Home Page

Notizie, eventi socio-culturali e non

Dal 1 Giugno al 30 Settembre 2021

Ti trovi in: Home-> News da Bronte

News dei mesi precedenti


2 Ottobre 2021

IL COVID IMPEDISCE L’ORGANIZZAZIONE DELLA SAGRA

Rinviata la Sagra del Pistacchio

Se non fosse stato per il covid questi sarebbero stati i giorni della Sagra del pistacchio. Bronte si sarebbe preparata ad accogliere centinaia di migliaia di turisti ed appassionati, giunti veramente da ogni dove non solo per assaggiare il verde pistacchio di Bronte dop, ma anche per assistere alle variegate iniziative musicali e culturali che solitamente fanno da contorno all’evento.

Purtroppo, come già accaduto lo scorso anno, non è cosi. Come per tantissime altre manifestazioni, niente Sagra del Pistacchio. Troppo pericoloso per la salute di tutti organizzare un evento che ogni anno complessivamente attira 100 mila persone che si affollano fra gli stand. Impossibile organizzare tutto nel rispetto del protocollo anticovid per le manifestazioni.

Come fare, infatti, ad allestire i tornelli di ingresso di una manifestazione che viene allestita nella strada principale del centro storico, intersecata da una miriade di stradine? Come allestire ingressi ed uscite forzate nella via Umberto che quando arriva la folla diventa stretta?

Eppure il sindaco Firrarello ci ha provato in tutti i modi. Diverse sono state le riunioni con tecnici ed esperti sulla sicurezza e sulle misure anticovid. Alla fine ci si è resi conto che la Sagra poteva essere organizzata solo un uno spazio perfettamente delimitato, in modo tale da contingentare le presenze, e così grande da accoglierei gli oltre 90 stand, i commercianti e tutta la gente. Uno spazio in grado di istituire i percorsi di ingresso ed uscita con personale costantemente impegnato nei controlli del green pass, indispensabili per entrare all’interno di manifestazioni. Trovandolo si sarebbero comunque sacrificate le attività produttive e turistiche del centro storico, perché la Sagra del pistacchio è anche il coinvolgimento della Città dal punto di vista economico, sociale e soprattutto culturale, con chiese, musei e mostre che rendono l’atmosfera festosa ed incantata.

«Ma l’appuntamento – afferma il sindaco Pino Firrarello – non è per nulla annullato, semmai rinviato. Magari sarà organizzato con modalità diverse, riservato solo ai produttori di pistacchio, in una location appositamente allestita, ma vi assicuro che appena le condizioni lo consentiranno organizzeremo qualcosa. Non sarà la tradizionale Sagra del pistacchio, ma comunque un motivo valido per venire a Bronte ed assaggiare quanto di buono i brontesi sono in grado di preparare con il pistacchio».

«Ci rifaremo. – continua – Dipende da noi. Rispettando le opinioni di tutti, se attraverso il vaccino riuscissimo a raggiunge l’immunità, forse in futuro potremo riacquistare anche la liberta di organizzare le sagre in sicurezza ed andarle a visitare. Fino a quando – conclude – il virus rischia di provocare vittime, vivremo sempre nel panico».

Intanto questo era anno di raccolta. Per tutto il mese di settembre, infatti, i brontesi si sono trasferiti nelle campagne. E l’annata ha superato le previsioni. Buona la quantità, ottima la qualità dell’Oro verde. Si prevede quindi un’annata speciale che darà gusto a tutte le prelibatezze che ristoratori e pasticceri sanno preparare. Prelibatezze chiaramente, al gusto del verde pistacchio dei Bronte dop.



17 Settembre 2021

BRONTE CONTRO RAFFADALI

E’ il derby del pistacchio
Scatta la maxi raccolta

La cittadina etnea resta leader in Italia ma il centro agrigentino ha ottenuto la dop

Per un mese nei campi si va prima dell’alba. Col sorriso, pure se fuori é ancora buio. Diecimila tra produttori e braccianti siciliani ogni mattina organizzano sacchi, tende e crocchi. L’odore del mallo dei pistacchi é forte. Si sente nelle case, nell’aria, dappertutto. Sono i giorni della raccolta del pistacchio nella Sicilia patria dell’oro verde con (ormai) due Dop. Si andrà avanti fino a meta ottobre.

