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L'Etna, un patrimonio che appartiene all'umanità

29 Novembre 2013

SOS PER L'OBELISCO DI SERRA MERGO

Quando la nostra Associazione iniziò la propria attività (2001-2002), nella pagina web che dedicammo all’Obelisco eretto nel 1905 dai discendenti di Nelson su Serra del Mergo (vedi foto a destra, scattata nel 1987) così alla fine scrivevamo:

«La centenaria stele da anni mostra i segni del tempo ma sopratutto delle continue devastazioni ed offese dell'uomo. Le crepe segnano in lungo i grossi blocchi di pietra arenaria, alcuni purtroppo mancanti ed anche il basamento è compromesso. Prima che vada completamente in rovina più che per l'incuria del tempo per i continui, perenni vandalismi ci sembra opportuno lanciare un appello per un restauro conservativo recintando anche il luogo onde evitare l'accesso diretto e devastante dei numerosi fuoristrada della domenica. Ma a chi rivolgersi? La stele sembra non avere alcun tutore. Quale ente è deputato al suo restauro: il Parco dei Nebrodi, il Comune di Bronte, la Provincia di Catania, la Regione?»

Un appello ed una denuncia che purtroppo risultarono vani, non raccolti da chi avrebbe dovuto intervenire, non hanno avuto alcun seguito.

Son trascorsi da allora oltre dieci anni senza che qualcuno abbia mosso un dito. Il vandalismo, la devastazione e l’incuria del tempo hanno continuato e continuano giorno dopo giorno a rovinare il manufatto mettendone in pericolo la stabilità.

Oggi risollevano il problema anche il Comitato direttivo Sicilia del CAI e Giovanni Musumeci (lo aveva già fatto nel 2007) con un articolo su Vivere (allegato a La Sicilia del 29.11.2013) augurandosi ancora una volta che qualche Ente raccolga le denunce e provveda alla salvaguardia ed al restauro dello storico manufatto.


Salviamo l’obelisco di Nelson

Nel 1905 Alexander Nelson - Hood, duca di Bronte, nipote dell’eroe del Nilo Horatio, fece erigere sul colle di Serra Mergo, a 1553 metri sul mare, un memoriale per il padre. Oggi il monumento è pericolante e nessun ente pare prendersene vera cura

Sul colle di Serra Mergo (a 1.553 metri sul livello del mare) nel Parco dei Nebrodi, sul confine nord della ex Ducea di Bronte “graziosamente donata” nel 1799 dal re Ferdinando III° all’ammiraglio inglese Horatio Nelson, si trova un obelisco fatto erigere dal V° duca di Bronte, Alexander Nelson - Hood, il quale, nel suo libro di memorie, “The Ducky of Bronte” del 1924, ricordava: “come memoriale per mio padre e per tutto quello che aveva fatto per la Ducea, nel 1905 io feci erigere, nel punto più alto di Serraspina, a circa 5.000 piedi sul livello del mare, un obelisco di pietra alto circa quaranta piedi”.

L’obelisco costruito in blocchi di pietra arenaria si erge da una base quadrata al cui interno una lapide di marmo reca la seguente iscrizione, in latino: “Ad Alessandro Nelson, visconte di Bridport, duca di Bronte, il quale promosse benessere e civiltà in questa piacevole campagna avuta in eredità dall’eroe immortale del Nilo, parente emerito ed illustre. Nacque il 23 dicembre 1814 e morì il 4 giugno 1904 il figlio spinto dall’amore, pose questo monumento nell’anno 1905”.

Per una strana coincidenza storica l’obelisco fu eretto a 100 anni dalla morte, avvenuta nel 1805 durante la battaglia navale di Trafalgar, di Horatio Nelson 1° duca di Bronte, definito eroe immortale del Nilo. La definizione di heroi immortali Nili, in riferimento alla battaglia navale di Abukir, la ritroviamo anche sulla base della croce celtica, fatta edificare nel cortile del “castello” nel 1888 dal duca Alexander, in ricordo dell’eroico ammiraglio.

L’obelisco per gli storici rappresenta un muto testimone del triste periodo feudale dei duchi Nelson-Bridport. Carlo Levi in un articolo del 1954 definiva la Ducea, ultimo feudo d’Italia, un “assurdo anacronistico storico”. Per gli escursionisti, invece, l’obelisco è un punto di riferimento sui monti Nebrodi ed anche una stupenda meta. In Sicilia esistono molti manufatti storici abbandonati e vandalizzati che meritano maggiore attenzione e cure. L’obelisco di Nelson è uno di questi.
Da anni mostra i segni delle offese del tempo e dell’uomo. Profonde crepe lo segnano, alcuni blocchi sono mancanti o mutilati. La base quadrangolare è incorniciata da una serie di tre blocchi di arenaria sconnessi o in rovina. Se non si interviene con un restauro conservativo, corre il serio pericolo che possa crollare sul sottostante terreno solcato da profonde trincee causate dai fuoristrada.

Nel 1999 venne data alla stampa la 1° cartoguida natura del Parco dei Nebrodi, una preziosa carta turistica in scala 1:50000, ma l’obelisco stranamente non venne segnalato. Una recente edizione riporta sulla Serra Mergo solo il segno grafico di ‘‘punto panoramico”!

Quale ente, tra Parco dei Nebrodi, Soprintendenza. dei Beni Culturali di Catania, Azienda regionale foreste demaniali, è deputato al suo restauro?

Martedì scorso il Comitato direttivo Sicilia del Club alpino italiano ha inviato una lettera a questi enti per sollecitare “urgenti provvedimenti al fine di conservare nel tempo l’integrità dello storico monumento Obelisco di Nelson” danneggiato dagli “agenti atmosferici e da cittadini pseudo amanti della natura su dannosi mezzi motorizzati incuranti del valore storico e naturalistico dei luoghi”. Speriamo che, con atti concreti, uno di questi Enti provveda al suo restauro. (...) [Giovanni Musumeci]




14 Marzo 2013

800 alunni a «lezione» di ambiente

Parte il progetto della IV commissione consiliare di Bronte, presieduta da Maria De Luca e composta da Giuseppe Di Mulo, Alfio Paparo, Salvatore Proietto e Vincenzo Sanfilippo, che vuole portare nelle scuole le esperienze di coloro che operano nelle associazioni di volontariato al fine di infondere nei ragazzi la loro passione. Si è svolta, infatti, ieri l'incontro fra la Commissione consiliare ed i rappresentanti di alcune associazioni ambientali di Bronte.

Queste, infatti, non solo hanno aderito con entusiasmo all'iniziativa, ma hanno già contattato i circoli didattici per coinvolgere nelle lezioni ben 800 bambini. «Le lezioni - afferma il presidente De Luca - che le associazioni effettueranno nelle scuole avranno molteplici scopi. Contribuiranno a radicare nei ragazzi una concreta educazione ambientale e soprattutto il rispetto che l'uomo deve avere nei confronti della natura. Oltre a ciò - continua - tutti coloro che si cimenteranno nelle lezioni faranno il possibile per lanciare messaggi che i ragazzi porteranno alle famiglie all'interno delle loro case. Oggi più che mai, infatti, c'è bisogno di una maggiore cultura ambientale. Le emergenze che dobbiamo affrontare infatti non sono poi così distanti da noi ed il problema dei rifiuti lo dimostra».

E l'iniziativa è stata accolta favorevolmente dal sindaco di Bronte, Pino Firrarello: «Coinvolgere le associazioni di volontariato - ha affermato - nello svolgimento di lezioni ai ragazzi significa ampliare l'offerta formativa ad una esperienza reale. I giovani oggi spesso sono testimoni di esempi negativi ed ascoltare chi ama la natura e ne ha fatto un valore, può essere utile a far sviluppare gli stessi sani principi». Adesso le associazioni presenteranno il calendario delle lezioni per dare vita ad un progetto che certamente i ragazzi ricorderanno.



19 Settembre 2012

Aree naturali da riqualificare

Venti architetti e ingegneri provenienti da tutta Italia hanno presentato i loro progetti di tutela dell’ambiente

«Tuteliamo il Simeto
basta altre costruzioni»

«Non occorre nuovo cemento per restituire al corso d’acqua la sua bellezza naturale»

IL SIMETO IN CONTRADA PIETRA ROSSASessanta giovani professionisti provenienti dalle maggiori Università italiane e da quella estone di Tallin, hanno partecipato al workshop internazionale “SimetoLandscape”, alle Ciminiere con la presentazione dei progetti dei sei gruppi di lavoro per la salvaguardia delle aree attraversate dal fiume.

