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Elezioni Comunali del 30/31 Maggio 2010

Rassegna e comunicati stampa


1 Giugno 2010

Firrarello vince la sfida con Lombardo

PINO FIRRARELLO, SINDACO DI BRONTE (2010)Il sen. Pino Firrarello si riconferma sindaco di Bronte battendo Aldo Catania (appoggiato dal presi­dente della Regione Raffaele Lombardo) con 6.740 voti (52,90%), un pò meno di cinque anni fa quando sconfisse l'uscente sindaco Salvatore Leanza col 58,95% (7.490 voti).
Dietro di lui Aldo Catania (MpA) che raggiunge appena il 30,58% (3.896 voti). Seguono Enza Meli (PD, 1.129, 8,86%) e Salvatore Leanza che non raggiunge nemmeno i mille voti (964, 7,64%; nel 2005 era arrivato al 23,82% con 3.026 voti).
A Maniace Salvatore Pinzone Vecchio, appoggiato dalla lista "Lista Maniace uniti per cambiare", è stato eletto sindaco. Ha ottenuto 1.338 voti, pari al 52,43%. Al secondo posto Franco Parasiliti Parracello della lista "Lista civica Addauru" con 665 voti, pari al 26,06%. Segue Emilio Conti, della lista "Un futuro per Maniace", con 549 voti, pari al 21,51%.


1 Giugno 2010

Assalto fallito, vince Firrarello

Pino Firrarello è stato incoronato sindaco dalla “sua” Bronte, già al primo turno.
Ieri sera, già a metà delle operazioni di spoglio, il senatore viaggiava verso il 53 per cento delle preferenze.
Il paese del pistacchio e del rivale numero uno di Raffaele Lombardo, ha risposto così alla “chiamata” del primo cittadino uscente.
Il Movimento per l’Autonomia non è dunque riuscito a bloccare l’avanzata del settantenne senatore, mentore politico e suocero del coordinatore del Pdl lealista Giuseppe Castiglione.

L’appoggio dell’Udc ed una campagna elettorale tradizionale che ha prefe­rito i contatti personali ai manifesti, è riuscita a bloccare l’antagonista sponsorizzato dal presidente della Regione. Lombardo e i suoi avevano scelto con cura il “nemico” di Firrarello: il consigliere provinciale Aldo Catania, che alle elezioni precedenti aveva messo da parte un pacchetto di voti di tutto rispetto, circa 3.200 preferenze.

Sia Firrarello che Catania hanno potuto contare su quattro liste. E ieri il senatore, incassata la vittoria, era particolarmente euforico: «È stata una battaglia politica prima ancora che amministrativa ed è stata maliziosa e cattiva - dichiara mentre si trova sul palco, circondato dai sostenitori che snocciolano in piazza i primi numeri delle preferenze - Ma per me la vera battaglia inizia domani pomeriggio e finirà solo quando Lombardo andrà via dalla Regione»

Catania si dice comunque soddisfatto del risultato, che dovrebbe atte­starsi intorno al 31 per cento, anche se Nunzio Spanò, responsabile della sua campagna elettorale, rispondendo alle dichiarazioni degli onorevoli Gibiino e Mancuso che hanno parlato di «orgoglio del Pdl per la vittoria scontata del sindaco uscente», ha commentato: «Con l’astensionismo avuto c’è davvero poco di cui essere orgogliosi».

Il Pd invece si piazza quarto, con un flebile 7 per cento, mentre Turi Leanza, ex sindaco e assessore ai tempi della Regione di Rino Nicolosi raccoglie circa il 9 per cento. Il centrosinistra ha infatti pagato il prezzo della divisione: il “patto democratico per Bronte” di Leanza ha inevita­bilmente sottratto voti al candidato Pd Enza Meli, consigliere comunale e sindacalista Uil. [Rosa Maria di Natale]


1 Giugno 2010

IL SENATORE SI CONFERMA SINDACO NELLA CITTA’ DEL PISTACCHIO BATTENDO IL RIVALE DELL’MPA

Firrarello vince e attacca Lombardo: «Deve dimettersi»

La vittoria al primo turno di Firrarello nella difficile campagna elettorale brontese supera i confini della città del pistacchio e raggiunge diretta­mente palazzo d’Orléans. Sono tantissimi i politici che sono venuti a Bronte per congratularsi con il confermato sindaco e quasi tutti hanno fatto riferimenti al presidente della Regione, Lombardo, che a Bronte ha lanciato la sfida alla parte avversa del Pdl.

«Mi ricordo quando nel 1993 - afferma Firrarello - chiesi all’allora presiden­te della Regione, Campione, di rassegnare le dimissioni perché non aveva più la maggioranza. Campione con grande spirito democratico accolse il mio invito. Oggi l’attuale presidente Lombardo occupa un posto che non è suo, perché è stato eletto da un elettorato che non lo riconosce più. Ritengo che sia giusto che chi venga eletto con questo sistema, se decide di cambiare schieramento, abbia l’obbligo morale di dimettersi».

La crisi politica che sta attanagliando la Regione è l’argomento principale per numerosi politici vicini al senatore Firrarello: «Questa elezione è stata caricata di significati politici - ha dichiarato il presidente della Provincia di Catania. Castiglione, nonché coordinatore del Pdl in Sicilia - Tutti si sono impegnati a fondo per contrastare la candidatura del sindaco Firrarello che aveva lavorato bene per la città. Qualcuno voleva far diventare questa campagna elettorale un test politico.
E noi - continua - accettiamo sempre la sfida, quando si tratta di chiedere agli elettori di esprimersi e abbiamo avuto ragione a Bronte e anche in altri Comuni della Sicilia, dove abbiamo raggiunto il ballottaggio. Mi riferisco a Milazzo - spiega - ma anche a Enna, dove puntiamo a recuperare tutte le anime del Pdl. Oggi comunque - conclude - non è il giorno migliore per fare polemiche. Certo, però, che chi aveva lanciato la sfida ha perso».

Più duro Mancuso: «Il presidente della Regione, entrando a gamba tesa in questa campagna elettorale, ha voluto dare un peso particolare a questa competizione, sostenendo che questa fosse la battaglia delle battaglie, e impedendo che si parlasse sui programmi».

Vivaci e anche coloriti i commenti di altri politici. Non sono mancate dichiarazioni anche ironiche da parte di Limoli e di D’Asero che paragona Firrarello al pistacchio: «Bronte – ha affermato - si identifica non solo nell’“oro verde”, ma anche e, soprattutto, in chi con impegno e dedizione l’ha servita da sempre: il senatore Firrarello». [L. S.]


1 Giugno 2010

Nel Catanese / affluenza superiore alla media nei cinque comuni, con Maniace che ha superato il 91%

Firrarello si conferma alla guida di Bronte

Il test più probante - e più atteso - nei cinque comuni della provincia etnea chiamati alle urne è stato certamente quello maturato a Bronte. Il risultato qui si è venuto delineando in maniera assai chiara sin dalle prime battute dello spoglio. Il sen. Pino Firrarello (sostenuto da Pdl, Udc e due civiche) ha ottenuto una “comoda” riconferma.
Con lo scrutinio ancora in corso a notte piena, il sindaco uscente si è tenuto costantemente al di sopra della soglia del 52% staccando il diretto antagonista Aldo Catania (Mpa), consigliere provinciale, di una ventina di punti percentuali. Nettamente più indietro gli altri due candidati: Turi Leanza ed Enza Meli. (…) [Aldo Mantineo]


1 Giugno 2010

Firrarello vince al primo turno

Sul fronte del centrodestra, ha mostrato il suo radicamento territoriale a Bronte, il senatore Pino Firrarello, riconfermato sindaco con il 52,91%. Non è riuscito ad arrivare al secondo turno, Aldo Catania, il candidato appoggiato dal Mpa, che ha ottenuto il 30,58%.
Il 53 per cento delle preferenze per il senatore del Pdl, con un distacco di 23 punti percentuali dal primo avversario Aldo Catania

Pino Firrarello si conferma sindaco

«La città ha apprezzato il lavoro svolto, la vittoria di oggi ha grande significato»
Pino Firrarello è stato riconfermato sindaco di Bronte. Alle 23 di ieri sera solo 9 seggi su 20 avevano consegnato i dati ufficiali all'Ufficio elettorale, ma già alle 18, le proiezioni fornite dai rappresentarti di lista, non lasciavano dubbi sulla rielezione del sindaco uscente al primo turno. Firrarello, infatti, ha costantemente viaggiato sul 53% delle preferenze, staccando il suo primo avversario, Aldo Catania, di ben 23 punti percentuali. Dietro gli altri avversari del centro sinistra, Salvatore Leanza ed Enza Meli vicini entrambi all'8%.

