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LIBRI ED ALTRO SU BRONTE INSIEME


Benedetto Radice, Memorie storiche di Bronte, edizione integra­le (529 pag.) corredata da numerose nostre fotografie. Il libro, in formato PDF, racco­glie le 10 monografie del I° volume e le 6 del II° così co­me pubblicate da Bene­det­to Radice nel 1928 e dal figlio Renato nel 1936 (Stabilimento Tipografico Sociale, Bronte 1928, 1° vol., 1936 2° vol.).

L'opera, indispensabile a chi vuol conoscere la nostra storia, è stata ristampata nel 1984 a cura dell'ex Banca Mutua Popolare di Bronte. Un esteso florilegio dello stessa (comprensivo anche della mono­grafia "Nino Bixio a Bronte") è stato curato dal prof. Nicola Lupo e pubblicato sul nostro sito.

La raccolta siste­matica delle Memorie storiche di Bronte è ormai introvabile; l'Associazione Bronte Insieme la offre in una edizione digitale integrale, in formato PDF, liberamente scaricabile dal nostro sito.


B. Radice, Memorie storiche di Bronte, Florilegio di N. Lupo. «Per dare - come scrive lo stesso N. Lupo - la possibilità di cono­scere il Radice direttamente e non per interposta persona, per poter apprez­zare dell’Autore lo stile, la sintassi, la punteggiatura nonché le osservazioni che andava facendo su quanto esponeva e sulle sue fonti, documenti o opere altrui, più la critica e l’ironia con cui trattava i suoi interlocutori, passati e presenti, rispetto al suo raccontare».


B. Radice, Nino Bixio a Bronte, monografia tratta dal II° volu­me del­le Memorie storiche di Bronte. Pubblicata per la prima volta nel 1910 nell’Archivio storico per la Sicilia Orientale è stata ristampata nel 1963, con intro­du­zione di Leonardo Sciascia, dalle Edizioni Salvatore Sciascia (Caltanissetta).

A proposito di questo libro, Leonardo Sciascia parla di uno "scheletro nell’arma­dio" di cui tutti cono­scevano l’esistenza, ma di cui nessuno parlava e che Benedetto Radice, attraverso uno studio minuzioso ed attento delle fonti storiche scopre e rivela, spinto dall’amore del "natio loco", ma anche dal desiderio di restituire dignità e giu­stizia al liberale avvocato Lombardo, che Bixio aveva troppo sbrigativamente fatto fucilare come capo della rivolta.»

Nino Bixio a Bronte, comprensivo dell'Introduzione di Sciascia, è liberamente scaricabile dal nostro sito in formato PDF.


B. Radice, Il Collegio Capizzi, la vita del ven. Ignazio Capizzi e la storia del Collegio da lui fondato. La monografia è tratta dal II° volume delle Memorie storiche di Bronte (in , 73 pagine, 718 Kb). «Discorrere - è l'incipit del Radice - del come abbia avuto principio e incremento la cultura in un piccolo casale, non è certo cosa agevole, nè parrebbe profittevole; ma, se si pensa che Bronte, dopo Monreale, fu uno dei centri maggiori d‟irradiazione intellettuale per i paesi circostanti all‟Etna e altri più lontani, non credo vano ricercarne le origini e le vicende, tanto più che ciò lusinga e carezza l‟amor proprio dei cittadini brontesi.»


Copertina de "Il Radice sconosciuto"Il Radice sconosciutoto, raccoglie rac­conti, novelle, commemorazioni, epigrafi, scritti vari, ed altro materiale, inediti o pubblicati da B. Radice su vari giornali e rivi­ste dal 1881 al 1924. Consente di fare la conoscenza oltre che con lo storico anche con un Radice “sconosciuto”, nella sua veste di pubblicista, critico, novelliere, patriota o polemico cronista dell’epoca.
Il libro, 214 pagg. a cura di N. Lupo e F. Cim­bali (Collana Editori in proprio, Tipolitografia F.lli Chiesa, Nicolosi, Agosto 2008), è stato pubblicato dalla nostra Associazione e distribuito gratuitamente fino ad esaurimento delle scorte.

Nel nostro sito potrete trovarne alcuni capitoli come la curiosa "finta pazzia del De Luca", le disavventure del povero fra' Tomma­so Schiros e la deliziosa descrizione d'una festa toscana «Ai fuochi».