Secondo i professionisti «Non serve costruire nulla per restituire al fiume Simeto e al paesaggio che lo circonda la sua maestosa bellezza naturale. Non occorrono nuove cubature di cemento, strade asfaltate o strutture complesse per far riemergere quella città “invisibile” che dall’oasi a Sud di Catania si estende fino a Bronte, passando per Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Paternò e Adrano, tutti i paesi che fin dall’antichità dialogavano con il fiume. Il territorio del Simeto è già ricco di colori, odori, panorami, sentieri, a cui non è necessario aggiungere nulla».
I progettisti hanno puntato il dito anche sulle molte zone in stato di degrado o a quelle ricettacolo di abusivismo. «L’ambiente ricompattato nella sua vasta estensione e rivalorizzato attraverso gli elementi che esso stesso offre, dona invece un nuovo potenziale agricolo e turistico - hanno spiegato i professionisti». «La riqualificazione della città-fiume è un progetto ambizioso, anelato da troppo tempo quasi da apparire come un sogno – ha affermato Luigi Longhitano presidente dell’Ordine degli Architetti di Catania che, insieme alla sua Fondazione e in collaborazione con l’associazione culturale Officina 21, con il Coordinamento Giovani Architetti (Coga) e con altre associazioni territoriali, ha organizzato l’iniziativa – ma il lavoro di questi neo architetti e ingegneri merita di essere reso cantierabile e di non essere lasciato su carta, anche perché ha avuto il sostegno e l’approvazione di rinomati studi d’architettura e d’ingegneria in Europa e nel mondo. L’esperienza “SimetoLandscape” quindi – ha continuato – proseguirà al ventesimo Salone dell’Edilizia del Mediterraneo (Saem), in ottobre, dove grazie al programma Price verrà calcolato il budget effettivo dei progetti. Si tratta del primo importante passo verso un concreto studio di fattibilità».(…)

Queste, in sintesi, le idee sviluppate per cambiare il volto del riverfront del Simeto:

(...) Gruppo 5 Bronte
Il progetto lavora su due polarità principali: la vecchia segheria alla periferia di Bronte, che diviene porta d’accesso di un sistema città-parco fluviale, e il castello di Maniace e il borgo pensati con nuove funzioni turistico-culturali. Si è pensato quindi a percorsi di attraversamento da Bronte a Maniace che riprendono l’armatura degli antichi percorsi rurali e valorizzano alcune emergenze che testimoniano la storia di quei luoghi e le tracce dell’archeologia industriale. Il sistema è caratterizzato da architetture iconiche che ospiteranno funzioni turistico-ricettive, per il tempo libero e per lo spettacolo, tenendo in considerazione i piani di sviluppo in previsione per il territorio, quali per esempio i campi da golf.

Gruppo 6 Simeto
Si tratta di un progetto di area vasta per garantire la fruibilità del paesaggio del fiume Simeto inteso come museo di se stesso. La strategia complessiva di intervento ha tenuto conto della molteplicità degli scenari ambientali, dello sviluppo dell’imprenditoria locale, del potenziamento della rete circumetnea. La proposta è quella di sviluppare finestre di paesaggio sulle diverse sezioni territoriali, con un approccio “light”, con un’architettura prevalentemente “a volume zero”.



Bronte, 28 Ottobre 2011

Due esperti tedeschi di importanti aree protette e silvicoltura sostenibile visitano il Nord-Est della Sicilia - Sul Monte Egitto hanno visto le più vecchie e grosse querce della loro vita

Progetto tedesco per una Riserva della Biosfera

“L'Etna deve diventare un Parco Nazionale!” - "Qui si possono portare turisti"

Michael Succov e Rainer KöpsellIl Prof. Michael Succov (a sinistra nella foto), più volte premiato (tra l'altro con il Premio Nobeln Alternativo), e Rainer Köpsell (a destra nella foto), ex-Direttore dell'Azienda Forestale della Germania settentrionale, sono stati invitati dalle Giacche Verdi Bronte e dalla Fondazione tedesca Manfred Hermsen, e hanno visitato la Sicilia per cinque giorni a Ottobre.

Il punto di partenza della visita è stato Bronte, dove il 13 Ottobre ha anche avuto luogo una Conferenza con interventi di altri esperti del settore e con il Sindaco di Maletto. Gli obbiettivi della visita sono stati i Parchi naturali dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie, i visitatori sono stati guidati da competenti collaboratori dei rispettivi Parchi. Un'improvvisata visita del Parco dell'Alcantara ha offerto altre impressioni sul paesaggio.

Motivo del viaggio in Sicilia è stato il progetto per una Riserva della Biosfera nel Nord-Est della Sicilia. Tale Riserva dovrebbe unificare gli habitat del Gatto Selvatico e mostrare all'uomo alternative innovative e rispettose della natura per il sistema economico(*).

Le Riserve della Biosfera vengono riconosciute dal così chiamato programma MAB (Uomo e Biosfera) dell'Unesco. Il Prof. Michael Succow è membro del comitato MAB tedesco ed ha finora collaborato al riconoscimento di più di 20 grosse aree protette (Riserve della Biosfera e altre) in tutto il mondo, per un totale di oltre 20 Milioni di ha. Rainer Köpsell ha dato consulenze ad Aziende Forestali tedesche ed estere e a privati sulla gestione delle foreste rispettosa della natura e per la riduzione degli incendi.

I due esperti si sono appassionati per i tesori naturali siciliani in ogni luogo in cui essi sono stati. Fermarsi, fotografare, meravigliarsi, informarsi meglio, prendere nota e discutere - cosi gli ospiti hanno scandito il tempo del viaggio. Loro hanno lasciato, con il loro punto di vista esterno, importanti stimoli alla riflessione. Particolare attenzione ha ricevuto sin dall'inizio l'Etna, che nella sua bellezza, diversità e potenza ha affascinato gli ospiti.

Su richiesta dell'Ufficio Federale Tedesco per la conservazione della natura, hanno esaminato le Faggete dell'Etna, che sono quelle più a sud ed all'altitudine più alta di tutta l'Europa, qui sull'Etna esse costituiscono il limite naturale di diffusione del Faggio.

Quercia millenaria di Monte EgittoSul Monte Egitto i due, viaggiatori venuti da lon­tano, hanno visto le più vecchie e grosse querce della loro vita, minacciate di morte da una pianta­gione di Pini: “Questi alberi oltre millenari – hanno dichiarato - sono monumenti naturali, che l'uomo deve conservare! Qui si possono portare turisti”.

Con ciò veniva rappresentata anche l'opinione una­nime dei due collaboratori del Parco dell'Etna Dr. Rosa Spam­pinato e della guida Orazio di Stefano. È stata consi­gliata un'immediata liberazione degli alberi dai suoi competitori.

In generale, la costante pulitura del sottobosco praticata nelle foreste siciliane degli operai forestali è stato visto dai due esperti come un aspetto critico.

“Un bosco è stabile e meno minacciato dal fuoco se viene lasciato stare naturalmente ed a se stesso”, cosi si esprime Köpsell, che negli anni '70, in Germania, dopo disastrosi incendi boschivi impose la riconversione delle foreste allo stato naturale.

Alla fine dell'escursione sull'Etna era chiaro il pensiero dei due: “Questo Vulcano si merita lo status di Parco Nazionale!”

La riqualificazione dell'attuale Parco Regionale in un Parco Nazionale è per Succow già in ritardo e ha senso anche per l'incentivazione del turismo. “Se, come ho sentito dire, i Siciliani vogliono governare la loro isola autonomamente, vi posso tranquillizzare: da noi in Germania i Parchi Nazionali sono amministrati dagli stati federati (regioni)” affermava Succow durante la sua presentazione a Bronte. “La Sicilia ha bisogno di un Parco Nazionale, e questo è l'Etna”.

La valutazione sul progetto di Riserva della Biosfera “I Boschi del Gatto Selvatico” si rivela invece complicata.

I nostri visitatori immaginano che sia le estese foreste decidue dei Nebrodi che quelle delle Madonie, con la loro tradizionale ed esemplare utilizzazione dei boschi per la produzione della manna e del sughero, possano essere Riserve della Biosfera.

«Certo è che per arrivarci c’è da fare ancora un lungo percorso», dice Succow.

Prima di tutto dovrebbe esserci un progetto di sviluppo a lungo termine, sopratutto riguardo la limi­tazione delle superfici dove è permesso il pascolo degli animali domestici che al momento si estende anche nelle zone centrali dei Parchi.

“Questi piccoli arbusti sarebbero in realtà imponenti Faggi”, cosi si esprime Succow, e Köpsell prosegue affermando che l'utilizzo della legna porta soldi, non il pascolo estensivo. Troppi animali provocano danni al suolo ed alla produttività, e ostacolano la ricarica delle falde acquifere.

I BOSCHI DI BRONTE

LA SCIARA DELL'ETNA
 

Domenica 6 Novembre 2011

AMBIENTE

Michael Succow dell’Unesco, considerato il padre dei parchi nazionali, ha visitato il lato Nordest del vulcano

Etna, Nebrodi e Madonie: una mega-riserva biosfera

Ma si è detto ostile alle contaminazioni: il bosco sia bosco il pascolo sia pascolo
È stato ospite delle Giacche verdi insieme all’ex diret­tore dell’Azienda forestale tedesca. «Questo patri­monio può diventare un attrattore turistico».

«L’Etna deve diventare un parco nazionale!», lo sostiene Michael Succow, ambientalista di fama internazionale, considerato il padre dei parchi nazionali. Michael Succow fa parte del comitato Unesco, titolare del premio Nobel alternativo della Right Livelihood Award Foun­dation. L’insigne ambientalista è stato ospite in questi giorni della sezione di Bronte del­l’as­sociazione Giacche verdi Sicilia e della Fondazione Man­fred Hermsen, insieme a Rainer Kopsell, ex-direttore dell’Azienda fore­stale della Germania setten­trionale e consulente di silvicoltura sostenibile.

