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AGOSTO / DICEMBRE 2017

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News dei mesi precedenti


17 novembre 2017

NUOVA GIUNTA MUNICIPALE

Calanna nomina assessori Di Francesco, Messina e Liuzzo

Presto nominerà il quarto assessore e distribuirà le deleghe

Il sindaco Graziano Calanna ha ricostituito buona parte della Giunta municipale revocata in toto il 19 ottobre scorso. Ieri sera, al termine di un lungo periodo di consultazioni con i gruppi consiliari, ha firmato il decreto che nomina 3 dei 4 assessori.

Si tratta dei consiglieri comunali Ernesto Di Francesco capogruppo nell’Assemblea consiliare di “Bronte 2.0”, Gaetano Messina a sua volta capogruppo in Consiglio del Partito democratico e Chetti Liuzzo, alla sua prima esperienza politico-amministrativa.

Messina (foto a destra), 50 anni, è un ingegnere che svolge anche l’attività di docente nella scuola superiore. Dal 2015 è consigliere comunale (eletto con 220 voti nella lista "PD-UDC-Futuro e Tradizione Insieme" della Coalizione di Nunzio Calanna) ed attualmente è presidente della commissione Urbanistica e Lavori Pubblici.

Di Francesco (foto a sinistra), 46 anni, laureato in Medicina, dirigente sanitario e specialista in Patologia clinica vanta una lunga esperienza politica. Consigliere comunale al terzo mandato (nel 2015 è stato eletto con 178 voti nella lista "Guardiamo Avanti Insieme"), attualmente è anche presidente della Commissione consiliare sulla Sanità.

Completamente neofita della politica, invece, Chetti Liuzzo, 47 anni, direttore dei servizi generali amministrativi presso la scuola media Castiglione di Bronte.

“Io li ringrazio tutti e 3 per la disponibilità ad impegnarsi per la propria Città. – ha affermato il sindaco in un comunicato – Si apre un ciclo nuovo pieno di energie. Sono felice della loro adesione perché l’innesto di nuovi assessori servirà a dare ancora maggiore slancio all’attività politico amministrativa ed a realizzare il programma con cui ci siamo presentati agli elettori. Ai nuovi assessori auguro un buon lavoro per il bene della nostra Bronte”.

Graziano Calanna annuncia anche che presto nominerà il quarto assessore, provvedendo a distribuire le deleghe. “Abbiamo garantito la rappresentanza di genere. – intanto spiega – Vedrete non passerà molto tempo che la Giunta municipale sarà al completo, nominando anche il quarto assessore e distribuendo le deleghe. Ognuno di loro dovrà occuparsi dei compiti cui hanno attitudini naturali”. [Equilibri restano in bilico e manca la maggioranza]


NUOVA GIUNTA: PARLANO GLI ASSESSORI

“Spero - ha affermato Gaetano Messina - di essere all’altezza del ruolo che il circolo PD di Bronte mi ha chiesto di assumere, in un momento di grave crisi istituzionale e forse anche di valori in cui verte la nostra cittadina. L’auspicio è quello di poter dare un fattivo contributo alla soluzione dei tanti problemi che negli ultimi due anni, da consigliere comunale, non ho mai esitato ad evidenziare”.

“Metto a disposizione la mia esperienza ventennale. – ha affermato l’assessore Ernesto Di Francesco – in un momento difficile dove i Comuni sono costretti ad affrontare i problemi della gente con enormi difficolta. Ho accettato con entusiasmo, ringraziando il sindaco per la fiducia accordata e sono pronto ad ascoltare i cittadini con la passione che ha sempre contraddistinto la mia attività politica. Per chi ama la propria città fare l’assessore è un incarico di prestigio ed io ringrazio i tanti amici per la stima dimostrata. Dedico questa nomina ai miei genitori primi maestri per me di senso civico”.

“Ringrazio il Sindaco per la fiducia che ha voluto riporre un me. – ha aggiunto Chetti Liuzzo (foto a sinistra) - Sono nel mondo della scuola da molti anni e ne conosco il valore e le problematiche. Bronte è una cittadina che offre numerosi indirizzi di studio pertanto è richiesta una particolare attenzione da parte dell’Amministrazione alle esigenze del funzionamento e dell’edilizia scolastica, ma anche alle crescenti esigenze formative. Nell’ambito delle mie competenze attuerò la più ampia collaborazione con le famiglie, il mondo produttivo ed i Dirigenti scolastici per una scuola moderna che sappia affrontare le sfide del futuro”.

Il sindaco Graziano Calanna ha infine rivolto un ringraziamento anche agli ex assessori Vittorio Triscari, Francesco Bortiglio ed Antonio Currao (non fa il nome del quarto: Nuccio Biuso ma, come sottolinea un successivo comunicato stampa, è "una mera dimenticanza"). «Il loro impegno - ha affermato - è stato fondamentale per iniziare questo percorso amministrativo a vantaggio della collettività».

Il consigliere Antonio Leanza ha inviato intanto una nota al presidente del Consiglio comunale Nino Galati dove comunica le proprie dimissioni del gruppo “Bronte 2.0 – Liberi e Forti”: “A seguito della nomina di assessore di Ernesto Di Francesco, - scrive fra l'altro - non condividendone la scelta, comunico la dimissioni dal gruppo. Confermando il ruolo di consigliere di opposizione manifesto la volontà ad aderire al Gruppo misto”.



3 Novembre 2017

Maria Pia Castiglione vicepresidente Adoc

Maria Pia Castiglione e la nuova vicepresidente provinciale dell’Adoc, l'Associazione difesa e orientamento dei consumatori. Da un anno nessuno ricopriva questa carica nell'organizzazione, dopo la scomparsa di Giusi Longo, avvocato, che è stata ricordata nel corso di un direttivo dalla segretaria generale della UIL di Catania, Enza Meli, «per le sue doti umane e professionali, per la sua eroica e sfortunata voglia di vivere (…). Adesso è stata scelta Maria Pia Castiglione, che con la sua lunga militanza a difesa dei lavoratori e dei cittadini, con la sua storia di impegno sociale e grazie anche alla sua formazione giuridica, saprà essere un punto di riferimento per le battaglie a tutela dei consumatori. (…)»

Maria Pia Castiglione, laureata in legge, è mamma di due figli: Marco e Francesco. E ormai da anni componente del direttivo Uila, in prima linea nelle battaglie condotte nel comparto agroalimentare contro la morte annunciata dell’Aras, l’associazione regionale allevatori della Sicilia. La neo vicepresidente ha ringraziato e sottolineato la necessità di dare voce ai cittadini «che sollecitano insistentemente una rilanciata tracciabilità dei prodotti».

A Bronte la Castiglione è stata consigliere comunale (2005-2010), coordinatrice locale di Forza Italia, presidente del Consiglio delle donne. (Fonte La Sicilia, 3 Novembre 2017).