Il Radice sconosciuto è oggi liberamente scaricabile dal nostro sito web in formato Pdf.


G. De Luca,  Storia della Città di Bronte, 250 pagine con le incisioni, i dise­gni, i fregi ed i ca­pilettera dell’edizione originale pubblicata a Milano nel 1883 (Tipografia di S. Giuseppe, Via S. Calogero, 9. Prezzo L. 8 in carta comune, e L. 10 in carta di lusso). L'opera del frate cappuccino Gesualdo De Luca, ristampata recente­mente da Atesa editrice (Bologna 1987) per la Banca Mutua Popolare di Bronte, è divisa in  tre parti: la prima, Epoca storica favolosa capp. I-VIII pagg. 15-84; la seconda, Epoca luminosa capp. I- XXI pagg. 85-358; la terza, il Territorio capp. I-VI pagg. 359-440. Contiene 47 illustrazioni riproducenti luoghi, chiese, personaggi e fregi vari.
«Le origini della città di Bronte - scriveva il 5 luglio 1884 la Civiltà Cattolica nel recensire il libro - si perdono nella più remota antichità, e probabilmente si rannodano coll’epoca favolosa della Sicilia. Ma le memorie veramente storiche sono relativamente recenti, non rimontando che al decimo o all’undecimo secolo dell’era cristiana; ed anche queste sono assai scarse. Il ch. P. Gesualdo De Luca, consigliato da patrio amore, si è studiato di ricercare colla maggiore possibile diligenza i primordii di questa sua terra natale fin nei tempi favolosi, argomentando di congetture, dove non poteva per via di monumenti diretti.»


Fatti del 1860, gli atti processuali, del processo som­ma­rio voluto da Nino Bixio, tenuto a Bronte dalla Commis­sione mista eccezio­nale di guerra dal 7 al 9 agosto 1860 e conclu­sosi con la condanna alla fucilazione di 5 presunti colpevoli.

Queste 65 pagine sono tratte dal libro “Il processo di Bronte” (Salvatore Sciascia Editore, Caltanissetta 1985) pubblicato dal Comune di Bronte. Il libro alla fine riporta che «la trascrizione dalle carte dell’Archivio di Stato di Catania, eseguita da Mario Lombardo, è fedele al testo esistente in Archivio, che contiene qualche errore di carattere grammaticale. La direttrice dell’Archivio di Stato di Catania Renata Maria Rizzo Pavone e Gristina Grasso, hanno proceduto alla supervisione degli atti.»

Noi ci siamo limitati a copiare il libro integrandolo con poche note e riferimenti.


1985, gli atti del Processo a Bixio. Al processo a carico del generale garibal­dino, celebrato, dopo oltre cent'anni, nel 1985, a Bronte, parteciparono studiosi, giuristi, intellet­tuali, uomini di studio, storici di notevole livello; ebbe notevole risonanza sulla stampa nazionale.

La Corte, che giudicò Bixio ed il compor­tamento della Commissione Mista di Guerra, era presieduta dall’ex presidente della Regione siciliana, all’epoca presidente della Enciclopedia Italiana, Giuseppe Alessi, e composta dai giudici Antonio La Pergola, Ettore Gallo, Vittorio Frosini e Martino Nicosia.
Le conclusioni della Corte (estensore il prof. Ettore Gallo) furono illustrate dal presidente sen. Alessi nel marzo del 1987.  


Nino Bixio, personaggio controverso, di Vincenzo Pappa­lardo. Biografia e spunti di riflessione storica e politica, su questo dibattuto personaggio.


Il Diario di Nino Bixio, a cura di Antonio Petronaci, da noi pubblicato in formato Pdf e liberamente scaricabile. Riguarda solo la parte che bixio scrisse nei giorni trascorsi a Bronte; una sorta di taccuino di appunti, dove il generale garibaldino elabora i testi dei decreti da ema­nare, degli avvisi da diffondere alla popolazione, degli ordini da conferire ai suoi subalterni e della corrispon­denza da spedire.
Il testo riproduce l’originale trovato nella Biblioteca Regionale Universitaria di Palermo. Dal bollo apposto nella prima pagina si rileva che deriva da una trascrizione dattiloscritta eseguita da un manoscritto originale a cura della Regia Biblioteca Universitaria di Genova il 21 maggio 1908.

