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MARZO / APRILE 2017

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News dei mesi precedenti


26 Marzo 2017

Chiuso l’iter per l’assegnazione dei lavori del complesso di contrada Sciara S. Antonio

Tra un anno saranno pronti 60 alloggi popolari

La gara per completare lo stabile è stata vinta da una ditta etnea che ha proposto un ribasso del 30 per cento sul prezzo iniziale di otto milioni di euro

Il Comune di Bronte chiude il lungo e tormentato iter burocratico della gara d’appalto effettuata dall’Urega (Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici) per il completamento di 60 alloggi popolari dell’Iacp, iniziati a costruire negli anni 90 e mai completati.

Si trovano in contrada Sciara Sant’Antonio ed esattamente in via Matteo Selvaggi.

Il Rup (Responsabile unico del procedimento) del progetto, ovvero il capo dell’ufficio tecnico del Comune, ing. Salva­tore Caudullo, ha verificato le operazioni di gara, analiz­zando le varie interpretazioni normative sulle voci del bando.

Alla fine non ci sono stati dubbi. Ad aggiudicarsi i lavori, con un ribasso del 30% su un importo di circa 8 milioni, è stata una ditta del territorio nord etneo che, appena le saranno consegnati i lavori, avrà un anno di tempo per completarli.

«Finalmente - afferma il sindaco Calanna - si conclude una gara d’appalto che, iniziata con la precedente Amministrazione, dura da più di 2 anni, esponendo l’ente al rischio di perdere il finanziamento. È solo grazie alla fermezza e competenza dell’ing. Caudullo se siamo riusciti a porre rimedio ai ritardi dell’Urega. Pensate che seguivo questo bando da consigliere comunale e ho continuato a seguirlo da sindaco. Finalmente abbiamo la possibilità di completare questi alloggi che daranno risposte alle esigenze abitative di 60 famiglie, cui non vediamo l’ora di consegnare l’appartamento finito».

E i lavori per completare questi appartamenti sono costati parecchio. Il progetto prevedeva lavori per circa 8 milioni di euro, di cui 6 milioni e 317 mila euro sono finanziati dalla Regione, un milione 125 mila euro dall’Iacp di Catania, mentre il resto, circa 900 mila euro, arriva dal Comune.

Chi percorre via Selvaggi, infatti, si accorge dell’imponente rudere e dello spazio che lo circonda. Si vede chiaramente che si tratta di palazzine, iniziate e non completate e se pensiamo alla domanda di abitazione che esiste, è veramente un peccato. Delle due enormi palazzine dove sono stati ultimati appena la struttura portante, il tetto, i muri d’ambito e la parte strutturale degli infissi. Il resto è tutto da completare.

«Si tratta - aggiunge il sindaco Graziano Calanna - di alloggi a canone sostenibile accessibili non solo dalle famiglie indigenti, ma anche da parte di coloro che hanno un reddito più alto, ma non hanno una casa».

Da progetto con i fondi previsti non solo si completeranno gli appartamenti, ma l’intera area sarà dotata di servizi ed infrastrutture, trasformando la zona in una moderna area residenziale.

Adesso, definita la gara d’appalto, verranno pubblicati i verbali di gara. Trascorso il tempo previsto per legge, l’aggiudicazione sarà definitiva. Di conseguenza, se non ci saranno ricorsi, potranno iniziare i lavori. [L. S.]

27 Marzo 2017

INTERVENTO DI FIRRARELLO

«Dodici anni per assegnare lavori sono un tempo davvero inaudito»

A 48 ore dall’aggiudicazione dei lavori per il recupero dei 60 alloggi popolari dell’Iacp in contrada Sciara Sant’Antonio a Bronte, l’ex sindaco della Città del Pistacchio, già senatore Pino Firrarello, torna a puntare il dito contro l’Urega, che considera l’emblema della lentezza e dell’inefficienza della burocrazia regionale, causa della crisi economica ed occupazionale siciliana.

«L’Urega non va riformata, ma abolita - afferma - Per aggiu­dicare questi lavori ci ha impiegato più di 2 anni, aggra­vando una situazione già critica.

«Pensate - continua - che la storia dei lavori degli alloggi popolari di contrada Sciara Sant’Antonio comin­cia 12 anni fa, quando riuscii a recuperare ben 6 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture.
E se in tutto questo tempo il finanzia­mento non è stato ritirato è perché tante volte sono andato a spiegare i motivi dei ritardi con i funzionari del ministero, dell’assessorato regionale ed anche dell’Iacp che, dovendo comparte­cipare alla spesa con un milione e 200 mila euro, visti i ritardi, pensavano di utilizzare le somme per altre cose.

