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APRILE  / NOVEMBRE 2012

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9 Novembre 2012

“DIVAGAZIONI SU NICOLA SPEDALIERI”

De’ l’indifferenza dei brontesi per il filosofo

di Laura Castiglione

Nicola SpedalieriPer iniziativa del Circolo di cultura, con il suo presidente Aldo Russo, e dell’Associazione Bronte Insieme, col suo presidente Nino Liuzzo, sabato 27 ottobre 2012 nella pinacoteca del Real Collegio Capizzi, il Dott. Piero Martello, con la coinvolgente oratoria di attento giurista, ha descritto il profilo filosofico, umano e sociale di Nicola Spedalieri.
Con dovizia di episodi interessanti e inediti alla maggioranza dei presenti, l’oratore ha evidenziato la “brontesitudine” dello Spedalieri il quale, pur avendo trascorso a Bronte solo pochi anni della sua giovinezza, nel raggiungere i suoi obiettivi non si è privato dei pregi-difetti delle sue origini: l’orgoglio, l’ambizione, la determinazione, la diffidenza, il pragmatismo. La grandezza del filosofo si è fatta strada nella solitudine e, per lui, non si potrà usare quel banale aforisma: “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”.

Il Dott. Martello non è stato esplicito sull’indifferenza dei brontesi per il filosofo e ha lasciato uno spiraglio d’intuizione in chi volesse trarne delle considerazioni.

Io ho accolto la sottile sfida e, confidando nella mia gracile costituzione fisica, spero di non essere oggetto di attenzione da parte di chi non accetta osservazioni. Penso che ci sia stata una certa trascuratezza verso lo Spedalieri da parte di chi fosse rimasto a Bronte deluso dal non aver avuto la possibilità, la volontà o le capacità per emergere; potrebbe essere giustificata se si imputa a chi è vissuto a Bronte nello stesso periodo ma, negli anni a venire, quando certi sentimenti erano già scemati e per forze naturali, che senso ha avuto?

E’ anche vero che è stata intitolata a lui una scuola, una piazza, si conserva un autoritratto nel collegio Capizzi e il suo clavicembalo, il busto nel circolo di cultura, ma il suo pensiero filosofico sui diritti dell’uomo, per cui è stato al centro di tante polemiche, che fine ha fatto? Come spesso accade, l’apparenza è quella che conta e con un busto e un clavicembalo si è salvata la faccia.
Senza scomodare la scienza per avere conferma, a Bronte, esiste un DNA contro chi emerge? Ricordiamo a tal proposito le parole del cardinale De Luca che, fuggendo da Bronte, definì i suoi confratelli “gens iniqua et gens rea”.

Chi avrebbe dovuto interessarsi allo Spedalieri il popolo o la classe intellettuale? I docenti di teologia e filosofia, di allora, avrebbero potuto inserire come corollario alla lezione sull’illuminismo il pensiero dello Spedalieri e non risulta che lo abbiano fatto e sulla loro scia neppure quelli che li hanno seguiti.
Le responsabilità sono da imputare alle autorità ecclesiastiche che ne contrastarono il pensiero innovatore, lo stesso padre Gesualdo De Luca nel 1884 nella sua “Storia della città di Bronte” definì lo Spedalieri “un miserabile copista delle più empie teorie”.

Ma i tempi erano quelli, gli uomini erano quelli, la chiesa era quella, il Collegio Capizzi era gestito da quelli, gli intellettuali erano quelli... ma nel 2000 cosa è cambiato?

L’uditorio della pinacoteca era folto ed eterogeneo e forse, alcuni, non erano interessati al pensiero del filosofo ma allo stimato oratore che ha saputo catturare con abilità anche l’attenzione dei distratti.

Il Prof. Vincenzo Pappalardo che ha scritto molto sui personaggi illustri e sui fatti di Bronte è intervenuto sulla poca memoria dei brontesi sia per i loro concittadini illustri sia per la storia di Bronte. La signora Pina Luca, docente di lettere, ha chiesto al relatore la sua opinione di giurista sui diritti dell’uomo e il Dott. Martello è stato esaustivo nella risposta che io riassumo: “la filosofia dello Spedalieri nel riconoscere all’uomo i diritti fondamentali resta e resterà sempre attuale e se non coltiviamo la nostra memoria storica ci aspetta un futuro povero”.

Senza dubbio un dibattito più allargato sarebbe stato un’occasione di confronto da non perdere per i docenti assenti e ci chiediamo dove fossero!
Ma si sa che i siciliani peccano nell’organizzazione e sia Russo sia Liuzzo non ci hanno voluto deludere scegliendo per una conferenza dai risvolti socio culturali il giorno sbagliato: il sabato che si dedica allo shopping!
Il Dott. Martello ha concluso la sua conferenza avanzando la proposta di istituire una borsa di studio in favore di studenti che volessero fare un lavoro su Nicola Spedalieri che resiste da quasi tre secoli nella storia di Bronte ma soprattutto in quella della filosofia.

Laura Castiglione

9 Novembre 2012


28 Ottobre 2012

«Spedalieri precursore dei diritti umani»

Alla pinacoteca la relazione di Piero Martello sul filosofo nato a Bronte: «Il suo pensiero sempre attuale»

La passione per la storia di Bronte e per i suoi figli che la storia hanno fatto, primo fra tutti Nicola Spedalieri.

28 Ottobre 2012

Incontro con il dott. Martello al «Capizzi»

Dopo aver acceso i riflettori su Nicola Spedalieri all’in­terno della Pinacoteca di Bronte, il dott. Piero Martello, magistrato bron­tese ed attual­mente presi­dente del Tribu­nale del lavoro di Milano, solle­citato dalla dirigente scolastica Grazia Emanuele, ha incon­trato gli studenti delle seconda e terza liceo del liceo classico Capizzi di Bronte.
Ai ragazzi il dott. Martello ha delineato l’im­magine del famoso teologo e filosofo brontese, autore di nume­rosi libri, fra i quali spicca l’opera De’ Diritti dell’Uomo, stimo­landoli alla ricerca e sotto­lineando l’impor­tanza di conoscere le proprie radici.
Presenti all’in­contro nume­rosi docen­ti ed il prof. Vincenzo Pappalardo.

Questo il dott. Piero Martello, presidente del Tribunale del lavoro di Milano e giornalista, ha principalmente voluto infondere alla platea che ha affollato la Pinacoteca, “Nunzio Sciavarrello” di Bronte per ascoltare la sua relazione sul filosofo brontese, autore di numerosi libri fra i quali spicca l’opera “De’ Diritti dell’Uomo”.
L’incontro, organizzato Circolo di cultura “Enrico Cimbali” e dall’associazione “Bronte Insieme”, ha visto la partecipazione dei soci dell’importante circolo brontese e di numerose autorità, fra cui il presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione, il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Gullotta, l’assessore alla Cultura, Enzo Bonina, l’imprenditore Franco Catania, Nino Liuzzo di “Bronte Insieme” e numerosi consiglieri comunali.

Cosí, dopo le presentazioni del presidente del Circolo, dr. Aldo Russo, il dott. Martello ha descritto gli aspetti principali della vita e delle opere del filosofo brontese.

«Nicola Spedalieri - ha affermato - è stato un grande filosofo ed un altrettanto grande cultore della dottrina dello Stato. Nell’esprimere il suo pensiero è stato certamente un precursore, nel senso che ha affrontato un argomento importante come quello dei diritti umani in un periodo storico in cui il tema non era consueto.
Oggi tutti condividono il principio che l’uomo debba avere riconosciuti i diritti fondamentali, per questo il pensiero di Spedalieri è ancora attuale. Spesso, infatti, questi diritti non vengono salvaguardati, e nella sua opera principale Spedalieri ha indicato le prospettive verso cui, ancora oggi, tutti dovremo propendere».
Per il presidente Martello ricordare la vita e le opere di Nicola Spedalieri é occasione per ribadire quanto importante sia, per una comunità, conoscere la vita dei propri uomini illustri: «Dobbiamo imparare a coltivare di piú la nostra memoria. - ha aggiunto – Chi non lo fa si prepara a vivere un presente ed un futuro povero. Spero che Bronte, continui ad approfondire la vita dei suoi personaggi illustri e la sua storia altrettanto importante, come ci insegnano i Fatti del 1860». [L. S.]


