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Ottobre / Novembre 2008

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27 novembre 2008
INTERESSATE LE VIE A. ALDISIO E GALVANI

Nuovi sensi unici a Bronte

Il viale Antonietta Aldisio (meglio noto come via Carnevale) da ieri è percorribile solo in un senso di marcia, ovvero dalla via Etna scendendo fino alla via Messina. A deciderlo è stato l’assessore alla Polizia municipale, Luigi Putrino, dopo un incontro con alcuni vigili urbani e con il comandante della Polizia municipale, Salvatore Tirendi. Questo provvedimento si aggiunge al senso unico recentemente istituito nella via Galvani (ovvero la strada sottostante la chiesa della Madonna del Riparo), che dall’altezza dell’incrocio con via Messina (zona Salici) adesso è percorribile solo verso via Palermo.
“Si sta cercando – afferma Putrino - di evitare che il traffico veicolare si ingolfi nei due incroci principali della via Messina ed in quello più difficoltoso della via Etna. Entrambe arterie stradali ad intenso traffico veicolare, le vie Messina e Aldisio collegano la parte alta del centro abitato con il palazzo municipale, le poste, l’ospedale e le scuole medie ed elementari, mentre la via Etna è una porzione di circonvallazione, percorsa anche dagli automobilisti in transito per Catania e Randazzo. I responsabili del servizio viabilità, tenenti Gaetano Pecorino e Vittorio Lenzo, insieme al comandante Tirendi, in questi giorni verificheranno gli effetti sulla circolazione in via Messina e via Etna, con il compito di proporre, se sarà il caso, soluzioni diverse all’Amministrazione comunale”.



24 Novembre 2008

Il generale delle Fiamme Gialle in visita a Bronte

Visita ufficiale ieri mattina al Palazzo municipale del comandante della Guardia di Finanza per la Regione Sicilia, generale Domenico Achille.

Il Generale accompagnato dal capitano Mario Grasso, comandante della Compagnia della Fiamme Gialle di Riposto e dal maresciallo Carmelo Cicero alla guida della Tenenza di Bronte, è stato ricevuto dal sindaco sen. Pino Firrarello. All’incontro ha partecipato la Giunta municipale ed il comandante della Polizia municipale, maggiore Salvatore Tirendi.

«La ringrazio per la gradita visita - ha affermato il sindaco - l’attività che la Guardia di Finanza svolge in questo territorio è importante e meritoria». Presente all’incontro anche il sindaco di Randazzo, dott. Ernesto Del Campo, accompagnato dall’assessore Paolo Raciti. Il Generale ha, inoltre, fatto visita alla tenenza di Bronte, complimentandosi con i suoi uomini per il lavoro svolto e per i risultati ottenuti sul territorio



22 Novembre 2008

250 mila euro al Distretto del Tessile

Fondi per Distretto del Tessile di cui Bronte è Comune capofila. Il senatore Firrarello, dopo aver invitato gli imprenditori del tessile di Bronte e della Sicilia orientale a costituire Il Consorzio “Sicilia Moda”, come emanazione diretta ed operativa del Distretto Tessile, ha ottenuto il finanziamento del progetto “Sicilia Moda: la rete del tessile” presentato per un importo complessivo di € 486.490, 60 ed ammesso a contributo per un importo pari a € 243.245,30.

Il progetto si occuperà di mettere a sistema tutte le aziende aderenti e di realizzare vari strumenti informativi quali sito internet, brochure, cataloghi e video che consentiranno al Consorzio di presentarsi adeguatamente con le grandi marche in Italia ed all’Estero. “Il tessile – dice il senatore – in Sicilia ed a Bronte rappresenta una risorsa. Imprenditori qualificati hanno investito fino a convincere l’Antia (Associazione nazionale tecnici dell’Industria dell’Abbigliamento), che riunisce le maggiori griffe nazionali ed internazionali, ad organizzare a Bronte presso la Brontejeans il tradizionale Convegno d’autunno, convincendosi della qualità della nostra manodopera. Durante quel vertice ho sostenuto – continua – che alle imprese, affinché queste continuino adoperare e garantire i livelli occupazionali dobbiamo garantire servizi come le strade che stiamo realizzando a servizio della zona artigianale di Bronte e le risorse che strumenti di finanziamento mettono a disposizione. E’ questo è proprio uno di quelli mirati a potenziare l’intero comparto”.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati di questo primo importante passo del Distretto Tessile”- commenta il Presidente del Consorzio Sicilia Moda Mario Catania. “Il progetto promosso dal Consorzio Sicilia Moda si è classificato secondo su 16 programmi complessivamente presentati in adesione al Bando – continua Catania - a dimostrazione che quando i programmi di sviluppo sono condivisi sia dal Territorio e dagli imprenditori che dalla Pubblica Amministrazione, i successi non tardano a giungere”.Crediamo molto nelle potenzialità di questo strumento – commenta il progettista e Direttore del Consorzio Dott. Salvatore Spartà - come volano verso l’attuazione di politiche di innovazione e ottimizzazione delle risorse finalizzate al miglioramento dei processi produttivi e gestionali, all’aumento della visibilità interna ed esterna, al raggiungimento di una maggiore competitività, il tutto in un’ottica sostenibile e con particolare riguardo alle problematiche eco-energetiche e al rispetto del Territorio sul quale insistono le produzioni in questione”.



16 Novembre 2008

Una nuova sede per la Pro Loco

Il taglio del nastro affidato al presidente della Provincia, Castiglione
E’ stato il presidente della Provincia regionale di Catania, on. Giuseppe Castiglione ha tagliare il nastro inaugurale della nuova sede della Pro Loco di Bronte di via Attinà 2. Alla cerimonia, oltre all’on. Castiglione, hanno partecipato il sindaco, sen. Pino Firrarello, l’assessore di Maniace Nino Galati e numerosi brontesi e uomini di cultura che negli anni passati con il loro impegno hanno reso famosa la Pro Loco brontese. Fra questi il prof. Di Caudo che ha fatto parte della prima associazione nel 1961.

Tutti ospiti del presidente dott. Biagio Longhitano e del Consiglio direttivo della Pro Loco composto dagli architetti Loredana Scaglione (vice presidente) e Loredana Saraniti (segretario) e dai consiglieri dott. Rosario Cutrì ed Elio Amato. «Grazie a tanti illustri brontesi – ha affermato con soddisfazione il presidente Biagio Longhitano - questa Pro Loco negli anni si è distinta per iniziative sociali e culturali. Tante le pubblicazioni e l’organizzazione della Prima Sagra del pistacchio nel 1981 o il premio "24 casali" che abbiamo intenzione al più presto di tornare a proporre».



16 Novembre 2008

BRONTE, SCONTRO FRA IL SINDACO E TELECOM

Da sei mesi linee fuori servizio

«Mi rivolgerò alla magistratura»

Muro contro muro fra il sindaco di Bronte, sen. Pino Firrarello e la Telecom, con il primo cittadino intenzionato a rivolgersi alla Magistratura. In pratica da più di 6 mesi un’intera zona di Bronte e senza linea telefonica. A nulla sono servite le segnalazioni, i reclami e gli articoli di giornale. I telefoni degli utenti sono rimasti muti. Così, dopo aver ricevuto numerose proteste, Firrarello ha convocato in Comune la Telecom. Al vertice hanno partecipato oltre al sindaco, il vice sindaco on. Nunzio Calanna, l’assessore Luigi Putrino, l’esperto Antonio Paparo e l’avv. Antonella Cordaro. A rappresentare la Telecom il dott. Leonardi che ha subito portato a conoscenza che il disservizio è derivato ad un guasto nella linea che attraversa un fabbricato di un privato che non vuole concedere l’accesso ai tecnici. Durante la discussione è emerso che la Telecom per spostare il cavo, nonostante questo si trovi all’interno di un terreno di proprietà privata, pretende il pagamento del lavoro, a meno che ad imporlo non sia il Giudice. «La Telecom - ha affermato il sindaco Firrarello - al di la della diatriba con il privato deve ridare il servizio ai suoi utenti. In caso contrario il Comune sarà costretto a rivolgersi alla Magistratura». [L. S.]



15 Novembre 2008

VISITA UFFICIALE DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA GIUSEPPE CASTIGLIONE AL CONSIGLIO COMUNALE

Un patto per la cultura e la legalità

Siglato nella visita di ieri a Bronte

E’ stata prima di ogni cosa l’emozione a pervadere un pò tutti fin dall’ingresso nel Palazzo municipale del presidente della Provincia, on. Giuseppe Castiglione, invitato dal presidente del Consiglio comunale di Bronte, dott. Gino Prestianni, a una visita istituzionale nell’assemblea civica della sua città, insieme al consigliere provinciale dott. Aldo Catania. Alla cerimonia, oltre al sindaco padrone di casa, sen. Pino Firrarello, hanno partecipato anche i primi cittadini di Maniace, Maletto e Randazzo, rispettivamente Salvatore Pinzone Vecchio, Pippo De Luca ed Ernesto Del Campo per firmare assieme al presidente Castiglione un protocollo d’intesa per diffondere nei 4 Comuni la cultura e la legalità. Con loro numerose autorità e i rappresentanti delle forze dell’ordine. «La visita del presidente Castiglione e del consigliere Catania - ha dichiarato Prestianni in apertura - ci onora e ci incoraggia affinché questo territorio possa ottenere quell’impulso necessario per una crescita civile, economica e sociale».

Sentiti gli interventi dei sindaci, ma anche dei consiglieri comunali Enza Meli, Nuccio Biuso, Gino Impellizzeri e Nunzio Saitta. «In commissione - ha affermato Aldo Catania - abbiamo già affrontato il problema degli istituti scolastici di Bronte e della viabilità». «Nascondere l’emozione è difficile. - ha esordito il presidente Castiglione - ringrazio il presidente Prestianni e tutti voi. In questi primi mesi abbiamo già sostenuto numerose iniziative per garantire nel territorio sviluppo, legalità, sanità, istruzione, solidarietà sociale in tutto il territorio provinciale. Maniace, che adesso ha in istituto alberghiero, è uno dei tanti esempi. La Provincia saprà essere l’ente di coordinamento per lo sviluppo». Poi la firma del protocollo.



