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FEBBRAIO - GIUGNO 2015

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18 giugno 2015

“La prima attenzione per i cittadini in difficoltà”

Graziano Calanna proclamato sindaco di Bronte

Graziano Calanna, proclamato sindaco di Bronte“Inizia una nuova era basata su partecipazione, condivisione, onesta e lealtà"

Tantissimi giovani ieri mattina hanno partecipato alla proclamazione ufficiale del neo sindaco di Bronte, Graziano Calanna. Un lungo applauso si è levato quando il presidente dell’Ufficio elettorale centrale, il dott. Antonio Zarrillo, ha reso ufficiale l’investitura, consegnando la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e del Comune al neo eletto sindaco.

«Le auguro - ha affermato Zarrillo rivolgendosi al primo cittadino - che lei possa servire al meglio i brontesi. Le città hanno bisogno del lavoro fattivo dei sindaci».

Presenti alla cerimonia il padre Nunzio Calanna e la mamma Tania Cusmano entrambi particolarmente emozionati, assieme alla moglie del neo sindaco, Claudia Bonaventura, presente con il figlioletto di pochi anni Giordano Nunzio. Con loro gli assessori designati Antonio Leanza, Francesco Bortiglio, Nuccio Biuso e Angela Saitta e tanti futuri consiglieri comunali.

“Inizia una nuova era basata sul rispetto dei principi ribaditi in campagna elettorale, ovvero la partecipazione, la condivisione, l’onesta e la lealtà. – ha affermato il neo sindaco - La prima attenzione deve essere per forza rivolta alle persone che stanno male. In campagna elettorale ho potuto constatare come esistano delle realtà che non conosciamo e che nel silenzio e nella solitudine vivono veri momenti di difficoltà. Costoro hanno bisogno di sentire più vicine le istituzioni e noi faremo il possibile per aiutarli, perché è dovere della politica rispondere alle esigenze dei cittadini in difficoltà”.

Poi Calanna ha ringraziato la sua squadra che gli ha permesso di vincere le elezioni: “Hanno compiuto un grande gioco di squadra. E’ stato bello vedere tanti amici e tantissimi giovani durante la campagna elettorale battersi per un progetto ed è ancora più bello oggi vederli qui. Insieme con loro e con la città tutta amministreremo questo paese con un solo obiettivo: il bene comune”.

Un grazie al presidente Zarrillo - ha continuato - e ai componenti dell'ufficio elettorale che con scrupolo hanno esaminato le schede. Grazie anche ai dipendenti e ai consiglieri comunali. Consentitemi però un pensiero speciale verso la città di Bronte, verso le tante donne e agli uomini, alle famiglie e ai giovani che ci hanno dato fiducia, con la speranza di ottenere da noi le giuste risposte. E credetemi – conclude - l'impegno non mancherà».

E sabato 20 giugno alle 10,30 verrà proclamato il nuovo Consiglio comunale. Ed in tanti attendono le decisioni dell’ufficio centrale per conoscere la composizione ufficiale della nuova assemblea cittadina.

[Elezioni: voti e candidati] [Rassegna stampa]



17 Giugno 2015

Il «grillino» votato da tanta gente anche se non era al ballottaggio. «Il vincitore morale è 5 Stelle»

Fa festa Calanna, ma anche Russo

Il “day after” le elezioni di Bronte sono ovviamente dedicate alla riflessione sul voto. La vittoria di Graziano Calanna è del centrosinistra sulla compagine di Pino Firrarello è stata schiacciante, ma sono tanti coloro che sostengono che i vincitori morali di queste elezioni sono gli attivisti del Movimento 5 Stelle.
Non a caso a Bronte corre voce che tanti votanti al ballottaggio, invece di scegliere, fra Gullotta e Calanna, hanno ostinatamente scritto Davide Russo, ovvero il candidato sindaco pentastellato dei primo turno.

Davide Russo (Bronte, candidato sindaco 2015)«Sì - conferma Russo (foto a destra) - i risultati del ballottaggio mi hanno lasciato sorpreso. Circa 400 elettori brontesi (511 sono stati i voti non validi, 443 al I° turno, Ndr) hanno scritto il mio nome e li ringrazio per aver riconfermato la fiducia nei miei riguardi. È segno che i brontesi vogliono il vero cambiamento. Penso che il vero vincitore morale di questa tornata elettorale sia il Movimento 5 stelle».

In Consiglio il Movimento potrà contare solo su un consigliere che preannuncia vera opposizione, ma anche proposte.

«Staremo - continua Russo - nei banchi dell’opposizione e oltre a vigilare faremo proposte concrete per portare avanti il programma che abbiamo presentato ai brontesi. Prevedo un Consiglio comunale strutturato nel seguente modo: 19 consiglieri di maggioranza e 1 consigliere di minoranza del M5S. Infatti, a breve vedremo passare i 5 consiglieri eletti nelle liste a sostegno di Gullotta verso la maggioranza di Calanna. Ma a noi non spaventa nulla. La consigliera Valeria Franco avrà dietro noi 3000 cittadini e tutto il Movimento 5 stelle».

La replica del consigliere Angelica Prestianni, eletta nelle lista “Bronte viva” e che insieme a Massimo Castiglione, Carlo Maria Castiglione, Salvatore Calamucci e Maria De Luca formano il gruppo di consiglieri eletti che ha sostenuto Salvatore Gullotta, non si è fatta attendere: «Il Movimento 5 Stelle pensi alle sue scelte, non a quelle degli altri - ha affermato - forse saranno loro a passare con la maggioranza. Non ho nessuna intenzione di passare dall’altra parte. Il gruppo cui faccio parte è all’opposizione. Opposizione costruttiva, però, non fine a se stessa, ma rivolta al bene del paese. La storia lo insegna: il nostro gruppo anche quando è andato all’opposizione è stato duro sulle scelte sbagliate, ma primo alleato dei brontesi sui provvedimenti utili e giusti. Noi - continua - non dobbiamo dimostrare nulla, ma soltanto lavorare per Bronte difendendo i tanti progetti che l’Amministrazione Firrarello ha portato avanti e che si realizzeranno durante la sindacatura Calanna. Noi a questi progetti ci abbiamo creduto quando eravamo maggioranza, continueremo a difenderli adesso che siamo opposizione». [L. S.]




12 Giugno 2015

GRANDINE KILLER – NIENTE SUSSIDI PER I COLTIVATORI DI PISTACCHIO

Per l’Unione europea si tratta di una calamità naturale, ma il governo di Roma non indennizza ì danni

La grandine distrugge il pistacchio
l’Italia non riconosce i risarcimenti

Alla Regione si pensa già ad una «leggina»
Si bussa al ministero di Risorse agricole

Per l’Unione europea la grandine è una calamità naturale, ma l’Italia non indennizza i danni che causa a coltivazioni come il pistacchio.

Il Presidente della Regione, Rosario Crocetta, e il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, vogliono lo stato di calamità, ma la norma nazionale non li aiuterebbe.
Firrarello non cede e chiederà all’Assemblea regionale siciliana una legge che aiuti i pistacchicoltori.

Secondo la norma italiana (decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102) fra le calamità naturali rientrano “le avverse condizioni atmosferiche previste dagli orientamenti comu­nitari”. E gli “Orientamenti dell’Unione europea per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali 2014-2020” (gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 204 del l° luglio 2014) prevedono che lo Stato possa indennizzare i coltivatori danneggiati da grandine.

Per la “Commlssione europea”, infatti, sono assimilabili a calamità le “condizioni atmo­sferiche avverse quali gelo, tempeste e grandine, ghiaccio, piogge forti o persistenti o grave siccità. che distruggano più del 30% della produzione media annua di un agri­coltore”, calcolata secondo parametri individuati negli “Orientamenti” stessi.

