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AGOSTO - DICEMBRE 2019

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  23 Agosto 2019

DALLA REGIONE

Ammodernamento energetico a Bronte, in arrivo oltre 5 milioni

In arrivo a Bronte 5 milioni e mezzo di fondi europei per l’efficientamento energetico della pubblica illuminazione, del palazzo comunale, delle scuole medie e di una scuola elementare. L’ha reso noto il sindaco Graziano Calanna precisando: «Ridurremo di 250 mila euro l’anno le bollette». L’anno scorso, con quattro progetti elaborati dall’ufficio tecnico guidato dall’ingegnere Salvo Caudullo, il Comune ha partecipato a due avvisi della Regione Siciliana, indetti con procedura a sportello, per cui con finanziamento dei progetti idonei in ordine di arrivo delle domande.
Il primo progetto, da 3 milioni di euro (di cui 10.945,73 di fondi comunali) approvato in giunta a luglio del 2018, prevede «soluzioni tecnologiche per la riduzione dei consumi energetici della rete di pubblica illuminazione»; l’istanza del comune di Bronte, a livello regionale, è sesta (graduatoria «PO-FESR 2014/2020 avviso 4.1.3»).
Gli altri tre progetti, deliberati dalla giunta il successivo mese di settembre, riguardano la «promozione dell’eco-efficienza e la riduzione dei consumi di energia primaria» del Palazzo comunale (euro 890.158,34), della Scuola media Castiglione-Cimbali (euro 994.158,34) e del plesso elementare Marconi (euro 549.566,329); le tre istanze sono rispettivamente in terza, tredicesima e trentaseiesima posizione delle 41 finanziabili (graduatoria «PO-FESR 2014/2020 avviso 4.1.1»).
I finanziamenti attesi ammontano a 5.422.937,27 euro, un «risultato eccezionale che pone Bronte fra i migliori Comuni della Sicilia» - ha detto Calanna - riconoscendo il merito al «gruppo di progettazione costituito da giovani professionisti brontesi e agli uffici del Comune». Sono previsti, ha aggiunto il primo cittadino, «l’ammodernamento dei quadri elettrici, la sostituzione di alcuni impianti, l’installazione di sistemi di telecontrollo e di lampade a led, dotate di sensori, che si accendono al passaggio di veicoli o pedoni, oltre al cambio delle lanterne artistiche con altre lampade di pari bellezza ma a risparmio energetico».
Il sindaco Graziano Calanna ha concluso: «I progetti presto si trasformeranno in altrettanti cantieri, quindi in opportunità di lavoro, per imprese e operai, e produrranno un risparmio sulla bolletta energetica del Comune di circa 250.000 euro l’anno. Puntiamo alla promozione dell’eco-efficienza, per una Bronte “smart” al passo con i tempi». [Luigi Putrino]



17 Agosto 2019

RETE ANTIVIOLENZA

Telefono Rosa, cambia la sede

Concessi i locali dell'ex Tribunale

Per il Sud Italia il Telefono Rosa continuerà a rispondere da Bronte, sulle pendici dell’Etna, insieme a quello che, ironia della sorte, si trova sotto un altro vulcano, il Vesuvio, a Napoli. I volontari etnei devono lasciare la sede del Convento dei cappuccini dove operano da otto anni, ma il Comune ha concesso i locali nell’ex Tribunale.

Il Telefono Rosa fa parte della Rete antiviolenza, collabora con l’Autorità giudiziaria e assiste numerose donne offrendo loro assistenza 24 ore su 24 tutto l’anno. Nel 2018, le volontarie di Bronte hanno ricevuto quasi 200 richieste d’intervento, per le quali hanno attivato staff di avvocati, psicologi e mediatori culturali. Trovare una sede idonea come quella attuale (per la concessione della quale, nel 2011, si spese l’allora sindaco Pino Firrarello) non è stato facile, perché i locali devono avere i requisiti stabiliti dalla legge e dalla Regione Siciliana per le strutture socio-assistenziali, visto che il Telefono Rosa si occupa istituzionalmente di «donne in difficoltà e vittime di violenza».