13 Novembre 2008

Gli scout ripuliscono via Mercantini

Via Mercantini a Bronte come contrada Schiccitto. Gli Scout d’Europa della parrocchia San Giuseppe si sono ancora una volta schierati al fianco del Comune per ripulire un’area degradata adiacente alla via che collega via Palermo con la parte bassa dell’abitato, per trasformarla in un luogo ameno e fruibile da tutti. “Ancora non abbiamo finito di dire grazie agli scout – dice l’assessore Maria De Luca – per aver accettato il nostro invito a ripulire e rendere gradevole contrada Schiccitto, che i volenterosi ragazzi ci hanno detto subito si alla proposta di fare la stessa cosa in quest’area oggi inguardabile”.
Così l’assessore e gli scout hanno effettuato il primo sopralluogo, considerato un po come una consegna ufficiale dei lavori, portandosi dietro il comandante del Distaccamento forestale di Bronte, maresciallo Enzo Crimi, fondamentale in questa operazione di pulizia del territorio. La forestale, infatti, aiuterà gli scout a piantare alberi e siepi ed a realizzare dei muretti. “Ripulire e salvaguardare l’ambiente – ha concluso il capo scout Maurizio Fichera – fa parte del nostro compito. La consideriamo una bella lezione di educazione ambientale che ci impegnerà anche in futuro a diffondere la cultura della salvaguarda ambientale”.



8 Novembre 2008

Nei 14 Comuni gestiti da Joniambiente

Differenziata per i rifiuti «umidi»

Saranno coinvolti nell’iniziativa 600 esercizi commerciali

La società Ato rifiuti Joniambiente, presieduta dal dott. Mario Zappia inizia la raccolta differenziata dell’«umido», ovvero degli avanzi da cucina, come verdure, bucce di vario tipo, fondi di caffè o altri scarti facilmente biodegradabili. Da domani mattina funzionari ed addetti della società Ato, infatti, contatteranno tutti gli esercizi commerciali dei 14 Comuni che vanno da Bronte fino a Riposto che producono rifiuti umidi, per comunicare l’iniziativa e consegnare l’apposito bidone.

Ad essere interessati sono complessivamente più di 600 esercizi commerciali come ristoranti, bar, negozi di frutta e verdura e fiorai, con la Joniambiente che coinvolgerà nel progetto anche i Comuni per ottenere i fiori secchi dai cimiteri e gli scarti delle mense scolastiche o aziendali. «Se ci fate caso i rifiuti umidi che si producono - ci dice il presidente dott. Mario Zappia - sono più di quanto immaginiamo. Fino ad oggi li abbiamo scaricati nelle costose discariche. Differenziarli quindi significherebbe risparmiare un bel po’ di quattrini».

Il servizio prevede che la Joniambiente consegni il contenitore che verrà svuotato a giorni alterni durante l’inverno, ed ogni giorno in estate. Il presidente Zappia ha già individuato anche i centri di stoccaggio dove sistemare i container che, appena riempiti, saranno trasportati e svuotati in un centro specializzato di Enna. E’ chiaro che appena il nuovo servizio comincerà a funzionare le già lusinghiere percentuali di raccolta differenziata in tutto il territorio aumenteranno. La Joniambiente solo nel 2007 ha registrato un più 8,36 % che ha fatto alzare l’indice complessivo al 14,25 %. Un risultato che si aggiunge al servizio ritenuto da più parti più che buono, come hanno anche affermato i sindaci del territorio che, approvando il bilancio, hanno considerato la gestione della società certamente "virtuosa", esprimendo il desiderio che il presidente Zappia continui a guidare questa l’Ato. «Non ci fermeremo qui. Conclusa questa fase potremo definire di sperimentazione inizieremo anche la raccolta dei rifiuti anche fra gli utenti privati.»


7 Novembre 2008

INTERESSANTE CONVEGNO INTERNAZIONALE AL CASTELLO NELSON

«Sulle orme del pistacchio passando per la Sicilia»

Pistacchio di Bronte sgusciatoDa ogni parte del mondo, seguendo la strada del pistacchio, alla fine si arriva a Bronte, dove pasticceri e ristoratori sono maestri nell’utilizzo dell’«Oro verde» e dove da anni si è concentrata l’attività di sviluppo e ricerca da parte dell’assessorato regionale Agricoltura, impegnato a migliorarne la produzione. Questo in breve sintesi le conclusioni del convegno internazionale “Sulle orme del pistacchio passando per la Sicilia”, organizzato presso il Castello Nelson, dal CRA (Centro di Ricerca per la Frutticoltura) di Roma, dall’assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Siciliana e dal Comune di Bronte. Un momento di confronto fra esperti, tecnici, ricercatori e coltivatori di diverse nazioni (anche da Iran, Grecia, Stati Uniti, Bulgaria) e soprattutto il bilancio di una serie di iniziative che hanno certamente sviluppato l’economia agricola legata al pistacchio brontese, fino a farlo conoscere in tutto il mondo.
Ad aprire i lavori, moderati dal giornalista Alberto Mazzone, sono stati il presidente della provincia Regionale di Catania, on. Giuseppe Castiglione ed il sindaco sen. Pino Firrarello. “Con orgoglio – ha affermato Castiglione – oggi tracciamo un bilancio delle tante iniziative intraprese. Il prossimo traguardo il riconoscimento della Dop”.

“In tutto il mondo – aggiunge Firrarello – pistacchio è sinonimo di Bronte. Dobbiamo adesso aumentare le superfici di produzioni che bisogna trasformare in annuali”. Presenti anche Angelo Caruso del Cra, Paolo Girgenti, dirigente dell’Assessorato Agricoltura e Foreste che hanno preceduto le interessanti relazioni dei dott. Dario Cartabellotta, Damiano Avanzato e Ignazio Vassallo e dei professori Alessandra Gentile, Tiziano Caruso, Biagio Fallico e Paola Battimani.
Nel pomeriggio le testimonianze degli ospiti stranieri e le conclusioni dell’assessore regionale Giovanni La Via: “Non c’è dubbio – ha dichiarato – che il pistacchio è una risorsa della Sicilia. Ottenuto in condizioni pedoclimatiche che rendono difficile la competizione con gli altri paesi produttori, è ricercato perché è più buono e per merito degli imprenditori e dei pistacchicoltori locali che lo hanno saputo valorizzare”.


31 Ottobre 2008

Al Castello Nelson si parlerà di pistacchio

Dalle ore 9,30 di venerdì 7 Novembre 2008, presso il Castello Nelson si parlerà di pistacchio. E’ previsto, infatti, un interessante convegno internazionale dal titolo «Sulle orme del Pistacchio passando per la Sicilia - Coltura e Cultura, Folclore e Storia, Tradizioni e Usi». E’ dedicato al pistacchio e non poteva non svolgersi a Bronte che, pur raccogliendone poco più dell’1% della produzione mondiale, è la capitale italiana del pistacchio.
Al Convegno, organizzato dal CRA (Centro di Ricerca per la Frutticoltura) di Roma, dall’Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Siciliana e dal Comune di Bronte arriveranno esperti, tecnici, ricercatori e coltivatori di diverse nazioni (anche da Iran, Grecia, Stati Uniti, Bulgaria). Si svolgerà nell’arco di tutta la giornata e sarà anche l’occasione per la presentazione e la distribuzione del libro “Following Pistacchio Footprints - Cultivation and Culture, Folk and History, Traditions and Uses” edito dal CRA (Centro di Ricerca per la Frutticoltura) di Roma, dalla Regione Siciliana (Assessorato Agricoltura e Foreste), e dall’ISHS (International Society for Horticultural Science) di Bruxelles.

Questo il programma diramato dagli organizzatori

Indirizzi di saluto

Ore 9,30 – Sen. Giuseppe Firrarello, sindaco Comune di Bronte, On. Giuseppe Castiglione, presidente Provincia Regionale di Catania, Romualdo Coviello, presidente Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura, Paolo Girgenti, dirigente Servizi allo Sviluppo, Assessorato Agricoltura e Foreste.
I Sessione – Relazioni

Ore 10,30 - Dario Cartabellotta, dirigente generale, Assessorato Agricoltura e Foreste: Le attività dell'Assessorato per il rilancio della frutta secca in Sicilia
Ore 10,50 - Damiano Avanzato, ricercatore CRA-FRU Roma: Sulle orme del Pistacchio nel mondo
Ore 11,10 - Ignazio Vassallo, dirigente, Assessorato Agricoltura e Foreste: Le azioni della Regione per lo sviluppo della pistacchicoltura in Sicilia
Ore 11,30 - Alessandra Gentile, docente Università di Catania: Problematiche del vivaismo pistacchicolo

Ore 11,50 - Tiziano Caruso, docente Università di Palermo: Modelli colturali per una nuova pistacchicoltura in Sicilia
Ore 12,10 - Biagio Fallico, docente Università di Catania: Aspetti qualitativi del pistacchio di Bronte
Ore 12,30 - Paola Battilani, docente Università di Piacenza: La problematica delle micotossine sulla frutta secca: le indagini condotte a Bronte
Ore 13,00 - Lunch break
II Sessione – Valorizzazione della macchia mediterranea
Ore 14,30 - Marianna Hagidimitriou (Grecia), docente Università di Atene: La resina del lentisco di Chio, un prodotto antico e sempre nuovo
Ore 14,50 - Argir Zhivondov (Bulgaria), direttore Fruit Growing Institute, Plovdiv: Valorizzazione del terebinto nei Balcani
Ore 15,10 - Damiano Avanzato, ricercatore CRA-FRU Roma: Il progetto CAPIFLORA del CRA: risultati di un triennio di attività
Ore 15,35 - Maurizio Delfini, docente Università “La Sapienza” di Roma: Metodologie avanzate di tipo non distruttivo nell'analisi del pistacchio
Conclusioni
Giovanni La Via, Assessore all'Agricoltura e Foreste della Regione Siciliana.

E' prevista una colazione di lavoro con specialità gastronomiche a base di pistacchio.