A Bronte, centro catanese alle pendici del vulcano, con un monopolio decennale sulla denominazione di origine protetta, quest’anno si e aggiunta Raffadali, nell’Agrigentino, che l’ha da poco ottenuta. «Noi abbiamo il terreno lavico che conferisce al prodotto una particolarità unica. Non c’é gara, a meno che loro non riescano a spostare l’Etna», dice Biagio Schilirò del Consorzio di tutela del pistacchio di Bronte.

«Nessun derby — assicura Salvatore Gazziano, dell’associazione per la tutela del pistacchio di Raffadali —  II nostro e di natura calcarea e di un verde intensissimo. Viva la diversità. Conta il marchio Sicilia».

Gli ultimi dati Istat fanno strabuzzare gli occhi. Dei 40.717 quintali totali di pistacchi prodotti in Italia nel 2020, il 99,8% e coltivato in Sicilia. I1 vero centro é Bronte con 36 mila quintali, il resto tra Raffadali e Caltanissetta. I1 giro d’affari del pistacchio siciliano certificato Dop (da intendersi unicamente come materia prima) é di oltre 30 milioni di euro. Si superano facilmente i 90 milioni però aggiungendo il fatturato di chi produce qui ma é sprovvisto di certificazione. Sono solo 500, infatti, i produttori di Bronte a far parte del consorzio, in totale se ne contano duemila.
«Avere la Dop significa essere soggetti a controllo, in molti probabilmente non vogliono essere controllati», stocca Schilirò.

Raffadali ha appena cominciato, lì i conti si faranno più avanti. Si attendono gli ispettori a fine raccolta e c’é tanta emozione in questi giorni. Tensione, di più. Di certo per un mese cambia il volto delle due cittadine siciliane. Non si dorme, si corre, tutto è frenetico. Si hanno più occhiaie ma va bene così. E un momento attesissimo: avviene ogni due anni.

Il sindaco di Bronte Pino Firrarello ha persino incontrato il prefetto di Catania per discutere della sicurezza durante la raccolta. E stato raddoppiato il numero degli agenti e un aereo sorvola i campi. Si temono furti. Ma gli agricoltori che ormai sanno, si portano dentro casa tutto il pistacchio quando il sole va via. «E un momento pazzesco, per noi sacro - dice Nino Marino di Pistì azienda brontese il cui ultimo fatturato e schizzato a 55 milioni di euro — per un mese intero ci trasferiamo con la famiglia nei pistacchieti, in mezzo a distese infinite, dormiamo con i pistacchi accanto. Altrimenti ce li fregano. E’ la nostra festa questa, un momento conviviale. Le case sono vicine, c’é chi prepara gli arancini, chi la pasta “’ncasciata”. Si beve vino, si canta. Tutti insieme. Su 22mila abitanti brontesi ottomila si trasferiscono nelle campagne».

Dopo la fatica, si pranza sotto le fronde degli ulivi, ascoltando gli aneddoti di chi ha 40 anni di raccolta sulle spalle. Si caricano i sacchi e via verso le case, dove qualcun altro ha cominciato ad aprire i pistacchi uno a uno e stenderli al sole. Ci si da appuntamento all’indomani. E già non si vede l’ora di ricominciare. [Giada Lo Porto, La Repubblica-Palermo, 17 Settembre 2021]



16 settembre 2021

FIRMA STORICA

Sull'Etna si va col bus

Una firma che per il versante ovest dell’Etna è sicuramente storica. Da decenni la richiesta di poter ogni giorno accompagnare i turisti a visitare i bellissimi boschi della zona “B” del Parco dell'Etna con dei pulmini è stata sempre osteggiata. Ieri l’ing. Giuseppe Di Paola, direttore del Parco dell’Etna, alla presenza del presidente dell’Ente, Carlo Caputo, e dei sindaci Pino Firrarello (intervenuto con l’avvocato Antonella Cordaro) e Giuseppe De Luca, ha firmato l’autorizzazione che permette ai Comuni di Bronte e di Maletto di “attivare un servizio di fruibilità del versante ovest del Vulcano con finalità turistiche, mediante l’accesso autorizzato di veicoli ecocompatibili nei tracciati esistenti che da Piano dei Grilli conducono fino all'ingresso di Monte la Nave”.