Dopo la firma del contratto con l’ingegnere Salvo Caudullo, alla presenza del sindaco Graziano Calanna, la presidente del Telefono Rosa, Antonella Caltabiano, ha detto: «L’assegnazione di questi locali per noi rappresenta un riconoscimento all’attività che svolgiamo e sentiamo la responsabilità di fare meglio». Presenti pure il vice sindaco Gaetano Messina, l’assessore Giuseppe Di Mulo e il segretario comunale Giuseppe Bartorilla, oltre a quelli ritratti nella foto (da sinistra: la volontaria Carmela Monforte, l’assessore Chetti Liuzzo, il consigliere Samantha Longhitano, l’assessore Cristina Castiglione, il sindaco Graziano Calanna, la presidente Antonella Caltabiano e la sua vice Samanta Lazzaro).

Il sindaco Graziano Calanna, infine, ha dichiarato: «Il Telefono Rosa è conosciuto in tutta Italia. In un'epoca in cui, purtroppo, sempre più frequentemente sentiamo parlare di femminicidi, saputo che correva il rischio di rimanere senza sede, abbiamo trovato una soluzione». [Luigi Putrino] 

Le volontarie del “Telefono Rosa” danno assistenza giorno e notte: «Il primo impatto è fondamentale»

QUANDO UNA TELEFONATA ALLUNGA LA VITA

E’ stato siglato l’accordo col Comune per una sede

Quando squilla il “Telefono rosa” non é mai una telefonata qualunque. Le volontarie dell'associazione, fondata dalla giornalista Giuliana Dal Pozzo per aiutare le donne vittime di violenza, sanno che alzando la cornetta dovranno cercare di dare aiuto a chi ormai vede quella telefonata come l’ultima speranza, dopo aver subito violenze e vessazioni. Per questo, oltre a professionalità e competenza, ci mettono generosità e cuore, caratteristiche che non mancano alle volontarie del “Telefono rosa” di Bronte, che essendo l’unica sezione dell’Associazione da Napoli in giù é un fondamentale avamposto contro la violenza di genere.

Grazie alla tenacia di un nutrito gruppo di caparbie donne, il Telefono Rosa di Bronte, infatti, è in grado di rispondere e dare assistenza giorno e notte a chiunque chieda aiuto, mettendo a disposizione gratuitamente avvocati, psicologi, criminologi, assistenti sociali, medici, mediatori culturali e tutte le altre professionalità che il caso impone, senza guardare l'ora, il giorno o il territorio di provenienza della richiesta d'aiuto.

Un merito che le istituzioni riconoscono, visto che il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, conoscendo il rischio che un’associazione cosi importante rimanesse senza sede, ha messo subito a disposizione gratuitamente un appartamento dell'ex Pretura. «Riceviamo - dice la presidente del Telefono Rosa di Bronte, dott. Antonella Caltabiano - in media ogni anno qualcosa come 180 richieste di aiuto. I numeri sono 095/7723703, e 389-9146209, dove una nostra volontaria risponde anche la notte. Non dimentichiamo poi il 1522, gestito dal Telefono rosa nazionale che smista le telefonate. Il primo impatto è fondamentale. L’interlocutore deve percepire che di noi si può fidare. La violenza più comune é quella domestica compiuta non solo dal compagno, ma anche dai genitori o dai figli. Ma c’é altro purtroppo. Su tutti 2 casi: una ragazza che, entrata a far parte di una setta, intendeva suicidarsi digiunando ed un'altra ragazza trascinata con violenza all'interno di una rete di spacciatori. Entrambe le ragazze ora fortunatamente stanno bene e vivono la propria vita».