6 Novembre 2008

L’ASSESSORATO REGIONALE ALL'AGRICOLTURA IMPEGNATO SU VARI FRONTI

Domani convegno sul pistacchio

Dal convegno dedicato al pistacchio al Forum catanese che si terrà l’11 e il 12 dicembre. Prosegue intensamente il lavoro dell’assessorato regionale all’Agricoltura e Foreste, il cui bilancio degli ultimi anni volge decisamente al positivo. Ne è convinto Dario Cartabellotta, dirigente generale del Dipartimento interventi infrastrutturali, che prende ad esempio proprio il convegno di domani a Bronte per sottolineare l’importanza di «fare luce sull’economia e la conoscenza dei nostri prodotti tipici. Abbiamo lavorato sul fronte degli investimenti strutturali e adesso è giunto il momento di mettere a frutto quanto fin qui ottenuto».

A partire proprio dal pistacchio, simbolo dell’economia agricola della Sicilia orientale.
«Il pistacchio, da parte nostra, è al centro dell’attenzione. Fino ad oggi si è trattato di una pianta che ha dato i propri frutti ogni due anni. Il problema è stato individuato nella mancanza di “maschi” con la difficoltà, ovviamente, di impollinare le piante femmine. Il nostro sforzo sta nell’aumentare la quantità di pistacchio “maschio”", per dare maggior input alla produttività. Altre importanti sfide vinte sono quelle che riguardano la sicurezza alimentare, soprattutto per quel che riguarda l’asciugatura che impedisce la presenza di malattie che ne bloccano l’esportazione, a tutto vantaggio della valorizzazione del prodotto di pasticceria e degli effetti salutistici del pistacchio».

Quanto vale, in numeri, la produzione di pistacchio in Sicilia?
«Il valore della filiera è di circa 10 milioni di euro. Se pensiamo che al di là del frutto di per sé, va calcolata l’importanza della produzione di creme, dei panettoni e di tutti quei prodotti a base di pistacchio non possiamo non considerarlo come elemento di saldatura tra il territorio e il paesaggio tipico. E pensare che fino al 200/2001 il suo valore era molto ridotto.
Oggi - prosegue Cartabellotta - la Sicilia può vantare una cinquantina di prodotti tra Igp e Dop, dal pistacchio al suino nero dei Nebrodi. Non c’è dubbio che il maggiore sforzo va in direzione dell’offerta turistico-gastronomica».

Nei programmi dell’assessorato c’è una certa continuità, la stessa che lega questo convegno al Forum di Catania.
«Certamente. Dopo avere puntato l’attenzione sul pistacchio, a Catania sarà il momento di fare una panoramica su tutto il lavoro fin qui svolto. Tra i punti essenziali c’è la cosiddetta filiera matura, quella, per intenderci, che riguarda la viticoltura, gli agrumi, l’olivo, la zootecnia, cioè latte, carni e formaggi. C’è l’innovazione, come nel caso della valorizzazione dei vitigni autoctoni per contrastare l’omologazione internazionale dei lieviti. E poi, i progetti per la diversificazione economica rurale.
Stiamo lavorando per la valorizzazione dell’acquacoltura nelle zone interne del nostro territorio così come allo sviluppo delle cosiddette energie alternative, pensiamo alla produzione di brassica per il biodiesel. E ancora, grande attenzione è rivolta alle filiere minori, quelle delle piante officinali e del miele, e alle infrastrutture». Grande impegno è stato profuso nel Servizio informativo agrometeorologico.

«Sicuramente. Oggi, grazie a un semplice Sms, siamo in grado di avvertire gli agricoltori su convegni, malattie delle piante, quando irrigare, offrendo, tra l’altro, assistenza diretta. Ottimi risultati, da questo punto di vista, sono stato ottenuti nella lotta alla peronospora. Gli interventi mirati hanno una forte riduzione, e quindi anche un notevole risparmio, dell’uso di fitofarmaci. Al Sias sono iscritte circa 5 mila strutture su 20/25 mila che hanno aderito al Por». (…) [Leonardo Lodato]

The Clipper, The Journal for the International Trade in Processed Food, Dried Fruit and Nuts, Agro press of Switzerland, n. 1/2009

PISTACHIOS FROM ETNA

(Pistacchi dall'Etna)

Sotto l'egida dell'Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Sicilia e del Comune di Bronte è stato organizzato lo scorso 7 novembre 2008 il convegno “Sulle orme del pistacchio passando per la Sicilia”.

250 rappresentanti della produzione e commercializzazione, ma anche delle autorità, si sono dati appuntamento al Castello Nelson di Bronte, che prende il nome dal noto ammiraglio inglese Nelson. Il complesso abbazia-castello sorse intorno all’anno 1174 e fu residenza dei Nelson fino al 1981.
Ad aprire il lavori del convegno è stato Giuseppe Firrarello, sindaco di Bronte, comune situato sulle pendici occidentali dell'Etna con ca. 20.000 abitanti, che ha sottolineato l'importanza che riveste il pistacchio per l'agri­coltura e l'economia in generale. In particolare è stata ribadita l'importanza del traguardo della DOP.
Dario Cartabellotta dell'Assessorato Agricoltura e Foreste ha invitato le aziende presenti ad intensificare gli sforzi di marketing per trasmettere al commercio ed al consumatore le caratteristiche peculiari del pistacchio siciliano, valorizzandone il sapore tipico. Il prof. Alessandra Gentile dell' Università di Catania ha illustrato le problematiche legate al vivaismo pistac­chicolo nella Regione.

Tiziano Caruso, dell'Università di Catania ha spiegato i tentativi di introdu­zione di nuove cultivar nella coltivazione siciliana. Biagio Fallico, docente della stessa Università ha intrapreso un analisi delle caratte­ristiche qualita­tive del frutto verde di Bronte constatandone la particolare salubrità. E' noto che gli antiossidanti sono particolarmente idonei nella prevenzione di disturbi circolatori. “Il vino rosso ne contiene 7-11 mg/kg, i pistacchi di Bronte ne contengono 8 mg/kg.”

Paola Battilani dell'Università del Sacro Cuore di Piacenza ha affrontato la problematica delle micotossine presenti nella frutta secca. Sostanze che possono presentarsi in tutti i frutti in guscio, addirittura anche nel grano. Per questo motivo anche il pistacchio di Bronte è soggetto a regolari controlli e secondo i risultati solo di rado è stato superato il valore minimo dettato dalla EU. Questo indubbiamente è legato al fatto che il pistacchio siciliano viene spesso commercializzato sgusciato.

6 Novembre 2008

Incontro internazionale sull’«oro verde»

«La produzione di pistacchio siciliano non ha l’importanza di quella iraniana o califor­niana, tuttavia si tratta di un’entità talmente specifica da renderla inimitabile.

L’oro verde di Bronte, pur ottenuto in condizioni pedoclimatiche che rendono difficile sul piano dei costi di produzione la competizione con gli altri paesi produttori, ha un mercato di nicchia e spunta prezzi più elevati, per le peculiari caratteristiche gusta­tive. Oltre che per merito delle capacità imprenditoriali dei pistacchicoltori e della fantasia dell’artigianato locale nel saper valorizzare il pistacchio verde siciliano».

Così, l’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via, introduce il convegno internazionale «Sulle orme del pistacchio passando per la Sicilia - Coltura e cultura, floclore e storia, tradizioni e usi» in programma domani al Castello di Nelson, a partire dalle 9.30. Previsti, tra gli altri, gli interventi del sindaco di Bronte, Giuseppe Firrarello, del presidente della provincia Regio­nale di Catania, Giuseppe Castiglione, di Romual­do Coviello, presidente Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, Marianna Hagidi­mitriou, docente dell’Università di Atena, Argir Zhivondov, direttore Fruit Growing Institut di Plodiv (Bulgaria).

 




1 Novembre 2008

Giovanna Caruso, nuovo difensore civicoL’avv. Giovanna Caruso nuovo difensore civico

Il Consiglio ha nominato il nuovo difensore civico del Comune. Si tratta dell’avvocato Giovanna Caruso che vanta nel settore amministrativo una notevole esperienza.
Laureata in Giurisprudenza nel 1996, oggi l’avv. Caruso, oltre a svolgere la libera professione, collabora presso un importante studio legale della Città di Catania ed è consulente al Comune di Mascali. «Il mio compito è creare la giusta interfaccia fra cittadini e Amministrazione. Sono convinta che tanti contenziosi sorgano per incomprensioni e mancanza di comunicazione. Oltre a ciò uno degli obiettivi che mi prefiggo è quello di sensibilizzare la gente a servirsi di questo istituto».

Alla cerimonia di insediamento hanno partecipato il vice sindaco on. Nunzio Calanna, il presidente Prestianni, il direttore generale dott. Michelangelo Lo Monaco e la dirigente dottoressa Teresa Sapia. 



 30 Ottobre 2008

Bronte cinta d'assedio
Passati a setaccio 87 veicoli

Imponente operazione di controllo del territorio, secondo il piano di prevenzione del crimine disposto dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza. Il blitz è stato effettuato dagli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza di Adrano, coadiuvati dagli agenti del Nucleo prevenzione anticrimine di Catania e dai carabinieri del comando Compagnia di Randazzo collaborati dai militari della Stazione brontese.
Il controllo straordinario del territorio ha portato martedì mattina una trentina di agenti sulla strada, per istituire posti di blocco, organizzare controlli ai detenuti a casa, ispezionare casolari alla ricerca di latitanti e ispezionare esercizi pubblici Le «Volanti» hanno cosi allestito 15 posti di blocco nei punti strategici del paese. Alla fine dell'operazione gli agenti del commissariato di pubblica sicurezza di Adrano hanno identificato 40 persone; controllate 27 veicoli (tra autovetture e scooter) elevando 5 contravvenzioni per irregolarità varie al codice della strada. Identico blitz è stato portato a termine da una trentina di militari dell'Arma, che con le «Gazzelle» del Nucleo radiomobile hanno effettuato oltre 60 verifiche su altrettanti veicoli (auto, moto e camion). elevando una trentina di contravvenzioni. Nel corso dell'operazione sono stati inoltre sequestrate 4 moto e ritirate 3 patenti di guida. [O. C.]



