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Nicola Spedalieri

I personaggi illustri di Bronte, insieme

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La visuale di N. Spedalieri su i diritti dell’uomo

di Bruno Luigi Spedalieri

Premessa

A Papa Giovanni Paolo II
da molti già chiamato “Il Grande”
che ci ha chiaramente e fermamente indicato
come la via verso la libertà, la giustizia e la pace
passi sul selciato del rispetto dei Diritti Umani

Per lungo tempo i critici e gli ammiratori del rinomato Filosofo Brontese, Nicola Spedalieri si sono soffermati su un solo aspetto del libro “Dei Diritti dell'Uomo”, travisando o trascurando con ciò stesso quello che era il pensiero e lo scopo vero del filosofo, e che è espresso nel sottotitolo del libro stesso: Dimostrare che la Religione Cristiana è la più sicura custode dei Diritti Umani.”

Se si parte dal principio che gli uomini sono creati tutti uguali, non c'è nessuno che per propria natura possa vantare autorità sugli altri. L'uomo è una creatura razionale, libera e socievole.

Per sua natura è portato all’egocentrismo e all’amor proprio. Per questi motivi, per equilibrare cioè i diritti e i doveri di ciascuno, l’essere umano ha bisogno di una guida, di un capo, di un difensore, di un giudice.

Questa autorità è voluta da Dio, in quanto inerente alla natura umana, ed in questo senso si dice che viene da Dio.

Nel mondo animale l'autorità viene assicurata o affermata con la forza, nel mondo razionale viene assicurata o eletta con la scelta. Dio vuole l’autorità, ma è l’uomo che se la sceglie e se la dà, e Dio la sancisce.

L’uomo che è posto al potere, tuttavia, non ha più diritti degli altri cittadini e non può usare del potere conferitogli per il proprio vantaggio a scapito degli altri, o strafare e diventare tiranno. In questo caso il mandato perde il suo supporto che è il volere del cittadino. (L1, C17, §29).

Gesú si è dimostrato sempre rispettoso dell'autorità sia civile che religiosa. Ma non si è trattenuto dal tacciare di sepolcri imbiancati e razza di vipere i farisei che della legge ne avevano fatto una ragione per opprimere i cittadini. (Mt 23, 13-34).

I diritti umani non sono chiaramente elencati ed asseriti in nessuna carta civile o religiosa, poiché sono vari come vari sono pure i doveri umani.

Che sia la lista di Gian Giacomo Rousseau o quella proposta nella Dichiarazione di Indipen­denza degli Stati Uniti, non cambia nulla per Nicola Spedalieri. Nessuno nega, né può negare, che ogni uomo abbia i suoi diritti.

Quello che il Filosofo vuole asserire è che il Cristianesimo ed i suoi princìpi sono la migliore salvaguardia dei Diritti Umani, semplicemente perché il Vangelo ci dice quali sono i nostri limiti, i nostri doveri, e tutti si riassumono nel sacrosanto detto: "Fai agli altri quello che vuoi che gli altri facciano a te." (Mt 6, 12 e Lc 6,31).

Dopo avere presentato i vari tipi di Società, quella Puramente Naturale (L2), quella dei Senza Dio (L3), quella Deistica (L4) e quella Cristiana (L5), il Filosofo Siciliano conclude che solo la Religione Cristiana ha tutta la forza morale e i mezzi per arginare l’Amor Proprio, vero nemico del benessere umano, per controllare l’abuso del Potere e per proteggere i Diritti Umani del Cittadino.

È il Cristianesimo a mettere l'uomo in guardia contro le proprie passioni che tendono ad infrangere i diritti del prossimo e ne propone i santi Sacramenti come graziosa forza divina capace di aiutarci a ben vivere.

Esorta ad amare gli altri come se stessi, e propone la pratica della virtù fino ad un grado eroico: "Ama il tuo nemico", (Mt 5, 44). "Se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, porgigli l'altra." (Mt 5, 39). "A chi ti vuole rubare la camicia dai pure il tuo mantello." (Mt 5,40).

È questo che il Filosofo Brontese esprime nel suo libro.

Ma quanti sono i critici che espongono ed analizzano questa parte dell'opera Dei Diritti dell'Uomo?

Tutti si fermano a polemizzare sul concetto di autorità, e le varie fazioni usano l'autore come cavallo di battaglia per difendere le proprie meschine vedute. Questo fare ha tradito il pensiero del Filosofo.

Quanti ad esempio hanno notato o annotato come il Filosofo affronti problemi che sono di attualità ancora in questo 21° secolo?

