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Notizie, eventi socio-culturali e non

Giugno 2017 / Settembre 2018

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, 18 Giugno 2019

Consegnati i numerosi riconoscimenti

Premio Themis alla nona edizione

Una ventata di cultura e gioventù

Tradizionale ventata di cultura e gioventù in occasione della premiazione della nona edizione del Premio Themis, il concorso letterario rivolto ai ragazzi delle scuole di tutt’Italia e non solo, organizzato dall'Associazione culturale “Orizzonti liberi”, presieduta da Barbara Prestianni. Tematica di quest'anno i “Legami”.

Alla cerimonia svolta nell'aula magna dell'istituto superiore “Benedetto Radice” di Bronte, ospiti della dirigente Maria Pia Calanna, hanno partecipato il cantautore Vincenzo Spampinato, insignito per l'occasione anche del titolo di “Ambasciatore della cultura”, l'artista Sarah Angelico, direttrice della galleria d'arte moderna “Katàne”. Inoltre Antonio Condorelli, coordinatore del quotidiano on-line “Live Sicilia” Catania, e Donata Agnello Foresta, direttore del mensile “I love Sicilia”, che hanno incoronato la vincitrice del premio speciale intitolato a Francesco Foresta, vinto da Enrica Miraglia Cafulla, studentessa dell'istituto superiore “Capizzi” di Bronte con “A te”. (...)

Questi i vincitori fra gli studenti delle scuole inferiori. Per la sezione opera grafica, ha vinto “Indissolubile”, di Arianna Campailla di Alì Terme. Per la sezione racconto “Grazie, lo devo a te”, di Desiree Mazza di Randazzo. Per la opera fotografica “Impronte nel mio cuore... mio padre e il mio cane” di Carlotta Cairone di Bronte.
Tanti i partecipanti nella categoria scuole superiori. Per la sezione “poesia” ha vinto “Guardandoti”, di Paola Pappalardo di Giarre. Per la sessione “racconto” “Corde allentate”, di Nancy Murru, di Bronte.
Nella categoria “over” premiati: “Meriggio campestre”, di Marco Castiglia di Messina; “U munnu ca truvammu”, di Giovanni Parisi di Ragusa; “Il profumo del passato”, di Cristina Giuntini di Prato;”Il mio gatto” di Giorgia Prestipino di Bronte; “A piscaria”, di Dario Farfante di Catania.



14 Maggio 2019

Ornella Giusto premio Fidapa 2019

Conferito, sabato scorso a Bronte, il premio «Donna Fidapa 2019» all’attrice catanese Ornella Giusto, per il suo essere «donna e artista versatile, orgogliosamente siciliana». Nora Caserta (già presidente Fidapa di Bronte e del Distretto Sicilia) per l’impegno profuso nei 25 anni di carriera fidapina, ha avuto la nomina di socia onoraria. Fra i presenti l’onorevole Castiglione, il senatore Firrarello, i presidenti dei sodalizi Salvatore Tirendi (Circolo di Cultura) Giacinto Schilirò (Rotary) e Margherita Romeo (Donne insieme). Molto sentito il momento dei ringraziamenti da parte delle protagoniste (nella foto da sx): Maria Ciancitto (vice presidente Distretto Sicilia), Francesca Longhitano (collegio nazionale garanti), Nora Caserta, Cettina Oliveri (vice presidente nazionale), Vincenza Carroccio (presidente Fidapa Bronte) e Ornella Giusto. (Luigi Putrino, Giornale di Sicilia)



27 Marzo 2019

Santuario Maria SS. Annunziata

Il restauro dell’Annunciazione

Previsti interventi di pulizia e ripristino per il gruppo marmoreo del Gagini e l’arco del 1500

La Festa dell’Annunziata, è stata quest’anno l’occasione per presentare ai brontesi il progetto di restauro del gruppo marmoreo dell’Annunciazione del Gagini e dell’arco rinascimentale che lo contiene.
Nel corso di un convegno tenuto sabato 23 marzo nella navata della Chiesa dell'Annunziata, davanti alle due opere d’arte e a un pubblico numeroso e attento, il progetto è stato illustrato con gli interventi di mons. Adolfo Longhitano che ha parlato su “Il gruppo marmoreo dell'Annunziata di Bronte”, dell’arch. Gigi Longhitano (“Genesi di un’identità brontese”) e della restauratrice Maria Scalisi (“Il prossimo restauro”).

Il gruppo marmoreo (le due statue della Madonna e dell’Angelo e l’inginocchiatoio) fu acquistato dal popolo brontese il 21 gennaio 1540 con un atto pubblico stipulato fra il brontese Nicola Spedalieri e lo scultore palermitano Antonino Gagini che, fra l’altro, s’impegnò anche «di decorare con oro le due immagini». Costò 48 onze (circa 100 mila euro di oggi) e fu consegnato pochi anni dopo, nel 1543, portato per mare da Palermo fino alla marina di San Marco e, da qui, a Bronte, attraverso i boschi, su un carro trainato da buoi.

Il bellissimo arco rinascimentale di travertino che oggi caratterizza l'altare maggiore è della stessa epoca e fino a qualche decennio fa era montato nella Cappella del Cristo alla Colonna. Fu smontato e rimontato nell'altare maggiore tra la fine degli anni 80 e gli inizi degli anni 90. Richiama molto nello stile e nei fregi il portale d’ingresso della chiesa anch'esso in travertino. E' tutto costruito con pregevoli bassorilievi, ornati e figure, indorati e variamente colorati, col classico frontone sormontato da tre guglie lavorate a fiorami.

Da saggi di pulitura recentemente effettuati dalla restauratrice Maria Scalisi si è notato subito che le statue e lo stesso arco sono ricchi di disegni e di decorazioni in oro zecchino ma anche ricoperti da un notevole strato di sporco di natura organica, polveri grasse e nero fumo. Le statue presentano ossidazioni nella coloritura dei drappeggi con le minuziose e raffinatissime decorazioni in oro zecchino del risvolto delle vesti e dei capelli della vergine e dell’angelo ormai quasi scomparse anche per la maldestra pulizia del passato.

