La ducea inglese ai piedi dell'Etna (1799 - 1981)

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Cenni storici sulla Città di Bronte

I sette duchi di Bronte (1799 - 1981)

 1° - Horatio Nelson (dal 1799 al 1805)

Horatio NelsonVisconte Horatio Nelson (29.9.1758 - 21.10.1805), ammiraglio di S. M. Britannica, simbolo del valore navale della nazione britannica, figlio di un pastore anglicano di Burnjam-Thorp (Norfolk), primo Duca di Bronte.

Ottenne il titolo ed il territorio - "graziosamente" donata in perpetuo - nel 1799 dal "riconoscente" Ferdinando I di Borbone, il "Re lazzarone" al quale aveva salvato la vita ed il trono.

Aveva subito manifestato l'intenzione di fare della tenuta «il posto più felice d'Europa» sperando che tutti i siciliani avrebbero benedetto il giorno in cui era stato mandato loro.

Fece subito iniziare la ristrutturazione dell'antica abbazia affidandone i lavori ad Andrea Graefer ma non mise mai piede nella sua immensa Ducea.

Alla sua morte il feudo passo al fratello William Nelson.

Nonostante l'ammiraglio avesse una figlia (Orazia) avuta da Lady Hamilton, e nonostante il "Diploma di donazione" del feudo gli consentisse di nominare erede chiunque volesse, non lascio praticamente niente ad Orazia (il suo nome non appare mai nelle 15 pagine del documento) e ben poco alla madre definita nel suo testamento «vedova dell’onorevole cavaliere Guglielmo Hamilton, insignito dell’onorevolissimo ordine del bagno». [Il testamento di Nelson]
  

 2° - William Nelson (Duca di Bronte dal 1805 al 1835)

William NelsonWilliam Nelson (1757-1835), II duca di BronteIl Reverendo William Conte Nelson (1757 - 1835) «e Visconte Merton di Trafalgar, e di Merton sulla Contea di Sury e Regno Unito della Gran Bretagna, e d'Irlanda, Barone Nelson del Nilo e d'Hilborough della Contea di Norfolk sul medesimo Regno Unito, Duca di Bronte in questo Regno di Sicilia», pastore angligano, fratello maggiore dell'Ammi­raglio Horatio Nelson, ricevette il titolo di Duca di Bronte e l'immensa Ducea in eredità con testamento del 10 Maggio 1803.

Oltre ad altri eredi, il grosso delle pro­prietà gli venne infatti assegnato da Nelson unitamente al nipote Guglielmo Haslewood, figlio della sorella Susanna.

Ai due e ai «loro eredi e assegnatari in successione dopo la mia morte» venne destinata la Ducea «nel regno dell’ulteriore Sicilia, e nella terra e stato di Bronte nello stesso regno, ed in tutti e singoli abitazioni, terre, tenimenti, giurisdi­zioni, immu­nità, franchigie, ed altri effetti siti nel regno dell’ulteriore Sicilia che mi furono concessi dall’attuale Sua Maestà Fer­dinando per la grazia di Dio Re del Regno delle due Sicilia, e di Geru­salemme, Infante di Spagna, Duca di Parma, Piacenza, Castro etc. etc Gran principe eredi­tario di Toscana etc. etc. in forza di real diploma, ed altri strumenti portanti la data circa del 10 del mese di Ottobre nell’ anno 1799».

William Nelson, anche lui come il fratello Horatio, non pose mai piede nella Ducea, non visitandola mai e godendone dei benefici e delle rendite (ingenti somme che riceveva tramite rimesse delle banche) senza nemmeno conoscere quali fossero le caratte­ristiche dell'immenso territorio e le misere condizioni della popolazione che vi viveva ("i miei vassalli e sudditi di Bronte", così la definiva in una lettera).

Si pensi che nel solo biennio 1808-1809 William Nelson ricevette dal banchiere pa­ler­mitano Abramo Gibbs rimesse di ben 25.759,2 onze (oltre 1 milione e mezzo di euro).

Il Duca nel tempo affidò la gestione del feudo a vari amministratori (Abramo Gibbs e mar­che­se Antonio Forcella, Bryan e Martha Barret e Filippo Thovez) i quali per molti de­cen­ni furono i veri proprietari incontrastati del grande feudo e della stessa Città di Bronte. I primi due, fra l'altro, furono citati in giudizio dai Nelson per rendiconti non veritieri in una lunga e complessa vertenza giudiziaria.

