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Notizie, eventi socio-culturali e non

MAGGIO 2013 / GIUGNO 2014

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10 Giugno 2014

Collaborazione tra scuole e Collegio dei Geometri

L'attività formativa delle scuole brontesi nel 2014

Il 2014 per le scuole di Bronte è, sicuramente, un anno da ricordare. Gli studenti della scuola media “Luigi Castiglione” e quelli dell’Istituto d’Istruzione di secondo grado “Benedetto Radice” hanno svolto, infatti, una considerevole attività formativa distinguendosi per i risultati ottenuti.

La scuola media, presieduta dalla professoressa Giusi Licciardello, ha partecipato al concorso nazionale “Georientiamoci” (organizzato dalla Fondazione Geometri) ed i lavori presentati dalla classe III A della scuola Brontese, sono stati giudicati i migliori per la Regione Sicilia.
Il 5 giugno, presso l’istituto Luigi Castiglione ed alla presenza della professoressa Licciardello, della professoressa Fortunata Gaspare (che ha  guidato con impegno la classe) e della professoressa Maria Pia Calanna (preside dell’Istituto tecnico per Geometri “Benedetto Radice”), è stata consegnata dai rappresentanti della Categoria dei Geometri (Dott. Geom. Paolo Nicolosi, Geom. Giuseppe La Rosa e Geom. Antonio Mantineo, rispettivamente, Presidente, vice presidente e Consigliere locale del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della provincia di Catania) una targa ricordo offerta dalla Fondazione Geometri. Per il Geom. Antonio Mantineo è stato una vera emozione premiare la scuola nella quale ha insegnato scienze motorie e che ospita, come studenti, le sue due figlie (nella foto a destra, un momento della consegna della targa premio agli alunni della III A della scuola media  Luigi Castiglione).

La riforma della scuola presenta alcuni lati non propriamente chiari; per tale motivo i Geometri hanno pensato di dare un supporto ai ragazzi per comprendere le varie scelte formative che loro si prospettano all’uscita dalla scuola media. Scelte che devono compiere e che tengano conto delle loro peculiarità.

L’istituto “Benedetto Radice” che comprende anche il già istituto Tecnico per Geometri (oggi Istituto di Istruzione Superiore  con indirizzo Costruzione, Ambiente e Territorio), guidato dal Dirigente Didattico Maria Pia Calanna, ha siglato un protocollo d’intesa con il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della provincia di Catania, che prevede una fattiva collaborazione tra la scuola ed il “mondo professionale”. In virtù anche di tale convenzione si sta svolgendo un progetto di “alternanza scuola-lavoro” in cui gli alunni del terzo anno sono ospitati presso lo studio dei Geometri aderenti all’iniziativa e stanno svolgendo un tirocinio pratico che completerà la loro preparazione teorica.

Gli studenti del quarto anno, invece, stanno effettuando il rilievo topografico pratica di un immobile mediante l’uso delle più moderne strumentazioni al momento esistenti sul mercato. Tale attività, coordinata dal prof. Sebastiano Caltabiano (docente di topografia) e dal Geom. Antonio Mantineo, è supportata dai locali professionisti Geometri che hanno messo a disposizione parte della strumentazione.

La classe 5C geometra dell’IISS Benedetto Radice, inoltre, ha attuato una interessantissima iniziativa il cui slogan è “Lavora in sicurezza… lavora a colori”; all’uopo è stato predisposto dagli studenti, coordinati dal prof. Salvatore Di Dio Romano, un lavoro fotografico preparato in un cantiere di Bronte.
Con detto lavoro la classe ha partecipato al Concorso Nazionale “Sicurezza e legalità sul lavoro nei cantieri edili” indetto dal Comitato Paritetico Territoriale di Salerno con il patrocinio del MIUR, dell’INAIL, dell’ANCE di Salerno e della provincia di Salerno, dove ha riportato un eccellente terzo posto nella sezione “La Sicurezza illustrata”.
Il prof. Di Dio Romano, a tal fine ha evidenziato che «l’iniziativa è stata altamente costruttiva per i ragazzi che hanno partecipato al concorso, in quanto hanno avuto modo di “toccare con mano” le problematiche legate alla sicurezza ed alla legalità nei cantieri edili. Mi auguro che detta iniziativa sia solo il “punto di partenza” di un programma più ambizioso che possa determinare una svolta culturale per i futuri professionisti dell’edilizia».

Ma l’instancabile attività della scuola per Geometri ha anche affrontato la tematica della “protezione civile”, aderendo al progetto “A Scuola di Protezione Civile”.
Sempre con il coordinamento del prof. Salvatore Di Dio Romano, tutti gli alunni dell’istituto hanno prodotto dei lavori sul tema del rischio sismico, idrogeologico e incendio, con i quali è stata allestita una mostra presso la scuola che è stata inaugurata il 5 giugno. Alla presenza dell’assessore alla pubblica Istruzione del Comune di Bronte (Prof. Maria De Luca), dei docenti della scuola e dei rappresentanti del Collegio dei Geometri, si è svolta la premiazione dei lavori esposti.
Il Presidente Nicolosi, entusiasta per le iniziative svolte e per quelle in corso di svolgimento, ha dichiarato: «confermo la totale collaborazione tra la Categoria dei Geometri e del Collegio (che mi onoro di rappresentare) e gli Istituti scolastici di Bronte. Completare la didattica curriculare degli alunni attraverso il loro coinvolgimento in attività pratiche presso affermati Geometri liberi professionisti attrezzati di moderne strumentazioni, sicuramente, permetterà di trasmettere ai giovani un maggiore entusiasmo nello studio e di avere un’idea realistica sul lavoro del Geometra a servizio del Cittadino. La nostra Categoria, a volte bistrattata, non è in estinzione, bensì in evoluzione. Essa, che si è sempre distinta per impegno, professionalità e per essere all’avanguardia, confida nella sinergia con gli istituti Superiori ad indirizzo CAT in quanto questi rappresentano “le radici” della professione che permetteranno di immettere sul mercato “nuova linfa” per una Categoria sempre al passo con i tempi».
Certamente, per i risultati raggiunti dalle scolaresche Brontesi, si può ben essere orgogliosi che Bronte non è famosa solo per il suo “oro verde”, ma sarà ricordata anche per le eccellenze giovanili che si sono distinte in concorsi a carattere nazionale. [Paolo Nicolosi e Antonio Mantineo].



20 Maggio 2014

Iniziativa del Rotary Club Aetna Nord-Ovest

"Per riparar l'incendio"

Lina Scalisi racconta il suo ultimo libro

Alle ore 18 di Sabato 24 Maggio, nell'Aula Magna (ex Teatrino del R.C.C.) dell'Istituto superiore Ven. Ignazio Capizzi verrà presentato il libro di Lina Scalisi "Per riparar l'incendio". L'evento organizzato dal Rotrary Club Aetna Nord-Ovest di Bronte con il patrocinio del Comune e dell’Istituto Superiore “Ven. Ignazio Capizzi”, si svolgerà secondo il seguente

Programma:

Ore 18:00 - Indirizzi di saluto del Presidente Rotary Club Aetna Nord Ovest – Bronte, Giuseppe Galvagno; del sindaco di Bronte, Giuseppe Firrarello e della dirigente Ist. d’Istruzione Superiore Statale Ven. Ignazio Capizzi, Grazia Emmanuele.
Ore 18:15 - Tavola rotonda.
Presiede l’incontro Piero Martello, presidente del Tribunale del Lavoro di Milano con gli interventi di Santo Burgio, professore di Storia della filosofia dell’Università di Catania, Salvo Caffo, vulcanologo- Ente Parco dell'Etna e dell’autrice Lina Scalisi, professore di Storia moderna, dell’Università di Catania.
Immagini del libro proiettate, a corredo iconografico illustrato di Gianluca Vecchio. Seguirà quindi un dibattito moderato da Giuseppina Travagliante, professore di Storia del pensiero economico dell’Università di Catania.

«Per riparar l'incendio» è un saggio sulla gestione delle catastrofi di origine vulcanica del '600 che mette in relazione l'Etna con il Vesuvio e con il vulcano peruviano Huaynaputina. “Il Perù, la Sicilia e Napoli – afferma l’Autrice - erano territori soggetti alla monarchia spagnola, c'era un potere centrale comune e mi interessava comprendere come la classe dirigente avesse gestito la crisi.”
Il libro si occupa proprio della gestione del momento di crisi, come il gruppo di potere riesce a fronteggiare le tremende emergenze delle eruzioni. E’ legato all’Etna e alla sua storia che, pur essendo già stata narrata, appare qui nuova ed emozionante: ciò non solo per la chiave di lettura prescelta – la comparazione con le vicende di altri vulcani – ma perché, ricostruendo l’azione delle classi dirigenti nella gestione delle emergenze del passato, diviene profondamente attuale nel sollecitare un giudizio sulla tempestività e sulla qualità delle decisioni politiche di oggi.
Quello che c'è rimasto dal racconto delle eruzioni ci dice che sono stati molto più bravi al tempo. I saperi tecnici si misero all'opera, furono organizzati i soccorsi, sospendendo tasse, evacuando gli sfollati. Una sorta di protezione civile del tempo, legata anche alla storia di Bronte. Il potere locale, il potere centrale e la chiesa furono protagoniste di una gestione esemplare della catastrofe chiedendo molto poco denaro alla monarchia spagnola.



