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Novembre 2004

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28 Novembre 2004

«Il pistacchio di Bronte: buona pratica agricola e sicurezza alimentare»

Come valorizzare un prodotto dal riconoscimento internazionale

Il pistacchio di Bronte, buona pratica agricola e sicurezza alimentare, è stato il tema del convegno svolto nel Teatro comunale di Bronte venerdì 26 novembre . Si è parlato di valorizzazione di un prodotto che ha ormai un riconoscimento internazionale per la qualità e delle iniziative da portare avanti per tutelare il prodotto e potenziarne la presenza sui mercati. L'incontro, presieduto dall'europarlamentare on. Giuseppe Castiglione, è stato moderato dal giornalista Mario Cavalieri della Gazzetta del Sud.
Prestigiose e di rilievo le relazioni, svolte da: G. Pulvirenti dell'assessorato regionale Agricoltura (Distretto Etna, Paternò), T. Caruso del Dipartimento coltivazioni arboree dell'Università di Palermo, G. Campo dell’Osservatorio per le malattie delle piante di Acireale, F. Greco, dell’Ente sviluppo agricolo di Catania, C. Finoli, del Dipartimento Itaf dell'Università di Palermo, A. Russo del Distef Università di Catania, A. Dinatale dell’Osservatorio per le malattie delle piante di Acireale, E. Alonzo, del Servizio igiene alimenti e nutrizione Asl 3 di Catania e da G. Marano, dell’Osservatorio malattie delle piante di Acireale.


28 Novembre 2004

Esperti e produttori di pistacchio insieme a ipotizzare nuove strategie di mercato per l’«oro verde»

Qualità alimentare correlata alla tracciabilità

Produttori, mondo imprenditoriale, ricercatori universitari, tecnici ed esperti del settore, politici e quanti ruotano attorno al pistacchio, all'oro verde di Bronte, insieme per una giornata di convegno che ha salutato ufficialmente la nascita del consorzio di tutela del pistacchio verde di Bronte, che riguarda i territori di Bronte, Adrano e Biancavilla. Del "Pistacchio di Bronte: buona pratica agricola e sicurezza alimentare" si è parlato al cine-teatro comunale grazie su iniziativa dell'assessorato regionale agricoltura.
Al convegno, introdotto e moderato dal giornalista dott. Mario Cavaleri, hanno relazionato (...)

2 Dicembre 2004

L'EURODEPUTATO CASTIGLIONE

«Attenzione del governo verso il pistacchio di Bronte»

Il pistacchio di Bronte è sano e di buona qualità, bisogna però, a tutela del consumatore, saper garantire la sicurezza, anche attraverso la tracciabilità.
Questo in sintesi quanto discusso durante il convegno «Pistacchio di Bronte: buona pratica agricola e sicurezza alimentare» tenutosi al cine-teatro comunale su iniziativa dell'asses­sorato regionale Agricoltura.

Al convegno, introdotto e moderato dal giornalista Mario Cavaleri, hanno parlato Dario Cartabellotta e Giovanni Pulvirenti dell'assessorato regio­nale all'Agricoltura, Tiziano Caruso e Carlo Finoli dell'Università di Palermo, Agatino Russo del­l'Ateneo di Catania e Giovani Marano dell'Os­servatorio malattie delle piante di Acireale.

Presente anche il senatore Pino Firrarello e il presidente dell'assemblea dell'associazione dei Comuni Mario Bonsignore, mentre le conclusioni sono state affidate all'eurodeputato on. Giuseppe Castiglione: «Posso confermare - ha affermato Castiglione - la grande attenzione del Governo per i frutti dell'Etna. Nel decreto legge appena pubblicato sulla Gazzetta uffi­ciale, infatti, oltre alla nocciola dei Nebrodi è previsto un contributo di 340 euro per ettaro per i pistacchieti. Gli strumenti per far decollare la nostra produzione ci sono, ma è neces­sario anche l'impegno di quanti lavorano nel settore per avviare davvero una nuova stagione». [E. M.]

Conclusioni affidate all'eurodeputato on. Giuseppe Castiglione, fino a qualche mese addietro assessore regionale all'agricoltura e oggi componente delle commissioni Ue per l'agricoltura e per il territorio e ambiente. In sala, oltre ai rappresentanti del mondo istituzionale e sanitario, anche il senatore Pino Firrarello che, assieme a Castiglione, da tempo si è speso nelle varie sedi perché il pistacchio di Bronte ottenesse il riconoscimento Dop.

Davvero tanti gli spunti in una serata che ha coniugato il rigore dell'esposizione scientifica con una sorta di forum fra gli esperti, i produttori e trasformatori del frutto che hanno potuto apprendere in diretta alcune fondamentali raccomandazioni sulla conservazione integra del prodotto, elementi di lotta antiparassitaria adempimenti di carattere amministrativo contabile. Il dilemma è sempre quello: tradizione o innovazione?

Continuare a coltivare e produrre ancorati a metodi e principi legati alla tradizione o introdurre elementi di innovazione che portino a modernizzare l'intero processo di produzione e commercializzazione?
La risposta non lascia adito a perplessità ed è venuta in modo fermo da tutti gli interventi: la produzione del pistacchio di Bronte, che trova linfa in un terreno giudicato straordinario per la ricchezza di concime naturale, deve continuare per ovvie ragioni geomorfologiche ad avvalersi di tutta l'esperienza della tradizione ma deve sposare le nuove leggi in fatto di buona qualità, tracciabilità e sicurezza alimentare, a tutela dell'anello finale della catena, ossia il consumatore: un prodotto di qualità che garantisca peculiarità organolettiche uniche nel rispetto delle normative in tema di sicurezza alimentare. Anche perché i controlli sono ferrei e hanno dimostrato come l'oro verde di Bronte sia perfettamente integro e sano, confermandosi come alimento ideale. Ma la concorrenza è agguerrita: la produzione iraniana, ad esempio, si attesta sulle 300 mila tonnellate, mentre quella di Bronte si ferma appena a 4 mila.

«Motivo in più - ha confermato l'on. Castiglione - per utilizzare; gli strumenti che adesso ci sono e lanciarsi alla conquista di quote di mercato sempre più consistenti. Posso confermare, ad esempio, la grande attenzione del Governo anche per i frutti dell'Etna: nel decreto legge appena pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, oltre alla nocciola dei Nebrodi è previsto un contributo di 340 euro per ettaro per i pistacchieti. Gli strumenti per far decollare la nostra produzione ci sono e mi riferisco ai Por e ai progetti Leader Plus, appena rifinanziati. Accanto al grande impegno politico però - ha concluso Castiglione - è necessario l'impegno di quanti lavorano nel settore per avviare davvero una nuova stagione». Gli impegni del consorzio di tutela a medio e lungo termine sono molteplici: bisognerà, tra le altre cose, rivedere il disciplinare di produzione, preparandosi alla sfida del 2010 quando diventerà realtà l'area euromediterranea di libero scambio con una quarantina di paesi pronti ad aggredire fette di mercato strategiche.[Marcello Proietto]


1 Dicembre 2004

LA CRISI AGRICOLA

Pistacchio, pecorino, mele dell'Etna, arance: tutta produzione genuina e unica, ma che ha costi sempre più proibitivi, mentre sui banconi si cerca di far risparmiare il cliente

Prodotti siciliani relegati «all’angolo»

Difficile rapporto con la grande distribuzione. «Ci cercano solo per spazi di folklore - dicono i produttori - non per la qualità»

Un giro più o meno veloce tra pianura e montagna, tra Piana e Etna.
Un giro che basta a farsi più che un'idea del perché puoi produrre tutto il buono del mondo e non lo troverai che raramente sui banconi dei supermercati. Qui come a Treviso, a Catania come a Torino. Perché son cose troppo buone, verrebbe voglia di dire senza esagerare, e produrle costa.

Per finire su quei benedetti banconi, che rappresentano il finale della filiera commerciale «dal produttore al consumatore», tante cose dovrebbero accadere, alcuni miracoli, il trionfo del gusto, di una nuova economia in cui i costi non penalizzino la qualità.

Perché se va avanti così si rischia di diventar matti come questo saggio e simpatico signore di Bronte, Giuseppe Anastasi, che dal 72 ha messo in piedi un'azienda che produce un pistacchio straordinario. Dietro a cui, appunto, si diventa matti.
«Perché continuo a battermi per commercializzarlo e venderlo - attacca diretto Anastasi - ma è sempre più difficile. E' vero, non si trova nel supermercati, perchè i grandi distributori lo cercano solo per le occasioni folkloristiche. Il mese del prodotto siciliano: ed ecco che spunta il pistacchio. Poi più nulla».
Si dispera Anastasi, perché per tutto il resto dell'anno il pistacchio che troviamo sui banconi viene dal lontano Iran. Dalla Turchia. Perché?
«Perché il nostro, alla fine, costa al chilo 12.50 euro, cui bisogna aggiungere i costi di confezionamento, mentre quello iraniano sgusciato si ferma a 7.50 euro, quello turco al massimo arriva a 10».
Così il pistacchio è in crisi. Perché non finisce nelle mani del piccolo consumatore, ma nemmeno lo cercano più i produttori di affettati. Nella mortadella c'è pistacchio iraniano. E nei gelati? La stessa cosa. Forse meno buono, sicuramente più economico.
Del resto una giornata di lavoro di un operaio del pistacchio da noi costa una quarantina di euro. In Turchia non arriva a 5.
Ma c'è qualcosa di più curioso. «Sono venuti da me alcuni produttori iraniani - racconta Anastasi - e mi hanno detto che con un milione riescono a pagare un'intera famiglia che lavora per loro. Un milione l'anno». Da piangere. Così Anastasi si consola rileggendo l'e-mai della signora di Genova che chiede d'aver inviati 200 grammi di pistacchio, «se è davvero un afrodisiaco». O quella di una principessa di Capri, che ne ha bisogno «per preparare dolci speciali per un party». E se il pistacchio va male, il Pecorino "pipato" non sta meglio. Pur essendo altrettanto produzione originale e unico, buono e irripetibile. (…) [Andrea Lodato]

