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NOTIZIE, EVENTI SOCIO-CULTURALI E NON

NOVEMBRE 2009 / MARZO 2010

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15 Marzo 2010

ALLA QUARTA EDIZIONE DI “OLIO CAPITALE" LA FIERA DEI MIGLIORI OLI EXTRAVERGINI

VINCENZO ROMANO ED IL SUO OLIO ALLA FIERA DI TRIESTEPremiato a Trieste un olio brontese

L'olio Le Sciare di Vincenzo Romano primo tra 255 espositori

Non solo il pistacchio ma anche uno dei prodotti più tipici della dieta mediterranea, l'olio, potrebbe iniziare a fregiarsi dell'etichetta «di Bronte».

Al 4° Salone degli oli extra vergini tipici di qualità ("Olio capitale"), svoltosi a Trieste dal 5 all'8 marzo scorsi, un olio brontese (la sua etichetta: Le Sciare) ha infatti vinto il concorso classificandosi al primo posto. Lo produce l'Azienda Agricola Romano Vincenzo di Contrada Corvo-San Nicola che ha superato - nella Categoria Fruttato Leggero - gli oli extra vergini di 254 espositori (194 provenienti da quasi tutte le regioni italiane e 60 provenienti dalla Croazia, Slovenia, Spagna e Polonia).

Ad “Olio Capitale – Il Salone degli oli extravergini tipici e di qualità” - organizzato dalla Fiera di Trieste in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città dell’Olio ha partecipato quest'anno il meglio della tipicità e qualità degli oli extra vergini provenienti da tutte le Regioni olivicole italiane oltre che da nazioni estere.

Il Salone, nella sua quarta edizione, è diventato uno dei principali punti di riferimento della produzione olivicola che si possa trovare sul mercato nazionale ed estero. I 255 oli extravergini in concorso sono stati selezionati per fruttato leggero, medio ed intenso e, dopo la preselezione dei campioni da parte di un panel professionale, sono stati valutati da 3 differenti giurie: una di assaggiatori professionisti, una costituita dai fruitori professionali del prodotto ed una rappresentata dai consumatori, cioè il pubblico di consumatori che ha frequentato in Fiera corsi di degustazione organizzati.

Fra i 255 partecipanti sono stati cinque gli oli extra vergini di oliva tipici finalisti del concorso (oltre a quello di Bronte, anche oli delle province di Latina, Firenze, Frosinone e Benevento).

Ma Le Sciare, il fruttato leggero di Vincenzo Romano, alla fine ha avuto la meglio su tutti.

E non è la prima volta: nel 2006, sempre con Le Sciare, l'Azien­da Romano ha vinto a Ragalna come migliore bottiglia il Premio Packaging L'Oro del­l'Etna, nel 2007 nel Premio l'Oro dell'Etna si è classificato primo con l'olio Il Romano e terzo con Le Sciare, nel 2008, a Trieste, ha ricevuto la menzione d'onore della Giuria consumatori del Concorso Olio Capitale.

Per il brontese Vincenzo Romano (nella foto a destra il figlio Francesco) un grande meri­tato successo, non c'è che dire, che lo proietta verso il grande pubblico ed i mercati dell'Europa Centro Orientale e dell'Estremo Oriente che puntano sempre più sulla qualità.

La sua azienda, a Bronte dal 1959, si occu­pa prevalen­temente della trasfor­mazione delle olive in olio ma anche di produzione e tra­sfor­mazione di pistac­chio e di funghi in serra.

E' dal 2000 che ha iniziato il confezio­na­mento e la commer­cializzazione dell'olio extraver­gine d'oliva di pro­venienza esclu­siva dai territori alle pendici dell'Etna.

Così la rivista "La Cucina italiana" (gen­naio 2009) ha descritto il suo olio Le Sciare: «da olive nocellara etnea, tonda iblea e biancolina. Giallo dalle sfumature verdoline, ha profumi fruttati intensi, freschi e puliti erba­cei con eleganti toni floreali.
Al gusto ha buona fluidità, morbido e rotondo, con l'amaro e il pic­cante armo­nici e persistenti, in chiusura richiami di pomodoro e punta piccante.
»

Non è che presto si inizierà a parlare oltre che di pistacchio anche di olio di Bronte?

Concorso oleario Sol d’Oro 2014

Vincenzo Romano ancora sul podio

Un altro prestigioso riconoscimento all'Azienda Romano è arri­vato nella 12ª edizio­ne del Concorso Internazionale Sol d’Oro, vera e propria “Olim­piade” dell’olio extravergine d’oli­va, svol­tosi a Vero­nafiere da domenica 16 a sabato 22 feb­braio 2014.

Una settimana di degustazioni da parte di un qualifi­cato panel di 13 giudici interna­zionali ha decretato i migliori oli extra­ver­gine d’oliva (sud­divisi in 5 cate­gorie: fruttato leggero, medio, intenso, monovarietale e biologico) tra quasi 250 campioni pro­venienti da Italia, Cile, Uruguay, Libano, Portogallo, Spa­gna, Slovenia, Croa­zia, Turchia e Grecia.

Nella Categoria oli fruttato medio il Sol d’Oro è andato alla Azien­da Romano Vincenzo & C. snc di Bronte con il suo olio extraver­gine "Le Sciare". Ha preceduto un'azienda di Riva del Garda (Trento) e di Sonnino (Latina).

Concorso oleario “Aipo d’Argento” 2014 e 2015

Vincenzo Romano ancora sul podio

Sempre con l'etichetta Le Sciare anche se in un'altra cat­e­goria (fruttato inten­so), Vincenzo Romano ha vinto an­che nel 2015 a Verona la 12ª edizione del con­corso olea­rio inter­na­zionale “Aipo d’Ar­gento”, dive­nuto or­mai un impor­tante occa­sione di confronto fra le miglio­ri e più qualificate produzioni olearie del­l’area mediter­ranea.

Anche in quest'al­tra occasione al concorso ha parte­ci­pa­to una quali­ficata presenza inter­nazio­nale con oltre 215 oli prove­nienti anche dalla Turchia e dal Ma­roc­co che si sono aggiunti alle ormai abituali pre­senze dei pro­dotti spagnoli, croati, greci, sloveni e porto­ghesi oltre, natural­mente, alla nutrita presenza di oli italiani rappre­sentanti la quasi totalità delle regioni olearie (17 su 20) della peni­sola.

2016, leggi anche: L’olio più buono dell’anno arriva dall’Etna

Azienda agricola Vincenzo Romanoo

Olio "Le Sciare" da olive nocellara etnea, tonda iblea e biancolilla, è gial­lo dorato dai riflessi verdolini. Al naso si avver­tono profumi frut­tati fre­schi e puliti, toni erba­cei e sen­tori flo­reali. Al gusto buona fluidità e finezza, ro­ton­di­tà ed equi­librio, con amaro e pic­can­te armonici e persi­stenti.
In chiusura, richiami di pomo­doro e punta piccante. Abbinamento: spa­ghet­ti al pesto di olive.

(Tratto da La Cucina italiana, Maggio 2010)



11 Marzo 2010

Tumore al seno

Prevenzione necessaria

Ha inizio la campagna di prevenzione del tumore al seno. Il Comune ed li Consiglio delle Donne di Bronte insieme con l'Andos (Associazione donne operate al seno) e l'associazione Allegra, hanno promosso lo screening senologico gratuito che potrà essere effettuato ogni lunedì dalle ore 16, fino alle 19, presso l'ambulatorio del dottor Salvatore Spitaleri, sito al 71 di via Santi. Per far conoscere l'iniziativa all'interno dell'Auditorium del Real Collegio Capizzi, è stato organizzato un convegno dal titolo "La prevenzione migliorala vita", patrocinato anche dal distretto 2010 Sicilia-Malta del Rotary, dall'Università di Catania e dalla Provincia regionale.
Gli interventi dei relatori hanno sottolineato con voce unanime l'importanza della prevenzione. Dopo i saluti del sindaco di Bronte, Pino Firrarello., Salvatore Gullotta in qualità di dirigente medico dell'Azienda ospedaliera Garibaldi di Catania si è soffermato anche sugli aspetti medici; i lavori moderati dalla presidente del "consiglio rosa", Pina Meli, hanno Visto la dottoressa Francesca Catalano, chirurgo senologo al Garibaldi e presidente dell'Andos, ribadire l'importanza della prevenzione. Interessante anche le relazione della dottoressa Adele Falsone.



10 Marzo 2010

Biblioteca comunale aperta anche nel pomeriggio di lunedì e venerdì

La biblioteca comunale di via Annunziata resterà aperta nei giorni di lunedì e venerdì anche il pomeriggio. A deciderlo è stato l’assessore Giuseppe Gullotta, intenzionato a potenziare i servizi offerti agli studenti ed agli appassionati della lettura: “Fino ad oggi – afferma  – gli orari di apertura della nostra biblioteca rispettavano quelli degli uffici comunali. E’ ovvio però – continua – che la domanda maggiore degli utenti si concentra nel pomeriggio. Così, dopo aver approfondito l’argomento con il dirigente Biagio Meli e con il responsabile Nino Leanza, grazie alla collaborazione degli impiegati, che non finirò mai di ringraziare per la disponibilità, abbiamo deciso di aprire al pubblico la biblioteca anche il lunedì e venerdì, dalle 15 e 30 fino alle 18 e 30”. L’ampliamento dell’orario di apertura non è casuale.

