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OTTOBRE / DICEMBRE 2010

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28 Dicembre 2010

Strada del Castello più sicura

Già consegnati i lavori sulla provinciale 87 per Maniace

La strada provinciale 87, che collega Bronte al Castello Nelson e quindi a Maniace sarà resa più sicura grazie a opportuni lavori di manutenzione.
I lavori sono stati già consegnati alla ditta vincitrice dell'appalto, che, con meno di 100mila euro dovrà sistemare muretti e le barriere di protezione ed in alcuni tratti eliminare anche qualche curva. A dare la notizia è l'assessore provinciale ai Lavori pubblici, Ottavio Vaccaro, che afferma: «Verranno sistemati i tratti maggiormente compromessi della strada. In prossimità dell'incrocio con la strada Cantera, abbiamo anche previsto un modesto ampliamento della sede stradale e la rettifica di una serie di curve così da migliorare sensibilmente le condizioni di sicurezza e la percorribilità della strada». Soddisfatto anche il presidente Giuseppe Castiglione. «Anche quest'intervento - ha dichiarato - va ascritto al percorso virtuoso che l'Amministrazione Provinciale ha messo in opera, vicino alle esigenze dei cittadini ed ai reali bisogni del territorio.
Questi lavori non erano più rimandabili per garantire standards di sicurezza minimi ad una arteria di primaria importanza nello scacchiere della viabilità del comprensorio pedemontano». Soddisfatto il sindaco di Bronte, Pino Firrarello: «Buona viabilità e sinonimo di sviluppo. - ha affermato - questa strada collega Bronte a Maniace, ma soprattutto "accompagna" i nostri turisti al Castello Nelson, meta giornaliera di tantissimi visitatori. Lo sviluppo economico e sociale di qualsiasi territorio passa anche attraverso la modernizzazione della rete viabilità e questa strada in effetti ha bisogno di lavori di manutenzione. Bene ha fatto la Provincia a pensarci».



24 Dicembre 2010
PRANZO DI SOLIDARIETA’ NELLA PARROCCHIA

Natale insieme a S. Giuseppe

Lunedì 27 dicembre le persone indigenti di Bronte e gli anziani che vivono senza o lontano da parenti, si sentiranno meno soli. I volontari della cooperativa sociale San Giuseppe, in collaborazione con il gruppo Scout d’Europa e con il patrocino del Comune si siederanno a tavola insieme con loro per offrirgli non solo un bel pranzo natalizio, ma anche una grande festa, chiamata “Natale insieme” che durerà fino a sera presso i locali della parrocchia S. Giuseppe, introdotto e seguito dalle note di un esperto fisarmonicista.
La giornata sarà allietata da cabarettisti, prestigiatore, Dj, animazione a cura della Smile service e pure musicisti. “Una iniziativa di grande valenza, - ha affermato il sindaco Firrarello – che mostra il desiderio di aiutare il prossimo da parte dei valenti volontari della cooperativa sociale San Giuseppe e degli scout d’Europa. Un grande gesto di generosità in linea con i principi cristiani di solidarietà”.



23 Dicembre 2010

Si chiamerà Servizio di Raccolta Integrata dei Rifiuti e prenderà il via a gennaio 2011

Ato Joniambiente. Presentato il nuovo servizio

Comincia con la proiezione del nuovo spot televisivo, la presentazione del nuovo servizio di raccolta integrata dei rifiuti nella sede dell'Ato Joniambiente. [...] Si prevede che il nuovo servizio parta nei 14 Comuni dell'Ato a gennaio. Oltre al vetro, alla plastica e alla carta, si dovrà differenziare anche l'umido, conferendolo in appositi contenitori, muniti di codice, che saranno dati alla famiglie. «Sarà per le famiglie una rivoluzione nel modo di conferire i rifiuti», ha annunciato il presidente dell'Ato Francesco Rubbino.

Francesco Rubbino, presidente dell’Ato JoniambienteEppure a Giarre e in altri Comuni la differenziata così com'è stata sinora, non ha funzionato in maniera soddisfacente: i sacchetti con i rifiuti differenziati a volte non vengono ritirati, i sacchetti vuoti non vengono lasciati e le "campane" sono stracolme. Se questi disservizi accadessero con i rifiuti umidi, scarti di pesce, verdura, il risultato sarebbero solo di strade più sporche e maleodoranti.

Ma dall'Ato spiegano: alle famiglie saranno consegnate delle biopattumiere dove dovranno conferire, dentro appositi sacchetti, il rifiuto umido che, tre volte la settimana, sarà ritirato; due volte la settimana sarà ritirato il rifiuto indifferenziato e una volta la carta, il vetro e la plastica.
Alle famiglie sarà data una fornitura periodica di sacchetti. Inoltre, l'Ato sta contattando i supermercati della zona, affinchè i nuovi sacchetti biodegradabili che saranno distribuiti a chi fa la spesa siano concordati con l'Ato e utilizzabili per la differenziata.

«Abbiamo sperimentato - spiega Rubbino - che la raccolta differenziata, così come si fa ora con le campane e i cassonetti, non va oltre il 15%. Adesso la gente sarà obbligata a fare la differenziata, non troverà più il cassonetto, la raccolta sarà effettuata porta a porta. Se le persone sbaglieranno a lasciare i rifiuti, in un primo periodo saranno avvertite dall'operatore e dal personale del Comune. In seguito, dovranno scattare le sanzioni. Questo è un servizio che funzionerà se tutti fanno la loro parte: cittadini, amministrazioni e Ato».

I 14 Comuni saranno divisi in 86 zone e ogni zona avrà un responsabile. Il controllo avverrà attraverso gli operatori, il personale dei Comuni, ma anche attraverso i cittadini. «Abbiamo visto - dice Rubbino - che quando c'è una presa di posizione da parte delle amministrazioni, come a Maletto e Calatabiano, nell'arco di un mese siamo arrivati al 50% di differenziata».
Il cittadino avrà incentivi economici differenziando? In prima istanza, diminuendo il costo del servizio, i cittadini non dovrebbero pagare più di quanto già pagano. Se si arrivasse a percentuali di differenziata, oltre il 60%, potrebbe anche esserci qualche risparmio. Per questo nuovo servizio serviranno più mezzi a vasca e meno compattatori, oltre che la manutenzione dei mezzi attuali.
Ma in questo periodo di prorogatio, come si comporterà l'Aimeri ambiente, la ditta appaltatrice che sta portando avanti il servizio perchè costretta? «Aimeri - dichiara Rubbino - ha già detto che è intenzionata ad investire anche nei mezzi. E' anche suo interesse che il servizio funzioni. Ogni anno, per mancato raggiungimento della differenziata, facciamo pagare all'Aimeri una penale di un milione di euro». [Maria Gabriella Leonardi]

22 Dicembre 2010
SI DOVRA' DIFFERENZIARE CARTA, CARTONE, PLASTICA, VETRO E LATTINE E, DA GENNAIO, ANCHE L'UMIDO

Parte il nuovo servizio di raccolta integrata dei rifiuti

Saranno eliminati i cassonetti dalle strade

Si chiamerà Servizio di Raccolta Integrata dei Rifiuti, il progetto che prenderà il via a gennaio 2011. Ancora qualche settimana e il piano che mira a ridurre la quantità dei rifiuti da conferire in discarica attraverso la raccolta della frazione umida, sarà formalmente avviato in tutti i 14 Comuni di competenza dell’Ato Joniambiente.
Si tratta di un’autentica rivoluzione presentata oggi, negli uffici dell’Ato Joniambiente, dal presidente Francesco Rubbino e dal Consiglio di liquidazione composto da Antonello Caruso e Giuseppe Cardillo. A illustrare il piano anche i dirigenti Ato, Nino Germanà, Francesco Musso e Giulio Nido.
Da gennaio, tutte le famiglie saranno fornite di un bio contenitore destinato esclusivamente alla raccolta della frazione umida (scarti di cibo, piccole quantità di potatura ecc.). Un altro contenitore sarà, poi, messo a disposizione del condominio: verranno distribuiti i contenitori da 120 o 240 litri, a seconda del numero dei condomini. Tre giorni alla settimana un addetto al servizio penserà al ritiro della frazione umida.
Il servizio è già stato avviato – in via sperimentale - poco prima della scorsa estate in due dei 14 Comuni dell’Ato Joniambiente: Calatabiano e Maletto. In queste città le percentuali di raccolta differenza hanno subito un’impennata toccando punte del 52%. Da gennaio questo piano sarà esteso a tutto il territorio dell’Ato Joniambiente.
«Il progetto di questo servizio – ha detto Rubbino - che il nostro Ato ha lanciato malgrado la riforma regionale sui rifiuti e malgrado questo periodo di transazione, è certamente un’innovazione senza precedenti. Questo Ato è il solo in tutta la Sicilia orientale a promuovere il servizio che punta a raggiungere percentuali di raccolta complessive pari al 40 %. Obiettivo è ridurre la quantità dei rifiuti per ridurre il costo del conferimento. Riciclare è un dovere ma è anche conveniente. Saranno eliminati dai territori i cassonetti – fermo restando che nelle aree periferiche saranno mantenute delle isole con dei contenitori per emergenze – e tutti i residenti dovranno differenziare carta, cartone, plastica, vetro e lattine e da gennaio l’umido che garantirà il raggiungimento degli standard ottimali di differenziata. Sarà un’innovazione ma questi Comuni coinvolti faranno da apripista verso una strada che è la sola percorribile per il futuro dell’ambiente».
Prenderà il via tra qualche settimana anche una massiccia campagna di comunicazione destinata ai cittadini. Verranno coinvolti, attraverso convenzioni ad hoc, anche i supermercati dei territori.