27 Novembre 2004

PRODOTTI DELL'ETNA

La bontà di pistacchi, fragole, mele e pere, sino ai fichidindia

Siamo alla frutta, meno male

Che cosa avrà, poi, di straordinario il pistacchio che nasce da queste parti? Beh, secondo gli esperti, che qui ne sono profondamente innamorati, praticamente tutto. Al punto che nessun produttore riesce a darsi pace per il fatto che il pistacchio di Bronte da un po' di tempo è troppo snobbato da importanti industrie che lo utilizzavano per la mortadella, o per i gelati. Ma che cos'è, appunto, e che cosa ha questo pistacchio?
Innanzitutto il colore verde smeraldo, di un brillante unico. E, poi, il profumo intenso, resinoso, grasso. La storia racconta che questo benedetto pistacchio è arrivato in Sicilia con gli Arabi e dall'arabo proviene il suo nome in dialetto: frastuca. Coltivazione impegnativa e faticosa, ricordano qui, tra le campagne e le aziende che lavorano il pistacchio. Perché le piante fruttificano soltanto ogni due anni, e poi perché crescono in terreni accidentati, dove è impossibile utilizzare qualsiasi macchina: i pistacchi si raccolgono ancora a mano. Ma la frutta dell'Etna sembra avere tutta un sapore esclusivo, persino quel trascurato fico d'India, tanto buono, ma poco coccolato. Sarà per questo che sono rare le aziende specializzate: concentrate sull'Etna nella zona a 4/500 metri di altitudine, nel pre-parco (fascia C). Le varietà coltivate prendono il nome dalla polpa e dalla buccia: I Gialla o Sulfarina, la Bianca o Muscaredda e la Rossa o Sanguigna.
I "bastardoni" restano i frutti più apprezzati dagli intenditori. Sono quelli autunnali, ottenuti con la scozzolatura, Amati più o meno, colpevolmente trascurati da troppi, per i fichi d'India dell'Etna è stata, comunque, richiesta la Dop.
Non lontano da queste campagne piene di pistacchi, ecco il paese delle fragole, Maletto. Fragole particolari, come spiega la guida on-line del Parco dell'Etna, dal frutto medio-piccolo, dal colore rosso chiaro con la punta verdognola, e dal sapore straordinariamente intenso e aromatico. Estremamente pregiate, e anche delicatissime: devono essere consumate appena raccolte perché non superano la giornata di vita. A Maletto si coltivano anche le fragoline "di bosco" e, nel mese di giugno, si svolge la sagra delle fragole. Sono utilizzate soprattutto in pasticceria, per farcire dolci.
[…] Purtroppo, spiegano alcuni produttori. anche questi prodotti stentano a trovare una loro collocazione sul mercato: si tratta di prodotti di nicchia, tanto più buone in quanto coltivate ancora con passione, amore. Ed enorme dispendio economico. 


  n. 9/10 (Settembre/Ottobre 2004)

Oro Verde di Bronte

Afrodisiaco Re Pistacchio

La produzione dell'oro verde di Bronte, com'è denominato ufficialmente nella DOP (denominazione di origine protetta) è biennale (negli anni dispari) e la raccolta interessa tutti i Brontesi, poiché ognuno di essi ha un seppur piccolo pezzetto di loco (pistacchieto). Vanta almeno tre secoli di storia l'«Afrodisiaco Re Pistacchio» di Bronte, coltivato sulle pendici dell'Etna. In occasione della XV Sagra, tenutasi a settembre, quasi come un rituale, decine di migliaia di Siculi d'ogni angolo dell'Isola e diversi forestieri, si sono riversati nel centro etneo dal nome del mitico Ciclope. Il pistacchio è facile affermare che sia più vecchio della Bibbia, lo troviamo citato nel libro della Genesi. In Sicilia si ritiene che sia stato introdotto durante il periodo arabo, ma non è da escludere che il Terebinto (selvatico che a Bronte si utilizza come portinnesto della Pistacia vera) fosse presente fra il patrimonio boschivo, come in altre zone della Sicilia e d'Italia, e che le prime piantagioni siano state ottenute innestando queste piante selvatiche spontanee.
La coltivazione della frastuca (pistacchio), secondo i riveli oggi all'Archivio di Stato di Palermo, si ha per certa nel 1747; da ciò si desume che sia iniziata molti anni prima, vista la lenta crescita che caratterizza la pianta. Mentre il termine pistacchieto lo si riscontra nel 1853, come testimoniano atti custoditi all'Archivio di Stato di Catania.

Fatto questo breve cenno storico, questa pianta ben adattandosi alle difficili distese sciarose (roccioso terreno lavico), a Bronte produce pistacchi dalle eccellenti qualità organolettiche. Da questo piccolo frutto inoltre si estrae un olio usato in cosmetica e in dermatologia. Senza contare le prelibatezze pasticcere e gastronomiche che si ottengono dalla sua trasformazione: gustose creme, gelati e granite, torte e torrone, paste e fillette (tipico pan di spagna brontese); e poi ancora ritrovarlo negli insaccati e in primi piatti, come le rinomate pennette al pistacchio.
L'essenza più intrigante del pistacchio, invece, resta quella afrodisiaca. Leggenda metropolitana vuole, addirittura, che, il medico personale di Silvio Berlusconi, l'attuale sindaco di Catania Umberto Scapagnini, l'abbia inserito proprio nella dieta del Cavaliere; non solo ostriche quindi, ma anche pistacchio, per gli "alti rendimenti". La produzione dell'oro verde di Bronte, com'è denominato ufficialmente nella DOP (denominazione di origine protetta) è biennale (negli anni dispari) e la raccolta interessa tutti i Brontesi, poiché ognuno di essi ha un seppur piccolo pezzetto di loco (pistacchieto ). Infine, per garantire il consumatore sta per nascere il Consorzio di tutela del marchio DOP. Maggiori notizie possono acquisirsi dal sito www .bronteinsieme.it. [Luigi Putrino]



“LA SODDISFAZIONE DEI CLIENTI E ...DEI BRONTESI!

27 Novembre 2004

«Strisce blu»

I commercianti chiedono maggiori stalli a pagamento

Potrebbero aumentare a Bronte il numero dei parcheggi a paga­mento contrassegnati dalle strisce blu.

Da un rapporto della Polizia municipale emerge che sarebbero gli stessi commercianti a chiedere di allargare le aree con la sosta a pagamento.

«Proprio così - spiega il dirigente della polizia municipale ten. Giuseppe Saitta - Alcuni commercianti della via Umberto ci hanno chiesto di rinnovare la convenzione con la società che gestisce le aree a strisce blu, mentre altri esercenti di vie o piazze non raggiunte attualmente da questo servizio ci hanno chiesto di considerare la possibilità di allargarlo anche nelle loro zone».

A favore di questo ritrovato interesse verso le strisce blu, secondo Saitta, ci sarebbe la soddisfazione dei clienti che trovano facilmente posteggio. ed una complessiva diminuzione del traffico.

«Abbiamo riscontrato - continua Saitta - una sostanziale diminu­zione del traffico nella via Umberto di circa il 40% rispetto allo scorso anno e meno auto in sosta nel centro urbano».

A Bronte le aree parcheggio delimitate dalle strisce blu sono oltre 200, distribuite non solo nel centro storico ma anche nelle zone vicine alla periferia. La proposta dei Vigili, invece adesso prevede di allargare anche in aree principali come piazza Roma.

Oltre a ciò si sta verificando la possibilità di dare alla stessa ditta che controlla l'avvenuto pagamento delle auto parcheggiate anche il servizio di rimozione delle auto senza il contrassegno. [L. S.]

Bronte, 27 Novembre 2004

PARCHEGGI A TEMPO E GRATIS, NO «STRISCE BLU».

In merito all’articolo apparso su La Sicilia di sabato 27 novembre, nella pagina dedicata alla zona etnea, dal titolo «Bronte, strisce blu. I commercianti chiedono maggiori stalli a pagamento», precisando, anzitutto, che lungi da me la critica ostruzionistica nei confronti di chicchessia, gradirei fare alcune riflessioni.
Il Tenente Giuseppe Saitta, al momento comandante del Corpo di Polizia Municipale, per affermare: «Alcuni commercianti della via Umberto ci hanno chiesto di rinnovare la convenzione con la società che gestisce le aree a strisce blu, mentre altri esercenti di considerare la possibilità di allargarlo anche nelle loro zone», avrà validi riscontri a suffragio. Tuttavia, ritengo di poter sostenere che il problema sentito dai commercianti non sia quello di “costringere” i loro potenziali clienti a parcheggiare pagando, nelle aree gestite dall’attuale società convenzionata col comune, ma, piuttosto, che questi possano avere dove sostare. Modalità e luoghi sono scelte di carattere politico-amministrativo.
La questione, quindi, è ben diversa e potrebbe esser affrontata, senza far sentire ai brontesi il peso di quest’altra “tassa”, con il ricorso all’istituzione dei parcheggi regolamentati con l’utilizzo del disco orario.

Limitando, specie nei punti viari più nevralgici di traffico veicolare, la durata della sosta a un’ora, o magari a mezz’ora se la circostanza lo richiede, e non alle due delle strisce blu.

Senza tralasciare, che alcuni automobilisti non hanno nemmeno l’esigenza di fermarsi per quei sessanta minuti minimi previsti dalla scheda per usufruire del servizio a pagamento. Anche sull’affermazione: «Abbiamo riscontrato una sostanziale diminuzione del traffico nella via Umberto di circa il 40% rispetto allo scorso anno e meno auto in sosta nel centro urbano», Saitta avrà dati inconfutabili per sostenerlo.

Ma non sfugge a Bronte che, in molte zone con le strisce blu, si verifica un effetto per così dire a “ciambella”, poiché non è scena non riscontrabile, almeno fino a sabato lo era, che le aree a pagamento siano vuote e gli automobilisti vi si fermino attorno. Altro dato non tralasciabile è la situazione nelle strade e viuzze adiacenti al corso Umberto, dove, nei periodi di sosta a pagamento, il numero delle auto parcheggiate aumenta. Pertanto, con le strisce blu, anziché attenuato, il problema sembra essere stato semplicemente spostato, poiché ognuno tenta, con le proprie ragioni, di non pagare.
Sulla base di queste osservazioni ritengo che un provvedimento più aderente alle aspettative degli automobilisti brontesi, che indirettamente investe tutta la cittadinanza, sia quello di istituire i parcheggi a tempo gratuiti, la cui scrupolosa osservanza sarebbe garantita dalla polizia municipale e dagli ausiliari del traffico dipendenti del comune, che non mancherebbero di dimostrare efficienza e professionalità. (Luigi Putrino)




27 Novembre 2004

Bronte, presi due scippatori

In trappola grazie all’identikit dei testimoni

Finiscono in carcere gli scippatori che l'8 settembre mattina hanno strappato la borsa dal braccio ad una signora di fronte l'Ufficio postale di Bronte. La collaborazione dei cittadini, stizziti per quanto accaduto, l'esperienza investigativa dei Carabinieri della Stazione di Bronte e della Compagnia di Randazzo, insieme con le sofisticate apparecchiature informatiche in dotazione hanno permesso all'Arma di risolvere il caso. (...) Lo scippo fu compiuto intorno le 11,45 ai danni della signora R.S., brontese di 55 anni, appena uscita dall'Ufficio postale dove aveva prelevato la somma di 1400 euro. I due a viso scoperto si avvicinarono a bordo di uno scooter scippando la donna che per l'urto cadde a terra.

Anche i due malviventi nel tentativo di fuggire a gran velocità rovinarono a terra, ma ebbero la forza di rimettersi in sella allo scooter e fuggire. Da quel momento è scattata la solidarietà: molti passanti hanno fornito ai carabinieri indizi sulle sembianze dei due, tanto che attraverso un sofisticato software i carabinieri hanno costruito due immagini che somigliavano molto a due catanesi già sotto controllo in provincia. Così i Cc hanno cercato ulteriori riscontri fino ad ottenere prove inconfutabili delle loro colpevolezza. [L. S.]



