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FEBBRAIO / MARZO 2013

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21 marzo 2013

LA PROTESTA DEGLI OPERATORI ECOLOGICI

Bronte potrà pagare direttamente i suoi netturbini

«Via libera» di Joniambiente per la tutela dei Comuni "virtuosi" con i pagamenti

Buone notizie per gli operatori ecologici di Bronte. Il Comune ha ottenuto quello che da tempo chiedeva: potrà pagarli direttamente nel caso in cui si dovessero verificare ritardi nei pagamenti degli stipendi.
Lo ha deliberato l’assemblea della Joniambiente, composta dai primi cittadini dei 14 Comuni che vanno da Bronte fino a Risposto. I sindaci, alla presenza del collega Firrarello che ha partecipato alla seduta, hanno approvato un protocollo d’intesa redatto con scrupolo e cura dal Comune. Stabilisce con chiarezza che “in caso di mancato pagamento degli stipendi dei lavoratori, Joniambiente ed Aimeri, autorizzano il Comune di Bronte a pagare direttamente i lavoratori una somma pari al netto dello stipendio”. Gli altri Comuni se vorranno potranno ottenere la stessa cosa chiedendolo all’assemblea.

Per Firrarello una iniziativa che restituisce serenità ai lavoratori e che gli altri sindaci potrebbero anche adottare: “Quanto deliberato – afferma - rappresenta il primo passo per normalizzare i rapporti con i lavoratori. Questa non è certo la soluzione definitiva del problema rifiuti, ma ci permette di evitare proteste dei lavoratori che si ripercuotono sulla qualità del servizio. Ritengo che questa sia formula che può essere considerata pilota e che anche altri Comuni potrebbero adottare. Un ringraziamento particolare va al presidente della Joniambiente, Francesco Rubbino”.

Firrarello però punta ad effettuare autonomamente l’intero servizio: “E’ il nostro obiettivo. La prossima settimana completeremo il capitolato d’appalto della nuova gestione comunale e lo trasmetteremo alle Ssr. I Comuni devono riappropriarsi del servizio”. Questa – conclude - è la soluzione vera di tutti i problemi della raccolta dei rifiuti”. Soddisfatto anche il presidente Rubbino: “La Joniambiente - ha affermato - è una società a finanza derivata. Può pagare la Aimeri solo se i Comuni pagano. La proposta di Bronte può rappresentare una soluzione.”

21 marzo 2013

Rifiuti, proposta del Comune

Pagamento diretto per scongiurare ritardi e disservizi

Pagamento diretto degli stipendi agli operatori che svolgono il servizio di raccolta integrata dei rifiuti. La proposta, accolta all’unanimità dei soci dell’Ato Rifiuti Catania l, riunitosi in assemblea ieri mattina, arriva dal Comune di Bronte, una delle poche amministrazioni municipali della provincia etnea in regola con i pagamenti del caso e alle prese da tempo con la discutibile gestione dei rifiuti.
Una prospettiva - quella avanzata dall’Ato - concretizzabile con l’accordo della ditta “Aimeri Ambiente” e delle organizzazione sindacali in rappresentanza degli operatori. Ad oggi, tuttavia, dovrà ancora essere l’Ato Joniambiente a procedere al pagamento dei fornitori. Mentre riguardo ai Comuni debitori si resta in attesa che, da parte del governo di Palazzo dei Normanni, si proceda con la nomina dei commissari preposti.
Infine, l’assemblea dei soci e il collegio dei Liquidatori dell’Ato Ct 1, composto dal rappresentante Francesco Rubbino e dai componenti Antonello Caruso e Giuseppe Cardillo «nel prendere atto delle problematiche correlate a un servizio di raccolta integrata dei rifiuti inefficiente e, dunque, non funzionale alle esigenze dei territori», ha rinviato a una nuova data il punto all’ordine del giorno relativo alla risoluzione del contratto con la ditta “Aimeri Ambiente”, tenuto conto che, a giorni, dovrebbero essere avviate le nuove società di regolamentazione del servizio di raccolta dei rifiuti. (S. Z.)
 



19 marzo 2013

AVVICENDAMENTO NELLA GIUNTA FIRRARELLO

De Luca e Bonsignore nuovi assessori

Si è insediato il nuovo segretario comunale

Avvicendamento nella Giunta municipale, guidata dal sindaco Firrarello. Agli assessori Nunzio Castiglione (che si è dimesso nel gennaio scorso) ed Enzo Bonina, che oggi ha presentato le dimissioni ringraziando il sindaco, la Giunta, il Consiglio comunale e tutto il personale del Comune, sono subentrati Mario Bonsignore e Maria De Luca che si affiancano ai confermati Melo Salvia e Biagio Petralia.

Maria De Luca, insegnante, consigliere comunale da ben 5 consiliature e vice presidente del Consiglio comunale dal 1996 al 2000, ha già ricoperto la carica di assessore durante la prima sindacatura Firrarello, mentre oggi è presidente della Commissione consiliare alla solidarietà sociale.

Nelle elezioni comunali del 2010 è stata eletta nella lista PDL con 225 voti. In Giunta si occuperà di Pubblica istruzione e Centro anziani. Al suo posto al Consiglio comunale dovrebbe subentrare Maurizio Fichera.

Mario Bonsignore, invece è un funzionario di banca, in passato, oltre ad essere stato consigliere comunale (dal 2002 al 2004), è stato consigliere regionale dell’Anci, presidente dell’assemblea Associazione dei Comuni di Bronte, Maletto, Maniace e San Teodoro e componente del comitato esecutivo del Parco dell’Etna. Si occuperà di Turismo e Beni culturali.

“Saranno 2 anni di lavoro – ha affermato la De Luca - al servizio della mia città, cui metterò a disposizione tutta la mia esperienza”.

“Bisogna – ha aggiunto Bonsignore – valorizzare le peculiarità turistiche, culturali ed enogastronomiche di Bronte facendo sistema”. “Agli assessori uscenti tutto il mio riconoscimento per il lavoro svolto. – ha concluso il sindaco – Ai nuovi un buon lavoro a servizio di una cittadina che vogliamo continui a crescere”.

E questa mattina si è insediato anche il nuovo segretario comunale. Si tratta della dottoressa Anna Maria Carugno. Laureata in Giurisprudenza, vanta una notevole esperienza essendo stata segretario generale nei Comuni di Santa Lucia del Mela, (dove ha ricoperto anche il ruolo di direttore generale), Novara di Sicilia, Valdina, Frazzano, San Marco D’Alunzio ed altri Comuni del messinese.
Nel suo curriculum anche l’incarico di segretario del Pit 22 “La via dell’argilla” e diverse esperienze, come segretario, nei Comuni dell’astigiano. (Nella foto, da sinistra, Maria De Luca, il sindaco Firrarello, il nuovo segretario comunale, dott. Carugno e Mario Bonsignore).


12 marzo 2013

Rinnovo di metà mandato della Giunta comunale

L’Udc non accetta veti e rinuncia all’assessorato. Firrarello all'Udc: “Mai posto veti”

Udc - Firrarello, botta e risposta sulla Giunta

Aria di cambio della guardia nella Giunta municipale guidata dal sindaco Pino Firrarello.
Che in questo momento siano in atto consultazioni per scegliere i nuovi assessori lo dimostrano il coordinatore e capogruppo consiliare dell’Udc di Bronte, Giuseppe Di Mulo, unitamente al consigliere comunale Angelica Catania, che attraverso una nota hanno affermato: “Non siamo più interessati ad entrare nella Giunta Firrarello. Da parte nostra non abbiamo posto veti sulle nomine degli assessori delle altre liste, per cui avremmo gradito lo stesso trattamento sul nominativo autorevole e competente da noi indicato. Non condividendo questo metodo, con molta serenità rinunciamo irrevocabilmente all’assessorato.
Riteniamo - concludono – di non essere né mendicanti, né ereditieri della carica”.

Il sindaco Firrarello però non conferma: “Non è mai stato posto alcun veto nei confronti di alcun rappresentante dell’Udc, partito che è un nostro alleato politico. Non è ipotizzabile neanche immaginare che si possano porre veti nei confronti di persone che conosciamo bene perché protagonisti di un impegno a favore della comunità. Con l’Udc sono certo che si troveranno le soluzioni migliori per risolvere i problemi che eventualmente si dovessero in futuro incontrare”.

Luigi Putrino: «Rinnovo la mia stima al sindaco Firrarello, ma rinuncio a fare l’assessore»

Luigi Putrino«Il comunicato stampa dei consiglieri comunali dell’Udc, Angelica Catania e Giuseppe Di Mulo, e del sindaco, Pino Firrarello, sul rinnovo della giunta comunale di Bronte, apparso su alcuni quotidiani il 12 marzo u.s., è la prova che si può ancora parlare di Politica.
La vita politica è caratterizzata da tante dinamiche e fra queste, ovviamente, è annoverabile anche l’usuale avvicendamento nelle cariche amministrative.
Dalla “dialettica” sviluppatasi attorno al rinnovo di metà mandato della giunta comunale - lungi dal voler essere moralista -, purtroppo è emerso che, oltre agli adulatori di routine, c’è da dover compiangere chi soffre il distacco dalla poltrona e biasimare chi pensa di esserne inseparabile.

E poiché questa conclusione oltre ad esserlo deve apparire credibile, ne consegue la necessità, nonostante i lusinganti e reiterati inviti in senso opposto, di fare un passo indietro.

Pensando a Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il modello non può essere il grottesco don Calogero Sedara, che per darsi un tono con cariche e titoli si scopre pure blasonato (barone del biscotto), ma il borbonico don Fabrizio Corbera principe di Salina, che rinuncia alla carica di senatore del nuovo regno d’Italia e dimostra che non tutti sono attaccati alle poltrone.

Auguro al Sindaco che per la formazione della nuova giunta (esclusi a priori i don Abbondio) abbia l’imbarazzo di scegliere non fra la moltitudine chiassosa dei Sedara, ma fra i pochi silenziosi Corbera.

Al sindaco Pino Firrarello, oltre a ringraziarlo per la rinnovata fiducia, rinnovo i miei immutati sentimenti di stima e amicizia.