20 Ottobre 2012

L’Evento è organizzato dal “Circolo di Cultura E. Cimbali” e dall’«Associazione Bronte Insieme Onlus»

Sabato 27 Ottobre, ore 17,30, Pinacoteca “Nunzio Sciavarrello”

“Divagazioni su Nicola Spedalieri”

L’illustre personaggio brontese visto con gli occhi di un giudice moderno, il Dott. Piero Martello

Da qualche anno il Circolo di Cultura “Enrico Cim­bali”, su impulso del suo presidente Aldo Russo, organizza iniziative per rinnovare e diffondere la memoria degli uomini illustri di Bronte (da ultimo, il 25 Aprile 2012, si è parlato del Ven. Ignazio Capizzi; in precedenza a Dicembre 2011 dello storico Bene­detto Radice).
Questa volta i riflettori saranno accesi su Nicola Spe­dalieri e l’illustre personaggio brontese è visto con gli occhi di un giudice moderno. Ne parlerà, infatti, il dr. Piero Martello, magistrato brontese attualmente Presidente del Tribunale del lavoro di Milano, nel corso di una conversazione che avrà luogo sabato 27 ottobre, alle ore 17,30. La conversazione darà l’occasione per una rifles­sione non accademica sulla vicenda umana, reli­giosa, scientifica del famoso teologo e filosofo brontese, autore di numerosi libri, fra i quali spicca l’opera De’ Diritti dell’Uomo che colloca Nicola Spedalieri fra le figure più significative e controverse del panorama culturale italiano della fine del 1700. La conversazione si propone di rendere attuale uno dei figli più illustri di Bronte, cui spetta una atten­zione maggiore di quella che ha avuto nel passato.
L’iniziativa, organizzata e sponsorizzata anche dall’As­sociazione Bronte Insieme Onlus, si svolge presso la Pinacoteca “Nunzio Sciavarrello” di Bronte e, quindi, i partecipanti, arrivando prima delle 17,30, avranno anche l’opportunità di visitare una delle più qualificate esposizioni di arte figurativa italiana del ‘900.




6 Novembre 2012

Un inedito “tour” cominciato ieri a Catania e che proseguirà per Ragusa, Messina e l’Etna

Dieci scrittori russi alla scoperta della Sicilia

Oggi tappa a Bronte

È cominciato a Catania “Scrittori russi in Italia”, un viaggio di dieci scrittori russi per scoprire e conoscere la Sicilia e gli scrittori siciliani. Il tour, organizzato dall'Associazione Conoscere Eurasia in collaborazione con Banca Intesa Russia e Pen club italiano, farà oggi tappa a Bronte. Conoscere Eurasia è nata nel 2008 per sviluppare relazioni culturali e rapporti sociali ed economici tra l'Italia e la Federazione Russa e l'area geopolitica euroasiatica nella quale la Russia ha un ruolo storico. Il viaggio, per scoprire e conoscere la Sicilia e gli scrittori siciliani, coinvolge dieci tra i più apprezzati letterati e autori della letteratura russa: Dmitry Glukhovsky (suo il bestseller “Metro 2033”), Zakhar Prilepin (autore tradotto in 14 lingue), Vladislav Otroscenko (premio Grinzane Cavour nel 2004), Sergey Kuznecov (autore del libro di culto “Net”), Alexey Varlamov (narratore e studioso della letteratura russa), Alla Marcenko (autrice di biografie dedicate a Lermontov, Esenin e Achmatova), Pavel Basinskij (membro della giuria del Premio Aleksandr Soljìnicyn), Ljudmila Saraskina (dell'Unione degli scrittori russi), Mikhail Viesel (critico laureato in letteratura italiana), Nina Litvinets (vice presidente dell'Unione del libro russa).
Ieri sera i dieci hanno incontrato a Catania in una sorta di confronto tra canoni letterari e scritture diverse - alcuni scrittori siciliani. Oggi sono stati a Bronte alla Pinacoteca comunale "B. Sciavarrello" per incontrare i giovani delle scuole del territorio sul tema “La Cultura salverà la Sicilia”. Nell'occasione, il sindaco Firrarello ha consegnato al presidente di Conoscere Eurasia, prof. Antonio Fallico, i locali della nuova sezione siciliana dell'Associazione, dentro il Castello di Nelson.
Le altre due tappe siciliane della visita saranno Ragusa, domani, alla Libreria Paolino, e giovedì Messina, alla Feltrinelli, in due incontri con scrittori siciliani. Venerdì i dieci scrittori russi “conosceranno” l'Etna: è prevista infatti la visita del vulcano attivo più alto d'Europa.



21 Luglio 2012

Dal 6 al 15 Agosto

La festa dell'Annunziata

sentimenti d’antica e radicata tradizione e di profonda religiosità che hanno origini secolari

Dopo tre anni esatti dall’ultima festa si ripropongono a Bronte, da lunedì 6 agosto fino a lunedì 13, i tradizionali solenni festeggiamenti in onore della Madonna Annunziata, patrona della Città. Il programma della festa diramato in questi giorni è firmato dal sindaco, sen. Giuseppe Firrarello, e dal vicario foraneo nonché rettore del Santuario sac. Antonino Longhitano.
In quest’ultimi decenni i solenni festeggiamenti che Bronte fa in onore della propria Patrona hanno avuto cadenza triennale, più riavvicinata rispetto a quanto avveniva in passato: quelli di quest’anno seguono, infatti, i festeggiamenti di tre anni fa (dal 25 luglio al 10 agosto 2009), quelli del 2006 (dal 3 al 13 agosto) e quelli (di nove anni fa, dal 3 al 10 Agosto 2003) fatti cogliendo l'occasione del 460° anniversario dell'arrivo a Bronte delle statue dell'Annunziata e dell'Angelo (1543-2003).
Quest’anno, come è scritto in testa nel manifesto e nel depliant del programma della festa, l’occasione dei solenni festeggiamenti è data dal 50° anniversario di ordinazione sacerdotale del Rettore del Santuario, sac. Antonino Longhitano.
La tradizionale discesa lungo il ponte scorrevole della statua della Madonna dall’altare è prevista per le ore 20 di venerdì 10 agosto (la statua sarà ricollocata nell’altare centrale del Santuario - la risalita - nella serata di lunedì 13 agosto).
Anche quest’anno saranno i tradizionali buoi a tirare il carro con le due statue, sarà eretto lungo il corso Umberto il rituale arco trionfale e, come ormai da consolidata tradizione, sarà possibile assistere alla “volata dell’Angelo” sia a mezzogiorno che nella serata di domenica 12 agosto.
La statua dell’Annunziata sarà portata in processione praticamente per tutto il paese; vietati gli spari lungo le vie al passaggio della Madonna (saranno eseguiti solo in piazza Gagini ed allo Scialandro). I fedeli che vogliono dare la loro offerta possono darla al passaggio delle processioni, direttamente al Santuario o agli incaricati muniti di tesserino di riconoscimento che rilasceranno apposita ricevuta.

Le statue in processione (2006) con il rettore del SantuarioIL PROGRAMMA

6-7-8 Agosto 2012

Triduo di preparazione predicato dal sac. Salvatore Verzì.

Lunedì 6 Agosto – Giornata degli emigrati

Ore 7.30 - Santa Messa celebrata dal sac. Antonino Minissale, parroco della Parrocchia Santa Maria del Rosario.
Ore 19.00 - Celebrazione con predica. Particolare preghiera per tutti i nostri Emigrati.

Martedì 7 Agosto – Giornata di preghiera per gli ammalati

Ore 7.30 - Santa Messa celebrata dal sac. Giuseppe Rizzo, parroco della Parrocchia Sant’Agata.
Ore 19.00 - Celebrazione con predica. Al termine processione aux flambeaux e benedizione degli ammalati.

Mercoledì 8 Agosto – Giornata della famiglia

Ore 7.30 - Santa Messa celebrata dal sac. Antonino Modica, parroco della Parrocchia S. Silvestro.
Ore 19.00 - Celebrazione con predica. - Benedizione delle coppie che celebrano il 25°, il 50°, il 60° di matrimonio e affidamento alla Madonna di tutti i nostri bambini.

Giovedì 9 Agosto – Solenne Pontificale

Ore 7.30 - Santa Messa celebrata dal Sac. Giuseppe Zingale, Rettore del Real Collegio Capizzi.
Ore 19.00 - Solenne Pontificale presieduto da S. E. Rev.ma mons. Salvatore Gristina, Arcivescovo Metropolita di Catania. Saranno presenti le Autorità Religiose, Civili e Militari e tutte le Comunità Ecclesiali di Bronte.