 
Antonino Radice,  Risorgimento perduto, vi presentiamo alcuni capitoli del libro dello storico brontese con un'analisi dei Fatti "origini antiche del malessere nazionale". Attraverso un giudizio sull’operato di Garibaldi ma sopratutto del suo luogotenente, A. Radice pone nella giusta ed inequivocabile prospettiva i tragici avvenimenti successi a Bronte nell’agosto del 1860; rilegge i Fatti, ne ripercorre analiticamente le cause originarie e li ripropone alla luce di nuovi interessanti documenti che l’altro storico brontese, Benedetto Radice, che per primo ne scrisse compiutamente nei primi anni del 1900, non potè consultare.


Vincenzo Schi­lirò, Il venerabile Ignazio Capizzi , vita del Ven. Capizzi scritta (in , 657 Kb, 153 pagine). «Questo libretto (SEI, Torino 1933, in 16°, 162 pp., L. 3,50) è un vero piccolo gioiello d'arte descrit­tiva. Raramente si incontra nell'ampia letteratura agiografica dei nostri tempi un profilo di santo abbozzato con tanta intuizione e penetrazione psicologica, interno calore e squisita cesellatura linguistica.» (A. Messineo)


Lettere del ven. Ignazio Capizzi , sedici lettere scritte dal venerabile ad amici e collaboratori dall’8 aprile 1760 al 26 giugno 1781. Questo nostro volume contiene anche un'ampia bibliografia delle opere di Ignazio Capizzi e degli studi su di lui ed un intervento di F. Cimbali su "Ignazio Capizzi, promotore della cultura brontese".


1910: Nel 1° centenario della morte: La squadra di ginnastica del Real Collegio Capizzi, prestigiosa e nota per le vittorie ed i premi conquistati. Per questa squadra era sorto il Colleggetto. Aveva anche un proprio inno: Nova Juventus.


1929: La festa per i 150 anni del Collegio, il resoconto giornalistico per i 150 anni di vita del Real Collegio Capizzi. Vi pre­sen­tiamo il resoconto di questa celebrazione perché rappresenta uno spaccato della nostra vita cittadina di qualche secolo fa quando la benemerita Istituzione fondata 150 anni prima dal ven. Ignazio Capizzi dava lavoro e lustro alla nostra Bronte.


La vita e le opere di V. Schilirò (File PDF - 1944 KB)Nicola Lupo, Vincenzo Schilirò educatore e letterato. La vita e la recensione di tutte le opere di un nostro illustre concittadino, Vincenzo Schilirò (7.1.1883 – 3.7.1950), ingiustamente dimenticato. L'opera non ha avuto la fortuna di una pubbli­cazione cartacea ed è stata affidata nel 2005 dall'Autore alla nostra Associazione con l'augurio che «questo nostro grande concittadino pos­sa avere più vasta accoglienza con questo moderno mez­zo che con quello tradizionale».
Il lavoro - tiene a precisare l'Autore - «ha solo carattere e scopo storico per completare sia Il profilo di Vincenzo Schilirò, fatto nel 1931 da Antos (Vincenzo Schilirò. Profilo, S. E. Dante Alighieri, Albrighi, Segati e C., Milano 1931, p. 9), che la vita e le opere da tale data fino alla sua scomparsa (1950), riportando giudizi e commenti di suoi contemporanei e posteri.»
Il libro V. Schilirò educatore e letterato, in formato , 153 pagine, con la vita e le opere di questo nostro illustre letterato brontese è liberamente scaricabile dal nostro sito web.


Nicola Spedalieri, De' Diritti dell'Uomo . Il volume che vi offriamo in formato Pdf comprende i 20 ca­pitoli del Libro I e l'Appen­dice "La dottrina di S. Tommaso sulla Sovranità". De' Diritti dell'uomo (Assisi, 1791) è l'opera più importante del filosofo brontese che, avverso ad ogni forma di dispotismo illuminato, con una notevole forza e dose di coraggio per i suoi tempi, volle avvicinare la Chiesa alle idee democratiche. Sostenne che la religione cri­stiana è "la più sicura custode de’ diritti dell’uomo" banditi dalla rivoluzione francese, garanzia contro gli abusi del dispotismo e giustificò la ribellione all’autorità, quando questa non rispetti "i diritti naturali". Queste sue idee anticipatrici (contro l’assolutismo, sulla sovranità e sul diritto del popolo ad abbattere la tirannia), che mettevano in discussione gli assetti di potere dell'epoca, in un momento di transizione e di grandi tensioni ideologiche, seminarono lo sgomento nelle corti assolutistiche e negli ambienti curiali. L’opera ebbe uno straordinario successo librario: in poco tempo, non bastando i primi numerosi esemplari alle richieste che pervenivano da teologi, giuristi, politici, uomini di cultura dell’Italia e dell’Europa, fu ristampata ben quattro volte e in diverse città.