«Se il Comune di Bronte avesse perso il finanziamento il danno sarebbe stato enorme, lasciando nel degrado l’intera zona di Sciara sant’Antonino dove sono previste opere di urbanizzazione che la qualificano. Non dimen­tichiamo che lì si trovano istituti scolastici, la caserma dei carabinieri ed un centro sportivo polifunzionale».

Per Firrarello il tempo fra il finanziamento e l’aggiudicazione della gara è esage­rato.

«Dodici anni - spiega - è un tempo inaudito. Questo caso dovrebbe far riflettere l’assessore regionale Gio­van­ni Pistorio e tutta l’Assemblea regionale, chiamata a risolvere il grande problema dei lavori che in Sicilia vengono finanziati ma alla fine non si realizzano».

Poi aggiunge: «Ma come pensiamo di svegliare l’eco­nomia ed affrontare il proble­ma della disoccu­pazione se non affrontiamo questi problemi. Sia l’Anci, sia le organizzazioni sindacali dovrebbero ribellarsi. Siamo bravi a cercare i mali del­l’Europa o dello Stato, ma non capiamo che i problemi più grandi li abbiamo in casa.

Allora propongo che i vertici dell’Urega non rimangano in carica per più di un anno, almeno non si rischia di trasfor­mare un incarico in un lavoro a tempo quasi indeterminato». [T. P.]




,  21 Marzo 20177

MIGRANTI

Ospiterà, in tempi brevi, 15 giovani senza genitori. A gestire la struttura sarà la cooperativa Iride di Scordia. Procede intanto, l’iter per l’avvio di altre tre strutture

Sì della Regione al centro di accoglienza minori

Autorizzata dalla Regione la struttura di Bronte che doveva ospitare il Centro comunale di seconda accoglienza di 15 minori stranieri non accompagnati, nonostante la rinuncia al progetto da parte del sindaco. La coop Iride di Scordia, che doveva gestirlo per conto del comune, «al momento», ne esclude l’apertura anche da privato.

Procede, invece, l’iter per l’avvio degli altri 3 centri per minori: 2 per stranieri; 1 per italiani.

Nel 2016 il Comune partecipava al bando Fami del Ministero dell’Interno per aprire il centro per minori in ambito Sprar, che a Bronte ospita 22 rifugiati e richiedenti asilo. Il sindaco Calanna, però, lo scorso 8 febbraio in Consiglio comunicava la rinuncia all’istituzione del centro e, per scongiurare un’eccessiva presenza di stranieri nel territorio, invitava i privati a fare altrettanto; l’appello, però, ad oggi non è stato accolto.

Tornando alla struttura della cooperativa Iride, raggiunto telefonicamente, il rappresentante legale Rocco Sciacca dichiara: «Nonostante l’autorizzazione, al momento non è nei nostri programmi l’apertura di questa struttura». La struttura autorizzata si trova nel quartiere Sciarotta, vicino all’istituendo Centro per minori disagiati italiani, della cooperativa Fiore del deserto, il cui presidente Salvatore Pizzuto spiega: «Intendiamo istituire una comunità alloggio per 10 minori italiani, dai 6 ai 14 anni, come richiesto alla Regione con l’istanza di accreditamento. Non ci si spiega come il sindaco abbia potuto affermare, nel consiglio dell’8 febbraio, che realizzeremo un centro per 15 minori stranieri».

Il sindaco Graziano Calanna, dal canto suo, precisa: «Sull’autorizzazione della struttura della cooperativa Iride, non mi risulta che al Comune sia pervenuta alcuna comunicazione. Quanto ai privati, al momento nessuno ha comunicato il ritiro dei loro progetti per centri per minori stranieri non accompagnati, salvo una comunicazione recente da parte del signor Salvatore Pizzuto, con la quale ha precisato che il suo centro ospiterà minori italiani».

A Bronte, quindi, apriranno un centro per 10 minori italiani (aumentabili a 12), uno di «seconda accoglienza» per 15 minori stranieri non accompagnati (msna) al Santissimo Cristo e uno di «primissima accoglienza» (sempre per msna) da 60 posti nell’ex albergo Parco dell’Etna, struttura per la quale è attesa l’autorizzazione al funzionamento, dall’Assessorato regionale alla Famiglia, e che sarà gestita dalla cooperativa Freedom di Siracusa.

