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NOVEMBRE 2012 / GIUGNO 2013

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8 Giugno 2013

LUCY RIALL INVITATA DALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE, HA PRESENTATO A BRONTE L'ULTIMO SUO LIBRO

«LA RIVOLTA. BRONTE 1860»

Presentato il libro della storica irlandese Lucy Riall

Lucy Riall a BronteBronte, pistacchio e sparacogna?

La presentazione del libro di Lucy Riall “La rivolta. Bronte 1860” nella Pina­coteca “Nunzio Sciavarrello” è stata un successo per la nostra Associa­zione Bronte Insieme.

L’autrice Prof.ssa Lucy Riall è stata accolta con la calda ospitalità che ci contraddistingue. Gli interventi dei relatori e le domande del pubblico, numeroso e attento fino alla fine, moderati dal Dott. Piero Martello, sono stati nei tempi da tutti rispettati.

Porgiamo un grazie a padre Zingale che ci ha ospitati malgrado i lavori in corso di restauro della Pinacoteca, ma si è scusato per il disagio procu­rato agli incontinenti che hanno potuto, però, usare la toilette del vicino bar Conti, al quale, dopo aver gustato il gelato al pistacchio, sono stati doppiamente grati.

Ringraziamo il Signor Sindaco di aver rinunciato ai suoi numerosi impegni per restare con noi e da buon cattolico non ha nominato il nome della nostra associazione invano.

Le emittenti locali hanno dato spazio all’evento e all’intervista rilasciata dalla Prof.ssa Riall e dal Dott. Martello.

Il giornale “La Sicilia” sulla pagina della cultura ha pubblicato un articolo del Dott. Salvatore Scalia che in due pas­saggi ha rilevato: “(il pistacchio) un marchio che identifica un popolo. Di pistacchio però se ne produce anche altrove. E allora se vogliamo veramente trovare qualcosa che sia assolutamente caratterizzante è una verdura, la sparacogna” … “i siculi sono bravi in amore, e, se anche non lo fossero, a scaltrirli ci pensano le loro donne... cose da fare arrossire anche il personaggio Paolo il caldo dell’omonino romanzo di Brancati.”

Chi non è di Bronte cade facilmente nella trappola di chi spaccia un prodotto dall’aspetto del pistacchio perchè non sa che il nostro ha differenze di forma, di calibro, di colore e di sapore ineguagliabili.

Bronte non si caratterizza col pistacchio, semmai è il contrario: il pistacchio Doc si identifica con Bronte; come non si caratterizza con la sparacogna che si trova anche a Milano e a Torino.

Bronte invece si caratterizza con un’alta concentrazione di illustri personaggi che hanno fatto onore alla loro fami­glia e al loro paese.

Nel 1747 il venerabile Ignazio Capizzi inaugurò il Collegio, che da lui prende il nome, unico nella Sicilia centro orientale che ebbe il grande merito di dare, anche ai figli dei poveri pecorai brontesi che brucavano l’erba insieme alle loro pecore, l’opportunità di quell’istruzione classica che li rese insigni prelati, benefattori, filosofi, pubblicisti, poeti, giuristi, economisti e burocrati.

Il giornalista nel suo secondo passaggio non ha colto il significato dell’intervento ironico e di alleggerimento di una “signora” che è pronta a ripetersi: la riservatezza della donna siciliana mira sempre a salvare la reputazione del suo uomo e mai si assume il compito di istruirlo.

Mi dispiace di aver turbato e fatto arrossire il dott. Scalia e “Paolo il caldo”. E’ proprio vero che il mondo è cambiato: una volta, arrossivano solo le donne!

Laura Castiglione

Alcuni momenti della presentazione dell'ultimo libro scritto dal­l'ir­lan­dese Lucy Riall, "La rivolta. Bronte 1860". L'evento, or­ganiz­zato a Bronte dal­la Asso­ciazione Bronte Insieme Onlus, si è svolto il 1 giugno 2013 nella "Pinaco­teca Nun­zio Sciavar­rello" alla presenza dell'Autrice.

Con il coordinamento del Presi­dente del Tribunale del Lavoro di Milano, dott. Piero Martello, e dopo i saluti del sindaco, Pino Firrarello, e di Laura Casti­glio­ne dell’Asso­cia­zione Bronte Insieme Onlus che ha sponsoriz­zato ed or­ganizzato l’evento, ne hanno discusso i professori Giuseppe Astuto, Angelo Gra­nata, Gino Saitta, Pina Travagliante, Vincenzo Pappalardo, il pro­cu­ratore della Repub­blica di Caltagirone Paolo Giordano, Salva­tore Scalia, giornalista de “La Sicilia” e tanti altri.

Nella sintesi che vi presentiamo sopra la Riall descrive i motivi che l'han­no spin­ta a scrivere sui tragici Fatti avvenuti a Bronte nel­l'ago­sto del 1860, del­le cause e dell'origine della sangui­nosa rivolta e del perché una solleva­zio­ne, solleci­tata e tesa all'at­tua­zione della rivo­luzione garibaldina, fu sof­focata dallo stes­so Garibaldi.


15 maggio 2013

Sabato 1 giugno alla Pinacoteca "N. Sciavarrello"

La storica irlandese Lucy Riall presenta a Bronte il suo libro La rivolta. Bronte 1860

Un'indagine storica su un episodio emblematico del nostro Risorgimento

Alle ore 17.30 di sabato 1 giugno, presso la Sala Conferenze della Pinacoteca “Nunzio Sciavarrello”, in via Card. De Luca, la storica irlandese Lucy Riall presenterà il suo ultimo libro: “La rivolta - Bronte 1860”.

Sarà l’occasione per approfondire e meglio conoscere i tragici fatti successi a Bronte durante la spedizione dei Mille parlandone con una nota studiosa che tanto ha indagato e scritto sul Risorgimento e sulla formazione dello stato italiano, sulla Sicilia ed ora anche sui moti rivoluzionari brontesi del 1860.

Con il coordinamento di Piero Martello, magistrato, presidente del Tribunale del lavoro di Milano, e dopo i saluti del sindaco, Pino Firrarello, e di Laura Castiglione dell’Associazione Bronte Insieme Onlus che ha sponsorizzato ed organizzato l’evento, parleranno del libro e dei Fatti i professori Uccio Barone e Giuseppe Astuto, ordinari di Storia contemporanea dell’Università di Catania.

Hanno annunciato la loro presenza i professori Angelo Granata, Gino Saitta e Pina Travagliante dell'Università di Catania, Paolo Giordano procuratore della Repubblica di Caltagirone, Salvatore Scalia, giornalista de “La Sicilia”, e Vincenzo Pappalardo docente al Liceo Classico Capizzi, studioso di storia locale ed autore del libro “L’identità e la macchia. Il battesimo della coscienza civile a Bronte nel dibattito sulla strage del 1860”.

Concluderà gli interventi la stessa Lucy Riall che risponderà anche alle domande del pubblico.  L’evento è stato organizzato dall’Associa­zio­ne Bronte Insieme, con la sponsorizzazione dell’Editori Laterza e del Comune e la parteci­pazione delle principali associazioni brontesi.

«La rivolta di Bronte - ci ricorda la Riall (foto sopra) - dura non più di sei giorni ma la sua fama è sopravvissuta a lungo. Le è stato attribuito un grande valore simbolico ed è stata narrata in libri, articoli, romanzi, sceneggiati, perfino un film. Eppure ancora non la si conosce veramente. Se consideriamo quanto profondamente Bronte sia collegata ai miti e ai contromiti di Giuseppe Garibaldi e dell’ammiraglio Nelson, al Risorgimento italiano, alla questione meridionale e all’Impero britannico, stupisce che la sua storia non sia stata oggetto di analisi più approfondite: Bronte ha ancora molto da dire sulla Sicilia, sull’Italia e sul resto del mondo.»


LUCY RIALL - LA RIVOLTA. BRONTE 1860

Lucy Riall ed il suo libro

di Franco Cimbali

Ho letto, riletto e sottolineato con vivo interesse (le 354 pagine del libro) tutto quello che mi ha permesso di aggiungere nuove schede a quel, tragico, mosaico che conosco molto bene, noto con nome: I fatti di Bronte del 1860.

Però, prima di esprimere un personale giudizio (in ogni caso positivo) mi preme spendere poche parole sulla scrittrice soprattutto per i brontesi che sconoscono il personaggio: Lucy Riall. Lei, irlandese di nascita, si è addottorata presso la London School of Economics e la Cambridge University.

Storica, molto apprezzata, è stata ricercatrice presso il Birkbeck College (università di Londra). E’ molto nota all’estero ed anche in Italia dal momento che insegna Storia presso l’Istituto Universitario Europeo di Firenze.

E’ autrice di numerosi saggi a tema storico-risorgimentale pubblicati anche in lingua italiana che conosce abbastanza bene.

La sua prima venuta a Bronte risale (se non erro) al 1997 quando, accompa­gnata dall’allora comandante dei vigili urbani, Salvatore Tirendi, venne al Collegio Capizzi.

Così, io, ebbi modo di conoscerla mettendomi a disposizione e fornendole delle raccolte di memorie legali che successivamente pubblicherà col titolo: “Nelson versus Bronte, land, litigation and local politics in Sicily, 1799-1860”.

Termino questa breve divagazione, per non saltare di palo in frasca, è, quindi, allontanarmi dal contenuto del libro (che il 1° giugno sarà presen­tato a Bronte grazie all’Associazione Bronte Insieme Onlus).