2 Novembre 2008
OBIETTIVO PREVENZIONE

Controllato un centinaio di auto, elevate multe

La polizia di Stato di Adrano ed i vigili urbani di Bronte hanno condotto in sinergia una brillante operazione di controllo del territorio. L’operazione disposta dal questore di Catania, dott. Giovanni Capomacchia, ha visto vigili urbani e poliziotti allestire per due giorni numerosi posti di blocco all’interno del centro abitato, controllando numerosi veicoli. Solo la Polizia municipale ha controllato più di 90 automezzi, elevando numerose contravvenzioni. “Da sottolineare – ha affermato il comandante dei vigili, maggiore Salvatore Tirendi - la sinergia raggiunta fra noi e la Polizia”. “Ringraziamo il Questore dott. Capomacchia - dicono il sindaco di Bronte Pino Firrarello e l’assessore Luigi Putrino - per aver organizzato questo servizio nella nostra città. Ringraziamo pure la Polizia municipale ed i carabinieri che ogni giorno sono impegnati a contrastare la criminalità”.

 

29.10.2008

Bronte: controlli dei Cc

3 patenti ritirate e 4 motorini sequestrati

67 veicoli controllati, 34 contravvenzioni elevate, 3 patenti ritirate e 4 motorini sequestrati. Sono solo una parte dei numer dell'operazione che i Carabinieri della Compagnia di Randazzo anno effettuato a Bronte.
Numerose pattuglie hanno allestito 10 posti di blocco nei punti nevralgici della viabilità fermando numerose auto. Alla fine le contravvenzioni comminate per irregolarità varie hanno superato i 2000 euro, con ben 115 punti decurtati dalle patenti degli automobilisti indisciplinati.
I carabinieri non si sono limitati a chiedere patente e libretto, ma hanno proceduto a perquisire anche 15 persone e sequestrare i motorini a tutti coloro che guidavano senza casco.
Una operazione in grande stile, insomma, che ha visto i carabinieri per un giorno quasi circondare la città e presidiare tutte le vie di uscita nel tentativo di far rispettare il Codice della strada, e che i carabinieri hanno assicurato che ripeteranno presto.



31 Ottobre 2008

Diffamò l’allora consulente amministrativo del Comune

Pena ridotta in Appello per l’ex sindaco Salvatore Leanza

Pena ridotta, in appello, per l’ex sindaco, Salvatore Leanza, ex assessore regionale e deputato all’Ars nelle fila del vecchio Psi, imputato di diffamazione aggravata per alcune sue dichiarazioni nei confronti dell’avv. Pietro De Luca, ex consulente amministrativista del Comune di Bronte. Leanza, condannato in primo grado a 4 mesi e al pagamento di una provvisionale di 10 mila euro (sospesa) è stato condannato dai giudici della prima corte d’appello solo al pagamento di una multa di 800 euro.

Lo «sconto» è stato determinato dalla concessione delle attenuanti generiche all’ex sindaco. Il procuratore generale Biondi aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado. Adesso Leanza, oltre alla multa dovrà pagare la provvisionale per la quale aveva ottenuto la sospensione e le spese legali.

La diffamazione si basava su una serie di dichiarazioni - datate 2003 - nelle quali l’ex sindaco parlava dell’operato di De Luca sostenendo in un’intervista a una tv locale che l’avvocato ogni anno si «liquidava» 300 milioni di lire solo per dare qualche parere e che lo stesso De Luca gonfiava appositamente le sue parcelle. Un’affermazione falsa - così ha giudicato la Corte d’appello - che ha dato ragione alla parte civile, rappresentata dall’avv. Goffredo D’Antona condannando l’ex amministratore pubblico, difeso dall’avv. Carmen Mirabella.




28 Ottobre 2008

LA PROTESTA DEGLI STUDENTI BRONTESI

Il Capizzi entra in autogestione

Anche per il Liceo Scientifico Capizzi è iniziato un periodo di autogestione in segno di protesta nei confronti dell’attuale Ministro della Pubblica Istruzione Maristella Gelmini, la quale – scrivono gli studenti - «ha presentato un disegno di legge per la riforma della scuola che prevede, tra l’altro, ingenti tagli alla scuola pubblica per un valore complessivo di otto miliardi di euro, la soppressione del quinto anno di scuola superiore, la reintroduzione del maestro unico nelle scuole elementari.»

Il tutto per ridurre i costi che lo Stato deve sostenere in modo da poter tagliare alcune tasse. Gli studenti fanno però notare che «stranamente i contributi statali per le scuole private non vengono minimamente tagliati»; «stiamo parlando - affermano -di 500 milioni di euro che i contribuenti sborsano ogni anno per alimentare quell’industria che è il complesso di diplomifici italiani e che ogni anno “sforna” la classe dirigente del futuro.»

«Non si può lesinare – continuano - sull’istruzione, una delle poche cose che in Italia ancora funzionano. Non si risparmia sulle spalle di chi spera, attraverso la scuola, di attuare il proprio riscatto sociale. Per chiunque abbia un minimo di coscienza critica è inammissibile che un governo voglia creare un popolo di ignoranti e di stereotipati al fine di fare da coronamento al conformismo che da un secolo sembra permeare tutta la vita mondiale.»

Fanno notare ancora che «invece di preoccuparci di pagare meno tasse dovremmo preoccuparci di investire i soldi pagati dalla collettività in attività e servizi che possano migliorare la qualità della vita, proprio come da tempo si fa in Germania, Danimarca e i paesi della Scandinavia, i quali, accanto una pesante tassazione, mettono come contrappeso eccellenti servizi pubblici, a partire dalla scuola che, secondo un modello progressista, punta molto sulle competenze e la manualità, affiancando l’offerta formativa a periodi di apprendistato direttamente nelle aziende.»

Un liceo scientifico dovrebbe introdurre alla vita lavorativa in istituti di ricerca scientifica o in aziende chimiche o farmacologiche e non può assolutamente limitarsi, in tempi come questi, solo a fornire concetti teorici che non riescono a trovare una valida applicazione pratica a causa dell’assenza o dell’inadeguatezza dei laboratori scolastici.

La protesta – concludono gli studenti brontesi – è «contro la stupidità di chi ci governa» che «non può in nessun modo rovinare il futuro di un’intera generazione che ha intenzione di trovare il proprio inserimento in un mondo di persone munite di una propria capacità di giudizio e non di tante pecore che danno ragione al primo arrivato.»



25 Ottobre 2008

NOTIZIE POSITIVE E CONFORTANTI DAL CONVEGNO DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE TECNICI DELL'INDUSTRIA DELL'ABBIGLIAMENTO TENUTOSI PRESSO LA BRONTEJEANS

“Come crescere mantenendo il made in Italy”

Franco Catania: «Unici in Italia: a Bronte facciamo taglio, confezionamento, ricamo, lavaggio, stiro, trattamento dei capi e spedizione direttamente al cliente»

La produzione di capi di abbigliamento rivolti a mercati di fascia medio alta, insieme alla formazione dei tecnici e degli operatori delle industrie manifatturiere, salveranno il “Made in Italy” e l’intero comparto tessile italiano. E’ il messaggio finale del Convegno d’autunno, l’annuale meeting che, l’Antia (Associazione nazionale tecnici dell’Industria dell’Abbigliamento), che riunisce le maggiori griffe nazionali ed internazionali, quest’anno ha voluto organizzare a Bronte presso la Brontejeans che ha raggiunto livelli ragguardevoli della lavorazione dei capi d’abbigliamento.
All’incontro hanno partecipato il presidente dell’Antia, prof. Gino Sartena, i tecnici ed i rappresentanti dei più importanti marchi italiani del settore abbigliamento, il sindaco, sen. Pino Firrarello ed il dott. Salvatore Spartà. Tutti ospiti dell’on. Franco Catania, general manager della Brontejeans. All’incontro non ha voluto mancare Nicola Bardelle, che realizza i jeans sartoriali “Jacob Cohen”.

“La nostra filiera di produzione è completa. – ha affermato Catania - A Bronte facciamo taglio, confezionamento, ricamo, lavaggio, stiro, trattamento dei capi e spedizione direttamente al cliente. Questo ci rende forse unici in Italia, ma certamente competitivi sul mercato. Gli stilisti che realizzano capi di un certo livello, e che si rivolgono ad un target particolarmente elevato, non possono certo permettersi di fare la lavorazione in Cina. Non possono farlo sia per non perdere qualità, sia perché il Made in Italy rappresenta un valore, sia perché rischierebbero di perdere il cliente”.

La qualità italiana va però, ovviamente, coltivata e garantita attraverso la formazione dei tecnici e del personale, come suggerisce il presidente Sartena: “La formazione è importantissima. – afferma – Il tessile è un settore ad alta concentrazione di lavoro manuale e molte aziende che hanno spostato le produzioni nei paesi a basso costo si sono pentite, perché hanno perso in qualità. Oggi noi invece abbiamo tutti i titoli per vendere nell’area mondiale “Bric” (Brasile, Russia, India e Cina) dove 30 milioni di nuovi ricchi chiedono il Made in Italy e vogliono i prodotti della nostra terra, che vanta il 30% del valore culturale del mondo ed il 70% dell’Europa”. Tesi confermate anche da Bartelli: “Abbiamo bisogno di qualità – afferma – che mai potremo trovare all’estero. Anzi mi preoccupa la diminuzione della manodopera”.

Insomma notizie positive e confortanti in controtendenza rispetto a quello che si legge e quello che denunciano le altre aziende tessili della stessa Bronte. Vero è anche però che la Brontejeans non ha registrato cali di commesse. In questo contesto è chiaro che il polo tessile di Bronte va potenziato.

“E noi stiamo facendo la nostra parte – ha affermato il sindaco Firrarello – anche perché riteniamo la realtà del tessile brontese fra le più importanti dal punto di vista economico. La serietà e la professionalità degli imprenditori e il volume della forza lavoro che crea ci ha convinto in passato a realizzare la più bella area artigianale della Sicilia, finalmente dotata di rete metanifera, ed oggi a volere costruire una nuova viabilità sia interna a Bronte sia verso Catania e chiedere alla Circumetnea di diventare il vettore su rotaia delle merci destinate al porto”. “Ringrazio – ha concluso l’on. Catania – per aver fatto fare al comparto tessile brontese un vero salto di qualità”.



