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MARZO / LUGLIO 2017

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News dei mesi precedenti


15 Luglio 2017

BOCCIATO IL PIANO DELLE ALIENAZIONI, FERMO L’ITER DEL BILANCIO DI PREVISIONE

Sì alla variazione al Bilancio pluriennale

Stipendi dei contrattisti salvi

l.s.) Il Consiglio di Bronte ha votato all’unanimità la variazione al bilancio pluriennale 2016/2018, inserendo i finanziamenti ottenuti dalla Regione il 9 maggio del 2017 e garantendo così gli stipendi ai contrattisti, ma poi ha bocciato il Piano delle alienazioni, interrompendo così l’iter approvativo del bilancio di previsione.

Il presidente Nino Galati aveva convocato l’Assemblea per approvare, oltre alla variazione anche le tariffe Tari, la ricognizione degli immobili di proprietà comunale suscettibili di alienazioni e valorizzazioni, l’approvazione del Programma triennale delle opere Pubbliche per gli anni 2017/2019, il Dup (Documento unico di Programmazione) per gli anni 2017/2019, ed il bilancio di previsione 2017-19.

Nonostante approvato all’unanimità, vivace il dibattito sul primo punto (variazione al bilancio pluriennale 2016/2018) con il consigliere Gaetano Messina che, sostenuto da Enza Meli, ha chiesto che fosse discusso insieme al bilancio di previsione perché considerati argomenti identici, ma i consiglieri Giuseppe Di Mulo, Maria De Luca ed Antonio Leanza hanno ribadito la necessità di discutere a parte il bilancio di previsione.

Alla fine si è proceduto rispettando l’ordine del giorno con la variazione di bilancio approvata all’unanimità. Approvato a maggioranza il secondo punto, ovvero “il piano finanziario e le tariffe Tari per il 2017”. Otto i consiglieri favorevoli e 7 gli astenuti. Otto a 8 e quindi bocciato, invece, il piano delle alienazioni. Contrari i gruppi “Noi per Bronte”, “Bronte Viva”, “Centristi per Bronte” e “Bronte 2.0”. Favorevoli, invece, il “Pd”, “Guardiamo avanti insieme”, “Gruppo misto”, “Brontedemocratica” e “Insieme si può”.
Essendo il Piano delle alienazioni un atto propedeutico, non è stato possibile approvare il bilancio di previsione.



15 Luglio 2017

IL SINDACO CALANNA CHIEDE UN INCONTRO IN PREFETTURA SULL'AUTORIZZAZIONE DEI CENTRI DI PRIMA ACCOGLIENZA

«Migranti, vizi di procedura»

«La legge stabilisce che si deve conoscere quale sia la capacità ricettiva del territorio»

Sulla questione migranti è braccio di ferro fra il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, e la Regione. Il primo cittadino, infatti, dopo aver inviato una lettera al presidente della Regione, Rosario Crocetta, all’assessore e al dirigente dell’assessorato regionale alla Famiglia ed, infine, ai presidenti dell’Anci regionale e nazionale, chiedendo loro di rivedere i criteri autorizzativi dei centri di primissima accoglienza, adesso scrive al Prefetto di Catania, denunciando vizi procedurali.
«Facendo appello all’attenzione che il Prefetto ha sempre rivolto verso tutti i problemi del Territorio - conferma Graziano Calanna - ho ‘chiesto di convocare un incontro in Prefettura per approfondire l’iter burocratico con cui la Regione autorizza i centri di primissima accoglienza. Ritengo, infatti, che vi siano vizi procedurali».

I NUMERI

Bronte teme che arrivino troppi migranti. Da alcune voci sembre­rebbe che siano in pro­gramma l’apertura di un Centro di prima acco­glienza per 60 minori non accom­pa­gnati e un altro per 10 minori. Ma è già funzio­nante un altro centro per 15 stranieri. A questi si aggiun­gono i 22 rifugiati per progetto Sprar cui Bronte ha aderito.

Calanna ci spiega perché: «La legge recita che “le strutture di prima accoglienza sono attivate dal Ministero dell’interno, in accordo con l’Ente locale nel cui territorio è situata la struttura, e gestite dal Ministero dell’interno anche in convenzione con gli Enti locali”. La ratio della disposizione vuole che si conosca prima quale sia la capacità ricettiva di un territorio, con il sindaco che deve esprimersi sulla capacità dell’Ente locale ad impegnarsi in progetti di accoglienza. Bene - ribadisce - fino ad oggi nessuno ha ritenuto di dovermi ne interpellare, ne ascoltare. Eppure corre voce che presto a Bronte debbano arrivare ben 60 migranti. So che è una battaglia difficile da vincere, ma noi la combatteremo. Bronte è per l’accoglienza, ma sono necessarie le regole. Ci sta bene l’accordo Anci-Viminale che ha individuato in 2,5 migranti per ogni 1000 abitanti, ma non possiamo accogliere un numero infinito di migranti».

Calanna poi esprime il suo giudizio sulla improvvisa nascita di centri di accoglienza: «Non confondiamo solidarietà con business. Capisco chi da sempre effettua accoglienza, ma dubito di chi all’improvviso cambia mestiere. Accogliere è una missione che necessità professionalità, preparazione e soprattutto un tessuto sociale idoneo. Spero che il Prefetto convochi presto l’incontro: con la Regione abbiamo molte cosa da chiarire». (L. S.)


3 Luglio 2017

Calanna scrive al presidente della Regione riguardo alle voci dell’arrivo di 60 minori non accompagnati - I migranti si aggiungerebbero a quelli oggi già presenti nello Sprar. «Noi siamo per l’accoglienza, ma con delle regole: 2,5 migranti per ogni mille abitanti»

«Migranti, la città è inadeguata»

«Non si può autorizzare un centro di primissima accoglienza senza sentire il sindaco»

«Non si può autorizzare un centro di primissima accoglienza per migranti, senza prima sentire il sindaco. Chiunque intenda farlo, si ravveda». Lo scrive il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, in una sentita lettera inviata al presidente della Regione, Rosario Crocetta, all’assessore e al dirigente dell’assessorato alla regionale alla Famiglia ed, infine, ai presidenti dell’Anci regionale e nazionale.

Nella missiva Calanna riassume un po’ tutta la preoccupazione che in questi giorni è serpeggiata a Bronte, dove presto potrebbero sorgere diverse case d’accoglienza. «Corre voce - scrive Calanna nella lettera - in maniera sempre più insistente, che nella mia città sarebbe imminente l’arrivo di 60 minori stranieri non accompagnati, che dovrebbero essere ospitati’in una struttura ricettiva, in corso di trasformazione in centro di primissima accoglienza.»

«Sottolineo - continua - che la legge recita chiaramente che “le strutture di prima accoglienza sono attivate dal Ministero dell’interno, in accordo con l’Ente locale nel cui territorio è situata la struttura, e gestite dal Ministero dell’interno anche in convenzione con gli Enti locali».

«La ratio della disposizione - spiega - vuole che si conosca, prima di attivare centri di primissima accoglienza, quale sia la capacità ricettiva di un territorio, nonché nella necessità di sapere dal Sindaco fino a che punto l’Ente locale possa impegnarsi in progetti di accoglienza».