«La verità - ha affermato Firrarello - è che Bronte ha apprezzato il lavoro capillare indirizzato verso diversi ambiti della vita sociale della città. Rispetto a 5 anni fa, infatti, non potevamo contare sui voti di numerosi gruppi che mi avevano sostenuto e che invece adesso mi hanno fronteggiato.
Fra Aldo Catania, ma anche l'avv. Nunzio Calanna, il consigliere Vittorio Triscari ed altri che alla vigilia, tutti insieme potevano valere anche 3.000 voti. Per questo continuo a dire che la vittoria di oggi, ottenuta con que­sta larga maggioranza, assume ancora di più un valore importan­tis­simo, ed indica che la città di Bronte ha apprezzato il nostro lavoro ed è con noi».
«Mi ritengo soddisfatto - ha replicato Aldo Catania - la coalizione ha ottenuto un buon successo. Forse sono mancati i voti ai candidati della sinistra che avrebbero potuto equilibrare il confronto. Comunque ormai è andata così e per chi come me ama la sua città, non può che augurare al sindaco di amministrare bene. Mi fa anche piacere constatare che la mia lista ha riscosso un buon numero di consensi e se ci avventuriamo in un confronto con le elezioni di 5 anni fa ricordo che il sen. Firrarello allora ha conquistato il 57% dei voti, mentre oggi sicuramente di meno». Poi Catania annuncia che farà ricorso perché gli sarebbero stati annullati diversi voti. Nessuna dichiarazione invece da parte del candidato del Pd Enza Meli, a differenza dell'ex sindaco Salvatore Leanza che, pur essendo a quasi metà scrutinio al quarto posto, mostra soddisfazione.

«Il mio obiettivo - ci dice - era quello di illustrare alla Città come effetti­vamente stavano le cose. Ed il risultato ottenuto mi fa capire che la città ha recepito il mio messaggio. Del resto anche il sen. Firrarello ha ricono­sciuto la qualità del lavoro svolto 6 anni fa e che la mozione di sfiducia ha penalizzato ingiustamente la mia attività amministrativa, al punto che l'amministrazione Firrarello è stata considerata come una continuazione della mia».
Fra i candidati in Consiglio comunale a metà sfoglio i più votati erano Salvatore Gullotta del Pdl e Salvatore Proietto dell'Mpa.

Proclamato il nuovo consiglio comunale
Firrarello forma la Giunta
MpA e Leanza annunciano ricorsi
Novembre 2010: Il Tar boccia il ricorso

 

1 Giugno 2010
II presidente della Regione aveva schierato da aspirante primo cittadino il con­sigliere provinciale Aldo Catania. Risultato: 52 a 31 per il senatore. Il cen­tro­sinistra, diviso tra la pd Enza Meli e l’ex sindaco e assessore regionale del psi Turi Leranza, ha raccolto i resti

Pistacchio, frutto dal guscio sottile e duro

Decisamente resistente come Firrarello

Proprio per le mutate condizioni politiche, il leader del Pdl stavolta ha gioito forse più di cinque anni fa. In piazza, la grande festa con centinaia di fan.
Mancuso: l’odio e l’accanimento nei suoi confronti non sono bastati

Spanò di Mpa: c’è poco di cui essere orgogliosi, cresce l’astensionismo

Elezioni 2010: Firrarello esulta dopo la vittoriaDefiniscono il pistacchio «un frut­to dal guscio sottile e duro». Deci­sa­mente resistente, come Pino Fir­rarello che non a caso è sin­daco-bis di Bronte, la «Città del Pistac­chio». Firrarello, candidato alla suc­cessione di se stesso, ha vinto al primo turno nelle elezioni comunali resistendo all’assalto del «carissimo nemico» Raffaele Lom­bardo.
Il pre­sidente della Regione aveva schierato da aspirante primo citta­dino uno degli esponenti locali più agguerriti del Movimento per l’Auto­nomia: il consigliere provinciale Aldo Catania. Risultato, 52 (per cento) a 31 per il senatore-primo cittadino del Pdl.

Il centrosinistra, diviso tra il capogruppo consiliare del Pd Enza Meli e l’ex sindaco e assessore regionale del Psi Turi Leanza, ha raccolto i resti. Il 9 per cento a Leanza, che aveva indicato come «vice» della sua giunta virtuale un esponente del Pd - Antonello Caruso - in dissenso con la linea ufficiale del partito, e l’8 a Meli.

Nel 2005, Pino Firrarello aveva sfiorato quota 59. In quell’occa­sio­ne, però, la sua «squadra» era composta dallo stesso Catania oltre che da Nunzio Calanna, ex deputato socialista all’Ars e «nu­mero due» di Firrarello in Municipio, dimessosi a poche settimane dalla scadenza del mandato per sostenere la battaglia autono­mi­sta. Proprio perle mutate condizioni politiche, Firrarello stavolta ha gioito forse più di cinque anni fa.

In piazza, festeggiato da centinaia di fan, il senatore s’è soffer­ma­to a snocciolare i nomi dei suoi alleati di un tempo «Non solo Ca­lanna e Catania ma anche Proietto, Triscari ...» - e ha com­mentato: «Nelle precedenti elezioni mi sosteneva, tra l’altro, il Ccd che quando s’è diviso è passato in gran parte dall’altro lato. Avere recuperato queste perdite illustri, significa che abbiamo re­cuperato almeno 4-5 mila voti».

Quindi, un nuovo siluro all’indirizzo di Raffaele Lombardo: «Questo signore, che continua a stare seduto a Palazzo d’Orleans ormai impunemente e imprudentemente, farebbe bene a dimettersi.
Dovrebbe farlo per un minimo di rispetto verso quella coalizione che l’ha eletto, verso quegli elettori del centrodestra che lo por­tarono ad avere il 68 per cento. Visto che oggi il suo consenso è sceso al 12 per cento, dovrebbe fare una cosa sola: visto che ha un agrumeto, se lo vada a coltivare».

Mai in dubbio, ieri, il risultato brontese. E già nel tardo pomeriggio sono giunte nelle redazioni le dichiarazioni di giubilo di alcuni «fe­delissimi» del primo cittadino, tra cui il presidente della commis­sio­ne Ambiente di Palazzo dei Normanni Fabio Mancuso secondo cui «l’accanimento e l’odio nei confronti del senatore Firrarello non sono bastati».
Addirittura aulico Nino D’Asero, anche lui deputato all’Ars: «Bronte si identifica - ha scritto - non solo nell’oro verde (il pistacchio, n.d.r.) ma anche e soprattutto in chi con impegno e dedizione l’ha servita da sempre».

E il deputato nazionale Enzo Gibiino, già coordinatore provinciale azzurro, parla di «vittoria scontata di Firrarello nonostante l’im­pegno eccessivo di Lombardo. Il presidente della Regione non per­de occasione per affermare il suo interesse alle competizioni elet­torali e non allo sviluppo della Sicilia. Il suo impegno a Bronte con­tro il senatore Firrarello quanti milioni di euro in mancati bandi europei pubblicati ci è costato?».

Soddisfatto, malgrado tutto, il più votato tra gli sfidanti del parla­mentare: «Ho fatto campagna elettorale contro un ciclone poli­tico - ha commentato in serata Aldo Catania – La sfida era Davi­de contro Golia, eppure le mie liste sono andate bene. Semmai sono preoccupato per il calo del Pd e del centrosinistra che avrebbero potuto fare la differenza».

Mpa ha anche diffuso una nota di Nunzio Spanò che replicando a Gibiino e Mancuso ha scritto: «C’è poco di cui essere orgogliosi, l’astensionismo è in crescita».