19 Maggio 2014

Le selezioni nazionali per il 57° Zecchino d'Oro

La piccola Carla Meli allo Zecchino d'oro

Un boato si è levato da piazza Spedalieri quando Fabrizio Palaferri, responsabile della produzione artistica dell’Antoniano, elencando i nomi dei bambini che avevano conquistato la finale di Bologna dello Zecchino d’Oro, ha pronunciato il nome delle piccola Carla Meli. La deliziosa bambina di 6 anni, di Bronte, infatti, cantando splendidamente “La lumaca Elisabetta” ha convinto la giuria e prosegue il suo cammino allo Zecchino d’oro.
Insieme con lei hanno passato il turno Giovanna Alessi di 8 anni di Acireale che ha cantato “Due nonni innamorati”, Marco Poidomani di Ragusa che ha interpretato “Radio criceto”, Naila Brignano di 6 anni di Malta perfetta interprete di “Il coccodrillo come fa”, ed infine Noemi Gulisano di 10 anni di Aci Catena che ha cantato “Ninnaneve”.
Tutti e 5 si ritroveranno a Bologna dopo aver superato questa finale che ha visto gareggiare 12 piccoli cantanti, ovvero quelli che Claudio Zambelli, responsabile nazionale delle selezioni dello Zecchino d’Oro e lo stesso Fabrizio Palaferri hanno scelto fra i 250 bambini che hanno partecipato alle selezioni di Monterosso Almo e della stessa Bronte.
“Grazie per l’accoglienza – ha affermato alla fine Zambelli – e soprattutto grazie alla presidente della Fidapa, Maria Schilirò, ed al sindaco Pino Firrarello che ci hanno voluti con forza. Torneremo anche l’anno prossimo”.



Andrea Fallico14 Maggio 2014

PARIGI

2° CONCORSO INTERNAZIONALE DI CLARINETTO

Vince Andrea Fallico

È un giovanissimo nostro concittadino  il vincitore del 2° concorso internazionale per clarinetto "Debussy", svoltosi a Parigi dal 22 al 27 Aprile 2014.

Il brontese Andrea Fallico, 21 anni, già noto per aver collaborato con l'orchestra del Teatro dell'Opera di Roma e la "Cei Youth Orchestra", che tra l'altro si è esibita al Teatro "Massimo Bellini" di Catania con il famoso violinista Uto Ughi, ha preceduto in classifica nell'ordine colleghi francesi, cechi, russi e portoghesi esibendosi in finale nel quintetto di Mozart K581 e nel "Concerto di Aaron Copland" per clarinetto orchestra d'archi, arpa e piano.

Al concorso hanno partecipato in 179, con Andrea che è stato capace di superare tutte le eliminatorie fino alla finale che lo ha visto trionfare e ricevere anche il primo premio "Buffet Crampon", il premio Sacem per la migliore interpre­tazione del brano contemporaneo "Sur la neige" scritto dal compositore francese Philippe Hersant e il premio dell'asso­ciazione degli studenti del Conservatorio regionale di Parigi. Al secondo posto si è classificato il francese Amaury Viduvier seguito dal ceco Daniel Mourek.

Andrea Fallico ha ricevuto l'invito ad esibirsi nel 2015 in una delle prestigiose sale da concerto di Parigi.

Nato a Bronte nel 1993, Andrea si è diplomato in clarinetto alla giovanissima età di 16 anni con il massimo dei voti e la lode presso l’Istituto Musicale “Vincenzo Bellini” di Catania sotto la guida del M° Salvatore Ciccotta. Ha partecipato a numerosi corsi di perfezionamento tenuti da maestri di fama internazionale; ha frequentato i corsi annuali tenuti dal M° Calogero Palermo (primo clarinetto del Teatro dell'Opera di Roma e solista presso l’Orchestra National de France).(La biografia e la musica di Andrea Fallico).



14 Maggio 2014

Conferenza alla Media Castiglione

“Linee guida per una corretta alimentazione”

Si è svolta presso la scuola media statale Luigi Castiglione la conferenza dal titolo “Linee guida per una corretta alimentazione in età scolare”. A relazionare il dott. Vincenzo Bonaccorsi, specialista in Scienza dell’Alimentazione, alla presenza dei ragazzi delle seconde classi.
All’incontro, organizzato dal Consiglio delle donne e subito condiviso dalla dirigente dell’istituto Giuseppina Licciardello, erano presenti la vice presidente del Consiglio delle donne, Tina Gaspare, il vice sindaco Saitta e l’assessore Bonsignore. Con loro diversi ospiti, fra cui medici del territorio e genitori degli alunni. I ragazzi durante l’evento si sono confrontati con il nutrizionista sulla possibilità di prevenzione che offre la corretta alimentazione ed hanno apprezzato i così detti prodotti “chilometro zero”. Al termine della manifestazione agli alunni è stata consegnata una retina di arance offerte da un’azienda locale.



21 aprile 2014

Bronte partecipa alle Selezioni nazionali per il 57° Zecchino d'Oro

Lo Zecchino d’oro fa tappa a Bronte

I bambini di Bronte sono pronti a rischiarare le voci: il 16 e 17 maggio arriva lo Zecchino d’oro. La sinergia fra il Comune e la locale sezione della Fidapa (Federazione italiana donne arti e professioni), presieduta da Maria Schilirò, ha convinto gli organizzatori della 57’ edizione dello Zecchino d’Oro, che si svolgerà nel prossimo novembre, a fare tappa a Bronte per una selezione dei bambini che poi verranno chiamati a cantare.

Un evento che diventerà spettacolo per due giorni ricchi di manifestazioni. Se la selezione vera e propria avverrà il 16 maggio nella scuola elementare di via Baracca, alle 21 nel teatro comunale si leveranno le voci del coro “Voci dell’arcobaleno” con lo spettacolo “Aspettando lo Zecchino”. L’indomani festa grande. Il 17 maggio, infatti, nella centralissima piazza Spedalieri dalle 15 tanti giochi ed animazione e poi alle 17,30 la “Serata d’oro …Zecchino” ovvero lo spettacolo con i piccoli finalisti delle selezioni. “Organizzare a Bronte la selezione di una manifestazione così prestigiosa come lo “Zecchino d’Oro”, - afferma il sindaco Firrarello - che da generazioni è parte del costume e del patrimonio culturale italiano, aiuterà a far conoscere, più di quanto non lo sia oggi, la nostra cittadina ed il suo invidiabile territorio. Alla Fidapa di Bronte il merito di aver, con tenacia e dedizione, favorito l’organizzazione di questo evento”.

Il bambino che avrà superato la prima audizione accederà alla successiva audizione che avrà luogo nel corso di uno spettacolo a carattere pubblico, dove riproporrà il brano già eseguito in precedenza, ma sulla base musicale. Il bambino che avrà superato le audizioni della seconda selezione sarà convocato per le finali nazionali che si terranno a Bologna, presso l'Antoniano, nel mese di settembre 2014.



17 aprile 2014

Venerdì Santo a Bronte

Fede, tradizione ed intensa vissuta religiosità

A Bronte, nella processione del Venerdì Santo, fede, devozione, dogma e folclore si fondono, coinvolgendo tutta la cittadina e gli abitanti dei paesi limitrofi, in una suggestiva ed emozio­nante “Via Crucis”, che affonda le proprie radici nei secoli. La processione, organizzata con il concorso di tutte le confraternite e delle parrocchie, si sviluppa secondo una successione temporale e rappresentativa che ripercorre i momenti più drammatici della Passione di Cristo. Alle 16 e 30 dalla chiesa della Madonna del Riparo esce il Cristo crocifisso, mentre più avanti, presso la Chiesa dei Cappuccini s’inserisce l’urna con il Cristo morto, preceduta dai confratelli del terzo Ordine di San Francesco coperti con una berretta nera in segno di lutto e penitenza.

Proseguendo ad ogni chiesa una nuova moltitudine di fedeli si aggiunge alla processione, che diventa alla fine la rappresentazione completa della passione di Cristo. E’ circa un’ora dopo però l’inizio vero e proprio della processione, quando davanti alla chiesa della Matrice, esce la statua della Madonna Addolorata portata in spalle dai fedeli.

Il corteo così diventa sempre più emozionante e suggestivo, in un crescendo di usi, tradizioni ed emozioni che aumentano in piazza Gagini, dove, davanti al Santuario dell’Annunziata, confluisce la Statua del Cristo alla Colonna portata a spalla da molti giovani, senza scarpe, inneggianti ed imploranti la divina misericordia. La composizione della processione è ora completa, con i fedeli pieni di fervore e devozione che proseguono fra le strette stradine del centro storico.

Tanti i personaggi ed anche una suggestiva rappresentazione vivente della passione di Cristo trascinato dalla violenza dei soldati romani che procede a spassi lenti e cadenzati da rovinose cadute. La folla dei fedeli segue pregando ogni singola statua e molti di loro sono a piedi nudi. Il religioso silenzio e le preghiere di tutti sono interrotti dagli inni dei portatori delle vare. Il momento più emozionante di tutta la processione intorno le 21 in piazza Gagini quando in mezzo ad una folla straripante, si vivrà l’incontro evangelico tra Gesù e la sua Madre sulla via della passione. Le statue del Cristo alla colonna e del Crocifisso s’incrociano, mentre si leva, fra le invocazioni dei devoti sotto le statue, il tradizionale canto dello “Stabat Mater”.


13 Aprile 2014

SIMBOLICA INIZIATIVA DEL ROTARY CLUB

Un pistacchio nel viale Catania

Messo a dimora un albero simbolo di Bronte

Il Rotary Club Aetna Nord Ovest ha donato al Comune di Bronte e, il 10 aprile, messo a dimora nell'aiuola spartitraffico di viale Catania, di fronte la Villa Comunale, una Pianta di Pistacchio, definendolo «simbolo vivente della nostra Città».