19 Ottobre 2017

Il sindaco Calanna azzera la Giunta

Terremoto politico nella Giunta municipale. Il sindaco Graziano Calanna ha azzerato la sua Giunta, revocando le nomine degli assessori. Il provvedimento è stato emesso nella tarda serata di ieri, dopo un Consiglio comunale tutto sommato sereno, dove i consiglieri hanno votato all’unanimità tutti i punti all’ordine del giorno, rinviando soltanto l’approvazione del regolamento comunale per la concessione di contributi per l’adozione di cani randagi.

Per resto tutto tranquillo fino a tarda sera, quando il sindaco ha emesso il provvedimento dove si legge: “Considerato che l’attività politica tenuta nell’ultimo periodo dagli assessori comunali ha fatto venire meno il rapporto fiduciario che aveva ispirato l’atto di nomina, decreta di revocare il proprio provvedimento e conseguentemente la nomina ad assessore comunale”.

La Giunta municipale del Comune di Bronte fino a ieri era composta vice sindaco Vittorio Triscari, da Francesco Bortiglio, Nuccio Biuso ed Antonio Currao. [Inizia il Toto assessori alle porte delle regionali]



6 Ottobre 2017

IL CASO OSPIZIO DEI VECCHI

Chiesto al Gup proscioglimento dei 5 imputati

Udienza rinviata al 18 gennaio - Domenica 15 Ottobre Open Day

E’ stata rinviata al 18 gennaio prossimo l'udienza (Gup Giovanni Cariolo) del procedimento relativo all'inchiesta sui presunti maltrattamenti perpetrati ai danni di alcuni anziani ospiti dell'Istituto San Vincenzo dei Paoli - padre Marcantonio di Bronte, meglio noto come “l’Ospizio dei vecchi”.

Per maltrattamento e abbandono di incapaci la procura di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio del sacerdote Luigi Minio, 87 anni presidente della Fondazione (difeso dall'avvocato Carmelo Peluso) e di altri quattro dipendenti della struttura.

Nell’udienza di ieri i difensori degli imputati hanno chiesto per tutti il non luogo a procedere. Al termine dell'udienza però la decisione del giudice è slittata con la fissazione di una nuova data (il 18 gennaio per l'appunto) a causa di alcuni difetti di notifica alle parti offese. Agli atti dell'inchiesta, che è stata avviata dopo alcuni esposti denuncia, sono confluite le indagini dei Carabinieri della compagnia di Randazzo e del NAS di Catania. [fonte Or. Prov.-La Sicilia]

Intanto «il Presidente dell'Ospizio-Lager» (così si definisce il Sac. Luigi Minio perchè così alcuni giorni fa incautamente era definita la Casa di riposo per Anziani dal quotidiano La Sicilia) ha divulgato un ulteriore opuscoletto dove scrive del "potere della calunnia", del "rito delle denunzie" e della "forza della verità" e, in occasione del 50mo anniversario dell'apertura, ha indetto per domenica 15 Ottobre un "Open Day", invitando tutta la cittadinanza a visitare la struttura ed a parlare con i suoi ospiti e loro familiari per - c'è scritto negli inviti - «vedere con i propri occhi ed ascoltare con le proprie orecchie». Con un pizzico di humor, riprendendo il titolo del primo opuscoletto, durante il giorno verrà proiettato e commentato il film di Bellocchio "Sbatti il mostro in prima pagina".



3 Ottobre 20177

REGIONE
Autorizzato il nuovo centro per minori ma Calanna annuncia battaglia

Bronte, i migranti nell'ex albergo

Il sindaco: «Faremo ricorso al Tar»

L'albergo Parco dell'Etna di Bronte diventa «Centro di primissima accoglienza per minori stranieri non accompagnati ad alta specializzazione» per 59 unità, ma il sindaco Graziano Calanna annuncia battaglia al Tar contro l'autoriz­zazione regionale rilasciati ieri alla cooperativa «Freedom» di Siracusa.

L’assessorato regionale della Famiglia e delle Politiche sociali ha concesso l'autoriz­zazione, dopo aver acquisito i pareri favorevoli urbanistici e igienico-sanitari del Comune di Bronte e del Servizio Igiene dell'Asp.

Questo centro si aggiunge allo Sprar comunale che ospita 22 richiedenti asilo maggiorenni, e al centro di seconda acco­glienza con 15 minori stranieri, una struttura privata, gestiti dalla cooperativa «Iride» di Scordia; un paio di apparta­menti, invece, sono a disposizione della Prefettura che avrebbe già assegnato circa 12 migranti. La capacità ricettiva del Sistema brontese di acco­glienza migranti, raggiungerebbe, quindi, 108 unità.

In merito alla struttura sorta nell’ex albergo, il sindaco Calanna già a luglio aveva scritto alla Regione sostenendo l'illegit­timità della eventuale autorizzazione, ma, interpretato nel merito dal competente Dipartimento regionale, l'Ufficio legale della regione ha confermato «la legittimità delle procedure seguite».

Il sindaco di Bronte continua a contestare ed opporsi all'autorizzazione. «Una direttiva del ministero dell'Interno del 2016 esenta i Comuni sede di Sprar dall'obbligo di ulteriori forme di accoglienza - dice Calanna - senza distinzione di età, facendo scattare la clausola di salvaguardia oltre un numero di stranieri che nel caso di Bronte è di 48, già superato.

E’ singolare - sottolinea Calanna - che su una struttura del genere io debba esercitare potere di vigilanza, con i Servizi sociali, ma non vengo interpellato per l'apertura, come è paradossale che una comunità debba subire queste decisioni. Ritengo l'auto­rizzazione illegittima, per cui impugnerò il provvedimento al Tar».

Per la cooperativa «Freedom», il responsabile Luciano Spicuglia, raggiunto telefonicamente, ha replicato: «Avute notizie certe di quest'atto da parte dell'amministrazione ci comporteremo di conseguenza». [Luigi Putrino]


3 Ottobre 2017

Ok dell’assessorato regionale per l’ospitalità dei migranti non accompagnati nell’Hotel Parco dell’Etna

Autorizzato l’arrivo di 59 minori

Il sindaco Calanna: «I nostri servizi non sono in grado di esercitare la vigilanza»

E’ arrivato il giorno in cui l’Assessorato della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro ha autorizzato l’arrivo di 59 minori non accompagnati da ospitare nell’Hotel Parco dell’Etna di Bronte, trasformato in centro di accoglienza.

Ieri il dirigente generale del Dipartimento famiglia e Politiche sociali della Regione, dott. Mario Candore, ha firmato il decreto che concede alla “Cooperativa sociale Freedom” di Siracusa, l’autoriz­zazione a svolgere attività assisten­ziale a favore di minori, presso la struttura di primissima accoglienza ad alta specializzazione di via Carlo Alberto dalla Chiesa a Bronte, dove si trova l’Hotel Parco dell’Etna.