Successi possibili perché le volontarie del Telefono rosa mettono a disposizione fior di professionalità e spesso anche soldi di tasca. Fanno, infatti, rete con i Centri antiviolenza e, non avendo una casa di accoglienza ad indirizzo segreto, é accaduto che hanno pagato l’albergo per la vittima. Di buono però c’e che adesso il Telefono rosa di Bronte ha una sede. Il sindaco Calanna, ha concesso in comodato d'uso gratuito un immobile annesso ai locali dell’ex Pretura. «Per noi e per tutta la Comunità brontese un momento importante - ha aggiunto la dott. Caltabiano – Finalmente dopo anni di attività abbiamo ottenuto una sede dove svolgere il nostro servizio. Un’assegnazione che per noi rappresenta un riconoscimento all’attività che svolgiamo. Sentiamo, infatti, la responsabilità di fare sempre meglio. Tutte le volontarie del Telefono Rosa di Bronte fanno il possibile per combattere ogni forma di violenza o di sopruso soprattutto nei confronti delle donne».

«Il Telefono rosa - ci spiega il sindaco Graziano Calanna - é particolarmente conosciuto in tutto il territorio nazionale ed é particolarmente vitale ed apprezzato nella nostra comunità. In un'epoca storica in cui purtroppo sempre più frequentemente sentiamo parlare di violenza sulle donne, la loro missione é per noi motivo di orgoglio. Di conseguenza appena intuito che esisteva il rischio che rimanesse senza sede, abbiamo subito cercato una soluzione». (...)
«La violenza di genere é un problema culturale - conclude il presidente Caltabiano - Per sconfiggerlo ci vuole l’impegno costante di più persone. Si dovrebbe puntare alla rieducazione degli adulti e non é facile. Si prova a sensibilizzare le nuove generazioni, forse il tempo ci darà ragione». [Tratto da La Sicilia del 17 Agosto 2019]



12 Agosto 20199

AMPLIAMENTO DEL CIMITERO

LE ACCUSE

Caos loculi al cimitero di Bronte, il consigliere pronto a inviare un esposto

Sul project financing del cimitero di Bronte da 2.185.000 euro, per costruire i nuovi loculi, il consigliere comunale d’opposizione Davide Russo è pronto a inviare un esposto all’Anac e alla Procura di Catania, se l’Amministrazione non annulla in autotutela tutte le procedure, gara inclusa, sebbene il sindaco Graziano Calanna abbia assicurato che "c’è stata massima trasparenza e legalità". Per Rosario Liuzzo, presidente della Commissione bilancio, il sindaco deve riferire al Consiglio comunale.

Il 12 gennaio 2017, a seguito di tre note Asl del 2015, un'ordinanza sindacale abolisce la doppia sepoltura, antica pratica che permetteva d’usare vecchie nicchie di privati e Confraternite; dopo dodici giorni al Comune arriva una proposta di project financing di una nota e società di Bronte (redatto due mesi prima e poi modificato nel 2018) per realizzare loculi, in cambio d’una concessione decennale, dei ricavi della vendita di 26 ossari (825 euro l’uno, inclusa iva al 10 per cento), 962 loculi (2750 euro l’uno, iva al 10 inclusa), lampade votive e, se richiesti, arredi funerari. Il Comune ci guadagna muri, strade, 30 loculi e, a fine vendite, la struttura, che sorgerà nell’ex zona Confraternite, che un decreto sindacale del 6 marzo 2018 ha spostato variando il Piano del cimitero approvato in Giunta nel 2002.

Messo in gara il project financing approvato dal consiglio ad agosto 2018, lo scorso 4 luglio arriva l’aggiudicazione alla proponente dello stesso, la CRF s.r.l. di Rosario Lanzafame, unica concorrente alla gara che offre un ribasso dell’1,30 per cento (pari a 20.761,50 euro, sulla base d’asta di 1.597.037,60), una concessione di 8 anni, lavori completi in 75 mesi e una nuova convenzione che, da un lato, non prevede più l’"esumazione delle salme dal campo di inumazione del cimitero vecchio ed il trasferimento e la tumulazione delle stesse nel nuovo campo di inumazione" e, dall’altro, obbliga il Comune "a non procedere, per tutta la durata della concessione, ad altri affidamenti o concessioni aventi ad oggetto la realizzazione di un nuovo impianto o ampliamento cimiteriale" (ma l’esclusiva, come vedremo, sarà cassata).