L’assessore Gullotta, infatti, ha già predisposto un pacchetto di iniziative che dovrebbero lanciare le quotazione della biblioteca che vanta circa ben 15.947 libri pubblicati dal 1978 in poi. “Nella nostra biblioteca – continua - non ci saranno libri antichi. Chi cerca questo genere di lettura può consultare la biblioteca del Collegio Capizzi. Nonostante ciò considero la nostra biblioteca un buon punto di riferimento per un ampio venta questo – conclude - ritengo necessario impinguarla di libri di recente pubblicazione e soprattutto sostenere l’informatizzazione di buona parte dei servizi che questa offre”.



9 Marzo 2010
MALETTO

«Aiuti a chi fa impresa nelle aree protette»

La proposta è del consigliere provinciale Nunzio Parrinello

«Fare impresa all’interno delle aree protette è certamente più difficile. Per evitare l’abbandono dei terreni e favorire l’economia eco compatibile è bene che la Regione siciliana promuova degli incentivi che favoriscano l’agricoltura, la zootecnica e gli insediamenti turistico rurali». E’ la proposta che il consigliere provinciale di Maletto, Nunzio Parrinello (Mpa), ha presentato a Palazzo Minoriti a complemento del dibattito sugli interventi a favore dell’agricoltura catanese da sottoporre all’assessore regionale all’agricoltura: «Le aree protette - afferma Parrinello - sono tutelate da vincoli posti per la salvaguardia ambientale e che penalizzano chi fa agricoltura o economia in generale. I danni dell’avifauna per esempio sono risarciti solo al 30%, costringendo gli agricoltori che si ostinano a coltivare i terreni ad investimenti consistenti per salvaguardare i raccolti nel rispetto della normativa dei parchi».
«Oltre a ciò - continua Parrinello - le strade all’interno delle aree protette spesso diventano impercorribili, creando seri problemi a proprietari ed imprenditori. Il risultato più evidente di questa situazione - ribadisce Parrinello - è che la gente alla fine si convince ad abbandonare i terreni, che così sono sempre più soggetti all’incuria». Per Parrinello i problemi non sono solo legati all’economia agricola. “Anche chi decide di fare impresa turistica all’interno dei parchi è penalizzato. - infatti spiega - Realizzare un’azienda agrituristica nelle aree protette è certamente più difficile e costoso. E’ certamente giusto - conclude - salvaguardare l’ambiente ed il nostro territorio». [G. G.]



21 Febbraio 2010
Filctem Cgil, segretario confermato all’unanimità dopo due giorni di congresso

D'Aquila: il polo tessile di Bronte rischia il tracollo

Giuseppe D'Aquila è stato confermato all'unanimità segretario della Filctem Cgil, la categoria nata il 15 ottobre scorso in seguito all'accorpamento tra la Filcem e la Filtea che rappresenta i lavoratori dell’industrie chimiche, farmaceutiche, della gomma e plastica, della ceramica e delle manifatture, gli addetti dei settori elettrico, energia, gas-acqua ed i lavoratori tessili. L'elezione è avvenuta ieri, al termine della “due giorni” di congresso che ha visto anche la partecipazione di Carmelo Diliberto, segretario generale della Filctem Sicilia, Angelo Villari, segretario generale della Cgil e Delia Nardone, della segreteria nazionale della Filctem Cgil.

Al centro della relazione di D’aquila che ha aperto i lavori congressuali, ci sono state le vertenze che quotidianamente alimentano le proteste dei lavoratori. «Basti pensare alla crisi del polo tessile di Bronte, che non riesce a sostenersi in maniera autonoma e che rischia di scomparire se non si interverrà con proposte nuove alte e responsabili, o alla vertenza Cesame, che rappresenta il paradosso per eccellenza di un'azienda che è stata “scippata” ai lavoratori pur avendo, ancora oggi, enormi potenzialità di crescita e di sviluppo.

Il tessuto industriale e produttivo della nostra provincia è sempre più decomposto e disarticolato: le centinaia di piccole e medie aziende, non sono in grado di sopravvivere e di conseguenza, riorganizzano le proprie produzioni, continuano a licenziare e delocalizzare ed a ricorrere in modo sempre più frequente, agli ammortizzatori sociali.» (…)

21 Febbraio 2010

«Polo tessile brontese: forse nascerà una griffe»

Giuseppe D’Aquila è stato confermato all’unanimità segretario della Filctem Cgil (...). Il segretario regionale Diliberto:
«Crediamo davvero che ci sia un futuro per un apparato produttivo a Catania, il problema è capire in che termini e in quali settori. Dalla crisi si esce se si diventa competitivi. Catania ha le carte in regola: penso alla joint venture tra St e l’Enel e al settore farmaceutico». Angelo Villari: «Crediamo alla possibilità che si crei una griffe del Polo tessile brontese che richiami la qualità del made in Italy e la garanzia della lavorazione nel nostro territorio».



21 Febbraio 2010

Bronte, due incensurati avevano 200 gr di «erba»

Due ragazzi incensurati e fino a ieri insospettabili sono stati arrestati dai carabinieri della Stazione di Bronte con l’accusa di detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di P. T. di 24 anni e G. C. di 20. Entrambi residenti a Bronte, venerdì sera sono stati fermati da una pattuglia dei carabinieri impegnati in una operazione antidroga. I carabinieri prima hanno chiesto loro i documenti, poi li hanno perquisiti trovando addosso della marijuana. Così sono scattate le domande e soprattutto le indagini, con i militari dell’Arma che hanno deciso di effettuare accurate perquisizioni nelle abitazioni di entrambi. In un garage cui P. T. aveva libero accesso i carabinieri hanno trovato ben 200 grammi di marijuana, di cui una parte era già divisa in dosi pronta per essere venduta. Per gli inquirenti la prova inconfutabile della loro colpevolezza e così entrambi i ragazzi sono stati arrestati per l’accusa di detenzione ai fini dello spaccio di marijuana.
Le operazioni di controllo del territorio brontese per contrastare il fenomeno dello spaccio di droga continueranno. In passato infatti i carabinieri hanno arrestato diversi corrieri della droga che oltre a marijuana nella cittadina famosa per il pistacchio hanno anche portato cocaina. Per questo la Stazione carabinieri di Bronte, coordinata dalla Compagnia di Randazzo, spesso decide di effettuare controlli sui giovani nel tentativo individuare la rete che li rifornisce di droga. [P. Z.]



16 Febbraio 2010

Bronte, lite per futili motivi

Quarantenne accoltellato a un gluteo dopo una lite

Un banale litigio fra due brontesi è finito a coltellate. Un quarantenne ieri pomeriggio si è recato presso la caserma dei carabinieri per denunciare un coetaneo che lo avrebbe accoltellato al gluteo. A sentire il suo racconto, infatti, da una lite verbale si sarebbe passati presto alle mani, fino a quando il suo avversario avrebbe tirato fuori il coltello e lo avrebbe ferito. Trasportato presso il pronto soccorso dell’ospedale di Bronte l’uomo ha ricevuto le cure necessarie, è stato ritenuto guaribile in 8 giorni e poi è stato dimesso. Appena fuori si è deciso a recarsi dai carabinieri. Appena denunciato il fatto i militari dell’Arma sono andati subito a casa del presunto accoltellatore, senza però trovare il coltello. L’uomo è stato comunque denunciato con l’accusa di lesioni aggravate. [C. P.]



12 Febbraio 2010

Coriandoli a Scuola in cambio di carta riciclata

Coriandoli in cambio di carta riciclata. E’ il simpatico baratto che la società Ato Rifiuti Joniambiente ha proposto ai ragazzi della scuola riscuotendo un grande successo. E’ ieri a Bronte la Joniambiente ha consegnato i coriandoli, con gli scolari che hanno festeggiato l’evento con una festa in maschera. Alla consegna ha partecipato il vice presidente della società Ato, Antonello Caruso, e l’assessore alle Politiche ambientali del Comune Maria De Luca. «Riceve coriandoli dalla carta riciclata - ha affermato Caruso - per scolari e studenti significa assimilare bene i concetti positivi della raccolta differenziata». «Bronte - ha aggiunto l’assessore De Luca - è stata premiata dal Comieco perché ha riciclato un gran quantitativo di carta. Segno che le iniziative in sinergia Joniambiente-Comune hanno portato i frutti sperati.