Da quando sono state richieste le autoriz­zazioni, il sindaco, Graziano Calanna, ha fatto il possibile per impedire che i migranti arrivassero. Ha protestato, ha effettuato incontri con la società civile e ha chiesto ai servizi del proprio Comune e alle Forze dell’Ordine se la Città fosse in grado di accogliere un numero così alto di migranti. Temeva, infatti, che i servizi sociali, scolastici e sanitari non fossero in grado di assorbire i nuovi ospiti.

5 Ottobre 2017

Il sindaco promuove una petizione popolare

Non si arrende il sindaco Calanna alla decisione della Regione di conce­dere alla “Coope­rativa sociale Freedom” di Siracusa l’auto­riz­zazione ad ospitare 59 minori non accom­pagnati nella strut­tura di primis­sima acco­glienza realiz­zata nell’ex Hotel Parco dell’Etna.

Dopo aver chiesto un incontro al Prefetto di Catania, ha convocato per domattina una conferenza stampa in Co­mune per poi organizzare una petizione popolare che fa appello al famoso, ma a quanto pare non efficace, pro­tocollo Anci – Viminale, che impedirebbe che in una città di 19000 abitanti come Bronte arrivino più di 49 mi­granti.

«Io lo ribadirò sempre. – afferma Graziano Calanna in un comunicato - Nessuno dica che Bronte non ha dimo­strato di essere accogliente. Già ospita 50 migranti che consideriamo il numero massimo possibile. Preten­diamo quindi il rispetto dell’accordo Anci – Viminale.
Non accettiamo il comporta­mento arrogante della Regione che senza ascol­tarci ha deciso di imperio di autoriz­zare nella nostra cittadina un centro che ricordiamo è di primis­sima acco­glien­za. Ritengo sia surreale ed ipocrita pensare che l’accoglienza non debba avere limiti. Così facendo domani potreb­bero arrivare anche 200 migranti»..

«Intendiamoci – continua - non biasimiamo gli impren­ditori che hanno fatto il loro mestiere, accusiamo la Re­gio­ne che ha deciso senza sentirci. Lo considero un atto di pre­potenza nei confronti della nostra Comunità, che si era già espressa in senso contrario all’arrivo di altri migranti.
PPer questo – annuncia - ho deciso di promuo­vere una peti­zione popolare. Domani sera alle ore 19 invito i miei concittadini a recarsi in piazza Speda­lieri o se dovesse piovere nel Cine teatro per esprimere il proprio parere. Sarà un modo – conclude - anche per capire la volontà della città cui tutti dobbiamo tenere conto».

«Bronte - scrive Calanna in un manifesto a sua firma - ha già dimostrato di essere accogliente e pretendiamo il rispetto dell'accordo Anci-Viminale che fissa per Bronte il limite a 49 migranti. È surreale ed ipocrita pensare che l'accoglienza non debba avere limiti. Non si tratta di un gesto di generosità verso che arriva, ma di un atto di prepotenza nei confronti della nostra Comunità che si era già espressa in senso contrario all'arrivo di altri migranti. Verificheremo gli estremi per ricorrere al TAR contro la decisione della Regione».

3 ottobre 2017

Calanna chiede al Prefetto un incontro

Bronte già ospita 50 migranti e non è in grado di accoglierne altri 59”. E’ il senso della lettera che il sindaco Gra­ziano Calan­na ha inviato per chiedere un incontro al Prefetto di Catania, Silvana Ricco. «Nella qualità di Sindaco di Bronte, - si legge nella missiva - a seguito dell’ema­nazione del decreto del Dirigente generale del Diparti­mento Famiglia e Politiche sociali della Regione siciliana, dott. Mario Candore, che ha concesso alla “Coope­rativa sociale Freedom” di Siracusa l’autorizzazione ad ospitare 59 minori non accom­pagnati nella strut­tura di primissima acco­glienza realizzata nell’ex Hotel Parco dell’Etna, si chiede al Prefetto di convocare un in­contro».

Calanna invita il Prefetto a riceverlo perché ritiene che la città di Bronte non sia in grado di ospitare ben 109 migranti, un numero che considera spropor­zionato rispetto al numero di residenti di Bronte..

«Come è emerso – infatti continua - in occasione di diverse riunioni con le Forze sociali, con il Clero, con le Forze dell’Or­dine, con i Servizi sanitari, con le Istituzioni scolastiche e di assistenza sociale, la Città non è in condizione di affrontare un fenomeno dalle dimensioni così marcate e le possibili emergenze che potrebbero emergere.»

«I sindaci – conclude - da tempo si aspettano che la Prefettura convochi opportuni tavoli per stabilire i criteri di accoglienza dei migranti e la pro­porzione che questa deve assumere nel rispetto alla popolazione residente e dei servizi che la Comu­nità ha a disposizione”.

Per questo ha scritto al Prefetto e alla Regione, ha fatto appello all’accordo Anci-Viminale che fissava in 2.5 per mille abitanti il numero di migranti che ogni Comune potesse ospitare.

Ma è stato inutile. Anzi il decreto regionale alla fine recita: “Il Comune territorial­mente competente nell’ambito delle proprie attribu­zioni, eserciterà l’opportuna vigilanza per la verifica del mante­nimento dei requisiti in conformità agli standard regionali”.

«E poi dicono che non bisogna arrabbiarsi» - afferma Graziano Calanna -

«Noi abbiamo scritto alla Regione che i nostri servizi, impegnati già oltre modo a svolgere il lavoro ordinario, non sono in grado di esercitare vigilanza. E’ una vergogna. Una grande vergogna. Scelte così importanti non possono essere adottate senza sentire chi governa il territorio. La società nelle sue ampie articolazioni si era espressa, ma il nostro parere non interessa a nessuno. La gente si rivolterà e protesterà contro questa scelta e contro tutti quei privati che, non dimostrando amore per la propria città, fanno business con i migranti. Mi domando quanti di loro li accoglierebbero se non ci fossero i soldi dell’Europa. Bronte ha dimostrato di essere accogliente approvando lo Spraar. Noi diciamo solo no a troppi migranti a Bronte».

Poi aggiunge: «Guarderemo bene le carte e se ci sono le condizioni faremo ricorso. Informerò la Città e chiederò il sostegno della gente per protestare contro questa decisione che non ha niente di democratico ma molto di prepotente».



28 settembre 2017

18 voti favorevoli uno contrario

Approvato il Bilancio di previsione 2017 - 2019

Dopo tante polemiche il Consiglio comunale ha approvato a maggioranza il Bilancio di previsione 2017 – 2019. E’ stato approvato con il maxi emendamento presentato dagli Uffici del Comune e gli emendamenti presentati dai consiglieri. Raccogliendo un appello del capo dell’Ufficio tecnico ing. Caudullo, su proposta del presidente Nino Galati i gruppi di maggioranza e di opposizione si sono riuniti, infatti, trovando finalmente un accordo per parecchi degli emendamenti presentati.

