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Le strade statali 284 e 120

2017

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Passo dopo Passo, Anno dopo Anno, gli Annunci, le Promesse , le Delusioni ed il Tormentato Iter burocratico  per il Rifacimento delle
Due STRADE STATALI 284 (adrano-Bronte-randazzo) e 120 (Randazzo-Fiumefreddo)


 1 Settembre 2017

STRADA STATALE 284

Dopo 6 anni la Bronte-Adrano
adesso è “pronta” per i lavori

Fine iter burocratico per l’ammodernamento del secondo lotto del tratto Bronte-Adrano della Ss 284, quello che dal chilometro 26 arriva ad Adrano ed esattamente allo svincolo con la superstrada Adrano-Paternò. Si aspettava l’ultima firma, ovvero quella del Dipartimento della Coesione.

Giunta questa, nulla più impedisce all’Anas di procedere. Certo, immaginare i lavori entro la fine dell’anno è utopistico. Bisognerà, infatti, procedere alla gara d’appalto e agli espropri dei terreni, ma adesso possiamo dire che il percorso è in discesa.

Come per il primo lotto, i cui lavori sono stati completati, sarà realizzata una strada ad unica carreggiata composta da due corsie di 3,75 metri ciascuna, con l’intera piattaforma stradale che sarà larga 10 metri e 50 centimetri. Da sottolineare come nel tratto in prossimità di Adrano il progetto preveda la realizzazione di un cavalcavia sulla strada ferrata della ferrovia Circumetnea eliminando così il passaggio a livello. Tutto per 54 milioni di euro.

Tutti contenti dunque, o quasi. L’ex senatore Pino Firrarello punta il dito contro la lentezza della burocrazia. «Questa strada - afferma - è stata finanziata nell’agosto del 2011. Sono passati 6 anni. Pensate che il funzionario del Dipartimento della Coesione a Roma ci ha messo un anno per porre l’ultima firma. Il 7 agosto scorso il Cipe ha finanziato 2 miliardi e 300 milioni per interrare la ferrovia Messina-Fiumefreddo ed anche 97 milioni di euro per rendere sicuro il tratto della Ss 284 fra Adrano e Paternò. Mi domando di questo passo - conclude - quando verranno realizzate queste opere». [R. P.]


STRADA STATALE 120

Si faranno solo interventi sul manto in un tratto

Che il nuovo tratto della Ss 120 Randazzo - Fiumefreddo non si sarebbe fatto più è noto da tempo. Nel primo tratto della “Strada dei Parchi”, che collega l’autostrada e la costa ionica con il Parco dell’Etna, si rifarà appena un nuovo tappeto di asfalto. Da spendere non ci sono più di 6 milioni di euro.

Come è noto, i 300 milioni di euro necessari per realizzare una nuova strada che diminuisse le curve e superasse centri abitati e passaggi a livello della Fce, sono stati considerati troppi. Ma se a Randazzo tutti sono contenti della decisione di ammodernare la Randazzo-Rocca di Caprileone, molti si chiedono: perché i 454 milioni di euro previsti per questa strada non sono eccessivi e i 300 per la Ss 120 si? Quale “ratio” ha determinato questa scelta?

Ed a pensarla così è anche il sindaco di Randazzo, Michele Mangione che dopo aver dato 525 mila euro all’Anas per la progettazione della Randazzo-Fiumefreddo, ha appreso dal nostro giornale che la strada non si fa più. Nessuna comunicazione ufficiale. Infatti, stizzito, afferma: “Perché la Randazzo-Rocca di Caprileone sì e la Ss 120 no? Bella domanda! Il perché dovremmo farcelo spiegare direttamente dalla Regione e dall’Anas, che ricordo non hanno ancora scritto nulla di ufficiale. È anche una questione di educazione istituzionale. Questo sentirsi “superiori” è francamente insopportabile».

Mangione perde un po’ del suo “aplomb”, ma rispecchia perfettamente il pensiero di tanti che hanno perso il sogno di non attraversare più i centri abitati o percorrere le 150 curve o cambi di direzione. E questo non solo per arrivare alla costa in 15 minuti, ma per favorire turismo ed economia di un entroterra che certo avrebbe bisogno di infrastrutture migliori. (G. G.)



18 luglio 2017

L'ENNESIMA PROMESSA

L'assessore regionale alle Infrastrutture, Luigi Bosco

«A giorni sbloccati i fondi per la Ss 284»

Diciotto milioni di finanziamenti previsti per le opere pubbliche e per le chiese del Rosario e quella di San Vito - Via alla progettazione della Ss 120, per cui è stato previsto un investimento di 480 milioni

«A giorni sbloccheremo i finanziamenti per il secondo lotto della Ss 284 Bronte-Adrano e poi quelli per la progettazione della Ss 120, per cui è stato previsto un investimento di 480 milioni di euro di cui 400 da Cerda fino a Randazzo ed 80 per il tratto Randazzo Fiumefreddo».