I due illustri ospiti hanno visitato il Nordest della Sicilia, per una consulenza legata al progetto di riserva della biosfera che interessi l’Etna, i Nebrodi e le Madonie.

I due esperti, entusiasti alla visione degli ambienti naturali visitati, hanno comunque valutato l’idea. L’Etna, i Nebrodi e le Madonie sono proscenio naturale entusia­smante, dove la bellezza rivela la sua intrinseca espressività.

Michael Succow e Rainer Kopsell hanno apprezzato in particolare le estese Fag­gete dell’Etna e dei Nebrodi, ed anche l’uso tradizionale del bosco per la produ­zione di sughero sulle Madonie. Vecchissimi alberi, Querce ultramillenarie, veri monumenti naturali, presenti in tutti e tre Parchi, hanno suscitato ammira­zione e profondo rispetto.

«Monumenti naturali, come le querce di Monte Egitto - dicono Succow e Kopsell - che possono divenire grande attrattore turistico e che andreb­bero tutelati dalla presenza di alberi di pino non autoctoni». E ancora Michael Succow: «La Sicilia deve essere orgo­gliosa dei suoi tesori naturali! Qui sì che si possono portare turisti!».

Gli esperti hanno inoltre espresso un loro dissenso in merito al pascolo praticato nell’area boschiva. «Questa attività - dicono - non è ecologica, nè economica. Il bosco deve essere bosco ed il pascolo deve essere pascolo». (Gaia Montagna)

I boschi naturali nella loro funzione fondamentale diventano in tutto il mondo sempre più importanti. Köpsell rimanda alla Germania, dove durante il Medioevo una tale gestione delle foreste ridusse sempre più la loro produttività, fino a quando un programma del governo proibì il pascolo nei boschi garantendo un risarcimento agli agricoltori interessati.

“Un programma del genere deve essere pianificato in modo molto prudente, e bisogna arrivare ad un accordo con gli individui interessati dal provvedimento”, aggiunge Succow totalmente coerente con l'idea della Riserva della Biosfera, e dopo aver gustato un picnic di prodotti tipici siciliani aggiunge, “Pero, zone caratterizzate dal Suino Nero dei Nebrodi devono essere conservate sia per motivi storici che per il meraviglioso salame”.

Sulle Madonie, visti i pochi esemplari di Abete dei Nebrodi (Abies Nebrodensis) rimasti e gli enormi investimenti spesi in ricerca, Succow si permette di dare il profano consiglio “Piantare alberi è più importante che fare ricerca! Giovani esemplari potrebbero per esempio, essere regalati a tutti i visitatori del Parco, in modo che possano sopravvivere nei giardini privati, magari di tutto il mondo”.

Con sua grande sorpresa, ha visto la sua tesi subito confermata a pranzo a Polizzi Generosa, dove il pensionato lavoratore forestale e musicista Moffo Schimmenti ha presentato orgoglioso un vigoroso esemplare dell'albero presente nel suo giardino. “Con gente lungimirante e consapevole del genere, una riserva della Biosfera in Sicilia potrebbe riuscire” ha affermato Succow.

Una passeggiata serale nella golena prosciugata del Fiume Flascio, il Lago Gurrida, andando verso l'Etna tinta di rosso dal tramonto, ha riservato al nostro visitatore una ulteriore, e per la Sicilia, rara impressione del paesaggio accompagnata dal canto dell'Upupa e dell'Usignolo di fiume . “Se qui ci fosse l'acqua e i Bufali d'acqua pascolassero…” immaginava Succow. “Questa zona, dove l'Etna e i Nebrodi sono più vicini, potrebbe essere un corridoio ecologico per il Gatto Selvatico.”

Un pomeriggio il gruppo si è separato. L'esperto forestale Rainer Köpsell, che ora, alla fine della sua carriera, dirige un programma di educazione ambientale nella Germania settentrionale, ha visitato con Gino Montagno, responsabile delle Giacche Verdi Bronte, e con la volontaria Britta Dingeldein l'ex-discarica comunale di “Brignolo” nella periferia di Bronte. Sito che l’Associazione intende riforestare con la collaborazione dei bambini della Città. «Una zona addirittura ideale ed un progetto sensato!» così ha giudicato l'esperto che ha dato consigli pratici per la realizzazione.
Stefanie Hermsen (Fondazione tedesca Manfred Hermsen)Nel frattempo, Michael Succow percorreva in auto il corso del Fiume Alcantara insieme a Stefanie Hermsen (nella foto a sinistra) della Fondazione tedesca Manfred Hermsen e alla guida naturalistica Fabio Bonaccorsi. E qui è stata trovata la Riserva della Biosfera! “Che valle fertile, che fenomeni naturali lungo questo Fiume e anche cultura!” In sintesi: Qui dovrebbe crearsi una Riserva della Biosfera come una cinta attorno alla parte settentrionale del “Parco Nazionale” dell'Etna, che includa le pendici più basse del Vulcano.

Entrambi gli esperti hanno ringraziato gli organizzatori e anche i rappresentanti dei Parchi per l'interessante viaggio.

“L'umanità si trova davanti a una grande sfida: il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità. Non è rimasto molto tempo, dobbiamo cambiare dire ione. Noi dobbiamo rispettare le regole della Natura e da lei imparare senza dominarla. Il progetto Natura va avanti, come va il progetto Uomo invece non lo sappiamo.” ha affermato Michael Succow durante la sua presentazione a Bronte, davanti ai numerosi studenti delle scuole superiori.
Stefanie Hermsen (Fondazione tedesca Manfred Hermsen)

(*) Una Riserva della Biosfera non è una tipica area protetta, ma una zona di sviluppo, in cui si sperimentano modelli esemplari di coesistenza sostenibile tra uomo e natura. Quindi l'uomo si trova in primo piano e deve essere un esempio per il mondo attraverso la buona pratica nella gestione in coesistenza con la Natura.


11 Ottobre 2011

CONVEGNO ALLA PINACOTECA

La crisi dell’ambiente ed il nostro futuro

La Riserva della Biosfera come soluzione

Prof. Michael SuccowMichael Succow: «La protezione della natura non è un lusso, ma uno dei più importanti contributi sociali per la sopravvivenza della società umana»

Alle 10.00 di Giovedì 13 Ottobre, nei locali della “Pinacoteca N. Sciavarrello”, si terrà il convegno “La Crisi dell’Ambiente e il nostro futuro – La Riserva della Biosfera come soluzione”. Interverrà il Prof. Michael Succow (vedi foto), ambientalista riconosciuto a livello internazionale, considerato il padre dei parchi nazionali.

Nato il 21 aprile 1941 in Germania Michael Succow è membro del comitato Unesco, titolare del Premio Nobel Alternativo della Right Livelihood Award Foundation e della Fondazione Michael Succow per la protezione della natura, che segue il motto “conservare ed economizzare”.

Ambientalista di fama internazionale ed esperto di paludi è considerato il padre dei parchi nazionali. Destinatario di numerosi riconoscimenti per il suo contributo nella costituzione di molte aree naturali protette nella Germania Est, nell'Europa dell'Est e nell'Asia, Succow trova nell'ambiente naturale, non solo la sua professione, ma anche un posto per sostare e soffermarsi. Dopo la lectio magistralis di Succow seguirà un dibattito con tema Riserva della Biosfera Sicilia Nord Orientale “I Boschi del Gatto Selvatico.

L’evento è promosso dall’Associazione Giacche Verdi Sicilia con la partecipazione del Comune di Bronte e del Dipartimento di Scienze Biologiche ed Ambientali dell’Università degli Studi di Catania unitamente al suo direttore Prof. Pietro Pavone che nel corso dell’incontro relazionerà su “Il ruolo delle banche del germoplasma per la conservazione della biodiversità”.Potenziale della Biosfera Sicilia Nord Orientale “I Boschi del Gatto Selvatico”

Prendono parte al convegno anche le scolaresche del Territorio. L’incontro è rivolto a tutti gli interessati ed alla cittadinanza.

L'idea principale – scrivono gli organizzatori - su cui si basa una Riserva della Biosfera è il sostegno per uno sviluppo sostenibile e la valorizzazione del territorio senza trascurare la protezione della natura e della biodiversità. Considerando le enormi sfide di creare un equilibrio tra protezione ambientale e sviluppo umano e di raggiungere armonia tra uomo e natura, le Riserve della Biosfera inserite nella o della Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera si prefiggono di essere dei modelli per il mondo».

Il progetto, ambizioso, si propone di studiare nell’ambito della ricerca e delineare altresì un’area considerevole che include Parchi e Riserve di ben quattro province: Catania, Messina, Enna, Palermo. L’elemento unificante prescelto è di natura faunistica e si identifica nel gatto selvatico che si ritrova nei territori individuati all’interno di questo confine ideale tracciato.