Il libro, a contenuto rigorosamente storico, narra fatti e personaggi del tempo rivisitati dalla Riall qualificata osservatrice esterna e scritto con distacco e non – come disse B. Radice – “per amor di patria”.

Le pagine, hanno una linea di sviluppo che partendo dal 1799 approderà più o meno alla prima metà del 1980, anno, da lei definito del “lungo addio dei Nelson dalla Ducea di Bronte”.

Naturalmente, ripeto, punto di partenza è la donazione fatta dai Borboni all’Ammiraglio Horatio Nelson del territorio di Bronte con le due abbazie di Maniace e San Filippo di Fragalà.

In questo suo lungo excursus storico (quasi 200 anni) ritroviamo i vari amministratori ducali (di buona e cattiva fama); i nomi dei potenti del tempo: il barone Vincenzo Meli, gli Spedalieri, i Sanfilippo e, dopo il 1860, gli emergenti Antonino Cimbali ed il figlio on. Francesco avversato dalla Ducea.

Nella stessa scacchiera sono i nuovi padroni assoluti del territorio: gli inglesi i quali non si curano di sta­bilire rapporti di buon vicinato con i locali. Essi, ritenendosi apportatori di civiltà e di progresso, colonizza­tori di una popolazione incivile, mantengono sempre comportamenti di distac­co e di superiorità, di com­postezza e altezzosità con i brontesi, tipici dell’English character che naturalmente si acuiranno nel tempo.

Moltissime le note esplicative, a chiarimento dei vari capitoli però riporta­te in appendice e non a piè di pagina.

Quanto sopra, da me detto, non sminuisce l’importanza del contenuto del libro, tutto da leggere soprattutto per i nuovi particolari ivi riportati.

Concludo nella speranza che i nostri amministratori, ad unanimità di consensi, possano dare alla Riall la cittadinanza onoraria del nostro Comune facendola, per l’occasione tornare a Bronte per una terza volta.

Io procurerò di farla tornare, coinvolgendola, per una quarta volta ma, per ora, non dico il come né il perché. [Franco Cimbali, 14 maggio 2013]


1 Giugno 2013

LUCY RIALL - LA RIVOLTA. BRONTE 1860

Bronte, la verità di una rivolta

Un dibattito nella città siciliana alle pendici dell'Etna svela le vere ragioni di uno dei "miti" del Risorgimento

(Famiglia Cristiana, 16 giugno 2013)

La rivolta di Bronte fa parte a pieno titolo dei miti risorgimentali. Un mito talmente vivo nella memoria collettiva che ancora oggi è capace di risvegliare antichi fervori e appassionate discussioni, come è avvenuto nella cittadina siciliana alle falde dell’Etna qualche settimana fa nel dibattito cui hanno partecipato il giurista Piero Martello e gli storici Astuto e Barone. Ospite d’onore la collega Lucy Riall, professoressa di Storia contemporanea al Birkbeck College dell’Università di Londra, allieva di Paul Ginsborg e autrice del saggio “La rivolta. Bronte 1860”, edito da Laterza.

Della“jacquerie” contadina scoppiata dopo l’approdo dei Mille sull’Isola, resa immortale da una novella del Verga, hanno parlato scrittori del calibro di Carlo Levi e Leonardo Sciascia e registi come Florestano Vancini. Questa selvaggia sollevazione portò i contadini a commettere crimini feroci nei confronti dei proprietari terrieri nell’allora ducea dell’ammiraglio Nelson (le sorelle Emily e Charlotte Bronte si chiamavano così perché il padre Patrick Brunty si cambiò il cognome in onore dell’ammiraglio) è diventato uno dei simboli della vicenda nazionale.

Ma nessuno, prima della Riall, aveva compiuto una seria e scrupolosa analisi delle ragioni che portarono alla rivolta, scrostandola dai miti e dalle sue inevitabili leggende, scegliendo e distinguendo tra casse di documenti scovati nell’archivio della famiglia Nelson, mettendo in luce i nessi causali degli eventi che si erano verificati. Ora, dopo questo saggio, possiamo dire di sapere tutto, o quasi, di quell’orgia di terrore consumata sulle pendici del gigante lavico.

Sei giorni di ferocia e distruzione cominciati nella notte del primo agosto 1860. A sedare la sanguinosa rivolta provvide Nino Bixio, luogotenente di Garibaldi, che dopo aver sedato la rivolta improvvisò processi sommari e decretò esecuzioni sul posto. La vulgata è che Bixio fosse arrivato a Bronte per difendere il patrimonio britannico e i privilegi dei latifondisti messo a repentaglio dalla jacquerie contadina.

Ma la realtà è molto più complessa e delicata di quello che si è scritto finora. In realtà gli inglesi non furono le vittime bensì gli spettatori della rivolta consumata ai danni dei proprietari terrieri siciliani. Il vero obiettivo furono i notai, i contabili, gli esattori dei canoni d’affitto, quel ceto che si dichiarava solo a parole in favore di Garibaldi ma che in realtà difendeva i propri interessi privilegiati fin dal 1848. Un ceto apparentemente liberale che diceva a parole di sostenere il Risorgimento ma che in realtà conservava in nome dei contadini la sua “roba”, mantenendo intatti privilegi e soperchierie.

Bixio, che riteneva i contadini assimilabili ai sanfedisti, interviene per ristabilire l’ordine e soprattutto per dimostrare agli inglesi, grandi protettori della spedizione di Garibaldi, l’affidabilità civile e politica dell'impresa dei Mille e del processo di unificazione nazionale.

Le ragioni non sono di difesa della ducea ma molto più ampi: l’eroe dei due mondi voleva dimostrare di essere in grado di Governare la Sicilia e il Mezzogiorno d’Italia. Insomma, già allora le ragioni geopolitiche si imponevano su quelle di difesa dei privilegi borghesi.


1 Giugno 2013

LUCY RIALL - LA RIVOLTA. BRONTE 1860

Lucy Riall presenta il suo volume "Bronte 1860" ieri a Catania e oggi nel paese etneo

Un pezzo di Britannia all'ombra del vulcano

di Sergio Sciacca (tratto da La Sicilia del 1 Giugno 2013)

Ai primi del ‘900 dalla Ducea di Bronte gli eredi dell'ammiraglio e duca Orazio Nelson intrattenevano uno fitto e minutissimo carteggio su un problema quasi surreale: come trasportare una Rolls Royce nella ducale residenza, attraverso le strade non certo ottimali dell'epoca.

Quel fascicolo capitò tra le mani della studiosa di origine irlandese Lucy Riall che, incuriosita, continuò a studiare il vastissimo archivio prima inesplorato, trovando una massa di informazioni grazie alle quali ha intrapreso uno studio originale sulla collocazione di quel pezzo di Britannia sotto il nostro Vulcano, che in vario modo ha influenzato la storia della Sicilia fino al 1950.

La storica, che insegna all'università di Londra e in importanti istituti accademici sparsi nel mondo, ha appena pubblicato un volume "Under the Volcano" edito dalla Oxford University Press, subito tradotto da Laterza sotto il titolo "Bronte 1860" e presentato ieri alla libreria Cavallotto, davanti a un folto pubblico di personalità del mondo accademico e culturale.

Dopo il benvenuto di Luisa Cavallotto, l'incontro è stato moderato dal presidente del tribunale del lavoro di Milano, Piero Martello, che ha inquadrato la tematica nelle sue coordinate più vaste: la storia di Bronte fu anomala rispetto al resto dell'Isola e la distinzione si acuì con l'investitura feudale della ducea: «La storia, come diceva Tucidide si sviluppa nel corso dei secoli e su quella onda lunga rivela le sue direttive».

La sentenza del grande storico greco è stata avvalorata dalle relazioni dei professori Giuseppe Astuto e Angelo Granata, cattedratici di storia nel nostro ateneo, che hanno lucidamente tracciato il profilo degli studi storici sulla Sicilia dal Trevelyan a Mack Smith ed oltre.
Un cammino difficile da interpretare perché attorno alla ducea e inevitabilmente attorno a Bronte si intrecciarono interessi e pulsioni culminanti nell'eccidio di Bronte nell'agosto del 1860, seguito dalla fucilazione dei facinorosi ad opera di Nino Bixio.

Nella sua storia la Riall ricorda che Garibaldi era visto come un "nazionalista" (naturalmente non nella accezione moderna), mentre i rivoltosi si definivano "comunisti" in quanto intendevano ritornare alla proprietà comune precedente la assegnazione dei feudi.

Problemi vasti che la stessa autrice ha illustrato secondo l'ottica umana. Dietro l'onda lunga della storia c'è la persistenza delle tradizioni. I brontesi dell'800 e del ‘900 continuavano una protesta iniziata contro la innaturale suddivisione delle terre alla fine del Medio Evo. Gli inglesi da parte loro, vivevano alle falde dell'Etna come se fossero nella loro lontana patria.

La storia è sempre una vicenda umana, e il libro è come il romanzo di un caso storico che oggi sarà discusso alle ore 17,30 alla Pinacoteca di Bronte.

 

Nel video a destra un servizio giornalistico della Rai, trasmesso dal TGR Sicilia, edizione delle 14.00, del 3 giugno 2013.

Il video dà notizia del dibattito sui tragici Fatti del 1860 fatto in occa­sione della pre­sen­tazione nella Pinacoteca N. Sciavarrello del libro  "La Rivolta. Bronte 1860" scritto dalla storica di origini irlan­desi Lucy Riall, invitata a nella nostra Città dalla Associazione Bronte Insieme Onlus.