Sono le notizie più importanti che l’assessore regionale alle Infrastrutture, Luigi Bosco, ha comunicato ieri alla comunità brontese in occasione della sua visita istituzionale. Ad invitarlo il sindaco Calanna, insieme con l’assessore Bortiglio, con il presidente del Consiglio comunale, Nino Galati, che, appena è arrivato l’Assessore, ha sospeso la seduta del Consiglio comunale per accoglierlo.

Presenti all’incontro i sindaci di Randazzo e Maletto, Michele Mangione e Salvatore Barbagiovanni, e l’assessore di Maniace Rodolfo Arcodia. Con loro Giuseppe Caudo, Cettina Foti, neo commissario Iacp, ed i sindacalisti della Fillea Cgil, Giovanni Pistorio e Salvatore Papotto.
«La comunità di Bronte ti accoglie – ha affermato in apertura il sindaco Calanna - fiera di avere avuto da questo Governo regionale qualcosa come 18 milioni di finanziamenti per opere pubbliche e fra queste ci sono strade e la ristrutturazione di 2 chiese a noi care come la Chiesa del Rosario e quella di San Vito. Oggi però ti proponiamo la realizzazione della regia trazzera “Maniace – Longi” di grande valore turistico e delle comunicazioni, collegando, fra i meravigliosi boschi di Bronte, i 2 versanti dei Nebrodi».

E se l’assessore Arcodia ha approfondito gli aspetti della regia trazzera, gli altri sindaci hanno evidenziato come questo territorio, escluso dalla realizzazione di strade e ferrovie, sia lontano anche dagli ospedali più attrezzati. Che si realizzino le infrastrutture programmate e si faccia uscire il territorio dall’isolamento le richieste anche dei consiglieri Giuseppe Di Mulo, Ernesto Di Francesco, Carlo Castiglione, Salvino Luca, Gaetano Messina, Valeria Franco, Rosario Liuzzo, Enza Meli, Ausilia Savoca ed Antonio Petronaci. Richieste anche dal paraplegico Biagio Anastasi.

«Del lavoro è stato fatto, adesso dobbiamo realizzarlo. – ha affermato l’assessore Bosco – Certo manca la valorizzazione delle zone interne. Organizziamo un incontro in Assessorato per verificare su quale progetto puntare. Fra breve si sbloccano i finanziamenti per la Ss 284 e la Ss 120, ma prima delle ferie saranno firmati i decreti per la ristrutturazione delle chiese di San Vito e del Rosario e della strada Bronte Stuara Santa Venera. Per la bretella fra la zona artigianale e la Ss 120 stiamo cercando di risolvere un problema. Non andremo in ferie e daremo priorità ai progetti utili per il territorio».



 

  11 Luglio 2017

A BRONTE L’ALLARME DELLA FILLEA-CGIL

Col cambio ai vertici dell’assessorato a rischiare è la viabilità Bronte-Adrano

Il cambio fra Giovanni Pistorio e Luigi Bosco al vertice dell’Assessorato infrastrutture della Regione, preoccupa i sindacalisti della Fillea Cgil, che rappresentano i lavoratori edili. Il segretario generale di Catania Giovanni Pistorìo, insieme con Salvatore Papotto, segretario provinciale,lanciano l’allarme.

Non contestano la nomina del neo assessore Luigi Bosco, ma temono che il cambio al vertice del delicato assessorato regionale possa non solo provocare dei ritardi nel programma di realizzazione di alcune importanti opere pubbliche, ma addirittura farne perdere i finanziamenti.

«Con l’assessore Giovanni Pistorio - ci dice Papotto - avevamo raggiunto un accordo ben preciso, che prevedeva entro la fine dell’anno la conclusione degli iter burocratici di buona parte delle infrastrutture necessarie nel nostro territorio. Fra queste il rifacimento della Bronte - Adrano, la realizzazione della strada per bypassare l’abitato di Bronte e l’ammodernamento del tratto della Ss 284 Adrano-Paternò più che mai necessario per la sicurezza della viabilità etnea».
«Con l’ex assessore regionale- aggiunge Pistorio - avevano deciso di effettuare un vertice il 20 luglio per fare il punto della situazione e verificare gli iter di tutte le infrastrutture da far partire entro la fine dell’anno.

