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DICEMBRE 2015 / GENNAIO 2017

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24 Gennaio 2017

LUCIA CASTIGLIONE, 104 ANNIDopo le 100 candeline spente un anno fa da nonna Nina Attinà e le 104 spente da nonna Nunziatina a dicembre 2015, un'altra nonnina brontese festeggia in allegria e buona salute i suoi 104 anni. Ancora una conferma di Bronte città dalla popolazione particolarmente longeva

I 104 anni di nonna Lucia Castiglione

E’ stata una bella festa per nonna Lucia Castiglione che, attorniata dall’affetto dei suoi numerosi nipoti, di tantissimi amici e conoscenti, ha spento le sue 104 candeline, coccolata dal personale e dagli ospiti della Casa di Riposo dell’“Istituto S. Vincenzo de' Paoli - P. A. Marcantonio”.

Rimasta vedova da diversi anni nonna Lucia nonostante l’età è ancora autosufficiente e rappresenta una gioia ed un riferimento di saggezza e valori positivi per tutta la famiglia e la comunità nella quale vive.

La festa è stata organizzata dal Consiglio d'Amministrazione dell’Istituto e, particolarmente, dal suo Presidente Prof. Luigi Minio che ha tradotto in due brevi poesie il pensiero di tutti e lo ha fatto esprimere agli alunni delle Quarte Primarie A e B del 1° Circolo Didattico.

Alla festa hanno voluto partecipare la Conferenza Vincenziana San Biagio, gruppi di Volontariato, il Dirigente Scolastico del Primo Circolo "N. Spedalieri", gli alunni e le Maestre Carola e Pina Campagna, la Pro Loco, tutto il personale della Casa di Riposo e tanti altri amici e conoscenti che hanno riempito il salone dell'Istituto.

Lucia che ieri ha compiuto 104 anni augura a tutti di seguire il suo buon esempio.

Lucia, ricordi ancora

Quando, bambina come noi, andavi a scuola,
al Collegio Maria, con la Maestra Lando?
Quando anche tu giocavi,
a settimana, allora, o chianu ra Nunziata
o coi fratelli, Nino e Pietrino,
Maria Annunziata e Alfina?

Poi sei cresciuta, hai conosciuto Nunzio,
tuo compagno di vita, per oltre cinquant'anni.
Avevi ventiquattr'anni, quando lo sposasti,
ma venti di guerra lo portarono lontano.
Furono lunghi quegli anni, anni di guerra

Poi ritornò ai suoi campi, a Rugura, a Gullia
mentre tu in casa, solerte, sfaccendavi,
facevi il pane, lavoravi ai ferri,
non perdevi di vista i bisognosi.
Ricordi la vicina, vecchietta sola, infreddolita,
a cui nel duro inverno
portavi la brace del tuo forno?
Fosti solare, per tutti tosti mamma, sorella ed amica.

Giunsero presto i novant'anni,
tutti andaste in campagna a festeggiare.
Ancora eri vivace, chiedesti una corda
e come noi bimbi iniziasti a saltellare.

Dieci anni ancora.
Una brutta caduta
venne a limitare la tua vita.
Seguisti la sorte di tanti altri.
Anche a Pietro, Gesù preannunziò:
Quand'eri giovane andavi dove tu volevi,
tu ti vestivi e ti calzavi…

Avevi già cent'anni, venisti qui, in Casa di Riposo.
Altri ti sono attorno.
con l'amore che tu solevi dare,
altri ti vestono, ti calzano,
ma tu conservi ancora il tuo sorriso,
irradi attorno a te serenità.

In quel tempo c'eri

Ci sembra tanto lontano
quello che la nostra maestra ci racconta.
Era il 28 giugno del 1914 e a Sarajevo
un colpo di pistola
innescò la scintilla di una guerra immane.

Ma in quel tempo tu c'eri.

Lo abbiamo cantato tante volte
Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio.
dei nostri fanti il ventiquattro maggio.
Seicento mila di loro non fecero ritorno.

In quel tempo tu c'eri.

4 novembre del 1918.
Le campane del Paese, gioiose. suonarono a festa,
la gente con coccarde e bandierine tricolore
si riversò nella piazza,
anche tu, accompagnata per mano.

In quel tempo c'eri

Giunse il 28 ottobre del 1922.
Uomini in armi, con in testa Benito Mussolini
marciarono su Roma.
Nel bene o nel male,
trascorsero vent'anni tra stenti ed euforie.
Si parlò di Vie del nuovo impero,
si marciò per conquistare un posto al sole,
per le strade si cantò Faccetta nera.

In quel tempo tu c'eri.

Poi ancora, una guerra spietata
da paesi lontani giunse fino a noi.
Sentisti i rombi minacciosi di aerei, portatori di morte.
Bombe sorde e assordanti si riversarono su Bronte.
Case sbriciolate crollavano lugubri, su corpi martoriati.
Seguì la resistenza, lotta crudele tra fratelli.

In quel tempo tu c'eri

Grazie Lucia
Quando i nostri figli, i figli dei nostri figli
e forse ancora i loro figli
studieranno queste pagine di storia,
noi diremo che abbiamo conosciuto
una splendida donna

che in quei tempi c'era.



14 Dicembre 2016

Oftalmologo appassionato di fotografia di origini brontesi

Flavio Spedalieri, fotografo d’argento 2016

Secondo classificato in Australia fra 1800 concorrenti

Tra i 1800 concor­renti in Fotografia Artistica, provenienti da tutta l’Australia, Flavio Spedalieri, figlio di brontesi nato in Australia si è clas­sificato secondo nel concorso foto­grafico tenutosi a Sidney il 5 Novembre 2016 ottenendo così la presti­giosa onori­ficenza di “Fotografo d’Argento dell’Anno”.

Flavio Spedalieri, giovane oftalmologo appassionato di fotografia, è figlio di Bruno e nipote di Roberto (il Peppino di Capri brontese, recentemente scomparso) molto noti fra i brontesi in Australia dove emigrarono nel 1973 ed ai nostri lettori.

Il rotocalco australiano “Pittwater Life” ne riporta l’evento in questi termini:

«Il vinci­tore del Concorso Foto­grafico abita nel Litorale Nord di Sydney. Flavio pos­siede grande inte­resse per le scienze tecno­logiche. Fin dalla giovane età si è dedicato allo studio dell’elet­tronica, dell’ottica e del laser; disci­pline che oggi fanno parte integrante della sua profes­sione nel campo medico dell’oftalmo­logia. Così Flavio ci spiega: “Nella mia qualità di ingegnere in Elettronica applicata alla disciplina del Laser mi dedico allo studio di apparecchi fotografici intesi a identificare nell’occhio eventuali malattie e deformazioni a scopo di diagnosi medica.”»