Per Calanna, infatti, trattandosi di minori, i Servizi sociali dei Comuni sarebbero costantemente chiamati ad esercitare compiti di controllo. «Nonostante la legge - afferma a noi - nessuno, fino ad oggi, ha ritenuto di dovermi ascoltare. Ed io ho sentito ufficialmente il parere della Società brontese, con carabinieri, dirigenti scolastici e parroci della Città, che. hanno evidenziato l’inadeguatezza di Bronte ad ospitare un numero così elevato di migranti».

Migranti che si aggiungerebbero a quelli oggi già presenti nello Sprar: «Bronte - continua Calanna - ha già mostrato di essere una cittadina accogliente ed ospitale. Noi siamo per l’accoglienza, ma con delle regole.’ Ci sta bene l’accordo Anci - Viminale che ‘ha individuato in 2,5 migranti per ogni 1.000 abitanti il numero giusto. Che questo criterio venga rispettato anche per i minori stranieri non accompagnati». [R. P.]



28 Giugno 2017

Documento del sindaco ai capiarea per aumentare l’efficienza, ma l’opposizione chiede di convocare un Consiglio comunale urgente

Comune, nuovi orari e regole di accesso

Alcuni consiglieri rilevano che il provvedimento penalizzerebbe il contatto con i cittadini

Il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, propone una rivoluzione nelle regole di accesso e negli orari di apertura al pubblico del Palazzo municipale, innescando il dibattito con parte dell’opposizione consiliare. «E’ necessario - si può riassumere nel documento inviato dal sindaco ai capiarea - regolare il flusso di cittadini al Palazzo municipale, sia per questioni di sicurezza, sia per aumentare efficienza ed efficacia degli uffici. Per questo verranno modificati gli orari di ricevimento dei cittadini. Gli uffici e gli amministratori riceveranno il martedì mattina dalle 9.30 alle 12.30 ed il giovedì pomeriggio dalle 16 alle 18.30. L’Ufficio tecnico, invece, riceverà il pubblico il lunedì ed il martedì dalle 9.30 alle 12.30 ed il giovedì pomeriggio dalle 16 alle 18.30. Infine l’Ufficio tributi aggiungerà un terzo giorno di ricevimento».

I cittadini inoltre, attraverso l'URP, potranno prendere appuntamenti con gli amministratori ed i funzionari del Comune compilando un modulo, chiedere informazioni e presentare istanze. Presto questa proposta verrà attuata.

L’iniziativa, però, piace poco all’opposizione. I consiglieri Maria De Luca, Massimo Castiglione, Angelica Prestianni, Salvatore Calamucci e Carlo Castiglione, chiedono la convocazione di un Consiglio comunale per affrontare l’argomento, ritenendo che “la decisione di ridurre gli orari di accesso al pubblico penalizzerebbe l’erogazione dei servizi ed il contatto fra cittadinanza ed Amministrazione”.

Insieme con loro i consiglieri Ernesto Di Francesco ed Antonio Leanza, chiedono il ritiro della nota inviata dal sindaco, perché il provvedimento «rischia di allontanare sempre di più le istituzioni dai cittadini, ai quali non devono essere posti ostacoli per accedere alla Casa comunale, bisogna dibattere in Consiglio comunale e quanto adottato, anziché rispondere a criteri dì efficacia ed efficienza, altro non è che un espediente per nascondere le difficoltà politiche ed amministrative».

«Già l’ex sindaco Turi Leanza adottò provvedimenti simili per lavorare in serenità - replica il sindaco Graziano Calanna - Io, invece lo faccio per proteggere gli Uffici e rendere certo l’accesso dei Cittadini in Comune. Non capisco come tutto questo possa allontanare le Istituzioni. Del resto il contatto con me la gente lo ha sempre, perché se non sono in Comune sono in segreteria. Forse i consiglieri preferiscono il caos. Il nostro intento è migliorare, non certo limitare. Basti pensare che l’Ufficio tecnico e l’Ufficio tributi riceveranno un giorno in più. Vedrete, tutto funzionerà meglio ed i cittadini vedranno le istituzioni enormemente più vicine».



28 Giugno 2017

Costituito a Bronte laboratorio Idea Sicilia

E’ stato costituito a Bronte il “Laboratorio di Idea Sicilia”, gruppo di animazione politico fondato dall’ex rettore dell’Università di Palermo prof. Roberto Lagalla. “Idea Sicilia” non vuole essere - secondo i suoi promotori - l’ennesimo partito politico ma un laboratorio di idee e progetti, aperto a chiunque voglia contribuire a recuperare il valore di servizio della politica, per guardare al futuro in modo diverso, recuperare il senso del rapporto con le persone e poter dire ai giovani che esiste un futuro anche in Sicilia, superando le ideologie di destra e sinistra.
A Bronte, referente di “Idea Sicilia” è l’imprenditore Fabrizio Cimbali: «L’impegno del gruppo è quello di costruire un programma elaborato insieme a quanti vogliano partecipare a un reale progetto di un radicale cambiamento, con proposte concrete e innovative per la Sicilia. Un progetto che va alimentato dal confronto e dall’ascolto delle istanze civiche. È grazie alla partecipazione diretta delle comunità e a un comune sforzo di programmazione che può essere possibile un reale rilancio del sistema economico siciliano». Il progetto nel comprensorio verrà presentato il 9 luglio a Castiglione di Sicilia. [Giuseppe Petralia, La Sicilia]



12 Giugno 2017

Inaugurata a Serra del Re la stele donata da 3 artigiani

Un monumento alla legalità

E’ scolpita nella pietra del luogo, è alta 2 metri e, dominando il promontorio di Serra del Re sui Nebrodi a oltre 1700 metri di altitudine, porta una robusta corona. Il suo significato però è ben diverso. Simboleggia i principi di legalità e il rifiuto, da parte degli allevatori e residenti del posto, di qualsiasi attività illegale e ancor peggio mafiosa.

Parliamo della stele che 3 artigiani di Maniace (Francesco Sanfilippo, Salvatore Galbato e Salvatore Liuzzo) hanno donato al Comune di Bronte per lanciare un messaggio di legalità anche su quei Nebrodi spesso descritti come teatro di soprusi e che è stata inaugurata alla presenza di numerose autorità.

Alla cerimonia, presenti i sindaci di Bronte e Maniace, Graziano Calanna e Nino Cantali con le rispettive Giunte, il presidente del Consiglio comunale di Bronte, Nino Galati, promotore dell’iniziativa. Con loro i comandanti delle stazioni dei carabinieri e del Corpo forestale di Bronte e Maniace, la Polizia municipale di Bronte, il dott. Francesco Del Campo, presidente regionale del “Cnsas” (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) e diverse associazioni ambientalistiche e culturali del territorio.

Emozionati gli interventi dei 3 artigiani che hanno ricordato il sacrificio dei loro avi che in questi monti hanno duramente vissuto di zootecnia. Poi la stele è stata scoperta fra gli applausi dei presenti. Dominerà il promontorio di Serra del Re a monito di legalità e giustizia per tutti.