Dal Partito Democratico, infine, nessun commento. Il risultato, pe­rò, sembra davvero bruciante anche alla luce del ben più con­sistente risultato del 2005 quando i Ds con Italia dei Valori-Verdi e il Pse di Enza Meli si erano schierati con Turi Leanza, mentre la Margherita con Udeur e altre liste aveva preso le parti di Dario Sammartino.
I due aspiranti sindaci, complessivamente, avevano totalizzato il 40 per cento. Per il centrosinistra brontese, particolarmente per il Pd, è adesso davvero tempo di processi. [Gerardo Marrone]

1 Giugno 2010

Il comune con la percentuale di affluenza più alta è stato quello di Maniace con il 91,41%

Sono stati confermati i primi cittadini uscenti

[…] Il Pdl, comunque, s’è decisamente consolato a Bronte dove la posta in palio era davvero alta: da un lato il senatore-primo citta­dino Pino Firrarello, campione dei pidiellini «lealisti», ultrà della cur­va che tifa contro Raffaele Lombardo alla Regione, e dall’altro il consigliere provinciale Aldo Catania, schierato proprio da Lom­bar­do nella speranza - neppure troppo nascosta - di costringere il nemico al ballottaggio.
La cittadella fortificata di Firrarello e del genero Giuseppe Casti­glio­ne ha retto, malgrado l’emorragia di esponenti politici locali che cinque anni fa avevano sponsorizzato il leader azzurro e sta­volta avevano scelto il campo avverso. Non a caso, alcuni illustri fan del sindaco-senatore hanno persino ironizzato pesantemente su Lombardo.
Su tutti, il deputato regionale Pippo Limoli: «Sono particolarmente vicino - ha scritto - al dolore improvviso che ha colpito il Re del Regno delle due Sicilie il quale, a causa di un’indigestione di pi­stac­chio dop, è stato costretto a seguire la terapia consigliata dal grande Renato Carosone: pigliate na pastiglia e piensa a me...». [Gerardo Marrone]

1 Giugno 2010

Nel comune catanese il senatore berlusconiano batte il candidato del pre­sidente Lombardo

A Bronte riconfermato Firrarello

A Bronte la disfida fra il sindaco berlusconiano uscente Pino Firra­rello e il candidato del governatore Raffaele Lombardo, Aldo Cata­nia, si archivia a favore del primo. (…)

Bene anche Maria De Luca, Nunzio Saitta, Biagio Petralia, Graziano Calanna e Gino Prestianni. Grande festa in piazza Spedalieri con il sindaco Firrarello salutato e festeggiato da diversi sindaci del comprensorio e dal presidente di Ato Joniambiente, Francesco Rubbino. «La riconferma del sen. Firrarello sindaco di Bronte - ha dichiarato quest'ultimo - non porterà benefici solo a Bronte. A trovare giovamento dall'azione politica amministrativa di Firrarello sarà l'intero territorio in un programma di sviluppo che abbiamo già segnato».


I COMMENTI

«L'accanimento e l'odio non sono bastati»

On. Vincenzo Gibiino: "Vittoria tanto scontata per il sindaco senatore Pino Firrarello quanto dolorosa appare al presidente Lombardo la sconfitta". Lo dichiara a caldo l'on. Vincenzo Gibiino commentando i risultati del Comune etneo. "Il presidente della Regione non perde occasione per affermare il suo interesse alle competizioni elettorali e non allo sviluppo della Sicilia. Il suo impegno a Bronte contro il sen. Firrarello - conclude Gibiino - quanti milioni di euro in mancati bandi europei pubblicati ci è costato?".

Nino D'Asero (deputato regionale Pdl): "Non era necessario parlare di sfida: Bronte si identifica, non solo nell' "oro verde", ma anche e, soprattutto, in chi con impegno e dedizione l'ha servita da sempre: il senatore Firrarello. A lui vanno i migliori auguri di buon lavoro, certo che, con la sua caparbietà, continuerà a lavorare per la crescita e lo sviluppo del territorio del paese e del comprensorio tutto, modello di buona e trasparente amministrazione".

Fabio Mancuso, deputato regionale e presidente commissione Ambiente dell'Ars: "Il risultato di Bronte riempie di orgoglio una classe dirigente. L'accanimento e l'odio nei confronti del senatore Firrarello non sono bastati. La gente sta premiando chi si spende per il territorio e per la buona politica".

Pippo Limoli, deputato regionale PdL: "Sono particolarmente vicino al dolore improvviso che ha colpito il Re del Regno delle due Sicilie, il quale, a causa di un'indigestione di pistacchio dop, è stato costretto a seguire la terapia consigliata dal grande Renato Carosone: "pigliate na pastiglia e piensa a me…".

Nunzio Spanò, responsabile della campagna elettorale di Aldo Catania, candidato sindaco del Mpa a Bronte, rispondendo alle dichiarazioni degli onorevoli Gibiino e Mancuso che hanno parlato di orgoglio del Pdl per la "vittoria scontata" del sindaco uscente, il sen. Pino Firrarello, ha commentato: "Con l'astensionismo avuto c'è davvero poco di cui essere orgogliosi". "Queste elezioni a Bronte - ha detto Spanò - ci dicono quanto la maniera antica di fare amministrare la cosa pubblica del sen. Firrarello allontani sempre di più la gente dalla politica. Quanto ai toni trionfalistici utilizzati per chi aveva annunciato che sarebbe andato oltre l'80% dei consensi e invece sembra avere di poco superato il quorum, mi sembrano francamente un po' ridicoli. Infine, anche le elezioni di Bronte servono a certi esponenti del Pdl per fomentare una campagna d'odio contro il presidente della regione Lombardo".


30 Maggio 2010

N BALLO LE QUESTIONI LOCALI PIU' CHE IL CONFRONTO TRA I PARTITI
Lo scontro. Ha un particolare significato la sfida di Bronte, dove si ripropone la contesa tra Firrarello e Lombardo
Ma, se proprio si cerca un risultato politico, si fa per dire, sembrerà paradossale, questo ha un riferimento specifico, nel piccolo comune di Bronte. Qui si fronteggiano eterni rivali come Pino Firrarello e Raffaele Lombardo il cui scontro politico è diventato centrale in sede di Regione.

Qui, il sindaco uscente, Pino Firrarello, è sostenuto anche dall’Udc. Gli si contrap­pone Aldo Catania dell’Mpa, sostenuto in prima persona dal presidente della Regione Lombardo. Gli altri due candidati Enza Meli e Turi Leanza sono fuori dal braccio di ferro Firrarello-Lombardo.


Finalmente oggi si vota

Finalmente oggi si vota. Dopo un lungo mese di campagna elettorale a colpi di manifesti, comizi, dibattiti e slogan televisivi la parola passa gli elettori per le amministrative più interessanti della Sicilia orientale, per i risvolti politici che si celano dietro queste elezioni.

A sfidare il sindaco uscente, il senatore Pino Firrarello, oltre al centrosi­nistra spaccato in 2 tronconi, c'è quel Mpa di Raffaele Lombardo che è pure venuto a Bronte per lanciare il suo candidato Aldo Catania.

L'uscente Pino Firrarello, 70 anni senatore della Repubblica, componente della 7ª Commissione permanente e Beni culturali, e presidente del Comitato per le questioni degli italiani all'estero, si è presentato con il sostegno di quattro liste. Due di queste sono civiche («Insieme per Firrarello sindaco» e «Firrarello sindaco»); le altre 2 sono di chiara matrice politica: la lista del Popolo della Libertà e dell'alleato politico principale di questa competizione che è l'Udc, dove trovano spazio i candidati dell'on. Franco Catania. Nella scelta dei 2 assessori da designare al primo turno, il senatore Firrarello ha confermato Maria De Luca ed indicato il consigliere Biagio Petralia.