Un gesto semplice e poco costoso ma dal grande significato simbolico. E’ stato come innalzare una statua al nostro illustre filosofo. L’albero di pistacchio, infatti, è il simbolo di Bronte quello che da secoli lo caratterizza e fatto conoscere in tutto il mondo, più del Ciclope che ha dato il nome alla cittadina e, dispiace dirlo, forse più del grande filosofo che a Bronte ha avuto i natali.

Questa pianta ha consentito ai brontesi di superare secoli di fame di terreni coltivabili, costretti com'erano, per oltre 500 anni, per le usurpa­zioni dell’Ospedale Grande e Nuovo di Palermo, prima, e dai discen­denti di Horatio Nelson, dopo, a coltivare sciarelle e terreni assolu­tamente improduttivi. Quest’albero, rustico, forte che riesce ad adattarsi ai terreni più difficili è riuscito a dare ai nostri contadini forza e tenacia ed anche pane per i loro figli. Ecco perchè ci sembra veramente appropriata l’iniziativa dei soci del Rotary e legittimo il loro orgoglio nell’annunciare la messa a dimora di questo «simbolo vivente della nostra Città».

Avrà vita? Durerà? La pianta di pistacchio è longeva. Non ha paura di alcuna avversità atmosferica. Nei nostri lochi ammiriamo alberi secolari che restano ancora primi per quantità di fruttificazione. Hanno superato indenni tutte le avversità per lunghi secoli. Anche quest’alberello appena piantato dovrebbe quindi crescere e vivere a lungo e farsi vecchio di centinaia di anni se… i soliti vandali lo lasceranno vivere in santa pace.

Alla messa a dimora del piccolo albero di Pistacchio seguirà, ci comunica il Rotary di Bronte, una cerimonia ufficiale da concordare con l'amministrazione Comunale in data ancora da definire.

, Domenica 27 Aprile 2014

Donazione del Rotary

Pianta di pistacchio al viale Catania

Una pianta di pistacchio da qualche giorno accoglie i turisti prove­nienti da Catania. A donarla al Comune è stato il sodalizio Rotary Club Aetna Nord Ovest ed è stata subito posta nell'aiuola spartitraffico di viale Catania. E stata definita "simbolo vivente della Città".
«Nei giardini di Bronte - afferma il presidente del club service, Pippo Galvagno - mancava il suo simbolo, una pianta di pistacchio. Nessuno ci aveva mai pensato. Se ne sono accorti i soci del club Aetna Nord Ovest di Bronte, che hanno donato al Comune la pianta, oggi simbolo vivente della nostra città.
«Un gesto semplice - continua Galvagno - ma di grande significato simbolico. E' stato come innalzare un monumento all'oro verde, perché il pistacchio ha caratterizzato Bronte fino a farla conoscere in tutto il mondo, consen­tendo ai brontesi di trasformare sterili terreni lavici in veri giacimenti naturali di produzione del famoso frutto che qui viene appunto chiamato "oro verde"».
«Il pistacchio è l'emblema della nostra economia agricola - dice il sindaco della cittadina brontese, Pino Firrarello - ma per noi ha anche una valenza sociale e culturale. Introdotto dai saraceni intorno agli anni 1000, ha occupato qualcosa come 4.000 ettari di territorio per una produzione biennale che si aggira intorno alle 32 tonnellate».
Firrarello rivolge il suo pensiero ai produttori: «Chi possiede un pistac­chieto - spiega - lo coltiva con passione, affrontando certamente grandi sacrifici fra le irte e a volte scoscese terre dove l'oro verde si produce. E' proprio vero - conclude il primo cittadino - il pistacchio è veramente il simbolo della nostra amata Bronte e ad esso dobbiamo davvero tanto». [L. S.]



2 Aprile 2014

FORUM SUI PISTACCHIETI

I lochi di Bronte, fonte di sviluppo

Nuove opportunità per i giovani nel territorio

Organizzato dal Rotary Club Aetna Nord-Ovest di Bronte alle ore 9,00 di sabato 12 aprile si terrà un Forum su «I “Lochi”di Bronte - Strumenti finanziari e strategie di sviluppo dell’azienda pistacchicola, nuove opportunità per i giovani nel territorio».

L’evento, aperto a tutti, avrà luogo nell’Aula Magna dell’Istituto d’istruzione superiore “B. Radice”, in Via Sarajevo, 1. «Il “Loco”, - afferma Pippo Galvagno, attuale presidente del sodalizio - quale giacimento naturale di produ­zione di questo meraviglioso frutto, insieme al suo patrimonio edilizio rurale, costituiscono una grande risorsa ed opportunità di lavoro per le future generazioni.

L’obbiettivo dell’iniziativa, rivolta ai giovani, è quella di motivarli a restare nel territorio per intraprendere attività imprenditoriale agricola fornendo loro: le tecniche per il migliora­mento della produzione del pistac­chio, l’adeguamento del patrimonio rurale da utilizzare ai fini agrituristici, gli strumenti finanziari messi a disposizione per i giovani imprenditori, l’impor­tanza delle fattorie didattiche e sociali.»

Questo il programma della manifestazione:

Ore 9:30 - Indirizzi di saluto dei presidenti del Rotary Club Aetna Nord Ovest, del Rotaract, ed Interact, del Sindaco di Bronte e dei dirigenti dell’Ist. d’Istruzione Superiore Statale B. Radice e dell’Ist. d’Istruzione Superiore Statale V. Capizzi.

Ore 10:00 - Relazione introduttiva - Dott. Agr. Giuseppe Saraniti, Delegato del RC Aetna N-O: “Aspetti generali dell’azienda pistacchicola”.

Ore 10:15 – Relazioni:

, 22 Aprile 2014

Forum Rotary Aetna Nord ovest

I "Lochi" (pistacchieti) risorsa di lavoro

Si è svolto nell'aula magna dell'Istituto d'istruzione superiore "Benedetto Radice" di Bronte, il forum "I Lochi di Bronte".

Organizzato dal Rotary Aetna Nord Ovest, ha registrato la partecipazione oltre che di un nutrito gruppo di rotariani, di pistacchicultori e degli alunni delle quinte classi degli Istituti superiori di 2° grado di Bronte, Adrano e Maniace.

Ad aprire i lavori il dott. Giuseppe Galvagno, presidente del Rotary club Aetna Nord Ovest, che ha sotto­lineato come l'obiettivo dell'iniziativa fosse quello di motivare i giovani a rimanere nel territorio e intra­prendere un'attività impren­ditoriale agricola, perché è possibile anche in Sicilia creare imprese. «Il pistac­chieto - ha affermato Galvagno - quale giacimento di produzione del "pistacchio" che insieme al suo patri­monio edilizio rurale costitui­scono una grande risorsa e opportunità di lavoro».

Presenti le presidenti del Rotaract e Interact, Chiara Scalisi e Giorgia Aidala, i dirigenti scolastici Maria Pia Calanna e Grazia Emmanuele, l'assessore Mario Bonsignore e l'assistente del gover­natore del Rotary distretto 2110 dr. Gino Mughini. Interessanti le relazioni del dott. Giuseppe Saraniti, della prof. Alessandra Gentile dell'Università di Catania, del dott. Alfredo Alessandra, ispettore capo dell'Ispettorato provin­ciale di Catania, del dott. Giocchino Pappalardo, dell'arch. Luigi Longhitano e della dott. Claudia Cardillo che hanno introdotto il dibattito. [L. S.]

1)  Prof.ssa Alessandra Gentile, Pro-rettore dell’Università degli Studi di Catania, Ordinario di Arboricoltura,  DISPA: “Interventi agronomici per il miglioramento della produzione”;

2)  Dott. Agr. Alfredo Alessandra, Ispettore IPA Catania: “PSR 2007-2013, risultati attesi e ottenuti, nuova programmazione 2014-2020 con riferimento all’attività agrituristica”.

Ore 10:50-11:10 - Coffee Break

Ore 11:10 - Interventi programmati:

3)  Prof. Gioacchino Pappalardo, ricercatore DiGeSA Università di Catania: “Nuove strategie di sviluppo dell’azienda pistacchicola legate alla multifunzionalità”;

4)  Dott. Arch. Luigi Longhitano, Presidente Commissione D.2110 – Associazione Europea Rotary per l'Ambiente: “L’ambiente rurale del pistacchio, opportunità del territorio”;

5)  Dott. Cacciola Salvatore, presidente Rete Fattorie Sociali Sicilia: “Fattorie Sociali e Didattiche”.

Ore 12:00 - Dibattito aperto agli studenti

Ore 12:30 – Conclusioni

Dott. Dario Cartabellotta, Assessore Regionale alle Risorse Agricole e Alimentari
Prof. Maurizio Triscari, Governatore Distretto 2110 Rotary International.



, 6 Aprile 2014

Tanti studenti fan di Spedalieri

Successo del concorso promosso dalla Cattedra intitolata al filosofo

Un auditorium del Real Collegio Capizzi gremito di studenti, docenti e genitori ha applaudito i vincitori del 1° concorso organizzato dalla «Cattedra Nicola Spedalieri». Quest'ultima ha voluto far approfondire agli studenti delle scuole superiori la figura del filosofo brontese. Presenti diverse autorità, fra cui il sindaco Firrarello.