Adesso non sappiamo quando potremo incontrare il nuovo assessore che certamente avrà bisogno di tempo. La nostra preoccupazione - continua - è che si arrivi al periodo delle ferie e dopo di queste all’appuntamento elettorale, quando tutto si ferma. Se ciò si verificasse sarebbe impossibile completare i relativi iter entro la fine dell’anno, dovendo subito dopo le elezioni, dialogare con il nuovo governo». «Con Crocetta - conclude Papotto - troppe volte alle Infrastrutture è cambiato l’interlocutore. E questo non ha giovato nè alla Regione, nè ai cittadini».

In particolare i sindacalisti temono che saltino le strade inserite nel nell’Apq (Accordo Programma Quadro) sottoscritto nel novembre scorso che prevede complessivamente interventi per circa 470 mln. [R. C.]



  18 Aprile 2017

STATALE 120 - DOCCIA GELATA DOPO LE PAROLE DELL’ASSESSORE PISTORIO

Il tratto Randazzo-Fiumefreddo resta nel cassetto delle incompiute

Il progetto di restyling non si farà più

Il sindaco Mangione: «L’Anas ci restituisca i soldi» - Pistorio: «Sono lavori quasi tutti in variante e con una spesa elevata e ingiustificata»

Chiunque in questi anni ha sperato che il tratto Randazzo-Fiumefreddo della SS 120 potesse essere ammodernato, trasformandosi in una strada più sicura, moderna e veloce, è bene che si rassegni.

Il nuovo progetto, quello che doveva bypassare i centri abitati, i passaggi a livello, mitigare le curve ed eliminare gli incroci con le strade rurali, non verrà realizzato.

Lo conferma l’assessore regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, Giovanni Pistorio, che, intervistato sui 4 anni di ritardo da parte dell’Anas nel completare il progetto e sull’impegno che gli aveva chiesto il sindaco di Randazzo, Michele Mangione, ha affermato:

«Gli interventi di manutenzione straordinaria sulla 120 sono finanziati sul Patto per il Sud e valgono per il tratto da Fiumefreddo a Randazzo circa 6 milioni di euro. Dovrà eseguirli l’Anas. Inoltre, nell’Apq rafforzato tra Regione ed Anas sono previste altre risorse per le progettazioni e riguardano anche la parte di strada che ricade nella ex Provincia di Palermo.

Il progetto di cui parla il sindaco non ha visto coinvolta la Regione, ma si è trattato di un’iniziativa dei Comuni del comprensorio, che abbiamo verificato presso l’Anas non ancora redatto, ma considerato eccessivo perché prevede un percorso quasi tutto in variante rispetto a quello esistente, di grande impatto finanziario, almeno 300 milioni di euro, non giustificato dal “peso” dei trasporti in questo territorio.

Il progetto considerato razionale e coerente con le reali esigenze del territorio, prevede interventi di manutenzione straordinaria e di brevi baypass dell’attuale percorso, che come le ho già anticipato stiamo già avviando con il Patto per il Sud e l’Apq».

Le parole schiette dell’assessore fanno finalmente chiarezza, rompendo un silenzio che dura dall’ottobre del 2013. Da quando cioè l’Anas, procedendo nella progettazione, calcolò che per rifare il tracciato erano necessari i 337 milioni di euro.

Da quel momento, infatti, le comunicazioni ufficiali si sono stranamente interrotte. Nè organi d’informazione, nè istituzioni hanno più avuto notizie ufficiali, compreso il Comune di Randazzo, che per ottenere la progettazione della nuova strada aveva versato all’Anas la bella somma di 525 mila euro.

Nessuna notizia è stata fornita neanche al deputato regionale Concetta Raia che ha presentato delle interrogazioni.

«La nostra richiesta alla Regione di attivarsi perché l’Anas provvedesse all’ammoder­namento del tratto di strada che collega i Comuni di Randazzo e Fiume­freddo, dopo anni di solleciti e interrogazioni, è rimasta carta bianca - afferma il deputato regionale del Pd - una strada che rappresenta un vero e proprio simbolo dell’arretratezza strut­turale della nostra Isola, ci dispiace che neppure questo Governo, sollecitato di nuovo nel 2013, non sia riuscito a sbrogliare la matassa degli iter burocratici e forse senza una reale volontà politica».

Il sindaco Mangione legge incredulo la dichiarazione dell’assessore Pistorio e poi afferma:

«Se l’Anas non trasmette il progetto ci restituisca le nostre somme che abbiamo versato per il progetto, in maniera da poterle impiegare per altro. Risolveremo il problema della sicurezza stradale nel tratto della Statale all’uscita est dell’abitato, dove insistono diversi centri commerciali e realizzeremo una elisuperficie che a questo punto, visto che costruire una strada nuova costituisce un problema, ci aiuterebbe a diminuire i tempi di percorrenza per raggiungere le strutture sanitarie».

