di Catania, fermare numerosi presunti esponenti dei clan mafiosi di Bronte, con l'accusa di associazione mafiosa, estorsioni e traffico di sostanze stupefacenti. La one penale della Corte di appello di Catania, infatti, ha assolto Claudio Reale e Antonino Triscari, cui il gup del Tribunale di Catania, nel marzo del 2012, invece, aveva inflitto rispettivamente una pena di 9 anni e 2 mesi e 8 anni e 2 mesi di reclusione. Per quasi tutti gli altri pene ridotte sostanzialmente per lo stesso motivo, ovvero perché sono state escluse le circostanze aggravanti.
Queste le condanne inflitte in appello: Gabriele Bellitto Grillo dovrà scontare 8 anni di reclusione, invece dei 10 anni e 6 mesi cui era stato condannato. Emanuele Bonfiglio (assolto per un capo di imputazione), 14 anni e 6 mesi, invece dei 19 anni e 2 mesi. Gabriele Destro (cui sono state anche revocate le pene accessorie), 2 anni, 8 mesi e 20 giorni, invece dei 3 anni e 8 mesi più 18mila euro di multa. Benedetto Fazio, 6 anni, 10 mesi e 20 giorni, invece dei 9 anni e 2 mesi. Giuseppe Longhitano, 6 anni, 10 mesi e 20 giorni, invece dei 9 anni e 2 mesi. E ancora. Antonino Russo, 4 anni, 8 mesi e 20 giorni, invece dei 7 anni. Vincenzo Sciacca, 4 anni, 8 mesi e 20 giorni, invece dei 7 anni. Nunzio Spanò, 3 anni e 4 mesi invece dei 5 anni. Giuseppe Uccellatore, 7 anni e 9 mesi e 10 giorni, invece dei 10 anni e 2 mesi di reclusione. Fabio Vicario, 7 anni, 2 mesi e 20 giorni invece dei 9 anni e 6 mesi. Pene confermate, invece, per Giovanni Capace, 3 anni e 6 mesi più 800 euro di multa; Nunzio Galvagno, 6 anni più 20mila euro di multa; Davide Gambino, 4 anni e 2 mesi più 18mila euro di multa; Luca Lo Foco, 3 anni e 4 mesi più 20mila euro di multa. Inoltre il giudice di appello ha sostituito la pena accessoria dell'interdizione perpetua dei pubblici uffici con quella temporanea per 5 anni nei confronti di Antonino Russo, Vincenzo Sciacca e Nunzio Spano.
Il giudice ha condannato invece Giovanni Capace, Nunzio Galvagno, Davide Gambino, Luca Lo Foco e Sebastiano Russo al pagamento delle ulteriori spese processuali. Nutrita la schiera degli avvocati difensori. Sono Goffredo D'Antona, Antonino Caputo, Salvatore Caruso, Francesca Politi, Samantha Lazzaro, Marco Tringali, Lucia D'Anna, Maria Caltabiano, Mario Brancato, Carmelo Galati, Mario Schilirò, Giovanna Aprile, Maurizio Magnano di San Lio, Augusto Zozzo, Gabriella Gennaro e Sandro Costanzo. [P. L.]



12 Febbraio 2011

Carnevale a Bronte

Vietati spray e petardi

Anche quest’anno il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, ha firmato l’ordinanza che vieta la vendita, l’uso e la detenzione delle bombolette spray, dei petardi e di ogni articolo pericoloso e fastidioso che solitamente si usano durante il periodo di carnevale. «L’uso di bombolette spray o materiale imbrattante - afferma il sindaco - spesso durante il Carnevale vengono utilizzati in maniera intollerabile.