24 Dicembre 2010
APPELLO. QUATTORDICI GLI IMPUTATI RITENUTI ORGANICI ALLA COSCA MAZZEI. ERANO STATI ARRESTATI NEL 2008 NEL BLITZ TRASH

Quasi un secolo al clan di Bronte

Condanne confermate

Secondo l'accusa il clan avrebbe tenuto sotto scacco diverse aziende con minacce e in un caso anche un attentato incendiario.
Confermato anche in Appello l'impianto accusatorio del processo «Trash» che ha visto alla sbarra il clan di Bronte, ritenuto collegato alla cosca catanese dei Mazzei. Quattordici in tutto gli imputati col rito abbreviato, accusati di aver tenuto sotto scacco anche la ditta che si era aggiudicata l'appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani nella zona di Bronte, Randazzo, Maniace e Maletto. Il giudice ha emesso la sentenza, comminando pene fino a dodici anni di reclusione. Il giudice ha dichiarato di non doversi procedere nei confronti di Antonio Di Marco - indicato dalla Procura come colui che avrebbe tenuto in mano le redini del clan di Bronte decapitato dopo l'arresto del boss Francesco Montagno Bozzone, cui sono stati inflitti dieci anni di carcere - nel frattempo deceduto. Nove anni e otto mesi ad Eugenio Spitaleri, nove anni a Mario Rando Galati, sette anni e dieci mesi a Giovanni Sansone Galati. Cinque anni e quattro mesi di reclusione sono stati inflitti a Salvatore Parasiliti Parracello e Antonio Orefice, cinque anni e dieci mesi a Toni Rando Galati cinque anni ciascuno a Santino Montagno Bozzone, Alfio Camuto, Gaetano Spitaleri, Giuseppe Barbagallo e Salvatore Meli. Quattro anni a Biagio Batticani.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni. Il 15 novembre la Terza Sezione Penale del Tribunale di Catania - con rito ordinario - aveva condannato in primo grado Biagio Currenti alla pena di anni 6 di reclusione, poiché ritenuto colpevole dei delitti di associazione mafiosa e tentata estorsione.

L'inchiesta «Trash», scattata nel 2008, fu chiamata cosi (spazzatura) perché, secondo l’accusa, l'organizzazione avrebbe tenuto sotto scacco anche la ditta piemontese che si era aggiudicata l'appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani nella zona di Bronte, Randazzo, Maniace e Maletto, la «Aimeri Spa». Alla nuova ditta non si chiedevano soldi - come sarebbe accaduto all'impresa che l'aveva preceduta - ma si volevano imporre alcuni servizi: la riparazione di autocompattatori presso le officine «gradite» alla cosca, il noleggio dei mezzi e l'assunzione di fittizi guardiani nei depositi. Per piegare la volontà dei piemontesi i presunti aguzzini avrebbero fatto ricorso ai soliti metodi intimidatori: messaggi inequivocabili del tipo «trovatevi subito l'amico», seguiti da bottiglie incendiarie piene di liquido infiammabile, lasciate dietro ai cancelli della ditta. Stando a quanto emerso dall'inchiesta, a subire intimidazioni sarebbe stata anche la Jonia Ambiente Spa, una società a partecipazione pubblica costituita da quattordici amministrazioni comunali.


24 Dicembre 2010
Processo operazione “Trash”: inflitti complessivamente 82 anni e mezzo di carcere

Confermate in Appello le 13 condanne

Tutti erano accusati di associazione mafiosa, droga, estorsioni e armi

La Corte di appello di, Catania ha confermato le esemplari condanne emesse dal Tribunale di Catania il 16 luglio del 2009 nei confronti dei malviventi di Bronte, Maletto e Maniace, arrestati dai carabinieri della Compagnia di Randazzo e della locale Stazione il 25 marzo del 2008 durante l'operazione «Trash» (che in inglese significa spazzatura).
Allora finirono in manette 16 uomini, a vario titolo, accusati di associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, detenzione di armi e una serie di estorsioni. Fra questi, spiccava il nome Francesco Montagno Bozzone considerato il referente di Cosa nostra a Bronte, presunto affiliato ai «carcagnusi» di Santo Mazzei. Bene in 14 sono ricorsi al rito abbreviato. Nonostante ciò il Gup (Giudice per l'udienza preliminare) ai tempi aveva emesso sentenze pesanti, oggi confermate in Appello. Al boss Francesco Bozzone Montagno (di Bronte) è stata confermata la condanna a 10 anni di reclusione, esattamente il doppio della pena inflitta al figlio Santino (di Bronte), condannato a 5 anni. La lista continua: Eugenio Spitaleri (Maletto) dovrà espiare 9 anni ed 8 mesi di carcere, Mario Rando Galati (Maniace) 9 anni dì carcere e 3.600 euro di sanzione, Gaetano Spitaleri (Maletto) 5 anni, Giovanni Sansone Galati (Maniace) .7 anni e 10 mesi più 2400 euro da pagare, Alfio Camuto (Bronte) 5 anni, Antonino Orefice (Bronte) 5 anni e 4 mesi di carcere più 900 euro di sanzione, Giuseppe Barbagallo (Maletto) 5 anni e 24 mila euro da pagare, Biagio Batticani (Bronte) 4 anni e 18 mila euro, Salvatore Meli (Bronte) 5 anni e 6 mesi più 28 mila euro, Salvatore Parasiliti Parracello (Maniace) 5 anni e 4 mesi oltre a 900 euro da pagare, ed infine Toni Rando Galati (Maniace) che dovrà rimanere in carcere per 5 10 mesi oltre a pagare 1600 euro.
La Corte di Appello ha ritenuto, per ovvie ragioni, di non dover procedere nei confronti di Antonio Di Marco (Bronte), suicida nel carcere di Bicocca la notte fra il 15 ed il 16 luglio scorso. Con la medesima sentenza la Corte ha condannato Galati Rando Mario, Galati Sansone Giovanni, Orefice Antonino e Spitaleri Eugenio al risarcimento delle spese di giudizio in favore della parte civile della società Ato Joniambiente S.p.a.. Inoltre Biagio Currenti (Bronte) che, non ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato, è stato condannato in primo grado dalla Terza sezione penale del Tribunale di Catania, a anni 6 di reclusione.
L'accusa nei loro confronti era associazione a delinquere tesa a gestire l'affare dello smaltimento dei rifiuti, con l'intento di ottenere assunzioni di personale e facendo si che i mezzi guasti o danneggiati fossero riparati in officine gradite. Ma non solo: oltre a ciò, la banda ha gestito il traffico di droga e tentato di estorcere danaro al titolare di un centro benessere, che per settimane ha subito danneggiamenti e telefonate minatorie; e al proprietario di un autosalone che si è ritrovato fra le mani bottiglie incendiarie, messaggi inquietanti e richieste di denaro. [L. S.]



15 Dicembre 2010
IL BRAVO ARTIGIANO HA DONATO AL COMUNE UNA LAPIDE VOTIVA RAFFIGURANTE LA MADONNA ANNUNZIATA

Una targa a Salvatore Cipolla

Il presidente del Consiglio comunale Salvatore Gullotta, a nome ed alla presenza dell’intera assemblea consiliare appositamente riunita, ha consegnato al bravo artigiano brontese Salvatore Cipolla una targa, sia a riconoscimento delle sue capacità professionali sia per ringraziarlo di aver donato al Comune una lapide votiva che raffigura la Madonna Annunziata copatrona di Bronte.

A proporre il riconoscimento all’artigiano è stato il consigliere Vincenzo Sanfilippo che ha suggerito di porre la lapide in piazza Spedalieri.

Emozionato, il signor Cipolla, al momento della consegna della targa, ha ringraziato il sindaco Firrarello, la Giunta rappresentata dal vice sindaco Salvia e dall’assessore Petralia e l’intero Consiglio comunale che, all’unanimità dei presenti ha avuto parole di elogio nei confronti dell’artigiano e della sua famiglia, non nuova nell'ottenere riconoscimenti dal Comune.

