Le carte, i luoghi, la memoria...

Lo storico Benedetto Radice

I personaggi illustri di Bronte, insieme

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Benedetto Radice

Volle sapere tutto della storia del suo paese e, scrivendola, farla conoscere agli altri

Benedetto Radice

Tutte le opere

B. Radice, Bronte nella rivoluzione del 1820— Su due tombe, (Catania, Tipografia Bellini,1878)

— Ricordo funebre di Nunzio Saccullo, farmacista (Adernò, Tip. Longhitano, 1885)

— I Caduti di Dogali, (Catania, Tipografia Barbagallo, 1887)

— In morte di Giovannino Prudenzio co  nvittore del Collegio Berardi, (Lanciano, Tip. R. Carraba, 1889)

— Favole di La Fontaine, 1° libro (Empoli, Tipografia Traversari, 1892)(1)

— L'Unità d'Italia e il Papato, (Ventimiglia, Tip. Luigi Billi, 1895)

— Bronte ad Enrico Cimbali, (Roma, Tipografia Fratelli Pallotta, 1897)

— Gli Inglesi nel Risorgimento Italiano, (Livorno, Tipografia Raffaello Giusti, 1901)

— Bronte nella rivoluzione del 1820, Palermo, Tipografia Boccone del Povero, 1906. (Leggi questa monografia del Radice in formato digitale - pdf).

— L'heritage de Vermutte: nouvelle traduite de l'Italien par Benoît Radice (Lyon, Revue du sud, 1906)

— Il casale e l'abbazia di S. M. di Maniace, (Palermo, Tip. Boccone del povero, 1909 - Esratto dall'Archivio stor. Sic. , anno XXXIII, 104 pagg.)

— Nino Bixio a Bronte, (Catania, Edizione Giannotta, 1910, estratto Archivio Storico Sicilia Orientale, anno VII, fasc. III)

— Nino Bixio a Bronte, (estratto da “Il Risorgimento in Sicilia", rivista trim. di studi storici, anno IV, n. 4)
— Ricordando, (Palermo, Cooperativa tipografica siciliana, 1913)
— Biografia di Arcangelo Spedalieri, (Palermo, Officina d'Arti Grafiche A. & G. Dolce, 1914)

— Il Collegio Capizzi di Bronte, (Stabilimento Tipografico Sociale, Bronte 1919) (leggi questa monografia del Radice in formato digitale - pdf).

Chiese, conventi, edifici pubblici di Bronte, (Stabilimento Tipografico Sociale, Bronte 1923).
La Sagra degli Umili Eroi, (Bronte, Tipografia Battiato & Moschetto, 1923)
— Giuseppe Cimbali nella lotta pel diritto, (Roma, Tipografia Centenari, 1925)
L'Etna: eruzioni miti e leggende, (Roma, Nuova Antologia, 1925)
— Il sentimento della gloria in Enrico Cimbali, (Torino, U.T.E.T., 1925)

— Due glorie siciliane - I Fratelli De Luca, Stabilimento Tipografico Sociale, Bronte 1926 (tratta dal libro, leggi "La finta pazzia di Placido De Luca", di B. Radice).

— In memoria del Cav. Uff. Avv. Placido De Luca, (Stab. Tipografico Sociale, Bronte 1926)
— Memorie storiche di Bronte, vol. 1° (Stabilimento Tipografico Sociale, Bronte 1928)
— In memoria dell' ex On. Francesco Cimbali, (Stabilimento Tipografico Sociale, Bronte 1930)
— Memorie storiche di Bronte, vol. 2° (Stabilimento Tipografico Sociale, Bronte 1936) post.

— Nino Bixio a Bronte, (introduzione di Leonardo Sciascia), Caltanissetta-Roma, Edizioni Salvatore Sciascia, 1963 (e ristampa anastatica, Palermo, 1984). La stessa monografia, da noi convertita in formato digitale, è liberamente scaricabile dal nostro sito.

— Nino Bixio a Bronte, (a cura di G. Falzone) (Palermo, 1969)

Memorie Storiche di Bronte, (volume unico) edito dalla Banca Mutua Popolare di Bronte (Adrano, Tipografia Santangelo & Costa, 1984). Il volume raccoglie le 10 monografie del I° volume e le 6 del II° così come pubblicate da Benedetto Radice nel 1928 e dal figlio Renato nel 1936.