Alla sua morte la Ducea, per successione testamentaria, passo alla sua unica figlia super­stite Charlotte Mary Nelson.

  

 3° - Charlotte Mary Nelson (1835 - 1873)

Charlotte Mary Nelson (1787-1873), III duca di BronteCHARLOTTE MARY NELSON, III DUCA DI BRONTECharlotte Mary Nelson (1787 -1873) baronessa di Bridport, nipote dell'Ammiraglio Nelson, figlia del reverendo William.

Dal 1838 al 1847 sostenne vin­cendola (la Corte il 12 marzo 1847 confermò i suo diritto di proprietà) una lunga ver­ten­za giudiziaria contro le pretese di Orazio Nelson (nipote di Susan­nah, sorella dell'Ammira­glio) che rivendicava il possesso della Ducea.

E' stata, finora, l'unica donna a fregiarsi del titolo di "Duchessa di Bronte".

Charlotte Mary, mostrando un primo, seppure venale, interessamento per questi possedimenti tanto lontani ma comunque redditizi, fu la prima della famiglia a visitare (anche se per un brevissimo periodo) il grande feudo donato da re Ferdinando allo zio Horatio ed a portarvi anche la bandiera ed il cognome degli Hood (dal 1810 era sposata, infatti, a Samuel Hood, secondo visconte di Bridport, rampollo di famosi e gloriosi antenati della marineria inglese).

Ricchissima ed abituata ai lussi della vita londinese vi trovò condizioni di vita primitive e selvagge.

Scossa anche dalle difficoltà del viaggio in lettiga (una rudimentale portantina sospesa fra due muli), del nero paesaggio vulcanico, dal pericolo che le suscitava l'Etna e dai racconti delle atrocità commesse dai brontesi nel 1820, scappò subito via da Maniace giurando che mai vi avrebbe fatto ritorno (a destra una sua firma).

E così fu. Gestì i possedimenti affidandosi ai Thovez (Filippo, Enrico e William).

Nel 1857, l'Ospedale Grande e Nuovo di Palermo, il precedente feudatario padrone del territorio e dei brontesi, le cedet­te l'archivio in suo possesso (atti giudiziari e amministra­tivi ed altri documen­ti) relativo alle terre di Bronte e alle abbazie di Santa Maria di Maniace e S. Filippo di Fragalà da lei ereditate.

L'archivio (oggi denominato Archivio Privato Nelson) consente di conoscere la vita e l'amministrazione della Ducea ed in particolare tutte le vertenze e liti giudiziarie sorte tra l'Università di Bronte e i due feudatari (l'Ospedale, prima, e la Duchessa, dopo) che si protrassero per oltre 350 anni.

Dopo i tragici fatti del 1860, Charlotte Mary Nelson ed il Comune di Bronte sperando di porre fine alle innu­merevoli liti con i bron­tesi ed alle continue tensioni, stipu­la­rono una transazione, voluta e portata a termine da Antonino Cimbali, con la quale La Ducea restituì al Comune di Bronte circa la metà del suo territorio (anche se per lo più boschi, sciare con un pò di terreno coltivabile).

Alla morte di lady Carlotta Maria Nelson, nel 1873, la proprietà ed il titolo passarono al primogenito, il luogotenente colonnello Alessandro Hood, a favore del quale e dei suoi eredi maschi in perpetuo, la Duchessa fin dal 1855 aveva richiesto a S. M. il Re Borbone "la regia approvazione per lo stabilimento di un majorasco racchiu­dendovi l'intero ducato e terra di Bronte".

Le altre figlie di Lady Carlotta, Maria Sophia, Carlotta, Giovanna Sophia, Luisa e Francesca Carolina erano state già ampiamente dotate dalla ricca ereditiera.

Lady Carlotta impose anche al figlio di aggiungere al proprio cognome anche quello di Nelson.

 

 4° - Alexander Nelson Hood (1873 - 1904)

ALEXANDER NELSON HOOD, barone Bridport (1814 - 1904), IV Duca di BronteAlexander Nelson Hood, barone Bridport, IV Duca di BronteAlexander Nelson Hood, barone Bridport (1814 - Londra, 4 giugno 1904), proni­pote di Nelson, figlio mag­giore di Char­lotte Mary Nelson, fu il IV duca di Bronte.

Sposato con una cugina del du­ca Wellington (il vincitore di Na­poleone) Mary Penelope, con lui accanto a "Nelson" compare per la prima volta anche il cognome "Hood".

