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Vincenzo Schilirò

Educatore e letterato

Tutto sulla Città di Bronte

422 FOTO DI BRONTE, insieme


Vincenzo Schilirò, Educatore e Letterato

(Bronte 1883 - Catania 1950)

di Nicola Lupo

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Nicola LupoVista la visitazione del capitolo Il Moder­nismo di Vin­cen­zo Schilirò mi sono deciso ad affidare agli amici della Asso­ciazione Bronte Insieme, che hanno aderito con il solito entusiasmo, e che ringrazio di cuore, l'intera mia "ricerca" su Vincenzo Schilirò - educatore e letterato che fino ad oggi non ha avuto la fortuna di una pubbli­cazione cartacea.

Ma del resto credo che il nostro grande concittadino pos­sa avere più vasta accoglienza con questo moderno mez­zo che con quello tradizionale.

Il mio lavoro era già pronto nel 1998 e, quindi, era tempo che fosse por­ta­to alla conoscenza del pubblico al quale lo affido come esempio da se­guire e sti­molo a sempre meglio agire nell'interesse della collet­tività, come ci dimo­stra Vincenzo Schilirò, al quale va non solo il nostro com­mos­so ricordo, ma anche tutta la nostra gratitudine.

Avrei voluto aggiungere a questa mia “ricerca” su Vincenzo Schilirò il giu­dizio che certamente ne dà Benedetto Radice, storico di Bronte, nel­la sua memoria, intitolata “Uomini e cose del mio tempo”, di cui parla il figlio Renato nell’“Avvertenza datata Dicembre 1936, e non pubblicata neppure nell’ edi­zione del 1984, e incomprensibilmente e inspie­gabil­mente “segretata” dai suoi eredi.

Ma io non demordo e spero di riuscire ad avere il suddetto giudizio che dovrebbe essere importante, nel bene e nel male. (Vedi in questo stesso sito “Memorie storiche di Bronte)

Bari, 31 gennaio 2005

Nicola Lupo

 

Per conoscere un nostro illustre concittadino in tutti i suoi aspetti

VINCENZO SCHILIRO'
Educatore e letterato

La vita e le opere di Vincenzo Schilirò

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La vita e le opere di V. Schilirò (File PDF - 1944 KB)

Indice

  Prefazione
  Bibliografia di V. Schilirò, Bibliografia su V. Schilirò

 1. Bio-Bibliografia

 2. Il suo modernismo
     - Appendice: Il modernismo

 3. Il periodo brontese (1912-1930)
     - La credenza carducciana e suo valore
     - Il Colpevole
     - Il Seminatore che non miete
     - Santo Francesco
     - Nozioni di letteratura
     - «Nova juventus»
     - Il Liceo Capizzi

 4. La sua libera attività letteraria (1931-1948)
     - Il Carroccio
     - Appunti di estetica
     - Dall'anarchia all'Accademia. Note sul Futurismo
     - Ven. Ignazio Capizzi
     - Schemi e concezioni storiche
     - Il pozzo di Sichem
     - Come vedo Pirandello
     - La Divina Commedia di Dante Alighieri, annotata e volta in prosa

 5. L'itinerario spirituale di Ada Negri
     - Lettere dello Schilirò ad Ada Negri
     - Scelta antologica
     - La poesia di Ada Negri
     - Le recensioni dell’Itinerario…

 6. L'arte di Gabriele D'Annunzio

 7. "La Tradizione"

     - Congedo

 8. Altre opere
     - La «Antologia Mignosiana»
     - Nicola Spedalieri e la sua concezione del diritto
     - Il fondatore della compagnia di Gesù
     - Gioventù in cammino
     - L’epilogo della tragedia leopardiana
     - Gli scritti di Sociologia
     - Il secondo romanzo: Jadwiga

 9. Post mortem, Commiato

A Toni,
che possa continuare ad amministrare
Giustizia liberamente, con equità ed uguaglianza

PREFAZIONE

Alcuni anni fa mi è accaduto di leggere sulla rivista «Bronte Notizie» dell'ottobre 1991 l'articolo di Franco Cimbali su Vincenzo Schilirò il che mi ha fatto immenso piacere perché reputo il suddetto il più illustre cittadino brontese della prima metà di questo secolo, ma non il più noto e il più ricordato.

Quello che mi ha fatto meno piacere in detto articolo, del resto meritorio e ispirato alla più completa buona fede, è stata la frase: «ma su questa storia preferisco stendere un velo di pietà» a proposito del «modernismo democratico da lui accettato in toto».