Il candidato a sindaco dell'Mpa, il consigliere provinciale Aldo Catania, 48 anni, impiegato, ha ricoperto la carica di presidente e vice presidente del Consiglio comunale di Bronte. Anch'egli è sorretto da 4 liste.
Fra i nomi degli assessori designati oltre a Mario Schilirò, spicca quello del dott. Mario Zappia, già sindaco per due mandati consecutivi, ex presi­dente della società Ato Joniambiente, e oggi dirigente generale del Dip. attività sanitarie dell'assessorato regionale della Salute. Delle 4 liste, 3 sono civiche. Tolto il Mpa, Aldo Catania è sorretto dalla lista «Famiglia Lavoro Solidarietà», «Aldo Catania Sindaco» e «Libera Bronte».

Gli altri 2 contendenti sono il consigliere comunale Enza Meli, (50 anni, sindacalista della Uil), (che si è presentata sotto l'emblema del Partito democratico e con l'alleanza del Partito socialista italiano, nominando assessori Pina Pagano e Maurizio Gorgone), e l'ex sindaco Salvatore Leanza (62 anni, consulente aziendale, ex leader del vecchio partito socialista che a Bronte è stato anche sindaco), l'unico ad aver gia scelto tutti i suoi 4 assessori che sono Antonello Caruso (designato vice sindaco), Vincenzo Calà Campana, Carmela Currenti e Lucia Sansone Galati, ed è sostenuto da una sola lista denominata «Leanza sindaco - Patto democratico per Bronte».

31 Maggio 2010

Fotografa il voto

Scoperto e denunciato

Dopo avere apposto sulla scheda elettorale la propria preferenza, utilizza il telefonino per fotografarla
Fotografa il proprio voto e si becca una denuncia per avere vio­lato il decreto legge 49 del primo aprile 2008, che mira ad assicu­rare la segretezza del voto. E' accaduto nella cittadina di Bronte, impegnata nel rinnovo delle cariche politiche amministrative.

L'uomo è entrato all'interno del seggio, ha consegnato i docu­menti ed ha atteso di ricevere la scheda elettorale. Dopo è entra­to in cabina e, dopo aver votato, ha preso i proprio telefonino e fotografato la sua espressione di voto. Purtroppo per lui, il presi­dente del seggio ha notato qualcosa di strano ed ha avvertito i carabinieri. L'uomo, quindi, temendo di essere perquisito, ha con­segnato il telefonino ai militari dell'Arma, cui è stato facile risalire all'ultima fotografia scattata, che riprendeva proprio il voto sulla scheda.

L'elettore così è stato denunciato. Carabinieri particolarmente at­tenti in tutti i seggi elettorali per garantire la regolarità del voto. In particolare, ieri mattina, in 2 seggi le operazioni sono iniziate con qualche minuto di ritardo. Il tempo cioè di permettere agli addetti di staccare da terra numerosi volantini elettorali che qual­cuno aveva pensato bene di attaccare con la colla nei pressi dei seggi.

Calo dei votanti. Ieri sera alle 22 in Sicilia  l'affluenza alle urne è stata del 51,06 per cento. Alla stessa ora, nelle precedenti amministrative, aveva vo­tato il 57,24, con un calo quindi del 6,18 per cento. A Bronte alla chiusura delle operazioni di voto, ore 22 di ieri, aveva votato il 51,65 % (57,42% nella precedente elezione amministrativa). Ancora Maniace il comune più "virtuo­so" (78,38% e 79,12% cinque anni fa).

Schermo con i risultati elettorali
L'ufficio elettorale, coordinato dal dott. Nino Minio, in collaborazione con il Comando della polizia municipale, ha allestito uno schermo all'ingresso del Comune che permetterà a tutti oggi pomeriggio di conoscere i risultati elet­torali nello stesso momento in cui l'ufficio, ricevuti i dati ufficiali da parte della polizia municipale, li inserirà nel computer centrale.


25 Maggio 2010

L’OBIETTIVO; IMPEDIRE LA RIELEZIONE DELL’AVVERSARIO

Bronte, Lombardo prova a espugnare il bunker elettorale del rivale Firrarello

PISTACCHI, VOTI E ANTICHI VELENILA REPUBBLICA, ED. PALERMO, 25.5.2010

La spietata battaglia politica che oppone Raffaele Lombardo al Pdl berlusconiano trova un fronte simbolico alle falde dell'Etna, dove il più feroce rivale del governatore, Pino Firrarello, spera di essere rieletto al primo turno. Lombardo lo attacca frontalmente, candidando un ex fedelissimo dell'avversario.

Le città al voto / Bronte

I grandi duellanti all’ombra dei pistacchi

Lombardo prova a scalzare l’acerrimo rivale Firrarello. E il Pd si spacca

«È arrivato, è arrivato. Ci avrei scommesso: lui può fare la scuola al diavolo... .». Preceduto da questo “affettuoso” messaggio di benvenuto, il governatore Raffaele Lombardo alla fine ha rotto gli indugi e ha deciso di varcare i confini del feudo di Pino Firrarello. È salito, di sabato, in un paese distratto dall'attesa per la finale di Champions, si è infilato in un piccolo teatro che non ha avuto difficoltà a riempire e ha lanciato il guanto di sfida al sindaco uscente, visto come il grande orditore delle manovre contro Palazzo d’Orleans. Senza alzare i toni, senza citare mai direttamente il senatore, Lombardo ha chiesto ai brontesi un pizzico di coraggio in più» rispetto agli elettori degli altri centri: «Qui c’è da liberare la Sicilia dagli aggressori». Poi, giusto un accenno «a chi è arrogante a casa propria e prono a Roma».
Bastano, queste parole, a spiegare il senso della disfida di Bronte. Pistacchi, voti e veleni: la spietata battaglia politica che oppone il presidente della Regione al Pdl trova un fronte simbolico alle falde dell'Etna. Firrarello ci riprova, cinque anni dopo. Lombardo tenta di sconfiggerlo anche per corroborare la sua azione a Palermo, e ha affidato il mandato ad Aldo Catania, consigliere provinciale da due anni e prima consigliere comunale per venti, per propria definizione «uomo del popolo», faccia pulita e consolidata abilità nella ricerca del consenso porta a porta: 3.200 consensi raccolti solo a Bronte due anni fa. Un impiegato dell’Asp, ufficio per la riscossione del ticket sanitario (e su questo, ovviamente, malignano i rivali) al quale non sfugge il senso della contesa: «Sì, va ben oltre la dimensione locale. I riflessi possono essere regionali, anzi nazionali». Esagerato? Non troppo.
Il voto di Bronte è preceduto da una querelle non solo politica, ma anche giudiziaria e persino storica: Firrarello ha appena querelato Lombardo, per averlo indicato, all’Ars, come uno dei politici in contatto con il malaffare. «Ora dovrà spiegare tante cose, il governatore», dice il senatore illustrando il contenuto. «Per esempio dovrà parlare delle minacce ricevute: da chi? Certo non da me. Le minacce le fanno gli ex amici traditi e io non sono mai stato amico del presidente della Regione».

LA REPUBBLICA, ED. PALERMO, 25.5.2010Intanto, il sindaco uscente ha scritto a Berlusconi e al ministro Bondi per denunciare «l’ingiusta esclusione» del paese dal calendario regionale delle manifestazioni in onore dell’Unità d'Italia. Bronte è sparita dall'itinerario delle commemorazioni garibaldine: la storia del paese riscritta con rancore politico? Storia di dispetti, veri o presunti. Di certo, Lombardo ha conquistato un paio di pedine importanti dello scacchiere del senatore. Lo stesso Aldo Catania, fino a qualche anno fa, stava con Firrarello. Poi una lite legata alla mancata nomina a vice sindaco, la rottura e il passaggio nelle file di Lombardo. Il sindaco uscente, per il ruolo di vice, gli aveva preferito l'ex deputato regionale Nunzio Calanna: ma anche quest'ultimo, alla vigilia del voto, ha abbandonato il senatore e ha sposato la causa autonomista. Il figlio Graziano è in lista per Catania e pare sia stato invogliato dall’offerta di un posto di sottogoverno.
Gli eserciti sono schierati. Quattro liste l'uno, quattro liste l'altro. Firrarello vanta le realizzazioni del suo mandato: «La più bella area artigianale della Sicilia, la valorizzazione del pistacchio con il marchio dop, il via ai lavori della superstrada Adrano-Bronte». Il candidato sindaco dell’Mpa conta molto sulla sua «predisposizione al rapporto con la gente». E, ovviamente, sull'illustre sponsor: nel suo programma, Catania, ha messo un nuovo patto per il lavoro «da realizzare - ha scritto - grazie alla stabilizzazione dei precari voluta dal governatore Lombardo e dall'assessore Leanza».
Il filo che lega la Regione griffata Lombardo e Bronte è rafforzato dalla presenza in campo di Mario Zappia, dirigente generale dell'assessorato alla Sanità retto da Massimo Russo, fiore all'occhiello della giunta designata da Aldo Catania. Particolare, questo, che ha fatto infuriare il Pdl lealista. Ma Catania ha fatto sapere di aver nominato Zappia (già sindaco di Bronte per otto anni) all'insaputa dell'interessato.
Il piccolo grande test di Bronte rispecchia in toto la geografia della politica regionale: con Firrarello e il Pdl lealista, contro l'Mpa, c'è l’Udc che da queste parti è rappresentato da Franco Catania, altro ex deputato regionale, imprenditore del settore tessile e già titolare del marchio “Bronte Jeans”.