3 Giugno 2017

Con l’avvento della Ati al posto della Dusty garantiti i livelli occupazionali mentre il servizio di raccolta sarà potenziato

Rifiuti, aria nuova e lavoro tutelato

Il sindaco: «Vogliamo raggiungere il 65% di differenziata, il centro di raccolta verrà ristrutturato»

Il progetto che Bronte si propone è ambizioso. Passare dal 34% di differenziata al 65%. La ditta che si è aggiudicata l’appalto ha presentato un piano di comunicazione dettagliato. Ovviamente, al momento, la ditta si limiterà ad effettuare l’ordinario, ma finito il periodo di “rodaggio”, il nuovo servizio andrà a regime. Sono previste stampe di manifesti, brochure e foglietti illustrativi.

Se non fosse stato per i nuovi mezzi lindi e puliti in circolazione per le strade di Bronte, nessuno si sarebbe accorto di nulla. Eppure dal primo giugno la ditta che effettua la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani a Bronte è cambiata. Non c’è più la Dusty, ormai a fine contratto, c’è invece una Ati (Associazione temporanea di imprese) guidata dalla Caruter srl di Brolo. Si tratta della società cui l’Urega ha aggiudicato l’appalto del servizio attraverso una procedura con offerta non solo economicamente, ma anche in termini di qualità del servizio, più vantaggiosa.

Un bando, redatto circa 4 anni fa dalla dott.ssa Teresa Sapia nelle vesti di Rup e poi seguito nella fase di aggiudicazione dal dott. Biagio Meli. Un appalto di circa 15 milioni e 400 mila euro che non sono tantissimi se si pensa che ha la durata di 7 anni e che, in maniera scrupolosa, ha badato alla qualità della raccolta e dello spazzamento e soprattutto all’aumento degli indici di raccolta differenziata. E adesso che la fase di aggiudicazione è stata superata la dott.ssa Sapia, in qualità di vice segretario del Comune, con la collaborazione di Antonella Schilirò e Francesca Castiglione dell’Ufficio gare del Comune, ha stipulato il contratto con la Ati che è già all’opera.

«Il bello è - aggiunge soddisfatto il sindaco di Bronte, Graziano Calanna - che siamo riusciti a garantire i livelli occupazionali. Durante il passaggio di consegne nessuno ha perso il lavoro. La raccolta - continua - sarà di tipo domiciliare esattamente come prima, ma tutto, dallo spazzamento delle strade alla raccolta differenziata, sarà potenziato. A tutte le utenze sarà fornito un kit di 6 contenitori per differenziare i propri rifiuti. L’obiettivo che ci prefissiamo è di raggiungere il 65% di raccolta differenziata, nel minore tempo possibile. Inoltre - conclude - il “Centro comunale di raccolta” verrà ristrutturato per realizzare il servizio che più ci sta a cuore. I cittadini, infatti, avranno un badge che permetterà loro di registrare i conferimenti di rifiuti differenziati, primo passo per potere attivare un sistema di premialità».

Adesso a gestire il servizio sarà il geometra Francesco Messineo dell’Ufficio ambiente del Comune, coordinato dal dirigente dell’Ufficio tecnico, ing. Salvatore Caudullo. Intanto la nuova ditta ha già fatto arrivare a Bronte mezzi nuovi di zecca. Autocompattatori, multilift, costipatori, vasche e spazzatrici meccaniche di varie dimensioni e pianali di raccolta ingombranti tutti nuovi di zecca. Inoltre, ha presentato una imponente campagna di sensibilizzazione alla raccolta differenziata rivolta a privati, scuole, uffici ed imprese.




30 Maggio 2017

GIUNTA COMUNALE

Approvato il bilancio di previsione

La Giunta comunale ha approvato lo schema di bilancio di previsione 2017. L’ammontare complessivo della manovra è di 66 milioni e 691 mila euro, di cui 8 milioni e 122 mila euro sono le entrate di natura tributaria. Fra le voci più importanti spiccano l’Imu per la seconda casa pari a circa un milione e mezzo, la Tari pari a 3 milioni e 300 mila euro ed il Fondo di solidarietà comunale erogato dallo Stato pari quasi 2 milioni di euro, cui si aggiungono i trasferimenti regionali per servizi ed investimenti pari a circa un milione e 400 mila euro.

Fra le spese, quella più consistente, è il consumo di energia elettrica utile a far funzionare acquedotto, pubblica illuminazione e depuratore. «Non a caso - spiega il sindaco Graziano Calanna - uno dei progetti da attuare è quello del risparmio energetico. Anche quest’anno, pur con grande difficoltà, niente aumento di tasse per i cittadini, nonostante far quadrare il bilancio sia sempre più faticoso per tutti gli Enti locali. A fronte della richiesta di erogare i medesimi servizi, infatti, Stato e Regione inviano sempre meno trasferimenti che ci costringono ad eliminare qualcosa. Il nostro quindi non può essere che un bilancio tecnico di necessità. Anzi, meno male che in questi ultimi 2 anni la gestione delle spese è stata sana e oculata, riuscendo sempre a pagare gli stipendi ed onorare gli impegni assunti non solo durante la mia amministrazione, ma anche quelli assunti prima. E non crediate sia semplice se tanti Comuni balzano agli onori della cronaca persi operi degli operatori ecologici o dei dipendenti un motivo ci sarà».

Intanto, quest’anno il bilancio è pronto a maggio. «Allora lo abbiamo approvato in ritardo per salvare gli stipendi di 75 famiglie, ma nonostante ciò siamo riusciti a pubblicare diverse gare d’appalto»

Ora la parla passa al Consiglio.



31 Maggio 2017

Preoccupazione per la gestione

LA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI BRONTE SUI MIGRANTI

«Rischiamo di avere altri 109 migranti
ma la città è pronta?»

E’ l’ondata di migranti “minori non accompagnati” che preoccupa i sindaci siciliani, perché la circolare della Regione siciliana non mette limiti al numero di minori che potrebbero trovare rifugio nei paesi dove stanno nascendo tanti centri di accoglienza. La gente teme che il numero cresca esponenzialmente, anche perché i privati, attratti dal guadagno, mettono a disposizione le proprie case disabitate. Se accade ciò, le città devono essere preparate. Per questo, il presidente del Consiglio comunale di Bronte, Nino Galati, ha convocato una seduta del civico consesso aperta al pubblico.
«Abbiamo già dimostrato di essere un paese accogliente con lo Sprar, - ha affermato il sindaco Graziano Calanna - ma rischiamo di dover accogliere ben 109 migranti. Mi chiedo se la città è pronta».
A tal proposito, il comandante della Stazione dei carabinieri, Giuseppe Amendolia, ha lanciato l’allarme: «Siamo in pochi per affrontare anche questo fenomeno che ruba tempo al normale controllo del territorio - ha affermato - già una ragazza di 16 anni ha sporto denuncia perché seguita da tre ragazzi di colore».
Preoccupazioni condivise dal consigliere Angelica Prestianni: «Difficile accertare l’effettiva età dei migranti. Dobbiamo fare appello a chi, non pensando alla sicurezza dei propri figli e del proprio territorio, ha avuto accreditata una struttura di accoglienza. Crocetta dovrebbe revocare la circolare che non pone limiti all’arrivo dei minori».
«Anche i centri di accoglienza per minori - afferma il consigliere Antonio Petronaci - devono essere autorizzati di concerto con i Comuni. Questo non è stato fatto ed allora facciamoci sentire».
A Bronte anche un albergo sta per trasformarsi in Centro di accoglienza ed allora il consigliere Enza Meli dice: «Si parla sempre dell’albergo, ma ci sono anche le altre strutture. Dobbiamo invece bloccare i maggiorenni chiedendo l’applicazione della clausola di salvaguardia». «Sarebbe opportuno - ha aggiunto il consigliere Gaetano Messina - che la Regione metta un vincolo all’arrivo dei minori. Neanche la scuola è in grado di accogliere il possibile flusso». Infine il vice sindaco, Vittorio Triscari, ha rivolto un appello a chi chiede l’autorizzazione per una Centro di accoglienza: «Invece di ospitare i minori, fate un Bed & Breakfast». Da questo Consiglio comunale scaturirà un documento che sarà inviato alla Regione.