- l’intolleranza religiosa (il rispetto delle minoranze comporterebbe il rigetto delle proprie credenze?),

- l'autorità dei genitori verso i figli,

- i poteri reciproci dei coniugi,

- l'autorità dei vescovi e del papa,

- la pena capitale,

- il diritto di proprietà ed anche delle proprietà temporali della Chiesa,

- la schiavitù e l’oppressione,

- la guerra,

- il diritto di rivolta, ed altri punti di vitale importanza anche ai giorni nostri?

Si è fatto un gran dire dell’elenco dei Diritti Umani, citati dal Filosofo Spedalieri, ma non è stato fatto rilevare che Nicola Spedalieri sia il solo Filosofo che affianca i Doveri ai Diritti Umani.
La libertà di ciascun cittadino cessa là dove inizia la libertà degli altri cittadini ed a quel punto inizia il dovere: dovere di rispettare la persona, la famiglia e i beni degli altri, la reputazione del prossimo, il pensiero e l’opinione degli altri.

L’incoronazione e l’unzione dei principi e dei papi non è un sacramento, non è un’investi­tura divina e intoccabile; è semplicemente un rito, una preghiera rivolta a Dio chiedendo il suo beneplacito e la sua divina assistenza, ed una consacrazione personale del principe al compito per cui è eletto, eletto per voto o confermato per eredità.

Quando il popolo ebreo, stanco del moralismo dei suoi sacerdoti, volle eleggersi un re, alla maniera dei popoli pagani, Dio rispettò il volere del popolo, e diede loro Saul come re. Ma non mancò di mettere gli ebrei in guardia contro le debolezze dei re (1 Sam 8-11).

Non c’e quindi niente di eretico in quello che afferma lo Spedalieri nel suo concetto di autorità. L’uomo tuttavia, per natura sua, è debole, ed anche il principe lo è. Colui che è al potere tende ad abusare della sua autorità.

Abbiamo gli esempi biblici di Saul e di Davide, e quelli che si presentano ai nostri occhi oggigiorno.
C’è chi si crede investito direttamente da Dio e quindi autorizzato a fare quel che vuole in nome di Dio: “Dio me l’ha data e guai a chi me la tocca!”

Questo è eretico!

Sebbene lo Spedalieri rigetti il concetto di una elezione divina, dell’uomo al potere, riconosce che Dio sancisce l’autorità conferita, ed esorta il cittadino al rispetto del principe (L1, C17, §31). San Paolo (Ro 13 - 1 Tm 2 - Ti 3) e San Pietro (1 Pi 2) esortano con insistenza al rispetto di coloro che sono in autorità.

 

Indice

Premessa
Presentazione e Introduzione

I – IL CONTESTO STORICO
Contesto Storico
Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo
Evoluzione del Concetto di Autorità
La Vita di Nicola Spedalieri
Premessa al Libro Spedalieriano

II – DE’ DIRITTI DELL’UOMO
I Diritti Umani
Gli Obblighi Umani
La Società Civile
La Sovranità
Governi e Governanti
Il Principe
Origine dell’Autorità
Società e Mezzi Naturali
Società Deistica

III – LA RELIGIONE CRISTIANA E I DIRITTI UMANI
La Religione Cristiana
Caratteristiche del Cristianesimo
Le Idee Cristiane
Efficacia dei Poteri Miracolosi
Beneficio dei Sacramenti
La Correzione Fraterna
La Carità Cristiana
Guerra e Schiavitù
Pazienza e Rassegnazione Cristiana
La Preghiera
Povertà e Mortificazione
Il Cristianesimo protegge e rettifica il Commercio
Il Cristianesimo promuove l’Arte e le Scienze
Socialità e Intolleranza Cristiana
Il Cristianesimo è nemico del Dispotismo
Il Cristianesimo è amico della Sovranità giusta
La Religione Cristiana è Custode sicura dei Diritti Umani

IV – CONCLUSIONE
Il Sistema più salutare alla situazione presente
Attualità del Pensiero Spedalieriano
Bibliografia
Riconoscimenti

 

Bruno SpedalieriDa dietro le quinte continuo a propagare il Pensiero del nostro caro antenato e filosofo Nicola Spedalieri.

Dopo la traduzione in inglese del Libro "De' Diritti dell'Uomo" mi sono stati fatti degli inviti ad illustrare il pensiero di Nicola Spedalieri e così ho messo insieme una Conferenza che alla fine del 2005 ho presentato all'Istituto Cattolico di Sydney.

La cosa ha suscitato entusiasmo e mi sono state fatte varie richieste dello studio da me fatto. Questo mi ha in­coraggiato a trascrivere in Italiano la mia conferenza.