9 Febbraio 2010
MANIACE

Multati 8 escursionisti con jeep sui Nebrodi

Domenica amara per otto escursionisti che, approfittando della neve sui Nebrodi, hanno raggiunto Maniace per poi arrampicarsi sui monti in jeep e provare l’ebbrezza del fuoristrada. Gli uomini del distaccamento delle Guardie forestali di Maniace, al comando dell’ispettore superiore Antonino Montagno, infatti, hanno effettuato un servizio per reprimere il fenomeno e limitare i danni ambientali provocati dai fuori strada che, esercitando attività sportiva all'interno del Parco o solamente solcando con le grosse ruote i fragili prati, compromettono l’integrità ambientale del territorio. Così una pattuglia, composta dal comandante stesso e dagli ispettori Alfio Grassia e Antonino Scorpo Liuzzo, hanno perlustrato le zone A e B del Parco lungo la trazzera Segheria-Mergo, bloccando 8 comitive di turisti e sanzionando i conducenti.
Di questi, quattro escursionisti dovranno soltanto pagare 50 euro per aver violato la legge del Parco, che impedisce ai mezzi a motore di entrare all'interno delle zone “B” ed “A”, ma il resto dovrà pagare 2 multe. Una di 206 euro per aver lasciato la trazzera e guidato sui prati e un’altra di 82 euro per aver violato la legge forestale. In effetti, spesso i Nebrodi vengono assaliti da vere proprie “carovane” di jeep che, volendo raggiungere i posti più impervi, finiscono per arrecare un danno ambientale denunciato in passato anche dal parroco della chiesa di Maniace, monsignor Nunzio'Galati. Il fenomeno si acuisce maggiormente in primavera, in occasione delle feste come il primo maggio o pasquetta. Adesso, però, gli appassionati di fuoristrada senza scrupoli faranno bene a rispettare leggi e regolamenti, se non vogliono rischiare una contravvenzione. [Gaetano Guidotto]



31 Gennaio 2010

Sos sulla crisi tessile a Bronte

«Su 700 lavorano solo in 500»

La Cgil ha celebrato il proprio congresso nella sala consiliare «Nicola Spedalieri», affrontando il problema della crisi tessile e delle tante lavoratrici in cassa integrazione. Così il segretario Gino Mavica ha ospitato il segretario provinciale del settore tessile Beppe D’Aquila e quello generale della Cgil di Catania, Angelo Villari. «La situazione tessile si aggrava - ha affermato Mavica - Su una forza lavoro di 700 unità, oggi ne lavorano circa 500. Oltre a ciò circa 80 lavoratrici a giugno termineranno il periodo di cassa integrazione ordinaria ed è necessario garantire loro quella straordinaria. Per il raggiungimento di questo obiettivo chiediamo l’impegno di tutte le istituzioni».
«Il congresso vuole affrontare i problemi della globalizzazione - ha affermato D’Aquila - per salvaguardare le produzioni ed i posti di lavoro nella nostra terra. Pensiamo ad un tavolo che coinvolga anche le aziende e la politica affinché ognuno fornisca il proprio contributo che ci permetta poi di raggiungere gli obiettivi sperati». «Siamo qui - ha concluso Villari - per garantire sostegno ai lavoratori e per ragionare sulle prospettive. Per salvare il tessile e per gli altri settori è necessaria una forte interlocuzione con le istituzioni. La nostra proposta sulla tracciabilità dei capi Made in Italy, impedendo alle holding di spacciare per italiani prodotti cuciti altrove, deve rientrare nell’agenda di lavoro delle istituzioni. E lo sciopero del 12 marzo - conclude - è fatto apposta per porre l’attenzione sui problemi del lavoro».
Poi la nomina dei 10 delegati al congresso: Biagia Ponzo, Grazia Russo, Gabriella Uccellatore, Enza Citriglia, Alfredo Franco, Melina Citriglia, Pina Daquino, Nunzio Papotto, Maria Longhitano e Nunzia Foti.



18 Gennaio 2010
DOPO MALETTO ANCHE BRONTE SOTTOSCRIVE IL PROTOCOLLO D’INTESA PER L’ISTITUZIONE

«Istituito il Parlamento della Legalità»

Parlamento della Legalità, un momento della cerimoniaE’ stato istituito a Bronte il “Parlamento della Legalità”, il progetto promosso dal professore antimafia Nicola Mannino, da anni impegnato a svolgere conferenze nelle scuole per infondere fra i giovani il principi della legalità, contro ogni tipo di delinquenza. Alla presenza di numerosi studenti di buona parte delle scuole, nella sala conferenze del Liceo Capizzi, è stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra il Centro studi “Parlamento della legalità”, la Compagnia carabinieri di Randazzo, l’istituto di Istruzione superiore Capizzi di Bronte, ed il sindaco, Pino Firrarello, per la promozione di iniziative culturali a favore della vita, dell’amore in tutte le sue sfaccettature, del rispetto reciproco e di un atteggiamento ed un pensiero che il prof. Mannino ha sempre definito a colori.
Un atteggiamento e stile di vita che diventano la prima arma contro il grigiore della mafia e della delinquenza. Presenti all’incontro, oltre al sindaco ed al prof. Mannino, la dirigente scolastica del “Capizzi” che ha organizzato l’iniziativa, prof. Grazia Emanuele, nominata socia onoraria del “Centro studi”, il comandante della Compagnia carabinieri di Randazzo, ten. Donato Pontassuglia e quello della Stazione di Bronte ed il maresciallo capo Antonio Vavalle.

Con loro il vice sindaco e assessore alle Politiche scolastiche Calanna ed il consigliere comunale Saitta. Numerosi durante il dibattito sono stati i riferimenti all’escalation di criminalità registrata recentemente a Bronte, con Mannino che, come sempre, ha parlato al cuore dei ragazzi infondendo forza e fiducia affinché la società diventi “ambiente di vita e di legalità”.



19 Gennaio 2010

Il sindaco firrarello con i neo fungaioli brontesiFirrarello: «Realizzeremo un centro per il controllo dei funghi raccolti»

Tesserini micologici a 25 fungaioli brontesi

Tesserino micologico per 25 appassionati di Bronte che hanno seguito con attenzione le lezioni impartite dal dott. Giuseppe Pace del Centro micologico di Giarre.
Come è noto da tempo la Regione siciliana ha regolamentato la raccolta dei funghi nel territorio, limitandola esclusivamente a chi è in possesso di un tesserino che può essere rilasciato delle associazioni micologiche, previa partecipazione di un corso.

Ed alla cerimonia di consegna degli attestati hanno partecipato il sindaco Pino Firrarello e l’assessore Melo Salvia: «Era giusto regolamentare la raccolta dei funghi. – ha affermato il senatore – Spesso questa pratica a metà strada fra l’hobby e lo sport ha finito per provocare dei danni. Adesso sarà può difficile.»

Per Firrarello iniziative come queste vanno sostenute ed apprezzate perché oltre a salvaguardare l’ambiente garantiscono la salute di chi decide di raccogliere i funghi. «Non a caso – ha affermato – abbiamo intenzione di realizzare un centro che possa verificare la salubrità dei funghi raccolti.»



16 Gennaio 2010
BRONTE E MALETTO

Bracconieri nel mirino della Guardia Forestale

I bracconieri che vanno a caccia di conigli e lepri sulle nevi dell’Etna, violando le leggi del Parco e della caccia, quest’anno dovranno fare i conti con un preciso servizio di controllo del territorio e di salvaguardia ambientale promosso dal Corpo Forestale di Bronte, coordinato dal comandante del distaccamento Commissario Superiore Vincenzo Crimi. Da ieri, infatti, una pattuglia vigila sulle principali vie di accesso ai terreni demaniali, con l’intento di acciuffare i bracconieri. «Tutto il territorio di Bronte e Maletto, ricadente all’interno del Parco dell’Etna - ci dice il commissario Crimi – è stato perlustrato dal personale forestale, allo scopo di proteggere la fauna selvatica. Come è noto, infatti, d’inverno quando il vulcano si ammanta di neve, le orme di conigli, lepri e istrici facilitano il compito dei bracconieri».
Crimi annuncia che i servizi saranno ancora più frequenti soprattutto con l’abbassarsi della quota della neve che ovviamente incoraggia ancor di più i cacciatori. E se ieri la pattuglia non ha trovato alcun bracconiere, l’arrampicata delle Guardie forestali con le jeep 4x4 fino alla pista altomontana dell’Etna ha consentito loro di salvare da sicura morte una poiana, che ferita ed infreddolita non riusciva più a volare. Oltre a ciò in alcuni luoghi strategici sono stati distribuiti semi di cereali, ottimo cibo per gli uccelli. «Lo facciamo - conclude Crimi - per evitare che gli uccelli e le coturnici in particolare, non trovando cibo nelle aree coperte dalle neve, si spostino nelle zone agricole a bassa quota, dove potrebbero essere catturati da rapaci, volpi o dall’uomo». Insomma, i bracconieri sono avvertiti. [Gaetano Guidotto]




13 Gennaio 2010

CON L'ISCRIZIONE NEL REGISTRO EUROPEO DELLE DOP CHIUSO L'ITER BUROCRATICO

Il verde-smeraldo del pistacchio appena raccoltoDop definitiva per il “Pistacchio verde di Bronte”

«Nessuno potrà utilizzare la dicitura “Pistacchio di Bronte” se il proprio prodotto non è certificato, neanche se è dimostrato che proviene da Bronte»

A sette mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del disciplinare di produzione, il “Pistacchio verde di Bronte” ha ottenuto l’iscrizione nel registro europeo delle Dop, ovvero le Denominazioni di origine protetta.

Un traguardo che chiude definitivamente l’iter burocratico e mette al riparo il verde pistacchio brontese da ogni tipo di sofisticazioni. In pratica adesso chi vuole pregiare il proprio prodotto del marchio “Pistacchio verde di Bronte Dop” dovrà assoggettarsi ad un piano di controllo, approvato dal Ministero, a garanzia di qualità e originalità.

