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IDEE E PROGETTI per un NUOVO OSPEDALE

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Il Castiglione Prestianni


26 Giugno 2015

Il territorio a difesa del Punto nascita

Calanna: «Il provvedimento è irragionevole»
Gullotta: «Il problema va risolto politicamente»

“Chiederemo di essere ascoltati dalla Commissione regionale alla Sanità e dal Ministero della Salute per dimostrare, carte alla mano, che il provvedimento che chiude il Punto nascita dell’Ospedale di Bronte è irragionevole. Se dovessero perseguire in questa che considero una follia amministrativa, siamo a porre in essere ogni forma di lotta”.

Sono le parole del sindaco Calanna alla fine del vertice nella sala consiliare del Comune cui hanno partecipato i primi cittadini di Randazzo, Maletto, Maniace, Cesarò e Santa Domenica Vittoria, gli assessori designati, diversi consiglieri comunali, rappresentanti della associazioni brontesi ed alcuni medici. Il sindaco, dopo la missione a Palermo, ha voluto rendere partecipe la città di quanto discusso con l’assessore Borsellino anche per programmare le iniziative da intraprendere.

Presente all’incontro anche il dott. Renato Passalacqua, in rappresentanza della direzione sanitaria dell’ospedale e l’on. Concetta Raia che, venuta a trovare il sindaco, non si è sottratta al dibattito.

“La difesa del Punto nascita e del potenziamento dell’intero ospedale di Bronte – ha affermato  la Raia – va effettuata con forza e determinazione fino alla fine. Sappiamo di non poterci illudere, ma ci batteremo con la consapevolezza di essere nel giusto”.

E se i sindaci hanno sottolineato le carenze infrastrutturale del territorio, che strade in primis, “allontanano” da Bronte gli altri centri ospedalieri, significativi sono stati gli interventi dei rappresentanti delle associazioni e dei consiglieri comunali presenti.

Per Valeria Franco, infatti, è importante rendere d’eccellenza alcuni reparti dell’ospedale di Bronte facendo poi sistema con gli altri del territorio.

CONTRO I TAGLI DEL GOVERNO ALLA SANITÀ

Il sindaco Calanna pronto a recarsi a Roma

«Adesso basta, l’ospedale di Bronte non si tocca. Non accettiamo i ridi­men­sionamenti ed i tagli imposti dal Ministero della Salute. Difenderemo ogni piccolo servizio, perché ogni soppressione indebolisce il sacrosanto diritto alla salute dei miei concittadini e depotenzia i servizi negli altri ospedali, costretti ad accogliere un numero di pazienti superiore alle proprie capacità».

Sono le parole del sindaco di Bronte, Graziano Calanna, dopo aver appreso la notizia della soppres­sione del Punto di primo intervento pediatrico di Bronte. Calanna, appena insediato, ha affrontato di petto la decisone di chiudere il Punto nascita; adesso, la nuova sop­pressione lo fa com­battere contro quello che sembra lo smantel­lamento dell’ospedale.

«Chi ci governa a Roma - continua Calanna - deve capire che i servizi ospedalieri sono essenziali per la vita di ogni comunità. Comprendo che bisogna risparmiare, ma i tagli devono essere effettuati in maniera razionale, organizzando i servizi senza penalizzare i pazienti. Invece, mi accorgo sempre di più che i servizi dell’ospedale di Bronte vengono prima depo­tenziati e poi eliminati senza una ratio, se non quella dei tagli lineari. Questo provoca un naturale esodo dei pazienti negli ospedali dell’area metropolitana che rischiano di soffocare. Ormai tutti corrono a Catania sperando in servizi migliori e dove, non per colpa dei medici, sembra di assistere alla fine della Sanità». E Calanna è pronto a combattere la sua battaglia a Roma.

(Fonte La Sicilia, 7 Luglio 2015)

Per Vittorio Triscari mai si potrebbe rinunciare la Punto nascita per le difficoltà che soprattutto d’inverno questo territorio denuncia. Per Enza Meli, Bronte ed il territorio sono pronti ad ogni iniziative pur di non vedersi sottratto un servizio importante.

Salvatore Gullotta, ex presidente del Consiglio comunale e candidato sindaco sconfitto al ballottaggio, ha ribadito come il problema vada risolto politicamente, come non si possa ragionare guardando esclusivamente ai numeri quando si parla di assistenza sanitaria ed ha mostrato molti dubbi sull’effettivo risparmio quando una partoriente viene trasferita altrove”.

Adesso il sindaco di Bronte, forte del mandato ricevuto dall’assemblea, chiederà di essere ascoltato da Regione e Governo. La battaglia è appena cominciata.



24 Giugno 2015

SALUTE - La missione del sindaco a Palermo. Il ministero della Sanità: «Tornare indietro è difficile». L’assessorato regionale: «Pronti a potenziare Ostetricia e Ginecologia»

Punto nascite Bronte, difficile non chiuderlo

La struttura contava 15 posti letto, ma da dieci anni sono la metà, con conseguente calo di ricoveri e dotazione organica

Con tali dati si misura la «produttività» scesa a 300 parti. Il centro brontese è di primo livello, per cui è rivolto solo alle gravidanze fisiologiche, quelle cosiddette «tranquille».

“Per il ministero della Sanità il punto nascita di Bronte deve chiudere, tornare indietro è difficile. L’assessorato è pronto a potenziare l’ostetricia e la ginecologia”.

È questo l’esito del vertice di ieri a mezzogiorno all’assessorato alla Sanità, a Palermo, fra il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, l’assessore Lucia Borsellino e il presidente della commissione Sanità dell’Ars, Giuseppe Di Giacomo.

Questo punto nascita contava quindici posti letto ma da dieci anni sono stati di fatto dimezzati, con conseguente calo di nascituri e dotazione organica dei medici. Con tali dati, oggi, si misura la “produttività” scesa a 300 parti.

Quello di Bronte è un punto nascita di primo livello, per cui rivolto alle gravidanze fisiologiche, quelle “tranquille”, per intendersi. Stati di salute precari e difficoltà gestazionali sono fattori che portano il livello d’attenzione al terzo, in cui rientrano gravidanze a rischio vita sia della mamma sia del bambino.

Il coordinatore sanitario dell’ospedale di Bronte, dottor Salvo Calì, raggiunto telefonicamente: “Questo punto nascite conta dieci posti letto ed esegue 250-300 parti all’anno (circa 5 a settimana), con una contrazione; nell’ultimo decennio, dovuta al calo delle nascite e alle scelte delle partorienti di rivolgersi ad altre strutture, comunque per cause non imputabili all’assenza della sala rianimazione neonatale”.

MANIFESTAZIONE A DIFESA DELL'OSPEDALE DI BRONTE
LA PROMESSA DI CROCETTA FATTA NEL MARZO 2013 NON È STATA MANTENUTA

Sembra ieri, ma era il 29 marzo del 2013. Allora il presidente della Regione, Rosa­rio Cro­cetta, an­nunciò che il Punto nascita del­l’ospe­dale di Bronte «non sareb­be stato chiuso, ma anzi poten­ziato».

In effetti fino ad oggi ha operato, ma i posti letto sono stati ridotti a 9 ed il personale dimezzato rispet­to alle necessità.

Ai tempi, quindi, se non è stato chiuso è stato con­dan­nato a morte, perché non è stato messo in condi­zione di raggiun­gere gli obiettivi previsti dal Ministero.

«Dopo 87 anni l'ospedale muore», così nel Di­cem­bre 2010 si leggeva nello striscione davanti a sindaci e citta­dini in corteo in difesa del Casti­glione-Prestianni.

Utile evidenziare, però, che dei dieci posti letto due servono per day hospital e controlli prenatali e solo sette per le partorienti, sia per il parto sia per curarne malori durante qualunque fase della gravidanza; con la conseguenza che un parto può avvenire altrove solo perché un letto è legittimamente occupato da una gestante con minacce d’aborto.

Sarebbe importante, per una migliore analisi, conoscere le altre ragioni che inducono le giovani mamme a non partorire a Bronte, per contare le nascite che, in condizioni normali, potevano avvenire qui. Nel distretto sanitario di Bronte (che include Maletto, Maniace e Randazzo) questo è l’unico punto nascite e serve un bacino montano interprovinciale di oltre 50 mila abitanti, che abbraccia Cesarò, San Teodoro e Santa Domenica Vittoria, sui Nebrodi del messinese.

Presi contatti con la segreteria particolare, per l’assessore e il gruppo parlamentare, per il presidente, nessuno dei due ha fatto pervenire commenti sulla questione. [Luigi Putrino]



24 Giugno 2015,

SANITA’ A BRONTE

«L’assessore è pronto a venire a Bronte per potenziare i servizi ospedalieri, a partire dal reparto che deve garantire le future mamme»

Punto nascita, il sindaco incontra Borsellino

«Evitare la chiusura è difficile, ma ci batteremo»

La Regione lascerà attivo il reparto di Ostetricia e ginecologia, ma il momento della nascita avverrà altrove

«La decisione di sopprimere il Punto nascita dell’Ospedale di Bronte il Ministero della Salute l’ha assunta anni prima che io decidessi di candidarmi a sindaco.

L’ultima lettera, quella definitiva quando ormai tutto era deciso, è arrivata il 6 giugno. Adesso tornare indietro è molto difficile. Tuttavia, continueremo a batterci per quello che considero un nostro diritto, forte del sostegno che ci proviene dall’assessore regionale Lucia Borsellino che è pronta a venire a Bronte ed a potenziare i servizi che l’ospedale può offrire nel rispetto dei dettami ministeriali, migliorando e velocizzando i collegamenti con le strutture ospedaliere più attrezzate».

E’ in sintesi la dichiarazione a caldo del sindaco di Bronte, Graziano Calanna, alla fine del vertice con l’assessore regionale cui hanno partecipato il presidente della Commissione Sanità, Giuseppe Di Giacomo e l’onorevole Anthony Barbagallo.