«Le mani della Vergine – afferma la Scalisi - sono totalmente dipinte con le dita però tenute da nastro adesivo». Fra l’altro, nello smontare e rimontare l’arco nell'altare maggiore a far da cornice al gruppo statuario dell'Annunciazione non è stata eseguita nessuna listatura o stuccatura di riempimento. «Anch’esso in alcuni punti è decorato in oro zecchino ma un notevole strato di sporco ricopre tutta la superficie. Sarebbe necessario eseguire la pulitura, le stuccature di profondità, nonché le listature finali, per dare maggiore compattezza e leggibilità».

Il lavoro di restauro si rende quindi urgente e necessario: consentirà di ammirare l’arco del 1549 nel suo primitivo splendore e di rivedere le statue nella bellezza con la quale sono uscite nel 1543 dalla bottega di Antonino Gagini, consegnandole allo sguardo e alla devozione anche delle future generazioni di brontesi.

I lavori saranno eseguiti dalla restauratrice Maria Scalisi, con il nulla osta della Curia Arcivescovile e della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Catania. Stante che non si è riusciti ad ottenere il benchè minimo contributo pubblico il rettore del Santuario P. Nunzio Capizzi conta di realizzarli con le offerte dei fedeli. «Il restauro - afferma in un manifesto il rettore – merita di essere sostenuto da tutti noi, come espressione di devozione alla Madonna e come segno di responsabilità verso le generazioni di brontesi che ci hanno preceduto e che ci seguiranno». Si può dare il proprio contributo a mezzo bonifico sul c/c intestato al Santuario (Banco BPM, Iban IT83MO503483890000000003740) indicando la causale «offerta per restauro dell’arco e della statua dell’Annunziata»» oppure consegnando la propria offerta direttamente al rettore del Santuario che rilascerà una ricevuta.

Il costo del restauro dovrebbe aggirarsi sui 53 mila euro; ad oggi sono stati raccolti appena un terzo della somma.



24 Marzo 2019

Le liriche di Melardi nella Pinacoteca Sciavarrello

Musica e poesia in Pinacoteca

Poesia e musica, alle 17,00 di oggi, domenica 24 marzo, in mezzo ai quadri della Pinacoteca Nunzio Sciavarrello: vi è stata presentata la seconda edizione di “Schegge”, il libro di poesie che ha raccolto maggiori consensi del nostro concittadino Giuseppe Melardi, lette alcune sue liriche ed eseguiti brani musicali.

Sono intervenuti Carmelo Indriolo, presidente della Pinacoteca; lo scrittore Emanuele Spitaleri, anche con funzioni di moderatore; Rosa Saitta, assistente sociale; la pittrice, poetessa ed autrice del dipinto di copertina del libro Eleonora Barbaro e Giuseppe Pennisi amministratore della Carthago Edizioni che ha pubblicato il libro.

Gli interventi sono stati piacevolmente inframmezzati dalla esecuzione di brani musicali da parte di Melo ed Elena Melardi e dalla lettura di alcune liriche tratte da “Schegge” da parte di Elena Melardi e dello stesso autore Giuseppe Melardi.
Era prevista ed annunciata la presenza anche del vice sindaco Gaetano Messina e dell’assessore alla Cultura Chetti Liuzzo ma, evidentemente per altri impegni, non si sono fatti vedere.

“Schegge”, ha visto la luce nel novembre 2014 e subito ha raccolto numerosi premi, menzioni e riconoscimenti. «E' - si legge nella motivazione di uno dei tanti premi - un viaggio attraverso la vita, la religione e l'io nascosto di ogni uomo che sulle ali della poesia accompagna il lettore, tenendolo per mano e svelando così in modo a volte crudo e a volte oscuro quanto riserva la vita». Numeroso il pubblico presente.



26 Febbraio 2019

Storia, Politica, Cultura

Il Gattopardo al Circolo di Cultura

«Il Gattopardo. Storia, politica e cultura» è il tema del convegno che si è svolto domenica 24 Febbraio a Bronte, al "Circolo di Cultura Enrico Cimbali" in interclub con Lions Adrano-Bronte-Biancavilla, Rotary Aetna Nord-ovest, Fidapa, Bronte Insieme, Donne insieme e Telefono Rosa. Per le associazioni, a dare il benvenuto ai numerosi partecipanti sono stati rispettivamente Salvatore Tirendi, Vincenzo Longo, Giacinto Schilirò, Vincenza Carroccio, Franco Cimbali, Maria Paparo e Maria Pia Grassia.

All’introduzione e rassegna stampa del giornalista Luigi Putrino, che ha moderato l’evento, sono seguite letture del libro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa da parte di Rossella Spanò (foto a destra con Lina Scalisi) e le relazioni dei docenti dell’università di Catania Emilio Galvagno e Lina Scalisi e del senatore Pino Firrarello. Per la professoressa Scalisi, «al di là dei suoi meriti letterari, Il Gattopardo incontrò un grande successo, nell’Italia del miracolo economico, in parte dovuto ad una lettura in chiave antropologica del Mezzogiorno in cui era ambientato. Un Mezzogiorno considerato prigioniero delle colpe del passato, ma ricco di potenzialità che solo il futuro avrebbe liberato».

Il senatore Pino Firrarello ha evidenziato come «il plebiscito del 1860, che portò all’Unità d’Italia con un voto farsa, possa rappresentare anche una metafora sul referendum del 1946, che sancì il passaggio dalla monarchia alla repubblica, lasciando forti dubbi sulla genuinità del voto». Alcuni aspetti culturali, infine, li ha analizzati il professore Emilio Galvagno, ricordando fra l’altro «il leitmotiv della morte che pervade la narrazione, in particolare il senso di disfacimento del principe Salina, della sua casata e di un’aristocrazia incartapecorita, come il povero cane Bendicò di fine racconto».

Fra i presenti in sala, l’onorevole Giuseppe Castiglione, il vice sindaco Gaetano Messina, gli assessori Giuseppe Di Mulo e Ernesto Di Francesco, il presidente del Consiglio comunale Antonino Galati, il direttore del «Museo Casa Verga» di Catania, Giovanni Laudani, e il presidente della locale «Pinacoteca Sciavarrello», Carmelo Indriolo. Il supporto tecnico è stato curato dalla Smile service, i servizi televisivi li ha realizzati Tele radio Ciclope.