 

LUCY RIALL - LA RIVOLTA. BRONTE 1860

La visuale inglese della storia di Bronte

Il dibattito attorno a Fatti di Bronte

di Vincenzo Pappalardo

Vincenzo PappalardoQualche anno fa, parlando della storia del dibattito attorno ai fatti di Bronte, avevo rilevato come essa si dipanas­se nel carat­teristico cinguettare tra voci provenienti dall’interno e dall’esterno della città.
Anche stavolta, a guardare almeno la sequenza crono­logica, il fenomeno si è ripetuto e, dopo il mio studio uscito in conco­mitan­za con i 150 anni dell’evento, non si è fatta attendere la voce straniera, che costringe la coscienza di questa città a fare i conti con una prospettiva altra.
E’ signifi­cativo però che que­sta volta il punto di vista dell’altro si identifichi, cultural­mente ed emoti­vamente, con quella visuale inglese che ha rappre­sen­tato l’altro protagonista della storia di questa città negli ultimi due secoli, se non il doppio dialettico della sua identità storica...  (leggi tutto »)

LUCY RIALL - LA RIVOLTA. BRONTE 1860

A proposito del libro di Lucy Riall

di Biagio Saitta

Sui fatti di Bronte dell’estate 1860, sulla verità dei fatti, hanno pesato per troppo tempo le testimonianze della letteratura e della storiografia garibaldine rivolte ad amplificare il mito di Garibaldi, dei Mille e del popolo siciliano liberato, e soprattutto il complice silenzio che nel passato ha indotto la borghesia locale, ma anche buona parte del clero, a lavare i panni sporchi in famiglia o maga­ri a non lavarli affatto, soprattutto se entravano in gioco interessi ormai consolidati della Ducea di Nelson (...).
Lucy Riall ci ha offerto col suo volume un saggio di rigore scien­tifico che coniuga la scrupolosa indagine sulle fonti, alcune delle quali inedite, con un impianto narrativo di alto profilo e di felice impatto sul lettore.
In qualche modo discutibile, anche se non definitivo, anzi foriero di ulteriori utili ap­pro­fondimenti, appare il giudizio sulla repressione attuata nei confronti dei presunti colpevoli degli eccidi a Bronte. (leggi tutto) »)

LUCY RIALL - LA RIVOLTA. BRONTE 1860

Riflessioni critiche su un libro recente

«L’attenzione rivolta soprattutto alla storia della famiglia inglese Nelson-Bridport lascia insolute molte questioni, senza approfondire né l’alleanza tra «i nuovi padroni inglesi» e i mediatori locali, né le loro responsabilità nella rivolta»

di Nunzio Dell’Erba

Sul periodico «Nuova Storia Contemporanea» (marzo-aprile 2013, a. XVII, n. 2, pp. 83-96) è stato pubblicato il saggio di Nunzio Dell’Erba, che da alcune riflessioni criti­che sul volu­me La rivolta. Bronte 1860 (Roma-Bari 2012) di Lucy Riall che rico­strui­sce la vicenda che sconvolse la cittadina etnea nell’imminenza dell’unità d’Italia.
Il saggio di Dell’Erba, attraverso una lettura critica, si propone di dimostrare come la lettura «anglo-centrica» dell’autrice sia fuorviante nell’inter­pretazione della rivolta scoppiata a Bronte nei primi giorni dell’agosto 1860.
La particolare atten­zione rivolta alla storia della famiglia Nelson-Bridport lascia inso­lute molte questioni, che riguar­dano l’alleanza dei «nuovi padroni inglesi» con i me­diatori locali e le loro respon­sabi­lità nelle cause della rivolta.
L’impianto narrativo del libro, volto a giustificare l’usurpa­zione e l’arroganza degli ammi­nistratori inglesi, rende la ricerca della storica anglo-irlandese non sempre attendibile sul piano della ricostru­zione storica.

Nunzio Dell'ErbaNunzio Dell’Erba, nato ad Adrano, insegna Storia regionale presso l’Uni­ver­sità degli studi di Torino.
È autore di nume­rosi saggi e articoli, pubblicati su periodici e giornali a livello nazionale, oltre che dei seguenti volumi: Le origini del sociali­smo a Napoli 1870-1892, Milano 1979; Giornali e gruppi anarchici in Italia 1892-1900, Milano 1983; Il socialismo riformista tra politica e cultura, Milano 1990; Gaetano Mosca. Socialismo e classe politica, Milano 1991; Storia dell’Albania, Roma 1997; Socialismo e questione contadina in Romania, Milano 2006; Giuseppe Mazzini. Unità nazionale e Critica storica, Padova 2010; Intellettuali laici nel ’900 italiano, Padova 2011; Pietro Castiglione e la storia della Sicilia, Biancavilla 2013.

LEGGI PURE

N. Dell'erba: La rivolta di Bronte

Alberto G. Biuso: Bronte 1860, un libro a difesa degli inglesi e la sua critica

LUCY RIALL - LA RIVOLTA. BRONTE 1860

Uno sguardo globale, la macchia sbiadita, pistacchio e sparacogna

di Salvatore Scalia

Incontro con la storica di origine irlandese Lucy Riall autrice del libro “La Rivolta. Bronte 1860” in cui racconta la lunga vicenda della comunità etnea.

Da cosa si misura oggi la brontesità? Dalla memoria della san­gui­nosa rivolta del­l’agosto 1860? Dal marchio di lesa umanità affibbiatole dal generale garibal­dino Nino Bixio? O dal pistac­chio? E dai benefici economici che porta?

Ecco forse siamo sulla strada giusta: un marchio che identifica un popolo. Di pistacchio però se ne produce anche altrove. E allora se vogliamo veramente trovare qualcosa che sia asso­lutamente caratterizzante è una verdura, la sparacogna, somigliante all’asparago.... (leggi tutto »)

Lucy Riall a Bronte
 Ne parla Famiglia Cri­stia­na (n. 21 del 2013). Al di là del­la dimen­sione, ci pare un risultato molto impor­tante, visto che appare sul settima­nale più diffuso in Italia.

La verità su Bronte

Una storica inglese illumina la pagina più oscura del Risorgi­mento, la sangui­nosa rivolta conta­dina di Bronte, feudo sici­liano di Nelson, sedata dai garibal­dini di Bixio. Spulciando negli archivi la Riall assolve gli inglesi e Bixio, dimo­strando che all’ori­gine della repressione vi furono ragioni geopoliti­che. L’autrice ne parlerà il primo giugno a Bronte, con gli storici Barone, Astuto e il giurista Martello. (Francesco An­fos­si)




16 maggio 2013

GIOCHI DELLA CHIMICA 2013: Il gruppo del Liceo Scientifico “Ven. I. Capizzi” è stato premiato quale "Primo Istituto della Provincia di Catania". Oltre a Samuele Gulino e Alessia Ferrara, classificati al primo posto nelle categorie A e B, anche gli altri allievi che hanno partecipato hanno ottenuto buoni risultati: Basile Carmelo, Portaro Angelica, Augusta Chiara, Parrinello Domenico, Montagno Roberta, Pettina Vincenzo, Pecorino Anna. Non è la prima volta che il Liceo "Capizzi" eccelle nei Giochi della Chimica: nel 2007, Francesca D'Amico ottenne un ottimo piazzamento nella prova regionale Classe "A", mentre nel 2008 fu la volta di Serena Sanfilippo che partecipò con onore alla tre giorni dei Giochi della Chimica che si tennero a Frascati.

16 maggio 2013

Due studenti del liceo parteciperanno alla finale nazionale di Frascati

Giochi Chimica: svetta il «Capizzi»

Nuovo successo del liceo Capizzi di Bronte ai Giochi della chimica, organizzati dalla Sezione Sicilia della Società Chimica Italiana. Gli studenti Samuele Gulino e Alessia Ferrara si sono classificati al primo posto nelle categorie A e B che corrispondono rispettivamente al biennio ed al triennio di istituti non chimici. Alla selezione regionale dei Giochi della Chimica 2013, Sezione Sicilia, hanno partecipato oltre 600 studenti di Istituti superiori delle nove province siciliane. Sabato scorso all’Università di Messina, al dipartimento di Scienze del Farmaco e dei Prodotti per la Salute, verranno premiati i primi tre classificati di ogni classe nella selezione regionale e i primi classificati per ognuna delle nove province siciliane.
Gli studenti Samuele Gulino e Alessia Ferrara parteciperanno ora alla finale nazionale dei Giochi della Chimica, che avrà luogo dal 23 al 25 maggio 2013 a Frascati, dove verranno anche selezionati i rappresentanti italiani alle Olimpiadi della Chimica che si svolgeranno a Mosca dal 15 al 24 luglio.
Il risultato conseguito quest’anno dal liceo Capizzi di Bronte (http://www.iscapizzi.gov.it) conferma una ormai consolidata tradizione di un Istituto che guarda alle scienze chimiche con grande attenzione. L’impegno del prof. Giuseppe Scarvaglieri, docente di chimica che sabato prossimo accompagnerà gli studenti a Messina per la premiazione regionale e successivamente a Frascati per le gare nazionali, è stato determinante nell’ottenimento degli ottimi risultati conseguiti negli ultimi anni.
Da alcuni anni il liceo Capizzi di Bronte ha ampliato l’offerta formativa attivando l’insegnamento CLIL “Content and Language Integrated Leaming” che consiste in un Laboratorio di Chimica in lingua inglese, per stimolare l’interesse degli studenti nei confronti della chimica, una scienza per la quale la conoscenza della lingua inglese è necessaria non solo per approfondirne le conoscenze, ma anche per seguirne gli sviluppi più recenti.