«I fatti stanno così - ha continuato il sindaco - neanche l’isola di Lipari, con tutte le difficoltà che si porta dietro, è stata salvata. La Borsellino, del resto, mi ha confermato di condividere tutte le nostre perplessità sui disagi che la soppressione del servizio comporterebbe nel territorio montano di Bronte, come condivide la nostra legittima contestazione sul metodo di scelta: non si può mettere in competizione un reparto con un organico al 51,%. Per questo l’assessore è pronto a venire a Bronte per potenziare i servizi dell’ospedale, cominciando proprio da quelli che deve garantire alle mamme durante le 38 settimane di gravidanza».

In pratica, secondo quanto ha spiegato l’assessore al neo sindaco, vista la difficoltà a tenere aperto il Punto nascita, l’assessorato regionale alla Sanità è pronto a lasciare attivo il reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Bronte, potenziandone i servizi necessari per garantire adeguata assistenza nel periodo della gravidanza..za.

Arrivato il momento di nascere sarà lo stesso ospedale di Bronte a trasferire, accompagnate da un medico, le future mamme in un centro dell’Asp attrezzato per affrontare ogni tipo di emergenza. Un servizio totalmente dedicato, insomma, in grado anche di affrontare le urgenze.

“A me piace l’idea che si pensi alla sicurezza delle mamme, garantendo loro ogni sorta di assistenza sanitaria - replica il sindaco - ma noi non abbandoniamo l’idea che tutto ciò venga fatto a Bronte. Ringrazio l’assessore Borsellino per avermi ricevuto, la aspettiamo a Bronte e non vediamo l’ora di vedere potenziati i servizi pre parto, ma la battaglia per la difesa del Punto nascita continua. Ho già previsto di incontrare i sindaci del territorio e le associazioni di Bronte, vedremo come procedere. Dall’incontro ho capito che è troppo tardi. Io vi dico che esamineremo ogni documento e ne verificheremo la legittimità. Bronte è l’unico ospedale vero del versante nord dell’Etna. Questo - conclude - dovrà valere qualcosa anche per i freddi calcoli numerici che si fanno a Roma». 




, 24 Giugno 2015

La Tac ferma per colpa del condizionatore d’aria

Continuano i disagi all’ospedale di Bronte, a seguito del mancato funzionamento della Tac in uso al nosocomio brontese. Ieri la risposta dell’Asp 3 Catania, sul problema, che non interessa il macchinario, ma il condizionatore posto nel locale della Tac.
“La Tac per funzionare ha necessità di basse temperature - hanno comunicato dall’Azienda - è il guasto del condizionatore posto nei locali della Tac, al momento, non permette il corretto funzionamento della Tac. Abbiamo già attivato una procedura di somma urgenza, per riparare il condizionatore e rimettere in funzione la Tac».
Ecco svelato il mistero. La Tac funziona, ma purtroppo è guasto il condizionatore che impedisce il corretto funzionamento. Che dire? Il problema rimane insoluto e l’utenza resta priva di un importante strumento diagnostico che permette, in casi di ictus, ischemie o traumi una diagnosi veloce e precisa, per avere la quale i pazienti debbono essere trasferiti a Biancavilla o a Catania.
Sicuramente passerà ancora qualche giorno, per riparare o sostituire il condizionatore, ma è necessario che il tutto sia svolto in tempi celeri ed immediati, un guasto che persiste dal venerdì scorso e che poteva e doveva essere riparato subito. Un primo sopralluogo dei tecnici è stato effettuato, già la scorsa settimana, ma ci vorrà ancora qualche giorno affinché venga sistemato il locale e la Tac possa tornare ad essere al servizio della popolazione. [Luigi Saitta]



23 Giugno 2015

SALUTE

Lo prevede un documento del ministero inviato all’assessore regionale alla Sanità. Ma la Regione può andare in deroga. Il sindaco Graziano Calanna lo spera

Punto nascite in dirittura d’arrivo

Il primo cittadino incontra oggi Lucia Borsellino a Palermo

Il punto nascite dell’ospedale di Bronte deve chiudere. Lo prevede un documento del Ministero della Salute inviato all’assessore regionale alla Sanità.

Ma la Regione può andare in deroga, così il neo sindaco Graziano Calanna (Pd) si è rivolto all’assessore alla Sanità Lucia Borsellino che oggi lo incontrerà.

Ieri mattina, inoltre, Calanna aveva dichiarato di aver telefonato al sottosegretario Giuseppe Castiglione (cd) - che ci ha smentito il contatto - perché convincesse “il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin che è del suo partito, a rivedere il documento”.

Il sottosegretario Castiglione, precisando di non aver ricevuto chiamate dal sindaco, si è detto pronto a sostenere “qualsiasi iniziativa atta a scongiurare la chiusura di un importantissimo punto nascita come quello di Bronte. Sono certo - ha concluso Castiglione - che Crocetta, memore dei discorsi fatti nella campagna elettorale appena conclusa, eserciterà tutta la sua autorevolezza per evitare che ciò accada”.

In altre parole, essendo la Sanità competenza della Regione, decida pure Palermo, dove l’Ncd non fa maggioranza con il Pd come a Roma e non sostiene il gover­natore Rosario Crocetta.

Calanna, in sintesi, ha ricordato che il “punto nascita dell’ospedale di Bronte è al servizio di un comprensorio di circa 50 mila abitanti che soffre di oggettive diffi­coltà nei collegamenti.
Oltre a ciò - ha detto - è bene ribadire un principio: se dobbiamo chiudere tutte le strutture dove nascono meno di 500 bambini l’anno è bene che prima queste devono essere messe in condizioni di pari opportunità con le altre. A Bronte ci sono lavori da 8 anni ed è evidente una carenza di medici e strutture riesca a raggiungere l’obiettivo prefissato”.

L’azione di Calanna a tutela dell’ospedale di Bronte, così, s’incanala nel solco tracciato dai suoi predecessori, tra cui spicca il senatore Pino Firrarello, e da tutte le forze politiche locali.

All’incontro con l’assessore Borsellino parteciperà l’onorevole Antony Barbagallo (Pd). In agenda c’è pure un appuntamento col presidente della commissione Sanità all’Assemblea regionale siciliana, onorevole Giuseppe Di Giacomo. Quanto ai contatti con Castiglione, alla fine la telefonata” riparatrice” c’è stata, ieri sera verso le 20. (Luigi Putrino)

22 giugno 2015

Mobilitazione per salvare il Punto nascita dell’ospedale

Calanna dalla Borsellino

«La difesa dell’ospedale non può avere bandiere di partito»

Scatta la mobilitazione a Bronte contro la chiusura del Punto nascite dell’ospedale Castiglione Prestianni, previ­sta entro l'anno dal documento che la Direzione generale della program­mazio­ne sanitaria del Ministero della Salute ha inviato all’assessore regionale Lucia Borsellino.
Il neo sindaco della Città del pistacchio, Graziano Calanna oggi sarà ricevuto a Palermo dal presidente della Com­missione Sanità, Giuseppe Di Giacomo e dall’asses­sore Borsellino. A loro chiederà, nell’ambito delle deroghe di competenza della Regione, non solo il mante­nimento, ma anche il potenziamento del reparto a Bronte. All’incontro parteciperà anche l’on. Anthony Barbagallo.

“La nostra è una richiesta legittima. – spiega Calanna - Il Punto nascita dell’ospedale di Bronte è al servizio di un comprensorio di circa 50 mila abitanti che, per caratteristiche orografiche, soffre di oggettive difficoltà nei colle­gamenti. Oltre a ciò è bene ribadire un principio: se dobbiamo chiudere tutte le strutture dove nascono meno di 500 bambini l’anno è bene che prima queste devono essere messe in condizioni di pari opportunità con le altre. Non è pensabile, infatti, che un ospedale come quello di Bronte, dove ci sono lavori che durano da 8 anni ed è evidente una carenza di medici e strutture riesca a raggiungere l’obiettivo prefissato. Questo – conclude il primo cittadino - il Ministero deve considerarlo”.

Poi Calanna chiama all’appello la città tutta e le forze politiche: “La città verrà subito infor­mata sull’esito del col­loquio che avrò oggi con l’assessore Borsel­lino, che ringrazio per avermi ricevuto immediatamente. Io so già, infatti, che la società civile di Bronte è pronta alla mobili­tazio­ne, ma faccio appello anche a tutte le forze poli­tiche, al di là dell’appartenenza politica, perché la difesa del­l’ospedale non può avere bandiere di partito.
Per questo motivo questa mattina ho personalmente telefonato al Sottosegretario di Stato all’Agricoltura, Giu­seppe Castiglione affinché convinca il Ministro della Salute, Beatrice Loren­zin che è del suo partito, a rivedere il documento, programmando non la soppressione di reparti, ma il poten­ziamento dell’ospedale di Bronte, a vantaggio dell’intero versante nord dell’Etna”.
Il sindaco Calanna ha anche chiamato oggi i colleghi sindaci e presidenti dei Consiglio comunali del territorio. “Con loro, - spiega - subito dopo l’incontro con la Borsellino, organizzeremo un vertice assie­me alle sigle sinda­cali, le associazioni ed i circoli della Città. E’ insieme che affronteremo questo problema con un solo obiettivo: salvare il Punto nascita dell’ospedale di Bronte”.




, 20 Giugno 2015

Il ministero: «Entro la fine dell'anno 7 Punti nascita in Sicilia chiuderanno

A rischio tra gli altri centri: Bronte, Mussomeli e Licata

«I punti nascita di Mussomeli, Bronte, Lipari, Mistretta, Petralia Sottana, S. Stefano di Quisquina e Licata devono essere disattivati entro il 31 dicembre». La notizia - destinata a riaprire il caso Sanità in Sicilia - è contenuta in un documento che la Direzione generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute ha inviato all'assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino. Una riorganizzazione che discende dal rinnovato quadro normativo e dalla logica dei numeri: l'attività dei Punti nascita deve superare o almeno toccare la soglia dei 500 parti. [...]