Il primo ad essere soddisfatto per l’iscrizione è il sindaco, sen. Firrarello: “L’Unione europea – ha affermato – ha portato a termine un iter che da giustizia ai tantissimi produttori di pistacchio di Bronte. E’ d’obbligo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito ad ottenere questo risultato che fa entrare di diritto il nostro pistacchio fra i prodotti tipici di eccellenza. Adesso – continua - faremo di possibile per trarne il massimo beneficio. Per l’economia agricola di Bronte si è aperta certamente una pagina nuova, frutto del lavoro di promozione che abbiamo svolto in questi ultimi anni”.

E la “battaglia” per il riconoscimento della Dop ha radici lontane. I produttori brontesi con l’associazione “le Sciare” addirittura nel 2002 hanno presentato l’istanza al Ministero alle Politiche Agricole. Ai tempi il presidente dell’associazione era Biagio Schilirò, lo stesso che oggi guida il Consorzio di tutela del pistacchio verde di Bronte: “Finalmente – ha aggiunto - dopo tante vicissitudini la Dop garantirà a pieno il nostro pistacchio dalle sofisticazioni. Da oggi in poi nessuno potrà utilizzare la dicitura “Pistacchio di Bronte” se il proprio prodotto non è certificato, neanche se è dimostrato che proviene da Bronte. E’ necessaria – conclude - la certificazione”.

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Provincia Giuseppe Castiglione che, insieme con Firrarello, per la Dop si è battuto nelle vesti di assessore regionale all’Agricoltura e parlamentare europeo, ma anche il ministro delle politiche agricole Luca Zaia ha sottolineato positivamente l’evento: “Con il riconoscimento europeo di questo prodotto di qualità, l’Italia non solo mantiene il suo primato, raggiungendo la cifra di 194 riconoscimenti Dop e Igp, ma si conferma il paese delle eccellenze e della tipicità”.

Vale la pena ricordare che la Sicilia è l’unica regione italiana dove si produce il pistacchio, e Bronte, con oltre tremila ettari di coltura, ne rappresenta l’area di coltivazione principale (più dell’80% della superficie regionale) con una produzione dalle caratteristiche uniche che ne fanno un prodotto di nicchia di grande valore. Viene usato nell’industria dolciaria, ma è squisito anche nei primi e secondi piatti o arancini, ed è utilizzato anche nella preparazione degli insaccati. A Bronte se ne raccolgono oltre 30 mila quintali. Una ricchezza di quasi 15 milioni di euro che rappresenta poco più dell’1% della produzione mondiale di pistacchi. Oggi, secondo i dati forniti dal Consorzio, i produttori, dopo aver a fatica coltivato per 2 anni le piante, vendono il pistacchio con il guscio più o meno a 9 euro e 50 al chilo. A comprarlo sono i commercianti che lo sgusciano e lo rivendono ad un prezzo che può variare dai 24 ai 30 euro. Una differenza che i produttori adesso sperano si assottigli anche perchè la certificazione avrà un costo.


BRONTE SODDISFATTA DEL RICONOSCIMENTO DOP AL PISTACCHIO

L’iscrizione nel registro europeo delle Dop, del pistacchio di Bronte viene visto dalla gente come l’esempio di una cittadina che cresce. Tutti i rappresentanti della filiera del pistacchio brontese mostrano soddisfazione per il riconoscimento. Dai produttori, ai commercianti e fino al pasticceri sono convinti del salto di qualità.
Ma affinché ne derivino reali benefici è necessario che tutti i produttori, ed a Bronte sono circa 5000, certifichino il proprio frutto e che si puniscano coloro che si fregiano del marchio Dop senza averne i titoli: “Per chi lavorare con il pistacchio è una tradizione di famiglia – ci dicono i pasticceri Luca e Giuseppe Conti – il riconoscimento non può che suscitare entusiasmo. Del resto lo attendevamo da anni. Adesso potremo combattere la contraffazione con maggiore efficacia”.
I più contenti ovviamente sono i produttori: “I vantaggi potrebbero essere enormi. – ci dice Nino Prestianni presidente della Cooperativa di produttori Pistacchio Smeraldo – La Dop rappresenta una garanzia sia per noi sia per i consumatori. Certo adesso saremo costretti ad affrontare le spese di certificazione, ma ritengo che ne valga la pena. I trasformatori, infatti, potranno utilizzare solo il nostro pistacchio e sono certo che negli anni si avrà una ricaduta economica anche per noi. Per questo – conclude – ritengo che sia necessario che tutti i produttori certifichino il proprio prodotto”.
Anche i commercianti mostrano soddisfazione anche se con qualche riserva: “La dop è certamente utile – aggiunge, infatti, Nunzio Caudullo – ma dobbiamo saperla utilizzare. E’ necessario che vi sia una massiccia partecipazione dei produttori che non dovranno scoraggiarsi di fronte ai costi di certificazione. Diciamo che i prossimi saranno 2 anni di prova, anche perché il pistacchio raccolto lo scorso anno non è stato tantissimo. Non credo – continua - che la Dop possa provocare un aumento del prezzo, condizionato di più dalla quantità di pistacchio prodotto. Oltre a ciò questo è già abbastanza alto, con i produttori che potrebbero al massimo aggiungere solo i costi di certificazione. Una cosa però – conclude – è importante affinché non si spacci per brontese il pistacchio estero, ovvero che si effettuino rigidi controlli, altrimenti, credetemi, non cambierà nulla”.




9 Gennaio 2010

Grazie all’accordo con l’Azienda foreste

Un sentiero fra le ginestre dell'EtnaSull’Etna manutenzione dei sentieri

Ci sarà un risparmio di 2 milioni di euro

Presto nuova vita per i sentieri e le aree attrezzate del Parco dell’Etna del versante nord del vulcano che si trovano fuori dal territorio demaniale. Nuova segnaletica e soprattutto quella manutenzione cui hanno bisogno per mettere in condizione i turisti di visitare i luoghi più belli dell’area protetta. Questo il primo fattivo risultato del protocollo d’intesa siglato dal Parco e l’Azienda foreste demaniali, chiamata a mettere a disposizione tutta la propria esperienza ed il personale per effettuare quei lavori che spesso la mancanza di finanziamento ha impedito all’Ente di Nicolosi di effettuare.
«L’accordo - dice il commissario dell’Area protetta Ettore Foti - prevede che l’Azienda foreste demaniali provveda ad effettuare quei lavori di manutenzione necessari per rendere fruibili i sentieri e se necessario anche porre la necessaria segnaletica».
Per Foti la firma dell’accordo rappresenta un momento storico: «Risolve un problema annoso - spiega - e permetterà al Parco di risparmiare qualcosa come 2 milioni di euro, rendendo l’esecuzione dei lavori di manutenzione dei sentieri che sono necessari non più condizionati dai finanziamenti. Oltre a ciò - continua - affidare all’Azienda lavori in territorio fuori dalle terre demaniali vuol dire partecipare al mantenimento delle giornate lavorative per i lavoratori forestali ed un migliore e più proficuo impiego delle maestranze. Un grande risultato - conclude - frutto di quella sinergia che deve esserci fra enti per creare economie di scala». Ed i sentieri del versante nord dell’Etna fuori dalle aree demaniali hanno bisogno di urgenti lavori di manutenzione. [Gaetano Guidotto]



8 Gennaio 2010

Ignoti hanno infestato di topini bianchi lo Scientifico «Capizzi»

Una «furbata» al liceo regala altri due giorni di vacanza

Vacanze di Natale prolungate di altri 2 giorni per i 400 studenti del liceo scientifico "Capizzi" di Bronte. Qualcuno, durante la notte, ha pensato di infestare il plesso di viale Kennedy, che ospita il liceo, con dei topini bianchi. Chi ha agito ha approfittato della facilità con cui si possono aprire dall’esterno le porte antincendio, ha cosparso sul pavimento della farina e poi ha riversato sul pavimento una decina di topolini bianchi che in poco tempo hanno invaso un piano dell’istituto. Correndo fra le aule ed i corridoi i topolini sono stati rilevati dai sensori dell’allarme e così in piena notte è arrivato il personale della scuola. La dirigente scolastica Grazia Emmanuele ha avvertito le forze dell’ordine, la Provincia ed il Comune, decidendo di riunire i ragazzi in aula magna per una prima “lavata di capo” generale. «Il sospetto che l’autore sia interno all’istituto è forte - ci dice la preside - anche se non possiamo escludere alcuna ipotesi. Mi ha fatto piacere notare fra i ragazzi molta rabbia e disappunto nei confronti di un gesto di qualcuno che penalizza e scredita l’intero istituto.»
Non è la prima volta, infatti, che allo Scientifico di Bronte succedono cose strane. La notte del 24 gennaio scorso, infatti, ignoti hanno aperto un bocchettone antincendio allagando mezzo istituto. Anche per questo il sindaco Pino Firrarello non le manda certo a dire: «Faremo il possibile per acciuffare i colpevoli - ha affermato - che oggi hanno impedito alla maggior parte degli studenti di esercitare il proprio diritto allo studio». Trattandosi di topi, è chiaro che si è subito pensato ad una derattizzazione con presìdi che avrebbero costretto l’istituto ad una lunga chiusura forzata. Fortunatamente non sarà così.
Non trattandosi di topi di fogna o di campagna, ma di topini acquistati in qualche negozio di animali, per il responsabile di igiene pubblica dell’Asp, dott. Francesco Del Campo, basta una pulizia straordinaria. Così il vicesindaco, Nunzio Calanna, ha firmato un’ordinanza di chiusura dell’istituto per soli due giorni, facendo tornare in classe i ragazzi sabato. «Questi sono gesti balordi - ha dichiarato Calanna - che non possiamo più accettare. Lo scorso anno l’istituto è stato allagato, quest’anno dolosamente invaso dai topi». Sull’episodio indagano i carabinieri. [L. S.]