Se tutto ciò comportasse al Comune il divieto di rilascio di concessioni (a privati o Confraternite) e il mutato rapporto contrattuale necessitasse di riapprovazione in consiglio, l’avevamo chiesto ai vertici dell’ente, poiché per l’Anac "anche nelle procedure selettive di project financing va negata la possibilità di modificare le condizioni contrattuali di affidamento di un servizio o di una fornitura o della realizzazione di un'opera, sia prima che dopo l'aggiudicazione" per non violare le "regole di concorrenza e di parità di condizioni tra i partecipanti" (deliberazione 1/2013).

Il presidente del consiglio comunale, Nino Galati, era stato chiaro: "Il consiglio ha approvato uno schema di convenzione. Modifiche o cambiamenti non possono essere accettati dal responsabile unico del procedimento in quanto in contrasto con la normativa vigente".
Le risposte degli altri vertici, invece, sono arrivate giovedì scorso, dopo la stipula della «convenzione» per otto anni, attraverso un comunicato stampa del Comune. Il segretario comunale Giuseppe Bartorilla (responsabile anticorruzione e presidente della commissione di gara) ha precisato: "La Commissione esaminatrice, nel redigere la convenzione da sottoscrivere, ha escluso ogni possibile nuova condizione, riportando i contenuti del contratto nel pieno rispetto della volontà del Consiglio comunale". Il sindaco Graziano Calanna, dal canto suo, ha parlato di "un risultato raggiunto nella massima trasparenza e legalità, nell’esclusivo interesse dei brontesi. Gli atti, a disposizione di chiunque, lo dimostrano". Ciò nonostante, Rosario Liuzzo (che è del Pd come Calanna ma sta all’opposizione) ribadisce che il sindaco deve riferire in Consiglio e il pentastellato Davide Russo conferma: "Se l’Amministrazione comunale non annulla la procedura in autotutela, di cui a breve depositeremo richiesta ufficiale, saremo costretti a rivolgerci alle autorità competenti: Anac e Procura di Catania".

Irraggiungibile il sindaco Graziano Calanna per un ulteriore commento. [Luigi Putrino]


5 Agosto 2019

Il Project financing del cimitero scatena la polemica

La convenzione stipulata dalla Giunta è diversa da quella stipulata dal Consiglio

Aggiudicato all’impresa proponente il project financing da 2.185.000 euro per costruire 992 loculi e 26 ossari nel cimitero di Bronte . Unica concorrente, ha offerto un ribasso di 20.761,50 euro sulla base di 1.597.037,60 e una convenzione diversa da quella votata dal Consiglio comunale, che secondo il presidente Nino Galati non si può accettare.

Il 12 gennaio 2017, a seguito di tre note Asl del 2015, il sindaco Graziano Calanna abolisce la doppia sepoltura, pratica che permetteva d’usare vecchie nicchie di privati e Confraternite; dopo dodici giorni al Comune arriva un project financing (redatto due mesi prima e modificato nel 2018) per realizzare loculi, in cambio d’una concessione decennale, dei ricavi della vendita di 26 ossari (900 euro l’uno), 962 loculi (3000 euro l’uno), lampade votive e, se richiesti, arredi funerari.

Rispetto alle Confraternite, il cittadino spenderà 800 euro in più a nicchia, ma il Comune ottiene muri, strade, 30 loculi e a fine vendite la struttura, che sorgerà nell’ex zona Confraternite, dopo che un decreto sindacale del 6 marzo 2018 le ha spostate variando il Piano del cimitero approvato in Giunta nel 2002. L’impresa concorrente ha offerto in gara una riduzione della concessione a 8 anni, lavori completi in 75 mesi e una nuova convenzione che obbliga il Comune «a non procedere, per tutta la durata della concessione, ad altri affidamenti o concessioni aventi ad oggetto la realizzazione di un nuovo impianto o ampliamento cimiteriale» e a rinunciare all’«esumazione delle salme dal campo di inumazione del cimitero vecchio ed il trasferimento e la tumulazione delle stesse nel nuovo campo di inumazione».