C’è amarezza, insomma, anche perché i 6 milioni di euro che si investiranno sulla Ss 120, tanti per quanto possono sembrare, vista l’esosità dei costi dei lavori stradali, sono pochissimi rispetto alle tantissime criticità della strada.

Inoltre la notizia che la nuova Ss 120 non si farà più, spezza le speranze di un intero territorio trattato come periferia della Sicilia, già periferia d’Europa. L’economia turistica e commerciale, per crescere, hanno bisogno di una mobilità nuova e moderna e l’attuale tracciato della Ss 120 non aiuta, anzi penalizza.

Certo, adesso, riaffiorano alla mente le tante dichiarazioni di tecnici e politici. Fra queste quella del sottosegretario di Stato alle Infrastrutture, Umberto De Caro, che ci disse di aver preso il telefono e parlato con il dirigente dell’Anas, Stefano Liani, pronto ad assicurargli che «il progetto era pronto».


 

TRENTA CHILOMETRI DA INCUBO

Un simbolo dell’arretratezza nei collegamenti stradali

Il tratto della Statale 120 Randazzo-Fiumefreddo rappre­senta un vero e proprio simbolo del­l’ar­retra­tezza strutturale della nostra Isola.

Piena di curve, rallenta­menti e pericolosi incroci con le strade rurali, la statale attra­versa in appena 30 chilometri i centri abitati di Randazzo, Mon­tela­guardia, Pas­sopi­sciaro, Rovittello, Lingua­glossa e Piedimonte Etneo.

A sua volta è attraversata da ben 5 passaggi a livello della Ferrovia Cir­cumetnea.

Viaggiare alla stessa ora e nello stesso senso di marcia con il lento trenino, vuoi dire quindi trovarne ripe­tuta­mente almeno quattro chiusi, come trovarsi dietro un mezzo pesante spesso vuol dire non riu­scire mai a sor­passarlo.

Comunemente, in media, chi conosce bene la strada, di notte la percorre in non meno 30 minuti.

Di giorno, quando i mezzi pesanti vi passano, i centri abitati si popolano ed i passaggi a livello si chiu­dono, i tempi si allungano.

Fra Ran­dazzo e lo svincolo dell’A18, si pos­sono contare più di 150 curve o cambi di direzione e tanto per non farsi mancare nulla, consente pochis­sime volte il sorpasso.

Il 16 aprile del 2016 a Randazzo l’ing. Federico Morrone dell’Anas disse: «In effetti su questa strada un intervento è quanto mai necessario. La tor­tuo­sità del tracciato, l’attra­versamento dei centri abitati, ma soprat­tutto il rischio di rimanere a lungo dietro i mezzi pesanti, fa sì che i tempi di percor­renza si allunghino anche a quasi un’ora».

E’ la strada che collega Taormina e la costa con il Parco dell’Etna, ma come ha affer­mato l’as­ses­sore, Giovanni Pistorio «il progetto consi­derato razio­nale e coerente con le reali esigenze del territorio pre­vede solo interventi di manu­tenzione straor­dinaria e di brevi bypass dell’at­tuale percorso». [G. G.]


 

LA SS 120 RANDAZZO-FIUMEFREDDO

Un tratto «borbonico» che si è perso nei meandri della politica, della burocrazia e dell'inefficienza

«Progetto definitivo in sei mesi» promet­teva l'Anas ad Aprile 2013 con tempi scanditi «da un dettagliato crono­pro­gram­ma» ed a set­tembre dello stesso anno la Randaz­zo-Fiume­freddo era ridise­gnata, alme­no così scriveva e faceva apparire la stessa Anas.

Ma per i sindaci del comprensorio i 337 milioni di euro per realizzare la nuova strada non li avrebbero finanziato mai ed a loro sarebbe rimasto solo il progetto. Ed in effetti l'ammo­derna­mento della strada che doveva collegare la montagna al mare restava sempre in stand-by.

A Giugno 2016, dopo quattordici anni da quando i giornali intitolavano «Ss. 120, forse e la volta buona», dopo decenni di annunci, dichiarazioni, inganni  e promesse, la realizzazione della nuova strada sembrava immi­nente.

L'Anas annunciava che nel successivo mese di luglio avrebbe presentato il progetto del nuovo tracciato: un percorso di 30 chilometri e 100 metri quasi completamente nuovi, in grandissima parte in variante con corsie separate e viadotti per evitare centri abitati, curve e passaggi a livello.

Poi tutto finiva nel silenzio più assoluto, ancora una volta solo una promessa e niente di più. "Il progetto c'è - diceva anche il sottosegretario alle Infra­strutture, De Caro - ma il finanziamento resta un'in­cognita".

i precedenti

Oggi l’assessore Pistorio ci dice, invece, che «non è ancora redatto». [Gaetano Guidotto]

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