In pratica dopo anni di incontri, studi e relazioni tecniche, l’Ente Parco ed i Comuni hanno trovato il giusto equilibrio fra salvaguardia e fruizione, vedendo quella forma di "turismo lento e formativo", che si vuole attuare, come lo strumento migliore per sensibilizzare l’uomo alla tutela dell’ambiente.

“Io ringrazio il presidente Caputo ed il direttore Di Paola – ha affermato Firrarello – Al Parco abbiamo chiesto di poter raggiungere la pista altomontana, partendo da Piano dei Grilli. Come recita l’autorizzazione sottoscritta dal Parco, adesso potremo farlo con bus elettrici o con motore euro 6. Questa è una vittoria di tutti. Per il turismo sull'Etna inizia una nuova era”.

“Finalmente dopo 20 anni – aggiunge De Luca - siamo riusciti a concludere un percorso che ci porterà alla fruizione della nostra Etna ed a incrementare lo sviluppo turismo nel perfetto rispetto dell’ambiente. Da oggi possiamo programmare iniziative turistiche mettendo al centro il Vulcano”.

“L’interesse del Parco – ha affermato il presidente Caputo - è evitare che la presenza dell’uomo non crei danni all'ambiente ed alla biodiversità. E quando noi concentriamo la fruizione solo in un’area, creiamo un danno. Favorendo una via per i turisti anche nel versante ovest, di fatto distribuiamo le presenze lungo il Vulcano. Nel Parco entreranno bus che non hanno un eccessivo impatto e percorreranno solo le piste, ovvero le strade, che già normalmente vengono percorse dalle auto di servizio. Poi – conclude - il Parco verrà visitato a piedi”.

Il servizio sarà sospeso nei mesi di febbraio e aprile per non disturbare la riproduzione delle aquile e del gatto selvatico.
 

NAVETTE ECOCOMPATIBILI

Parco dell'Etna, il versante ovest del vulcano fruibile anche da anziani e disabili

Versante ovest del vulcano fruibile anche da anziani e disabili, il Parco dell’Etna ha autorizzato in questi giorni i comuni di Bronte e Maletto ad accedere in riserva, con navette ecocompatibili, e percorrere un tracciato dalla casermetta di Piano dei Grilli all’area attrezzata di Monte La Nave, passando per la pista altomontana. Soddisfatti per il risultato raggiunto i sindaci Pino Firrarello e Pippo De Luca e il presidente del Parco dell’Etna, Carlo Caputo.

L’ingegnere Giuseppe Di Paola, direttore del parco, ha concesso l’autorizzazione sottolineando il «duplice scopo di consentire a persone anziane o con deficit fisici di godere delle meraviglie di un territorio, nel pieno rispetto dello stesso, nonché di fornire il necessario supporto logistico a chi percorre, a piedi, la sentieristica di quella porzione di area protetta».

Per l’utilizzo dei veicoli (bus con motori elettrici o euro 6 e muniti di Gps), i comuni dovranno adottare un «sistema di gestione che assicuri la verifica costante sugli accessi e consenta un monitoraggio continuo e reale del carico antropico», ossia del «numero di soggetti condotti con mezzi sul vulcano», che quotidianamente non potrà superare i 120 ingressi (ripartibili in un massimo di tre turni giornalieri) da maggio a gennaio; accessi esclusi, quindi, a febbraio, marzo e aprile, in quanto «periodo di riproduzione dell’aquila reale e del gatto selvatico» ... [leggi tutto: Luigi Putrino, Giornale di Sicilia, 21 Settembre] 

 

4 Settembre 2021

C’è anche emergenza idrica

Avviata la raccolta del pistacchio

Firrarello chiede al prefetto sicurezza

Iniziata da qualche giorno la raccolta del pistacchio a Bronte. Il sindaco Firrarello, come si legge sulla pagina social del primo cittadino, ha incontrato il Prefetto di Catania Maria Carmela Librizzi, per discutere della sicurezza durante la raccolta dell’oro verde.
“Il problema è di 2 fattori: il primo inerente lo svuotamento del centro storico, il secondo di salvaguardia del raccolto delle campagne. Il Prefetto, che ringrazio, ha ascoltato attentamente ed accolto le nostre richieste. In questi giorni verrà dunque raddoppiato il numero di agenti sul territorio e predisposto il controllo aereo ha scritto Firrarello -. Abbiamo inoltre predisposto nuove isole ecologiche temporanee, a fronte dei rifiuti provocati della raccolta.

