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Dal 1 Giugno 2021 al 31 Gennaio 2022

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News dei mesi precedenti


11 Gennaio 2022

I 100 anni di Sebastiano, reduce di guerra

"Così scampai alla morte in Russia"

Bronte festeggia i 100 anni di nonno Sebastiano Barbagiovanni, reduce della seconda guerra mondiale, per tre anni fu prigioniero in Russia. Oggi il taglio della torta, con al fianco la moglie Rosalia, «la festa con familiari, parenti e amici - spiega il centenario - la faremo dopo, per adesso pensiamo alla salute, con i contagi da Covid non è il caso di rischiare, anche se abbiamo fatto la terza dose di vaccino».
I suoi genitori, Rosario e Rosaria Agostino, ne dichiararono la nascita a Tortorici l’11 gennaio 1922, loro paese d’origine, ma lui precisa subito: «Io cent’anni li ho compiuti da giorni, mia madre diceva sempre che ero nato a dicembre». Poi continua: «Abitavamo a Bolo, nel Messinese, di fronte alla Serra di Bronte, accanto al Simeto. Sono quinto di cinque maschi, ma più grande di due sorelle, Rosaria (per tutti Sara) 97 anni li ha compiuti di recente, siamo rimasti noi due».

Racconta ancora nonno Sebastiano: «Mio padre, per un’infezione al ginocchio causatagli da una spina, ci lasciò che avevo circa 5 anni. Da solo e a piedi, facevo chilometri per andare alla scuola elementare, per la prima e la seconda al Fondaco a Maniace, per la terza a Portella di Malamogliere, sulla strada verso Cesarò, al bivio per Bronte, dove aprirono una scuola per i 16 bambini della zona. Da Bolo, andammo a vivere in una masseria al Cattaino di Bronte, presa in gabella e poi comprata».

Ma ecco la chiamata alle armi: «Ero residente a Tortorici e lì, compiuti 20 anni, mi cercarono per la notifica della cartolina. Mi rintracciò poi il maresciallo dei carabinieri di Bronte, dove vivevo, e il 15 marzo 1942 ero al 111° Reggimento Fanteria di Trento - dice l’ex combattente -. Da lì andai a Cuneo a fare le grandi manovre sul Monte Bianco, con destinazione fronte russo. A ottobre fui in prima linea, sul fiume Don, in forza all’80° Reggimento Fanteria Mobilitato - 12ª Compagnia, del Corpo di spedizione italiano in Russia (Csir)».

E ora arriva la cronaca dalla trincea: «Gli aerei lanciavano biglietti, invitandoci alla resa. A terra i russi avanzavano a plotoni affiancati, ci avrebbero sterminati, arrivò l’ordine della ritirata, ma, sulla neve e sul ghiaccio, tentammo una linea di resistenza mentre congelavamo - narra come fosse ancora in combattimento, il superstite Barbagiovanni -. A gennaio del ’43 fui catturato dai russi, il mese dopo mi portarono in Siberia, dove all’ospedale di Sciumika ebbi amputato l’avampiede destro perché congelato».

«Trascorsi lì 10 mesi di prigionia fra la fame e il freddo, mi ridussi in pelle e ossa, poi fui trasferito in Asia minore, ma almeno lì c’era caldo. Qui, i prigionieri lavoravano nei campi di cotone, ma i mutilati, secondo gli accordi dei russi con gli americani - ricorda il reduce -, non potevano fare lavori pesanti, così io stavo in lavanderia, lavavo i panni dei miei commilitoni. Ogni giorno, con le zuppe ci davano una piccola pagnotta, al posto della fetta di pane siberiana. Sempre fame era, ma non patimmo più il gelo».

Su quel triste periodo, l’ex combattente conclude: «Fui rimpatriato il 16 ottobre del 1945, dopo un mese in treno arrivai in Italia, all’ospedale di Merano. Sentivo dire che dalla Russia eravamo tornati vivi circa il 10 per cento. Rientrai a Bronte a fine anno, per la vigilia di Natale».

Infine, l’amarcord dei bei momenti di nonno Sebastiano: «Riavviai l’attività familiare, poi a 45 anni mi assunsero come cantoniere Anas (in quanto mutilato di guerra) e, dopo i primi 4 a Cesarò, per 16 anni ne fui caposquadra a Bronte. Il 20 febbraio 1954 sposai Rosalia Bertino, ventiduenne di Maletto, viviamo insieme da 68 anni, abbiamo 5 figli, 8 nipoti e 6 pronipoti». Dalla primogenita Rosaria due nipoti (Antonio e Rosalia Portaro), tre da Vincenzo (con l’immancabile Sebastiano, Maria e a Daniela); Nunziata, la terza figlia, è nubile; da Salvatore uno (Dario) e da Giuseppe altri due (Rossella e Biagio). Pronipoti: Gioele Portaro, Gabriele Sanfilippo, Luca e Matteo Barbagiovanni, Alessandro e Francesco Grifoni.

Per l’«Unione nazionale italiana reduci di Russia» (Unirr), il vice presidente vicario, Giovanni Soncelli, ha dichiarato: «A nome dell’associazione, porgo i più fervidi auguri all’ex combattente. Porteremo a conoscenza degli iscritti la sua storia e ci attiveremo, presso i Memoriali militari di Mosca, per il recupero della sua scheda di permanenza nel campo di prigionia. Quale reduce, ci lusingherebbe annoverarlo socio d’onore, con questi intenti lo inviteremo a far parte del sodalizio». Fondata nel ’46, l’associazione è stata riconosciuta ente morale, nel 1996, dal Ministero della Difesa.

A nonno Sebastiano, per le sue cento candeline, gli auguri del presidente del Consiglio comunale, Aldo Catania, anche a nome dei consiglieri, e del sindaco di Bronte, Pino Firrarello unitamente alla Giunta. (di Luigi Putrino, Giornale di Sicilia, 11 gennaio 2022)



9 dicembre 2021

CAMBIO DELLA GUARDIA AL COMANDO DELLA POLIZIA MUNICIPALE

Domenico Fiorito nuovo comandante dei vigili

Il Corpo della Polizia municipale ha un nuovo comandante. Si tratta dell’avvocato Domenico Fiorito insediatosi in occasione di una cerimonia nella sala della Giunta del Palazzo municipale. Il sindaco Firrarello insieme all’assessore alla Polizia municipale, Antonio Leanza, alla Giunta ed a diversi consiglieri comunali, ha rivolto il saluto al maggiore Salvatore Tirendi che per quasi un anno ha guidato gratuitamente il Corpo nonostante fosse già andato in pensione.

Per questo particolarmente significativa la targa che il primo cittadino ha consegnato al Maggiore. «L’Amministrazione comunale – si legge - esprime gratitudine ed apprezzamento per l’encomiabile impegno svolto con professionalità, abnegazione al dovere e rispetto nelle norme, nel coordinare le attività del Corpo della Polizia municipale».

