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Bronte Street Guide

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I

Icaro (via): dal numero 8 di via Metastasio a via Benedetto Croce

lliade (cortile): al numero 33 di via Omero

Imbriani (via): dal numero 128 di corso Umberto a via Ospedale Vecchio (è senz'altro una delle più suggestive stradine del centro storico di Bronte).

Indipendenza (viale): dal numero 1 di viale Cav. di Vittorio Veneto al viale J. Kennedy. Recentemente rifatta ed allargata, è la strada che costeggia la Casa di Riposo ed i nuovi edifici del Nucleo Alzheimer da poco inaugurato.

Interdonato (via): dal numero 3 di piazza Viviani a via San Martino. La via prende il nome dalla famiglia Interdonato che vi ha sempre abitato ed è già presente in uno Stradario del Comune del 1906. Questa famiglia ha dato a Bronte anche un ottimo sindaco: Giuseppe Interdonato. Fu anche Presidente dell'Ospedale Castiglione-Prestianni nel periodo bellico e, fino al 1959, direttore della scomparsa «Banca Mutua Popolare di Bronte» (l'antica Cassa Agraria di Mutuo).

Inverno (piazza): al numero 305 di via Santi

Ippocrate (via): dal numero 8 di via Giorgione a via Pier Luigi Palestrina

Irlanda (via): prima traversa a sinistra di via M. Selvaggi.

Ischia (via): traversa a sinistra di via Zanardelli

Isacco (cortile): al numero 32 di via Luigi Sturzo

Isaia (via): al numero 3 di via Luigi Sturzo.

Isola avv. Antonino (via): dal numero 8 di via Mondello a via prof. Bonina. L'on. Antonino Isola, avvocato, fu uno dei cinque bron­tesi che si candidarono alla Assemblea regionale nelle prime elezioni del 20 aprile 1947. Si presentò nella li­sta del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, ma non fu eletto, l'unico eletto fu l'avv. Luigi Castiglione. Entrò deputato a Palazzo dei Normanni due anni dopo, il 15 dicembre 1949, subentrando all'on. Sapienza, deceduto, che a sua volta era subentrato a Luigi Castiglione dimissionario dalla carica di consigliere regionale il 2 marzo 1948.

Isola dott. Filippo (via): di fronte al n. 275 di via Messina (casa Portaro). Filippo Isola (Bronte 1860 - 1919) esercitò la professione medica a New York;  fu uno dei benefattori che contribuirono alla costruzione del nostro Ospedale.

lsonzo (via): dal numero 140 di via Messina a via A. Aldisio.


J

Jacopone da Todi (via): al numero 7 di via Numa Pompilio
Juvara Filippo (via): dal numero 40 di via Antonello da Messina (strada senza sbocco).


Stradario di Bronte in


GOOGLE MAPS
 



Scorci della via Imbriani




Viale Indipendenza


L

Labirinto (via): al numero 12 di via Oriente

La Malfa Ugo (piazza): dal numero 23 di via Madonna Catena a via L. Castiglione

La Marmora (via): dal numero 68 di via Vittorio Emanuele Orlando alla campagna

La Torre Pio (via): contrada Borgonuovo, da via Livatino a via Giuseppe Saragat

Latino (cortile): al numero 5 di piazza Leone XIIl

Laura (vico): dal numero 14 di piazza Petrarca a via A. Patti

Lazio (cortile): dal numero 10 di via Roma (dietro Casa del Reduce)

Leanza (via): dal numero 4 di piazza del Rosario a via Nazareno. La via prende il nome dalla famiglia Leanza che vi abitava ed è presente in uno Stradario del Comune del 1906.

Lelia (cortile): al numero 8 di via G. Matteotti.

Leonardo da Vinci (via): congiunge, con un larga scalinata in pietra lavica,  la piazza Enrico Cimbali (dal numero 2) alla via Santi.