14 Febbraio 2019

Da diversamente abili a diversamente felici

Un viaggio nell’Autismo con Federico De Rosa

Sabato prossimo 23 febbraio Bronte avrà il piacere di accogliere Federico De Rosa ed il papà Oreste. Federico è un ragazzo romano di 25 anni, autistico non verbale; significa che non riesce ad esprimersi parlando, ma, ciononostante, scrive meravigliosamente. Da piccolo la sua famiglia ha ricevuto una diagnosi infausta: il suo autismo era della forma più grave ed i medici avevano pronosticato che Federico avrebbe al massimo potuto concludere la seconda elementare.  Grazie all’amore della famiglia ed al sostegno dei terapisti, invece, è riuscito a fare molto di più: si è diplomato al liceo scientifico, ha scritto due libri, è un giornalista ed un conferenziere internazionale. Scrivendo al computer, senza l’uso della voce, sabato questo ragazzo ci aprirà la porta della sua ricca interiorità, dimostrandoci che si può e si deve andare oltre le apparenze.

La sig.ra Elisabetta Sgrelli, mamma di un bambino autistico, la Dott.ssa Marzia Sapuppo e l’Associazione XX Novembre 1989, in collaborazione con il Collegio Capizzi e la Parrocchia di S. Giuseppe, hanno organizzato due incontri con Federico ed Oreste:
 - il primo, la mattina, è a numero chiuso, si svolgerà dalle 10:30 nell’Auditorium del Real Collegio Capizzi ed è rivolto ad una delegazione di insegnanti e studenti degli Istituti superiori di Bronte;
- il secondo incontro, nel pomeriggio, alle 17:00, è rivolto alle famiglie delle persone autistiche. A seguire la Dott.ssa Claudia Cardillo , presidente della cooperativa Energ-Etica di Catania presenterà il progetto “Orti del Mediterraneo”, laboratori di inserimento socio-lavorativo per giovani autistici. (A. G. R.)



 5 Dicembre 2018

Anniversario della nascita

Bronte ricorda il poliedrico artista Sciavarrello

Bronte ha ricordato il prof. Nunzio Sciavarrello, indimenticato pittore, scenografo, incisore, fondatore dell'Accademia di Belle Arti, in occasione dei 100 anni dalla nascita. Il dott. Carmelo Indriolo, presidente della Pinacoteca, insieme con il Comune, ha organizzato un importante e partecipato convegno dal titolo “Nunzio Sciavarrello: L’uomo e l’artista”.

Presente la Giunta municipale, il presidente del Consiglio comunale Nino Galati e numerosi consiglieri. A relazionare, dopo l’introduzione del dott. Indriolo ed i saluti del vice sindaco Gaetano Messina, la prof.ssa Giuseppina Radice. Presenti i figli del prof. Sciavarrello: Patrizia, Clelia ed Andrea.

«Questa è una giornata di festa – ha affermato Indriolo – il modo migliore per ricordare il profilo umano e artistico del fondatore di questa pinacoteca». «Nostro padre – ha aggiunto Clelia Sciavarrello – durante la vita ha coltivato tanti sogni che si sono realizzati e continuano a realizzarsi. Questa Pinacoteca era un suo sogno e ci è riuscito».

«È sbagliato – ha affermato la prof.ssa Radice – scindere le figure dell’artista e dell’uomo. Sciavarrello ha investito tutte le sue energie per quello cui credeva. Affrontava i problemi con energie e li risolveva». Presenti numerosi ospiti. Fra questi Enzo Indaco, Egidio Incorpora, Ninetta Minio, l'avv. Enrico Ciraldo ed il dott. Piero Martello, magistrato brontese e presidente del Tribunale del lavoro di Milano. [Fonte La Sicilia, Giornale di Sicilia]



23 Ottobre 2018

GIORNATA DEDICATA ALL’ETNA

Un Vulcano di parole

“Un Vulcano di parole” è il tema dell’evento culturale che avrà luogo alle ore 9.30 di sabato 27 p.v. nella Pinacoteca “Nunzio Sciavarrello”. L’iniziativa è finalizzata a promuovere la conoscenza del territorio etneo e del nostro vulcano in particolare per stimolare il senso dell’appartenenza e rafforzare nei giovani l'identità culturale.

Questo nostro territorio ha enorme interesse morfologico e soprattutto naturalistico, antropologico, sociale e produttivo; l'Etna è patrimonio dell'umanità insieme al sito delle Dolomiti e alle Isole Eolie; per ciò occorre riscoprire e valorizzare le enormi potenzialità di tale straordinaria risorsa. Destinatari preferenziali dell’evento sono i giovani, gli studenti del quarto e quinto anno dell'istituto Superiore Capizzi nelle sue tre articolazioni.

Il programma è di alto profilo anche per il prestigioso parterre che può leggersi nel manifesto, ed anche bene articolato nei due momenti, Le colate raccontate, a metà tra la narrativa e la relazione scientifica con i vulcanologi dell'Ingv, e Etna patrimonio dell'umanità, sul quale ci sarà un confronto interattivo tra studenti e specialisti. Nella prima parte “Le colate raccontate: 1669, l’eruzione storica più importante” (vulcanologia storica dell’Etna e narrativa surreale insieme, tra esattezza scientifica e finzione letteraria) interverranno: Gaetano Perricone, giornalista, Sergio Mangiameli, scrittore, Stefano Branca, Ingv Catania. I racconti saranno letti da Aldo Leontini.

La seconda “Etna patrimonio dell’Umanità” (manuale raccontato di vulcanologia e itinerari, Giuseppe Maimone Editore) sarà un incontro con gli autori; Salvo Caffo, vulcanologo Parco dell’Etna; Sergio Mangiameli, scrittore; Monica Maimone, responsabile progetto editoriale.E’ prevista la partecipazione degli studenti dell’Istituto Superiore “Ven. Ignazio Capizzi” di Bronte. Tutto sarà accompagnato da alcuni brani eseguiti dal “Coro polifonico Ven. Ignazio Capizzi” di Bronte. La cittadinanza è invitata ad intervenire. L’ingresso è libero.



, 15 settembre 2018

Oggi l’inaugurazione: cancellato Bixio

Via Vittime Eccidio di Bronte

Rometta rende onore ai giusti

Oggi pomeriggio a Rometta Marea l’intitolazione dell’ormai ex via Nino Bixio alle vittime dell’eccidio di Bronte. Un’intitolazione dal grande significato storico. Così la via Nino Bixio diverrà via Vittime dell’eccidio di Bronte, ricordando l’episodio avvenuto a Bronte tra il 2 e il 10 Agosto 1860 durante la spedizione dei Mille. Qui si verifica un’insurrezione popolare contro i proprietari terrieri, di cui fu attuata una repressione da parte dei garibaldini guidati da Nino Bixio: la repressione provocò 16 vittime.