“E’ stato un onore tornare a lavorare qui. – ha affermato Tirendi - Un onore aver servito la collettività. Quando l’anno scorso il sindaco mi ha chiesto di assumere temporaneamente l’incarico non ho saputo dire di no. Rivolgo al neo comandante l’avv. Fiorito il benvenuto. Questo è un lavoro difficile, ma ritengo particolarmente prestigioso”.

“Ringrazio il sindaco per la fiducia e tutti per il caloroso saluto di benvenuto. – ha invece affermato il neo comandante Fiorito - Abbraccerò con grande senso di responsabilità e dovere il compito che mi è stato affidato. Un compito che mi onora perché avrò il privilegio di svolgerò nella città dove sono nato e dove spero possano crescere i miei figli”. Nel curriculum dell’avvocato Fiorito spiccano l’esperienza svolta nella pubblica amministrazione in qualità di funzionario direttivo ed il coordinamento dell’area legale all’interno del Cara di Mineo.




27 Ottobre 2021

STRADE RURALI CANCELLATE E AZIENDE ISOLATE

Bronte sott'acqua

Chiuso il ponte per Cesarò

Il nubifragio che da 3 giorni flagella la Sicilia orientale ed il versante nord dell’Etna non ha risparmiato Bronte. Danni anche al Castello Nelson (foto a destra), dove la furia di un corso d’acqua ha addirittura divelto parte della recinzione attorno ai terreni e, dal lato del torrente Saracena, battuto furiosamente i muri di sostegno. Oggi si effettueranno dei sopralluoghi per verificare eventuali danni.

Praticamente cancellata buona parte della viabilità rurale dove diverse aziende agricole e zootecniche sono rimaste isolate, con gli allevatori impossibilitati a portare il foraggio agli animali. Nelle contrade Fioritta, Difesa, Cerasa, Malconera, Pizzo Rivoglia, Segheria e San Nicola il Comune, attraverso imprese private, ha dovuto liberare le strade sommerse dal fango. Inondati frutteti in contrada Barbaro. Chiuso il ponte sulla provinciale per Cesarò in contrada Cantera. Gli automobilisti da e per la provincia di Messina sono costretti ad arrivare in contrada Serra. Problemi anche sul ponte di Pietrarossa.

Il centro non è stato risparmiato. Allarme soprattutto nella zona alta della cittadina ed in particolare nel quartiere Borgonuovo. Qui un’abitazione è stata totalmente inondata dalle acque che si sono impadronite dell’appartamento.
I proprietari cosi sono stati costretti ad abbandonare la propria casa. Via Messina, via Regina Margherita, via Piano Daino e via Cilea nei momenti di pioggia più insistente si sono trasformate in un impetuoso fiume in piena. Ne ha fatto le spese l’asfalto saltato in più punti.

Diverse abitazioni site soprattutto nella periferia per lungo tempo sono risultate irraggiungibili a causa delle enormi pozzanghere che si sono formate e del fango che ha invaso le carreggiate.

Per questo il Comune ha dovuto intervenire con urgenza. Attivato il Coc (Centro operativo comunale di Protezione civile) con il sindaco che ha firmato l’ordinanza per la chiusura delle scuole anche per oggi. Tutta la Protezione civile e buona parte della Giunta con il sindaco rimangono costantemente in allerta, nella speranza che la morsa del maltempo allenti. «Descriveremo tutto in una dettagliata relazione – ha affermato il sindaco Firrarello – corredata da documentazione fotografica per chiedere al Dipartimento della Protezione civile di intervenire». [Fonte La Sicilia, 27 ottobre 2021]

La storia si ripete: Le esondazioni del 1948  |  del 2009  |  del 2011  |  del 2015

28 Ottobre 2021

“Milioni di euro di danni e siamo solo all'inizio”

“Da una stima iniziale i danni provocati dal maltempo a Bronte superano i 3 milioni di euro. E purtroppo temo proprio che questa cifra sarà costretta a crescere. A stento basterà, infatti, solo per rimettere in piedi la viabilità rurale”.

Sono le parole del sindaco Firrarello dopo l’ennesimo sopralluogo con i tecnici del Comune l’ing. Salvatore Caudullo ed il geometra Nino Saitta e dopo essere stato relazionato su una possibile iniziale stima dei danni. «In contrada Fioritta – spiega l’ing. Caudullo - un tratto di strada comunale è completamente collassata, mentre il resto è praticamente invasa da detriti, sassi e fango. Ma danni e viabilità rurale compromessa, con le strade inondate da fango e detriti, anche nelle contrade Cerasa, Difesa, Segheria e Chiusitta. In quest’ultima contrada i sassi sulla strada hanno dimensione notevoli, segno evidente della forza dell’acqua che ha addirittura minacciato un ponte adesso chiuso al transito.»

E le contrade dove ruspe hanno dovuto raggiungere famiglie ed aziende isolate o inondate dalle acque sono tante. Fra questa Fascio al confine con Randazzo, ma anche Barbaro e Ricchiggia dove i frutteti, che non sono protetti dalle briglie, sono stati invasi dall’acqua del fiume Simeto.

Problemi anche a Pietrarossa dove la furia dell’acqua ha distrutto gli argini e messo a dura prova anche il ponte, la cui stabilità va verificata. Tutte zone dove ogni giorno si recano i gestori di aziende agricole e zootecniche che adesso chiedono aiuto.

In contrada Serra manca l’acqua e si teme per il ponte di contrada Cantera sulla provinciale per Cesarò. «Li c’è una gola in pietra lavica profonda anche 50 metri. – spiega l’ing. Caudullo – Qui l’acqua ha superato il livello della sede stradale ponte. La spinta idraulica ha portato via circa un metro e mezzo di terra dai terreni agricoli. Di concerto con il Comune di Cesarò e le 2 Aree metropolitane abbiamo deciso di chiudere il ponte precauzionalmente al transito. Bisognerà verificare se la spinta orizzontale dell’acqua del fiume non ha compromesso la sua stabilità.»

«Rischiamo di rimanere isolati con Cesarò. – conclude Firrarello – Gli interventi devono essere celeri ed esaustivi se non vogliamo pagare ulteriormente i danni subiti. Continueremo ad effettuare sopralluoghi anche nel centro abitato perché contrada Colla è a rischio frana ed a Borgonuovo è successo di tutto con l’acqua scesa da via Messina che ha invaso anche appartamenti. Domani saremo più precisi sui danni nel centro abitato.»


29 Ottobre 2021

Sale la stima dei danni

Dopo i sopralluoghi nel centro urbano sale a 5 milioni di euro la stima dei danni provocati a Bronte dai nubifragi. “Era scontato. – afferma il sindaco – Se solo guardando ad una parte dei tanti danni subiti ieri siamo arrivati a 3 milioni, era ovvio che la cifra sarebbe salita”. Nel centro, infatti, parecchi sono stati i danni. Via Messina, ovvero il trafficatissimo tratto interno della Ss 120, durante le piogge si è trasformata in un torrente in piena. Ne hanno fatto le spese gli ambienti in pianterreno ed anche qualche appartamento, velocemente abbandonato dai proprietari.