L’Italia, però, escluderebbe indennizzi per le produzioni come il pistacchio, perché, essendo inserito nel “Piano assicurativo agricolo annuale” del Ministero delle Politiche agricole (appro­vato con relativo decreto ministeriale del 10 marzo 2015 e consultabile sul sito www.politi­cheagricole.it), agli imprenditori agricoli sono già riconosciuti contributi fino all’80 per cento del costo delle polizze assicurative eventualmente stipulate.

24 giugno 2015

Spiragli al riconoscimento della calamità naturale

Esiste la possibilità che i danni subiti dalle piante possano essere risarciti con un opportuno inden­nizzo.

Questa è la notizia che il sindaco di Calanna ha portato ieri da Palermo dopo una la lunga audizione con la III Commissione regionale sulle “Attività produttive”, presieduta dall’on. Bruno Marziano.
“Durante l’audizione, cui hanno partecipato anche alcuni produttori – ha affermato - è stato chiara­mente ribadito che non potranno essere risarciti i danni alla produzione di pistacchio che è stata rovinata dalla gran­dine. L’Unione europea, infatti, invoglia gli agricoltori a stipulare opportune polizze assicurative per pro­teg­gersi dalla grandine, che la legge da una parte la considera fra gli eventi atmosferici eccezio­nali, ma dall’altra non ne riconosce i possibili risarcimenti per i danni subiti dai frutti. Solo dai frutti però. – spiega – Secondo quanto detto in Commis­sione i danni che subiscono le piante possono essere risarciti e questo ci consentirà di puntare a far riconoscere a Bronte lo stato di calamità naturale”.

Per legge è possibile chiedere lo stato di calamità naturale se ad essere danneg­giate sono state almeno il 30% delle piante.

“E da una perizia effettuata dai tecnici della Regione – ribadisce Calanna - è risultato che la gran­dinata da noi ha rovinato 80% delle piante. Quindi le condizioni potrebbero esserci tutte. Il 22 luglio dobbiamo risentirci con il presidente Marziano. Per quel tempo saranno arrivate in Commis­sione le perizie definitive per la quanti­fica­zione del danno. Noi – aggiunge - ovviamente siamo pronti a fornire ogni contributo e spiegazione alla Regione ed ai produttori che chiederanno aiuto”.

L’ipotesi di una dichiarazione di calamità naturale, dunque, al momento potrebbe non portare nulla nelle tasche dei pistacchicoltori delle dieci contrade brontesi colpite martedì dalla grandine, che ha distrutto circa 1’80% del loro raccolto.

La soluzione, a quanto pare, andrebbe trovata a Roma e non a Palermo; pertanto, della questione potrebbe essere investito il sottosegretario all’Agricoltura, Giuseppe Castiglione. (Luigi Putrino)


11 Giugno 2015

Violenta grandinata nei lochi di Bronte

I produttori incontrano il sindaco

Firrarello: “Chiederò all'Ars una Legge che vi aiuti”

Tantissimi produttori di pistacchio hanno partecipato ieri all’incontro organizzato dal sindaco dopo la violenta grandinata che ha distrutto l’80% della produzione, provocando danni particolarmente ingenti.

Durante la riunione è emersa tutta la disperazione dei produttori che hanno visto in pochi minuti andare in “fumo” 2 anni di intenso lavoro.
Il pistacchio, infatti, si raccoglie ogni biennio e secondo gli anziani e gli esperti questa era un’annata spettacolare.

“Non sarà più così. – hanno affermato in tanti – Abbiamo perso tutto. Sugli alberi di pistacchio è rimasto ben poco”. Ed allora l’incontro è servito per individuare i rimedi. Il Comune ha chiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale, ma se qualche norma lo impedirebbe o fosse difficile reperire le somme, è bene percorrere anche qualche altra strada.

Ed una strada alternativa alla calamità naturale il sindaco Firrarello l’ha già percorsa nel 1987, quando riuscì a far votare alla Regione una legge che per 3 anni ha permesso ai produttori di pistacchio di percepire 450 mila lire per ettaro di terreno con lo scopo di valorizzarne la coltivazione.

Per questo il sindaco ha assicurato che chiederà all’Assemblea regionale di votare un apposito disegno di legge che aiuti la produzione dell’Oro verde di Bronte, fra i più rinomati prodotti tipici dell’Etna, ormai conosciuto in tutto il mondo. “Il pistacchio di Bronte – ha considerato alla fine il sindaco - è stato colpito al cuore da una grandinata che ha distrutto il 50% della produzione. Non è possibile quantificare il danno, ma il lavoro di 2 anni, l’impegno, i sacrifici, le speranze ed i sogni di tanti produttori sono stati irrimediabilmente portati via in pochi minuti, lasciando spazio ad un grande dolore. Adesso – conclude – bisogna reagire”.



10 giugno 2015

Violenta grandinata nei lochi di Bronte

Distrutta in alcune contrade parte della produzione di pistacchio

Il sindaco chiede lo stato di calamità naturale

Si prospettava una delle più ricche produzioni di pistacchio degli ultimi tempi. Il mite clima primaverile era stato di grande aiuto per le preziose piante di pistacchio di Bronte, che già mostravano frutti in quantità.

I produttori pregustavano una raccolta straordinaria, ma non sarà così. In 30 minuti l’80% della produzione di 10 contrade di Bronte è andata perduta a causa di una violenta grandinata che i più anziani ricordano raramente nel mese di giugno.

Intorno le 15 di ieri, infatti, si è abbattuto su Bronte un violento temporale accompagnato da forte vento. Diversi rami delle robuste piante di pistacchio non hanno resistito e si sono subito spezzati. Il peggio però doveva ancora arrivare.

Alle 15,30 la pioggia si è trasformata in grandine. Chicchi grossi come noci che hanno letteralmente falciato i teneri pistacchi sulle piante. Per i produttori il danno peggiore degli ultimi tempi. Chi in serata è andato in campagna ha trovato un tappeto di pistacchi per terra e la produzione perduta.

Così ieri mattina il sindaco Firrarello ha convocato con urgenza l’ufficio Agricoltura ed inviato al presidente della Regione siciliana, al Prefetto di Catania, all’Assessorato delle Risorse agricole, all’Agenzia delle Entrate ed a tutti i servizi tecnici regionali e provinciali al servizio dell’agricoltura un telegramma esplicito:

«Sui pistacchieti delle contrade di Bronte – si legge nel telegram­ma - si è abbattuto un violento fenomeno temporalesco con una fortissima grandinata che ha distrutto parte della preziosa pro­duzione di pistacchio.
In particolare nella contrade Passo Zingaro, Galluzzo, Quattro Miglia, Tre Miglia, Rivolita, Cipollazzo, Rizzonito, Rocca Tufano, Roccarello, Carba e Triporanello le produzioni sono andate abbondantemente distrutte. Da una prima stima il 50% della produzione nell’intero territorio brontese è andata perduta. Si chiede pertanto il riconoscimento dello stato di calamità naturale ai sensi delle vigenti normative».

Le ripercussioni economiche al momento sono incalcolabili. Difficile stabilire l’esatta entità del danno. Certo è che buona parte dell’agricoltura brontese è letteralmente in ginocchio. Non a caso il sindaco ha convocato una riunione oggi alle ore 18 nella Pinacoteca del Collegio Capizzi, invitando i produttori. A loro verrà chiesto di presentare personalmente opportuna richiesta di riconoscimento di calamità naturale.