10 Aprile 2013

Premio «Themis», in gara 250 studenti

Sono circa 250 gli studenti delle scuole della provincia che hanno partecipato, con poesie e racconti brevi, alla terza edizione del premio «Themis», a Bronte, il concorso storico-letterario dedicato alla dea della Giustizia, organizzato dall’associazione Orizzonti Liberi, presieduta da Barbara Prestianni.

La giuria di qualità è composta da esponenti del mondo accademico, editoriale e giornalistico, già al lavoro per individuare le migliori composizioni. A comporre la giuria sono l’editore Mauro Bonanno, e ivvv professori Rosalba Galvagno, Giuseppa Travagliante, Gisella Padovani (già presidente onorario dell’associazione culturale Orizzonti Liberi), e Marco Pappalardo. Con loro anche i dottori Alfio Grasso, Sebastiano Italia, Laura Marullo e il giornalista Luigi Putrino. Il 12 aprile, inoltre, è il termine ultimo per presentare i saggi storici. Anche in questa sezione tantissime le opere in concorso.

Il tema da trattare quest’anno è «Eroi e antieroi. Stato, mafia e società», declinata in modi diversi in base alle categorie e sezioni, dove «mafia» sta ad indicare il sistema malavitoso nelle sue diverse manifestazioni. «Ampliare il raggio di azione del concorso - ha affermato il presidente di Orizzonti Liberi, Barbara Prestianni - attraverso il coinvolgimento di tute le scuole della provincia e proporre una tematica forte e sempre attuale: sono questi i nostri segnali per dire che il Premio Themis vuole crescere, rafforzando la coscienza civica di chi vi partecipa».



27 Marzo 2013

ANTICHE TRADIZIONI E PROFONDA RELIGIOSITA' POPOLARI NELLE STRADINE DI BRONTE

La processione del Venerdì Santo

Venerdì Santo a BronteFede, devozione, dogma e folclore nell'emozionante "Via Crucis" di Bronte

Venerdì pomeriggio fede, devozione, dogma e folclore si fonderanno, coinvolgendo tutta Bronte e gli abitanti dei paesi limitrofi nella suggestiva ed emozionante processione del Venerdì Santo.

Come ogni anno, e da tempo immemorabile, le strette stradine diventeranno il proscenio della più profonda religiosità e delle tradizioni. Nel pomeriggio con il concorso di tutte le confraternite di Bronte, si svolgerà ancora una volta la rappresentazione della Via Crucis più suggestiva del versante nord dell’Etna. Percorrerà lentamente, dalle 16,00 fino a mezzanotte, le stradine del centro storico seguita da migliaia di fedeli e tra ali interminabili di folla, rappresentando i momenti più drammatici della passione di Cristo.

Una tradizione religiosa che affonda le proprie radici in tempi lontani, oggi a metà strada tra la sacra rappresentazione e la festa folcloristica ma vissuta dalla popolazione che sempre partecipa numerosa alle varie rappresentazioni con molta religiosità e profonda commozione.

La sacra rappresentazione si svolge sempre con una regia e un itinerario secolari che, salvo qualche aggiustamento o trasformazione, sono stati tramandati dai nostri avi.

Alle 16 e 30 dalla chiesa della Madonna del Riparo esce il Cristo crocifisso, mentre più avanti, presso la Chiesa dei Cappuccini, s’inserisce l’urna con il Cristo morto.

E’ circa un’ora dopo però l’inizio vero e proprio della processione, quando, dalla chiesa della Matrice esce la statua della Madonna Addolorata portata in spalla dai fedeli.

Le emozioni aumentano in piazza Gagini, dove, davanti al Santuario dell’Annunziata, confluiscono la confraternita di Gesù e Maria con la Statua del Cristo alla Colonna portata a spalla da molti giovani, senza scarpe, inneggianti ed imploranti la divina misericordia.
La folla dei fedeli segue pregando ogni singola statua e molti di loro sono a piedi nudi. Il religioso silenzio e le preghiere di tutti sono interrotti dagli inni dei portatori delle vare e sotto il Cristo alla Colonna o l’Addolorata sono oltre o2tanta le persone, scalze, strette fino all’inverosimile, che portano le sacre immagini.

Inneggiano con fazzoletti bianchi levati all’unisono, ed invocano ininterrottamente ad alta voce, nel più tradizionale dialetto brontese, le grazie divine.

Il momento più emozionante intorno le 21 in piazza Gagini, davanti al Santuario dell'Annunziata, quando, in mezzo ad una folla straripante, si vivrà l’incontro evangelico tra Gesù e sua Madre sulla via della passione. Le statue del Cristo alla colonna e del Crocifisso s’incrociano con l'Addolorata mentre si leva, fra le invocazioni dei devoti sotto le statue, il tradizionale canto dello “Stabat Mater”.

Un momento emozionante che i fedeli vivono con intensità e commozione al punto da non resistere a qualche lacrima.

Poi intorno la mezzanotte la processione si conclude con il rientro delle statue nelle rispettive chiese mentre quelle del Cristo morto e del Crocifisso risaliranno per il corso Umberto con sosta davanti alla chiesa della Madonna della Catena dove il coro polifonico "Ven. Ignazio Capizzi" eseguirà il canto "Popule meus".

(Il programma, Venerdì Santo di G. Cimbali, Le fave del Venerdì Santo, Le foto di Rosalba Proto & Dario Audisio)




14 Marzo 2013

800 alunni a «lezione» di ambiente

Parte il progetto della IV commissione consiliare di Bronte, presieduta da Maria De Luca e composta da Giuseppe Di Mulo, Alfio Paparo, Salvatore Proietto e Vincenzo Sanfilippo, che vuole portare nelle scuole le esperienze di coloro che operano nelle associazioni di volontariato al fine di infondere nei ragazzi la loro passione. Si è svolta, infatti, ieri l'incontro fra la Commissione consiliare ed i rappresentanti di alcune associazioni ambientali di Bronte.

Queste, infatti, non solo hanno aderito con entusiasmo all'iniziativa, ma hanno già contattato i circoli didattici per coinvolgere nelle lezioni ben 800 bambini. «Le lezioni - afferma il presidente De Luca - che le associazioni effettueranno nelle scuole avranno molteplici scopi. Contribuiranno a radicare nei ragazzi una concreta educazione ambientale e soprattutto il rispetto che l'uomo deve avere nei confronti della natura. Oltre a ciò - continua - tutti coloro che si cimenteranno nelle lezioni faranno il possibile per lanciare messaggi che i ragazzi porteranno alle famiglie all'interno delle loro case. Oggi più che mai, infatti, c'è bisogno di una maggiore cultura ambientale. Le emergenze che dobbiamo affrontare infatti non sono poi così distanti da noi ed il problema dei rifiuti lo dimostra».

E l'iniziativa è stata accolta favorevolmente dal sindaco di Bronte, Pino Firrarello: «Coinvolgere le associazioni di volontariato - ha affermato - nello svolgimento di lezioni ai ragazzi significa ampliare l'offerta formativa ad una esperienza reale. I giovani oggi spesso sono testimoni di esempi negativi ed ascoltare chi ama la natura e ne ha fatto un valore, può essere utile a far sviluppare gli stessi sani principi». Adesso le associazioni presenteranno il calendario delle lezioni per dare vita ad un progetto che certamente i ragazzi ricorderanno. [L. S.]



12 Marzo 2013

UN NUOVO LIBRO DEL BARISTA POETA-SCRITTORE

Il “fantastico viaggio…” di Pietro Recupero

Quello che il piccolo Joseph riceve è un regalo di compleanno insolito perché “l’uomo non crede più nelle favole, e i suoi figli non giocano più come una volta, hanno quelle scatole con giochi violenti che hanno distrutto la loro fantasia”. Scopo è dunque una provocatoria controtendenza il cui intento è riportare a quella ingenuità troppo lacerata dall'uomo, diventato “avaro e cieco”.

Il libro “Il fantastico viaggio di Joseph”, autore Pietro Recupero (Book Sprint Edizioni, 2013, pag. 138, euro 14,20), già noto per altri suoi scritti e poesie, non è una raccolta di fiabe per cui ogni singolo capitolo inizia col “C’era una volta…”.

Pietro, voce narrante, con molta fantasia si prefigge educare la mente ed il cuore dei lettori, soprattutto se giovani. Nel contempo l’esposizione delle pagine è semplice e diretta, quasi disadorna, ma coinvolgente ed immediata.

Il libro è stato scritto per il giovane figlio, ed a lui dedicato, Joseph, il quale potrà trarne dalla lettura valori oggi spesso dimenticati. Affascinerà anche i meno giovani per l’amenità e la rappresentazione di particolari , oserei dire originali.
Così il lettore si affaccia non ad una finestra dalla quale provengono i rumori della strada sol suo vivere quotidiano, ma un ambiente silenzioso che lo proietta su costellazioni, lontane anni luce, segni zodiacali, pianeti abitati da folletti, orchi, uomini ariete–pipistrello. Ci vivono anche Divinità greche, Morgana, Tifeo, Merlino, Artù, Selene e molti altre figure.

Protagonista il piccolo Joseph, con i suoi amici giocattoli che, per l’occasione, si sono animati e che con lui condividono giochi, rischi, onori e pericoli. Quindi con un finale tutto da scoprire. (F. C.)

PIETRO RECUPERO
è nato a Catania il 4 Aprile del 1966. Ma è vissuto sempre a Bronte, sua città adottiva, dove, fino a due anni fa, ha lavorato, come bari­sta e came­riere.

Ispirato da un libro ri­cevuto in regalo, (Le avventure di Davy Crockett), a undici anni ha iniziato a scrivere piccole favole (andate perse).