«Senza nessuna strumentalizzazione – afferma il sindaco Nicola Merlino – l’ammini­strazione comunale, in sinergia con la commissione per la toponomastica, ancorando rigorosamente il proprio agire ai fatti storici accaduti e documentati, ritiene neces­saria una approfondita rilettura della storia e una conseguente rivisitazione della toponomastica cittadina». A seguire, nell’aula della delegazione comunale di Rometta Marea, si svolgerà un dibattito sulla storia risorgimentale scritta dai vincitori (...) [s.s.]

[Leggi pure Quello che i libri di storia non dicono... su Sicilian Post.it

 


20 Agosto 2018

2 settembre: a Bronte, ritorno al passato

Ritrovarsi insieme dopo 50 anni

Vasco canta il "Roxi", Enzo Salvia il suo "Jolly Bar" e, dopo 50 anni, riunisce gli amici

"Forse non ci incontreremo mai" cantava Vasco nel 1983 agli amici che con lui bevevano whisky al Roxi Bar.

Enzo Salvia, l’insegnante-cantautore brontese, per oltre 100 amici del suo Jolly Bar dopo oltre 50 anni ha creato, invece, l’occasione per un nuovo incontro.

"Ognuno col suo viaggio, ognuno diverso" ci si rivedrà a Bronte domenica 2 settembre.

Il “Jolly bar”, per chi non lo sapesse, fu il luogo di ritrovo maggiormente frequentato dai giovani brontesi, durante gli anni 1960-1970.

Era uno dei primi moderni bar di Bronte, eccezionale per la sua posizione lungo il Corso Umberto (nella foto a sinistra l'ingresso e la pedana per i tavolini esterni), con flipper, juke-box, cabina telefonica con contatore di scatti, sale interne per uno scopone od un tressette, rivendita tabacchi e soprattutto proprietari alla mano e simpatici baristi.

Fra quest’ultimi tanti ricordano ancora il mitico Nino Fioretto (Nino ru Jolly o, per gli intimi, Black Magigno, al centro col pullover scuro nella foto a destra).

Il locale, successivamente, cambiando gestione, prese il nome di “Central bar”, ma continuò sempre ad essere un luogo di socializzazione importante per le nuove generazioni, un luogo abituale d'incontro, dove discutere sugli argomenti più svariati o ascoltare musica, giocare al flipper, rilassarsi con una bella granita al caffè con panna (quella vera!), darsi appuntamento, avvistare le gentili donzelle che passeggiavano lungo il Corso. E questo fino alla sua chiusura e trasformazione in agenzia bancaria.

Il 2 settembre, a Bronte, presso Villa Etrusca, entrerà in funzione la macchina del tempo e molti torneranno giovanissimi e saranno catapultati nel passato, negli anni ’60-‘ 70, rivivendo ancora le liete ore trascorse in questo famoso bar.

E’ stata una canzone del cantautore Enzo Salvia (“Jolly Bar”, appunto il titolo) a riportare alla memoria e far rivivere tanti vecchi ricordi, gli anni della giovinezza di centinaia di persone che, - afferma Enzo - «sedute attorno ad un tavolo, faranno un tuffo nel passato e, dopo 50 anni, avranno la possibilità di rivedersi non più con i capelli lunghi di una volta o i pantaloni a zampa di elefante, ma con le stesse emozioni, l’identica simpatia e l’anima ingenua e pulita di allora.»

Il mitico Jolly Bar è chiuso (da tempo è diventato come detto un’anonima agenzia bancaria) ma 50 anni dopo rivivrà ancora e, ognuno col suo viaggio, ognuno diverso, ci si incontra lo stesso in una nuova location, la Villa Etrusca.

Enzo Salvia vi ha radunato oltre cento amici che lo frequentavano e lo farà rinascere e rivivere con la sua canzone ed altre del suo ormai vasto repertorio.

Durante la serata, non mancheranno le esibizioni dei gruppi che, in quegli anni, a Bronte e dintorni, hanno fatto la storia della musica (le Antilopi e The King Stones) che dopo 50 anni, per l’occasione, si sono rimessi insieme, affrontando enormi sacrifici e superando lunghe distanze.

Verranno assegnate delle targhe ai discendenti dei titolari che si sono susseguiti nella gestione del Jolly Bar e del Central Bar; foto e video costituiranno il ricordo più bello per gli anni a venire.

Condurrà la serata lo stesso cantautore Enzo Salvia che sicuramente saprà ben guidare con la sua musica e le sue canzoni la macchina del tempo. (nl)

“Amarcord” sulla vita all’antico “Jolly Bar”

Sono state tante le persone che si sono incontrate a Villa Etrusca di Bronte per ricordare come negli anni 60/70 da giovani trascorrevano le giornate nel famoso Jolly Bar di via Umberto. I partecipanti alla manifesta­zione, condotta da Enzo Salvia (uno dei promotori dell’iniziativa), hanno ricor­dato quegli anni vissuti da giovani durante i quali pas­savano le giornate e le sera­te nel bar considerato il punto di incontro della gioven­tù del tempo, la quale passava il tempo a giocare con il flipper, ad ascoltare la musica dal jukebox, a giocare a carte e a scam­biare quattro chiacchiere, parlando di politica, di musica, di calcio e di qualche pettegolezzo su qualche persona.