Va bene lo scherzo, ma per il modo sconsiderato e vessatorio con cui a volte vengono adoperati alcuni articoli, oltre a dare fastidio, possono provocare anche danni alla salute. Oltre a ciò - continua - sono causa di reazioni, diverbi e comportamenti rissosi in genere, che per niente si adattano al clima festoso del Carnevale, incidendo negativamente sotto l’aspetto dell’ordine e della sicurezza pubblica. Per tutti questi motivi - conclude - da alcuni anni ne vietiamo la vendita». L’ordinanza impedisce che si usino anche fialette puzzolenti, polverine pruriginose, contenitori che spruzzano acqua, ed anche i manganelli più lunghi di 40 centimetri. Inoltre chi ha pensato di celare la propria identità sotto un casco di motocicletta ed andare a divertirsi in piazza dovrà cambiare programma: l’ordinanza infatti consente di indossare il casco solo per i suoi usi tradizionali e quindi solo quando si è in moto. A vigilare saranno le forze dell’ordine, con la Polizia municipale che avrà il compito specifico di controllare. Chi trasgredisce sarà punito con una sanzione amministrativa. [ La Sicilia]


9 Febbraio 2011
BRONTE-MALETTO-MANIACE

Circa 300 lavoratori forestali rivendicano stipendi arretrati

Circa 300 lavoratori forestali di Bronte, Maletto e Maniace sono in stato di agitazione e minacciano manifestazioni di protesta. Lamentano di non aver mai ricevuto lo stipendio di novembre ed una buona parte di loro anche quello di dicembre. “Il problema - ci dice Alfio Mannino, segretario provinciale di Catania della Flai Cgil - è che per motivi non noti alla Regione Siciliana sono saltati i pagamenti di alcune perizie di lavoro. Di conseguenza quegli operai impegnati nei cantieri legati alle perizie non sono stati pagati. Avevamo avuto - continua Mannino - assicurazioni sul fatto che il 15 febbraio la lacuna sarebbe stata colmata e che gli operai sarebbero stati pagati, Fino ad oggi però non abbiamo segnali e l’iter per il pagamento degli operai è lungo”. Per questo motivo le sezioni locali dei sindacati di categoria si sono messi subito all’opera, Gino Mavica della Flai Cgil, Rosario Gangi della Fai Cisl e Vincenzo Sanfilippo della Uila Uil hanno inviato una lettera ai sindaci dei 3 Comuni, chiedendo il loro interessamento al fine di porre fine a questo ritardo che considerano “inaccettabile”. “Queste organizzazioni - scrivono nella missiva - comunicano che, in assenza di riscontri positivi durante questa settimana, adotteranno iniziative di lotta”. Insomma sembra proprio essere l’inizio dell’ennesima protesta. (La Sicilia)


29 Gennaio 2011

Il rischio chiusura della discarica di Motta

«Maletto deve appena 5mila euro
altri Comuni hanno debiti enormi»

Maletto punta il dito contro i Comuni del versante nord est dell'Etna che non pagano le proprie quote alla società Ato Joniambiente, rischiando di provocare un crisi nella raccolta dei rifiuti anche in quei Comuni che con sacrifici pagano quanto debbono.
A protestare è il consigliere comunale Luigi Saitta che, a seguito della minaccia da parte della discarica Oikos di Motta Sant'Anastasia di chiudere i cancelli anche ai camion provenienti da Maletto, dice: «Maletto è stato inserito tra i Comuni morosi, per un debito di appena 5.552 euro. Una cifra che è giusto pagare, ma che è poca cosa rispetto alle enormi cifre di altri. Dalla comunicazione dell'Ato del 14 gennaio 2011, infatti, si evince la seguente situazione debitoria: Bronte 1.535.729,18 euro; Calatabiano 351.589,81; Castiglione di Sicilia 304.706,12; Fiumefreddo 276.827,40; Giarre 3.159.856,07; Linguaglossa 602.359,34; Maletto 88.324,93; Maniace 288.499,32; Milo 66.652,99; Mascali 795.162,18; Piedimonte 449.473,93; Randazzo 1.347.363,28; Riposto 2.943.138,16; S. Alfio 245.389,62. Di questi Comuni in 9 sono debitori nei confronti dell'Oikos delle seguenti cifre: Bronte 60.194 euro; Calatabiano 38.000; Castiglione 26.000; Fiumefreddo 43.000; Maletto 5.552; Maniace 34.000; Randazzo 55.000; Riposto 424.000; Sant'Alfio 9.500. E' ingiusto - conclude - che Maletto debba subire gli stessi disagi degli altri». (La Sicilia)