Isole ecologiche attive dal 7 settembre al primo ottobre ogni martedì e venerdì dalle 16 alle 20. Il primo punto di raccolta si trova presso il bivio di Saragoddio ed attivo il martedì; il secondo punto è stato collocato presso l’abbeveratoio di contrada Scala Vecchia e attivo il venerdì. Tuttavia alcuni residenti delle contrade in cui è in corso la raccolta del pistacchio hanno segnalato la mancanza di acqua.

Il sindaco Firrarello ha risposto specificando che il “disservizio non è imputabile al Comune di Bronte, ma all’azienda che gestisce il servizio. In meno di 6 giorni sono andato due volte in azienda per chiedere provvedimenti immediati. C’è un solo grande, e serio, problema che mi preoccupa ogni giorno: la crisi della materia prima, l’acqua non c’è e non esiste più in grandi quantità. Speriamo di risolvere il disservizio al più presto”. [Fonte Corriere Etneo]



21 agosto 2021

Diga di Bolo, si passa alla fase tecnica

Firrarello: Il tema dell’acqua è primario e l’idea della diga di Bolo è vincente

Dopo il si da parte del presidente Nello Musumeci e della Giunta regionale di governo, il progetto per la realizzazione delle Diga di Bolo passa alla fase tecnica. L’elaborato è stato inviato, infatti, alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Catania per essere corredato delle relazioni.

“In particolare – spiega in un comunicato il sindaco Pino Firrarello – il progetto sarà esaminato dal prof. Musumeci che dovrà redigere una relazione sulla capacita dell’intero sistema fluviale." "I fatti – continua - ci indicano che abbiamo bisogno di questo invaso al più presto. Lo esigono diversi settori, quello agricolo, quello industriale e perché no anche quello potabile”. E che il mondo dell’agricoltura dell’intera Piana di Catania, ma anche il settore industriale abbia bisogno della diga lo dimostrano gli effetti sul territorio del caldo e della siccità. “Ma avete visto – spiega il sindaco – cosa è successo a Ponte Barca? La carenza d’acqua non ha soltanto provocato conseguenze alla fauna ittica, ma ha compromesso una intera stagione irrigua nel settore agricolo catanese e la stessa esistenza delle coltivazioni. Ora il Governo nazionale decida: o investe per sviluppare l’economia siciliana o ci dica chiaramente che siamo da soli. E’ dai tempi della Cassa del Mezzogiorno che in Sicilia non si costruisce nulla. Il presidente Musumeci, che sono certo condivide questo mio pensiero, denunci ogni atteggiamento ostile verso lo sviluppo dell’Isola”.

Per Firrarello inoltre il tema dell’acqua è primario: “È assurdo che una terra come quella siciliana che d’estate soffre la sete, sia in grado di conservare e riutilizzare appena l’11% delle acque piovane. Ed è ancora più assurdo se pensiamo che il progetto di questa diga sia stato anni fa scartato, nonostante sui Nebrodi l’acqua non manchi mai. È indubbio, infatti, che l’idea della diga di Bolo sia vincente. Potrebbe arrivare ad alimentare non solo Ponte Barca, ma anche il lago di Lentini. Vedrete, – esclama – l’acqua con l’andare del tempo diventerà sempre più un bene prezioso. E così importante conservarla da imporre alla realizzazione di questa diga un percorso privilegiato anche riguardo la burocrazia troppo lenta ed elefantiaca, come dimostrano le realizzazioni di parecchie infrastrutture siciliane”.