Quindi la Direzione per la programmazione sanitaria elenca le richieste di deroga inviate al ministero dalla Regione Sicilia: «La Sicilia ha inviato una prima nota in cui viene chiesto di valutare la deroga per 9 punti nascita con volumi di attività inferiori ai 500 parti l'anno: Mussomeli, Bronte, Nicosia, Mistretta, peraltro già chiuso nel 2012, Corleone, Lipari, Petralia, Pantelleria più casa di cura di S. Stefano di Quisquina. Successivamente, il 23 aprile, è pervenuta al ministero una ulteriore nota con la quale la Regione chiede la deroga anche per i punti nascita di Cefalù e di Licata, a causa degli oggettivi insuperabili disagi di viabilità che rendono difficili i collegamenti con il territorio».

Ora, valutato il quadro complessivo, la Direzione generale della programmazione sanitaria ha emesso la propria “sentenza”, anche se qualificata come “parere”: «La deroga è ritenuta non accoglibile per motivazioni legate alla necessità di assicurare la presenza degli standard organizzativi, tecnologici e di sicurezza di cui all'accordo Stato-Regioni nella logica del rispetto dei principi di appropriatezza organizzativa, efficienza, economicità ed efficacia». E quindi: chiusura entro il 31 dicembre dei Punti nascita di Mussomeli, Bronte, Lipari, Mistretta, Petralia Sottana, S. Stefano di Quisquina e Licata. [...]

Il documento finisce con la richiesta alla Regione di avviare una informazione trasparente verso la popolazione per informarla delle nuove disposizioni.

Fin qui la nota ministeriale che lascia comunque ancora spiragli. Se da un lato il parere della Direzione dice chiaramente che «i Punti nascita menzionati devono essere disattivati», allo stesso tempo aggiunge che «laddove la Regione volesse mantenere in attività Punti nascita il cui numero di parti è al di sotto degli standard minimi di 500 parti l'anno» deve formulare una «proposta sulla quale il ministero esprimerà un parere preventivo vincolante».
La palla torna a Palermo. E comunque di questo primo parere per esempio l'Asp di Catania, da cui dipende Bronte, non è stata ancora messa al corrente. [Giuseppe Bonaccorsi]



, 15 Marzo 2015

VERTICE SUI LAVORI DI RIMODULAZIONE DELLA STRUTTURA

Ospedale, serve una perizia di variante

E il sindaco chiede il rinnovamento del Pronto soccorso

Sarà necessario redigere una perizia di variante al progetto, prima che la nuova ditta, subentrata a quella confiscata, prosegua i lavori di rimodulazione dell'ospedale di Bronte.

Questo quanto emerso dal vertice tenuto all'interno dell'ospedale alla presenza del direttore sanitario del distretto Catania 2 dell'Asp, Salvo Calì, e dal direttore sanitario del presidio ospedaliero, Renato Passalacqua, e l'Ufficio di direzione dei lavori dell'ospedale, insieme con il Rup, ing. Francesco Barone.

Questo perché la normativa regionale, pubblicata a gennaio del 2015, ha modificato l'assetto delle rete ospedaliera siciliana, rimodulando i posti letto delle varie unità operative.
Di conseguenza, per quella parte dell'ospedale dove i lavori non sono stati realizzati, il vecchio progetto non va bene e va modificato.

13 ANNI DI ANNUNCI
Novembre 2002: Il primo annuncio / Marzo 2004: Progetto appro­vato / Febbraio 2006: Fine lavori nel 2006  / Settembre 2009: Fine lavori forse nel 2010 / Febbraio 2010: «L’ospedale non sarà ridimensionato» / Agosto 2011: «Massima attenzione per l'ospedale» / Aprile  2012: Fine lavori forse nel 2013 / Novembre 2012: L'impresa chie­de il collaudo dei lavori /  Gen­naio 2014: «Subito respon­sabilità e solu­zioni» / Novem­bre 2014: «Chiede­remo l'inter­vento del prefetto» / Dicembre 2014: «A gennaio il cantiere tornerà vivo»

Sostanziali le modifiche che dovranno essere apportate e fra queste lo spostamento della Chirurgia, destinata nei pressi del blocco operatorio.
All'incontro ha voluto partecipare il sindaco Pino Firrarello, che già da tempo dall'Asp ha avuto assicurazione su una veloce ripresa dei lavori. «Non dimentichiamo - ha affermato - che questi lavori si sono iniziati nel 2007 e non sono ancora conclusi. Più tempo passa, maggiori sono i disagi di una utenza che ha diritto a un ospedale efficiente. Per questo chiedo alla burocrazia di accelerare, affinché i lavori finiscano al più presto e si cominci a potenziare l'ospedale di personale medico e attrezzature».

E se la direzione generale dell'Asp autorizza la perizia in più o meno un anno e mezzo i lavori potrebbero finire. Firrarello però all'incontro ha posto il problema dell'ammodernamento del Pronto soccorso: «E' chiaro che ha bisogno di altri spazi - ha affermato - il Pronto soccorso è il primo punto di accesso all'ospedale. C'è bisogno di altri medici e ambienti da adibire ad astanteria».

E che il Pronto soccorso di Bronte debba essere rivisto è vero. Posto al centro di un vasto territorio montano, non può contare sul servizio di «Triage», che stabilisce un ordine tra i pazienti che giungono attraverso i codici di diverso colore, fornendo le apposite cure prima ai casi con una priorità maggiore e successivamente agli altri. Con questa perizia di variante al progetto, però, non si potrà intervenire sul Pronto soccorso all'inizio escluso dall'appalto. Bisognerà individuare altre soluzioni. [L. S.]



, domenica 8 Marzo 2015

L'on. Beretta ieri nell'ospedale. «Mi rivolgerò all'Asp e all'assessore regionale»

«Serve un'attenzione diversa»

Più che un incontro per verificare eventuali lacune fra i servizi offerti dall'ospedale di Bronte è sembrata una visita ad un paziente grave. L'on. Giuseppe Beretta, dopo aver ascoltato i vertici dell'ospedale, ma soprattutto i medici e gli operatori, si è reso conto di quanto grave sia la carenza di personale medico e infermieristico un po' in tutti i reparti del nosocomio, dove è necessaria anche nuova strumentazione tecnologica. I medici sono stati chiari e anzi hanno chiesto alla politica di fare il possibile per farli lavorare in sicurezza. Le lacune sono tante a cominciare dalla struttura, ancora un cantiere aperto per dei lavori iniziati del 2007 e mai finiti, per finire alle stanze dei pazienti che non funzionano, in un ospedale dove di notte, come è stato ribadito durante l'incontro, a volte rimane di guardia un solo medico.

Il quadro descritto a Beretta è stato così disarmante che alla fine a molti è sembrato utopico pensare di risolvere tutti i problemi e si è ritenuto opportuno cercare di individuare il punto più critico su cui intervenire, individuato nel Pronto soccorso e nella Medicina.

Beretta è stato accolto dal direttore sanitario del distretto Catania 2 dell'Asp, Salvo Calì, e dal direttore sanitario del presidio ospedaliero, Renato Passalacqua, accompagnati dai medici. Presenti anche operatori del settore ed il consigliere comunale Graziano Calanna che, dopo l'incontro, ha ribadito come questo territorio abbia diritto ad avere un ospedale vero. «Mi sono reso - ha detto l'on. Beretta - che per l'ospedale di Bronte c'è l'esigenza di un'attenzione diversa rispetto a quella riservata fino ad oggi. Per prima cosa mi rivolgerò al direttore dell'Asp per poi stabilire con l'assessore regionale quali passi compiere». (L. S.)



, Giovedì 15 Gennaio 2015

«Sala gessi ok la settimana prossima»

L'Asp 3 di Catania rassicura sulla riattivazione del servizio all'ospedale

«La sala gessi sarà ripristinata e riattivata nei suoi locali la settimana entrante. Il ritardo sui lavori è dovuto a questioni di carattere burocratico-procedurale. I servizi sono stati comunque pienamente erogati. Ci scusiamo con i cittadini per eventuali disagi arrecati».
E' la scarna risposta fornita dall'Asp 3 di Catania alla nostra richiesta di informazioni sul perché il laboratorio di ortopedia dell'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte, ristrutturato a seguito di una nostra segnalazione, è rimasto misteriosamente chiuso. Da mesi, infatti, gli operai hanno lasciato il cantiere, ma le vetrate sono sempre rimaste chiuse. In estate abbiamo chiesto lumi, ma ci è stato assicurato che, dopo le ferie estive, il laboratorio sarebbe stato riaperto. Invece l'estate e passata come il vecchio anno, ma l'ambulatorio non ha riaperto le sue porte. La risposta fornita dall'Asp incoraggia: la «settimana entrante» tornerà operativa. Restano da capire i motivi del ritardo.

I lavori di ristrutturazione del laboratorio s'iniziarono il 13 aprile scorso, dopo che il nostro giornale segnalò una situazione da terzo mondo. In sala di attesa c'erano 30 persone anziani e infortunati, ma solo 11 posti a sedere. L'ambiente era squallido, con pavimenti consumati e muri scrostati. Anche l'eliminacode era incollato con il cemento della sala gessi. In ambulatorio medici gentili e preparati, ma sopra la loro testa un buco tappato con legname da cantiere.

Subito dopo l'Asp approvò un progetto di 28mila euro per rifare il look al laboratorio, adeguare l'impianto elettrico e acquistare le suppellettili. I lavori furono presto completati, ma il vero laboratorio di ortopedia dell'unico ospedale del versante nord dell'Etna, a servizio di una utenza di oltre 50mila abitanti, è rimasto fino a oggi chiuso. E questo per molti è un mistero, con l'Asp che non va oltre al vago «questioni di carattere burocratico-procedurale». (L. S.)