21 Maggio 2017

IMMIGRAZIONE
La struttura è stata attivata dalla cooperativa Iride di Scordia, che gestisce già lo Sprar con ventidue richiedenti asilo

Operativo il centro di seconda accoglienza per 15 minori

Attivato a Bronte il Centro di seconda accoglienza di 15 minori stranieri non accompagnati dalla cooperativa Iride di Scordia, che qui gestisce già lo Sprar con 22 richiedenti asilo. Sui migranti, venerdì il sindaco Graziano Calanna ha incontrato «forze dell'ordine, servizi ospedalieri, sanitari, scuola, tecnici ed assistenti sociali del Comune».

Questo centro la cooperativa doveva gestirlo per conto del comune, ma l'ente, dopo aver partecipato lo scorso anno a un bando del ministero dell'Interno, ha rinunciato.

Il centro di seconda accoglienza, che si trova nel quartiere Sciarotta a due passi dalla Chiesa Sant'Agata, si chiama Comunità Smile, ospita già 9 minori originari dell'Africa subsaharìana provenienti da un centro di prima accoglienza di Messina, loro prima sede di controlli dopo lo sbarco d'aprile.

L'attuale situazione la illustra il responsabile della Comunità Rocco Sciacca spiegando:

«Ospitiamo 9 minori, provenienti dall'Africa subsahariana (Mali, Costa d'Avorio, Nuova Guinea, Gambia, Senegal e Nigeria) e sono seguiti da educatrici, assistenti sociali e mediatori. culturali. Qualcuno di loro - spiega Sciacca - parla l'inglese o il francese, per cui riesce già a interloquire con il personale. Inoltre, ci stanno coadiuvando due ospiti della Sprar maggiorenni, uno del Senegal e uno del Gambia, che collaborano con il nostro personale nell'inserimento di questi ragazzi, per lo più sedicenni, che dovrebbero permanere in questa centro fino al diciottesimo anno d'età.
All'apertura del nuovo anno scolastico, come per i minori italiani, avranno l'obbligo di frequentare la scuola – precisa Sciacca -, ma intanto stiamo provvedendo ad una loro prima alfabetizzazione d'italiano. Le educatrici li fanno partecipare pure alle attività sociali in atto a Bronte e, poiché sono appassionati di calcio, i ragazzi hanno già provato il campetto della Sciarotta giocando con i loro coetanei del posto.
Venerdì, intanto, c'è stato un allontanamento (spesso qualcuno tenta di raggiungere amici e familiari), ma il minore la sera stessa è rientrato, Auspichiamo che non ci siano allarmismi -conclude Sciacca - come quando, abbiamo aperto lo Sprar, allarmismi alla fine rivelatisi infondati».

Il sindaco, Graziano Calanna, sull'incontro tenuto al Comune ha detto: «Abbiamo inteso fare un'analisi del territorio sotto il profilo della capacità ricettiva dal punto vista sociale, sanitario, dell'istruzione e della sicurezza. Un sindaco deve chiedersi se siamo pronti, ad accogliere un numero incontrollato di migranti e a garantire i servizi necessari. Sull'altro centro di seconda accoglienza per quindici minori al Santissima Cristo e su quella di prima accoglienza da sessanta posti nell' ex albergo Parco dell'Etna – conclude il primo cittadino - confermo che la Regione ci ha chiesto i pareri tecnici che competono al Comune, li renderemo previo accurato esame». [Luigi Putrino]


20 Maggio 2017

Vertice convocato dal sindaco Calanna con le forze dell'ordine e i servizi sanitari

«Migranti, esiste un limite non potremo accoglierli tutti»

E' stato aperto un centro con 15 ospiti e già si registrano problemi. «Se arrivano oltre cento persone la situazione non potrà essere sottovalutata»

«Bronte non è in condizione di accogliere tutti i migranti che sulla carta potrebbero arrivare». Questo l’esito del vertice convocato dal sindaco, Graziano Calanna, che ha voluto riunire attorno ad un tavolo forze dell’Ordine, servizi ospedalieri e sanitari, il mondo della scuola, tecnici ed assistenti sociali del Comune, alla presenza anche dei capigruppo consiliari, per capire come la Città fosse in grado di smaltire con efficienza il maggiore carico di lavoro che ne deriverebbe.

«Io ho sempre sostenuto – ha affermato il sindaco in apertura – che vista l’emergenza ogni Comune debba mostrarsi accogliente. Noi abbiamo per esempio già lo Sprar. Esiste però un limite invalicabile che è dettato dalla capacità dei servizi che abbiamo di assorbire lavori e compiti nuovi. Ed un sindaco deve chiedersi se siamo pronti ad accogliere un numero incontrollato di migranti e se siamo pronti a garantire i servizi necessari».

E le risposte non sono state positive. A Bronte ha già aperto un centro di accoglienza per 15 migranti ed i carabinieri già denunciano dei problemi. «Un minore di 17 anni è già scappato – ha affermato il luogotenente Giuseppe Amendolia, comandante del Comando Stazione carabinieri di Bronte – pare sia in viaggio in autobus verso Messina. In questo centro di accoglienza inoltre già si segnalano le prime ribellioni ed atteggiamenti arroganti. Bronte già di suo non è secondo ad altri per criminalità, non abbiamo la forza di affrontare tutto».
«Se arrivano oltre 100 migranti – ha aggiunto il dott. Francesco Del Campo, direttore del Servizio di Igiene Pubblica – il problema non può essere sottovalutato. Il servizio di Igiene pubblica non è in condizione di affrontare le emergenze che potrebbero verificarsi e bisogna essere pronti».

Parere quasi identico da arte del Servizi sociali del Comune con l’Ufficio tecnico che, dovendo esprimere solo pareri urbanistici sulle centri di accoglienza non può certo opporsi. «Alla luce di quanto sentito – ha affermato il consigliere Massimo Castiglione – chiedo al sindaco di intraprendere un’azione forte e che imponga il rispetto delle clausole di salvaguardia». «O ci attrezziamo ad accettarne 100 – ha aggiunto Maria De Luca – o impediamo che arrivino. I nostri servizi sociali e scuole non riusciranno a sopportare il carico di lavoro e non credo che verranno potenziati i servizi sanitari o arriveranno altri carabinieri».

Interessanti anche gli interventi che sono stati esposti dai consiglieri Enza Meli, Ernesto Di Francesco e Antonio Leanza. «Ho raccolto dati a sufficienza. – ha concluso il sindaco – Chiederò al presidente Nino Galati di convocare una seduta di Consiglio comunale. Domanderemo alla Regione di rispettare ciò che verrà deciso». [ L. S.]