Danni ovunque. Nelle contrade Malconera, Pizzo Rivoglia e Borgonuovo sono stati diversi gli sversamenti di fango. L’eccessiva pendenza dell’orografia del territorio, inoltre, ha fatto sì che l’acqua scivolasse velocemente verso i quartieri San Nicola e Piano Daino. In quest’ultima contrada anche un ponte ha subito ingenti danni ed adesso è inagibile.

In via Fontanelle e nelle vie Piersanti Mattarella diverse le colate di detriti e fango provenienti dai monti.

Danni ingenti alla rete fognaria. In particolare in via Selvaggi, via Bottego, Viale Mario Rapisarda Corso Umberto, Piazza Spedalieri, via dei Ronghi e via Masaniello si sono verificati allagamenti di seminterrati ed attività artigianali. Tombini saltati ovunque. Viabilità difficile in più punti, perché in tante vie è saltato l’asfalto. Il Comune è già intervenuto nei punti più gravi, sia per migliorare la viabilità, sia per aiutare cittadini ed artigiani, ma si sta allestendo un piano di intervento più dettagliato.

L’emergenza continua, infatti, domani le scuole rimarranno chiuse.


12 novembre 2021

Il maltempo ha fatto riemergere una condotta del gas interrata

Il maltempo dei giorni scorsi obbliga l’Eni ad interrompere l’erogazione del gas dai pozzi di prelevamento di Bronte fino alla centrale, con grave danno per la produzione di metano. Il maltempo, infatti, ha praticamente dissotterrato una parte della condotta con grave rischio di fuoriuscita di gas.

In pratica la recente esondazione del fiume Simeto in contrada Cantera non ha soltanto compromesso la sicurezza dei ponti e delle strade, ma, divorando centinaia di metri cubi di terreno fertile a bordi del fiume, ha fatto emergere la condotta del gas che prima era abbondantemente interrata. Fortunatamente non si sono verificate fuoriuscite di gas, ma la sicurezza impone che le condotte di questo tipo siano sotterrate e non esposte alle intemperie. La condotta si trova in prossimità del ponte della Cantera sulla strada provinciale fra Bronte e Cesarò. Un ponte attualmente chiuso al transito perché violentemente sollecitato dalla furia delle acque durante il maltempo.



20 Ottobre 2021

CONTRADA BRIGNOLO

Da discarica a polmone verde

Da antica discarica a polmone verde a ridosso dell’abitato per consentire a chiunque di poter, a 2 passi da casa, godere delle bellezze della natura e respirare aria pura. Mira a questo il “programma sperimentale di progettazione delle azioni di riforestazione urbana” presentato dal Comune e finanziato grazie a 497 mila euro, ottenuti attraverso un bando del Ministero della Transizione ecologica, gestito dall’Area metropolitana di Catania.
Il progetto punta a trasformare in un funzionale bosco attrezzato per fare pic nic e consentire a bambini e famiglie di vivere momenti all’aria aperta, la zona verde chiamata “Brignolo”, sita a ridosso della periferia nord della cittadina vicino l’istituto Benedetto Radice, la Caserma dei Carabinieri e diversi complessi residenziali.
“In quest’area – ci dice l’esperto del sindaco, avv. Roberto Landro – un tempo era presente una discarica che con il passare degli anni è stata ricoperta da erbacce. Il progetto finanziato ci consente di piantare alberi, trasformando quella che era un possibile esempio di incuria dell’ambiente in un bosco verde in grado di offrire spazzi fruibili con aree attrezzate e giochi per bambini che, sempre all’interno dello stesso progetto, verranno collocati”.
Il programma non prevede solo la piantumazione degli alberi, ma anche un periodo di cura dell’intero bosco.
La piantumazione degli alberi dovrà essere effettuata in massimo di 3 anni; il programma include anche i fondi necessari per curare e salvaguardare la crescita delle piante per ben 7 anni. Ci sarà quindi chi curerà gli alberi durante le delicate fasi della crescita.
Per il Comune di Bronte creare praticamente dal nulla, anzi da una vecchia discarica, un bosco è motivo di orgoglio.
Soddisfatto sia l’assessore al verde Pubblico, Samperi, sia il sindaco Firrarello che afferma: «Faremo il possibile per realizzare anche a Brignolo un bosco che permetta a tutti i isolarsi dai rumori della città e respirare aria pura quasi come se fossimo sull'Etna o sui Nebrodi».

I PRECEDENTI
2008
, Maggio: Bonificata la discarica di contrada Brignolo2012, febbraio: «Ogni studente pianterà un albero e sarà suo»; Marzo: L'ex discarica di Brignolo alle Giacche verdi / 2018, Febbraio: Educazione ambientale con i bambini nel bosco



15 Ottobre 2021

Bronte zona verde

75% di residenti vaccinati

Venerdì 22 convegno con il prof. Cacopardo

Bronte ha superato il 75% di residenti vaccinati con la prima dose. Lo afferma in un comunicato il sindaco Pino Firrarello: «Stando all'ultimo aggiornamento della percentuale di vaccinati per Comune, sono felice di annunciarvi che con il 76,94% dei vaccinati con almeno prima dose Bronte è Zona Verde! Voglio ringraziare il management e gli operatori dell’Asp 3 di Catania, del Distretto locale, dell’Usca di Bronte, dell’Usca Scuola e dell’Hub vaccinale. Con loro anche l’assessore all'emergenza covid del Comune Angelica Prestianni. Costoro ci son stati vicini nei momenti più difficili».

Firrarello poi sente il dovere di ringraziare la città che si è sottoposta in massa alla vaccinazione ed invita chi non lo ha ancora fatto di raggiungere l’Hub per permettere di concludere questo periodo terribile.

Venerdì 22 ottobre prossimo nella Pinacoteca “Nunzio Sciavarrello” il sindaco e l’assessore Prestianni hanno organizzato un convegno sul tema “Cosa insegna agli italiani la pandemia ancora in corso”. “Parleremo – conclude Firrarello - di Covid, vaccini e gestione pandemica con il primario dell’Unità operativa di Malattie Infettive del Garibaldi prof. Bruno Cacopardo, con il dott. Enzo Boscia e con la nostra concittadina la dottoressa Nancy Villari”.



15 Ottobre 2021

Biblioteca del Real Collegio Capizzi

Riapre al pubblico il «Fondo antico»

Riaperto al pubblico il «Fondo antico» della biblioteca del «Real Collegio Capizzi», da aprile rimasto chiuso per interventi di manutenzione su arredi e patrimonio librario, che sono stati dettagliatamente illustrati dal rettore del collegio, padre Nunzio Capizzi, durante l’inaugurazione.

Questa antica biblioteca fu istituita, nella seconda metà del ’700, dallo stesso fondatore del collegio, Ignazio Capizzi, poi vi si aggiunsero altre raccolte nell’800 e, nella prima metà ’900, la biblioteca dei fratelli De Luca di Bronte, il cardinale Antonino e l’economista Placido.