26 Novembre 2004

«Donazione cordone ombelicale»

"La donazione del cordone ombelicale è la più facile tra le donazioni che può salvare molte vite e aprire nuove vie nella cura di diverse malattie". E' questa informazione che la sezione Fidapa di Bronte vuole trasmettere a tutte le donne, organizzando, domani alle 18, presso l'aula magna della Scuola media "Luigi Castiglione" di Bronte, una conferenza sul tema "Un cordone per la vita". Si parlerà chiaramente delle cellule staminali, del loro potenziale terapeutico e delle prospettive per il futuro. Il tema verrà affrontato dalla Responsabile nazionale Fidapa del progetto "Un cordone per la vita", dott. Maria Di Costa, dal direttore dell'Unità operativa di Medicina dell'ospedale di Bronte, dott. Santo Maugeri e dal dott. Enzo Meli, direttore di Ostetricia e Ginecologia dello stesso ospedale.




24 Novembre 2004

Nei comuni del nord dell’Etna

Ticket, megatruffa all’Asl - Denunciate 125 persone

«Non abbiamo una lira e perciò non paghiamo il ticket» Più che una dichiarazione, sembrerebbe una fin troppo "portoghese" filosofia di vita, smascherata da una indagine condotta dalla Guardia di Finanza che ha scoperto, infatti, una truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale, legata al fenomeno delle false autocertificazioni per ottenere l'esenzione dai ticket. Sono in tutto 125 le persone denunciate per falso ideologico e truffa. L'indagine ha interessato, in particolare, i cittadini residenti nei comuni di Bronte, Maletto, Maniace, Randazzo e Castiglione di Sicilia, che hanno usufruito di prestazioni ambulatoriali, senza avere diritto all'esenzione dal ticket.
I denunciati sono professionisti, commercianti, imprenditori edili, coltivatori diretti e pubblici dipendenti, con redditi superiori a quelli per i quali viene previsto il beneficio dell'esenzione. L'indagine della Guardia di Finanza parte da quando si sono accesi i riflettori sulla spesa sanitaria pubblica, vicina alla soglia del non ritorno nella nostra regione. Nel mirino il territorio del nord Etna e della Valle Alcantara dove, il metodo applicato era molto semplice, quasi elementare: i soggetti dichiaravano di non raggiungere il limite di reddito imposto dalla legge per evitare il ticket e, complice anche l'autocertificazione, si ritenevano al sicuro da ogni probabile controllo. Accomunati dalla facilità dell'autocertificazione (basta una semplice firma e gli estremi del documento), liberi professionisti, titolari di aziende ed avviate attività economiche, titolari di imprese e cittadini non certo indigenti o poveri, hanno dichiarato il falso, approfittando di sgravi e contributi destinati invece alle categorie meno abbienti.
L'attività di servizio dei finanzieri è stata incentrata sul rilevamento, nei locali uffici del distretto sanitario di Bronte e negli uffici periferici interessati, di soggetti presi a campione che avevano usufruito dell'esenzione. Ampio lo spettro di riferimento per quanto riguarda l'età: l'attività di controllo è stata estesa infatti alle persone tra i 6 e i 65 anni, poi sono partiti i riscontri e controlli incrociati. Sulla base di quanto dichiarato dai soggetti indagati sono state effettuate le verifiche per accertare, ad esempio, lo stato di disoccupazione o il reddito complessivo dichiarato.

Per quanto riguarda i minori, a firmare erano i genitori che così confermavano di trovarsi nelle condizioni previste dalle vigenti leggi per usufruire dall'esenzione dal ticket che, ricordiamo, ammonta a un massimo di 36 euro e 15 centesimi per ogni ricetta nella quale possono essere contenute fino a un massimo di otto prestazioni sanitarie. Per tutti e 125 indagati è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Catania per truffa aggravata ai danni dello stato e falso ideologico, nonché per violazione della legge quadro in materia di prestazioni sanitarie in esenzione del ticket e delle disposizioni in materia della Regione Siciliana. Il danno economico prodotto all'erario dalle false dichiarazioni degli indagati è ancora in via di quantificazione, mentre non sono escluse altre iniziative da parte della stessa Guardia di Finanza. [Marcello Proietto]


25 Novembre 2004

BENESTANTI SCOPERTI E DENUNCIATI DALLA GDF

In 125 si dichiaravano indigenti per non pagare il ticket sanitario

Non è la prima volta che la Guardia di Finanza di Bronte scopre imprenditori, professionisti e dipendenti truffare il servizio sanitario nazionale, attestando di non dover pagare il ticket al momento in cui presentano allo sportello l'impegnativa del medico curante per effettuare visite ambulatoriali specialistiche.
Gia due anni fa, circa in 200, si beccarono la denuncia a seguito di una operazione perfettamente identica a quella che ieri ha visto denunciare per truffa ben 125 persone. Evidentemente l'episodio di due anni fa, raccontato da tutti i media a carattere cubitale, ha insegnato poco o niente, perché per le fiamme Gialle della brigata di Bronte è bastato effettuare nuovamente i controlli incrociati fra coloro che avevano effettuato visite mediche con l'esenzione del ticket ed i redditi di ognuno, per scoprire che fra quelli che si trovavano realmente in una condizione di reale indigenza o erano stati licenziati dal proprio posto di lavoro e non percepivano al momento alcun stipendio, c'era chi un reddito lo percepiva e pure di tutto rispetto.
L'indagine ha interessato, in particolare, i cittadini con età dai 6 ai 65 anni, residenti nei Comuni di Bronte, Maletto, Maniace, Randazzo e Castiglione di Sicilia, con la Guardia di Finanza che, facendo verifiche a campioni, ha individuato chi aveva usufruito di prestazioni sanitarie ambulatoriali a carico del Servizio sanitario nazionale, senza che ne avessero diritto. Le persone denunciate sono professionisti, commercianti, imprenditori edili, coltivatori diretti e pubblici dipendenti, con redditi superiori a quelli per i quali viene previsto il beneficio dell'esenzione. In verità adesso i presunti «truffatori» un po' si «roderanno i gomiti», rendendosi conto di doversi difendere, affrontare spese legali ed incappare in una quasi certa sanzione per aver tentato di risparmiare al massimo 36,15 euro, ovvero la cifra massima che si può pagare per il ticket. Anche perché i presunti reati commessi e denunciati alla Procura della Repubblica sono truffa aggravata ai danni della Stato, falso ideologico e violazione della legge quadro in materia di prestazioni sanitarie. I controlli, visto che due anni fa la stessa operazione era stata effettuata, hanno interessato chiaramente i pazienti degli ultimi due anni e ci son voluti mesi di lavoro per la GdF. L'operazione, infatti, è stata svolta in linea con le direttive e gli obiettivi fissati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze che da sempre denuncia come la sanità pubblica impieghi enormi risorse pubbliche. Occhio al proprio reddito, quindi, al momento in cui si usufruisce di una prestazione ambulatoriale gratuita. [E. M.]

25 Novembre 2004

GUARDIA DI FINANZA. Imprenditori e professionisti non pagavano farmaci e visite specialistiche

Megatruffa sanitaria, scattano 125 denunce

Il buco è di parecchi milioni di euro. La vittima è il sistema sanitario. Dopo alcuni mesi di indagini la Guardia di finanza del comando Brigata ha individuato 125 persone, residenti a Bronte, Maletto, Maniace, Randazzo e Castiglione di Sicilia, che hanno usufruito - in esenzione di ticket - di prestazioni sanitarie ambulatoriali a carico del Servizio sanitario nazionale, senza averne diritto, in quanto, in base alla posizione reddituale di ciascuno di essi non rientravano tra i casi contemplati dall'ultima normativa.

Semplici cittadini, professionisti e titolari di avviate imprese: questi i denunciati, i quali, per astenersi dal pagamento del ticket sanitario, hanno sottoscritto, sul retro delle ricette, false attestazioni relative alla loro posizione patrimoniale per beneficiare dell'esenzione.

Gli investigatori delle Fiamme gialle, invece, hanno accertato che la loro posizione contributiva di questi soggetti sotto esame era di gran lunga superiore alle «misere» cifre dichiarate. L'attività di servizio è stata incentrata sul rilevamento, al Distretto sanitario, dei soggetti presi a campione che hanno usufruito di prestazioni specialistiche - ambulatoriali, in esenzione di ticket; quindi sono stati effettuati gli opportuni riscontri, necessari per verificare la posizione di ciascuno (ad esempio lo stato di disoccupazione o il reddito complessivo del nucleo familiare).

In particolare sono stati controllati quei soggetti di età superiore ai sei anni ed inferiore a sessantacinque i quali hanno dichiarato e sottoscritto (nel caso di minori la firma viene apposta dal genitore) di essere esentati dalla partecipazione alla spesa sanitaria perché non abbienti, disoccupati ovvero la loro posizione reddituale rientra tra i casi previsti dalla normativa vigente per poter essere esentati dal pagamento del ticket (che ammonta ad un massimo di euro 36,15 per ogni ricetta, con un massimo di 8 prestazioni fruibili).

Ne deriva che buona parte dei richiedenti le prestazioni, per non pagare il ticket per un ammontare massimo di euro 36,15 hanno rilasciato - con noncuranza - delle dichiarazioni mendaci, che comportano conseguenze di carattere penale (falso ideologico e truffa ai danni di ente pubblico).

Per i 125 persone è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Catania per truffa aggravata ai danni dello Stato e falso ideologico nonché per violazioni della legge quadro in materia di prestazioni sanitarie in esenzione di ticket. [Redo Ruiz]



Bronte si trasformerà in un "grande cantiere"

23 Novembre 2004

In cantiere 15 opere fra scuole, strade e nuova urbanizzazione

Nei prossimi mesi Bronte si trasformerà in un grande cantiere dando lavoro a tanti disoccupati. Ce ne dà notizia l'assessore ai Lavori Pubblici del Comune, Salvatore Pizzuto: 15 i lavori che dovranno avere inizio o già iniziati. I più importanti: il parco urbano nelle aree sottostanti la Chiesa Madonna del Riparo, la realizzazione di tre sezioni della scuola materna in contrada Salice, il cantiere di lavoro per disoccupati per la sistemazione di tratti di marciapiede in via Messina e Corso Umberto; già stati ultimati i lavori per la costruzione di 2 campetti di calcio nell'area adiacente ai 54 alloggi di viale Regina Margherita.
Ma non è tutto: sono in corso le procedure per il completamento del centro di raccolta differenziata nella zona artigianale, è stato dato il nuovo appalto relativo al servizio di gestione del depuratore comunale, sono in corso i lavori di rifacimento della rete idrica interna in diverse vie e la sistemazione delle vasche di raccolta, ed è stato indetto l'appalto per un parcheggio in via Scafiti. Da citare inoltre la ristrutturazione dell'edificio comunale sito in Via Regina Margherita e l'invio alla Regione del progetto dei lavori di urbanizzazione e della costruzione delta rete del gas metano nella zona artigianale. Fiore all'occhiello della Giunta il recupero urbanistico delle aree in contrada San Nicola per la realizzazione con fondi privati di un ipermercato con negozi che saranno messi a disposizione dei commercianti brontesi: «Le opere - dice Pizzuto - facevano tutte parte del programma del sindaco Leanza che ha mantenuto le promesse con i brontesi». [L. S.]