[Guarda pure "Bronte, una diga contro la siccità" del TGR Sicilia]



1 Luglio 2021

Intercettate ad Aosta 23 tonnellate

Pistacchio senza provenienza diretto a Bronte

Il prodotto raggiungerà comunque la Sicilia, ma un magistrato vuole ricostruire l’intera filiera di commercializzazione

Nell’ambito del dispositivo di prevenzione e contrasto dei fenomeni illeciti nei settori della contraffazione, della sicurezza prodotti e della tutela del made in Italy, la Guardia di finanza di Aosta ha sequestrato 33 bancali di pistacchi, per un peso complessivo pari a 23 tonnellate. Intercettata al traforo del Monte Bianco, la merce era partita dal Lussemburgo ed era diretta a Bronte, «patria siciliana del rinomato Pistacchio Verde Dop: una circostanza - si legge in una nota - che ha immediatamente insospettito i finanzieri».
Dopo aver esaminato la documentazione gli agenti hanno constatato come l’etichettatura apposta sui prodotti fosse priva dell’indicazione del Paese d’origine. Il carico, sigillato nel mezzo, è ora diretto alla sede legale della ditta siciliana destinataria dove, in attesa dell’esito di ulteriori accertamenti, sarà temporaneamente custodito.

L'ipotesi di reato è quella di vendita di prodotti industriali con segni mendaci. Il sostituto procuratore Manlio D’Ambrosi ha disposto delle indagini «finalizzate a ricostruire l’intera filiera di commercializzazione del prodotto», che a questo punto poteva tranquillamente finire in buste con la dicitura "pistacchio di Bronte" e in prodotti trasformati prodotti a Bronte ma con pistacchio di dubbia provenienza e certamente meno pregiato e costoso di quello siciliano. [Fonte La Sicilia]



30 giugno 2021

Firmata una convenzione

Bronte alleato con "Plastic free"

La Città del pistacchio punta a diventare anche un Comune a consumo di plastica limitato. Il sindaco Firrarello ha siglato, infatti, una convenzione con “Plastic free”, l’associazione che si batte per informare e sensibilizzare più persone possibili sull’impatto della plastica, in particolare quella monouso, sull’ecosistema.

Grazie a questa convenzione adesso anche a Bronte l'Associazione “Plastic Free Onlus”, promuoverà ed organizzerà, fra l’altro, iniziative volte a dare concreta attuazione alla lotta contro la plastica quali, ad esempio, l’organizzazione di giornate dedicate alla pulizia del territorio con l’aiuto di persone che volontariamente decideranno di parteciparvi, iscrivendosi all’associazione.

Ma non solo. Organizzerà appuntamenti di raccolta della plastica e rifiuti non pericolosi e passeggiate ecologiche. Effettuerà lezioni di educazione ambientale nelle scuole e segnalerà l’abbandono dei rifiuti in maniera abusiva. “Tutte iniziative di grande valore perché volte a sensibilizzare la popolazione. – ha affermato il sindaco Firrarello - Permettetemi di ringraziare Giuseppe Germanà, ovvero il referente di Bronte dell’associazione. Il suo impegno e la nostra collaborazione permetteranno a tutti di raggiungere la giusta consapevolezza sul fenomeno. La plastica, infatti, - continua - si è rivelata un’invenzione utile e deleteria allo stesso tempo. Ha rivoluzionato le nostre vite, ma ha anche creato un inquinamento difficilmente arrestabile. Dobbiamo quindi intervenire. Noi già facciamo il possibile affinché a Bronte la raccolta differenziata funzioni a dovere, adesso, - conclude - grazie a questo protocollo, garantiremo a questa associazione tutto il sostegno possibile”.



26 giugno 2021

Finanziamento per la Chiesa del Rosario

Saranno restaurati la facciata e gli interni

La Giunta regionale di Governo ha concesso al Comune di Bronte un ulteriore finanziamento per completare la centralissima Chiesa del Rosario. Si tratta di un finanziamento di 870 mila euro utili a realizzare il restauro interno della Chiesa. Dopo i lavori che hanno consolidato il tetto e reso sicura la chiesa dal punto di vista statico, infatti, era necessario rifare la facciata e, sempre con l’indispensabile contributo della Soprintendenza, restaurare i dipinti ed i fregi della navata interna che decorano la chiesa.