Bronte, 15 marzo 2013
Luigi Putrino»

(Già assessore della precedente giunta Firrarello, con deleghe a: Autoparco, Bilancio, Economato, Provveditorato, Trasporto urbano, Tributi e Polizia municipale)


, 12 marzo 2013

Firrarello bis, l’Udc si stacca dalla Giunta

“Non siamo più interessati a entrare nella giunta del sindaco Giuseppe Firrarello a Bronte. Lo dicono, a mandato il coordinatore e il capogruppo dell’Udc Giuseppe Di Mulo e Angelica Catania. “Da parte nostra - aggiungono i due - non abbiamo posto veti sulle nomine degli assessori delle altre liste, per cui avremmo gradito lo stesso trattamento sul nominativo da noi indicato”. (*GEM*)




16 Marzo 2013

«Sì» al lavoro estivo per gli studenti

Prolungare l'orario di chiusura di pub e ristoranti

Maria De Luca (consigliere comunale)«Sì» dalla consulta giovanile di Bronte ai progetti sostenuti dalla quarta commissione consiliare presieduta da Maria De Luca (nella foto) e composta da Giuseppe Di Mulo, Alfio Paparo, Salvatore Proietto e Vincenzo Sanfilippo. Nella sala consiliare del Comune la commissione ha accolto le proposte di favorire l'inserimento nel mondo del lavoro degli studenti delle scuole superiori durante il periodo delle vacanze estive e di prolungare l'orario di chiusura di pub e ristoranti per evitare che i giovani si spostino in auto in altri paesi.
“Due argomenti importanti. - afferma Maria De Luca - Individuare le giuste soluzioni affinché i ragazzi durante l'estate si inseriscano nelle aziende vuoi dire affermare la cultura del lavoro. Questo aiuterà in estate ad allontanare ragazzi da abitudini poco formative per avvicinarli magari a qualche antico mestiere».
Il presidente De Luca ritiene anche utile la proposta del collega Vincenzo Sanfilippo di prolungare l'orario di chiusura notturna degli esercizi pubblici: “Servirà ad evitare che i ragazzi di notte si mettano pericolosamente in viaggio verso altri paesi. L’unica cosa che dobbiamo fare è rafforzare la vigilanza”. Incassato il «sì» della Consulta adesso la quarta commissione si riunirà con il così detto “Gruppo ristretto” della Consulta stessa per attuare quanto deciso.

27 febbraio 2013

Proposta del consigliere Sanfilippo

«I locali di Bronte chiudono troppo presto»

“I locali di Bronte, la notte, chiudono troppo presto. Convochiamo la Consulta comunale per la prevenzione del disagio giovanile, affinché si discuta la modifica degli orari stabiliti dal regolamento comunale”. E’ la richiesta formulata dal consigliere comunale Sanfilippo durante i lavori della IV Commissione consiliare. Il regolamento comunale, infatti, nei giorni feriali impone ai locali pubblici di chiudere all’una di notte, anche se possono consentire all’utenza già entrata di rimanere fino alle 2 per finire la consumazione. Nei prefestivi l’orario di apertura si allunga di un’ora, consentendo ai clienti di entrare alle 2 di notte ed uscire alle 3 di notte.
“I giovani – afferma Sanfilippo – lamentano l’impossibilità di avere aperti i locali oltre l’orario consentito. La chiusura dei locali a Bronte convince molti giovani a mettersi in macchina per spostarsi altrove, con tutti i rischi che questo comporta. Per questo ho chiesto di convocare la consulta, al fine di elaborare delle proposte che possano permettere ai giovani del nostro territorio un prolungato e sano divertimento”.
 



13 Marzo 2013

JONIAMBIENTE

Il presidente Rubbino lamenta il mancato versamento della quota di febbraio: scioperi in vista

«Nessuno dei 14 Comuni ha pagato»

La raccolta rifiuti potrebbe registrare nei prossimi giorni un nuovo stop da parte degli operatori, ancora in attesa dello stipendio di febbraio
«Nessuno dei 14 Comuni ha ancora versato la quota di febbraio. Questa è oggi la situazione». E’ l’amaro commento del presidente della Joniambiente, Francesco Rubbino, che nel rispetto di un deliberato dell’assemblea dei soci dell’Ato, (che sono i sindaci dei Comuni che vanno da Bronte fino a Riposto), attende che questi versino le mensilità dei propri Comuni, permettendo alla Joniambiente di pagare l’Aimeri Ambiente e conseguenza, gli stipendi degli operatori ecologici. Se questo non accadrà prima del 15 marzo è ipotizzabile che i lavoratori tornino a manifestare come hanno fatto fino a qualche giorno fa.
«Già venerdì scorso - afferma Rubbino - il Collegio dei liquidatori che presiedo ha deciso di convocare l’assemblea dei soci per mercoledì 20 marzo prossimo. Tre i punti all’ordine del giorno: la rescissione del contratto con la Aimeri Ambiente, la proposta del Comune di Bronte che chiede di pagare direttamente i propri operatori ecologici e infine la situazione debitoria dei Comuni che fanno parte di quest’Ato. Ricordo che l’unico organismo che può autorizzare i Comuni a pagare direttamente i propri operatori ecologici è l’assemblea dei soci dell’Ato, quindi i sindaci.» «E io come presidente - conclude Rubbino -, vista la richiesta ufficiale, ho subito convocato l’assemblea».
A Bronte attendono con trepidazione l’esito di questa riunione, ma anche con preoccupazione l’arrivo del 15 marzo, temendo nuovi stati di agitazione dei lavoratori: «Mi domando se non sia il caso di anticiparla l’assemblea dei soci - afferma l’assessore all’Ecologia ed Ambiente del Comune Biagio Petralia – il 15 marzo è alle porte e già cominciamo a sentire gli echi di un’altra possibile protesta degli operatori che non ricevono lo stipendio con puntualità. Per me sarebbe il caso di riunire i soci in assemblea permanente fino a quando il problema non viene risolto. Noi abbiamo già pronta la quota di febbraio, ma non vorremmo essere ancora una volta gli unici a pagare. Con tutti i soggetti che compongono l’Ato è arrivato il momento di istituire un tavolo tecnico permanente. Non è possibile ogni mese dovere affrontare la stessa identica emergenza».
Intanto il segretario provinciale della Confsal, Antonio Santonocito, si allea con Petralia e chiede che l’Aimeri eroghi gli stipendi solo agli operatori ecologici dei Comuni che sono in regola con i pagamenti. [L. S.]



10 Marzo 2013

«S. Vito» piazza della bellezza

Gli scolari hanno realizzato un maxi-albero nel luogo storico

Piazza San Vito diventerà il luogo della bellezza. Si è svolto nella sala della Giunta del Comune un vertice per realizzare il progetto preparato e fatto finanziare dal II Circolo didattico di Bronte, guidato dalla dirigente Tiziana D'Anna. Più di 1000 scolari del primo e secondo circolo didattico e della scuola secondaria di primo grado "Castiglione", hanno realizzato un grande albero con pannelli di terracotta che contengono anche la loro impronta, il loro nome e una frase che inneggia un futuro ricco di libertà e bellezza. Finito il lavoro, i tecnici del Comune dovranno sistemare i pannelli in piazza San Vito.
«La piazza - dice il sindaco Pino Firrarello - è il luogo simbolo dei fatti di Bronte del 1860, perché proprio qui furono fucilati i presunti rivoltosi. L'opera avrà valore universale e trasformerà piazza San Vito da luogo di morte e sacrificio a luogo della memoria e della bellezza». All'incontro ha partecipato anche Antonio Presti presidente della fondazione "Fiumara d'arte", promotore dell'iniziativa. «Si è trattato di un grande progetto educativo. - ha concluso Maria De Luca nelle vesti di consigliere comunale e di responsabile del progetto per la il primo circolo - saranno i bambini delle scuole a vegliare e amare quest'opera».




8 Marzo 2013

I Precedenti: Bronte ha in qualche modo lottato contro la chiusura della Sezione staccata del Tribunale imposta dalla rimodulazione della rete giudiziaria. Ci sono state diverse manifestazioni a difesa del Tribunale e degli uffici del Giudice di Pace, incontri degli avvocati con i sindaci del circondario (Novembre 2011), un'assemblea pubblica nel Teatro comunale (18 aprile 2012), lettere ed appelli e richieste di deroga alle più alte cariche dello Stato, ma non si è riusciti ad evitarne la chiusura e nemmeno una proroga per permettere agli uffici catanesi di attrezzarsi di personale e strutture. L'unica possibilità è che resti la sede del Giudice di Pace che i Comuni di Bronte, Maletto, Cesarò e San Teodoro si sono dichiarati disposti a salvare. Ma è necessario ora passare ai fatti concreti prima che oltre al Tribunale anche questa struttura venga definitivamente trasferita a Catania.

8 Marzo 2013

Nell’Isola tagli pesantissimi: gli uffici passerebbero da 110 a 21

Giudici di pace, ultimatum per 89 sedi soppresse in Sicilia

Il ministero: via libera se i Comuni pagano le spese

A carico dello Stato solo i giudici onorari, ai sindaci gli oneri per strutture e personale. Istanze fino al 29 aprile

C'è già una data: il 29 aprile. Ed è già conto alla rovescia per salvare 89 uffici dei giudici di pace in Sicilia. Ma si dovrà mettere mano ai bilanci pubblici: per scongiurare la soppressione stabilita dal ministero della Giustizia, gli enti (singolarmente o in consorzio) dovranno farsi carico delle spese di funzionamento; un impegno chiesto a gran voce dalle comunità locali, ma che sarà difficile da rispettare in considerazione della crisi finanziaria degli enti locali siciliani.
Il ministero ha pubblicato lo scorso 28 febbraio il Bollettino ufficiale n. 4/2013 in cui, in 74 delle 128 pagine complessive; si mette nero su bianco la mappa definitiva dei giudici di pace: a livello nazionale sono 674 le sedi destinate alla cancellazione, delle quali 89 in Sicilia; dovevano essere 91, ma, rispetto a una precedente bozza ministeriale, in extremis sono state mantenute le sedi isolane di Lipari e Pantelleria.
Di fatto la nuova geografia giudiziaria prevede nell’Isola 21 sedi di giudici di pace: (...) 5 nel territorio della Corte d’Appello di Catania (Caltagirone, Catania, Modica, Ragusa e Siracusa). Da 110 a 21: un drastico taglio alla giustizia “di base”, quella più vicina ai cittadini, denunciato da associazioni (non soltanto di magistrati) e amministratori, oltre che dalle comunità locali. (...).
Ma non ancora è detta l’ultima parola.

La “Nota di istruzioni per il mantenimento degli uffici del Giudice di Pace con oneri a carico degli enti locali”, parte integrante del Bollettino del ministero della Giustizia del 28 febbraio, indica la strada per la salvezza last minute. Gli enti devono presentare istanza al ministero entro il 29 aprile (compresi quelli che l’avevano già inoltrata).