27 Gennaio 2011

Rifugio di Monte Spagnolo

Incendio distrugge il tetto

Il tetto del piccolo rifugio di Monte Spagnolo, in pieno Parco dell’Etna, a quota 1440 metri sul livello del mare, è stato distrutto da un incendio. L’allarme è scattato intorno le 20,30 quando degli escursionisti hanno avverto i vigili del fuoco che le fiamme si erano impadronite del piccolo rifugio, posto di fronte alla più famosa ma distrutta e da tempo pericolante «Casermetta di Monte Spagnolo».

Trovandosi il rifugio in pieno territorio demaniale dell’Azienda forestale e del Parco dell’Etna, i vigili del fuoco hanno avvertito la guardia forestale del Distaccamento di Randazzo che - insieme ai pompieri di Randazzo e Maletto - sono partiti, fra la neve e il gelo, alla volta del rifugio in fiamme.

Giunti sul posto, i vigili del fuoco hanno cominciato le operazioni di spegnimento assistiti dalla guardia forestale che ha trovato pure gli escursionisti, diligentemente pronti a lanciare l’allarme. Alla fine, circa 15 metri quadrati di capriata in legno e di tetto sono andati distrutti. Non è escluso che, a provocare il rogo possa essere stato il fuoco acceso nel caminetto del rifugio. [Gaetano Guidotto, La Sicilia]


27 Gennaio 2011

Misericordia, ladri in sede

Rubati circa 4mila euro

Dei ladri sono entrati, durante la notte, all’interno della sede della Misericordia di Bronte, e hanno rubato circa 4mila euro che dovevano servire a finanziare le iniziative di volontariato. I ladri, per entrare, hanno forzato una finestra esterna e poi - dopo avere guadagnato l’interno della sede - hanno avuto tutto il tempo per agire indisturbati. Secondo gli investigatori, che stanno indagando, sembrerebbe che siano andati quasi a colpo sicuro, aprendo solo il cassetto dove si trovavano i soldi. Negli altri cassetti, infatti, si trovavano altri contanti e buoni benzina per le ambulanze che non sono stati toccati. A denunciare l’accaduto sono stati gli stessi volontari che, iniziando l’attività mattutina, sgomenti si sono accorti che il cassetto dell’ufficio del coordinatore era stato rovistato e che mancavano i soldi.Sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di Bronte. Sulle indagini, però, non sono trapelate indiscrezioni. Forse se ne saprà di più nei prossimi giorni. [C. P., La Sicilia]


27 Gennaio 2011

Rissa in famiglia: fermati in 5

Bronte. Hanno continuato a darsele anche all’arrivo dei carabinieri
Tanta acredine maturata negli anni e poi l’ennesimo episodio capace di fare traboccare il vaso. Così 5 persone, riconducibili alla stessa famiglia, se le sono suonate di santa ragione, finendo tutti in carcere. L’episodio è accaduto a Bronte. Una signora di 47 anni è arrivata a casa a bordo della sua Golf, dopo avere fatto la spesa. Abita in una palazzina di via Pietro Nenni, dove risiede anche la famiglia del cognato, con cui i rapporti non sono proprio così idilliaci, al punto che in passato c’è stata la necessita di ricorrere al giudice civile per dirimere alcune controversie. La signora ha iniziato a portare dentro casa le borse della spesa, quando è accaduto qualcosa forse legato al posteggio dell’auto. Il cognato e il figlio della donna hanno iniziato a urlarsi addosso e dalle urla alle sberle il passaggio è stato breve. A sostegno del figlio della donna è arrivato anche il fratello e il padre, mentre dall’altra parte il cognato è stato aiutato dal genero. Ne è venuta fuori una rissa tremenda. Qualcuno - a sentire i carabinieri - avrebbe tirato fuori pure il manico di un piccone, poi nascosto nel baule dell’auto. La donna preoccupata che la rissa potesse degenerare si è decisa a chiamare il 112 e sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di Bronte.