“E noi – afferma il sindaco Firrarello – abbiamo approvato in Giunta un progetto dell’architetto Scaglione e del geometra Spadaro, con l’ing. Salvatore Caudullo che è il rup. Poi, come sempre, abbiamo cercato di reperire le risorse a Palermo, con la Giunta regionale che ha ancora una volta mostrato di essere vicino a Bronte, accogliendo le nostre richieste”.

La Chiesa del Rosario per importanza è considerata la seconda chiesa di Bronte dopo la Matrice. Se ne hanno notizie fin dal 1574 in occasione di una visita pastorale di monsignor Torres, vescovo di Monreale, dalla quale Bronte dipendeva. Il suo interno è famoso per le geometre dei fregi e la raffinatezza degli ori.

Per molti anni è rimasta chiusa al culto perché dichiarata pericolante dalla Protezione civile. Un pericoloso avvallamento del pavimento nella navata centrale e diverse criticità nella cupola compromettevano la staticità dell’edificio. Poi il finanziamento ed i lavori di restauro statico recentemente completati. L’interno della chiesa è di particolare pregio grazie ai marmi degli altari ed i grandi quadri, con affreschi attribuiti anche dal pittore brontese Nunziato Petralia.

“Dopo il Castello Nelson, la Ss 284 Bronte Adrano, il Pronto soccorso dell’Ospedale riusciamo a far completare una grande opera per Bronte. – conclude il sindaco – Sempre con l’obiettivo di far si che questa città cresca ancora”.



24 Giugno 2021

LUTTO

Bronte piange la sua abitante più longeva: aveva 108 anni

Addio a zia Lucia Castiglione

Addio a zia Lucia Castiglione, l’ultracentenaria più longeva di Bronte e decana dell’Etna di 108 anni e mezzo. Stamattina, dopo l’ultimo saluto ricevuto da ospiti e operatori del «Residence per anziani San Vincenzo», dov’era assistita da quando aveva compiuto 100 anni, la celebrazione del funerale alla chiesa Madre con i familiari.

La signora Lucia era nata a Bronte il 23 gennaio 1913, da Gaetano e Anna Castiglione, aveva frequentato fino alla seconda elementare, a 24 anni s’era sposata con Nunzio Luca, rimanendone vedova, senza figli, nel 1991. Persa improvvisamente la sorella maggiore Maria Nunziata, zia Lucia si prese cura di una figlia di lei, la nipote e figlioccia Lucia Bertino, e poi pure dei pronipoti Mario e Gianluca Barbuzza, divenendo per loro «mamma affettuosa» e «nonna speciale».

Zia Lucia aveva vissuto il dramma di due guerre mondiali, tre pandemie (Spagnola, Asiatica e Hong Kong) e, alla sua veneranda età, l’anno scorso ha battuto il Coronavirus. Recitava ancora le preghiere e si dilettava a cantare «Quel mazzolin di fiori», il suo brano preferito.

Il «Residence per anziani San Vincenzo» di Bronte è gestito dalla cooperativa Eracle di Caltagirone, responsabile della struttura è Tiziana Tardo, che ha spiegato: «Come di consueto, ieri mattina alle 5 le abbiamo effettuato alcuni controlli e la signora Lucia ha collaborato con la vivacità di sempre. Poi si è riaddormentata, nella sua abituale posizione, di fianco con la mano sotto la guancia. Alle 8,30, quando siamo andati a prepararla per la colazione, l’abbiamo trovata come se stesse dormendo, invece, abbiamo constatato che ci aveva lasciati, con la stessa serenità con cui trascorreva le sue giornate insieme a noi. Ci mancherà».

Il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, ha commentato: «Fiera testimone di come la vita possa essere vissuta nel rispetto dei valori più veri, la signora Lucia è stata d’esempio per tutti e tutti le volevano bene. Rivolgiamo sentite condoglianze ai suoi nipoti e a tutti i suoi parenti». [Luigi Putrino, Giornale di Sicilia, 23 Giugno 2021]


Home Page Powered by Associazione Bronte Insieme Onlus

News dei mesi precedenti