6 Gennaio 2010

San Biagio, banda da applausi

Il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, ha ricevuto nella sala consiliare Spedalieri i componenti del corpo bandistico San Biagio di Bronte. All'incontro hanno partecipato anche il presidente del Cda della banda, Nunzio Spitaleri, e il maestro Alessandro Sapienza. Il sindaco, insieme con l'assessore Alfredo Pinzone, si è complimentato per il bellissimo concerto di fine anno, chiedendo ai giovani musicisti le loro ambizioni e aspirazioni: «La città – ha detto il primo cittadino - è fiera di voi. Rappresentate un valore aggiunto che merita di essere valorizzato». Per Firrarello,la banda, oltre ai tradizionali servizi garantiti durante le processioni e i concerti da palco, come quello di fine anno, può essere utilizzata in occasione di manifestazioni culturali.
Fra le attività della banda, la scuola di musica gratuita rivolta a tutti i ragazzi da 10 anni in su.



6 Gennaio 2010

Auto investe mucca sulla 284

Madre e figlio in ospedale

Il problema dei bovini incustoditi, causa di incidenti lungo le strade, torna prepotentemente di attualità nel versante nord dell’Etna.
Una famiglia di Randazzo è finita in ospedale a Bronte, dopo aver investito una mucca che occupava la carreggiata della Ss 284 nel tratto Bronte - Maletto. Rocambolesco l’incidente: intorno alle 19 una Fiat Bravo condotta da un trentenne di Bronte, viaggiando verso Randazzo, all’improvviso si accorge della scura mucca sulla strada.
Sterza bruscamente ed investe con la fiancata l’animale che va a finire sulla carreggiata opposta, proprio quando sopraggiungeva la Fiat Punto della famiglia randazzese. Inevitabile a questo punto l’impatto. Illeso il conducente della “Bravo”, la famiglia randazzese è finita in ospedale. La moglie ha riportato una frattura alla tibia e il figlio numerose escoriazioni. L’allevatore adesso rischia la denuncia per omessa custodia di animale.



2 Gennaio 2010

Calci contro la porta d'ingresso della sede dell'Udc

Si sospetta un atto vandalico più che una questione politica

GIUSEPPE DI MULO, COORDINATORE BRONTESE DELL'UDCAtto vandalico a Bronte nella sede dell'Udc di via Matilde Serao. Domenica sera intorno le 19 e 30 qualcuno ha preso a calci la porta di ingresso della sede politica, mandando in frantumi un vetro.
«I presenti - ha affermato il coordinatore dell'Udc di Bronte, Giuseppe Di Mulo (nella foto a destra) - hanno sentito il frastuono e si sono resi conto che qualcuno aveva rotto il vetro con un calcio». «E' chiaro - ribadisce - che non si è trattato di un incidente e che l'atto vandalico è stato compiuto con la volontà di provocare danni. Del resto anche altre volte nei giorni scorsi sono accadute cose strane. Insieme con l'assessore dell'Udc, Luigi Putrino, però - continua Di Mulo - siamo maggiormente propensi ad ipotizzare che si sia trattato di un inconsapevole gesto di eccessiva goliardia da parte di qualche ragazzo». «Speriamo proprio, infatti, - conclude il coordinatore - che non si sia trattato di rivendicazioni o atti di intolleranza politica». L'episodio è stato denunciato personalmente da Di Mulo alla locale caserma dei carabinieri.



4 Gennaio 2010
IN DISTRIBUZIONE IL CALENDARIO DELL’ATO

Il calendario della Joniambiente

Un calendario realizzato con materiali riciclati che guarda alle esigenze degli utenti dei 14 Comuni annotando, territorio per territorio, i giorni della settimana destinati alla raccolta differenziata (suddivisi per tipologia di prodotto) e offrendo tante risposte alle domande sul ritiro dei materiali differenziati o su quali sono i prodotti da differenziare. Ad aver realizzato questo calendario è l’Ato Joniambiente che, proprio in questi giorni, lo distribuirà ai cittadini che ne faranno richiesta.
Gli utenti dei 14 Comuni potranno contattare la società per richiedere il calendario illustrativo, attraverso facebook o collegandosi al nuovo sito www.atoct1.it o attraverso il numero verde dell’Ato: 800 911 303. Allo stesso numero – ricorda il presidente del CdA, Francesco Rubbino – è possibile telefonare per richiedere il ritiro gratuito e a domicilio dei rifiuti ingombranti. Per ogni pagina del calendario vengono attenzionati dei territori comunali con sezioni dedicate a curiosità sulla raccolta differenziata. Per esempio: sapevate che la plastica monouso (posate, piatti e bicchieri in plastica monouso ecc.) non rientra tra i rifiuti da differenziare?



3 Gennaio 2010
«RIESAME». ANNULLATA L’ORDINANZA DEL GIP

Omicidio di Bronte

Scarcerato l’autista del delitto Costanzo

Ha trascorso il Capodanno a casa Mario Bonaccorso, il trentunenne di Bronte. «A carico dell'indagato mancanza di gravi indizi di colpevolezza».
Ha trascorso il Capodanno a casa Mario Bonaccorso, il trentunenne di Bronte finito dei guai perché sospettato di aver svolto il ruolo di autista nell'omicidio di Salvatore Costanzo, il giovane ucciso per un tragico scambio di persona qualche settimana fa. Il tribunale del Riesame ha infatti annullato l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Antonella Romano a carico dell'indagato per mancanza di gravi indizi di colpevolezza. Il provvedimento è stato depositato giorno 30 dicembre, a poche ore dalla discussione del ricorso presentato dal legale di Bonaccorso, l'avvocato Mario Schilirò. I giudici si sono riservati di depositare le motivazioni della loro decisione in un secondo momento.
L'avvocato Schilirò ha invece ritirato il ricorso al tribunale della libertà per Alessandro Reale, 32 anni, che, durante l'interrogatorio, aveva ammesso le sue responsabilità, sostenendo di essere stato lui a sparare ma contestando il movente indicato dalla Procura che tira in ballo l’ipotesi della vendetta. Alessandro Reale è infatti il fratello di Claudio, indicato dagli investigatori come il capo di una consorteria criminale attiva a Bronte, che negli ultimi mesi è rimasto ferito in due sparatorie.

I carabinieri della Compagnia di Randazzo, coordinati dal sostituto procuratore Luigi Lombardo, sospettano che dietro l'agguato di cui è stato vittima innocente il diciassettenne Salvatore Costanzo si nasconda un principio di faida. Il minorenne non era stato il vero bersaglio del killer, ma aveva l'unica colpa di trovarsi nel posto sbagliato. Reale sostiene invece di aver avuto la sensazione di essere seguito e di aver sparato per paura di fare la stessa fine di suo fratello. [Clelia Coppone]



31 Dicembre 2009

Un concorso scolastico per abbellire la cittadina

Rendere bella Bronte coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni, chiamate a partecipare a un progetto che faccia condividere loro la passione per l’arte e la bellezza. E’ quanto il sindaco di Bronte, Firrarello, ha chiesto al prof. Antonio Presti, presidente della Fondazione «Fiumara d’arte », autore e ideatore del progetto «Le grandi madri - La porta della bellezza», che sta trasformando Librino da periferia a centro dell’arte contemporanea. «L’idea - afferma il sindaco - è quella d’invogliare la fascia di età che va dagli 8 ai 14 anni nel processo di abbellimento della nostra città. Si otterrà il duplice scopo di consentire un approccio ai giovani verso l’arte, che naturalmente è sinonimo di cultura, e parallelamente di rendere più belli i luoghi pubblici e perché no anche le facciate della abitazioni, attraverso delle vere e proprie meraviglie d’arte che, essendo state realizzate con la partecipazione delle nuove generazioni, verranno maggiormente apprezzate e domani considerare e valorizzate».
L’idea è piaciuta al prof. Presti che si è mostrato disponibile lanciando già qualche proposta, come quella di coinvolgere artisti nella progettazione di opere o infrastrutture che possano progettare «meraviglie» architettoniche coinvolgendo le scuole, o ideare percorsi di sensibilizzazione dei privati chiamati a contribuire all’abbellimento di alcuni angoli della città».