23 Novembre 2004

Auto si capovolge, ferita una 19enne

Ancora non si è riusciti a capire come la Volkswagen Golf, guidata da un 19enne, abbia potuto capottare in via Aldisio a Bronte. La strada del centro urbano si trova a poche centinaia di metri dall'ospedale e, incrociando via Etna, diventa particolarmente ripida. Per questo i carabinieri di Bronte intervenuti insieme con i vigili del fuoco di Maletto per dare soccorso, ritengono che forse il conducente abbia tentato qualche manovra particolare e che alla fine, a causa della forte pendenza e forse dei gradini posti sui lati, l'auto si sia capovolta.

E' stata trovata così: «sottosopra» come se fosse parcheggiata, senza urtare altri veicoli.
Illeso il conducente, meno fortunata la ragazza che sedeva al suo fianco. La giovane di 19 anni di Adrano, infatti, ha urtato il capo procurandosi un piccolo trauma alla regione orbitale sinistra che i medici del pronto soccorso dell'ospedale di Bronte hanno giudicato guaribile in 10 giorni, anche se hanno consigliato una visita oculistica presso il Vittorio Emanuele di Catania che ha ulteriormente tranquillizzato tutti. Per «rigirare» la vettura ci sono voluti i vigili del fuoco di Maletto i quali hanno dovuto faticare non poco. Come detto nessun danno ad altri mezzi. [L. S.]




Anche il Difensore civico interviene e s’interessa dell’Archivio storico

22 Novembre 2004

San Nicola. Nuova Sicilia al Difensore civico

Archivio storico fatiscente

Manca il personale

L'archivio storico comunale sarebbe del tutto abbandonato in un edificio in contrada San Nicola. Lo segnala il coordinatore di Nuova Sicilia, Giuseppe Di Mulo, che da giorni ha interessato il difensore civico del comune, avvocato Cataldo La Ferrera, affinché si attivasse per risolvere l'assurda vicenda.

«Appreso che l'Archivio storico sarebbe custodito in un stabile che versa in assoluto degrado, anche dal punto di vista igienico-sanitario - afferma Di Mulo - e inaccessibile al pubblico, forse per le ragioni anzidette, ci siamo rivolti al difensore civico, per verificare le circostanze».

Immediato l'intervento dell'avvocato Cataldo La Ferrera: «Avuta la segna­lazione che l'Archivio storico comunale non sarebbe funzionante, e che addirittura parte di questo verserebbe in condizioni di assoluto degrado, l'otto novembre scorso ho sollecitato il vice sindaco ad adottare opportuni prov­vedimenti. Nel frattempo, ho constatato che non vi è dipendente comunale addetto all'archivio storico.

Ad oggi - conclude il difensore civico - non mi è stata fornita alcuna risposta». [Luigi Putrino]

Archivio storico

Le precisazioni dell'ex sindaco

In relazione all’articolo pubblicato sul Giornale di Sicilia del 22 novembre u.s. riguardante l’attuale allocazione dell'Ar­chivio storico di Bronte in un immobile comunale fatiscente tengo a precisare che il trasferimento dell'Archivio nel sopradetto stabile è avvenuto durante la sindacatura Zappia.

L’Amministrazione Leanza, al fine di conservare dignito­samente l'archivio storico ed anche l’archivio corrente, in atto depositato al secondo piano del Palazzo Municipale, ha affittato l'immobile di via Capitano Saitta dove al piano terra sono stati sistemati idonei locali per ospitare gli archivi debitamente catalogati.
Contestualmente la Giunta municipale ha istituito una apposita Unità di progetto affidata alla dipendente Ponzo Fran­cesca che oltre alla responsabilità di curare il nuovo sistema di Protocollo informatico dovrà anche organizzare la cata­logazione e la conservazione dell’archivio storico e dell'archivio corrente.
La interruzione traumatica della consigliatura comunale non ha consentito che prendesse concretamente avvio l'inizia­tiva per la quale la risorse finanziarie necessarie sono state previste dall’Amministrazione comunale nelle variazioni al bilancio del corrente anno 2004.
23/11/2004, dr. Salvatore Leanza




3 Dicembre 2004

GRANDE SUCCESSO DEL NOSTRO PISTACCHIO A MENZEL-TERMINE IN TUNISIA

Il nostro pistacchio in Tunisia

Nelle giornate dal 19 al 21 Novembre 2004 si è tenuta a Menzel-Temime (Tunisia) una splendida kermesse organizzata dal progetto Interreg IIIB Medifostak con la volontà di promuovere, attraverso il riconoscimento dei suoi prodotti tipici, primo fra tutti il peperone, il territorio e le tradizioni culturali di Menzel-Temime.

Il tutto è stato inserito all’interno di un circuito gastronomico internazionale, il Circuito delle Sagre e dei Sapori del Mediterraneo, patrimonio comune di sapori e tradizioni.

La Sagra del “peperone” si è aperta con una cerimonia ufficiale nella piazza principale della Città, accompagnata dagli innni nazionali di tutti i Paesi partners e dell’alza-bandiera, alla presenza del sindaco di Menzel-Temime, Mouldi Zhiua, del Prefetto di Menzel-Temime, Yarboui Rauf, del Governatore di Naebel, Brahim-el-brichi Jemail-othmane, del rappresentante del Comune e dei sindaci e delle delegazioni comunali europee.

Ha proseguito con l’apertura degli stand internazionali dedicati all’Agnello Pasquale di Favara, al Pistacchio di Bronte, all’olio di Andujar, al miele e noci di Thassos, con l’ingresso nello spazio dedicato alle tradizioni e ai sapori tunisini, con la degustazione di piatti tipici a base di peperone e l’esibizione di gruppi folkloristici provenienti dall’Italia, dalla Grecia e dalla Spagna.

E’ intervenuto alla Manifestazione anche il Segretario di Stato presso il Ministero degli Interni e dello Sviluppo Locale, Mr. Mongi Chouchène.

Il Circuito delle Sagre che ha esordito il 24-26 Settembre con la “15° Sagra del Pistacchio di Bronte”, un appuntamento che raduna ormai migliaia di esperti degustatori e semplici amanti del pistacchio brontese, ha materializzato la sua seconda tappa nella 1° Sagra del peperone di Menzel-Temime e proseguirà alla volta di Andujar per la 1° Sagra dell’Olivo che si terrà dal 10 al 12 dicembre 2004. Nel conteso della Sagra di Menzel-Temime il pistacchio brontese ha ottenuto uno straordinario quanto auspicato successo.

Durante i tre giorni della Manifestazione sono affluite migliaia di persone che hanno assaggiato il pistacchio di Bronte ed i suoi derivati fino ad esaurimento di tutte le scorte.

Indubbiamente il successo non è equiparabile a quello della nostra Sagra, ma considerato che per gli abitanti di Menzel-Temime si è trattato di un evento innovativo, i risultati possono dirsi assolutamente soddisfacenti.
E’ grazie all’opportunità del progetto Medifostak che oggi il pistacchio di Bronte ha potuto vantare un ambito di conoscenza ben al di fuori dei confini Nazionali.

19 Novembre 2004

"Casa Sicilia" anche in Tunisia

Pistacchio di Bronte a Medi-Fostak

La Sicilia si avvicina al mercato euro-mediterraneo col progetto comunitario "Medi-Fostak": in vetrina a Menzel-Temime in Tunisia i prodotti tipici di Favara e di Bronte, assieme a quelli di Spagna, Grecia e Tunisia. Il 25 novembre l'inaugurazione in Tunisia della seconda "Casa Sicilia" nel mondo. E il via operativo al progetto euro-mediterraneo "Medi-Fostak", approvato dalla Comunità Europea nell'ambito del programma di iniziativa comunitaria per promuovere i prodotti tipici della tradizione culturale-gastronomica e valorizzare il patrimonio di gusto comune fra i paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

La missione delle due delegazioni siciliane si inserisce nell'ambito del "Programma di promo­zione e certificazione dei luoghi", finalizzato alla riscoperta e valorizzazione dei prodotti tipici agro-alimentari, e alla creazione di un "Circuito mediterraneo dei sapori" legato ad eventi che appartengono alla tradizione e alla cultura gastronomica dei comuni coinvolti nel progetto Medi-Fostak.
Dunque il pistacchio per Bronte, l'agnello pasquale per Favara, il peperone per Menzel-Temime, l'olivo per Andujar, le noci e il miele per Thassos.

Ad ogni tappa del progetto i paesi che aderiscono a Medi-Fostak mettono in comune le proprie risorse per avviare un interscambio culturale-gastronomico, in vista della successiva creazione di una "Certificazione mediterranea del Circuito dei sapori", una sorta di Consorzio di tutela del prodotto che ne riconosca autenticità e qualità.

Alla tappa tunisina, che vedrà anche l'inaugurazione oggi della "Prima sagra del peperone di Menzel-Temime", parte­ciperanno il presidente della Regione Cuffaro, i due ministri tunisini all'Economia e agli Interni, i sindaci di Favara e Bronte. Cuffaro inaugurerà, il 25 e 26 il secondo presidio di "Casa Sicilia", dopo quello di Parigi.



21 Novembre 2004

Misericordia di Bronte, corso su procreazione assistita, adozione, minori

«Procreazione assistita, adozione, minori" sono i temi trattati alla Misericordia, per il ciclo di seminari allestito dal gruppo di volontariato. Al primo appuntamento si è parlato della nuova legge sulla procreazione.
Salvo Anastasi si è soffermato sui metodi di fecondazione artificiale, mentre gli aspetti morali e di bioetica li ha approfonditi padre Renato Minio e Nunzio Russo. Venerdì la volta della questione delle adozioni, con Biagio Caruso e Simon Villani della facoltà di Scienze della Formazione, che si è soffermato sugli aspetti psico-pedagogici dell'adottando e della famiglia; sono seguite, a conclusione della giornata, verifiche tenute da Nunzio Saitta.
Con il «minore vittima o imputato», ieri si è chiuso il ciclo, i cui aspetti giuridici, sono stati trattati da Jolanda Cordaro; il governatore della Misericordia Armando Paparo ha moderato tutti gli incontri [Luigi Putrino]



16 Novembre 2004

FURTO COMPIUTO NEL MESSINESE

Trovato escavatore rubato

I carabinieri della Stazione di Bronte insieme con i militari dell'Arma della Compagnia di Randazzo hanno trovato nel territorio della città del pistacchio un escavatore che quattro giorni prima era stato rubato sull'autostrada Messina-Palermo in prossimità dello svincolo per Villafranca Tirrena. I militari dell'Arma, infatti, nell'ambito di un servizio di controllo del territorio hanno scoperto che il «caterpillar» si trovava all'interno di una masseria in contrada Gollia custodito dal proprietario A.S. di 32 anni, un allevatore di Bronte, e da A.S.C. un imprenditore brontese di 24 anni. Entrambi sono stati denunciati all'autorità giudiziaria per ricettazione, ma le indagini sono in corso per risalire agli autori del furto.
Il piccolo «caterpillar», di proprietà della ditta Sebastiano Buglisi di Terme Vigliatore in provincia di Messina, quando è stato rubato era nuovo di zecca. Acquistato da appena quattro giorni, il mezzo veniva utilizzato nei lavori di sistemazione dell'arteria autostradale. quando durante la notte qualcuno e entrato all'interno del cantiere, ha caricato l'escavatore su un camion e lo ha portato fino a Bronte.
Il mezzo meccanico naturalmente è stato restituito al legittimo proprietario mentre .le indagini dei carabinieri proseguono, come detto, per identificare gli autori materiali del furto. [L. S.]