Solitamente i contendenti alla vista della divisa scappano o si calmano. Macché, questi hanno continuato a suonarsele di santa ragione, al punto che uno di loro, M. P. M., di 23 anni - ovvero il più piccolo della rissosa comitiva - ha pure aggredito i carabinieri che tentavano di sottrarlo dalla zuffa, ed è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Sedata la rissa i carabinieri hanno ordinato a tutti di recarsi in caserma, poi hanno comunicato loro che si trovavano in stato di fermo. I motivi di tanta rabbia non sono ancora chiari, di certo è che tutti, dopo il fermo sono stati trasportati nel Pronto soccorso dell’ospedale di Bronte, dove i medici hanno riscontrato contusioni, ferite ed ecchimosi ritenute guaribili dai 5 ai 15 giorni. Tutti, concluse le formalità di rito, sono stati accompagnati nel carcere catanese di piazza Lanza. [R. P.]


26 Gennaio 2011

«SINERGICA COLLABORAZIONE FRA ENTI CHE PERSEGUONO GLI STESSI OBIETTIVI»

Palazzo Fiorini porta di due Parchi

Nel «Centro visite» si forniranno ai turisti servizi in comune

Palazzo Virzi (o meglio Palazzo Fiorini, n. BI) sarà il volano per lo sviluppo turistico legato all’ambiente etneo e nebroideo. Il “Centro visite del Parco dei Nebrodi”, che ospita pure la sede del “Centro documentazione e studi delle aree protette del mediterraneo”, sito nella via Umberto di fronte la centralissima piazza Rosario, infatti, presto metterà a disposizione dei turisti non solo audiovisivi e materiale divulgativo delle bellezze ambientali del Parco dei Nebrodi, ma anche di quello dell’Etna, in sinergia con il Gal “Simeto Etna”.

Antonino PaparoQuesto quanto deciso durante il vertice tenuto a Bronte alla presenza dei commissari dei Parchi dell’Etna e dei Nebrodi, rispettivamente Ettore Foti ed Antonino Ferro. Ospiti del sindaco, Pino Firrarello e dell’assessore Castiglione, all’incontro hanno partecipato l’esperto del sindaco dott. Antonino Paparo (foto a destra), il sindaco di Maletto De Luca, quello di Randazzo Del Campo nelle vesti di componente del Gal “Simeto Etna”, ed Attilio Caldarera che coordina le iniziative del Centro visite.

“Questo territorio – ha affermato Firrarello – vanta bellezze ambientali di sicuro pregio, in grado di attirare il turismo. E necessario però che noi forniamo quei servizi essenziali per farlo sviluppare. Allora – continua - è bene che la fucina di interessi che sono in grado di sviluppare oggi i servizi offerti per il Parco dei Nebrodi all’interno di Palazzo Virzi, vengano meglio pubblicizzati ed allargati anche a quello dell’Etna”. La proposta è piaciuta ai 2 commissari: “Ottimo esempio di sinergica collaborazione fra enti che perseguono gli stessi obbiettivi. – ha affermato Ettore Foti - In territori contigui, infatti, è necessario mettere le risorse a sistema, al fine di soddisfare la meglio le esigenze del turista”. “Cosa ci può essere di più positivo – ha aggiunto il commissario Antonino Ferro – di rendere maggiormente fruibili le aree protette, in un ritrovato accordo di sinergie fra i vari Enti”. “Bronte – ha aggiunto l’assessore Castiglione – vanta un patrimonio ambientale di rara bellezza. Farne scoprire le peculiarità all’interno di Palazzo Virzi vuol dire permettere ai turisti ed agli studiosi anche di esplorare e conoscere il nostro centro storico”. Un progetto, come ha sottolineato Ernesto Del Campo, che può trovare linfa vitale dal piano di sviluppo del Gal Etna che vanta misure di finanziamento riferite alla tutela ed alla valorizzazione delle aree protette.