Come già previsto dall’articolo 3 del decreto legislativo 156/2012, i Comuni o i consorzi devono farsi «integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi, ivi incluso il fabbisogno di personale amministrativo che sarà messo a disposizione dagli enti medesimi». Quindi i Comuni devono garantire sedi adeguate e anche dipendenti (con «profili professionali equipollenti a quelli previsti per l’amministrazione giudiziaria» e con «qualità morali e di condotta irreprensibili»).
A carico del ministero resteranno soltanto le spese per «i compensi dovuti ai magistrati onorari e quelle per «la formazione iniziale del personale amministrativo fornito dall’ente locale». In caso di Comuni consorziati, il ministero chiede di indicare sin dall’inizio la «quota di partecipazione a carico di ciascun ente interessato». [Mario Barresi]

Settembre 2013: l'ultimo atto

 

12 Marzo 2013

La sorte del Tribunale di Bronte appesa a un filo

«La protesta non servirà - dice l'avvocato Uccellatore - la sezione distaccata potrà essere salvata solo dal Governo»

«Solo un decreto legge del nuovo Governo, potrà salvare la sezione staccata del Tribunale di Bronte e tutte le altre della provincia di Catania. A nulla servirà la nostra protesta, il ministero, approfit­tando anche di questo momento di vacatio politica, è intenzionato ad attuare la riforma». Sono le amareggiate parole dell'avvocato Antonino Uccellatore, presidente dell'asso­ciazione forense del circondario di Bronte, impegnato, come i colleghi degli altri Comuni, a difendere la sezione staccata del Tribunale destinata ad essere soppressa nel rispetto del decreto legislativo che mira a razionalizzare le spese delle strutture giudiziarie.
Una riunione tenuta ieri a Catania, alla presenza dei vertici del Tribunale della Corte d'appello e dei funzionari ministeriali, infatti, ha escluso ogni possibilità di proroga del provvedi­mento che già a settembre dovrebbe vedere trasferite presso il Tribunale di Catania tutte le udienze della provincia.
«Non nascondiamo il nostro rammarico – afferma Uccellatore - per una decisione che conside­riamo sbagliata e che non aiuterà la Giustizia a razio­nalizzare le spese, semmai il contrario. E' doveroso sottolineare anche l'in­sensibilità della burocrazia della Giustizia a vari livelli e della politica. Noi avevamo chiesto soltanto di prorogare l'attuazione della riforma, certi del fatto che il Tribunale di Catania non è preparato ad accogliere tutti i giudizi che si celebrano nelle sedi staccate. Durante il vertice - continua - e stato detto che una nuova legge potrebbe cambiare tutto e solo il presidente del Tribunale potrà presentare istanza di proroga. Non si tratta di quello che intendiamo noi, solo della possibilità di utilizzare i locali delle sezioni stac­cate per servizi a supporto, per esempio gli archivi». Il calendario della riforma è già segnato: il 16 settembre le sezioni staccate dei Tribunali chiuderanno. [Gaetano Guidotto] 



6 Marzo 2013

LA BOTTEGA DI MESTIERE DI ITALIA LAVORO

Si formano nuovi cuochi

20 giovani potranno acquisire competenze professionali in attività legate alla ristorazione

Prevista una indennità mensile di 500 euro

Per iniziativa di Italia Lavoro s.p.a. è stato approvato un progetto denominato “Bottega di mestiere” che punta alla valorizzazione in ambito culinario del pistacchio e degli altri prodotti tipici del territorio etneo, attraverso un percorso di tirocinio formativo. L’iniziativa, mira a formare e promuovere professionalità in possesso di specifiche competenze fortemente collegate con le tradizioni artigianali locali. Al progetto, denominato “Il pistacchio e i prodotti tipici dell'Etna nella tradizione culinaria di Bronte”, hanno aderito 8 ristoratori locali. Ospiteranno nelle loro cucine 20 giovani tirocinanti che, al completamento del percorso formativo, avranno acquisito un complesso di competenze specifiche utili per il loro inserimento lavorativo nel settore della cucina tradizionale. Ogni tirocinante sarà affiancato da un tutor che fungerà anche da guida alla acquisizione della consapevolezza sull’importanza, anche culturale, del mestiere. Assisterà e parteciperà alle varie fasi dell’attività: dalla selezione delle materie prime al confezionamento dei cibi ed alla presentazione alla clientela. Acquisirà competenze tecniche per la preparazione dei cibi e conoscenze sulle loro proprietà organolettiche, sulle origini delle varie pietanze e gli eventi storici ad esse legati.
L’iniziativa è rivolta a 20 giovani (10 per ogni ciclo di tirocinio) di età compresa tra i 18 un’indennità mensile di € 500.
Per informazioni ed assistenza è possibile rivolgersi al Centro per l’impiego di Bronte in via Annunziata 28 o collegarsi al sito web di Italia Lavoro.



2 Marzo 2013

«Da 6 mesi senza stipendio»

I lavoratori dell’Aligrup domenica chiederanno aiuto al sindaco

Non è solo a Catania che i lavoratori dell’Aligrup stanno facendo sentire la loro voce e il loro dissenso. Anche a Bronte, dove il c’era un grosso ipermercato all’interno del centro commerciale “Le Drupe”, hanno deciso di protestare e rendere pubblico il loro disagio. Senza stipendio da ben 6 mesi e senza aver percepito i sussidi della cassa integrazione, promessi ma mai arrivati, ieri mattina un gruppo di lavoratori Aligrup di Bronte ieri è recato al Comune per chiedere un incontro con il sindaco, Pino Firrarello. Nel frattempo i lavoratori ci hanno raccontato il loro disagio, le loro preoccupazioni per il futuro, che poi altro non sono che le preoccupazioni di tanti padri di famiglie che non sanno come pagare la bolletta della luce di casa o anche il ticket di una prestazione sanitaria per i figli. Soprattutto però i lavoratori pongono domande precise.

«Sappiamo - ci dice Davide Serravalle - che i soldi per pagare i nostri stipendi ci sono, ma sono stati bloccati dai giudici. Si trovano in 4 banche, ma non possono essere distribuiti. Noi siamo lavoratori, abbiamo famiglia e siamo vittime di questa situazione. Quando la magistratura sequestra anche gli stipendi dovrebbe immedesimarsi e mettersi nei nostri panni. Cosa farebbero loro se per 6 mesi non dovessero ricevere loro lo stipendio?» «Sono impiegato dall’Aligrup dal 1991 - ci dice Salvatore Longhitano - e da settembre non ci pagano. Non possiamo più far fronte ai nostri doveri, ai piccoli impegni dei nostri figli e lo Stato non ci aiuta. Speriamo di rimanere in salute altrimenti sarebbero guai.» «In 2 mesi ho ricevuto appena 240 euro - ci dice Barbara Saitta - e mio marito è disoccupato. Ditemi voi cosa devo fare. In verità, fino ad oggi, nessuno si è occupato veramente della nostra vicenda per questo noi chiediamo aiuto al nostro Sindaco, affinché, faccia quanto nelle sue possibilità per restituirci serenità”-

Il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, incontrerà i lavoratori domenica mattina alle 10: «Per mesi - afferma Firrarello - abbiamo sperato che l’intera società ed i suoi lavoratori venissero rilevati da altri imprenditori. Non è successo. I lavoratori non possono continuare così. Se è nelle nostre possibilità fare qualcosa è arrivato il momento di farla». [L. S.]




5 Marzo 2013

BRONTE HA IL CANILE A CROTONE. IL CASO SEGNALATO DALL’ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI

Il soccorso per i cani arriva da Crotone (o da Alcamo)

Botta e risposta fra l’Enpa  e il Comune: motivo del contendere l’affidamento del servizio di ricovero e recupero di cani randagi

La segnalazione del caso arriva dall’Enpa: a Bronte il ricovero dei cani randagi e il soccorso agli animali feriti viene curato addirittura da una dittwww3 di Crotone, unica a presentare offerta per il bando pubblicato dal Comune solo sul suo sito istituzionale e sull’albo pretorio per una ventina di giorni nel febbraio 2012.

In maggio l’assegnazione dell’appalto (valore circa 130mila euro) alla ditta vincitrice e nel novembre scorso la firma del protocollo. In base ad esso il soccorso dovrebbe essere coordinato a Crotone, affidato a una ditta di Alcamo e poi espletato da uno dei due veterinari di Bronte che hanno dato la propria disponibilità. Una procedura alquanto farraginosa.


5 marzo 2013

Quei bandi di gara «clandestini»

Un cane investito da un’auto a Bronte dovrebbe attendere un soccorso veterinario che viene da Crotone. Può essere? Sì. Se la gara d’appalto bandita in cima all’Etna viene vinta da una ditta della cittadina calabra. Distante dalla Sicilia un bel pò .... e se ci mettiamo anche lo Stretto di mezzo non è difficile immaginare che uno sventurato cagnolino travolto non potrebbe avere un aiuto proprio ... immediato. E’ stata la sezione di Catania dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali) a segnalare, a un anno dal bando e quattro mesi dopo la firma del protocollo con la ditta di Crotone. Unica ditta partecipante al bando e che, per giunta, affermava che si sarebbe servita - per essere più vicini al posto di intervento - di una ditta di Alcamo. Insomma tutto tranne che un pronto intervento.

Il Comune replica: «Abbiamo verificato ed è tutto in regola: costi e servizio. Infatti la ditta si appoggerà su due veterinari della zona».

E sarà anche così, non ne dubitiamo. Ma non sarebbe stato meglio per tutti - e soprattutto per gli sventurati amici a quattro zampe – servirsi, nel pieno rispetto dei regolamenti burocratici, di una ditta più vicina? Magari dando la maggiore diffusione possibile al bando?


2 marzo 2013

La denuncia dell'Enpa

«Stranezze siciliane: Il randagio ferito di Bronte aspetta i soccorsi da Crotone…
Il Comune di Bronte deporta i suoi cani malati in Calabria ed Enpa Catania lo denuncia.

«L’ha presa male (per noi benissimo invece) la Presidenza della Regione Siciliana la lettera/denuncia inviata dalla nostra sezione Provinciale al Prefetto di Catania e per conoscenza anche a vari altri destinatari tra cui anche l’ufficio del nostro Governatore Crocetta.

L’oggetto del contendere è l’appalto di recupero e degenza dei randagi che, il Comune di Bronte ha assegnato incredibilmente ad una Ditta del Crotonese quindi in Calabria. I nostri randagini, qualcuno anche molto datato, erano stati tolti dal loro piccolo e consolidato mondo del canile dove vivevano da anni ed erano stati trasferiti oltre stretto dovendo sopportare viaggio, amici umani e habitat diverso.

Ci siamo quindi attivati cercando di capire, risalendo all’assegnazione e scoprendo che l’appalto riguardava non solo la degenza dei cani presenti bensì, avrebbe riguardato i futuri ospiti e persino qualsiasi servizio di recupero anche all’animale incidentato o comunque bisognoso di cure immediate da pronto soccorso.

Inoltre, carte in mano abbiamo da subito appurato che la Legge di riferimento a cui faceva testa il Bando, era la Legge Quadro 281/91 praticamente la Legge Nazionale che come qualsiasi altra Legge Quadro, traccia delle linee generali alle quali le singole Regioni devono allinearsi ma di seguito demanda alle stesse Regioni il compito di recepire e promulgare la loro normativa regionale articolandone nelle varie specifiche le esigenze del territorio. Difatti in Sicilia vige per tutto il mondo legato agli animali di affezione e il randagismo, la Legge Regionale 15/2000. Detta Legge specifica minuziosamente nel suo regolamento di attuazione, costi, responsabilità e soggetti interessati. Tra queste ferree regole ci sono i costi giornalieri che i canili regolarmente autorizzati, devono chiedere alle amministrazioni e per ogni cane variano dalle 3,50 alle 4,50 euro a cane.

Questa ditta del Crotonese invece è andata al ribasso di circa il 50% Lasciamo a voi le conclusioni e soprattutto l’incredibile risposta del Comune di Bronte che ci ha definiti “ inopportuni” lasciando intendere che se li avessimo seccati ancora ci avrebbero denunciato o chissà che altro. Quindi noi abbiamo preferito “non disturbarli più” rivolgendoci direttamente a chi sta sopra loro e informandoli di come le Leggi vengano del tutto ignorate ed usate a proprio vantaggio.

Ha tanto dell’incredibile quanto scritto e verbalizzato che di sicuro chi ha redatto il contratto non ha pensato e non ha mai avuto modo di vedere un cane sanguinante eviscerato per strada.
Certo difficile dato che è tanta l’incuria delle Amministrazioni locali da risultare complicato non vedere una di queste creature per strada ma, rimane sempre difficile comunque realizzare come una Ditta debba partire con le modalità suddette (quindi entro le 24 ore o entro due ore ?? ) da Crotone e recarsi a Bronte, soccorrere un cane, portarlo in ambulatorio (dove?) curarlo e rimettersi in cammino per Crotone con il cane moribondo o comunque ragionevolmente cagionevole e bisognoso di pace e cure.