Leoncavallo (cortile): al numero 1di via Garibaldi

Leone XIII (piazza): al numero 413 di via Santi

Leonida (via): dal numero 173 di via Card. De Luca a via Martiri di via Fani. Una ripida e stretta scalinata che unisce le due vie.

Leopardi (vico): dal numero 10 di via Brennero a via Lucciola

Leotta (via): dal numero 11 di via Card. De Luca a via Alessandro Magno. La via prende il nome dalla famiglia Leotta che vi abitava ed è presente in uno Stradario del Comune del 1906. Dei componenti di questa famiglia il nome più noto è Guglielmo Leotta che fu sindaco di Bronte in diversi periodi del 1800. Ci piace ricordarlo con le parole di p. Gesualdo De Luca che nel definirlo probo, pratico degli affari, di cortesi modi, e di lodevole amor patrio scrive che «fu dal Consiglio Civico assegnata la pensione annua di onze cento al Sindaco. Il signor Leotta D. Guglielmo, ritenendone ferma l'assegnazione, non l'ha voluta nella sua tasca, ma generosamente l'ha assegnata pel mantenimento di un secondo segretario a maggiore e più spedito servizio della Cancelleria Comunale e di tutti gli affari».

Lepanto (cortile): alla fine di via Tancredi d'Altavilla.

Libertà (via): la stradina, stretta e corta, va dal numero 4 di piazza S. Vito a via G. Verne. E' stata intitolata alla "Libertà" nel 2010 dal sindaco Firrarello, prima era denominata "Via Nino Bixio" (vedi).

Libia (cortile): al numero 31 di via Cesare Battisti.

Liguria (via) : dal numero 67 di via Omero a via Primula Rossa

Linneo (via): dal numero 21 di via Brennero a via Isonzo.

Liuzzo (piazza): dal numero 34 di via Cavallotti a via Imbriani (ha preso il nome dalla piccola e stretta via Liuzzo, che nel 2002 è stata soppressa per la realizzazione di un parcheggio). L'antica via (e la piazza odierna) porta il nome del giureconsulto Giuseppe Liuzzo (1812-1871). Era nato a Salamanca (Spagna) da Ignazio e Anna Lopez ma visse fin dalla più tenera età a Bronte, dove il padre, seguendo il capitano dell'esercito inglese Don Filippo Thovez, si trasferì con tutta la famiglia. Studiò al Collegio Capizzi, quindi nel seminario di Messina per laurearsi in legge all'Università di Catania. Di lui padre Gesualdo De Luca ricordò il coraggio «quando il cholera devastava i comuni a noi vicini» e come «egli in quel frangente desolatore, non omise circospezione e diligenza, sacrificò le ore del dì e del riposo alla salvezza di tutti, e se n'ebbe lodi».

(Da G. De Luca, Elogio funebre alla memoria del Sig. Giuseppe Liuzzo, giureconsulto brontese, Catania, Stab. tipogr. di G. Galatola, 1871).

Livatino giud. Rosario (via): contrada Borgonuovo, seconda traversa a sinistra di via Borsellino.

Livorno (via): dal numero 1 di piazza Toscana alla F.C.E.

Lola (cortile): alla fine di via Grazia Deledda

Lombardia (via): dal numero 57 di via Omero a via San Francesco d'Assisi.

Lombardo avv. Antonino (via): dal numero 29 di via E. Zacconi a via Palermo. Non sappiamo chi fosse questo avv. Antonino Lombardo. Qualcuno ci riferisce che si tratta dell'avv. Lombardo, il patriota liberale fucilato da Bixio nel 1860 erroneamente chiamato Antonino e non Nicola.

Lombroso (via): dal numero 195 di via Card. De Luca a via Martiri di via Fani.