 25 Gennaio 2011

Nuovo pulmino per l'istituto Radice

L'istituto superiore Benedetto Radice ha un nuovo pulmino a disposizione degli allievi per le trasferte didattiche. E' stato acquistato grazie ad un finanziamento effettuato in concorso fra la Provincia regionale di Catania, il Comune di Bronte e la donazione della dottoressa Maria Scavuzzo Salanitro. 21 posti, dotato di tutti i sistemi di sicurezza, il nuovo pulmino ieri mattina è stato inaugurato alla presenza del presidente della Provincia, Giuseppe Castiglione, dell'assessore provinciale Giovanni Bulla, che ha ringraziato il consigliere provinciale Carmelo Pellegriti per aver contribuito ad ottenere il finanziamento in sede consiliare, e del sindaco di Bronte Pino Firrarello. Alla cerimonia d'inaugurazione ha partecipato l'intero istituto. «La Provincia sta lavorando per migliorare le infrastrutture ed mezzi per i servizi alle scuole. - ha affermato il presidente della Provincia Giuseppe Castiglione - Non a caso a Bronte vogliamo realizzare un nuovo Polivalente. Il concorso per acquistare il pulmino testimonia poi la virtuosa sinergia che c'è fra il mondo della scuola e la Provincia di Catania». «Individuate le esigenze - ha concluso il sindaco Pino Firrarello - siamo sempre pronti a soddisfare i bisogni, per dotare le scuole dei servizi necessari». (La Sicilia)


21 Gennaio 2011
Completati i lavori di ristrutturazione

Riapre domenica la Sp 165
che collega Bronte a Cesarò

Da domenica prossima Bronte e Cesarò saranno meglio collegate. Alle 11.30 il presidente della Provincia regionale di Messina, Nanni Ricevuto, taglierà il nastro inaugurale per la riapertura al traffico veicolare della Strada provinciale 165 che dalla frazione Bolo del Comune di Cesarò si innesta sulla strada statale 120 in territorio di Bronte. Una strada lunga circa 3 chilometri e mezzo ed utile soprattutto ai tanti allevatori che in questo territorio danno vita ad una florida economia legata alla pastorizia ed alla zootecnia.

Per ristrutturare il piano viario e rendere nuovamente percorribile la strada, la Provincia di Messina ha investito qualcosa come un milione di euro, affidando i lavori all'associazione temporanea di impresa "Cuticchia Antonino - Legati Santo" che si è aggiudicata la gara d'appalto effettuando un ribasso del 7,31%. I lavori hanno previsto l'ampliamento della carreggiata e la realizzazione dei muri di sostegno, oltre alle opportune canalette per la raccolta delle acque piovane e la posa dei guard rail. Ovviamente l'intero tratto e stato riasfaltato, ed è stata posta la segnaletica orizzontale e verticale. Domenica alla cerimonia di riapertura al transito della strada saranno presenti numerose autorità, fra cui l'assessore ai Lavori Pubblici della Provincia di Messina, Lino Monea, ed il consigliere di Palazzo dei Leoni, Salvatore Calì. [Gaetano Guidotto, La Sicilia]


18 Gennaio 2011
CAMPAGNA INFORMATIVA GRAZIE AD UN FINANZIAMENTO DELLA CAMERA DI COMMERCIO

Raccolta differenziata

Più informazioni sul nuovo servizio

Il Comune di Bronte primo alleato della società Ato Joniambiente, in questi giorni impegnata nella organizzazione del nuovo servizio integrato dei rifiuti, per aumentare gli indici della raccolta differenziata. Grazie ad un finanziamento di 45 mila euro elargito al Comune dalla Camera di Commercio di Catania verranno, infatti, incrementate le attività di comunicazioni per informare la cittadinanza della rivoluzione che presto verrà attuata. Per questo, all’interno del Palazzo municipale, si è svolto un vertice coordinato da sindaco alla presenza del presidente della Camera di commercio Piero Agen, del presidente della Joniambiente Francesco Rubbino e del componente del Cda Antonello Caruso. Con loro gli assessori Petralia e Salvia, il direttore generale del Comune, Giuseppe Marcenò, il direttore della Aimeri Ambiente, Alfio Agrifoglio, ed il consigliere comunale Castiglione.