Ne è pensabile che la Ditta Arca di Alcamo (TP) (??) possa partire da Alcamo e soccorrere il cane nell’immediatezza e comunque di certo non basterebbero due ore per il soccorso come richiesto dal contratto. (tratto dalla denuncia al Prefetto).

Le repliche del Comune

4 marzo 2013

«Comune ha agito legalmente»

A seguito dell’articolo apparso martedì 5 marzo a pagina 27 su questo quotidiano (La Sicilia, ndr) dal titolo “Quei bandi di gara clandestini”, il dirigente tecnico del Comune di Bronte, ing. Salvatore Caudullo, precisa: «Concordiamo in linea di principio sul fatto che tutti i bandi dovrebbero avere massima publicizzazione, ma la loro diffusione oggi è regolata dal d. l. lgs. 163/2006 e successive modifiche e integrazioni, che ogni Ente locale deve rispettare.

Nel caso del bando pubblicato dal Comune per l’affidamento del servizio ricovero e recupero di randagi, non superando la soglia dei 196 mila euro, non rientra fra coloro che necessitano di pubblicizzazione sui quotidiani. Abbiamo pubblicato un bando “aperto”, rivolto alle aziende di tutto il territorio nazionale a garanzia della trasparenza rispettando la LR 15/2000».

«Anche per quanto riguarda la procedura, il Comune ha celebrato la gara dopo 22 giorni di pubblicazione del bando (7 giorni in più rispetto ai 15 previsti dal d. lgs), ha effettuato l’aggiudicazione provvisoria chiedendo alla ditta aggiudicatrice i giustificativi e le integrazioni a supporto delle reali condizioni di espletamento del servizio e ha formulato colloquio in contraddittorio con i responsabili dell’impresa che hanno chiarito ogni dubbio. Questa procedura la impone la legge, ognuno di noi ha la libertà di definirla “farraginosa”, ma è legge e un ente pubblico la deve rispettare».

4 marzo 2013

“Il servizio di ricovero e custodia dei cani rispetta le leggi e gli animali”

Melo Salvia, vice sindaco (2010)«A seguito della comunicazione inviata ai media dal parte della sezione provinciale dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali) dal titolo “Stranezze siciliane: Il randagio ferito di Bronte aspetta i soccorsi da Crotone…, il Comune di Bronte deporta i suoi cani malati in Calabria ed Enpa Catania lo denuncia”, il vice sindaco del Comune di Bronte, Melo Salvia (foto a destra), ed il dirigente tecnico, ing. Salvatore Caudullo, replicano quanto segue:

“Il rispetto e la considerazione che questo Comune riserva nei confronti di tutte le organizzazioni di utilità sociale ci ha sempre impedito di valutare negativamente l’operato di una “Onlus” come l’Enpa. “Inopportuni”, semmai, abbiamo giudicato i toni con cui questo ente ha criticato il nostro operato per contestare l’affidamento del servizio di ricovero e recupero dei cani randagi alla ditta di Crotone. Affidamento che, a nostro avviso, invece, risponde a criteri di legittimità e rispetto degli animali.
Il Comune, infatti, rigettando il principio dell’affidamento diretto, a garanzia della trasparenza, ha pubblicato un bando di gara cui ha partecipato esclusivamente la ditta di Crotone. Gara aggiudicata nel pieno rispetto della legge regionale 15/2000, che, a differenza di quanto sostenuto dall’Enpa, non stabilisce che le spese rimborsabili per la custodia ed il mantenimento dei cani devono variare dai 3,50 ai 4,50 euro, ma che la misura massima di queste non deve superare i 3,50 euro per i cani di piccola taglia fino a 10 kg e 4,50 per quelli superiori.

Di conseguenza la proposta al ribasso del 45% della ditta crotonese risponde perfettamente ai requisiti di legge, oltre a quelli dell’economicità e della concorrenza in un libero mercato. Detto ciò questo ente, prima di affidare il servizio, ha preteso dalla ditta aggiudicatrice, tutti i chiarimenti riguardo l’efficienza del servizio ed i riguardi verso i randagi.

Vero è che questo Comune, fino ad oggi, non ha dovuto soccorrere con urgenza alcun cane ferito, ma il fatto che la ditta aggiudicatrice abbia garantito di avvalersi della collaborazione di 2 veterinari che hanno lo studio a Bronte ci fa ipotizzare che vi siano le condizioni per un corretto svolgimento delle prestazioni richieste.
Il contratto del resto, di fronte ad inadempienze, prevede l’applicazione di sanzioni fino alla sua rescissione. Il Comune di Bronte rimane disponibile a fornire a chiunque opportuna documentazione a riguardo, come del resto ha già fatto con il sig. Cataldo Paradiso, qualificatosi quale membro di giunta nazionale dell’Enpa, che, presso i nostri uffici, ha avuto la possibilità di visionare gli atti ed ottenerne copia fotostatica”.



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Il promesso canile comprensoriale
Il caso dell'alano all'asta

Ma Bronte è solo uno dei tanti Comuni che ha preso questo canile di Crotone come la panacea ad una legge Regionale scomoda infatti, sono stati riferiti vari altri Comuni Siciliani in convenzione con detta Ditta. Si precisa che questo canile che da Crotone accoglie cani di altre regioni (la nostra Legge vieta canili così grandi) ha provato a prendere l’appalto con il Comune di Grosseto ma ovviamente Grosseto ha rigettato la presentazione al Bando di Gara e finiti al TAR, il Tribunale Amministrativo ha dato ragione all’Amministrazione motivandola «Appare illogico e irrazionale ipotizzare che sia possibile utilizzare un canile in Crotone per custodire animali in Grosseto, peraltro sottoponendo gli animali stessi a disagi e sofferenze per i trasferimenti che non paiono compatibili con il concetto di “cura” proprio del servizio, secondo la stessa legge di gara».
Come mai in Sicilia, invece, le vite senzienti vengono “accollate” al ribasso e considerate solo come Appalti da multi servizi ignorando le Leggi che li regolamentano e li tutelano?
Comunque adesso la Presidenza della Regione ha dato incarico all’Assessorato regionale alla Salute di indagare e riferire.

Nel frattempo aspettiamo che il Prefetto di Catania interviene affinchè il Comune di Bronte revochi l’assegnazione in autotutela e attiva il previsto servizio nei tempi e modi previsti dalla normativa vigente e si occupa seriamente del problema randagismo che è diventato a dir poco drammatico.»

E.N.P.A. - Ente Nazionale Protezione Animali
Sez. Prov. di Catania
Catania, 2 marzo 2013




5 Marzo 20133

A scatenare l’ultimatum il perdurare dei disservizi nonostante il Comune sia in regola con i pagamenti

«Gli stipendi o sciogliamo il contratto»

Il Comune di Bronte ha diffidato l’Aimeri e Joniambiente due giorni per pagare i netturbini e riorganizzare i cantieri

Il Comune di Bronte passa ai fatti e se presto non verranno pagati gli stipendi degli operatori ecologici e non verranno fomiti loro i mezzi necessari per svolgere il servizio, è pronto a sciogliere il contratto con la Joniambiente e presentare una denuncia penale per interruzione di pubblico servizio.
Ieri mattina il sindaco Pino Firrarello e il dirigente tecnico, ingegnere Salvatore Caudullo, hanno firmato un reclamo-denuncia inviato alla Joniambiente, alla Aimeri ambiente e per conoscenza all’assessorato regionale Territorio e Ambiente e alla Prefettura di Catania.
«Il cambiamento in negativo del servizio di igiene urbana - si legge nella missiva - non può più essere tollerato da questo Comune. Di conseguenza si intima e si diffidano le società cui è inviato il reclamo a liquidare le spettanze are le ore annuali a disposizione dei dipendenti dell’Aimeri per le assemblee al fine di verificare se queste sono state superate e di dotare i cantieri dei mezzi necessari per espletare un servizio efficiente. Infine il sindaco e il dirigente tecnico chiedono anche che vengano «emessi provvedimenti atti ad impedire scioperi ed assemblee dei dipendenti in contrasto con le norme dettate dal Contratto collettivo nazionale di lavoro.

Il Comune ha dato anche un ultimatum alla Joniambiente ed alla Aimeri Ambiente:«Tutto - infatti si continua a leggere - deve essere effettuato entro e non oltre i 2 giorni dal ricevimento del presente reclamo. Trascorso il termine il Comune darà mandato ai propri legali di quantificare il danno subito a causa del disservizio, di procedere alla rescissione di ogni protocollo d’intesa e contratto e di presentare opportuna denuncia per interruzione di pubblico servizio».

A scatenare la rabbia del Comune di Bronte il dei disservizi nonostante il Comune sia in perfetta regola con i pagamenti.

Il precedente - 25 ottobre 2012: “24 ore di tempo e poi usciamo dall'Ato”


3 Marzo 2013

RICHIESTA DELL’ATO JONIAMBIENTE

«Il prefetto ci autorizzi a pagare gli operatori dei Comuni in regola»

La società Ato Joniambiente ha chiesto un incontro in Prefettura per ottenere l’autorizzazione a pagare direttamente gli stipendi degli operatori ecologici dei Comuni in regola con i pagamenti. Il presidente, Francesco Rubbino, infatti, visto il perdurare dello stato di agitazione degli operatori dell’Ato, nel rispetto di quanto ha deliberato l’assemblea dei soci della società, sta procedendo alla parcellizzazione del servizio Comune per Comune, con l’obiettivo di tutelare quelli virtuosi. All’incontro in Prefettura parteciperanno anche l’Aimeri e le organizzazioni sindacali.

«Il discorso è semplice - spiega Rubbino - la Joniambiente è una società di finanza derivata, ovvero riceve fondi per espletare il servizio solo dai Comuni. Se questi non pagano il sistema salta, penalizzando tutti compreso gli enti in regola con i pagamenti». E in verità gli enti in regola sono veramente pochi. Ovvero Bronte e, da qualche giorno, anche Maletto e Fiumefreddo, che comunque hanno sempre rispettato il calendario dei pagamenti.

«A causa della morosità dei Comuni - conclude Rubbino - l’Aimeri è creditrice di ben 8 milioni di euro e purtroppo non si intravede un percorso legislativo regionale che consenta, così come abbiamo richiesto, di far ritornare questo servizio subito ai Comuni». «Durante l’assemblea dei sindaci - dice l’assessore comunale di Bronte, Biagio Petralia - abbiamo fatto il possibile per sensibilizzare quelle amministrazioni più lente a pagare. Il Comune di Bronte con responsabilità ha fatto la propria parte. Per pagare la Joniambiente abbiamo rinunciato a iniziative, altri non lo hanno fatto. Per questo chiediamo che il servizio venga effettuato solo in quei Comuni che pagano e che i nostri operatori vengano pagati».
 