Il presidente e il vice presidente della Pro loco di Bronte, Dario Longhitano e Vincenzo Russo, hanno spiegato: «Nell’ambito di un progetto alternanza scuola-lavoro, con gli studenti del liceo classico Capizzi, svoltosi fra fine 2017 e inizio 2021, abbiamo creato un database con i dati dei libri per poterli consultare anche on line. L’elenco, approntato secondo i criteri del Catalogo del servizio bibliotecario nazionale, ove potrà confluire dopo le previste autorizzazioni, sarà disponibile sul nuovo sito internet del collegio che si sta realizzando».

Per la fruizione del «Fondo antico», la fondazione «Real Collegio Capizzi» si sta avvalendo della collaborazione della «Glo.Co & tourism srls», anche per la «creazione e gestione dei canali comunicativi del collegio, attraverso la pagina facebook ed il restyling del sito della fondazione, che saranno entrambi on line entro il 20 ottobre», ha specificato l’amministratore della società, Vincenzo Capizzi, che ha aggiunto: «Sarà possibile visitare la biblioteca da martedì a domenica in autonomia, dalle 9,30 alle 13 e dalle 15 alle 19, o partecipando ad uno dei 4 percorsi guidati, alle 10,30, alle 12, alle 17 e alle 18».

Il rettore del Real Collegio, padre Nunzio Capizzi, ha concluso: «La riapertura del fondo antico della Biblioteca permette l’accesso a testi importanti, soprattutto dal punto di vista storico e letterario. Il Venerabile Ignazio Capizzi ricevette molti di essi dai Gesuiti, in seguito all'espulsione della Compagnia dalla Sicilia (1767). Al tempo stesso, la riapertura - che avviene in coincidenza con il 243° anniversario dell'inaugurazione del Collegio - vorrebbe invitare i brontesi - ha sottolineato il rettore Nunzio Capizzi - a riflettere sul patrimonio di fede e di cultura ricevuto, per farne tesoro e trasmetterlo alle giovani generazioni». [di Luigi Putrino. Giornale di Sicilia del 12 Ottobre 2021]



2 Ottobre 2021

IL COVID IMPEDISCE L’ORGANIZZAZIONE DELLA SAGRA

Rinviata la Sagra del Pistacchio

Se non fosse stato per il covid questi sarebbero stati i giorni della Sagra del pistacchio. Bronte si sarebbe preparata ad accogliere centinaia di migliaia di turisti ed appassionati, giunti veramente da ogni dove non solo per assaggiare il verde pistacchio di Bronte dop, ma anche per assistere alle variegate iniziative musicali e culturali che solitamente fanno da contorno all’evento.

Purtroppo, come già accaduto lo scorso anno, non è cosi. Come per tantissime altre manifestazioni, niente Sagra del Pistacchio. Troppo pericoloso per la salute di tutti organizzare un evento che ogni anno complessivamente attira 100 mila persone che si affollano fra gli stand. Impossibile organizzare tutto nel rispetto del protocollo anticovid per le manifestazioni.

Come fare, infatti, ad allestire i tornelli di ingresso di una manifestazione che viene allestita nella strada principale del centro storico, intersecata da una miriade di stradine? Come allestire ingressi ed uscite forzate nella via Umberto che quando arriva la folla diventa stretta?

Eppure il sindaco Firrarello ci ha provato in tutti i modi. Diverse sono state le riunioni con tecnici ed esperti sulla sicurezza e sulle misure anticovid. Alla fine ci si è resi conto che la Sagra poteva essere organizzata solo un uno spazio perfettamente delimitato, in modo tale da contingentare le presenze, e così grande da accoglierei gli oltre 90 stand, i commercianti e tutta la gente. Uno spazio in grado di istituire i percorsi di ingresso ed uscita con personale costantemente impegnato nei controlli del green pass, indispensabili per entrare all’interno di manifestazioni. Trovandolo si sarebbero comunque sacrificate le attività produttive e turistiche del centro storico, perché la Sagra del pistacchio è anche il coinvolgimento della Città dal punto di vista economico, sociale e soprattutto culturale, con chiese, musei e mostre che rendono l’atmosfera festosa ed incantata.

«Ma l’appuntamento – afferma il sindaco Pino Firrarello – non è per nulla annullato, semmai rinviato. Magari sarà organizzato con modalità diverse, riservato solo ai produttori di pistacchio, in una location appositamente allestita, ma vi assicuro che appena le condizioni lo consentiranno organizzeremo qualcosa. Non sarà la tradizionale Sagra del pistacchio, ma comunque un motivo valido per venire a Bronte ed assaggiare quanto di buono i brontesi sono in grado di preparare con il pistacchio».

«Ci rifaremo. – continua – Dipende da noi. Rispettando le opinioni di tutti, se attraverso il vaccino riuscissimo a raggiunge l’immunità, forse in futuro potremo riacquistare anche la liberta di organizzare le sagre in sicurezza ed andarle a visitare. Fino a quando – conclude – il virus rischia di provocare vittime, vivremo sempre nel panico».

Intanto questo era anno di raccolta. Per tutto il mese di settembre, infatti, i brontesi si sono trasferiti nelle campagne. E l’annata ha superato le previsioni. Buona la quantità, ottima la qualità dell’Oro verde. Si prevede quindi un’annata speciale che darà gusto a tutte le prelibatezze che ristoratori e pasticceri sanno preparare. Prelibatezze chiaramente, al gusto del verde pistacchio dei Bronte dop.



1 Ottobre 2021

Il Castello, il Museo di Sculture in pietra lavica e i Giardini interdetti al pubblico da Ottobre 2016 per lavori di restauro

Castello Nelson, Lo stato dei lavori

Ducea Nelson, vista generalePrepariamoci - è l'invito del Comune - a rivedere la prossima primavera i lussuriosi giardini e le stanze nobili del Castello Nelson. La copertura ed il tetto, un tempo entrambi fortemente ammalorati, e la facciata esterna sono state infatti completate, esattamente come le stanze interne dell’ala nobile. La Soprintendenza ai Beni Culturali di Catania in questo momento sta scegliendo carta da parati e decorazioni murarie delle stanze che un tempo furono la residenza nobiliare, per riportarla ai fasti di un tempo.

Nel frattempo gli operai lavorano per coibentare le fondamenta dalle infiltrazioni di umidità. Solo dopo l’impresa si concentrerà sull’attesa pavimentazione del cortile più famoso e fotografato del Castello, quello dominato dalla croce celtica dedicata all'ammiraglio Nelson.

Questo l’esito del sopralluogo che il sindaco Firrarello ha effettuato per verificare l’avanzamento dei lavori. Presente al sopralluogo il rup dei lavori, il geometra Saitta, responsabile dell’area Urbanistica del Comune: «Diciamo – afferma Saitta - che l’intervento è completo al 70 – 75%. I lavori di rifacimento del tetto sono completi. Infiltrazioni d’acqua e pericolose degradamenti della capriata sono ormai un ricordo. Presto arriverà pure l’ascensore che ci permetterà di raggiungere agevolmente il primo piano dell’ala nobile, abbattendo le barriere architettoniche. L’impresa – continua - al momento sta lavorando per porre le resine necessarie a proteggere le fondamenta dall’umidità. Un lavoro che sarà utile per eliminare in futuro possibili muffe nei muri. Completati questi lavori si procederà a pavimentare il cortile con la croce celtica. Ritengo – conclude - che a gennaio tutti i lavori potrebbero essere completi».