Fu il Duca della svolta, il colo­niz­zatore, il primo a manife­stare interesse per l'immenso feudo e ad occuparsi diret­tamente della sua gestione (aveva visitato la Ducea già nel 1864), a migliorarlo apportandovi innovazioni e nuove colture.

Diffidando degli amministratori (nel suo periodo si alterna­rono Samuel Grisley, mons. Louis Fabre e Charles Beek), spedì a Maniace Alexander (il suo ottavo figlio, appe­na diciasset­tenne, il "duchino" futuro 5° Duca) per vivervi stabilmente e tutelare in loco gli interessi della famiglia.

Nel 1883 Alexander Nelson Hood "a titolo di perenne benemerenza" fu nominato presidente onorario della Deputazione che governava la vita del Real Collegio Capizzi; il duchino, di lui figlio ventinovenne, fu nominato deputato onorario.

Nel 1885 la Regina Vittoria lo insigniva del prestigioso Ordine del Bagno nominandolo Cavaliere Comandante.

Durante la terribile epidemia di colera che nel 1887 colpì Bronte, il duca si distinse per l'aiuto dato ai brontesi mettendo a disposizione del Comune 10 salme di fru­men­to.

Nel 1883-84 il figlio Alexander tentò di far deviare fino a Mania­ce il tratto della costruenda Ferrovia Circumetnea Bronte-Maletto-Randazzo. Non ci riuscì e dopo l'apertura della Ferrovia, nel 1896, fece costruire a proprie spese una «strada rotabile privata» da Maniace alla stazione ferroviaria di Maletto.

A lui il figlio nel 1905 ha dedicato l'obelisco nel punto più alto di Serra del Mergo.

 

 5° - Alexander Nelson-Hood (1904 - 1937)

L'On. Sir Alexander Nelson-Hood, V Duca di Bronte, grande Ufficiale della Corona d'Italia, Tesoriere di Sua Maestà la Regina d'Inghilterra, Visconte Bridport, nato nel Palazzo Reale di Cumberland Lodge Windsor il 28 giugno 1854, visitò per la prima volta la Ducea, giovanissimo, nel 1868.

E' stato definito il gent­iluomo contadino e let­terato.

Ottenuta a 19 anni la gestione del feudo, vi visse stabilmente tra Maniace e Taormina fino alla morte, godendosi la proprietà ed apportandovi elementi nuovi di bonifica e di trasformazione fondiaria.

Così descrisse i suoi primi anni di vita al Castello: «Il mio compito: amministrare un grande territorio, giovane com'ero, privo d'esperienza, ignorante della gente e dei suoi modi, con una incerta cono­scenza della lingua, non era dei più semplici.
Tuttavia mi impegnai a fondo e, lavorando a volte fino all'una di notte, o più tardi, tenni i conti, supervisionai il lavoro fuori, curai la corrispondenza e l'amministra­zione, per un certo numero di anni, praticamente senza aiuto.»

«Pare - scrive Nunzio Galati - che non gli creasse problemi, anzi, trovasse naturale il prendere tra le mani il piccone, la zappa o una mazza dandoci sotto fino a inzup­parsi di sudore è tornare al Castello talmente scompigliato e sporco da sembrare un inquilino. E durante la vendemmia entrava sempre nella vasca del palmento a pigiare l'uva mischiato tra i suoi dipendenti.»

Suoi amministratori furono il cav. Charles Beek, Mr. Edwin Hughes, Major Richard Forsyth Gray e Mr. George Dubois Woods.

E' stato il primo ad essere sepolto nel piccolo cimitero inglese della Ducea.

Intelligente e raffinato, ci ha lasciato alcuni libri fra i quali "Tales of Old Sicily" (Lon­dra, 1906); "Sicilian Studies", storie e saggi relativi alla vita in Sicilia (George Allen & Unwin,  London 1915), ma sopratutto un libro di memo­rie - "La Ducea di Bronte" - , un "diario scritto per la famiglia", edito recen­te­mente, che rappresenta una vera minie­ra di minuziose informazioni sulla storia e sulla con­duzione del feudo, sui criteri di gestione e sulle tipologie di coltivazioni ma anche sui costumi ed il carattere dei brontesi.


  

Una veduta generale dall'adiacente torrente Saracena dell'antica aba­zia benedettina sorta intorno al 1173 a Maniace, probabilmente sulle rovine di una preesistente co­struzione basiliana, per volontà della Regina Margherita. Oggi è, anche se impropriamente, de­no­minata Castello Nelson.