1 Marzo 2013

Consiglio comunale sul problema della raccolta dei rifiuti e degli stipendi degli operatori ecologici

Al Consiglio comunale il problema rifiuti

Ma nessuna decisione

Assente l'Ato e presenti solo i sindaci di Randazzo, Maletto e ManiaceIl Consiglio comunale chiederà udienza all’assessore regionale, Marino, affiche la Regione risolva il problema della raccolta dei rifiuti e dei lavoratori ecologici, ieri in sciopero, che da mesi non percepiscono lo stipendio. Questo è stato più volte sottolineato negli interventi dei consiglieri, anche se alla fine nulla è stato deliberato per mancanza di numero legale.
Al Consiglio, richiesto dai consiglieri comunali Sanfilippo, Di Mulo, Catania e Triscari, il presidente Gullotta ha invitato i sindaci dei 14 Comuni della Joniambiente, ovvero quelli che da Bronte arrivano fino a Riposto, ed i vertici della Joniambiente. La società Ato però ha scritto di non poter partecipare perché già impegnata in altri incontri istituzionali e, fra i sindaci, hanno accolto l’invito solo De Luca di Maletto, Del Campo di Randazzo e Pinzone Vecchio di Maniace.
Questi in sintesi gli interventi dei consiglieri, dell’assessore Petralia e dei sindaci intervenuti.
Vincenzo Sanfilippo: “Sono onorato della presenza di alcuni sindaci, ma non sono tutti. Ci sono Comuni che non pagano e servizi che non vengono svolti. La protesta degli operatori ecologici è giusta, ma abbiamo chiesto questo Consiglio per andare oltre: vogliamo guardare al servizio”.
Biagio Petralia: “Oggi siamo qui principalmente per parlare degli stipendi dei lavoratori. In assemblea dei sindaci alla Joniambiente abbiamo fatto il possibile per sensibilizzare quelle amministrazioni più lente a pagare. Il Comune di Bronte con responsabilità ha fatto la propria parte. Per pagare la Joniambiente abbiamo rinunciato ad iniziative, altri non lo hanno fatto. Per questo chiediamo che il servizio venga effettuato solo in quei Comuni che pagano e che i nostri operatori vengano pagati. Chiedo alla Joniambiente di presentare subito opportuni decreti ingiuntivi agli enti morosi”.
Salvatore Gullotta: “Presentiamo una denuncia al Procura della Repubblica ed andiamo a Palermo chiedendo all'assessore Marino di ascoltarci”.
Vittorio Triscari: “Perché la Joniambiente non ha inviato i decreti ingiuntivi? Chiediamo l'arrivo di un commissario. Nominiamo una commissione di inchiesta per verificare eventuali disservizi ed inefficienze”.
Andrea Sgrò: “Ringrazio i sindaci presenti. Ma chi ci garantisce che nel momento in cui la Joniambiente versa le somme all'Aimeri, questa può garantire la solvenza? Se l'assessore non cambia la norma consentendo ai Comuni di pagare direttamente, il problema si ripeterà. Invito i lavoratori di intraprendere azioni legali contro i sindaci che non pagano”.
Salvatore Proietto: “Ringrazio gli operatori per la pazienza, ed i sindaci presenti. Non giustifico gli assenti. Chiedo le dimissioni dei componenti dell’Ato. Ho sempre combattuto i mutui, ma se fosse possibile, sono disposto anche a votare l'accensione di un mutuo per pagare i nostri operatori ecologici”.
Nunzio Spanò: “Fino ad ora non abbiamo dato una risposta vera agli operatori ecologici. Forse a breve saranno pagati, ma bisogna risolvere definitivamente il loro problema. Siamo sopra una polveriera. Non dimentichiamo l'operazione della Dia sui rifiuti. La Gazzetta ufficiale ha pubblicato una legge che ha autorizzato i Comuni a gestire singolarmente o in forma associata il servizio della raccolta dei rifiuti. Perché fino ad oggi non lo abbiamo fatto? Stacchiamoci dall’Ato ed assorbiamo i lavoratori”.
Biagio Petralia: “Per far questo è necessario che la Regione pubblichi gli schemi dei piani d'arbitro. Doveva farlo entrò il 15 febbraio, ma fino ad oggi non abbiamo risposta. Solo dopo potremo agire e noi siamo pronti a gestirò in forma singola”.
Ernesto Del Campo: “La presenza dei sindaci è simbolica, visto l'assenza di tanti colleghi. Anche noi a Randazzo stiamo studiando la nuova circolare che prevede però che maturino determinati meccanismi. Il mio Comune risulta moroso per debiti del 2005 su cui abbiamo un contenzioso con l'Ato. Poi però si sono innestati altri debiti derivati dalla diminuzione dei trasferimenti. Abbiamo già mandato la quota di gennaio alla Joniambiente. Poi però la banca lo versa dopo diversi giorni, appesantendo la situazione. L'unica soluzione può dettarla la Regione con una legge. Non possiamo risolvere i problemi da soli”.
Salvatore Pinzone Vecchio: “I sindaci non abbiamo responsabilità. Abbiamo subito la legge sugli Ato senza poter obiettare. Il problema é politico. La gestione del servizio su scala non ci ha fatto risparmiare. Dobbiamo essere solidali con tutti i lavoratori, a non solo con quelli di Bronte. Andiamo direttamente dall'assessore Marino affinché risolva la situazione. La responsabilità non è neanche dell'Ato, ma dei costi lievitati eccessivamente”.
Salvatore Gullotta: Discorso condivisibile in un momento normale, ma adesso siamo in emergenza. Bronte ha rinunciato a servizi ed iniziative per pagare a Joniambiente, altri no.
Nunzio Saitta: “La legge degli Ato é del 1996, applicata da noi nel 2002. In verità il sistema della raccolta è risultato ingarbugliato. Perché negli ultimi anni il prezzo del conferimento in discarica è triplicato? Ci sono Comuni che non hanno previsto le giuste somme in bilancio. E con la Tares i costi per i cittadini aumenteranno. L'unica soluzione, oltre a convincere i sindaci a pagare, è andare a Palermo per chiedere di uscire dall'Ato, magari coinvolgendo anche il Prefetto. Il Consiglio comunale ha poco da fare. Gli amministratori del nostro Ato non sono stati coinvolti nelle indagini della Dia, sono i Comuni che devono pagare”.
Pippo De Luca: “Il problema non può essere risolto qui. Noi aspettiamo la Regione per applicare la legge e gestire il servizio da soli. Siamo pronti, ma dobbiamo attendere. Le Ssr non sono un nuovo carrozzone. Non possiamo dare la colpa agli altri. Siamo veramente convinti che l'Aimeri che vanta crediti per 18 milioni di euro potrebbe pagare i netturbini e mettere a disposizione mezzi funzionanti. Non illudiamo alcuno. Il Prefetto non può far nulla. Se vogliamo che il servizio funzioni i sindaci devono pagare o altrimenti il problema sarà sempre lo stesso”.
Vincenzo Sanfilippo: “Chiedo di votare per l'istituzione di una commissione di inchiesta, senza gettone di presenza, per verificare i bilanci della Joniambiente. Chiedo che si formalizzi un'azione di protesta alla Regione affinché si applichi subito la legge che restituisce la gestione ai Comuni. Chiedo di votare le dimissioni del Collegio di liquidazione della Joniambiente”.
Ma a questo punto il numero legale in Consiglio non c’era più.



28 Febbraio 2013

RACCOLTA RIFIUTI

Domani niente raccolta nei centri dell'Etna lato nord

I Comuni continuano a non pagare la propria quota e così le organizzazioni sindacali hanno deciso di proclamare domani una giornata di sciopero, con tutte le relative conseguenze nella raccolta dei rifiuti. Niente soldi neanche per le discariche, con la ditta Oikos che ha disposto la chiusura dei cancelli per i rifiuti provenienti dai Comuni di Randazzo e Maniace, ovvero quelli del versante nord dell'Etna che sono maggiormente morosi.
La società Ato Joniambiente presieduta da Francesco Rubbino se non arrivano i soldi dai Comuni non può far nulla, ed attende che questi ottemperino ai propri doveri. Ma soprattutto attende i 600 mila euro che la Provincia di Catania ha annunciato di aver già versato, ma che non sono ancora arrivati nelle casse della Joniambiente. Forse per motivi bancari arriveranno fra qualche giorno, ma gli operatori ecologici chiedono subito i propri stipendi arretrati.
Intanto il Comune di Bronte, unico ad essere in regola e ad aver pagato anche la rata di gennaio, non accetta di subire disservizi per colpa di altri. Così dopo la richiesta dei consiglieri comunali Vincenzo Sanfilippo, Giuseppe Di Mulo, Angelica Catania e Vittorio Triscari, il presidente dell'assemblea consiliare, Salvatore Gullotta, ha convocato un Consiglio straordinario, urgente ed aperto domani alle ore 19, invitando il vertice della società Ato Joniambiente e soprattutto tutti i sindaci dei 14 Comuni dell'Ato.


21 Febbraio 2013

RACCOLTA RIFIUTI

Tornano al lavoro gli operatori ecologici

Risolutiva la mediazione del sindaco

Il sindaco Firrarello, insieme con gli assessore Petralia, Salvia e Bonina, parla a lungo con gli operatori ecologici che hanno occupato la sala consiliare del Comune, ed alla fine li convince ad abbandonare la protesta e tornare al lavoro.
La decisione i lavoratori l’hanno presa alla fine della mattinata, dopo che il sindaco si è riunito con i propri uffici e fatto da tramite fra la Joniambiente e la Provincia di Catania, ovvero uno dei tanti enti debitori con la società Ato, che versando subito 600 mila euro che deve da tempo, potrebbe permettere alla Aimeri ambiente di pagare ai lavoratori la parte non elargita dello stipendio di dicembre e quello di gennaio. “Ho fatto di tutto – ha affermato Firrarello ai lavoratori – per far dialogare e quindi agire tutti gli enti interessati. Noi di più non potevamo fare. Mi hanno assicurato che se questi soldi vengono inviati subito alla Joniambiente, martedì potrebbero partire i flussi finanziari con i vostri stipendi. Se ciò non dovesse accadere martedì stesso, al di là dei pareri tecnici, firmerò la delibera che prevede che sia direttamente il Comune a pagarvi con i soldi che a questo punto alla Joniambiente non daremo più”.
Così la maggioranza dei lavoratori ha deciso di abbandonare la protesta, soddisfatta dell’aiuto che Firrarello ha garantito.


20 Febbraio 2013

LA PROTESTA DEGLI OPERATORI ECOLOGICI

Le risposte del Comune di Bronte

Continua l’occupazione degli operatori ecologici al Comune. I lavoratori dell’Aimeri Ambiente questa mattina sono tornati ad occupare gli scagni della sala consiliare per rivendicare il diritto ad ottenere lo stipendio di gennaio e parte di quello di dicembre. L’assessore Petralia ha partecipato all’assemblea dei soci della Joniambiente, convocata dal presidente Francesco Rubbino. Il problema è sempre lo stesso. La Aimeri non paga gli stipendi ai lavoratori perché alcuni Comuni sono morosi con la Joniambiente per centinaia di migliaia di euro se non addirittura di milioni. Se questi non pagano la Aimeri non ha liquidità per pagare gli operai. Per questo Petralia ha chiesto all’Ato di permettere al Comune di Bronte di pagare direttamente i propri operai con i soldi della rata di gennaio 2013.