La professione lo chiama a volare spesso nelle capitali dei vari Stati Australiani, in Nuova Zelanda, a Taiwan e a Hong Kong e gli ha dato modo di ammirare paesaggi nuovi che ha voluto immortalare con la fotografia.

Flavio è invaghito dalle bellezze della Costa Meridionale del Nuovo Galles del Sud ed è appunto una foto scattata in quei luoghi, al Faro di Wollongong, in una sera tempestosa che gli ha fatto vincere l’ambizioso premio. In questo stesso anno 2016 aveva già ottenuto la medaglia d’Oro ad una esibizione fotografica dello Stato del Nuovo Galles del Sud.

Bravo Flavio, congratulazioni da tutti noi e avanti con coraggio e passione per ottenere il premio d’Oro.



13 Dicembre 2016

“Forum sul Piano paesaggistico dell’area Simeto-Etna”

Piano paesaggistico, l’attuale bozza non piace e va ritoccata

Sovrintendenza e Regione disponibili

C’è apertura da parte della Soprin­ten­denza di Catania e da parte dell’as­sessore regio­nale ai Beni cultu­rali, Carlo Vermi­glio, a rivedere la bozza del Piano paesag­gistico. Certo, però, così come è stato pre­parato, piace poco un po’ a tutti.
Questo è emerso in occasione del “Forum sul Piano paesag­gistico dell’area Simeto-Etna”, orga­nizzato dall’Alcap (asso­cia­zione di pro­fes­sionisti, arti­giani e im­pren­ditori) di Bron­te e patro­cinato dagli ordini e collegi pro­fes­sionali etnei all’in­terno del Real Collegio Capiz­zi. Presenti il vice sin­daco di Bronte, Vittorio Triscari e gli ammini­stra­tori dei Comuni della Valle del Simeto e del ver­sante nord dell’Etna, tutti hanno contestato gli ecces­sivi vincoli che il Piano impone in alcune aree. Vincoli che, a sentire i relatori a Bronte, se istituiti nel passato, avrebbero pure pena­lizzato la pistacchi coltura.
E se Randazzo ha segnalato come spesso la Soprin­tendenza veda boschi, con tutti i vincoli che ne scatu­riscono compreso l’assoluta ine­difi­cabilità, dove c’è appena qualche albero, ci si rende conto di come il territorio rischi la mummi­ficazione.

«Vi siete chiesti - ha detto il sottose­gretario Casti­glione - perché nei pistacchieti non si verifi­cano incendi? Perché sono curati dagli uomini». [La Sicilia, 14 Dicembre 2016]



9 Dicembre 2016

Forum Intercomunale con l'Assessore regionale ai Beni Culturali, Vermiglio

Piano Paesaggistico dell’Area Simeto Etna

Saranno presenti il Sottosegretario on. Giuseppe Castiglione, l’on. Nino D’Asero e i sindaci dei dieci comuni del territorio

Alle ore 16 di lunedì 12 dicembre, nell’Auditorium Calanna del Real Collegio Capizzi, rappresen­tanti istituzionali e liberi profes­sionisti terranno un Forum sul Piano paesaggistico dell’area Simeto-Etna.

Organizzato dall’Alcap (associazione di profes­sio­nisti, arti­giani e impren­ditori) di Bronte e patro­ci­nato dagli Ordini e dai Collegi etnei degli Architetti, Inge­gneri, Geologi, Agro­nomi e Geometri, l’evento, oltre ad essere momento di aggior­namento profes­sionale, mira a fornire un contributo di idee sul­l’adot­tando Piano Paesag­gistico della provincia di Catania, con particolare riferimento ai territori dei Comuni della fascia Simeto-Etna (Adrano, Bian­cavilla, Bronte, Castiglione di Sicilia, Maletto, Mania­ce, Paternò, Ragalna, Randazzo e Santa Maria di Licodia).

Piano Paesaggistico Area Simeto-Etna

Il contributo di architetti e ingegneri per superare le criticità

Durante l’incontro l’assessore regionale ai Beni cultu­rali Carlo Vermiglio e la soprin­ten­den­te di Catania Maria Grazia Patanè hanno affermato che lo stato attuale del Piano può di certo evol­versi grazie a un processo più di ampio di parte­ci­pazione.

In questa cornice di collaborazione tra le istitu­zioni, gli Architetti consegneranno nelle prossime set­timane alle Autorità preposte uno studio ragio­nato sulle proble­ma­tiche riscontrate, mentre gli Inge­gneri offriranno un contributo tecnico per deter­minare l’aspetto della salva­guardia del paesaggio.

«Il Piano Paesaggistico – ha commentato Giu­sep­pe Scannella, presidente del­l'Or­dine pro­vinciale degli archi­tetti – è uno stru­mento di autogo­verno dei ter­ritori di grande respon­sabi­lità, attraverso cui indiriz­zare la pianifi­cazione urba­nistica verso un proces­so di svilup­po soste­nibile che dia valore alla trasmis­sione dei saperi, dei beni culturali, del­la cono­scenza diffusa dei territori.
Ecco perché è fonda­mentale sia cono­scere le esigenze del ter­ritorio attraverso un processo di ascolto attento delle istanze delle comunità, sia mettere in rela­zione i due momenti di pianifi­ca­zio­ne: quella del pae­saggio e quella urba­nisti­ca. Il Piano deve essere inter­pretato come stru­mento di servizio, lontano da funzioni mera­mente impo­sitive».

«I Comuni – ha aggiunto Santi Maria Cascone, presi­dente dell'Ordine degli ingegneri della pro­vincia di Cata­nia – devono essere respon­sabi­liz­zati e resi prota­go­nisti delle scelte che riguar­dano anche la gestione dei beni paesag­gistici così come sta­bilito dalla Conven­zione europea del Pae­saggio, al fine di orientare e armo­nizzare le tra­sfor­ma­zioni che seguono i muta­menti di natura sociale, econo­mica e ambien­tale. Il Piano Pae­sag­gistico che sarà adottato avrà un chiaro e utile impatto sui ter­ritori dell’area, che così dovranno adeguare la loro pia­nifi­cazione urba­nistica tenen­done presente l’impor­tanza strategica del nuovo docu­mento».

L’uso responsabile del sistema dei vincoli e delle tutele non sempre emerge chia­ramente dagli elaborati di cui oggi si ha cono­scenza, a volte perché basati su carto­grafie obso­lete, a volte non rispondenti alle realtà ter­ritoriali. Come nel caso della indivi­duazione dei boschi che, allo stato risponde più a un obbligo burocratico di rispetto verso cartografie inat­tendibili.