Ecco la classifica:

1) "Nicola Spedalieri: parallelismi, tra analogie e divergenze, con Hobbes, Rousseau e Machiavelli", di Alessandra Schilirò della VB del Liceo Capizzi; 2) "L'importanza del cristianesimo nei diritti dell'uomo", di Francesco Saitta della stessa classe; 3) "Nicola Spedalieri, un moderno che viveva nel ‘700", di Lucia e Chiara Anastasi del liceo della Comunicazione; 4) Un dvd dal titolo "De' diritti dell'uomo" realizzato dal liceo della comunicazione; 5) "L'uomo: "Essere intoccabile" di Nunzio Minissale, Cristina Longhitano e Nunzio Lupica della IV B del liceo classico Capizzi; 6) "L'avvelenamento del filosofo brontese: leggenda o realtà? " degli studenti Arena, Catania, Cordaro, Galati, Malaponti, Paparo e Sanfilippo del Liceo della Comunicazione; 7) "Lo Stato è il diritto in Nicola Spedalieri" di Paola Francesca Leanza e Maria Chiara Castiglione della III A dell'istituto Benedetto Radice; 8) "La storia della statua di Nicola Spedalieri" di Mattia Triscari della II A del Classico Capizzi; 9) "Perchè il rispetto dei diritti umani è importante? " degli studenti Caprino, Currenti, D'Agate, Scrivano, Turrisi della IV A del Benedetto Radice; 10) "Analisi e commento dell'opera De' diritti dell'uomo e della rispettiva dottrina del filosofo Spedalieri di Alessandro S. Angelo della V D dello Scientifico Capizzi.

I primi 4 riceveranno un premio in denaro, i saggi degli altri saranno pubblicati in un volume a cura de «La Sicilia». «I primi obiettivi sono stati raggiunti - dice il giudice brontese Piero Martello, presidente del Tribunale del lavoro di Milano e fra i fondatori dell'associazione - ho notato tanta passione fra i ragazzi. Il concorso continuerà e il prossimo anno chiederemo di approfondire la figura di Ignazio Capizzi». [L. S.]

Il filosofo brontese Nicola Spedalieri
2 Aprile 2014

"Noi e la Storia", studenti brontesi alla scoperta di loro illustri concittadini

Concorso sul filosofo Nicola Spedalieri

Sabato 5 la premiazione

E’ giunto a conclusione il concorso organizzato dalla "Cattedra Nicola Spedalieri" e dall'Associazione Bronte Insieme Onlus per un saggio sulla figura e l’opera di un illustre cittadino brontese, Nicola Spedalieri, giurista e filosofo.
Il Concorso ha coinvolto gli studenti delle Scuole Superiori di Bronte col fine di stimolare la conoscenza della Storia cittadina e del patrimonio culturale che costituisce il lascito delle figure eminenti che in Bronte hanno avuto i natali. Con l'ausilio di una qualificata Commissione esaminatrice, è stata stilata la graduatoria dei 10 migliori saggi , che saranno premiati nel corso della cerimonia che avrà luogo alle 10,30 di sabato 5 aprile, presso l'Auditorium del Real Collegio Capizzi.
Ai primi quattro classificati verrà attribuito un premio in denaro; per i saggi di tutti i primi 10 classificati, inoltre, è stata realizzata la pubblicazione in un fascicolo che verrà distribuito fra tutti gli studenti delle Scuole superiori di Bronte. La cerimonia vedrà la presenza degli studenti, dei docenti e dei presidi; oltre alle famiglie dei premiati e a illustri personalità della Cultura, della Stampa, dell’Università, della Scuola e delle Istituzioni.

L'associazione “Cattedra Nicola Spedalieri - Per la memoria storica in Bronte”, nata grazie all’impegno volontario e del tutto gratuito, all’amore e alla passione di alcuni brontesi per la storia e la cultura locale, e l'Associazione Bronte Insieme Onlus considerano fondamentale l’impegno per una migliore formazione delle giovani generazioni; e ritengono che la memoria del passato possa essere loro di ausilio per meglio vivere il presente e prepararsi al futuro da cittadini consapevoli e attivi.

Quest'anno il concorso è stato dedicato al filosofo Nicola Spedalieri, il prossimo anno l'obiettivo degli studenti nella ricerca e nella conoscenza della vita e delle opere potrebbe essere il ven. Ignazio Capizzi. Il Comitato promotore conta sulla partecipazione ampia dei cittadini brontesi.




26 marzo 2014

Prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare

A teatro per vincere anoressia e bulimia

Il Teatro comunale ha fatto da scenario ad uno spettacolo dal titolo “Quasi perfetta. Uno spettacolo sull’anoressia”, messo in scena dalla compagnia “Quellidigrock” e promosso dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Asp Catania con il coinvolgimento di diverse Unità operative. La manifestazione ha voluto coinvolgere in particolare la popolazione studentesca, fra i 15 e 17 anni, ma anche ad insegnanti e genitori, istruttori di Centri sportivi e insegnanti di danza, giornalisti e operatori dell’informazione locale che possono contribuire ad alimentare una sana cultura dell’alimentazione.

“La nostra società - ha affermato Giuseppe Fichera, direttore del Dsm dell’Asp Catania - sta producendo una generazione di persone giovani e privilegiate con gravi disturbi nutrizionali e mentali”. Per Renata Governali, direttore dell’Uoc Coordinamento attività pedagogiche e responsabile del progetto, “di fronte a tale insidiosa complessità ogni intervento di prevenzione diventa compito estremamente impegnativo ma assolutamente necessario e urgente, al fine di ridurre i fattori di rischio e rinforzare i fattori protettivi”.
E' necessaria, quindi “una sinergia tra il mondo della scuola, le Istituzioni, le agenzie educative sui problemi legati agli stili di vita e ai disturbi alimentari. Sono davvero troppe le ragazze che rinunciano a sé stesse, senza considerare che in generale la salute è strettamente legata all’alimentazione e che la prevenzione di numerose patologie comincia a tavola e parlarne fa sicuramente bene”.



21 marzo 2014

Bronte urla forte il suo no contro mafia e razzismo.

Questa mattina il Consiglio delle Donne ha organizzato una sfilata per manifestare contro il razzismo e per ricordare le vittime della mafia. Alla sfilata, assieme alle autorità, parteciperanno i bambini delle V classi elementari e delle prime medie, che indosseranno fiocchi e coccarde arancione, ovvero il colore contro le discriminazioni.
Il raduno è previsto alle ore 9,30, in piazza Spedalieri, ed alle ore 10 il corteo si muoverà lungo il corso Umberto per raggiungere il Parco Urbano di via Cavalieri di Vittorio Veneto, dove verranno piantati 2 alberi donati dall’Azienda foreste demaniali di Catania. Saranno presenti il sindaco, la Giunta municipale ed il Consiglio comunale, oltre a diverse autorità civili e militari.



16 Marzo 2014

Presentato nella Pinacoteca il libro di Firrarello

“Un contadino al Senato”

Alle 17 di Sabato 15 Marzo, nel salone della Pinacoteca "Sciavarrello" è stato presentato il libro autobiografico del sindaco sen. Pino Firrarello, "Un contadino al Senato". A presentare l'opera Laura Marullo e Maria Teresa Sapia. Il libro, edito da Maimone nel 2012, descrive la vita politica del senatore Firrarello che ebbe inizio subito dopo il suo arrivo a Bronte. Si tratta della seconda pubblicazione letteraria del sindaco, autore anche di "Un paese del Sud” - realtà e fantasia". Molti gli amici del senatore che hanno affollato la prestigiosa sala della Pinacoteca.



27 Febbraio 2014

Dopo il premio ottenuto nel 2010 al 4° Salone "Olio capitale"

Medaglia d'oro ad un olio brontese

L'Azienda Romano sul podio a Veronafiere nel Concorso oleario Sol d’Oro 2014

Una azienda olearia brontese, la Romano Vincenzo & C. Snc, sale ancora una volta sul podio del Concorso Internazionale Sol d’Oro, vera e propria “Olimpiade” dell’olio extravergine d’oliva, svoltosi nella 12ª edizione a Veronafiere da domenica 16 a sabato 22 febbraio 2014.

Una settimana di degustazioni da parte di 13 giudici internazionali ha decretato i migliori oli extravergine d’oliva tra 250 campioni prove­nienti da dieci nazioni (Italia, Cile, Uruguay, Libano, Portogallo, Spa­gna, Slovenia, Croazia, Turchia e Grecia), suddivisi in 5 categorie: fruttato leggero, medio, intenso, monovarietale e biologico.

L'Azienda Romano ha vinto la medaglia d'oro nella Categoria oli frut­tato medio con il suo extra-vergine Le Sciare precedendo un'azienda di Riva del Garda (Trento) e di Sonnino (Latina).

Il Concorso oleario SOL è la più importante manifestazione, al mondo, dedicata all'Olio Extravergine d'Oliva e si svolge ogni anno a Verona insieme al Vinitaly.

Gli esperti, che hanno avuto il difficile compito di giudicare quali fossero i migliori extravergine del mondo, hanno sancito anche che c'è stata una supremazia dei produttori italiani, che ha sconfitto, sonoramente, i colleghi spagnoli, agguerriti concorrenti: 10 a 5, il risultato finale.

Ed il nostro Romano Vincenzo è stato uno dei tre Sol d'Oro conqui­stati dall'Italia (gli altri due primi posti sono andati ad aziende di Siena e di Pescara).

In Sicilia solo un'altra azienda (di Buccheri) ha conquistato il Sol di bronzo per la categoria «olio monovarietale».

L'Azienda Romano non è nuova a questi exploit: nel 2010, al 4° Salone degli oli extra vergini tipici di qualità ("Olio capitale", svol­tosi a Trieste) vinse infatti il concorso classificandosi al primo posto superando - nella Categoria Fruttato Leggero - gli oli extra vergini di 254 espositori (194 provenienti da quasi tutte le regioni italiane e 60 provenienti dalla Croazia, Slovenia, Spagna e Polonia).