Lorenzo il Magnifico (via): dal numero 15 di via sac. Prestianni a via Pindaro. «Via Lorenzo il Magnifico, Piazza della Fortuna, Cortile delle Magnolie, via Pietro Aretino, via delle Muse, strani nomi posti dal gusto poetico di un assessore del Comune a delle immonde cloache» così scriveva Carlo Levi nel 1952 quando, accompagnato da Michele Pantaleone, visitò Bronte (“Le parole sono pietre”, Einaudi, 1955). Certo da allora… qualcosa è cambiato.

Lo Vecchio (via): dal numero 71 di via Santa Caterina a via Simeto. La via prende il nome da una famiglia che vi abitava, i Lo Vecchio. Di loro il quindicinale Il Ciclope ci ricorda un orologiaio, Luigi, ed un avvocato-notaio Giacomo.

Luca della Robbia (via): dal numero 324 di via Santi a via Romolo

Lucca (via): dal numero 1 di via Siena a via Bruno Buozzi (oltre la F.C.E.)

Lucciola (via): dal numero 16 di via Brennero a via Messina

Lupo Mario (via): dal n. 44/m di viale J. Kennedy (davanti all'ingresso della Zona Artigianale). Mario Lupo (Caszamè, 1904-1936), professore di chimica, dedicò la sua vita alla ricerca di giacimenti di metano e gas nel nostro territorio, segnalando fin dagli anni trenta i giacimenti della nostra zona. E' stato vice sindaco di Bronte nella Giunta dell'avv. Vincenzo Castiglione. Da uomo politico, tentò in tutti i modi di portare a Bronte anche benefici economici derivanti dallo sfruttamento degli idrocarburi. Scrisse molti libri fra i quali "Idrocarburi in libertà" che fu divulgato in tutta Italia.

Lussemburgo (via): quarta traversa a sinistra di via M. Selvaggi.


Fontana in via Leanza


Via Leonardo da Vinci

Bronte, via Leotta
Via Leotta



Via Luca della Robbia

 


M

Machiavelli Nicolò (via): nella via Francesco Cilea (dentro il complesso di un Condominio (l'ex Cooperativa Domus Aurea)

Maddalena (piazza oggi denominata Nunzio Azzia). La piazza, dove inizia la via più lunga di Bronte, la via Santi, è stata così denominata fino al 1982, ed ancora oggi così è conosciuta.

Madonna della Catena (via): dal numero 13 di Piazza Cadorna (Caserma della Forestale) a via E. Zacconi.

Madonna del Riparo (via): dal numero 5 di via Messina a piazza avv. V. Castiglione. L’antica piccola chiesa della Madonna del Riparo, che ha dato il nome alla strada, fu costruita dopo l'eruzione del 1654 a ridosso di un cordone lavico che protesse Bronte come un muraglione. Piuttosto che restaurarla o ingrandirla per le sue modeste dimensioni e le lesioni, provocate da intemperie e terremoti, è stata venduta e distrutta negli anni '50 per essere ricostruita ex novo, poco lontano nella stessa strada, nel 1967.

Madonna del Soccorso (via): dal numero 27 di via San Pietro a via Vespri Siciliani. La via trovasi in uno dei quartieri più antichi di Bronte ("u suncussu", anticamente detto il quartiere delle baracche) costruito, dopo l'unione dei 24 Casali voluta da Carlo V, attorno alla preesistente antica chiesa della Madonna del Soccorso.

Madonna di Loreto (via): dal numero 13 di via San Pietro a via ten. N. Aidala. Caratteristica viuzza di probabili origini arabe, incassata nelle più antiche case di Bronte; è meglio conosciuta con il termine dialettale  “u Catoiu” (il catoio). Alcuni murales sulle pareti delle case ci ricordano i sanguinosi fatti del 1860.

Magellano (via): dal numero 3 di via Ciclope Bronte a via Luigi Aidala

Maggiolino (via): alla fine della via Giacosa (strada senza sbocco).