L'ARTIGIANO SALVATORE CIPOLLA CON I CONSIGLIERI COMUNALI DI BRONTE

LA MADONNA ANNUNZIATA, DI SALVATORE CIPOLLA



18 Dicembre 2010
CASSAZIONE

A Montagno Bozzone inflitti 30 anni di carcere

La Suprema Corte ha ritenuto il brontese organizzatore dell'agguato mafioso avvenuto il 18 maggio 2003, per fare un favore a Cosa nostra catanese.
È diventata definitiva la condanna a 30 anni di reclusione a carico del brontese Francesco Montagno Bozzone, 49 anni, ritenuto l'organizzatore del delitto di Valguarnera (Enna), di sette anni fa, costato la vita all'imprenditore Domenico Calcagno il 18 maggio 2003. Un delitto che maturato per fare un favore ai clan di Catania. I giudici della Suprema Corte hanno rigettato il ricorso presentato dall'avvocato Stella Rao, difensore del brontese, facendo passare dunque in giudicato la condanna emessa in primo grado a Enna e confermata dai giudici d'appello a Caltanissetta.
(...) Montagno Bozzone così è il primo condannato, con sentenza definitiva, per l'omicidio. Del resto era l'unico, tra tutti i personaggi imputati a vario titolo per il delitto, ad aver scelto il rito abbreviato. Ed è anche l'unico ad aver evitato, sinora, l'ergastolo, a parte un pregiudicato di Pietraperzia che è stato assolto con formula piena. Di recente è stato confermato in appello il massimo della pena a Vincenzo Sciacca di Bronte, presunto sicario; come prima era stato confermato in appello l'ergastolo ai presunti mandanti, i boss di Enna e Caltagirone, Raffaele Bevilacqua e Ciccio La Rocca, e l'imprenditore santapaoliano di Catania Alfio Mirabile. (...) [Josè Trovato]



11 Dicembre 2010

Il mercato del contadino sbarca a Bronte con 40 espositori

Tutto è pronto per la tappa brontese del mercato del contadino, organizzato dalla Provincia per volere sia del suo presidente Giuseppe Castiglione, sia del sindaco di Bronte, Pino Firrarello. Domani, dalle 9 fino alle 14, infatti, piazza Spedalieri si trasformerà in una vetrina della genuinità.

Ieri la manifestazione è stata presentata nel palazzo municipale della città del pistacchio, alla presenza del sindaco, dell'assessore Nunzio Castiglione, che sta curando ogni particolare, e dell'assessore provinciale alle Politiche agricole, Giovanni Bulla: «A volere questa manifestazione qui a Bronte - ha affermato Bulla - è stato il presidente Castiglione, l'assessorato che rappresento e naturalmente il sindaco Firrarello. Il mercato del contadino, oltre a dare la possibilità ai produttori di esporre il proprio raccolto, garantisce ai consumatori di risparmiare, di acquistare prodotti genuini e sicuri, grazie alla filiera corta che garantisce una chiara tracciabilità».

«Ringrazio sia Bulla sia il presidente Castiglione - ha affermato l'assessore Castiglione - a Bronte saranno 40 gli espositori e si potranno anche degustare dei vini. Piazza Spedalieri sarà per una domenica la nostra capitale dell'agricoltura». «La Sicilia vive ancora di agricoltura. - ha affermato il sindaco Firrarello - E gli agricoltori oggi vivono sulla propria pelle le difficoltà create dalla Regione, che da 3 anni non pubblica un bando per consentire di ammodernare le aziende. Il mercato del contadino è, quindi, un'iniziativa che aiuta ed è utile sia ai produttori sia ai consumatori».

5 Dicembre 2010
Domenica 12 Dicembre
Il Mercato del contadino a Bronte

Il mercato del contadino arriva nel versante nord ovest dell'Etna. Domenica 12 dicembre, la centralissima Piazza Spedalieri si trasformerà nella più genuina e sana vetrina dei nostri prodotti dell'agricoltura. Su richiesta del sindaco Pino Firrarello, infatti, la Provincia regionale di Catania, tramite l'assessorato alle Politiche agricole guidato dall'assessore Giovanni Bulla, in collaborazione con il Comune, ha fissato la data per l'appuntamento brontese del tradizionale mercato. L'assessore Bulla ha effettuato un sopralluogo a Bronte, dove è stato accolto dagli assessori Nunzio Castiglione, che sta organizzando l'evento, ed Enzo Bonina. «Bronte è lieta - ha affermato Castiglione - di ospitare questa manifestazione che mira a recuperare il rapporto tra produttore e consumatore».



9 Dicembre 2010

Accolte con affetto tre suore francescane

La città ha accolto con gioia tre suore francescane angeline, che hanno aperto a Bronte una nuova fraternità. Sono le suore Veronica, Ilaria ed Elvira, ricevute in Comune dal sindaco Pino Firrarello: “E’ un momento importante per la nostra vita ed il nostro istituto - hanno detto le suore -. La nostra fondatrice, madre Chiara Ricci ha posto il nostro Istituto sotto la protezione della Vergine degli Angeli per diffondere il messaggio della pace e della conciliazione. La nostra opera a Bronte - hanno continuato - sarà all'insegna dell' evangelizzazione. Speriamo di avere la capacità di aprirci alla città che siamo certe mostrerà sempre l'affetto che ha profuso accogliendoci”.
“Per noi questo è un giorno di gioia - ha affermato il sindaco Firrarello - Consideriamo l'istituzione a Bronte della nuova fraternità un dono prezioso”. Faremo il possibile per essere di supporto alle vostre iniziative e al vostro lavoro in favore della nostra città e della sua gente». Tanti fedeli si sono uniti in preghiera nella chiesa di San Vito, insieme con le suore appena arrivate, durante la celebrazione dei Primi vespri, presieduti dal ministro provinciale dei frati minori di Sicilia, padre Giuseppe Noto.

Cosa fanno la Suore Francescane Angeline: «Ci poniamo a servizio dell’educazione e della crescita delle nuove generazioni, dalla scuola materna fino all’università, nella volontà di offrire loro la possibilità di una formazione umana e professionale accurata ed adeguata. Siamo a servizio della sofferenza, dovunque si manifesti, lavorando negli ospedali, nelle case di riposo per anziani, nei servizi clinici per il disagio psichico, nelle poste sanitarie in terra di missione, offrendo aiuto ai fratelli che vivono in situazioni di abbandono, di solitudine, di angoscia. Siamo a servizio delle comunità ecclesiali per l’annuncio del Vangelo, lavorando nelle parrocchie, nella catechesi, nella pastorale familiare, nell’animazione giovanile, negli oratori, nelle missioni al popolo. Rispondendo, secondo le nostre possibilità, ai bisogni che ci si presentano, cerchiamo di corrispondere all’anelito lasciatoci da Madre Chiara:”Da noi tutti attendono”.



6 Dicembre 2010

Reati edilizi e danneggiamenti

6 denunciati dalla Forestale

Due persone denunciate all'Autorità giudiziaria per reati urbanistici-edilizi, due rispettivamente per pascolo abusivo e reati contro il patrimonio ed altrettante nei confronti di ignoti per danneggiamento e furto. Sono i numeri di una operazione di controllo del territorio di Maletto e Bronte effettuata dalla Guardia forestale, coordinata dal commissario Vincenzo Crimi che hanno anche elevato diverse contravvenzioni. Sette per inosservanza del regolamento del Parco dell'Etna, tre per illeciti venatori ed una per manomissione non autorizzata del territorio.
In questi giorni, infatti, l'intero territorio etneo di Bronte e Maletto, è stato perlustrato non solo con l'intento di impedire costruzioni abusive che non rispettano i dettami imposti dagli enti, ma anche per contrastare l'abbandono di rifiuti ed il sempre presente fenomeno del pascolo abusivo a danno di terreni privati e demaniali. La presenza costante delle Guardie forestali, anche durante la notte, è stata utile per prevenire la piaga dei furti nelle abitazioni di campagna.

I controlli si sono concentrati lungo le strade, i torrenti e le periferie dei centri urbani. «Il servizio di vigilanza è stato intenso - ha affermato il commissario Crimi - particolare attenzione è stata posta in essere anche nella prevenzione di scavi e furti in aree archeologiche di cui il territorio di Bronte è abbastanza ricco». Il comandante Crimi conferma che iniziative simili saranno spesso ripetute a tutela della salvaguardia di un'area di grande pregio ambientale che spesso la mano dell'uomo rischia di deturpare.




5 Dicembre 2010

Solo Fiumefreddo e Mascali in regola. La società Ato rifiuti Joniambiente, presieduta da Francesco Rubbino, è al servizio dei Comuni di Bronte, Maletto, Maniace, Randazzo, Castiglione di Sicilia, Linguaglossa, Piedimonte Etneo, Fiumefreddo di Sicilia, Mascali, Calatabiano, Milo, Giarre e Riposto

«Raccolta rifiuti, rischio blocco proprio sotto le feste di Natale»

Rubbino: «I sindaci mi avevano garantito che avrebbero pagato la metà del debito, ma solo due Comuni hanno versato le somme»