 

Una foto (a destra) del matrimonio dell'attuale Duca di Bronte (il l VII), Alexander Nelson-Hood con Linda Jaquelin Paravicini.

La foto a sinistra è stata fatta a Londra nel marzo 1969 durante i fe­steggiamenti per il suo 21° anno di età. A sinistra di Alexander i ge­ni­to­ri, il VI Duca di Bronte, Rowland Arthur Herbert Nelson-Hood, e la mamma, la duchessa Sheila Jeanne Agata van Meurs (di origine olan­dese).

Il duchino Alexander, la madre ed il VI° duca Rowland Arthur Herbert Nelson-Hood posano con i dipendenti nel cortile del Castello, davanti alla Croce dedicata al loro antenato.

Il VII° Duca di Bron­te  posa con lo staff amministrativo del­la Ducea: il primo a sinistra è mister King (l'ultimo ammi­nistratore); a destra del duca un giova­nis­simo Giuseppe Carastro (recente­mente scomparso)


 

Queste foto risalgono al periodo durante il quale la Ducea era ancora la residenza dell'attuale Duca di Bronte, Alexander Nelson-Hood, pri­ma che fosse acquistata dal Comune di Bronte (1981).
Questi ambienti ora costituiscono il Museo Nelson ma molti arredi, quadri, suppellettili ed anche importanti documenti quali lettere, diari ed altro qui visibili non esistono più.

Sono andati dispersi perchè non ceduti o scomparsi quando la Du­cea, espropriata dal regima fascista, fu affidata all'ente di Sviluppo Agricolo o venduti prima della conse­gna al Comune o regalati da compiacenti incaricati o, addirittura, rubati (come il tavolo in noce stile XVII secolo della sala da pranzo della seconda foto, trafugato nel 1984)

Nella foto a destra
 Villa Falconara,
la residenza dei Duchi
di Bronte a Taormina.
Il V Duca,
Alexander Nelson-Hood è morto in questa villa.


 

I leoni di marmo a guardia della porta che immette nel giardino ingle­se appoggiano la zampa sugli stemmi degli Hood-Bridport (un uccello marino con le zampe appoggiate ad una gomena e ad un'ancora) e dei Parra­vicini (il cigno), casato questo cui appar­teneva la moglie dell'ul­timo Duca Alexander.

Ducea Neloson, veduta aerea

Sopra una veduta aerea del complesso della Ducea (il cosid­detto "Castello Nelson").
L'ala destra, (gli ex appartamenti signorili che ospitano in atto il Museo Nelson), danno sul giardino interno progettato da  Andrea Graefer, primo ammini­stratore della Ducea nominato da Nelson. (Foto G. Basile)


A destra l'attuale duca di Bronte, Alexander Nelson Hood.


Graefer e gli altri amministratori

Alexander Nelson Hood, Duca di Bronte

Affascinato da Venezia e dalla sua storia scrisse anche un romanzo di ambientazione vene­ziana, “Adria a Tale of Venice” (Londra 1904), dedicato all'amico e compagno di viaggio W. Sharp, con il quale condivideva l'amore per la città lagunare.

Alexander Nelson Hood governò a lungo e con amore e passione il feudo apportandovi con­tinue innovazioni e migliorie. Nel suo periodo - il feudo gli fu affidato dal padre a soli 19 anni, nel 1873 - la Ducea raggiunge il suo massimo splendore.

Curò in particolare anche la piantagione di pre­giate viti.

Con il sogno di portare la Sicilia alla ribalta mon­diale nella produzione e commer­cia­lizza­zione di grandi vini e di brandy eccellenti partecipa ad alcune esposizioni nazionali.

Non riuscì però a superare le crescenti difficoltà causate dagli alti costi di produ­zione e dal diffon­dersi nei vigneti di Maniace della Filossera.

Fra le altre opere costruì la strada che dalla Du­cea porta alla stazione ferroviaria di Maletto e l'al­tra che da Bronte porta alle contrade Ricchisgia e Ma­rotta allora facenti parte dell'im­menso suo feudo.

Amante della letteratura e dei miti greci, fu di una intelligenza duttile, con interessi oltre che della poe­sia e della letteratura anche nel cam­po del­l’eco­nomia, della sociologia e del­l’antro­polo­gia.

La Ducea divenne anche salotto letterario e buen retiro di poeti, scrittori ed artisti inglesi fra i quali spiccano William Sharp (morto e sepolto a Maniace), D. H. Lawrence, F. Marion Crawford e Frances Elliot.