Ha cominciato a raccogliere i suoi scritti, dopo la morte prematura del padre, quando, aveva quindici anni, dedicandogli la sua prima poesia (A mio Padre).

Alla stessa età, ha iniziato a lavorare, la­scian­do la scuola, per man­tenere i fratelli più piccoli.

Sposato dal 1990 con Enza, è padre di Alba nata nel 1992. Nel '96 pubblica il suo primo libro “Il giardino dell’Amore” (favole), a Lei de­dicato. La notte del 2000, è padre per la seconda volta, di Joseph che gli ha ispirato questo racconto.

Pietro Recupero in passato si è avvicinato anche alla politica parte­cipando, con poco fortuna, alle elezioni provinciali del 2003 ed a quelle comunali del 2010.

«“Il fantastico Viaggio di Joseph” è un grande regalo nel quale, con prezioso ingegno, l'autore rende possibile il viaggio di ognuno di noi.
I personaggi si intrecciano con spiccata e imprevedibile immaginazione ed il tutto inizia con un “Telescopio” simbolo del vedere oltre, dove esiste più di quello che ci aspettiamo.
È un entusiasmante racconto con il quale mi sono sentito magnificamente trasportato in un universo di inaspettati incontri e avventure. Posso dire anche io di aver superato tante difficoltà tra un pianeta all'altro incontrando curiosi folletti, terribili uomini pipistrello, lo straordinario Dio del sole Apollo ed il messaggero Ermes che mi insegnato a combattere da eroe. Ho addirittura imparato ad usare la magia dal più grande mago mai esistito: Merlino! Ma le avventure non sono finite ... Sono tornato sulla Terra dove ... »(dalla Prefazione di Alessandro Bonaccorso)



18 Febbraio 2013

SiciliAntica rinnova i vertici

Anastasi Salvatore, detto GinoEletto alla presidenza Gino Anastasi

I soci della sede di Bronte-Maletto di Sicilia Antica, hanno proceduto al rinnovo triennale delle cariche sociali, eleggendo presidente Gino Anastasi. Subentra a Pietro Butera e nel comitato direttivo avrà come collaboratori Giorgio M. Luca (segretario), Pippo Saitta (economo) e Nino Luca (responsabile dei ragazzi). Inoltre, con il compito di affiancare il comitato direttivo in specifici settori di intervento, sono stati eletti Piero Butera, Ausilia Calì, Maria Mineo e Giuseppe Saitta.

La sede Bronte-Maletto dell'associazione di volontariato di Sicilia Antica, per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, per la sua quasi ventennale presenza ed attività nel comprensorio di Bronte, Maletto e Maniace, rappresenta ormai un punto di riferimento stabile e continuo sia per le istituzioni pubbliche e private preposte al settore, sia per i cittadini. Per le sue continue iniziative la sede ha visto sempre più incrementarsi la sua attività e oggi ha una larga base di partecipazione, sia di soci di Bronte e di Maletto, sia di amici e simpatizzanti.

Il nuovo organismo direttivo, in continuità con i precedenti, vuole proporre Sicilia Antica quale supporto alle attività dei vari enti ed istituzioni preposti alla tutela e fruizione dei beni culturali, in primo luogo i Comuni, la Soprintendenza, le Scuole etc., nonché punto di richiamo per tutti i cittadini che vogliono impegnarsi volontariamente e gratuitamente alla salvaguardia dei beni culturali, contribuendo così anche allo sviluppo del territorio.



26 Gennaio 2013

“Eroi e Antieroi. Stato, Mafia e Società” il tema di quest’anno.

Premio Themis

Pubblicato il bando della terza edizione

Ufficializzato il bando della terza edizione del Premio Themis, concorso di poesia, racconto breve e saggio storico inediti, organizzato dall’associazione culturale «Orizzonti Liberi».
Questa terza edizione, che ha ricevuto il patrocinio della Provincia, di molti Comuni dell’Etna e dell’Università degli Studi di Catania, ha quest’anno come tema: “Eroi e Antieroi. Stato, Mafia e Società”.

La partecipazione, aperta a tutto il territorio nazionale (per le sezioni Poesia, Racconto breve e Saggio storico) ed agli studenti delle scuole medie inferiori e studenti delle scuole medie superiori di tutta la nostra provincia (per le sezioni Poesia e Racconto breve), è gratuita.
La scadenza per la presentazione delle opere è stabilita al 22 marzo per le poesie e i racconti, al 12 aprile per i saggi storici. Fra i premi, in denaro, targhe, pubblicazioni in antologie e segnalazioni, si è aggiunto quest’anno anche il «Premio 20 anni Fidapa-Sezione Bronte».

Il Premio prevede due giurie di qualità: una per le categorie “Scuole Medie Inferiori” e “Scuole Medie Superiori” di tutta la Provincia di Catania, una per la “Categoria Nazionale”. I giurati, i cui nomi saranno ufficializzati sul sito del Premio, sono esponenti del mondo accademico, editoriale, giornalistico e letterario. Per maggiori informazioni si può consultare il sito web del Premio. (I vincitori delle edizioni precedenti: 2011, 2012)



17 Gennaio 2013

«Telefono rosa», un anno a difesa delle donne

La ricorrenza della fondazione celebrata con un convegno al quale sono intervenuti i vertici nazionali

Il resoconto di un anno di attività a difesa delle donne. E’ stato questo l’anniversario della fondazione del «Telefono rosa» di Bronte, celebrato con un convegno all’interno della pinacoteca, cui hanno partecipato la presidente nazionale dell’associazione, Maria Gabriella Moscatelli, la vicepresidente nazionale, Paola Lattes, e Roberta Bruzzone, nota criminologa ed ambasciatrice nel 2012 per il «Telefono rosa».

Con loro il vicesindaco, Melo Salvia, le forze dell’ordine e numerose associazioni. Tutti ospiti della presidente Antonella Caltabiano che ha tracciato il bilancio del primo anno di attività: «Circa 100 donne – ha affermato – ci hanno chiamato per ottenere informazioni, per raccontare la propria storia, per avere un conforto o per ricevere delle consulenze. Donne, a volte, già decise a denunciare i soprusi subiti. Il «Telefono rosa», infatti, sin dal primo momento in cui viene chiamato in causa offre consulenze legali, psicologiche, mediche e quant’altro è nelle nostre possibilità. Ma – ha continuato la presidente – non ci siamo fermati solo a ciò. Abbiamo partecipato a diversi convegni che affrontavano l’argomento della violenza, del rispetto dei diritti delle donne e del bullismo. Abbiamo preso parte a seminari organizzati dall’Università degli studi di Catania per far conoscere l’operato della nostra associazione e diffuso il nostro messaggio anti-violenza nelle scuole. In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, abbiamo creato un punto informativo ad Etnapolis e distribuito centinaia di fiocchetti rosa». Particolarmente apprezzato l’intervento di Roberta Bruzzone che ha invitato le donne ad uscire dal guscio per non essere più vittime di qualsiasi forma di violenza. [L. S.]



27 Dicembre 2012

«L’Altalena» al «Premio Giovanni Raffiti»

La «Nuova compagnia In... Stabile» recita ad Agrigento

Nuovo appuntamento stasera alle 21 con la rassegna teatrale al «Nicolaj». Regia di Francesca Ferro

Calamonaci (Agrigento) - e. m.) Quarto appuntamento con la rassegna teatrale dialettale siciliana «Città di Calamonaci» presso il teatro «Aldo Nicolaj» alla quale è stato abbinato il «Premio Giovanni Raffiti». Stasera, alle ore 21, sarà di scena la «Nuova Compagnia In…Stabile» di Bronte che porterà in scena la commedia in tre atti «L’altalena», adattata da Turi Ferro sull’opera di Nino Martoglio. La regia dell’opera è di Francesca Ferro, figlia dell’indimenticabile attore catanese Turi.

Otto attori reciteranno sul palcoscenico: Valeria e Domemica Maio, Giuseppe Di Bella, Dario e Sergio Daquino, Giuseppe Fallico, Teresa Portaro e Valeria Cannata. Le scenografie sono di Domenico Maio e Benedetto Mineo. I costumi di Rosetta e Tina Gangi e le musiche de «I Scantati ra stilla». «Il teatro registra il tutto esaurito e c’è gente che assiste alle rappresentazioni perfino in piedi – ci dicono il direttore artistico Enzo Raffiti e il sindaco Enzo Inga, responsabili dell’organizzazione che ha promosso l’appuntamento teatrale di carattere isolano -. Abbiamo avuto e avremo una compagnia migliore dell’altra di attori dilettanti che nulla hanno da invidiare a quanti recitano per professione. Il successo è garantito dalla buona recitazione e dall’affluenza del pubblico».
Quella di stasera è una storia dell’inizio del ‘900 che racconta l’amore di Donna Aitina nei confronti di Mariddu, con colpi di scena, uno dietro l’altro. La regista ha detto che l’opera, rivisitata in chiave e nuova e svecchiata, è un omaggio al padre. La «Nuova Compagnia In…Stabile» di Bronte, nata nel 2004 sulle ceneri di un’associazione preesistente, ha già portato in scena ben dodici opere di Scarpetta, De Filippo, Maurici, Mignemi, Ferro, Chapman e Freeman, con le regie di Maio, Grassia, Toscano, Piro, Rizzuti, e Francesca Ferro.
La compagnia di Bronte ha vinto diversi premi, con i migliori attori, in alcune rassegne teatrali siciliane.