Venerdì 10 Agosto – Discesa della statua e trasferimento

Ore 7.30 - Santa Messa celebrata dal sac. Fabio Vassallo, collaboratore parrocchiale Parrocchia S. Sebastiano - Maniace.
Ore 19.00 - Celebrazione della Santa Messa presieduta dal sac. Ottavio M. Musumeci, Cancelliere arcivescovile.
Ore 20.00 - Tradizionale discesa della statua della Madonna lungo il Ponte scorrevole, giro in piazza.
Ore 23.00 - Trasferimento, in forma privata, della Statua della Madonna a Borgonuovo. Durante la notte visita dei fedeli.

TRADIZIONALE VOLATA DELL'ANGELOSabato 11 Agosto – Ingresso trionfale della Madonna

Ore 7.00 - Borgonuovo, Santa Messa presieduta dal sac. Salvatore Maggio, parroco della Parrocchia SS. Cuori di Gesù e Maria di Maletto, con la partecipazione dei Vigili Urbani, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Protezione Civile, Misericordia e Croce Rossa.
Ore 10.00 - Borgonuovo, Santa Messa presieduta dal sac. Nunzio Galati, Parroco della Parrocchia S. Sebastiano - Maniace.
Ore 12.00 - Borgonuovo, S. Messa presieduta dal sac. Vincenzo Bonanno, parroco della Parrocchia Madonna del Riparo.
Ore 17.00 - Borgonuovo, Santa Messa presieduta dal sac. Luigi Camuto, parroco della Parrocchia S. Giuseppe.
Ore 18.30 - Ingresso della Madonna a Bronte sul carro bronzeo trainato dai buoi. La processione percorrerà le seguenti vie: Messina, A. Grandi, Messina, Umberto (sosta all’ospedale), Umberto (sosta sotto l’Arco Trionfale al suono delle trombe d’argento e al canto dell’Ave Maria, cantata dal soprano Giovanna Longhitano e accompagnata dal maestro Federico Caruso), incontro ufficiale della Madonna con la cittadinanza, saluto del Sindaco, sen. Giuseppe Firrarello e consegna della chiave d’oro da parte del Presidente della Provincia, on. Giuseppe Castiglione.
La processione prosegue per le vie: Umberto, Catania (sosta allo Scialandro per i fuochi pirotecnici), Marconi, Piazza Matrice, A. Gabriele, Santuario.

Domenica 12 Agosto – Festa Maria Ss. Annunziata

Ore 7.30 - Santa Messa celebrata dal sac. Vincenzo Saitta, arciprete parroco della Parrocchia SS. Trinità.
Ore 10.00 - Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Sac. Antonino Longhitano, Rettore del Santuario. Parteciperanno in forma ufficiale l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco e tutte le Autorità Civili e Militari.

Ore 11.00 - Processione, con la partecipazione delle Confraternite, per le seguenti vie: S. Caterina, Piracmon, Polifemo, B. Radice, A. Spedalieri, Piazza Spedalieri (sosta per la volata dell’Angelo), Umberto, Scafiti (sosta per l’offerta floreale delle suore salesiane Figlie di Maria Ausiliatrice), Annunziata, S. Caterina, Santuario.
Ore 18.00 - S. Messa celebrata da mons. Giuseppe Baturi, Vicario Episcopale per l’Amministrazione Diocesana.
Ore 19.00 - Processione con la partecipazione delle Autorità, per le seguenti vie: Santi, S. Vito (sosta per l’offerta floreale delle Suore Francescane Angeline), Viale Giulio Cesare, Viale Indipendenza (sosta presso il nuovo Nucleo Alzheimer), Viale Cavaliere di Vittorio Veneto, Via Omero, Stesicoro, Santi, Piazza Spedalieri (sosta per la volata dell’Angelo e solenne benedizione sulla città di Bronte), Umberto (sosta sotto l’arco Trionfale per il canto dell’Ave Maria cantata dal soprano Giovanna Longhitano e accompagnata dal maestro Federico Caruso), Umberto, V.le Catania (sosta per gli spettacolari fuochi pirotecnici), Marconi, A. Gabriele, Santuario.

Lunedì 13 Agosto – Salita della statua della Madonna

Ore 7.30 - Celebrazione Eucaristica presieduta dal sac. Matteo Cherian, Carmelitano di Maria Immacolata.
Ore 19.00 - Celebrazione Eucaristica presieduta dal Rettore del Santuario sac. Antonino Longhitano. Al termine, dopo una breve processione aux flambeaux in Piazza Gagini, accompagnata da canti e sventolio di fazzoletti bianchi, la statua della Madonna Annunziata, lungo il ponte scorrevole, risale per essere ricollocata nella nicchia sull’altare maggiore da dove continuerà a proteggere e benedire il nostro paese.

Mercoledì 15 Agosto - 50° anniversario di ordinazione sacerdotale del rettore del Santuario sac. Antonino Longhitano

Ore 19.00 - Santuario, solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal sac. Antonino Longhitano, animata dalla comunità neocatecumenale della Parrocchia di S. Giuseppe.

Animeranno le celebrazioni litur­giche la comunità Neocate­cumenale della Parroc­chia S. Giuseppe e le varie Comu­nità Ec­clesiali Parrocchiali. L’illumi­nazione e i fuochi piro­tec­nici saran­no curati dall’Am­mini­strazione Comunale. I manifesti e i volantini sono a cura dalla Ban­ca Popolare dell’Etna. Il servizio bandistico sarà cura­to dal Corpo Bandistico “S. Biagio” di Bronte - Gli spari saran­no eseguiti solo in piazza Gagini e Scialandro; sono vietati spari lungo le vie delle processioni e al passaggio della Madonna. I fedeli che vogliono dare la loro offerta possono darla al pas­saggio delle processioni diret­tamente al Santuario o agli incaricati muniti di tesserino di ricono­scimento, che lasceranno appo­sita ricevuta.




25 Luglio 2012

Domenica 29 nella Cappella interna del Collegio Capizzi

Novelle ai piedi del Vulcano

Storie di jurnatari e galantomini, di poveri e ricchi, di vastasi e di nobbili

Alle 19.00 di Domenica 29 luglio nella prestigiosa cornice della Cappella dell'Immacolata (la Cappella interna) del Real Collegio Capizzi verrà presentato il libro di Filippo Marotta Rizzo «Novelle ai piedi del vulcano». Introdurrà l'evento Franco Cimbali che parlerà del libro e dell'autore mentre Francesca Marullo ne leggerà alcuni brani. Saranno presente l'autore Filippo Marotta Risso e l'editore Giuseppe Maimone.

In questo libro - scrive Nunzio Condorelli Caff - «Filippo Marotta Rizzo dà vita alle storie, siano esse leggende o “dicerie” popolari, oppure racconti di ogni giorno ricostruiti dalla consultazione di fragili documenti manoscritti conservati in un polveroso archivio. Sono le nostre storie, le storie di un popolo che ha “rubato l’arte ai suoi conquistatori”, di una terra martoriata, di un’isola ricca di cultura, di talenti e di abilità nascoste, di una lunga storia. Sono le storie di jurnatari e galantomini, di poveri e ricchi, di vastasi e di nobbili, legate dalle gioie e dai dolori del vivere, dall’eccessiva povertà della vecchia megera, alla spregiudicata prepotenza del signorotto a cavallo, storie d’amore eterno o d’innamorati impossibili, storie di lava, di fuoco e di tremori ...»

Filippo Marotta Rizzo, nato a Militello Rosmarino (Messina) il 6 Agosto 1947, laureato nel 1971 presso l’Università di Catania in Lettere Moderne, ha esercitato la professione di bancario fino al 1998. Ha partecipato a vari concorsi di poesia meritando segnalazioni e una medaglia d’oro per I paracadutisti dell’Hercules. Appassionato cultore di storia regionale, ha pubblicato Canzoni d’amore e di sdegno (1980) presso le Grafiche Editoriali Artistiche Pordenonesi e Militello della Valdemone (1997) presso le Grafiche Centro Stampa di Capo d’Orlando.