Magnolie (cortile delle): al numero 4 di via Pacinotti. Un cortile che richiama alla mente un fiore dai diversi colori e profumi dolcissimi. Ma..., scriveva Carlo Levi nel 1952 quando, accompagnato da Michele Pantaleone, visitò Bronte (“Le parole sono pietre”, Einaudi, 1955), «cortile delle Magnolie, delle Orchidee, dei Garofani, ..., strani nomi posti dal gusto poetico di un assessore del Comune a delle immonde cloache». Oggi fortunatamente nel cortile sono rimaste solo le magnolie, niente più cloache.

Maletto (via): al numero 21 di via Santissimo Cristo

Malta (via): dal numero 48 di via Etna a via B. Croce

Mameli (via): dal numero 190 di via A. Aldisio a via C. Battisti

Manin Daniele (via): dal numero 64 di viale Regina Margherita alla campagna.

Manzoni (via): dal numero 8 di piazza Nicola Spedalieri a via Prof. Placido De Luca. Molto caratteristico il palazzo che domina la stradina, un tempo proprietà del Duca Nelson ed anche sede della Caserma dei Carabinieri. Sorse come ampliamento e trasformazione di un preesistente edificio (sull’architrave del portone principale si legge ancora la data del 1642).

Maratona (via): dal numero 26 di viale J. Kennedy alla campagna.

Marcantonio (cortile): al numero 3 di via Cleopatra.

Marconi (via): dal numero 4 di piazza Leone XIII a viale Catania

Maria Maddalena (via): dal numero 5 di piazza N. Azzia a via Saturo.

Maroncelli (cortile): al numero 14 di via Piracmon con incrocio di via Sterope.

Marsala (via): dal numero 15 di via Dante a piazza Pio IX

Marte (cortile): al numero 20 di via G. D'Annunzio

Martiri di via Fani (via): dal numero 29 di piazza Aldo Moro a piazza Cadorna.

Martoglio (via): dal numero 11 di via Card. De Luca a via B. Radice.

Marziano (via): seconda traversa a destra di via dello Stadio.

Masaccio (via): dal numero 3 di via Avv. Isola a via Monreale.

Masaniello (via): dal numero 9 di via dei Ronchi nel viale Indipendenza.

Mascagni (via): dal numero 24 di via Talamo a via C. Cantù.

Matrice (via): dal numero 209 di corso Umberto a piazza Matrice. Una volta la stradina era denominata "'a scinduta ru passu 'u poccu" (perchè, racconta "Il Ciclope", costruita con i soldi ricavati dalla vendita di un maiale che "sfuggito all'occhio vigile del padrone, inseguito da ragazzi. correva per la via accidentata che porta alla Matrice e, per una caduta, ci rimise una gamba"). Nessuno si presentò per reclamarne la proprietà ed il Comune con la vendita delle sue carni aggiustò la ripida discesa. Ma l'eroico maialino che... si sacrificò per far riparare la strada ben presto è stato dimenticato.

Matrice (piazza): dal numero 56 di via Matrice a piazza Leone XIII (sulla piccola piazza prospetta la chiesa della Matrice con il suo alto maestoso campanile).

Mattarella Pier Santi (via): da numero 57 di via Simeto alla campagna. E' la zona dello "Schiccittu" (piccolo "schìcciu", fontanina), la località "arretu a Nunziata", ai piedi di Bronte, vicino a Pietra Pizzuta. La strada porta in contrada Fontanazza, Cuntarati e Passopaglia. Un tempo, trafficatissima, era la principale via, se non l’unica, per recarsi da Bronte nelle campagne attorno al Simeto e nei "lochi", ed era caratterizzata dalla presenza di due grandi abbeveratoi per le numerose bestie da soma che vi transitavano.

Mattei Enrico (cortile): al numero 1 di piazza Croce. E' l'ex cortile Tirinnanna, che da il nome anche alla Croce ( "Cruci Tirinnanna") posta al centro della piazza sopra una delle innumerevoli edicole votive del centro storico di Bronte.