24 maggio 2017

CIMITERO

PRESENTATE AL COMUNE TRE PROPOSTE DI PROJECT FINANCING

Progetti per ampliare e migliorare i servizi cimiteriali

Dopo l'ordinanza sindacale che ha vietato a Bronte la doppia sepoltura, presto strutture e servizi nel cimitero monumentale potrebbero essere realizzati con il project financing. Al Comune, infatti, sono arrivate tre proposte, provenienti da altrettante ditte, per realizzare nuovi loculi e cappelle, creare una nuova illuminazione votiva e migliorare i servizi. Tutto per un investimento complessivo di circa 3 milioni e mezzo di euro.

L’Ufficio tecnico comunale sta valutando la validità delle proposte, che il sindaco Graziano Calanna ha accolto favorevolmente.

Una prima proposta riguarda la realizzazione di 892 sepolture nella zona nuova del cimitero, più 11 cappelle gentilizie per 8 posti ciascuna; l’impresa intende investire 2 milioni 185 mila euro per poi vendere i loculi. Una seconda proposta prevede una migliore gestione dell’illuminazione votiva, la messa in sicurezza degli impianti e la videosorveglianza, per un investimento di 458 mila euro. La terza prevede la custodia, la sorveglianza dell’intera area cimiteriale e l’adeguamento delle infrastrutture che garantiscono lo svolgimento dei servizi, per un investimento di circa 900 mila euro.

Adesso l’Ufficio tecnico avrà 90 giorni di tempo per istruire le pratiche necessarie a stabilire la pubblica utilità delle proposte presentate che spetta al Consiglio comunale.



20 Maggio 2017

Circolo “Enrico Cimbali”

Incontro con Pino Aprile

Oggi alle 17 al circolo di cultura “Enrico Cimbali” incontro con lo scrittore Pino Aprile, sul tema «Perché i terroni salveranno l’Italia», curato da un gruppo formato da Lucia e Vincenzo Lupo, Elisa Milazzo e Enrico Lipari (collaborati dai consiglieri Samanta Longhitano e Antonio Petronaci). Introduce il presidente del circolo, Salvatore Tirendi, interviene il sindaco Graziano Calanna. (*LPU*)



2 Maggio 2017

Domani ultimo giorno nel rione S. Giuseppe, dall'11 maggio nel quartiere Sciarotta

Il mercatino del giovedì trasloca

Dall'l1 maggio; il mercato del giovedì si trasferirà nella grande piazza intitolata a padre Saitta e nell'adiacente via Pergolesi, al quartiere Sciarotta

Il mercato del giovedì di Bronte cambia sede. Domani si svolgerà ancora nel quartiere di San Giuseppe ma dal prossimo giovedì (11 maggio) le bancarelle si trasferiranno nella grande piazza intitolata a padre Saitta e nell'adiacente via Pergolesi, all'interno del quartiere di Sciarotta.
«Il mercato si sposta - afferma il sindaco Graziano Calanna – perché arrivato il momento di rifare il look alle strade del quartiere San Giuseppe ed alla piazza Baden Powell. Tanti cittadini, infatti, da sempre mi chiedono di riqualificare il quartiere, provvedendo a sostituire il manto stradale sgretolato da anni. Adesso è arrivato il momento di intervenire e trattandosi di un lavoro lungo, era necessario spostare il mercato».
Scelta forzata, ma comunque non semplice da adottare. In tutti i Comuni i luoghi dei mercati sembrano intoccabili, perchè invadono la sfera delle abitudini decennali di avventori e commercianti.
«Ma noi - aggiunge Graziano Calanna - non potevamo fare diversamente. Le ipotesi erano due: o spostare o interromperlo. Abbiamo senza indugio optato per la prima, per non penalizzare i commercianti e i brontesi che lo frequentano: Considero questa decisione una opportunità per tutti. Ovviamente metteremo in campo tutti i servizi a nostra disposizione. Fra questi il bus del trasporto urbano che, almeno per il primo mese gratuitamente, farà continuamente da navetta fra la Città, la stazione Fce ed il mercato. Faremo il possibile per alleviare gli eventuali disagi».
Intanto, in queste ore le riunioni operative si infittiscono; nei prossimi giorni in piazza Saitta e via Pergolesi verranno disegnati i posti. Dopo di che tutto è pronto per un cambio che rimarrà nella storia. (L. S.)



30 marzo 2017

Approvato un atto di indirizzo politico

Rottamazione delle cartelle esattoriali

Il Consiglio comunale ha approvato l’atto di indirizzo politico presentato dai consiglieri del gruppo consiliare “Bronte 2.0 – Liberi e forti”, Ernesto Di Francesco e Antonio Leanza.

“In questo momento di grave difficoltà economica – ha affermato il capogruppo Di Francesco – il Comune ha il dovere di aiutare i contribuenti, non strangolarli con sanzioni in linea con quanto promosso dal Governo nazionale. Il Comune di Bronte, non poteva mancare ad un appuntamento promosso anche da altri Comuni, in particolare modo quello di Catania capoluogo delle nostra Città metropolitana. In questa maniera sia il Comune, sia il contribuente raggiungono i propri obbiettivi. Il primo riscuoterà dei crediti ormai vetusti, abbattendo i costi amministrativi e di contenzioso ed impinguando le casse comunali, mentre il secondo risparmierà sulle sanzioni”.

I due consiglieri nel mese di Febbraio avevano chiesto all’Amministrazione comunale di adottare il provvedimento del Governo nazionale sulla rottamazione delle cartelle esattoriali. In pratica gli utenti con questo provvedimento avrebbero avuto la possibilità di mettersi in regola, senza pagare sanzioni.

Deciso era stato il no del Sindaco: «Non far pagare le sanzioni ai morosi vuoi dire mortificare chi, ad a Bronte, sono l’80%, paga le bollette facendo sacrifici e rispettando le scadenze».

Durante la votazione la consigliera Samanta Longhitano si è astenuta: “Non sono contro il provvedimento. – ha affermato - Se lo fossi stata avrei votato contro, ma mi astengo nel rispetto dei tanti cittadini, e a Bronte sono fortunatamente la stragrande maggioranza, che hanno rispettato i termini di pagamento”.



26 Marzo 2017

Chiuso l’iter per l’assegnazione dei lavori del complesso di contrada Sciara S. Antonio

Tra un anno saranno pronti 60 alloggi popolari

La gara per completare lo stabile è stata vinta da una ditta etnea che ha proposto un ribasso del 30 per cento sul prezzo iniziale di otto milioni di euro

Il Comune di Bronte chiude il lungo e tormentato iter burocratico della gara d’appalto effettuata dall’Urega (Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici) per il completamento di 60 alloggi popolari dell’Iacp, iniziati a costruire negli anni 90 e mai completati.

Si trovano in contrada Sciara Sant’Antonio ed esattamente in via Matteo Selvaggi.

Il Rup (Responsabile unico del procedimento) del progetto, ovvero il capo dell’ufficio tecnico del Comune, ing. Salva­tore Caudullo, ha verificato le operazioni di gara, analiz­zando le varie interpretazioni normative sulle voci del bando.

Alla fine non ci sono stati dubbi. Ad aggiudicarsi i lavori, con un ribasso del 30% su un importo di circa 8 milioni, è stata una ditta del territorio nord etneo che, appena le saranno consegnati i lavori, avrà un anno di tempo per completarli.