Le strutture private per i minori stranieri incrementeranno il «circuito straordinario» dell’accoglienza, utilizzato in emergenza dai Prefetti, causa carenza posti del «circuito ordinario» formato dai «Centri accoglienza governativi». La normativa sui «minori stranieri non accompagnati», che differisce da quella sui rifugiati e richiedenti asilo, in Sicilia per gli standard delle strutture private è contenuta in due decreti del Presidente della Regione Siciliana, che regolano l’accoglienza di primo e di secondo livello e l’attività di vigilanza da parte dei Servizi sociali dei Comuni. [Luigi Putrino]



16 Marzo 2017

Garantisce contributi alle persone non autosufficienti parenti di dipendenti pubblici

Al via il Progetto Home care premium

Scadenza il 30 Marzo

E’ corsa contro il tempo per i dipendenti pubblici in servizio od in pensione o per i loro familiari non autosufficienti. Hanno tempo fino al 30 marzo per aderire al progetto “Home care premium" edizione 2017, che garantisce loro un contributo economico ed assistenza domiciliare gratuita.

Il progetto è stato finanziato dall’Inps, ed il Comune di Bronte ha allestito uno sportello pubblico gestito da una equipe di assistenti sociali che, oltre a ricevere le domande, sono in grado di fornire le informazioni necessarie agli utenti.

«Secondo i criteri stabiliti dall’Inps, – afferma in un comunicato il sindaco Calanna – possono fare richiesta i dipendenti pubblici per se stessi, per i loro familiari ed affini di primo grado. Di conseguenza il coniuge, i figli, i genitori, ma anche suoceri, nuore e generi dei dipendenti pubblici possono usufruirne. Ma non solo – aggiunge – il servizio è rivolto ai soggetti legati da unione civile o ai conviventi, ed infine pure agli orfani dei dipendenti».

Per il sindaco si tratta di un servizio fondamentale per garantire assistenza ed elevare i livelli di solidarietà sociale. «Restituisce sollievo a chi ha bisogno. – infatti aggiunge - Agli aventi diritto verranno assegnati dei fondi per l’assistenza, proporzionali al grado di non autosufficienza e del reddito del paziente. Due le tipologia di contributi cui si potrà accedere: o un contributo da parte dell’Inps diretto al beneficiario che così potrà sostenere l’assistenza fornita, oppure il pagamento di servizi, come per esempio il trasporto verso centri specializzati. Gli uffici del Comune – conclude - sono a disposizione per chiarire e risolvere ogni dubbio”.

E martedì 21 febbraio prossimo, alle ore 16, il sindaco ha già organizzato un convengo nella sala consiliare, dove l’equipe che gestisce lo sportello informativo potrà fornire ai possibili interessati tutti i possibili chiarimenti.



,  6 Marzo 2017

CONFRATERNITE

Lo prevede un’ordinanza del sindaco Graziano Calanna, a seguito di tre note inviate al Comune dai Servizi di Igiene dell’Asp di Catania e dal locale Distretto sanitario

Abolita l’antica tradizione della doppia sepoltura

L’antica tradizione della «doppia sepoltura», tramandata a Bronte da cinque Confraternite ecclesiastiche e da privati titolari di alcune cappelle, non può essere più praticata. Lo prevede un’ordinanza del sindaco Graziano Calanna emanata a seguito di tre note inviate al comune nel 2015 dai Servizi di Igiene dell’Asp di Catania e del locale Distretto sanitario.

Le Confraternite destinatarie del provvedimento sono: Gesù e Maria (Santuario Annunziata), Santissimo Sacramento (Chiesa Madre), Terz’Or­dine Francescano (Cappuccini), San Carlo Borromeo (Chiesa della Catena), Maria Santissima della Misericordia (Parrocchia San Silvestro); e, ovviamente, i proprietari delle cappelle.

«In questo Comune - scrive nell’ordinanza il sindaco - le Confraternite assicurano agli associati, i “confratelli”, il servizio funebre e la tumu­lazione in loculo colombario all’interno delle cosiddette “chiese” (cappelle, ndr) di proprietà delle Confraternite poste all’interno del cimitero comunale».

Sempre Calanna aggiunge: «È pratica consolidata da decenni che l’accesso della salma al loculo all’interno della “chiesa” avviene oltre 18 mesi dal decesso dopo che il feretro è stato deposto in un colatoio, una nicchia con fondo in terra chiusa con una lastra di marmo e ricavata sotto il pavimento di una specifica cappella ove il feretro è sistemato in posizione inclinata verso il basso. Tali modalità - precisa Calanna - sono state praticate anche in casi di sepolture private». In sostanza, alla presenza dell’ufficiale sanitario veniva eseguita un’esumazione straordinaria, i resti del defunto venivano avvolti in un sudario e trasferiti in una cassa di zinco idonea per la tumulazione negli antichi loculi.