Matteotti Giacomo (via): dal numero 5 di via Vittorio Alfieri a viale della Regione

Mazzini (via): dal numero 6 di via Leonardo da Vinci a via T. Campanella

Mazzolina (vico): dal numero 1 di via Napoli a via Napoli

Mecca (via della): prima traversa a destra di via dello Stadio

Medea (cortile): al numero 7 di via Eraclito.

Mediterraneo (via): Al n. 50 di viale J. Kennedy (icona Ss. Cristo). L'icona fu eretta a ricordo di una devastante colata lavica fermatasi miracolosamente alle spalle di Bronte.

Medusa (via): dal numero 16 di via Cav. di Vittorio Veneto a via Treviso

Meli (via): dal numero 46 di via G. D'Annunzio a via Sansone.

Meli abate (via): dal numero 1 di piazza Caronda a via Agrigento. L’abate, parroco all'Olivella di Palermo e giudice di Gran Corte, fa parte, nel quadro di Agostino Attinà, degli uomini illustri di Bronte conservato nel Collegio Capizzi.

Menandro (via): dal numero 8 di via Madonna del Riparo alla campagna

Menenio Agrippa (via): dal numero 9 di via Giordano Bruno (strada senza sbocco)

Menotti Ciro (via): dal numero 4 di Via Dalmazia alla campagna

Mentana (via): dal numero 4 di piazza Giovanna d'Arco a via Leonardo da Vinci

Merano (via): dal numero 2 di viale Sardegna a via Omero

Mercantini Luigi (via): dal numero 25 di via Palermo alla campagna

Mercurio (via): dal numero 62 di via San Pietro a via Angelo Gabriele.

Messina (via): dal numero 507 di corso Umberto a viale J. Kennedy. Come il viale Catania si innesta nella zona di Salice sulla statale 284, verso Maletto.

Messina Giuseppe (via): dal numero 2 di via Ambrosini a via Gorgone.

Messineo sac. Antonino (via): dal numero 119 di via Card. De Luca a via Martiri di via Fani. Padre Messineo (Bronte 1897 - Roma 1978), sacerdote gesuita, è stato un grande studioso di filosofia politica e di diritto internazionale; abile scrittore, per oltre quarant'anni fu collaboratore ed anche direttore della prestigiosa rivista quindicinale di cultura dei gesuiti italiani "La Civiltà Cattolica" e divenne una voce autorevole in questioni di diritto naturale e internazionale. Fu uno dei pochi coraggiosi, nel 1938, a scrivere contro le teorie e le leggi razziste emanate da Mussolini.

Metastasio (via): dal numero 7 di via Isonzo a via Etna

Meucci Antonio (via): dal numero 5 di vico delle Scale a via Penelope (ex via Gigli)

Micca Pietro (via): dal numero 33 di corso Umberto a via A. Corelli

Milano (via): al numero 74 di corso Umberto (strada senza sbocco)

Milazzo (via): prima del numero 87 di viale Regina Margherita

Mimose (cortile delle): al numero 164 di corso Umberto (Piazza Rosario).

Minerva (via): dal numero 64 di via Annunziata a via Lorenzo il Magnifico

Minissale (via): dal numero 9 di piazza N. Azzia a via Grisley. La via prende il nome dalla famiglia Minissale che vi ha sempre abitato ed è già presente in uno Stradario del Comune del 1906. Dei componenti di questa famiglia vogliamo ricordare Giuseppe Minissale, sindaco di Bronte nel 1955.

Miraggio (via): da piazza A. Gagini a dietro la chiesa dell'Annunziata

Modigliani Amedeo (via): al numero 82 di viale Regina Margherita (Cooperativa Demos Etna 167).

Moncenisio (via): traversa a destra di via Palermo, dopo via Piano Daini.

Mondello (via): dal numero 68 di via L. Castiglione (strada senza sbocco).

Monfalcone (via): al numero 2 di via Dalmazia.

Mongibello (via): dal numero 49 di via Messina a via Vesuvio (oltre a questa, un’altra strada, la via Etna, e dedicata alla nostra “muntagna”).