Torna a incombere, sui 14 Comuni che vanno da Bronte a Riposto, il rischio di un blocco della raccolta dei rifiuti e, soprattutto, torna fra gli operatori ecologici il timore di non ricevere lo stipendio di dicembre.
A lanciare l'allarme, però, questa volta non sono e organizzazioni sindacali, ma il presidente della società Ato Joniambiente, Francesco Rubbino, che, di fronte alla promessa non mantenuta da parte dei soci (i sindaci dei Comuni) di pagare almeno il 50% dei proprio debiti nei confronti dell'Ato, a eccezione di Mascali e Fiumefreddo che sono quasi in regola, e soprattutto di fronte al rischio di poter garantire alla società Aimeri quei fondi necessari per pagare gli stipendi, ha deciso di lanciare l'allarme: «Dopo lo sciopero degli operatori ecologici - dice Rubbino -, che giustamente rivendicavano lo stipendio, i sindaci che ho riunito in assemblea mi avevano garantito che avrebbero versato almeno la metà dei debiti che hanno nei nostri confronti. Loro stessi, infatti, conti alla mano, si sono resi conto che questi soldi servivano a pagare la ditta che effettua la raccolta e paga gli operatori e le discariche che ricevono i nostri rifiuti. Bene - ribadisce - da allora, a parte Mascali e Fiumefreddo che sono tutto sommato in regola, e a Maletto, Bronte e Linguaglossa che hanno versato qualcosina, degli altri Comuni nessuna notizia».
«Io capisco - continua Rubbino - le difficoltà economiche dei Comuni, ma i sindaci devono rendersi conto che la raccolta dei rifiuti è il servizio prioritario per la vita e la salute dei cittadini e deve essere anteposto agli altri servizi. Non pagare quanto dovuto, infatti, rischia di gettare la società Ato in una crisi che potrebbe scoppiare in tutta la sua drammaticità proprio sotto le feste natalizie». E per evitare che ciò si verifichi Rubbino ha deciso di passare all'attacco: «Prima - spiega - che i lavoratori giustamente si rivolgano nuovamente ai sindacati per rivendicare lo stipendio, ho deciso di convocare io stesso le organizzazioni sindacali, lunedì alle 10 del mattino (domani, ndr), affinché intraprendano le iniziative necessarie per convincere i Comuni a versare il dovuto. Bisogna, infatti, scongiurare un nuovo blocco degli stipendi sotto Natale, che si tramuterebbe in un grande ingiustizia nei confronti di lavoratori, spesso monoreddito, che si alzano alle 5 del mattino per pulire le nostre strade e raccogliere i nostri rifiuti».
Inoltre, in Joniambiente serpeggia il dubbio che i Comuni non abbiano versato all'Ato neanche i soldi che hanno incassato con la Tarsu: «Non lo sappiamo - conclude Rubbino - Il dato certo è che vantiamo crediti per milioni di euro e che già da tempo abbiamo chiesto a tutti i 14 Comuni di comunicarci quanto hanno incassato con la tassa per i rifiuti. Sappiate però - conclude - che fino a oggi nessuno ha risposto».

3 Dicembre 2010

Buono socio sanitario per 188 famiglie

Si eroga la prima trance

Inizia bene il mese di dicembre per 118 famiglie dei Comuni di Bronte, Maletto, Maniace e Randazzo. Il Comune di Bronte, in qualità di Comune capofila, sta erogando infatti la prima trance del “buono socio sanitario” ai soggetti che nel 2009 avevano presentato opportuna richiesta e sono stati dichiarati assegnatari. Si tratta di un vitalizio riservato alle famiglie che forniscono cure a soggetti anziani non autosufficienti o con gravi e certificate disabilità, purché conviventi e legati da vincoli di parentela, ai quali garantiscono direttamente, o con l’impiego di altre persone non appartenenti al nucleo familiare, prestazioni di assistenza e di aiuto.

“Per adesso – afferma in un comunicato il dirigente del ufficio Solidarietà sociale del Comune di Bronte, dott. Biagio Meli - le famiglie che ne hanno diritto percepiranno un assegno di 1500 euro, ma a gennaio verrà loro distribuita l’ultima trance di circa 200 euro”. Al Comune di Bronte, infatti, l’assessorato regionale della Famiglia ha erogato un contributo 346 mila e 122 euro in attuazione della legge 10 del 2003. “Le famiglie che in casa curano persone con gravi disabilita – ha affermato il sindaco - vanno incontro a problemi e disagi che spesso non riusciamo neanche a capire. Compito di una buona amministrazione comunale di conseguenza è quello di fornire sempre maggiori servizi e garantire il necessario sostegno. Adesso – conclude - tante famiglie potranno contare su questo sussidio per continuare a garantire assistenza”.



La Pinacoteca ha sede nei prestigiosi locali del Real Collegio Capizzi. E' stata inaugurata una prima volta a dicembre del 2007 ma chiusa dopo pochi mesi per lavori di restauro che sono durati oltre due anni. E' stata nuovamente aperta e reinaugurata appena due mesi fa

2 Dicembre 2010

Progetto per la pinacoteca

Finanziato con 500mila euro l’adeguamento degli impianti

I locali della preziosa pinacoteca di Bronte saranno presto resi ulteriormente sicuri. Il sindaco, Pino Firrarello, è riuscito ad ottenere dal Senato un finanziamento di 500mila euro per rendere ottimali, fra le altre cose, gli impianti tecnologici dei locali del Real Collegio Capizzi che ospitano l'importante galleria Nunzio Sciavarello.

«Il progetto - afferma il responsabile del procedimento, Nino Saitta dell'ufficio tecnico del Comune - redatto dall'architetto Antonino Giuttari e dall'ingegnere Salvatore Signorello, prevede l'adeguamento degli impianti in generale, compreso quello di riscaldamento. Verrà eliminata l'umidità che purtroppo proviene dal terreno sottostante attraverso dei lavori in grado di eliminare le infiltrazioni d'acqua. Ma la parte più importante dei lavori – continua - riguarda la realizzazione di un impianto di prevenzione incendi che attraverso la rilevazione dei fumi si azionerà automaticamente». Con lo stesso finanziamento verrà anche realizzata una nuova più funzionale cabina elettrica, verranno rifatti alcuni muri e parte della pavimentazione, oltre alla sostituzione degli infissi. Particolarmente soddisfatto il sindaco Pino Firrarello, capace in 5 anni di ottenere numerosi finanziamenti soprattutto per opere pubbliche di interesse sociale: «Lo abbiamo detto più volte. - ha affermato il sindaco - Per noi la pinacoteca Sciavarrello è una scommessa culturale e turistica. La consideriamo un veicolo in grado di indirizzare i giovani verso l'arte e lo strumento più idoneo per completare un pacchetto in grado di attirare quella fetta di turismo culturale, cui offriamo anche il nostro ambiente, la nostra storia testimoniata anche dal Collegio Capizzi, ed i nostri prodotti tipici». [L. S.]



29 Novembre 2010

Il noto critico d’arte ha apprezzato la collezione che il prof. Sciavarrello ha donato a Bronte

Sgarbi, un «tuffo» nella pinacoteca

Vittorio Sgarbi davanti un quadro di Remo BrindisiVisitatore speciale alla "Pinacoteca N. Sciavarrello" di Bronte. Ospite del sindaco Firrarello ad ammirare la collezione ieri mattina è giunto Vittorio Sgarbi, conosciuto e preparato critico della storia dell'arte, oltre che personaggio istrionico dalle indiscusse qualità dialettiche e artistiche. E Sgarbi non ha tradito le attese, commentando la opere donate dal prof. Nunzio Sciavarrello ed esposte all'interno del Collegio Capizzi.

«Una collezione insolita - ha detto Sgarbi - non solo siciliana, anche se gli artisti isolani sono in prevalenza, che costituisce una documentazione importante del secolo passato. Certo, qui non troviamo quadri di Pirandello o Guttuso, ma troviamo artisti come Fiume, ingiustamente demonizzati dalla critica o altri come Guccione, Gianquinto, Migneco e Ciarrocchi che il maestro Sciavarrello ha avuto il merito di saper riunire in questa pinacoteca».

A Sgarbi è piaciuta anche l'atmosfera che si respira al Collegio Capizzi ed a Bronte in generale, al punto da proporre lui stesso la presentazione del suo libro “Viaggio sentimentale nell'Italia dei desideri”, fresco vincitore al premio Martoglio.
«Per noi – ha affermato il sindaco - questa pinacoteca è una scommessa. Serve ad indirizzare i giovani verso l'arte ed a completare un pacchetto che attivi il turismo culturale e ricreativo. Ti aspettiamo per presentare il libro».

Sgarbi poi si è soffermato nella biblioteca borbonica del Real Collegio Capizzi e, pur rischiando di perdere l'aereo, ha voluto visitare il Castello Nelson rimanendone ammaliato dalla bellezza del mite e rigoglioso giardino e dalla residenza dei duchi.



25 Novembre 2010

Riunione tra il direttivo di Joniambiente e i 14 sindaci dell'Ato Ct1 per evitare altri scioperi dell'Aimeri

Rubbino: «I Comuni paghino i loro debiti»

Una lunga riunione si è svolta ieri sera a Giarre, tra il direttivo della Joniambiente e i sindaci dei 14 Comuni appartenenti all'Ato Ct1, per discutere sui numerosi debiti che negli anni i Comuni associati hanno accumulato. Un incontro indetto dal presidente dell'Ato, Francesco Rubbino, dopo lo sciopero di sabato scorso dei dipendenti dell'Aimeri, scaturito dalla mancata liquidazione delle mensilità, causata a sua volta dai debiti dei Comuni. E durante l'incontro sono stati comunicati dall'Ato Joniambiente i dati relativi ai costi, debiti e percentuali di ogni Comune dell'Ato, per un debito totale, aggiornato al 16 novembre, pari a quasi 18 milioni di euro, senza le penali che dovranno essere compensate a fine anno. E tra i Comuni più debitori spiccano Riposto, Linguaglossa, Giarre, Randazzo e Bronte. Significativi, invece, sono i dati comunicati per i Comuni di Maletto e Calatabiano dove la nuova raccolta integrata ha notevolmente rivoluzionato, anche in termini di prezzo, la gestione del sistema dei rifiuti. Nel particolare, a Maletto la raccolta differenziata ha raggiunto, in questi mesi, l'indice del 50%.
«La mia preoccupazione - ha detto Rubbino - è che si possano presentare, tra poco meno di un mese, le stesse condizioni che hanno portato i dipendenti di Aimeri a scioperare. Chiedo dunque ai Comuni maggiormente debitori di versare almeno il 50% del loro debito, in modo tale da garantire lo stipendio a questi dipendenti. Torno a dire che è un loro diritto ed è ingiusto che la Tarsu pagata dai cittadini venga impiegata per il pagamento di altre spese, che privilegiano, per esempio, dipendenti comunali».