La Riserva della Biosfera già sperimentata altrove con successo, prevede di ascrivere nel suo progetto quattro obiettivi:
- salvaguardia della biodiversità;
- sviluppo sostenibile nei settori economico, ecologico, culturale e sociale;
- supporto logistico: educazione alla sostenibilità, comunicazione, ricerche e monitoraggio;
- realizzazione di soluzioni innovative verso il cambiamento climatico.

Questo il programma del convegno

10.00 - Saluti Istituzionali del sindaco sen. Giuseppe Firrarello);
10.20 - Presentazione “Riserva della Biosfera in Sicilia - I Boschi del Gatto Selvatico” (Gigi Saitta, President Etna World Trade);
10.40 - Lectio magistralis: “La crisi dell`ambiente e il nostro futuro – La Riserva della Biosfera come soluzione” (Prof. Michael Succow – Ambientalista di fama internazionale);
11.30 - Relazione “Il ruolo delle banche del germoplasma per la conservazione della biodiversità” (Prof. Pietro Pavone – Università degli Studi di Catania);
12.00 - Interventi programmati;
- Dott. Nunzio Caruso (dirigente tecnico forestale del Dipartimento Aziende Foreste Demaniali della Regione Siciliana);
12.15 - Dibattito: Riserva della Biosfera Sicilia Nord Orientale “I Boschi del Gatto Selvatico”;
12.45 - Fine dei lavori.
Introduce e modera la dott.ssa Luisa Trovato.



26 Settembre 2011

Iniziativa di Legambiente

Le gole ed il Ponte normanno visto dal basso (Foto V. Saitta)Ripulite le Gole della Càntera

Si è svolta ieri “Puliamo il Mondo”, la tradizionale operazione di pulizia organizzata in Italia da Legambiente, volta a ripulire città ed ambienti naturali ed a sensibilizzare e coinvolgere cittadini e pubblici amministratori.

Per il quarto anno consecutivo i volontari di Legambiente Catania e dell’associazione Vivisimeto hanno ripulito dai rifiuti un’area del fiume Simeto; questa volta la scelta è ricaduta su un tratto di notevole pregio naturalistico e paesaggistico: le Gole della Càntera, nel territorio di Bronte.

Circa 60 volontari hanno rimosso i rifiuti presenti alla sommità delle Gole lungo un tratto di circa 300 metri. I rifiuti presenti (scarti edilizi, bottiglie, contenitori di prodotti utilizzati in agricoltura, tubi di irrigazione) sono stati scaricati da cittadini che non hanno alcun rispetto né per l’ambiente, né per la salute dei cittadini. Danni per l’ambiente, quindi, ma anche rischi per la pubblica incolumità e per questi motivi nei prossimi giorni Legambiente presenterà esposti alle autorità competenti.

Verrà chiesto, in particolare, al Comune di Bronte ed alla Provincia di Catania la rimozione dei rifiuti ingombranti che i volontari non hanno potuto allontanare e, soprattutto, la posa di recinzioni e l’adozione di altri interventi che impediscano ulteriori abbandoni di rifiuti. I volontari di Legambiente hanno rinvenuto lungo l’alveo del Simeto anche numerose provette contenenti sangue provenienti verosimilmente da strutture che effettuano analisi cliniche e che hanno smaltito in maniera irresponsabile simili rifiuti pericolosi. Anche in questo caso Legambiente presenterà un esposto, al fine di accertare i responsabili di tali condotte criminali.

Con l’iniziativa di ieri, Legambiente ha inoltre evidenziato la necessità di istituire la Riserva naturale “Forre laviche del Simeto”, prevista dal Piano regionale dei Parchi e delle Riserve naturali del 1991 e ancora non istituita; tuttavia, la Riserva dovrà essere ampliata per includere le Gole della Cantera, oggetto dell’iniziativa di oggi, inspiegabilmente non incluse all’interno della proposta di Riserva. (Fonte La Sicilia)


Mercoledì 28 Settembre 2011
IL CONTE RUGGERO LO FECE EDIFICARE PER COLLEGARE LE SPONDE DEL SIMETO

Ponte Càntera, Legambiente: meno sporco

Legambiente ha aderito all’iniziativa internazionale: puliamo il mondo 2011, e ha organizzato insieme ai volontari di ViviSimeto, un intervento di pulizia sui fiumi Simeto e Serravalle all'interno di quella che sarà la riserva delle Forre laviche del Simeto. I volontari sono intervenuti per pulire il tratto di fiume presso il Ponte della Càntera, in territorio di Bronte sulla Provinciale 117/III.
L'area è di grande pregio naturalistico dove, però, si trovano rifiuti che vengono lasciati da cittadini privi di qualsiasi senso civico, ma che sono anche trascinati dalle piene del fiume. Il Ponte della Càntera è stato fatto costruire per volontà del Conte Ruggiero nel 1121, dedicandolo alla memoria della madre Adelasia. [ChD, Giornale di Sicilia)



1 Maggio 2011
A MAGGIO E GIUGNO OGNI GIOVEDI’ ALLE ORE 19,00 INCONTRI PER PROMUOVERE AMBIENTE E TERRITORIO

Serate tematiche sull’ambiente, tra parchi e natura

“Naturalmente… a Bronte”

Il Centro Documentazione e Studi sulle Aree Naturali Protette del Parco dei Nebrodi in collaborazione con il Comune organizza a Palazzo Virzì (Piazza Rosario) una serie di incontri tematici sull’ambiente, la natura, ed i parchi dal titolo "Naturalmente... a Bronte". Filo conduttore delle serate sarà la conoscenza e la fruizione delle aree protette, rivolta particolarmente alla consapevolezza di appartenere ad un territorio tra Etna, Nebrodi, Alcantara e Simeto di innato pregio naturalistico ed escursionistico.

Gli incontri saranno animati da esperti nel settore provenienti da realtà professionali ed associative di grande competenza ed esperienza. La partecipazione è libera e le serate si svolgeranno da maggio a giugno nelle date di seguito indicate, e di norma il giovedì sera, con inizio alle ore 19,00. Moderatore degli incontri: Attilio Caldarera.

“Una serie di incontri particolarmente interessanti – ha commentato il sindaco Firrarello – frutto dell’amore che Attilio Caldarera nutre per la natura, l’ambiente ed il nostro territorio. Un ringraziamento particolare va certamente al Parco dei Nebrodi, impegnato insieme con noi, nella promozione delle bellezze ambientali di questo territorio dalla bellezza abbacinante”.

Questo il programma dettagliato degli incontri tematici

Giovedì 5 maggio: Lo sport in Montagna – l’esperienza della UISP Lega Montagna a cura di Santino Cannavò
Giovedì 12 maggio: Obiettivo natura. La fotografia naturalistica in preziosi scatti a cura di Gino Fabio
Giovedì 19 maggio: La Sicilia e la Diversità paesaggistica – Il racconto di un camminatore esperto a cura di Fabrizio Meli

Giovedì 26 maggio: Flora e Fauna del territorio Etneo – L’attenta raccolta degli elementi naturalistici a cura di Vincenzo Crimi
Giovedì 9 giugno: Il cielo sopra di noi - Astronomia porta dell’infinito a cura del Gruppo Astrofili Catanesi
Giovedì 16 giugno: Iblei Storie e Luoghi di un Parco – Proiezione del documentario sul Parco degli Iblei a cura di Renzo Lo Presti
Giovedì 23 giugno: Il Sentiero Italia – La mappa del Sentiero Italia raccontata dal CAI a cura di Mario Vaccarella, Gianbattista Condorelli e Giuseppe Oliveri.

Per maggiori informazioni rivolgersi all’Ente Parco dei Nebrodi (Piazza Duomo - 98076 Sant'Agata Militello, tel 0941 702524 - fax 0941 723088).



23 Maggio 2010
REALIZZATO DAL GAL ETNA

Un sentiero fino alla Grotta della Neve

Gli appassionati di natura ed ambiente avranno un altro validissimo motivo per venire a Bronte. L’antica grotta della “Neve” che i brontesi chiamano anche del “Collegio”, fra le suggestive lave cordate del Parco dell’Etna, sarà facilmente raggiungibile con un sentiero ben segnalato. Il progetto, voluto dal sindaco Firrarello e realizzato dal Gal Etna, attraverso l’Associazione “Cartur” di Adrano e la collaborazione del Corpo Forestale di Bronte, è stato presentato nella sala della Giunta del Palazzo municipale di Bronte.

“Il progetto – ha affermato il senatore - prevede il ripristino di un sentiero natura, la realizzazione della segnaletica e della recinzione di sicurezza. La Grotta della Neve o del Collegio, si trova a pochi passi dalla Casermetta di Piano dei Grilli che ricordo è raggiungibile comodamente in auto. E’ coperta dai resti di una volta in pietra lavica costruita per proteggere a lungo la neve dal caldo estivo. In pratica questa grotta ai tempi altro non era che un primordiale frigorifero che custodiva il ghiaccio che serviva durante i mesi caldi”. E su questa grossa il comandante della Forestale Vincenzo Crimi ha effettuato studi. “Visitarla – ha affermato – vuol dire apprezzare le bellezze naturali frutto delle eruzioni del vulcano e contemporaneamente rendersi conto degli usi di un tempo, quando era necessario servirsi di queste grotte come “neviera”, ovvero, vero e proprio magazzino da neve”.