Questo mio disappunto ho manifestato nel racconto La filodrammatica inserito a p. 105 dei miei Fantasmi pubblicato da Vito Mastrosimini di Castellana-Grotte nel dicembre del 1995 (e come edizione telematica nelle pagine di Bronte Insieme), esortando il Cimbali «a riprendere l'argomento e, approfondendolo, portarlo a conoscenza dei giovani brontesi, perché conoscano i loro concittadini illustri in tutti i loro aspetti, anche quelli che potrebbero sembrare, ma non sono, da passare sotto silenzio».

Ma né il Cimbali, certamente per mancanza di tempo, né altri, per scarso interesse, hanno accolto il mio invito e perciò a fine ottobre del '96 ho deciso di interessarmene io personalmente anche se non posso fare le ricerche necessarie direttamente, perché le mie difficoltà deambulatorie non mi consentono viaggi da solo, e quindi devo pregare altri di farle per me.

Pertanto ho cominciato a scrivere allo stesso Franco Cimbali, il quale si è dimostrato un amico molto disponibile, che non ringrazierò mai abbastanza, a uno dei pronipoti, il dott. Emilio Schilirò, che mi ha mandato del materiale, ma non quello che più mi interessava, all'Archivio Storico della Curia di Catania che, dopo un cortese diniego, per interessamento di padre Giuseppe Zingale, rettore del Collegio Capizzi, mi ha promesso le notizie che ho richiesto, alla SEI di Torino, che è stata l'editrice dello Schilirò per molti anni, alla Fondazione Ada Negri di Lodi la quale mi ha mandato alcune significative lettere dello Schilirò alla poetessa, della quale ha scritto L’'itinerario spirituale con alcune missive che la Negri ha scritto al nostro.

Per i giornali fondati e diretti dallo Schilirò ho interpellato il prof. Vincenzo Isola e la prof. Scolastica Sanfilippo i quali non hanno trovato nulla. Intanto dalla biblioteca del Collegio Capizzi ho avuto in visione, fra l'altro, due volumi che raccolgono diciannove numeri di «Nova juventus», dalla fondazione nel 1920, al 1931.

I padri gesuiti de «La Civiltà Cattolica» di Roma mi hanno gentilmente mandato fotocopia di quindici recensioni di altrettante opere dello Schilirò.

Tengo a precisare che questo mio lavoro ha solo carattere e scopo storico per completare sia Il profilo di Vincenzo Schilirò, fatto nel 1931 da Antos, che la vita e le opere da tale data fino alla sua scomparsa (1950), riportando giudizi e commenti di suoi contemporanei e posteri. Pertanto metto in guardia, per non deluderlo, chi si aspettasse un lavoro critico sulle opere di Vincenzo Schilirò lette e giudicate da me.


Bibliografia di V. Schilirò

1. L'arte poetica di Orazio FIacco, STS, Bronte 1910.

2. La credenza carducciana e suo valore, STS, Bronte 1912, 1917; ristampato la terza volta come Carducci "pedante" e credente, SEI, Torino 1946.

3. Primavera triste [poesie], STS, Bronte 1912.

4. Il Romanticismo e gli amici pedanti, STS, Bronte 1912.

5. I motivi estetici dell'arte d'annunziana, Giannotta, Catania 1918, ristampato come L'arte di Gabriele D'Annunzio, SEI, Torino 1938.

6. F. T. Marinetti e il Futurismo, STS, Bronte 1919, 1928.

7. Il colpevole [dramma], STS, Bronte 1919.

8. Note dantesche, STS, Bronte 1920, ristampato da Galatola, Catania 1927.

9. Bricciche letterarie, Rinascente, Catania 1921.

10. Il seminatore che non miete [racconto lirico], STS, Bronte 1923, 1927.

11. Appunti di estetica, STS, Bronte 1924, ristampato come Arte = Vita, SEM, Catania 1932.

12. Santo Francesco [poemetto drammatico], STS, Bronte 1926, 1931.

13. Nozioni di letteratura, STS, Bronte 1929.

14. Il Carroccio. Dramma milanese, STS, Bronte 1931.

15. Dall'anarchia all'Accademia. Note sul futurismo, La Tradizione, Palermo 1933.

16. Venerabile Ignazio Capizzi (Il), SEI, Torino 1933.

17. Schemi di concezioni storiche, Off. Graf. Mod., Catania 1933.

18. Il pozzo di Sichem [liriche], La Tradizione, Palermo 1934, ristampato da SEI, Torino 1948.

19. Come vedo Pirandello, SEI, Torino 1935, 1937.

20. Papà Ottocento e il suo rampollo, La Tradizione, Palermo 1936.

21. La Divina Commedia, 3 voll., SEI, Torino 1937.

22. L'itinerario spirituale di Ada Negri, Istituto di Propaganda Libraria, Milano 1938, ristampato da SEI, Torino 1948 con lettere inedite della poetessa. Nella contro­co­pertina di quest'ultima pubblicazione dello Schilirò sono riportate le Opere prin­cipali (scelte presumibilmente dallo stesso Autore) suddivise secondo i gene­ri: 8 di critica, 4 di poesia, 4 di agiografia e narrativa, 3 di sociologia e 2 di filo­so­fia (Appunti di estetica e Arte = Vita). Ma, secondo me, e giusta il titolo della prima e il sottotitolo della seconda, sono la stessa opera, riveduta e corretta, in prima e seconda edizione. Come mai l'Autore (o l'Editore) le indicano come due opere distinte?