«Tutti i piani regolatori generali dei comuni – dichia­ra l’ing. Giuseppe Montagno, presidente dell’Alcap – dovranno ade­guarsi al futuro Piano Paesaggistico che, su proposta del­la Soprin­tendenza ai Beni cultu­rali e ambientali, verrà adot­tato dall’Asses­sore regionale ai Beni culturali. Per questo, abbiamo coinvolto, oltre agli ordini professionali che rin­graziamo per il patrocinio, gli attori principali di questo importante strumento di pianificazione e tutela del territorio, ai quali manifestiamo la nostra gratitudine per aver accettato l’invito».

Il Forum aprirà con i saluti del presidente dell’Alcap e dei Presidenti degli Ordini e Collegi etnei, arch. Giuseppe Scannella, ing. Santi Cascone, agronomo Corrado Vigo, geologo Giuseppe Collura, geom. Paolo Nicolosi.

Quindi seguiranno le relazioni dell’arch. Luigi Longhitano e del topografo geom. Antonio Mantineo (designati dall’Alcap), dell’ing. Giuseppe Paparo (presidente dall’Associazione EuropeArching di Randazzo), dell’arch. Nicolò Gurgone (presidente dall’associazione Laboratorio Simeto, Adrano) e del prof. Luigi Puglisi (presidente dall’associazione ViviSimeto, di Paternò). Previsti anche gli interventi del Soprintendente ai Beni culturali e ambientali della provincia di Catania, Maria Grazia Patanè, dell’on. Nino d’Asero (Presidente Commissione Ars Statuto e componente Commissione Ars Attività produttive) e del sottosegretario di Stato all’Agricoltura on. Giuseppe Castiglione.

Seguirà il Forum con gli architetti Fulvia Caffo e Giovanni Laudani (progettisti del piano) e Benedetto Caruso (dirigente sezione Paesaggistica della Soprintendenza ai Beni culturali e Ambientali) e i sindaci dei dieci comuni. Concluderà i lavori l’assessore regionale ai Beni culturali e identità siciliana, avv. Carlo Vermiglio. Modera l’incontro il giornalista Luigi Putrino.

 

5 Novembre 2016

ARTE IN MOSTRA
Personale dell’artista brontese

Ninetta Minio nella Pinacoteca Sciavarrello

“Le mie emozioni di fronte alla natura”

Si è conclusa la personale di pittura dell’artista brontese Ninetta Minio, esponente anche della corrente Verticalista, che ha esposto molti suoi quadri nella Pinaco­teca Nunzio Sciavarrello. Dalle sue straor­dinarie opere traspare intensità compositiva, ritmo e ricerca interiore, attitudini queste, ispirate chiaramente al naturalismo e alle attività oniriche.

La mostra è stata aperta dal 15 ottobre al 6 Novembre. E’ stato un evento culturale di sicuro spessore, rappresentando un momento impor­tante, non solo per la comunità di Bronte ma per tutto il panorama artistico locale, siciliano e nazionale.

Ninetta Minio, nata a Bronte, dove risiede ed opera, attiva nel ricco panorama artistico contemporaneo italiano, ha svolto e continua a svolgere un'intensa attività artistica fatta di mostre personali e di partecipazioni a qualificate collettive in Italia e all'estero. (Blasting News.it)



, 1 Settembre 2016

A quasi 50 anni dal suo “addio” alla città, un incontro-amarcord all’interno del Real Collegio Capizzi

Don Gliozzo, maestro più che “padre”

Il magistrato Piero Martello: «Aveva sempre una grande attenzione per tutti»

Il parroco è stato un faro per i giovani, for­mando ed educando tanti ragazzi di tutte le estrazioni sociali

Maria Montessori, autrice del metodo educativo praticato nelle scuole di tutto il mondo, è stata chiara: «La prova di una corretta procedura educativa - ha affermato - è la felicità dei ragazzi». Ed erano sicuramente felici gli allora ragazzi di Bronte quando stavano assieme a padre Giuseppe Gliozzo, maestro di cultura e di vita che in tanti ricordano come «‘U Parrinu».

Gli anni erano quelli a cavallo fra il 1950 e il ‘70, quando il boom economico imponeva un rinno­vamento culturale e generazionale.

Guai a restare indietro. Guai a non comprendere i cambiamenti che caratterizzarono anche la Chiesa, impegnata nel dibattito del Concilio Vaticano II.

E padre Gliozzo, ai tempi, da assistente spirituale dell’Azione Cattolica brontese, fu un luminoso faro per la crescita di tanti ragazzi, formando ed educando tantissimi giovani di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali.

Per farlo utilizzava le frecce più acuminate del suo prezioso arco, ovvero l’umanità, la spiritualità, l’amicizia, la lealtà, il rigore, la responsabilità, la coerenza e una inusuale (per i tempi) apertura mentale, oltre a un approccio maturo anche ai temi religiosi che lo differenziavano dal resto del clero, spesso per questo ostile.

Per lui, prima di essere buoni cristiani, bisognava essere buoni cittadini, un prezioso insegnamento che è rimasto impresso nei giovani che ai tempi hanno avuto la fortuna di seguirlo.

E quando nel 1970 è stato trasferito a Catania per diventare vice-rettore del seminario arcivescovile, per molti a Bronte si creò un vuoto difficilmente colmabile.

Dalla data di quel saluto da Bronte sono passati quasi 50 anni, ma i suoi ragazzi non lo hanno dimenticato.

Anzi, nel desiderio ancora fervido di ringraziare il loro “maestro e padre”, hanno organizzato, questa sera, alle 17.30, all’interno del Real Collegio Capizzi, un incontro per riabbracciarlo e fargli rivivere i ricordi di quel tempo attraverso una raccolta delle tantissime fotografie e diapositive.

Sarà una festa fatta di ricordi, testimoni di un amore fra Bronte e padre Gliozzo che non si è mai affievolito, come dimostrano le tante lettere che i suoi allievi in questi anni hanno scritto.
Molte di queste sono gelosamente custodite all’interno del sito internet www.bronteinsieme.it, autorevole scrigno della storia e della cultura brontese.

«Di Don Pippo - scrive Nicola Lupo - mi ha dato qualche notizia mia sorella Zina, la quale lo ha incontrato nella parrocchia del Crocifisso in Catania e in quella occasione egli le rifiutò una offerta dicendole di darla direttamente ai bisognosi; inoltre, le disse che per non avere paura dei ladri basta non avere nulla tranne l’indispensabile e le indicò il suo calice di legno dipinto».
«Non ricordo - scrive Piero Martello, magistrato e presidente del Tribunale di Milano - di aver mai visto padre Gliozzo trattare con me, o con chiunque altro, in maniera distratta, ma sempre con un’attenzione vera direttamente mirata alla persona nella sua individualità».

«La tua disponibilità verso tutti - aggiunge Tano Lupo, rivolgendosi direttamente al parroco - il tuo spirito d’iniziativa, il coraggio nel manifestare le proprie idee, la coerenza nel vivere cristianamente la propria fede, facevano di te un punto di riferimento e un esempio da imitare».