Novelle ai piedi del vulcano è stato pubblicato nel 2010 da Giuseppe Maimone Editore. Con lo stesso editore Rizzo ha pubblicato anche Lu scavittu e altre novelle (2004), che nel dicembre 2004 ha ottenuto il premio speciale per la Critica dall’Associazione Culturale “Vincenzo Paternò-Tedeschi”. Quest’ultimo libro è stato presentato nell’ottobre 2006 al Circolo di Cultura Enrico Cimbali.
Per gentile concessione dell'Autore, da Novelle ai piedi del Vulcano vi presentiamo la “novella” “I quattru figghi fimmini…” dell’U. J. Don Lorenzo Castiglione Paci che, come piacevolmente scrive Filippo Marotta Rizzo, non vide esaurire il suo desiderio di “quel figlio maschio che avrebbe continuato la sua stirpe”.



14 Luglio 2012

Liceali «Spedalieri» vanno in Cina

Non vedono l’ora di vedere con i propri occhi la civiltà che hanno studiato con tanta passione e che per molti versi si distingue dalla nostra. Sono Chiara Pettinato, Lina Russo ed Emanuele Caruso, ovvero gli studenti brontesi del liceo della Comunicazione “Spedalieri” di Bronte che, vincendo una borsa di studio, oggi partiranno alla volta della Cina per un viaggio studio che, oltre a rimanere vivo nei loro ricordi, sarà utile alla loro formazione: «Conosceremo di persona un popolo che abbiamo studiato sui libri di scuola. – ci dicono particolarmente entusiasti – questo viaggio ci aiuterà a crescere».
Entusiasta dei propri studenti il direttore del liceo, prof. Mario Fioretto: «Il nostro obiettivo è di fornire ai ragazzi gli strumenti idonei per permettergli di affrontare il domani e in un mondo globale come il nostro, questa esperienza sarà utile».



8 Luglio 2012

IL PROGETTO ROTARY «VALORIZZIAMO UN MONUMENTO CITTADINO»

Bronte, chiesa di S. Blandano La chiesa di San Blandano, un tesoro ritrovato

Tra le venti chiese dell’intera provincia catanese appartenenti al Fondo statale degli Edifici di Culto (Fec), la città di Bronte vanta “San Blandano”, patrimonio sacro di immenso valore storico e artistico.
La posa della targa Fec, alla presenza del prefetto di Catania Francesca Cannizzo e dell’arcivescovo Salvatore Gristina, è stata molto sentita dall’Amministrazione e dalle forze sociali cittadine, come dimostra il progetto portato avanti dal Rotary Club Aetna Nord Ovest – presieduto da Giacomo Crisci - dal titolo “Valorizziamo un monumento cittadino”.

Anche l’Ordine provinciale degli Architetti ha partecipato alla cerimonia con l’intervento del suo presidente Luigi Longhitano: «La chiesa di San Blandano è una concreta dimostrazione di “Riqualificazione Urbana Sacra”: rappresenta uno dei pilastri ideologici su cui poggia l’attività del nostro ente che punta al recupero del patrimonio edilizio ecclesiastico siciliano anche attraverso fondi europei inutilizzati dalla Regione».

È stato appena restaurato infatti – dal maestro Francesco Oliveri – l’organo della chiesa: realizzato nel 1762, è tra i più antichi della provincia. Ma la cappella di San Blandano deve il suo prestigio anche per essere, secondo alcuni studi, «la chiesa di Bronte più ricca di reliquie – ha affermato Longhitano – in essa si conservano le ossa di tre martiri, S. Costanzo, S. Innocenzo e S. Blandino. Ma la curiosità è che di S. Blandano o Brentano non esiste né effigie, né altare». Mentre «le opere decorative presenti e particolari costruttivi del tempio rivelano una profonda identità basiliana», come spiegano gli studi del rettore della chiesa mons. Nunzio Galati. (...) Presente anche Carmelo Scandura (docente di Organo al Conservatorio di Catania) che ha eseguito alcuni brani.



1 Luglio 2012

ORGANIZZATO DAL CLUB DONNE INSIEME

Concluso il corso di alfabetizzazione all’arte moderna

«Un’esplosione di emozioni e di meraviglia è stata la scoperta delle opere di Fiumara d’Arte»

Con la visita a Fiumara d’Arte si è concluso il progetto di “Alfabetizzazione all’arte moderna” organizzato dal Club Donne insieme composto da un minicorso di tre lezioni seguito, a completamento, da un viaggio di due giorni a Val d’Alesa per visitare La Fiumara d’Arte.

Il corso, al quale hanno partecipato le socie ma anche ospiti, è stato condotto dalla Prof. Giuseppina Radice che con la sua riconosciuta competenza e professionalità ma soprattutto con la sua verve comunicativa è riuscita a suscitare la curiosità e l’attenzione per l’arte e in special modo per quella moderna e contemporanea che ai non addetti alla materia suscita, di solito, perplessità se non addirittura alienazione. Spesso dopo aver guardato una opera moderna (pittura, scultura ecc.) la considerazione più frequente è “Non si capisce niente, ma che vuol dire...?”

Ecco, a questo disagio ha cercato di rispondere la prof. Radice che, da esperta docente quale è, ha saputo calare la materia ma soprattutto la sua espressione concettuale e verbale a livello di discenti alquanto eterogenei per cultura, età e motivazione e comunque nuovi all’argomento, riuscendo in tal modo a trasformare a poco a poco lo scetticismo in curiosità e poi in interesse e scoperta.
Siamo entrati così un pò nel fantastico mondo dell’arte! Abbiamo dischiuso “il cancello del giardino alchemico della conoscenza”; a piccoli passi, senza fretta. I maestri ci sono e anche le storie.” Come dice la prof. Radice nel suo libro “La storia dell’arte e il tiro con l’arco”.
Un’esplosione di emozioni e di meraviglia è stata poi la scoperta delle opere di “Fiumara d’Arte” sparse nella antica Val d’Halesa dal geniale mecenate contemporaneo Antonio Presti, un altro figlio della Sicilia di cui andare fieri, vivaddio! Col cemento, usato spesso per costruire edifici insignificanti, anonimi inespressivi Antonio Presti, di suo, ha creato delle sculture giganti che hanno dato significato ai luoghi in cui sono state poste, luoghi silenziosi, belli, “naturali” come tanti altri della nostra generosa Isola. Avevo sentito parlare, in passato di Antonio Presti, delle sue imprese e delle tante vicissitudini cui è andato incontro ma l’esperienza è stata superiore alle aspettative.
Abbiamo avuto l’onore e il piacere di incontrare Antonio Presti e già ascoltarlo e vederlo ti dice molto dell’uomo, soprattutto lo sguardo colpisce: è penetrante ed analitico, tipico di una personalità volitiva e forte. E ci ha fatto un grande regalo: il suo collaboratore Gianfranco Molino, uomo colto e affascinante che condivide col maestro Presti “le affinità elettive” ci ha guidato alla scoperta di queste grandi sculture e alla comprensione del loro messaggio che è, a mio parere, l’amore per la Natura alla quale, attraverso l’Arte, l’uomo esprime la sua devozione.
Infatti “devozione alla bellezza” è la cifra di tutto l’operato di Antonio Presti; “devozione alla bellezza” è la frase che colpisce lo sguardo di chi entra nell’hall dell’albergo “Art hotel atelier sul mare”, l’albergo museo in cui abbiamo alloggiato.

Ed è tutto da scoprire. Una esperienza da fare: dormire, mangiare, sedersi su oggetti creati da grandi artisti contemporanei, camminare, muoversi in stanze e ambienti da loro creati, insomma vivere l’arte e nell’arte.
E tutto ciò si trova nella nostra Sicilia.

Nel Gattopardo, l’autore Tommasi di Lampedusa, fà dire al protagonista, il principe Fabrizio, che la Sicilia è piena di opere d’arte costruite da civiltà venute da fuori e forse per ciò a noi estranee: queste opere d’arte, invece sono state volute e pensate da un siciliano e allora sentiamole nostre, apprezziamole e custodiamole.
Con Antonio Presti l’appuntamento è a presto, a Settembre e qui da noi a Bronte!
Grazie Antonio Presti: di TUTTO!
[Club Donne Insieme]




18 Giugno 2012

I vincitori della seconda edizione del Premio Themis

Tripudio di folla per la conclusione di Themis

Grande affluenza di pubblico e trionfo della cultura a Bronte, sabato 16 giugno, nell'Auditorium Calanna del Real Collegio Capizzi dove sono accorse centinaia di persone, molte anche da altre regioni, per la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio Themis, il concorso storico letterario organizzato dall’Associazione culturale Orizzonti Liberi con il patrocinio della Provincia e dei Comuni di Bronte, Maletto, Maniace e Randazzo, dell’Università degli Studi di Catania.