La procedura di gara è stata chiusa con l’aggiudicazione definitiva il 4 luglio scorso (determina V Area n. 294). Se le nuove condizioni vietino al Comune il rilascio di concessioni (a privati o Confraternite) e il mutato rapporto contrattuale necessiti di una riapprovazione in consiglio, l’abbiamo chiesto ai vertici dell’ente, visto che per l’Anac «anche nelle procedure selettive di project financing va negata la possibilità di modificare le condizioni contrattuali di affidamento di un servizio o di una fornitura o della realizzazione di un’opera, sia prima che dopo l’aggiudicazione» per non violare le «regole di concorrenza e di parità di condizioni tra i partecipanti» (delibera 1/2013).
L’ufficio stampa del Comune ha reso noto che il segretario comunale Giuseppe Bartorilla (responsabile anticorruzione e presidente della commissione di gara) «essendo in questo momento impegnato nella redazione dei contratti inerenti» il project in questione «ritiene giusto e doveroso esprimersi a conclusione dell’iter» e il sindaco Graziano Calanna «per le stesse motivazioni del segretario non ritiene opportuno in questo momento fare dichiarazioni». Il presidente Nino Galati ha concluso: «Il consiglio ha approvato uno schema di convenzione. Eventuali modifiche o cambiamenti non possono essere accettati dal responsabile unico del procedimento in quanto in contrasto con la normativa vigente». [Luigi Putrino, Giornale di Sicilia)

8 agosto 2019

AMPLIAMENTO DEL CIMITERO

Firmata la convenzione

Firmato il contratto che permetterà al Comune di far realizzare ben 992 loculi e 26 ossari nel cimitero di Bronte (a destra in un'immagine tratta da Google). A realizzare e gestire i loculi per 8 anni sarà l’impresa che ha proposto e si è aggiudicata la gara del project financing di ampliamento del cimitero. Il contratto prevede che, oltre ai loculi, l’impresa provveda anche a realizzare le opere di urbanizzazione della nuova edificazione e della parte già costruita dell’area di ampliamento cimiteriale e che venda ogni loculo alla cifra concordata di 2470 euro. Presente alla firma, oltre all’impresa, il sindaco Calanna, il vice sindaco Messina e l’assessore Di Mulo. Con loro l’ing. Salvatore Caudullo, responsabile dell’Ufficio tecnico ed il segretario comunale Giuseppe Bartorilla, presidente della commissione di gara che ha precisato: «La Commissione esaminatrice, nel redigere la convenzione da sottoscrivere, ha escluso ogni possibile nuova condizione, riportando i contenuti del contratto nel pieno rispetto della volontà del Consiglio comunale».

Inoltre durante la firma della convenzione è stato specificato che questa oltre a dare immediata risposta alla domanda di posti ad un prezzo sostenibile, permette al Comune di procedere, eventualmente, ad altri affidamenti o concessioni nella rimanete parte dell’ampliamento del cimitero. L’impresa, infatti, avrà solo diritti nella ristretta parte del cimitero in cui dovrà costruire i loculi. “Un risultato – dichiara in un comunicato il sindaco Graziano Calanna – raggiunto nella massima trasparenza e legalità, nell’esclusivo interesse dei brontesi. Gli atti, a disposizione di chiunque, lo dimostrano”.

I prezzi dei loculi e dei colombari del Cimitero di Bronte, previsti nel contratto in project financing sono: il primo ed il secondo anno il prezzo di vendita fissato è 2.430 euro, il terzo 2.443, il quarto 2.456, il quinto 2.470, il sesto 2.483, il settimo 2.497 e l’ottavo anno 2511. A queste cifre va aggiunta l’Iva attualmente al 10%.


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