«Egli continua a sentire - scrive Francesco “Ciccio” Capizzi - la o hanno fatto parte della sua storia non vadano perduti lungo il cammino della vita» e quindi mantiene vivi con tutti il legame iniziale. E, allora, bentornato padre Gliozzo, maestro di cristianità e di vita. [Gaetano Guidotto]

2 Settembre 2016

Toccante "rimpatriata" ieri sera nell'auditorium del Real Collegio Capizzi

Gli ex allievi abbracciano don Gliozzo

 

14 Agosto 2016

«Gliozzo & Company» alle 17,30 di Giovedì 1° Settembre

Padre Giuseppe GliozzoDopo 50 anni… ancora insieme

Per rivivere, con foto e diapositive, insieme a p. Gliozzo quei preziosi anni di formazione, di attività e di amicizia

Padre Giuseppe Gliozzo (“Don Pippuzzu”), oggi parroco a Catania, negli anni ’50/70 assistente spirituale dell'Azione Cattolica brontese, formò tantissimi giovani di tutte le età e di tutte le formazioni che trovarono in lui un educatore di grande umanità e spiritualità, un amico ed un confidente prezioso, ricevendo un grande impulso alla formazione sia religiosa sia civile che è rimasto patrimonio indelebile per tutta la loro vita.
Alcuni amici di allora hanno oggi realizzato una selezione delle migliaia di fotogra­fie e diapositive che in quei decenni sono state scattate da padre Gliozzo ai ra­gazzi e ai giovani (ora naturalmente non più tanto ragazzi, non più tanto giovani …) che con lui hanno condiviso le espe­rienze nell’Azione Cattolica, nel Real Collegio Capizzi, nella Gioventù Operaia e Gioventù Studentesca e nel Piccolo Seminario.
Tali foto saranno riversate in un CD, per poi farne una proiezione pubblica che fornirà una bella l'occasione per rivedersi e per incontrare nuovamente Pippo Gliozzo, il loro maestro e punto di riferimento per tanti anni che li riuscì ad aggregare e coinvolgere in attività religiose, culturali e ricreative.
Allo scopo di coinvolgere nell'evento tutti i giovani di allora che frequen­tavano o seguivano a Bronte padre Gliozzo, gli organizzatori invitano chi vuol collaborare ad inviare foto riguardanti quel periodo e quelle espe­rienze ed a pubblicizzare l’evento fra gli amici interessati nel numero più vasto possibile.
La manifestazione avrà luogo alle 17,30 di giovedì 1 settembre, presso la Cappella dell'Imma­colata, l’ex cappella interna o dei collegiali del Real Collegio Capizzi. Naturalmente, l'invito è esteso a chiunque abbia piacere di partecipare e chiunque può portare le proprie foto (in cartaceo o, preferibilmente, scannerizzate in file) in vista di un ampliamento della raccolta.
(Bronte Insieme)

 

FOTO E DIAPOSITIVE DOC
Questa sera alle 17.30, all’interno del Real Collegio Capizzi di Bronte si svolgerà la ma­ni­festazione “Dopo ... dopo 50 anni... an­co­ra insieme per rivivere, con foto e diapo­sitive, quei preziosi anni di forma­zio­ne, di attività e di amicizia assieme a padre Glioz­zo”. Si tratta di una cerimonia di ac­co­glien­za di padre Giuseppe Gliozzo che, invi­tato dai suoi ex allievi, per un giorno torna a Bronte.
Per molti sarà l’occasione per riabbrac­cia­re il Parroco che negli anni 50 e 70 ha edu­cato tanti brontesi e per rivedere insieme con lui le foto di un tempo.
I suoi allievi brontesi che, nonostante siano passati interi decenni, non lo hanno dimen­ticato hanno preparato un dvd con tantis­simi scatti.
Un modo originale per ringra­ziarlo e sen­tire ancora una volta le sue parole.

IL RITRATTO
Un sacerdote vero, capace di aiutare il prossimo
g.g.) La storia di padre Giuseppe Gliozzo ci descrive un sacerdote vero e vivace, in grado di fondare a Bronte oltre all’Azione catto­lica, la Gioventù studentesca e la Gioventù operaia per abbrac­ciare i giovani di tutte le classi sociali. Pur di aggregare organiz­zava cine­forum, campeggi, il Grest, le passeggiate in montagna, le gite e anche le olimpiadi. Tutti lo ricordano per gli insegnamenti, la dispo­nibilità e i consigli.
Quando andò via, fu una grande perdita. Tutti sapevano, però, che Padre Gliozzo, ovunque si fosse trovato, avrebbe continuato a elar­gire saggezza e bontà, vivendo la sua missione sempre in prima linea a favore dei più deboli e degli emarginati, anticipando e domi­nando le questioni sociali.
Pensate che nel dicembre del 2003 ha organiz­zato nei locali del­l’Azione Cattolica di Catania un incontro per lo scambio di auguri tra gli omosessuali cattolici e i loro amici, e oggi, parroco della par­roc­chia “Crocifisso della Buona Morte”, fra le realtà più difficili del vec­chio quartiere di San Berillo, dà sostegno agli emarginati, ai poveri e anche agli immigrati. Nel 2007 ha festeggiato 50 anni di sacerdozio e ancora oggi trova forza e volontà per pensare al prossimo.

 




29 Giugno 2016

Etna. Il forte disappunto nella testimonianza di uno studioso tedesco

Il rifugio di Monte Scavo, sito a circa 1.800 metri di quota sul versante ovest dell’Etna, è ridotto in condizioni precarie

Un Vulcano umiliato dai segni del degrado

Qualcuno deve farsi un esame di coscienza, sia chi abbandona rifiuti sia chi dovrebbe far sì che questo non succeda

L'Etna e l'ampia vallata di Contrada Difesa viste dalla RivoliaDalla “Grande Bellezza” alla “Grande Vergogna”. C’è l’infinita curiosità umana,la passione per la natura, l’irresistibile fascino di fenomeni sempre più studiati e sempre più avvolti nel mistero del vulcano. C’è tutto questo, e molto altro, fra le molle che spingono l’uomo ad approcciarsi all’Etna, conoscerla in tutti i suoi aspetti o per viverla qualche ora, immersi nei boschi davanti all’incanto del paesaggio.

Dev’esserci, però, anche qualcos’altro se, dal contatto tra la montagna e la sua gente, quello che viene fuori non è solo bellezza che crea altra bellezza, ma sempre più spesso sfregi ambientali, degrado, spazzatura. Ovunque, a macchia d’olio, fino addirittura a luoghi tanto distanti da essere sempre ritenuti al riparo da quel malcostume - l’abbandono incontrollato di rifiuti per strade, campagne, spazi pubblici - così difficile da estirpare.