Alla presenza dei sindaci dei comuni coinvolti, a cominciare dal padrone di casa sen. Firrarello, sono stati premiati i vincitori della categoria nazionale e proclamati i podi delle categorie Scuole Medie Inferiori e Superiori dei quattro comuni rappresentati.
Piccoli e grandi sul palco per ritirare i premi e ricevere l’applauso di una platea partecipe della celebrazione del talento. A completare il parterre il presidente della Provincia, on. Giuseppe Castiglione, e l’ospite d’eccezione l'attore brontese Salvatore Lazzaro che ha letto le opere prime classificate.
Cerimonia riuscita dunque, con grande entusiasmo della giuria di qualità e della presidente dell’Associazione organizzatrice, Barbara Prestianni.“La cerimonia di premiazione – ha la Prestianni che ha anche abilmente presentato la serata - ha concluso un lavoro iniziato nove mesi fa, ma la felicità sui volti dei premiati, soprattutto su quelli degli studenti che non sapevano ancora chi si fosse aggiudicato il podio, è per noi la gratificazione più importante. Grazie a tutti quelli che ci hanno aiutato a rendere possibile tutto ciò. L’augurio è di ritrovarci l’anno prossimo con una nuova edizione sempre più ricca”.

“Ci ritroveremo certamente il prossimo anno – ha affermato il sindaco Firrarello – sia perché questo appuntamento fa ormai parte integrante dei nostri programmi culturali, sia per i messaggi che riesce ad infondere fra i giovani. Già il nome del concorso dice tutto. Themis, infatti, nella mitologia greca è la dea della giustizia”.


7 Giugno 2012

La cerimonia di premiazione si terrà Sabato 16 giugno, alle ore 17:30

Pubblicati i primi risultati del “Premio Themis

Salvatore Lazzaro leggerà alcune delle opere prime classificate

Trascorsi cinque mesi dalla pubblicazione del bando, arriva a conclusione il Premio Themis, il concorso di poesia, racconto breve e saggio storico inediti, organizzato dall'Associazione culturale Orizzonti Liberi, giunto quest’anno alla seconda edizione. Ventuno le scuole coinvolte con lavori arrivati da tutta Italia, più di un mese per valutare le centinaia di opere pervenute tra categoria nazionale e categorie scolastiche.
Completati i lavori le giurie di qualità hanno resi ora pubblici i primi risultati.
Per la categoria nazionale ad aggiudicarsi il premio in denaro di 250 euro nelle sezioni poesia e racconto breve, sono rispettivamente: Daniele Cusumano con la lirica “Con volo di corvi” (Ramacca – CT) e Roberto Zito con il racconto “Senza sonu” (San Giovanni la Punta – CT).
Nella sezione saggio storico, invece, corona d’alloro e 400 euro a Gianluca Palma con il lavoro dal titolo “La crisi, i giovani e il lavoro. Sempre la stessa storia” (Botrugno – LE).
Molti altri ancora gli autori che sono stati selezionati dalla giuria per la pubblicazione nella antologia edita dalla A&B Editrice, i cui due volumi saranno presentati in occasione della serata finale.
Per le categorie Scuole Medie Inferiori e Superiori dei Comuni del comprensorio nord-ovest dell’Etna, invece, per conoscere i nomi dei vincitori bisognerà aspettare la cerimonia di premiazione che si terrà, alle ore 17:30 di Sabato 16 Giugno, nell’Auditorium del Real Collegio Capizzi, in presenza dei rappresentanti delle Istituzioni patrocinatrici del concorso.
Ad essere pubblicati per ora, infatti, sono i nomi degli autori che hanno vinto la pubblicazione dell'opera. Solo durante la cerimonia conclusiva verranno proclamati tra questi i primi, i secondi e i terzi classificati. Una premiazione aperta a tutti e ricca non soltanto di premi, ma anche di momenti di musica, con lettura delle opere prime classificate a cura di Salvatore Lazzaro, nostro concittadino che vanta ormai ruoli di protagonista e co-protagonista accanto ad attori di fama nazionale e mondiale. Non ultimo il grande successo televisivo de “Il Capo dei Capi” dove ha interpretato Bernardo Provenzano per la regia di Enzo Monteleone e Alexis Sweet.

Ringraziamenti del presidente dell’Associazione organizzatrice, dott.ssa Barbara Prestianni, sono rivolti a chi ha reso possibile la realizzazione del Premio: associati, amministrazioni pubbliche, privati, giurati e concorrenti. “I nostri complimenti - ha dichiarato - vanno non solo ai vincitori, ma anche a tutti coloro che si sono messi in gioco con le loro opere e la presenza di un artista come Salvatore Lazzaro rappresenta l’ultimo ingrediente di tanti mesi di lavoro”.

I vincitori dell' Edizione 2011

 

I vincitori del Premio Themis 2012

L’elenco dei vincitori

Categoria nazionale

Sezione Saggio storico
1) Gianluca Palma – La crisi, i giovani e il lavoro. Sempre la stessa storia – Botrugno (Lecce)
2) Alfredo Giacchetto – L’attuale recessione economica da una prospettiva euro mediterranea – Catania
3) Mariaelena Costa – Recessione e mercato del lavoro. Nicosia nel Seicento: fra crisi e flessibilità del lavoro – Nicosia (Enna)
Segnalazione di merito per: Alessia Vacante – Il mulino di Amleto italiano: mutismi e negazionismi di una società in crisi – Acàte (Ragusa)
Sezione Racconto breve
1) Roberto Zito – Senza sonu – San Giovanni la Punta (CT)
2) Raffaele Garzone – Il vicolo aritmico – Monteforte Irpino (Avellino)
3) Paolo Borsoni – Così diversi, quasi uguali – Ancona
Sezione Poesia
1) Daniele Cusumano – Con volo di corvi – Ramacca (CT)
2) Anna Eleonora Cancelliere – In mia paideia – Montòrfano (Como)
3) Bruno Centomo – La battaglia di vento e di piume – Santorso (Vicenza)

Categoria Scuole medie superiori di Bronte, Maletto, Maniace, Randazzo

Sezione Racconto breve
1) Lupo Martina – Di là dal muro (“Ven. I. Capizzi” Liceo classico – Bronte)
2) Gullotto Rosario – Triangolo rosa sangue (I.I.S.S. “E. Medi” sez. Liceo classico “Don Cavina” – Randazzo)
3) Longhitano Maria Grazia – Chi sono veramente? (Liceo della comunicazione “N. Spedalieri” – Bronte)
Segnalazione di merito a Foti Federica – Mio fratello ha la pelle nera (“Ven. I. Capizzi” Liceo scientifico – Bronte)
Sezione Poesia
1) “Più autori” – Quello che non possiamo - Iraci Sareri Chiara – Lanza Corina – Sgroi Valentina – Triscari Benedetto Giulia (I.I.S.S. “E. Medi” sez. Liceo classico “Don Cavina” – Randazzo)
2) Mannino Giuseppe – Un brindisi (I.I.S.S. “E. Medi” sez. Liceo classico “Don Cavina” – Randazzo)
3) Cinconze Vittorio – Viaggio all’orizzonte (I.I.S.S. “E. Medi” sez. Liceo classico “Don Cavina” – Randazzo)

Categoria Scuole medie inferiori di Bronte, Maletto, Maniace, Randazzo

Sezione Racconto breve
1) Costanzo Zammataro Giada – Io e l’altro (I.C. “E. De Amicis” – Randazzo)
2) Cannata Adriana Antonella – La vera amicizia (Scuola paritaria “N. Spedalieri” – Bronte)
3) Serravalle Sofia – Pomeriggio a Mystain (S.M.S. “L. Castiglione” – Bronte)
Sezione Poesia
1) Burrello Alice Paola – Il viaggio (S.M.S. “L. Castiglione” – Bronte)
2) Galati Pricchia Sonia – Giorni di padre (I.C. “C. Levi” – Maniace)
3) Tilenni Annamaria – Fermati! (I.C. “C. Levi” – Maniace)




17 Giugno 2012

Un progetto scolastico che ideato nel dicembre 2008 sembra avviarsi alla conclusione

Un albero di terracotta nella «piazza della bellezza»

Le scuole e Antonio Presti trasformeranno Piazza San Vito in un luogo della bellezza

«Piazza San Vito sarà per i brontesi il luogo della Bellezza». Lo ha affermato con orgoglio Antonio Presti, presidente della fondazione «Fiumara d’arte», alla presentazione del progetto «I fatti di Bronte - La grande madre», che lui stesso ha promosso con la direzione artistica di Leonardo Cumbo e Stafania Perna, con la collaborazione di Aldo Di Lorenzo, Paolo Romania e dell’Accademia delle Belle Arti di Catania.