«Faremo – afferma il sindaco Firrarello – tutto quanto sarò possibile per renderlo più bello di prima, compreso la sistemazione del giardino elemento fondamentale del Castello. Quando tutti i lavori saranno completi, covid permettendo, organizzeremo una grande manifestazione. La storia, l’architettura ed il fascino di questo antico maniero lo meritano».

Intanto, essendo stato smontato l’imponente ponteggio, è finalmente pienamente visibile l’imponente facciata principale dell’ala nobile. Guardandola ci si rende conto della sua bellezza, della sua simmetria e di come i colori della muratura creino una naturale armonia cromatica con l’ambiente circostante. E presto, finalmente, tutto ciò potrà nuovamente essere ammirato da tutti.

Il Castello Nelson, chiuso da un'ordinanza sindacale «dal 17.10.2016 e fino al completamento dei lavori di restauro»

Notizie correlate precedenti

2012, 13 Dicembre: Bronte ritrova i fondi, la Regione «sblocca» i 2 milioni e 800mila euro  / 2014. 21 Marzo: Lavori per illuminare il Castello Nelson - 15 Luglio: Il Castello di Nelson riapre i battenti - 1 Ottobre: Dopo una lunga battaglia legale, il progetto del 2005 ha ottenuto il via libera / 2016, 28 Giugno: Al via l’appalto al Castello di Nelson - 28 luglio: Consegnati i lavori di ristrutturazione (fine lavori ad ottobre 2017) - 12 Ottobre: L'ordinanza del sindaco, chiude per un anno il Castello Nelson / 2017, 5 Marzo: Querelle risolta, la direzione dei lavori a un architetto / 2019, 28 Giugno: Castello ancora chiuso, i lavori sono ancora in alto mare; 16 Dicembre: Riprendono i lavori al Castello Nelson / 2020, 14 Gennaio: A fine mese riapre il granaio; 1 Febbraio: Ultimati i lavori nell'antico granaio / 2021, 1 Febbraio: Ancora una consegna lavori

Vedi: Il Castello Nelson a Bronte chiuso da tre anni - Mai completati i lavori di restauro (TGR Sicilia - Cronaca, 2 Dicembre 2019) / Leggi: "Il Castello Nelson, trasformazioni e restauri"



21 settembre 2021

5 milioni per la rete idrica

Presto il terzo pozzo Musa

Un comunicato stampa del Comune ci avvisa e promette che presto avremo acqua a sufficienza e di qualità superiore. Bronte si prepara a scavare il terzo pozzo Musa, il pozzo cui si parla da tempo non solo per assecondare le richieste di acqua durante gli afosi mesi estivi, ma anche per ridurre dai rubinetti delle abitazioni il quantitativo di vanadio che arriva dall'acqua del pozzo di Ciapparazzo.

Il ministero delle Infrastrutture, infatti, si prepara a concedere al Comune di Bronte ben 5 milioni di euro per realizzare dei lavori nella rete idrica. Si tratta di una parte di un progetto complessivo che prevedeva un investimento di ben 24 milioni di euro.

«Il problema dell’acqua a Bronte è antico. – spiega nello stesso comunicato il sindaco Firrarello - Lo ricordo da quando, nell’ormai lontano 1963, arrivai in questa città. Allora i brontesi mi dicevano nel sottosuolo di sicuro c’era tanta acqua, ma che nei rubinetti delle loro case arrivava una volta la settimana grazie ad una sorgente che si trova a Maniace. Poi – continua – arrivò quella di Ciapparazzo, ma nonostante ciò, pur attenuata, la carenza idrica perdurava. Per questo l’allora sindaco Nino Paparo coinvolse il professore Aureli dell’Università di Catania che ci consigliò di scavare altri pozzi. Così si scavò il primo pozzo Musa e poi il secondoo. Adesso con questi fondi scaveremo anche il terzo per dare acqua nei rubinetti delle case dei brontesi tutto l’anno. Il finanziamento di 5 milioni che il ministero si prepara ad erogare fa parte – conclude – di una richiesta complessiva di ben 24 milioni euro utili a realizzare altre opere. Fra queste la sistemazione della rete idrica che, ormai vetusta, fa perdere in 50% di acqua”.

Con i fondi ottenuti l’opera più importante sarà lo scavo del terzo pozzo Musa. Verrano ristrutturati anche i serbatoi, per permettere di effettuare in tutte le vie una distribuzione omogenea e sarà fatto un collegamento fra il Poggio San Marco e viale Kennedy che consentirà di portarvi l’acqua del terzo pozzo.



20 settembre 2021

“LE NUOVE NORMATIVE CI IMPONGONO DI PROGETTARE UNA DIGA PIU’ PICCOLA”

Bolo, solo 40 milioni di metri cubi d'acqua

Non più 100 milioni di metri cubi d’acqua, ma 40. Questo il verdetto all'apparenza inappellabile della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Catania dopo aver adattato il vecchio progetto della Diga di Bolo alle nuove normative.

Dopo la richiesta del sindaco di Bronte alla Regione siciliana affinché si realizzasse la diga alla luce dei cambiamenti climatici che sottopongono l’agricoltura ed il territorio della Piana di Catania ad una oppressiva siccità, e dopo l’immediato sì da parte del presidente Nello Musumeci, la Regione ha affidato al prof. Enrico Foti, direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell'Università di Catania, il compito di verificarne la fattibilità progettuale.

Ed il prof. Foti ha praticamente già concluso il suo lavoro: «La diga che oggi potremo costruire – ha affermato – è un po diversa da quella progettata 40 anni fa. L’invaso nel vecchio progetto, infatti, ricade nella Riserva naturale integrale delle Forre laviche del Simeto. Siamo costretti quindi a prevedere lo sbarramento qualche chilometro più a monte, in contrada Torremuzza. Il vecchio progetto inoltre non teneva conto della necessità di dover mantenere sul fiume Troina il deflusso minimo vitale del fiume. Detto ciò – ha concluso - oggi immaginiamo una diga di 40 milioni metri cubi, nel rispetto delle indicazioni dell'autorità di bacino.»

Per il prof. Foti, vista la sete d’acqua del territorio, la diga anche se più piccola è importantissima per l’intero sistema delle dighe della Sicilia orientale, con l’acqua utile ai fini non sono irrigui, ma anche industriali e potabili.