MALTEMPO. La raccolta prematura delle fragole a Maletto ha salvato la stagione e l’omo­nima imminente sagra

Violenta grandinata nel Brontese
Raccolta del pistacchio alla deriva

Il presidente Crocetta: avviare la verifica per dichiarare lo stato di calamità

Martedì pomeriggio uno sciame di grandine si è abbattuto sul versante nord-ovest del­l’Etna colpendo diversi pistacchieti e alcune coltivazioni di fragole. A Bronte, in dieci con­trade al confine con il terri­torio di Adrano , è stato decimato il raccolto di pistac­chio. Il sindaco Pino Firrarello ha chiesto lo stato di calamità naturale.
I pistacchieti interessati sono stati quelli di Passo Zingaro, Galluzzo, Quattro Miglia, Tre Miglia, Ruvolita, Cipollazzo, Rìzzonìto, Rocca Tufano, Roccarello, Carba e Triporanello.
Questa fascia di territorio, martedì, intorno alle 15, è stata raggiunta da un nubifragio. Cessata la pioggia il vento ha scaraventato addosso ai pistacchieti una tremenda gran­dinata, con chicchi grandi come nocciole, che ha sfogliato gli alberi e fatto cadere a terra i frutti da poco usciti dalla fase dell’al­legagione. Per gli agricoltori della zona, mezz’ora di rovinosa tempesta, ha cancellato due anni di duro lavoro, causando danni economici non indifferenti.
Per le fragole di Maletto, ìnvece, le recenti piogge ne avevano già interessato le colti­vazioni, ma la raccolta del frutto:in vista della sagra di questo fine settimana avrebbe limitato i danni causati dalla grandinata.
Tornando all’«Oro verde» di Bronte, il sindaco Firrarello ha inviato un telegramma al pre­sidente della Regione Sicilia e al prefetto evidenziando che “le produzioni sono andate abbondan­temente distrutte.
Da una prima stima - sottolinea il sindaco - il 50% della produzione nell’intero terri­torio brontese è andata perduta”. Il sindaco ha quindi invitato gli agricoltori interes­sati a produrre istanza di calamità naturale.
In serata, il presidente Rosario Crocetta, nel dichiarare di avere già sentito l’asses­sore all’Agricoltura con il quale ha concordato di avviare immediatamente la verifica delle zone interessate e l’accerta­mento dei danni.
“Tale verifica è necessaria - dice - per la dichiarazione dello stato di calamità. Il governo vuole mani­festare piena solida­rietà nei confronti degli agricoltori che hanno visto sfumare all’improvviso i sacrifici di due anni di lavoro”. [Luigi Putrino, Giornale di Sicilia, 11 Giugno 2015]




7 Giugno 2015

AMBIENTE
I numeri della relazione di fine mandato trasmessa dal sindaco Pino Firrarello alla Corte dei Conti

Bronte fuori dall’Ato rifiuti adesso produce meno spazzatura

La prossima gara avrà uno «sconto» sui costi pari a 670 mila euro

Rifiuti. I brontesi, con la gestione comunale, producono ben mille e 500 tonnellate in meno di rifiuti rispetto a quando il servizio veniva erogato dall’Ato Joniambiente. A parlare sono i numeri riportati nella relazione di fine mandato che il sindaco Pino Firrarello ha inviato alla Corte dei Conti.

Nel 2010, al comune l’Ato ha calcolato costi di rifiuti per 7 mila 543 tonnellate e, nel 2011, per 8 mila 103 tonnellate. Nel 2012, e nel 2013 (anno di passaggio del servizio al Comune), invece, la raccolta si è aggirata sulle 6 mila 300 tonnellate, per arrivare a 6 mila 616 nel 2014. Il relativo tasso di copertura del costo del servizio a carico dei cittadini, per obbligo di legge, è passato gradualmente dal 65 per cento del 2010 al 100 per cento del 2014 (raggiungendo i 3 milioni 130 mila euro).

Sempre in tema di rifiuti, è in corso una gara comunale per l’affidamento settennale del servizio con una base annua di 2 milioni 500 mila euro, oltre i costi delle discariche. Una voce che fa alzare la spesa è la raccolta porta a porta e anche il nuovo bando di gara la prevede, in luogo dei più economici cassonetti. Tornando alla, relazione, in essa sono elencate, tra l’altro, le opere compiute nell’ultimo quinquennio, tra cui spiccano la caserma dei carabinieri e la messa in sicurezza della chiesa Madre, e quelle in corso d’opera come la riqualificazione di sessanta alloggi popolari, del Castello Nelson e di piazza Aldo Moro (ex piazza Carcerebue).

Quanto alle tasse locali, dal 2010, per compensare le progressive minori risorse trasferite da Stato e Regione, sulle seconde case l’imposta è passata dai 7 per mille (Ici) all’8,6 per mille con l’Imu (così, l’eventuale Tasi sulla prima casa non potrebbe superare il 2 per mille).
Sempre dal 2010, l’addizionale comunale Irpef è passata dal 7 all’8 per mille, con una fascia d’esenzione per i redditi inferiori a 12 mila euro. La relazione è eventualmente consultabile sul sito Internet del comune. (Luigi Putrino)



20 maggio 2015

Prese di mira abitazioni, aziende e scuole

Un’ondata di furti che ora preoccupa

Tempi duri per gli abitanti di Bronte, che da qualche settimana hanno visto aumentare in maniera sconsiderata i furti. Diversi gli episodi segnalati, con furti ai danni di cittadini, aziende e adesso anche alle scuole, dove sono stati rubati computer acquistati con grandi sacrifici.

Proprio ieri la consegna dei locali della nuova caserma, sorta in via Selvaggi, ai carabinieri, ma ora la gente spera che insieme ad essa arrivino a Bronte più uomini e mezzi, per ridare sicurezza e tranquillità a chi vive nel terrore di un furto. Spesso, soprattutto di notte, l’unica pattuglia in giro è quella del nucleo radiomobile di Randazzo che copre un territorio immenso che parte dalle periferie di Adrano e arriva a quella di Giarre. Una chiamata di soccorso, se la pattuglia è a Piedimonte o nelle zone limitrofe, può significare anche un’attesa di mezzora o anche più; lo stesso avviene per i paesi di Maletto e Maniace.

Nei giorni scorsi, diversi sono stati i furti avvenuti a Bronte, sia nella campagne, con case rurali scassinate in varie contrade, tra cui Nave e taraci, dove hanno portato via anche vecchi mobili, e in alcune casi anche le posate. In altre, trovando poco o nulla, hanno messo tutti i mobili e le suppellettili in mezzo ad una stanza e poi hanno appiccato il fuoco per ripicca, provocando migliaia di euro di danni. Ma anche a Bronte centro non si scherza. In un’abitazione vicino piazza Piave, i ladri sono entrati mentre i proprietari dormivano al piano superiore, portando via molte cose poste al primo piano, tra cui apparecchi elettrici.

Anche diverse aziende della zona artigianale sono state prese di mira, tra cui ditte dedite alla trasformazione del pistacchio. In molte di esse i ladri sono stati immortalati da diverse telecamere di sorveglianza che non hanno permesso però l’identificazione.

L’ultimo episodio, invece, forse anche il più grave come gesto, ai danni della scuola media Castiglione. Qui i ladri sono entrati, nella notte tra domenica e lunedì, rompendo una finestra laterale, rubando cinque computer nuovissimi, frutto di un gran lavoro da parte della scuola per avere un finanziamento per l’acquisto di questi strumenti. Grande amarezza da parte della dirigente Giuseppina Maria Licciardello, ma anche dell’intera cittadina che ora chiede, a gran voce, una maggiore sicurezza e più controlli. [Luigi Saitta]



17 Maggio 2015

Bronte, il vicario della Matrice ai candidati sindaci

«Abbiate a cuore la sorte dei poveri»

«Abbiate a cuore la sorte dei poveri». E’ questo, in sintesi, l’appello lanciato ai candidati sindaci dal vicario della Chiesa Madre e dai gruppi di volontari. In una campagna elettorale atipica, inaugurata da gesti intimidatori atipici rispetto alla storia repubblicana di Bronte, questa iniziativa riporta al centro del dibattito dei temi sociali, al quale ogni sindaco è chiamato a dare risposte. «Siamo avvezzi a gesti quotidiani di solidarietà di fronte a richieste di cibo, vestiti, bollette da pagare - dice la lettera ai candidati sindaco - che rasentano quasi uno “stato di emergenza” che non può essere totalmente soddisfatto con atti di generosità sporadici».

