L'OPINIONE DI ...

RIFLESSIONI al FEMMINILE

a cura di Laura Castiglione

OGNI TANTO UNO SGUARDO AL FEMMINILE AL MONDO CHE CI CIRCONDA 

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Caro agosto,
non ti conosco

Il mese di agosto ha ispirato proverbi popolari come “agosto, moglie mia non ti conosco”. Nasce come consiglio per i mariti a non avere rapporti sessuali, perché la donna rimasta incinta e partorendo a maggio non li avrebbe aiutati nella semina e nel lavoro dei campi. Il poeta Esiodo, consigliava di trovare conforto nel vino Biblo importato in Grecia da Siracusa.

Negli anni 70, c’è stata una corsa all’acquisto di bilocali a mare; i mariti restavano in città per lavoro e, liberi da doveri coniugali, tranne il weekend, si davano alla bella vita, sottovalutando la rivendicazione del diritto di parità delle mogli.

Dopo anni, in tanti hanno capito che era una noia trascorrere le ferie sempre nello stesso luogo e non solo. La casa restava disabitata tutto l’anno, i costi di manutenzione gravavano da farli decidere a venderla ma ci sono alcuni che la mantengono per amore di nipoti e figli che trascorrono le ferie in Sicilia.

Il rito si ripete: inizia a luglio dal trasloco portando di tutto e di più, si stipano nei bagagli i vestiti, anche se basterebbero due costumi, uno mette e l’altro leva; in macchina a stento ci entra il cane, l’unico a chiedersi perché non l’abbiano abbandonato in strada.

Disfatti i bagagli, una stanza è per i nonni, l’altra con letti a castello ai nipoti, il soggiorno con angolo cottura e divano letto ai figli e il solo senza fissa dimora è il cane.

Il bagnetto è sempre occupato e il nonno con prostatite o se la fa addosso o esce di fretta e ogni macchina posteggiata è il doppio wc.

La nonna cucina, lava, stira per “gli ospiti” e non ha tempo per fare un bagno terapia alla sua artrite.

Finite le ferie si migra in città: “un bicchiere di vino è la felicità” e “com’è bella la città, com’è grande la città, com’è viva la città, com’è allegra la città”.

Agosto… non ti conosco! E poi... si sa da sempre che Agustu ti veni a sustu!

Agosto 2021

Sopravvivera?

La dura vita della sdraio

La primavera è apparsa a giorni alterni e l’estate come sarà?

Le spiagge attendono di essere ripopolate, il mare va e viene, i gestori dei lidi sono indecisi se aumentare i prezzi ai fedeli clienti o puntare sui giornalieri ma sono sicuri che rispetteranno le norme igieniche.

Ogni sera alla chiusura del lido tutto sarà igienizzato, soprattutto le sedie sdraio che, dopo essere state spruzzate dai disinfettanti, accatastate le une sulle altre, avranno la congiuntivite e non potranno chiudere gli occhi, riposarsi per ascoltare le storie di chi le siederà domani. Ma sanno già che chi le occuperà parlerà di pandemia, di vaccini sul braccio destro altrimenti il sinistro si ribella, di politici e che si è nelle mani di nessuno.

Ma non era Ulisse che per ingannare Polifemo disse di chiamarsi Nessuno?

E non è forse un inganno fare credere che si tornerà al mare con normalità? Dopo l’isolamento sarà una transumanza verso il sole che si farà prendere e il mare che bagnerà.

A soffrire saranno le sdraio.

Quant’era bello per loro ascoltare chi raccontava la propria vita; chi si era illuso che l’amore sarebbe durato; chi ha fatto carriera senza raccomandazioni e chi ascoltava fingendo di dormire per rubare spunti e scrivere articoli.

Dopo le pandemie del passato c’è stata la rinascita, il cambiamento, un nuovo modo di pensare e progettare per riprendere quella vita che sembrava fosse finita. E oggi, quale posto migliore del mare con il suo intenso azzurro di quiete dopo la tempesta, per riprendere la voglia di vivere, di scegliere le cose giuste da fare e gli incontri che sappiano dare il meglio e non il peggio.

Le uniche a soffrire saranno le sdraio! Sopravvivranno al vuoto di pettegolezzi e di bugie? Sarà la futura normalità a dirlo!

Luglio 2021

Lassàmmuri pèddiri

Se gli anziani si danno da fare

Sul quotidiano La Repubblica del mese di maggio si legge il titolo: Arezzo, 93 anni si separa dalla moglie: Ho un'altra, voglio rifarmi una vita”.

La notizia stimola ilarità e commenti di disapprovazione, ma questa rubrica si dissocia, per partito preso, a favore.