14 Novembre 2004

ITALIANI ALL'ESTERO

L'avv. Azzia presidente nazionale Unaie

Lombardo: «Riconoscimento importante»

«Manifesto la mia soddisfazione per la nomina del cavaliere Mimmo Azzia a presidente dell'Unaie ed esprimo il mio apprezzamento per il crescente impegno assunto da tale associazione per la promozione della lingua e della cultura italiana all'estero. Così ha affermato il presidente della Provincia regionale di Catania, Raffaele Lombardo, subito dopo la nomina dell'avvocato Azzia alla presidenza dell'Unione Nazionale Immigrati e Emigrati, alla quale aderiscono 52 fra Federazioni regionali e provinciali.
L'avvocato Domenico Azzia è una delle maggiori personalità nel mondo dell'associazionismo. Socio fondatore dell'Unione nazionale immigrati e emigranti, è presidente del sodalizio «Sicilia Mondo» e direttore della rivista omonima. Con le sue iniziative, Azzia ha contribuito a sostituire l'immagine ingiallita dell'emigrante con la valigia di cartone, con quella di persone capaci, preparate, in grado di dare contributi concreti ai problemi riguardanti la globalizzazione di un nuovo ordine economico e sociale.
Il presidente Lombardo, complimentandosi con Azzia, ha anche ricordato che la Provincia, in comune con le associazioni, ha dato il proprio sostegno per la promozione di attività sociali, volte a rinsaldare i rapporti tra la nostra Isola e i siciliani che lavorano all'estero.



14 Novembre 2004

L'ONDATA DI MALTEMPO PROVOCA PAURA E DANNI ANCHE A BRONTE

Tromba d’aria e crollo di un muro di contenimento

Fortunatamente nella tarda serata di venerdì nessuno s'intratteneva nella piazzola di sosta di via Rosario Livatino a Bronte, dove la Volkswagen Polo della famiglia Cuzzumbo è stata schiacciata da un muro di contenimento alto circa 4 metri che, sotto i colpi del maltempo, ha ceduto, trascinandosi dietro tutta la terra che conteneva. «Eravamo già a letto - ci dice la signora Nunziata - quando abbiamo sentito un boato associato ad un tremore. Con mio marito abbiamo pensato ad un terremoto oppure ad un tuono fortissimo. Invece era venuto giù il terrapieno davanti casa, seppellendo quasi completamente la nostra Volkswagen Polo che era in sosta sotto l'uscio di casa».
Il terrapieno è stato costruito insieme all'intero quartiere di Borgonovo circa 12 anni fa. Un quartiere che ai tempi veniva chiamato «Bronte 2«» e che rappresentava il simbolo dello sviluppo economico brontese legato all'edilizia. Tante villette tutte simili tra loro e realizzate secondo le esigenze di una famiglia moderna. In tanti pensavano però che i muri perimetrali e soprattutto quelli di contenimento, fossero irrobustiti da tanto ferro, che invece non c'è sembrato di notare nelle sezioni murarie createsi a causa del crollo. Comunque alla fine, la famiglia Cuzzumbo, dopo aver visto la propria auto completamente sepolta dai sassi e dal terriccio, e di conseguenza distrutta, ha avvertito la Polizia municipale della città del pistacchio e la Protezione civile che hanno fornito la necessaria assistenza. Sul posto sono arrivati anche i vicini finanzieri della Brigata di Bronte e tutti insieme hanno ispezionato l'appartamento che fortunatamente non mostrava lesioni. Così la famiglia Cuzzumbo ha trascorso in casa la notte. Il maltempo di venerdì a Bronte ha provocato comunque anche altri danni.
Una vera e propria tromba d'aria, infatti, si è abbattuta nel quartiere Sciara Sant'Antonio, sradicando, in via Lussemburgo, un albero che sembrava ben piantato a terra; e strappando le tegole da alcuni tetti. Il più danneggiato è stato il signor Melo Salvia che non solo ci ha mostrato due auto danneggiate, ma ci ha raccontato anche di aver dovuto chiamare i vigili del fuoco in quanto la forza del vento aveva scoperchiato il tetto. «lo non ero in casa nel momento in cui si è abbattuta la tromba d'aria. - ci racconta, - Mia moglie però mi ha raccontato di aver visto questo grosso albero insieme con parecchi rami "librarsi" in aria. Volavano tegole dappertutto finendo anche sulle mie auto e forse i tetti in parecchie abitazioni sono rimasti danneggiati». Adesso in tanti si augurano ché torni il bel tempo, ma le previsioni non sono rosee. [L. S.]




29 Novembre 2004

Riprende l'assistenza agli alunni diversamente abili

(lpu) Da oggi riparte il servizio di assistenza igienico sanitaria per gli studenti disabili delle elementari e medie. È stata accolta la soluzione di Mario Bonsignore, presidente dell'Associazione dei Comuni di Bronte, Maletto, Maniace e San Teodoro. Il vice sindaco Alfio Cuzzumbo, nel dare notizia dell'avvio del servizio sostiene che: «Il servizio era stato interrotto perché una legge nazionale attribuiva la competenza alle scuole, per cui il comune non poteva interferire nella gestione del servizio.

Oggi, alla luce di una legge regionale di questo mese, interveniamo in via d'urgenza trattandosi di una questione non indifferibile, dovendo assicurare il diritto allo studio ai disabili». Di diverso avviso Bonsignore che, pur esprimendo soddisfazione, ha replicato: «Al di là della legge regionale, che in maniera esplicita pone le competenze a carico dei comuni, il servizio doveva essere avviato, sulla base delle interpretazioni delle due circolari regionali, così come era stato avviato dal dottore Biagio Meli, nell'ottobre del 2002 e dalla stessa giunta l'anno scorso».

24 Novembre 2004

Assistenza igienico sanitaria ai disabili

L'invito dei genitori è stato raccolto. L'assistenza igienico personale nelle scuole agli alunni portatori di handicap tornerà presto ad essere garantita da una ditta privata in grado di mettere in campo le necessarie professionalità. Il servizio quest'anno era stato svolto dagli operatori scolastici (perso­nale Ata), che i genitori non hanno ritenuto idoneo per la delicatezza del compito.

Per questo hanno protestato, ed il vice sindaco, avv. Alfio Cuzzumbo insieme con il presidente dell'associazione dei Comuni di Bronte, Maletto, Maniace e San Teodoro, Mario Bonsignore, hanno lavorato in sinergia per trovare la giusta soluzione ad un problema particolarmente sentito.

«Il nostro intendo - hanno affermato - era quello di risolvere il problema. Sapevamo del disagio dei genitori ed entrambi insieme abbiamo trovato la normativa giusta che ci permette di poter superare il problema e ridare l'assistenza igienico sanitaria".


17 Novembre 2004

Assistenza studenti disabili: competenza ai Comuni

In relazione all'articolo apparso ieri, intitolato "Bronte -Studenti disabili niente assistenza" l'on. Giovanni Villari, in un comunicato ricorda che l'Assemblea Regionale Siciliana ha di recente approvato l'emendamento, al Ddl n-917/A "Misure finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della Regione", da lui presentato e firmato anche dai deputati regionali Giannopolo, Speziale, Panarello e Leanza.
L'emendamento prevede l'assistenza igienica personale e gli altri servizi specialistici volti a favorire l'integrazione nella scuola dei soggetti con handicap grave (Legge 104/92 art. 3 comma 3) sono di competenza dei Comuni singoli ed associati della Regione Siciliana.
Rimane la competenza delle Province regionali per i servizi qualora i soggetti da assistere frequentino le scuole secondarie di secondo grado e gli altri istituti superiori ed universitari.


16 Novembre 2004

Studenti disabili: niente assistenza

Protestano le famiglie di studenti disabili di Bronte per presunte carenze dell'assistenza igienico personale nelle scuole agli alunni portatori di handicap. Il servizio negli anni precedenti era stato garantito da una ditta privata, mentre oggi, non si giustificherebbe più una spesa a carico del bilancio comunale in quanto questo lavoro potrebbe essere svolto dagli operatori scolastici (personale Ata).
In proposito interviene il presidente dell'assemblea dell'Associazione dei Comuni di Bronte, Maletto, Maniace e San Teodoro che ha inviato una nota al Comune di Bronte sostenendo.
"Sulla questione è già intervenuta la Regione Siciliana con due circolari. Intanto il numero dei collaboratori scolastici è insufficiente a svolgere una mansione che è estremamente delicata.
Le stesse circolari inoltre pongono a carico del Comune e della Provincia l'obbligo di adempiere a questo compito e quindi il servizio dovrebbe riprendere come era strutturato un tempo". [E. M.]