«Esattamente quello che penso io. – ha affermato il sindaco Firrarello – La diga dovrebbe alimentare Ponte Barca, il lago di Lentini e la zona industriale di Catania, con l’acqua che arriverebbe ovunque per caduta. Certo più acqua potremo conservare meglio sarà. Peccato quindi non poter conservarne 100 milioni, ma meglio di niente. Questo territorio ha bisogno di acqua.» [visualizza luogo con Google Maps]



17 Settembre 2021

BRONTE CONTRO RAFFADALI

E’ il derby del pistacchio
Scatta la maxi raccolta

La cittadina etnea resta leader in Italia ma il centro agrigentino ha ottenuto la dop

Per un mese nei campi si va prima dell’alba. Col sorriso, pure se fuori é ancora buio. Diecimila tra produttori e braccianti siciliani ogni mattina organizzano sacchi, tende e crocchi. L’odore del mallo dei pistacchi é forte. Si sente nelle case, nell’aria, dappertutto. Sono i giorni della raccolta del pistacchio nella Sicilia patria dell’oro verde con (ormai) due Dop. Si andrà avanti fino a meta ottobre.

A Bronte, centro catanese alle pendici del vulcano, con un monopolio decennale sulla denominazione di origine protetta, quest’anno si e aggiunta Raffadali, nell’Agrigentino, che l’ha da poco ottenuta. «Noi abbiamo il terreno lavico che conferisce al prodotto una particolarità unica. Non c’é gara, a meno che loro non riescano a spostare l’Etna», dice Biagio Schilirò del Consorzio di tutela del pistacchio di Bronte.

«Nessun derby — assicura Salvatore Gazziano, dell’associazione per la tutela del pistacchio di Raffadali —  II nostro e di natura calcarea e di un verde intensissimo. Viva la diversità. Conta il marchio Sicilia».

Gli ultimi dati Istat fanno strabuzzare gli occhi. Dei 40.717 quintali totali di pistacchi prodotti in Italia nel 2020, il 99,8% e coltivato in Sicilia. I1 vero centro é Bronte con 36 mila quintali, il resto tra Raffadali e Caltanissetta. I1 giro d’affari del pistacchio siciliano certificato Dop (da intendersi unicamente come materia prima) é di oltre 30 milioni di euro. Si superano facilmente i 90 milioni però aggiungendo il fatturato di chi produce qui ma é sprovvisto di certificazione. Sono solo 500, infatti, i produttori di Bronte a far parte del consorzio, in totale se ne contano duemila.
«Avere la Dop significa essere soggetti a controllo, in molti probabilmente non vogliono essere controllati», stocca Schilirò.

Raffadali ha appena cominciato, lì i conti si faranno più avanti. Si attendono gli ispettori a fine raccolta e c’é tanta emozione in questi giorni. Tensione, di più. Di certo per un mese cambia il volto delle due cittadine siciliane. Non si dorme, si corre, tutto è frenetico. Si hanno più occhiaie ma va bene così. E un momento attesissimo: avviene ogni due anni.

Il sindaco di Bronte Pino Firrarello ha persino incontrato il prefetto di Catania per discutere della sicurezza durante la raccolta. E stato raddoppiato il numero degli agenti e un aereo sorvola i campi. Si temono furti. Ma gli agricoltori che ormai sanno, si portano dentro casa tutto il pistacchio quando il sole va via. «E un momento pazzesco, per noi sacro - dice Nino Marino di Pistì azienda brontese il cui ultimo fatturato e schizzato a 55 milioni di euro — per un mese intero ci trasferiamo con la famiglia nei pistacchieti, in mezzo a distese infinite, dormiamo con i pistacchi accanto. Altrimenti ce li fregano. E’ la nostra festa questa, un momento conviviale. Le case sono vicine, c’é chi prepara gli arancini, chi la pasta “’ncasciata”. Si beve vino, si canta. Tutti insieme. Su 22mila abitanti brontesi ottomila si trasferiscono nelle campagne».

Dopo la fatica, si pranza sotto le fronde degli ulivi, ascoltando gli aneddoti di chi ha 40 anni di raccolta sulle spalle. Si caricano i sacchi e via verso le case, dove qualcun altro ha cominciato ad aprire i pistacchi uno a uno e stenderli al sole. Ci si da appuntamento all’indomani. E già non si vede l’ora di ricominciare. [Giada Lo Porto, La Repubblica-Palermo, 17 Settembre 2021]



16 settembre 2021

FIRMA STORICA

Sull'Etna si va col bus

Una firma che per il versante ovest dell’Etna è sicuramente storica. Da decenni la richiesta di poter ogni giorno accompagnare i turisti a visitare i bellissimi boschi della zona “B” del Parco dell'Etna con dei pulmini è stata sempre osteggiata. Ieri l’ing. Giuseppe Di Paola, direttore del Parco dell’Etna, alla presenza del presidente dell’Ente, Carlo Caputo, e dei sindaci Pino Firrarello (intervenuto con l’avvocato Antonella Cordaro) e Giuseppe De Luca, ha firmato l’autorizzazione che permette ai Comuni di Bronte e di Maletto di “attivare un servizio di fruibilità del versante ovest del Vulcano con finalità turistiche, mediante l’accesso autorizzato di veicoli ecocompatibili nei tracciati esistenti che da Piano dei Grilli conducono fino all'ingresso di Monte la Nave”.

In pratica dopo anni di incontri, studi e relazioni tecniche, l’Ente Parco ed i Comuni hanno trovato il giusto equilibrio fra salvaguardia e fruizione, vedendo quella forma di "turismo lento e formativo", che si vuole attuare, come lo strumento migliore per sensibilizzare l’uomo alla tutela dell’ambiente.

“Io ringrazio il presidente Caputo ed il direttore Di Paola – ha affermato Firrarello – Al Parco abbiamo chiesto di poter raggiungere la pista altomontana, partendo da Piano dei Grilli. Come recita l’autorizzazione sottoscritta dal Parco, adesso potremo farlo con bus elettrici o con motore euro 6. Questa è una vittoria di tutti. Per il turismo sull'Etna inizia una nuova era”.

“Finalmente dopo 20 anni – aggiunge De Luca - siamo riusciti a concludere un percorso che ci porterà alla fruizione della nostra Etna ed a incrementare lo sviluppo turismo nel perfetto rispetto dell’ambiente. Da oggi possiamo programmare iniziative turistiche mettendo al centro il Vulcano”.

“L’interesse del Parco – ha affermato il presidente Caputo - è evitare che la presenza dell’uomo non crei danni all'ambiente ed alla biodiversità. E quando noi concentriamo la fruizione solo in un’area, creiamo un danno. Favorendo una via per i turisti anche nel versante ovest, di fatto distribuiamo le presenze lungo il Vulcano. Nel Parco entreranno bus che non hanno un eccessivo impatto e percorreranno solo le piste, ovvero le strade, che già normalmente vengono percorse dalle auto di servizio. Poi – conclude - il Parco verrà visitato a piedi”.

Il servizio sarà sospeso nei mesi di febbraio e aprile per non disturbare la riproduzione delle aquile e del gatto selvatico.
 