Così gli emendamenti che hanno riscontrato la totale convergenza sono stati approvati all’unanimità, mentre gli atri a maggioranza, con i consiglieri Samanta Longhitano e Antonio Petronaci che si sono astenuti. Atteggiamento questo che per il consigliere Carlo Castiglione è da condannare, mentre per il consigliere Antonio Petronaci è il risultato di coerenza, visto che nella seduta precedente il suo gruppo si era astenuto.

Passati alle dichiarazioni di voto del documento finale, il consigliere Giuseppe Di Mulo (Centristi per Bronte) ha dichiarato di “non essere felice di votare un bilancio privo di programmazione, ma che il suo gruppo lo avrebbe votato favorevolmente per mantenere determinati equilibri politici ed istituzionali”. Voto contrario, invece, per Valeria Franco (5 Stelle) “a causa - ha dichiarato - mancanza di programmazione e voglia di innovare la città”.

Il gruppo del consigliere Antonio Leanza (Bronte 2.0) ha votato favorevolmente sol perché il bilancio è stato emendato. “Dopo che la Giunta ha presentato un bilancio tecnico, - ha affermato - abbiamo tentato di recuperare quelle somme necessarie al sociale. Questo bilancio manca di programmazione ed è in equilibrio solo grazie alle royalties”.

Voto favorevole anche da parte del Pd: “Mi associo – ha affermato il consigliere Gaetano Messina - alle esigenze di maggiore programmazione, sottolineando l'importanza del bilancio che non può essere utilizzato ai fini politici”.
Chi ha parlato di strumentalizzazioni e poltrone – ha aggiunto Carlo Castiglione (Bronte Viva) - ha fatto un danno al Consiglio che l'organo più eterogeneo è rappresentativo della città. Votiamo questo bilancio, come ha sottolineato Di Mulo, per buonsenso. Non certo per non andare a casa, ma di sicuro per non lasciare da sola la maggioranza”.

Voto positivo anche da Angelica Prestianni (Bronte Viva): “Prima volevo votare contraria, - ha affermato - ma grazie alle riflessioni effettuate dai miei colleghi mi sono ravveduta”. La replica a chi ha accusato che il bilancio manca di programmazione è stata affidata al consigliere Rosario Liuzzo (Bronte Democratica) che ha annunciato il voto favorevole: “I parametri sempre più stringenti della finanza pubblica impediscono la programmazione. – ha affermato - È questa Amministrazione, pur nelle difficoltà, è riuscita a far quadrare il bilancio”. Alla fine 18 voti favorevoli uno contrario.




Domenica 24 Settembre 20177

IL CASO OSPIZIO DEI VECCHI

Tutto il clero brontese difende Padre Luigi Minio

La Procura di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio per maltrat­tamento e abbandono di incapaci del sacerdote Luigi Minio, di 87 anni, presidente della fondazione «Istituto San Vincenzo dè Paoli - Padre Marcantonio», noto come «Ospizio dei vecchi di Bronte», definito dalla stampa nei giorni passati "Ospizio-lager", e di quattro dipendenti. Nel riquadro a destra diamo un ampia rassegna di questa notizia che ha sconvolto la cittadinanza brontese diventando il principale oggetto di dibattito nei circoli e nei bar. Si attende ora l’udienza del 5 ottobre. «Tutti conosciamo padre Luigi Minio - ha affermato subito il sindaco Calanna - ed in verità mai, né oggi da sindaco, né ieri da consigliere comunale, ho avuto sentore di maltrattamenti agli anziani nella nostra Casa di riposo».

“Ancora non sono stato interrogato”, ha dichiarato il prete, “sarò sentito il 5 ottobre e spiegherò come stanno i fatti”. Intanto ha distribuito ieri a Bronte un opuscoletto con una forma di autodifesa (che vi proponiamo di seguito, omettendo chiari riferimenti alle persone), dando una propria versione dei fatti, lanciando anche accuse ad altri ed invitando tutti quanti a visitare l'Ospizio, a constatare di presenza parlando con gli ospiti e chiedendo se mai qualcuno di loro sia stato maltrattato.

Identico invito hanno rivolto domenica «a tutte le persone oneste» tutti i sacerdoti di Bronte nelle loro omelie e con la distribuzione di un manifestino che così recita:

«Calunnie contro la Casa di Riposo
La Chiesa di Bronte deplora vivamente la campagna di calunnie che in questi giorni ha come oggetto il Residence per Anziani San Vincenzo
la benemerita Casa di Riposo per Anziani
che nel prossimo mese compie cinquant'anni di attività.
Noi, Clero di Bronte, siamo stati e siamo costantemente vicini e sappiamo quanto siano false le accuse che circolano.
Sappiamo anche quanto ha fatto l'attuale Presidente, il Sacerdote Psicologo Luigi Minio per sollevarla dallo stato di degrado in cui era stata ridotta.
Invitiamo tutte le persone oneste a visitarla, parlare con gli Anziani ospitati e coi loro familiari, in modo da rendersi personalmente conto delle falsità delle notizie che stanno circolando.
Invitiamo anche a leggere il libretto disponibile presso tutte le Chiese dove più dettagliatamente è spiegato come stanno le cose.»

Il Clero di Bronte

Sacerdoti Alio Daquino, Giuseppe Rizzo, Vincenzo Bonanno, Antonino Modica, Salvatore Maggio, Luigi Camuto, Nunzio Capizzi, Antonino Minissale, Giuseppe Zingale, Gianluca Capello e Gaetano Politi.


22 SETTEMBRE 2013

«Parla il Presidente del lager»

Sbatti il mostro in prima pagina

Sbatti il mostro in prima pagina, avrebbe titolato Bellocchio. Sono queste le pagine che mai avrei voluto scrivere, poiché non rientra nel mio stile divulgare fatti poco carini nei riguardi di altri, ma quando la provocazione supera certi limiti, sono obbligato a farlo.

Parlando di limiti, passi che si comprometta la mia reputazione, ma tollerare che si butti fango su una struttura tanto benemerita, spacciando per un lager quello che costituisce il fiore all’occhiello della nostra comunità, assolutamente no!

Mio malgrado, sono costretto ... a scoprire gli altarini!

Premetto che mi sono trovato alla Casa di Riposo, inizialmente per un incarico avuto, come psicologo, da parte del Consiglio d’Amministrazione: mi si chiedeva di far luce e cercare una soluzione ai gravissimi disagi del personale, culminati in due lettere in cui gli operatori rivolgevano pesanti accuse al Segretario Economo, Rag. Xxxx e a due suoi stretti collaboratori.

Addentrandomi nel lavoro, ho preso atto che la situazione non era per niente rosea.