C’è, quindi, davvero da arrossire d’imbarazzo quando sull’Etna si affaccia lo sguardo del mondo, nelle sembianze di migliaia fra turisti, visitatori, scienziati, studenti. L’ultimo caso portato alla ribalta dall’indignazione di coloro che vorrebbero un vulcano sempre più bello e quindi più pulito riguarda il rifugio di Monte Scavo, versante ovest, a circa 1800 metri di quota. Uno dei molti punti di ristoro sempre aperti che si incontrano lungo la pista altomontana che gira intorno all’Etna, nel cuore della zona A del Parco.

«Non mi aspettavo di trovare uno scempio del genere», confessa Boris Behncke, vulcanologo tedesco dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che lì è giunto qualche giorno fa assieme a quattro giovanissimi studenti di scienze geologiche provenienti da Spagna, Francia, Germania, Regno Unito. E a Monte Scavo ha trovato l’accoglienza di «immondizie in quantità sparse intorno al rifugio, persino dentro la cisterna dell’acqua piovana». Eccola, la “Grande Vergogna”.

«Questo - continua Behncke - ha suscitato grande impressione nei ragazzi. Abbiamo girato per l’Etna e vedendo, poi, le condizioni delle strade sembra abbiano capito davvero quanto sia diffuso il problema». Come spesso capita, il ricercatore ha condiviso le foto dello scempio sui “socìal”, scatenando il consueto coro d’indignazione e condanna verso «la mala gestione del territorio etneo». Un coro che, ormai, non basta più: «Qualcuno deve farsi un bell’esame di coscienza - aggiunge Behncke - tanto coloro che buttano rifiuti in giro, quanto coloro che dovrebbero, per mestiere e per funzione, far sì che questo non succeda».

Per raggiungere Monte Scavo bisogna camminare per un bel po’, molto probabile dunque che i rifiuti siano stati lasciati lì da escursionisti: «È davvero inquietante che questo accada in luoghi finora risparmiati». [Francesco Vasta]



6 Giugno 2016

Il «regista» del Bronte oggi scrittore

Il sussurro del vento

Alfredo Catania, Nino Paparo e Turi CalvagnoPresentato al Circolo di Cultura il libro di Turi Calvagno

Successo e apprezzamento al Circolo di Cultura “E. Cimbali” per il professore Turi Calvagno che lo scorso 1° giugno ha voluto presentare ai brontesi il suo nuovo libro “Il sussurro del vento”, preceduto da una recensione di Alfredo Catania.

Salvatore Calvagno (nella foto a destra con l'attuale presidente del Circolo di Cultura, Nino Paparo, e Alfredo Catania) è nato a Biancavilla nel 1942. Laureato in Filosofia, è stato professore di Italiano e Storia. In pensione dal settembre 2001 si è dedicato alla scrittura pubblicando “Tra paura e sogni” (luglio 2006) e “Liebelei” (luglio 2010).

E’ molto conosciuto e benvoluto a Bronte dove 50 anni fa, per circa un decennio, è stato l’illuminato regista e l’anima del Bronte, la squadra di calcio della Polisportiva di Nunzio Calì, che tante soddisfazioni diede al San Nicola ai tifosi ed all’ambiente sportivo locale. Oggi vive a Belpasso, terra dei suoi antenati, alle pendici del­l’Etna. Sposato con Paola Tumidei ha tre figli: Daniele, Giuseppe Stefano e Mariangela Luisa.

Questo suo nuovo romanzo, “Il sussurro del vento”, è la “historia minima” di un amore a prima vista, di una infatuazione giovanile non corrisposta, nemmeno aperta­mente dichiarata, e che non trova alcun riscontro nell’altra ma che tormenta, angoscia e lascia un segno indelebile nell’animo. E’ l’inseguimento attraverso il tempo e lo spazio dell’amata che viene ritrovata solo in età avanzata ma quando ormai niente è più come prima o come era stato sognato ed inciso nell’animo.

«Il libro - scrive l’Autore nella Prefazione - nasce dal desiderio di riempire il vuoto di una vicenda lontana, avvolta nella nebbia, inghiottita nel mare del nulla. Esso soffre di un forte desiderio di attenersi fondamentalmente alla verità delle cose narrate.»

Per questo l’Autore ha cercato di ricostruire la vicenda (autobiografica?) su documenti, testimo­nianze dirette, sentimenti delle persone e del tempo. Soltanto per dare vivacità alla narrazione talvolta è andato oltre questi presupposti.

«Il tentativo – scrive Calvagno - di restare fedeli a un quadro autentico di quella realtà piena di delusioni, di ansie e di aspettative, tra slanci e miserie, e di gettare qualche luce sul segmento più remoto del nostro breve viaggio attraverso le vicende di alcune persone, è il solo scopo che ci siamo prefissi (…)». Questa storia minima «starà a testimoniare vari momenti di paura, di disagio, di delusione e di credo, attraverso una vicenda umana comune, seppur movimentata, forse non eroica, ma al tempo stesso dignitosa se vissuta con abnegazione e onestà.»



26 Maggio 2016

L’Associazione premia gli alunni che hanno conseguito i migliori risultati nello studio della lingua francese

Il “Radice” nell’Albo d’Oro dell’A.m.o.p.a.

Ventinove. Tante sono le righe che l’Istituto Superiore “Benedetto Radice” di Bronte è riuscito a guadagnarsi nell’Albo d’Oro dell’A.m.o.p.a.(Association des Membres de l’Ordre des Palmes Académiques). Una pagina, già di storia, che premia anni di alacre impegno e passione del dipartimento di lingua francese dell’Istituto etneo, che ha per referente Anna Caruso.

Per la prima volta, infatti, la sezione italiana dell’insigne associazione dei francesisti ha concesso il prestigioso riconoscimento agli studenti brontesi, distintisi per l’eccellenza dei risultati raggiunti e le competenze acquisite.

L’istituzione, che ha vita bicentenaria, fu fondata da Napoleone Bonaparte per tributare l’onorificenza ai professori dell’Università la “Sorbonne”, nel 1808. Da allora le Palme Accademiche sono concesse dalla Repubblica Francese a uomini di cultura e studiosi, ma soprattutto a docenti - di ogni nazionalità - che “della lingua francese e della cultura, dell’arte e civiltà che essa veicola, si sono fatti promotori nei cinque continenti”.

MARIA PIA CALANNA, PRESIDE IISS RADICE (2016)«Bravi, bravi, bravi» è la chiusa del messaggio gratulatorio che il dirigente scolastico Maria Pia Calanna (foto a destra) ha indirizzato ai suoi alunni; una formula che - da sola - condensa l’emozione per questo nuovo successo.

Nella cerimonia del 10 maggio scorso presso il Liceo “Galileo Galilei” di Catania, alla presenza delle autorità dell’Ordine e dei rappresentanti del C.S.A. etneo, gli alunni dei corsi “Amministrazione Finanza e Marketing” hanno ritirato, nominalmente e con soddisfazione, la pergamena, prima di concludere la trasferta nel capoluogo con la visita alla chiesa di San Francesco Borgia e alle preesistenze archeologiche.