20 dicembre 2014

OSPEDALE CASTIGLIONE PRESTIANNI

Riprendono i lavori di ristrutturazione

A gennaio il cantiere tornerà vivo

Il 2015 può essere l’anno in cui finiranno gli eterni lavori di ristrutturazione dell’ospedale Castiglione Prestianni. Un vertice tenuto a Catania, fra l’Asp ed il sindaco Firrarello ha stabilito che dopo le feste natalizie, ed esattamente l’8 gennaio, il cantiere tornerà vivo. Una nuova impresa edile, infatti, ha acquistato il ramo d’azienda della società che, dopo essersi aggiudicati i lavori, è finita l'amministrazione controllata.
“Questa volta l’inaccettabile storia dei lavori di ristrutturazione dell’ospedale di Bronte può essere alla fine – afferma in un comunicato il sindaco Firrarello –. Alla presenza dal direttore sanitario dell’Asp Francesco Luca e di quello amministrativo Maria Maugeri, dell’ing. Francesco Barone e del direttore dei lavori, ing. Giuseppe Mineo è stato assicurato che entro l’anno l’ospedale sarà completato, restituendo ai cittadini di Bronte e dell’intero comprensorio una struttura efficiente. Subito dopo – conclude - chiederemo il personale e le apparecchiature tecnologiche che mancano”.
All’incontro ha partecipato il presidente del Consiglio comunale Gullotta: “L’Asp ha già firmato la delibera di ripresa dei lavori – ha aggiunto – La parte di questi già completata ha portato sicuramente dei benefici. Il nuovo ingresso da via Radice, per esempio, ha alleggerito il transito nell’area del Pronto Soccorso. Adesso aspettiamo che venga completato il corpo C che un tempo ospitava il Laboratorio Analisi e la Pediatria, ma si attende che si realizzi l’ascensore per il collegamento diretto fra il Pronto soccorso e la sala operatoria”. Prudente, invece, il presidente della commissione Sanità del Consiglio comunale, Vincenzo Sanfilippo: “Altre volte – afferma – ci sono state fornite opportune garanzie. Ci crederò solo alla fine. Sarebbe opportuno che ad un mese dall’inizio dei lavori si effettui una verifica”.
I lavori di ristrutturazione iniziarono il 18 dicembre del 2006. Da programma in 2 anni dovevano finire. Purtroppo l’impresa dopo poco tempo fu commissariata e l’ospedale da allora è un cantiere aperto.



11 Novembre 2014

DICHIARAZIONE DI FIRRARELLO

“L’ospedale di Bronte è salvo”

Il ministro Lorenzin ha garantito all’ospedale Castiglione Prestianni l’assoluta autonomia

L’intero versante nord dell’Etna tira un sospiro di sollievo. L’ospedale Castiglione-Prestianni è salvo. Rimarrà autonomo e non verrà inghiottito nella paventata gestione comune con gli ospedali del versante occidentale dell’Etna. Soprattutto manterrà tutti i servizi ed i reparti attualmente in funzione, compreso quel Punto nascite, in passato strenuamente difeso dai cittadini e dalle forze politiche.

A dare la buona notizia è il sindaco Pino Firrarello in un comunicato: “L’ospedale è stato in passato il principale problema che abbiamo dovuto affrontare. – ha affermato – Tutti sono a conoscenza delle difficoltà che abbiamo e stiamo ancora incontrando a causa degli interminabili lavori di ristrutturazione, ma soprattutto quanto impegno e determinazione politica è stata necessaria per sancire il principio che i servizi offerti dall’ospedale di Bronte non solo non potevano essere depauperati, ma dovevano essere potenziati.»
«A determinare incertezze e dubbi – continua il sindaco - anche i ritardi della Regione siciliana nel presentare il documento di riorganiz­zazio­ne della rete ospedaliera. Adesso però che l’assessore Lucia Borsellino è riuscita ad inviarlo a Roma, il ministro Beatrice Lorenzin lo ha approvato, garantendo all’ospedale Castiglione Prestianni di Bronte l’assoluta autonomia rispetto ad un suo possibile accorpamento con gli ospedali di Biancavilla e Paternò e mantenendo tutti i servizi ed i reparti che al momento sono attivi».

E l’ospedale di Bronte al momento mette a disposizione il Pronto soccorso, la Chirurgia, la Medicina, la Pediatria, Ostetricia e Ginecologia, la Psichiatria e l'Ortopedia. Offre inoltre ottimi servizi ed ambulatori di Cardiologia, Radiologia, Patologia clinica, Farmacia, Urologia, Anestesia e rianimazione, ed infine il Centro Raccolta sangue. Inoltre, inserito fra i servizi offerti dall’ospedale di Bronte vi sono la Lungodegenza e la Riabilitazione posti nel plesso ospedalieri di Randazzo.

«Adesso – conclude Firrarello - ci impegneremo affinché i lavori dell’ospedale vengano completati, i reparti dotati di apparecchiature, tecnologie all’avanguardia e del personale necessario».
In effetti, ridimensionare o chiudere l’ospedale di Bronte, non avrebbe avuto senso. Basta guardare la cartina dell’Etna per accorgersi come i primi ospedali, che possono definirsi tali, più vicini al versante settentrionale del vulcano sono a Giarre e Biancavilla. Se fosse stato ridimensionato quello di Bronte, tutta la parte settentrionale dell’Etna sarebbe rimasta senza un ospedale.



, Sabato 11 Ottobre 2014

FIRRARELLO

«Per i lavori all'ospedale di Bronte chiederemo l'intervento del prefetto»

"Tutti i problemi degli interminabili lavori dell'ospedale di Bronte vanno risolti. Chiederemo l'intervento del prefetto di Catania, Maria Guia Federico, affinché Bronte e l'intero territorio abbia restituito quell'ospe­dale che abbiamo ipotizzato ormai quasi 10 anni fa".

Sono le parole del sindaco di Bronte, Pino Firrarello, che, in qualità di autorità sanitaria locale, è intenzio­nato a porre fine al disagio che da troppo tempo è vivo.

"Era - racconta Firrarello - il lontano 18 dicembre del 2006 quando furono consegnati all'impresa i lavori di ristrutturazione e ampliamento. Da programma in 2 anni e con 7 milioni di euro si dovevano realizzare plessi nuovi e ristrutturare quelli vecchi, per dotare un territorio montano e distante dagli ospedali più grandi, una struttura ospedaliera all'avanguardia. Purtroppo - continua - l'impresa dopo poco tempo fu commissariata. Noi abbiamo chiesto all'Asp di rescindere il contratto, ma in tanti non hanno considerato questa come la soluzione migliore. A complicare il quadro anche l'assenza all'Asp di un commissario stabile. Adesso però che è stato nominato - conclude Firrarello - è bene fare la ricognizione di fatti e documentazioni e chiedere l'intervento del prefetto. Non siamo disposti ad aspettare ancora".



9 Ottobre 2014

Ospedale Castiglione-prestianni

Riaperta la sala operatoria

Era stata chiusa 20 giorni fa a causa crolli del soffitto

La sala operatoria dell’ospedale Castiglione Prestianni è tornata a funzionare. Chiusa il 19 settembre scorso a causa dei crolli dell’intonaco del soffitto, ieri pomeriggio alle 17 è stata riaperta, alla presenza del sindaco di Firrarello che proprio quel 19 settembre fu testimone di quanto pericolosa fosse la situazione, trovandosi in sala operatoria per effettuare un sopralluogo, esattamente quando si verificò un secondo crollo.
“Ho rischiato che mi arrivassero dei calcinacci addosso. – ha affermato – Ma al di la di questo abbiamo temuto che le cause del crollo fossero più gravi e difficili da risolvere. Fortunatamente non è stato così, ma va comunque ringraziata l’Asp perché in poco tempo ha rimesso l’intero blocco operatorio in sicurezza, permettendo ai medici di operare ed ai bimbi di nascere nuovamente qui”. Presenti alla riapertura il direttore sanitario dell’Asp 3 di Catania, dott. Francesco Luca, il dirigente medico presso la direzione dell’ospedale, dott. Renato Passalacqua e diversi medici. Con loro il presidente del Consiglio comunale di Bronte Salvatore Gullotta ed il vice sindaco Nunzio Saitta.

“Quando ho ricevuto la telefonata del sindaco Firrarello – ha affermato il dott. Luca – ci siamo subito mossi, ed in tempi che ritengo brevissimi abbiamo restituito all’ospedale la sua sala operatoria”. Cosa realmente era accaduto e cosa è stato fatto lo ha spiegato il dott. Passalacqua: “C’è stata un improvviso distacco dell’intonaco che ha trascinato i pannelli sottostanti. Attraverso una somma urgenza tutto l’intonaco è stato ripristinato ed una rete di protezione è stato posta sopra le tubazioni ed i cavi elettrici. Non era possibile prevedere quanto accaduto, - ha concluso - ma adesso con soddisfazione possiamo dire che tutto è tornato alla normalità”.

Per molti la velocità con cui l’Asp ha realizzato i lavori e sinonimo della consapevolezza della necessità di garantire una risposta ospedaliera nel territorio montano dell’Etna. Non a caso il presidente Gullotta ha affermato: “L’ospedale deve rimanere perché la Sanità deve garantire quel concetto di territorialità che è stata istitutiva del servizio sanitario nazionale. L’ospedale – continua - è il punto di riferimento del territorio e soprattutto nelle aree montane (come la nostra) difficilmente raggiungibili d’inverno, deve rappresentare un avamposto per garantire i primi soccorsi a pazienti che poi, stabilizzati, possono anche essere trasferiti nei centri maggiormente specializzati”.



19 settembre 2014

Crolla l'intonaco del soffitto nella sala operatoria del Castiglione-Prestianni

Chiusa per crolli la sala operatoria dell'ospedale

Crolla per ben 2 volte il soffitto nell’anticamera della sala operatoria dell’ospedale Castiglione Prestianni. La prima ieri intorno le 10 del mattino e la seconda questa mattina durante il sopralluogo del sindaco Firrarello (foto a destra) accorso in ospedale per verificare cosa fosse realmente accaduto.

“Alcuni operatori sanitari – afferma il primo cittadino – mi stavano mostrando i danni provocati dal primo crollo, quando all’improvviso nella stessa stanza un altro pezzo di spesso intonaco improvvisamente è venuto giù. Fortunatamente nessuno di noi si è fatto male, ma siamo stati testimoni del pericolo che hanno corso pazienti ed operatori sanitari. La verità – conclude – è che la Sanità siciliana va letteralmente a pezzi e l’ospedale di Bronte non è escluso da questo disastro, che giorno dopo giorno compromette il diritto alla salute dei cittadini”.