L'ago della bilancia, alla fine, potrebbero essere i voti dell'area di centrosinistra. Che si presenta in campo divisa, per effetto di una spaccatura interna soprattutto nel Pd, dove la maggioranza del partito ha scelto da tempo come candidato sindaco il consigliere comunale Enza Meli, 50 anni, sindacalista della Uil.

La Meli, responsabile di un patronato, si presenta ai nastri di partenza sotto l’emblema del Partito democratico e con l'alleanza del Psi. Gli ex ds che chiedevano, invece, di scegliere il candidato sindaco attraverso le primarie hanno deciso di staccarsi, appoggiando la candidatura dell'ex sindaco (ed ex parlamentare all'Ars) Salvatore Leanza. Altro volto noto, quest’ultimo, della politica brontese. Due liste sostengono la candidatura della Meli, una quella di Turi Leanza.
Firrarello conta di vincere al primo turno. Anche perché, in caso di ballottaggio, il copione della disfida di Bronte si trasformerebbe, probabilmente, in un “uno contro tutti”. [Emanuele Lauria]


23 Maggio 2010

Lombardo a Bronte sfida il Pdl ufficiale

«Gli attacchi? La mia giunta dà fastidio»

Il governatore fa un solo accenno al suo «nemico politico» Firrarello: «Il teatro comunale è sporco».
La replica: «Faccio campagna elettorale sereno».

Catania. Prima si è presentato in Procura, poi ha parlato in comizio a Bronte, nel Catanese, feudo del suo «principale nemico politico» Pino Firrarello. Una lunga giornata quella vissuta ieri a Catania dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ascoltato su richiesta dei suoi legali dai magistrati della procura etnea. Il leader autonomista ha mostrato articoli di stampa, «ben 23 - ha spiegato - ma sono solo una sintesi di quanto è accaduto dal 29 marzo ad oggi, da quando cioè si diede in pasto all'opinione pubblica la notizia di un'inchiesta per mafia sul governatore della Sicilia».
La giornata di ieri era però attesissima proprio per la sede in cui Lombardo avrebbe parlato. Il comizio si è tenuto infatti a Bronte, cittadina amministrata dal sindaco Pino Firrarello, leader dell'ala etnea del Pdl ufficiale e indicato dallo stesso Lombardo come suo «principale nemico politico».
Già la vigilia era stata tesissima, con Firrarello che aveva annunciato che non avrebbe neanche salutato Lombardo. Ma a dire la verità, ieri i toni di Lombardo sono sembrati più pacati ai presenti. Nessun attacco personale all'esponente azzurro, al quale Lombardo, in circa mezzora di discorso, ha fatto riferimento solo come «sindaco». Il presidente della Regione si è spinto al massimo a rimproverargli «la scarsa pulizia del teatro comunale» dove si è tenuto il comizio davanti a una folla. Dal canto suo, Firrarello, ricandidatosi a sindaco, ha giurato di non aver minimamente pensato a Lombardo, preso com'era dagli impegni politici.
«La cosa più importante di oggi? La partita tra Inter e Bayern - ha ironizzato - è stato un pomeriggio pieno incontri e abbiamo avuto una riunione col senatore D'Alia. La campagna elettorale prosegue serenamente, sarà l'occasione per verificare se le cose fatte che abbiamo portato avanti in questi anni sono state apprezzate e condivise». (…) [Riccardo Vescovo]

22 Maggio 2010
I NODI DELLA REGIONE. IL PRESIDENTE: SCEGLIETE UN SINDACO GIO­VANE. LA REPLICA: SE AVESSE IL MIO CERVELLO…

Lombardo oggi a Bronte

Comizio in «casa» Firrarello

Oggi il governatore, alle 17,30, sosterrà il suo candidato sindaco.

L'attuale primo cittadino e suo «rivale» politico afferma: «Non lo saluterò neanche»

Palermo. Esordirà mettendo sul tavolo i successi della giunta regio­nale, quella priva degli assessori del Pdl etneo. E proseguirà, ma­gari alzando la voce, invitando «a scegliere finalmente un sindaco giova­ne» e cambiare quello attuale.
Se non fosse per la sede, il comi­zio che oggi alle 17,30 Raffaele Lombardo terrà a sostegno del suo can­didato sindaco, Aldo Catania, verrebbe risucchiato nelle cro­nache locali di questa sorniona campagna elettorale per le Ammini­strative del 30 e 31 maggio.

Ma oggi Lombardo parlerà a Bronte. A casa di Pino Firrarello, sinda­co uscente (ricandidatosi), leader dell'ala etnea del Pdl ufficiale e in­dicato dallo stesso presidente della Regione come il principale nemi­co politico.

La guerra fra Lombardo e il Pdl etneo - il genero di Firrarello, Giusep­pe Castiglione, è coordinatore regionale del Pdl - è iniziata molti anni fa ma si è accesa recentemente: dopo la fuga di notizie sull'inchiesta etnea che lo vede coinvolto, Lombardo ha indicato in un discorso al­l'Ars Firrarello e la sua corrente come «mandanti» politici degli attac­chi. Il Pdl ufficiale ha risposto con querele e la richiesta di dimissioni.

E ora lì, nel paese natale di Firrarello, i due eterni rivali si troveranno a pochi metri l'uno dall'altro. «Mi ha fatto chiedere dai suoi amici il teatro comunale - ha detto ieri il sindaco Firrarello - e gli ho concesso questa opportunità. Ma non lo saluterò neanche, ho smesso di farlo quando ho inutilmente spiegato ai miei amici che averlo candidato alla Regione è stato l’errore più grave».

Firrarello non terrà un comizio in contemporanea: «Non vorrei distur­barlo». Ma prima o poi risponderà così a Lombardo, che invita a vo­tare un sindaco giovane: «Se Lui avesse il cervello che ho io a 71 anni, la Sicilia volerebbe».

Per la verità Lombardo ammette di aspi­rare solo al ballottaggio. Lui Firrarello la mette così: «Scrivo il risul­tato in una busta. La aprirò do­po le elezioni. Vedrete che c'avrò azzeccato». [Giacinto Pipitone]


, Maggio 2010

Tutti contro Firrarello

Dietro le elezioni di Bronte la battaglia per la leadership del centro destra

Tutti contro Firrarello ma Firrarello non sembra avere rivali, soprattutto se si pensa che l'unico in grado di impensierirlo - il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che con il senatore del Pdl ha da tempo intrapreso una dura battaglia per la supremazia del centrodestra in Sicilia orientale - da qualche mese vede le sue quotazioni abbassarsi notevolmente per via di quell'indagine della magistra­tura che lo accusa di essere vicino a determinati ambienti.

Ma la lotta è molto lunga e un momento decisivo è costituito dalle prossime elezioni amministrative al Comune di Bronte del 30 e 31 maggio, nelle quali Firrarello - sindaco uscente - sta investendo molto per essere rieletto.