«Finalmente - afferma il sindaco Calanna - si conclude una gara d’appalto che, iniziata con la precedente Amministrazione, dura da più di 2 anni, esponendo l’ente al rischio di perdere il finanziamento. È solo grazie alla fermezza e competenza dell’ing. Caudullo se siamo riusciti a porre rimedio ai ritardi dell’Urega. Pensate che seguivo questo bando da consigliere comunale e ho continuato a seguirlo da sindaco. Finalmente abbiamo la possibilità di completare questi alloggi che daranno risposte alle esigenze abitative di 60 famiglie, cui non vediamo l’ora di consegnare l’appartamento finito».

E i lavori per completare questi appartamenti sono costati parecchio. Il progetto prevedeva lavori per circa 8 milioni di euro, di cui 6 milioni e 317 mila euro sono finanziati dalla Regione, un milione 125 mila euro dall’Iacp di Catania, mentre il resto, circa 900 mila euro, arriva dal Comune.

Chi percorre via Selvaggi, infatti, si accorge dell’imponente rudere e dello spazio che lo circonda. Si vede chiaramente che si tratta di palazzine, iniziate e non completate e se pensiamo alla domanda di abitazione che esiste, è veramente un peccato. Delle due enormi palazzine dove sono stati ultimati appena la struttura portante, il tetto, i muri d’ambito e la parte strutturale degli infissi. Il resto è tutto da completare.

«Si tratta - aggiunge il sindaco Graziano Calanna - di alloggi a canone sostenibile accessibili non solo dalle famiglie indigenti, ma anche da parte di coloro che hanno un reddito più alto, ma non hanno una casa».

Da progetto con i fondi previsti non solo si completeranno gli appartamenti, ma l’intera area sarà dotata di servizi ed infrastrutture, trasformando la zona in una moderna area residenziale.

Adesso, definita la gara d’appalto, verranno pubblicati i verbali di gara. Trascorso il tempo previsto per legge, l’aggiudicazione sarà definitiva. Di conseguenza, se non ci saranno ricorsi, potranno iniziare i lavori. [L. S.]

27 Marzo 2017

INTERVENTO DI FIRRARELLO

«Dodici anni per assegnare lavori sono un tempo davvero inaudito»

A 48 ore dall’aggiudicazione dei lavori per il recupero dei 60 alloggi popolari dell’Iacp in contrada Sciara Sant’Antonio a Bronte, l’ex sindaco della Città del Pistacchio, già senatore Pino Firrarello, torna a puntare il dito contro l’Urega, che considera l’emblema della lentezza e dell’inefficienza della burocrazia regionale, causa della crisi economica ed occupazionale siciliana.

«L’Urega non va riformata, ma abolita - afferma - Per aggiu­dicare questi lavori ci ha impiegato più di 2 anni, aggra­vando una situazione già critica.

«Pensate - continua - che la storia dei lavori degli alloggi popolari di contrada Sciara Sant’Antonio comin­cia 12 anni fa, quando riuscii a recuperare ben 6 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture.
E se in tutto questo tempo il finanzia­mento non è stato ritirato è perché tante volte sono andato a spiegare i motivi dei ritardi con i funzionari del ministero, dell’assessorato regionale ed anche dell’Iacp che, dovendo comparte­cipare alla spesa con un milione e 200 mila euro, visti i ritardi, pensavano di utilizzare le somme per altre cose.

«Se il Comune di Bronte avesse perso il finanziamento il danno sarebbe stato enorme, lasciando nel degrado l’intera zona di Sciara sant’Antonino dove sono previste opere di urbanizzazione che la qualificano. Non dimen­tichiamo che lì si trovano istituti scolastici, la caserma dei carabinieri ed un centro sportivo polifunzionale».

Per Firrarello il tempo fra il finanziamento e l’aggiudicazione della gara è esage­rato.

«Dodici anni - spiega - è un tempo inaudito. Questo caso dovrebbe far riflettere l’assessore regionale Gio­van­ni Pistorio e tutta l’Assemblea regionale, chiamata a risolvere il grande problema dei lavori che in Sicilia vengono finanziati ma alla fine non si realizzano».

Poi aggiunge: «Ma come pensiamo di svegliare l’eco­nomia ed affrontare il proble­ma della disoccu­pazione se non affrontiamo questi problemi. Sia l’Anci, sia le organizzazioni sindacali dovrebbero ribellarsi. Siamo bravi a cercare i mali del­l’Europa o dello Stato, ma non capiamo che i problemi più grandi li abbiamo in casa.

Allora propongo che i vertici dell’Urega non rimangano in carica per più di un anno, almeno non si rischia di trasfor­mare un incarico in un lavoro a tempo quasi indeterminato». [T. P.]




,  21 Marzo 2017

MIGRANTI

Ospiterà, in tempi brevi, 15 giovani senza genitori. A gestire la struttura sarà la cooperativa Iride di Scordia. Procede intanto, l’iter per l’avvio di altre tre strutture

Sì della Regione al centro di accoglienza minori

Autorizzata dalla Regione la struttura di Bronte che doveva ospitare il Centro comunale di seconda accoglienza di 15 minori stranieri non accompagnati, nonostante la rinuncia al progetto da parte del sindaco. La coop Iride di Scordia, che doveva gestirlo per conto del comune, «al momento», ne esclude l’apertura anche da privato.

Procede, invece, l’iter per l’avvio degli altri 3 centri per minori: 2 per stranieri; 1 per italiani.

Nel 2016 il Comune partecipava al bando Fami del Ministero dell’Interno per aprire il centro per minori in ambito Sprar, che a Bronte ospita 22 rifugiati e richiedenti asilo. Il sindaco Calanna, però, lo scorso 8 febbraio in Consiglio comunicava la rinuncia all’istituzione del centro e, per scongiurare un’eccessiva presenza di stranieri nel territorio, invitava i privati a fare altrettanto; l’appello, però, ad oggi non è stato accolto.

Tornando alla struttura della cooperativa Iride, raggiunto telefonicamente, il rappresentante legale Rocco Sciacca dichiara: «Nonostante l’autorizzazione, al momento non è nei nostri programmi l’apertura di questa struttura». La struttura autorizzata si trova nel quartiere Sciarotta, vicino all’istituendo Centro per minori disagiati italiani, della cooperativa Fiore del deserto, il cui presidente Salvatore Pizzuto spiega: «Intendiamo istituire una comunità alloggio per 10 minori italiani, dai 6 ai 14 anni, come richiesto alla Regione con l’istanza di accreditamento. Non ci si spiega come il sindaco abbia potuto affermare, nel consiglio dell’8 febbraio, che realizzeremo un centro per 15 minori stranieri».

Il sindaco Graziano Calanna, dal canto suo, precisa: «Sull’autorizzazione della struttura della cooperativa Iride, non mi risulta che al Comune sia pervenuta alcuna comunicazione. Quanto ai privati, al momento nessuno ha comunicato il ritiro dei loro progetti per centri per minori stranieri non accompagnati, salvo una comunicazione recente da parte del signor Salvatore Pizzuto, con la quale ha precisato che il suo centro ospiterà minori italiani».