Per questo il sindaco ha immediatamente inviato dei telegrammi informando il Prefetto di Catania e chiedendo al Presidente della Regione, all’assessore alla Sanità ed al commissario dell’Asp 3 di intervenire, per non privare a lungo i cittadini di un vasto comprensorio, che va da Randazzo a Cesarò, del diritto alla Salute.
A venir giù spessi strati di intonaco del soffitto nascosto da dei pannelli che non hanno resistito al peso e sono anch’essi rovinati a terra. Forse il secondo crollo è stato in qualche modo provocato dai saggi di verifica al solaio, ma ciò fa capire come l’intero complesso operatorio vada controllato. Ovviamente le attività chirurgiche sono state interrotte e dall’ospedale e una ditta è stata chiamata per intervenire.

Come è noto da tempo l’ospedale è un cantiere aperto per i lavori di ampliamento e ristrutturazione. “La sala operatoria – aggiunge Firrarello - completata circa 15 anni fa, non è stata interessata dai nuovi lavori. Ma la verità e che questi durano da troppo tempo. Era ormai il lontano 18 dicembre del 2006 quando furono consegnati all’impresa e da programma dovevano durare in 2 anni. Invece, ancora oggi i lavori non sono finiti e quel che è peggio non si intravede la fine”.

E Firrarello pone ai tecnici un interrogativo: “Nel terrazzino sopra il complesso operatorio sono appoggiati pesantissimi apparecchiature. Mi chiedo – domanda - se non hanno in qualche modo appesantito la struttura. Di una cosa però sono certo: che se i lavori fossero stati completati quelle apparecchiature sarebbero state spostate”.



28 Giugno 2014

Il Rotary dona all'ospedale il congegno per scoprire le cardiopatie dei neonati

La «pulsiossimetria neonatale» al Castiglione Prestianni

E' appena più grande di un decoder tv e, tutto sommato, non costa poi neanche tanto: circa 4mila euro. E' in grado però di far capire ai medici se un bambino appena nato soffre di cardiopatie congenite. Parliamo dell'apparecchio per la «pulsiossimetria neonatale» donato dal Rotary club «Aetna nord ovest» di Bronte (presieduto dal dott. Giuseppe Galvagno) al reparto di Pediatria dell'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte. E direttamente nel reparto i soci del club hanno consegnato il prezioso apparecchio al responsabile Dino Pennisi, alla presenza del dirigente medico presso la direzione dell'ospedale, Renato Passalacqua.

«Quest'idea nasce - afferma il presidente Galvagno - dal progetto sulla salvaguardia della fragola di Maletto. Vendendo le piantine con l'obbiettivo di valorizzare la fragola e farla arrivare a tutti i soci della Sicilia e di Malta, ma anche del Nord Italia, abbiamo pensato di utilizzare il ricavato per l'acquisto di attrezzature mediche per l'ospedale di Bronte. Così, - continua - insieme con il dott. Pennisi abbiamo scelto un pulsiometro, per migliorare le capacità diagnostiche di questo reparto che, ricordo, è al servizio dell'intero territorio».

Ma non solo. Il presidente Galvagno sottolinea come il Rotary stia pensando a migliorare l'accoglienza del Pronto soccorso, con i soci che hanno sottolineato come il club service non voglia certo sostituirsi alle istituzioni, ma aiutare sì. In verità, il ricavato non è bastato a raccogliere tutti i fondi necessari, ma l'azienda fornitrice ha abbassato il costo a 2.500 euro, i soci ci hanno messo qualcosa di tasca propria e alla fine l'apparecchio è arrivato a Bronte.

Più che soddisfatto il dott. Passalacqua, che ha rivolto un plauso al Rotary. "Lodevolissima l'attività del Rotary. - ha aggiunto il dr. Pennisi - i difetti cardiaci congeniti rappresentano, fra le malformazioni congenite, la principale causa di morte neonatale e la diagnosi precoce ci aiuta certamente a intervenire». Un plauso all'iniziativa è giunto anche da sindaco Pino Firrarello: «Non ci poteva essere donazione migliore - ha affermato - pensare all'ospedale e soprattutto ai bambini appena nati è sinonimo di grande altruismo e generosità».



23 Marzo 2014

Ospedale di Bronte

Medici e pazienti costretti a muoversi in un contesto precario. L'Asp 3: «Saranno eseguiti i lavori più urgenti». Intanto il cantiere per ristrutturare il nosocomio è «aperto» da 7 anni

Ortopedia, un ambulatorio a «pezzi»

Ambiente squallido. La piccola sala d'aspetto con poche sedie, pavimenti consumati e pareti scrostate dall'umidità

Il servizio medico è eccellente come sempre, l'ospitalità molto meno. Parliamo dell'ambulatorio di Ortopedia dell'ospedale “Castiglione Prestianni” di Bronte, relegato nei locali che un tempo ospitavano le cucine a causa degli eterni ed infiniti lavori di ristrutturazione del nosocomio. Forse sarà per questo che l'ambiente tutto sembra tranne un ambulatorio medico, a cominciare dalla sala di attesa.

Dopo diverse segnalazioni, siamo andati a verificare di persona. Già alle 8,30 la piccola sala d'aspetto era piena di pazienti, in attesa di una consulenza o una visita specialistica. Arriva un signore anziano con le stampelle. Si fa largo fra la gente, scoprendo che non ci sono posti liberi per sedersi. Nella saletta, infatti, i posti a sedere sono solo 11. Potrebbero essere 13, ma in una “panca” mancano due sedie di plastica e due pazienti sono seduti alla buona sulla struttura di ferro.

L'anziano si avvicina alla macchinetta “elimina code” e prende il numero 55. La mattinata sarà lunga, perché il medico uscendo dall'ambulatorio chiama il numero 32. Aspetterà il tempo necessario per rendersi conto di quanto squallido sia l'ambiente circostante. I pavimenti della sala sono visibilmente consumati, i muri scrostati dall'umidità. Anche l'elimina code sembrava incollato alla buona con il cemento della sala gessi.

In ambulatorio la situazione è migliore. La stanza é molto grande. La sensazione di precarietà però resta, anche perché sulla testa di medici e pazienti incombe un grosso buco nel solaio, che forse un tempo lasciava passare una canna fumaria, ora chiuso con del legname da carpenteria.

14 Aprile 2014

Ospedale "Castiglione-Prestianni"

Ortopedia, oggi parte la ristrutturazione

Cominceranno oggi i lavori di ristrutturazione degli ambienti che in questo momento ospitano l'ambula­torio di Ortopedia dell'ospe­dale Casti­glione Prestianni di Bronte. L'Azienda sanitaria provinciale di Catania ha comunicato di aver approvato un progetto e reperito somme per 28mila euro più Iva per realizzare una nuova pavimen­tazione, nuovi infissi e termoconvettori, un nuovo contro­soffitto, gli intonaci e l'imbian­catura delle pareti, oltre all'adegua­mento e l'imple­mentazione dell'impianto elettrico. La nota dell'Asp, oltre ad indicare la data di inizio lavori per oggi, ricorda come sia stata attivata anche una proce­dura per l'acquisto delle suppellettili.
A sollecitare la ristrutturazione dei locali sono stati diversi pazienti che, tramite il nostro giornale, avevano segnalato un servizio medico eccel­lente che stride­va palesemente con una scarsa ospitalità.
Oggi, infatti, nella saletta d'attesa i posti a sedere sono solo 11 quando i pazienti sono quasi sempre più di 30. (...) [L. S.]

Fra i pazienti in tanti si lamentano e per questo abbiamo chiesto spiegazioni all'Asp 3 di Catania che non si nasconde dietro un dito e attraverso una nota ufficiale spiega: «L'esecuzione degli interventi era già in programma. Nell'immediato verranno eseguiti i lavori più urgenti per rendere gli ambienti fruibili e sicuri». Meno male, anche perché il servizio di Ortopedia è uno fra i più fruiti, come dimostra il numero di pazienti che affolla l'ambulatorio.

L'ospedale di Bronte, infatti, è al servizio di un vasto territorio che abbraccia Comuni come Randazzo, Maletto e Maniace, oltre che Cesarò e San Teodoro che fanno parte della provincia di Messina. Attendendo i lavori di ristrutturazione nell'ambulatorio di Ortopedia, vale la pena sottolineare che il vero problema dell'ospedale di Bronte sono certamente gli interminabili lavori di ristrutturazione. Era ormai il lontano 18 dicembre del 2006 quando furono consegnati all'impresa. Da programma in due anni e con 7 milioni di euro si dovevano realizzare plessi nuovi e ristrutturare quelli vecchi, per dotare un territorio montano e distante dagli ospedali più grandi, una struttura ospedaliera all'avanguardia. Ancora oggi, invece, i lavori non sono finiti e l'ospedale sembra un cantiere. Quel che è peggio, però, è che a causa di mille problemi burocratici non si intravede la fine. [Gaetano Guidotto]



25 Gennaio 2014

L’on. Di Giacomo, ieri sera in visita ufficiale nel nosocomio, ha incontrato tra gli altri il sindaco Firrarello, il commissario dell’Asp 3 e diversi medici - «Sono soddisfatto - dice il primo cittadino brontese - ciò ci ripaga degli sforzi fatti negli anni per difendere il nostro ospedale nell’interesse di tutti»

«L’ospedale non si tocca anzi sarà potenziato»

Rassicurazioni del presidente della commissione Sanità dell’Ars

«L’ospedale di Bronte non si tocca, anzi va potenziato». Sono le parole che il presidente della commissione Sanità dell’Assemblea regionale siciliana, on. Giuseppe Di Giacomo, ha pronunciato ieri sera all’ospedale di Bronte durante la sua visita ufficiale. All’incontro hanno partecipato il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, che ha introdotto i lavori, quello di Maniace, Salvatore Pinzone Vecchio e gli on. Nino D’Asero, Concetta Raia e Lino Leanza. Con loro il commissario dell’Asp 3 Gaetano Sirna, diversi consiglieri comunali e medici dell’ospedale.
«Il vecchio piano sanitario - ha affermato il presidente Di Giacomo - aveva una visione metropolitana della rete ospedaliera che ha mandato in sofferenza gli ospedali di periferia, come quello di Bronte, che invece va potenziato. Vanno completati i lavori e potenziati i reparti carenti di personale. Nessun posto letto - ha concluso - a Bronte può essere toccato».
Gli on. D’Asero, Leanza e Raia hanno sottolineato come finalmente si sia compresa la necessità di garantire la presenza degli ospedali nei territori, ma tutti i presenti al vertice hanno ribadito l’importanza dell’ospedale di Bronte per garantire i servizi di base e soprattutto l’emergenza in un vasto territorio montano.