La lettera inviata da Mario Bonsignore, Presidente assemblea dell’Associazione intercomunale tra i comuni di Bronte, Maletto, Maniace e San Teodoro, al vice sindaco, al segretario generale del comune ed al dirigente del settore Servizi sociali:

«Bronte 15/11/2004
Oggetto: Assistenza igienico personale agli alunni portatori di handicap
Come è noto ci sono state, recentemente, proteste da parte di famiglie di studenti disabili riguardanti le carenze dell’assistenza igienico personale nelle scuole.
In atto il servizio, che negli anni precedenti era garantito da una ditta privata, non viene svolto dal Comune perchè, pur presenti le disponibilità in bilancio, le competenze potrebbero essere degli operatori scolastici (personale A.T.A.) e quindi ciò non giustificherebbe una spesa a carico del bilancio comunale. Vale la pena ricordare che sulla questione, è già intervenuta la Regione Siciliana con due circolari a firma dell’Assessore Antonio D’Aquino. In entrambe, una datata 13/11/2002 e l’altra 07/11/2003, vengono evidenziate alcune problematiche presentatesi da quando, con il rinnovo del CCNL, sono state assegnate al personale A.T.A. mansioni aggiuntive ,dirette alla cura della persona nell’uso di servizi igienici e nell’igiene personale nelle scuole di ogni ordine e grado, sulla base delle domande presentate con erogazione di specifici compensi.
Problematiche di varia natura:
Tra esse a titolo esemplificativo vi sono difficoltà legate sia al numero insufficiente dei collaboratori stessi, che alla delicatezza delle mansioni da svolgere (si pensi ad un bidello che debba assistere igienicamente una adolescente)
Le richiamate circolari, facendo leva sul diritto sancito dagli artt. 2,3 e 38 della Costituzione, pongono a carico del Comune e della Provincia l’obbligo di adempiere “previa attestazione dei dirigenti scolastici sull’assenza di operatori scolastici qualificati e disponibili o sull’insufficienza degli stessi soggetti rispetto al numero degli alunni ed alla disabilità sofferta”.
Inoltre si afferma che “l’esigibilità del diritto all’assistenza riconosciuto agli alunni disabili all’interno delle strutture scolastiche, quale condizione essenziale per l’apprendimento e la formulazione del piano educativo individuale a rafforzamento delle capacità possedute non consente alcuna interruzione nelle richieste prestazioni di aiuto personale con obbligo per i Comuni di assicurarne l’erogazione.
Le considerazioni di cui sopra, a parere dello scrivente, non giustificano l’interruzione del servizio che ha aggiunto ulteriori disagi a famiglie già disagiate alle quali non si possono anteporre problematiche di natura burocratica. Certo della Vostra sensibilità porgo cordiali saluti».
Mario Bonsignore




12 Novembre 2004

CADE ANCHE L'ACCUSA DI TURBATIVA

Assolto Giuseppe Castiglione

In primo grado, per l'ex assessore regionale, Giuseppe Castiglione, ora europarlamentare, era venuta meno l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. In appello cade anche l'imputazione di turbativa d'asta perché «il fatto non sussiste». Il processo riguardava gli appalti dell'ospedale Garibaldi. «E’ la fine di un incubo»


13 Novembre 2004

«Lotterò per la riforma della giustizia e per carceri migliori»

L'eurodeputato azzurro commosso: «E’ finito un incubo durato cinque anni»

Palermo. "Date la notizia in un trafiletto, bastano tre righe: non vorrei mi si riaprisse la ferita». Ride e piange, al telefono, Giuseppe Castiglione, quando chiama solo per dire: «Sono stato assolto...».
Sono le 13 e il suo segretario particolare gli ha appena comunicato che è stato scagionato da tutte le accuse: dopo il concorso esterno in associazione mafiosa, è caduta anche la tentata turbativa d'asta. È da solo all'aeroporto di Cagliari, dove è giunto per partecipare a un convegno. «Non riesco a fermare le lacrime, qui la gente mi guarda in modo strano», soffia al telefono. «Ma è la fine di un incubo».
Un incubo che per Castiglione, portavoce di Forza Italia al parlamento europeo dopo essere stato fino al luglio scorso vicepresidente della Regione, comincia all'alba del 26 aprile 1999. «La sera prima avevo rappresentato la Regione in una fiaccolata antimafia a Randazzo, l'indomani mi trovai in carcere con l'accusa di averla favorita, la mafia.
Non capivo cosa stava accadendo, ma mi sentii un traditore.
Degli elettori, dei miei amici, del governo di cui facevo parte. Dieci giorni in carcere, a piazza Lanza: se non ci fosse stato un signore di cui purtroppo non ricordo più il nome a incoraggiarmi in cella, a farmi mangiare, non so se avrei retto. Scrissi due lettere, una all'allora presidente della Regione Capodicasa e l'altra all'arcivescovo. Ero in imbarazzo nei confronti della politica e della mia fede».
D'altronde, le accuse erano gravi: aver pilotato l'esito di due gare d'appalto, in un'inchiesta dove fa capolino la mafia.
«Incontrai in aereo l'imprenditore lombardo Romagnoli, mi disse che non capiva la freddezza nei suoi confronti di mio suocero (il senatore Pino Firrarello, ndr). Fissai un appuntamento per l'indomani, all'hotel Nazionale: lì trovai anche Nuccio Cusumano (ex sottosegretario, oggi deputato dell'Udeur) e Randazzo, un altro imprenditore in concorrenza con Romagnoli, al punto che pendevano al Tar due ricorsi incrociati sugli appalti catanesi dell'ospedale Garibaldi e del Tavoliere. Randazzo cominciò a contestare all'altro il fatto di essersi aggiudicato in modo illecito la gara, io a quel punto me ne andai e dissi: "sbrigatevela voi". Per i magistrati con quella frase avrei "dissimulato i miei reali interessi". Finii indagato con l'accusa di concorso esterno, senza essermi mai occupato di una gara». Allora stava nel centrosinistra e il Polo ne chiese le dimissioni, poi passò nel centro-destra e, con l'indagine ancora aperta, fu bersaglio delle accuse degli stessi con cui governava.
«Ciò dimostra che la battaglia politica si fa su posizioni preconcette, e invece bisognerebbe avviare una riflessione seria sulla giustizia. Ora la battaglia voglio farla io, anzi voglio continuare la mia azione per la moralità della cosa pubblica e per il miglioramento delle condizioni delle carceri. Ai magistrati, oggi, posso solo esprimere il ringraziamento per aver letto a fondo le carte che mi riguardano. Sì, capisco anche il pm Marino che mi ha inquisito, la sua ansia di legalità. Con quello che ho passato, fatemi però esprimere la speranza che i provvedimenti di custodia cautelare non si emettano a cuor leggero». [E. La.]


13 Novembre 2004

In primo grado era stato condannato a 10 mesi per una vicenda riguardante il “Garibaldi"

Assolto l'on. Castiglione

«Finalmente dopo 2.024 giorni sono arrivato alla fine di un incubo»

In piazza era stato crocifisso e da quella piazza che i processi li celebra politicamente, era stato condannato. La stessa piazza dei processi sommari che servono per strumentalizzare politicamente le vicende giudiziarie il cui utilizzo ha nella sinistra gli autentici e inimitabili maestri.
Giuseppe Castiglione (Forza Italia) era vice presidente della Regione e assessore regionale, quando finì in galera per una vicenda di appalti e mafia e la condanna preventiva della sinistra e dei moralisti fu immediata. Sono passati da allora duemila e ventiquattro giorni di linciaggio per arrivare a ieri quando la terza sezione della Corte d'appello ha sentenziato che per Giuseppe Castiglione il fatto non sussiste.

(E in questo lasso di tempo è accaduto pure che il magistrato che ne aveva chiesto e ottenuto l'arresto, Nicolò 'Marino, si sia candidato alle elezioni Europee con la lista Occhetto-Di Pietro e molti suoi fans come titolo di merito avevano ricordato proprio l'arresto di Castiglione, il quale, anch'esso candidato, è stato eletto al Parlamento Europeo ed oggi è il portavoce del gruppo di Forza Italia).

L'accusa contestata inizialmente era di concorso in associazione mafiosa e di tentata turbativa d'asta. Reato per il quale, col rito abbreviato che il parlamentare aveva chiesto e ottenuto, così come aveva fatto l'im­prenditore Mirenna, imputato e condannato a quattro anni per concorso in associazione mafiosa, aveva avuto in primo grado una pena a dieci mesi di reclusione solo per turbativa d'asta e veniva scagionato ampiamente dal concorso in mafia. L' inchiesta principale riguardava gli appalti dell'ospedale «Garibaldi» di Catania, ma per Castiglione l'accusa è relativa ad un appalto dell'Iacp.

«In sostanza - spiega il suo difensore, avv. Carmelo Peluso - l'on. Castiglione, aveva incontrato occasional­mente in aereo l'imprenditore Romagnoli e si limitò a concordare un incontro all'hotel Nazionale di Roma, con il sottosegretario al Tesoro dell'epoca, Nuccio Cusumano (anch'egli imputato nel processo principale), per chiedere a Romagnoli e per motivi di opportunità collegati ad un altro appalto, di non presentare ricorso avverso l'aggiudicazione di un'altra gara che, sottolineo, era stata già aggiudicata e, quindi, non poteva essere turbata».

In primo grado a Castiglione erano stati inflitti dieci mesi; mentre all'imprenditore Mirenna quattro anni. Ieri per Castiglione il presidente della Corte, Gustavo Cardaci, ha sentenziato l'assoluzione e ha condannato Mirenna a quattro anni così come sollecitato dal sostituto procuratore generale Giulio Toscano, che voleva la conferma della pena anche per Castiglione.

L'Istituto autonomo case popolari si era costituito parte civile e il suo rappresentante, l'avv. Arcifa, dopo l'intervento alla prima udienza, ha inteso replicare dopo gli interventi della difesa, proprio per chiedere l'affermazione della responsabilità.

«Si rafforza così - afferma Castiglione - la mia fiducia nella magistratura e l'impegno di continuare a lottare contro qualsiasi forma di corruzione e di infiltrazione mafiosa. Finalmente dopo 2.024 giorni è la fine di un incubo. E proprio per chiudere questa vicenda chiedo ai mass media di pubblicare solo un trafiletto di poche righe per evitarmi ulteriori dolori».
Quando la notizia dell'assoluzione del parlamentare europeo si è diffusa (Castiglione è genero del sen. Firrarello, imputato nel processo principale), si è scatenata la corsa per esprimere solidarietà e felicitazioni. «Dopo avere subito anche l'onta del carcere e dopo avere trascorso quasi sei anni di sofferenza, finalmente oggi è arrivata per l'amico Giuseppe Castiglione la tanto attesa assoluzione della corte di appello di Catania per l'inchiesta sugli appalti all'ospedale all'ospedale «Garibaldi», ha detto il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro.

«A Giuseppe Castiglione - prosegue Cuffaro - le mie congratulazioni più affettuose e l'auspicio che il suo nuovo impegno parlamentare a Strasburgo possa trarre nuovo slancio dalla conclusione positiva di una vicenda dalla quale siamo stati sempre certi che sarebbe uscito a testa alta». [Domenico Calabrò]

Soddisfazione nei paesi etnei dopo l'assoluzione dell'on. Castiglione

Il presidente dell’associazione dei Comuni di Bronte, Maletto, Maniace e San Teodoro, nonché sindaco di Maletto, Giuseppe De Luca, ed il presidente dell’assemblea dell’associazione Mario Bonsignore, insieme con il sindaco di Maniace, Emilio Conti, hanno espresso soddisfazione per la sentenza della terza sezione della Corte di appello di Catania, che ha assolto l’on. Giuseppe Castiglione dall’accusa di tentata turbativa d’asta all’interno dell’inchiesta sugli appalti dell’ospe­dale Garibaldi di Catania:
“Oltre alle capacità politiche - hanno affermato - abbiamo sempre apprezzato l’onesta del­l’uomo, che alla fine la Magistratura ha sottolineato”.