Il progetto, preparato e fatto finanziare dal II Circolo didattico di Bronte, guidato dalla dirigente Tiziana D’Anna, prevede la realizzazione di un grande albero di terracotta che più di 1000 scolari del primo e secondo circolo didattico e della scuola secondaria di primo grado «Castiglione» hanno già quasi completato, ponendo sull’opera la loro impronta, il loro nome, e una frase che inneggia a un futuro ricco di libertà e bellezza. L’opera sarà posta nel mese di ottobre in piazza San Vito, luogo simbolo dei Fatti di Bronte del 1860, perché lì furono fucilati i presunti rivoltosi.
«Ricordo ancora - afferma Presti - quando durante l’inaugurazione della porta della Bellezza di Librino ho conosciuto il sen. Pino Firrarello con cui concordammo subito di fare un’opera simile anche a Bronte. Grazie ai dirigenti scolastici abbiamo realizzato un’opera dal valore universale che simboleggia un albero della vita, dove le impronte degli scolari, circondate da pensieri poetici, sono la voglia di non cancellare la memoria di quanto accaduto nel 1860 e contemporaneamente di trasformare piazza San Vito da luogo di morte e sacrificio a luogo della memoria e della bellezza».
Ed alla presentazione organizzata dal secondo circolo didattico di Bronte, guidato dalla dirigente Tiziana D’Anna (che autonomamente ha preparato e fatto finanziare il progetto), oltre a Presti, hanno partecipato il dirigente della scuola media Antonino Pulvirenti ed il sindaco di Bronte, Pino Firrarello che, condividendo a pieno il messaggio, ha posto anch’egli l’impronta della sua manov1 nell’opera. Emozione è trapelata dai volti di tutti quando la dirigente Tiziana D’Anna ha ricordato il ruolo e la partecipazione al progetto della sua collega, Daniela Zappala, recentemente e prematuramente venuta a mancare. “Si tratta di un progetto prettamente scolastico – ha affermato l’insegnante Maria De Luca – per abbellire ed arricchire il nostro territorio”.



10 Giugno 2012

PRESENTATO IL LIBRO DI NINO RUSSO

«Nella bufera» al Circolo di Cultura Enrico Cimbali

Uno sguardo alla storia di Bronte nel periodo fascista

NINO RUSSOSabato 9 giugno al Circolo di Cultura il presidente Aldo Russo e Franco Cimbali, segretario dell'Associazione Bronte Insieme Onblus, hanno presentato il romanzo di Nino Russo: “Nella bufera”.
L’autore (foto a destra) ha spiegato che è stato spinto a scriverlo dai suoi ricordi familiari dando al libro la struttura del romanzo storico dove i personaggi, in parte inventati, s’inseriscono nel periodo storico fascista a Bronte.

Chi lo leggerà potrà cogliere nel personaggio principale, donna Concettina di Castelbolo, la dignità, la responsabilità, la solidarietà e ha in comune con tante donne brontesi, il coraggio e l’orgoglio. Nino Russo traccia il carattere di questa donna e delle sue figlie con agile padronanza e le fa muovere nell’ambiente brontese che non vogliono subire ma cambiare e, trovando una gretta resistenza, sono determinate a mettersi in gioco andando via da Bronte e rifiutando pretendenti che pensano siano alla vecchia maniera: marito-padrone.
Siamo negli anni 40 in cui alle donne era quasi tutto proibito ma donna Concettina è istruita, è moglie, e poi vedova, di un insegnante di filosofia e discende da nobile famiglia; tutto ciò va a suo vantaggio rispetto ad altre donne. L’emigrazione intellettuale, a Bronte, ha coinvolto non solo il ceto agiato ma anche i figli degli operai che, ne abbiamo molti esempi, hanno ricoperto e ricoprono posti di prestigio. Il merito va soprattutto al Real Collegio Capizzi che, per gli uomini, ha rappresentato un’opportunità mentre per le donne è stata l’unica ancora di salvezza. Senza voler nulla togliere al romanzo, nel suo complesso, io mi soffermo e riconosco a Nino Russo il merito di avere stima per le donne. [Laura Castiglione]




12 Maggio 2012

L’INTERVISTA

Indietro nel tempo intervistando Nicola Spedalieri

Gli ideali sono più forti della strategia dei generali

In questi giorni ho conosciuto un personaggio nativo di Bronte che ha segnato la storia di questo periodico e dell’Opera Diocesana Assistenziale: monsignor Antonino Calanna. Nella figura di questo autorevole sacerdote che mi accoglie con un caloroso sorriso come per ringraziarmi di essere venuta, quando invece sono io a essere lusingata.
Tornando a casa, ripenso all’incontro di questa mattina e così, per ringraziare il buon Dio, entro in una chiesa per meditare, quando sento sfiorarmi la spalla e pronunciare queste parole: «Anche a me Bronte diede i natali, ma nel lontano 6 dicembre del 1740. Il mio nome è Nicola Spedalieri e al mio tempo fui filosofo, matematico e poeta. Ho odiato le ipocrisie e il fanatismo teologico, e mi sono configurato sempre come uno spirito indipendente. Ho anticipato la divulgazione di quei principi che diventeranno i cardini della rivoluzione francese, vale a dire libertà, uguaglianza e fraternità, consolidata nella pubblicazione “De’ diritti dell’uomo”. La mia opera presto venne tacciata di empietà e di eresia, tanto è vero che non immediatamente venne pubblicata.

I contrasti sofferti in Sicilia mi spinsero a trasferirmi a Roma dove vissi per circa un ventennio dal 1773. Nella capitale vissi nei primi tempi con sconforto e, miseria, tanto è vero che si disse che per sopravvivere, travestito da contadino, suonavo l’arpa nei cortili dei palazzi principeschi.
Avevo ascoltato quell’illustre personaggio, conquistata dalla sua eloquenza, dote veramente rara, quando gli chiesi di delucidarmi meglio il suo pensiero e come divenne poi un personaggio popolare e questi, con tono affabile e con atteggiamento paternalistico, così rispose: «Nel secolo libertino in cui vissi, tanti erano i fermenti culturali, soprattutto quelli degli enciclopedisti che in nome di una divinizzazione della ragione avevano dichiarato la nullità del messaggio salvifico di Cristo. Nella mia opera “Analisi dell’esame critico del Signor Nicola Frèret sulle prove del cristianesimo”, difendo la sovranità del popolo e l’autenticità della Scrittura, in sostanza le mie idee sono si imbevute di libertà ma come affrancamento dal pregiudizio, dalla menzogna e dal falso perbenismo, in nome di un messaggio corroborato dalla presenza di Cristo nell’esistenza. La religione cristiana è “la più sicura custode de’ diritti dell’uomo”, perché quei principi che ritroviamo nella società civile, l’uguaglianza, l’amore del prossimo, la fratellanza, la carità sono gli stessi che animano il Vangelo.
Devi sapere, cara Stefania, che, quest’opera per la celebrazione della sovranità popolare per il suo carattere antropocentrico, dato che poneva in risalto i diritti dell’uomo, venne considerata sovversiva, tanto che per un certo periodo se ne proibì la divulgazione, anche se questo boicottaggio alimentò maggiormente il desiderio di conoscerla, tanto è vero che, venne stampata quattro volte».
È vero che s’interesso di musica e di pittura?
«Sin dai, tempi della mia adolescenza trascorsa a Monreale, convivendo in quella terra dove la musica è pittura dell’infinito e le arti figurative sono la sinfonia dell’universo, mi dedicai allo studio dell’arpa, del clavicembalo e dei ritratti. Trent’uno composizioni musicali e un mio autoritratto sono conservati nell’archivio della cappella Giulia, a Roma, mentre le lettere e il mio testamento a stampa sono conservati nei locali del Collegio Capizzi. Nei miei vent’anni di permanenza a Roma strinsi amicizia con Vincenzo Monti, Antonio Canova, Winckelman e Francesco Milizia. Ricorda Stefania e trasmetti questo messaggio ai giovani della tua generazione, “Gli ideali sono più forti della strategia dei generali”. Abbi fede nei principi del Vangelo e poni l’esempio nel tradurli in gesti di vita».
Detto questo svanì, Oggi commossa ringrazio questo figlio della terra di Sicilia, la cui esistenza, come disse il cardinale Borromeo, è stata il paragone delle parole. [Stefania Bonifacio]