Cosa vuol dire innamorarsi o amare a tarda età. L’amore nell’adolescenza è inesperto, ingestibile per il turbinio degli ormoni sessuali. L’amore negli adulti, attraversa la fase uno dell’innamoramento, in cui l’attrazione fisica illude che sia amore e si parla di sé, non di cosa l’altro pensa o se ha difetti o se sbaglia i congiuntivi. Si vive in uno stato di grazia, causa l’innamoramento che inganna, anche se si presenta come una brava “persona”. Dura pochi mesi, finché inizia la fase due della verifica, su tutto quello che prima non si vedeva, non si voleva vedere o gli si dava poca importanza.

Tutto potrebbe finire, continuare finché dura o verificare:

  - E’ vero che parla di sé, ma chiede cosa ne penso.-

  - Ha difetti, ma anch’io ne ho! -

  - I congiuntivi? Congiungono la volontà di stare insieme per amore.

Se si potesse dare una equilibrata attenzione alla fase uno e dare maggiore attenzione alla fase due, non si sprecherebbe tempo per poi avere delusione.

La coppia di Arezzo, non avendo tempo da sprecare, ha messo in atto le due fasi insieme. La loro attrazione fisica è un bacio, una carezza, un sorriso; la mano nella mano li conforta nel condividere ogni cosa anche gli acciacchi, la gelosia non li ferisce perché non temono rivali.

Anche se non c’è la passione “ca nun ti fa dummì” e il dormire poco è dell’età, il loro futuro non è il domani ma oggi. Per definirli non sono necessari aggettivi ma un solo sostantivo: interezza.

Eh! Basta!
Sempre a criticare!

In pandemia non c’è molto da fare e se gli anziani si danno da fare, lasciateli fare o lassàmmuri pèddiri!

Ancora Giugno, inizia l'estate 2021

Il necrologista

La gioia nell’urna

Il necrologio è l’annunzio sulla dipartita di un familiare; di norma é sintetico al pari di un telegramma, a eccezione di enfatico, ispirato al Martirologio, libro in cui sono registrati i nomi, le opere, il giorno della morte dei martiri cristiani per celebrarli.

Nel secondo modo, il necrologio onora il congiunto di generosità, di coraggio, di forza, di acuta intelligenza, di operosità, tanto da indurre a porsi delle domande: veramente era così o chi scrive vuole diffondere la propria appartenenza?

Vuole glorificare se stesso per essere ritenuto migliore di chi in vita è stato con lui una carogna?

E’ un parente serpente che, abbandonato in vita il congiunto nel momento del bisogno, col necrologio si assolve?

E’ deluso da chi avrebbe desiderato che avesse i pregi che elenca?

Ci sono dentro tanti sentimenti e risentimenti o forse è solo la vanità di uno scrittore mancato che approfitta per vedere pubblicata una sua inedita composizione.

A parte la distrazione di molti a non sapere riconoscere l’intelligenza, il coraggio e la generosità di un individuo, doti queste che hanno l’interesse di mettersi in mostra, nell’umanità di ogni essere umano c’è altro. C’é di commettere errori, pentirsi, perdonare, odiare, essere prepotente, cedere a chi ha ragione o non cedere, invidiare, avere dubbi nel trovare la giusta misura e tormentarsi insonni alla ricerca di soluzioni come faceva Napoleone che disse: “le ore migliori sono le quattro del mattino in cui sono solo al buio con i miei pensieri”.

E dopo una vita di lotta anche contro se stessi alla ricerca di felicità, “eppur si muore”.

Ora basta! Largo al necrologista che dà gioia nell’urna!

Ma attenzione! La lungimiranza è mettersi accanto un congiunto che sappia scrivere ciò che non si è stati, altrimenti che si vive a fare?

Giugno 2021

Vaccini

Ma perché scomodare la campagna?

La campagna è una superficie di terreno. Quella di Bronte è a coltivazione mista: il pistacchieto, alberi di frutta, il seminativo con grano, legumi e fave, le quali il Venerdì Santo a grappoli decorano il Cristo in croce; i vigneti, i recinti di fichidindia che non impediscono ‘e sparacugnari di appropriarsi di asparagi sottili e scuri, chiamati al femminile sparacogne.

C’è una casa da cui guardare l’Etna e chiedersi: non sarebbe stato più incisivo e persuasivo in pandemia definire la vaccinazione, di massa, e non la campagna vaccinale?

Quest’ultima con la campagna cosa ha in comune? Estirpare le erbacce?

I primi vaccinati sono stati gli operatori sanitari, i residenti e il personale delle RSA, gli over 100 in gara a chi arriva dopo al traguardo, poiché in Italia sono circa 220 e il 10% siciliani. Poi gli over 80, le forze dell’ordine, il personale scolastico e gli over 70 con patologie di cui i sani sono esclusi.