A Bronte, quindi, apriranno un centro per 10 minori italiani (aumentabili a 12), uno di «seconda accoglienza» per 15 minori stranieri non accompagnati (msna) al Santissimo Cristo e uno di «primissima accoglienza» (sempre per msna) da 60 posti nell’ex albergo Parco dell’Etna, struttura per la quale è attesa l’autorizzazione al funzionamento, dall’Assessorato regionale alla Famiglia, e che sarà gestita dalla cooperativa Freedom di Siracusa.

Le strutture private per i minori stranieri incrementeranno il «circuito straordinario» dell’accoglienza, utilizzato in emergenza dai Prefetti, causa carenza posti del «circuito ordinario» formato dai «Centri accoglienza governativi». La normativa sui «minori stranieri non accompagnati», che differisce da quella sui rifugiati e richiedenti asilo, in Sicilia per gli standard delle strutture private è contenuta in due decreti del Presidente della Regione Siciliana, che regolano l’accoglienza di primo e di secondo livello e l’attività di vigilanza da parte dei Servizi sociali dei Comuni. [Luigi Putrino]



16 Marzo 2017

Garantisce contributi alle persone non autosufficienti parenti di dipendenti pubblici

Al via il Progetto Home care premium

Scadenza il 30 Marzo

E’ corsa contro il tempo per i dipendenti pubblici in servizio od in pensione o per i loro familiari non autosufficienti. Hanno tempo fino al 30 marzo per aderire al progetto “Home care premium" edizione 2017, che garantisce loro un contributo economico ed assistenza domiciliare gratuita.

Il progetto è stato finanziato dall’Inps, ed il Comune di Bronte ha allestito uno sportello pubblico gestito da una equipe di assistenti sociali che, oltre a ricevere le domande, sono in grado di fornire le informazioni necessarie agli utenti.

«Secondo i criteri stabiliti dall’Inps, – afferma in un comunicato il sindaco Calanna – possono fare richiesta i dipendenti pubblici per se stessi, per i loro familiari ed affini di primo grado. Di conseguenza il coniuge, i figli, i genitori, ma anche suoceri, nuore e generi dei dipendenti pubblici possono usufruirne. Ma non solo – aggiunge – il servizio è rivolto ai soggetti legati da unione civile o ai conviventi, ed infine pure agli orfani dei dipendenti».

Per il sindaco si tratta di un servizio fondamentale per garantire assistenza ed elevare i livelli di solidarietà sociale. «Restituisce sollievo a chi ha bisogno. – infatti aggiunge - Agli aventi diritto verranno assegnati dei fondi per l’assistenza, proporzionali al grado di non autosufficienza e del reddito del paziente. Due le tipologia di contributi cui si potrà accedere: o un contributo da parte dell’Inps diretto al beneficiario che così potrà sostenere l’assistenza fornita, oppure il pagamento di servizi, come per esempio il trasporto verso centri specializzati. Gli uffici del Comune – conclude - sono a disposizione per chiarire e risolvere ogni dubbio”.

E martedì 21 febbraio prossimo, alle ore 16, il sindaco ha già organizzato un convengo nella sala consiliare, dove l’equipe che gestisce lo sportello informativo potrà fornire ai possibili interessati tutti i possibili chiarimenti.



,  6 Marzo 2017

CONFRATERNITE

Lo prevede un’ordinanza del sindaco Graziano Calanna, a seguito di tre note inviate al Comune dai Servizi di Igiene dell’Asp di Catania e dal locale Distretto sanitario

Abolita l’antica tradizione della doppia sepoltura

L’antica tradizione della «doppia sepoltura», tramandata a Bronte da cinque Confraternite ecclesiastiche e da privati titolari di alcune cappelle, non può essere più praticata. Lo prevede un’ordinanza del sindaco Graziano Calanna emanata a seguito di tre note inviate al comune nel 2015 dai Servizi di Igiene dell’Asp di Catania e del locale Distretto sanitario.

Le Confraternite destinatarie del provvedimento sono: Gesù e Maria (Santuario Annunziata), Santissimo Sacramento (Chiesa Madre), Terz’Or­dine Francescano (Cappuccini), San Carlo Borromeo (Chiesa della Catena), Maria Santissima della Misericordia (Parrocchia San Silvestro); e, ovviamente, i proprietari delle cappelle.

«In questo Comune - scrive nell’ordinanza il sindaco - le Confraternite assicurano agli associati, i “confratelli”, il servizio funebre e la tumu­lazione in loculo colombario all’interno delle cosiddette “chiese” (cappelle, ndr) di proprietà delle Confraternite poste all’interno del cimitero comunale».

Sempre Calanna aggiunge: «È pratica consolidata da decenni che l’accesso della salma al loculo all’interno della “chiesa” avviene oltre 18 mesi dal decesso dopo che il feretro è stato deposto in un colatoio, una nicchia con fondo in terra chiusa con una lastra di marmo e ricavata sotto il pavimento di una specifica cappella ove il feretro è sistemato in posizione inclinata verso il basso. Tali modalità - precisa Calanna - sono state praticate anche in casi di sepolture private». In sostanza, alla presenza dell’ufficiale sanitario veniva eseguita un’esumazione straordinaria, i resti del defunto venivano avvolti in un sudario e trasferiti in una cassa di zinco idonea per la tumulazione negli antichi loculi.

Il sindaco Calanna, però, a seguito delle tre note pervenute al Comune dall’Azienda sanitaria a febbraio e marzo 2015 (sindaco Pino Firrarello) e della riunione da lui tenuta con le Con­fraternite il 12 ottobre 2015, con l’ordinanza n. 4 del 12 gennaio 2017 ha autorizzato il «trasferimento in altra sepoltura delle salme in atto deposte nei rispettivi “colatoi” delle confra­ternite» e vietata la prosecuzione delle «doppie esequie».

Le antiche cappelle ecclesiastiche delle Confraternite, quindi, allo stato sarebbero inutilizzabili per nuove sepolture, perché inidonee alla tumulazione dei moderni feretri, e nelle stesse condizioni versano alcune cappelle gentilizie e private. L’abrogata consuetudine, infatti, coniugava la tradizione con l’uso di numerosi posti-salma, perché consentiva l’utilizzo di strutture cimiteriali preesistenti ai regolamenti di polizia mortuaria nazionale del 1990 e comunale, risalente al 1982.

«L’anno scorso - conferma il sindaco - abbiamo deliberato l’ampliamento del cimitero (a destra in un'immagine tratta da Google) con l’inter­vento di privati, tramite project financing per 8 milioni di euro. Nel nuovo piano delle opere pubbliche che adotteremo, però, insieme al Consiglio comunale valuteremo ipotesi alternative».