“Il Sindaco – ha affermato - ha ordinato agli uffici del Comune di non effettuare più pagamenti alla Joniambiente. Questi riprenderanno solo di fronte alla certezza che i netturbini di Bronte verranno pagati. Non è possibile che ci siano Comuni che non hanno i soldi per pagare il servizio di nettezza urbana, ed altri che invece hanno fatto sacrifici per essere in regola. Si tratta di scelte. In questi mesi ho visto Comuni preoccuparsi per il servizio e non accorgersi di aver dimenticato di pagare la rata pattuita dal contratto per anni. Così è semplice amministrare e da domani anche noi ci uniremo all’elenco dei morosi”.

Poi rivolgendosi alla Joniambiente ha affermato: “Il codice dei contratti prevede che la stazione appaltante paghi direttamente i lavoratori di fronte a inadempienze. Chiediamo alla Joniambiente di applicare questa indicazione. Non è possibile che per colpa di altri Bronte, che è in regola coni pagamenti, subisca disservizi per colpa d’altri. Chiediamo alla Joniambiente l'elenco dei dipendenti di Bronte, affinché il Comune di Bronte proceda al pagamento degli stipendi dei propri operatori”.
Alla richiesta della Joniambiente di pagare la rata di gennaio per alleviare le sofferenze della cassa, Petralia ha replicato: “Non è giusto pretendere responsabilità solo da Bronte, eventualmente pagheremo per ultimi”.

20 Febbraio 2013

Vincenzo Sanfilippo, consigliere comunale:

«Agli operatori la massima solidarietà. Rap­pre­sentano l’anello debole della catena. Ribadisco la necessità di convocare un Consiglio comu­nale straordinario ed urgente per trattare i problemi della raccolta dei rifiuti e dei lavoratori. Durante il dibattito che si svilupperà chiederò l’isti­tuzione di una indagine per conoscere i bilanci della Joniam­biente.
Voglio capire, infatti, come un ente, ormai in liqui­dazione, spende i nostri soldi. Non è pos­sibile, infatti, che Bronte che è un Comune virtuoso, debba subire gli stessi disservizi degli altri Comuni che invece non pagano. E’ arrivato il momento di gestire il servizio in maniera autonoma».


18 Febbraio 2013

Mezzi inadeguati, stipendi non pagati ed i lavoratori protestano

Operatori ecologici occupano la Sala consiliare

Non ancora corrisposto lo stipendio di Dicembre e Gennaio

Un nutrito numero di operatori ecologici dell’Aimeri ambiente questa mattina ha occupato la sala consiliare del Comune. Si tratta dei lavoratori di Bronte e Maletto che lamentano il mancato pagamento dello stipendio del mese di gennaio e di dicembre, di cui sarebbe stato elargito solo un acconto di 500 euro. Ma non solo. Gli operatori denunciano le precarie condizioni con cui devono lavorare. A loro dire, infatti, i mezzi messi a disposizione sarebbero pochi e, molti di quelli utilizzati, addirittura mal funzionanti. Per questo motivo hanno deciso di recarsi al Comune ed occupare la sala consiliare, minacciando di lasciare il presidio solo quando la questione degli stipendi non sarà risolta.
“Abbiamo lavorato – hanno affermato - e dobbiamo ricevere lo stipendio per sostenere le nostre famiglie. Siamo allo stremo. Non possiamo aspettare un giorno di più”. “Vogliamo sapere dove vanno a finire i soldi che versano i cittadini – ha affermato Biagio Bonsignore – e chi trattiene i nostri stipendi. Non capiamo come mai ci lasciano lavorare senza gli opportuni mezzi ed il necessario equipaggiamento. Mancano anche i guanti. L’occupazione della sala consiliare è pacifica, ma permanente. Continueremo ad oltranza”.
Ed i lavoratori sono stati ricevuti dal vice sindaco Salvia e dall’assessore Petralia: “Noi siamo apertamente dalla vostra parte. – ha affermato - E’ giusto che ogni lavoratore debba essere pagato. Per questo motivo, quando giovedì scorso alcuni di voi ci hanno descritto la situazione, abbiamo preparato una lettera da inviare alla Joniambiente, alla Aimeri Ambiente e per conoscenza alla Regione siciliana, alla Prefettura ed ai vertici della nuova Ssr, rivendicando il diritto di porre fine al vostro disagio e di pagare direttamente noi gli stipendi degli operatori ecologici di Bronte con le somme della quota che mensilmente dobbiamo versare alla Joniambiente”.
E ieri mattina il sindaco Firrarello ha firmato e fatto spedire la missiva. “Questa situazione, - si legge nella lettera – è insostenibile sia per i lavoratori e per le loro famiglie sia per i Comuni che, come Bronte, pur pagando regolarmente devono subire le conseguenze degli inadempimenti di altri”. Alla fine il sindaco Firrarello, nella stessa lettera, ha “ordinato” ai suoi uffici “di provvedere al pagamento delle somme direttamente ai lavoratori dell’Aimeri impegnati sul territorio di Bronte, previa acquisizione di tutta la necessaria documentazione necessaria all’esatta individuazione degli stessi presso la Joniambiente in liquidazione”.
Oltre a ciò i consiglieri comunali Sanfilippo, Di Mulo, Angelica Catania e Triscari hanno chiesto al presidente del Consiglio comunale la convocazione di un’assemblea consiliare straordinaria per discutere della pulizia dell’abitato, dell’utilizzo dei lavoratori, della gestione dei servizi di raccolta e differenziazione dei rifiuti.



18 Febbraio 2013

IN VISTA DELLE AMMINISTRATIVE SPUNTA FUORI ANCHE L'EX SENATORE

«Firrarello candidato alla Provincia»

Ma lui smentisce

Negli uffici della Provincia è uno dei temi che appassionano di più. Si tratta del toto candidati che presto riguarderà anche il rinnovo della poltrona di presidente dell'ente. Di nomi, anche in questo caso come per il Comune ne circolano tanti, ma la rosa presto dovrebbe restringersi. Oltre al nominativo dell'attuale capogruppo all'Ars dell'Udc, Lino Leanza, che molti però lasciano cadere come una indiscrezione senza fondamento, in questi giorni alla Provincia e tornato a circolare con insistenza il nome del senatore Pino Firrarello quale possibile candidato di spicco per la poltrona di presidente.
Le indiscrezioni le abbiamo «girate» al diretto interessato per conoscere il suo parere. Sintetico il commento dell'esponente del partito berlusconiano: «C'è troppa gente che pensa che non si può stare al proprio posto. Avendo pubblicato e presentato di recente la mia biografia non penso proprio di dovere aggiungerci un altro capitolo ...». Poche parole da Firrarello per liquidare la sua possibile candidatura provinciale. (G. Bon.)



17 febbraio 2013

SI PARLA ANCORA DI VIA MARATONA

Sì all'acquisto del terreno privato

Sì da parte del sindaco Firrarello al completamento di via Maratona. La Giunta municipale, appositamente riunita, ha deliberato l’acquisizione del terreno privato al momento chiuso da un cancello che, facendo diventare la via un vero e proprio vicolo, impedisce a parte dei residenti il transito fino al viale Kennedy con conseguenti problemi di Protezione civile. Questa via è ancora in terra battuta e raggiunta con grandi difficoltà dai mezzi di soccorso. Pur essendo a 2 passi dal viale Kennedy lo sbocco è ostruito dalla presenza del terreno privato, mentre dall’altra parte il transito è difficile perché si innesta con la stretta via Bottego, le cui pendenze sono proibitive per mezzi pesanti o di soccorso.
“Con l’acquisizione di questo terreno – afferma Firrarello – iniziamo ad eliminare i disagi ai cittadini e risolvere un problema su cui lavoriamo da anni”.
Intanto la signora Maria Calì, presidente del comitato dei residenti di via Maratona ha scritto una lettera al Sindaco, al presidente del Consiglio comunale, Salvatore Gullotta, ed ai Capigruppo consiliari, per annunciare la costituzione del comitato stesso e chiedere la convocazione di un Consiglio comunale sulla difficile situazione della strada. Subito dopo i consiglieri Graziano Calanna, Nunzio Spanò, Vittorio Triscari, Salvatore Proietto e Salvino Luca hanno chiesto ufficialmente la convocazione dell’assemblea cittadina: “Il fatto che i cittadini abbiano chiesto un Consiglio comunale – afferma il primo firmatario Calanna – ci fa capire che bisogna affrontare l’argomento con urgenza. Sarà l’occasione per conoscere gli intendimenti dell’Amministrazione per questa via della nostra città”.




14 Febbraio 2013

AZIENDE E PRODOTTI

Pistacchio di Bronte, quando i conti non tornano

Pistacchio di Bronte sgusciato ('u garigghju")I conti non tornano. E questi li abbiamo fatti in seguito alla provocazione sollevata dal nostro giornale sulla vera origine dei prodotti d’eccellenza proposti nei ristoranti. Al riguardo abbiamo voluto interpellare chi produce o rappresenta ufficialmente la produzione più pregiata della nostra Penisola.

Cominciamo con il famosissimo Pistacchio di Bronte. Guest star di tantissimi menu. Dicevamo, i conti non tornano.
Partiamo da uno sguardo sulla produzione in Sicilia. Il novanta per cento è concentrata nel territorio di Bronte (circa 30mila quintali sgusciato), il resto tra le province di Caltanissetta e di Agrigento.

L’oro verde etneo ha ricevuto nel 2010 il riconoscimento della Dop e quindi la commercializzazione adesso dovrebbe essere più “blindata”, tutelata. Eppure, quanto prodotto circola in giro per l’Italia, a tutte le latitudini, e anche per il mondo che riporta la dicitura pistacchio siciliano e spacciato per quello di Bronte? Un bel po’. E’ sotto gli occhi di tutti, basta leggere l’etichetta o i tanti pack che sfruttano il brand Sicilia. Quantitativo non giustificabile da quel 10 per cento prodotto nel cuore dell’Isola.Pietro Bonaccorso (Evergreen)

Altra anomalia. Il pistacchio di Bronte oggi vale al chilo tra i 30 e i 35 euro e, purtroppo, gran parte non viene venduto, come ci confermano Biagio Schilirò, il presidente del Consorzio di Tutela del Pistacchio Verde di Bronte (che riunisce 200 produttori per una produzione di 9mila quintali) e Pietro Bonaccorso (al centro, nella foto a destra, con il sottosegretario all'Agricoltura Giuseppe Castiglione ed un noto viso televisivo), titolare dell’azienda brontese Evergreen.

“Rimane in magazzino il settanta per cento – riferisce Bonaccorso -. Non riusciamo a smaltirlo, e non solo, adesso a questo stock si aggiungerà anche la raccolta di quest’anno”.

E come lui ci sono tanti altri produttori a cui pesa il non venduto.

Da un lato allora c’è effettivamente una cospicua quantità di autentico pistacchio di Bronte, considerando sempre le proporzioni di una nicchia, che però resta dentro, dall’altro sono tantissimi gli scaffali, le ceste o i menu di ristoranti e luoghi del gusto che invece pubblicizzano il prodotto.

Il cortocircuito potrebbe essere spiegato dal prezzo di quel pistacchio che entra nel nostro Paese, venduto tra le 14 e le 19 euro al chilo. La provenienza è varia, si spazia dalla California, all’Iran passando per la Turchia.