19 Gennaio 2013

Il libro di Firrarello

«Un contadino al Senato»

Firrarello, il “contadino” che racconta l’Italia

Il volume del senatore Pino Firrarello, “Un contadino al Senato” (Maimone Editore, 2012), è stato presentato giovedì pomeriggio nei saloni dell’Excelsior, alla presenza di un pubblico numeroso e qualificato, da Gino Saitta, Enrico Iachello e Lina Scalisi.

Tre storici dell’Ateneo catanese che hanno discusso da prospettive differenti ma complementari, i tanti temi e spunti offerti dalla autobiografia di uno dei principali personaggi politici dell’isola.

Dopo l’introduzione di Saitta che ha riassunto i temi principali del volume con un accurato e appassionato excursus temporale nel quale avvenimenti e personaggi sono stati presentati con efficacia al pubblico, è seguito l’intervento della Scalisi che ha evidenziato come la vicenda politica e umana di Firrarello siano strettamente intrecciate.

Nel libro infatti è l’Autore stesso a descrivere come i due piani si sovrappongano nel corso di una carriera politica nata quasi casualmente ma poi proseguita con successo nel corso di quasi un cinquantennio.

Una vicenda dipanatasi all’interno della storia dei partiti politici della prima repubblica – di cui la stessa costituisce una interessante chiave di lettura – e poi proseguita attraversando i cambiamenti della scena politica nazionale con un approccio basato su alcuni capisaldi: la valorizzazione del territorio, la comunità, l’individuo.

A seguire l’intervento di Enrico Iachello che ha scelto la cifra del titolo per delineare l’ascesa socio-politica di Firrarello negli anni segnati dalla forte egemonia della Democrazia cristiana, la sua capacità di coniugare impegno politico e crescita personale, la sua sagacia nell’affrontare le sfide più dure.

Un libro che Iachello offre alla riflessione collettiva e, al contempo, a quella degli storici poiché le vicende politiche narrate da Firrarello sono un materiale oltremodo interessante per la comprensione della storia politica della regione siciliana.

Ma è lo stesso Autore a concludere la serata, dopo numerosi e interessanti interventi, con il rievocare alcuni degli episodi del volume riguardanti gli anni della sua giovinezza. Episodi scelti perché assunti a paradigma del suo carattere, della sua indole, del suo modo di intendere il valore della politica e della collettività. Una breve riflessione che però non manca di guardare al presente con una analisi lucida delle sfide superate, delle occasioni perdute, delle competizioni future.


19 Dicembre 2012

Il libro di Firrarello

"Un contadino..." presentato al Senato

Sessant’anni di vita personale e fatti politici anche rilevanti

Presentazione del libro di Firrarello nella Sala Zuccari di Palazzo GiustinianiOggi a Roma, alle 10, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, il presi­dente del Senato Renato Schifani presenterà il libro autobio­grafico del senatore Firrarello, “Un contadino al Senato” edito da Maimone (Catania, Maimone Editore, 2012, pp. 260, euro 24,00).

Oltre all'Autore saranno presenti il segretario del Pdl Angelino Alfano (autore della prefazione), il presidente della VII Commissione Istruzione e Beni Culturali, sen. Guido Possa e il senatore Tomaso Zanoletti.

“Un contadino al Senato” descrive la vita politica del senatore Pino Firrarello dopo il suo arrivo a Bronte.
E' la storia di un uomo “inna­morato della natura e della politica”, come il senatore si definisce.
Firrarello non è nuovo nell'attività di scrittore. Un suo primo libro, “Un paese del Sud”, vide la luce nel 2004. Ambientato a San Cono e composto da otto capitoli più appendice descriveva con chiarezza e vivacità fatti accaduti nel paese natale del senatore.
“Un contadino al Senato”, il secondo libro di Pino Firrarello, è invece un avvincente viaggio nella storia della politica italiana dell’ultimo cinquantennio e insieme una appassionante parabola umana e professionale.
Una autobiografia intensa ed emozionante di un protagonista della politica nazionale che ripercorre le tappe della sua vita, dal tramonto della società contadina alla difficile contemporaneità.

La prima tappa della straordinaria avventura politica del senatore è Bronte, che ben presto divenuta sua patria d'elezione e che segna una svolta anche da un punto di vista personale: l'incontro con la donna che gli darà la gioia di una famiglia da sempre unita, fulcro attorno al quale costruire tutta un'esistenza.

Dalla militanza nella DC degli anni ruggenti, l'autore avvia una intensa attività politica a partire dal territorio che gli consentirà di conseguire risultati sempre più significativi, dall'elezione a Sindaco di Bronte (1984) a quella in cui diviene Deputato dell'Assemblea Regionale Siciliana (1986) fino all'approdo al Senato (1996).

Presentazione del libro di Firrarello nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, la prima filaUna autobiografia coinvolgente, romanzo di formazione, narrazione esemplare, sto­ria della politica italiana, il libro del senatore alterna, alla rappresentazione di eventi della sfera pubblica e privata, intime confessioni, riflessioni sui valori e le espe­rienze di un’intera vita vissuta da uomo “innamorato della natura e della politica”.

Una vita che, sottolinea l’autore, «è bella. Bella fino al punto che ad un contadino è stato concesso di governare con impegno e buon senso la Regione Siciliana e di ‘sedersi’, per lungo tempo, al Senato della Repubblica».

«In questo libro non ho nascosto nulla. – afferma il senatore – Ho cercato di descrivere un viaggio che dalla giovinezza vissuta a San Cono arriva fino ai primi dialoghi con Buttiglione ed alla candidatura al Senato. In questo libro ammetto anche quelli che considero errori, ed il rammarico per una Sicilia che poteva essere, e che purtroppo non è.»

«E' stato un grande onore - ha concluso Firrarello - poter presentare il libro in un palcoscenico così importante come quello della Sala Zuccari e poter avere come relatori personalità di qualità indiscussa. Solo questo è un grande risultato, ma quello che mi ha reso ancora più felice è aver condiviso questo momento con tutta la mia famiglia, non mancava nessuno: moglie, figli e nipoti».
  

LiveSicilia.it 19.12.2012

Il libro di Firrarello

Dai campi di pistacchio a Palazzo Madama

Oggi a Roma la presentazione dell'ultima fatica letteraria del senatore Pino Firrarello dal titolo "Un contadino al Senato". Un rac­conto di vita, ma anche un affascinante viaggio nella storia della politica siciliana e italiana.
Un capitolo è dedicato alla "cata­strofe" Lombardo. Pino Firrarello si svela e si descrive come un uomo baciato da quella dea bendata che gli ha concesso di volare alto nel firmamento della politica prima a Palermo, e poi a Roma. Lui, il senatore, l'amico del Cavaliere (...)

Questo libro è il suo saluto alla politica?
«Per questo  - afferma - ci sono ancora delle valutazioni da fare. Posso dirle che sono molto soddisfatto del mio impegno nelle istituzioni, soprattutto del mio lavoro di sindaco. Se deciderò di lasciare gli incarichi pubblici, comunque non smetterò di fare politica. Chissà, magari, farò una fondazione.» (leggi tutto)

Un libro interessante, estemporaneo dove possibile, ragionato quando necessario

C’è tanto da scoprire in quest’autobiografia di Pino Firrarello

di Luigi Putrino

In questo viaggio lungo settant’anni, si osserva la metamorfosi di un bambino, contadino, che diventa un uomo, politico, la cui parabola istituzionale nasce a Bronte, con l’elezione al consiglio comunale, e culmina a Roma, dove occupa uno degli scranni del Senato della Repubblica.

Nell’Autore è nitido il ricordo del trapasso rischiato ad appena quattro anni, così com’è vivo quello corso a ventidue durante il servizio militare. Sono tracciati, quasi fossero attuali, i primi anni di vita alternati fra scuola elementare e lavoro in campagna, la delusione della colonia estiva sull’Etna (da dove il mare forse poteva solo vedersi!), il crudele destino che fa vivere ad un bambino di nove anni la tragicità di una fucilata che spegne una vita umana, l’ammissione alle scuole medie che non frequenta per insufficienza di mezzi economici.

I primi vent’anni segnano l’uomo in maniera profonda, egli stesso l’ammette quando parla della morte del padre e di quella prematura del fratello al quale era legatissimo.
Indubbiamente c’è spazio per la famiglia e i sentimenti di un adolescente. L’amore negatogli prima da una coetanea perché era un contadino, poi da un’altra ragazza per una vocazione religiosa e dopo per il trasferimento nel Nord Italia della giovane che, invece, di lui si era innamorata.

Anche i primi “sentimenti” per la politica lasciano il segno nell’Autore, ad attestarlo è il “ceffone” affettuosamente mollatogli a dieci anni da un carabiniere, che il giorno delle elezioni lo trova davanti al seggio a fare volantinaggio per la Democrazia cristiana.
L’aspirazione a conseguire la licenza media si realizza a vent’anni, dopodiché si abilita quale impiegato delle imposte.
Finito il servizio militare in provincia di Cuneo, la destinazione di Pino Firrarello è Bronte, per l’impiego al Dazio, dove arriva nel 1962 con la mitica littorina, durante le festività natalizie, lasciando San Cono … per sempre.

Qui incontra il primo Lombardo suo antagonista, Nunzio, di cui diventa rivale in seno alla Dc, ma al quale riconosce il merito di aver formato nel 1964 una lista prestigiosa per le elezioni amministrative, che da vita al Consiglio comunale più qualificato che abbia avuto Bronte.

Nella città del pistacchio sboccia l’amore per la donna della sua vita, Maria Prestianni, ma anche quello per la Politica che gli “costerà” l’Amicizia di Nino Paparo e Pippo Pecorino.

