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Sagra del Pistacchio

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Le sagre precedenti: 2016, 2015, 2014, 2013, 2012, 2011, 2010, 2009, 2008, 2007, 2006, 2005, 2004, 2003, 2002
 

XXVIII Sagra del Pistacchio

EXPO DEL PISTACCHIO 2017
si svolgera' in DUE WEEK-ENDS:

Venerdì 22 - domenica 24 Settembre / Venerdì 29 - domenica 1 Ottobre


2 ottobre 2017

BILANCIO INTERESSANTE

Conclusa la 28a Sagra

Al ritmo del flik flok della fanfara dei Bersa­glieri, il sindaco Graziano Calanna, insieme con l’asses­sore regionale al Turismo Anthony Bar­bagallo, ha tagliato la grande torta al pistacchio realizzata dagli abilis­simi pasticceri dell’asso­cia­zione regionale Conpait e poi distri­buita alla grande folla di turisti che, per tutta la giornata, hanno affollato gli stand al pistacchio di un Expo che è piaciuto come non mai.

“Devo ringraziare tutti – ha affermato il sindaco –; quest’anno grazie a partnership importanti come quella con il ministero delle Attività culturali e del Turismo, con l’Asses­sorato regionale al Turismo, con Slow food, con il Treno del pistacchio, con il Consorzio del Pistacchio verde di Bronte dop, con i pasticceri di Bronte e con la Pro Loco che ha coinvolto altre associazioni, questo Expo è stato vivo ed interessante. Il pistacchio ha vinto ancora una volta la sua sfida e la sua festa è stata all’altezza della sua bontà”.

Ed in effetti è piaciuto tanto lo show cooking con i migliori cuochi e pasticceri del territorio che hanno mostrato come si cucinano le meraviglie al pistacchio, ha funzionato il Villaggio del gusto allestito dall’Istituto Alberghiero “Falcone” di Giarre e Maniace, è piaciuta la dislocazione degli stand ed un’organizzazione che ha visto pensare anche alle misure anti terrorismo nel momento in cui Piazza Castiglione era gremita di gente.

Ed alla degustazione finale hanno partecipato le Forze dell’ordine e numerose autorità politiche regionali: “I complimenti all’Ammini­strazione comunale – ha affermato l’asses­sore Barbagallo – questa festa è ogni anno più bella. Il Treno del pistacchio ha viaggiato sempre pieno e Bronte ormai fa parte integrante del progetto d’eccellenza “Territori del vino e del gusto”.



BRONTE SI PREPARA ALLA EXPO

«Alla Sagra del pistacchio necessaria la tracciabilità»

Il verde-smeraldo del pistacchio di Bronte appena raccoltoChiunque esponga prodotti tipici, infatti, avrà l'obbligo di rispettare con massimo scrupolo l'origine dei prodotti agricoli alimentari utilizzati

Sara un Expo Sagra dop, proprio come il suo pistacchio verde. Il bando di partecipazione per gli espositori della 28a edizione dell'Expo Sagra del pistacchio di Bronte, appena pubblicato, infatti, guarda con insistenza alla tracciabilità e l'origine dei prodotti mostrati.

Chiunque esponga prodotti tipici, infatti, avrà l'obbligo di rispettare con massimo scrupolo le leggi inerenti le indicazioni geografiche e le denominazioni di origine dei prodotti agricoli alimentari utilizzati.

«Come ormai è noto - ci dice il sindaco Graziano Calanna - la manifestazione si svolgerà dal 22 al 24 settembre e dal 29 settembre al primo di ottobre. In questi due fine settimana la città di Bronte non solo si trasformerà in una naturale vetrina del suo verde pistacchio, ma nessuno, dico nessuno, potrà tentare di spacciare per brontese pistacchio e derivati che non siano brontesi. Una volontà precisa di questa Amministrazione che non violando la libertà di alcuno nel vendere prodotti, chiede che i commercianti indichino l'origine degli elementi utilizzati, specificando la provenienza. Chiunque non rispetta questa precisa indicazione rischia multe salate».