Il dott. Agen ha raccontato l’esperienza di Licodia Eubea, dove in pochi mesi gli indici di raccolta differenziata sono arrivati al 72%, più o meno in linea con il nuovo progetto che la Joniambiente ha sperimentato con successo a Maletto e Calatabiano e che adesso verrà esteso in tutti i 14 Comuni dell’Ato. “Dobbiamo informare i cittadini – ha affermato il sindaco – che presto non ci saranno più cassonetti per le strade e che tutti noi saremo obbligati a lascare i sacchetti con la raccolta differenziata davanti la porta, rispettando il calendario settimanale della Joniambiente che ogni giorno ci indicherà la tipologia di rifiuti da conferire”.


17 Gennaio 2011

Premio «Anselmo Di Bella»

Borse di studio a 18 liceali

Diciotto studenti del liceo scientifico della comunicazione “Nicola Spedalieri”, hanno ricevuto una borsa di studio in denaro per meriti scolatici. Si tratta del premio “Prof. Anselmo Di Bella”, rettore del Real Collegio Capizzi nel 1936, fondato dalla pittrice brontese Rosetta Zingale, venuta a mancare nel 1996.

Gli studenti premiati per meriti nello studio e nella condotta sono: Chiara Anastasi, Ylenia Zambataro, Michele Caltanissetta, Mariangela Lipari, Giulia Longhitano, Ilenia Meli, Ginevra Pafumi, Andrea Pinzone, Matteo Spata, Lucia Inastasi, Edoardo Catania, Martina Correnti, Nunzia Campione, Antonio Lupo, Sabrina Messineo, Giuseppe Parasiliti, Giuseppe Proietto e Martina Pruiti.

La consegna della borsa di studio, subito dopo la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Giuseppe Baturi, vicario episcopale della diocesi di Catania, alla presenza di tutta la comunità scolastica e dei genitori dei ragazzi. A presiedere la commissione esaminatrice, l'attuale rettore del Real Collegio Capizzi, il sacerdote Giuseppe Zingale, che ha esortato i premiati a proseguire con costante impegno gli studi. Presente alla cerimonia anche il dirigente dell'istituto, prof. Mario Fioretto, orgoglioso dei suoi ragazzi. [Gaetano Guidotto, La Sicilia]



14 Gennaio 2011

Raid notturno, svaligiata profumeria

Ladri in azione ieri notte a Bronte. Ignoti hanno svaligiato una profumeria della centralissima via Umberto a Bronte. Per entrare hanno forzato due porte: una di legno e l'altra in alluminio, che garantiva l'accesso direttamente al punto vendita. Guadagnato l'interno, i ladri hanno portato via profumi e confezioni regalo per un ammontare di circa 5000 euro. I ladri hanno pure aperto la cassa dove c'erano 100 euro e si sono anche impadroniti di un computer portatile.

Del furto si sono accorti i proprietari della profumeria ieri mattina, all'apertura del negozio. La merce rubata non era assicurata. Denunciato il furto, i carabinieri hanno cominciato le indagini. Il negozio non era protetto da alcun sistema di allarme, ma all'interno era stato installato un sistema di videosorveglianza. Per i ladri, di conseguenza, è stato semplice introdursi e portare via tutto. Nonostante le difficoltà le indagini continuano.