Alla morte del fondatore, nel 1997, subentrò come Presidente il nuovo Parroco, Mons. Antonino Longhitano: oltre al lavoro principale di parroco, era contemporaneamente rettore del Piccolo Seminario di Bronte, rettore del Santuario Maria SS. Annunziata e docente di filosofia alla Facoltà Teologica di Sicilia (Studio Teologico San Paolo di Catania, dove era stato mio alunno, quando anch’io insegnavo in quella facoltà) e nel Liceo Parificato di Bronte (...).

In considerazione di questi molteplici impegni e del suo precario stato di salute, egli aveva progressivamente delegato la gestione al Segretario-Economo, Rag. Xxxx.

Alla morte di Mons. Longhitano, ... si direbbe a Bronte: a squagghiata ra nivi, cumparinu i pittuszi! (sciolta a neve appaiono i buchi).

Non sembra che quindici anni di gestione del Xxxx abbiano portato risultati brillanti.

Oltre alla tensione col personale, vi era qualche debituccio, stimato da un esperto fatto intervenire in tre milioni di euro.

Bazzecole!

Gli ambienti erano fatiscenti; prima di assumere la carica di Presidente, li ho voluti immortalare con settantasette foto, scattate con la presenza di due operatori che facessero da testimoni. L’opinione fra la gente era pessima, come documentato da un sondaggio svolto.

Nel giro di pochi mesi, il Presidente succeduto, Padre Renato Minio .... si sbarrugau (si scoraggiò) e si dimise.

Costatando il grave stato di degrado, sotto tutti punti di vista, in cui la Casa stessa si trovava, l’Arcivescovo di Catania - preoccupato - mi conferì l’incarico di Presidente, con l’espresso compito di tentarne il salvataggio e la normalizzazione.

Mi disse: Se riuscirai a salvare la Casa di Riposo, il merito sarà prima della Provvidenza e poi tuo.

Nella Provvidenza, si, ci credo, ma so anche che nei suoi interventi si suole servire dei miseri mortali; mi rimboccai le maniche e mi misi all’opera, abbandonando il mio Eremo di Portopalo, rinunziando alla mia attività professionale (mi tolsi anche la partita IVA); interruppi anche la stesura del mio ultimo libro al quale tanto tenevo.

Superfluo notare che per questo nuovo incarico, svolto a tempo pieno, non ricevo nessuna retribuzione, né ho alcun vantaggio personale, diretto o indiretto.

Ma, ahimè, avevo sottovalutato una certa realtà.

Fin dal primo momento della mia nomina di Presidente, decisi di fare chiarezza e mettere ordine nella contabilità, ma la cosa non garbava a chi da quindici anni la gestiva in modo ... patronale.

Si sono susseguite richieste verbali, lettere amichevoli, lettere raccomandate, ammonimenti disciplinari, biasimo scritto, ma le risposte erano sempre evasive.

Dopo oltre un anno, sospettando che vi fosse qualche piccolo scheletro nell’armadio, tentai di darvi una sbirciata: obbligai l’Economo a prendere i novanta giorni di ferie non ancora godute, cambiai le serrature delle stanze nelle quali erano custoditi i documenti e invitai esperti esterni a controllare la contabilità.

Rilevate gravi irregolarità, presentai alle autorità competenti denunzia, per la più vistosa e meglio documentabile tra quelle emerse.

La Magistratura incaricò la Guardia di Finanza di fare indagini, a conclusione delle quali si ritenne di processare il Xxxx per i reati di truffa e appropriazione indebita di ingenti somme di denaro commessi ai danni della Casa di Riposo.

Frattanto, non sembra che il buon Xxxx se ne sia stato con le mani in mano. Senza che io sospettassi di nulla, iniziò una lotta sorda e lucidamente programmata, con l’obiettivo di eliminare o neutralizzare un Presidente scomodo: Quale mezzo migliore che farlo passare per un indagato penalmente?

Iniziò le serie di querele, delle quali ho saputo dopo molto tempo.

Ad aprire la serie fu una sua stretta collaboratrice, per un problema di orari di lavoro. Xxxx non poteva essere da meno.

Nella relazione da me presentata al Consiglio d’Amministrazione, in seguito all’incarico ricevuto, riportai quanto il personale aveva detto, concludendo: Le accuse fatte dal personale sono vere? Non posso saperlo. So solo che il personale dice questo. Xxxx, in ottobre, prese delle frasi riferite dal personale, isolate dal contesto, e mi querelò, come dette da me per diffamarlo!

Dopo due mesi, in dicembre, un’altra querela:

L’accusa di minacce di un danno ingiusto. Il danno ingiusto consisteva nel proporgli di prendere le ferie che gli spettavano, per tentare di evitare la querela da parte dell’Assistente Sociale da lui in precedenza aggredita.

I motivi di querele, con evidenza, erano inconsistenti, ma cosa importa? Tutto va bene, purché potesse sbandierare che ero indagato penalmente; e poi, in considerazione dei tempi della giustizia e della mia età, prima che i processi si fossero celebrati, sarei passato a miglior vita!

Tuttavia, in considerazione della futilità di queste accuse, era necessario alzare il tiro.

Come già detto, avevo trovato gli ambienti in uno stato penoso. L’Arcivescovo, nel conferirmi l’incarico, commise un errore: dimenticò di consegnarmi la bacchetta magica.

Nei primissimi mesi della mia presidenza, casualmente (?) giunsero tutte le possibili ispezioni: Ispettorato del Lavoro, NAS, ASP, Vigili del Fuoco, ...

Non era difficile costatare il degrado non ancora del tutto eliminato; a loro, però, poco importava chi ne era stato responsabile: in quel momento il Presidente ero io e la colpa, con le conseguenti sanzioni, ricadeva su di me.

Ma questo ancora non bastava: bisognava alzare ulteriormente il tiro.

Casualmente (?) in quel periodo (e circoscritte a quel periodo) giunse una valanga di lettere anonime (ho avuto modo di vederne una trentina) a tutte le possibili istituzioni, con la segnalazione del più impensati maltrattamenti, morti per le botte subite, comprese.

Ma, si sa, la Magistratura non si muove per le sole lettere anonime. Ecco che, dopo il licenziamento, Xxxx e un suo stretto collaboratore ugualmente licenziato, ognuno per conto proprio, si presentarono ai Carabinieri di Randazzo per segnalare maltrattamenti presso la Casa di Riposo.

Loro non ne avevano visti, ma i maltrattamenti c’erano e furono talmente convincenti che ... riuscirono a convincere; e poi, c’erano le lettere anonime .... A sostegno delle loro affermazioni, raccontarono una serie di dettagli, in sé insignificanti ma presentati in un certo modo potevano impressionare.

Tutta la vicenda richiama l’Araba Fenice: Che ci sia, ciascun lo dice, dove sia, nessun lo sa.

Maltrattamenti alla Casa di Riposo di Bronte, nessuno ne ha mai visti, ma ... ci sono!

