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Le strade statali 284 e 120

APRILE 2017

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Passo dopo Passo, Anno dopo Anno, gli Annunci, le Promesse , le Delusioni ed il Tormentato Iter burocratico  per il Rifacimento delle
Due STRADE STATALI 284 (adrano-Bronte-randazzo) e 120 (Randazzo-Fiumefreddo)



  18 Aprile 2017

STATALE 120 - DOCCIA GELATA DOPO LE PAROLE DELL’ASSESSORE PISTORIO

Il tratto Randazzo-Fiumefreddo resta nel cassetto delle incompiute

Il progetto di restyling non si farà più

Il sindaco Mangione: «L’Anas ci restituisca i soldi» - Pistorio: «Sono lavori quasi tutti in variante e con una spesa elevata e ingiustificata»

Chiunque in questi anni ha sperato che il tratto Randazzo-Fiumefreddo della SS 120 potesse essere ammodernato, trasformandosi in una strada più sicura, moderna e veloce, è bene che si rassegni.

Il nuovo progetto, quello che doveva bypassare i centri abitati, i passaggi a livello, mitigare le curve ed eliminare gli incroci con le strade rurali, non verrà realizzato.

Lo conferma l’assessore regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, Giovanni Pistorio, che, intervistato sui 4 anni di ritardo da parte dell’Anas nel completare il progetto e sull’impegno che gli aveva chiesto il sindaco di Randazzo, Michele Mangione, ha affermato:
«Gli interventi di manutenzione straordinaria sulla 120 sono finanziati sul Patto per il Sud e valgono per il tratto da Fiumefreddo a Randazzo circa 6 milioni di euro. Dovrà eseguirli l’Anas. Inoltre, nell’Apq rafforzato tra Regione ed Anas sono previste altre risorse per le progettazioni e riguardano anche la parte di strada che ricade nella ex Provincia di Palermo.

Il progetto di cui parla il sindaco non ha visto coinvolta la Regione, ma si è trattato di un’iniziativa dei Comuni del comprensorio, che abbiamo verificato presso l’Anas non ancora redatto, ma considerato eccessivo perché prevede un percorso quasi tutto in variante rispetto a quello esistente, di grande impatto finanziario, almeno 300 milioni di euro, non giustificato dal “peso” dei trasporti in questo territorio.

Il progetto considerato razionale e coerente con le reali esigenze del territorio, prevede interventi di manutenzione straordinaria e di brevi baypass dell’attuale percorso, che come le ho già anticipato stiamo già avviando con il Patto per il Sud e l’Apq».

Le parole schiette dell’assessore fanno finalmente chiarezza, rompendo un silenzio che dura dall’ottobre del 2013. Da quando cioè l’Anas, procedendo nella progettazione, calcolò che per rifare il tracciato erano necessari i 337 milioni di euro.

Da quel momento, infatti, le comunicazioni ufficiali si sono stranamente interrotte. Nè organi d’informazione, nè istituzioni hanno più avuto notizie ufficiali, compreso il Comune di Randazzo, che per ottenere la progettazione della nuova strada aveva versato all’Anas la bella somma di 525 mila euro.

Nessuna notizia è stata fornita neanche al deputato regionale Concetta Raia che ha presentato delle interrogazioni.

«La nostra richiesta alla Regione di attivarsi perché l’Anas provvedesse all’ammoder­namento del tratto di strada che collega i Comuni di Randazzo e Fiume­freddo, dopo anni di solleciti e interrogazioni, è rimasta carta bianca - afferma il deputato regionale del Pd - una strada che rappresenta un vero e proprio simbolo dell’arretratezza strut­turale della nostra Isola, ci dispiace che neppure questo Governo, sollecitato di nuovo nel 2013, non sia riuscito a sbrogliare la matassa degli iter burocratici e forse senza una reale volontà politica».

Il sindaco Mangione legge incredulo la dichiarazione dell’assessore Pistorio e poi afferma:

«Se l’Anas non trasmette il progetto ci restituisca le nostre somme che abbiamo versato per il progetto, in maniera da poterle impiegare per altro. Risolveremo il problema della sicurezza stradale nel tratto della Statale all’uscita est dell’abitato, dove insistono diversi centri commerciali e realizzeremo una elisuperficie che a questo punto, visto che costruire una strada nuova costituisce un problema, ci aiuterebbe a diminuire i tempi di percorrenza per raggiungere le strutture sanitarie».