Arrivare alla grotta della neve è abbastanza agevole da Bronte, infatti, dalla località denominata del SS. Cristo, attraverso la tipica stradella di basolato lavico che taglia la colata lavica a corde del 1651, si giunge a Piano dei grilli e qualche centinaio di metri prima della casermetta forestale, si lascia la strada, seguendo le indicazioni. Dopo circa 500 metri a piedi, si giunge alla grotta.



20 Febbraio 2010

Torna con «Wetna» il mito del gran tour ai piedi del vulcano

Presentata a Milano la nuova iniziativa

"W" come workshop, "E" come events, "T" come travel, "N" come nature, "A" come Art. Cinque lettere per cinque parole-chiave, il progetto "Wetna" lancia una proposta chiara e forte. Nato da un lavoro di squadra tutto interno alla Provincia Regionale di Catania - dalla sinergia tra Etna Convention Bureau e il Tavolo Tecnico sul Turismo - il progetto si configura come la punta di diamante del programma "Gran Tourismo da vivere" con cui la Provincia Regionale di Catania partecipa all’edizione 2010 della Bit, la Borsa internazionale del Turismo, in corso a Milano.

L’iniziativa è stata presentata ieri nel corso della conferenza stampa, dal presidente della Provincia Giuseppe Castiglione e da Benedetto Puglisi e Nico Torrisi rispettivamente direttore generale e componente del Cda di Etna Convention Bureau, alla presenza dell’assessore regionale al Turismo Nino Strano.

"Wetna" è un format articolato e strutturato che punta a lanciare Catania e il suo comprensorio sul mercato mondiale delle offerte turistiche, per offrirlo come un vero e proprio "pacchetto" ai tour operator nazionali e internazionali. Dal 12 al 15 novembre 2010 il capoluogo etneo diventerà così il centro propulsore di un impor­tante evento territoriale: per un intero weekend, la città e il centro fieristico "Le Ciminiere" – meraviglioso esempio di archeologia industriale totalmente recuperato e ristrutturato - si trasformeranno in un mercato del turismo e le aziende leader del settore interessate potranno confrontarsi e partecipare a un workshop tematico e ad un educational-tour che toccherà alcune delle mete più caratteristiche. «Un progetto apripista - ha spiegato il presidente Castiglione - che coinvolgerà i migliori buyer del mondo.

L’iniziativa, secondo il tradizionale meccanismo della domanda che incontra l’offerta, creerà nuove reali opportunità di business in uno dei settori di punta dell’economia locale, con un’importante e sostanziale ricaduta su tutti i comparti coinvolti: dalle strutture ricettive alla ristorazione, dagli enti che operano nella cultura ai locali che offrono intrattenimento e divertimento».

E l’Etna, il vulcano più alto e imprevedibile d’Europa, non è che il Simbolo di un territorio che scommette su se stesso e raccoglie una sfida sempre più difficile in un panorama in cui ogni luogo è raggiungibile e il low cost rende gli spostamenti a portata di tutti. Un luogo che, in veste di "prodotto" da vendere e comprare, rifugge standard e luoghi comuni e si affida alla "specialità" e "unicità" dell’offerta.

Al tavolo della conferenza stampa era presente anche Manuela Panke, promotrice del progetto "Odyssea Sicilia" realizzato dalla Provincia di Catania con il Consorzio GolfTour, presieduto da Mario Bonsignore, che svilupperà nuovi itinerari turistici da leggere, vedere e ascoltare attraverso IPod.

«Mai in Italia era stata presentata un’applicazione pratica come quella che abbiamo illustrato, attraverso touch screen, nello stand della Provincia di Catania - ha spiegato Panke - con quest’applicazione animeremo i porti, che si trasformeranno così da parcheggi per barche a vetrine privilegiate per il turismo marittimo».

Fornitura completa di servizi che si affiancherà alle bellezze del territorio. «Una nuova filosofia dell’accoglienza - ha commentato il presidente Castiglione - che deve stare al passo con i tempi, sfruttando le nuove tecnologie: non basta il nostro formidabile patrimonio storico, culturale e paesaggistico, occorre accompagnare il turista e guidarlo all’interno di questo percorso».

'A MUNTAGNA, BRONTE E L'ETNA

 

Presentato in anteprima nazionale il documentario che esalta le pecu­lia­rità del vulcano

«Etna mon­tagna da vivere»

La magia dell’Etna alla Bit di Milano

La magia dell’Etna è sbarcata alla Bit di Milano e, nel corso della conferenza stampa che si è svolta nella «Sala Gialla» del padiglione 7 della Regione Sici­lia­na, è stato proiettato in anteprima nazionale il documentario «Etna mon­ta­gna da vivere»: 18 minuti di immagini suggestive e uniche realizzate dalla Grafofilm Italia, per la regia di Orazio Cristaldi, con i testi di Marisa Mazzaglia e le musiche di Rai Trade.

Un’esaltazione degli aspetti più belli e caratteristici del vulcano, specialmente in versione invernale, e delle caratteristiche di tutti i Comuni del territorio del Parco dell’Etna. Angoli incontaminati, dove la natura domina incontrastata e dove spesso sfoga la sua forza, convivono con tradi­zioni secolari e con aspetti culturali ed economici in grande espansione, come l’enogastronomia e il turismo sciistico. Un’offerta turistica che può essere arti­colata su una grande gamma di attività, sci, trekking, escursionismo, speleo­logia e molto altro ancora. Il tutto in un ambiente naturale unico al mondo.

La straordinarietà della Montagna etnea, dove è possibile «sciare sul fuoco», è stata messa in luce anche in uno spot di 30 secondi, realizzato, sempre per il Parco dell’Etna, da Grafofilm Italia, che è stato presentato dall’assessore regio­nale al Turismo, Nino Strano.

«La promozione del territorio che circonda l’Etna è uno dei compiti più impor­tanti del Parco», afferma il commissario Ettore Foti. «Presentare, in rappre­sen­tanza del Parco dell’Etna, la bellezza della nostra terra a un pubblico qua­lificato e internazionale - ha affermato Marisa Mazzaglia, membro del comitato esecu­tivo del Parco dell’Etna e assessore al Turismo del Comune di Nicolosi - è un onore anche per l’accoglienza e l’emozione che queste suggestive immagini hanno suscitato».

Alla presentazione sono intervenuti i sindaci di Nicolosi, Nino Borzì, e di Lin­gua­glossa, Rosa Maria Vecchio, Alessandra Diliberto, commissario straordinario di Giardini Naxos, e l’assessore Claudio Guzzetta.

La promozione del territorio etneo alla Bit è affidata ai componenti del comi­tato esecutivo del Parco dell’Etna, Mario Bonsignore e Franco Borzì.



9 Febbraio 2010
MANIACE

Multati 8 escursionisti con jeep sui Nebrodi

Domenica amara per otto escursionisti che, approfittando della neve sui Nebrodi, hanno raggiunto Maniace per poi arrampicarsi sui monti in jeep e provare l’ebbrezza del fuoristrada. Gli uomini del distaccamento delle Guardie forestali di Maniace, al comando dell’ispettore superiore Antonino Montagno, infatti, hanno effettuato un servizio per reprimere il fenomeno e limitare i danni ambientali provocati dai fuori strada che, esercitando attività sportiva all'interno del Parco o solamente solcando con le grosse ruote i fragili prati, compromettono l’integrità ambientale del territorio. Così una pattuglia, composta dal comandante stesso e dagli ispettori Alfio Grassia e Antonino Scorpo Liuzzo, hanno perlustrato le zone A e B del Parco lungo la trazzera Segheria-Mergo, bloccando 8 comitive di turisti e sanzionando i conducenti.

Di questi, quattro escursionisti dovranno soltanto pagare 50 euro per aver violato la legge del Parco, che impedisce ai mezzi a motore di entrare all'interno delle zone “B” ed “A”, ma il resto dovrà pagare 2 multe. Una di 206 euro per aver lasciato la trazzera e guidato sui prati e un’altra di 82 euro per aver violato la legge forestale.

In effetti, spesso i Nebrodi vengono assaliti da vere proprie “carovane” di jeep che, volendo raggiungere i posti più impervi, finiscono per arrecare un danno ambientale denunciato in passato anche dal parroco della chiesa di Maniace, monsignor Nunzio'Galati. Il fenomeno si acuisce maggiormente in primavera, in occasione delle feste come il primo maggio o pasquetta. Adesso, però, gli appassionati di fuoristrada senza scrupoli faranno bene a rispettare leggi e regolamenti, se non vogliono rischiare una contravvenzione. [Gaetano Guidotto, La Sicilia]


4 Novembre 2009

Nuove idee per il Gal Etna

FORRE LAVICHE DEL SIMETO ('U BAZU 'A CANTIRA)Il sindaco Firrarello per la valorizzazione delle «Forre laviche»

«Valorizzare i territori dei parchi dell’Etna e dei Nebrodi, le Forre laviche del Simeto e le lave cordate dell’Etna».