«Era importante riunirsi- hanno dichiarato il vicepresidente dell'Ato, Antonello Caruso ed il consigliere Giuseppe Cardillo - per capire la grave situazione inerente, appunto, i debiti. La nostra volontà è di garantire servizi efficienti e una stabilità economica ai dipendenti». (...). [Mariagrazia Tomarchi]



23 Novembre 2010
JONIAMBIENTE- FINITO LO SCIOPERO, MA A GIARRE SITUAZIONE CRITICA. DOMANI ASSEMBLEA DEI SOCI DEL CONSORZIO

Rifiuti, troppi cassonetti da svuotare

E' per il momento rientrato il problema della raccolta dei rifiuti urbani nei 14 Comuni appartenenti all'Ato CT1 Joniambiente.
Lo sciopero generale di 24 ore degli operatori ecologici di Aimeri Ambiente, a causa del mancato pagamento degli stipendi, ha avuto ripercussioni in tutti i Comuni appartenenti all'Ato sia nella giornata di ieri che in quella di domenica, dove in genere i servizi sono dimezzati. Per questo motivo fino a ieri i cassonetti erano zeppi di rifiuti.

«Gli operatori ecologici sono rientrati in servizio già domenica mattina e durante la giornata di ieri hanno lavorato, anche con doppie turnazioni, per poter tornare alla normalità», ha dichiarato il presidente di Joniambiente, Francesco Rubbino.

«Ho convocato per mercoledì pomeriggio - continua Rubbino - nei locali dell'Ato Joniambiente, l'assemblea dei soci del consorzio, per fare il punto sulla situazione, soprattutto per quanto riguarda gli enormi debiti che i Comuni hanno accumulato in questi anni. Debiti ai quali l'Ato non può più riparare. Per quanto riguarda la questione dei pagamenti ai lavoratori dell'Aimeri proprio in queste ore sono stati emessi i mandati di pagamento». ... [Mariagrazia Tomarchio]

21 Novembre 2010

ALL'AIMERI AMBIENTE

Operatori ecologici incrociano le braccia

Si prospetta un Natale, tra montagne di immondizia per i 14 Comuni dell'Ato 1. Da ieri, i lavoratori dell'Aimeri, la società che espleta i servizi di igiene urbana per conto di Joniambiente, hanno proclamato lo sciopero ad oltranza, per il mancato pagamento dei salari. Il direttore di Aimeri, Alfio Agrifoglio, ha immediatamente diramato una nota per spiegare la posizione dell'azienda: “La situazione creditoria insostenibile -spiega - non ci consente di potere anticipare ulteriormente gli i salari ai lavoratori, è opportuno ricordare che dal febbraio 2006 ad oggi, l'Aimeri ha regolarmente pagato gli emolumenti ai dipendenti cosi come i fornitori di beni e servizi. Siamo dispiaciuti per il disagio creato ai lavoratori, ma siamo certi di trovare una soluzione nel più breve tempo possibile in un imminente tavolo di trattativa con i referenti istituzionali”.
Il presidente dell'Ato l, Francesco Rubbino, fa spallucce e spiega: “I lavoratori hanno ragione, ma è un problema che già più volte abbiamo segnalato. Le amministrazioni comunali non pagano noi e di conseguenza noi non possiamo pagare l'Aimeri. Ci sono Comuni che in tutto il 2010 non hanno versato un solo euro. C'è qualcosa da rivedere in questo modo di agire da parte delle amministrazioni”.
C'è il rischio che lo sciopero si protragga fino a Natale? “Sono parzialmente ottimista, nel senso che già domani potremmo essere in grado di dare alcuni anticipi ad Aimeri per garantire il pagamento dei salari. Alcune amministrazioni comunali ci hanno dato disponibilità, comprendendo il dramma delle famiglie dei lavoratori. Dunque lunedì lo sciopero potrebbe anche rientrare”. (Mario Pafumi)



18 Novembre 2010
REDATTO IN SINERGIA DA BRONTE, RANDAZZO E SANTA MARIA DI LICODIA HA OTTENUTO IL MASSIMO FINANZIAMENTO: 65 MILA EURO

“Orchestrando attorno al vulcano”

Al via il progetto

Il progetto “Orchestrando attorno al vulcano”, redatto in sinergia fra i Comuni di Bronte, Randazzo, Santa Maria di Licodia e con il Parco dell’Etna, passa la fase operativa. Premiato dal bando dell’Anci “Giovani Energie in Comune” sulle politiche giovanili ha ottenuto, infatti, il massimo finanziamento possibile, ovvero 65 mila euro. Così nella sala della Giunta del Comune di Bronte, che è ente capofila, si sono riuniti l’ex assessore del Comune di Bronte, Giuseppe Gullotta (che ha avviato il progetto), insieme con la dottoressa Francesca Marullo del Comune. Con loro l’assessore alle politiche giovanili di Santa Maria di Licodia, Enrico Caruso il consigliere comunale licodiese Manuela Pizzo, la dottoressa Barbara Prestianni, i consiglieri comunali Angelica Prestianni e Nunzio Saitta e l’assessore Biagio Petralia.
Durante il vertice sono stati affrontati i primi argomenti operativi, con la dottoressa Marullo che è stata nominata coordinatrice del progetto, mentre la parte politica sarà rappresentata dall’ex assessore Gullotta che, intervenendo, ha precisato: “Ringrazio il sindaco Pino Firrarello per la fiducia e la dottoressa Marullo perché vera artefice del successo dell’iniziativa. Non posso però immaginare la mia collaborazione al progetto senza il coinvolgimento di tutti giovani i consiglieri comunali”.
I partner del progetto, oltre al Parco dell’Etna, sono l’associazione complesso bandistico scuola musicale di Randazzo ed il corpo bandistico San Biagio di Bronte, il gruppo musicale “La Kunturia” e l’associazione musicale “Pacini” di Santa Maria di Licodia. Gli obiettivi del progetto sono quelli di porre le basi per un serio intervento di formazione educativa, che si innesti in un disegno di potenziamento della cultura musicale. Nello specifico si vuole costituire la “Banda dell’Etna” con i giovani delle bande dei 3 Comuni, dare vita alla “Scuola dei giovani talenti dell’Etna” con la collaborazione dei Kunturia e realizzare Cd e Dvd. I giovani coinvolti, infine, metteranno su un concerto nei 3 Comuni.



11 Novembre 2010
BRONTE: UN 86ENNE

Parte un colpo, perde un dito e viene denunciato

Giornata sfortunata per un nonnino di Bronte che ha perso un dito ed è stato pure denunciato dai Cc per detenzione illegale di arma da fuoco. Tutta colpa della sua vecchia pistola, una Beretta 7,65, costruita addirittura nel 1919, che l'anziano signore di 86 anni teneva in casa senza averla mai denunciata. Ogni tanto la prendeva per oliarla e pulirla, per poi riporla nuovamente nel cassetto. Ieri l'altro però l'uomo incautamente ha cominciato a toccarla senza accorgersi che era carica, e all'improvviso è partito un colpo che ha tranciato di netto il dito medio della mano sinistra. L'uomo è stato subito trasportato al Pronto soccorso di Bronte, dove i medici ci hanno messo poco a capire che il dito era saltato via per un colpo di arma da fuoco. Avvertiti i carabinieri, come prassi impone, è stata fatta una perquisizione nell'abitazione dell'uomo, che non ha mai avuto problemi con la giustizia. Poi lo hanno denunciato.



8 Novembre 2010

Aimeri «imprigionata» dai Comuni

Joniambiente. I 14 sindaci firmano l'ordinanza che obbliga la società a proseguire la raccolta in regime di proroga

Se non si tratta di precettazione, poco ci manca. Tutti i sindaci dei 14 Comuni del versante nord est dell'Etna, che va da Bronte fino a Riposto, soci della società Ato Joniambiente, hanno firmato l'ordinanza che obbliga l'Aimeri ambiente, la società che effettua il servizio di raccolta dei rifiuti nei Comuni a «proseguire il servizio di igiene urbana alle medesime condizioni previste negli accordi del giungo 2007 e dell'agosto 2008».
Redatta dal legale della società Ato, prof. Agatino Cariola di Catania, l'ordinanza, a sentire il presidente della Joniambiente, Francesco Rubbino, ha grande valore giuridico, al punto da chiudere il dibattito aperto dall'Aimeri, intenzionata a non continuare ed interrompere il servizio il prossimo 10 novembre: «Proprio così - afferma Rubbino - l'ordinanza dei sindaci obbliga la ditta a proseguire in regime di proroga. Capiamo i motivi che spingono l'Aimeri a chiedere il disimpegno, ma il servizio di raccolta dei rifiuti nei Comuni è troppo importante e non può essere interrotto. C'è in gioco la salute pubblica».