Non stranieri, in sintesi, alla lingua di Hugo, Gide e Baudelaire; lo scorso 12 marzo, infatti, gli alunni di Anna Caruso avevano anche avuto l’opportunità di assistere alla rappresentazione teatrale in lingua francese di “6rano 3.0”, presso il Teatro Odeon di Catania, rivisitazione postmoderna della nota commedia di Edmond Rostand.

Ma ancora, più di recente, una mostra e un convegno sulla vita e le opere di William Butler Yeats - in occasione del 150° anniversario della nascita del poeta premio Nobel per la letteratura nel 1923 e in virtù del legame culturale tra Bronte e l’Irlanda - hanno coinvolto alcune classi del secondo biennio accompagnate da Angela Di Paola e Santina Sottosanti.

Ma quale “straniere”, si potrebbe concludere?! Le lingue nella città del pistacchio sono di casa. (P. A. Sangiorgio)



24 Maggio 2016

Nel Real Collegio Capizzi la cerimonia. Il sindaco: «La memoria storica preziosa per il futuro»

Cattedra Spedalieri, gli studenti premiati al concorso letterario sull’emigrazione

È stata una grande festa. In un auditorium del Real Collegio Capizzi gremito di studenti si è svolta la cerimonia finale del concorso letterario “l’emigrazione italiana nel 900 dai territori di Bronte. Maletto e Maniace”, promosso dalla Cattedra Nicola Spedalieri” ed organizzato in collaborazione con l'Associazione Bronte Insieme Onlus.

Realizzato con il patrocinio dell’assessorato regionale al Turismo della Regione siciliana e dei Comuni di Bronte, Maletto e Maniace, alla cerimonia conclusiva hanno partecipato numerosi ospiti. (...) Ospite d’onore della manifestazione è stato il brontese Carmelo Bianca emigrato 60 anni fa in Francia. «Il fenomeno dell’emigrazione - ha affermato il presidente Martello - ha condizionato la storia e l’economia del territorio. Per questo abbiamo invitato a partecipare anche le scuole di Maletto e Maniace. Grazie all’Assessorato al Turismo ed ai sindaci». (...)

Ma ecco i nomi dei vincitori.

Per le scuole superiori ha vinto “Cambiano le destinazioni, permangono le condizioni” di Simona Leanza e Silvia Lo Castro della 5A Liceo Classico Capizzi. Al secondo posto “Trisnonna Cicca” di Chiara Messina della 3A del Liceo Artistico Capizzi. Terzo il saggio “L’emigrazione di massa 1876-1915” di Dario Sangrigoli della 5B/Cat dell’Itc Radice. Premiati anche Anna Pecorino della 5’ Liceo Scientifico del Capizzi con “L’emigrazione grido ultimo”, e Giuseppe Bontempo, Noemi Marino Gammazza, Miriam Montagno e Rosario Sanfilippo Scena dell’Alberghiero di Maniace con “Emigrazione dai Comuni di Bronte. Maletto e Maniace”.
Per la scuola media ha vinto “L’emigrazione nel secondo dopoguerra” di Sara Portale della 3C dell’Istituto comprensivo di Maniace. mentre secondi ex aequo sono stati: “Emigrazione Italiana” di Luca Fallico della 1F della Scuola media di Bronte, “L’immigrazione e l’emigrazione italiana” di Federica Tirendi e Adriana Marcantonio della 2G della Scuola Media di Bronte, “Bronte School” di diversi alunni di più classi della Scuola media di Bronte, “Ricerca sull’emigrazione di Maletto” di Carla Di Martino, Fiore Saitta e Alice Tirendi della 1A del Comprensivo di Maletto, “Popoli in cammino” di Flavia Manitta, Aurora Meli e Giulia Sciacca della 2G della Scuola media di Bronte e due componimenti con lo stesso titolo “L’emigrazione italiana nel ‘900” realizzati dalla 2A e 3° dell’Istituto comprensivo di Maletto.


15 Maggio 2016

NOI E LA STORIA DI BRONTE
Concorso fra gli studenti di Bronte, Maletto e Maniace - Lunedì 23 maggio la premiazione

L'emigrazione dai territori di Bronte, Maletto e Maniace

Alle ore 10 di lunedì 23 maggio p.v. ci sarà la premiazione del Concorso letterario “Noi e la storia di Bronte” indetto dalla Cattedra Nicola Spedalieri per la memoria storica in Bronte, e la collaborazione dell’Associazione “Bronte Insieme”, quest’anno dedicato a L’emigrazione italiana nel ‘900 dai territori di Bronte, Maletto e Maniace e rivolto a tutti gli studenti delle Scuole d’Istruzione Secondaria di I e II grado di Bronte, Maletto e Maniace.

Questa terza edizione del concorso proponeva agli studenti la ricerca sul fenomeno della emigrazione, che ha interessato il nostro territorio nei decenni trascorsi con l’elaborazione di saggi comprendenti, oltre al testo, foto, immagini, documenti cartacei ed anche interviste svolte con le domande riportate nel bando e testimonianze orali dirette e indirette.

Il concorso prevede l’attribuzione di premi in denaro ai migliori classificati e la pubblicazione dei 10 migliori saggi. La cerimonia avrà luogo presso l’«Auditorium Calanna» del Real Collegio Capizzi. La cittadinanza è invitata a partecipare.

L’edizione precedente del concorso avevano avuto per tema nel 2015 un "Saggio su Ignazio Capizzi”, il sacerdote scrittore e teologo brontese proclamato venerabile da Papa Pio IX nel 1858. Nel 2014 invece fu chiesto agli studenti di elaborare un saggio sulla vita e le opere del filosofo brontese “Nicola Spedalieri” per comprenderne il pensiero e confrontarlo con la contemporaneità.
Maggiori informazioni sul sito della Cattedra N. Spedalieri.


22 Maggio 2016

CATTEDRA NICOLA SPEDALIERI

Domani i premi ai ragazzi

(...) Il concorso, che ha coinvolto gli studenti delle scuole superiori di Bronte col fine di stimolare la conoscenza della storia cittadina e del patrimonio culturale di Bronte, quest’anno ha chiesto ai partecipanti di trattare “l’emigrazione italiana nel ‘900 dai territori di Bronte, Maletto e Maniace”.