Eppure, non hanno contatti di lavoro, escono solo per fare la spesa, preparano teglie di pasta a forno che mettono in ascensore per figli e nipoti.

Basta chi cc’è ‘a saruti! Quale salute? Sono depressi, si sentono trascurati, soli, abbandonati e si chiedono perché sono lasciati per ultimi.

E se i vaccini non arrivassero in tempo?

C’è sotto qualcosa! e ci sto pensando.

Non è per un risparmio pensioni o per creare posti di lavoro, i morti hanno già collaborato, forse si crede che siano così forti contro i quali il virus non ci può?

Un momento, forse ci siamo!

Chi ha promosso questa campagna, vuole liberarsi di un settantenne da lui odiato e ha pianificato il delitto perfetto: farne fuori migliaia per punirne uno. Draghi ha settant’anni e non è scemo, meno male, si sarà vaccinato di nascosto.

E’ un’ipotesi demenziale?

Non si ha una risposta logica e voi?

Maggio 2021

L'ironia

L’arte ostetrica

Il sarcasmo appartiene a chi in modo diretto e senza tergiversare, vuole ferire o deridere per ridere di qualcuno e con qualcuno. Vedi Crozza.

L’ironia è il contrario, è dire il meno possibile su ciò che si pensa senza alcuna intenzione di offendere. E’ come una strategia di comunicazione breve, servono poche parole incisive e comprensibili a tutti o, perlomeno, a chi le sa cogliere e poi ribadire con ironia.
Infatti, non funziona per tutti fare o capire l’ironia e non dipende certo dal quoziente d’intelligenza ma solo da chi la possiede nel proprio DNA.

Così come l’autoironia è una forma o una tecnica di seduzione per dare in modo scherzoso un’immagine simpatica e accattivante di se stessi, fuori da atteggiamenti tronfi che si ostentano al solo scopo di apparire.

L’ironia abbassa lo stress, allenta le tensioni e distoglie il cervello, anche se per pochi minuti, dal quotidiano, da situazioni gravi o importanti per poi rivederle in modo più chiaro e obiettivo.

L’ironia è maieutica, arte ostetrica, provoca un sorriso e genera una riflessione.

In tutti questi anni che curo questa pagina ho scritto su l’uomo e che ragiona meglio quando sta seduto e peggio quando sta in piedi, non per offenderlo o perché io abbia un chiodo fisso contro di lui o perché lo ritenga ’u muru basciu ma per estrarre una riflessione.

L’uomo di fronte ad un problema non si perde fra elucubrazioni cerebrali come la donna che guidata dal suo innato istinto, indaga, legge il facciale, analizza il tono delle parole, indaga per arrivare ad una soluzione dove non ci potranno essere aspetti che siano sfuggiti. Poi nel confronto con la soluzione cui è arrivato l’uomo è la stessa ma volete mettere che il percorso di lui è diverso da quello di lei?

Mio marito, quando parla con me, a scanso d’equivoci si siede e si mette le mani sulla testa, non per ragionare meglio, ma perché teme chissà quale diavoleria avrò pensato.

Essere ironici è anche divertente.

Aprile 2021, 500.000 vaccini al giorno!?!

Occhiu vivu e pollice verde!

Togliamo all’uomo un altro privilegio

Il femminismo è in Italia dal 1969 e grazie ad esso la donna ha rivendicato gli stessi diritti dell’uomo. Purtroppo, fino a oggi, non è riuscito a sconfiggere la tendenza possessiva di alcuni uomini che sfocia a togliere la vita di una sciagurata donna. La violenza va condannata sempre, anche quando la prudenza della donna avrebbe dovuto essere più attenta.

A tal proposito si pongono due domande al lettore perché si dia le risposte.

E’ vero che per merito del femminismo molte donne hanno conquistato posti di potere esclusivi all’uomo?

E’ vero che molte donne pensano che ci siano ancora posti da sottrarre all’uomo?

Ne presentiamo una di queste.

Una donna in pandemia, impedita a fare shopping, a lei più congeniale, per distrarsi si reca in un Bricocenter. Scopre un mondo sconosciuto, eccitante più di una gioielleria, gira per scaffali, osserva una strana forbice, dei tubi neri, spruzzi e gocciolatoi. Chiede a cosa servono, come usarli e il commesso le consiglia di acquistare anche un programmatore d’irrigazione.

Li compra, torna a casa e prende lezioni da internet per potare il suo glicine: deve recidere i rami sottili lasciando due occhi cioè due germogli. Il glicine non soffrirà, è febbraio, dorme e se per un errore l’inesperta donna gli lascerà un occhio anziché due: occhiu non viri cori nun dori.

