La ducea inglese ai piedi dell'Etna (1799 - 1981)

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The Duchy of Bronte

di Alexander Nelson Hood, V duca di Bronte

Un libro di memorie scritto per la sua famiglia nel 1924

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Olio, mandorle, pistacchi e grano

Nel 1868 esisteva a Maniace una piccola piantagione d'ulivi, ed alcuni alberi, che sono, ancora oggi, tenuti bene, si trovavano pure intorno al vigneto Boschetto. Sotto l'abile direzione di Mr. Beek, le piantagioni d'ulivo furono estese a Pirata Superiore ed Inferiore, dove ci sono dei boschetti di giovani piante promettenti.

L'olio della Ducea è rinomato per la sua eccellenza ed è molto richiesto nella zona.

Quando fu istituita l'Agenzia del Vino della Ducea a Londra, noi mandammo lì una fornitura di olio ma, sebbene la domanda da parte degli estimatori (club come il Carlton, Junior Carlton ed altri lo comprarono sollecitamente) fosse soddisfacente le spese richieste non incoraggiarono ulteriori tentativi in quella direzione, e l'esportazione fu interrotta.

Ho fatto piantare molti mandorli sui pendii del podere Balzitti, sul declivio di Fondaco e a Pirata; tuttavia, sui primi due pendii, molte piante soffrirono per mancanza di irrigazione, e non attecchirono; quindi, sebbene la produzione complessiva di mandorle sia ora molto soddisfacente, in anni favorevoli, le ultime gelate hanno causato molti danni distruggendo, a volte, l'intero raccolto, pertanto ulteriori piantagioni non sono opportune. La fioritura dei mandorli in febbraio e marzo è molto bella.

Il granaio del Duca (oggi è una sala convegni)Gli alberi da coltivare per profitto sono gli ulivi, qui, e gli aranci a Ricchiscia e Marotta.

La raccolta del pistacchio, sui terreni lavici, è di grande importanza, in anni favorevoli; tuttavia è precaria e un raccolto abbondante è assicurato solo una volta, in diversi anni.

I fichi d'india danno un buon ritorno, quelli bianchi sono particolarmente gustosi.

Il grano è stato sempre d'eccellente qualità, a dispetto dei primitivi metodi di agricoltura.

Gli inquilini della Ducea pagavano gli affitti soprattutto in grano, come dimostra il grande granaio del Castello, un tempo pieno, negli anni buoni.

Ora, però, gli affitti vengono corrisposti, per lo più in denaro, ed il granaio non ha più il bell'aspetto d'un tempo.

Ancora oggi, tuttavia, gli uomini vengono, sui loro carretti, con il denaro nelle borse, come ai tempi biblici, per comprare il grano, affollandosi intorno al misuratore, il quale, sempre come ai vecchi tempi, inizia con il richiamo "Nome di Dio" (Name of God), consegnando la prima misura.

Intorno al granaio ci sono le abbondanti scorte di cereali, olio e vino; il torchio per le olive, dispense ed uffici.


Le opere edili e gli “inquilini” della Ducea

L'Ufficio Postale Governativo fu istituito al Castello circa dieci anni fa.

Per quanto riguarda le case coloniche, primitive se paragonate a quelle inglesi, ne ho fatto costruire cinque nuove, in aggiunta alle altre. Zerilli Soprani, Gatto, Margiosalice, Donna Viva e Balzitti sono le nuove case.

Il grande ponte sul Simeto fu costruito, per ordine di mio padre, intorno all'anno 1878. A questo ponte, a quello più piccolo, all'angolo est del Castello, e a quello del torrente Cascata e stato rinnovato il legno, una volta.

Fortunatamente per la Ducea, gli inquilini non pretendono le lussuose residenze dei loro fratelli inglesi. Qui i figli non vanno a caccia e le figlie non suonano il piano, tuttavia, se le donne siciliane si interessassero di più di cose della fattoria, uova e pollame sarebbero più abbondanti, e quindi meno cari.

Una volta ho tentato un esperimento, alla fattoria di Balzi Soprani, nella speranza di indurre la famiglia del fattore a lasciare la città e vivere lì.

Un anno dopo visitai la casa e, invece della famiglia, comodamente stabilita nelle stanze che avevo fatto costruire, trovai maiali, capre. e polli, ben custoditi nelle camere, ormai sudice.

In seguito non feci altri esperimenti del genere. Il costume medievale di radunarsi nelle città tiene ancora, a danno dell'agricoltura.


Il piccolo cimitero fra i mandorli

Il piccolo cimitero fra i mandorli, sul pendio di Fondaco, fu istituito, con legale autorizzazione da parte del Governo, circa venti anni fa.

Accolse, per primi, i resti di William Treadgold, servitore personale di mio padre, che morì qui, improvvisamente.