25 Ottobre 2008
IL SALONE DEL GUSTO DI TORINO

Slow Food Sicilia, tesoro potenziale da 24 mln l’anno

Pistacchio di Bronte al top. Presìdi presto in un portale e nei migliori alberghi

Torino. E’ la Sicilia la regione italiana più ricca di presidi Slow Food: sono 29, rappresentano tradizioni e conoscenze antiche, contano oltre 200 produttori e hanno un valore stimato di quasi 4 milioni di euro. Ma, dalle stime dei responsabili siciliani dell’associazione del «buono, pulito e giusto» e dell’assessorato regionale all’Agricoltura, hanno un potenziale economico che supera i 24 milioni di euro l’anno.
A guidare questa classifica delle previsioni di crescita è il pistacchio di Bronte: presidio dal 2000, quattro aziende per un totale di 350 quintali di prodotto e un valore economico di 67.500 euro con una previsione che porta i produttori a 70 e il business potenziale a 6.250.000 euro. I dati sono stati illustrati, ieri, al Salone del gusto di Torino da Dario Cartabellotta, dirigente generale del dipartimento Interventi infrastrutturali dell’assessorato regionale all’Agricoltura, e dal presidente di Slow Food Sicilia, Pippo Privitera. «La realtà Slow Food in Sicilia ha un potenziale economico destinato a crescere in maniera esponenziale – ha spiegato Cartabellotta –. Un punto di forza è quello di puntare all’identità territoriale e all’esaltazione dell’originalità e unicità di gusti e sapori contrapposti alle offerte agroalimentari globalizzate e standardizzati».

Tra le altre iniziative presentate ieri al Salone del gusto nell’ampio spazio espositivo regionale – che comprende la zona istituzionale, gli stand delle produzioni siciliane e un’area dedicata ai laboratori del gusto e alla ristorazione (già prenotati i tavoli fino a domenica) con menu realizzati rigorosamente con prodotti dei presidi – ce ne sono state altre due. La prima riguarda la realizzazione di un ambizioso progetto di promozione delle attività dell’assessorato attraverso un «portale dell’innovazione» facente parte di una piattaforma informatica integrata, in parte già avviata. All’interno del portale ci sarà spazio per la commercializzazione dei presìdi dove domanda e offerta s’incontreranno con un semplice clic.

«Sarà una vetrina per le aziende siciliane e un grande negozio on line – ha spiegato Dario Cartabellotta –. Severi controlli da parte degli uffici regionali garantiranno trasparenza per tutti i clienti, dal consumatore ai rivenditori, dai distributori ai grandi alberghi». La seconda è l’istituzione di un tavolo di lavoro che avrà lo scopo di fare arrivare i presìdi Slow Food isolani nei migliori alberghi dell’isola. «Gli albergatori hanno già mostrato interesse per l’iniziativa ed è stato attivato un tavolo di lavoro per mettere nero su bianco le strategie – ha fatto sapere l’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via, che non ha potuto raggiungere Torino per un impegno improvviso –. L’ospite degli alberghi a quattro e cinque stelle, oltre alla lista delle portate e alla carta dei vini, riceverà anche tutte le informazioni sui prodotti tipici della nostra terra utilizzati per cucinare i piatti prelibati che da lì a poco mangerà».

In visita agli stand di Slow Food, ieri, anche il presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione. «Mi piace ricordare di essere stato uno dei precursori della valorizzazione dei presìdi – ha detto –. Questo però non significa che tipico voglia dire piccolo. Si devono tutelare le produzioni di nicchia, ma rendersi conto che c’è una competizione internazionale sempre più forte». [Mariella Caruso]



22 Ottobre 2008

La raccolta differenziata si promuove a scuola

Si è svolto ieri mattina all’Itis «B. Radice» di Bronte lo spettacolo «Una scelta di Vita», ideato e realizzato dall’autore televisivo e presentatore Rai, Luca Pagliari, per promuovere la raccolta differenziata. A volere lo spettacolo sono stati la società Ato rifiuti Joniambiente, il Comune di Bronte e il Comieco (Consorzio nazionale per il recupero e riciclo di imballaggi a base cellulosica). Lo spettacolo, attraverso le storie dei personaggi comuni, ha esaltato l’importanza delle piccole scelte che hanno un grande valore per la collettività, come il riciclo di carta e cartone. Presenti il componente del Cda, Antonello Caruso, e il direttore di Aimeri, dott. Alfio Agrifoglio.

«E’ stato bello vedere le vostre città pulite - ha detto Pagliari - dopo essere passati dai Comuni del versante ovest dell’Etna». «Siamo convinti - hanno affermato il presidente di Joniambiente, dott. Mario Zappia, e l’assessore comunale all’Ecologia, Maria De Luca – che l’educazione nelle scuole e il dialogo con i giovani siano fattori imprescindibili per diffondere con successo la cultura dello sviluppo sostenibile e speriamo che, grazie anche a questo incontro le oltre 193 tonnellate di carta e cartone raccolte a Bronte nel primo semestre 2008 possano aumentare».



22 Ottobre 2008

Controlli mirati della Guardia forestale nelle campagne sulle tracce di chi non rispetta le regole

Un decalogo per i raccoglitori di funghi

Giro di vite della Guardia forestale di Bronte nei confronti dei raccoglitori di funghi abusivi, ovvero coloro che non sono in possesso del tesserino per raccogliere i funghi epigei spontanei o che non rispettano le regole di raccolta. Il commissario del distaccamento forestale, Vincenzo Crimi, infatti, da giorni sta effettuando servizi di controllo mirati, perlustrando tutte le campagne solitamente battute dai fungaioli. «La legge regionale - dice il commissario Crimi - del 1° febbraio 2006 n. 3, che regola la raccolta dei funghi, ha rivoluzionato il modo di operare dei raccoglitori amatoriali e professionali di funghi, ponendo la Regione siciliana alla pari di tutte le altre regioni d’Italia che in materia hanno già una legislazione. Nostro compito -conclude - è quello di farla rispettare, per salvaguardare l’ambiente e la salute pubblica».
Con questa legge, quindi, in Sicilia possono raccogliere funghi soltanto coloro che hanno ottenuto da Comuni di residenza il famoso tesserino, previo il versamento di una quota in denaro e un attestato di frequenza di un corso di formazione effettuato dalle associazioni micologiche. Oltre a ciò, bisogna seguire 10 precise regole: non raccogliere funghi nelle ore notturne; non raccoglierne in quantitativi maggiori a quelli consentiti dalla legge (4 chili per chi è in possesso del tesserino amatoriale, 12 per chi ha quello professionale).

I proprietari all’interno dei propri fondi, non hanno necessità di acquisire il tesserino, ma devono ugualmente attenersi alle altre modalità di raccolta; i funghi raccolti devono essere riposti e trasportati in contenitori areati realizzati preferibilmente con fibre naturali intrecciate, per consentire la diffusione delle spore; per raccogliere funghi non bisogna usare rastrelli o altri mezzi che possono danneggiare lo strato umifero del terreno; non bisogna distruggere nessun tipo di fungo, seppur non commestibile; non bisogna raccogliere funghi in aree degradate quali vecchie discariche o siti industriali; non bisogna raccogliere funghi se si è minori di 14 anni e non accompagnati da persone adulte in possesso di tesserino; i funghi raccolti vanno puliti nel luogo di raccolta; non bisogna raccogliere funghi all’interno di aziende faunistiche venatorie in periodo di caccia; la vendita di funghi è soggetta all’autorizzazione sanitaria e del Comune. Chi trasgredisce, oltre ad avere confiscati i funghi raccolti, rischia di pagare sanzioni da 10 a 344 euro. [Gaetano Guidotto]




L'Etna e l'ampia vallata di Contrada Difesa viste dalla RivoliaI precedenti / Marzo 2003: I sindaci approvano la nuova formulazione del Piano territoriale del Parco dell'Etna: «Speriamo che la Regione lo approvi».  Luglio 2003: No del Consiglio comunale al nuovo piano territoriale del Parco. Maggio 2004: Il Consiglio del Parco (in cui siedono i sindaci dei venti Comuni della fascia etnea) adotta il Piano territoriale.


30 Ottobre 2008

PARCO DELL'ETNA

Piano territoriale sospeso

Audizione a Palermo di sindaci e parlamentari: accolta la richiesta di revisione

Sarà sospeso per 120 giorni, con decreto emesso lunedì prossimo negli stessi termini è modalità del parere espresso il 29 luglio scorso, il decreto regionale n. 744 emesso dal responsabile del servizio 2 V.I.A.-VAS. dell'assessorato regionale al Territorio e Ambiente con il quale era stato approvato, con prescrizioni estremamente restrittive, il Piano territoriale di coordinamento del Parco dell'Etna.

La decisione, fortemente chiesta dall'assessore regionale al Territorio e Ambiente, on. Giuseppe Sorbello, in attesa dell’istituzione di un tavolo tecnico di confronto in cui Regione, Parco e comunità dell'Etna si confronteranno sui termini del decreto, è giunta ieri al termine dell'audizione dei sindaci del Parco alla quarta Commissione parlamentare dell'Ars, Territorio e Ambiente, presieduta dall'on. Fabio Mancuso, che si è tenuta a Palermo, a Palazzo dei Normanni. Un incontro in cui sono emerse le «sofferenze» delle comunità del Parco per un territorio che rischia l'immobilismo a causa di un piano il cui iter dura ormai da 18 anni e che rischia di essere, prima di nascere, anacronistico e inadeguato.

La richiesta di revisione del parere e la necessità di un confronto tra uffici e territorio sono emersi dagli interventi di Nino Pavone, assessore al Territorio e Ambiente di Linguaglossa, Nino Borzì, sindaco di Nicolosi, Nunzio Calanna, vice sindaco di Bronte, Pippo De Luca, sindaco di Maletto (che ha provocatoriamente annunciato il voto del Consiglio comunale per uscire dal Parco) e, ancora, di Delfo Patanè, sindaco di Zafferana Etnea (che ha chiesto la bocciatura di tutto il Piano territoriale).

Da qui la richiesta di sospendere l'atto, che è stata frutto di una mediazione politica, dopo la forte e unanime reazione al decreto da parte dei sindaci, preoccupati dell'erosione di competenze che sarebbe derivata dalla valutazione di incidenza, che di fatto espropria le comunità locali di ogni potere sul territorio.