Ne ho prodotte delle copie che ho inviato pure al santo Padre Benedetto XVI, al Presidente della Repubblica Car­lo Azeglio Ciampi e pure al Senatore Giulio Andreotti che a Roma abita in luogo non distante da Piazza Sforza Ce­sarini, dove sorge la statua a Nicola Spedalieri. Pure in Indonesia ho inviato copia del mio studio.
Lo studio da me fatto è intitolato: "La Visuale di Nicola Spedalieri su i Diritti dell'Uomo" ed è compilato in 52 pa­gine. Pensando che possa interessare qualche visi­ta­tore di Bronte Insieme lo trasmetto per una sua pubblica­zio­ne, chiedendo solo che mi si metta al corrente se e quan­do lo scritto o parte di esso venga usato per pub­blicazioni e citazioni.

Affettuosi saluti

Bruno Spedalieri
Sydney, Aprile 2007

 

DE' DIRITTI DELL'UOMO
Vi offriamo l'edizione integrale del

LIBRO I
De' Diritti dell'Uomo e della Società Civile

(il nostro volume comprende tutti i 20 capitoli del Libro I e l'Appendice "La dottrina di S. Tommaso sulla Sovranità") formato , 108 pagg., 3.996 Kb)
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“Obbedite anche ai padroni discoli!” esorta l’Apostolo Pietro (1 Pi 2, 18), poiché l’autorità è voluta da Dio; è Lui che ha istituito l’ufficio del Principe, dice San Paolo. (Ro 13, 1).

L’Autorità va dunque accettata e rispettata anche per principio di fede. Proprio ai giorni nostri vediamo quanto sia pericoloso mettere al bando un tiranno: il risultato è l’anarchia che si dimostra spesso più dolorosa della tirannia stessa.

L’esortazione di San Paolo va considerata dunque come un comanda­mento non basato sul fatto che l’uomo in autorità sia eletto da Dio; ma nel senso che l’Autorità è voluta da Dio.

«E per seguire questo volere divino iscritto nella natura umana, dice lo Spedalieri, il cittadino si elegge un capo.»

Cittadini obbedienti ai comandamenti di Dio eleggeranno a capo un uomo timorato di Dio. Non sempre purtroppo la scelta risulterà indovinata.
Il cittadino deve pregare Dio affinché venga eletto l’uomo giusto. Ma in un mondo scristianizzato il cittadino spesso agisce alla cieca, facendo scelte sbagliate. Il rimedio? Lo propone ancora il Filosofo brontese: “Fare rifiorire la Religione Cristiana”.

Bruno Spedalieri.
Sydney 2005

In occasione della ricorrenza del 200° anniversario della morte del grande Filosofo Brontese (1995), ho curato la traduzione in lingua inglese del libro di Nicola Spedalieri: “De’ Diritti dell’Uomo”. Il titolo inglese è: “The Human Rights”.

Copie del libro sono state distribuite alla biblioteca Statale del Nuovo Galles del Sud, alla Biblioteca Nazionale di Australia, all’Università Statale di Sydney e all’Università Cattolica di Sydney, alla Biblioteca Vaticana, all’Università Nord Americana di Las Cruces e all’Università di Mosca. (B. S.)

"DE' DIRITTI DELL'UOMO"
LIBRI VI

Nicola Spedalieri apre «De' diritti dell'uomo» con que­ste parole:

«Se le altre Opere mie han dovuto presentarsi al Tri­bunale del Pubblico sotto la protezione di qualche Me­ce­nate, questa, che ora esce alla luce, ne ha mag­gior bisogno di quelle; e ciò non tanto per la debolezza,

e per le imperfezioni a tutte comuni,  quanto perché alla terza Sorella è toccato in sorte un combattimento più duro, e più pericoloso di quegli, ai quali si esposero già le Compagne.» [...]

Chiude l'opera scrivendo: «Ho soddisfatto al mio cuore; ho obbedito alla voce della mia coscienza: ho detto la verità, quale l'ho conosciuta nella solitudine in che vivo a me stesso. Ho renduto a Dio, quel che è di Dio; al popolo, quel che è del popolo; ed ai principi, quel che è dei principi». 

 

Il libro 1° de "I diritti dell'uomo" (completo dell’indice integrale e di un’appen­di­ce che tratta della “Dottrina di san Tommaso sulla sovranità”) è stato recente­men­te pubblicato dal prof.  Attilio Pisanò in "Aspetti del pensiero giusfilosofico di Nicola Spedalieri" (serie "Studi giuridici" dell'Università degli Studi di Lecce, pagine XII 332, Giuffrè Editore, 1ª edizione 2006).

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 La visuale di Nicola Spedalieri su i diritti dell’uomo