Piombarono una dozzina di Carabinieri con mitra spianati e fecero sgombrare alternativamente vari locali, piantonandoli. In seguito abbiamo saputo che avevano piazzato telecamere nascoste e avevano messo i nostri telefoni sotto controllo.

Dagli atti giudiziari abbiamo appreso che non era emerso nulla ma i maltrattamenti dovevano esserci, per forza: lo aveva detto Xxxx  ...

Interrogarono anche due testimoni: due anziane di 96 anni; una di esse, alla quale Xxxx gestiva i conti, sebbene imbeccata - poverina - si confuse. Dichiarò che un’operatrice, di nome Triscali, andava in giro con un bastone per picchiare gli anziani.

I Carabinieri si resero conto della stranezza e ritornarono il giorno dopo; appurarono che non esisteva nessuna Triscali, che non si trattava di un’operatrice ma di un’anziana signora Ospite (con altro nome), che si appoggiava al bastone, avendo difficoltà nel camminare.

Vi erano altri Ospiti, perfettamente lucidi e in grado di raccontare come stessero le cose, ma non interrogarono nessuno: Xxxx non li aveva segnalati!

Li ha interrogati in questi giorni una giornalista. Gli anziani intervistati hanno concordemente affermato di trovarsi bene, di essere soddisfatti, di non aver mai subito o visti maltrattamenti. Forse erano stati maltrattati a loro insaputa! I maltrattamenti dovevano esserci, per forza. Lo aveva detto Xxxx !

I pochi lettori di questo libretto si stupiranno che su questa vicenda io ci scherzi. Per me è un’accusa talmente assurda che non mi resta che scherzarci. Piuttosto, invito tutte le persone oneste a visitare il nostro Residence, costantemente aperto a tutti, a intrattenersi con i nostri Ospiti, a parlare con i loro familiari.

Potranno verificare di persona i maltrattamenti praticati in questo lager!

Luigi Minio

23 Settembre 2017


N.B. Chi volesse conoscere meglio il mostro che scrive, può visitare il suo sito www.luigiminio.it o bronteinsieme, nella sezione personaggi.

 

SudPress.it

20 settembre 2017

Choc a Bronte: maltrattamenti casa di riposo, indagato un sacerdote


La Sicilia

20 settembre 2017

Anziani ospizio di Bronte maltrattati: chiesto rinvio a giudizio per don Minio

Il sacerdote, 87 anni, presidente della fondazione nota come Ospizio dei vecchi di Bronte, è accusato anche di abban­dono di incapaci insieme ad altre quattro persone.

La Procura di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio per maltrat­tamento e abban­dono di incapaci del sacerdote Luigi Minio, di 87 anni, presidente della fondazione «Istituto San Vincenzo dè Paoli - Padre Marcantonio», noto come «Ospizio dei vecchi di Bronte», e di quattro dipendenti.

La struttura, che ospita anziani, è un ente eccle­siastico.

Agli atti dell’inchiesta, avviata dopo esposti, sono confluite indagini dei carabinieri della compagnia di Randazzo e del Nas di Catania.

Una prima udienza preliminare, davanti al Gup Giovanni Cariolo, si è appreso soltanto oggi, si è già tenuta lo scorso 25 maggio, ma è stata rinviata per un difetto di notifica nelle parti offese, che sono 62, ed è stata aggiornata al prossimo 5 ottobre.


LiveSicilia.it

20 settembre 2017

Maltrattamenti nella casa di riposo. In 5 rischiano il processo


La Sicilia

21 settembre 2017

OSPIZIO-LAGER A BRONTE
chiesto giudizio per un sacerdote e quattro dipendenti

Il rinvio a giudizio per maltrattamento e abban­dono di inca­paci, è stato chiesto dalla Procura etnea a carico del sacerdote Luigi Minio, 87 anni, presidente della fondazione «Istituto San Vin­cenzo dè Paoli - Padre Mar­cantonio», cono­sciuto come «l’ospi­zio dei vecchi di Bronte» e di quattro dipendenti. La struttura, che ospita anziani, è un ente eccle­siastico.

Agli atti dell’inchiesta, che è stata avviata dopo alcuni esposti, sono con­fluite le indagini dei carabinieri della compagnia di Randazzo e del Nas di Catania.

Una prima udienza preliminare davanti al Gup (giudice per le udienze pre­liminari) Giovanni Cariolo è stata rinviata per un difetto di notifica alle parti offese che sono sessantadue. La nuova udienza è stata fissata per il pros­simo 5 Ottobre.

Secondo quanto emerge dalle carte dell’inchiesta con la speci­fica dell’ac­cusa che ha ricostruito la vicenda “gli imputati sotto­ponevano a continui maltrat­tamenti gli anziani ospiti rendendo loro la vita parti­colar­mente penosa e dolorosa, aggre­dendoli verbalmente con ingiurie e minacce, non assicurando loro ade­guati e sufficienti pasti, costrin­gendo alcune ospiti disabili non autosuf­ficienti e incapaci di intendere e volere, in parti­colare due di esse, a consumare i pasti in una stanzetta ripostiglio ubicata al secondo piano della struttura, isolate rispetto agli ospiti”.

E ancora “usando nei confronti degli anziani - anche in questo caso speci­ficando alcuni di essi - violenza fisica, che consisteva in schiaffi e pugni”. [Or. Prov.]


La Sicilia

23 settembre 2017

Caso padre Minio
«Grande stupore, città sconvolta»

La notizia della richiesta di rinvio a giudizio da parte della Pro­cu­ra di Catania nei confronti di padre Luigi Minio, presi­dente della Fondazione “Istituto San Vincenzo dei Paoli - padre Mar­can­to­nio” ovvero della casa di riposo di Bronte, ha sconvolto il paese.

Giovedì mattina in poco tempo la notizia è rimbal­zata nelle piaz­ze nelle vie diven­tando il principale oggetto di dibattito nei circoli e nei bar. La gente non si pronun­cia, anche se in molti ci dicono che i propri parenti in quella casa di riposo si sono trovati o si stanno trovando benissimo.

Anche le voci si inseguono e c’è chi assicura che la Procura avrebbe nelle mani dei filmati realizzati con delle telecamere nascoste.

Nella cittadina la casa di riposo “Marcantonio” è particolar­mente cono­sciuta e apprezzata. Il sentimento di tutti, in paese, lo riassume il sindaco, Graziano Calanna:
«La città ha accolto con stupore la notizia. Tutti conosciamo padre Luigi Minio ed in verità mai, né oggi da sindaco, né ieri da consigliere comunale, ho avuto sentore di maltrattamenti agli anziani nella nostra Casa di riposo. Purtuttavia abbiamo grande rispetto nei confronti del lavoro della Magi­stratura inquirente ed altret­tanta fiducia in quella giudicante. Speriamo - conclude - che questa vicenda venga al più presto chiarita per il bene non solo del nome della Casa di Riposo “Marcan­tonio”, ma nell’inte­resse di tutta la comunità brontese».