“Il pistacchio di Bronte, che è Dop, teoricamente non può essere dichiarato – dichiara Schilirò - Succede quindi questo, la diffusissima e inflazionata dicitura “pistacchio siciliano” non può che riferirsi a quel pistacchio "non siciliano" che viene lavorato in Sicilia. Non può essere altrimenti”.

Riassumendo. C’è un pistacchio che è certificato e venduto in modeste quantità , c’è tanto pistacchio “forestiero” a buon mercato, magicamente il nome pistacchio di Bronte, e anche “pistacchio siciliano”, compare ovunque.

Siamo dinnanzi al classico caso di frode nei riguardi del consumatore che vede vittima la produzione d’eccellenza Made in Italy. Ci sarebbero tutti gli strumenti per intercettare l’origine e attestare la qualità del prodotto. Il Mipaaf e i suoi organi sono in costante attività per tutelare il Made in Italy e i consumatori. Produttori e consorzi cercano fare opera di sensibilizzazione e comunicazione.

“Non ci sono altri mezzi – dice Schilirò -. Dobbiamo da parte nostra comunicare il più possibile. Fare capire al consumatore il valore del territorio e della qualità del prodotto invitandolo anche a denunciare la frode. Ma se dovessimo scandagliare tutti i ristoranti del territorio italiano o estero l’impresa sarebbe impossibile. E’ più facile attuare controlli sui distributori, ma difficile entrare nelle cucine. Non credo che ci siano molte soluzioni al problema. Consideriamo anche che la frode la si può intercettare nel caso del frutto intero, più arduo quando il pistacchio è trasformato. Su questo fronte anzi, stiamo cercando di marcare anche chimicamente il prodotto per individuare le qualità organolettiche. Ma posso dire che non basta”.

Rimane la carta allora, proprio quella della bolla di accompagnamento. “A questo punto sì, concordo anche io su quanto avete scritto, bisogna chiederla. Il consumatore deve stare attento. Un altro ausilio per poterci difendere da ristoratori e operatori che sono poco corretti”.

Oggi sono 400 i produttori che hanno richiesto la certificazione Dop. Rappresentano più del 60% della produzione brontese.

(Tratto da Cronache di gusto, del 14.2.2013)



14 Febbraio 2013

Nuove offerte formative

«Liceo dello sport» a Bronte

Il Comune ha accolto la proposta proveniente dall'Istituto superiore «Ignazio Capizzi» ed ha deliberato di ampliare l'offerta formativa: istituzione del «Liceo dello sport» al liceo scientifico e il nuovo indirizzo di studi «Manutenzione e assistenza tecnica» (opzione Manutenzione mezzi di trasporto) all'Ipsia (Istituto professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato).



10 febbraio 2013

Un «Comitato» verificherà la sicurezza nei cantieri

Il Comune ed il “Comitato paritetico territoriale di Catania”, insieme per la sicurezza dei cantieri edili che stanno realizzando opere pubbliche. La Giunta ha deliberato di approvare una convenzione con il Comitato chiamato a collaborare con l’ufficio tecnico comunale e le imprese affinché i cantieri di lavoro siano sicuri. Fra i compiti del Comitato anche i controlli, l’informazione ed anche la formazione per le imprese e per i lavoratori. Nel rispetto della legge regionale che permette ai Comuni di stipulare convenzioni con il Comitato paritetico territoriale di Catania che è rappresentato da imprenditori, lavoratori ed organizzazioni sindacali, il sindaco Firrarello ha proposto la convenzione che al Comune non costerà nulla perché i fondi necessari per le consulenze ed i controlli saranno attinti dai ribassi d’asta degli eventuali appalti.



8 Febbraio 2013

Firrarello: “Finanziamo lo sport con la legge 328”

“Le associazioni sportive o didattico – educative svolgono un ruolo sociale, ed hanno bisogno di aiuto economico. E siccome le casse dei Comuni ormai sono quasi tutte vuote, non sarebbe sbagliato attingere dalle risorse previste della legge 328”. Lo ha ribadito a chiare lettere il sindaco ai rappresentanti delle associazioni sportive di Bronte e della banda musicale San Biagio.
“Oggi, dopo 40 anni di allegra finanza - ha affermato Firrarello - che ha inculcato nella gente il principio che il Comune deve farsi carico di tutte le spese, è difficile far cambiare la mentalità. Purtroppo però viviamo un momento di crisi economica ed allora siccome le casse del Comune sono sempre più vuote a causa dei continui tagli ai trasferimenti, dobbiamo essere bravi a razionalizzare le spese”.
E Firrarello in proposito ha le idee chiare: “Le prossime programmazioni sulla ripartizione dei fondi per le legge 328 sui servizi sociali dovranno prevedere finanziamenti per le associazioni sportive”.



7 Febbraio 2013

Risanamento della Provincia

Chiesta una riunione straordinaria dell’assemblea per approfondire l’esame delle carte relative al lungo contenzioso. Il presidente Leonardi: «L’Aula vuole lasciare il segno su una vicenda che è venuta alla luce all’improvviso»

Truffa all’Ifi: già aumentati Ipt e Rc auto

(…) I cittadini di tutta la Provincia, compresi i catanesi, a partire dall’inizio dell’anno stanno già pagando gli effetti del Piano di risanamento adottato dalla Provincia per evitare il dissesto. Gli aumenti riguardano l’Ipt, l’imposta che viene applicata sulle auto al momento dell’acquisto e la quota di Rc auto che si paga con la polizza assicurativa. Si tratta di due aumenti che verranno applicati al momento soltanto per quest’anno e che la Provincia intenderebbe poi non riconfermare nel 2014. Bisognerà vedere, però, se il Consiglio poi approverà il ritorno alle precedenti tariffe oppure se gli aumenti entreranno definitivamente a regime. (...)
Insomma il caso Ifi continua ad agitare le stanze della Provincia. Le aliquote e i tributi crescono in tutta la Provincia. ma la domanda che circola tra i cittadini è una sola: ma qualcuno che ci ha amministrato in passato pagherà mai per tutto questo disastro? [Giuseppe Bonaccorsi]



6 Febbraio 2013

Ieri sopralluogo del sindaco con il comandante della Legione carabinieri Sicilia, ed il comandante interregionale dei Carabinieri di Messina

I lavori iniziati ad Ottobre 2009 dovevano concludersi nel 2011

Pronta la nuova Caserma dei Cc

I militari dovrebbero traslocare prima dell’estate

Fra 2 mesi i lavori di costruzione della nuova caserma dei carabinieri saranno terminati. Lo assicura l’impresa impegnata negli ultimi “ritocchi” e se i tempi saranno rispettati l’Arma dei carabinieri è pronta ad effettuare il trasloco per rendere la nuova caserma viva e funzionante anche prima dell’estate.

Questo l’esito del sopralluogo nel cantiere di via Matteo Selvaggi nel nuovo quartiere di Sciara Sant’Antonio, che i vertici dell’Arma hanno effettuato questa mattina insieme al sindaco Firrarello. Al sopralluogo, oltre al primo cittadino, hanno partecipato il comandante della Legione carabinieri Sicilia, generale di divisione Riccardo Amato, il generale di Corpo d’Armata, Ugo Zottin, comandante interregionale dei Carabinieri di Messina. Con loro il comandante provinciale di Catania, colonnello Giuseppe La Gala, ed il comandante della compagnia carabinieri di Randazzo, tenente Cosimo Vizzino. Presenti anche il vice comandante della Guardia di Finanza di Bronte, Giuseppe D’Urso, il comandante della Polizia municipale di Bronte, Gaetano Pecorino ed il capo dell’Ufficio tecnico, ing. Salvatore Caudullo.

“Mi fa piacere – ha affermato Firrarello - che i vertici dell’Arma abbiano apprezzato il progetto e l’esecuzione dei lavori della nuova caserma, annunciando di essere pronti a dotare la nuova struttura del necessario arredamento. L’impresa assicura che presto i lavori saranno completi. In questo caso – conclude - l’Arma dei carabinieri è pronta per il trasloco”. E la nuova caserma è in grado di assecondare le moderne esigenze di un corpo di polizia ospitando gli uffici, la sala operativa, le camere di sicurezza, l’armeria, gli alloggi, la sala mensa e gli ambienti comuni.

Il sopralluogo alla nuova caserma non è stato il motivo principale della visita dei 2 generali e del colonnello La Gala. Ricorreva anche il trigesimo del suicidio del maresciallo Alessio Monteleone, celebrato nella chiesa Madre di Bronte dedicata alla Santissima Trinità con una Messa officiata dal cappellano militare don Salvatore Cunsolo.



6 Febbraio 2013

La Protezione civile regionale ha disposto di erogare 400mila euro per la nuova pista. La Provincia, che aveva già stanziato 87mila euro, realizzerà l’area illuminata. Il sito prescelto si trova in una zona in espansione in contrada Sciara Sant’Antonio

Finanziata l'elisuperficie

In funzione anche di notte

Il livello di sicurezza nel versante nord ovest dell’Etna fa un enorme balzo in avanti. Il Dipartimento regionale della Protezione civile ha finanziato alla Provincia regionale di Catania ben 400mila euro che, sommati agli 87mila euro già previsti in bilancio ed impegnati dall’ex presidente Giuseppe Castiglione, permetteranno di costruire a Bronte una elisuperficie notturna.
Per l’intero territorio, non solo per la cittadina brontese, una grande conquista. Oggi, ogni volta che i medici ritengono necessario l’intervento dell’elisoccorso, bisogna fare i conti con il tempo ed il rischio di arrivare dopo il tramonto. Guai, poi, ad avere un malore grave o essere vittima di un incidente durante la notte, perché l’unica soluzione per raggiungere gli ospedali catanesi è viaggiare in ambulanza percorrendo le lente e tortuose strade statali. Se è vero, infatti, che l’elicottero del 118 dell’ospedale Cannizzaro di Catania può alzarsi in volo solo durante il giorno, quello di Messina è in grado di decollare. Per farlo però è necessario che la pista di atterraggio di destinazione sia illuminata ed attrezzata agli atterraggi notturni.
«Bisogna dire innanzitutto grazie al presidente Castiglione – afferma il sindaco Firrarello – che, durante la sua presidenza alla Provincia, ritenendo fondamentale per la sicurezza e la salute dei cittadini la costruzione di una elisuperfice illuminata, ha approvato il progetto ed impegnato le somme. È chiaro a tutti che per questo territorio inizia una nuova era per i servizi di emergenza urgenza sanitari, che finalmente acquistano efficacia ed efficienza. Anche questo grande risultato – conclude – è l’esempio di un paese e di un territorio che crescono».

L’elisuperfice sarà realizzata in contrada Sciara Sant’Antonio, una zona di espansione dove dovranno nascere nuovi istituti scolastici, insieme alla nuova caserma dei carabinieri. E' progettata anche per essere utilizzata dalla Protezione civile. Adesso si attende che la Provincia pubblichi la gara d’appalto e realizzi l’opera.



3 Febbraio 2013

«Il Megafono» a Bronte

A Bronte è stata aperta l’iscrizione per l’adesione alla Lista “Il Megafono”, il movimento legato al pre­sidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta che è stato determinante con il suo 6% nella vittoria del centrosinistra in Sicilia alle regionali.