Spedalieri e i diritti dell’uomo, di B. Spedalieri. «Per lungo tempo i critici e gli ammiratori del rinomato Filosofo Brontese, Nicola Spedalieri si sono soffermati su un solo aspetto del libro “Dei Diritti dell'Uomo”, travisando o trascurando con ciò stesso quello che era il pensiero e lo scopo vero del filosofo, e che è espresso nel sottotitolo del libro stesso: Dimostrare che la Religione Cristiana è la più sicura custode dei Diritti Umani.»


Nicola Lupo, Fantasmi, storiette paesane (Vito Mastrosimini Editore, Castellana Grotte, 1995). Una specie di autobiografia, vera testimonianza storica, scritta con stile gradevole e conciso, dove l'Autore, che ha dovuto lasciare la sua Bronte per motivi di lavoro, descrive, dando­ne nome, cognome e "ingiuria", i suoi diletti "fantasmi" brontesi della giovinezza.

Luoghi e figure tipiche, protagonisti della vita brontese del secolo appena trascorso (‘A batìa, Nino Larosa, Filippo Spitaleri detto Scagghìtta, U zzu Luiggi, U Tàramu, Il casino de’ civili, etc.), sono riportate alla memoria con simpatia e rilievo o «con la commozione di chi scopre e riscopre le proprie radici

Lo stesso libro, in seconda edizione rivista ed integrata con nuovi ricordi, storie, personaggi e numerose immagini, è disponibile in una nostra versione (158 pagine).


Nicola Lupo, Noterelle di tradizioni popolari, o «pennellate di memorie». Una "carrellata" di tradizioni bron­tesi, qualcuna ormai desueta e dimenticata, narrati con ar­guzia e sapienza dal prof. Nicola Lupo.


Stefano Curcuruto, le opere (a cura di N. Lupo), tre libretti di poesia e filosofia (in formato) scrit­ti da questo sconosciuto intellettuale brontese, poeta e filosofo futurista:

 - Strassi, Giojelli e Affini - Liriche (Catania, 1934 XIII, Tip. Sorace & Siracusa, pagg. 99 - £. 7), dedicato “Alla vitalità dinamitarda di F.T. Martinetti”, con breve lettera di ringraziamento del fondatore del Futurismo all’autore.b

 - Col sole e con la pioggia - Liriche (pagg. 31, £. 200 - Ed. Alfa e Omega, Catania 1950)

 - Desunzioni Filosofiche (pagg. 63, La Nuovagrafica, Catania, 1976), una nuova impostazione filosofica in linea con gli orientamenti filosofici innovativi del Futurismo.


Enrico Cimbali, La funzione sociale dello Stato moderno, un saggio che fa parte dei manoscritti con­servati nella biblioteca del Real Collegio Capizzi. Doveva esse­re pubblicato su la “Ras­segna settimanale di politica scienze lettere ed arti”, ma non vide mai la luce, probabilmente a causa delle difficoltà del periodico che qualche mese dopo la consegna degli articoli sospendeva le pubblica­zioni. Il saggio è stato recentemente pubbli­cato e com­men­tato da P. Fiorentini (Giusep­pe Maimone Editore, Catania 1987).


Il testamento di Horatio Nelson del 3 maggio 1803, letto il 16 Dicembre 1805, «firmato Nelson Bronte - Firmato suggellato e pubblicato dall’onorevolissimo visconte Nelson e duca di Bronte, come sua ultima volontà e testamento, alla presenza di ...»


Alexander Nelson Hood, La Ducea di Bronte (The Duchy of Bronte), il "me­morandum da affidare alla famiglia" scritto nel 1924 dal quinto duca di Bronte. Il libro è stato pubblicato dal Liceo Capizzi nel 2005 con stesso titolo. Noi ve lo offriamo in versione Pdf: La Ducea di Bronte (The Duchy of Bronte).