Ci si attende quindi l’udienza del 5 ottobre per sapere se padre Minio ed i quattro dipendenti verranno rinviati a giudizio.


LiveSicilia.it

23 settembre 2017

Padre Minio: “Sono tutte calunnie”
Il 5 ottobre la decisione del gip

“Io sono assolutamente tranquillo, perché penso che la verità venga sempre a galla, perché in tutto questo non c’è proprio nessun fondamento. Sono tutte calunnie”. (…) “L’invito che rivolgo a tutti quanti è venite a constatare di presenza qua, parlate con gli ospiti, chiedete se mai qualcuno di loro è stato maltrattato”.

Parla di “vendetta”, padre Minio, dietro a tutta questa vicenda, mentre mostra un faldone di cinquecento pagine, contenente documenti e una sua memoria scritta, e snocciola le vicende della casa di riposo dal suo arrivo ad oggi. “Ancora non sono stato interrogato”, dice il prete, “sarò sentito il 5 ottobre e spiegherò come stanno i fatti”, pronto a rispondere punto per punto ad ogni accusa, mostrando tutti i suoi incartamenti e facendo nomi e cognomi. (…)

“La maggior parte della gente, pur leggendo non ci crede (...) però – prosegue padre Minio – ci sono alcuni, specialmente sentendo in tv di tutte queste cose che succedono, che ci credono. Quindi è un danno che ne stiamo ricevendo sia io per­sona, sia la casa di risposo come struttura, senza nessun fondamento”. (...)

La preoccupazione del presidente è anche che qualcuno possa speculare sulla vicenda. “Finora – afferma infatti – nessuna famiglia si è presentata dicendo di volersi costituire parte civile, però con questo chiasso qualcuno potrebbe essere invo­gliato a farlo, sperando in qualche risarci­mento”.

Ad atten­dersi ora è giovedì 5 ottobre, data in cui il GIP si pronuncerà sulla richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura di Catania. [Barbara Prestianni]



14 settembre 2017

POLEMICHE IN CONSIGLIO SUL BILANCIO

L’Opposizione abbandona l’aula per protesta

Continua fra le polemiche il dibattito nel Consiglio comunale, convocato dal presidente Galati per approvare il Bilancio di previsione 2017-2019. I consiglieri di opposizione, Carlo e Massimo Castiglione, Ernesto Di Francesco, Salvatore Calamucci, Antonio Leanza, Giuseppe Di Mulo, Angelica Prestianni e Maria De Luca durante l’ultima seduta hanno abbandonato l’aula dopo aver presentato un documento: “I gruppi “Bronte 2.0” “Centristi per Bronte”, “Noi Bronte” e “Bronte viva”, - si legge nel testo - premesso di ritenere gli emendamenti trattati fondamentali per lo sviluppo del paese, in polemica con l’andamento dei lavori del presente Consiglio comunale e con l’irresponsabilità dimostrata per l’assenza quasi totalitaria dei consiglieri di maggioranza, nonché per la bocciatura degli emendamenti sopracitati (tutti in conto capitale), riteniamo opportuno non proseguire in data odierna ai lavori consiliari in attesa di riconvocarsi un nuovo Consiglio, previa conferenza dei capigruppo”.

I sopracitati consiglieri, infatti, affrontando la discussione sul bilancio, hanno presentato diversi emendamenti. Alcuni di questi sono stati ritirati su richiesta del capo area del Comune che ha presentato un maxi emendamento, ma altri, che riguardavano il trasporto urbano, la zona artigianale, interventi a favori dei disabili, del mondo della scuola e dell’infanzia sono stati trattati e bocciati dal Consiglio comunale.

Per essere approvati, infatti, era necessario che gli emendamenti fossero votati favorevolmente da 11 consiglieri. E ad esprimere il sì sono stati gli 8 consiglieri già citati ai quali si è aggiunto Gaetano Messina, mentre i consiglieri Ausilia Savoca, Antonino Galati, Antonio Petronaci, Rosario Liuzzo e Samanta Longhitano si sono astenuti.

“Non ci pare che la quasi totalità dei consiglieri di maggioranza fosse assente. – affermano i consiglieri Samanta Longhitano ed Antonio Petronaci in un comunicato - Se loro erano 9, noi all’inizio eravamo in 7. Poi abbiamo deciso di non partecipare al dibattito sul bilancio in dissenso verso un confronto urlato e strumentale. Ci siamo astenuti perché gli emendamenti, a nostro avviso, svuotavano capitoli importanti di fondi che neanche bastavano per realizzare quanto immaginato da chi li ha presentati”.

Eppure l’Assemblea all’inizio aveva approvato il Dup. Undici favorevoli, un contrario (il consigliere Valeria Franco) e 4 astenuti (Carlo e Massimo Castiglione, Antonio Leanza e Calamucci).



13 Settembre 2017

SOS DA BRONTE

Gelo e siccità, l’«annus horribilis» del pistacchio

Il verde-smeraldo del pistacchio di Bronte appena raccolto«Perdita di raccolto fra il 40 e il 90%». Resa bassa, ma qualità alta. E prezzi in rialzo

Se circa 1000 anni fa le stagioni estive fossero state calde e siccitose come quella appena trascorsa, forse gli Arabi non avrebbero incrementato sull’Etna la coltivazione del pistacchio. Non avrebbero ritenuto questo fazzoletto di terra del Mongibello il luogo migliore per produrlo.

Già, perché la terra del Vulcano e il rigoglioso territorio lavico di Bronte, solitamente habitat naturale per lo sviluppo delle piante e del frutto, poco hanno potuto fare di fronte alla furia di “Lucifero”, che per troppi giorni ha esposto le piante a temperature altissime.
Gli agricoltori che stanno raccogliendo la metà del prodotto rispetto a due anni fa hanno avuto a che fare prima con le gelate primaverili, poi con la grandine ed adesso con la siccità.

«A fine mese avremo dati più certi - ci dice Biagio Schilirò (a destra nella foto), presidente del “Consorzio di Tutela del Pistacchio Verde di Bronte Dop” - Adesso, possiamo solo limitarci ad analizzare la raccolta già effettuata che certo ha risentito degli aspetti straordinari di questa annata, dove, non solo l’estate, ma anche là primavera è stata avversa, con temperature non consuete che hanno impedito una sufficiente impollinazione. E si sa, - continua - scarsa impollinazione vuol dire poco frutto e raccolta compromessa in partenza».

Il presidente ricorda che a maggio ha pure grandinato: «I periti delle varie assicurazioni hanno riscontrato una perdita del raccolto che è variata dal 40 al 90%. Pensate che danno ... ».
E la siccità ha completato l’opera: «Il 95% dei pistacchieti - ci spiega Schilirò - non possono essere irrigati e così la siccità ha influito sulla maturazione del frutto. Le piante più giovani hanno perso prima le foglie e poi i rami. Solo le piante più grosse hanno resistito. Da quel che vedo nella mia proprietà e per quello che mi raccontano gli associati al Consorzio oggi stiamo raccogliendo circa il 40% del pistacchio rispetto a due anni fa. L’unica notizia buona - conclude - è che il pistacchio che ha resistito è di ottima qualità».