«Sono soddisfatto - ha affermato alla fine il sindaco Firrarello - perché dopo l’assemblea fiume di Paternò, il presidente Di Giacomo è venuto assieme a D’Asero, Raia e Leanza a Bronte per ribadire che l’esistenza del nostro ospedale non è in discussione. Anzi, questo va potenziato con uomini e strumentazione. Ciò dimostra che averlo difeso negli anni è stato giusto a difesa dei diritti dei cittadini di questo territorio».
Presente all’incontro anche una delegazione di autisti e soccorritori del 118 preoccupati dal paventato rischio di vedere ridotte le proprie ore di lavoro. Il presidente ha rassicurato i lavoratori ribadendo l’impegno suo e dell’assessore Lucia Borsellino. [L. S.]



19 Gennaio 2014

I LAVORI INFINITI ALL'OSPEDALE

«Subito responsabilità e soluzioni»

Era ormai il lontano 18 dicembre del 2006 quando furono consegnati all'impresa i lavori di ristrutturazione ed ampliamento dell'ospedale Castiglione Prestianni di Bronte. Secondo programma, in 2 anni e con 7 milioni di euro si dovevano realizzare plessi nuovi e ristrutturare quelli vecchi, per dotare un territorio montano e distante dagli ospedali più grandi, una struttura ospedaliera all'avanguardia. Ancora oggi, invece, i lavori non sono finiti e quel che è peggio non si intravede la fine.

“I ritardi nell'esecuzione dei lavori sono dovuti a difficoltà di diverso ordine. - spiega il direttore generale dell'Asp 3, Gaetano Sirna - Parliamo innanzitutto di difficoltà dell'impresa e di tipo logistico, sia perché gli interventi vengono realizzati su un presidio in funzione, sia perché i vari plessi presentano delle lavorazioni anche strutturali che condizionano. Qualora ne ricorrano gli estremi si metterà in mora l'impresa al fine di applicare, eventualmente, quanto previsto in contratto”.

Il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, che si è sempre battuto per questo ospedale, ha la sua idea: “La verità è che dopo 8 anni un lavoro che doveva durare 2 non è ancora finito. Non si trovano volontà e condizioni per rescindere il contratto con l'impresa e ricominciare daccapo. Ritengo che se tutte le giustificazioni possono essere comprensibili per gli addetti ai lavori non lo sono di certo per la popolazione, che perde ogni buona opinione della pubblica amministrazione. Sarebbe opportuno - conclude - aprire il dibattito per verificare responsabilità e soluzioni per il futuro”. [L. S.] 

[GLI ANNUNCI: Febbraio 2006: Fine lavori nel 2006  / Settembre 2009: Fine lavori forse nel 2010 / Aprile  2012: Fine lavori forse nel 2013] / Novembre 2012: L'impresa chiede il collaudo dei lavori



5 Gennaio 2014

Appello all'assessore Borsellino. I nove consiglieri di opposizione chiedono aiuto ai sindacati

“L’ospedale non va ridimensionato”

“Non solo salvato, ma anche potenziato”, disse Crocetta a marzo 2013

Appello all’assessore alla Salute della Regione siciliana, Lucia Borsellino, da parte di tutti i consiglieri comunali di opposizione, affinché nulla dell’ospedale "Castiglione Prestianni" venga in qualsiasi modo ridimensionato. I consiglieri Graziano Calanna, Angelica Catania, Giuseppe Di Mulo, Salvino Luca, Salvatore Proietto, Vincenzo Sanfilippo, Andrea Sgrò, Nunzio Spanò e Vittorio Triscari in occasione del vertice che da lunedì, a Palermo, dovrebbe vedere l’assessore Borsellino discutere la bozza del piano di razionalizzazione della rete ospedaliera regionale con le organizzazioni sindacali, non solo chiedono all’assessore di evitare che l’ospedale di Bronte venga ridimensionato, ma si affidano ai sindacati, affinché la loro voce giunga forte fino a Palermo.
“Da lunedì – afferma Calanna a nome di tutti e 9 consiglieri - il piano di razionalizzazione della Sanità pubblica siciliana verrà discusso alla presenza delle organizzazioni sindacali. I 9 consiglieri comunali di opposizione del Comune di Bronte intendono lanciare un appello all’assessore Borsellino, ricordandole quanto importante sia questo ospedale per l’intero territorio. Dalle voci, anche di stampa, che ci giungono – continua – l’ospedale di Bronte comunque non sarà potenziato. Di conseguenza, oltre a lanciare l’appello all’assessore Borsellino, chiediamo alle organizzazioni sindacali di condividere le nostre ragioni e di far emergere le reali necessità di un territorio montano che teme che il Castiglione Prestianni venga ridimensionato”.
L’ospedale di Bronte, infatti, è ubicato a 800 metri sul livello del mare, ed è al servizio di una popolazione di oltre 50 mila abitanti di 6 Comuni montani collegati da una viabilità nervosa ed anacronistica. Per molti privare Bronte di un qualsiasi servizio ospedaliero verrebbe dire privare i cittadini del diritto alla Salute.



21 Dicembre 2013

Il distretto s'arricchisce di un altro servizio, «porta unica d'ingresso» ai servizi sanitari

Attivato il Piano Territoriale d'Assistenza

La medicina del territorio del Distretto sanitario di Bronte si arricchisce di un altro servizio. Nei locali dell'ex Inam, al n. 3 di viale Catania a Bronte, è stato attivato il Presidio Territoriale d'Assistenza (Pta). Definita la «porta unica d'ingresso» ai servizi sanitari, nel nuovo Pta gli utenti troveranno un contenitore centralizzato di servizi che si muove attorno al paziente e lo accompagna nel percorso di cura, soprattutto per le patologie croniche.
Inoltre nella nuova struttura sono istituiti: il Punto Unico d'Accesso (Pua) per soggetti fragili; l'Unità di Valutazione Multidisciplinare (Uvm) per le cure domiciliari; la guardia medica; il Punto di Primo Intervento (Ppi) e il Ppi pediatrico; gli ambulatori di gestione integrata per pazienti cardiopatici e diabetici.
«Abbiamo attivato questo nuovo servizio - afferma Gaetano Sirna, commissario straordinario dell'Asp Catania - provvedendo al potenziamento della rete assistenziale provinciale e al miglioramento delle modalità di erogazione dei servizi. Un risultato che adegua la produzione di salute alle attese dei cittadini». «Con questo nuovo Pta - ha dichiarato Domenico Barbagallo, direttore sanitario dell'Asp Catania - la nostra azienda ha posto un ulteriore tassello nel programma di consolidamento e sviluppo dei servizi erogati». «È stato facile conseguire questo risultato nel nostro distretto - aggiunge Vito D'Urso, direttore del Distretto sanitario di Bronte - penso infatti che il Pta più che rappresentare un'entità fisica, indichi una concezione dell'assistenza sanitaria. In questo senso con il Pta si perfeziona a Bronte un'organizzazione sanitaria che da decenni ha i suoi punti di forza sia nella prossimità e nell'integrazione dei servizi, sia nella centralità e nella presa in carico integrata del paziente».
«E' doveroso - conclude D'Urso - segnalare che per i pazienti cardiopatici è fondamentale la collaborazione con gli specialisti cardiologi dell'Ospedale di Bronte». Fra gli sviluppi assistenziali correlati al Presidio Territoriale d'Assistenza anche il potenziamento di servizi specifici come la prevenzione, i consultori e la salute mentale. [Gaetano Guidotto]



10 ottobre 2013

Diversi pazienti aspettano circa un mese per conoscere il referto delle biopsie

Incubo tumore, attesa troppo lunga

L'Asp 3 di Catania punta ad accorciare i tempi per consegnare i referti sugli esami di Anatomia patologica, ovvero quegli esami che informano se un paziente è affetto o meno di patologie gravi come tumori. Per adesso, infatti, i tempi sono troppo lunghi. A lanciare l'allarme sono stati diversi pazienti dell'ospedale di Bronte, sottoposti a biopsie per un esame microscopico dei tessuti e delle cellule. Pazienti che, nonostante la solerzia e la rapidità dei medici dell'ospedale "Castiglione Prestianni", pronti ad effettuare i prelievi ed a inviarli al centro specializzato, spesso prima di ottenere il referto hanno dovuto attendere circa un mese. Un lasso di tempo che per chi teme di essere affetto da un tumore è un enormità.

Attualmente tutti i prelievi effettuati negli ospedali dell'Asp 3 di Catania vengono esaminati nell'unico centro di Anatomia patologica che si trova a Caltagirone. Ma non è certo la distanza a provocare eventuali ritardi.

«Abbiamo verificato - scrive l'Asp in una nota - già da qualche mese i tempi di consegna dei referti ed è vero che sussiste la criticità addebitabile a fattori organizzativi, logistici e tecnologici. Stiamo lavorando per abbattere questi tempi e potenziare la catena operativa: dal prelievo alla consegna della refertazione al paziente. Abbiamo anche avviato le procedure d'acquisto di nuove tecnologie, fra le quali un modernissimo processore per il campionamento dei pezzi istologici che consentirà di lavorare almeno 180 cassette al giorno».
Dalle informazioni avute, abbiamo capito che per essere certi del referto, i medici devono esaminare un campione per più giorni, esattamente dai 7 ad anche i 20 giorni. I tempi per l'esame, di conseguenza, sono lunghi di per sè, ma se ad essi aggiungiamo dei tempi tecnici o dei limiti del centro derivati dalla mancanza di un'opportuna tecnologia, il ritardo diventa inaccettabile. E chi sospetta di essere affetto da un tumore, sperando che la precocità dell'intervento possa salvarlo, vuole sapere prima possibile il risultato, per poter eventualmente iniziare la cura. [Gaetano Guidotto]



13 Aprile 2013

LA DECISIONE: 2011, un decreto taglia 28 reparti maternità in Sicilia / 29 marzo, la giunta Crocetta grazia 7 dei centri aboliti / L’alt: Il governo ha restituito alla Regione il suo piano.