Uomo per il «quale nulla è facile e niente è difficile», il primo, «persona alla quale affidare le chiavi di casa, con cui si possono condividere i segreti più delicati», il secondo; con la certezza su entrambi «di non essere mai traditi», rispetto ad altri che gli hanno fatto “scoprire” quanto «la carne è debole e grande è la miseria umana».

A volte il destino è proprio bizzarro, non solo perché un altro Lombardo (per intenderci lo “sgovernatore” Raffaele) sarà grande avversario di Firrarello, ma per l’insolita coincidenza che si vedrà “tradito” da due suoi compari di matri­monio che faranno “atto di fede” a Lombardo: uno (il suo testimone) nel corso della prima campagna elettorale delle regionali, nel 1986; l’altro (del quale, invece, è testimone), in occasione dell’ultima candidatura a sindaco di Bronte, nel 2010, che si avvicinerà all’Mpa per questioni forse più “logiche” che “ideo”, come sospetta lo stesso Firrarello, conoscitore e contestatore delle “logiche idee” lombardiane.

A questo punto il viaggio si sta per concludere, ma prima, oltre al matrimonio e all’arrivo delle figlie e dei nipoti, l’Autore non manca d’illustrare l’esperienza di consigliere comunale, assessore e sindaco di Bronte, del vivace percorso politico che lo conduce a Sala d’Ercole, al Governo regionale, al Senato della Repubblica e poi nuovamente alla carica di primo cittadino di Bronte.

Ovviamente, non sono tralasciate le vicissitudini giudiziarie e quelle legate all’eterno conflitto con Raffaele Lombardo.

C’è tanto da scoprire in quest’autobiografia di Pino Firrarello, sia sulla storia della Democrazia cristiana sia su quella di Forza Italia e del Pdl, passando per il Ppi, il Cdu, il Ccd, l’Udr e l’Udeur. Molti i personaggi politici citati, tra questi: Giulio Andreotti, Vito Bonsignore, Rocco Buttiglione, Angelo Capodicasa, Giu­sep­pe Castiglione, Vincenzo Castiglione, Franco Catania, Basilio Catanoso, Francesco Cossiga, Totò Cuffaro, Nino d’Asero, Nino Drago, Nino Galipò, Nino Gullotti, Salvatore Leanza, Vincenzo Leanza, Salvo Lima, Pippo Limoli, Calogero Mannino, Gianfranco Miccichè, Rino Nicolosi, Vincenzo Paparo, Gigi Saitta, Umberto Scapagnini, Francesco Spitaleri, Mimmo Sudano, Salvatore Urso, Mario Zappia. E tanti altri nomi che la presenza di un indice avrebbe facilitato a individuare.
A vicende e personaggi sono collegate analisi e riflessioni, su temi di varia natura che vale la pena elencare: ipocrisia (pag. 38), famiglia (pag. 40), arroganza (pag. 51), libertà (pagg. 54 e 84), democrazia (pag. 58), vita (pagg. 60, 89, 122, 131 e 166), politica (pagg. 64 e 114, 194, 197, 215), tolleranza (pag. 66), solidarietà (pag. 79), umiltà (pag. 86), invidia (pag. 100), ingiustizia (pag. 113), speranza (pagg. 133 e 248), pessimismo (pag. 142), ottimismo (pag. 145), buon senso (pag. 149), morte (pag. 152), dialogo (pag. 155), fiducia (pag. 159), intelligenza (pag. 172), cinismo (pag. 199), verità (pag. 223), potere (pag. 237).

Interessante la massima sulla giustizia: «Nessuna ingiustizia è paragonabile a quella di chi vuol farsi giustizia da solo. Nessuno è più ingiusto di chi lo è nel nome della giustizia» (pag. 113).

«Le mie “pillole di saggezza” rappresentano ciò che la vita generosamente mi ha insegnato», scrive in nota Firrarello. Quanto all’impostazione editoriale, l’Autore ne evidenzia il peculiare «rincorrersi disordinato di tempi, luoghi, nomi…».

Insomma, un libro interessante, estemporaneo dove possibile, ragionato quando necessario, da non leggere tutto d’un fiato.

Luigi Putrino
Bronte, 19 maggio 2013



19 Dicembre 2012

Oggi il ricordo della dott. Daniela Zappalà

Ad un anno esatto dalla sua prematura scomparsa, il mondo scolastico di Bronte oggi ricorda la dott. Daniela Zappalà, apprezzato dirigente del primo circolo didattico di Bronte. Dopo la messa alle 16, officiata dal sacerdote Antonino Modica, nella parrocchia di San Silvestro, nella pinacoteca “Nunzio Sciavarrello” si svolgerà una cerimonia commemorativa e la consegna di una borsa di studio, intitolata alla indimenticata dirigente. Dopo l'introduzione della docente Eleonora Raciti e il saluto dell'Amministrazione comunale interverranno i dirigenti scolastici Alfio Borzì e Tiziana D'Anna, il marito Antonio Pinzone e il dirigente dell'Ufficio scolastico, Raffaele Zanoli.



19 Dicembre 2012

Il prof. Dino Distefano stamattina al «Capizzi»

g. g.) Stamattina alle 10, nell'aula magna del Liceo Scientifico Capizzi, su iniziativa del prof. Rosario Cantarella, gli alunni delle classi IV e V, incontreranno il dott. Dino Distefano, ordinario alla Queen Mary University of London. Originario di Biancavilla, Distefano ha vinto il premio, “Roger Needdham award”.
Ai ragazzi, alla presenza della dirigente Grazia Emmanuele, illustrerà la sua scoperta, il software che impedisce che i grandi sistemi vadano in tilt.



 19 Dicembre 2012

MANIACE

Per il Premio William Sharp inno ai giovani e alla legalità

Più che un concorso letterario quest'anno il premio William Sharp, organizzato dalla Pro Loco di Maniace, è stato un inno alla legalità. Niente premiati, ma il riconoscimento da parte della giuria degli istituti scolastici che hanno partecipato. Nella sala conferenze “Cristo Risorto” di Maniace, dove si svolta la cerimonia finale, infatti, uno studente per istituto ha letto il lavoro presentato. Quest'anno, infatti, il tema da trattare era «la nostra terra problemi e possibilità, la parola ai giovani», e la Pro Loco maniacese ha preferito non premiare, ma dare voce ai giovani che si sono cimentati in poesie, prose e saggi.
Alla cerimonia finale hanno partecipato la scrittrice Leda Melluso, i docenti di lingua e letteratura inglese Iain Halliday e Salvatore Marano, il prof. Nicola Mannino, presidente del centro studi Parlamento della legalità e la direttrice arte del British Council Italia, Alison Driver. Intervento in videoconferenza di Sonia Alfano.
Questi gli istituti che hanno partecipato al premio. I licei Megara di Augusta, Da Vinci di Reggio Calabria, Ernesto Basile di Palermo, Einaudi Siracusa, Capizzi Bronte, Cascina Piazza Armerina e Cutelli Catania. Inoltre gli istituti Carlo Levi e Falcone di Maniace, Enrico Medi di Randazzo e De Nicola di San Giovanni La Punta. Soddisfatto il Presidente della Pro Loco di Maniace Giuseppe Sanfilippo. [Gaetano Guidotto]



  1 dicembre 2012

Riflettori Cisl sulla “salute” dell’economia del territorio

Cento posti di lavoro in meno nel settore tessile entro la fine dell’anno (con altri 600 già persi), 400 forestali precari, edilizia privata ferma, piccolo commercio soffocato. Sono alcuni tratti del quadro economico brontese descritto da Nino Galati, segretario comunale della Cisl, nel corso del dibattito sul tema “Lavoro, certezza e dignità”, organizzato ieri sera dal sindacato nella pinacoteca del collegio Capizzi.
È stata un’occasione per un’analisi dello stato di salute dell’economia brontese e del territorio circostante e per avanzare proposte utili ad avviare un confronto di contrattazione con le istituzioni e le organizzazioni di categoria dei settori produttivi e sociali.
Nel territorio la crisi tocca anche altri settori produttivi come quello agroalimentare e zootecnico, «Colture tipiche come pere e mele - ha sottolineato Galati - hanno perso mercato, mentre per il pistacchio la conquista del marchio dop ha contribuito a creare occupazione. Occorre però favorire l’emersione del lavoro nero, e costituire dei consorzi».