Monreale (via): dal numero 16 di via Mondello alla campagna.

Monserrato (cortile): al numero 70 di via Messina.

Montale Eugenio (via):dal n. 1 di  viale J. Kennedy a via Messina.

Montegrappa (cortile): al numero 15 di via Garibaldi.

Monterosa (cortile): al numero 49 di via Etna.

Montesanto (via): dal numero 172 di via Messina (strada senza sbocco).

Monteverdi Claudio (via): dal numero 42 di via Roma a via Card. De Luca (ex Orto Camuto).

Monti Vincenzo (via): dal numero 7 di via delle Muse a piazza Fortuna.

Moretta (via): dal numero 340 di via Santi a via Angelo Gabriele.

Moro Aldo (piazza): dal numero 70 di via Piracmon a via Martiri di via Fani. Fino a pochi decenni fa era denominata Piazza Carcere bue e ogni anno vi si svolgeva un'importante fiera del bestiame. Nel 1928 così scriveva B. Radice: «Nel quartiere S. Caterina, nel 1710, sorse il carcere per gli animali erranti e danneggiatori dei campi, detto il carcere dei bovi. Era un gran ricinto, di cui non esiste più vestigio».

Mosè (via): dal numero 1 di piazza Ugo La Malfa alla campagna.

Muratori Antonio (via): dopo il numero 40 di via Grazia Deledda (strada senza sbocco)

Musco Angelo (via): dal numero 52 di via Vittorio Emanuele Orlando alla campagna.

Muse (via delle): dal numero 43 di via Santa Caterina a Piazza della Fortuna. Una via dal nome antico e classico che richiama amabili dee. Ma scriveva Carlo Levi nel 1952 quando, accompagnato da Michele Pantaleone, visitò Bronte (“Le parole sono pietre”, Einaudi, 1955) «via delle Muse, via Pietro Aretino, via Lorenzo il Magnifico, Piazza della Fortuna, Cortile delle Magnolie, strani nomi posti dal gusto poetico di un assessore del Comune a delle immonde cloache». Certo da allora… in via delle Muse, dove ancora abitano amabili dee, qualcosa è cambiato.


N

Napoli (via): dal delle 123 di via Santi a via Parma

Nazareno (via): dal numero 55 di via San Pietro a via Ten. N. Aidala.

Negri Ada (via): dal numero 288 di via Santi a via Marsala. La poetessa lodigiana Ada Negri (1870-1945) fu amica del nostro scrittore Vincenzo Schilirò con cui ebbe anche un fitto scambio di corrispondenza.

Nenni on. Pietro (via): dal numero 88 di viale Regina Margherita alla campagna

Nebrodi (via): al numero 28 di via Santissimo Cristo, angolo via Adrano.

Nettuno (viale): dal numero 10 di via M. Rapisardi a via G. Deledda.

Ninfe (via delle): dal numero 475 di via Santi a via Santi. La fondazione di Bronte è fatta risalire, secondo una leggenda, ai ciclopi Bronte, Piràcmon e Stèrope sposatisi con le tre ninfe Scibìlia, Salìcia e Rivòlia.

Noè (via): al numero 37 di via Luigi Sturzo

Norma (vico): al numero 25 di viale A. Duca d'Aosta

Novelli (via): dopo il numero 36 di via Martiri di via Fani a via Lombroso.
 




L'antica chiesa della Ma­donna del Riparo ha da­to il nome alla omonima via



Una casa e (sotto) "u Catoiu"  nella Via Madonna di Loreto



Via Manzoni


Cortile Maroncelli


Via Marsala


«'A scinduta ru passu poccu» (Via Matrice): un esempio di corretta ristrutturazione edilizia


L'abbeveratoio di Via Pier Santi Mattarella


Via Mazzini

Bronte, Cortile delle Mimose
Cortile delle Mimose


Via Minerva


Via Moretta



Via Nazareno

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