Tra i sottoscrittori, oltre a padre Paolo Salvatore Cucè e ad alcuni catechisti, ci sono il Centro Aiuto alla Vita, il entro Ascolto Cappuccini, la Conferenza Vincenziana San Biagio e l’Ordine Francescano Secolare del convento San Vito. (*LPu*)




2 Maggio 2015

Amministrative, nuove minacce al candidato M5s a Bronte

Lettera con proiettile all'indirizzo di Davide Russo

Nuove minacce a Davide Russo, candi­dato sindaco di Bronte, nel Catanese. Una busta, contenente una lettera inti­mi­datoria ed alcuni proiettili di pistola, è stata trovata nella buca delle lettere dell'espo­nente del Movi­mento 5 Stelle. Il messaggio parla di "ultimo avverti­mento".

A renderlo noto sul suo profilo Facebook e' il depu­tato Alessandro Di Battista: «Ne dovreb­bero par­lare tutti i giornali d'Italia, ma siamo il M5S e fa poco noti­zia - commenta -. Pensate se aves­sero man­dato (speriamo che mai nessuno lo fara') un proiet­tile a Renzi, Brunetta, alla Santanche' o alla Boschi cosa sareb­be successo.
Che la mafia ci detesti - aggiunge - e' un fatto noto (e anche un motivo d'orgoglio). Ricordo le parole che Buzzi disse a Carminati (i due boss di MafiaCa­pitale): "Grillo ha distrutto il Pd, noi non ci stiamo piu". Ora questi 'ominicchi' cercano di intimo­rirci con lettere e proiettili. E fanno bene a provarci. Noi siamo loro nemici e se doves­simo andare al gover­no a Bronte o in Sicilia iniziassero a scappare».

Sullo stesso tenore la nota dei "portavoce M5S nelle Istituzioni", pubblicata sul Blog di Beppe Grillo. «La mafia - si legge - prova ancora ad intimidire il nostro candidato Sindaco di Bronte, Davide Russo. Questa notte, una mano per adesso ignota, ha recapitato nella buca delle lettere un gravissimo messaggio intimidatorio accompagnato da alcuni proiettili di pistola. Il messaggio parla di 'ultimo avvertimento' e che ne hanno 'a sufficienza per tutti'».

«Lunedi' scorso - si legge nella nota dei portavoce M5S nelle Istituzioni - il comitato per l'ordine e la sicurezza convocato dal prefetto di Catania su richiesta del Movimento 5 Stelle, aveva predisposto un innalzamento della vigilanza nei confronti dei candidati del Movimento. Questa misura pero', evi­den­temente non e' bastata a scoraggiare i criminali che vorrebbero impedire al Movimento di concorrere alle elezioni comunali di Bronte.

4 Maggio 2015

“Il Prefetto convochi il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica”

Il sindaco Firrarello ha chiesto ufficialmente al Pre­fetto di Catania, Maria Guia Federico, la convo­ca­zione del Co­mi­tato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica.

La richiesta scaturisce dalle dichia­razioni del candi­dato sindaco del “Movi­mento 5 stelle”, Davide Russo, che ha denun­ciato pubblica­mente di aver subito l’ennesima inti­mi­dazione, “la quinta in 20 giorni”, ricevendo una busta con all’inter­no una lettera con su scritto “ultimo avverti­mento” e dei proiettili di pistola.

«Ho chiesto al Prefetto la convoca­zione del Comi­tato per l’Ordine e la sicu­rezza pub­blica, – afferma in un comuni­cato il sindaco – non solo per tutelare il buon nome di questa Citta­dina e garan­tire il cor­retto svolgi­mento della campagna elet­torale, ma, cosa più impor­tante, assicurare alla giustizia i colpevoli.

E’ necessario il mas­si­mo sforzo da parte delle Forze del­l’Or­dine per scoprire chi ha perpe­trato atti così vili. Ho già manife­stato al candidato Russo tutta la mia soli­da­rietà ed ho parte­cipato alla “marcia per la lega­lità” orga­niz­zata dal Movi­mento, perche nes­suno può per­met­tersi di limitare la libertà di citta­dini che inten­dono candidarsi a governare questa Città.
Bronte non merita di balzare agli onori della cronaca co­me una comu­nità che minaccia con atteggia­menti ma­fiosi. La sua storia dimo­stra che mai in passato si sono veri­ficati atti di questo tipo.

Sono certo che il Prefetto condividerà i motivi della mia richiesta, come spero che presto si faccia luce su questa incresciosa vicenda, resti­tuendo serenità all’intera comunità.»

Sappiano questi vili che si nascondono nell'ombra che minacce, insulti e proiettili, non fermeranno la rivoluzione pacifica del Movimento 5 Stelle e dei liberi cittadini di Bronte, che hanno deciso di impegnarsi per liberare la propria citta' dal malaffare e dalla corruzione, per farla rinascere e per far ripartire lo sviluppo ed il lavoro. Il cappio della mafia e della corruzione che da troppo tempo soffoca le speranze e i sogni dei cittadini onesti di Bronte, presto verra' spezzato. Noi siamo tutti Brontesi».

Alla luce della nuova intimidazione il Movimento 5 Stelle ha organizzato per domani, alle 17, a Bronte, una marcia di solidarietà con partenza da Viale Catania. (altre fonti)




28 Aprile 2015

Approvato il Prg

Il momento è di quelli che rimarranno nella storia. La Regione siciliana ha approvato il Piano Regolatore Generale che il Consiglio comunale ha dovuto adottare per ben 2 volte, la prima nel 2006 e poi nel 2010. A comunicare la notizia è stato il sindaco Firrarello particolarmente felice per una approvazione per cui si batte fin dal suo primo insediamento nel 2005 e che è giunta ad un mese dalla scadenza del suo secondo mandato.
«In campagna elettorale – afferma in un comunicato - avevo promesso l’approvazione del Prg e così è stato. Non potevo immaginare una conclusione migliore della mia sindacatura se pensiamo che Bronte insegue l’approvazione del Prg dall’ormai lontanissimo 1985.»

«Per Bronte - continua - un enorme balzo in avanti. Finalmente ha una base solida per costruire il proprio futuro. Ringrazio il Cru (Comitato regionale all’Urbanistica) che negli ultimi 6 mesi si è occupato con efficacia del nostro Prg, l’ingegnere Salvatore Caudullo, capo dell’Ufficio tecnico del Comune, per aver colmato i ritardi di altri, l’architetto Armano Pizzo per aver redatto il Prg assecondando le richieste del Consiglio e della Giunta municipale ed il direttore del Dipartimento regionale Urbanistica per aver firmato celermente il decreto».

I precedenti: gli ultimi dodici anni del Prg:
2003: Trasmesso da Leanza al Consiglio - "Lo approvi il Commissario regionale" / 2004: Passi avanti verso l'ado­zione - I ritardi del Consiglio - Contrasti sul PRG / 2005: Interrogazione alla Regione - Entro il 2005 il nuovo Prg / 2006: Il Consiglio esamina il PRG - Il Consiglio adotta il Prg - Presentato ai brontesi il Prg - Prg: un altro passo avanti / 2007: La Regione non l'approva / 2008: Riparte l'iter del Prg / 2010: Adottato il Prg - Il Prg all'esame dei cittadini - Il Prg torna in Consiglio / 2011: Prg, si allungano i tempi - Pd pronto a marciare su Paler­mo per l’ok al nuovo Prg / 2012: La Vas ultimo passo verso il Prg / 2013: Arriva il «sì» per la Vas: ora tocca al Prg / 2014: Approvato dal Cru con alcune osser­vazioni - Il Consiglio approva le osservazioni del Cru



26 Aprile 2015

Toponomastica griffata dai brontesi illustri

L'idea del sindaco Firrarello: strade, piazze e scuole intitolate anche a personaggi di fama mondiale

Tutte le strade di Bronte«Intitoliamo i luoghi pubblici agli illustri brontesi ed a chi ha fatto la storia del mondo». Con quest'idea il sindaco Firrarello, ha cambiato la toponomastica di 7 istituti scolastici, di 2 parchi urbani, della zona artigianale e di tutte le sue strade ed infine di 15 fra piazze e vie.