Questi gli obbiettivi, individuati dal sindaco di Bronte, Pino Firrarello, per la salvaguardia ambientale e la crescita turistica del territorio del centro etneo, da consegnare al Gal (Gruppo di azione locale) Etna e da inserire nel Piano di sviluppo locale, affidato al responsabile del Gal, il sindaco di Randazzo, Ernesto Del Campo.

«Non finiremo mai - afferma Firrarello - di puntare alla valorizzazione del nostro patrimonio ambientale per far conoscere ciò che di bello la natura ci ha regalato e di promuovere i parchi. Il territorio di Bronte - continua - è attraversato dal fiume Simeto che subito dopo contrada Cantera offre il meraviglioso spettacolo delle "Forre laviche", ovvero delle vere e proprie gole, scavate nelle lave secolari dalla paziente azione delle acque. In pochi sanno poi – continua Firrarello - che una comoda strada in basolato lavico, raggiungibile da viale Kennedy, oltre a farci arrivare comodamente in auto fino a Piano dei Grilli, altro non è che una terrazza con la vista migliore su antiche lave cordate che in altri versanti dell’Etna possono essere ammirate esclusivamente dagli escursionisti che si avventurano a piedi sull’Etna.

Entrambi - conclude - sono tesori naturalistici dal grande valore turistico che è arrivato il momento di far conoscere e valorizzare. Ed in proposito – aggiunge - abbiamo elaborato il progetto "Le stazioni del viandante", con i turisti che arrivano a Bronte con il treno della Fce e poi vengono accompagnati in bus 4X4 sull’Etna».

Intanto gli incontri fra i vari partner del Gal Etna proseguono: «Continua - ha messo in rilievo il dott. Ernesto Del Campo - il percorso di concertazione con il parternariato sociale e politico del Gal Etna. Abbiamo già presentato lo schema di massima del piano di sviluppo locale elaborato dal gruppo di lavoro e che dovrà essere presentato entro il 20 novembre. Siano soddisfatti - conclude - perché siamo riusciti ad inglobare nel progetto le istanze che sono giunte dal territorio, ricevendo il consenso da parte dell’assemblea». Domani sera il Consiglio comunale di Bronte, presieduto da Gino Prestianni, approverà lo schema di statuto del Gal Etna. (fonte La Sicilia)



2 Febbraio 2009

I CORSI SI TERRANO NEL CASTELLO NELSON DAL 2 AL 13 FEBBRAIO

Inaugurazione della Winter School «Sviluppo e Ambiente»

Valorizzazione del territorio e sviluppo sostenibile

Oggi alle 16, nell'aula consiliare del Comune inaugurazione della Winter school «Sviluppo e Ambiente» su iniziativa dell'Imes Sicilia (Istituto meridionale di storia e scienze sociali), in collaborazione con il ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, l'assessorato regionale Territorio e Ambiente, la Provincia di Catania, il Comune di Bronte, il quotidiano «La Sicilia» e l'emittente «Antenna Sicilia».

Dopo l'intervento del sindaco di Bronte, sen. Pino Firrarello, e l'introduzione del direttore dell'Imes Sicilia, prof.ssa Lina Scalisi, è prevista la prolusione del prof. Gianni Francesco Mattioli (Università la Sapienza di Roma) su «Cambiamenti climatici. Questione energetica e prospettiva europea».

Le lezioni della Winter school si terranno da domani al 13 febbraio alla Ducea di Nelson, alla presenza di illustri relatori: quali Piero Bevilacqua (Università la Sapienza di Roma), Giuseppe Barbera (Università di Palermo), Lina Scalisi (Imes Sicilia-Università di Catania), Antonio Barone (Lum Casamassima Bari), Gabriella Corona (Istituto di studi sulle società del Mediterraneo del Cnr di Napoli), Antonio Lumicisi (Ministero dell'Ambiente), Salvo Adorno (Università di Catania), Maurizio Erbicella (esperto in materie umanistiche), Mauro Agnoletti (Università di Firenze), Giuliano Cannata (Università di Siena), Vezio De Lucia (ministero dei lavori pubblici,), Natalia Faraoni (Università di Firenze), Harald Bonura (avvocato amministrativista, esperto di fondi strutturali e politiche per lo sviluppo ambientale).

La Winter School Sviluppo e Ambiente intende indagare le dimensioni storiche, economiche ed ambientali del territorio, al fine di progettare un modello di sviluppo eco-compatibile che leghi insieme innovazione e salvaguardia dell’ambiente, valorizzazione delle risorse naturali e loro generale fruizione. I venti allievi vincitori della borsa di studio (sono state oltre 100 le domande presentate) avranno la possibilità di sviluppare la conoscenza della realtà territoriale, culturale e ambientale del Meridione e incrementare le competenze nell'ambito delle strategie di sviluppo sostenibile e delle risorse energetiche.




Il progetto di restauro dello storico ponte risale al 2003. Era stato proposto nel 2002 dall'allora presidente del Club Aetna nord-ovest, dott. Mario Schilirò. Nel 2004 l'assessorato regionale ai lavori Pubblici aveva concesso al Comune 52.884 euro per la progettazione definitiva delle opere di restauro. Forse questa volta se ne intravede la realizzazione, potrebbe essere la volta buona..

25 Giugno 2008

Il restauro del Ponte Serravalle a tutela del paesaggio

Meeting del Rotary Aetna Nord Ovest sulla necessità della riqualificazione ambientale di aree di grande pregio

Il Rotary Aetna nord ovest indica nel restauro degli antichi monumenti il modo migliore per il recupero ambientale di aree di grande pregio. Lo ha fatto durante il meeting «Il restauro del ponte Serravalle nell’ambito della riqualificazione paesaggistica delle Forre laviche del Simeto», organizzato nella splendida cornice del Castello Nelson.

A introdurre i lavori è stato il presidente del club service, Paolo Falanga, che ha avuto il piacere di avere ospiti il neopresidente della Provincia di Catania, on. Giuseppe Castiglione, il prof. ing. Antonino Failla e il maestro Nunzio Sciavarrello. Presente anche il governatore Rotary del distretto 2110 Sicilia e Malta, ing. Salvo Salpietro. «La Provincia di Catania - ha affermato il presidente Castiglione - non dovrà occuparsi solo di strade e scuole, ma anche di salvaguardia e valorizzazione ambientale e territoriale. Incontri come questi, di conseguenza, non possono che essere apprezzati».

A centrare l’argomento del meeting è stato l’istruttore distrettuale, arch. Luigi Longhitano: «Il progetto di restauro del Ponte di Serravalle - ha affermato - costruito dal Conte Ruggero nel 1121, nasce dalla felice intuizione del presidente del nostro club, Mario Schilirò, oggi ripreso nell’accezione ambientale dal presidente Paolo Falanga, che ha utilizzato le sinergie del gruppo del prof. ing. Antonio Failla nell’ambito del II Master di progettazione paesistica e pianificazione ambientale in area del Mediterraneo. Anima di questa iniziativa sono il nostro agronomo, Lara Riguccio, socio del club di Aetna Nord Ovest e la figlia del presidente Falanga, l’architetto Concetta Falanga, dottoranda di ricerca nel Dipartimento d’Ingegneria Agraria sezione Costruzioni e Territorio. Il restauro riguarda - ha concluso - la pulitura e la riparazione di quegli elementi che, erosi dal tempo, hanno indebolito la struttura».

Il ponte è ubicato in corrispondenza del primitivo letto del Simeto e collega le due province di Catania e Messina. Particolarmente interessanti gli interventi del prof. ing. Antonino Failla, dell’Università di Catania, su «La progettazione del paesaggio in ambiente mediterraneo», della dott.ssa Lara Riguccio, sempre dell’Universita di Catania, sul tema «Il progetto per la riqualificazione e la fruizione del fiume Simeto nel comprensorio di Bronte», e dell’architetto Concetta Falanga, che ha descritto «La conoscenza del luogo: tra memoria e realtà». Sono stati poi presentati i progetti degli allievi del master. [Gaetano Guidotto, La Sicilia 25.6.2008]


20 Giugno 2008

«Il restauro del ponte Serravalle nell'ambito della Riqualificazione paesaggistica delle Forre laviche del Simeto»

E' il titolo che il Rotary club Aetna Nord Ovest ha voluto dare alla manifestazione organizzata nel Castello Nelson, domani 22 giugno alle 10. Ad introdurre i lavori e dare il benvenuto, l'attuale presidente Paolo Falanga e l'istruttore distrettuale Luigi Longhitano. Tre gli interventi programmati:
- «La progettazione del paesaggio in ambiente mediterraneo» del prof. ing. Antonino Failla, Università di Catania, coordinatore del Master II livello “Progettazione paesaggistica e pianificazione ambientale in area mediterranea” e del “Laboratorio per la progettazione del verde e del paesaggio” (Pro. Ve.Pa.); «Il progetto per la riqualificazione e la fruizione del fiume Simeto nel comprensorio di Bronte» della dott.ssa agr. Lara Riguccio dell’Università di Catania-Scuola Superiore; «La conoscenza del luogo: tra memoria e realtà», dell’arch. Concetta Falanga, Università di Catania, dottoranda di ricerca Dipartimento di Ingegneria Agraria sez. Costruzioni e Territorio.
Seguirà quindi la presentazione dei progetti degli allievi del master II livello in “Progettazione paesaggistica e pianificazione ambientale in area mediterranea” arch. Rasha Sayed (Egitto), Arch. Ola Majali (Giordania), Arch. Mostafa Rabea Abdelbaset (Egitto), agr. Imane Bougtoub (Marocco), agr. Fatiha Kannouch (Marocco), geol. Simona Greco (Italia), arch. Eman Abdel Sabour (Egitto), zoologo Nagi Esmaiel (Libia), zoologo Fauzi Saed (Libia), biologo Ettore Petralia (Italia), arch. Hamoda Youssef (Egitto), arch. Hoda Salah Ismail (Egitto), e geol. Antonella Falanga (Italia).
Le conclusioni saranno del governatore Rotary del distretto 2110 Sicilia e Malta, ing. Salvo Salpietro, del sen. Firrarello, sindaco di Bronte, e del presidente della Provincia, on. Giuseppe Castiglione.
Un ringraziamento particolare il Rotary ha voluto dare al socio maestro Nunzio Sciavarrello «per l'inedita storia che ha raccontato, per i documenti grafici che ha fornito, per gli spunti progettuali che ha suggerito, ed, infine, per la passione e l'attaccamento che da sempre nutre per la sua terra nativa.»