VEN. IGNAZIO CAPIZZISabato 5 Maggio al «Circolo di Cultura Enrico cimbali», Una serata con mons. Adolfo Longhitano, Rossella Spanò ed il clarinettista Andrea Fallico per ricordare un illustre figlio di Bronte

Ignazio Capizzi fra musica e recitazione

«Il Venerabile Capizzi - prete santo - figlio illustre di Bronte»

Ancora un evento culturale a Bronte e questa volta in un mix di arti varie. Alle ore 18,30 di sabato 5 maggio, al “Circolo di Cultura E. Cimbali”, si parlerà, infatti, del ven. Ignazio Capizzi in una serata che il dinamico presidente dr. Aldo Russo è riuscito ad organizzare mescolando insieme musica, recitazione ed il ricordo di questo umile sacerdote brontese, figlio di un pastore e di una filandaia che, organizzatore infaticabile, colto predicatore e scrittore, dedicò gran parte della sua vita a favore degli ammalati e dei poveri e della gioventù incolta e senza guida. Bronte deve moltissimo a quest’umile sacerdote e doveroso è il ricordarlo.
La formazione culturale ed umana di tantissimi suoi abitanti è merito suo. Uno dei suoi ultimi pensieri, un mese prima di morire, ad agosto del 1783, fu quello di spedire tutti i suoi libri di valore alla Biblioteca del Collegio con l'espresso comandamento ch'essa fosse aperta sempre ad utilità del pubblico.

Dopo una breve presentazione dell’evento da parte del presidente del Circolo, parlerà di Ignazio Capizzi mons. Adolfo Longhitano, insigne studioso di diritto canonico, presidente del tribunale ecclesiastico diocesano, appassionato cultore della storia di Bronte e della vita e delle opere del Venerabile.

Durante la manifestazione, Rossella Spanò, nostra giovane concittadina, studentessa ed attrice emergente, reciterà dei brani con due dei tanti miracoli documentati del Venerabile Capizzi ed il giovane talento brontese, Andrea Fallico (foto a sinistra), clarinettista, alternerà alla lettura alcuni brani musicali.

Di quest’ultimo giovane genio del clarinetto vogliamo darvi ulteriori notizie. E’ nato a Bronte nel dicembre del 1993 e si è diplomato in clarinetto alla giovanissima età di 16 anni con il massimo dei voti e la lode, presso l’Istituto Musicale “V. Bellini” di Catania sotto la guida del M° Salvatore Ciccotta.

Il suo percorso di studi ha previsto, e prevede tutt’ora, la partecipazione a corsi di perfezionamento presieduti da maestri di chiara fama internazionale: frequenta infatti fa l’altro corsi annuali tenuti dal M° Calogero Palermo (primo clarinetto del Teatro dell’Opera di Roma e solista presso l’Orchestra National de France) che lo accompagna e migliora nello studio e nell’interpretazione della letteratura del clarinetto.

E’ stato vincitore in molti concorsi nazionali ed internazionali; citiamo il Concorso Internazionale di esecuzione musicale per clarinetto “Giacomo Mensi”; il Concorso Internazionale per clarinetto “Giuseppe Tassis” (premio per la miglior interpretazione “Claudio Carrara”); Premio Nazionale delle Arti; Concorso Nazionale “Il clarinetto dal ‘900 ad oggi” bandito dall’Accademia Italiana del Clarinetto e il concorso per giovani solisti “Solo… nei cortili aperti” svoltosi a Siracusa, con l’assegnazione del premio “Diapason d’argento”.

In diverse occasioni è riuscito anche a vincere seppur candidandosi in categorie superiori rispetto alla sua età (Concorso Musicale Nazionale Città di Barcellona Pozzo di Gotto, Concorso Nazionale Giovani Musicisti Città di Caccamo, Concorso Europeo di Esecuzione Musicale “Città di Campobello di Licata”).
Suona regolarmente in veste di solista, con pianoforte o orchestra, e in vari gruppi cameristici.

Significative sono state le esperienze con la “CEI Youth Orchestra”, che tra l’altro si è esibita al Teatro “Massimo Bellini” di Catania con il famoso violinista Uto Ughi e con l’Orchestra Sinfonica Giovanile Internazionale “F. Fenaroli”, entrambe composte da musicisti provenienti da tutto il mondo. Al suo attivo ha inciso due CD con l’Orchestra Mediterranea di Clarinetti.

Sarà un piacere per le orecchie e per la mente ascoltarlo sabato 5 maggio.



25 Aprile 2012

LO SCREENING NEONATALE METABOLICO ALLARGATO

Conferenza alla Pinacoteca

Il “Club Donne insieme” ci comunica di aver organizzato alle ore 18.00 di venerdì 27 aprile, presso la Pinacoteca comunale "N. Sciavarrello", una conferenza sul tema "La prevenzione del ritardo mentale nelle malattie metaboliche congenite: lo screening neonatale metabolico allargato". Relatore la dott.ssa Rita Barone, ricercatore universitario - dirigente medico U. O. Neuropsichiatria infantile Policlinico Università di Catania. L'ingresso è gratuito e la partecipazione gradita.



20 Aprile 2012
MINICORSO DI ALFABETIZZAZIONE ALL’ARTE

"Il bello, il brutto e l’indifferente"

Il “Club Donne insieme” ci comunica di aver organizzato un corso di alfabetizzazione all’arte contemporanea condotto dalla prof. Giuseppina Radice. Il “minicorso”, denominato “Il Bello, il Brutto e l’Indifferente”, si svolgerà in tre giornate (alle ore 18.00 del 19 Aprile, 9 Maggio e 16 Maggio) nei locali del Club sito in via Scafiti n. 20.




20 Aprile 2012

Una pubblicazione dell'Associazione Bronte Insieme Onlus. Rilievo centrale del libro La battaglia di Bronte del luglio-agosto del 1943

«Nella bufera»

Romanzo storico ambientato a Bronte nel periodo 1938-1946

L’Associazione Bronte Insieme Onlus, nata per promuovere la valorizzazione dell’ambiente, della storia e delle tradizioni di Bronte, fin dall’anno della sua fondazione, il 2001, ha realizzato con continuità progetti culturali finalizzati a tale scopo, pubblicando anche lavori di studiosi brontesi sulla storia e/o su personaggi del passato, che con la loro opera hanno dato lustro al nostro paese.

Nel nostro sito si possono trovare e liberamente scaricare in formato digitale diversi libri di autori brontesi: Vincenzo Schilirò (vita ed opere) e Fantasmi di Nicola Lupo, il Libro primo de’ diritti dell’uomo, di Nicola Spedalieri, le opere del poeta futurista Stefano Curcuruto e, fondamentali per la conoscenza del nostro paese, le Memorie storiche di Bronte del nostro maggiore (e finora unico) storico della nostra terra, Benedetto Radice.
Di questo autore qualche anno fa abbiamo raccolto in un libro (Il Radice sconosciuto, 267 pagine a cura di N. Lupo e F. Cimbali), una raccolta di novelle, commemorazioni, epigrafi e scritti vari, che erano apparsi su vari giornali dal 1881 al 1924. Il volume è stato distribuito gratuitamente.
Quest’anno abbiamo voluto pubblicare il romanzo storico Nella bufera di Nino Russo, che, nel raccontare le drammatiche vicende di una famiglia brontese durante la seconda guerra mondiale, fa delle difficoltà e delle sofferenze del “nostro” microcosmo, un momento esemplare delle immani tragedie patite da innumerevoli famiglie del mondo intero.
Rilievo centrale, infatti, nel romanzo ha La battaglia di Bronte del luglio-agosto del 1943, combattuta dai due opposti schieramenti con particolare accanimento per l’importanza strategica rappresentata dalla ubicazione delle vie, che conducevano verso il nord dell’isola. Si aggiunga che le difficoltà alle varie operazioni di guerra, frapposte dall’asprezza del territorio, contribuivano notevolmente a rendere più lunghi, distruttivi e tragici i combattimenti.
La finalità che ci siamo proposti nel pubblicare il volume è stata quella di distribuirlo nelle scuole superiori in occasione di un incontro dell’autore con gli alunni di Bronte. E’ giusto, infatti, che i giovani acquisiscano maggiore interesse alla conoscenza della storia locale, anzi – sarebbe auspicabile – di tutta la storia, facendone tesoro quasi come di un’esperienza personale.