NAVETTE ECOCOMPATIBILI

Parco dell'Etna, il versante ovest del vulcano fruibile anche da anziani e disabili

Versante ovest del vulcano fruibile anche da anziani e disabili, il Parco dell’Etna ha autorizzato in questi giorni i comuni di Bronte e Maletto ad accedere in riserva, con navette ecocompatibili, e percorrere un tracciato dalla casermetta di Piano dei Grilli all’area attrezzata di Monte La Nave, passando per la pista altomontana. Soddisfatti per il risultato raggiunto i sindaci Pino Firrarello e Pippo De Luca e il presidente del Parco dell’Etna, Carlo Caputo.

L’ingegnere Giuseppe Di Paola, direttore del parco, ha concesso l’autorizzazione sottolineando il «duplice scopo di consentire a persone anziane o con deficit fisici di godere delle meraviglie di un territorio, nel pieno rispetto dello stesso, nonché di fornire il necessario supporto logistico a chi percorre, a piedi, la sentieristica di quella porzione di area protetta».

Per l’utilizzo dei veicoli (bus con motori elettrici o euro 6 e muniti di Gps), i comuni dovranno adottare un «sistema di gestione che assicuri la verifica costante sugli accessi e consenta un monitoraggio continuo e reale del carico antropico», ossia del «numero di soggetti condotti con mezzi sul vulcano», che quotidianamente non potrà superare i 120 ingressi (ripartibili in un massimo di tre turni giornalieri) da maggio a gennaio; accessi esclusi, quindi, a febbraio, marzo e aprile, in quanto «periodo di riproduzione dell’aquila reale e del gatto selvatico» ... [leggi tutto: Luigi Putrino, Giornale di Sicilia, 21 Settembre] 

 

4 Settembre 2021

C’è anche emergenza idrica

Avviata la raccolta del pistacchio

Firrarello chiede al prefetto sicurezza

Iniziata da qualche giorno la raccolta del pistacchio a Bronte. Il sindaco Firrarello, come si legge sulla pagina social del primo cittadino, ha incontrato il Prefetto di Catania Maria Carmela Librizzi, per discutere della sicurezza durante la raccolta dell’oro verde.
“Il problema è di 2 fattori: il primo inerente lo svuotamento del centro storico, il secondo di salvaguardia del raccolto delle campagne. Il Prefetto, che ringrazio, ha ascoltato attentamente ed accolto le nostre richieste. In questi giorni verrà dunque raddoppiato il numero di agenti sul territorio e predisposto il controllo aereo ha scritto Firrarello -. Abbiamo inoltre predisposto nuove isole ecologiche temporanee, a fronte dei rifiuti provocati della raccolta.

Isole ecologiche attive dal 7 settembre al primo ottobre ogni martedì e venerdì dalle 16 alle 20. Il primo punto di raccolta si trova presso il bivio di Saragoddio ed attivo il martedì; il secondo punto è stato collocato presso l’abbeveratoio di contrada Scala Vecchia e attivo il venerdì. Tuttavia alcuni residenti delle contrade in cui è in corso la raccolta del pistacchio hanno segnalato la mancanza di acqua.

Il sindaco Firrarello ha risposto specificando che il “disservizio non è imputabile al Comune di Bronte, ma all’azienda che gestisce il servizio. In meno di 6 giorni sono andato due volte in azienda per chiedere provvedimenti immediati. C’è un solo grande, e serio, problema che mi preoccupa ogni giorno: la crisi della materia prima, l’acqua non c’è e non esiste più in grandi quantità. Speriamo di risolvere il disservizio al più presto”. [Fonte Corriere Etneo]



21 agosto 2021

Diga di Bolo, si passa alla fase tecnica

Firrarello: Il tema dell’acqua è primario e l’idea della diga di Bolo è vincente

Dopo il si da parte del presidente Nello Musumeci e della Giunta regionale di governo, il progetto per la realizzazione delle Diga di Bolo passa alla fase tecnica. L’elaborato è stato inviato, infatti, alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Catania per essere corredato delle relazioni.

“In particolare – spiega in un comunicato il sindaco Pino Firrarello – il progetto sarà esaminato dal prof. Musumeci che dovrà redigere una relazione sulla capacita dell’intero sistema fluviale." "I fatti – continua - ci indicano che abbiamo bisogno di questo invaso al più presto. Lo esigono diversi settori, quello agricolo, quello industriale e perché no anche quello potabile”. E che il mondo dell’agricoltura dell’intera Piana di Catania, ma anche il settore industriale abbia bisogno della diga lo dimostrano gli effetti sul territorio del caldo e della siccità. “Ma avete visto – spiega il sindaco – cosa è successo a Ponte Barca? La carenza d’acqua non ha soltanto provocato conseguenze alla fauna ittica, ma ha compromesso una intera stagione irrigua nel settore agricolo catanese e la stessa esistenza delle coltivazioni. Ora il Governo nazionale decida: o investe per sviluppare l’economia siciliana o ci dica chiaramente che siamo da soli. E’ dai tempi della Cassa del Mezzogiorno che in Sicilia non si costruisce nulla. Il presidente Musumeci, che sono certo condivide questo mio pensiero, denunci ogni atteggiamento ostile verso lo sviluppo dell’Isola”.

Per Firrarello inoltre il tema dell’acqua è primario: “È assurdo che una terra come quella siciliana che d’estate soffre la sete, sia in grado di conservare e riutilizzare appena l’11% delle acque piovane. Ed è ancora più assurdo se pensiamo che il progetto di questa diga sia stato anni fa scartato, nonostante sui Nebrodi l’acqua non manchi mai. È indubbio, infatti, che l’idea della diga di Bolo sia vincente. Potrebbe arrivare ad alimentare non solo Ponte Barca, ma anche il lago di Lentini. Vedrete, – esclama – l’acqua con l’andare del tempo diventerà sempre più un bene prezioso. E così importante conservarla da imporre alla realizzazione di questa diga un percorso privilegiato anche riguardo la burocrazia troppo lenta ed elefantiaca, come dimostrano le realizzazioni di parecchie infrastrutture siciliane”.

[Guarda pure "Bronte, una diga contro la siccità" del TGR Sicilia]



1 Luglio 2021

Intercettate ad Aosta 23 tonnellate

Pistacchio senza provenienza diretto a Bronte

Il prodotto raggiungerà comunque la Sicilia, ma un magistrato vuole ricostruire l’intera filiera di commercializzazione

Nell’ambito del dispositivo di prevenzione e contrasto dei fenomeni illeciti nei settori della contraffazione, della sicurezza prodotti e della tutela del made in Italy, la Guardia di finanza di Aosta ha sequestrato 33 bancali di pistacchi, per un peso complessivo pari a 23 tonnellate. Intercettata al traforo del Monte Bianco, la merce era partita dal Lussemburgo ed era diretta a Bronte, «patria siciliana del rinomato Pistacchio Verde Dop: una circostanza - si legge in una nota - che ha immediatamente insospettito i finanzieri».
Dopo aver esaminato la documentazione gli agenti hanno constatato come l’etichettatura apposta sui prodotti fosse priva dell’indicazione del Paese d’origine. Il carico, sigillato nel mezzo, è ora diretto alla sede legale della ditta siciliana destinataria dove, in attesa dell’esito di ulteriori accertamenti, sarà temporaneamente custodito.