I ricordi, le impressioni ed i giudizi sui luoghi e sui brontesi di questi letteratiti, poeti, musici­sti, grandi viaggiatori che, ospiti a Maniace dei discendenti di Horatio Nelson, visitarono Bronte dal 1801 al 1920 non sempre furono lusinghieri per noi brontesi.

Per il suo impegno a favore della popolazione messinese colpita nel 1908 da un funesto terre­moto, per interventi ad personam ma soprattutto per l’organizzazione di centri di distribuzione di latte e pane, di ambulatori e per offrire ospitalità ai profughi a Taormina, il Duca Alexander Nelson-Hood che era già Commen­datore dell’Ordine della Corona d’Italia per meriti acquisiti nel campo dell’agricoltura fu elevato molto meritatamente dal Re al rango di Grande Ufficiale.

«Il busto di bronzo è mio, realizzato dal giovane scultore di Taormina En­rico Licari - non soddisfacente nella somiglianza, tranne che di profilo, forse.» (Alexander Nelson-Hood, "La Ducea di Bronte")

LA NOTIZIA DELLA MORTE DI ALEXANDER NELSON HOOD SUL  NY TIMES

Nella foto a destra la notizia della morte di Alexander Nelson Hood riportata dal New York Times.

Il quinto duca morì ottantatreenne il 1° giugno del 1937 nella sua villa di Taormina (nella foto a destra la notizia della morte riportata dal New York Times).

Non essendosi mai sposato non lasciò eredi diretti. Alla sua morte la Ducea passò ad un suo pronipote, figlio adottivo, Rowland Arthur Herbert Nelson-Hood visconte Bridport (secondogenito del fratello, Arthur Wellington Alexander) da lui nominato erede universale ed esecutore testamentario con testamento del 24 settembre 1935.

 

 6° - Rowland Arthur Herbert Nelson-Hood (1937 - 1969)

ROWLAND ARTHUR HERBERT NELSON-HOOD, VI DUCA DI BRONTERowland Arthur Herbert Nelson-Hood, nato il 22 maggio 1911 a British Columbia (Canada) fu il VI Duca di Bronte.

Eredita nel 1937 la Ducea dallo zio. Fu stroncato da un infarto il 26 luglio 1969, a Maniace. È sepolto nel piccolo cimitero della Ducea.

Nei trentadue anni in cui ha tenuto lo "scettro" è riuscito - anche se non sempre è stato facile - a rendersi benvoluto e stimato ed ad allontanare da sè quella figura e quegli atteggiamenti da "padrone" che nel passato resero invisi parecchi suoi avi.

Anche se i tempi erano maturi perchè "l'ultimo feudo siciliano" fosse smantellato, il VI duca, sulle orme del predecessore, apportò notevoli miglioramenti sia nella gestione dei possedimenti che nelle condizioni dei contadini.

Fece costruire la prima scuola, un mulino, pagava un'ostetrica ed un medico, fece arrivare l'acqua, migliorò le condizioni delle strade e dei ponti.

Ciononostante, Carlo Levi, nel 1950 scriveva della Ducea «… esempio del più assurdo anacronismo storico, della persistenza di un perduto mondo feudale e dei difficili tentativi contadini per esistere come uomini».

I suoi furono gli anni dell'esproprio della Ducea da parte del fascismo e della nasci­ta dell'Azienda Agricola Maniace fra gli anni 1941 - 1943 ma anche, nella nascente Repubblica, di grandi trasformazioni sociali, della riforma agraria, delle occupazioni delle terre e della lotta che i contadini di Bronte, Maniace e Maletto sostennero dal '49 al '56 per l'applicazione della riforma e la divisione del latifondo ducale.

Dal 1963 al 1965, dopo decenni di lotte, ciò che restava dell'immenso feudo donato a Nelson dal Borbone, fu diviso in piccoli lotti (per un totale di ben 6.593 ettari) ed assegnato ai contadini. Alla Ducea restarono soltanto poco più di 200 ettari.

Suoi amministratori furono Ms. George Niblett, Mr. Charles Lawrence Hughes e Mr. Frank Edward King.


 

 7° - Alexander Nelson-Hood (1969)

Alexander Nelson-Hood, il VII Duca di BronteAlexander Nelson-Hood (Londra, 17 marzo 1947) è l'attuale Duca di Bronte, il VII, rampollo dei Nelson, degli Hood, dei Bridport, nomi storici legati alla storia della marineria britannica.