12 Marzo 2008
L'ORGANIZZAZIONE AFFIDATA AL DISTRETTO TAORMINA ETNA

«Premio dell'UE per la conservazione del patrimonio culturale»

Si svolgerà fra Bronte e Taormina

Il Distretto Taormina Etna, di cui Bronte è il Comune capofila, ha ottenuto l’organizzazione dell’edizione 2009 del “Premio dell’Unione europea per la conservazione del patrimonio culturale”. Il riconoscimento, promosso dalla Commissione europea per la promozione di pratiche di conservazione del patrimonio culturale europeo, è stato assegnato al “Distretto siciliano” dalla federazione europea per il patrimonio culturale “Europa Nostra”, che nell’ultima riunione del Consiglio, tenutosi a L’Aia, dopo aver vagliato attentamente il dossier presentato, ha accettato la proposta che ha sbaragliando la richiesta del Portogallo, che si candidava ad ospitare la manifestazione nella propria capitale Lisbona.

Nel rispetto delle tradizioni, che prevedono la presenza del capo dello Stato alla premiazione, a Giugno 2009, nel territorio fra Bronte e Taormina, quindi sarà il Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano a consegnare i premi. “Per questo territorio – dice il sindaco, sen. Pino Firrarello - un’occasione unica, e soprattutto il riconoscimento del lavoro svolto fino ad oggi per far conoscere le caratteristiche di una terra che vanta storia, tradizioni, monumenti e risorse ambientali. Sarà per noi – continua - un onore organizzare un premio che in Europa occupa un posto di assoluto rilievo e solitamente viene organizzato nelle capitali.”

Soddisfatto l’Amministratore delegato del Distretto “Taormina Etna” dott. Salvatore Spartà che ha anche redatto l’intero progetto: “Un grande sforzo organizzativo ma nel contempo una eccezionale opportunità per il territorio, afferma. Dal 2002 ad oggi, la cerimonia di consegna dei premi è stata ospitata in alcune tra le più prestigiose capitali europee (Monaco di Baviera, Madrid, Bergen, Stoccolma), riunendo il gotha della cultura europea, i migliori tecnici ed esperti del settore ed i maggiori ideatori e promotori di iniziative culturali”. Ottenuta la nomination adesso parte la corsa per l’organizzazione che il Distretto intende curare alla perfezione. L’edizione 2008 del premio si terrà a Newcastle in Inghilterra, ed è già stata assegnata l’edizione 2010 ad Istanbul.



21 Luglio 2007

2 AGOSTO : «IO …I NEBRODI …E IL CAVALLO» - SECONDA TRAVERSATA DELLA DORSALE DEI NEBRODI

Per conoscere il nostro territorio

A cavallo sulla dorsale dei Nebrodi

La promozione di un turismo ecosostenibile rimane l’obiettivo principale che le Giacche Verdi Sicilia (volontari a cavallo per la protezione civile e ambientale e di solidarietà sociale) insieme ai cavalieri dei Nebrodi si prefiggono con l’organizzazione della seconda Traversata della dorsale dei Nebrodi.

Cresce dunque l’attesa per i 50 cavalieri e amazzoni partecipanti che giovedì 2 agosto varcheranno da Maniace la porta dei Nebrodi inoltrandosi nei fitti boschi di roverella e faggio e, attraverso le acque cristalline dei laghi Maulazzo, Biviere e Trearie scaleranno le verdi vette di Montecolla per entrare nel mito del rifugio dell’aquila, per poi riscendere verso il fiume Flascio, soffermandosi in un momento di meditazione e preghiera nel santuario detto delle Tre Verginelle in contrada Acquasanta. Numerosi i comuni delle province di Catania e Messina coinvolti nella tre giorni a cavallo, nel cuore dell’area protetta più verde e incontaminata di Sicilia.

«Sarà un itinerario diverso rispetto all’anno scorso - anticipa Anna Spitaleri presidente regionale Giacche Verdi che ha curato personalmente i percorsi, insieme al delegato tecnico regionale Angiv Gino Montagno e agli agenti del corpo forestale - ma non di minore bellezza dal punto di vista naturalistico. Partiranno dal Castello Nelson con il saluto dei sindaci di Bronte (Giuseppe Firrarello), città in cui ha sede l’associazione Giacche Verdi Sicilia, e Maniace (Salvatore Pinzone) e al parroco don Nunzio Galati.

La traversata sarà seguita e documentata dalle telecamere con la presenza di giornalisti del settore equituristico e ambientale, tra i quali Nicola Mastronardi, Luigi Ialuna e Marcello Proietto di Silvestro. I cavalieri avranno inoltre al seguito un veterinario di servizio, la dottoressa Maria Dauccia».

L’associazione si avvarrà della collaborazione dell’Ente Parco dei Nebrodi che metterà a disposizione un mezzo fuoristrada per il trasporto di viveri e bagagli, del Corpo Forestale che parteciperà con il reparto a cavallo e con mezzi fuoristrada per il supporto logistico e dell’azienda regionale foreste demaniali che metterà a disposizione aree attrezzate e rifugi lungo il percorso.
«Il tempo di definire gli ultimi dettagli con il commissario del Parco dei Nebrodi Salvatore Giarratana promotore dell’iniziativa -  conclude Anna Spitaleri  -  e il conto alla rovescia partirà davvero per la tanto attesa seconda edizione della traversata dei Nebrodi a cavallo».



6 Marzo 2007

Si è riproposto a Bronte il convegno svoltosi a Maletto il 23 Settembre 2006. Aveva come tema “Il patrimonio culturale ed ambientale nel versante Nord-ovest dell’Etna” e si era parlato di archeologia, natura ed ambiente, cultura e storia locale; era stata anche l’occasione per presentare i primi risultati di una ricerca che un gruppo di archeologi del dipartimento di archeologia dell’Università inglese di Durham aveva svolto nel territorio di Bronte, Maniace e Maletto.

CONVEGNO A CURA DEL COMUNE

Il patrimonio culturale ed ambientale nel versante Nord-ovest dell’Etna

«Bronte sito archeologico interessante per il turismo»

Gli aspetti archeologici, storici e sociali, insieme a quelli vulcanologici e turistici del territorio sono stati trattati in un interessante convegno organizzato dal Comune di Bronte, insieme alla Regione siciliana, alla sede di Bronte e Maletto di Siciliantica e al Club alpino italiano sulle “Nuove scoperte nel territorio di Bronte”.

All'incontro hanno partecipato il sindaco Pino Firrarello, l'on. Salvo Pugliese, la dott. Maria Grazia Branciforti, soprintendente ai Beni Culturali di Catania, intervenuta assieme al dott. Umberto Spigo e Francesco Privitera, il neo presidente di Siciliantica, Giorgio Luca, il vulcanologo Giovanni Frazzetta, il dott. Franco Del Campo ed il prof. Franco Schilirò.

Il presidente provinciale di Siciliantica, Piero Butera, ha consegnato al sindaco un possibile itinerario lungo il Simeto che tocchi la cartiera di contrada Ricchisgia, i Castelli di Bolo, Torremuzza ed il Castello Nelson, mentre la dott. Branciforti ha assicurato di aver richiesto alla Regione i finanzia­menti necessari per iniziare una campagna di scavi in contrada Erranteria, con il prof. Frazzetta che ha evidenziato come la formazione del vulcano spento “Monte Barca” (nella foto a sinistra) risalga a 200 mila anni fa.

“Abbiamo messo insieme - ha affermato il sen. Firrarello - le scoperte della Soprintendenza e di Sicilia antica capendo che anche Bronte ha peculiarità archeologiche valide per il turismo”.




6 Maggio 2006

E' stato il battesimo all’area attrezzata di contrada Poggio Monaco

La Festa della Montagna

"Un ottimo modo per far conoscere il nostro territorio e godere delle sue bellezze"

E’ questa l’Etna che vogliono gli abitanti del versante nord ovest del vulcano.