D. Ventura, La Ducea di Nelson, Bronte e i Thovez (1819-1871). Una breve ma precisa cronistoria della Ducea dei Nelson e dei suoi primi amministratori, per i brontesi "non certo forieri di distensione e di speranze". Dal visconte John Andrew Graeffer (1799), «architetto di giardini», ai Thovez (Philip e William) fedeli servitori degli interessi della Ducea, destinati ad amministrarla ininterrotta­mente per oltre un cinquantennio contrasse­gnato da avvenimenti scon­volgenti ma messi infine alla porta dagli eredi Nelson, stanchi di aver a che fare con  ammini­stratori che, godendo di ampi poteri, avevano finito per considerarsi i veri padroni della Ducea.


M. Carastro, 1941-1943, l'Azienda Agricola Maniace - Il Borgo Caracciolo, “una breve, felice, strana parentesi”. Nel luglio 1940, quando l’Italia dichiarò guerra alla Gran Bretagna e alla Francia, la Ducea Nelson in quanto bene di un cittadino di uno stato nemico venne posta sotto sequestro ai sensi della Legge 8/7/1938.

Nacque così l’Azienda Agricola Maniace dell’ECLS (Ente di Colonizzazione del Latifondo Siciliano), che vivrà sino al 18 agosto 1943. Tre anni appena della plurisecolare storia di questa antica Abbazia, che Mario Carastro racconta riferendosi in particolare alle nuove condizioni di vita dei contadini di Maniace ed al Borgo Francesco Caracciolo. Miraggi in un deserto di povertà e arretratezza che, quasi toccati con mano a causa della guerra contro gli inglesi, rapidamente e improvvisamente sono svaniti sempre a causa della guerra persa con gli inglesi. Di questa "breve, felice, strana parentesi" vi forniamo anche una Versione in PDF.


M. Carastro, Il Castello dei Nelson, restauri e trasformazionini dell'antica abbazia benedettina dal 1799 al 1981, la tomba di Andrea Graefer, il primo Amministratore. Una minuziosa ricerca di M. Carastro fatta spulciando gli inesplorati archivi della Ducea ed altri documenti storici. (leggila anche in formato PDF)


M. Carastro, Gli amministratori della Ducea Nelson, dal primo, Andrea Graefer (1799), nominato da Horatio Nelson, all'ul­timo, Mr. Frank King (1981), che firmò la vendita della Ducea.


M. Carastro, Il V duca ed il terremoto di Messina. L'attività benefica, l'attivismo, la raccolta fondi ed il soste­gno ai terre­motati di Sir Alexander Nelson Hood, V duca di Bronte. Un resoconto dello stesso Duca commentato da Mario Carastro.


M. Carastro, Vini, cognac e marsala della Ducea dei Nelson, di M. Carastro. Nella Ducea dei Nelson i vigneti e la produzione di vini pregiati ebbero notevole sviluppo, storia e fortuna diversi dal 1799 al 1981, anno nel quale insieme al Castello i discendenti di Horatio Nelson, i Bridport, ne vendettero gli ultimi 17 Ha, di cui 10 Ha in contrada Balzitti e 7 Ha al Boschetto Vigne, con annessi Palmento, Dispensa e caseggiati.

Pensate che la Dispensa del Boschetto al momento della vendita era dotata ancora di 56 botti, fra le quali alcune di volume superiore ai 72 hl, e aveva una capacità totale, fra botti e vasche, pari a 3.255 hl.

Mario Carastro dopo una puntigliosa ricerca negli archivi dei Nelson e in documenti storici ci ricorda e descrive con precisione i periodi migliori ed il declino di questo singolare aspetto della storia della Ducea (potete leggerlo anche in versione).


M. Carastro, Briganti a Maniace, di . La Ducea Nelson ha convissuto durante tutta la sua storia anche con il problema del brigan­taggio sia per la sua estensione e la scarsa densità abitativa che per le possibilità di movimento e nascondiglio che offriva il suo immenso territorio. Prendendo spunto da quanto scrive il 5° Duca di Bronte, Alexander Nelson Hood, nel suo libro “Sicilian Studies” (George Allen & Unwin – London 1915), Mario Carastro ci racconta questo aspetto della storia del Castello Nelson soffermandosi in particolare su due briganti etnei, Placido Botta ed Angelo Scarpa, e sulla Banda Maurina, una delle più pericolose bande delle Madonie, guidata dal temutissimo Candino.