Il 24 gennaio scorso, tuttavia, al Comune è pervenuta una proposta di project financing da parte di un’impresa di Bronte, per la realizzazione di nuovi loculi, come si apprende da un decreto sindacale firmato giovedì scorso dal primo cittadino. «Con questo atto – dice ancora Graziano Calanna - ho nominato l’ingegnere Salvatore Caudullo, capo dell’ufficio tecnico, responsabile di procedimento per valutare il progetto di finanza propostoci, ma, come vi ho anticipato prima che firmassi questo decreto, l’ipotesi privata non è la sola che valuteremo con il nuovo piano». [Luigi Putrino]



5 Marzo 2017

Dati e poi revocati 27mila euro alla Pro loco

Presidente Longhitano: «Nostre attività sono state fatte gratis»

Il 31 dicembre, tre giorni dopo l'approvazione da parte del Consiglio comunale del bilancio di previsione 2016, la giunta guidata da Graziano Calanna effettua un prelevamento dal fondo di riserva pari a 116mila euro e delibera contributi a favore di varie associazioni, tra le quali la Pro Loco alla quale, per le attività svolte nell'anno trascorso, elargisce fra l'altro un contributo di 27 mila euro. La Pro loco, però, rinuncia a quest'ultimo contributo concesso dalla Giunta e, poco dopo, la stessa delibera viene revocata proprio dalla Giunta. (Leggi tutto su Meridionews.it / La Spia Press)




,  4 Marzo 2017

5 Marzo 2017

QUERELLE RISOLTA

Il Comune accoglie la richiesta dell’Ordine professionale catanese e pubblica la gara per conferire un incarico da oltre 68 mila euro

Restauro del Castello Nelson
La direzione dei lavori a un architetto

La Ducea Nelson dall'altoIl Comune di Bronte accoglie la richiesta dell’Ordine degli architetti della provincia di Catania di affidare la direzione dei lavori di restauro del Castello Nelson a un architetto e pubblica una gara per conferire un incarico da 68mila e 91 euro.

L’Ordine aveva contestato la nomina a direttore d’un geometra, scrivendo alla Soprintendenza di Catania, all’Anac, al Consiglio nazionale degli architetti di Roma e alla Consulta degli architetti di Messina.

Il presidente dell’Ordine etneo degli architetti, Giuseppe Scannella, il 4 agosto 2016 contestava l’affidamento della direzione del restauro del Castello Nelson (importo lavori a base di gara 1.724.674 euro) e, citando normative e giurisprudenza, precisava che «per il settore del restauro di edifici di valore storico-artistico la competenza è “esclusiva” per chi esercita la professione di architetto», così come per «gli interventi di rilevante carattere artistico e di interesse storico-artistico su edifici, vincolati o meno, spetta esclusivamente all’architetto, salvo la parte tecnica che spetta sia all’architetto che all’ingegnere».

Scannella, inoltre, aggiungeva che «qualora l’incarico professionale, relativo alla sola “parte tecnica” per opere in edifici storico artistici, è affidato ad un ingegnere, il medesimo deve essere affiancato, comunque, da un architetto» e in conclusione ricordava che «i requisiti per lo svolgimento di Servizi di architettura e ingegneria (Sai), riguardanti immobili d’interesse storico artistico sottoposti a vincoli culturali, definiti dall’Autorità di vigilanza anticorruzione (Anac), dalla determina n. 4/2015 e Linee guida Sai, sono indicati di “competenza esclusiva” degli architetti».

Sulla vicenda, il presidente degli architetti etnei Scannella ci ha dichiarato: «L’accoglimento da parte dell’amministrazione comunale di Bronte delle nostre sollecitazioni circa la necessità di assicurare adeguata professionalità alla direzione lavori per il restauro del Castello Nelson, rientra nell’ambito dei normali rapporti di leale collaborazione tra l’Ordine degli architetti e le istituzioni del territorio al fine di tutelare l’interesse generale della collettività».

Il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, per concludere, ha puntualizzato: «A prescindere dai torti e dalle ragioni giuridiche, abbiamo ritenuto, nell’ottica dello spirito collaborativo che da sempre ha contraddistinto il Comune di Bronte, di separare la parte dei lavori relativa alla struttura da quella relativa al restauro; quanto a quest'ultimo, il 23 marzo si terrà la gara relativa alla direzione lavori».

Nel frattempo, Comune e Ordine hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per consentire a giovani architetti di effettuare tirocinio formativo presso l’ufficio tecnico comunale, guidato dall’ingegnere Salvatore Caudullo. Lo stesso accordo era stato concluso dal Comune con l’Ordine degli ingegneri. [Luigi Putrino]



, 1 Marzo 2017

Il sindaco Calanna chiede al Prefetto di rispettare l'accordo tra Viminale e Anci

“A Bronte non più di 48 rifugiati”

“Di essere accoglienti lo abbiamo già dimostrato, ma Bronte non può ospitare più di 48 rifugiati o richiedenti asilo”. E’ il pensiero del sindaco Graziano Calanna che ha inviato una lettera al Prefetto di Catania, Silvana Riccio, chiedendole di tenere conto della così detta “clausola di salvaguardia”, ovvero l’intesa intesa “Anci-Viminale” che prevede che ogni Comune non possa accogliere più di 2,5 rifugiati per ogni 1.000 abitanti.

«Le scrivo – si legge nella missiva – per rappresentarle la situazione del Comune di Bronte. Allo stato 3 cooperative hanno comunicato che intendono dedicarsi all’accoglienza di stranieri; più nel dettaglio, una cooperativa comunica l’apertura di un Centro di prima accoglienza per 60 minori non accompagnati, un’altra per 15 stranieri e la terza per 10 minori».

«Bronte – continua il sindaco – ha da tempo aderito al progetto SPRAR, ed ospita 22 rifugiati. Nella non temuta ipotesi in cui si bypassasse l’istituto della clausola di salva­guardia, fra qualche mese, i richiedenti asilo ospitati nella Comunità brontese potrebbero essere 107. Cifra che supererebbe di gran lunga quella che emerge dalla proporzione stabilita dal Ministero dell’Interno (2,5 richiedenti asilo per 1000 abitanti).
Bronte non è idonea, sotto il profilo sanitario e di capacità di accoglienza delle nostre istituzioni scolastiche, per ospitare un così elevato numero di richiedenti. Fatti i calcoli Bronte non può ospitarne più di 48».

Il sindaco nella lettera anticipa anche ogni possibile strumentalizzazione: “Bronte – spiega – ha già dimostrato di essere un Paese accogliente ed ospitale, avendo istituito anni fa lo SPRAR che questa Amministrazione intende confermare, tuttavia, la Città non può permettersi l’arrivo di ulteriori immigrati”.
Il sindaco chiude la sua missiva chiedendo al Prefetto di Catania di limitare le autorizzazioni.

Continua ad essere l'argomento del giorno, a Bronte, il tentativo del sin­daco Calanna di limitare il numero di rifugiati che in futuro potreb­bero arrivare nella cittadina.

Il Ministero dell'Interno ha scritto al primo cittadino per infor­marlo di avere accolto la sua richiesta di rinuncia al finan­zia­mento "Iride" riser­vata a quei Comuni che "potenziano la capa­cità ricettiva del sistema di seconda accoglienza dei minori stra­nieri non accom­pa­gnati".

«Si prende atto - si legge nella nota ministeriale - della for­male denun­cia alla realizza­zione delle attività progettuali, nonchè del  finan­ziamento previsto».

«Rinunciare a dei fondi di questi tempi non è facile - afferma Calanna - ma rendendomi conto che tanti privati si stanno candi­dando all'ac­co­glienza, ho deciso di ritirare il bando del Comune.

Ripeto quanto già scritto al Prefetto: Bronte non ha né servizi sanitari, né scolastici in grado di accogliere il nume­ro di richie­denti asilo che i privati intendono accogliere, né ha una cospicua presenza di forze dell'ordine.»

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