 4 Dicembre 2012

«Lavoro, certezza e dignità»: la Cisl fra crisi attuale e futuro

(...) Presenti all’incontro numerose autorità sindacali, fra cui Alfio Giulio segretario generale della Cisl etnea, Piero Bulla responsabile Cisl zona Adrano, Pietro Di Paola, segretario generale Fai Cisl Catania, Marco Lombardo segretario generale Fnp Cisl Catania, Piero Pisanu, reggente Filca Cisl Catania e Eleonora Raciti per la Cisl Scuola. A coordinare i lavori Rosaria Rotolo, segretaria territoriale Cisl Catania. «Colture tipiche come pere e mele - ha sottolineato Galati - hanno perso mercato, mentre per il pistacchio la conquista del marchio dop ha contribuito a creare occupazione, ma bisogna favorire l’emersione del lavoro nero e salvaguardare il prodotto locale. Anche la filiera produttiva lattiero-casearia va difesa per valorizzare i prodotti tipici, dai formaggi ai salumi». Interessanti gli interventi che hanno sottolineato la necessità di garantire “produttività del patrimonio boschivo”, “far ripartire i cantieri edili”, e mostrare più “attenzione verso giovani, anziani e pensionati”.
«A Bronte - ha affermato Giulio - dobbiamo partecipare tutti a costruire sinergie, impegnando risorse umane per rendere fruibili i parchi sia ai siciliani sia ai turisti, valorizzando il patrimonio naturalistico, culturale e artistico». [Gaetano Guidotto]
 



26 Novembre 2012

“Economia ed ambiente” al Club Donne insieme

Alle 17 di Mercoledì 28 Novembre, presso il Club Donne Insieme, il prof. Palmiro Mannino, docente di Scienze Naturali presso il Liceo classico “Don Cavina” di Randazzo tratterà il tema “Economia ed ambiente”. Oltre all'insegnamento, il prof. Mannino ha sempre svolto una intensa ed appassionata attività di volontariato ambientale fondando già negli anni Settanta la sezione del WWF di Randazzo e successivamente ricoprendo ruoli di coordinamento in “Legambiente”. Negli anni Novanta ha collaborato con la Cooperativa “Monte Minardo” per un progetto di analisi territoriale e censimento del patrimonio ambientale e culturale minore dei comuni di Bronte, Maletto e Maniace.
Dal 1996 collabora con la LUMeN (Libera Università Mediterranea di Naturopatia) di Patti, è consulente ambientale per le aree naturali protette gestite dall'Amministrazione Provinciale di Messina (Ganzirri, Capo Peloro, Tindari, Marinello, Isola diSalina) e collabora con vari Enti e Istituzioni per la prevenzione dei rischi geologici (vulcanico, sismico ed idrogeologico).
Il prof. Mannino ha anche insegnato per dieci anni (dal 2000 al 2008), Geografia economica all'I.T.C. B. Radice di Bronte. La conferenza avrà luogo presso la sede del Club in Via Scafiti 20 a Bronte.




18 Novembre 2012

Sicilia Mondo dona alla Biblioteca del Collegio Capizzi il patrimonio cartaceo e fotografico dei 45 anni di attività

Testimonianza di Azzia e mostra fotografica

50 anni con i siciliani fuori dalla Sicilia

Il Presidente di Sicilia Mondo avv. Domenico Azzia ha donato alla storica Biblioteca del Real Collegio Capizzi, il patrimonio cartaceo e fotografico di 45 anni di attività, dal 1967 al 2012 (la raccolta del giornale “Catanesi nel mondo” dal 1967 al 1987, la rivista “Sicilia Mondo” dal 1998 al 2011, 14 tra libri e pubblicazioni, 27 volumi Rassegna Stampa dal 1984 al 2011 e 140 pannelli fotografici).

La consegna è stata inserita tra gli eventi culturali cittadini da parte del Circolo di Cultura Enrico Cimbali, anch’esso un pezzo di storia della città, che unitamente all’Associazione Bronte Insieme Onlus ha organizzato presso la “Pinacoteca Nunzio Sciavarrello” un incontro sul tema “50 anni con i siciliani che vivono fuori dall’Isola” ed esposta una mostra di 140 pannelli fotografici.

Dopo il saluto del Presidente del Circolo di Cultura, Aldo Russo, la celebrazione è stata aperta dallo stesso Rettore del Collegio, sac. Giuseppe Zingale che ha elogiato l’ex allievo Azzia e ringraziato per una donazione che arricchisce la Biblioteca con una pagina storica su un tema di pregnante attualità.
L’avv. Enzo Zappulla ha disegnato la straordinaria attività dei 45 anni di Sicilia Mondo, condotta con spirito di volontariato, divenuta una pagina di storia della Sicilia. «Questo straordinario lavoro – ha fra l’altro affermato - è la realizzazione del sognatore Azzia che ha dedicato il suo impegno alla Sicilia e che si ritiene sempre, da giovanissimo, ancora sul nastro di partenza per sfidare il nuovo.»

Domenico Azzia, presidente di Sicilia MondoAzzia dopo aver ringraziato padre Zingale, Rettore del Collegio, definendolo «amministratore eccellente per una visione etica e lungimirante del Collegio e della sua funzione educativa, e per aver dato splendore ed aggiornamento alla nuova domanda di cultura della società di oggi», i presentatori e l’Assemblea, ha subito precisato che la sua testimonianza non voleva essere assolutamente un discorso autoreferenziale, ma «una occasione di incontro per fare conoscere e sensibilizzare meglio una pagina di storia di pregnante attualità a noi vicina, del tutto ignorata dalla stampa anche se le statistiche ci dicono che almeno il 40% dei siciliani, ha avuto o ha un parente che vive fuori dalla Sicilia.»

Quindi dopo un breve cenno sul fenomeno dell’emigrazione siciliana ha parlato di “Sicilia Mondo”, l’associazionismo di emigrazione, che è stato il ponte, il tessuto connettivo, il punto di riferimento degli emigranti con la Sicilia. «Un associazionismo – ha affermato - alternativo a tutte le altre forme di aggregazione perché incentrato sul primato della persona umana, della sua centralità, dei suoi valori. Sicilia Mondo questa umanità se l’è sempre portata dappresso, facendone un punto fondante della sua attività, unitamente alla promozione della cultura come momento in cui i corregionali si ritrovano e riscoprono l’unità e l’orgoglio della identità siciliana.»

Ha descritto quindi i cinquanta anni di attività di Sicilia Mondo, della rete di comunicazione, di scambi e di relazioni con le Associazioni aderenti presenti in tutti i continenti, alle iniziative intraprese per collegare e far conoscere tra di loro i Presidenti delle varie associazioni, ravvivando così, all’interno della rete, una preziosa circolazione di idee e di amicizie.

Ha ricordato le iniziative istituzionalizzate nell’arco dell’anno con la partecipazione delle stesse Associazioni aderenti: Premio Letterario per figli e nipoti di siciliani (tredici edizioni), Giornata della donna in emigrazione (venticinque edizioni), Festa del Migrante nel paese di origine (trenta edizioni), Giornata del Siciliano nel Mondo (sedici edizioni), Giornata nazionale del sacrificio e del lavoro italiano nel mondo (16 edizioni), Raduno estivo delle Associazioni aderenti del Nord Italia (11 edizioni), incontro con le stesse in occasione della BIT di Milano.

Ha ricordato poi le iniziative previste dalla legge regionale 55/80 (Attività Culturali e Turismo Sociale, Convegni e Seminari), i Convegni continentali dei giovani con relativi documenti finali, in Australia (4), Stati Uniti (1), Sud Africa (1), Europa (7), il Convegno mondiale dei giovani tenutosi a Catania nel 2001. Ha parlato anche del prezioso ruolo ricoperto dalla rivista Sicilia Mondo che per 45 anni ha portato le notizie di casa fino al domicilio dei corregionali, facendo conoscere poi, attraverso la informazione di ritorno, come stanno, come vivono e cosa vogliono.
«Sicilia Mondo – ha concluso Azzia - ritiene di avere dato il suo contributo alla Sicilia ed ai siciliani all’estero tenendo vivo il sentimento identitario e l’amore alla Sicilia, impedendo così la assimilazione culturale nelle società di insediamento. Certamente un fatto storico. Sicilia Mondo si ritiene gratificata per il suo lungo servizio. Ma si sente, anche oggi, sul nastro di partenza per monitorare il nuovo che avanza.»

12 Novembre 2012

50 anni di attività con i siciliani fuori dalla Sicilia

Documenti di Sicilia Mondo donati alla Biblioteca del Capizzi

Venerdi 16 novembre la cerimonia presso la Pinacoteca

Alle ore 17,00 di Venerdì 16 Novembre, presso la Pina­coteca “Nunzio Sciavarrello” del Real Collegio Capizzi, l’Associazione Socio-Culturale “Sicilia Mondo” conse­gnerà in dono alla Biblioteca del Collegio il patrimonio cartaceo riguardante i 45 anni di attività dell’Associazione.
L’evento è organizzato in colla­borazione con il Circolo di Cultura Enrico Cimbali e con l’Associazione Bronte Insieme Onlus. Nell’occasione in un locale della Pina­coteca verranno esposti alcuni poster ed una rassegna fotografica sulla decennale attività di Sicilia Mondo.
La consegna del patrimonio cartaceo (giornali, rassegna stampa e pubblicazioni varie) riguardante quasi mezzo secolo di attività svolta dalla benemerita Associazione dei siciliani nel mondo, con spirito di servizio e di amore in favore delle collettività e di singoli corregionali residenti fuori dalla Sicilia, sarà preceduta da un incontro sul tema “50 anni con i siciliani fuori dalla Sicilia
Dopo una breve presentazione di Aldo Russo, presidente del Circolo di Cultura Cimbali, e l’introduzione di Enzo Zappulla, presidente dell’Istituto di storia dello spettacolo siciliano di Catania sarà lo stesso presidente di Sicilia Mondo, Domenico Azzia, e portare una sua testimonianza sull’attività dell'associazione, una pagina di storia del nostro tempo e dal pro­fondo significato etico, culturale e sociale. Una testimonianza «di mezzo secolo di quoti­dianità».

«La donazione – ha affermato il Presidente Azzia - vuole essere strumento di conoscenza e di riflessione per stimolare tra gli studiosi, cittadini comuni e soprattutto tra i giovani nuove sensibilità sul fenomeno migratorio, sui concetti di solidarietà e sulle straordinarie poten­zialità di risorse rappresentate dalla comune identità siciliana nel mondo.»

Ed Azzia ci ricorda che la donazione porta anche una motivazione personale di doverosa riconoscenza nei confronti del Collegio Capizzi al quale lui deve tanto per avere percorso nei sui banchi di scuola, l’intero arco scolastico ed educativo attingendo, altresì, i valori di una formazione cristiana rimasta la via-guida della propria vita.

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