«La decisione di convocare la Commissione parlamentare al territorio e ambiente, su invito dei sindaci e della Provincia di Catania, in presenza del rappresentante del governo regionale e dell'ing. Giuseppe Sansone - ha esordito il presidente Mancuso - scaturisce dal tentativo di ricondurre sul piano del confronto i rapporti tra Regione e comunità su un tema complesso e di grande rilevanza sociale quale è quello della pianificazione del Parco dell'Etna».

«Il Parco dell'Etna - ha precisato il commissario del Parco, Ettore Foti - ha già deliberato, in sede di comitato esecutivo, in osservanza della volontà espressa all'unanimità dall'assemblea, di impugnare il decreto dinanzi al Tar, anche se, data la disponibilità della Regione a sospendere l'efficacia del decreto e a riaprire un tavolo di confronto con i rappresentanti del territorio, siamo disposti ad attendere prima di impugnare».

A chiedere la sospensione del provvedimento anche l'on. Concetta Raia, componente della Commissione parlamentare: «Sono soddisfatta dell'esito dell'audizione, adesso però si lavori in tempi brevi. Il piano territoriale del Parco - prosegue - è uno strumento per lo sviluppo socio-economico per le popolazioni interessate e non può non avere la condivisione dei sindaci dei Comuni del Parco. Inoltre, era necessario evitare un contenzioso perché avrebbe comportato un allungamento sine die per l'adozione di un piano che ha già subito un iter di 18 anni Oggi è importante consentire a enti pubblici e forze economiche che vogliono investire nel territorio del Parco di cogliere a pieno le opportunità previste nella programmazione 2007-2013 dei fondi strutturali». La decisione di sospendere i termini del decreto e di un confronto tra sindaci, Parco, Provincia e Regione è stata infine accettata anche dall'ing. Giuseppe Sansone, responsabile del servizio 2 V.I.A.-VA.S.


29 Ottobre 2008
ETNA

Sindaci dei Comuni del Parco oggi in audizione a Palermo

“E' evidente a tutti che il piano territoriale del Parco è uno strumento importante per lo sviluppo socio-economico per le popolazioni interessate e non può non avere la condivisione dei sindaci dei Comuni del Parco”. Lo ha detto il deputato regionale Concetta Raia (Pd) che oggi pomeriggio alle 15 sarà presente all'audizione dei sindaci dei Comuni ricadenti nel territorio del Parco dell'Etna.

“Condivido alcune delle critiche che i sindaci hanno avanzato - ha sottolineato la parlamentare regionale del Pd – ma è necessario evitare un contenzioso tre la Regione Siciliana, il Parco dell'Etna e i Comuni che comporterebbe un allungamento sine die per l'adozione di un Piano che ha già vissuto un iter di 18 anni”.

“Pertanto si propone - ha indicato il deputato Concetta Raia - che l'assessorato regionale Territorio e ambiente revochi il decreto regionale n. 744 del 29 luglio scorso e istituisca un tavolo tecnico composto dall'Ente Parco, una delegazione di sindaci interessati, i componenti della Commissione territorio e ambiente e l'assessorato, al fine di apportare quelle modifiche condivise e necessarie per l'approvazione di questo importante strumento."

“La popolazione ha già atteso 18 anni - ha concluso - oggi è importante consentire a Enti pubblici e forze economiche che vogliono in vestire nel territorio del Parco di cogliere a pieno le opportunità previste nella programmazione 2007-2013 dei fondi strutturali”.

Tra i sindaci che saranno presenti oggi a Palermo, quello di Nicolosi, Nino Borzì, e di Linguaglossa, Rosa Maria Vecchio. All'audizione dovrebbe essere presente anche l'assessore regionale al Territorio, on. Giuseppe Sorbello. [L. S.]



21 Ottobre 2008

S’impugna il Piano Parco

Etna. Questa la decisione dei sindaci sul decreto regionale relativo a un progetto atteso da 18 anni
Sarà impugnato entro il termine dell’8 novembre prossimo dinanzi al Tar il decreto regionale n. 744 del 29 luglio 2008, emanato dal dirigente del servizio 2 V.A.S. - V.I.A. del Dipartimento territorio e ambiente della Regione Siciliana, a conclusione della procedura di valutazione di incidenza ex art. 5 del D.P.R. n 357/97 che, esclusi­vamente sotto tale profilo, ha approvato con prescrizioni il Piano territoriale di coordinamento del Parco. E’ la volontà espressa dai sindaci presenti alla seduta del consiglio del parco convocata dal commissario straordinario avv. Ettore Foti, che si è tenuta ieri mattina nella sede dell’Ente di Nicolosi.

Il decreto emesso dal dirigente del servizio, ing. Giuseppe Sansone, costituisce un passaggio delicatissimo del

 lungo e complesso iter di approvazione del Piano, atteso ormai da ben 18 anni, che di fatto riporta indietro di diversi anni il cammino di apertura compiuto dal Parco alle istanze delle popolazioni.

«Un piano che nasce già vecchio»: ha commentato il sindaco di Zafferana Etnea Delfo Patanè, che ha proposto d’impugnare l’intero piano poiché nel corso di questi anni si è evoluta la sensibilità del Parco verso le esigenze delle popolazioni locali e le giuste istanze di sviluppo culturale, sociale ed economico che, invece, verrebbero totalmente disattese dalla numerose limitazioni contenute nell’atto. Il decreto, ad esempio, vieta nelle zone A e B del parco (che costituiscono oltre il 60% del territorio) l’accesso con auto se non per interventi di soccorso, sempre nelle stesse zone vigerebbe il divieto di taglio e ceduazione anche a scopo di prevenzione incendi, e altro». «Il decreto espropria i sindaci e le comunità locali delle prospettive di crescita e di sviluppo dei propri territori - ha aggiunto il sindaco di Linguaglossa Anna Maria Vecchio».

Ancor più critici gli interventi del sindaco di Maletto Giuseppe De Luca, del componente del comitato esecutivo Mario Bonsignore, dei delegati di Giarre e Castiglione di Sicilia e del sindaco di Bronte sen. Firrarello. Quest’ultimo ha chiesto al commissario dell’Ente di farsi strumento per concordare un incontro con il presidente della Regione, proponendo accanto alla impugnativa dell’Ente Parco una autonoma azione legale dei sindaci del Parco.

Tante anche le invocazioni a riprendere sul tema del piano territoriale del parco un dialogo politico con la Regione. «Immediata impugnazione dell’atto nelle sedi legali - ha riassunto il vice presidente della Provincia, Catalano - ma insieme invieremo un documento ai vertici regionali per chiarire le indicazioni e le aspettative del territorio sul Piano» [Marisa Mazzaglia]


16 Ottobre 2008
ETNA. PRESENTATO IERI AI COMUNI DOPO L'APPROVAZIONE DA PARTE DELLA REGIONE

Piano territoriale del Parco, subito un coro di no

Le nuove prescrizioni vengono giudicate troppo restrittive dalle amministrazioni dei Comuni interessati che lunedì daranno mandato al commissario di impugnare il decreto
La lunga vicenda relativa all'approvazione del Piano territoriale di Coordinamento del Parco dell'Etna, atteso da 18 anni dalle comunità che vivono attorno al vulcano in quanto strumento di pianificazione e di sviluppo del territorio, si arricchisce di un nuovo capitolo che sta già facendo molto discutere: con Decreto Regione Siciliana n. 744 del 29 luglio 2008, emanato dal dirigente del servizio 2 Vas-Via del Dipartimento territorio ed ambiente della Regione Siciliana, il Piano è stato approvato con prescrizioni.

 30 Ottobre 2008

Ars. Sindaci in Commissione; decisa la revoca

Piano Parco dell'Etna

«Sospeso il decreto»

Sospeso il decreto regionale sul piano del Parco dell'Etna. Sì è conclusa infatti positivamente ieri pomeriggio l'audizione alla quarta commissione dell'Ars dei sindaci dei comuni del Parco dell'Etna che avevano contestato il piano territoriale, il cui decreto dello scorso 29 luglio aveva sollevato forti critiche e dubbi negli amministratori locali.
A chiedere ed ottenere la sospensione del provvedimento è stato il deputato regionale Concetta Raia, che ha anche avanzato la propo­sta di costituire un tavolo tecnico composto dall'Ente Parco, una delegazione di sindaci interessati, i componenti della Commis­sione territorio e Ambiente e l'assessorato regionale, per concertare scelte condivise tra le parti interessate.

«Sono soddisfatta dell'esito dell'audizione in commissione - ha dichia­rato la parlamentare regionale - adesso si lavori in tempi brevi». «È evidente che il piano territoriale del Parco è uno strumento impor­tante per lo sviluppo socio-economico per le popolazioni interessate e non può non avere la condivisione dei sindaci dei comuni del Parco - ha aggiunto - ed era necessario evitare un contenzioso tra Regione, Parco dell'Etna e comuni perchè avrebbe comportato un allungamento sine die per l'adozione di un piano che ha già subito un iter di 18 anni».

Soddisfatti anche i sindaci dei comuni interessati, che avevano criticato quel decreto regionale ora bloccato, perché obsoleto e non aggiornato da anni. [Da. Ra.]
 