La donna armeggia con i tubi, installa il programmatore d’irrigazione e lo mette alla prova. L’acqua si dà di buon mattino e i gocciolatoi svegliano dolcemente le piante grasse mentre gli spruzzi esordiscono con un’eccitante musichetta: ciù…ciùù...ciù…ciùùù!.

Che gioia! E che soddisfazione! Non tanto per esserci riuscita, di cui era certa, quanto per aver tolto all’uomo un altro privilegio!

Il brico non sarà più il fai da te ma il fai da me!

14 Marzo 2021, si torna in zona arancione

Pandemia e pancasino

Specialisti, star, vedenti e non vedenti

Il sostantivo femminile pandemia, proviene dal greco, è composto da “pan” (tutto) aggettivo maschile e “demos” (popolo) sostantivo maschile. Come sono sostantivi femminili: valanga, tempesta, bomba d’acqua e marea.

Mah! Le disgrazie sono tutte femmine!

Al Covid, sostantivo maschile, questa rubrica che è per le pari opportunità ha pensato di dare più forza coniando il termine “pancasino”, tutto un casino, nel significato di confusione e scompiglio. Infatti, già da mesi, i virologi fanno la staffetta in ogni trasmissione e a chi la danno e a chi la promettono (attenzione al soggetto sottointeso, opinione, da non confondere con un altro).

Si scambiano convenevoli e gareggiano nel dare spiegazioni scientifiche che capisce chi è del mestiere.

La mascherina non è necessaria se a pranzo si è in quattro ma se c’é il quinto mangia in cucina. E’ inverno e i bar offrono caffè freddo da asporto. Il tampone va fatto ma ha una scadenza da rispettare. L’esame sierologico è un impiccione: vuole sapere cosa ti ha raccontato il Covid. La zona rossa non ha la mascherina rossa che trionferà. Il vaccino è già partito. Yahoo! Ma viaggia a cavallo. Le scorte sono sufficienti per i medici e gli anziani per testarne l’efficacia. Vaccinarsi non è un obbligo e chi non si vaccina è schedato. Il virus parla cinese, spagnolo, inglese, francese e bisogna imparare le lingue per capirlo.

Questi signori, sono specialisti o star?

Sono vedenti lo stesso virus assassino o non vedenti?

Ci vorrebbe un colpo di mano: rinchiuderli tutti in una cella, priva di spioncino nella porta, altrimenti, vedendosi osservati ricadrebbero nel protagonismo, finché raggiungano un accordo, scritto e firmato in tre punti, senza virgola di sospensione, letto tutto di un fiato per essere chiaro a tutti.

Uno due tre!

11 Febbraio 2021

Anziani costretti a tenere duro

I portatori sani di... pensione

Sulla pandemia se ne dicono tante ma è certa solo quella che dà il numero dei decessi e per dirla in dialetto: è 'na mmazzatina!

Gli anziani sono i più colpiti e fra i sopravvissuti ci sono i portatori sani di pensione costretti a tenere duro.

Perché costretti? Ecco la risposta.

Sono trascorsi millenni da quando i filosofi speculavano sulla senectude, fonte di conoscenza e saggezza inesauribile per i giovani.
Sono trascorsi secoli dall’illuminismo che dava una fiducia illimitata alla razionalità dell’uomo per garantirgli la conoscenza e trascurò la senectude.

Il novecento si interessa alla donna che fino ad allora aveva contato solo le maglie per realizzare un centrino all’uncinetto; conquistato il lavoro, non potrà occuparsi del proprio vecchio. Nel duemila e venti il faro dell’attenzione illumina il vecchio, non per un’evoluzione filosofica ma a causa di un nobile virus con la corona, dal nome coronavirus.

Il vecchio è protetto e, chiuso in casa, è alimentato dal servizio a domicilio, in alternativa è ospitato in case di riposo, dove il contagio potrebbe essere salutare agli eredi, i quali, a decesso avvenuto, pentiti di non essere andati a trovarlo, sono tanto affranti da formare un comitato che individui le responsabilità della perdita.

In questi casi, proteggere oltre il ragionevole dubbio, potrebbe sembrare cinismo da parte di chi dipende da un vecchio, anche solo per una granita o una pizza con gli amici e anche di chi, costretto a lavorare online, delega i vecchi genitori a fare i compiti con i nipoti, fare la spesa, cucinare, lavare e stirare.

Sono solo comportamenti egoistici che hanno ridato al vecchio il ruolo di essere utile, anche se: “cu pi figghi e niputi si sbrazza sarà pigghiatu a coppi di mazza!”

E c’è anche un altro aforismo che potrebbe tornare utile e a svantaggio di chi si comporta male: “ci lassu u furrizzu a ccu mi viu o capizzu!”

Più costretti di così!

Gennaio 2021, un vaccino è arrivato!

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