Probabilmente Lombardo avrebbe potuto metterne in discussione la riconferma - e quindi la leadership - se avesse candidato uno degli uomini più brillanti del suo movimento, il dottor Mario Zappia, ex primo cittadino, che però, ricoprendo una carica di prestigio all’assessorato regionale alla Sanità, non è stato ritenuto spendibile per la poltrona di sindaco.
Il governatore allora ha puntato tutto sul consigliere provinciale Aldo Catania, 47 anni (sostenuto dall’Mpa, più due liste civiche), 3 mila voti alle ultime ele­zioni, considerato da più parti “l'uomo nuovo della politica brontese”.
Ma riuscirà Catania a battere Firrarello, forte quest'ultimo di quasi 7500 consensi ottenuti alle ultime amministrative?

Al momento tutto appare scontato, ma gli avversari del senatore, secondo quanto si vocifera nelle segreterie politiche, “marcerebbero disuniti per colpire uniti". In che senso?
Non si spiega diversamente la candidatura di Turi Leanza, indeciso fino all'ultimo se accettare la proposta dell'Idv, dell'Api di Rutelli e della lista civica “Ciclope Bronte” (che lo sosterranno con un’unica lista), e della consigliera comunale del Partito democratico, Enza Meli (appoggiata da Pd e Psi), se non attraverso que­sta chiave di lettura. Anche perché l'immagine di Leanza, altro pezzo forte della Prima Repubblica, potrebbe appannarsi ulteriormente se - dopo i 3 mila voti delle ultime amministrative, quando fu sconfitto proprio da Firrarello - dovesse risulta­re nuovamente perdente, e una sconfitta della Meli porterebbe il Pd (e con esso tutta la sinistra) ad un arretramento di posizioni difficilmente recuperabili.

Immagini dell'attuale clima elettorale e di alcuni comitati elettorali sorti nel Corso Umberto, il "salotto" di Bronte.

Certamente la spaccatura fra le due anime del centrosinistra è reale, ma la strategia è quella di drenare i voti dal bacino centrista, mediante la candidatura di Catania, per portare l'attuale sindaco al ballottaggio, in modo da sconfiggerlo “colpendo uniti”.

Il parlamentare del Popolo della libertà, dal canto suo, mostra la tranquillità di chi ha la vittoria in tasca: inaugura opere pubbliche, gode dell'appoggio di un altro pezzo da novanta della politica brontese, l'ex deputato regionale di Forza Italia, Franco Catania, che ha aderito alla lista dell'Udc, formata assieme al coordinatore comunale Giuseppe Di Mulo, che sosterrà Firrarello assieme ad altre quattro liste che danno l'immagine del rullo compressore. [Luciano Mirone]


7 Maggio 2010

IL PDL LEALISTA: ZAPPIA, DIRIGENTE REGIONALE, SI AUTOSOSPENDA. L'MPA: MA LUI E ESTRANEO ALLA PROPOSTA

Bronte, scontro sull'assessore designato dal candidato Catania

Bronte. Già, dopo il primo giorno di campagna elettorale, la battaglia Firrarello-Mpa per le amministrative di Bronte è ar­rivata a Palazzo dei Normanni. In una loro interrogazione depositata ieri all'Ars, i deputati del Pdl lealista Fabio Man­cu­so e Pippo Limoli, puntano il dito contro Mario Zappia, designato assessore dal candidato sindaco di Bronte, l'auto­nomista Aldo Catania. Secondo i 2 onorevoli Zappia sarebbe incompatibile con l'incarico di vertice che svolge presso l'assessorato regionale alla Salute.
“Un dirigente regionale, - dicono - se nominato nella squadra di un candidato a sindaco, deve autosospendersi per tutta la durata della campagna elettorale, come se fosse egli stesso candidato”. Limoli e Mancuso, - pur rimarcando, nel loro atto ispettivo, “il diritto per chiun­que a partecipare a una competizione elettorale” suggeriscono all'assessore Massimo Russo “nelle more di una campagna elettorale che, certamente, non può coinvolgere le strutture di un assessorato, di chiedere all'interessato almeno l'autosospensione dal delicato incarico che, tra l'altro, prevede ispezioni e relativi provvedimenti”.

La replica del Movimento per l'autonomia non si è fatta attendere.
Nunzio Spanò, responsabile della campagna elettorale del candidato sindaco Aldo Catania del Mpa, commentando la richiesta dei deputati regionali, in una nota precisa: “L'indicazione e non la nomina degli assessori, che va fatta insieme con il programma elettorale, è una scelta unilaterale del candidato sindaco che non prevede il consenso del prescelto”.

6 Maggio 2010
AMMINISTRATIVE. NEL COMUNE CATANESE SFIDA TRA FIRRARELLO E ZAPPIA, DIRIGENTE DELLA SANITA’

Elezioni, chiuse le candidature

A Bronte e Gela polemiche

Palermo. L’UDC non ha trovato l’accordo col Pd a Enna e correrà da solo mentre Italia dei Valori rischia di rimanere tagliata fuori a Gela. E poi la polemica di Bronte, dove il can­didato dell’Mpa schiera tra gli assessori un dirigente generale della Sanità nominato da Lombardo. Poche le novità il giorno dopo la consegna delle candidature per le prossime amministrative del 30 e 31 maggio.

Ben 41 i Comuni chiamati al voto, in 12 dei quali, i più grossi, vige il sistema elettorale proporzionale e l’eventuale ballottaggio si terrà il 13 e il 14 giugno.

A Bronte, gli autonomisti sfideranno con Aldo Catania il senatore azzurro Pino Firrarello, a caccia di riconferma nel suo paese d’origine. Un duello che si prospetta infuocato. Tra gli assessori designati dal candidato dell’Mpa è spuntato uno dei direttori generali dell’assessorato regionale alla Sanità, Mario Zappia, per altro già sindaco di Bronte.

«L’etica politica avrebbe suggerito un comportamento diverso» tuonano i deputati del Pdl lealista, Pippo Limoli e Fabio Mancuso. Ma Bronte è anche uno dei Comuni dove il Pd è diviso: l’area legata al segretario nazionale Bersani sosterrà Turi Leanza, mentre quella legata all’ex leader Franceschini correrà assieme ai socialisti per l’elezione di Enza Meli. (…) [Riccardo Vescovo]

“Si tratta insomma - ha aggiunto Spanò - di un impegno programmatico da con­cretizzare in caso di vittoria così come il programma. Da questo si deduce che l'assessore indicato è del tutto estraneo alla proposta del candidato sindaco”. Se comunque - ha concluso Spanò – il principio, certamènte nobile e disinteres­sato, espresso da Limoli e Mancuso dovesse passare, allora penso che anche loro lo farebbero valere anche peri sindaci che si ricandidano alla poltrona”. [R. P.]


6 Maggio 2010
BRONTE. SENZA PRIMARIE, UNA PARTE DEI DEMOCRATICI CON L'EX SINDACO SOCIALISTA TURI LEANZA IN UNA «LISTA FAI DA TE» INSIEME A IDV

Il Pd si spacca alla prova delle liste

Bronte, la spina di Firrarello è l’Mpa

Il bersaniano Caruso: «La decisione del partito ci porta al massacro». Tutto sembra giocare a favore del sindaco uscente, attorno al quale il Pdl fa quadrato.

ANTONELLO CARUSOBronte. La missione impossibile nella terra dei pistacchi, il Pd è riuscito persino a complicarsela.
Malgrado le certezze manifestate ancora nei giorni scorsi dal segretario Luca Spataro, il Partito democratico s’è spaccato alla prova delle liste: contro il sindaco-senatore del Pdl Pino Firrarello e l’aspirante primo cittadino di Mpa, il consigliere provinciale Aldo Catania, gli elettori della formazione-prin­cipe del centrosinistra si ritroveranno combattuti tra Enza Meli, candidata ufficiale del Pd alla “poltronissima” di Palazzo di Città e Antonello Caruso.
Dopo avere inutilmente solleci­tato al partito le primarie ponendosi alla testa di un drappel­lo “bersaniano” per auto definizione, Caruso ha infatti accettato di sostenere in qualità di “vice” la scommessa di Turi Leanza, campione di una lista civica nella quale si riconosce pure Italia dei Valori.
“Andremo al ballottaggio”, scommette l’ex rappresentante diessino a Palazzo Minoriti. Poi, però, Antonello Caruso ammette: “La decisione del Partito ci porta al massacro. Io, comunque, resto nel Pd”.
Già cinque anni fa, a Bronte il centrosinistra era arrivato diviso alla meta. In quel­l’occasione, però, i Ds erano scesi in campo a fianco dell’ex assessore regionale socialista - Leanza, appunto - contrapponendosi a Dario Sammartino e alla Margherita. Dalla riva opposta, Pino Firrarello aveva silenziosamente ringra­ziato staccando con agilità il biglietto d’ingresso alla stanza di primo cittadino.

