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OGNI TANTO UNO SGUARDO AL FEMMINILE AL MONDO CHE CI CIRCONDA

Pensieri, commenti, critiche, curiosità, riflessioni, … su tutto e di più di una brontese doc

  INDICE

Una nuova specializzazione

L’avvocato persista

La responsabilità di un avvocato, quando commette errori, è quasi sovrapponibile a quella di un medico.
Uno potrebbe dare la morte civile e uno la morte fisica: delle due non si sa quale sia la migliore da auspicare.
In entrambe le disgrazie i due professionisti condividono insulti e maledizioni.

Il nostro interesse si rivolge all’avvocato e alle sue diverse specializzazioni di penalista, civilista, amministrativista, tributarista e molte altre.

Ma, pensiamo ne manchi una che meriterebbe più attenzione perché, a tutt’oggi, è sprovvista di adeguate competenze e dignità.

La giurisprudenza dovrebbe colmare questo vuoto, incoraggiare un giovane laureato, già selezionato da test specifici che ne determinino l’attitudine, a frequentare corsi tenuti da psicologi che mirino alla conoscenza profonda dei sentimenti e delle loro reazioni.

Certo, programmare una branca inedita non è compito facile, come anche darle un nome ma, a questo, possiamo dare un contributo e, tanto per intenderci, è il concetto che conta e azzardiamo: “avvocato persista”, esplicitato avvocatu ri causi persi.

- Un momento, a chi perde le cause gli si vuole dare anche un titolo? -

Gli spetterebbe di diritto e facciamo un esempio.

Un signore consulta i migliori avvocati per farsi difendere in una controversia con un certo signor Tizio. Malgrado le circostanze siano a lui favorevoli, sfortunatamente, per alcuni cavilli legali perderebbe la causa e gli è sconsigliato da tutti i principi del foro d’intraprenderla.

Non gli resta altro che consultare l’avvocato persista. Durante un numero imprecisato di sedute, disteso sul lettino, espone con dovizia i misfatti del suo avversario. L’avvocato “psicologo” annota ogni postilla, traccia il profilo delle capacità reattive del signor Tizio e impianta la difesa: “sfasciare” e colpire nei punti più deboli.

Se il Tizio è attaccato al denaro, sarà costretto a cederlo ai suoi avvocati e se lo stress lo sfianca, avrà il fianco dolente.

 - Ma, così facendo, la causa durerà anni e il tarlo dell’esasperazione roderà entrambi i contendenti! Che difesa e mai questa? -

E’ il paradosso che si dimostra efficace! Il signor Tizio si dispera e l’altro se la gode.

L’avvocato persista, s’ha da fare!

Aprile 2018

La sfera di cristallo

Sono trascorsi diversi secoli dalla prima rivoluzione industriale che ha cambiato la vita dell’uomo e ha interessato tutti i campi: manufatti, produzione, trasporti, arte, editoria, ingegneria e molto altro.

Ma la rivoluzione più incisiva è stata fatta dalla scienza medica e dalla diagnostica, senza le quali, l’uomo non sarebbe sopravvissuto oltre i quarant’anni.

Nessun individuo, sia che avesse un’istruzione sia che ne fosse privo, avrebbe potuto mai immaginare che: dei raggi avrebbero messo in luce deformazioni e malattie; i vaccini avrebbero salvato tanti bambini da morte sicura o deformità che impedivano loro di giocare; un microscopio avrebbe ingrandito una goccia di sangue evidenziando un mondo di corpuscoli nel cui interno il DNA che avrebbe svelato chi fossero i suoi avi e chi fosse lui; l’ecografia e la risonanza sarebbero andati oltre il suono e le immagini.

E anche noi, oggi, non riusciamo ad immaginare cosa i ricercatori stiano escogitando, è top secret per non farci preoccupare o forse non trovano spazio per nuove rivoluzionarie scoperte?

Un indizio ce l’hanno offerto in questi giorni riprendendo il vecchio progetto sulla clonazione. Ma passerà ancora molto tempo prima che si applichi all’uomo.

E meno male! Io non ci sarò! Ve la figurate che clonano un’altra Laura? Tirrruri!

In attesa, non ci resta che immaginare una diagnostica speciale, sofisticatissima dei comportamenti dell’uomo, prendendo spunto da una frase che ci sarà capitato di pronunciare nei confronti di chi ci ha fatti soffrire: era meglio che non nasceva!

Siamo in sala parto e guardiamo cosa succede.

La levatrice, estrae il nascituro e prima di consegnarlo alla madre, lo pone dentro una sfera di cristallo, la consulta e poi si pronuncia: “questo bambino sarà una brava persona: prendi, madre, tuo figlio”.

Se il bambino, invece, avesse le caratteristiche simili a quelle di Adolf Hitler, la sfera scoppierebbe e così milioni di brave persone sarebbero salve, vivrebbero felici e in pace!

Purtroppo, non inizierà mai questa ricerca, l’uomo non è interessato a finanziarla perché perderebbe mordente: A pò n'avi cu ccu sciarriàrisi!

8 Marzo 2018

Dichiarazione di guerra

Ma se le donne perdono "a ccu ccià cùntanu"?

La donna ha vinto, negli ultimi settant’anni molte giuste battaglie sulla parità dei diritti: al voto, al lavoro, al divorzio, all’aborto.

Oggi, alcuni gruppi di donne insoddisfatte degli obiettivi raggiunti, vogliono intraprendere una guerra contro l’uomo, soprattutto, se ha potere.

Sostengono, tra l’altro, che l’uomo non si debba permettere neppure uno sguardo ammiccante; se lo fa, merita di venire bacchettato e se insiste, denunciato.

In teoria si potrebbe condividere di punire l’uomo, il problema nascerebbe se invece reagisse, sferrando una vigorosa controffensiva: perderebbero la guerra e si ritroverebbero prigioniere e incatenate alla cintura di castità.

Da un’indagine personale svolta, è emerso che ci sono signore che disapprovano tali intenzioni belliche e non intendono arruolarsi, sia perché sono soddisfatte di ciò che hanno ottenuto le loro mamme femministe, anche se si deve migliorare, sia perché non vogliono fare il vuoto intorno a sé, convinte, della necessità di distinguere e di non fare di tutta l’erba... uno stupro.

Se un uomo fa delle avances, una carezza, un complimento, che ben vengano, gratificano e non è detto che abbia doppi fini o voglia imporre il suo potere.

Se va oltre, è consigliabile non denunciare il “mal-facente”, la donna rischierebbe di non essere creduta.

In alternativa, potrebbe, improvvisare un gioco erotico: gli fa poggiare il capo tra l’incudine e il martello e gli fa una bella sorpresa!

Malgrado i suoi difetti l’uomo fa compagnia, stimola ad essere migliorato anche se ha i suoi tempi; si possono scaricare su di lui le tensioni, lo si può insultare per colpire sua madre, gli si affidano compiti noiosi ma se la guerra si dovesse perdere? Le donne, a ccu ccià cùntanu?

Specialmente se si dà fede a voci che circolano su aziende produttrici di bambole gonfiabili che si stanno organizzando!

Certamente, una bambola non è paragonabile alla donna, anche se i suoi argomenti di conversazione sono altri. Ma l’uomo, una volta provata la bambola, se questa scoppia, siamo sicuri che non la sostituirà per un ritorno di fiamma alle giovani, mature e vecchie compagne?

Pensaci, Giacomina!

Febbraio 2018 (è quasi carnevale)

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Di Laura Castiglione leggi: Il pane e altro, Artigiani a Bronte, Le donne al Collegio, Ciccio e Ciccina

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