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OGNI TANTO UNO SGUARDO AL FEMMINILE AL MONDO CHE CI CIRCONDA

Pensieri, commenti, critiche, curiosità, riflessioni, … su tutto e di più di una brontese doc

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Dichiarazione di guerra

Ma se le donne perdono "a ccu ccià cùntanu"?

La donna ha vinto, negli ultimi settant’anni molte giuste battaglie sulla parità dei diritti: al voto, al lavoro, al divorzio, all’aborto.

Oggi, alcuni gruppi di donne insoddisfatte degli obiettivi raggiunti, vogliono intraprendere una guerra contro l’uomo, soprattutto, se ha potere.

Sostengono, tra l’altro, che l’uomo non si debba permettere neppure uno sguardo ammiccante; se lo fa, merita di venire bacchettato e se insiste, denunciato.

In teoria si potrebbe condividere di punire l’uomo, il problema nascerebbe se invece reagisse, sferrando una vigorosa controffensiva: perderebbero la guerra e si ritroverebbero prigioniere e incatenate alla cintura di castità.

Da un’indagine personale svolta, è emerso che ci sono signore che disapprovano tali intenzioni belliche e non intendono arruolarsi, sia perché sono soddisfatte di ciò che hanno ottenuto le loro mamme femministe, anche se si deve migliorare, sia perché non vogliono fare il vuoto intorno a sé, convinte, della necessità di distinguere e di non fare di tutta l’erba... uno stupro.

Se un uomo fa delle avances, una carezza, un complimento, che ben vengano, gratificano e non è detto che abbia doppi fini o voglia imporre il suo potere.

Se va oltre, è consigliabile non denunciare il “mal-facente”, la donna rischierebbe di non essere creduta.

In alternativa, potrebbe, improvvisare un gioco erotico: gli fa poggiare il capo tra l’incudine e il martello e gli fa una bella sorpresa!

Malgrado i suoi difetti l’uomo fa compagnia, stimola ad essere migliorato anche se ha i suoi tempi; si possono scaricare su di lui le tensioni, lo si può insultare per colpire sua madre, gli si affidano compiti noiosi ma se la guerra si dovesse perdere? Le donne, a ccu ccià cùntanu?

Specialmente se si dà fede a voci che circolano su aziende produttrici di bambole gonfiabili che si stanno organizzando!

Certamente, una bambola non è paragonabile alla donna, anche se i suoi argomenti di conversazione sono altri. Ma l’uomo, una volta provata la bambola, se questa scoppia, siamo sicuri che non la sostituirà per un ritorno di fiamma alle giovani, mature e vecchie compagne?

Pensaci, Giacomina!

Febbraio 2018 (è quasi carnevale)

L’epifania che porta via le feste

E anche... figli e nipoti

Le vacanze di Natale per alcuni sono finite. I figli e i nipoti emigrati sparsi per l’Italia e all’estero sono partiti, anche di testa, dopo aver messo a soqquadro la loro famiglia.

Vivono la vacanza alla giornata, si alzano tardi e trovano servito il cappuccino con brioche.

- Oggi siete con noi? - Chiede la mamma per organizzare pranzo e cena.

La risposta non ce l’ha neppure se li mette sotto tortura. Sono indecisi se andare a trovare i vec­chi amici o i parenti, fare un giro in città o nei dintorni.

In tarda mattina i figli escono, lasciano i nipoti ai nonni, ma non hanno ancora deciso nulla.

I genitori guardano i postumi che lascia lo tsunami figli-nipoti: bicchieri di carta e di vetro, almeno due per ciascuno, coca cola e acqua frizzante lasciate senza il tappo, tazze, biberon, biscotti, giocattoli, scarpe, letti da rifare, biancheria da lavare, stendere e stirare.

Nell’incertezza decidono di andare a fare la spesa, soprattutto pesce, e per chi non lo ama non hanno che pesce pigliare.

Gli arzilli genitori danno manforte a tutte le loro energie per non fare preoccupare i figli e non rovinare loro le ferie, fino alle venti e trenta, quando li vedono spuntare accompagnati da amici, invitati per una spaghettata.

Il panico assale i padroni di casa: il pesce comprato non basta, scappano al supermercato prima che chiuda, acquistano il pesce rimasto dal mattino, mimetizzano la confezione e con serafica sincerità dichiarano d’averlo acquistato vivo, appena pescato.

A motti ro pisci è alla brace! E meno male che era vivo!

Finalmente è tutto a tavola, dove manca sempre qualcosa. E’ il va e vieni dai fornelli alla zona pranzo, dal frigo al forno e anche il prosecco ha le sue esigenze, non sia mai nei bicchieri di carta: chiede quelli di vetro a calice.

A cena finita i due “filippini” riordinano, si sentono esclusi dal chiacchierio dei giovani, si scusano, si ritirano e si chiudono nella loro camera; distrutti si buttano vestiti a pesce morto sul letto tenendosi stretti solidali per mano.

Uno lo pensa e l’altra lo dice:

- Mah! Secondo te, qual è il momento più bello, quando i figli arrivano o quando se ne vanno?

3 Gennaio 2018

IL POSTEGGIATORE

‘A màchina e il bodyguard

Alla fine dell’800 Karl Benz progetta la prima automobile. Sarà per l’uomo una compagna di vita, le dedicherà amore e per proteggerla l’affiderà al bodyguard, il posteggiatore.

Abbigliamento casual, borsello a tracolla, fumatore accanito, prende servizio regolarmente e, scattata l’ora, smonta e va a fare gli straordinari in un altro posteggio di “sua proprietà”.

Chiama tutti, dottò, chiede l’ora di ritorno e se va oltre i suoi orari di “lavoro” si fa pagare in anticipo lasciando incustodita la macchina, a rischio e pericolo del suo proprietario. Tiene lontano i ladri per un euro, o per due, se gli si lasciano le chiavi avendo cura di togliere dal mazzo quelle di casa.

E’ un’estorsione pari a quella dell’assicurazione che ripaga l’intera somma del valore della macchina se viene rubata entro i sei mesi dall’acquisto ma, al settimo mese, pur avendo fatto pochi chilometri, al pari di una cinquantenne, perde seduzione.

Ma nel caso in cui la macchina abbia compiuto i suoi anni e si decida di non assicurarla per il furto, il posteggiatore che funzione ha?

Quella di dare buoni consigli!

E’ un intenditore, sa tutto sulle auto, gliene passano tante fra le mani! Prima disprezza e deprezza l’anziana macchina e poi si offre di comprarla pagando solo il passaggio di proprietà.

Ha ragione da vendere, anzi da comprare! Il beneficiato però continuerà a spostarsi col suo scassato motorino.

Si acquista così un’auto nuova con una finanziaria che assicura per quattro anni, se dovesse essere rubata, di sostituirla con un’altra nuova. Non serve più il posteggiatore e si potrebbe lasciare anche sotto la casa di un ladro. Ma gira e rigira non c’è un buco dove infilarla nemmeno a tassametro e i soli posti liberi sono quelli dei diversamente abili, con le strisce gialle che chiedono compagnia, adescano i passanti per offrire un’ora di piacere.

Non so voi, ma io provo una certa invidia per tutti quei posti liberi e per averne uno mi dovrò decidere a farmi venire “qualcosa”!

- Veramente “qualcosina” ce l’hai già che non ti funziona! -

- Chi ha parlato? -

- Dottoressa venga, sono il suo bodyguard, sempre al suo servizio!

Dicembre 2017

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Di Laura Castiglione leggi: Il pane e altro, Artigiani a Bronte, Le donne al Collegio, Ciccio e Ciccina

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