Quella che la “Festa della Montagna” organizzata dai Comuni di Bronte e di Maletto, (insieme con l’Ispettorato e l’Azienda foreste demaniali), ha mostrato, ovvero frequentata dai turisti, vissuta e rispettata dalle popolazioni e pronta a dare a questo territorio quel qualcosa in più per far decollare il turismo.

Questa mattina, infatti, tanti ragazzi e turisti di ogni età hanno partecipato alla manifestazione, che ha visto dare il battesimo all’area attrezzata che l’Azienda foreste demaniali di Catania ha realizzato in contrada Poggio Monaco nel territorio di Maletto, immersa nel verde di un fitto bosco.

Già alle 9 i pullman pieni di turisti e famiglie avevano raggiunto il punto d’incontro. Presenti i sindaci Pino Firrarello e Giuseppe De Luca, i loro assessori e numerosi consiglieri comunali.

Presente anche il Parco dell’Etna con il componente del Comitato esecutivo Mario Bonsignore, il comandante della Stazione dei Carabinieri Roberto Caccamo, quello della Guardia di Finanza Carmelo Cicero, i comandanti dei distaccamenti forestali di Bronte e Maniace, Enzo Crimi e Alfredo Lo Presti e Santo Accordino della Azienda forestale. Con loro numerosi ambientalisti come i prof. Giuseppe ed Angelo Ronsisvalle e la professoressa Marisa Vinciguerra. Ma c’è stato chi per godere delle bellezze dell’Etna ha viaggiato tanto come il dott. Giuseppe Morale, la dottoressa Patrizia Valenti, e l’ing. Angelo Trupia.

“E’ stata una bella manifestazione – ha dichiarato l’assessore Salvia che ha organizzato il tutto - un ottimo modo per far conoscere il nostro territorio e godere delle sue bellezze, nella speranza che sempre più turisti siano invogliati a visitare i nostri boschi ed i nostri paesi ricchi di storia e monumenti”. “Dobbiamo ringraziare – ha aggiunto il sindaco di Maletto De Luca – l’Azienda e le Guardie forestali se oggi a Maletto esiste quest’area attrezzata che è la vera porta dell’Etna”.

Una festa riuscita insomma, come ha sottolineato il consigliere di Bronte, Nunzio Saitta, rimasto fino alla fine, quanto tutti, un pò a malincuore, sono tornati fra il caos delle rispettive città.


L’AREA ATTREZZATA DI POGGIO MONACO

Fra i tanti rifugi ed aree attrezzate esistenti sull'Etna e nei boschi dei Nebrodi, quello di Poggio Monaco è il posto perfetto dove trascorrere una giornata fra la natura.

Realizzata dall’Azienda foreste demaniali e dal Comune di Maletto non offre solo rustici tavoli e funzionali barbecue, ma anche acqua corrente e servizi igienici utilizzabili anche per i diversamente abili. Un angolo di natura, ad appena qualche chilometro di auto dalla Ss. 284 in contrada Fontana Murata, immerso fra alberi di roverella, leccio e castagno che vale la pena visitare, per poi magari tentare di arrampicarsi sul vulcano.



14 Novembre 2005

CONVEGNO AL CASTELLO NELSON CON LA LOGGIA E CASCIO

Il territorio dei Nebrodi, motore di sviluppo dell'economia

Il Cerisdi in collaborazione con l’Imont (Istituto Nazionale della Montagna) nell’ambito di attività svolte all'attuazione di programmi ed interventi per lo sviluppo delle Aree Montane del Mediterraneo, ha realizzato la Ricerca "Il Territorio dei Nebrodi: dimensioni, caratteristiche, potenzialità e prospettive”.

Lo studio raccoglie dati e informazioni sui Comuni del comprensorio dei Nebrodi al fine di divulgare le reali e possibili aree di sviluppo dell'intero territorio, valutandone le prospettive di crescita e di incremento future. In questo contesto il ruolo di primaria importanza si riconosce ai comuni del Parco che operano in maniera incessante per lo sviluppo locale.

La ricerca è stata presentata al Castello Nelson in un Convegno tenutosi il 14 novembre. Erano presenti anche il ministro per gli affari regionali, Enrico La Loggia ed il vice presidente della Regione, Francesco Cascio.

“Bronte – afferma il senatore Pino Firrarello - conosce bene le potenzialità ambientali di questo territorio che offre scorci di natura incontaminata da subito dopo l’abitato fino alla cresta dei Nebrodi. Un territorio che intendiamo valorizzare anche grazie al rapporto è proficuo con il Parco dei Nebrodi che insieme con noi sta lavorando per incrementare, nel rispetto dell’ambiente, il turismo, che per noi vuol dire economia e posti di lavoro.

L’dea comune di rendere accessibile alle jeep la trazzera reggia Semantile Longi che permetterà a tanti di godere delle meraviglie di territori come Grappidà, Foresta Vecchia e Serra del Re, per esempio, è segno della lungimiranza e della collaborazione che ci fornisce il Parco nebroideo. Su queste basi siamo certi che i Nebrodi saranno realmente il motore dello sviluppo di domani”.

Questo il programma
9,00 - Benvenuto ai partecipanti - welcome coffee
9,30 - Apertura lavori
On. sen. Pino Firrarello, sindaco del Comune di Bronte - Prof. Avv. Guglielmo Serio, vice Presidente del Cerisdi - Dott. Edoardo Mensi, presidente Imont
10,15 - Introduzione al tema
On. sen. Enrico La Loggia, ministro per gli affari regionali - On. Francesco Cascio, vice Presidente Regione Siciliana

Relazioni
11,00 - La ricerca per lo sviluppo delle aree montane - Dott. Antonio Ciaschi, direttore Imont
11,30 - Presentazione del volume,"Il territorio dei Nebrodi dimensioni, caratteristiche, potenzialità, prospettive": Dott. Enrico Faconti, coordinatore del progetto di Ricerca - Dott. Pietro Paolo La Commare, ricercatore Cerisdi - Dott. Antonio Alaimo, ricercatore Cerisdi

12,30 Interventi programmati
”I Nebrodi, montagne del Mediterraneo”: Dott. Salvatore Seminara, Ente Parco dei Nebrodi - Dott. Domenico Cavarretta, direttore Istituto Speciale per la Montagna Regione Siciliana - Dott. Giuseppe Bronzino, presidente Associazione Regionale Allevatori della Sicilia - Dott. Salvatore Granata, presidente Legambiente Nebrodi - Dott. Antonino Amato, Istituto Speri­mentale Zootecnico per la Sicilia - Dott. Salvatore Di Martino, dirigente servizio VI – Dipartimento Territorio e Ambiente Regione Sicilia - Dott. Aurelio Scalone, presidente Ordine dottori agronomi e forestali della Provincia di Palermo - I Sindaci dei Comuni dei Nebrodi
14,00 - Degustazione prodotti tipici

16 novembre 2005

Firrarello: "Non può essere che Parco in Sicilia sia esclusivo sinonimo di divieto”

“PUNTARE SUL TURISMO”

Ambiente, natura, cultura, tradizione, prodotti tipici, produzioni agricole e attività zootecniche.

Sono i punti di forza del territorio dei Nebrodi che sono emersi da un’indagine condotta dal Cerisdi, in collaborazione con l’Imont, Istituto nazionale della Montagna, che è stata presentata nell’incantevole scenario del Castello Nelson alla presenza di sindaci ed esperti. E se il vice presidente del Cerisdi avv. Guglielmo Serio ha presentato il lavoro, per il coordinatore del progetto di ricerca, dott. Enrico Faconti e per i ricercatori dott. Pietro La Commare e Antonio Alaimo è il turismo la pianta da coltivare:

“I Sindaci – ha dichiarato Faconti - devono diventare protagonisti dello sviluppo attraverso una serie di iniziative coordinate. Certamente bisogna puntare al turismo montano.

L’offerta dei Nebrodi la conosciamo tutti: i suoi prodotti, l’agroalimentare e l’aspetto storico monumentale. Bisogna però – ha aggiunto - essere capaci di intercettare il tipo di domanda di un turismo che è diverso da quello tradizionale o se vogliamo del mare”. Obiettivo cui punta anche il sindaco di Bronte, senatore Pino Firrarello:

“Abbiamo intrapreso un dialogo con il Parco dei Nebrodi – ha affermato – per ripristinare la viabilità più antica e rilanciare zone incantevoli che oggi sono isolate. Questo è uno degli obiettivi cui tutti i Parchi, nel rispetto dell’am­biente, devono mirare. Non può essere – ha concluso – che Parco in Sicilia sia esclusivo sinonimo di divieto”.

All’incontro hanno partecipato, fra gli altri, il sindaco di Maniace, Salvatore Pinzone Vecchio, il vice sindaco di Randazzo, Grazia Emanuele ed il direttore del Parco dei Nebrodi Bartolomeo Virruso.
 

Nell'indagine condotta dal Cerisdi e nel volume "Il territorio dei Nebrodi dimen­sio­ni, caratte­ristiche, potenzialità, prospet­tive" che la compendia, il nostro sito è citato fra i siti internet di riferimento.

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