Giugno 2009: Firrarello, il gip archivia l’accusa di mafia
 

13 Novembre 2004

L'INCHIESTA SULL'OSPEDALE GARIBALDI

In primo grado, per l'ex vicepresidente della Regio­ne, era caduta l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Per l'altro reato l'appello ha stabilito che «il fatto non sussiste»

«Non ci fu alcuna turbativa d'asta»

Castiglione assolto da tutte le accuse

L’ex assessore era accusato di avere preso parte a un vertice per la spartizione di appalti

In primo grado cadde l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, in Appello non ha retto neppure quella di tentata turbativa d'asta. Giuseppe Castiglione, ex vicepresidente della Regione e attualmente portavoce della delegazione di Forza Italia al Parlamento europeo, è stato assolto nel processo d'appello sugli appalti dell'ospedale «Garibaldi» di Catania.

Per i giudici della terza sezione della Corte d'appello di Catania «il fatto non sussiste». Non ci fu, insomma, alcun condizionamento nell'aggiudicazione dei lavori milionari per la costruzione del nuovo ospedale, un'opera da 70 miliardi di vecchie lire.

L'accusa di tentata turbativa d'asta è caduta anche per l'altro imputato, il testimone chiave Giuseppe Mirenna, che invece si è visto confermare la condanna per corruzione e associazione mafiosa, con il riconoscimento dello status di collaboratore di giustizia.

In primo grado Castiglione scelse la strada del rito abbreviato e a luglio dell'anno scorso il gup Antonino Fallone lo condannò a dieci mesi di reclusione per tentata turbativa d'asta; fu assolto invece dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Alla lettura del dispositivo, intorno alle 12,20 di ieri, solo un piccolo gruppo di amici e parenti, compresa la moglie dell'eurodeputato (figlia del senatore Pino Firrarello). Tutti, ovviamente, hanno accolto la notizia dell'assoluzione con urla di giubilo, un grande sorriso e immancabili comunicazioni telefoniche.
L'inchiesta su quello che fu subito definito lo «scandalo Garibaldi», uno dei capitoli della tan­gentopoli catanese, prese il via alla fine degli anni Novanta quando il paternese Mirenna, impren­ditore del clan Santapaola, vuotò il sacco su una presunta spartizione degli appalti che riguardavano non solo il nuovo ospedale, ma anche la residenza studentesca del Tavoliere.

Entrambi - emerse dalle indagini condotte dapprima dal sostituto procuratore Nicolò Marino e, successivamente, dal collega Francesco Puleio - sarebbero stati al centro di un'«equa» manovra di suddivisione tra le due imprese edili del milanese Giulio Romagnoli (la Cgp) e del catanese Vincenzo Randazzo (la Cogeco).

Per fluidificare le operazioni, sarebbe intervenuto lo stesso Castiglione che, nell'ottobre del 1997, avrebbe preso parte ad un «vertice» romano con il suocero, il senatore forzista Pino Firrarello, l'ex sottosegretario al Tesoro Stefano Nuccio Cusumano e Vincenzo Randazzo (che si era da poco aggiudicato il grosso appalto per la residenza studentesca del Tavoliere).

Secondo l'accusa, quella riunione all'hotel «Nazionale» sarebbe servita a stabilire i meccanismi di mediazione e compensazione degli appalti che avrebbero consentito di non scontentare nessuno.

In particolare il costruttore milanese Romagnoli, che si era visto soffiare l'appalto del «Tavo­liere» proprio da Randazzo. Castiglione, in quel frangente, avrebbe invitato Romagnoli a rinunciare al ricorso già presentato al Tar; in cambio avrebbe avuto come ricompensa l'aggiu­dicazione di nuovi appalti.

Proprio in questa mediazione la Procura avrebbe individuato il tentativo di turbativa d'asta. Durante il processo, invece, il difensore di Castiglione l'avvocato Carmelo Peluso, ha sostenuto che non c'erano i presupposti per un tentativo di manipolare la gara, visto che l'appalto era stato aggiudicato a Randazzo prima di quell'incontro incriminato. Una linea che è stata con­divisa anche dai giudici d'appello che ieri hanno assolto con formula piena l'eurodeputato azzurro. [Clelia Coppone]

 

13 Novembre 2004

LE TAPPE DELLA VICENDA

Fu arrestato nel 1999

Giuseppe Castiglione fu arrestato il 26 aprile del 1999, quando ricopriva l'incarico di asses­sore regionale all'Industria. Quel giorno, l'inchiesta sugli appalti per il nuovo ospedale «Gari­baldi» di Catania coinvolse altre nove persone, tra cui il sottosegretario al Tesoro Stefano «Nuccio» Cusumano. Le accuse: concorso in turbativa d'asta e concorso esterno in asso­ciazione mafiosa.

L'autorizzazione a procedere fu chiesta (e non concessa) nei confronti del senatore Pino Firrarello.
L'attuale europarlamentare fu scarcerato dal gip Antonino Ferrara il 5 maggio dello stesso anno, dopo aver ammesso l'incontro avvenuto all'hotel «Nazionale» di Roma.

A giugno del 2002 i pubblici ministeri di Catania Nicolò Marino e Francesco Puleio chiesero il rinvio a giudizio per Castiglione e altri 24 indagati. L'udienza preliminare davanti al gup An­tonino Fallone prese il via il 22 novembre dello stesso anno: il politico forzista chiese il rito abbreviato e lo stesso fecero il testimone chiave Giuseppe Mirenna e uno dei componenti della commissione per la gara d'appalto, Salvatore Presenti.
Nella requisitoria il pubblico ministero Francesco Puleio chiese una condanna a due anni (da ridurre di un terzo, in caso di condanna) per Castiglione, accusato di turbata libertà degli incanti aggravata ed in concorso; sollecitò l'assoluzione per concorso esterno in associa­zione mafiosa.

A luglio del 2003 il gup Fallone lo condannò a dieci mesi di reclusione per tentata turbativa d'asta, inflisse quattro anni a Mirenna e scagionò Presenti. In Appello, il 5 novembre, il procu­ratore generale Giulio Toscano aveva chiesto per lui la conferma della sentenza di primo grado. Ieri, infine, l'assoluzione con formula piena. [Cl. C.]



10 Novembre 2004

Mons. Cristina visita due scuole

Giornata particolare per gli alunni della Scuola media "Castiglione" e della Scuola cattolica "Spedalieri" per la visita dell'arcivescovo metropolita di Catania, mons. Salvatore Gristina. Alla scuola media alla presenza del nuovo dirigente scolastico, prof. Cinthia D'Anna, un'alunna ha salutato l'arcivescovo leggendo una lettera, in nome di tutti i suoi compagni, nella quale ha manifestato la voglia dei giovani di battersi per un mondo più giusto. Presenti il senatore Pino Firrarello, l'assessore comunale alla Pubblica istruzione Salvatore Pizzuto, i dirigenti scolastici di Bronte, ed i prof. Giuseppe Morana e Antonino Prastani. Emozionante anche l'incontro allo "Spedalieri", con la Messa celebrata dall'arcivescovo per inaugurare il nuovo anno scolastico. Alla fine sono stati assegnate dieci borse di studio elargite grazie alla donazione della pittrice Rosetta Zingale.



6 Novembre 2004

Piena tutele per l’«oro verde»

Istituito il Consorzio per il pistacchio con l’adesione di 30 produttori

Garanzia del prodotto

E' stato istituito il «Consorzio per la tutela del pistacchio verde di Bronte». Alla presenza del notaio Filippo Azzia, hanno aderito 30 produttori, (tra cui la cooperativa Pistacchio Smeraldo), che hanno anche nominato il primo Consiglio di amministrazione costituito dal presidente Biagio Schilirò, dal suo vice Carmela Sanfilippo e dai componenti Massimo Enrico Cimbali, Alfio Avellina e Pietro Bonaccorso.
«Per adesso siamo 30 - afferma il presidente - L'obiettivo è consorziare tutti i produttori, compresi quelli del territorio di Adrano».
La costituzione del consorzio renderà più rigido e trasparente il percorso del pistacchio dalla pianta al consumatore, evitando che si disobbedisca al disciplinare Dop, come ha fatto un contadino qualche settimana fa, ma soprattutto è propedeutica al riconoscimento da parte dell'Ue del pistacchio di Bronte come prodotto a denominazione di origine protetta.
Soddisfatti sia il presidente dell'Associazione dei Comuni, Mario Bonsignore, sia l'europarlamentare del Ppe e portavoce della delegazione di Forza Italia a Bruxelles, Giuseppe Castiglione.

«Le produzioni alimentari "tipiche" o "del territorio" - sottolinea Castiglione - fanno parte della storia e della tradizione produttiva e gastronomica di molti paesi europei, Italia e Sicilia in primis e da sempre hanno rappresentato importanti "attivatori" di sviluppo socioeconomico per le aree rurali di origine. Il successo di mercato delle produzioni Dop e Igp è tuttavia, in larga misura, affidato a un corretto ed efficace funzionamento delle strutture deputate alla loro gestione ed in particolare dei Consorzi di Tutela.
Il ruolo dei consorzi di tutela è fondamentale per la garanzia dei prodotti e delle produzioni, per favorire la salvaguardia di un patrimonio culturale ed economico locale».
«La valorizzazione economica della produzione del pistacchio Dop di Bronte - aggiunge il presidente Bonsignore - dipende dalla capacità del Consorzio di tutela di indirizzare e orientare alcuni fattori economici e produttivi, come ad esempio il giusto equilibrio tra domanda e offerta del mercato per ridurre le oscillazioni del prezzo, le quantità potenziali e la gradualità di immissione sul mercato del prodotto e infine le azioni volte a mantenere elevata l'immagine del pistacchio stesso». [E. M.]




LA "GUERRA DELLE INSEGNE"

28 Dicembre 2004
IL CASO. Replica la concessionaria. E’ tutto in regola

Pubblicità e polemiche a Bronte

Cartelle contestate dal «difensore»

Le insegne pubblicitarie di superficie inferiore a 5 metri sono esenti da imposta, ma la ditta concessionaria invierebbe ingiunzioni «erronee».
Almeno questo afferma il difensore civico, Cataldo La Ferrera. Così, sulla base di norme e circolari scrive all’«Ausonia Servizi Tributari» per «l'annullamento delle erronee ingiunzioni fiscali e la restituzione delle somme indebitamente percepite».
Per l'Ausonia, però, tutto è regolare e l'unica alternativa per il contribuente è il ricorso al giudice.