Già svolte le cerimonie per intitolare il plesso del liceo scientifico a Pier Santi Mattarella, il parco urbano a Giovanni Paolo II e la piazza di via Pergolesi a padre Vincenzo Saitta. Venerdì sera, invece, l'ex via Fontanelle è stata intitolata a padre Alfredo Longhitano, indimenticato parroco della chiesa dell'Annunziata.

Questi gli altri nuovi nomi. La scuola per l'Infanzia di via Guido Reni è stata intitolata a Gianni Rodari, il plesso della scuola primaria di contrada Sciarotta ai magistrati Falcone e Borsellino, quello di viale Regina Margherita a Madre Teresa di Calcutta e quello di via Modigliani intitolata a Maria Montessori. Infine, l'edifico scolastico di viale della Regione che ospita l'Ipsia è stato intitolato al prof. Enrico Cimbali (avvocato e politico brontese) e il liceo artistico di via Duca D'Aosta al prof. Nunzio Sciavarrello (pittore, incisore e scenografo brontese). Il parco di viale Cavalieri di Vittorio Veneto a Nelson Mandela, mentre l'intera zona artigianale al prof. Mario Lupo, chimico e politico brontese che ha scoperto la presenza di gas nel sottosuolo di Bronte.

Tutti di politici i nomi delle vie della zona artigianale: Pertini, Alessi, Andreotti, Scelba, Gullotti, Nicolosi, Di Vittorio, Craxi e Berlinguer.

Queste, invece, le vie e le piazze che cambieranno nome: un tratto della strada che conduce sull'Etna intitolato a Angelo D'Arrigo, un secondo tratto a Mohandas Gandhi, l'ex viale Indipendenza a don Antonino Marcantonio, il nuovo piazzale della scuola elementare di Sciarotta a Franca Minissale, il nuovo tratto di strada da via Forlanin a via Baracca al dott. Francesco Luca (pediatra brontese), quello da via Simeto al piazzale della scuola Sciarotta a Madre Teresa di Calcutta, quello da piazza Franca Minissale all'anfiteatro Sciarotta a San Pio, quello da piazza Inverno a piazza Gaggini (l'antichissima via Santi, ndr) a padre Antonino Longhitano, quello dall'ingresso della zona artigianale all'incrocio con viale Indipendenza all'on. Cossiga e quello da via Cilea all'incrocio con via Mattarella a Palmiro Togliatti. Infine, la strada di ingresso dell'Istituto Benedetto Radice intitolata all'on. Fanfani, il sacrato della chiesa di Sant'Agata alla Santa di Catania e l'ingresso al viale Catania al brontese Pecorino, senatore della Repubblica.



14 Aprile 2015

INTITOLATA A PADRE SAITTA UNA NUOVA PIAZZA DEL QUARTIERE SCIAROTTA

Piazza Vincenzo Saitta

Adesso il ricordo di padre Vincenzo Saitta, apprezzato sacerdote brontese, venuto a mancare il primo dicembre del 2013, rimarrà indelebile.

Questa sera il sindaco Firrarello con una cerimonia particolarmente partecipata gli ha intitolato la nuova piazza del quartiere Sciarotta adiacente via Pergolesi.

Alla cerimonia hanno partecipato il vice sindaco Saitta ed il presidente del Consiglio comunale, Gullotta. Con loro padre Giuseppe, parroco della Chiesa di Sant’Agata posta al centro del quartiere Sciarotta, che ha raccolto 800 firme chiedendo che questa piazza venisse intitolata a padre Saitta.

“Ed io lo ringrazio. – ha affermato il sindaco – Questa piazza non poteva avere nome migliore se pensiamo alle opere che questo instancabile sacerdote ha compiuto per questo quartiere e per l’intera cittadina. Ricordo – ha concluso – che officiava messa nella chiesetta di San Nicola, ma i fedeli aumentarono così tanto che fu costretto ad affittare un grande garage e trasformarlo in chiesa”.



9 aprile 2015

Intitolato a S. Giovanni Paolo II il Parco urbano

Il plesso delle Scientifico intitolato a Pier Santi Mattarella

Alla presenza dell’arcivescovo di Catania, Salvatore Gristina, del clero brontese e dei dirigenti scolastici, il sindaco Firrarello ed il presidente del Consiglio comunale, Gullotta, hanno intitolato il plesso scolastico che ospita il Liceo scientifico dell’Istituto Capizzi al presidente della Regione ucciso dalla mafia, Piersanti Mattarella, ed il parco urbano dietro le scuole medie a San Giovanni Paolo II.

Semplici le cerimonie, ma significative, con Gristina che agli studenti dello Scientifico ed ai ragazzi della scuola media ha raccomandato “responsabilità”.

“Ho conosciuto papa Giovanni Paolo II – ha affermato l’arcivescovo - quando ero in Costa d’Avorio e ne ho apprezzato semplicità e straordinarietà”.

“Piersanti Mattarella – ha continuato il sindaco Firrarello – è certamente una personalità di spicco nella storia della politica siciliana. Aveva una visione della Sicilia e delle Istituzioni così moderne da provocare l’ammirata attenzione della politica romana, ma purtroppo anche l’intollerabile e ripugnante reazione della mafia siciliana, che non accetta i cambiamenti. A San Giovanni Paolo II, l’ultimo grande leader dell’umanità che ha difeso pace e libertà abbiamo intitolato il parco più centrale della cittadina”.




8 Aprile 2015

UN OLIO BRONTESE FRA I MIGLIORI OLI EXTRAVERGINE DI OLIVA TRACCIATI DEL SISTEMA UNASCO

Un altro olio brontese vince un prestigioso premio

E’ prodotto da Franco Catania

Ancora un olio brontese che primeggia in campo nazionale dopo l’exploit dell’olio Le Sciare di Vincenzo Romano del Febbraio 2014 e del Marzo 2010.

Questa volta a vincere è un brontese che non ti aspetti: fra i cinque produttori di oli, selezionati nella categoria biologico e convenzionale vincitori di diverse regioni del Sud Italia, dalla Sicilia alla Campania, che sono stati premiati dai relatori del Convegno Unasco tenutosi a Roma giovedì 26 marzo presso Eataly troviamo, infatti, l’on. Franco Catania.

Già parlamentare alla Regione Sicilia, importante imprenditore dell’Alta Moda, proprietario della «Bronte Jeans», il gruppo tessile che ha fabbricato prodotti per marchi come Benetton, Diesel, Jacob e tanti altri ma anche alla guida di un’azienda agricola con annessi oliveto e frantoio in Contrada Giardinelli, poco sopra l'antico Casale di Placa Bajana, di fronte a Bronte.

E’ risultato il I° classificato della categoria biologico con l’olio EVO tracciato siciliano Giardinelli, prodotto dalla Soc. Agr. Semplice Giardinelli. Un olio extraver­gine di oliva tracciato prodotto nel nostro territorio, dal fruttato medio, all’olfatto deciso e ampio, e che al gusto presenta amaro e piccante ben espressi e armonici.
Premiato dal Presi­dente Unasco, Luigi Canino, ha ritirato l’ambito premio lo stesso titolare della Giardinelli, Franco Catania che, scopriamo ora, in quest’ultimo periodo ha affiancato alla sua attività imprendi­toriale nel campo tessile anche la passione per l’ambiente e l’agricoltura sostenibile. Nonostante sia abituato a ricevere ricono­scimenti, questa volta l’on. Catania era molto emozionato.