E questa è una delle tante novità di questo Expo Sagra che quest'anno sposa la "Via dei Castelli", il progetto voluto dall'assessorato regionale al Turismo per valorizzare l'arte, la storia, le bellezze paesaggistiche e le tipicità enogastronomiche. [Fonte La Sicilia, 31 agosto 2017]


 

ECCO A VOI! LA CRÊPE COL GELATO DI PISTACCHIO DI BRONTECI PERDONERETE,

ma appositamente per far­vi venire l’ac­quo­lina in bocca vi descri­viamo so­lo alcuni dei piatti prelibati che, durante la Sagra, la ga­stro­no­mia locale vi può offri­re, comin­cian­do natu­ral­men­te con ciò che gli abili cuochi brontesi sono in grado di fare con il verde Pistacchio.

Tanto per iniziare il pistacchio non è solo si­nonimo di dolci, ma nutriente condi­men­to per i primi piatti.

Se da una parte, infatti, la fama delle Pen­nette al pistacchio ha fat­to il giro della Sicilia per la loro bontà, non meno preli­ba­ta è la pa­sta fre­sca fatta in casa realiz­za­ta con la farina di pistac­chio o due spa­ghetti sal­tati in padella con il pe­sto di pistac­chio o, per pala­ti un po’ più pesanti, la salsiccia al pistac­chio. Preparata qualche decennio fa dai macellai con qualche perplessità, ormai è richiestissima. Del resto la bolognese mortadella si condisce con il pistacchio che se è di Bronte è sinonimo di grande qualità.

I dolci poi naturalmente la fanno da padrone: paste, torte e gelati sono resi ancor più gu­sto­si con il prezioso frutto del­l’Etna che è servito negli anni anche ad inven­tare preliba­tezze nuove quali le crepes calde ripiene di crema di pistacchio.

Girando fra gli stand della Sagra (o «Expo del Pistacchio in tutte le sue forme», come è stata denominata dall'anno scorso la cara, vecchia Sagra del Pistacchio) o recan­do­vi in qualsiasi pasticceria o risto­rante di Bronte troverete tutto e forse di più, in un varie­ga­to cocktail di prodotti che però han­no un colore solo: il Pistacchio di Bronte, vero e proprio patrimonio della gastronomia: gelati, creme e dolci di ogni tipo, ma anche primi piatti, arancini, salsiccia, panettoni natalizi e colombe pasquali, splendide torte, ed anche il famoso “pesto”.


BRONTE

COME ARRIVARCI

Per il turista in visita in Sicilia recarsi a Bronte, vuol dire tuffarsi fra i Parchi dell’Etna e dei Nebrodi ricchi di flora e di fauna, incontrare una cucina partico­lare, scoprire tradizioni che caratteriz­zano la storia di un popolo che affonda le sue radici nel passato.

Situato sul versante nord-ovest del­l’Etna a 54 chilometri da Catania, Bron­te, denominata Città del Pistacchio, è raggiungibile da Catania attraverso le Strade statali che costeggiano il ver­sante occidentale dell’Etna, mentre dalla costa ionica attraverso la Ss 120 fino a Randazzo, per poi imboccare la Ss 284.

Ma è possibile arrivare a Bronte anche con la Ferrovia Circumetnea, che con il suo antico sbuffare da Catania ci porta fino al centro. E' raggiunto anche da una significativa rete di pullman che giornalmente la collegano con Catania.

E difficile visitare tutti i tesori di Bronte in un solo giorno. Per questo la cittadina offre una variegata ospitalità con diversi alberghi, Bed and breakfast e ristoranti.

BRONTE E LA SUA STORIA

La mitologia vuole che il nome Bronte derivi dalla mitologia con il Ciclope Bronte, ed è così. La storia, invece, racconta come gli abitanti di questa cittadina per anni abbiano vissuto all'ombra di una fraudolenta usurpazione del loro territorio, trasferito nel 1494, con bolla pontificia, a favore dell'Ospedale Maggior di Palermo e nel 1799, con spregiudicata donazione borbonica, a favore di Nelson.

In questo perenne stato di vassallaggio e di grave crisi, era cresciuto un desiderio di rivincita che sfociò nei moti rivoluzionari del 1820 e del 1848, raggiungendo il culmine con la rivolta del 1860 "i fatti di Bronte", soffocati da Nino Bixio con la fucilazione in piazza San Vito di 5 cinque presunti rivoltosi.