L'ipotesi di reato è quella di vendita di prodotti industriali con segni mendaci. Il sostituto procuratore Manlio D’Ambrosi ha disposto delle indagini «finalizzate a ricostruire l’intera filiera di commercializzazione del prodotto», che a questo punto poteva tranquillamente finire in buste con la dicitura "pistacchio di Bronte" e in prodotti trasformati prodotti a Bronte ma con pistacchio di dubbia provenienza e certamente meno pregiato e costoso di quello siciliano. [Fonte La Sicilia]



30 giugno 2021

Firmata una convenzione

Bronte alleato con "Plastic free"

La Città del pistacchio punta a diventare anche un Comune a consumo di plastica limitato. Il sindaco Firrarello ha siglato, infatti, una convenzione con “Plastic free”, l’associazione che si batte per informare e sensibilizzare più persone possibili sull’impatto della plastica, in particolare quella monouso, sull’ecosistema.

Grazie a questa convenzione adesso anche a Bronte l'Associazione “Plastic Free Onlus”, promuoverà ed organizzerà, fra l’altro, iniziative volte a dare concreta attuazione alla lotta contro la plastica quali, ad esempio, l’organizzazione di giornate dedicate alla pulizia del territorio con l’aiuto di persone che volontariamente decideranno di parteciparvi, iscrivendosi all’associazione.

Ma non solo. Organizzerà appuntamenti di raccolta della plastica e rifiuti non pericolosi e passeggiate ecologiche. Effettuerà lezioni di educazione ambientale nelle scuole e segnalerà l’abbandono dei rifiuti in maniera abusiva. “Tutte iniziative di grande valore perché volte a sensibilizzare la popolazione. – ha affermato il sindaco Firrarello - Permettetemi di ringraziare Giuseppe Germanà, ovvero il referente di Bronte dell’associazione. Il suo impegno e la nostra collaborazione permetteranno a tutti di raggiungere la giusta consapevolezza sul fenomeno. La plastica, infatti, - continua - si è rivelata un’invenzione utile e deleteria allo stesso tempo. Ha rivoluzionato le nostre vite, ma ha anche creato un inquinamento difficilmente arrestabile. Dobbiamo quindi intervenire. Noi già facciamo il possibile affinché a Bronte la raccolta differenziata funzioni a dovere, adesso, - conclude - grazie a questo protocollo, garantiremo a questa associazione tutto il sostegno possibile”.



26 giugno 2021

Finanziamento per la Chiesa del Rosario

Saranno restaurati la facciata e gli interni

La Giunta regionale di Governo ha concesso al Comune di Bronte un ulteriore finanziamento per completare la centralissima Chiesa del Rosario. Si tratta di un finanziamento di 870 mila euro utili a realizzare il restauro interno della Chiesa. Dopo i lavori che hanno consolidato il tetto e reso sicura la chiesa dal punto di vista statico, infatti, era necessario rifare la facciata e, sempre con l’indispensabile contributo della Soprintendenza, restaurare i dipinti ed i fregi della navata interna che decorano la chiesa.

“E noi – afferma il sindaco Firrarello – abbiamo approvato in Giunta un progetto dell’architetto Scaglione e del geometra Spadaro, con l’ing. Salvatore Caudullo che è il rup. Poi, come sempre, abbiamo cercato di reperire le risorse a Palermo, con la Giunta regionale che ha ancora una volta mostrato di essere vicino a Bronte, accogliendo le nostre richieste”.

La Chiesa del Rosario per importanza è considerata la seconda chiesa di Bronte dopo la Matrice. Se ne hanno notizie fin dal 1574 in occasione di una visita pastorale di monsignor Torres, vescovo di Monreale, dalla quale Bronte dipendeva. Il suo interno è famoso per le geometre dei fregi e la raffinatezza degli ori.

Per molti anni è rimasta chiusa al culto perché dichiarata pericolante dalla Protezione civile. Un pericoloso avvallamento del pavimento nella navata centrale e diverse criticità nella cupola compromettevano la staticità dell’edificio. Poi il finanziamento ed i lavori di restauro statico recentemente completati. L’interno della chiesa è di particolare pregio grazie ai marmi degli altari ed i grandi quadri, con affreschi attribuiti anche dal pittore brontese Nunziato Petralia.

“Dopo il Castello Nelson, la Ss 284 Bronte Adrano, il Pronto soccorso dell’Ospedale riusciamo a far completare una grande opera per Bronte. – conclude il sindaco – Sempre con l’obiettivo di far si che questa città cresca ancora”.



24 Giugno 2021

LUTTO

Bronte piange la sua abitante più longeva: aveva 108 anni

Addio a zia Lucia Castiglione

Addio a zia Lucia Castiglione, l’ultracentenaria più longeva di Bronte e decana dell’Etna di 108 anni e mezzo. Stamattina, dopo l’ultimo saluto ricevuto da ospiti e operatori del «Residence per anziani San Vincenzo», dov’era assistita da quando aveva compiuto 100 anni, la celebrazione del funerale alla chiesa Madre con i familiari.

La signora Lucia era nata a Bronte il 23 gennaio 1913, da Gaetano e Anna Castiglione, aveva frequentato fino alla seconda elementare, a 24 anni s’era sposata con Nunzio Luca, rimanendone vedova, senza figli, nel 1991. Persa improvvisamente la sorella maggiore Maria Nunziata, zia Lucia si prese cura di una figlia di lei, la nipote e figlioccia Lucia Bertino, e poi pure dei pronipoti Mario e Gianluca Barbuzza, divenendo per loro «mamma affettuosa» e «nonna speciale».

Zia Lucia aveva vissuto il dramma di due guerre mondiali, tre pandemie (Spagnola, Asiatica e Hong Kong) e, alla sua veneranda età, l’anno scorso ha battuto il Coronavirus. Recitava ancora le preghiere e si dilettava a cantare «Quel mazzolin di fiori», il suo brano preferito.

Il «Residence per anziani San Vincenzo» di Bronte è gestito dalla cooperativa Eracle di Caltagirone, responsabile della struttura è Tiziana Tardo, che ha spiegato: «Come di consueto, ieri mattina alle 5 le abbiamo effettuato alcuni controlli e la signora Lucia ha collaborato con la vivacità di sempre. Poi si è riaddormentata, nella sua abituale posizione, di fianco con la mano sotto la guancia. Alle 8,30, quando siamo andati a prepararla per la colazione, l’abbiamo trovata come se stesse dormendo, invece, abbiamo constatato che ci aveva lasciati, con la stessa serenità con cui trascorreva le sue giornate insieme a noi. Ci mancherà».

Il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, ha commentato: «Fiera testimone di come la vita possa essere vissuta nel rispetto dei valori più veri, la signora Lucia è stata d’esempio per tutti e tutti le volevano bene. Rivolgiamo sentite condoglianze ai suoi nipoti e a tutti i suoi parenti». [Luigi Putrino, Giornale di Sicilia, 23 Giugno 2021]


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