Il sindaco Calanna, però, a seguito delle tre note pervenute al Comune dall’Azienda sanitaria a febbraio e marzo 2015 (sindaco Pino Firrarello) e della riunione da lui tenuta con le Con­fraternite il 12 ottobre 2015, con l’ordinanza n. 4 del 12 gennaio 2017 ha autorizzato il «trasferimento in altra sepoltura delle salme in atto deposte nei rispettivi “colatoi” delle confra­ternite» e vietata la prosecuzione delle «doppie esequie».

Le antiche cappelle ecclesiastiche delle Confraternite, quindi, allo stato sarebbero inutilizzabili per nuove sepolture, perché inidonee alla tumulazione dei moderni feretri, e nelle stesse condizioni versano alcune cappelle gentilizie e private. L’abrogata consuetudine, infatti, coniugava la tradizione con l’uso di numerosi posti-salma, perché consentiva l’utilizzo di strutture cimiteriali preesistenti ai regolamenti di polizia mortuaria nazionale del 1990 e comunale, risalente al 1982.

«L’anno scorso - conferma il sindaco - abbiamo deliberato l’ampliamento del cimitero (a destra in un'immagine tratta da Google) con l’inter­vento di privati, tramite project financing per 8 milioni di euro. Nel nuovo piano delle opere pubbliche che adotteremo, però, insieme al Consiglio comunale valuteremo ipotesi alternative».

Il 24 gennaio scorso, tuttavia, al Comune è pervenuta una proposta di project financing da parte di un’impresa di Bronte, per la realizzazione di nuovi loculi, come si apprende da un decreto sindacale firmato giovedì scorso dal primo cittadino. «Con questo atto – dice ancora Graziano Calanna - ho nominato l’ingegnere Salvatore Caudullo, capo dell’ufficio tecnico, responsabile di procedimento per valutare il progetto di finanza propostoci, ma, come vi ho anticipato prima che firmassi questo decreto, l’ipotesi privata non è la sola che valuteremo con il nuovo piano». [Luigi Putrino]




,  4 Marzo 2017

5 Marzo 2017

QUERELLE RISOLTA

Il Comune accoglie la richiesta dell’Ordine professionale catanese e pubblica la gara per conferire un incarico da oltre 68 mila euro

Restauro del Castello Nelson
La direzione dei lavori a un architetto

La Ducea Nelson dall'altoIl Comune di Bronte accoglie la richiesta dell’Ordine degli architetti della provincia di Catania di affidare la direzione dei lavori di restauro del Castello Nelson a un architetto e pubblica una gara per conferire un incarico da 68mila e 91 euro.

L’Ordine aveva contestato la nomina a direttore d’un geometra, scrivendo alla Soprintendenza di Catania, all’Anac, al Consiglio nazionale degli architetti di Roma e alla Consulta degli architetti di Messina.

Il presidente dell’Ordine etneo degli architetti, Giuseppe Scannella, il 4 agosto 2016 contestava l’affidamento della direzione del restauro del Castello Nelson (importo lavori a base di gara 1.724.674 euro) e, citando normative e giurisprudenza, precisava che «per il settore del restauro di edifici di valore storico-artistico la competenza è “esclusiva” per chi esercita la professione di architetto», così come per «gli interventi di rilevante carattere artistico e di interesse storico-artistico su edifici, vincolati o meno, spetta esclusivamente all’architetto, salvo la parte tecnica che spetta sia all’architetto che all’ingegnere».

Scannella, inoltre, aggiungeva che «qualora l’incarico professionale, relativo alla sola “parte tecnica” per opere in edifici storico artistici, è affidato ad un ingegnere, il medesimo deve essere affiancato, comunque, da un architetto» e in conclusione ricordava che «i requisiti per lo svolgimento di Servizi di architettura e ingegneria (Sai), riguardanti immobili d’interesse storico artistico sottoposti a vincoli culturali, definiti dall’Autorità di vigilanza anticorruzione (Anac), dalla determina n. 4/2015 e Linee guida Sai, sono indicati di “competenza esclusiva” degli architetti».