L’Unasco (Unione Nazionale dei Produttori Olivicoli) persegue l’obiettivo di migliorare le qualità organolettiche dell’olio, di garantirne l’origine e la sicurezza per rispondere alle esigenze dei consumatori. Oltre alla trasparenza ed al rispetto per l’ambiente, mira molto anche alla tracciabilità del pro­dotto. Conta 190.000 soci olivicoltori e una superficie di 247.000 ettari di olivi in 11 regioni d’Italia e fornisce un costante aiuto ai soci indiriz­zandoli verso una produzione più responsabile e attenta all’ambiente e alle biodiversità, che ha portato ad ottenere oli di alta qualità ed al 100% italiani.
Ogni anno, durante il convegno Unasco, presso Eataly a Roma, dà sempre ampio spazio alle migliori produzioni di olio extravergine di oliva tracciato.



7 Aprile 2015

Finanziato il completamente della media «Castiglione»

L’edificio è stato realizzato quando non c’erano le norme antisismiche

L’assessorato regionale dell’Istruzione e Formazione professionale ha inviato il decreto finale di finanziamento di un milione e 330 mila euro, per l’adeguamento e la messa in sicurezza del plesso della scuola media Castiglione» staccato dal corpo centrale dell’istituto e che ospita 12 aule. (...) Il progetto prevede il rafforzamento delle strutture portanti dell’edificio per far sì che resista anche alle forze orizzontali che un terremoto potrebbe sviluppare. Per questo la sezione dei pilastri verrà aumentata ed i muri d’ambito rafforzati ed incatenati ai pilastri. Una parte delle somme però sarà utilizzata anche per comprare arredi ed attrezzature utili alla didattica. Oltre a ciò gli ambienti posti nel seminterrato saranno resi fruibili per realizzarvi dei laboratori. (...) [L.S.]



7 Aprile 2015

NEI LOCALI DEL MERCATO COPERTO DI VIA MOSE'

Inaugurato il MeB

Aperto in tutti i week end di aprile

Il versante nord ovest dell’Etna adesso può contare su un’area espositiva in grado di garantire una vetrina ottimale per i prodotti tipici.
A Bronte, sempre più capitale del territorio, è stato inaugurato il “MeB” ovvero il Mercato semiaperto di Bronte sito in via Mosè. E per iniziare è stata organizzata la prima edizione dei “Merca­tini di primavera”, che dalle 9 del mattino fino alle 22 di tutti i week end di aprile, permetterà ai visitatori di ammirare ed acquistare i prodotti tipici locali e dell’artigianato d’eccellenza del territorio.

A tagliare il nastro inaugurale il vice sindaco di Bronte, Nunzio Saitta, insieme agli assessori Bonsignore e De Luca ed al consigliere comunale Paparo. Con loro numerosi ospiti, fra cui il sindaco ed il vice sindaco di Maletto.

Il “Meb” può contare su un’area espositiva di ben 2682 metri quadrati ed è in grado di ospitare circa 60 punti vendita che già ieri in gran parte erano pieni di prodotti al pistacchio verde di Bronte, ma anche formaggi, vini, fragole e tantissime prelibatezze del paniere dei prodotti tipici siciliani. Ed oggi al mercato si attende il pienone. Sarà l’occasione migliore per venire a Bronte, visitare le meraviglie della cittadina e poi fare il pieno di prodotti tipici genuini e di artigianato locale.



19 maggio 2015

Una nuova caserma per i carabinieri

2015-05. Firrarello consegna le chiavi della nuova Caserma CCL’Arma dei carabinieri ha un nuovo avamposto a Bronte. Il sindaco Firrarello ha consegnato al comandante della locale stazione, Ignazio Buda, le chiavi della nuova caserma di via Matteo Selvaggi, che lo stesso primo cittadino ha fatto costruire per dare all’Arma un luogo moderno, sicuro e confortevole dove svolgere il proprio lavoro.

Ed alla cerimonia, allestita in maniera solenne, oltre al sindaco, hanno partecipato, il sottosegretario di Stato Giuseppe Castiglione ed il prefetto di Catania, Maria Guia Federico, alla presenza del colonnello Alessandro Casarsa, comandante provinciale dei carabinieri di Catania. Con loro i rappresentanti delle Forze armate e dell’Ordine assieme a moltissimi sindaci della provincia di Catania che non hanno mancato l’appuntamento, assieme a molti scolari e studenti di Bronte, che hanno agitato con gioia bandiere tricolori.

«E’ giusto ringraziare - ha affermato Firrarello nel suo intervento - l’Arma dei carabinieri, l’Ufficio tecnico del Comune, i progettisti, l’impresa e le maestranze che hanno realizzato la caserma. E anche il generale Sergio Pascali e l’ex comandante della stazione, maresciallo Roberto Caccamo, per i preziosi suggerimenti». «Si lavora - ha affermato il sottosegretario Castiglione - per la prevenzione e l’educazione alla legalità. Questa caserma e la presenza oggi qui del Prefetto e di tutte le autorità rappresentano un grande segnale».

«Tutti insieme - ha concluso il Prefetto - abbiamo perseguito questo progetto affinché la caserma diventasse viva. Bello consegnarla alla presenza di molti bambini, prospettiva di un futuro pieno di legalità».


3 Aprile 2015

CONSEGNATA LA STRUTTURA

Nuova caserma per i Cc

Firrarello: «Più sicurezza»

La nuova caserma dei carabinieri di Bronte, in via Selvaggi, è stata conse­gnata dal Comune di Bronte all’Arma. Alla pre­senza del capitano Alessio Perlorca, coman­dante della Com­pagnia di Randazzo e dell’avvo­cato Enrico La Rocca in rappre­sentanza dell’Agenzia delle Entrate, l’ingegnere Salvatore Caudullo, capo dell’Ufficio tecnico del Comune, ha conse­gnato il nuovo edi­ficio che il Comune ha costruito per dare ai carabinieri una sede di lavoro moderna ed efficiente, in grado anche di ospitare un numero maggiore di militari.

«E’ necessario - ha affermato il sindaco Pino Firrarello - rafforzare il presidio dell’Arma a Bronte, per garantire maggiore sicurezza e legalità, fondamentali per lo sviluppo economico e sociale di una comunità come Bronte che punta con decisione a diventare una comunità turistica».

La nuova caserma dei carabinieri sita in contrada Sciara Sant’Antonio è costruita secondo criteri e standard moderni, in grado di accogliere circa 25 carabinieri. Per questo il sindaco Firrarello ha chiesto che l’attuale Stazione venga elevata a tenenza.

La zona dove è stata costruita, inoltre, non è stata scelta a caso. Contrada Sciara Sant’Antonio già oggi ospita oltre 1000 studenti dell’Istituto tecnico commerciale Benedetto Radice, ed essendo interessata da diversi piani di recupero e da progetti fatti redigere dall’Amministrazione comunale, si candida per il futuro a diventare una delle aree residenziali più belle della cittadina. [L. S.]