I ricordi del cav. Castiglione, di N. Castiglione. Scritti per gli amici e le “persone che gli vo­gliono bene”. Una “confessione”, a volte amara e sofferente, che è tutta una vita con sprazzi di luce sulla Bronte del dopoguerra. «Quanti di noi – scrive Nino Castiglione nella Premessa – avanti negli anni non hanno sentito una forte emozione nello sfogliare gli album di fami­glia? E a quanti di noi non gli si è stretta la gola e luccicato gli occhi? In virtù di queste emozioni, non vorremmo forse scrivere la nostra “storia”? Io ho sentito questo desiderio». Ed ha scritto la sua “storia”, sfogliando con stile semplice ed accat­tivante, senza particolari ricerche stilistiche, il proprio album di famiglia davanti a tutti.


N. Russo, Nella bufera, annales 1938-46 . Romanzo storico ambientato a Bronte nel periodo fascista, edito dalla nostra Associazione. Nino Russo vi racconta le drammatiche vicende di una famiglia brontese durante la seconda guerra mondiale, fa delle difficoltà e delle sofferenze del “nostro” micro­cosmo un momento esemplare delle immani tragedie patite da innumerevoli famiglie del mondo intero a causa della guerra.

Rilievo centrale ha nel romanzo La battaglia di Bronte del luglio-agosto del 1943. Essendo andato esaurito in poco tempo vi invitiamo a leggere il libro in formato Pdf.


1944, Il Partito d'Azione, la cronaca scarna ed essenziale tratta dal “Quaderno dei verbali” della fondazione e della vita della Sezione brontese del Partito d’Azione, uno dei primi mo­vimenti politici apparsi a Bronte subito dopo la guerra. Nei dodici verbali (dal 19 Aprile 1944 al 20 Febbraio 1946), riviviamo gli anni del primo dopoguerra, ancor prima del referendum sulla Repubblica e delle prime elezioni nazionali, quando si comin­cia­va a respirare la …democrazia. Vi spiccano nomi di persone conosciute ed anche a noi vicine. Una fra tante quella del prof. Nicola Lupo, uno dei primi aderenti al PdA (poi assente perché allontanatosi da Bronte per lavoro), che ha commentato i verbali.


1946-1950: gli anni del Ciclope, Bronte allo specchio, cronaca, personaggi, storie, spunti, del periodo del dopoguerra riletti nel prestigioso quindicinale brontese. Il Ciclope fu il più importante giornale che vide la luce a Bronte nella prima metà del secolo scorso (dal 1946 al 1950), l’ultimo uscito in ordine di tempo ma che merita senz’altro un posto di primo piano; si può dire che sia stato l’unico che ha lasciato il segno, quello che ancora continua a suscitare ricordi, curiosità ed interesse.

Noi abbiamo scelto le pagine più significative e importanti e le presentiamo nel nostri sito. Abbiamo anche recuperato molti numeri del quindicinale e completato (in originale e in fotocopia) la raccolta dei cinque anni di pubblicazione che sono ora a disposizione di chiunque voglia consultarli presso la Biblioteca del Real Collegio Capizzi.


Franco Cimbali, Mestieri e figure d'altri tempi. Una sequenza semi-seria di personaggi, sensazioni, figure e mestieri ormai lontani nel tempo e nello spazio. Una rimemorizzazione, attraverso testimonianze dirette, nomi, avvenimenti, mestieri antichi quasi a voler effettuare uno scavo stratigrafico-cronologico di fatti che hanno caratterizzato, in un preciso momento storico, l’ambiente vissuto dai nostri progenitori brontesi.

Il risultato, una fenditura profonda di ricordi popolari (di ieri ed oggi, cioè come erano e come siamo) nascosti in recessi intimi, segreti della loro memoria destinati ad essere dimenticati perché, spesso dolorosi.