26 Ottobre 2008
IL SINDACO DI BRONTE, PINO FIRRARELLO

«Rivedere la legge sui Parchi naturali per rilanciare un turismo intelligente»

Anacronismi: «La legge sui Parchi - spiega il sindaco di Bronte, Pino Firrarello – andrebbe adeguata ai tempi»
«Sapete che cosa abbiamo scoperto facendo realizzare una semplice ricerca tra gli abitanti di Bronte? Che tra i brontesi che hanno meno di 60 anni soltanto l’1% conosce, anche in maniera approssimativa, l’Etna e il Parco dei Nebrodi e che appena il 3% ogni tanto sale sul vulcano. La stragrande maggioranza degli abitanti del nostro comune ignora le bellezze che ha attorno. Ed è un peccato».
Il sindaco di Bronte, il senatore del Pdl Pino Firrarello, s’accalora subito quando è chiamato in causa per spiegare qual è la situazione di questo angolo speciale di Sicilia. Il suo comune ricade in tre parchi protetti, addirittura: quello dell’Etna, quello dei Nebrodi e quello dell’Alcantara.
Ben 9000 ettari di territorio che potrebbero essere anche un investimento turistico, una straordinaria attrattiva. «Il tutto nel massimo rispetto della natura - spiega Firrarello - ma non penalizzando qualsiasi tipo di attività come accade qui sistematicamente da anni. Noi abbiamo bloccato negli Anni ’80 qualsiasi forma di speculazione e di attacco alla natura, ma il passo successivo sarebbe dovuto essere quello fatto in tutte le altre regioni italiane, cioè modificare le parti più restrittive ed anacronistiche delle leggi sui Parchi e favorire uno sviluppo sostenibile».
E’ il cruccio non solo del sindaco Firrarello questo, ma anche di moltissimi operatori commerciali della zona, per non dire di semplici proprietari di pezzi di terra.
«Anche a molti di loro è proibito qualsiasi movimento all’interno delle proprietà. Un immobilismo assolutamente inutile e controproducente. Perché senza alterare nessun equilibrio si potrebbero, per esempio, rendere percorribili le strade della Forestale che già esistono, ma anche le antiche trazzere regie che potrebbero essere ripristinate per favorire il passaggio di chi vuol raggiungere aree sommitali del parco. C’è gente che non ha mai visto ed ammirato la bellezza del Monte Soro, che non ha potuto vedere cavalli allo stato assolutamente libero che vivono in questa nostra area, una fauna straordinaria. Così non è possibile immaginare alcuno sviluppo».
Firrarello per questo ha chiesto ai deputati regionali del suo partito di portare avanti un disegno di legge che prevede la modifica della legge sui parchi.
«In Basilicata hanno appena finito di realizzare una bellissima funivia di 5 chilometri che consente di godere di un panorama mozzafiato. Non è stato alterato l’ambiente e sono state create le premesse per attirare turisti interessati dalla natura e dalla sua bellezza, non certo devastatori dell’ambiente».
Una legge nuova, dice Firrarello, che armonizzi la legislazione, che la ammorbidisca in quelle parti in cui ci sono blindature inutili, che «mummificano - spiega il senatore di Forza Italia - un angolo della Sicilia che andrebbe, invece, reso vivo e fruibile. Anche perché, aggiunge, ci sono una serie di divieti che stanno creando problemi enormi, esattamente all’opposto di quelle che volevano essere le intenzioni del legislatore: basti pensare ai danni provocati da suini selvatici e conigli contro cui non è consentito alcun tipo di intervento e che provocano enormi danni alle coltivazioni».
Firrarello precisa anche un’altra cosa: quello che fu presentato come il progetto per il terzo polo turistico dell’Etna era una provocazione.
Il progetto è quello di integrare: «Perché un’area così che comincia dalla provincia di Catania, sale sull’Etna, abbraccia tutta la montagna e finisce con lo scendere dall’altra parte dell’Isola, nel mar Tirreno è da considerare una forza unica per il nostro territorio. Purché utilizzabile». [A. Lod.]

Una bella notizia, si direbbe, ma traducendo il linguaggio tecnico degli atti il decreto di approvazione chiude drasticamente le pur limitate prospettive di apertura che l'Ente Parco ha lasciato intravedere negli ultimi anni per una fruizione turistica del territorio, annullando, con un repentino colpo di spugna, risultati ottenuti grazie alle rivendicazioni di cittadini e amministratori. Alcuni esempi: il decreto vieta nelle zone A e B del parco (che costituiscono oltre il 60% del territorio e su cui insistono anche proprietà private, edifici e fondi agricoli e coltivati) l'accesso con automezzi, tranne che per soccorso o prevenzione.

“Paradossalmente - sottolinea il sovrintendente tecnico del Parco, ing. Di Paola - anche ai mezzi del parco, di gestione, controllo, monitoraggio, ricerca scientifica, protezione civile nonché ai mezzi di fruizione controllata verrebbe vietato l'accesso senza specificare se la prescrizione riguardi strade o piste già esistenti o di nuova realizzazione o se si differenzino strade locali, piste carrabili forestali o trazzere”.

Vi sarebbe un assoluto divieto di taglio e ceduazione (anche a scopo di prevenzione incendi) in zone A e B e in dagale isolate; e ancora in caso di eventi eruttivi che interessano le zone C altomontane il Parco dovrebbe redigere i piani attuativi sottoponendoli a valutazioni di incidenza con le conseguenti lungaggini burocratiche che ne deriverebbero e che invece dovrebbero essere bypassate in casi di emergenza; cancellate all'intero del perimetro del Parco tutte le cave estrattive, anche se autorizzate; ecc. Prescrizioni che riportano di anni indietro il percorso già compiuto dal Parco verso uno sviluppo integrato e rispettoso dell'ambiente ma che faccia dell'Ente posto a tutela del territorio etneo, anche uno strumento di sviluppo economico, sociale e culturale.

E' questo che è emerso ieri mattina nel corso di una seduta consultiva del Consiglio del Parco convocato dal commissario straordinario, avv. Ettore Foti: «Riteniamo noi per primi - ha esordito Foti - che il decreto di approvazione contiene prescrizioni e condizioni che creeranno problemi nell'attuazione del Piano; ecco perché abbiamo voluto sentire i sindaci del territorio per studiare un percorso comune».

Concordi gli interventi, seppur molto animati e critici, del sindaco di Linguaglossa, Rosa Maria Vecchio, del vicesindaco di Maletto Enzo Sgroi, del sindaco di Zafferana Etnea Delfo Patanè, del presidente del Comitato esecutivo Mario Bonsignore, del vicesindaco di Bronte Nunzio Calanna, e di molti altri amministratori presenti. Ha concluso il vicepresidente della Provincia Nello Catalano. Tutti hanno chiesto la nuova convocazione del Consiglio per lunedì alle 11, per dar mandato al commissario di impugnare nelle sedi legali il decreto in questione.




19 Ottobre 2008

GRIDO D’ALLARME DEGLI IMPRENDITORI

«Crisi e costi alti: a Bronte il polo tessile in difficoltà»

Riunione con il sindaco: «Faremo intervenire Regione e governo»

Bronte. La crisi, che ha già investito molte industrie tessili che lavorano per conto terzi del Meridione, rischia di coinvolgere il rinomato polo tessile di Bronte. Alcuni imprenditori del settore hanno chiesto di essere ricevuti dal sindaco, Pino Firrarello, per lanciare l’allarme. «Quest’anno abbiamo ricevuto il 30% di commesse in meno – hanno affermato – l’intero comparto brontese rischia la crisi. La concorrenza e la recessione condizionano il mercato. Siamo qui per chiedere un deciso intervento per risolvere un problema che potrebbe avere ripercussioni anche sull’occupazione. Noi siamo i primi a voler lavorare, ma se i dati dovessero essere confermati, 150 operai rischiano di perdere il lavoro».

All’incontro hanno partecipato il ragioniere Lorenzo Capace della Cna e l’assessore al Commercio, Elio Daquino. Il sindaco si è detto pronto a investire della questione la Regione e il governo: «E’ chiaro che il polo tessile di Bronte va tutelato – ha affermato – visto che rappresenta una realtà imprenditoriale ed economica importante non solo per Bronte. Istituiamo quindi un tavolo di lavoro che individui le iniziative da intraprendere non solo per tamponare l’emergenza oggi, ma per garantire ossigeno al comparto anche in futuro».

Gli imprenditori hanno chiesto che la Regione acceleri le procedure per l’erogazione di contributi e finanzi le normative che permettono agli imprenditori di risparmiare sulla forza lavoro che «rappresenta una delle più pesanti voci in uscita che impediscono di abbassare i prezzi di lavorazione e di essere competitivi sui mercati internazionali». Pur se con molta prudenza, gli imprenditori si sono detti disponibili a completare la filiera provvedendo alla distribuzione dei capi prodotti, ampliando anche i servizi di lavanderia oggi realizzati solo in parte. Tutto per essere scelti da aziende come Diesel, che finora hanno preferito la qualità di Bronte, ma che sono attirati dai Paesi dove la lavorazione costa meno.

Si è discusso anche della possibilità di realizzare un marchio proprio, ma le difficoltà sono notevoli: «Sono necessari investimenti notevoli non alla nostra portata – hanno dichiarato –. Noi siamo ottimi tecnici, realizziamo il migliore made in Italy, ma sul commercio abbiamo molto da imparare». Il tavolo si riunirà nuovamente dopo che gli imprenditori predisporranno le iniziative da fare adottare. Con un giro d’affari di 10 milioni di euro, le aziende tessili di Bronte sono 12 e danno lavoro a quasi 600 dipendenti; altri 200 lavoratori sono impiegati nell’indotto. [L. S.]

CONFRONTI
6,50/10 euro è il costo del ciclo industriale di un jeans a Bronte
3,50/6
euro costa produrre un jeans in Tunisia




16 Ottobre 2008
IL PISTACCHIO DI BRONTE, UN CLASSICO DEL MADE IN SICILY
Agroalimentare – Sponsor la Regione

Prodotti siciliani doc presenti da oggi in 12 aeroporti

La pesca tardiva di Leonforte, la provola delle Madonie, il sale marino artigianale di Trapani, il pistacchio di Bronte, e ancora il melone purceddu di Alcamo, la vastedda del Belice, il pane nero di Castelvetrano, l'aglio rosso di Nùbia. Sono alcuni dei prodotti siciliani oggetto di una campagna promozionale, promossa dall'assessorato regionale dell'Agricoltura che, da oggi e per 14 giorni, verrà realizzata in 12 aeroporti italiani.
Si tratta di undici spot di 15 secondi ciascuno che saranno trasmessi, con 75 passaggi giornalieri nell'arco di 16 ore, sugli schermi del circuito Telesia collocati all'interno delle diverse sale d'attesa di Bari, Bologna, Brescia, Genova, Milano (Linate e Malpensa), Napoli, Roma (Fiumicino e Ciampino), Torino, Venezia e Verona. I prodotti scelti sono alcuni dei 29 presidi di Slow food, che saranno i protagonisti dal 23 al 27 ottobre del Salone del Gusto di Torino. I presidi, oltre a caratterizzarsi come testimonianze di una Sicilia ricca di tradizione e cultura - ha spiegato l'assessore regionale per l'Agricoltura, Giovanni La Via - rappresentano anche una grande opportunità di sviluppo del territorio. Prodotti di nicchia, ma molto apprezzati dai consumatori e destinati a conquistare fette sempre più ampie di mercato». La realtà dei presidi Slow Food nell'Isola, attualmente, ha un valore di quattro milioni di euro, ma secondo le stime dell'assessorato, il potenziale economico supera i 24 milioni. (agi)



16 Ottobre 2008

Consegnate borse di studio ai centisti

Al liceo scientifico - alla presenza dei dirigenti scolastici Giovanni Lutri e Carmela Scirè - il sindaco, sen. Pino Firrarello, col vice Nunzio Calanna, l'assessore Maria De Luca e i consiglieri comunali Maria Pia Castiglione e Ada Biuso, ha consegnato le borse di studio agli studenti diplomatisi, lo scorso anno, col massimo dei voti. «Una tradizione - ha affermato il sindaco - che vuole incentivare i ragazzi a studiare». Questi i premiati: Annalisa Basile, Chiara Elfio, Maria Rachele Gavazza, Alfio Gemmellaro, Francesco Longhitano, Sabrina Longhitano, Samanta Longhitano, Masi Lorena Mazzurco, Viviana Messina, Veronica Portaro, Antonella Spitaleri, Biagia Antonella Spitaleri, Simona Spitaleri e Luca Tilenni Rosignolo; Premiati anche Antonino Valenti, Antonio Schilirò e Serena Sanfilippo distintisi alle «Etniadi» (giochi matematici e della chimica).