Punti nascita, alt da Roma al salvataggio

Il ministero congela il piano Borsellino

Il programma per tenere aperti sette centri in Sicilia deve essere presentato di concerto con Veneto e Toscana

Il Ministero della Salute rispedisce indietro il piano “salva punti nascita” appena varato dalla giunta Crocetta, Il motivo? Il progetto che grazia sette dei ventotto reparti di maternità chiusi per decreto perché al di sotto degli standard di sicurezza dei 500 parti all’anno andava scritto assieme a Toscana e Veneto, le altre due regioni scelte come capofila che, però, non hanno fatto nulla.

Nell’attesa rimangono congelati i 28 milioni di euro messi a disposizione da Roma per rendere sicuri i presidi di frontiera. E così le future mamme che abitano a Pantelleria, Lipari, Mistretta, Santo Stefano di Quisquinia, Bronte, Nicosia e Mussomeli continueranno a partorire in trasferta.

La comunicazione è arrivata via fax agli uffici di piazza Ottavio Ziino. Il ministero si congratula per il piano di “ottimizzazione dell’assistenza sanitaria nelle piccole isole e nelle località disagiate” presentato dall’assessore Lucia Borsellino.

Ma - ecco la doccia fredda - per ottenere il via libera deve essere concertato con Veneto e Toscana. Sì perché il bando ministeriale per accedere al finanziamento milionario affida alle tre regioni il compito di scrivere un progetto unico articolato in tre sezioni. Alla Sicilia spetta la parte relativa all’assistenza territoriale, mentre alla Toscana l’aspetto dell’integrazione tra ospedale e territorio e al Veneto quello dell’emergenza.

Ma solo la Sicilia ha fatto i “compiti a casa”, mettendo subito nero su bianco il progetto, anche sotto la pressione delle proteste di piazza di cittadini e sindaci. Veneto e Toscana, invece, hanno continuato a prendere tempo. Tanto che piazza Ottavio Ziino ha deciso di presentare da sola il piano al tavolo ministeriale. Ricevendo però un altolà.

Dall’assessorato spiegano che ieri gli uffici hanno riscritto una nuova scheda progettuale che contiene anche le aree di intervento di Veneto e Toscana e l’hanno già spedita alle due regioni ritardatarie per l’approvazione.

Mentre l’iter si allunga, continuano le barricate delle donne di Pantelleria che ormai da settimane presidiano l’ospedale dell’isola contro la chiusura, a dicembre scorso, del punto nascite. Per Monica Modica, che per il movimento “Il Megafono” ha la delega per le problematiche delle isole minori, «tra quanto annunciato e la realtà la differenza è davvero tanta, perché - attacca - se la politica vive di tempi lunghi e spesso anche proclami, le mamme non possono aspettarli. Serve una deroga immediata alla chiusura, per consentire, intanto, a quelle mamme gravide di partorire sulle proprie isole». [Giusi Spica]


30 Marzo 2013

14 Aprile 2013

Progetto da varare con altre due regioni

L'assessore Borsellino: punti nascita da salvare

«Presto il piano per mantenere i punti nascita minori in Sicilia sarà operativo ». Lo afferma l’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, rispondendo alle proteste delle gestanti di Pantelleria. Ieri alcune donne in gravidanza si sono incatenate davanti ai cancelli dell’ospedale dell’isola. (...) L'assessore Borsellino spiega che «il ministero della Salute aveva chiesto alla Regione Siciliana di stilare un piano per il mantenimento dei punti nascita ne i piccoli centri. E – continua l’assessore Borsellino - aveva chiesto di farlo insieme ad altre Regioni italiane. Abbiamo già ricevuto l’ok dal Veneto. Presto avremo anche l'adesione della Toscana e potremo andare cosi all’approvazione del piano in commissione Salute all’Ars» Sa.Faz.

13 Aprile 2013

Laccoto (Pd): tutto fermo, si sblocchino i concorsi

Punti nascita: alle deroghe annunciate non è seguito alcun provvedimento

Palermo. Non ci sono ancora novità sui punti nascita: sono state annunciate deroghe ma la relativa decretazione tarda ad arrivare. Lo denuncia il deputato del Pd Giuseppe Laccoto il quale, nel corso dell’ultima riunione della Commissione Sanità ha fatto notare come la precedente Commissione, in merito al mantenimento dei punti nascita, si era già espressa a favore delle deroghe da valutare entro il novembre 2012, deroghe non esitate anche a causa delle sopravvenute elezioni regionali.
«Attualmente - ha detto Laccoto - non si conoscono i provvedimenti formali delle deroghe annunciate dal Governo e in che modo possano essere considerati punti nascita dal momento che nemmeno gli ultimi provvedimenti annunciati dalla giunta sono stati trasmessi per l’esame in Commissione.» (…) I punti nascita per essere mantenuti devono avere organici sufficienti e servizi adeguati per la sicurezza delle partorienti. Oggi non vi sono gli standards di sicurezza per cui la situazione può anche diventare esplosiva e drammatica. (…) Laccoto chiede quindi di dare via libera al generale potenziamento degli organici di tutte le Asp sbloccando in tempi brevissimi i concorsi, la mobilità e gli incarichi.

CROCETTA TELEFONA A FIRRARELLO PER CONFERMARE LA NOTIZIA

«Punto-nascite», la svolta

“Non solo salvo ma anche potenziato”

Arriva a Pasqua il regalo più bello ed atteso non solo per Bronte, ma per gli oltre 50 mila abitanti dell’intero versante nord dell’Etna. Nel pomeriggio di ieri il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha telefonato al sindaco Firrarello per rassicurarlo sul fatto che il Punto nascite dell’ospedale, Castiglione Prestianni, “non solo sarebbe stato salvato, ma anche potenziato”.

Per il suo mantenimento l’intero territorio si batte da oltre un anno, da quando cioè l’ex assessore regionale alla salute, Massimo Russo, ha varato il decreto di rimodulazione regionale che chiude i punti nascita che effettuano meno di 500 parti l’anno. Da allora incontri, cortei e petizioni popolari si sono susseguiti, con Firrarello che ha pure ha presentato un ricorso amministrativo straordinario, indirizzato all’Ufficio legislativo e legale della Regione, contestando la legittimità del provvedimento.

Oggi la svolta.

«A nome dell’intera comunità – afferma Firrarello in un comunicato – ho ringraziato il presidente Crocetta per la telefonata, ma soprattutto per aver tenuto in grande considerazione le nostre richiese. Devo ringraziare anche il commissario dell’Asp 3 di Catania, Gaetano Sirna, con cui, nell’ultimo mese, mi sono incontrato almeno 3 volte per affrontare i problemi di questo ospedale.»

«Sirna – prosegue il sindaco - mi ha assicurato che sarebbe venuto presto a Bronte per inaugurare il Laboratorio analisi finalmente trasferito nei nuovi locali. In quella occasione si sarebbe fatto il punto della situazione non solo sui lavori di ristrutturazione dell’intera struttura ospedaliera che, secondo i piani, dovrebbero essere completati entro la fine dell’anno, ma anche dei servizi che l’ospedale deve offrire in un territorio montano e di periferia come il nostro.»

2 Aprile 2013

L’OSPEDALE DA POTENZIARE

Salvato il «punto-nascite» si pensa ora agli infartuati

Cori di soddisfazioni dopo l’annuncio del presidente Crocetta di mantenere il Punto nascite dell’ospedale. Salvatore Pizzuto, responsabile di zona della Feder­con­sumatori, a nome anche del Comitato a difesa del­l’ospedale presieduto da Giuseppe Mancuso, in una nota ringrazia l’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, il presidente Crocetta e la Giunta regionale: «Ci hanno ridato - scrive Pizzuto - quanto sottratto».
Pizzuto lo scorso febbraio ha presentato un documento alla Regione chiedendo il poten­ziamento dell’ospedale, firmato anche da Mancuso, dal presidente del Circolo di Cultura “Enrico Cimbali”, Aldo Russo, dal presidente del Club “Donne Insieme”, Antonina Venia, e dal segretario dell’associazione dei medici “Anaao”, Marina Tumino.

«Subito dopo - continua Pizzuto - siamo stati ricevuti dal capo di gabinetto dell’asses­sorato alla Salute, Tatiana Agelao, che oltre a preannunciarci il mantenimento del Punto nascite, ci ha assicurato che a breve entrerà in funzione a Bronte l’assistenza in caso d’infarto miocardico acuto. Presto ci rincontreremo a Palermo per ridiscutere il numero dei posti letto da assegnare».
Soddisfatto anche il presidente Mancuso: «Quanto deciso dalla Giunta sul Punto nascite ci soddisfa. Il Comitato continuerà a sensibilizzare le istituzioni per il potenziamento del­l’ospedale».

Per il sindaco Firrarello è necessario che vegano mantenute le attuali divisioni, ma anche che vengano potenziate l’Ortopedia ed l’Urologia e a tal proposito porta l'esempio di un paziente che a Bronte nei giorni scorsi ha rischiato la vita per un problema urologico che fortunatamente è stato risolto all’ospedale di Acireale. «Anche Sirna – ribadisce Firrarello – è stato d’accordo con me sulla necessità di mantenerlo, vista la nostra collocazione geografica. Bene ha fatto a trasmettere a Crocetta tutte le nostre reali necessità, convincendolo a rivedere il precedente decreto di soppressione e di prevedere per Bronte una legittima deroga”.
Ovviamente la notizia ieri sera è stata accolta con grande soddisfazione soprattutto dai tanti comitati femminili che nei mesi scorsi si sono battuti per continuare far nascere i bambini a Bronte.


Crocetta: inaccettabile costringere le gestanti ai disagi del trasferimento, costerà meno la mobilità dei medici.

