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CHIESE DI BRONTE

L'Annunziata

Visitiamo, insieme, la Città di Bronte

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Santuario della Madonna Annunziata

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Il Santuario di Maria SS. Annunziata, Patrona con
San Biagio di Bronte, è uno dei più antichi monumenti religiosi della Città.

Nel disegno in alto a sinistra, una vedu­ta del San­tua­rio di fine '800 tratta dalla Storia della Città di Bronte di p. Gesualdo De Luca (incisione di Angelo Colombo su disegno di Agostino Attinà, 1883).

Sulla parete sinistra della chiesa, costruito in adiacenza e ad essa an­nes­so, tro­va­si  l'Ora­torio di Gesù e Maria, anco­ra oggi sede dell'omo­nima Con­fraternita fon­data del XVI seco­lo. L'interno, a navata unica, semplice e lineare, è ricco di documen­tazioni ed opere d'arte.

Nell'ottava visita che l'arcivescovo di Mon­reale mons. Torres fece a Bron­te nel settembre del 1582 la "Chiesa della Nonziata" non era ancora finita, tanto che il Torres dispose di usare "diligentia in finire la fabrica et per tale effetto" dava "authorità al Vicario foraneo di po­ter dare licen­tia che nelle feste che li parerà dopo mezzo giorno vi si possa lavorare".

Sorge al margine ovest del paese, nella parte inferiore del antico centro storico, delimitato ora dal tracciato della circonvallazione che scende verso la contrada Sciarotta.

Unisce in un’unica mirabile immagine la solida espressi­vità del complesso e la forza innovativa degli elementi architettonici d’ispirazione rinasci­mentale.


La costruzione

L'inizio della costruzione della chiesa risale sicuramente a molto prima della riunione dei Casali (voluta da Carlo V nel 1535): la campana grande, infatti, riporta la data del 1535 (riporta la dicitura "Antoninus Sagla me fecit, MCCCCCXXXV"), e la chiesa già appare nei registri matrimoniali del 1505.

Qualche studioso però nutre seri dubbi su queste date affermando che «nel 1505 non esisteva di certo la Chiesa della Madonna Annunziata», che «la chiesa fu costruita dopo l’arrivo della Sacra Immagine a Bronte, cioé dopo il 1543» e che la data "1505" (quando fu celebrato, per la prima volta un matrimonio in quella chiesa) è da leggersi in "1595".

Non è possibile neanche stabilire quale fosse la struttura originaria della chiesa; solo la parte esterna della cappella di Cristo alla colonna fa pensare che essa facesse parte dell’edificio primitivo.

Nel periodo di trasferimento e di unificazione dei Casali (1535 - 1548), la chiesa, secondo quanto scrive lo storico brontese B. Radice ("Memo­rie storiche di Bronte"), fu rifatta e ingrandita e, dopo l’arrivo della statua dell’Annunziata verso il 1543, la nascente nuova città fu messa sotto la protezione della Madonna Annunziata, dando agli abitanti dei vecchi casali una comune nuova identità.

 Mons. Ludovicus de Torres, il vescovo di Monreale che visitò Bronte  dal 29 settembre al 3 ottobre del 1574, scrisse di aver trovato "altare decenter ornatum" e lodò "illum (il vicario della chiesa, D. Antonius Ciraulus) et confrates (la confraternita della Madonna Annunziata) et monuit ad perfectionem novae fabricae".

Quasi cinquant'anni dopo, nel 1625, fu costruito, il campanile (la porta originaria era dove si trova adesso l’altare della Natività, entrando a destra).

La facciata del Santuario fu completata nel 1631, e pochi anni dopo (nel 1651) fu compiuta la travatura della tettoia, come si legge sulla trave vicina al coro.

Il  coro e la cupola aggiunti nel 1811.


L’esterno

La parte esterna della chiesa, per il disegno dei fondi e delle aperture della possente struttura del campanile, risente notevolmente delle concezioni architettoniche e delle tecniche costruttive locali.

Sulla facciata principale risaltano il portale e la finestra con timpano, che sotto il davanzale porta la data del 1631 (forse ne indica il compimento).

Gli stipiti ed il frontone in pietra arenaria della porta, sebbene sfaldati dal tempo, presentano ancora con chiarezza il semplice disegno del fiorame e le figure di puttini e di demoni a rilievo che l'adornano.

La scena raffigurata nella lunetta sopra porta ricorda il trasporto e l'arrivo sul piazzale della chiesa delle due statue del Gagini su un carro trainato da buoi.

Intorno alla lunetta è riportata la scritta "B.M.V. hujus civitatis Patronae princi­palis restauratum vetustissimum monumentum mirae traslationis simulacri".