 

"Don" Bene­det­to Radice, a si­ni­stra, in una fo­to di gruppo del 1928; in pri­mo piano, a de­stra, Fran­ce­sco Cim­bali, sinda­co di Bron­te e depu­tato nel­la XIII legislatura (1893).

Benedetto Radice

 Il Radice, in un busto conservato nel "Fondo antico" della biblioteca del Real Collegio Capizzi




E-BOOK PER VOI

Libri ed altro su Bronte Insieme

I nostri libri in formato

Il Radice sconosciuto (a cura di N. Lupo e F. Cimbali), edito dall'Associazione Bronte Insieme Onlus, Collana Editori in proprio, Tip. F.lli Chiesa, Nicolosi, Agosto 2008. In un volume di 267 pagine raccoglie altri scritti di Benedetto Radice (racconti, novelle, commemorazioni, epigrafi), pubblicati dal 1881 al 1924 su vari giornali italiani e non nel suo lungo peregrinare per l'Italia.

“Uomini e cose del mio tempo”, una "memoria" non pubblicata nemmeno nell'edizione unificata del 1984 curata dal figlio Renato che così scri­veva: "Ho preferito non pubblicarla, almeno per ora, per motivi che può intendere chi conoscesse l'integrità e la rigidità morale di mio padre, e sopratutto il suo profondo disprezzo per le beghe che hanno sempre tormentato Bronte, disprezzo che lo portava a giudizi molto duri su uomini e cose che sono ancora del nostro tempo".



IL VOLUME E' STATO PUBBLICATO DALL'ASSOCIAZIONE BRONTE INSIEME ONLUS

Il Radice sconosciuto

Racconti, novelle, commemorazioni, epigrafi, lettere, scritti vari, pubblicati da
Benedetto Radice su vari giornali dal 1881 al 1924

Copertina de "Il Radice sconosciuto"Recentemente nel cosiddetto "Fondo Antico" della Biblioteca del Real Collegio Capizzi è stata casualmente ritrovata da Franco Cimbali una carpetta contenente documenti e giornali d'epoca con articoli, lettere e recensioni di/su Benedetto Radice, diligentemente conservati e annotati dallo stesso.

Sul dorso della carpetta è riportata la seguente dicitura: “Radice, monografie, manoscritti, documenti. Eco stampa su Bronte e suoi avvenimenti politici” (posizione topografica 1.X.B-69. Numero inventario 2432).

Al suo interno copie e ritagli di giornali, documenti vari ed anche lettere, piegati ed ingialliti dal tempo e dalla cattiva conservazione, a volte poco leggibili, ma ancora vivi ed interessanti.

Il materiale, pazientemente passato allo scanner e trasformato in formato digitale, è ora a disposizione di tutti. Con molto impegno e dedizione l'Associazione Bronte Insieme Onlus con il patrocinio del Comune di Bronte e la collaborazione del prof. Nicola Lupo e dello stesso Franco Cimbali ha, infatti, provveduto alla sua pubblicazione ed è lieta di presentarlo ai brontesi ed agli studiosi della nostra storia.

«Il Radice sconosciuto», questo il titolo dato al libro, ci presenta il nostro illustre concittadino, non solo nella sua nota veste di storico, ma a 360° e cioè come narratore, critico, patriota o polemico cronista dell’epoca e cittadino solidale e attivo, come amante del toscano, padre della nostra lingua, come puntuale testimone di tradizioni popolari, come esperto di epigrafi ed anche come autobiografo. Un Radice, appunto "sconosciuto", da conoscere e riconoscere come un grande uomo.
Nelle sue 267 pagine il volume contiene 49 brani di B. Radice. Essi sono: Racconti (3), Commemorazioni (3), Articoli (14), Epigrafi (5), Tradizioni popolari (2), Recensioni (5), Propaganda (1), Storia locale (4), Recensioni su B. R. (7), Lettere (3), Autobiografia (1) e Commemorazione del Radice (1).

In questo sito web potrete trovare alcuni articoli con la curiosa "finta pazzia del De Luca" (Un illustre economista siciliano dimenticato, Placido De Luca, pubblicato su “L’Ora” di Palermo del 18-19 Aprile 1923), con le disavventure del povero fra' Tommaso Schiros (Un asceta del secolo XVIII innanzi al Tribunale della S. Inquisizione in Palermo, pubblicato nel 1924 sul periodico mensile d’arte “Aretusa”, Palermo) e con un deliziosa descrizione d'una festa toscana («Ai fuochi») pubblicata sulla “Galleria letteraria illustrata” del 1891.