Quando, nel 1969, la eredita, la Ducea non rappresentava più uno dei più grandi latifondi siciliani; dopo la transazione del 1861 e l'applicazione della riforma agraria degli anni 1963-65, erano rimasti solo i prestigiosi fabbricati e poche centinaia di ettari di fertili terreni, coltivati a frutteto.

Alexander Nelson Hood, due anni prima di ereditare la Ducea, nel 1967, era funzionario di un importante istituto finanziario britannico (la Kleinwort Benson, dove si occupava dei rapporti di affari con l'Europa e particolarmente con la Francia, l'Italia, la Spagna).
Non aveva alcuna passione nè interesse per continuare a vivere nella Ducea che era stata di Nelson.

Nei dodici anni di "regno" provvide a vendere tutte le proprietà rimaste e, nel 1981, anche il complesso dell'antica abbazia che fu acquistato dal Comune di Bronte per un miliardo e settecentocinquanta milioni di lire (di cui 950 per il "Castello" vero e proprio e per il terreno; 237 per gli altri immobili; 570 per i mobili, i cimeli, i quadri, ed ogni altra cosa mobile esistente nel "Castello").

Il VII duca di Bronte vive in Svizzera. «E’ stato – scrive la storica irlandese Lucy Rial (La rivolta. Bronte 1860, pag. 244) il primo membro della famiglia che abbia passato la sua infanzia in Sicilia, ed è cresciuto a Maniace e a Roma, se si eccettua il periodo degli studi in Inghilterra, all’Eton College, e alla Sorbona di Parigi. Dopo la morte di suo padre nel 1969, decise di cedere la proprietà.»

Dopo la vendita della Ducea, avvenuta a settembre del 1981, Alex Bridport, «il più siciliano di tutti i duchi di Bronte», ha lasciato Bronte e non vi ha fatto ritorno per trenta anni: si è dedicato alla sua attività nel campo dell’intermediazione finanziaria passando al servizio della Chase Manhat­tan a Ginevra e della Shearson Lehman Brothers a New York, per poi fondare, nel 1991, un’azienda di servizi finanziari a Ginevra, la Bridport & C. s.a.

«Nel 2010, - continua la Riall - la Bridport Investor Services possedeva un capitale netto di 17 milioni di franchi svizzeri, con un volume di ven­dite di oltre 31 miliardi di franchi svizzeri e sedi a Ginevra, Zurigo e nell’isola di Jersey. Se i titolari delle banche d’investimento, come general­mente si ritiene, sono la nobiltà del XXI secolo, allora il VII duca di Bronte può dire di aver finalmente realizzato il sogno della sua famiglia.»

In una conversazione avuta con la Rial il 15 luglio 2011, il visconte Bridport ha spiegato come la sua decisione di vendere la Ducea fosse stato un esito scontato.

All’epoca della morte del padre era molto giovane, appena ventunenne, e aveva davanti a sé una carriera nella City di Londra e ambizioni fra le quali non rientrava la conduzione di una tenuta in Sicilia.

In ogni caso, negli anni Settanta la proprietà aveva subito una notevole riduzione ed era gravata da consistenti debiti.

«Di grandi dimensioni, scomodo e con notevoli costi di gestione, sempre troppo lontano per essere una casa di campagna inglese e situato in un luogo in cui non c’erano molti divertimenti, il castello di Maniace era ormai quasi esclusivamente un ingombrante fardello.»

L'unica proprietà che gli eredi dei Nelson continuano a possedere a Bronte è il piccolo cimitero inglese sito a pochi passi dalla Ducea. Lì riposano tanti loro antenati e rappresenta l'unico legame veramente affettivo con l'antica Ducea ereditata dall'Ammiraglio.

Costruito nel 1898 per i Nelson, ospita otto tombe, tra le quali anche quella del poeta romantico William Sharp che morì a Bronte.

È l'unica proprietà degli eredi dei Nelson, oggi in concessione al comune di Maniace.

Un busto in terra­cotta, conservato nel Museo Nelson, ritrae il 7° Duca, Alessandro, ancora bambino.
Scriveva Il Ciclope del 5.12.1948 che «Il biondo e paf­futo erede, il du­chi­no Alessandro Nelson Hood, nato a Londra il 17 mar­zo di que­st'anno, è stato pre­sentato al folto stuo­lo d'im­piegati della Ducea in una alle loro famiglie».


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