Ricordiamo che l’associazione “Cattedra Nicola Spedalieri - Per la memoria storica in Bronte”, è nata grazie all’impegno volontario e del tutto gratuito, all’amore e alla passione di alcuni brontesi. Fra questi il giudice brontese, Piero Martello, presidente del Tribunale del lavoro di Milano: «Ci ha fatto piacere - ha affermato - constatare come numerosa è stata la parteci­pazione dei ragazzi della scuola media, molto meno quella degli studenti degli Istituti superiori. Lo scopo culturale della Cattedra Nicola Spedalieri è sempre stato la salvaguardia della memoria storica di Bronte, costituita non solo dai grandi personaggi come Nicola Spedalieri o Ignazio Capizzi, ma anche dai grandi eventi. Ecco perché quest’anno abbiamo pensato al fenomeno dell’emigrazione che nel nostro territorio nel ‘900 ha avuto grande rilevanza». [La Sicilia]




15 Maggio 2016

Ancora un sos per l'obelisco di Serra del Mergo

«Tutelare e valorizzare l’obelisco di Nelson»

«Tuteliamo e valorizziamo l’obelisco di Serra del Mergo, quello posto fra il verde dei Nebrodi che tutti chiamano Obelisco di Nelson», E’ l’appello che il sindaco di Bronte, Graziano Calanna ed il presidente del Consiglio comunale, Nino Galati, lanciano alle autorità competenti affinché lo storico obelisco, fatto erigere nel 1905 sui Nebrodi a quota 1553 dal Duca Alexander Nelson-Hood in onore del padre morto un anno prima, venga ristrutturato, protetto e raggiunto dai turisti senza rischi.

E per sensibilizzare l’opinione pubblica l’Amministrazione comunale di Bronte, assieme a quella di Maniace, al Cai ed all’associazione Siciliantica di Bronte, alle Pro Loco di Bronte e Maniace, ma anche al Parco dei Nebrodi, al Dipartimento regionale sviluppo territoriale e del Corpo Forestale della Regione Siciliana hanno organizzato una escursione, raggiungendo l’obelisco.

«L’obelisco - ci dice il presidente del Consiglio comunale Nino Galati - si trova in pessimo stato di conservazione. La scritta in latino che tramanda ai posteri perché è stato eretto ed il suo significato è sgretolata e deturpata. I gradini in basamento sono rovinati dalle ruote delle jeep che impropriamente arrivano a ridosso del monumento, senza considerare che qualche concio di pietra è stranamente sparito. Bisognerebbe - conclude il presidente - impedire che le auto arrivino vicino all’obelisco, rendendo transitabile e l’unica che si può percorrere la vecchia trazzera regia appena sottostante».

E per il sindaco Calanna l’obelisco è l’ennesima opportunità per rilanciare il turismo: «Bisogna rilanciare il turismo storico ambientale di questo magnifico territorio in grado si offrire uno dei patrimoni ambientali più belli della Sicilia». [L. S.]



, Palermo 22 Aprile 2016

Giornata di studi sul legame tra il cognome delle tre sorelle inglesi e il paesino ai piedi dell’Etna

Bronte riscopre le sorelle Brontë

Una festa per festeggiare il bicentenario di Charlotte

Bronte riscopre le sorelle Brontë. Un mese dopo la pubblicazione dell’articolo di Repubblica che ha raccontato il legame tra il cognome delle tre sorelle inglesi entrate nell’olimpo della letteratura e il paesino ai piedi dell’Etna, Bronte coglie l’occasione del bicentenario della nascita di Charlotte Brontë - l’autrice di “Jane Eyre” – per celebrare le scrittrici.

Ieri all’auditorium del Real Collegio Capizzi il Comune e le scuole hanno organizzato il convegno “Onorate di chiamarci Brontë” al quale ha partecipato in videoconferenza Maddalena De Leo, presidente della sezione italiana della Brontë society.

Il padre di Charlotte, Emily ed Anne decise di cambiare il suo cognome da Brunty in Brontë: il reverendo Patrick era un estimatore dell’am­miraglio Orazio Nelson - nell’Ottocento un eroe nazionale per l’Inghilterra - che nel 1799 il re Ferdinando di Borbone nominò duca di Bronte.

Dopo gli interventi del sindaco Graziano Calanna, dei docenti e dei giornalisti, gli alunni della scuola media Castiglione, dell’istituto tecnico Benedetto Radice e del liceo Capizzi hanno presentato i lavori sulle tre sorelle preparati nelle ultime settimane. I più piccoli, preparati dalla docente di Lettere Maria Giovanna Mavica, hanno letto – in inglese prima e in italiano poi – le poesie di Emily Brontë, resa immortale da “Cime tempestose”.

I ragazzi dell’istituto tecnico hanno illustrato la ricerca in power point, realizzata con la supervisione della professoressa Angela Di Maria, che ha messo a confronto i paesaggi di Bronte e la campagna inglese dove sono cresciute Charlotte, Emily e Anne.

Gli alunni degli ultimi anni del liceo, infine, coordinati dalla docente Maria Carmela Tomasello, hanno realizzato un bellissimo documentario che affronta più nel dettaglio la figura di Charlotte Brontë: l’iconografia che la ritrae cupa e solitaria è lontanissima dalla vitalità, dall’ironia e dall’in­telligenza di questa grandissima scrittrice che a metà dell’Ottocento ha sfidato le convenzioni battendosi per la libertà e la possibilità per le donne di trovare una propria voce.

“Per noi è un onore riappropriarci di un legame così importante”, ha detto il sindaco Calanna che ha ringraziato pubblicamente Repubblica per aver ricordato a Bronte il legame con le tre scrittrici. La preside del liceo Grazia Emmanuele e la preside dell’istituto tecnico Radice Maria Pia Calanna hanno assicurato che accompagneranno gli alunni nel percorso di riscoperta dei capolavori delle sorelle Brontë: “Questo è solo l’inizio”. (Sara Scarafia)

Nelle foto due immagini dei lavori realizzati e presentati al Convegno dagli studenti per celebrare le sorelle Brontë: gli alunni della I B e della III A dell’istituto tecnico commerciale Benedetto Radice, coordinati dalla docente Alessandra Di Maria, hanno messo a confronto i dintorni del loro paesino ai piedi dell’Etna con la campagna dello Yorkshire dove Charlotte, Emily ed Anne sono vissute. Vedi anche il video "Bronte riscopre le sorelle Brontë- Una festa per festeggiare il bicentenario di Charlotte"



7 Aprile 2016

INIZIATIVA SOLIDALE DELL'«I.I.S.S. BENEDETTO RADICE»

A scuola di solidarietà

Così il "Radice" sostiene il bisognoso della porta accanto

Si potrebbe - di primo acchito - pensare a una nuova pagina di "Cuore" o a un racconto di Gianni Rodari. Certo conforta il fatto che, anche in tempi di istruzione 2.0, il binomio tra scuola e impegno solidale si corrobori e ampli il suo spettro d'azione.