Ma il bar era diven­tato allora anche un punto di osser­vazione delle giovani ragazze che pas­savano nella centralis­sima via Umberto, per cercare di individuare quella da potere corteggiare. [Giuseppe Petralia, La Sicilia, 16 settembre 2018]


Nella foto a sinistra l'inaugurazione del Jolly Bar nel 1960. I due fratelli Portaro (Enrico, terzo da sinistra, e Giuseppe, primo a destra), titolari del locale, sono attorniati da una cerchia di amici e conoscenti. Si riconoscono Gennaro Talamo (secondo da destra), Nino Travagliante (Ninu canettu) e Tino Luca (parrucchiere per signore), primo e secondo da sinistra, Vincenzo Lupo (al centro),

Ascolta "Jolly Bar" (Parole, musica e canto di Enzo Salvia)



23 Luglio 2018

"Prendi un libro lascia un libro"

Parte Girolibro, biblioteca a cielo aperto

«Dobbiamo essere cittadini attivi e responsabili»

Hanno costruito, legno dopo legno, con fondi del Bilancio Partecipativo 2017, minuscole biblioteche a cielo aperto, piccole bacheche urbane, inaugurate lo scorso 18 luglio a Bronte, presentandole ai concittadini. L’idea è partita da Maria Gatto, 31 anni, che ha subito coinvolto nel progetto di Girolibro il fratello 26enne Simone e il fidanzato 31enne Elio Longhitano, tutti e tre originari di Bronte. «Le abbiamo collocate in giro per la città e speriamo che i brontesi non solo le utilizzino ma ne diventino custodi».

Il progetto, molto semplice, permette a chiunque, gratuitamente e senza tesserarsi di
- scambiare un libro con uno di quelli presenti nella piccola biblioteca
- prendere in prestito un libro, leggerlo e riconsegnarlo presto una delle postazioni site in viale Catania (Villa Comunale), Piazza Aldo Moro, Piazza N. Spedalieri e via Matteo Selvaggi (viale J. Kennedy).
- donare un libro.

«L'idea - si legge nelle postazioni - prende spunto dall'iniziativa "Little Free Library", nata negli Stati Uniti nel 2009, grazie ad una trovata di Tood Bol che s'inventa una biblioteca che tutti possono contribuire ad arricchire con propri libri, così da rigenerare sempre la quantità di titoli presenti». Il servizio è gratuito. (vedi anche MeridioNews)



, 24 maggio 2018

Ieri un'affollata cerimonia nell'ex chiesa di S. Michele Minore

Sciavarrello (ri)vive nella "sua" Pinacoteca

intestata al suo nome la pinacoteca da lui donata alla Provincia

E’ trascorso un secolo dalla nascita di Nunzio Sciavarrello (1918-2013), artista nativo di Bronte, di rinomanza internazionale attento a tutte le arti: la pittura e le arti figurative, in primo luogo, ma raffinato cultore di tutte le muse, competente bibliofilo e in definitiva modello di quella sensibilità rinascimentale di cui l’Italia - e la Sicilia con essa - è stata faro nel mondo. Ieri è stata intestata al suo nome la pinacoteca da lui donata alla Provincia e la raccolta di libri fuori commercio che con i documenti connessi costituiscono per diversi aspetti un unicum nel panorama italiano.

Il tutto è allocato in quella che fu la chiesa di S. Michele Minore (in piazza Manganelli), che, restaurata opportunamente, offre ai visitatori un impianto rigorosamente settecentesco vivacizzato dai molteplici colori di ritratti delle personalità culturali italiane, di autoritratti, di pubblicazioni artistiche introvabili di ogni specie e sempre di altissimo valore storico. E’ la creazione di un grande e poliedrico artista. Ci sono creazioni di Guttuso, un ritratto di Rubinstein, una intera galleria di ritratti di personalità della letteratura e delle arti, compreso il premio Nobel Quasimodo ripreso in atteggiamento severo, con lo sguardo profondo, come si conveniva al continuatore dei classici attici in terra sicula. I giovani potranno facilmente rendersi conto del lascito delle passate generazioni, gli anziani potranno ricordare le figure che hanno caratterizzato la nostra cultura nel mondo.

Ieri sera a festeggiare la nuova istituzione culturale accanto ai figli dell’illustre Maestro (Patrizia, Clelia e Andrea) sono accorsi quanti sono stati illuminati dalla sua personalità (tra l’altro fu il fondatore della Accademia di Belle Arti, del Liceo Artistico, dell’Istituto Statale d’Arte e del Teatro Stabile). Il prof. Antonino Blandini, sodale dell’artista e con lui attento a tutte le manifestazione dell’arte, ha tracciato un profilo sentimentale dell’uomo (sempre generoso anche nei periodi più bui della guerra, sempre pronto a indicare le mete civili da raggiungere).

Sobriamente ha sottolineato il rilievo delle istituzioni alla cui creazione contribuì, e soprattutto ha indicato il loro fine più nobile: elevare gli interessi della popolazione, diffondere la cultura e con essa l’autentica vita democratica; i figli dell’artista hanno ricordato l’umanità del padre che considerava Catania come la sua Itaca; Enzo Bianco, dopo avere scoperto la targa con l’intestazione della Pinacoteca e biblioteca, ha sottolineato come il Maestro continua a vivere, e insegnare, nella sua istituzione. Nello stesso senso si sono mossi gli interventi di Ettore De Salvo, per la città metropolitana e di Carmelo Indriolo, presidente della pinacoteca di Bronte, anch’essa creata dal generoso artista. Toccante l’omaggio tributato dagli artisti Salvatore Vella al flauto e Giuseppina Vergine all'arpa, che sulle note del grande Rossini ottocentesco hanno fatto gustare la bellezza musicale con maestria espressiva.

Una festa di tutte le arti: che faranno bene alle future generazioni se, sull’esempio di Nunzio Sciavarello, mireranno al bello. La chiesetta di S. Michele è dominata da un’antica lapide raffigurante una bilancia nella quale i valori spirituali devono avere la meglio su quelli materiali ed effimeri.



1 Maggio 2018

Nell’anniversario della nascita

Ricordato Mons. Nunzio Schilirò

Musicista, studioso apprezzato negli ambienti musicali internazionali

Mons. Nunzio Schilirò, illustre cittadino brontese, è stato ricordato nell’anniversario della sua nascita, sabato 7 Aprile 2018, nei locali dell’Aula Magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore Statale “Benedetto Radice”. L’evento ha visto protagonisti i giovani allievi delle quarte e quinte classi della scuola, ai quali è stata affidata la memoria del celebre musicista studioso e sacerdote, concittadino poco conosciuto nel suo paese d’origine e  apprezzatissimo, invece, in tutti gli ambienti musicali siciliani, italiani e non solo.

E’ intervenuto il prof. Paolo Mario Cipolla, allievo di Mons. Schilirò, ex organista del Duomo di Catania, fine studioso  e compositore di musica sacra anch’egli, noto, come il suo maestro, negli ambienti musicali etnei, oltre che stimato  docente universitario di lingua e letteratura greca all’Università catanese.