(leggi anche da Il Fatto Quotidiano: Castiglione inaugura la caserma: ma è senza luce)
 

 

I PRECEDENTI

La progettazione di una nuova caserma dei Carabinieri inizia durante la sin­dacatura di Mario Zappia nel 2001; il luogo dove co­struirla, inizial­mente previsto dal sindaco Leanza in via Simeto, dopo nume­rose polemiche fu dallo stesso spostato succes­siva­mente nel sito attua­le.
Nel 2006 Firrarello, concluso l'iter proget­tuale, fece finanziare la costruzione con l'ac­censione di un mutuo di 1 milione e 600 mila euro. Il pro­getto, appro­vato dal Comando dei Cara­binieri a febbraio 2007, fu appal­tato a Mag­gio 2009.
I lavori di costruzione iniziarono ad Ottobre 2009 e dovevano conclu­dersi nel 2011 ma si allungarono per altri due anni. I militari dovevano traslo­care prima dell’estate 2013 ma la consegna dell'opera ritardò ancora per conclu­dersi solo nei primi mesi del 2014.
Quando però i lavori furono completati e la caserma conse­gnata, lo Stato sem­brò tirarsi indie­tro; nel recla­mare il paga­mento dell'af­fitto il Comune nell'ago­sto 2014 deliberò di conse­gnare i locali alla Prefet­tura di Cata­nia.
Oggi final­mente l'iter sembra com­pleto ed il Comune final­mente ha conse­gnato la nuova caserma all'Ar­ma.



, Martedì 31 Marzo 2015

Contrade devastate. «La prima cosa che bisogna fare è ricostruire i veri argini del fiume». Accuse sulla gestione della diga Ancipa

Gli agricoltori si ribellano alle insidie del Simeto

Le ripetute esondazioni del fiume hanno causato gravi danni ai frutteti

Chiedono di sapere se vantano dei diritti e se esiste qualche istituzione demandata a difendere il loro lavoro, i loro investimenti e soprattutto la loro incolumità.
Sono gli agricoltori della sponda orientale del Simeto che quest'anno, esondazione dopo esondazione, hanno visto allagare completamente di acqua e fango i propri frutteti se non addirittura sparire "pezzi" di terra ed alberi secolari, trascinati via dalla corrente del fiume che ha eroso ettari ed ettari di terreno fino a qualche mese fa florido e coltivato.

«Coltivo da anni un frutteto di 20 ettari in contrada Marotta - ci dice Salvatore Incognito - in azienda si producono pesche pere, ma anche olive e pistacchi. Mio padre ha comprato questa terra negli anni 70 ed allora mi raccontava come nel 1948 il fiume esondò più o meno come oggi. Ai tempi si cercò d'intervenire ed in contrada Ricchiggia, a monte delle contrade oggi devastate dal fiume, furono costruiti degli argini che hanno protetto anche quest'anno frutteti e proprietà. Il resto del territorio, invece, è rimasto inspiegabilmente in balia delle acque ed ogni anno siamo costretti a vivere con il patema di vedere inondati nostri terreni».

Incognito ci racconta che quest'anno ha perso diversi alberi di olivo imponenti e secolari, trascinati via come ramoscelli dalla furia del fiume, che ha fatto sparire terra e recinzioni.

La storia si ripete:
Le esondazioni del 1948 | del 2009
 

Il letto naturale del corso d'acqua non esiste più

Nella valle dell’alto Simeto, in circa 50 anni, si è sviluppato un polo frut­ti­colo di oltre 1000 ettari coltivati principalmente a pero e pesco.
Le contrade Ricchiggia, Barbaro, Pietra Rossa e Marotta ormai sono famo­se per le pere e le pesche richiestissime in tutti i mer­cati. Da qualche an­no, però, queste coltivazioni so­no minac­ciate dalle eson­dazioni del Sime­to. Già ­nel gennaio del 2009 una piena im­prov­visa del fiume inondò i frutteti e circondò le case ru­rali.
Allora si sfiorò il dramma, perché in preda alle acque rimase un anziano di 77 anni salvato dai vigili del fuoco. Que­st’anno, più volte, il fiume ha rotto gli argini ed ormai ha modificato il pro­prio corso, invadendo le proprietà.
Il 21 febbraio ed il 17 marzo le pie­ne più impe­tuose, ma anche sabato scorso l’acqua è arri­vata fino alle case. In pratica, quello che un tempo era il letto naturale del fiume non esiste e para­dos­salmente al centro del guado del fiume si formano delle isole. L’acqua così, durante le piene, si riversa ai lati, proprio sui frutteti.

«Le soluzioni sono soltanto due - continua - prolungare gli argini già costruiti e poi ripulire l'alveo del fiume dal fango e dai detriti, altrimenti tutto quello che noi produciamo verrà ogni anno distrutto». Accuse anche nei confronti della gestione della diga Ancipa.

«Aumenta certamente - conclude - la portata del fiume. Chi gestisce sarà anche un'azienda internazionale, ma noi piccoli produttori abbiamo il diritto di esistere».

Dello stesso tenore lo sfogo di Antonino Basile: «Possedevo un frutteto in contrada Barbaro - racconta - circa 3mila piante che non coltiverò più. Come posso pensare di investire ulteriori capitali e risorse in un'azienda che poi il fiume all'improvviso porta via? Il 21 febbraio ed il 17 marzo le esondazioni sono sembrate tsunami. Io non so se è stata colpa della diga Ancipa o meno, ma sembra proprio la goccia che fa traboccare il vaso. La verità è che subiamo continuamente esondazioni e non siamo più in condizione di lavorare e produrre. Abbiamo sempre osservato i nostri doveri, ma nonostante ciò abbiamo la concreta sensazione di non avere diritti. Non riusciamo a trovare un responsabile: chi dovrebbe provvedere alla manutenzione e la pulizia del fiume? Credo ci voglia buonsenso e la prima cosa da fare è ricostruire i veri argini del fiume, per tutelare chi lavora e produce».

Intanto, il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, si è recato all'assessorato regionale al Territorio ed Ambiente per descrivere quanto accaduto. «Ho voluto anticipare personalmente i contenuti di una lettera che invierò nei prossimi giorni. - afferma il sindaco - se un tempo le sponde del Simeto erano un fiore all'occhiello per la produzione della frutta fresca, oggi rappresentano un pericolo per l'incolumità pubblica. Le contrade Ricchiggia, Barbaro, Pietra Rossa e Marotta sono state devastate. La aziende contano danni per centinaia di migliaia di euro e gli allevatori hanno perso i capi di bestiame che pascolavano sul greto del fiume. Noi stiamo tentando di intervenire cercando di captare le risorse comunitarie provenienti dal progetto Fiume, ma si tratta di interventi a lungo termine. La Regione, a mio avviso, deve trovare gli strumenti per intervenire con maggiore celerità, deve verificare cosa è possibile fare subito, altrimenti il prossimo autunno sarà la fine della di tutte le aziende poste sulla riva est del Simeto».



, 7 Febbraio 20155

L’ex sindaco Zappia all’attacco

«Poste, situazione inaccettabile»

“La condizione nella quale si trovano i miei concittadini che si recano all’Ufficio postale è inaccettabile”. A sostenerlo è l’ex sindaco di Bronte, Mario Zappia che, sollecitato da alcuni anziani del luogo ha deciso di promuovere una petizione popolare per convincere Poste Italiane a migliorare i servizi a Bronte.

“A tutti i brontesi - scrive l’ex primo cittadino nella petizione - sarà capitato di recarsi all’ufficio postale di Bronte per pagare bollette, per ritirare un pacco, per sbrigare una delle tante incombenze che fanno parte della vita di tutti i giorni. Saranno certamente rimasti imbrigliati in quelle file disumane che si formano specie nelle giornate di scadenza o di ritiro delle pensioni”.

Per questo Zappia ha deciso di promuovere una petizione da inviare al presidente, all’amministratore delegato ed alla Direzione regionale di Poste Italiane. Chi vorrà firmare potrà farlo nel patronato Inac di via Messina 27, al n. 299 di corso Umberto e in occasione delle raccolte firme che verranno effettuate nelle piazze del centro e della periferia.