IL PROVVEDIMENTO

La giunta regionale ha deliberato il ripristino e la messa in sicurezza del Punto Nascita di sette centri siciliani. Lo ha reso noto lo stesso presidente Crocetta ieri pomeriggio ai vari sindaci. Dunque è prevalso il tanto invocato buonsenso in conseguenza della speci­ficità territoriale di alcune località.

Il provvedimento, nell’ambito del piano di ottimiz­zazione dell’assistenza sanitaria delle località disagiate siciliane elaborato dall’assessorato regionale alla salute e presentato in giunta dall’assessore Lucia Borsellino, prevede la mes­sa in sicurezza anche dei punti nascita di Lipari, Mistretta, Bronte, Nicosia, Mussomeli e della casa di cura Attardi di Santo Stefano di Quisquina. Tutte loca­lità che pure avendo un numero di parti annui infe­riore a 500, hanno in comune chi più , come le isole, e chi meno, peculiari caratteristiche di isolamento terri­toriale o difficoltà di trasferimento dei pazienti alle strutture ostretico-ginecologiche più vicine.

«Al centro del provvedimento – ha detto il presidente della Regione Crocetta – il diritto alla salute per i cittadini delle isole minori e dei comuni disagiati della Sicilia. Per la messa in sicurezza di questi punti na­scita saranno previsti modelli organizzativi flessibili e integrati tra ospedale e territorio, anche grazie a una rotazione del personale all’interno dei presidi del Dipartimento materno infantile e prevedendo inoltre programmi di formazione professionale ».



13 Marzo 2013

Bronte, nuovo Sos per l’ospedale

«No al taglio del “punto nascite”»

Tornano prepotentemente i riflettori sull’ospedale «Castiglione Prestianni» di Bronte. I deputati regionali Gino Ioppolo e Nello Musumeci hanno presentato un’inter­rogazione al Presidente della Regione e all’assessore regionale alla Salute, per chiedere che non venga soppresso il “punto nascite” del presidio ospedaliero. Oltre a ciò il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, domani mattina alle 9 incontrerà il commissario straordinario dell’Asp 3 di Catania, Gaetano Sirna, per affrontare alcune emergenze e chiedere un generale potenziamento della struttura ospedaliera.
«Affronteremo - afferma il sindaco di Bronte - non solo i problemi che riguardano i reparti di Ostetricia e Ginecologia, ma il funzionamento dell’intero ospedale.

E’ accaduto, infatti, che un paziente urologico è stato costretto ad un rischioso trasporto all’ospedale di Acireale per una banalità. Non è possibile che in un ospedale di montagna come quello di Bronte possano accadere cose simili. L’unità operativa di Chirurgia, ed il Pronto soccorso sono senza personale ed è una lacuna che va presto colmata. Esiste una condizione generale dell’ospedale che va rivista. Il Punto nascite noi lo abbiamo sempre difeso. Ben vengano quindi - conclude il sindaco - le iniziative da tutte le parti politiche. La popolazione ha diritto ad essere curata efficacemente non solo a Bronte, ma in tutta la Sicilia che merita ed ha bisogno di una Sanità migliore».
E l’interrogazione di Ioppolo e Musumeci chiede alla Regione la rivisitazione del decreto dell’assessore regionale della Salute del 2 dicembre 2011, che ha disposto il «riordino e la razionalizzazione della rete dei punti nascita», prevedendo la chiusura di quelli che abbiano un numero annuo di parti inferiore a cinquecento. Un provvedimento che - secondo i due deputati - provocherebbe un progressivo depauperamento del presidio ospedaliero brontese, anche alla luce della riduzione dei posti letto dell’ospedale, da 140 a 100, disposto con un precedente decreto. Nell’interrogazione si chiede, poi, di ripristinare l’unità ospedaliera di Urologia e il numero di posti letto di Ortopedia, pure questi recentemente ridotti, di potenziare il servizio di Pronto Soccorso e gli annessi laboratori diagnostici e, infine, di stabilire un numero di posti letto totale non inferiore a 120 unità, requisito essenziale per mantenere l’intero presidio ospedaliero di Bronte. [L. S.]



28 Febbraio 2013

«I locali di Cardiologia sono inadatti»

Ospedale «Prestiannì» di Bronte. Il provvisorio spostamento non piace, ma l’Asp minimizza

Il reparto di Pediatria dell’ospedale “Castiglione Prestianni” di Bronte trasferito nel nuovo e moderno plesso, mentre il servizio di Cardiologia spostato in un ambiente provvisorio in attesa che vengano ristrutturati nuovi reparti, con Giuseppe Mancuso, presidente del Comitato a difesa dell’ospedale di Bronte che accusa: «Tanti cittadini ci hanno segnalato come i locali dove è stato trasferito l’ambulatorio di Cardiologia non sono idonei alle esigenze del personale che vi deve operare. Noi stessi abbiamo verificato come gli ambienti non rispettino la privacy del pazienti. Gli utenti poi, e molti di questi sono anziani, sono costretti ad attendere in piedi nei corridoi perché non c’è nemmeno un posto dove sedersi. Riteniamo opportuno - conclude - che vengano trovati locali più idonei, anche perché i lavori non termineranno certo presto».
Per l’Asp, però, la situazione non è poi così tragica: «Nell’ambito dei lavori di ristrutturazione e messa a norma dell’ospedale - spiega il commissario straordinario Gaetano Sirna - sono stati sgomberati e consegnati alla ditta i tre piani del corpo C. Nonostante la mancanza di superfici libere e la ristrettezza degli spazi, per non sospendere le attività e continuare a garantire le prestazioni, abbiamo trasferito alcuni servizi. Tra questi, la Cardiologia - prima situata in due piccole stanze - che è stata temporaneamente allocata nel plesso centrale del presidio all’interno di un unico ampio locale arieggiato, facilmente accessibile, che nei prossimi giorni verrà anche imbiancato e reso ancor più accogliente».
La notizia bella è quella del trasferimento del reparto di Pediatria, oggi ospitato in ambienti idonei con le stanze tutte dotate di servizi. In verità, i posti letto sono solo 6 e ci domandiamo se bastano visto che il territorio conta arca 50 mila abitanti, come ci domandiamo quando l’organico sarà completato con il quarto medico e quando il numero degli infermieri sarà completo. Dovrebbero essere almeno 12 e sono in 9. Meglio pensare ad altre notizie buone che in verità ci sono: «Anche il laboratorio di Patologia clinica - conclude Sirna - verrà ubicato in una struttura interamente di nuova costruzione». [Gaetano Guidotto]



8 Dicembre 2012

Situazione sempre più difficile al Castiglione Prestianni e ora niente riscaldamento

Il gelo al pronto soccorso

e i malati in astanteria con le stufe portate da casa

La denuncia viene da Giuseppe Mancuso, presidente del Comitato in difesa del nosocomio, che fa presente inoltre come da giorni la sala operatoria è chiusa per un guasto
Clima nell’originale tradizione della natività al Pronto soccorso dell’ospedale di Bronte: al freddo e al gelo. Del resto il periodo è quello giusto. Lo denuncia Giuseppe Mancuso, presidente del Comitato nato per difendere l’ospedale di Bronte quando l’intero territorio è sceso in campo per difendere il Punto nascite, di cui, fra l’altro ancora non si conosce il destino. Mancuso inoltre rincara la dose, evidenziando come da giorni le porte della sala operatoria del «Castiglione Prestianni» siamo rimaste chiuse a causa di un guasto che ha provocato più di un problema ai pazienti: «II complesso operatorio - afferma Mancuso - è fermo a causa di un guasto al gruppo di continuità. Tutto ciò ha causato e sta causando notevoli difficoltà alle utenze dell’intero bacino territoriale che a Bronte fa riferimento dal punto di vista ospedaliero. Già perché i pazienti dell’ospedale sono stati costretti a trasferirsi in altre strutture sanitarie come l’ospedale di Paternò e in alcuni casi anche lontano dalla Sicilia».

Mancuso denuncia anche che proprio a causa dello stop forzato agli interventi chirurgici, ci sono state mamme che hanno dovuto dare alla luce i propri figli a Biancavilla. Non meno grave il problema del black out nell’impianto di riscaldamento al Pronto soccorso. «Pensate - continua Mancuso - che i medici hanno operato al freddo e i pazienti rimasti sotto osservazione in astanteria si sono portati da casa le stufette. A nome del comitato per la difesa dell’ospedale di Bronte che rappresento - conclude - è evidente che non possiamo più tollerare simili disservizi».

Mancuso non è il solo a protestare. Anche il consigliere comunale di Maletto Luigi Saitta, punta il dito contro la gestione dell’ospedale: «Solo oggi - ci dice - ho saputo che la sala operatoria non funziona da più di una settimana, mentre il Pronto soccorso è al freddo da forse più di 10 giorni. Si tratta di un ospedale. Sembrano storie, da terzo mondo».

Ma il primo a protestare è il sindaco di Bronte, Pino Firrarello: «Non ci si rende conto - afferma - che qui siamo a 800 metri sul livello del mare e durante l’inverno fa freddo. Come è possibile che l’organizzazione di un ospedale non riesca a rimediare ad un guasto ad un impianto di riscaldamento velocemente? Ma c’è di più. - continua - La riorganizzazione sanitaria, che spero coincida con il completamento dei lavori e l’inaugurazione dei nuovi plessi, deve tener in maggiore conto l’efficienza del Pronto soccorso, che oggi è carente di personale».

Per l’Azienda sanitaria provinciale di Catania però i problemi sono ormai alla fine: “Gli interventi sono stati immediati anche se molto complessi. - replica in una nota l’Asp 3 - Per quanto attiene al gruppo di continuità delle Sale Operatorie il guasto è stato riparato ieri. Il gruppo è attualmente in funzione. Per quanto attiene al sistema di riscaldamento al Pronto Soccorso abbiamo subito chiesto l’intervento degli operatori che stanno eseguendo quanto è necessario». Giustificazioni che però non sembrano rasserenare gli animi soprattutto nei pazienti che ritengono che i ritardi nel rimediare ai guasti siano troppo eccessivi per una struttura ospedaliera. [L. S.]

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