Stavolta, il tentativo di “bis” per Firrarello è complicato dalla sortita che nel centrodestra hanno messo a segno i “nemici” del Movimento per l’Autonomia, impegnati con Aldo Catania. Ma il Pd, che avrebbe potuto sfruttare le lacera­zioni altrui, è riuscito a litigare in queste settimane senza mai venirne a capo.

Irrintracciabile ieri Spataro, muti i vertici del Pd, Antonello Caruso riferisce così la sua verità sul pasticciaccio di Bronte:
“Il partito ha ritenuto tardiva la nostra richiesta di primarie, ha candidato Enza Meli, quindi ha accettato di confrontarsi in un tavolo provinciale con le altre forze politiche del centro sinistra. Si sono consumate molte riunioni nelle quali i rappresentanti di Leanza avevano addirittura manifestato la disponibilità a ritirare la loro candidatura se il Pd avesse fatto altrettanto con la Meli. Era stato suggerito il mio nome per una soluzione unitaria, ma non se n’è fatto nulla. Ora, eccoci qua”.

Caruso non si aspetta, né teme ritorsioni: “Io sono e resto nel Pd, il 14 e 15 mi presenterò regolarmente al congresso provinciale in qualità di delegato per votare il segretario. Anche a Enna e a Gela vi sono problemi interni legati alle elezioni comunali; Non credo che saranno assunti provvedimenti, anche perché si innescherebbe un fenomeno a catena in mezza Sicilia”. [Gerardo Marrone]


6 Maggio 2010
BRONTE. A CERCARE DI TOGLIERE LA POLTRONA AL SEN. FIRRARELLO SARANNO IL CANDIDATO DEL MOVIMENTO DI LOMBARDO, ALDO CATANIA, L’EX SINDACO LEANZA E LA MELI

Battaglia fra Pdl, Mpa e centrosinistra diviso

E’ iniziata la campagna elettorale amministrativa più attesa della Sicilia orienta­le. E questo non solo perchè Bronte in passato ha dimostrato di essere un vero e proprio laboratorio politico in grado di forgiare amministratori di sicuro valore, ma anche perché a sfidare il sindaco uscente, il senatore Pino Firrarello, oltre al centrosinistra spaccato in 2 tronconi, c’è quel Mpa di Raffaele Lombardo di tante battaglie.

Ma vediamoli uno per uno i 4 candidati a sindaco.
L’uscente Pino Firrarello, 70 anni, senatore della Repubblica, componente della settima Commissione permanente Beni culturali e presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero, si presenta con il sostegno di quattro liste. Due di queste sono civiche, ovvero “Insieme per Firrarello sindaco” e “Firrarello sindaco”.
Le altre 2 sono di chiara matrice politica, essendo la lista del Popolo della Libertà e dell’alleato politico principale di questa competizione che è l’Udc, dove trovano spazio i candidati dell’on. Franco Catania. Nella scelta dei 2 assessori da designare al primo turno, il senatore Firrarello ha confermato l’assessore Maria De Luca, premiando l’attuale consigliere comunale Biagio Petralia.
Il candidato a sindaco che ha schierato il Mpa, è l’attuale consigliere provinciale Aldo Catania, 48 anni, impiegato; Catania in passato è stato presidente e vicepresidente del Consiglio comunale di Bronte, e anch’egli è sorretto da 4 liste.

13 Maggio 2010
BRONTE, SCONTRO NEL PD

Caruso replica a Spataro

Arriva la replica di Antonello Caruso a Luca Spataro. Alle dichiara­zioni del segretario del Pd di Catania, che ha considerato Caruso fuori dal partito, non essendosi allineato alle scelte della maggio­ranza, l'esponente politico di Bronte replica: «Invece di fare richiami perentori all'ordine, Spataro dovrebbe rispondere, e ancora non lo ha fatto, a due questioni politiche molto semplici.
La prima: perché la maggioranza locale del partito, con la sua be­nedizione, non ha voluto accettare il meccanismo delle primarie nel centrosinistra (nonostante, nel nostro Comune, abbiamo chiamato tante volte i nostri militanti ed elettori a pronunciarsi su candidature nazionali di coalizione o di partito), per portarlo unito alla sfida con un centrodestra lacerato in due tronconi?
La seconda: perché si è accettato, sempre con la sua benedi­zio­ne, il veto posto al sottoscritto dall'interno del partito quale candi­dato (sostenuto dal 40% degli iscritti al congresso di circolo) unico del fronte progressista?»

8 Maggio 2010
BRONTE: ALLE ELEZIONI

«Enza Meli sarà l’espressione del Pd nella sua interezza»

«A Bronte in vista delle elezioni amministrative il Pd è unito su En­za Meli. Chi ha fatto altre scelte si è posto, sia politicamente che in termini statutari, fuori dal partito. Pertanto non esiste nessuna spaccatura». Lo afferma in un comunicato il segretario provinciale dei Democratici di Catania, Luca Spataro dopo che alcuni compo­nenti del partito locale hanno deciso di candidarsi nella coalizione concorrente al Pd. a sostegno di Turi Leanza.

«A Bronte, con Enza Meli - aggiunge Spataro - abbiamo messo in campo una sfida di rinnovamento che ha raccolto anche il sostegno del Partito Socialista. Enza.Meli non è, come ho letto su alcuni quo­tidiani, espressione di una parte, ma del Partito nella sua inte­rezza che ha creduto nella necessità di non riproporre in questo importante Comune le stesse candidature di 5 anni fa».
«La scelta di Enza Meli è stata il frutto di una decisione democra­tica all'interno del circolo di Bronte - evidenzia il segretario etneo del Pd - sostenuta con forza da tutto il partito democratico a livello provinciale. Una minoranza ha tutto il diritto di dissentire fino a quan­do resta nell'alveo delle regole del nostro partito. Quando lo fa fuori da queste regole, non siamo di più di fronte ad una minoranza, ma al frazionismo.
Adesso - conclude Spataro - sarà la commis­sione di garanzia a prendere i provvedimenti conseguenti a tale scelta».

7 Maggio 2010

«Fuori dal Pd»

Luca Spataro a Bronte silura Caruso

«Frazionismo». Per bocciare Antonello Caruso e la sua decisione di schierarsi come “vice” del candidato sindaco Turi Leanza, il se­gretario provinciale del Pd Luca Spataro interviene dopo ventiquat­tr'ore di silenzio sulle elezioni brontesi rispolverando una parola-chiave delle tesi scritte nel 1926 da Antonio Gramsci per il terzo congresso nazionale del Pci. Spataro afferma che «il Pd è unito su Enza Meli», quindi affonda il colpo: «Una minoranza ha tutto il dirit­to di dissentire fino a quando resta nell’alveo delle regole del nostro partito. Quando lo fa fuori da queste regole, siamo al frazionismo. Adesso, sarà la commissione di garanzia a prendere i provvedi­menti conseguenti». [GE. M.]


Accadde nel 2002
 

Fra i nomi degli assessori designati oltre a Mario Schilirò, spicca quello del dott. Mario Zappia, già sindaco per due mandati consecutivi, ex presidente della società Ato rifiuti Joniambiente, e attualmente dirigente generale del Dipartimento attività sanitarie dell’Assessorato regionale della Salute. Delle 4 liste, 3 sono civiche. Tolta la lista del Mpa, Aldo Catania è sorretto dalla lista “Famiglia Lavoro Solidarietà”, “Aldo Catania Sindaco” e “Libera Bronte”.