«Le circolari ministeriali sono espressione di pareri vincolanti solo per gli uffici sottoposti, che non hanno influenza nei rapporti con i contribuenti - spiega l'amministratore unico - Ci sia consentito di precisare che per la tutela giurisdizionale, il contribuente con una semplice memoria, magari predisposta da chi è preposto alla tutela del cittadino (il difensore civico, ndr) può chiedere alla Commissione Tributaria Provinciale il riconoscimento delle proprie ragioni. Il costo di tale ricorso è di euro 18,30.
Valga infine la precisazione - puntualizza l'Ausonia - che le ingiunzioni fiscali hanno tutte a fondamento avvisi di accertamento notificati che, non essendo stati impugnati, sono definitivi. In mancanza di un provvedimento del Giudice, sia esso tributario che ordinario, non possiamo annullare ingiunzioni notificate o restituire le somme definite «indebitamente percepite». [Luigi Putrino]


6 Novembre 2004

Imposta comunale pubblicità

Sentenze pro commercianti

Sono a favore dei commercianti le prime sentenze sui ricorsi presentati alla Commissione provinciale tributaria contro la Ausonia servizi tributari Spa, società di Palermo concessionaria del servizio per l'accertamento e la riscossione dell'imposta comunale per la pubblicità per conto del Comune di Bronte. Numerosi commercianti, infatti, sostenuti anche dalla Confcommercio, affermando di non dover pagare alcuna tassa per le insegne la cui superficie totale non è superiore a 5 mq, vedendosi arrivare i bollettini da pagare e pure le ingiunzioni, si sono rivolti ai legali.

«E' un'ingiustizia - dice il presidente Confcommercio, Elio D'Aquino - non ci può essere differente interpretazione della circolare del ministero dell'Economia e delle Finanze del maggio 2002. Invece la Ausonia chiede il pagamento e invia le ingiunzioni, costringendo i commercianti ad adire le vie legali. Tanti i commercianti che sapendo di dover sostenere le vie legali alla fine pagano e basta. Chiediamo quindi al Comune di svolgere il servizio di riscossione di questa tassa autonomamente, senza affidarsi a ditte esterne».

«Vero è in linea teorica - dice il vicesindaco, Cuzzumbo, in carica dopo la sfiducia a Leanza - che le insegne inferiori a 5 mq non dovrebbero pagare. Il Comune comunque non ha alcun potere per convincere la ditta a non inviare il pagamento dell'imposta. Dimostrata la ragione dei commercianti, però il Comune avrà la forza di risolvere il contratto con la ditta per inadempimento».


2 Novembre 2004

TRIBUTI. La concessionaria del servizio di riscossione ha recapitato cartelle esattoriali a tappeto

La guerra delle insegne inferiori a 5 metri

Le insegne pubblicitarie inferiori a cinque metri quadrati sono esenti dal pagamento dell'imposta comunale sulla pubblicità, ma a Bronte, per il presidente della Confcommercio Elio D'Aquino, la norma sarebbe in parte disattesa dalla ditta concessionaria del servizio. Che, anzi. invierebbe inique ingiunzioni di pagamento ai «morosi».

15 Novembre 2004

TASSE

Cataldo La Ferrera: ingiunzioni errate

Bronte, il difensore civico: «Rimborsi per le insegne»

«Annullate gli accertamenti e le ingiunzioni errate». Il difensore civico, avvocato Cataldo La Ferrera scrive alla concessionaria che gestisce il servizio di riscossione dell'imposta sulla pubblicità, e chiede pure la restituzione delle tasse non dovute sulle insegne fino a cinque metri quadrati.

«Molti cittadini e associazioni si sono rivolti al mio Ufficio per lamentare l'invio di erronee ingiunzioni, per il pagamento dell'imposta sulla pubblicità, e continua La Ferrera - alcuni contribuenti hanno presentato ricorso alla commissione tributaria.

Nonostante le reiterate richieste non si è, però, ancora provveduto ad esentare gli aventi diritto e molti contribuenti che, erroneamente. o forse per non impelagarsi in costosi ricorsi hanno pagato. Pertanto ho chiesto alla ditta concessionaria - conclude La Ferrera - l'annullamento delle erronee ingiunzioni fiscali, invitandola, altresì, ad adoperarsi per la restituzione delle somme indebitamente percepite». Intervento atteso questo del difensore civico visto che fra le sue competenze vi è quella di garantire l'imparzialità e il buon andamento delle attività svolte dagli uffici e dai concessionari dei pubblici servizi del comune.

L'eventuale inefficienza del servizio viola la Carta dei Diritti del Contribuente e potrebbe far cessare il contratto con la ditta responsabile della riscossione. [Luigi Putrino]


4 Novembre 2004

COMMISSIONE TRIBUTARIA. Accolti i ricorsi

Insegne, esenzione tassa

A Bronte chiusa la disputa

Per la Commissione Provinciale Tributaria pure in presenza di più insegne d'esercizio, di superficie totale non superiore a 5 metri, vi è l'esenzione.
«L'amministrazione Zappia dal 1996 al 2001 - sostiene l'ex vice sindaco Nunzio Spanò - ha condotto in proprio il servizio di pubblicità e affissioni e non ci state lamentele o ricorsi. Da quando il servizio è curato dalla concessionaria è scoppiata la bufera per le notifica di avvisi di accertamenti e ingiunzioni di pagamento di imposta sulla pubblicità per insegne fino a 5 metri quadrati, che non è dovuta (circolare numero 3 del 3 maggio 2002).

Inoltre, alla luce della sentenza 506/7/04 del 22 settembre scorso, l'attuale concessionario è soccombente per questi avvisi nulli in presenza di ricorso».

I casi però non sono tutti uguali e la circolare, citata da Spanò, dirime dal dubbio una casistica ampia (se non completa) fin dalla definizione d'insegna d'esercizio. Che può contenere marchi di prodotti commercializzati; che il marchio esposto separatamente (per esempio quello del caffè) non è insegna d'esercizio, ma lo sarebbe se fosse il solo ad indicare «il luogo di svolgimento dell'attività»; esenti pure le insegne di franchising. Se si superano i 5 mq si perde la franchigia e si paga tutto, non l'eccedente. [Luigi Putrino]

Ma questa «lite» non è nuova. Proprio due anni fa il consiglio comunale impegnava l'amministrazione a gestire da se il servizio, poiché D'Aquino (allora consigliere) sosteneva che la ditta spedisse ai commercianti moduli presumibilmente errati, per imposte del 2002 non dovute. A dicembre 2002, veniva prorogato di sei mesi il contratto alla medesima ditta, che poi, a giugno, si è riaggiudicato il servizio.

All'inizio di quest'anno, però, anche il difensore civico, a seguito del ricorso di un cittadino, ha chiesto chiarimenti. Di recente, inoltre, sono fioccati ricorsi alla commissione tributaria per «ingiunzioni fiscali mai vidimate da parte del Tribunale», emesse sempre dalla concessionaria.
Sulla pretesa esenzione, il difensore civico, avvocato Cataldo La Ferrera esprime il proprio parere. «Già a gennaio mi sono interessato - dice - per fare chiarezza sul problema, rivolgendomi al capo settore competente, che mi ha fatto pervenire un parere dell'esperto comunale, dottor Benedetto Salanitro. Il quale riferiva, fra le tante, che l'imposta non si deve per le insegne che contraddistinguono la sede dove si svolge l'attività a cui si riferiscono. A seguito del ricorso di un cittadino, una copia di questo è stato trasmesso alla ditta e, per quanto ne sappia io, siamo in attesa di risposta». [Luigi Putrino]




5 Novembre 2004

Rubati mezzi in un cantiere

Misterioso furto di automezzi pesanti a due ditte di proprietà di un'unica famiglia di Bronte.
Mercoledì sera, intorno le 20, gli imprenditori Antonino ed Alessandro Bonina rispettivamente padre e figlio, titolari di due società, hanno denunciato il furto di un autocarro, di un semi rimorchio e di due mini scavatori, oltre che a numerosi attrezzi da lavoro edile. Mezzi pesanti da lavoro del valore complessivo di circa 110.000 euro che si trovavano in sosta nel deposito delle due ditte di contrada Fiteni sempre a Bronte.
Secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti i malviventi, dopo aver forzato il lucchetto che chiudeva il robusto cancello hanno caricato sul rimorchio i due mini scavatori e si sono allontanati. Sia per i proprietari, sia per i carabinieri, risalire all'orario del furto è impossibile. Il cancello del deposito era stato chiuso prima del "ponte" di Ognissanti e solo mercoledì sera i proprietari si sono accorti che mancavano i mezzi. I ladri quindi hanno avuto tutto il tempo per fare razzia di tutto quello che gli era possibile portar via, sapendo che nei due giorni di festa difficilmente qualcuno sarebbe arrivato al deposito. Intanto sono scattate le indagini. In paese non si riesce a pensare assolutamente a qualche vendetta. Si segue, quindi, la pista del furto senza secondi fini, anche se i carabinieri non escludono al momento alcuna ipotesi.
Non è la prima volta che a Bronte vengono rubati mezzi pesanti da lavoro dai depositi delle imprese edili. Bronte è un paese prospero dal punto di vista economico e sono tante le società che riescono ad aggiudicarsi gare d'appalto e lavori in tutta la Sicilia. [L. S.]



2 Novembre 2004

Due bracconieri scoperti e denunciati dalle guardie forestali

Continua l'attività di tutela del territorio da parte del Corpo forestale di Bronte, finalizzata alla prevenzione e repressione del bracconaggio che è il motivo principale del depauperamento della fauna locale. Le guardie forestali, coordinate dal comandante del distaccamento, maresciallo Vincenzo Crimi, infatti, hanno denunciato alle autorità giudiziarie 2 cacciatori, P. Z. di 54 anni e G. V. di 56 e sequestrato i loro fucili e le relative munizioni. I due, infatti, cacciavano tranquillamente in contrada Tartarici a Bronte all'interno del Parco dell'Etna dove l'esercizio venatorio è proibito. Appena le Guardie forestali hanno intimato loro di fermarsi ai due altro non è rimasto che consegnare i fucili. Non è la prima volta che le Guardie forestali di Bronte denunciano bracconieri intenti a cacciare all'interno del Parco dell'Etna, dove i conigli pullulano. Per questo la Forestale di Bronte sta predisponendo appositi servizi nel tentativo di salvaguardare il patrimonio faunistico delle aree protette.



 

31 Ottobre 2004

Pat Cox a Bronte

Pat Cox, il parlamentare irlandese, già presidente del Parlamento Europeo dal gennaio 2002 fino a luglio 2004, dopo la firma della costituzione Europea è partito alla volta della Sicilia.

Unitamente ad una delegazione irlandese, ieri, ha colto l'occasione per venire a Bronte dove ha visitato la Ducea Nelson, la chiesa di San Blandano, benedettino irlandese vissuto in Scozia intorno all’anno 570 (che al solito, come succede per quasi tutte le chiese di Bronte, ha trovato chiusa) e la biblioteca del Real Collegio Capizzi.

Qui ha voluto prendere diretta visione dell'opera (inedita) del card. De Luca "Storia religiosa e politica d'Irlanda dalla prima introduzione della Riforma 1536 alla civile emancipazione dei cattolici", scritta dal cardinale nel periodo 1829 - agosto 1835.
I preziosi manoscritti, raccolti in due corposi faldoni, sono anche corredati da copie dei documenti consultati dal De Luca negli archivi dell'epoca. la “Storia religiosa e politica d’Irlanda”, uno delle innumerevoli opere del card. De Luca, all’epoca tanto attesa dall’ambiente religioso e dagli studiosi d’oltre manica, non vide mai la luce.

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