Con arguzia ed umorismo F. Cimbali ci fa rivivere, fra gli altri, ‘U Bbucceri, ‘U Bbastaszi, ‘A Lavandara, ‘U Fumiraru, ‘A Mammina, ‘A Mastra, ‘A Butica ‘o vinu, ‘A Criata, ‘U Pillaru, ‘A Bàlia, ‘U Cantastorie, L’Opra ri pupi ed anche ‘U Ruffianu, un mestiere sempre attuale.
Ci auguriamo che nelle scuole ci siano giovani che vorranno per curiosità o interesse approfondire aspetti e comportamenti sociali d ’altri tempi da noi riportati in questo libro, così, alla buona.


Biagio Saitta, Uomini illustri del ‘700 brontese. Padre Tomaso Pittalà, Nicola Spedalieri, Ignazio Capizzi: tre ecclesiastici che nel ‘700 hanno portato il nome di Bronte al di fuori del territorio di pertinenza. Un miracolo se si pensa al clima culturalmente buio nel quale versava la popolazione brontese sino al primo cinquantennio del ‘700. Conferenza tenuta a Bronte, sabato 8 aprile 2017, dal prof. Biagio Saitta nell’Auditorium Calanna del Real Collegio Capizzi nel corso del convegno su “Gli uomini illustri di Bronte”.


A. Di Gaetano, Possibilità di parziali ripristini di antiche strutture architettoniche nella Chiesa Madre. Relazione tenuta dall’architetto brontese Antonino Di Gaetano al VII Congresso nazionale di Sto­ria dell’Architettura tenutosi a Pa­lermo dal 24 al 30 settembre 1950.


La Chiesa Madre e l'identità dei brontesi, di A. Longhitano. Chi è il brontese come uomo e come cristiano? Nuovi documenti ed ipotesi sulla storia di Bronte in questa relazione tenuta da mons. Adolfo Lon­ghitano nel­la chie­sa madre di Bron­te il 18 mar­zo 2012 in occa­sione delle cerimo­nie per la solen­ne consa­cra­zione della chiesa dopo il completa­mento di lavori di consolidamento e di restauro.


Bronte e la devozione alla Madonna Annunziata, di B. Spedalieri. Sentimenti religiosi d'antica e radicata tradizione. Dopo la riunione dei Casali la nascente nuova città di Bronte fu messa sotto la protezione della Madonna Annunziata. dando agli abitanti prima divisi e sparsi nel territorio una nuova "comune identità".


Aspetti storici e culturali del territorio, di G. M. Luca. Relazione tenuta da Giorgio M. Luca all'omonimo convegno “Il patrimonio culturale ed ambientale nel versante Nord-ovest dell’Etna”, svoltosi a Maletto nel 2006 ed organizzato dalla Sede di Bronte e Maletto di Sicilia Antica, con la partecipazione della Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania. Contiene brevi cenni storici sui primi insediamenti nel versante nord-ovest dell'Etna, sull'origine dei centri abitati e sui principali avvenimenti con un particolare sguardo al patrimonio, ai ritrovamenti ed i vari siti archeologici del territorio.


Sculture medioevali a Bronte, A. Aragona e C. Saporetti ci spiegano il recondito significato dei bassorilievi ro­mani­ci di Santa Maria di Maniace (Pdf, 2322 Kb).


L’archeologia nel territorio di Bronte e l’opera di Benedetto Radice, di Dario Palermo (file pdf, 931 Kb, 11 pag.). Relazione tenuta il 30 Ottobre 2004 nella Giornata di studio per il 150mo anniversario della nascita di B. Radice.


Il pistacchio nel territorio di Bronte, di S. Martelli e L. Longhitano. Una relazione presentata al Convegno nazionale sul pistacchio tenutosi ad Agrigento nel Febbraio 1987 che resta ancora attuale, puntuale e precisa.


Contrade del territorio, nome e dislocazione delle 143 contrade che caratterizzano l'esteso territorio brontese dalla più piccola alla più grande, da Foresta Vecchia alla Cima dell'Etna.


Strade di Bronte, commenti, curiosità ed immagini della toponomastica brontese. Una utile e preziosa guida per orientarsi fra stradine, scale e nomi della Città di Bronte. Ve ne offriamo anche una versione in formato Pdf: strade di Bronte, versione in.