Alla presenza del Dirigente scolastico, del Sindaco e di altri ospiti che avevano conosciuto Mons. Schilirò, il prof. Cipolla ha alternato alla presentazione del profilo umano, caratteriale e professionale del suo grande Maestro anche l’ascolto di brani di musica polifonica, gregoriana, classica e sacra, affascinando gli allievi con la particolarità dei brani scelti. Le immagini più belle hanno riguardato il ricordo della Messa che il Monsignore animò alla presenza di Papa Giovanni Paolo II, quando dimostrò ancora le sue doti straordinarie dirigendo in contemporanea i dodici cori provenienti da tutta la Sicilia.

L’istituto  “B. Radice” ha voluto, con questo evento, celebrare la memoria di un uomo e un musicista di elevata statura culturale scomparso a Catania, il 16 gennaio 2017, di cui la città di Bronte ha motivo di essere orgogliosa e il dovere di celebrare e ricordare ancora, con altri eventi futuri. La Dirigente Maria Pia Calanna ha espresso soddisfazione per aver promosso l’iniziativa nel proprio Istituto e si è augurata che da questo possano scaturire altri eventi dedicati all’illustre concittadino. (Carmela Nobile)


28 marzo 2018

Gli scout brontesi da Papa Francesco

Fra le decine di migliaia di fedeli che mercoledì mattina, 28 marzo, erano presenti all’udienza generale in piazza San Pietro, alla vigilia del triduo pasquale, anche i ragazzi dell'alta squadriglia del Gruppo Scout Agesci Bronte 1.

Sono arrivati dalla Sicilia per abbracciare il Papa che, al termine dell’udienza generale, ha dedicato loro alcuni momenti ricevendo in dono il caratteristico azzolettone con i colori del gruppo che Papa Francesco ha indossato posando anche in una foto con tutto il gruppo dei giovani brontesi.

Scrive l'Osservatore Romano di giovedì 29 Marzo 2018: «Sono voluti «venire per vedere» di persona, seguendo espressamente, «alla lettera», le parole di Gesù riportate da Giovanni nel suo Vangelo: quindici giovani scout del gruppo Agesci di Bronte, nel catanese, accompagnati da quattro capi».

«Per arrivare a Roma non hanno fatto solo un cammino fisico ma anche spirituale forte e autentico».

«E a Francesco hanno scritto mettendo nero su bianco speranze e dubbi, gioie e paure.

Così c’è chi confida di venir preso in giro se va a messa, chi non nasconde la difficoltà a frequentare la parrocchia e chi chiede preghiere per una persona cara che vive un momento di dolore.

Ma tutti sono pronti a sporcarsi le mani «per lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato» e questo certo «non si può fare chiusi in casa con le cuffie alle orecchie».

Ed il Papa, nel suo discorso ha salutato gli scout brontesi insieme con gli altri gruppi presenti in piazza San Pietro: «Saluto – ha detto - le Figlie di Maria Ausiliatrice; le parrocchie; i ragazzi Sindaci della provincia di Catania; gli Scout di Bronte e di Trani e i gruppi di studenti».



13 Febbraio 2018

Il Comune presenta il progetto alla Regione ma, intanto, chiude la Pinacoteca

Museo multimediale nel Castello Nelson

Pinacoteca N. Sciavarrello (Bronte)Il Comune, per volere del sindaco Calanna, ha presentato alla Regione siciliana un progetto per la creazione di un museo multimediale all’interno del Castello Nelson. Costo dell’intervento circa 300 mila euro, finanziabili dal Dipartimento regionale dei Beni Culturali attraverso il PO FESR 2014/2020. «Immaginate un castellano virtuale – afferma in un comunicato il sindaco Graziano Calanna – che attraverso ricostruzioni ed immagini tridimensionali vi mostra la storia del Castello Nelson. Oppure un popolano del tempo che ci spiega i “Fatti del 1860”. Sarebbero esperienze straordinarie ed emozionanti dal grandissimo valore culturale. Pensiamo anche ad un possibile vulcanologo virtuale che ci mostri le eruzioni e la vita dell’Etna

I temi da mostrare che attualmente sono in programma sono esattamente questi tre: Storia del Castello Nelson, I Fatti del 1860 e l’Etna. Non sono esclusi però nuovi argomenti.

«Tutto – conclude Calanna – per dare lustro e modernità ai nostri Beni culturali e monumentali. Bronte vanta storia, ambiente ed architettura che se valorizzati adeguatamente possono fare da richiamo al turismo che conta. Ed iniziative come la realizzazione di un museo multimediale guardano verso questa direzione.»

Non solo opere virtuali con il finanziamento però. Nel progetto è inserita la sostituzione della vecchia bambinopoli con nuovi giochi, l’abbattimento delle barriere architettoniche nell’area museale e l’ammodernamento dei sistemi di video sorveglianza. Ma intanto il sindaco Calanna, dopo aver disposto anni fa la chiusura del Castello Nelson, con ordinanza n. 1 del 2 Gennaio (firmata dal vicesindaco G. Messina) ha disposto anche l’immediata chiusura temporanea della “Pinacoteca Nunzio Sciavarrello”.

Il motivo? Il troppo freddo.

I dipendenti comunali, infatti, hanno lamentato «che le condizioni climatiche presenti nei locali della Pinacoteca non rientrano tra gli standard previsti dalla normativa vigente». Il servizio tecnico che esegue la manutenzione degli impianti di riscaldamento non è riuscito a risolvere il problema e pertanto l'amministrazione comunale ha stabilito la «temporanea chiusura fino alla completa sistemazione dell'impianto di riscaldamento e condizionamento della struttura».



28 Dicembre 2017

LE SORELLE BRONTESI VINCONO AL PIPER CLUB DI ROMA

Paola e Martina sugli scudi

Exploit al “Tour Music Fest”

Subito dopo l'esibizione piena di talento e bravura si era capito che erano tra le principali contendenti per la vittoria finale e quando la giuria ha fatto risuonare il loro nome all'interno dell’affollato Piper Club di Roma, la loro gioia è stata immensa. Le sorelle Paola e Martina Bonsignore di Bronte, rispettivamente di 17 e 14 anni, in arte “Bonsisters”, con merito hanno vinto la X edizione del “Tour music fest”, uno dei più importanti “contest” d'Europa per cantanti, rapper e musicisti emergenti. A presiedere la qualificata giuria Giulio Rapetti, che tutti conoscono come Mogol, che non ha avuto dubbi nel premiare la voce ed il piglio artistico delle due ragazze brontesi, per nulla a disagio nel cantare la difficile “Airplanes” di B.o.B.