ROMANO VINCE ANCHE l'AIPO D'ARGENTO 2014 e 2015
Sempre con l'etichetta Le Sciare, anche se in una diversa categoria (fruttato inten­so), Vincenzo Romano ha vinto anche nel 2015 a Verona la 12ª edizione del con­corso oleario interna­zionale “Aipo d’Ar­gento”, divenuto ormai un importante occa­sione di confronto fra le migliori e più qualificate produzioni olearie del­l’area mediter­ranea.

Partecipavano oltre 215 oli provenienti anche dalla Turchia e dal Marocco che si sono aggiunti alle ormai abituali presenze dei prodotti spagnoli, croati, greci, sloveni e porto­ghesi oltre, natu­ral­mente, alla nutrita presenza di oli italiani rappre­sentanti la quasi totalità delle regioni olearie (17 su 20) della peni­sola.

Sembra incredibile ma con la stessa etichetta, nella categoria fruttato medio, aveva già vinto lo stesso premio nel 2014.



7 giugno 2014

CONCORSO LETTERARIO THEMIS

Ecco i vincitori

Grande partecipazione alla cerimonia finale del concorso letterario Themis, organizzato dall’Associazione culturale “Orizzonti Liberi”, con il patrocinio dei Comuni di Bronte, Maletto, Maniace, Randazzo e del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della ricerca. Alla cerimonia presenti i sindaci dei 4 Comuni, il sottosegretario di Stato, Giuseppe Castiglione, ed i rappresentanti delle Forze dell'Ordine.

I vincitori del concorso nazionale.

Per la categoria “Racconto breve”: 1) Vera Pecorino di Bronte con “Il risveglio di Mana”, 2) Alessia Vacante di Acate (RG) con “Servizio non disponibile”, 3) Laura Giorgi con “Eloisa”, di Grosseto.

Per la categoria “Poesia”: 1’ Francesco Consalvo di Paternò con “La tele-lettera”, 2’ Maria Ausilia Napoli Spatafora di Catania con “Nostalgica impersonalità”, 3’ Giuseppe Pappalardo di Palermo con “Risponderò”.

Per la categoria “Saggio storico”: 1) Veronica D’Amico di Milazzo con “Il caos – social(e) dei sentimenti”, 2) Rosario Gullotto di Randazzo, con “Gli sviluppi della comunicazione virtuale”, 3) Maria Chiara Foti di Bronte con “La tecnologia ha sostituto le emozioni”.

I vincitori del concorso regionale “Scuole medie superiori”.

Per la categoria “Racconto breve”: 1) Biagio Fornitto di Bronte con “Il mio nickname è Josh”, 2) Andrea De Gennaro e Giulio Luca di Bronte con “Palingenesi”, 3) Giovanni Liuzzo Scorpo di Randazzo con “Dialogo: abbandono della pesantezza, accesso all’altro”.

Per la categoria “Poesia”: 1) Sara Catalano di Maniace con “Dov’è la solidarietà?”, 2) Fran­cesco Argiri Carrubba di Maniace con “Riflessioni…”, 3) Denise Argiri Carrubba di Maniace con “Il nuovo mondo”.

Per le scuole medie inferiori nella categoria “Poesia”: 1) Daniela Nizeti Panebianco di Riposto con “La lettera”, 2) Agnese Musarra di Bronte con “Son la lettera”, 3) Elisa Spartà di Randazzo con “Comunicare nel tempo”.

Nella categoria “Racconto breve”: 1) Selin Poti di Bronte con “Che cosa sono le emozioni”, 2) Paola Bonsignore e Elena Gangi di Bronte con “Il viaggio di Raoul”, 3) Sofia Lucchese di Sant’Agata li Battiati, con “Come un battito d’ali”.

“Da quattro anni – hanno affermato il sindaco Pino Firrarello e l'assessore Maria De Luca - il Premio Themis non manca l’appuntamento con la cittadinanza brontese grazie alla presidente dell’associazione Orizzonti Liberi, Barbara Prestianni. Bronte non può quindi che essere fiero di ospitare un’iniziativa che parte dalla nostra realtà e che sempre più sta occupando un posto di rilievo fra gli eventi culturali attesi. I nostri complimenti e i nostri auguri per il futuro vanno a tutti coloro i quali dedicano il proprio lavoro per la realizzazione del Premio e a tutti quei partecipanti che dalle diverse zone d’Italia inviano le proprie opere, a dimostrazione che la cultura è uno degli strumenti principe di unione. La nostra cittadina sarà sempre disponibile e lieta di accogliere persone ed eventi che promuovono valori così alti e fondamentali per una società civile”.

 

, 1 Febbraio 2014

Presentazione quarta edizione premio «Themis»

Presentazione ufficiale, nella Cappella dell’Imma­colata del Real Collegio Capizzi di Bronte, della quarta edizione del premio “Themis”, il con­corso storico-letterario dedicato alla dea della Giu­stizia, organizzato dall’asso­ciazione culturale Oriz­zonti Liberi e rivolto agli studenti delle scuole.

La presidente dell’associazione, Barbara Prestianni, ha presentato il concorso alla presenza del sindaco di Bronte, Pino Firrarello e dell’asses­sore Maria De Luca. Con loro l’assessore alla Cul­tura e alla Pubblica istru­zione di Maniace Alessandro Pinzone, il sindaco di Maletto, Salvatore Barba­giovanni giunto con il vicesindaco nonché assessore alla Cultura Ausilia Calì ed il sindaco di Randaz­zo, Michele Mangione, che ha parte­cipato con l’assessore alla Pubblica istruzione Patri­zia Garasto.

«Ringraziare Barbara - ha detto Firrarello - è sempre un dovere per l’impe­gno e la serietà con cui continua ad organizzare un premio letterario che ha valicato i confini provin­ciali»

Il tema di quest’anno è “Mio caro, ti scrivo ... dalla lettera a Facebook”. Scadenza presen­tazione delle opere, il 28 marzo.




29 Novembre 2013

SOS PER L'OBELISCO DI SERRA MERGO

Quando la nostra Associazione iniziò la propria attività (2001-2002), nella pagina web che dedicammo all’Obelisco eretto nel 1905 dai discendenti di Nelson su Serra del Mergo (vedi foto a destra, scattata nel 1987) così alla fine scrivevamo: «La centenaria stele da anni mostra i segni del tempo ma sopratutto delle continue devastazioni ed offese dell'uomo. Le crepe segnano in lungo i grossi blocchi di pietra arenaria, alcuni purtroppo mancanti ed anche il basamento è compromesso. Prima che vada completamente in rovina più che per l'incuria del tempo per i continui, perenni vandalismi ci sembra opportuno lanciare un appello per un restauro conservativo recintando anche il luogo onde evitare l'accesso diretto e devastante dei numerosi fuoristrada della domenica. Ma a chi rivolgersi? La stele sembra non avere alcun tutore. Quale ente è deputato al suo restauro: il Parco dei Nebrodi, il Comune di Bronte, la Provincia di Catania, la Regione?»
Un appello ed una denuncia che purtroppo risultarono vani, non raccolti da chi avrebbe dovuto intervenire, non hanno avuto alcun seguito. Son trascorsi da allora oltre dieci anni senza che qualcuno abbia mosso un dito. Il vandalismo, la devastazione e l’incuria del tempo hanno continuato e continuano giorno dopo giorno a rovinare il manufatto mettendone in pericolo la stabilità.

Oggi risollevano il problema anche il Comitato direttivo Sicilia del CAI e Giovanni Musumeci (lo aveva già fatto nel 2007) con un articolo su Vivere (allegato a La Sicilia del 29.11.2013) augurandosi ancora una volta che qualche Ente raccolga le denunce e provveda alla salvaguardia ed al restauro dello storico manufatto.

Salviamo l’obelisco di Nelson

Nel 1905 Alexander Nelson - Hood, duca di Bronte, nipote dell’eroe del Nilo Horatio, fece erigere sul colle di Serra Mergo, a 1553 metri sul mare, un memoriale per il padre. Oggi il monumento è pericolante e nessun ente pare prendersene vera cura

Sul colle di Serra Mergo (a 1.553 metri sul livello del mare) nel Parco dei Nebrodi, sul confine nord della ex Ducea di Bronte “graziosamente donata” nel 1799 dal re Ferdinando III° all’ammiraglio inglese Horatio Nelson, si trova un obelisco fatto erigere dal V° duca di Bronte, Alexander Nelson - Hood, il quale, nel suo libro di memorie, “The Ducky of Bronte” del 1924, ricordava: “come memoriale per mio padre e per tutto quello che aveva fatto per la Ducea, nel 1905 io feci erigere, nel punto più alto di Serraspina, a circa 5.000 piedi sul livello del mare, un obelisco di pietra alto circa quaranta piedi”.

L’obelisco costruito in blocchi di pietra arenaria si erge da una base quadrata al cui interno una lapide di marmo reca la seguente iscrizione, in latino: “Ad Alessandro Nelson, visconte di Bridport, duca di Bronte, il quale promosse benessere e civiltà in questa piacevole campagna avuta in eredità dall’eroe immortale del Nilo, parente emerito ed illustre. Nacque il 23 dicembre 1814 e morì il 4 giugno 1904 il figlio spinto dall’amore, pose questo monumento nell’anno 1905”.

Per una strana coincidenza storica l’obelisco fu eretto a 100 anni dalla morte, avvenuta nel 1805 durante la battaglia navale di Trafalgar, di Horatio Nelson 1° duca di Bronte, definito eroe immortale del Nilo. La definizione di heroi immortali Nili, in riferimento alla battaglia navale di Abukir, la ritroviamo anche sulla base della croce celtica, fatta edificare nel cortile del “castello” nel 1888 dal duca Alexander, in ricordo dell’eroico ammiraglio.