30 Dicembre 2009
IL QUOTIDIANO LA SICILIA INTERVISTA IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA GIUSEPPE CASTIGLIONE

«Turismo e infrastrutture per risalire nelle classifiche»

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA GIUSEPPE CASTIGLIONERealizzeremo campi da golf tra Randazzo, Mascali e Bronte

Il 2009 non è stato certo un anno monotono per il presidente Giuseppe Castiglione. Anzi. Oltre a guidare la Provincia, Castiglione è stato appena eletto al vertice dell’Upi (Unione province italiane) e non va dimenticata anche un’altra carica di prestigio che ricopre, quella di coordinatore regionale del Pdl.
Un triplice incarico che impegna il presidente 24 ore su 24. Per questo appena gli chiediamo cosa farà per la fine dell’anno la risposta è netta: «Mi chiuderò a Bronte, in famiglia. Per qualche giorno non voglio sentire parlare di lavoro».
È comunque soddisfatto il presidente dell’anno che se ne va. Non ultimo per il grande risultato di immagine ottenuto dalla Provincia con l’approvazione del Bilancio di previsione 2010, primo ente italiano ad aver tagliato il traguardo. Castiglione non nega che questo risultato vada approfondito, ma ritiene che l’immagine che è venuta fuori è positiva. «Ho percepito intorno a me un’ottima sensazione. I cittadini mi fermano per strada per farmi i complimenti. E questo ritengo sia importante per dare al di fuori del palazzo una immagine di rigore e di serietà. Ringrazio il Consiglio provinciale per questo risultato. Ho addirittura ricevuto i complimenti dal presidente della Provincia di Arezzo col quale, a distanza, avevamo un braccio di ferro su chi tra i due enti sarebbe arrivato per primo al Bilancio». (…)
Capitolo turismo. La Provincia come intende muoversi?
«Abbiamo rinforzato l’attività dell’Etna convention bureau. Nel 2010 solo per citare alcuni appuntamenti importanti Catania ospiterà i mondiali di volley, il congresso internazionale di neurologia. Inoltre si punterà sui circuiti del golf. Abbiamo acquisito col consorzio Golf tour un progetto già finanziato dal Cipe. Si partirà con alcuni campi che saranno realizzati tra Mascali, Randazzo, Bronte. Altro punto di forza sarà la programmazione del festival Belliniano». (…)



29 Dicembre 2009

Le fiaccole dell’antimafia

Massiccia partecipazione al corteo contro quella criminalità che ha ucciso Salvatore Costanzo

«Siamo tutti senza parole». Questa la scritta sullo striscione del corteo che domenica sera ha gridato il suo forte no contro la mafia ed ogni tipo di criminalità ed illegalità. La fiaccolata antimafia, promossa da alcuni ragazzi di Bronte, si è mossa dalla villa all'uscita del paese fino a piazza Spedalieri, avvolta da un plumbeo silenzio che è stata la protesta più forte verso quella criminalità che ha causato la morte prematura del giovane Salvatore Costanzo, uno studente di Bronte di 17 anni, che ha avuto solo il torto di trovarsi nell'auto di un conoscente cui invece erano diretti i proiettili. Alla fiaccolata hanno partecipato il sindaco Pino Firrarello, buona parte della Giunta e del Consiglio comunale di Bronte e Biagio, il padre del povero Salvatore. Fra la gente anche il vice presidente della Joniambiente Antonello Caruso e l'ex sindaco di Bronte, Salvatore Leanza.
«Questa fiaccolata - ha affermato il giovane Simone Mirenda che ha organizzato l'evento - ha lo scopo di smuovere le coscienze. Siamo fieri di essere qui per manifestare contro il fenomeno della mafia che va debellato»». «Di manifestazioni come questa - ha aggiunto il giovane Vincenzo Lupo - il paese ne ha fortemente bisogno. Per questo non ci fermeremo». «Fino a qualche decennio fa - ha affermato Caruso - la gente a Bronte si nascondeva per paura della mafia: oggi invece scende in piazza per manifestare. Che il sacrificio di Salvatore non vada dimenticato». E alla fiaccolata non ha voluto mancare il sindaco Firrarello: «I giovani di Bronte si sono riuniti per svegliare il paese - ha affermato - perché non si può morire a 17 anni come Salvatore. Dobbiamo continuare per far si che ognuno diventi parte importante di un processo di crescita che deve vederci rigettare in pieno il fenomeno mafioso. Ringrazio gli organizzatori della fiaccolata e le Forze dell'Ordine per il grande lavoro che continuano a svolgere, ma certamente tutta Bronte deve reagire, svegliare le proprie coscienze affinché si ritorni a vivere in tranquillità». [L. S.]



24 Dicembre 2009

Il sindaco incontra il clero

e domenica fiaccolata antimafia

Che le tre agenzie educative, che sono Chiesa, Scuola e Famiglia, rafforzino il proprio ruolo educativo e formativo. Questo quanto emerso dall'incontro con il clero brontese organizzato dal sindaco, Pino Firrarello. Il primo cittadino; infatti, dopo aver organizzato un vertice con le forze dell'ordine ha incontrato i parroci per esaminare quanto accaduto e organizzare iniziative ed attività che possano impedire soprattutto ai giovani di imboccare strade sbagliate. All'incontro hanno partecipato l'arciprete Vincenzo Saitta, i sacerdoti Vincenzo Bonanno, Luigi Camuto, Antonino Minissale ed Antonio Modica, oltre ai frati Salvatore Russo e Alessandro Bartolotta: «Quanto accaduto a Bronte è intollerabile. - ha affermato il sindaco - Forse è arrivato il momento di organizzare iniziative che facciano riflettere chi decide di delinquere, facendogli capire che imbocca una strada che porta al carcere o alla tomba; Dobbiamo - ha concluso - trovare il modo per essere incisivi.»
All'incontro hanno partecipato il consigliere Salvatore Gullotta e l'assessore Pippo Pecorino, con i parroci che ben volentieri hanno accolto l'appello: «Noi - ha affermato l'arciprete Saitta - in qualità di agenzia educativa dobbiamo puntare alla formazione. Anche il Papa tratterà il tema dell'educazione. Ma affinché si ottengano risultati abbiamo bisogno del sostegno anche delle altre agenzie educative che sono scuola e famiglia». Dall'incontro è emerso che c'è bisogno di un nuovo approccio relazionale con i giovani, affinché, emergano e si radichino principi sani e valori. E qualcosa si muove. Alcuni ragazzi hanno organizzato per domenica 27 una fiaccolata antimafia. Da programma il corteo alle 18 si muoverà da piazza Spedalieri per raggiungere la villa Falcone e Borsellino.



23 Dicembre 2009

Un piano contro la malavita

Bronte. Presto scatteranno i controlli congiunti delle forze dell'ordine. Ieri vertice al Comune

Servizi congiunti fra le forze dell'ordine, al fine di rendere più efficaci le tante operazioni di controllo del territorio che già vengono effettuate contro ogni tipo di criminalità a salvaguardia della collettività.
Questo l'esito finale del vertice che il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, ha voluto organizzare (informando anche il prefetto) con i comandanti delle forze di polizia che operano a Bronte, dopo quanto accaduto a Bronte, dove in pochi giorni si sono susseguiti una rapina e un omicidio. Così ospiti del vice sindaco Nunzio Calanna e dell'assessore Luigi Putrino sono stati il comandante della Stazione dei carabinieri di Bronte, Antonio Vavalle, quello della Tenenza della Guardia dr Finanza di Bronte, Carmelo Cicero, della Polizia stradale di Randazzo Santino Mangiò, del Distaccamento della Guardia forestale Enzo Crimi, oltre al comandante della Polizia municipale Salvatore Tirendi. «Il primo cittadino - ha affermato il vice sindaco Calanna - avrebbe voluto partecipare personalmente a questo incontro. Impegni al Senato però gli hanno impedito di essere presente ed esprimere la propria preoccupazione nei confronti di una recrudescenza di alcuni fenomeni. La sicurezza è uno degli argomenti che ci sta maggiormente a cuore per il bene di tutti e soprattutto delle nuove generazioni. Noi siamo pronti ad intraprendere ogni tipo di campagna contro la criminalità, facendo capire che chi imbocca la strada della criminalità difficilmente potrà poi uscirne, rischiando di finire in carcere. Cerchiamo insieme quali possono essere le soluzioni da adottare per contrastare con maggiore efficacia ogni tipo di fenomeno criminoso.»
E i problemi riscontrati dalle forze dell'ordine nel normale svolgimento dei normali servizi sono tanti. La mancanza di collaborazione da parte della gente e forse anche l'incertezza della pena che incoraggia chi sceglie di delinquere, oltre al fatto che sempre più spesso la famiglia non è più la prima agenzia educativa. All'incontro hanno partecipato pure il presidente del Consiglio comunale, Gino Prestianni e l’assessore Alfredo Pinzone. «In passato - ha affermato l'assessore Putrino - siamo stati fra i pochi se non gli unici in Sicilia a promuovere servizi di controllo del territorio congiunti fra carabinieri, polizia, vigili urbani, Polstrada e Guardia di finanza.» E ai comandanti delle forze dell'ordine la proposta di Calanna e Putrino è piaciuta.