«Aver raggiunto la tappa finale ad averla vinta - ci dicono le ragazze tornate nella loro Bronte - rappresenta una grande soddisfazione. Abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con altri artisti. Calcare poi il palco del Piper Club è stato per noi un onore immenso è un’emozione stupenda. Un'esperienza che ricorderemo sempre. Aver vinto per noi significa che abbiamo lavorato bene ed anche uno stimolo per fare ancora di più. Ringraziamo i nostri genitori che ci sostengono sempre, oltre a tutto lo staff». [Gaetano Guidotto]



3 Novembre 2017

CONVEGNO AL CIRCOLO DI CULTURA

La Santa Inquisizione a Bronte

La triste storia di sora Francisca Spitaleri

Nel pomeriggio di Sabato 18 novembre, nei locali del “Circolo di Cultura E. Cimbali”, si è parlato di un periodo buio che ha caratterizzato la storia di alcuni secoli in un convegno dal titolo La Santa Inquisizione a Bronte, organizzato dal Circolo e dall’Associa­zione Bronte Insieme in collaborazione con Fidapa, Lions Club, Rotary e Telefono Rosa.

Davanti ad un folto pubblico e sotto la regia, brillante e puntuale, del giornalista Luigi Putrino hanno portato i saluti il presidente del Circolo, Salvatore Tirendi, Giuseppe Maria Catania (Lions Club Adrano-Bronte-Biancavilla), Salvatore Piero Patanè (Rotary Aetna Nord-Ovest Bronte), Vincenza Carroccio (Fidapa Bronte), Antonella Caltabiano, (Telefono Rosa Bronte) e Franco Cimbali (Associazione Bronte Insieme).

Due i relatori dell’evento: il prof. Biagio Saitta, già ordinario di Storia medievale presso l’Università di Catania, con la colta relazione Note sull’Inquisizione in Sicilia e la professoressa Marinella Fiume, autrice del romanzo storico La Bolgia delle eretiche. Si è parlato in particolare dell’Inquisizione spagnola che acquistò la peggiore fama per gli eccessi compiuti e le atrocità e fece sentire il suo potere anche in Sicilia e persino in Bronte dove erano fin dal 1597 un Commissario generale e “octo familiares”.

Tra i brontesi perseguitati dal Sant’Ufficio si sono ricordati il frate minorita Tommaso Schiros (cognato dell'eroico giureconsulto Antonino Cairone, che patì fame e miseria per difendere Bronte), il contadino Antonino Gorgone dalla bestemmia facile, suor Maria D'angelo, suor Colomba Mauro Papotto, ma sopratutto l’inerme sora Francisca Spitaleri dell’Ordine delle Terziarie di S. Francesco, le cui vicende suscitano ancora compassione e pietà e «la cui memoria – ha scritto Benedetto Radice - si è perduta fra di noi, essendo severamente proibito dal S. Ufficio fare il nome degli eretici, per spegnere anche il ricordoo”.

La scrittrice Marinella Fiume si è soffermata in particolare su quest’ultimo crudele fatto, sull'arresto di Suor Francesca, sul lungo e crudele processo, sulla coraggiosa sua autodifesa e sulla inevitabile condanna «alla damnatio famae et memoriae», «come persona haeretica, scandalosa, superba, presuntuosa, blasfema, temeraria ed incorreggibile». L’epilogo – ha ricordato la Fiume - fu che alla fine, nel tentativo di fuggire dal rogo, la povera suora si calò con una corda da lei fatta da una finestra dello Steri, il palazzo palermitano sede del Tribunale e delle carceri dell'Inquisizione, cadde e si sfracellò al suolo. Il suo corpo ed i suoi libri furono lo stesso portati al rogo perché di lei «non rimanesse traccia alcuna, neanche il ricordo» ma per il fatto che ancora una volta si continua a parlare di Suor Francisca e la si ricorda – ha concluso - segna la sua vittoria e la sconfitta di quel periodo buio e dei metodi utilizzati.

Rossella Spanò, giovane attrice teatrale brontese, ha interpretato con verve e bravura alcuni brani del libro relativi alla suora brontese. [di M. Fiume leggi Il mio nome è soro Francisca, la mia storia la racconto io!]. La triste storia di sora Francisca Spitaleri è anche al centro del romanzo “Tu non dici parole” di Simona Lo Iacono.



8 Settembre 2017

Facilitate le ricerche anagrafiche e genealogiche e salvaguardati gli antichi libri

On-line i Registri della Matrice

Per molti secoli i libri o registri di battesimo e di matrimonio ("i riveli") della Chiesa della Ss. Trinità, la Matrice, sono stati una fonte preziosa di consultazione e di ricerche anagrafiche per la popolazione brontese. E, purtroppo, anche insostituibile ed unica perché durante i tragici Fatti dell’agosto 1860 un incendio appiccato dai rivoltosi all’Archivio del Comune distrusse irrimediabilmente tutti i documenti ed i registri anagrafici pubblici di Bronte.

Migliore sorte, per fortuna, ebbero questi registri anche perché gli arcipreti ed i vicari che nel corso dei secoli vi si sono avvicendati alla Matrice li hanno saputo custodire e conservare.

Era il 1582 quando Mons. Don Luis de Torres I°, arcivescovo di Monreale dal quale dipendeva Bronte, nella sua visita pastorale del 27-29 Settembre ordinava che il Vicario foraneo «... nella sacrestia faccia tenere quattro libri in uno dei quali si scrivono i baptezati e confirmati, nell'altro i comunicati, nel terzo i congiunti in matrimonio et nel quarto i morti».

Si iniziò a subito registrare i battesimi i cui primi atti portano la data del 1582, poi i matrimoni (dal 1589) ed infine, alcuni decenni dopo, gli atti di morte (dal 1613).