L’obelisco per gli storici rappresenta un muto testimone del triste periodo feudale dei duchi Nelson-Bridport. Carlo Levi in un articolo del 1954 definiva la Ducea, ultimo feudo d’Italia, un “assurdo anacronistico storico”. Per gli escursionisti, invece, l’obelisco è un punto di riferimento sui monti Nebrodi ed anche una stupenda meta. In Sicilia esistono molti manufatti storici abbandonati e vandalizzati che meritano maggiore attenzione e cure. L’obelisco di Nelson è uno di questi.
Da anni mostra i segni delle offese del tempo e dell’uomo. Profonde crepe lo segnano, alcuni blocchi sono mancanti o mutilati. La base quadrangolare è incorniciata da una serie di tre blocchi di arenaria sconnessi o in rovina. Se non si interviene con un restauro conservativo, corre il serio pericolo che possa crollare sul sottostante terreno solcato da profonde trincee causate dai fuoristrada.

Nel 1999 venne data alla stampa la 1° cartoguida natura del Parco dei Nebrodi, una preziosa carta turistica in scala 1:50000, ma l’obelisco stranamente non venne segnalato. Una recente edizione riporta sulla Serra Mergo solo il segno grafico di ‘‘punto panoramico”!

Quale ente, tra Parco dei Nebrodi, Soprintendenza. dei Beni Culturali di Catania, Azienda regionale foreste demaniali, è deputato al suo restauro?

Martedì scorso il Comitato direttivo Sicilia del Club alpino italiano ha inviato una lettera a questi enti per sollecitare “urgenti provvedimenti al fine di conservare nel tempo l’integrità dello storico monumento Obelisco di Nelson” danneggiato dagli “agenti atmosferici e da cittadini pseudo amanti della natura su dannosi mezzi motorizzati incuranti del valore storico e naturalistico dei luoghi”. Speriamo che, con atti concreti, uno di questi Enti provveda al suo restauro. (...) [Giovanni Musumeci]




22 Settembre 2013

Studenti brontesi alla scoperta di Nicola Spedalieri

I migliori 10 saggi saranno pubblicati in un libro

«Approfondire la vita e le opere di alcune grandi personalità brontesi del passato per comprenderne il pensiero e confrontarlo con la nostra contemporaneità, perché la memoria è il migliore strumento per conoscere il presente ed affrontare il futuro». Questo in sintesi è lo spirito della nuova associazione “Cattedra Nicola Spedalieri - Per la memoria storica in Bronte”, nata grazie all'amore ed alla passione di alcuni brontesi per la storia e la cultura locale.

Fra le prime iniziative il progetto “Noi e la storia” che propone la prima edizione del concorso “Cattedra Nicola Spedalieri”. Si tratta di un concorso rivolto a tutti gli studenti delle scuole d'istruzione secondaria di secondo grado, chiamati elaborare un saggio breve sulla figura di Nicola Spedalieri, sacerdote e filosofo italiano nato a Bronte nel 1740.

Fra i fondatori dell'associazione il giudice brontese Piero Martello, presidente del Tribunale del lavoro di Milano: «La finalità - spiega - è quella di far conoscere, meglio di quanto lo siano oggi, i grandi brontesi del passato. Bronte vanta grandi personalità di spicco come Spedalieri, De Luca, Cimbali o Capizzi che sono apprezzati altrove, ma che noi brontesi non conosciamo come dovremmo. Quindi abbiamo deciso di favorirne lo studio attraverso questo concorso, che oggi chiede agli studenti di approfondire la figura di Nicola Spedalieri, ma che il prossimo anno farà concentrare le attenzioni dei ragazzi su altri personaggi brontesi».

In pratica ogni studente dovrà consegnare i saggi alla presidenza del proprio istituto entro il 15 novembre 2013. Il bando è pubblicato sul sito www.bronteinsieme.it, ricca fonte di storia e cultura brontese. I primi 4 classificati si aggiudicheranno premi che vanno da 150 a 400 euro, ma i migliori 10 saggi saranno pubblicati in un libro che verrà distribuito a tutti gli studenti delle scuole superiori di Bronte. E allora buon studio... Si scoprirà che Spedalieri fu fra i primi filosofi a scrivere sui diritti dell'uomo. [Gaetano Guidotto]

In considerazione dell’alto valore formativo, l'iniziativa è stata patrocinata dall’Uf­ficio Scolastico Regionale per la Sicilia del Ministero dell’Istruzione, dell’Univer­sità e della Ricerca.

Un saggio su Nicola Spedalieri

Il saggio su Nicola Spedalieri nasce dal­l’im­pe­gno, volontario e del tutto gratuito, di un gruppo di Brontesi che ha costituito la Cattedra Speda­lieri con l’obiettivo di sti­molare la ricerca e la cono­scenza della vita e delle opere di questo insigne concit­tadino (e, nel futuro, di altri illustri Brontesi).

Si è riusciti anche a prevedere dei premi in dena­ro di una certa, e ragguar­devole, con­si­stenza, anche se speriamo che maggiore incentivo sia costituito dalla voglia degli stu­denti (e dei loro docenti) di conoscere questa figura di un loro grande concit­tadino e di applicarsi alla ricerca. L’altro incentivo è costituito dalla pubblicazione dei migliori 10 saggi, in un libro che sarà distribuito a tutti gli studenti.

Consideriamo questa iniziativa come un investimento di primaria importanza, poiché lo sviluppo culturale e civile dei giovani costituisce elemento fondante per una Società migliore e più matura.

Con l’inizio dell’anno scolastico è partita la fase operativa dell’iniziativa; il ter­mine per la consegna dei saggi è il 15 novembre p.v.. Confidiamo che vorrete diffondere l’iniziativa fra gli studenti e i loro genitori. (P. M.)

PER LA MEMORIA STORICA IN BRONTE

Concorso per un saggio su Nicola Spedalieri

riservato agli stu­denti delle Scuo­le superiori di Bronte

Bando / Locandina / Per informazioni: CattedraNicolaSpedalieri@gmail.com

 




22 Giugno 2013

Dalla Cambogia la "promozione" del nostro vulcano a sito dell'Unesco

L'Etna, un patrimonio che appartiene all'umanità

Bronte, l'Etna vista dalla contrada Difesa Circa 19.000 ettari dei 59.000 del Parco dell'Etna dichiarati Patrimonio dell'Umanità

La decisione è stata presa il 21 giugno 2013 a Phnom Penh, in Cambogia, nel corso del 37° Comitato del Patrimonio Mondiale dell'Unesco alla presenza dei rappresentanti di oltre 180 Paesi. L'Unesco ha definito l'Etna come uno dei vulcani "più emblematici e attivi del mondo", "il più importante vulcano in attività in Europa con un'attività conosciuta da almeno 2.700 anni" e con "una delle storie documentate di vulcanismo più lunghe del mondo". "I crateri della vetta, i coni di cenere, le colate di lava, le grotte di lava e la depressione della valle del Bove fanno dell'Etna una destinazione privilegiata per la ricerca e per l'istruzione".
Scrive ancora l'Unesco come "esso continua ad influenzare la vulcanologia, le geofisica ed altre discipline della Terra" e che "la sua notorietà, la sua importanza scientifica e i suoi valori culturali e pedagogici sono d'importanza mondiale".

La zona classificata dall'Unesco fa parte del Parco dell'Etna creato nel 1987. La parte di territorio, che è entrato nel Patrimonio dell'Umanità, è estesa circa 19.000 ettari dei 59.000 di Etna vincolati a parco. Si trova, soprattutto, nella zona sommitale del vulcano interessando anche il bacino magmatico che include i Monti Rossi. Ed è questa parte che deve essere tutelata nel modo più assoluto.
Una buona parte del territorio di Bronte è stata ora dichiarata Patrimonio dell'Umanità. Il nostro Comune, infatti, fra i venti i cui territori ricadono nel comprensorio del Parco dell'Etna, contribuisce con 10.000 ettari, su un totale di 59.000 (il 18%).

Anche se, da un punto di vista meramente burocratico, l'inserimento nell'elenco dei siti Unesco non cambia proprio niente, in quanto non ci saranno maggiori vincoli rispetto a prima, ci sarà però un valore aggiunto, un nuovo enorme interesse per l'Etna, un interesse globale, che farà ricadere sul nostro territorio tanta attenzione e, sicuramente, nuovi e cospicui flussi turistici e commerciali in genere. C'è già una nuova speranza di sviluppo ma a tutto questo dovrà necessariamente corrispondere una migliore tutela ed una maggiore attenzione all'ambiente che ci circonda.
"Questo risultato – ci ricorda poi il presidente di Legambiente - deve essere un punto di partenza per impegnarsi ancora di più nella tutela, valorizzazione e salvaguardia nelle bellezze del Belpaese, troppo spesso minacciate da fenomeni come ad esempio l'abusivismo, le illegalità o i tagli alla cultura. Puntare sulla bellezza è una chiave fondamentale per capire come il nostro Paese possa ritrovare le idee e la forza per guardare con ottimismo al futuro".
Secondo la Coldiretti la tutela Unesco traina il Made in Italy: "La decisione traina il turismo e la tradizione enogastronomica Made in Sicilia, che trova ai piedi del vulcano le sue espressioni migliori". Coldiretti sottolinea inoltre che sono numerosi i prodotti Dop di qualità riconosciuti dall'Unione Europea che si trovano in questo territorio, dal pistacchio verde di Bronte alla ciliegia dell'Etna, dal ficodindia dell'Etna all'extravergine Monte Etna, ma grandi qualità si riscontrano anche per le produzione locali di vino, miele, arance, pesche, fragole, mandorle, castagne e ortaggi. "Un successo per la Sicilia e l'Italia, che per tornare a crescere - conclude la la nota della Coldiretti - deve puntare sui valori identitari del proprio territorio, unico ed esclusivo, per competere a livello internazionale".
L'Etna sarà da oggi un marchio, un brand, molto più forte e conosciuto in tutto il mondo e tutto ciò che verrà dall'Etna avrà come un autorevolissimo marchio di garanzia. Ma siamo davvero preparati a questo evento?