L’ETNA

Bronte è la più bella porta del versante nord ovest dell’Etna, grazie all'affasci­nante strada in basolato lavico che, inerpicandosi sul Vulcano, permette al turista di ammirare il meraviglioso paesaggio di lave cordate della colata del 1651, raggiungere la Grotta della neve e la Casermetta di Piano dei Grilli a quota 1200 metri, punto base per l’escursionismo del Parco dell’Etna e punto di partenza per le escursioni più suggestive.

I NEBRODI

Meno irto rispetto all’Etna il territorio dei Nebrodi è una meravigliosa riserva naturale ed ambientale. Un polmone verde ricco di sorgenti, flora e fauna. Qui le faggete e le sugherete, infatti, la fanno da padrone, adombrando veri e propri angoli di macchia mediterranea.

Una passeggiata fra i sentieri permetterà agli escursionisti di immergersi nella natura scorgendo alcuni animali come l'aquila reale e ristorandosi nei caratteristici rifugi.

IL COLLEGIO CAPIZZI

Fra i monumenti e le istituzioni intrise di storia a Bronte spicca certamente il Real Collegio Capizzi che domina il principale Corso Umberto.

La sua edificazione è il frutto della perseveranza del venerabile Ignazio Capizzi. Centro di cultura fu frequentato da personaggi illustri, tra cui Luigi Capuana.

La sua storia ci racconta che fu “Reale istituto borbonico”, ed oggi ospita una ricchissima biblioteca Borbonica con volumi antichi ed atlanti preziosi, l'auditorium dedicato a padre Calanna, la restaurata Cappella dell’Immacolata e la Pinacoteca «Nunzio Sciavarrello».

LA PINACOTECA

Bronte può essere considerata una piccola capitale delle arti figurative.

All'interno del Real Collegio Capizzi si può visitare una delle più belle pinacoteche della Sicilia. Custodisce, infatti, la collezione del rimpianto maestro Nunzio Sciavarrello, illustre artista brontese.

Il corposo nucleo di opere esposte, ci permette di effettuare un significativo exursus artistico dei maestri del 900 ed in particolare ci regala una preziosa testimonianza del panorama siciliano e nazionale fra secondo e nono decennio del '900. Una galleria di valore apprezzata anche da Vittorio Sgarbi.

PISTACCHIO

Il pistacchio caratterizza Bronte e l’ha resa famosa in tutto il mondo. Introdotto dai saraceni intorno gli anni 1000, ha occupato qualcosa come 4000 ettari di territorio per una produzione biennale che si aggira intorno alle 32 tonnellate.

Circa l’1% della produzione mondiale, ma con il vantaggio di essere coltivato sull’Etna dove sole e linfa vitale gli regalano un gusto unico, dall’elevato valore nutrizionale e dal riconoscibilissimo colore verde.

Ciò ha permesso ai pasticceri ed ai cuochi brontesi di dare prova di grande abilità, ed oggi il pistacchio di Bronte si vende anche a New York. Famosi la filletta, il gelato, i cannoli e la torta al pistacchio.

LA FRUTTA FRESCA

L’agricoltura a Bronte non è solo pistacchio. Nella valle dell'Alto Simeto oltre 1000 ettari di terreno è dedito alla coltivazione di pere e pesche.

Fra le pere, la varietà più coltivata è la Coscia, ma sono presenti anche altre va­rietà. Famose anche le pesche a pasta gialla e sopratutto la pesca Tabac­chie­ra dell'Etna, riconoscibile perché di forma schiacciata con la buccia rosso vivo e la polpa bianca. Anche in questo caso il terreno dell’Etna conferisce al frutto un odore intenso ed un sapore dolce delicato ed unico.

LE CHIESE

Tantissime e molto antiche sono le chiese di Bronte che ci tramandano cultura e tradizione.

Vale la pena visitarle per non perdersi il monumento dove giacciono le spoglie del venerabile Ignazio Capizzi che si trovano nella Chiesa del Sacro Cuore, l’impo­nenza della Chiesa Madre e del Santuario dell’Annunziata, patrona di Bronte, e la storia della restaurata Chiesa di San Giovanni, importante per il Crocifisso sotto il quale i brontesi di un tempo erano soliti stringere patti, e la bellissima la cappella dedicata a Santa Rosalia.