Antico vocabolario bronteseAntico vocabolario brontese, nato da un'idea di N. Lupo, è via via cresciuto fino a diventare un prezioso contenitore di vocaboli, modi di dire, filastrocche, aforismi e proverbi di uso comune nella parlata brontese anche se qualcuno ormai desueto e dimenticato. "Archeologia lessicale" lo ha definito N. Lupo ed è stato scritto, con qualche difficoltà nell’indicare graficamente la pronunzia, quasi in collaborazione con i nostri visitatori che ci hanno suggerito numerosi vocaboli e modi di dire spronandoci nel continuare l'opera.

Abbiamo cercato di mettere in evidenza anche l’etimologia perché il nostro dialetto usa parole e termini derivanti dal greco, dal latino, dall’arabo, dallo spagnolo, dal francese e dall’inglese; vi compaiono anche molti punti interrogativi ai quali ci auguriamo voglia rispondere qualche volenteroso studente di lingue, anche di quella araba. Ve ne offriamo anche una versione in.


Aforismi e modi di dire brontesi, le parole, i modi di dire, le filastrocche, gli indovinelli, i consigli e i detti tramandatici dai nostri avi, pazientemente raccolti e commentati. A volte divertentissimi e profondamente indicativi dell'autentico pensare e parlare popolare. (Ve ne offriamo anche una versione in )


Peculiarità del dialetto brontese, di N. Russo. Confronto tra latino, italiano, siciliano e brontese. «Un approccio - parole del­l'Autore -, sia pure in maniera non rigorosa, scientifico, e un linguaggio e modi espressivi aperti a tutti, oltre che necessa­riamen­te sommari per non annoiare troppo


Il dialetto di Bronte nella cultura dell’Isola di ieri e di oggi, a cura di Èlia Longhitano (nostra versione in ). Il volumetto (32 pagg. pubblicato nel 2003 dalla sezione di Bronte della Fidapa), si snoda con coerenza e chiarezza, testimo­nianza di un entusiastico ed incessante amore dell’Autrice per la nostra Bronte. Tratta dell’importanza del recupero del dialetto, prodotto della parte viva della popolazione, della gente che lavora e che produce, con la consapevolezza che il suo uso non è un fatto riduttivo o limitativo. Riporta anche molte espressioni dialettali brontesi (da noi riprese ed inserite nel nostro vocabolario brontese) ed un elenco di parole che hanno subito nel tempo delle modificazioni. Tutto a testimonianza che il dialetto di Bronte continua ad essere (“fortunatamente” per l’Autrice) usato, anche se non dalla stragrande maggioranza dei parlanti. «La pubblicazione – scrive F. Meli nella prefazione - è stata pensata per i Brontesi, per i giovani, ma anche per gli appassionati.»


Teodoro Aurelio Aidala, di Bruno Spedalieri. Breve profilo su un giovane brontese (1924-1947) che ancora affascina per la sua integrità, il suo coraggio e la sua cristianità solida e vivente.


Uno sguardo al femminile, di L. Castiglione. Una divertente, piacevole carrellata di pensieri, com­menti, critiche, curio­sità, riflessioni, …, su tutto e di più di una brontese doc.


Lo strano diario di Sam, di Sam Di Bella. Questo “strano diario”, come il nostro Sam lo definisce, è, in qual­che modo, un ritorno alle origini; un ritorno anche allo scrivere scavando nella sua memoria, un riprendere la penna lasciata nel 1950 per la ricer­ca all'estero di un la­voro che, allora come oggi, Bronte non riusciva ad offrire. Oggi Sam, novantatreenne, ritornato a Bronte, vive dei ricordi che ha voluto do­narci e che noi abbiamo pubblicato a puntate e girato a tutti i nostri visitatori. Una carrellata di ricordi, personaggi, avveni­menti, emozioni, riflessioni che Sam ci presenta con arguzia, umorismo e tanta tanta umanità. (anche in formato Epub)


Origine e significato dei cognomi brontesi, di P. Spitaleri Perdicaro.


Famiglie brontesi, genealogie, di N. Longhitano. Chi erano i nostri antenati? Dai registri di battesimo, matrimonio e morte della Matrice del 1700 ai giorni nostri.

CERCA I TUOI AVI: Abbiamo messo on-line gli antichi Registri di Battesimo e Matrimonio della Matrice (dal 1734 al 1923). Ora è più facile consultarli e condurre ricerche anagrafiche e genealo­gi­che, finalizzate alla ricostruzione della storia della propria famiglia o di persone, ma an­che alla storia sociale brontese

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