La presentazione ufficiale del libro sarà da noi annunziata e poi resa nota nel nostro sito.

Grazie anticipate per l’accoglienza che vorrete riservare alla nostra prima esperienza editoriale.

Ass. Bronte Insieme Onlus


Giacimenti culturali del Real collegio Capizzi

ovvero testimonianze inedite su/di Benedetto Radice, storico brontese

 

Il Radice sconosciuto

Racconti, novelle, commemorazioni, epigrafi, scritti vari, pubblicati da Benedetto Radice su va­ri giornali dal 1881 al 1924 - a cura di N. Lupo e F. Cimbali (Collana Editori in proprio, Tipolitografia F.lli Chiesa, Nicolosi, Agosto 2008).
Il libro, pubblicato dalla Associazione Bronte In­sieme Onlus, si compone di 267 pagine con co­per­tina con alette plastificata e 21 fotografie; for­ma­to 15,3 x 21,2, Cod. ISBN 978-88-902110-5-8.

Abbiamo realizzato «Il Radice sconosciuto» anche in edizione digitale, in formato PDF (214 pagine, senza fotografie, 2.460 Kb).

Scarica «Il Radice sconosciuto»

«Sono lieto che i miei amici di Bronte Insieme abbiano avuto la possibilità di fare la scelta migliore per far co­no­scere al pubblico l’oggetto del loro ritrovamento, per­ché tutto quello che è stato scritto o che riguarda una personalità che ha già acquisito una notorietà di rilievo nel mondo della cultura e dell’arte, è da pubblicare, a prescindere del valore intrinseco del lavoro, come docu­mento e testimonianza».

Nicola Lupo 

«Il rinvenimento di inediti costituisce senza eccezione il palesamento di un tassello mancante al grande mosaico di una personalità ma, in casi come questi, quando ci si trova di fronte ad un monumento culturale di tale statura, non si tratta semplicemente di completare una stupenda composizione di immagini, ma si perviene al perfe­ziona­mento di un'opera magnifica ed esemplare, quale fu la vita stessa di Benedetto Radice».

Pietro Guarnotta

Da uno dei tanti locali, dimessi del Real collegio Capizzi di Bronte, anni or sono, nel corso di lavori di manutenzione, venne tirato fuori da una catasta di roba ammassata, un piedistallo ligneo, senza data, recante la scritta: «Bronte a Nicola Spedalieri», abbondantemente coperto dia ragnatele, polvere stratificatesi col trascorrere del tempo e lacerazioni varie non rimarginate.

Nel 1995, casualmente, dentro una carpetta c’erano manoscritti, del sopra riportato illustre brontese, tra cui una sua lettera datata Roma lì 23 Luglio 1793 (inviata al fratello Abate Don Erasmo Spedalieri) e recentemente restaurata dalla pittrice Antonella Biuso; oltre ad appunti inediti sul Nostro appartenenti al marchese Ferrajoli e trascritti da Giuseppe Cimbali.

Anni dopo, venne fuori un Registro, contenente le deliberazioni dell’allora “Deputazione del Collegio Borbonico, anni 1819-1838” molto interessante sotto il profilo storico-amministrativo.

Successivamente, per caso, durante la sistemazione dell’ex Archivio, si ritrovò la carpetta che, per la sua collocazione topografica (1-X-B-69) si sarebbe dovuta trovare nello scaffale “X” del Fondo antico.
Il suo, casuale, ritrovamento (giornali, manoscritti del Radice), per importanza, non è paragonabile ai più famosi manoscritti rinvenuti nella grotta n. 7 di Qumran, risalenti al primo secolo D.C.. Tuttavia, per la storia brontese, tale ritrovamento è importante perché è una delle tante “tessere” mancanti che ci permettono, in parte, di ricomporre un mosaico a tutt’oggi ricco di ombre.
A titolo di esempio, nulla ci è stato trasmesso dalle “memorie storiche”del tempo sul perché il 10 Agosto del 1860 la fucilazione dei presunti colpevoli avvenne nel piano di San Vito; né dove fosse ubicato l’antico Municipio del popolo brontino; né il perché il processo (per i fatti dell’Agosto 1860) si tenne nel Palazzo Fiorini, etc..