LA GASTRONOMIA

Non è possibile venire a Bronte senza gustare gli ottimi piatti della sua cucina, tramandata dalla tradizione contadina e quindi ricca di bontà e genuinità.

Chi non ha sentito parlare delle pennette al pistacchio o dei maccheroni conditi con il sugo di coniglio, la così detta pasta «’ncasciata», ovvero maccheroni conditi con i finocchietti selvatici.

In qualsiasi ristorante si cucina al meglio il capretto, il coniglio, la salsiccia condita con il finocchietto selvatico ed anche col pistacchio.

Chi viene a Bronte e vuole fare uno spuntino velocemente troverà facilmente le buonissime arancine al pistacchio che ovviamente si possono trovare solo nella terra dell’ «Oro verde dop».

 

DUE WEEK-ENDS DI PRELIBATEZZE AL PISTACCHIO DI BRONTE DOP

IL PROGRAMMA
Gelo e siccità, l'«annus horribilis» del pistacchio
Alla Sagra obbligo di tracciabilità
Bronte, cosa fare, cosa vedere ...
Il Pistacchio di Bronte, La raccolta,
La Denominazione di Origine Protetta,
Le ricette con il pistacchio di Bronte

Il Pistacchio e la sua Sagra

VIDEOCLIP DI SAGRE PRECEDENTI
2009/La festa - 2008/'U diamanti virdi - 2007/L'oro verde - 2006/Dalla raccolta alla Sagra - 2005/Pistacchi ed altro

 

BRONTE, CAPITALE ITALIANA DEL PISTACCHIO
Bronte, capitale italiana del pistacchio


Il pistacchio di Bronte appena raccolto

IL PREZZO del pi­stac­chio verde di Bronte dop, nono­stante la Denomi­nazione di Origine Protetta con­cessa dall'Unione Euro­pea nel giugno 2009, naviga sempre a vista, comunque non do­vreb­be discostarsi granchè dal prezzo dell'anno scorso (da 10 a 12/13 euro al chilo quello smal­lato ed in guscio).

Un buon prezzo è una delle speranze degli agri­coltori per vedersi ripagare i tanti mesi di lavoro e di fatica; l'al­tra è quella del Consorzio di tutela che con i suoi poteri di verifica dovrebbe essere l’arma principale (se non l’unica), per pro­teggere il pistacchio brontese dalla diffusione del “fal­so” (per intenderci il pistacchio importato, troppo spesso spac­ciato per «Pistacchio di Bronte» o mischiato con il prodotto originale).


Il simbolo comunitario del Marchio DOPLa certezza di poter assag­giare il vero "Pistacchio verde di Bronte" si ha solo con l'ac­quisto di prodotti recanti nel­l'eti­chetta l'indicazione "Pistac­chio di Bronte Dop" (Denomi­nazione di Origine Protetta).

Ma, fateci caso girando fra gli stands, anche durante la Sagra sono veramente pochi i prodotti a base di pistac­chio che recano questa "preziosa" etichetta.

Vi diamo un piccolo consiglio: prima di acquistare qual­cosa chiedete e cercate i prodotti con l'etichetta Dop.

Vi costerà qualcosa in più ma così premierete i produttori, i tra­sfor­matori ma soprattutto... voi stessi e la vostra gola. [bi]


   

Pistacchio di Bronte, ne parlano i media

Dal pistacchio ai fichidindia, che dolce la Sicilia
National Geografic Italia, National Geographic Russia, Academia Barilla, Vita in campagna, Gusto filatelicoIl Turismo Culturale, Vie del gustoGardenia, Oggi, Cote Sud, WwdScoop,
 Famiglia Cristiana, Tuttifrutti,
I bucatini di...la Rai

 
Piccolo vocabolario brontese
Le strade di Bronte

I PRODOTTI TIPICI

Bronte ed il suo territorio sono uno scrigno di gusti e sapori unici al mondo. Vale la pena venire qui per fare una scorta settimanale di prodotti tipici, all’insegna del gusto, della bontà e della genuinità. Ci sono carni tenerissime, grazie a bovini, suini ed agnelli allevati nei campi dei Nebrodi.

Ci sono formaggi, provole e ricotte che vengono arricchiti con una buona dose di pistacchio. Il pecorino pepato poi è particolare come il pane casarecchio che qui si inforna ancora rigorosamente nel forno a legna.
 

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