“I problemi dell’Ufficio postale di Bronte sono tanti - aggiunge Zappia - Oltre alla folla con gli utenti fuori l’ufficio sotto la pioggia d’inverno e il sole d’estate, ci sono sempre anziani in piedi per ore, mancano i servizi igienici, non si trova parcheggio ed i diversamente abili non hanno servizi dedicati. Non intendiamo farci abbattere dalla rassegnazione - conclude - Poste Italiane dovrà ascoltarci”.
 

Nei nostri archivi è dal 2002 che si registrano manifestazioni e proteste contro i disagi e le carenze che caratte­rizzano l'Ufficio postale di Bronte. I sindaci dell’epoca, Zappia e Leanza, ripetuta­mente chiesero oltre a maggiori attenzioni nei riguardi degli utenti, l'ammo­dernamento degli sportelli ed anche la realiz­zazione di un secondo ufficio. Sembrò allora tutto risolto, furono fatte solenni promesse e stretti accordi per un altra sede decentrata ma gli anni trascorsero senza niente di concreto; i disagi per gli utenti, anche se non le vivaci proteste, continuarono. Si realizzò solo un piccolo ammoder­namento dell'at­tuale Ufficio ma i problemi rimasero tutti, anno dopo anno fino ad oggi.

Oggi, dopo la recente denuncia dei consiglieri comunali Triscari e Cuzzumbo, è ancora l'ex sindaco del 2002, Mario Zappia, a promuovere una petizione popolare per convincere Poste Italiane a migliorare i servizi a Bronte.

LA RISPOSTA DI POSTE ITALIANE

14 febbraio 2015

Un funzionario per snellire le code

Il direttore ha incontrato il sindaco dopo le re­centi lamen­tele degli utenti per la scarsa qualità del servizio

«Presto un funzionario in più in servizio all'Uf­fi­cio postale di Bronte per tentare di snellire le code». Ad assicurarlo è il neo direttore della Filale Catania 2, Lucia Buonomo, in visita uffi­cia­le al Comune di Bronte, assieme al direttore del locale Uf­ficio posta­le Luigi Messineo ed il respon­sabile della Ge­stio­ne operativa Massi­miliano Ruffino. Il neodi­rettore, infatti, ha voluto incontrare il sindaco, Pino Firra­rello, sia per istituire un rapporto di pro­ficua collabo­razione che deve esserci con il Comu­ne, sia per verificare, alla luce anche di recenti lamen­tele, la qualità dei servizi resi dal locale Ufficio postale. (...)
«Catania 2 - ha spiegato - gestisce circa 80 uffici postali nella provincia e Bronte per noi rappre­senta il fiore all'oc­chiello. I locali sono stati recen­temente ristrutturati e presto arriverà un altro funzionario. Ci sono poi dei progetti che potreb­bero in futuro im­pin­guare ancor di più il perso­nale. I servizi infine, grazie al direttore ed agli impiegati, raggiun­gono standard ottimali».
«Grazie per il personale in più che ci man­date - ha aggiunto Firrarello - ma abbia­mo bisogno del secon­do Ufficio postale. So bene che 15-20 anni fa era più semplice farlo istituire, ma a Bronte è una neces­sità». E la dottoressa Buono­mo si farà porta­voce di questa esigenza, anche se sa già che in futuro Poste Spa non punta ad aprire nuovi spor­telli, ma a digita­lizzare i servizi.
(tratto da La Sicilia del 14.2.2015)



Domenica 1 Febbraio 2015

Illustrati i «numeri» nella relazione finale presentata dal sindaco Firrarello

«Dieci anni dedicati ai brontesi»

Firrarello ha riassunto alla Città 10 anni di sindacatura

Dieci anni di amministrazione "straordinaria", 59 opere pubbliche realizzate e 190 milioni di euro investiti, di cui la stragrande maggioranza frutto di finanziamenti di enti sovracomunali. Ma non solo: più di un milione di euro ottenuti per organizzare le annuali sagre del pistacchio (che in 10 anni ha visto lievitare il prezzo dell' "Oro verde dop" a circa 40 euro al chilo) e 3 milioni e 800 mila euro spesi per pagare i costi dei contenziosi iniziati durante le Amministrazioni precedenti, senza considerare l'intervento energico presso l'Istituto superiore di sanità per risolvere il problema vanadio nelle acque potabili e l'approvazione del Cru del Prg.

Sono i numeri ed i contenuti della relazione finale che il sindaco Pino Firrarello ha presentato ieri sera in un Auditorium del Collegio Capizzi gremito di brontesi.
Un'Amministrazione che tutti hanno ribadito essere stata realmente straordinaria, capace di attirare milioni di finanziamenti pubblici per realizzare piazze, strade, ristrutturare scuole e alloggi popolari, allestire la pinacoteca, rendere efficiente il depuratore, far finanziare l'elisuperfice e tanto altro. Ci sono poi i fondi ottenuti per far ristrutturare l'ospedale è la strada-statale Bronte-Adrano. «Nessun paese della Sicilia - ha sottolineato l'on. Nino D'Asero, intervenuto all'incontro - può vantare tanto».

Après Firrarello, le dèluge?

Sabato 31 gennaio nell’Auditorium del Real Collegio Capizzi, gremito di persone, il Sindaco Firra­rello, attraverso un video ha dato il reso­conto detta­gliato dei vari contributi ottenuti per la realiz­zazione di numerose opere pubbliche a Bronte, in dieci anni di ammini­strazione sotto la Sua guida.

Sono rimasta favore­volmente colpita, vivendo da cinquant’anni fuori Bronte e non avendo memo­ria, dello stato dei luoghi prima e dopo gli interventi.

Alcune delle scelte effettuate da Firrarello potrebbero non essere condi­visibili, ma sarebbe neces­sario poter tornare indietro al tempo in cui Lui le ha valutate per le difficoltà che si presentavano e, anche, nell’urgenza della disponibilità dei contributi.

Devo, comunque, al di là della mia diversa appartenenza politica, riconoscere che Firrarello, pur nel frastuono delle sterili critiche, dell’assenza e dell’inca­pacità delle opposizioni, abbia svolto un costante e indefesso lavoro. E’ stato aiutato, certamente e soprat­tutto, da chi democraticamente l’ha votato. Persone che spe­ravano di ottenere un posto fisso per i propri figli? Persone che trova­vano sempre aperta la porta della sua segreteria, anche o solo, per essere ascoltati? Persone con interessi opportunistici? Di alcune si potrebbe rispondere di si e forse anche di molte, ma non di tutte e fra queste c’è chi ha creduto in lui e ci crede ancora..

Firrarello è un contadino, come lui stesso si è definito, che con tenacia ha voluto bonificare la sua “contrata Bronte”.

Après Firrarello, le dèluge? Speriamo di no!

Laura Castiglione
1 febbraio 2015

«A Bronte - ha affermato il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Gullotta in apertura - abbiamo avuto la fortuna di avere un sindaco come Pino Firrarello, capace di attuare quella politica con la P maiuscola, con l'obiettivo di far crescere Bronte. Un grazie agli assessori e al Consiglio comunale».

Poi un video che ha mostrato i 59 lavori pubblici realizzati. «Viene la pelle d'oca a pensare a tutte le cose che abbiamo fatto», ha sottolineato il vice sindaco Nunzio Saitta, con l'assessore Mario Bonsignore che ha ricordato il suo impegno per il collegamento gratuito Internet "Wi Fi" in piazza Spedalieri, l'informatizzazione della biblioteca, la crescita del turismo, la valorizzazione del Castello Nelson nel progetto ministeriale "Valore paese dimore", la Casa dell'acqua ed i lavori nella rete idrica.

«E non è solo questo quello che abbiamo fatto - ha concluso il sindaco - ci sono tanti lavori che non abbiamo citato. In 10 anni spesi a Bronte, abbiamo fatto tante cose sempre ed esclusivamente nell'interesse di Bronte e dei brontesi».

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