C’è amarezza, insomma, anche perché i 6 milioni di euro che si investiranno sulla Ss 120, tanti per quanto possono sembrare, vista l’esosità dei costi dei lavori stradali, sono pochissimi rispetto alle tantissime criticità della strada. Inoltre la notizia che la nuova Ss 120 non si farà più, spezza le speranze di un intero territorio trattato come periferia della Sicilia, già periferia d’Europa. L’economia turistica e commerciale, per crescere, hanno bisogno di una mobilità nuova e moderna e l’attuale tracciato della Ss 120 non aiuta, anzi penalizza.

Certo, adesso, riaffiorano alla mente le tante dichiarazioni di tecnici e politici. Fra queste quella del sottosegretario di Stato alle Infrastrutture, Umberto De Caro, che ci disse di aver preso il telefono e parlato con il dirigente dell’Anas, Stefano Liani, pronto ad assicurargli che «il progetto era pronto».


 

TRENTA CHILOMETRI DA INCUBO

Un simbolo dell’arretratezza nei collegamenti stradali

Il tratto della Statale 120 Randazzo-Fiumefreddo rappre­senta un vero e proprio simbolo del­l’ar­retra­tezza strutturale della nostra Isola.

Piena di curve, rallenta­menti e pericolosi incroci con le strade rurali, la statale attra­versa in appena 30 chilometri i centri abitati di Randazzo, Mon­tela­guardia, Pas­sopi­sciaro, Rovittello, Lingua­glossa e Piedimonte Etneo.

A sua volta è attraversata da ben 5 passaggi a livello della Ferrovia Cir­cumetnea.

Viaggiare alla stessa ora e nello stesso senso di marcia con il lento trenino, vuoi dire quindi trovarne ripe­tuta­mente almeno quattro chiusi, come trovarsi dietro un mezzo pesante spesso vuol dire non riu­scire mai a sor­passarlo.

Comunemente, in media, chi conosce bene la strada, di notte la percorre in non meno 30 minuti.

Di giorno, quando i mezzi pesanti vi passano, i centri abitati si popolano ed i passaggi a livello si chiu­dono, i tempi si allungano.

Fra Ran­dazzo e lo svincolo dell’A18, si pos­sono contare più di 150 curve o cambi di direzione e tanto per non farsi mancare nulla, consente pochis­sime volte il sorpasso.

Il 16 aprile del 2016 a Randazzo l’ing. Federico Morrone dell’Anas disse: «In effetti su questa strada un intervento è quanto mai necessario. La tor­tuo­sità del tracciato, l’attra­versamento dei centri abitati, ma soprat­tutto il rischio di rimanere a lungo dietro i mezzi pesanti, fa sì che i tempi di percor­renza si allunghino anche a quasi un’ora».

E’ la strada che collega Taormina e la costa con il Parco dell’Etna, ma come ha affer­mato l’as­ses­sore, Giovanni Pistorio «il progetto consi­derato razio­nale e coerente con le reali esigenze del territorio pre­vede solo interventi di manu­tenzione straor­dinaria e di brevi bypass dell’at­tuale percorso». [G. G.]


 

LA RANDAZZO-FIUMEFREDDO

Un tratto «borbonico» che si è perso nei meandri della politica, della burocrazia e dell'inefficienza

«Progetto definitivo in sei mesi» promet­teva l'Anas ad Aprile 2013 con tempi scanditi «da un dettagliato crono­pro­gram­ma» ed a set­tembre dello stesso anno la Randaz­zo-Fiume­freddo era ridise­gnata, alme­no così scriveva e faceva apparire la stessa Anas.

Ma per i sindaci del comprensorio i 337 milioni di euro per realizzare la nuova strada non li avrebbero finanziato mai ed a loro sarebbe rimasto solo il progetto. Ed in effetti l'ammo­derna­mento della strada che doveva collegare la montagna al mare restava sempre in stand-by.

A Giugno 2016, dopo quattordici anni da quando i giornali intitolavano «Ss. 120, forse e la volta buona», dopo decenni di annunci, dichiarazioni, inganni  e promesse, la realizzazione della nuova strada sembrava immi­nente.

L'Anas annunciava che nel successivo mese di luglio avrebbe presentato il progetto del nuovo tracciato: un percorso di 30 chilometri e 100 metri quasi completamente nuovi, in grandissima parte in variante con corsie separate e viadotti per evitare centri abitati, curve e passaggi a livello.

Poi tutto finiva nel silenzio più assoluto, ancora una volta solo una promessa e niente di più. "Il progetto c'è - diceva anche il sottosegretario alle Infra­strutture, De Caro - ma il finanziamento resta un'in­cognita".

i precedenti

Oggi l’assessore Pistorio ci dice, invece, che «non è ancora redatto». [Gaetano Guidotto]

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