14 ottobre 2008

CON UN FINANZIAMENTO DELLA FONDAZIONE CARIPLO

Si restaura la cappella interna del Real Collegio Capizzi

Diventerà la sede della Biblioteca

Presto l’antica cappella dell’Immacolata, sita all’interno del Real Collegio Capizzi ed un tempo utilizzata dai convittori, sarà restaurata. Il Comune, infatti, ha completato l’iter della gara d’appalto che è stata aggiudicata alla “Sgi srl” di Alfio Fiorito di Paternò.

Prima che iniziassero i lavori però il sindaco ha voluto effettuare un sopralluogo tecnico non solo con il progettista del restauro, arch. Antonino Giuttari, ma anche con l’arch. Fulvia Caffo, responsabile del Servizio per i Beni Architettonici della Soprintendenza di Catania, che ha visitato il Collegio Capizzi soffermandosi sui particolari architettonici della Cappella.

“Quando questa cappella sarà restaurata – ha affermato Firrarello – costituirà, assieme alla Pinacoteca sita nello stesso Collegio, il cuore culturale di Bronte. La cappella, infatti, dovrà ospitare la biblioteca del Real Collegio Capizzi che custodisce manoscritti e volumi antichissimi”.

Al sopralluogo hanno partecipato anche il Rup, Nino Saitta, il capo dell’Ufficio tecnico comunale, ing. Salvatore Caudullo e la dottoressa Teresa Sapia che ha seguito l’iter burocratico per ottenere il finanziamento da parte della Cariplo. La fondazione, che si prefigge il compito di sostenere iniziative volte alla promozione del tessuto sociale, culturale ed economico del paese, infatti, nel 2005 ha pubblicato il bando denominato “Sviluppo sud per la Sicilia”, cui il Distretto Taormina Etna ha partecipato ottenendo il finanziamento.



12 Ottobre 2008
BRONTE: SETACCIATO IL TERRITORIO

I carabinieri sequestrano sei patenti e numerose auto

Imponente operazione di controllo del territorio di Bronte da parte dei carabinieri della Compagnia di Randazzo che, con circa 20 militari, hanno perlustrato e setacciato l’intero territorio, effettuato perquisizioni e controllato numerosi veicoli. Il bilancio alla fine ha visto i militari dell’Arma sequestrare 6 patenti e numerose autovetture che non avevano i documenti in regola.
In pratica l’abitato della Città del Pistacchio è stato cinturato con posti di blocco nelle due principali vie di fuga dal paese. Chi, arrivava a Bronte si è accorto che numerosi carabinieri controllavano quanta più gente possibile, senza distinzione fra quelli che entravano o uscivano dal paese. Oltre a ciò i carabinieri hanno anche perquisito numerose abitazioni e fatto irruzione in altrettanti casolari di campagna dove non è escluso che si possano nascondere armi, droga o anche latitanti.

Non sono stati trascurati i giovani sospettati di fare uso di sostanze stupefacenti, con i carabinieri che hanno controllato se i conducenti della auto si fossero messi alla guida in stato di ebbrezza. Non è la prima volta che i carabinieri effettuano a Bronte e nei Comuni di competenza della Compagnia operazioni simili e per quello che abbiamo capito non sarà neanche l’ultima. [L. S.]



7 Ottobre 2008

IL SINDACO FIRRARELLO AI PRODUTTORI E AI COMMERCIANTI DI PISTACCHIO

«E' opportuno pensare a una Sagra autofinanziata»

«La Sagra del pistacchio è una delle realtà più belle della nostra Sicilia, ed i brontesi devono pensare a tutelarla e se sarà il caso anche ad auto finanziaria, nel caso in cui non fosse più possibile reperire finanziamenti esterni».
E' l'appello che il sindaco della Città del pistacchio, sen. Pino Firrarello, ha lanciato ai produttori ed ai commercianti di pistacchio che in Comune hanno ricevuto un riconoscimento per aver contribuito alla riuscita della Sagra del pistacchio numero 19. «Quando in Sicilia - ha affermato Firrarello - si parla di Sagre il pensiero va alla nostra ed a quella organizzata a San Vito Lo Capo. Un risultato ed un traguardo raggiunto grazie al lavoro di tutti noi, ma soprattutto di una organizzazione e ad un palinsesto di manifestazioni a corollario possibile grazie soprattutto ad un congruo contributo da parte dell'assessorato regionale all'Agricoltura.

Il giorno in cui questo assessorato - continua Firrarello - non dovesse essere più in condizione di elargire contributi, l'organizzazione della Sagra entrerebbe in crisi. Non riuscendo ad immaginare un autunno senza la Sagra del pistacchio di Bronte, ritengo che sia giusto che il paese partecipi anche dal punto di vista economico. La Sagra - conclude il sindaco - vuol dire certamente guadagno per alcune categorie produttive che a mio parere devono entrare nell'ottica di idee di dover investire sulla manifestazione».

In questi ultimi anni, infatti, la Sagra del pistacchio ha rappresentato certamente un volano per l'economia agricola del paese, con il prezzo dell'Oro verde che si è alzato proprio come produttori e commercianti speravano. «Abbiamo un esempio reale. - continua Firrarello - A Zafferana tutte le uscite dell'Ottobrata vengono pareggiate dalle entrate derivanti l'affitto degli stand». All'incontro ha partecipato il consigliere comunale Ada Biuso e gli assessori Daquino e Melo Salvia.

«Il Senatore ha ragione - ci dice Salvia - E' certamente grazie ai finanziamenti raccolti in questi anni dal nostro sindaco se la Sagra del pistacchio ha raggiunto traguardi inaspettati. Per l'anno prossimo di conseguenza, che è anno di raccolta, nell'augurio che i finanziamenti ci siano ancora, è giusto un maggiore coinvolgimento, anche per fare ancora di più e meglio».
Alla fine, dopo il monito il sindaco, con la collaborazione di Patrizia Orefice e Nino Minio, ha consegnato i riconoscimenti ai bar, Conti, Del Corso, Fratelli Gangi, Roma, Cimbali, Al Caprice ed alla Caffetteria Luca. Una targa anche a Giuseppe Gullotti e ai fratelli Daidone per aver messo a disposizione i bellissimi carretti siciliani ed alla «Sst» di Natale Sanfilippo per il lavoro svolto. [L. S.]

 Proposte ed idee per le future Sagre



7 Ottobre 2008
Bronte. Positiva la riunione fra le parti in Prefettura

Evitata la chiusura delle 2 discariche

Nuovo ultimatum ai sindaci: chiesto un piano di rientro immediato dai debiti da presentare giorno 15
Il rischio di chiusura delle discariche di Grotte San Giorgio e Motta S. Anastasia ai camion di rifiuti provenienti dal territorio che va da Bronte a Risposto è stato scongiurato. Il tavolo prefettizio richiesto dal presidente della Joniambiente dott. Mario Zappia e prontamente convocato dal prefetto Giovanni Finazzo, ha avuto successo. I vertici della “Sicula Trasporti” srl, che gestisce la discarica di Grotte San Giorgio di Catania e la “Oikos”, titolare della discarica di Motta Sant'Anastasia, visti anche gli ottimi rapporti con la Joniambiente, hanno deciso di non mettere in atto quanto minacciato.
Di contro però hanno preteso dai Comuni, che non hanno versato le proprie quote alla Società Ato, un piano di rientro dei debiti e soprattutto la garanzia che in futuro eroghino il dovuto con maggiore regolarità. “E' andata bene, anzi benissimo. - dice Zappia, particolarmente soddisfatto dell'andamento del vertice - Ringrazio il Prefetto per aver dato il giusto peso al nostro grido d'allarme, il viceprefetto Angelo Sinesio per aver condotto l'incontro in maniera perfetta, l'agenzia regionale per i rifiuti che ha partecipato, ed i vertici delle società che gestiscono le due discariche per aver accolto le nostre richieste. L'obiettivo di oggi era evitare la paralisi che avrebbe riempito i Comuni di rifiuti, ma l'incontro è servito anche per sancire un principio importante. Non possono essere Comuni come Mascali, Bronte o Fiumefreddo che hanno pagato le loro quote, a pagare per le colpe degli altri. Nel caso in cui la crisi dovesse riaprirsi - conclude il presidente - a subirne le conseguenze saranno solo i Comuni inadempienti”.

In pratica i Comuni e gli Enti che non hanno versato il dovuto provocando la crisi hanno 10 giorni di tempo per preparare un piano di rientro dai debiti e soprattutto programmare le uscite di bilancio in modo tale da non accumulare ulteriori ritardi nei pagamenti in futuro. Mercoledì 15, infatti, il tavolo è nuovamente riconvocato, con i Comuni che dovranno presentare il proprio piano che dovrà essere approvato e sottoscritto. Le due discariche devono ricevere 3 milioni e 788 mila euro, di cui 2 milioni e 31 mila sono della Sicula Trasporti e il resto della Oikos.

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