Di particolare bellezza è il campanile, del 1625, cuspidato e di proporzioni mas­sicce, che dà slancio all’insieme ed è caratterizzato dalle vistose parastre bugnate e dal coronamento merlato.

La chiesa costruita in muratura in pietrame lavico, ha una cupola emisferica a sesto acuto con lanterna e il tetto a capanna con capriate in legno.

Nei rilievi in bronzo della porta sono ri­portati i nomi di tutte le contrade e dei 24 Casali che dal 1535 al 1548 si riunirono per ordine di Carlo V nell'antica Bronte e che nella Madonna Annunziata, loro protettrice, ritrovarono una nuova "comu­ne identità". La porta è opera è dello scultore brontese Mimmo Gir­bino.

L'interno è a navata unica e presbiterio quadrato ante coro.

  
 

Bronte, Santuario dell'Annunziata, disegno di M. Schilirò

 

L'Annunziata

La Nuova identità

L'alto volere della Corte aveva
messo i Casali in movimento verso
quella unìone che vedeva in Bronte il
      centro vitale.

Poveri alloggi in miseri rioni, 
dava ciascuno lustro ad una chiesa
ove sperava ritrovar la propria
      identità.

Tutti i quartieri però ravvisàro
nell'Annunziata qualcosa in comune,
onde donàro lavoro e denaro in
      gara d'amore.

Quando tra luci e splendore miràro i
rudi pastori la Vergine Santa e
l'Angel celeste, rapito sentìro
      l'essere tutto.

Videro genti, di fiducia colme,
d'ogni Casale colà convenire e
ricuperare nuova una comune
      identità:

da Borgonovo porta una vedova i
segni di cruda violenza subìta,
mentre le bande scorazzano ancora
      libere ovunque;

da Castellàci migrata una donna
quivi conduce tre figli consunti
dalla malarìa e fidente li affida
      alla Madonna;

capitan pure certi che la lava
dalle lor case aveva dispersi
alla ricerca di nuova dimora in
      sede tranquilla;

da carestia afflitti non pochi
vengon ploranti con calore a chiedere il 
sole o la pioggia perchè le campagne
      hanno cuor duro:

sostan qui tutti, riprendon vigore e
una speranza, apparsa svanita,
che fondamento terreno non ha, ma
      solo divino.



Stralcio dalla poesia "L'Annunziata"
che Pasquale Spanò
scrisse nel 1966
(Etnei, Torino 1993).


Racconta la leggenda del "baratto", del lungo "viaggio" della statua della Annunziata attraverso i boschi dell'Etna fino a Bronte e della
comune "nuova identità"
che gli abitanti dei 24 Casali, costretti a riunirsi in Bronte per ordine regale, trovarono nella loro Protettrice.

Sopra, il disegno della lunetta, posta  sopra la porta di ingresso, ricorda la leggenda del trasporto e dell'arrivo a Bronte delle due statue del Gagini



Il disegno della chiesa è una china di Mario Schilirò




VEDI PURE
Bronte e la devozione alla Madonna Annunziata



Il Santuario dell'Annunziata
sulle reti televisive nazionali

Domenica 25 Marzo 2007 dal Santuario dell'Annunziata è stata trasmessa in diretta televisiva nazionale su Rete Quat­tro, una celebrazione liturgica presieduta dall'arcivescovo di Catania mons. Salvatore Gristina.

Anche la Rai, il 10 Marzo 2002, aveva trasmesso, sempre in diretta nazionale, la messa celebrata dall'allora arcivescovo di Catania mons. Bommarito. Occasioni eccezionali che hanno, fra l'altro, consentito di far conoscere in modo prestigioso la Città di Bronte e di presentare agli occhi di milioni di fedeli l'armonia e la bellezza del nostro antico Santuario.

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Particolari della porta di ingresso e della facciata principale della chie­sa. Nella lunetta è raccontata la tradizione del trasporto dell'im­ma­gine delle due statue (la Vergine e l'Angelo) su un carro trainato da buoi. La data "1631" scolpita sul davanzale della finestra ricorda  quan­do fu completata la facciata della chiesa.

Particolari della porta della Chiesa dell'Annunziata e della possente struttura del campanile (1625). La porta è opera dello scultore bron­tese Domenico Girbino e ricalca esattamente quella della Chiesa della Catena, dello stesso autore.


Il PORTALE

Particolari dell'anti­co portale in pietra are­na­ria (sicura­mente una delle par­ti più carat­teri­stiche ed anti­che della chiesa).
Sebbene sfaldati dal tempo, gli stipiti ed il frontone pre­sen­tano ancora corret­tezza di di­segno nel fiorame, nelle figure di put­tini e di demoni a rilievo che l'adornano.

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