Sono una cinquantina i libri che, dopo quattro secoli sono giunti fino a noi; molti, specie quelli più antichi, per la continua consultazione, lo stato dei locali dove sono stati custoditi e per l’usura del tempo si sono tanto sgualciti e deteriorati da risultare a volte illeggibili, fragili e preclusi alla lettura; una decina sono stati restaurati e spesso ne è stato in qualche modo limitato l’utilizzo solo a quelli di data più recente.

Oggi, grazie all’Associazione Bronte Insieme Onlus, alla disponibilità della stessa Parrocchia della SS. Trinità (la Matrice) ed alla collaborazione nata con Paolo Campagna, ingegnere informatico, genealogista e studioso di storia romana, titolare del sito web Il Genealogista è possibile interrogare questo immenso archivio e senza sfogliare alcun registro ricostruire facilmente ed autonomamente la propria storia familiare.

Gli antichi registri di battesino e matrimonio sono stati infatti digitalizzati e messi on-line a disposizione di tutti.

Il lungo e faticoso lavoro di lettura ed indicizzazione è durato circa 10 anni ed è stato curato dal Prof. Nunzio Longhitano, socio di Bronte Insieme, autorizzato e costantemente stimolato ed incoraggiato dall’Arciprete del tempo, il compianto arciprete, parroco della Chiesa Madre, mons. Vincenzo Saitta, che aveva concesso la più ampia disponibilità di trascrizione.

Con molta pazienza ma sopratutto con impegno, metodo e competenza, Longhitano ha trasferito su supporto informatico (fogli Excel) tutte le scritture di battesimi e di matrimonio creando così un poderoso data base, un prezioso patrimonio oggi finalmente reso accessibile e fruibile a tutti per ricerche storiche e genealogiche.

Utilizzando semplicemente il proprio pc o smartphone, evitando così anche di continuare a sfogliare e irrimediabilmente deteriorare registri vecchi di 300-400 anni, si possono ora condurre ricerche anagrafiche e genealogiche, finalizzate alla ricostruzione della storia di famiglie e di persone, ma anche alla storia sociale brontese. Il database comprende 84.698 record di battesimi che vanno dal 1737 al 1923 e 19.899 di matrimoni che vanno dall’anno 1729 al 1933.

Non sono stati trascritti per il momento i registri più antichi (dal 1582 al 1734) perché quasi illeggibili, troppo deteriorati o irrimediabilmente compromessi da macchie o scarabocchi. Se i tuoi avi sono nati o si sono sposati a Bronte, è quindi possibile cercarli tramite un apposito form; trovato un antenato si potrà proseguire a ritroso fino agli inizi del Settecento. La consultazione dell’enorme patrimonio documentario dei registri anagrafici esistente nella Matrice è naturalmente, oltre che comoda e facile, anche gratuita.

Ci permettiamo di ringraziare il Prof. Nunzio Longhitano a nome di tutti i brontesi.

P.S. – Chi volesse conoscere i propri avi od avere l’albero genealogico della propria famiglia, può contattare il Prof. Longhitano che sta ricostruendo tali alberi genealogici sul sito MyHeritage.

Consulta i registri della Matrice

Abbiamo messo on-line gli antichi Registri di Battesimo e Matrimonio della Matrice (dal 1734 al 1923). Ora è più facile condurre ricerche anagrafiche e genealogiche, finalizzate alla ricostruzione della storia della propria famiglia o di persone, ma anche alla storia sociale brontese

Cerca i tuoi avi



10 Luglio 2017

“I migliori locali dove acquistare formaggio in Sicilia”

Premio alla carriera a Sebastiano Galati

«Esempio per le future generazioni»

Sebastiano Galati, salumiere brontese, noto gestore di una "putia" in via Card. De Luca 6, è stato premiato con un particolare riconoscimento “alla carriera”, per la sua professionalità e la decennale attività "dedicata umilmente ai formaggi storici di qualità". Il prestigioso riconoscimento è arrivato nel corso di un convegno organizzato a Floresta alcuni giorni fa durante la manifestazione “Nebrodi Cheese Festival”, un evento finalizzato a qualificare e valorizzare le produzioni di nicchia dei formaggi siciliani ottenute con sistemi tradizionali, in aree marginali con agricoltura sostenibile.

Il convegno, dal titolo “i prodotti caseari tradizionali: realtà e prospettive nell'era della globalizzazione”, organizzato dall'Università di Catania, ha visto anche la presentazione al pubblico dei risultati di una ricerca durata due anni, denominata “Putie”. Nell’indagine, sviluppata su 518 punti vendita (negozi di gastronomia ed anche supermercati) distribuiti in 157 comuni della Sicilia (40% del totale), sono stati valutati prezzi, offerta e professionalità.

E dopo aver esposto i risultati della ricerca, l'organizzazione ha voluto anche premiare e far conoscere alcuni punti vendita siciliani per la particolare attenzione prestata nella selezione dei formaggi da vendere, per l’offerta di prodotti di qualità, di quelli tipici della tradizione e di quelli con riconoscimenti Dop ed Igp.

I premi sono stati assegnati dall'università di Catania e sono stati valutati, oltre l'aspetto e la pulizia dei punti vendita, anche gli aspetti tecnici dei prodotti, la convenienza e la professionalità dei titolari e dei dipendenti magari nel rispondere alle domande dei clienti. Sulla valutazione dei negozi, hanno inciso molto la scrittura delle etichette, l'esposizione nel bancone, ma i giurati non hanno tralasciato di “dare un'occhiata” anche all'atmosfera del locale.

E così, tra i premiati, sono stati selezionati alcuni esercizi siciliani (sette fra salumerie, negozi di gastronomia ed enograstronomia) che vanno da Palermo a Mazarino, da Trapani a Paternò, Siracusa e Comiso.

Un particolare premio alla carriera è stato assegnato al nostro Sebastiano Galati con la seguente motivazione: “Sguardo onesto sincero, riservato di poche parole. Una vita dedicata umilmente ai formaggi storici di qualità. Silenzioso, ma sensibile alle esigenze del consumatore. Ne percepisce i bisogni con professionalità esaudendoli con discrezione. Esempio per le future generazioni”.

A premiare i “maestri del formaggio” Giuseppe Licitra dell'Università di Catania che ha coordinato la ricerca. Al convegno erano presenti anche l’on. Giuseppe Castiglione, sottosegretario Mipaaf, Giovanni La Via, eurodeputato ed il prof. Vincenzo Chiofalo dell’Università di Messina.

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