Sulla vicenda, il presidente degli architetti etnei Scannella ci ha dichiarato: «L’accoglimento da parte dell’amministrazione comunale di Bronte delle nostre sollecitazioni circa la necessità di assicurare adeguata professionalità alla direzione lavori per il restauro del Castello Nelson, rientra nell’ambito dei normali rapporti di leale collaborazione tra l’Ordine degli architetti e le istituzioni del territorio al fine di tutelare l’interesse generale della collettività».

Il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, per concludere, ha puntualizzato: «A prescindere dai torti e dalle ragioni giuridiche, abbiamo ritenuto, nell’ottica dello spirito collaborativo che da sempre ha contraddistinto il Comune di Bronte, di separare la parte dei lavori relativa alla struttura da quella relativa al restauro; quanto a quest'ultimo, il 23 marzo si terrà la gara relativa alla direzione lavori».

Nel frattempo, Comune e Ordine hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per consentire a giovani architetti di effettuare tirocinio formativo presso l’ufficio tecnico comunale, guidato dall’ingegnere Salvatore Caudullo. Lo stesso accordo era stato concluso dal Comune con l’Ordine degli ingegneri. [Luigi Putrino]



, 1 Marzo 2017

Il sindaco Calanna chiede al Prefetto di rispettare l'accordo tra Viminale e Anci

“A Bronte non più di 48 rifugiati”

“Di essere accoglienti lo abbiamo già dimostrato, ma Bronte non può ospitare più di 48 rifugiati o richiedenti asilo”. E’ il pensiero del sindaco Graziano Calanna che ha inviato una lettera al Prefetto di Catania, Silvana Riccio, chiedendole di tenere conto della così detta “clausola di salvaguardia”, ovvero l’intesa intesa “Anci-Viminale” che prevede che ogni Comune non possa accogliere più di 2,5 rifugiati per ogni 1.000 abitanti.

«Le scrivo – si legge nella missiva – per rappresentarle la situazione del Comune di Bronte. Allo stato 3 cooperative hanno comunicato che intendono dedicarsi all’accoglienza di stranieri; più nel dettaglio, una cooperativa comunica l’apertura di un Centro di prima accoglienza per 60 minori non accompagnati, un’altra per 15 stranieri e la terza per 10 minori».

«Bronte – continua il sindaco – ha da tempo aderito al progetto SPRAR, ed ospita 22 rifugiati. Nella non temuta ipotesi in cui si bypassasse l’istituto della clausola di salva­guardia, fra qualche mese, i richiedenti asilo ospitati nella Comunità brontese potrebbero essere 107. Cifra che supererebbe di gran lunga quella che emerge dalla proporzione stabilita dal Ministero dell’Interno (2,5 richiedenti asilo per 1000 abitanti).
Bronte non è idonea, sotto il profilo sanitario e di capacità di accoglienza delle nostre istituzioni scolastiche, per ospitare un così elevato numero di richiedenti. Fatti i calcoli Bronte non può ospitarne più di 48».

Il sindaco nella lettera anticipa anche ogni possibile strumentalizzazione: “Bronte – spiega – ha già dimostrato di essere un Paese accogliente ed ospitale, avendo istituito anni fa lo SPRAR che questa Amministrazione intende confermare, tuttavia, la Città non può permettersi l’arrivo di ulteriori immigrati”.
Il sindaco chiude la sua missiva chiedendo al Prefetto di Catania di limitare le autorizzazioni.

Continua ad essere l'argomento del giorno, a Bronte, il tentativo del sin­daco Calanna di limitare il numero di rifugiati che in futuro potreb­bero arrivare nella cittadina.

Il Ministero dell'Interno ha scritto al primo cittadino per infor­marlo di avere accolto la sua richiesta di rinuncia al finan­zia­mento "Iride" riser­vata a quei Comuni che "potenziano la capa­cità ricettiva del sistema di seconda accoglienza dei minori stra­nieri non accom­pa­gnati".

«Si prende atto - si legge nella nota ministeriale - della for­male denun­cia alla realizza­zione delle attività progettuali, nonchè del  finan­ziamento previsto».

«Rinunciare a dei fondi di questi tempi non è facile - afferma Calanna - ma rendendomi conto che tanti privati si stanno candi­dando all'ac­co­glienza, ho deciso di ritirare il bando del Comune.

Ripeto quanto già scritto al Prefetto: Bronte non ha né servizi sanitari, né scolastici in grado di accogliere il nume­ro di richie­denti asilo che i privati intendono accogliere, né ha una cospicua presenza di forze dell'ordine.»

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