Per aver dati precisi bisogna attendere le dichiarazioni ufficiali del produttori che faranno a dicembre, ma le tesi del presidente Schilirò sono confermate anche dal prof. Biagio Fallico (a sinistra nella foto), docente di Gestione della qualità nelle industrie alimentari del Dipartimento di Agricoltura, alimentazione ed ambiente dell’Università di Catania: «A influenzare l’impollinazione sono state le gelate tardive. Lo si vede chiaramente nei grappoli di pistacchio che quest’anno sono molto diradati. Nei rami dove gli anni scorsi si producevano grappoli con 15 e più chicchi, quest’anno non ve ne sono più di 3. La siccità estiva poi ha inciso sulla pezzatura del prodotto».

Ci si chiede però come una pianta come il pistacchio, capace di crescere rigogliosa sulla dura roccia lavica, abbia potuto soffrire per la siccità. «Infatti - continua il prof. Fallico - ha provocare i danni maggiori non è stata la mancanza d’acqua, bensì l’esposizione per troppo tempo a temperature altissime, sopra i 40 gradi. Quest’anno più volte costantemente ed almeno per circa 10 giorni le temperature, di giorno, sono rimaste costanti sopra i 40 gradi. Anche una pianta resistente come il pistacchio si è dovuta arrendete».

Comunque sarà poco il pistacchio quest’anno, ma almeno è buono: «Bassa resa, ma ottima qualità. E si teme che la minore quantità faccia alzare il prezzo, che speriamo non impazzisca». E’ lo scorso anno il pistacchio smallato ed in guscio si è venduto a 8,50 euro al chilo. Quest’anno già si parla di 10,50 - 11 euro. [Gaetano Guidotto, La Sicilia del 12.9.2017]



22 Agosto 2017

Dopo nonna Sofia altre due torte a Bronte con cento candeline

Festeggiate nonna Gaetana e nonna Maria

La signora Gaetana Foti Belligambi nata a Tortorici ha raggiunto lo splendido traguardo del secolo di vita e, nei giorni scorsi, ha festeggiato il suo centesimo compleanno insieme alla sua numerosa famiglia. Per l’occasione si sono ritrovati tutti i figli ed i nipoti. Insieme con gli altri ospiti si sono incontrati nel salone dell’Istituto “San Vincenzo de’ Paoli padre Antonino Marcantonio” di Bronte, dove la signora è ricoverata. Il presidente dell’Istituto i professori e tutti i dipendenti del Residence San Vincenzo hanno colto l’occasione per augurare a nonna Gaetana ogni bene e tanta felicità per almeno altri cento anni.

Grande festa anche per i cento anni di nonna Maria Elisabetta Pappalardo. Con lei i figli Giuseppe, Anna e Lina, i nipoti Igor, Giulia, Elena, Manuela, Andrea e Valentina e il pronipote Giosuè. Nonna Maria Elisabetta, ottima casalinga, ha badato alla famiglia trascorrendo la sua vita accanto al marito Francesco Pace, morto nel 97 e ai figli. (Fonte quotidiano La Sicilia)



11 agosto 2017

E' il funzionario regionale Vincenzo Lauro

Arriva il Commissario per il Bilancio

Si è insediato al Comune di Bronte il commissario ad acta per l’approvazione del bilancio di previsione 2017/2019. Si tratta del funzionario dell’Ufficio ispettivo dell’Assessorato regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica, Vincenzo Lauro. Il suo compito è quello di verificare se sono stati o meno predisposti lo schema di bilancio annuale e pluriennale e gli atti propedeutici ed, infine, chiedere al Consiglio comunale l’approvazione dello strumento contabile. Nel caso in cui ciò non accadesse il commissario potrà sostituirsi.

Per questo il funzionario della Regione ha già incontrato il sindaco ed il presidente del Consiglio comunale per capire come mai il bilancio di previsione non è stato ancora approvato. Ed alla fine della riunione, svolta alla presenza del segretario comunale Bartorilla ed responsabile dell’ufficio finanziario del Comune Biagia Benvegna, è stato redatto un verbale che ripercorre i vari passaggi burocratici dall’approvazione del bilancio in giunta fino all’arrivo del commissario.

Leggendo il documento si evince che il 26 maggio scorso la Giunta ha adottato il Dup (Documento unico di programmazione) e lo schema di bilancio e che il primo di giugno tutti i documenti sono stati depositati presso la Presidenza del Consiglio comunale a disposizione dei consiglieri.
Di seguito il 19 giugno i Capigruppo consiliari ed il presidente Galati hanno deciso di convocare il Consiglio comunale per il 29 giugno, ma la seduta e quella di prosecuzione andarono deserte. Il Consiglio comunale fu riconvocato il 13 luglio, ma, si legge nel documento, “il Civico consesso, senza argomentazioni di natura giuridica o contabile, bocciava il Piano di alienazioni dei beni immobili”, sospendendo l’iter approvativo del bilancio.

Allora la Giunta ha modificato parzialmente il “Piano” bocciato e lo ha ripresentato per l’approvazione. Il Consiglio si è riunito il 17 luglio, ma è stato deciso un rinvio di un giorno al fine di consentire ai Consiglieri di presentare degli emendamenti.

Durante la seduta del 20 luglio, però, i Revisori dei conti hanno espresso parere negativo agli emendamenti presentati e cosi tutti i consiglieri li hanno ritirati. Si è andati così alla votazione il piano delle alienazioni è stato nuovamente bocciato e di conseguenza l’iter per l’approvazione del bilancio ancora una volta bloccato.
E siccome i problemi non finiscono mai, durante la riunione con il Comissario il sindaco Calanna ha annunciato che nel 2017 il Comune riceverà ben 782 mila euro in meno di royalty e che è stato preparato un maxi emendamento già inviato al Collegio dei revisori per il parere.

Il Commissario, Vincenzo Lauro, dopo aver ascoltato tutti ha chiesto copia dei verbali delle sedute consiliari in cui è stato bocciato il piano delle alienazioni ed ha dato alla Giunta 20 giorni di tempo per modificarlo. “Ma noi – afferma il sindaco Graziano Calanna – il Piano delle alienazioni lo abbiamo già modificato. Diamo il tempo necessario ai Revisori per produrre il parere e poi, per quel che ci riguarda, possiamo tranquillamente tornare in Consiglio”.

Anche l'anno scorso era dovuto intervenire un commissario ad acta per l'approvazione del bilancio. In quel caso l’Assessorato alle Autonomie locali della Regione aveva inviato il dott. Giuseppe Petralia.

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