L'OPINIONE DI ...

RIFLESSIONI al FEMMINILE

a cura di Laura Castiglione

OGNI TANTO UNO SGUARDO AL FEMMINILE AL MONDO CHE CI CIRCONDA

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Al di sopra di ogni sospetto

Mariticidio o incidente?

Un signore, malgrado non avesse l’età, festeggia l’ottantesimo compleanno con la moglie e si gratifica allo specchio per la sua perfor­mance ma, distratto, inciampa e sbatte la fronte su uno spigolo. Il sangue sgorga a getto. Porta la mano sulla fronte, barcolla, si rialza dal pavimento, si appoggia alle pareti e al buio, per non svegliare la moglie, tasta con le mani imbrattate, riconosce il letto, vi si stravacca, abbraccia il cuscino e tampona la ferita. Ma, ancora grondante, pensa di orientarsi verso l’armadietto dei medicinali in cerca di un cerotto.

La moglie che era immersa nel sonno, si sveglia e, sorpresa da quella mattanza, grida, chiama il marito che non la sente, scorre le stanze guidata dalla scia di sangue e trovato il marito lo investe di domande. Gli medica la ferita ne stringe i lembi ma servono i punti.

Il marito si rifiuta di andare in ospedale, qualcuno imputerà la banale caduta a un vecchio rimbambito e sarebbe dura convincerlo che solo un’ora prima aveva fatto sesso. Il sangue finalmente cessa di fluire e l’incauto è scortato fino al letto.

La moglie non ha sonno e pensa a cosa sarebbe potuto accadere se non si fosse svegliata in tempo. Immagina di alzarsi come ogni mattina alle sette e trova il marito riverso, annegato nel suo stesso sangue. Chiama il suo medico che, alla vista di una scena sospetta, crede suo dovere avvertire le forze dell’ordine, le quali non faranno scrupolose indagini, per non smentire la nomea che Catania sia il luogo migliore per un assassino di farla franca! Infatti, affermano che sia la scena di un delitto e non di un incidente!

Interviene il comandante: ci sono chiari indizi che il de cuius si sia difeso, la ferita non è stata mortale e il medico legale sostiene che risale intorno all’una.

Nelle sei ore prima di denunciare il fatto, signora, lei dov’era? L’arma dov’é? -

- Sono innocente, non so cosa sia successo, dormivo! Lei capisce che dopo... -

- Non è un alibi, la accusiamo di mariticidio, ha diritto al suo avvocato. -

- Ho già l’avvocato, è mio figlio. -

- Avvocato, convinca sua madre a confessare e ce ne andiamo tutti a casa. -

- Mamma, vuoi fare tutto tu! Ti avrei aiutato io a fare una cosa pulita! Ora, tutto questo sangue, chi lo leva? -

In attesa della primavera

Il Club del training autogeno

Non resta che piangere... con ottimismo

Quando i figli lavorano fuori, i loro genitori si fanno compagnia e si aiutano. Ma se uno dei due viene a mancare, nasce il problema e i figli per stare “sereni” mettono il genitore superstite in una “Casa serena”.

Lo accompagnano in camera, sintonizzano i canali tv a lui preferiti e lasciano il numero del cellulare per tenersi in contatto, caso mai! Baci, abbracci e lacrimucce.

E’ a volte una necessità o una scelta che gli amici dell’amico pensionante, quelli che restano in casa propria con la badante o col nipote affezionato alla loro pensione, non condividono. Lo chiamano al telefono e, non ricevendo risposta, uno di loro lo va a trovare.
Varca la porta della sua camera e la trova vuota. - Ecco perché non rispondeva! E’ morto! Ma in queste “case”, appena si entra, si muore? -

Invece, per fortuna, l’amico non sentiva il telefono perché impegnato a giocare a carte con gli altri pensionanti. Lo scenario è tutt’altro che triste! Un signore recita le sue poesie che nessuno ha voluto mai ascoltare; uno suona il pianoforte; una coppia balla òciò... ciò; un altro vanta le passate performance cui il pubblico si sbellica dal ridere; altri dicono di aver girato il mondo dopo essere andati in pensione per dimenticare il tempo sprecato a comandare invece di fare altro.
Una signora ricorda i corteggiatori che ha voluto rifiutare e, un’altra, invece, confida d’essersi pentita ad un vicino di posto, il quale ci prova e le fa piedino. C’é anche chi invidia le romantiche passeggiate di due diversamente giovani che si sono ritrovati e vivono le emozioni risvegliate del primo amore.

Non manca neppure chi perde il filo del discorso, perché fa andirivieni dal bagno e, rimproverato, costringe chi racconta a ripetersi. Fanno una pausa a merenda e, sia i credenti, sia gli atei, recitano il Santo Rosario, ma saltano i misteri dolorosi. Poi cenano e gareggiano con la tv a chi indovina i quiz, finché, suona la ritirata.

Si augura un felice risveglio anche a chi continuerà a dormire ma non per sua scelta.

E’ il club del training autogeno, dove si fa terapia di gruppo, ci si rilassa, si confida il proprio passato, ci si capisce e si condividono le delusioni, come quelle che danno i figli, forse un po’ ingrati, ma tutto sommato se ne fottono: acqua r'avanti e ventu r'arretu!

Febbraio 2019

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