Il Coordinamento, affidato a Salvatore Pizzuto e Rosario Liuzzo, ha sede in Piazza Castiglione n. 9, dove possono recarsi coloro che vogliono aderire al movimento.



6 Febbraio 2013

Un argine alle dipendenze con l’educazione tra pari

Coinvolti 34 giovani di Maletto, Maniace Bronte e Randazzo

Si avvia alla fase conclusiva la seconda annualità del progetto di «peer education», al quale partecipano 34 giovani di Bronte, Maletto, Maniace e Randazzo, selezionati dalle assistenti sociali dei quattro comuni. Il progetto è stato curato dalla psicologa Maria Veronica Scripilliti e dalla pedagogista Maria Pia Risa le quali hanno spiegato che la «peer education, o educazione fra pari, è nata in Inghilterra e poi si è sviluppata negli Stati Uniti. L’arma vincente è la metodologia, non basata sulla trasmissione di conoscenze adulto/ragazzo, bensì tra pari e proprio per questo riuscita, perché è più facile parlare con i propri coetanei».
I ragazzi impegnati nell’attività, sono volontari degli istituti «Capizzi», «Mazzei Pantano», «Benedetto Radice» di Bronte e «Don Francesco Cavina» di Randazzo, che hanno scelto di «formarsi per informare » in modo da svolgere una campagna di sensibilizzazione sulle dipendenze da alcool e droghe nei centri di aggregazione giovanile e nelle scuole. «I ragazzi – hanno precisato le animatrici - sceglieranno una loro attività, o meglio un modo per trasmettere le conoscenze acquisite ai coetanei, tramite slogan, cortometraggi, magliette con frasi rappresentative, così da lanciare degli input, opuscoli informativi riguardo alle varie sostanze». [M. P. R.]



3 Febbraio 2013

Il precedente: Nel febbraio 2005, in pieno Centro storico, un boato nel cuore della notte svegliò tutti: si pensava a un terremoto, era crollato invece un vecchio fabbricato di due piani, disabitato. Fortunatamente senza fare vittime. Una petizione aveva da tempo inutilmente chiesto la demolizione dell’edificio inagibile.

Casa pericolante nella zona più antica di Bronte in pieno centro storico

Chiusa ai veicoli un tratto di via S. Pietro.

Casa fatiscente: disposta la chiusura di via S. Pietro

3 Febbraio 2013

I vicini sentono degli strani scricchiolii provenire da una casa disabitata e fatiscente in pieno centro storico, ed il Comune, temendo un crollo, fa scattare una vera e propria operazione di Protezione civile a salvaguardia dei passanti e dei residenti delle abitazioni vicine. E’ accaduto in via San Pietro, in pieno centro storico.
All’improvviso alcuni residenti hanno avvertito rumori strani provenire dall’abitazione del numero civico 70, una casa antica e disabitata, caratterizzata da un prezioso portale in pietra lavica che addirittura porta la data del 1600.

Sul posto sono arrivati i carabinieri, i vigili del fuoco. Con loro il geometra Angelo Spitaleri della Protezione civile del Comune, coordinata dal capo dell’Ufficio tecnico del Comune, ingegnere Salvatore Caudullo, ed il comandante della Polizia municipale, Gaetano Pecorino. Dall’esterno non si evidenziavano crepe o muri pericolanti, ma all’interno sì. Vi erano dei muri che tutto sembravano tutt’altro che stabili. Così è stata disposta la chiusura al transito della strada, in attesa di altri più approfonditi controlli.

La casa ovviamente è disabitata da tempo. Dell’accaduto è stato informato il sindaco, Pino Firrarello, che ha dato disposizione agli uffici di eseguire tutto il necessario affinchè fosse garantita l’incolumità e la sicurezza dei passanti e dei residenti della zona. Domani l’Ufficio di Protezione civile del Comune effettuerà un nuovo vertice per stabilire come procedere.




10 Febbraio 2013

Continua la protesta in difesa della sede distaccata - Attualmente ci sono settecento cause civili pendenti

AVVOCATI CONTRO LA CHIUSURA DEL TRIBUNALE

La temuta chiusura delle sezioni periferiche provocherebbe un volume di lavoro enorme per il Palazzo di giustizia di Catania

Protestano gli avvocati in difesa del Tribunale

«Qui solo ci sono pendenti 700 cause civili»

Non si ferma la protesta degli avvocati del circondario di Bronte, impegnati a difendere la sezione staccata del Tribunale della Città del pistacchio destinata a essere soppressa nel rispetto del decreto legislativo che mira a razionalizzare le spese delle strutture giudiziarie. Non solo per gli avvocati di Bronte, infatti, la soppressione delle sedi staccate tutto provocherebbe tranne che un risparmio economico e sarebbe causa di un esponenziale aumento del volume di lavoro nel Tribunale di Catania. Pensate che solo il Tribunale di Bronte, al servizio di un territorio che aggrega i Comuni di Bronte, Maletto, Maniace e Randazzo, ma anche di Santa Domenica Vittoria, Cesarò e San Teodoro, conta circa 700 cause civili pendenti a cui si aggiungono 160 procedimenti di volontaria giurisdizione. Non meno pesante il carico dei procedimenti penali. Sono circa 400, infatti, i processi che dovranno essere celebrati, procedimenti che, se dovesse essere attuata la riforma, dovrebbero essere celebrati nel Tribunale di Catania.

«Adesso – ci dicono all’unisono gli avvocati brontesi – immaginate il numero dei procedimenti pendenti non solo a Bronte, ma anche ad Acireale, Giarre, Adrano, Paternò, Belpasso e Mascalucia, tutte sedi di Tribunale destinati alla soppressione. Immaginate l’organizzazione che il Tribunale di Catania dovrà predisporre per celebrarli tutti, organizzazione che attualmente certamente non ha. Anche il presidente della Corte di Appello di Catania, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha ribadito come Catania non sia pronta ad accogliere tutti i processi dei paesi etnei. «Per questo – concludono i legali - chiediamo di prorogare l’attuazione della riforma».
Alla protesta partecipa anche la società civile che giudica il decreto di riforma come l’ennesima soppressione di una fetta dello Stato in un territorio montano, distante da Catania e collegato con l’area metropolitana da una viabilità lenta, vetusta e nervosa. Non a caso tempo fa, gli stessi avvocati del versante nord ovest dell’Etna avevano presentato una proposta che vedeva quella di Bronte diventare la sede giudiziaria montana al servizio di un comprensorio che va da Liguaglossa fino a Biancavilla: «Non sarebbe poi sbagliato – ci dicono in tanti – si alleggerirebbe di lavoro il Tribunale di Catania e si avviterebbe di depauperare di servizi le zone periferiche».
Intanto tutti i Consigli comunali dei paesi del circondario di Bronte discuteranno una mozione a sostegno della protesta degli avvocati. Nel documento si chiede esplicitamente ai gruppi politici a farsi promotori di iniziative per scongiurare la soppressione che “comprometterà la tutela dei diritti dei cittadini. [L. S.]

IL CARICO DI LAVORO
700 CAUSE CIVILI pendenti, a cui si devono aggiungere centosessanta procedimenti di volontaria giurisdizione

400 I PROCESSI penali che dovranno essere celebrati

7 I COMUNI serviti dalla sezione distaccata del Tribunale: oltre a Bronte, Maletto, Maniace, Randazzo, Santa Domenica Vittoria, Cesarò e S. Teodoro


30 Gennaio 2013

Tribunale Bronte, Sos degli avvocati

31 Gennaio 2013

Oggi la mobilitazione per i Tribunali

«Una emergenza senza precedenti che potrebbe avere disastrose conseguenze. Chie­diamo una proroga»

Oggi è il giorno della protesta degli avvocati contro la soppressione delle sedi staccate dei Tribunali. Interessate dal decreto le sedi di Acireale, Giarre, Adrano, Paternò, Belpasso, Mascalucia e Bronte.
In tutte queste sedi questa mattina alle 10 gli avvocati si riuniranno in assemblea, insieme alle forze - politiche e sociali delle varie comunità. “Ci troviamo - ci dice l'avv. Antonino Uccellatore di Bronte - di fronte ad una emergenza senza precedenti che, se non gestita con buon senso e raziocinio, porterà sicuramente a conseguenze disastrose per il servizio della Giustizia nel nostro Tribunale. Il Tribunale di Catania, nelle condizioni precarie in cui versa, non è in condizione di accorpare nessuna delle sette sezioni distaccate. Per questo chiediamo una proroga per permettere agli uffici catanesi di attrezzarsi di personale e strutture”.
Ma la mobilitazione di questa mattina non è l’unica azione che gli avvocati stanno mettendo in atto.
“Insieme ai colleghi delle altre associazioni delle altre sedi che rischiano la soppressione - continua Uccellatore - abbiamo chiesto al Consiglio del nostro Ordine di interessarsi della materia. Oltre a ciò noi avvocati abbiamo deciso di impugnare il provvedimento del presidente del Tribunale di Catania che ha disposto che i ricorsi cautelari ed i procedimenti monitori (decreti ingiuntivi) vengano da subito trattati a Catania”.

L’incontro degli avvocati di Bronte con il sindaco Pino Firrarello: “Obiettivo di tutti è salvare la sezione staccata del Tribunale locale

Gli avvocati del circondario di Bronte si mobilitano per difendere la sede staccata del Tribunale brontese. Contemporaneamente ai colleghi di Acireale, Giarre, Adrano, Paternò, Belpasso e Mascalucia, tutte sedi di Tribunale destinate alla soppressione, domani manifesteranno all’interno degli uffici giudiziari brontesi. Gli avvocati brontesi si riuniranno alle 10 in assemblea.
Intanto una folta delegazione di avvocati è stata ricevuta dal sindaco di Bronte, Pino Firrarello. «Pur sapendo che questo è un momento difficile dal punto di vista economico e che è necessario razionalizzare le spese - ha detto loro il sindaco - condivido le vostre perplessità. Sopprimere le sedi giudiziarie periferiche per trasferire tutto ad un Tribunale di Catania, tra l’altro ancora non preparato accogliere l’enorme domanda, aumenterà le spese. Certamente non si risparmierà». «Al Ministro. - ha continuato Firrarello - più voci dal Parlamento hanno suggerito di soprassedere momentaneamente e di non attuare la riforma. Non siamo stati ascoltati. L’Amministrazione è al vostro fianco - ha concluso - e credo lo sia anche il Consiglio comunale». Quello che gli avvocati chiedono è di prorogare la chiusura di queste sedi giudiziarie per permettere al Tribunale di Catania di organizzarsi al meglio



29 Gennaio 2013

Federconsumatori: Pizzuto responsabile

La Federconsumatori ha inaugurato il nuovo sportello a Bronte e ha nominato responsabile Salvatore Pizzuto, su proposta del componente della direzione provinciale di Catania, Paolino Maniscalco. Durante la cerimonia di inaugurazione, Maniscalco ha illustrato gli indirizzi ed il ruolo dell’associazione che ha come obiettivo l’informazione e la tutela di consumatori e utenti. Salvatore Pizzuto avrà la collaborazione di Salvatore e Davide Anastasi, oltre che di Elena Venia. La sede del nuovo sportello è in piazza Castiglione 9: sarà aperta ogni venerdì dalle 17 alle 20 e il sabato dalle ore 9.30 alle 12.30.

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