«Diventerà volano di sviluppo»

«L'Etna adesso è di tutta l'umanità»

Una "cartolina" dalla Cambogia fa entrare il vulcano siciliano nel patrimonio dell'Unesco

Il grande giorno è arrivato. E, come era stato ampiamente annunciato, dalla capitale cambogiana, Phonm Penh, è giunto il "sì" definitivo. L'Etna è patrimonio mondiale dell'Unesco. Ma, più che altro, è patrimonio dell'umanità intera.
Si chiama - tecnicamente - "World heritage list" ma non è solo un elenco di bei posti sparsi su questo scassatissimo pianeta sperduto nell'universo. E' qualcosa di ben altro. Sono quei luoghi che, per l'Unesco, meritano più attenzione e, soprattutto, maggiore tutela. Perché - fermo restando che il pianeta intero appartiene alla razza umana - sono luoghi il cui valore va ben al di là della percezione che le stesse popolazioni locali ne hanno.

Quello scienziato tedesco con il viso simpatico alla "Harry Potter", Bastian Bertzky, che guidò a ottobre la delegazione dell'Unesco che doveva dare una valutazione di massima su un lungo percorso che è stato cominciato e incanalato anni fa (quando al Parco era ancora commissario straordinario Ettore Foti, a cui va dato il merito di averci creduto, assieme a tutti gli uffici, senza remore), ripartì lasciandoci una promessa elargita più sugli sguardi che sulle parole. Così, ci siamo detti tutti «Sì, l'Etna ce la farà». Ma soprattutto una raccomandazione, questa sì, forte, chiarissima, inequivocabile: «Amate l'Etna, custoditelo, trattatelo come qualcosa di prezioso».

Ieri, dall'altra parte del mondo, è rimbalzato questo stesso messaggio scritto su una "cartolina" che ha un timbro chiaro e autorevolissimo: Unesco, giugno 2013. Il messaggio è questo: «Da oggi, ufficialmente, l'Etna non è più soltanto vostro. Ma di tutta l'umanità». Ed è qualcosa con cui i siciliani dovranno confrontarsi e di cui ancora oggi è difficile percepire l3 grandissima valenza. Di certo c'è che da oggi non potremo più guardare all'Etna con lo stesso occhio sbadato, distratto, ironico, con cui l'abbiamo guardato sinora.

L'inserimento nell'elenco dei siti Unesco non cambia proprio niente, infatti, da un punto di vista meramente burocratico. Non ci saranno maggiori o minori vincoli sul territorio preso in considerazione dall'Unesco (che non corrisponde, va detto, pedissequamente, con quello del parco). Ci sarà, questo sì, ed è l'unico valore aggiunto che si potrà quantificare, un enorme interesse per l'Etna, un interesse globale, che farà ricadere sul nostro vulcano tanta attenzione e, sicuramente, nuovi e cospicui flussi turistici e commerciali in genere.

L'Etna sarà da oggi un marchio, un brand, molto più forte e conosciuto in tutto il mondo e tutto ciò che verrà dall'Etna avrà come un autorevolissimo marchio di garanzia.

«Ce l'abbiamo fatta. La nostra gioia è enorme. È un risultato storico non solo per la Sicilia, ma per tutta l'Italia - ha commentato la presidente del Parco dell'Etna, Marisa Mazzaglia -. L'iscrizione dell'Etna nel Patrimonio Unesco è un marchio di valore planetario per il nostro territorio e una fantastica opportunità per le comunità locali. Una volta tanto un successo ottenuto nella periferia può fare gioire l'intero Paese. È un premio al grandissimo, serio e silenzioso lavoro svolto dallo staff del Parco e dai preziosi collaboratori esterni, che non mi stancherò mai di ringraziare per quello che hanno fatto». (...) [Alberto Cicero]

(tratto dal quotidiano La Sicilia del 22 giugno 2013)


Domenica 23 Giugno 2013

L'Etna patrimonio Unesco

Il versante sud-est

Dopo l'euforia un piano serio

«Non sia un'occasione sprecata»
«La ricetta? Eliminare le discariche e potenziare i sentieri» - «Finora abbiamo sfruttato solo il 5% delle potenzialità del vulcano»
L'Etna non è una torta divisa a spicchi tra i tanti Comuni della provincia etnea. Non è patrimonio solo dei suoi abitanti, né solo del Parco, né solo dei siciliani. L'atteso riconoscimento dell'Unesco non sorprende gli abitanti etnei e non suona più solo come una «raccomandazione, forte, chiarissima inequivocabile», ad «amare, custodire, trattare l'Etna come qualcosa di prezioso», promessa silenziosa dello scienziato tedesco, Bastian Bertzky, che guidò la delegazione dell'Unesco. Adesso alla bella notizia fa eco un punto interrogativo: «Siamo all'altezza dell'etichetta che ha meritato l'Etna? ». (...) [Sonia Distefano]


Il versante nord

«Evento eccezionale, ma siamo davvero preparati a fare il salto di qualità?»

«No ad altri limiti ambientali Si faccia come sulle Dolomiti»
Entusiasmo, pessimismo, scetticismo. Pur nella loro contraddizione, questi i sentimenti degli operatori turistici di Etna nord. In molti, ancora, la poca chiarezza sul vero significato dell'Etna quale patrimonio dell'Umanità. E c'è pure chi evidenzia che a contrastare l'immagine dell'iscrizione dell'Etna nella lista del patrimonio dell'Unesco è il cliché di una stazione ancora priva di infrastrutture private, quelle che si sarebbero dovuto realizzare in base al piano di ricostruzione dopo l'eruzione del 2002. (...)  [Egidio Incorpora]


Il versante nord-ovest

«È come se ci avessero riconosciuto 5 stelle: sfruttiamolo»

Ma si teme un inasprimento dei vincoli: «Fateci lavorare»
«L'Etna patrimonio dell'Umanità è il giusto riconoscimento che dà ulteriore valore a questo territorio, purché non aggiunga burocrazia ed altri vincoli e divieti a quelli già imposti dal Parco dell'Etna».

E' la considerazione che gli operatori turistici del versante nord dell'Etna esprimo all'unisono, dopo il riconoscimento dell'Etna come patrimonio dell'Unesco. Siano essi albergatori o ristoratori ci dicono di essere felici, ma il timore maggiore e che questo non si tramuti in un reale vantaggio per l'economia:

IL VULCANO IN BIANCO E NERO
di Francesco Merlo

L'Etna patrimonio Unesco

«Premio per un territorio irripetibile»

Il ministero: ineguagliabile fattore di sviluppo sostenibile. Legambiente: puntare alla bellezza

L'etna vista dal versante di Bronte (Contrada Difesa)Roma. «È una splendida notizia per l'Italia, un meritato premio al profondo impegno del Parco dell'Etna e del ministero dell'Ambiente a sostegno della candidatura del vulcano siciliano a patrimonio mondiale dell'umanità». Così il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, commenta il riconoscimento dell'Etna da parte dell'Unesco che, aggiunge, «mette in rilievo l'importanza delle politiche nazionali e locali di conservazione che contribuiscono alla valorizzazione del territorio».

«Il nostro patrimonio ambientale - afferma in una nota il ministro Orlando - è uno strumento strategico fondamentale per promuovere nel mondo l'irripetibilità del nostro territorio. I sistemi naturali italiani rappresentano un ineguagliabile fattore di sviluppo sostenibile: come ministero dell'Ambiente continueremo a curare e a promuovere con sempre maggiore intensità le aspettative delle comunità che vogliano valorizzare attivamente e coerentemente le loro bellezze territoriali».

L'Etna è il quarto patrimonio mondiale italiano iscritto per criteri naturali, dopo le isole Eolie, il monte S. Giorgio e le Dolomiti. Il riconoscimento del vulcano siciliano, icona del Mediterraneo, si legge nella nota del ministero dell'Ambiente, «è stato accolto dal plauso unanime dei 21 Stati membri del Comitato: i rappresentanti di 13 Paesi - tra cui Francia, Sud Africa, Messico, Emirati Arabi Uniti, Cambogia, Svizzera, Colombia - hanno preso la parola per congratularsi con l'Italia per l'eccellente candidatura, per la qualità del dossier presentato, nonché per la proficua capacità di collaborazione tra governo, amministrazioni locali, istituzioni scientifiche e rappresentanti della società civile. L'Unesco ha messo in luce il ruolo decisivo del ministero dell'Ambiente per tale successo e l'attenzione del governo per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio naturale italiano, unico al mondo».