Nel 1905 vi deponemmo, per il riposo eterno, il mio caro e valido amico William Sharp, grande critico e scrittore, sebbene più celebrato come il Poeta Celtico che scrisse, sconosciuto fino alla morte, sotto il nome di Fiona Macleod.

Morì a Maniace, in dicembre, in seguito ad una malattia di pochi giorni. L'anonimato di "Fiona Macleod" fu mantenuto fino alla sua morte, per evitare che il suo lavoro soffrisse per la pubblica adulazione - il distacco e la maggiore spiritualità derivati da quell'anonimato erano necessari, secondo lui, per la piena espressione della bellezza della sua poesia.

Accanto a lui fu seppellito, in seguito, il nostro devoto amico Cav. Charles Beek, che ci diede il beneficio dei suoi consigli e della sua assistenza, per molti anni a Maniace.

Mr. Edwin Hughes, l'ultimo amministratore, trovò la sua ultima dimora lì, due anni fa.

Tomba di William Sharp

La tomba di W. Sharp nel piccolo cimitero inglese


Gli amministratori della Ducea

Gli Amministratori della Ducea sono stati diversi. Un certo Grefer fu mandato da Caserta da Re Ferdinando, su richiesta di Lord Nelson, ma fu, probabilmente, più un fattore che un Amministratore. E' seppellito in Chiesa.

Nel periodo del Conte Nelson un certo Marchese Forcella, di Palermo, ed un certo Mr Gibbs sembrano essere stati responsabili della gestione, o piuttosto cattiva gestione, della Ducea; il mio bisnonno si lamentava sempre del modo in cui i suoi affari erano stati curati da questi due uomini.
Succedette loro un certo Mr. Barret, che sembra fosse ben intenzionato, tanto da ideare dei progetti per il miglioramento della tenuta.

Purtroppo non visse a lungo. Per un po' l'incarico fu ricoperto dalla sua vedova, la quale si ritirò a causa di alcuni scandali dichiarati, e fu sostituita da Mr. Philip Thovez, il cui corpo riposa nella chiesa di Maniace.

Ai suoi tempi, un ragazzo della Scuola Navale di Greenwich, Samuel Grisley, venne a Maniace e lavorò come fattore, per molti anni, con vera devozione.

Mr. William Thovez succedette allo zio Philip, e fu amministratore per molti anni. La mia famiglia lo aveva lasciato decidere autonomamente troppo a lungo ed egli finì per considerarsi un vero e proprio padrone, non sopportando interferenze; quindi mio padre, come ho già raccontato, dovette mandarlo in pensione. Egli aveva sposato una sgradevole donna inglese, governante della figlia, la quale fece la sua parte nel causare grande disaccordo.

Alla partenza di Thovez, Samuel Grisley fu promosso all'amministrazione, ma morì subito dopo e l'intera gestione della Ducea passò a me, per volontà di mio padre, precisamente nel 1873, quando avevo solo 19 anni.

Il mio compito: amministrare un grande territorio, giovane com'ero, privo d'esperienza, ignorante della gente e dei suoi modi, con una incerta conoscenza della lingua, non era dei più semplici. Tuttavia mi impegnai a fondo e, lavorando a volte fino all'una di notte, o più tardi, tenni i conti, supervisionai il lavoro fuori, curai la corrispondenza e l'amministrazione, per un certo numero di anni, praticamente senza aiuto.

Quindi chiamai ad assistermi Mons. Fabre, la cui collaborazione fu degna di nota.

In seguito chiamai a Maniace Mr. Charles Beek(7), il quale coadiuvò Mons. Fabre ed ebbe la mia gratitudine e totale fiducia fino alla sua compianta morte.

Gli succedette Mr. Edwin Hughes, che aveva lavorato sotto di lui, ma la sua cattiva salute gli impedì di prestare un servizio adeguato.
Oggi dispongo del valido aiuto di mio fratello Victor, il quale, avendo conosciuto questo posto in tempi passati, ha gentilmente abbandonato i suoi affari in Australia, dove ha vissuto per oltre 25 anni, per venire ad aiutarmi a Maniace. Il Maggiore Forsyth Gray è, al momento, il suo "Aide de Camp" (A.D.C.).


Visitatori e ospiti al Castello

Sfogliando le pagine del Libro dei Visitatori, che è stato tenuto fin dal 1874, si può constatare che sono state ospitate qui molte persone interessanti. Alcuni erano personaggi molto noti, le cui visite vanno ricordate per aggiungere interesse al presente Memorandum su Maniace.

Mrs. Frances Elliot(8), autrice di molti libri di viaggio, fra i quali "The Idle Woman in Sicily", amica d'infanzia di mia madre (le loro case nel Berkshire erano vicine) venne nel 1878. In quel "Diary of an idle woman" - un libro che venne in mio possesso per una manciata di paglia - fa un lungo racconto del suo soggiorno.