23 Dicembre 2009

Protestano sul tetto dell’ospedale

Bronte. Gli operai non avranno più l’indennità di trasferta e alloggio

Vibrata protesta da parte di alcuni operai dell'«Ati group srl» di Bagheria impegnata nei lavori di ristrutturazione ed ampliamento dell'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte. Tutti residenti a Bagheria o in provincia di Palermo, infatti, ieri mattina sono saliti sul tetto della nuova ala della struttura appena realizzata, per protestare contro la decisione dell'Azienda che, trasferendo la propria sede a Catania, non è più disposta a garantire loro le indennità di trasferta e l'alloggio: «Abbiamo ricevuto una lettera - ci dicono - che ci avverte che la nuova sede della società è a Catania. Di conseguenza siamo stati invitati a trasferirci anche noi. L'azienda, infatti, è disposta a garantirci l'alloggio solo per i prossimi 3 mesi, poi tutte le spese sarebbero a carico nostro. Per noi che siamo tutti della provincia di Palermo è impensabile trasferirci: i nostri figli vanno a scuola, molte delle nostre mogli hanno un lavoro, oltre a ciò è impensabile affrontare le spese di un affitto con il nostro stipendio».
Fino a oggi l'Azienda ha garantito ai lavoratori un indennizzo pari a 10 euro al giorno come indennità di trasferta, 5 euro e 29 per il buono pasto, ed un alloggio a Bronte. Con le nuove disposizioni i lavoratori perderanno questi diritti che gli permettono di venire a lavorare il lunedì e tornare a casa il venerdì. Ad ascoltare le istanze dei lavoratori sul posto sono arrivati gli assessori comunali Luigi Putrino e Pippo Pecorino, oltre ai carabinieri della Stazione di Bronte ed il comandante interinale di Compagnia, Salvatore Lentini che ha convinto i lavoratori a desistere momentaneamente dalla protesta.



19 Dicembre 2009
LA SCOSSA PIU' FORTE (4,6) CON EPICENTRO A MONTE MALETTO

Forte terremoto sull'Etna

Attivato il Centro operativo comunale

Una task force da lunedì verificherà se nelle scuole e negli edifici pubblici si sono verificati danni
Tre forti scosse di terremoto, accompagnati da un intenso sciame sismico intenso, sono stati registrati sui versanti sud-orientale e sud-occidentale dell'Etna tra le 6.17 e le 10.01. L'ultima scossa è stata avvertita anche a Catania e in diversi paesi alle pendici del vulcano. Il primo evento di magnitudo 2.7 è stato registrato alle 6.17, il secondo di magnitudo 4.3 alle 6.36, e il terzo di magnitudo 4.6 alle 10.01. L'ipocentro è stato localizzato in tre diverse zone dell'Etna a profondità comprese tra 16 e 22 chilometri. Secondo i primi accertamenti non si rilevano danni a cose e persone mentre gli esperti dell'Ingv di Catania non segnalano ripresa dell'attività eruttiva.
Il sisma più forte, quello delle 10.01, ha colpito il versante sud-occidentale dell'Etna, con epicentro a Monte Maletto. E' stato nettamente avvertito dagli abitanti di diversi paesi delle pendici del vulcano. In particolare a Bronte e Maletto dove sono state evacuate tutte le scuole e dove il sindaco sta per emettere un'ordinanza di chiusura degli istituti. Studenti in strada anche a Randazzo per paura di una nuova scossa.
A Bronte il sindaco Firrarello in persona, insieme con il capo dell’Ufficio tecnico ing. Salvatore Caudullo, ha coordinato le operazioni di Protezione civile. Dopo la scossa delle 10 ed un minuto è stato attivato il Coc (Centro operativo comunale). Le scuole e gli edifici pubblici sono stati fatti evacuare, con l’assessore alla Pubblica istruzione Nunzio Calanna che ha coordinato le operazioni di sgombero degli edifici scolastici, mentre l’assessore alla Polizia municipale Luigi Putrino ed il comandante Salvatore Tirendi hanno disposto diverse squadre di vigili per verificare se la scossa avesse provocato danni agli edifici.

Fortunatamente nessun danno. Solo gli insegnanti del plesso scolastico della scuola elementare Spedalieri e dell’istituto che ospita l’Ipsia hanno segnalato qualche danno. In alcuni muri d’ambito, infatti, si sarebbero formate delle lesioni.
Nessun danno invece alle strutture portanti degli edifici. Ovviamente le scuole sono state chiuse ed i ragazzi hanno anticipato di qualche ora l’inizio delle vacanze di Natale. Infine il sindaco Firrarello ha istituito una task force che già da lunedì verificherà l’entità degli eventuali i danni.


20 Dicembre 2009
Gli esperti dell’Ingv: «Fenomeni tettonici in un quadro già perturbato» Piccole lesioni e cornicioni caduti. Bronte: due studenti in preda a un attacco di panico

«Sismi di questa intensità innescano il sistema Etna»

Trema la terra. Due gli eventi più forti: alle 6,36 (magnitudo 4.3) e alle 10,01 (magnitudo 4.6). Epicentro: Monte Maletto. Profondità: 16 km. Lo sciame ha avuto inizio intorno alle 6 del mattino, ma i primi campanelli d’allarme c’erano stati già venerdì sera. Nessun danno a persone o cose

20 Dicembre 2009
Il sisma avvertito da Giarre fino a Calatabiano. In molti istituti erano in corso le festicciole per il Natale

La terra trema ai piedi dell'Etna

Tre le scosse registrate. La più violenta intorno alle 10 con magnitudo 4,6 della scala Richter. Non si sono registrati danni a cose e persone. Tante le telefonate ai vigili del fuoco. Il sisma avvertito anche nella sona di Bronte, Maletto e Randazzo. La gente è scesa in strada, sopratutto gli anziani.

Bronte. Mattinata di paura ieri per gli abitanti del versante nord dell’Etna. La popolazione già messa in allarme dal terremoto delle 6,36, alle 10,01 è scesa in strada, lasciando precipitosamente le proprie case che scricchiolavano sotto i colpi di un nuovo terremoto di intensità maggiore, il cui epicentro è stato localizzato nei pressi di monte Maletto. Fortunatamente non ci sono stati feriti e danni alle abitazioni. Solo a Bronte due studenti sono stati soccorsi dal 118 perché in preda a un attacco di panico, mentre in alcuni muri d’ambito della scuola elementare Spedalieri e dell’Ipsia è apparsa qualche leggera lesione. Per questo già da domani l’Ufficio tecnico verificherà eventuali danni. La scossa avvertita ha subito fatto scattare la macchina della Protezione civile. Nei Comuni di Bronte, Maletto, Maniace, Randazzo, Linguaglossa e Castiglione di Sicilia tutte le scuole di ogni ordine e grado sono state evacuate, con i ragazzi che hanno raggiunto le aree di attesa previste nei rispettivi piani di Protezione civile. Sempre a Bronte, in via Cavallotti, nel pomeriggio un cornicione pericolante è stato rimosso dai vigili del fuoco e della locale Protezione civile. A Maletto, invece, dove la scossa delle 10 è stata avvertita con maggiore intensità, è stato interrotto il convegno di presentazione della monografia curata da Giorgio Luca che racconta la storia della ciaramella. (…)



20 Dicembre 2009

«Eco presepe» con pasta scaduta e bottiglie di plastica

Le scuole di Bronte hanno risposto all’appello del Comune e della società Ato rifiuti Joniambiente, aderendo con entusiasmo all’iniziativa «Eco presepe». I ragazzi del primo e secondo Circolo hanno realizzato presepi originali, mostrando creatività e di aver assimilato i principi fondamentali del riciclo dei rifiuti, oggi alla base di ogni politica di salvaguardia ambientale. E il primo circolo Spedalieri ha ricevuto il vice presidente della Joniambiente, Antonello Caruso, che, assieme all’assessore alla Pubblica Istruzione, Nunzio Calanna, e all’ecologia, Maria De Luca, sono venuti a vedere un bellissimo presepe realizzato con i rocchetti delle grosse spagnolette utilizzate dalle industrie tessili di Bronte, tanta pasta scaduta e varie bottiglie di plastica abilmente trasformate in palme. Presente la direttrice scolastica, Daniela Zappalà, e tanti genitori. «Un’iniziativa dal grande valore educativo - hanno ribadito Caruso, De Luca e Calanna - rivolta ai bambini delle scuole. E’ così che si insegna la cultura del riciclo, abituando le nuove generazioni a salvaguardare l’ambiente. E’ anche bello vedere come i bambini abbiano realizzato i presepi utilizzando oggetti tipici del proprio territorio».