Concludo dicendo che il presente volume, stampato e voluto da Nino Liuzzo, ci fa conoscere un Radice che definirei “originale e segreto”, quindi inedito e, soprattutto, nuovo sotto il profilo letterario.
Franco Cimbali
Settembre 2008
 

La ristampa de "Le memorie storiche di Bronte"

La copertina del volume «Memorie storiche di Bronte» (a destra) che raccoglie quasi tutte le  opere del Radice, edito nel 1984 dall'ex Banca Mutua Popolare di Bronte.

«L’edizione si presenta bene perché è un grosso volume rilegato in tela verde con scritte in oro, con copertina in carta patinata con gli acquerelli di cui abbiamo detto sopra, carta discreta e scrittura chiara; ma se questa è la forma che bene impressiona a prima vista, quando si passa alla lettura si nota, dalle prime pagine, la mancanza della professionalità dell’Editore. Il quale avrebbe curato, servendosi di un buon proto, di evitare i refusi tipografici che in questo volume sono frequenti, numerosi e anche gravi.

Anche il saggio di Leonardo Sciascia, che precede la monografia “Nino Bixio a Bronte”, da un Editore avrebbe avuto un titolo e sarebbe stato collocato dopo la monografia, a commento della stessa, e non avanti come una prefazione.

L’edizione precedente, stampata dallo Stabilimento Tipografico Sociale di Bronte, fondato dal sac. prof. Vincenzo Schilirò, negli anni 1927/28 in due volumi, dei quali il primo pubblicato nel 1928 e il secondo nel 1936, è modesta sia per carta che per stampa, ma all’avanguardia per i tempi e la città in cui vedeva la luce».
(Nicola Lupo)


Un "Florilegio delle Memorie storiche di Bronte"

Nicola Lupo, per rendere omaggio al grande storico di Bronte nel 150° anniversario della sua nascita, ha deciso «di fare delle “Memorie…” un florilegio dal quale si potesse apprezzare dell’Autore lo stile, la sintassi, la punteggiatura nonché le osservazioni che andava facendo su quanto esponeva e sulle sue fonti, documenti o opere altrui, più la critica e l’ironia con cui trattava i suoi interlocutori, passati e presenti, rispetto al suo raccontare».

«Per ricordare, il meno indegnamente possibile, il nostro grande concittadino Benedetto Radice»,  l'autore mette a disposizione dei suoi lettori e dei visitatori di Bronte Insieme il "Florilegio delle Memorie storiche di Bronte".

Il volume unico dell’edi­zione del 1984 è corre­dato da 7 prege­voli acquerelli o chine di Mario Schilirò: rap­presentano la Chiesa di S. Vito (in coper­tina), la Ban­ca Mutua Popolare di Bron­te, la Chiesa di S. Gio­van­ni, il Portale della Chiesa di Mania­ce, il Santuario di M. SS. Annun­ziata, il Ponte Serravalle e “Tetti della Chie­sa Madre“ (in retrocopertina).
 

L'edizione completa delle

 Memorie storiche di Bronte

Ve la offriamo in formato
 (raccoglie le 16 monografie pub­blicate per articoli e raccolte in due volumi editi rispet­tiva­mente nel 1926 e nel 1928; 529 pagine corre­date da numerose foto; 9.158 Kb)

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(1) Favole di La Fontaine - "In un’Italia di fine secolo percorsa dal dibattito sulla questione della lingua Benedetto Radice propone una Nuova traduzione italiana del primo libro delle favole di La Fontaine. Popolare ed elegante, classico e quanto mai moderno perché attinto alle fonti dell’uso, la lingua d’arrivo è un toscano che parla per immagini. Le Favole diventano lo strumento ideale per diffondere l’idioma gentile tra i banchi di scuola e il libro, arricchito da note linguistiche, chiose e commenti non tradisce le proprie intenzioni profondamente didattiche. Inversamente, qualche anno più tardi, Radice tradurrà una novella di Renato Fucini, L’eredità di Vermutte, dall’italiano in francese, o meglio dalla toscana alla gallica lingua, operazione se possibile ancor più ardua della prima, data la disparità di risorse tra il vernacolo toscano e il francese standard. Particolarissime proprio perché traduzioni tra codici non paritari quelle del Radice intrigano e colpiscono, non soltanto perché nate in un’epoca ancora lontana dalla traduttologia e dalle scienze, ma per la finezza linguistica e per l’indubbio valore letterario." (Daniela Giusto)


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