Nel 1881 fu la volta di Lady Ely, dama di compagnia ed amica della Regina Vittoria, oltre che amica di mio padre. Mrs. Lynn Linton(9), noto saggista, critico e romanziere rimase qui a lungo, nel 1883, e fu allora che scrisse l'interessante articolo su questo luogo, pubblicato nella Temple Bar Magazine, che ho menzionato sopra.

Lord Houghton, il poeta Monckton Milnes, venne nel 1885, quasi decrepito ed incapace di affrontare un viaggio tanto difficile. Non mi impressionò molto.

Seguì, nel 1888, il mio amico Hamilton Aidè(10), romanziere, musicista ed artista.

Nel 1892 una fastidiosa donna inglese, di nome Jesse White Mario, sposata ad un “patriota” socialista italiano e anch'essa socialista, si autoinvitò. Un tizzone ardente, dovetti correggerla aspramente quando iniziò ad attaccare la Regina Vittoria (della quale non sapeva nulla); sebbene sia corretto aggiungere che esprimesse giusti pensieri sull'Imperatrice Federica, perché l'aveva conosciuta.

Nello stesso anno furono qui Lord e Lady Wantage; Lord Wantage fu sul punto di morire per una recrudescenza della dissenteria che aveva preso in Crimea, ai tempi in cui si guadagnò la Victoria Cross.

Nel 1894 furono qui Lord Mount Edgcumbe, prima Lord Steward, con suo figlio Valletort. Furono seguiti, l'anno successivo, dal mio caro amico il romanziere F. Marion Crawford(11). Eravamo diventati amici precedentemente, a Roma, ed in seguito fui ospite suo e di sua moglie, nella loro suggestiva villa di S. Agnello di Sorrento, per vedere l'arrivo del nuovo anno, insieme a Robert Hichens(12) che mi aveva accompagnato dalla Sicilia, in una tormenta.

Fu in quell'occasione che Hichens ed io, salendo nello studio di Crawford, lo trovammo che dettava due libri diversi a due segretarie, alternativamente -una storia di Venezia ed un romanzo - un tour de force di attività mentale che ci affascinò entrambi. Fu allora che egli affermò di invidiare il mio entusiasmo per i Veneziani (evidente nel mio libro “Adria”(13)), entusiasmo che egli non poteva condividere, dopo aver studiato la loro storia.

Il risultato della visita a Maniace di Marion Crawford fu il suo famoso libro "Corleone", le cui scene principali sono ambientate nei dintorni. Il punto dal quale, nel libro, i briganti attaccano la casa gli fu indicato da me, quando egli mi chiese casualmente (o di proposito?) quale fosse il punto più debole dell'edificio.

Alfred Austin, Poeta Laureato, insieme alla moglie, furono qui nel dicembre del 1898, lasciandosi dietro piacevoli ricordi e le copie dei suoi libri, con dedica.

Lady Galloway, sorella di Lord Salisbury, e Principessa de Wagram venne due mesi dopo; mentre l'anno successivo ricevetti la prima, di diverse visite, dei miei amici William Sharp e della moglie (essa pure nota scrittrice).

Robert Hichens commentò la sua prima entrata nel Libro dei Visitatori con le parole “Il mio esordio in Sicilia”; in verità fui io ad indurlo a venire in questa isola, ed egli ripetè spesso la visita, con effetti così positivi sui suoi libri - primo e più importante “Call of the Blood” - che il suo nome finì per essere associato alla Sicilia in generale. Trascorse qui molti giorni e, come già detto, gran parte dei suoi scritti di quegli anni fu composta a Maniace.

Miss Maude Valérie White, compositrice di affascinanti canzoni, fece diverse visite. Fu durante una di queste, presenti anche William Sharp, sua moglie e Robert Hichens, che ella compose la bella canzone, a me dedicata, intitolata “Buon Riposo”; le parole erano state scritte da William Sharp, prendendo spunto dal mio piacere nel rimarcare le parole di questo nativo saluto serale.

Sir Harold e Lady Boulton vennero durante la luna di miele. Roger Quilter e sua madre, Lady Quilter, furono qui nel 1910. Dame Ethel Smyth, la compositrice, e Miss Somerville, ben nota come autrice di quelle inimitabili storie irlandesi, vennero qui, da Taormina, nell'aprile del 1920 e si fermarono per diversi giorni.