17 Dicembre 2009

Fare sport immersi nella natura

Orienteering e percorso avventura presto nel parco del Castello Nelson

Il parco antistante il Castello Nelson oggi è il luogo migliore per rilassarsi, fare giocare i bambini e ammirare le opere d’arte in pietra lavica. Presto sarà anche il luogo ideale per fare sport immersi nella natura e provare i brividi che procurano attraversare un ponte tibetano o scivolare su un cavo di acciaio sospesi in aria per lanciarsi da un albero all’altro. Grazie all’associazione «NeT», che per conto del Comune e del Parco dei Nebrodi, gestisce il punto informativo dell’area protetta posto all’interno del Castello, presto sarà possibile effettuare escursioni con le bici elettriche a pedalata assistita, allenarsi o fare gare di «orienteering» (uno sport che permette di giocare con la natura, imparando e sperimentando uso di bussola e cartina) e cimentarsi a coprire il «percorso avventura» appena realizzato, che permette di arrampicarsi sugli alberi con delle scale a pioli, passare in equilibrio e in sicurezza - con le apposite imbracature - da albero ad albero su un ponte tibetano e di lanciarsi in spettacolari passaggi alla tirolese.
E alla presenza dei sindaci di Bronte e Maniace, Pino Firrarello e Salvatore Pinzone Vecchio e dell’assessore di Bronte, Pippo Pecorino, Attilio Caldarera, responsabile dei Centri visita del Parco dei Nebrodi e Rodolfo Arcodia, operatore naturalistico della «NeT», hanno illustrato e dato una dimostrazione dei nuovi servizi.
«Una bella iniziativa - ha affermato il sindaco Pino Firrarello -. Il Castello è legato al parco e al suo territorio, che offre ampi scenari naturali. Di conseguenza, le escursioni in bici, le gare di orienteering e il percorso avventura permettono agli appassionati di recuperare il contatto con la natura, divertendosi». I nuovi servizi, che dovrebbero essere aperti al pubblico in Primavera, sono stati presentati in occasione dell’assemblea siciliana degli aderenti all’Associazione italiana guide ambientali escursionistiche (Aigae), che raggruppa i professionisti nel campo del turismo naturalistico. Presente la coordinatrice regionale, Violetta Francese, che ha evidenziato la necessità - sollecitata da tempo - di stimolare la Regione siciliana e gli organi politici affinché avvenga il riconoscimento ufficiale delle guide ambientali che, sin dal 2004, attendono di essere inseriti nello specifico Albo regionale, previsto per legge ma mai attivato.




17 Dicembre 2009
RANDAZZO

Encomio solenne ai carabinieri che condussero il blitz «Trash»

I carabinieri della Compagnia di Randazzo che nel 2008 hanno condotto con efficacia le 2 operazione Trash, hanno ricevuto l’encomio solenne dal comandante della Legione Sicilia dell’Arma dei carabinieri, generale Vincenzo Coppola. I militari premiati sono l’allora coman­dante della Compagnia, (oggi alla guida della Compagnia di Sigonella), capitano Gaetano Birtolo, il comandante del Norm di Randazzo maresciallo “Masups” Francesco Biondi, il maresciallo capo Roberto Caccamo, ai tempi comandante della Stazione carabinieri di Bronte oggi alla guida di quella di Randazzo.

Con loro tutti gli uomini del Norm: i marescialli Salvatore Caruso, Sebastiano Allegra, Giuseppe Arcoria, i brigadieri Antonio Di Dio e Giovanni Santamaria e gli appuntanti Antonio Reale e Mario Pagana. Tutti, con spiccata abnegazione al dovere e capacità investigative, hanno sgominato un banda dedita all’associazione mafiosa, al traffico di stupefacenti, alla detenzione di armi e responsabile di una serie di estorsioni.



17 Dicembre 2009
CORTE D'ASSISE DI CALTANISSETTA. ACCOLTA LA RICHIESTA DEL PM CONDORELLI, DURANTE LA REQUISITORIA. L'AGGUATO RISALE AL 18 MAGGIO 2003 - VITTIMA DOMENICO CALCAGNO

Inflitto ergastolo a Sciacca per il delitto di Valguarnera

Coinvolti Ciccio La Rocca, Alfio Mirabile e Francesco Montagno Bozzone. L'avvocato Luca Cianferoni: è la prima volta che per un imputato al quale non viene contestata una condotta specifica, si arriva a condanna.
Agira. Sei anni fa, era il 18 maggio 2003, avrebbe avuto un ruolo da esecutore in un delitto di mafia a Valguarnera, in provincia di Enna. Il brontese Vincenzo Sciacca, 34 anni, è stato condannato ieri in primo grado all'ergastolo per l'omicidio di Domenico Calcagno, un imprenditore vicino alla cosca mafiosa del boss di Enna, Tano Leonardo. Fu un'esecuzione, secondo l'accusa: Domenico Calcagno cadde sotto i colpi di fucile dei suoi killer sotto casa sua in via Sicilia. La condanna di Vincenzo Sciacca segue di pochi mesi quella a trent'anni, inflitta con il rito abbreviato, sempre in primo grado, a un altro brontese, Francesco Montagno Bozzone, anche lui coinvolto nell'agguato mortale di Valguarnera.
Per Vincenzo Sciacca, la Corte d'assise di Caltanissetta, presieduta da Giacomo Montalbano, ha disposto il carcere a vita e la pena accessoria dell'interdizione in perpetua dai pubblici uffici. I familiari della vittima non si sono costituiti parte civile.
Secondo l'accusa, rappresentata dal pubblico ministero Roberto Condorelli della Direzione distrettuale antimafia nissena, Vincenzo Sciacca avrebbe partecipato, da esecutore, al delitto di mafia, per punire uno sgarro che la vittima avrebbe commesso ai danni di altre cosche e per questo meritevole della condanna alla massima pena, quella del carcere a vita.

Maggio 2010: Annullato l'ergastolo per Sciacca
 

18 Dicembre 2009

Ergastolo al brontese Sciacca

Omicidio Calcagno. Secondo i giudici della Corte d'assise nissena fu lui a uccidere l'imprenditore di Valguarnera
La Corte d'Assise di Caltanissetta ha condannato all'ergastolo Vincenzo Sciacca, 34 anni di Bronte. Secondo i giudici, Sciacca è stato uno degli esecutori materiali dell'omicidio dell'imprenditore di Valguarnera Domenico Calcagno. Confermato l'impianto accusatorio nei confronti di Sciacca, emerso nell'ambito di diverse indagini.
Calcagno era stato assassinato a colpi di arma da fuoco, nel maggio del 2003, a pochi metri dalla sua abitazione. Le prove emerse dalle indagini della Dda nissena si sono incrociate con quelle della Dda di Catania. Prove contestate dai difensori di Sciacca, gli avv. Luca Cianferoni e Francesco Antille. Nella requisitoria finale, il pm Roberto Condorelli ha ricordato che Calcagno venne punito per essersi intromesso nei nuovi assetti delle famiglie mafiose sulla gestione delle estorsioni.
Sciacca fu uno dei componenti del commando di sicari, assieme a Vincenzo Montagno Bozzone, considerato il capo della cosca di Bronte, legato alla famiglia Santapaola e al capo mafia di Caltagirone, Francesco La Rocca, che gli avrebbe ordinato il delitto. Bozzone è stato condannato a 30 anni di reclusione con il rito abbreviato. La Rocca è stato condannato all'ergastolo assieme agli altri due presunti mandanti, il reggente della famiglia di Enna, Raffaele Bevilacqua, e Alfio Mirabile, 44 anni, imprenditore di Catania.
A carico di Sciacca, arrestato due anni fa, erano state le celle di aggancio del suo cellulare, che ne avevano confermato la presenza a Valguarnera nei 3 giorni precedenti il delitto e quando venne commesso. Calcagno, legato alla cosca del boss di Enna, Gaetano Leonardo, si era presentato per chiedere il pizzo al cantiere della Ira Costruzioni in territorio di Nicosia, dove era in costruzione il lotto Vigneta della strada Nord Sud. Da poco scarcerato, non sarebbe stato a conoscenza dei nuovi assetti di Cosa Nostra e dell'accordo raggiunto dalla famiglia Santapaola con la Ira Costruzioni.
Il clan etneo riscuoteva il pizzo su tutti i cantieri e provvedeva a versarne una quota ai rappresentanti provinciali di Cosa Nostra A conferma delle dichiarazioni dei pentiti, la Corte ha ritenuto validi gli elementi raccolti dagli inquirenti. Tra questi l’Opel Vectra utilizzata per l'agguato, abbandonata nelle campagne e data alle fiamme, alla quale vennero apposte le targhe di una Punto noleggiata poche settimane prima da Sciacca, che ne aveva poi denunciato il furto. [Giulia Martorana]

All'ombra dell'Etna sale cosi a quattro il numero di condannati in primo grado, dopo il presunto santapaoliano Alfio Mirabile, imprenditore catanese, il boss di Caltagirone Ciccio La Rocca e lo stesso Francesco Montagno Bozzone. I primi due sono stati ritenuti i mandanti, assieme a Raffaele Bevilacqua di Barrafranca, boss provinciale di Cosa nostra a Enna fino al suo arresto, avvenuto nel 2003. A carico di Vincenzo Sciacca, l'accusa si fonda sulle indagini di polizia e carabinieri, che lo inchioderebbero a Valguarnera la sera del delitto. Gli inquirenti hanno ricostruito il movimento delle celle d'aggancio del suo telefonino e individuato - nell'auto che sarebbe stata usata per il delitto, data alle fiamme - alcune targhe che sarebbero state intestate a un'auto presa a noleggio dallo stesso brontese.

La difesa ha contestato tutte le ricostruzioni dell'accusa, entrando nel merito della questione legata alle celle d'aggancio, per un telefonino che peri suoi avvocati forse non aveva neppure Vincenzo Sciacca e sull'auto distrutta, dove non sarebbero state rinvenute tracce. Alla lettura della sentenza lapidario il commento dell'avvocato Luca Cianferoni: “Siamo molto amareggiati. È la prima volta che per un imputato al quale non viene contestata una condotta specifica, si arriva a condanna e per giunta una condanna all'ergastolo. Ci impegneremo nei gradi di giudizio successivi per dimostrare l'innocenza del nostro assistito». [Josè Trovato]

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