Tutto è cominciato dopo il 30 settembre scorso, data di scadenza del contratto fra la Aimeri e la Joniambiente, con quest'ultima che ha visto andare deserte addirittura 2 gare d'appalto per l'affidamento del servizio ad un'altra ditta. «E se non arrivano notizie chiare sul futuro degli Ato da parte della Regione siciliana - aggiunge Rubbino - di gare ne potremo bandire anche dieci, andranno tutte deserte. Nessuno infatti - conclude - accetterà di assumersi oneri e responsabilità per svolgere un servizio così costoso solo fino ad aprile, quando gli Ato, a sentire la Regione, dovrebbero essere riformati». Se da una parte, di conseguenza, la Joniambiente cerca una nuova ditta per dare vita al nuovo capitolato, l'Aimeri cerca di disimpegnarsi anche per non continuare a effettuare il servizio ai prezzi del vecchio capitolato.

«Infatti - continua Rubbino - ci hanno chiesto di diminuire i servizi, ma noi ci siamo opposti e, seguendo le indicazioni della Prefettura, abbiamo prima diffidato l'Aimeri a proseguire e adesso i sindaci, grazie anche al grande lavoro dei componenti del Collegio di liquidazione Antonello Caruso e Giuseppe Cardillo, hanno firmato l'ordinanza che impedisce loro di lasciare il servizio». Intanto, gli uffici della Joniambiente sono al lavoro per pubblicare un nuovo bando per l'affidamento. «Ci vorrebbe meno incertezza sul futuro - conclude Rubbino - quel che è certo è che faremo sempre il possibile affinché nè gli utenti, nè i lavoratori risentano in qualche modo di questa situazione».



8 Novembre 2010

Il «118» ha cambiato casa

«All'Asp è più funzionale»

La postazione del «118» di Bronte ha una nuova sede. Dopo essere stata per tanti anni in via Messina, oggi le ambulanze sono state trasferite nei nuovi locali al numero civico 3 di viale Catania, ovvero nei locali dell'Asp che i brontesi conoscono meglio come "ex Inam". A volere la nuova ubicazione il direttore generale dell'Asp 3, Giuseppe Calaciura. Per alcuni soccorritori la nuova sede è più funzionale, perché ubicata in una posizione strategica per raggiungere le varie zone del paese. Inoltre, sarà da ausilio ai vicini medici di "Continuità assistenziale".
«Vogliamo ringraziare il dott. Calaciura - dice il soccorritore Luigi Saitta - per aver preso a cuore i nostri problemi, assegnandoci una sede adeguata dopo anni di lettere. Un ringraziamento anche ai dirigenti del Distretto, per la fattiva collaborazione». Al 118 di Bronte operano alternandosi nelle 24 ore, 5 medici e 12 autisti soccorritori, che insieme effettuano una media di interventi a volte superiore agli 800 l'anno. [Gaetano Guidotto]



8 Novembre 2010

Festa dell'unità e delle forze armate

Bronte ha ricordato i caduti e celebrato la festa del’Unità nazionale e delle forze armate con una solenne manifestazione alla quale hanno partecipato il sindaco Pino Firrarello con la sua Giunta, numerosi consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione, ed il consigliere provinciale Aldo Catania.
Erano presenti il comandante della Stazione Carabinieri Antonio Vavalle, quello della tenenza della Guardia di Finanza Carmelo Cicero e del distaccamento delle Guardie forestali Vincenzo Crimi, oltre al comandante della Polizia municipale Salvatore Tirendi. Dopo la Santa Messa celebrata nella Chiesa Madre, il corteo, accompagnato dalla banda musicale San Biagio, si è mosso fino al monumento ai Caduti di piazza Spedalieri, dove il sindaco ha posto una corona di alloro per ricordare i caduti in guerra. Presente anche l’ultimo reduce brontese della campagna di Russia, Alfio Longhitano che, all’età di 95 anni, non ha voluto mancare all’appuntamento.



6 Novembre 2010
GUARDIA DI FINANZA. UN TERZO IMPRESARIO MULTATO PER «LAVORO NERO».
OTTANTUNO I LAVORATORI «SFRUTTATI» IN DUE ANNI

Bronte, evasione fiscale

Due imprenditori nei guai

Recuperati a tassazione circa 3 milioni,.ai fini delle imposte sul reddito; oltre 2 milioni e mezzo ai fini dell’Irap e più di 500 mila euro in materia di Iva.

Due evasori totali nel settore dell’edilizia sono stati scovati dalla Tenenza della Guardia di finanza di Bronte, un terzo imprenditore sanzionato per altre violazioni. La verifica fiscale ha comportato la conseguente denuncia in stato di libertà di due imprenditori di un certo spessore economico.
Le attività ispettive e le indagini di natura tributaria condotte dalle Fiamme gialle che fanno capo alla compagnia di Riposto hanno permesso di intraprendere apposite verifiche fiscali ai fini delle Imposte sui redditi (Irap) e dell’Imposta sul valore aggiunto (Iva). L’indagine degli uomini del capitano Sergio Cerra, che si è protratta per diversi mesi, si è conclusa con una accurata analisi della documentazione contabile ed extracontabile che ha permesso agli ufficiali di polizia tributaria di pervenire a quello che in gergo viene definito «un brillante risultato di servizio».
In aderenza alle disposizioni operative impartite dal comandante provinciale della Guardia di finanza, nell’ambito dell’attività di contrasto al crimine economico - recita una nota dello stesso comando provinciale - i militari delle Fiamme gialle della Tenenza di Bronte, hanno sviluppato un’attività di intelligence, che dopo un paio di mesi si è conclusa con il recupero a tassazione di circa 3 milioni, ai fini delle imposte sul reddito, di oltre 2 milioni e mezzo ai fini dell’Irap e oltre 500 mila euro in materia di Iva. L’attività ha permesso di svelare, anche, che uno dei soggetti sottoposti a verifica, si è avvalso, in due anni di 81 lavoratori in nero, violando le disposizioni penali e quelle amministrativo-previdenziali sull’assunzione dei lavoratori». L’intera attività si è conclusa con la segnalazione a piede libero all’autorità giudiziaria di tre soggetti economici ritenuti responsabili della commissione di reati finanziari tra cui l’utilizzo e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti.
La percezione dei reati di natura finanziaria, non è agevole soprattutto per quanti non esercitano alcuna attività economica. La Guardia di finanza, in ogni caso, con la sua diuturna attività ha messo in evidenza, come le condotte riferite, e quindi l’emissione e l’utilizzo di fatture false, contribuiscano in maniera determinante al dilagare dell’evasione fiscale e al proliferare di distorsioni di natura economica che incidono pesantemente sull’andamento generale dell’economia nel territorio di riferimento. [Mario Pafumi]

6 Novembre 2010
Due imprese edili nel mirino della GdF. Accertata l’evasione di imposte per oltre tre milioni di euro (2,5 mln di Irap e 500mila di Iva)

Presi in due anni 81 lavoratori in nero

Tenevano operai in nero e neanche pagavano le tasse. I libri contabili di due imprese edili di Bronte sono finiti sotto la lente di ingrandimento della tenenza della guardia di Finanza di Bronte che, alla fine, ha rilevato che sui tanti lavori effettuati, che avevano fruttato giri di affari vertiginosi, queste non avevano pagato un euro di tassa, evadendo totalmente, come se l’Imposta sui redditi,l’Irap o l’Iva non fossero mai esistiti.
L’indagine è durata diversi mesi ed alla fine gli ufficiali di Polizia tributaria hanno recuperato a tassazione circa 3 milioni di euro, ai fini delle imposte sul reddito, oltre 2,5 milioni di euro ai fini dell’Irap, ed oltre 500mila euro di Iva. Ma non solo. Scavando, scavando i finanzieri di Bronte hanno scoperto che uno dei due imprenditori, per addirittura 2 anni aveva assunto totalmente in nero 81 lavoratori, violando pertanto le disposizioni penali e quelle amministrativo- previdenziali che regolano l’assunzione dei lavoratori. Ottantuno «padri di famiglia» che quindi hanno lavorato senza alcuna tutela di natura assicurativa e senza vedere versati i contributi ai fini pensionistici.
Così, racimolate le prove necessarie, i 3 titolari delle 2 imprese sono stati denunciati in stato di libertà all’Autorità giudiziaria e dovranno rispondere non solo di evasione fiscale, ma anche di utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
A disporre l’operazione è stato il Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Catania, nell’ambito delle attività di contrasto al crimine economico, con le Fiamme gialle che assicurano che i controlli continueranno per contrastare il fenomeno dell’evasione che incide pesantemente sull’andamento generale dell’economia nel territorio. Per questo non è escluso che nei prossimi giorni altre aziende riceveranno la visita dei finanzieri che vorranno controllare libri contabili e dichiarazioni dei redditi. [L. S.]



8 Novembre 2010
DOPO TANTE ALTRE TORTE CON 100 CANDELINE

Un altra centenaria a Bronte che si conferma una comunità dalla popolazione particolarmente longeva

I cento anni di nonna Carmela

Grande festa a Bronte per i 100 anni di nonna Carmela Mirenda che, attorniata dall’affetto dei suoi cari, il 6 novembre scorso ha spento le sue 100 candeline. L’intera famiglia ha assistito alla Santa messa nella chiesa di San Silvestro e poi ha festeggiato in un noto ristorante. Prima però ha ricevuto la visita del vice sindaco Salvia che ha consegnato alla nonnina una targa a ricordo dell’evento.