11 Gennaio 2011

MANIACE. IN CONSIGLIO ANCHE GLI AMMINISTRATORI DI BRONTE, MALETTO, RANDAZZO, CESARO’ E SAN TEODORO

Ospedale, un futuro fra dubbi e garanzie

«Sarà un ospedale forse senza Ortopedia ed un reparto completo di Urologia, ma certamente con Medicina, Chirurgia, Pediatria ed Ostetricia e Ginecologia più efficienti». Lo ha assicurato il direttore generale dell'Asp di Catania, dott. Giuseppe Calaciura, alla fine del Consiglio comunale di Maniace convocato alla presenza dei sindaci e dei presidenti delle assemblee consiliari dei Comuni di Bronte, Maletto, Randazzo, Cesarò e San Teodoro, che usufruiscono dei servizi dell'ospedale di Bronte e che temono il suo ridimensionamento.
La presenza del direttore Calaciura ha permesso ai sindaci di esternare tutte le perplessità sul futuro dell'ospedale: «Da anni - ha affermato il sindaco di Maniace, Salvatore Pinzone Vecchio - percepiamo il rischio che l'ospedale venga trascurato». Sensazione di trascuratezza che si è accentuata ancor di più quando l'ing. Giuseppe Mineo, direttore dei lavori di ristrutturazione dell'ospedale che dovevano essere conclusi nel 2008, ha affermato che la ditta ritieneENZO BONINA necessari altri 18 mesi per completare le opere e che i reparti finiti non possono essere consegnati perché questa non ha ancora comprato l'ascensore e perché l'Enel da mesi non aumenta la potenza della cabina elettrica e perché si ritarda a pagare anche un semplice bollettino.

Per il vice sindaco di Maniace, Nino Cantali non ci può essere ospedale senza urologia, mentre per il sindaco di Randazzo, Ernesto Del Campo, manca una regia che si intesti la risoluzione quotidiana dei problemi. Per il sindaco di Maletto, Pippo De Luca, l'ospedale così com'è non potrà funzionare a lungo, mentre per l'assessore Enzo Bonina di Bronte (foto a destra), delegato dal sindaco Pino Firrarello, in questi 2 anni l'ospedale ha compiuto solo passi indietro, con il rischio di decisioni disastrose quando si analizzeranno le performance per eliminare tutto ciò che è anti economico.

«L'ospedale Garibaldi di Nesima è stato organizzato in 4 mesi - ha affermato il presidente del Consiglio comunale di Bronte Salvatore Gullotta - qui ne sono passati già 64 e ce ne vorranno altri 18. Accettiamo la riduzione a 69 posti letto, ma per garantire assistenza non debbono esserci carenze di personale medico. Con gli stessi posti letto si poteva avere pure la Rianimazione». Sentiti gli interventi degli amministratori di tutti i Comuni con il consigliere di Bronte Nunzio Saitta che ha sottolineato come fra i 2500 nuovi posti nella Sanità nessuno è riservato a Bronte che non ha ottenuto neanche un euro per nuove tecnologie. «I lavori vanno a rilento per colpa della ditta che è commissariata. - ha replicato Calaciura -State tranquilli però l'ospedale non chiuderà, e nell'esame delle performance verrà tenuto conto delle difficoltà. Arriveranno i primari ed i medici che servono. Ad Acireale l'urologia può contare sulla rianimazione, mentre il piano di rientro permette una sola ortopedia fra Bronte, Biancavilla e Paterno. Di conseguenza se Bronte conserva e potenzia Medicina e Chirurgia bisognerà scegliere». Per tutti i disservizi segnalati dal sindaci il direttore ha promesso verifiche, augurandosi di poter egli stesso inaugurare il nuovo ospedale di Bronte.


MANIACE 10 Gennaio 2011

Sanità, vertice sindaci-Asp

Le richieste dei centri del versante nord ovest dell'Etna dopo i tagli
Si torna a parlare dei servizi ospedalieri nel versante nord ovest dell'Etna, dei rischi di ridimensionamento dell'ospedale di Bronte e di un territorio periferico che, a fronte di un piano regionale sanitario che impone tagli, ritiene di essere in credito con la Sanità, perché i servizi erogati fino a oggi sono deficitari rispetto ad altri ospedali dell'area metropolitana, dove ci sono presidî più efficienti a distanza di circa 10 chilometri l'uno dall'altro.