Fra i tanti ospiti si annoverano, inoltre, la contessa Feo Gleichen, scultrice; il conte Paul Metternich (ambasciatore tedesco a Londra); Lady Ottoline Bentinck; Edmund John, poeta; D. H. Lawrence, poeta e romanziere; il colonnello Laurie e suo fratello Dyson; l'ammiraglio Sir Hamnet Share e sua moglie; il colonnello Fred Bird, eminente chirurgo australiano; il mio amico Derek Keppel; Sir W. H. Irvine, Capo di Giustizia in Australia e Lady Irvine; Lord Powis; mio cugino Egerton di Tatton e sua moglie, la Duchessa di Buckingam.

I componenti della mia famiglia sono stati ospiti assidui.

Mio padre, mia madre ed i miei fratelli Arthur e William vennero, per la prima volta, nel 1864, quindi i miei genitori, mia sorella Adelaide e me fummo qui nel 1868, come già riportato.

Mio padre, mia madre e le mie due sorelle trascorsero qui l'inverno 1877-78; mio padre, inoltre, visitò costantemente la sua Ducea, specialmente nel 1885, anno in cui lui e mia sorella Rosa(14) si fermarono a lungo.

I miei fratelli Alfred(15) e Victor(16) vennero nel 1883, e quest'ultimo diverse altre volte.

Ed ancora Nina e George Ferguson e la loro figlia Edie, Mary e Hertford con le loro due figlie, mia cognata, Bella Leveson; Herbert Cook e sua moglie, durante la luna di miele.


NOTE

(7) Charles Beek (1850-1917) Cavaliere della Corona d'Italia e amministratore generale della Ducea, seppellito nel piccolo cimitero dei Nelson a Maniace, Sulla sua lapide il Duca Alexander fece scrivere: “… Per ventisei anni amico fedele dei Duchi di Bronte […] il suo buon lavoro li soppravive".

(8) Frances Elliot (1820-1898) autrice di saggi critici e romanzi, instancabile viaggiatrice, visita la Sicilia nel 1879/80 e vi rimane per circa un anno e mezzo. E' ospite del duca Alexander per il quale ha parole di simpatia e rimane incantata della visione dell'Etna da Maniace.

(9) Eliza Lynn Linton (1822-1898) scrittrice e giornalista vittoriana, feroce antifemminista, autrice di romanzi nei quali condanna la lotta per l'acquisizione dei diritti delle donne. Il suo romanzo più famoso è “The Rebel of the family” (1880). In esso si trova uno dei primi esempi di omosessualità femminile che servì da modello per “I Bostoniani” di M. James, e una delle “figlie di gentiluomini istruiti” citata da Woolf.

(10) Hamilton Aidè (1826-1906) drammaturgo, novelliere, musicista e artista amatoriale. Ha pubblicato raccolte di versi, con il titolo di "Eleonore, and other poems" (1856), nonchè una ventina di romanzi come “Tha Chivalry of Harold” (1907) e “Morals and Mysteris” (1872).

(11) Francis Marion Crawford (1854-1909) scrittore americano, autore di quarantaquattro romanzi che ottennero uno straordinario successo di mercato. Eccezionale poliglotta e studioso di culture esotiche. Autore di una tetralogia di ambientazione sicula (Saracinesca - Sant'Ilario - Don Orsino - Corleone, un racconto siciliano).

(12) Robert Hichens (1864-1950) giornalista e scrittore britannico, meglio noto oggi per la satira su Oscar Wilde, “Il garofano verde” (1894). O forse per i suoi romanzi, dai quali sono stati tratti dei film (Il giardino di Allah - Il caso Paradise).

(13) Alexander Ne1son Hood “Adria a Tale of Venice”, Londra 1904, romanzo di ambientazione veneziana dedicato all'amico e compagno di viaggio W. Sharp, con il quale condivide l'amore per la città lagunare.

(14) Rosa Penelope (1852-1922) ultima delle femmine della famiglia, visitò costantemente il fratello e morì a Maniace. E' seppellita insieme al fratello Alexander in una tomba che porta la seguente iscrizione: Here among the flowers she loved rest Rosa Penelope the Honourable Mrs. Evans... Devoted and beloved daughter and sister a constant friend, 1852-1922 (Qui, in mezzo ai fiori che amava riposa Rosa Penelope, onorabile Mrs. Evans... Figlia e sorella devota e amica costante, 1852-1922).

(15) Alfred Nelson, nono figlio del IV Duca (1858-1918).

(16) Victor Albert Nelson (1862-1922) affiancò per anni il fratello nella gestione della ducea e morì a Maniace; è seppellito nel cimitero dei duchi.

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Nelle pagine del nostro sito riportiamo solo La Ducea di Bronte di A. Nelson Hood. Per l'edizione integrale comprendente anche l'Introduzione, Attraverso la Ducea Nelson di William Sharp e la postfazione di Vincenzo Pappalardo, Un destino feudale, vi rimandiamo all'edizione digitale curata dall'Associazione Bronte Insieme, scaricabile liberamente dal nostro sito.

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