“Per noi è sempre bello – ha affermato Salvia – festeggiare i nostri concittadini che raggiungono i 100 anni. Nonna Carmela poi a Bronte la conoscono tutti per la sua bontà e per la sua gentilezza. E, come ormai ci capita spesso ai Bronte con i centenari, porgerle gli auguri è stato veramente un piacere”.
Nonna Carmela, infatti, ha lavorato al Liceo Capizzi come collaboratrice scolastica, di conseguenza tutti gli studenti che negli anni hanno frequentato il liceo la conoscono e la ricordano con affetto. Sposata all’età di 21 anni ha avuto 5 figli, presenti alla grande festa assieme ai nipoti ed ai bisnipoti.

“Auguri di cuore alla nostra nonnina – ha aggiunto il sindaco Pino Firrarello – capace con impegno e sacrifici, nonostante le difficoltà, a pensare ai figli ed a tirar su la bella che oggi la ha festeggiata con gioia”.



4 Novembre 2010

200 mila euro per l'ITC

Duecentomila euro per migliorare la sicurezza dell’edificio scolastico che ospita l’Istituto tecnico commerciale “Benedetto Radice”. Li ha finanziati il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, su richiesta del sindaco Pino Firrarello. Il Cipe ha approvato, infatti, il programma straordinario degli interventi per la messa in sicurezza e la riduzione dei rischi connessi alla vulnerabilità degli edifici scolastici, stanziando 36 milioni di euro alla Sicilia e 200 mila a Bronte.
E così è arrivata direttamente al sindaco la comunicazione dell’ing. Lorenzo Ceraulo, provveditore interregionale Opere Pubbliche del Ministero per la Calabria e la Sicilia, che ha comunicato la pubblicazione della delibera Cipe ed i passi che i beneficiari dei finanziamenti adesso dovranno compiere per chiudere l’iter burocratico. “Attingiamo – afferma il sindaco – dal fondo “Infrastrutture” di un miliardo di euro, gestito direttamente del Ministero. La prima trance finanziata a livello nazionale è di circa 358 milioni e noi siamo riusciti ad essere inseriti nel programma”.
Adesso per poter ottenere il finanziamento il Comune di Bronte dovrà sottoscrivere una convenzione con l’istituto scolastico e la Provincia regionale di Catania. Per questo gli uffici tecnici, chiamati a redigere in sinergia il progetto esecutivo, sono già al lavoro. “Questo finanziamento – afferma il capo dell’Ufficio tecnico, ing. Salvatore Caudullo – ci permetterà di mettere in sicurezza infissi cornicioni pericolanti e quant’altro che, danneggiato dal tempo e dall’uso, può rappresentare un rischio per gli studenti”. “Tutto – conclude il sindaco - per dare ai nostri ragazzi ambienti scolastici sicuri ed all’avanguardia”.



4 Novembre 2010

Nuova sede Confcommercio

Alla cerimonia anche il sindaco

La Confcommercio di Bronte ha una sede tutta nuova al numero civico 7 di via Trento. E' stata inaugurata alla presenza del sindaco Pino Firrarello e di numerose autorità dell'associazione dei commercianti.

Oltre al primo cittadino di Bronte, alla cerimonia hanno partecipato il vice presidente vicario della Confcommercio di Catania, Nino Nicolosi, il direttore provinciale Antonio Strano ed il suo vice Giuseppe Cusumano, oltre naturalmente al delegato per Bronte, Antonello Saitta, che hanno sottolineato l'importanza dell'associazione dei commercianti a Bronte, ringraziando i presidenti Nino Castiglione, Tino Meli e Pino Grasso che negli anni si sono succeduti alla guida dell'associazione, fornendo un proficuo impulso alla crescita della cittadina. Presenti alla cerimonia gli assessori Enzo Bonina e Nunzio Castiglione ed il sindaco di Maletto Pippo De Luca.

«Il commercio rappresenta una buona fetta dell'economia brontese - ha affermato il sindaco - di conseguenza un commercio vivo è sinonimo di una società forte».



2 Novembre 2010

Commemorazione dei defunti

Bronte ha voluto ricordare i defunti con una sentita cerimonia all’interno del cimitero comunale. Dopo la messa officiata da padre Nunzio Capizzi, il sindaco Pino Firrarello, assieme all’assessore Nunzio Castiglione ed a numerosi consiglieri comunali, ha posto una corona di alloro ai piedi del monumento dei caduti civili in guerra, sito proprio all’interno del cimitero: “Ormai è una ricorrenza che ripetiamo ogni anno – ha dichiarato Firrarello – per ricordare tutti i defunti ed onorare i civili che sono morti durante la guerra che ricordo qui a Bronte è stata particolarmente violenta”.
Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità fra cui il comandante della Polizia municipale, Salvatore Tirendi ed il dott. Valerio Saitta, dirigente del servizio di Polizia Provinciale - Ecologia e Protezione Civile della Provincia di Catania.



31 Ottobre 2010

Gli animali erano entrati in una condotta

I vigili del fuoco liberano quattro cani

I vigili del fuoco di Maletto hanno salvato quattro cani da caccia intrappolati all'interno di un lungo tubo di metallo di una condotta abbandonata. Tre cacciatori di Taormina, infatti, ieri mattina hanno deciso di recarsi in contrada Bolo a Bronte per una battuta di caccia. All'improvviso i 4 cani hanno fiutato qualcosa e nel tentativo di inseguire la preda si sono infilati, tutti e 4, dentro la vecchia condotta larga non più di trenta centimetri. Giunti all'interno, dopo aver percorso un po' di strada, i cani non sono più riusciti né a proseguire, né a tornare indietro, rimanendo intrappolati quasi al centro del tratto della condotta, lunga circa 60 metri. I cacciatori li sentivano abbaiare dentro il tubo, ma tutti i tentativi di farli uscire sono falliti.
Temendo di perdere i 4 fedeli cani da caccia, hanno lanciato l'allarme, avvertendo la Guardia forestale di Bronte. L'unico modo per liberarli era quello di tagliare il tubo con maestria per non ferire gli animali. Così sono stati chiamati i vigili del fuoco di Maletto che, con accortezza e servendosi anche di una leva, hanno ridato la libertà ai poveri animali. [Gaetano Guidotto]



29 Ottobre 2010

Una equipe di esperti per l'acqua al vanadio

Firrarello: «Ci stiamo muovendo per far alzare definitivamente il limite di 50 mg/l»

Sopralluogo dei tecnici al Pozzo di Contrada MusaUna equipe di esperti per risolvere il problema dell’acqua di Bronte, caratterizzata da una concentrazione di vanadio superiore a quella fissata dalla legge. A riunirla è stato il sindaco, Pino Firrarello, che ha invitato a Bronte ingegneri, geologi e docenti universitari per individuare la soluzione più giusta per i brontesi. L’equipe tecnica è formata dal prof. Francesco Schilirò, geologo e geotecnico dell’Università di Catania, nonché profondo conoscitore del territorio dell’Etna dal punto di vista geologico ed idraulico, dai prof. Carlo Modica ed Alberto Capisano, docenti di Costruzioni idrauliche del Dipartimento di ingegneria civile dell’Università di Catania, dal geologo Pietro Tomaselli, dall’ing. Laura Ciravolo, direttore dell’Ato idrico di Catania e dell’ing. Gianfranco Schilirò.
 Lo staff, sarà coordinato dall’ing. Salvatore Caudullo, capo dell’ufficio tecnico del Comune e dall’assessore Bonina che segue quotidianamente il problema dell’acqua. Tutti, ognuno per le proprie competenze, dovranno collaborare affinché l’erogazione idrica a Bronte venga liberata dal vanadio e normalizzata, trovando la soluzione più conveniente che potrebbe anche essere quella di scavare un altro pozzo.
“Noi non abbiamo accantonato l’idea di costruire un potabilizzatore. – ha dichiarato il sindaco – Siccome però sappiamo che la sua realizzazione, oltre ad essere particolarmente onerosa, rischia di pesare come un macigno sulle future economie del Comune e dei brontesi, ritengo che, prima di passare alla fase operativa, abbiamo il dovere di sondare tutte le altre strade possibili, compreso quella di scavare un altro pozzo che ci liberi dell’acqua di Ciapparazzo, dove le quantità di vanadio sono maggiori. Nel frattempo ci stiamo muovendo – ha continuato il sindaco – per far alzare definitivamente il limite di 50 mg/l. Tutti sappiamo che il 31 dicembre 2011 non ci saranno più deroghe. Per questo prima possibile dobbiamo dare ai brontesi acqua potabile”.
E lo staff tecnico si è messo subito al lavoro, effettuando, assieme all’assessore Nunzio Castiglione, dei sopralluoghi. Il prof. Schilirò ha suggerito di allargare il pozzo Musa per aumentarne la capacità, ma si effettueranno degli studi per verificare la possibilità di scavare un altro pozzo in direzione del versante nord dell’Etna, dove le acque non presentano vanadio. Prossimo appuntamento il 13 novembre, quando l’equipe effettuerà delle verifiche sul sistema idrico Musa.