23. Antologia Mignosiana, SEI, Torino 1939.

24. Nicola Spedalieri, SEI, Torino 1940.

25. Il fondatore della Compagnia di Gesù, SEI, Torino 1940.

26. Gioventù in cammino [romanzo], SEI, Torino 1941.

27. L'epilogo della tragedia leopardiana, SEI, Torino 1943.

28. Sintesi dell'evoluzione storica del problema sociale, SEI, Torino 1945.

29. Autonomia, SEI, Torino 1945.

30. Libertà e democrazia, SELI, Roma 1945.

31. Iadwiga (romanzo), Gastaldi, Milano 1946.

Bibliografia su V. Schilirò

1. Enciclopedia popolare Sonzogno, p. 323

2. Antos, Vincenzo Schilirò. Profilo, S. E. Dante Alighieri, Albrighi, Segati e C., Milano 1931, p. 94. Ristampato anche in Luca, Giorgio M., Un uomo di cultura malettese: Sac. Antonino Schilirò, Associazione Prometeo, Maletto 1996

3. Notizie biografiche, in Chi è? Dizionario biografico degli italiani d'oggi, 5/1948

4. Marletta, Paolo, Vincenzo Schilirò, in «Cultura e vita scolastica», anno IV, n. 9/10, settembre-ottobre 1950

5. Sparito, Giosuè, La vita e l'opera di Vincenzo Schilirò, in «La Rupe», anno III, dicembre 1950

6. Vincenzo Schilirò, in Panorama biografico degli Italiani d'oggi, Ed. Vaccaro Gennaro, vol. II, 1956

7. Ruggeri, Gerardo, Vincenzo Schilirò, un sacerdote poeta, in «Synaxis», vol. VI, Catania 1988.

8. Cimbali, Franco, Vincenzo Schilirò, in «Bronte Notizie», ottobre 1991

9. Luca, Giorgio M., Un uomo di cultura malettese: Sac. Antonino Schilirò, Associazione Prometeo, Maletto 1996

Nel 1984 Angelo Sindoni nel suo Chiesa e Società in Sicilia e nel Mez­zogiorno, Secoli XVII-XX (Edizioni di Historica, Reggio Calabria 1984, p. 270), parlando dell'organizzazione bianca dice:
"Dovendo fare un bilancio finale, bisogna dire dunque che il più du­raturo successo dell'organizzazione bianca degli inizi del Nove­cento fu costituito forse dai piccoli istituti di credito che contra­starono in parte efficacemente il male secolare dell'usura e che, in più di un ca­so, attraverso varie vicende, sono arrivati fino a tempi molto recenti.

Secondo dati forniti dallo Schilirò (e forse un po' superiori alla realtà), le casse rurali cattoliche nel 1910 erano 233, nel 1914 già 362 e 374 nel 1920: a queste si dovette spesso l'ac­quisto collettivo degli attrez­zi di lavoro, di fertilizzanti, di se­men­ti e diverse affittanze collettive di terreni e acquisti di piccole proprietà che consentirono positive tra­sfor­mazioni agricole in diverse zone del Nisseno, a Ribera (Agrigen­to), nelle vallate del Simeto (Bronte) e del Salso e a Caltagirone."

Sugli sviluppi della cassa rurale nell'età giolittiana (e fino al 1920 con­fronta il breve e schematico articolo di Vincenzo Schilirò (che però fu un attivo esponente cattolico negli anni Venti-Tren­ta) La cassa rurale ed artigiana e la elevazione delle classi lavo­ratrici siciliane, in «Civitas», VII (1956?) n. 9-10, pp. 197-200.

 

Di Vincenzo Schilirò leggi
Il venerabile Ignazio Capizzi
in


Di Nicola Lupo, su Bronte Insieme:

Fantasmi, storielle paesane, Fantasmi, seconda edizione in formato, Florilegio delle "Memorie storiche di Bronte", Noterelle di tradizioni popolari, Il mio 1943
I Salesiani al Collegio Capizzi,


Vincenzo Schilirò – Educatore e letterato
          Bio-Bibliografia

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