Stavolta per gli studenti dell'«I.I.S.S. Benedetto Radice», non nuovi nel sostegno a Telethon, AIRC, associazioni di volontariato operanti sul territorio, nonché donatori volontari di sangue, c'è un appuntamento diverso. Un'iniziativa autopromossa, ancora coordinata da Sabrina Anello, nell'immediato della visita pastorale che l'Arcivescovo di Catania farà nell'Istituto l'11 aprile.

Su proposta del Comitato Genitori, presieduto da Biagio Schilirò e dal presidente dell'Associazione "Gabriele Allegra" Nunzio Longhitano, sabato 9 (dalle ore 9 alle 13 e nel pomeriggio dalle 16 alle 19), per gli alunni suonerà la campanella della "A scuola di solidarietà". In sintesi, una raccolta di beni indispensabili, prelevati all'ingresso di sette tra i maggiori esercizi commerciali di Bronte, oltre che di dolci della tradizione nostrana. Il ricavato approderà direttamente nelle case di quanti versano in stato di necessità, attraverso i canali delle parrocchie. In primis la "Madonna del Riparo" (nell'area della scuola), poi la periferica "Sant'Agata" quindi – naturalmente - la Matrice e la famiglia francescana.

«Si è soliti ritenere "bisognosi" gli individui oggetto di attenzione mediatica - afferma Maria Pia Calanna, dirigente della scuola etnea - senza guardare al vicino di casa, che spesso cela il suo dramma dietro un silente pudore. Così le difficoltà di disoccupati, anziani, profughi della porta accanto non sempre trovano spazio nelle nostre coscienze. Mi piace vedere l'impegno in questa luce: il tratto chiaro di una scuola che educhi non solo attraverso i contenuti, ma anche con l'impegno concreto e l'azione solidale. Soltanto in questa direzione il paradigma educativo è ancora in grado di offrire risposte universali».

Per il "Radice" di Bronte, scelto dalla redazione del Tg3 (puntata del 4 aprile di "Buongiorno Regione" in cui Pina Lipari ha anche illustrato le linee della didattica sperimentale), quale istituto leader nell'innovazione tecnologica (Cl@sse 2.0), digitalizzazione e buone pratiche in Sicilia, si tratta - dunque- di una missione etica e di un dovere morale. Una mano sul mouse e l'altra sul cuore, invece, per gli studenti. In questo caso veri “samaritani 2.0”. [P. A. Sangiorgio]



, 16 Gennaio 2016

IERI SI E SVOLTA LA TIM-GIRLS-HACKATHON, MARATONA FRA 70 STUDENTESSE DI CINQUE ISTITUTI

Hackathon è una maratona tutta al femminile di sviluppo codice per risolvere un problema, o per migliorare in generale la vita quotidiana, attraverso la creazione di una applicazione o una soluzione tecnologica. E' anche un gioco che aumenta l’autostima e aiuta a affrontare gli attacchi di cyberbullismo. La sfida è, in una sola giornata (circa 7 ore) e senza competenza alcuna, realizzare una vera e propria App su un tema prestabilito.

A Catania gara fra programmatrici del futuro

Ha vinto l’app di cinque ragazze del liceo scientifico “Capizzi” di Bronte

Scegliendo di affrontare con la leggerezza e l’immediatezza del gioco un grave problema come il cyberbullismo, il team formato da Angelica Spatafora, Federica Farina, Paola Incognito, Sara Galati e Roberta Montagna, realizzando l’app CBGame, ha vinto il Tim-GirlsHackathon, il progetto di Tim, realizzato in collaborazione con Codemotion, che ha permesso ieri a 70 studentesse provenienti da cinque Istituti superiori di Catania di confrontarsi con il mondo della programmazione.

Attraverso una rivisitazione del gioco dell’oca, l’app porta i giocatori ad affrontare le sfide allo scopo di far acquisire fiducia in loro stessi in caso di potenziali attacchi di cyberbullismo, fornendo utili consigli per prevenire o denunciare episodi spiacevoli. Un’iniziativa che ha dato anche la possibilità alle partecipanti di scoprire passioni, attitudini e talenti, proponendo di trattare un tema come il cyberbullismo e l’uso consapevole del web.

L’hackAthon è una maratona di coding, nella quale sviluppatori, hacker e graphic designers si uniscono in team per realizzare progetti software o hardware su un tema specifico, condividendo idee e accrescendo le competenze in modo innovativo e divertente. Ma Tim-GirlsHackathon è in più una maratona tutta al femminile, voluta per avvicinare le studentesse al mondo dell’informatica. (...).

In chiusura una giuria (composta da Valeria D’Amico, Responsabile dei Iont Open Lab di TIM, Antonio Perdichizzi, presidente del Gruppo giovani imprenditori di Confindustria, Adriana Santanocito e Enrica Arena, di “Orange Fiber”, ha dichiarato vincitrice l’app delle cinque ragazze del Liceo scientifico “Capizzi” di Bronte. [Angela Principato]



Dicembre 2015

NOI E LA STORIA DI BRONTE - CONCORSO FRA GLI STUDENTI DI BRONTE, MALETTO E MANIACE

L'emigrazione italiana del 900

dai territori di Bronte, Maletto e Maniace

Nell'immagine a sinistra la locandina della edizione 2015 del Concorso indetto dalla “Cattedra Nicola Spedalieri per la memoria storica in Bronte” rivolto a tutti gli studenti delle Scuole d’Istruzione Secondaria di I e II grado di Bronte, Maletto e Maniace.

Quest’anno la ricerca proposta agli studenti riguarda il fenomeno della emigrazione, che ha interessato il nostro territorio nei decenni trascorsi.

Richiede l’elaborazione di un saggio che può contenere, oltre al testo, foto, immagini, documenti cartacei, anche interviste svolte con le domande riportate nel bando e testimonianze orali dirette e indirette.

I partecipanti potranno trattare uno o più temi di approfondimento tra quelli proposti nel bando: l’emigrazione di massa 1876-1915; l’emigrazione tra le due guerre 1915-1945; l’emigrazione nel secondo dopoguerra 1946-1976 ed Italiani nel mondo 1977-2010.

Il concorso prevede l’attribuzione di premi in denaro ai migliori classificati e la pubblicazione dei 10 migliori saggi.

Avere informazioni sul concorso è facile: il bando, il regolamento, i criteri di valutazione ed altro materiale utile potranno essere consultati sul sito della Cattedra Nicola Spedalieri.

Il tema di quest'anno, “L'emigrazione italiana", rappresenta la terza edizione del progetto «Noi e la storia». Lo scorso anno il concorso letterario aveva avuto per tema un "Saggio su Ignazio Capizzi”, il sacerdote scrittore e teologo brontese proclamato venerabile da Papa Pio IX nel 1858. Nel 2014 invece fu chiesto agli studenti di elaborare un saggio sulla vita e le opere del filosofo brontese “Nicola Spedalieri” per comprenderne il pensiero e confrontarlo con la contemporaneità.

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