26 Ottobre 2010

BRONTE: TROPPO VANADIO

Acqua non potabile

Si cerca soluzione

Sembra essere tornata la calma a Bronte dopo la sospensione dell'autorizzazione sanitaria dell'Asp nei confronti di alcuni esercenti, perché hanno utilizzato l'acqua della rete idrica di Bronte, i cui valori di vanadio superavano quelli fissati della legge.
Facendo un giro in centro ci si accorge che coloro che avevano chiuso per non incorrere in sanzioni hanno riaperto bottega, provvedendo a rifornirsi di acqua da fonte diversa da quella dell'acquedotto o montando un depuratore. Il problema adesso è riuscire a rendere potabile, anche per la burocrazia, l'acqua dei pozzi Ciapparazzo e Musa, e per farlo bisogna far scendere i livelli di vanadio sotto i 50 microgrammi al litro, (come prevede la legge senza deroghe) e non trovarsi nuovamente con lo stesso problema l'1 gennaio 2012, quando scadranno gli effetti della deroga.
Intanto sul problema si è riunito in seduta straordinaria il Consiglio comunale di Bronte, presieduto dal dott. Salvatore Gullotta. Seduta che ha permesso ai consiglieri di apprendere ufficialmente dal capo dell'Ufficio tecnico ing. Salvatore Caudullo, dall'assessore Enzo Bonina e dallo stesso sindaco Pino Firrarello i termini della difficile questione, caduta su Bronte come un macigno. Alla fine, dopo ampio dibattito, da più parti è arrivato il messaggio che per un problema così grave il paese non sarà diviso dalla politica, con l'opposizione pronta a contribuire insieme con la maggioranza alla sua risoluzione.



26 Ottobre 2010

Restituirà il finanziamento

Condannato imprenditore: la sua azienda non esisteva più

«I connotati della condotta evidenziano un consapevole impiego delle somme ricevute non per la realizzazione degli investimenti in vista dei quali il contributo era stato erogato». Con queste motivazioni la sezione giurisdizionale della Corte dei conti (sentenza 2001/2010) ha riconosciuto la responsabilità amministrativa di un imprenditore brontese del settore tessile. G. B., sessantadue anni, titolare dell'omonima azienda, è stato così condannato a restituire al ministero dello Sviluppo economico la somma di 208mila euro aggiornata di rivalutazione monetaria, interessi legali e 133 euro per le spese di giudizio.
Nel 2002 il sig. G. B. aveva chiesto un contributo di 628mila euro con la legge 488 per l'ampliamento dello stabilimento specializzato nella produzione di capi d'abbigliamento e nel 2004 aveva ottenuto la prima tranche di 208 mila euro. Due anni dopo la banca concessionaria comunicava all'allora ministero delle Attività produttive che l'azienda non aveva ottemperato all'obbligo di fornire la documentazione delle spese sostenute. La successiva ispezione della Guardia di Finanza della tenenza di Bronte, nell'ambito delle iniziative per la repressione delle frodi sui fondi europei, accertava che nello stabilimento non era stato acquistato alcun macchinario per il confezionamento di capi d'abbigliamento, che l'azienda aveva cessato l'attività nell'anno 2002 licenziando tutti i dipendenti e che i libri contabili obbligatori erano stati compilati soltanto fino a quell'anno.
Da qui c'è stato l'avvio del procedimento di revoca del contributo da parte dell'allora ministero delle attività produttive e l'avvio del procedimento di responsabilità amministrativa da parte della Procura contabile che si è concluso con la condanna. Il collegio giudicante ha respinto anche la richiesta di una riduzione che era stata avanzata dall'avvocato Antonio Uccellatore per conto del suo assistito, sottolineando che «la consapevole distrazione delle somme dall'impiego cui erano destinate esclude in radice la possibilità di far luogo all'invocata riduzione dell'addebito». [Antonio Di Giovanni]





24 Ottobre 2010

Lo sviluppo a Bronte
L'Urega ha pubblicato il bando per i lavori di ampliamento in contrada Ss Cristo. Il sindaco Firrarello: «Abbiamo sempre creduto nello sviluppo delle imprese»

L'area artigianale raddoppia

L'area della Zona artigianale vista dal satelliteIl 17 novembre l'aggiudicazione dei lavori per trasformare la zona in sito industriale

L'Urega (Ufficio regionale gare d'appalto) ha pubblicato il bando per la realizzazione dei lavori di ampliamento e modernizzazione della zona artigianale di contrada Ss Cristo di Bronte. Il 17 novembre si apriranno le buste e si conoscerà il nome della ditta che eseguirà i lavori. E' iniziata così la fase realizzativa di un progetto nato per volere del sindaco Pino Firrarello e che punta con decisione a trasformare la zona artigianale della "Città del pistacchio" in una piccola area industriale, creando le condizioni per ricadute economiche e commerciali che tutti si augurano portino nuovi posti di lavoro.
«Lo abbiamo fatto anche per questo - dice il sindaco Firrarello - in un momento di crisi un po' in tutti i settori. Noi abbiamo sempre creduto nello sviluppo dell'impresa. Lo dimostra questo progetto ed il continuo lavoro per dotare quest'area artigianale, che considero fra le più belle e funzionali della Sicilia, dei servizi necessari. L'obiettivo è creare quelle condizioni affinché le oltre 800 persone che oggi vi lavorano conservino il proprio posto di lavoro e che sempre un numero maggiore di imprese si insedi e produca».

I lavori di ampliamento sono possibili grazie ai 3 milioni e 980 mila euro che il sindaco ha ottenuto con i fondi europei del programma operativo 2007 - 2013. Si realizzeranno 18 nuovi lotti da assegnare ad altrettanti artigiani che potranno contare anche su servizi "hi tech". «Bronte - dice il dirigente dell'Ufficio tecnico, ing. Salvatore Caudullo - si conferma così stazione appaltante fra le più attive della Sicilia. La gara d'appalto la effettua l'Urega, essendo l'importo dei lavori superiore al milione e 250 mila euro».

E sono tanti gli artigiani pronti ad insediarsi nella zona artigianale, che dopo essere una delle più grosse ed attive della Sicilia, rischia di diventare leader nel rispetto dell'ambiente e nella produzione di energia. Fra i lavori da eseguire, ci sono anche delle aree adibite a posteggio coperto con dei pannelli fotovoltaici. Così, oltre a proteggere le vetture in sosta e fornire un ulteriore servizio, contemporaneamente si produrrà energia elettrica.
Oltre ai 18 nuovi lotti, verrà realizzata la rete idrica che permetterà di far funzionare gli impianti antincendio, ma anche la rete fognaria e la pubblica illuminazione verranno ampliati. Infine, i terreni dei nuovi lotti saranno tutti recintati. Il tutto rispettando i parametri urbanistici con le aree a verdi che non sono state diminuite. In pratica, più di 2 ettari e mezzo di terreno oggi brullo diventerà produttivo, per soddisfare le richieste degli artigiani. Il progetto di ampliamento ed adeguamento dell'area artigianale è stato redatto dal geometra Nino Saitta, dall'architetto Concetta Falanga e dall'ingegnere Sebastiano Sciacca. E' stato approvato dall'ingegnere Salvatore Caudullo, responsabile unico del procedimento e seguito nella prima fase anche dalla dott.ssa Teresa Sapia.



23 Ottobre 2010

L’assemblea dei soci Joniambiente ha votato all’unanimità l’indirizzo di emanare ordinanze sindacali (ogni Comune – dunque - procederà singolarmente) che imporranno all’Aimeri Ambiente di continuare il servizio, almeno fin quando un’altra impresa si aggiudicherà il lavoro


A GIARRE RIUNIONE URGENTE DEL CDA PER LA DECISIONE

Aimeri non vuole ritirare la spazzatura

Dall'Ato la diffida

Giarre. Aimeri Ambiente ancora una volta ha informato l'Ato Joniambiente di voler lasciare il servizio (gestione in proroga). L'Aimeri ha imposto un termine (10 novembre) al di là del quale non proseguirà il servizio di raccolta rifiuti. L'Ato Joniambiente ha di conseguenza convocato i soci, i quali a conclusione dei lavori hanno diffidato Aimeri a continuare a svolgere il servizio sino a quando un'altra impresa si aggiudicherà il lavoro. La decisione fa fronte alla difficile situazione venutasi a creare dopo le due sedute di gara d'appalto andate deserte.
Pochi giorni fa, il presidente Francesco Rubbino, aveva sottolineato la necessità di una deroga alla legge di riforma che potesse consentire una proroga dei termini del bando per la raccolta integrata dei rifiuti. In assenza di imprese partecipanti, il servizio è rimasto all'Aimeri. L'esigenza di una deroga è nata proprio dall'assenza di partecipanti alla gara.

«Una cosa comprensibile - per Rubbino - considerato che i termini di legge impongono agli Ato di non prorogare contratti oltre la data del 30 aprile 2011 e, in questo modo è evidente come, per una ditta, investire su un progetto così a breve scadenza desta qualche perplessità». Per Rubbino e per i due commissari liquidatori Giuseppe Cardillo e Antonello Caruso, è la sola strada percorribile che consentirebbe di proseguire il servizio in maniera serena. Tra gli argomenti discussi dal Cda dell'Ato Joniambiente anche il progetto pilota sperimentale della raccolta della frazione secco umido avviato nei Comuni di Maletto e Calatabiano. “I dati positivi - continua Rubbino - dimostrano come l'incremento delle percentuali di raccolta differenziata sia concretamente possibile: Calatabiano ha ottenuto a settembre il 25%; Maletto il 38%”. [Mario Pafumi]

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