Ad affrontare nuovamente lo spinoso argomento sarà il Consiglio comunale di Maniace, presieduto da Rodolfo Arcodia, e il sindaco, Salvatore Pinzone Vecchio, che questa sera alle ore 18 hanno invitato non solo i sindaci e i presidenti dei Consigli comunali di Bronte, Maletto, Maniace, Randazzo, Cesarò, San Teodoro e Santa Domenica Vittoria, che per i servizi ospedalieri gravitano attorno al nosocomio di Bronte, ma anche il direttore generale dell'Asp, dott. Giuseppe Calaciura. «Il dott. Calaciura - dice il sindaco Pinzone Vecchio - venendo a Maniace si renderà conto che le rivendicazioni di questo territorio, che reclama un ospedale efficiente, sono legittime. Le nostre strade sono lente e tortuose e non ci permettono collegamenti rapidi con gli ospedali più grossi. Capiamo le esigenze di bilancio, ma non si può tagliare dove già ci sono delle carenze. Concentrare tutti i servizi nelle città vuol dire provocare congestione e invivibilità. Bisogna mettersi nei panni di una partoriente di Maniace, costretta ad affrontare una emergenza improvvisa. Ritengo - conclude - che non solo i livelli sanitari minimi debbano essere garantiti, ma al versante nord ovest dell'Etna, che ingloba un grosso bacino di utenza, bisogna fornire un ospedale vero». [Gaetano Guidotto]


7 Gennaio 2011

Rifiuti: la «rivoluzione» attraverso la differenziata

Presentato alla Giunta municipale di Bronte, il nuovo servizio di raccolta dei rifiuti integrale "porta a porta"
Il presidente della Joniambiente, Francesco Rubbino, come da programma, alla presenza del sindaco Pino Firrarello e degli assessori Melo Salvia e Biagio Petralia, insieme con il componente del Cda della società Ato, Antonello Caruso e con il direttore della Aimeri Ambiente Alfio Agrifoglio, ha spiegato come funzionerà il nuovo servizio che punta a raggiungere anche il 60 per cento di raccolta differenziata.
"I cassonetti tradizionali - ha affermato Rubbino - saranno rimossi e la raccolta sarà effettuata porta a porta. I cittadini dovranno effettuare la raccolta differenziata, mettendo fuori dalla porta, nei giorni stabiliti e negli orari prefissati, i sacchetti di colore diverso. Tre giorni della settimana, infatti, verranno destinati alla raccolta dell'umido, due giorni della settimana alla raccolta dell'indifferenziata, e un giorno alla raccolta della frazione secca multimateriale, ovvero vetro, plastica, carta, cartone, lattine ecc. "Ogni utente - conclude Rubbino - riceverà depliant illustrativi. Vedrete, con il tempo tutto diventerà automatico. Ai Comuni chiediamo la collaborazione necessaria affinché vengano rispettati gli orari ed i giorni di conferimento dei sacchetti colorati e delle biopattumiere di colore marrone". Il sindaco Firrarello per primo ha sottolineato come sia necessario partire al più presto con una capillare campagna di informazione dei cittadini che devono apprendere e assimilare tutti i passaggi della nuova rivoluzione.


Maggiore Salvatore Tirendi, comandante vigili urbani di Bronte 4 Gennaio 2011

Il comandante dei vigili urbani va in pensione

Dopo 36 anni di onorato servizio, è andato in pensione il maggiore Salvatore Tirendi (nella foto), comandante del Corpo di polizia municipale di Bronte. Vincitore di concorso nel 1974, il maggiore Tirendi, nel corso della sua carriera, si è particolarmente distinto, partecipando a convegni nazionali della categoria e contribuendo fattivamente all'approvazione della legge quadro 65 dell'86 per i Corpi di polizia municipale.

Autore anche di due pubblicazioni in materia di violazioni alle norme sul commercio, il maggiore Tirendi, prima di lasciare l'incarico, è stato ricevuto dal sindaco di Bronte, Pino Firrarello, dalla sua Giunta e da numerosi consiglieri comunali, che lo hanno ringraziato per l'abnegazione e la professionalità dimostrata nel lavoro. «Rivolgo un saluto - ha affermato Tirendi particolarmente emozionato - alla città ed agli appartenenti al Corpo, che ho avuto l'onore di dirigere, nella convinzione di avere svolto la funzione con impegno, competenza, correttezza ed onestà e con l'augurio di avere servito la collettività brontese e le istituzioni secondo i dettami del dovere». (La Sicilia)


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