Abbiamo realizzato il libro di Russo, Nella bufera, in formato digitale, liberamente scaricabile dal nostro sito web, mentre una copia cartacea del volume può essere richiesta, fino ad esaurimento delle copie messe a disposizione, presso la Biblioteca del Real Collegio Capizzi (rivolgendosi al sig. Franco Cimbali).

Di seguito vi presentiamo la Prefazione di Franco Cimbali.


Nella bufera

Prefazione

Un viaggio nel tempo che nel romanzo ha come palcoscenico principale Bronte, col suo ambiente fedelmente ritratto nelle sue luci e nelle sue ombre.

Col titolo Nella bufera l’autore vuole indicare il clima di sofferta violenza (instaurato dal regime fascista, e aggravato dal sopraggiungere di una guerra insensata) nel quale per diversi anni si svolge la vita della famiglia di Donna Concettina di Castelbolo, del paese in cui vive (Bronte), dell’Italia e di tutta la comunità internazionale. Infatti, gli effetti degli avvenimenti del mondo ineluttabilmente si ripercuotono sempre – ma in quel frangente immediati e gravi – anche sulle modeste e piccole comunità.
Come nelle antiche Historiae dei Romani, le vicende sono narrate annalisticamente, occupando lo spazio temporale che va dal 1938 al 1946, con sequenze simili a quelle di un film d’epoca in bianco e nero, in cui il nero, purtroppo, prevale nettamente sul bianco.
Per evitare una narrazione cronachistica astratta, l’autore ha scelto la forma artistica del romanzo, inverando la problematica del tempo nella vita vissuta con sofferenza dai suoi personaggi, tra i quali spicca la protagonista, Donna Concettina di Castelbolo, una nobildonna coltissima ma dalla personalità complessa: con virtù non esenti da qualche debolezza, con una saggezza che a volte non riesce a sottrarsi a umanissimi cedimenti.
In questo modo, nel narrare le vicende di questa donna (e della sua famiglia), strettamente intrecciate con quelle del mondo esterno, Russo riesce a rappresentare con vivezza il clima storico-sociale del tempo, che analizza e giudica non direttamente, ma attraverso le reazioni e i pensieri della protagonista e di tutti gli altri personaggi che le ruotano intorno.
Un’analisi che investe sia il macrocosmo della società e della politica nazionale e internazionale, sia il microcosmo della sua chiusa comunità, con la ricchezza delle sue tradizioni, ma anche coi suoi inveterati pregiudizi.
La narrazione che, come si diceva, ha le sequenze di un film in bianco e nero, si può dividere in tre tempi. Nel primo, che tratta gli avvenimenti degli anni che precedono immediatamente lo scoppio della guerra, sono narrati i disagi di Donna Concettina che, rimasta vedova a causa della guerra d’Etiopia, mal dissimula la sua ostilità al regime fascista, che si vendica cercando d’affamarla. Inoltre, per il clima di guerra imminente che si respira, protagonista di questa parte è anche l’ansia che nasce dall’attesa del male, il peggiore dei mali.

Nella prima parte del secondo tempo sono narrate le vicende della guerra combattuta in scacchieri lontani da Bronte. In questa fase vengono coinvolti Vincenzino e Luigi, due dei membri della famiglia di Donna Concettina. Entrambi, sia pure dopo sofferte vicissitudini, si salveranno, ma intanto hanno lasciato a macerarsi nell’inquietudine chi li ha visti partire, li sa in pericolo e trascorre le sue ore nell’angoscia dell’attesa.

L’autore di Nella Bufera - Annales 1938-1946 (pagg. 123, edito dall'As­sociazione Bronte Insieme Onlus), prof. Nino Russo, è nato a Bronte nel 1938, ha studiato nel nostro Real Col­legio Capizzi, nel cui ginnasio è tornato anche ad insegnare negli anni ‘60. In seguito ha insegnato italiano e storia negli istituti tecnici e lettere italiane e latine nei licei statali.

Oltre che di questo romanzo, Russo è autore di poesie sparse e numerosi saggi (Il paradosso del tempo; Ap­punti su Giacomo Leopardi; I tre momenti della poesia di U. Saba, ecc.) pubblicati su varie riviste e antologie; di traduzioni dal latino e dal francese (su Humanitas perennis), e di due libri editi nel decennio scorso: uno di racconti (Racconti e dialoghi minimi), uno di poesie (L’inesplicabile esistere e altri versi).
Stampati artigianalmente circolano tra amici e colleghi un volumetto di rac­conti per ragazzi (Le avventure di Tistunella) e due antologie: una dell’opera poetica del persiano Omar Kayyam; una a carattere tematico dal titolo Il sentimento del tempo nella poesia lirica.

Nel nostro sito web è liberamente scaricabile l’edizione digitale di “Nella bufera”, mentre una copia del libro può essere richiesta presso la Biblioteca del Real Collegio Capizzi (rivolgendosi al sig. Franco Cimbali).

Il libro è stato pubblicato anche con l’utilizzo dei fondi del 5 per mille. In copertina è riprodotto un delizioso quadro di Rosetta Zingale (proprietà del Real Collegio Capizzi, cui è stato donato dalla stessa pittrice unitamente a molte altre sue opere)

Di Nino Russo, vedi pure
Il Rovittese
Alcune peculiarità del dialetto brontese
Poesie

Nella seconda parte è la narrazione della rovinosa e tragica guerra combattuta sul suolo di Bronte, narrazione non minuziosa, perché si sofferma solo sugli avvenimenti più significativi, però basati su testimonianze e documenti ben precisi.

Nel terzo tempo, che narra la ripresa della vita dopo la fine della guerra, accanto al problema della ricostruzione e a quelli politici, che riguardano il nuovo assetto da dare all’Italia e al mondo, tornano a prendere vigore i problemi esistenziali di sempre, che, sia pure solo accennati, non sono assenti nemmeno nei primi due tempi, quando però sono come distorti e sommersi dalla tragicità degli eventi esterni.

Finita la bufera, anche se ancora condizionati dalla pesante eredità di quanto è accaduto, tornano a farsi vivi, insieme al sollievo per lo scampato pericolo, e al rinnovato amore per la vita, anche gli affanni del vivere consueto, con le sue illusioni e le sue delusioni, le realizzazioni e le sconfitte, le difficoltà dei rapporti umani (sempre necessari, ma sempre problematici sia dentro che fuori la famiglia), le ansie morali proprie di ogni coscienza, il bisogno di dare un senso alla vita oltre la labilità dell’attimo fuggente, e, infine, il faticoso formarsi e l’ineluttabile smembrarsi delle famiglie col maturare dei figli.

Una problematica che culmina nell’ultima pagina del libro con la metafora del fiume che, nella sua interezza, rappresenta la vita universale, mentre una sua minuscola goccia, con la sua affannata corsa avventurosa verso il gran mare della morte in mezzo al turbine della corrente, impersona l’effimera piccolezza dell’individuo.

Concludendo, posso affermare che la lettura di questo libro, privo di lusinghe e orpelli volti a sedurre il lettore o ad abbellire la realtà; semplice e chiaro nel suo stile essenziale e scorrevole, che aborre dalla retorica, per me è stata un momento di arricchimento culturale, oltre che lievito per nuove e più approfondite riflessioni. Grazie ad esso ho intrapreso un viaggio che mi ha portato a un periodo storico vissuto in prima persona da mio padre Antonino, che con tutta la sua famiglia si era rifugiato nella galleria della Circumetnea, stracolma di gente, che ha rischiato di saltare per aria. Un viaggio nel tempo che nel romanzo ha come palcoscenico principale il mio amato paese, col suo ambiente fedelmente ritratto nelle sue luci e nelle sue ombre.

I personaggi del romanzo, invece, siano privati cittadini, siano personalità pubbliche, fatta eccezione per l’ufficiale medico dottor Sconzo, l’ufficiale tedesco che risparmiò i rifugiati della galleria, e il soldato tedesco, che regalò due pani al povero ladro (di questi due, però, non conosciamo i nomi), sono tutti inventati, quindi soltanto verosimili, per cui in questo libro non è ravvisabile nessuna persona e nessuna famiglia della comunità brontese: né di allora né di oggi.

Franco Cimbali

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