Soddisfazione anche da parte di Legambiente: «Un patrimonio da tutelare, salvaguardare e valorizzare. Attualmente l'Italia - rileva il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza - è la nazione con il maggior numero di siti, ben 47, inclusi nella lista dei patrimoni dell'umanità. Una Penisola simbolo di bellezza e ricco di bellezza, come quella del paesaggio, dei luoghi, ma anche quella dei gesti, dei comportamenti e delle idee. E l'Unesco in qualche modo ce lo ha ricordato assegnando un prestigioso riconoscimento al più grande vulcano d'Europa, che ogni richiama ricercatori e turisti per il suo valore naturalistico e scientifico».
Secondo Cogliati Dezza, il riconoscimento dell'Etna «deve essere un punto di partenza per impegnarsi ancora di più nella tutela, valorizzazione e salvaguardia nelle bellezze del Belpaese, troppo spesso minacciate da fenomeni come ad esempio l'abusivismo, le illegalità o i tagli alla cultura. Puntare sulla bellezza è una chiave fondamentale per capire come il nostro Paese possa ritrovare le idee e la forza per guardare con ottimismo al futuro». (...) [Giancarlo Cologgi]

(tratto dal quotidiano La Sicilia del 22 giugno 2013)

L'Etna patrimonio Unesco

Le motivazioni

Etna, crateri sommitali (foto tratta da sito web dell'Unesco)Come si legge nella scheda del sito ufficiale dell'Unesco, ecco le "motivazioni di eccezionale valore universale" alla base dell'inserimento del «Monte Etna» nel Patrimonio dell'Umanità:

"L'Etna è più alto vulcano attivo d'Europa, uno dei più grandi e attivi in tutto il mondo e offre diverse bocche che comprendono una vasta gamma di caratteristiche vulcaniche di facile accesso da parte dei visitatori e dei ricercatori;

l'Etna ha eruttato molte volte nella storia umana, la sua intensa e persistente attività vulcanica è alla base di miti, leggende e osservazione naturalistica sin dai tempi classici. Di conseguenza, l'Etna è stato conosciuto, studiato e visitato da innumerevoli studiosi e turisti da tutto il mondo;

l''Etna è riconosciuto a livello mondiale sulla base della sua notorietà, importanza scientifica, il valore culturale ed educativo, fenomeni naturali superlativi ed eccezionale importanza estetica come simbolo del sito di origine vulcanica;

l'Etna è stato, ed è tuttora, un importante centro di ricerca internazionale con una lunga storia di influenza sulla vulcanologia, la geologia e la geomorfologia.

L'Etna è dunque un esempio unico di laboratorio naturale scientifico terrestre su aree vulcaniche per lo studio del processo di colonizzazione su superfici nuove di piante e animali della regione biogeografia sia europea, che mediterranea

«E' come se ci avessero riconosciuto le 5 stelle - dice Antonio Saitta, titolare di un albergo-ristorante a Maletto - In qualsiasi altra parte d'Italia e d'Europa questo avrebbe favorito gli operatori turistici che grazie al riconoscimento avrebbero raddoppiato le richieste. Qui non so. Abbiamo rifiuti ovunque, i servizi non funzionano, l'Etna è inaccessibile e quando nevica, sulle Alpi è come se cadessero soldi, io sono costretto a chiudere il locale».

«Da 25 anni - aggiunge Nunzio Samperi - gestisco una struttura turistico-alberghiera a Bronte. Ritengo che il riconoscimento darà valore al Vulcano, ma se adesso l'Etna è patrimonio dell'Umanità e bene renderla fruibile a tutta l'umanità. Ed allora segnaliamo i sentieri e permettiamo a tutti di percorrerli».
«Una notizia fantastica. - aggiunge Vincenzo Spartà giovane titolare di un turismo rurale a Randazzo - Grazie all'Unesco saremo inseriti nei siti di tutto il mondo. I miei ospiti già oggi ne parlano entusiasti e credo che possano anche arrivare finanziamenti. Il timore e che si registri un ulteriore inasprimento dei vincoli. Ben vengano se eviteranno discariche e costruzioni abusive. Ma chi vuole investire nel rispetto dell'ambiente non può essere frenato per anni».

Pareri contrastanti anche fra gli agricoltori: «Come si fa a dire che non è una bella cosa - afferma Antonino Carrubba, presidente del consorzio Etna fragole di Maletto - Il timore però è che non ci facciano più lavorare. Il Parco dell'Etna per esempio dovrebbe essere una risorsa ed invece è un peso. Speriamo non si aggiungano altri pesi». [Gaetano Guidotto]

(tratto dal quotidiano La Sicilia del 23 giugno 2013)


4 Maggio 2013

L'Etna sarà proclamato in giugno patrimonio dell'Unesco, in occasione della 37ma sessione del Comitato del patrimonio mondiale, cui interverranno rappresentanti di oltre 180 paesi. L'Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) - l'agenzia incaricata di esaminare le proposte di iscrizione alla World heritage list - ha riconosciuto l'importanza scientifica ed educativa, l'eccezionale attività eruttiva nonchè l'ultra-millenaria notorietà del vulcano, icona del Mediterraneo. E' il secondo sito siciliano inserito nella lista dell'Unesco. Il primo è stato l'Arcipelago delle Eolie. Per l’Etna, per tutto il territorio attorno al vulcano, per le speranze di sviluppo della nostra zona è un traguardo importantissimo. «Ci si chiede se saremo capaci di cotanto onore», scrive il quotidiano La Sicilia.


4 Giugno 2013

IL RICONOSCIMENTO PER LA ZONA "A"

Etna, l’Unesco dice sì: a giugno sarà Patrimonio dell’Umanità

Anche ieri, lei ha continuato a brontolare e sbuffare. Indifferente. Tutti sperano che adesso, dopo tredici acuti in cinque mesi con fontane di lava e “piogge nere”, l’Etna non voglia festeggiare a suo modo l’ormai imminente iscrizione nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. Nessuno, comunque, ha dubbi che tra un mese da Phnom Penh, in Cambogia, arriverà il riconoscimento dall’assemblea dell’Unesco, avendo in queste ore lo Iucn - l’Unione internazionale per la Conservazione della Natura - “raccomandato” il Mongibello all’organizzazione delle Nazioni Unite.

L'Etna vista dal versante di Bronte (Nord-Est)«È stato privilegiato l’aspetto di vulcano-icona del Mediterraneo, studiato nei secoli per bellezza, unicità, straordinarietà della presenza di fattori geologici e biologici», commenta Salvo Caffo, vulcanologo del Parco dell’Etna, tra gli autori del ponderoso volume col quale l’ente aveva avanzato nel gennaio dello scorso anno, col patrocinio del ministero dell’Ambiente, la candidatura all’Unesco.

Caffo spiega che il Parco ha proposto di ammettere nell’esclusiva World Heritage List un’area di “appena” 19 mila ettari su 56 mila totali: «È la zona A, quella della riserva integrale. Comprende i boschi del Demanio oltre ai crateri sommitali, nell’anello che parte da quota mille 800 e possiede flora, fauna unici.
Oltre a una delle più eccezionali storie geologiche e vulcaniche del pianeta. Il riconoscimento Unesco rappresenta un Valore aggiunto. E per noi, non solo come sito siciliano ma italiano, un motivo di orgoglio».
È stato il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, citando anche il dicastero degli Affari esteri, a rendere noto ieri l’esito positivo della valutazione del Monte Etna «per l’eccezionale attività eruttiva e l’ultra-millenaria notorietà con testimonianze che risalgono a oltre 2 mila 700 anni fa».
Orlando ha parlato di «traguardo significativo per l’Italia, un’opportunità per il nostro Paese per coniugare la tutela dell’ambiente con la valorizzazione del territorio, investendo cosi nello sviluppo sostenibile».
Natura e cultura, comunque. In fondo sono stati Omero e Pindaro, Leonardo e Goethe, Virgilio e Dante - «In Mongibello alla fucina negra, chiamando: Buon Vulcano» - a segnalare l’Etna all’Umanità, ancora prima di Ente Parco e Ministero, Iucn e Unesco. (Gerardo Marrone)

4 maggio 2013

OBIETTIVO CENTRATO

La dichiarazione ufficiale è arrivata ieri, l’investitura avverrà in Cambogia

Il gioiello Etna a giugno si laurea Patrimonio Unesco dell’umanità

Come le Galapagos e le cascate di Iguazù, la barriera corallina australiana e il parco di Yellowstone. Da giugno, nella lista dei 183 gioielli naturali decretati dall’Unesco nel Patrimonio dell’Umanità, ci sarà anche l’Etna. Il riconoscimento ufficiale è arrivato ieri dal ministero dell’Ambiente e l’investitura avverrà in Cambogia a Phnom Penh nella prossima sessione del Comitato del patrimonio mondiale. (...) Ci si chiede se saremo capaci di cotanto onore. Se ai turisti che s’inerpicano sulle strade del vulcano offriremo, oltre allo spettacolo delle colate di lava e dei boschi (che peraltro sono un regalo della natura), gli stessi panorami di spazzatura variegata, gli stessi servizi scadenti, la stessa mediocre rete di trasporti, in una parola la stessa mancanza di rispetto che finora gli abbiamo, purtroppo, riservato. (...)

Marisa Mazzaglia, presidente del Parco dell’Etna:

«Se questo riconoscimento può servire anche ad accrescere la sensibilità delle persone per il rispetto della natura ben venga. Noi per primi dovremo imparare ad avere maggiore consapevolezza del nostro patrimonio, imparare a rispettarlo e tutelarlo, non solo per le future generazioni ma anche per farlo diventare un bel posto in cui vivere, lavorare, accogliere i turisti. L’inserimento dell’Etna nella World heritage list servirà ad accrescere il numero dei visitatori e a fare un battage pubblicitario mondiale sul nostro vulcano.

Statisticamente la sola dichiarazione di sito Unesco comporta un incremento di visitatori anche del 20% in più. Abbiamo davvero una grande occasione. I siti Unesco solitamente hanno la possibilità di accedere a fondi dedicati sia da parte europea che dei vari governi nazionale e regionale, cui faccio appello per dare una spinta a questa parte di territorio.

Sono convinta che ci sarà anche un incremento di natura economica ma se anche si trattasse solo di un incremento di carattere culturale, sarebbe già tantissimo».

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