Discorso a parte meritano le 2 liste del centrosinistra, frutto di una spaccatura interna soprattutto nel Pd, dove la maggioranza del partito ha scelto da tempo come candidato sindaco il consigliere comunale e sindacalista della Uil, Enza Meli, 50 anni, che si presenta ai nastri di partenza sotto l’emblema del Partito democratico e con l’alleanza del Partito socialista italiano, che proprio recentemente a Bronte ha riaperto i battenti sotto il coordinamento del consigliere comunale Biagio Impellizzeri.
La Meli ha nominato come assessori Pina Pagano e Maurizio Gorgone, che in passato ha già ricoperto la carica di assessore e consigliere comunale. La parte del Pd della cittadina etnea guidata da Antonello Caruso che chiedeva, invece, di scegliere il candidato sindaco attraverso le elezioni primarie, ha deciso di staccarsi, appoggiando la candidatura dell’ex sindaco Salvatore Leanza. 62 anni, consulente aziendale, l’ex leader del vecchio Partito socialista che a Bronte è stato anche sindaco, è sostenuto da una sola lista denominata “Leanza sindaco-Patto democratico per Bronte” che però al suo interno riunisce partiti o frammenti di essi come il già citato Pd, o l’Italia dei valori, il partito di Rutelli, i socialisti di Bobo Craxi e la sinistra radicale.
A differenza dei suoi avversari Leanza ha già scelto tutti i suoi 4 assessori che sono Antonello Caruso (designato vicesindaco), Vincenzo Calà Campana, Carmela Currenti e Lucia Sansone Galati. I brontesi che hanno diritto al voto sono circa 18 mila. La caccia alla preferenza è aperta. [R. P.]


5 Maggio 2010

 NODI DELLA REGIONE. SCADE OGGI IL TERMINE PER LA PRESENTAZIONE DEI CANDIDATI A SINDACO E PER LE LISTE

Partiti e poli divisi, alle Comunali tante inedite alleanze trasversali

Ad animare la tornata elettorale la sfida tra Lombardo e Firrarello per la conquista di Bronte

(…) L’eterno duello fra Raffaele Lombardo e Pino Firrarello animerà anche le Amministrative del 30 e 31 maggio. Il governatore sfiderà il leader del Pdl etneo in trasferta. A Bronte, centro di 18.512 abitanti, il senatore Firrarello si è già candidato a caccia della riconferma nel ruolo di primo cittadino del suo paese d’origine. E lì, nel quartier generale dei castiglioniani, Raffaele Lombardo ha schierato tutti i pezzi da 90 dell’Mpa etneo a caccia di voti che permettano di arrivare almeno al ballottaggio del 13 e 14 giugno.

L’Mpa ha candidato Aldo Catania, consigliere di quella stessa Provincia guidata da Giuseppe Castiglione (coordinatore regionale del Pdl e genero di Firrarello). Catania è sostenuto dall’ex deputato regionale del Psi Nunzio Calanna, che fino a poche settimane fa era il vice del sindaco Firra­rello. A Bronte è impegnato in campagna elettorale per l’Mpa anche Mario Zappia, ex sindaco, chiamato da Lombardo a dirigere un dipartimento dell’assessorato alla Sanità.

Terzo incomodo nel paese etneo sarà Enza Meli, sindacalista della Uil in corsa per il Pd. E con una lista civica potrebbe spuntare anche l’ex as­sessore regionale Turi Leanza: mossa non sgradita all’Mpa. Il termine per la presentazione di candidati e liste scade oggi a mezzogiorno. Accordi dell’ultima ora a parte, gli scenari sono delineati e si può già concludere che l’alleanza trasversale (Mpa-Pd-Pdl Sicilia) che guida la Regione non è stata replicata a livello locale. (…) [Giacinto Pipitone]


18 Aprile 2010
COMUNALI. IL CONSIGLIERE PROVINCIALE L'HA SPUNTATA SU NUNZIO CALANNA

Bronte, candidato sindaco

Mpa schiera Aldo Catania

Nel Pd niente primarie. Enza Meli sarà il candidato del centrosinistra. Ha battuto la concorrenza dell'ex consigliere provinciale Antonello Caruso
Rispettandole previsioni, il consigliere provinciale Aldo Catania ha battuto la concorrenza interna - quella dell’ex vicesindaco e deputato regio­nale Nunzio Calanna, tra gli altri - e conquistato la nomina a “sfidante di Pino Firrarello” in quota Mpa. L'aspirante primo cittadino di Bronte già parla di programma e promette ai suoi concittadini “un salto in avanti verso la modernità con hot spot che diano gratis ai brontesi la connet­tività web”. La candidatura del consigliere provinciale a sindaco è stata ufficializzata ieri sera da Enzo Oliva e Rosario Sapienza, coordinatori regionale e provinciale del Movimento per l'Autonomia.

Nelle scorse settimane, invece, il Pd aveva “rivelato” il nome del proprio capogruppo in consiglio comunale, Enza Meli, ormai in piena corsa per la poltronissima di Palazzo di Città dopo avere superato nel partito le resistenze bel gruppo “bersaniano” dell'ex consigliere provinciale Antonello Caruso. Nella “città dei pistacchi”, alla pari di Pedara, San Giovanni La Punta, Milo e Maniace, si voterà il 30 e 31 maggio.
Come si legge in una nota diffusa ieri da Mpa, Aldo Catania ha 49 anni, è brontese, sposato e padre di due figli, laureato in fisioterapia e impie­gato amministrativo dell'Azienda sanitaria provinciale. E' stato, inoltre, presidente e vicepresidente dell'aula consiliare di Bronte e presidente dell’assemblea dell'Associazione dei Comuni di Bronte, Maletto, Maniace e San Teodoro.  Il consigliere provinciale aveva già nei mesi scorsi assicurato la propria disponibilità alla candidatura: “Attendo le decisioni del partito”, aveva dichiarato.
Ora, il senatore Enzo Oliva sottolinea come il nome di Aldo Catania sia “frutto di un confronto con i vertici locali del Movimento, con i consiglieri comunali e provinciali, gli assessori provinciali e la deputazione etnea composta dal senatore Giovanni Pistorio e dai deputati nazionali Roberto Commercio, Ferdinando Latteri e Angelo Lombardo e, ancora, dall’assessore regionale Lino Leanza con i colleghi deputati all’Ars Giuseppe Arena, Franco Calanducci e Nicola D'Agostino”.

Il nome di Raffaele Lombardo non viene citato nel comunicato, ma la sua “benedizione” all'operazione-Bronte è persino scontata. Oliva commenta: “Oltre a essere fortemente condivisa, quella di Catania è anche una candidatura nel segno del radicamento nel territorio. Non a caso, nelle ultime tre competizioni amministrative a Bronte Aldo Catania è sempre risultato il primo degli eletti”. [Gerardo Marrone]


18 Aprile 2010
Assume notevole rilevanza politica la competizione elettorale

L'Mpa contrasta il sen. Firrarello
e candida Catania a sindaco di Bronte

L'Mpa sferra l'attacco al sindaco uscente Pino Firrarello, nemico giurato di Raffaele Lombardo e viceversa. E così il partito del presidente della Regione candida il dott. Aldo Catania a sindaco di Bronte. La sua candidatura è stata ufficializzata ieri dal commissario regionale del partito, il sen. Enzo Oliva e dal commissario provinciale, Rosario Sapienza.

18 Aprile 2010

Mpa: il candidato sarà Catania

Impiegato, 49 anni, attualmente è consi­gliere provinciale

Sarà il dott. Aldo Catania il candidato del Mpa come sindaco di Bronte. La sua can­di­datura è stata ufficializzata dal commis­sa­rio regionale del partito, il sen. Enzo Oliva e dal commissario provinciale, il prof. Rosa­rio Sapienza.
(...) La candidatura - ha com­men­tato il sen. Oli­va - è frutto di un con­fron­to con i vertici locali del Movimento, (...)

Aldo Catania, 49 anni, brontese, sposato e padre di due figli, laureato in fisioterapia, di professione impiegato amministrativo dell’Asp, è stato presidente e vicepresidente del Consiglio comunale di Bronte e presidente dell'assemblea dell'Associazione dei Comuni di Bronte, Maletto, Maniace e San Teodoro. E' attualmente consigliere provinciale.

“La candidatura - ha commentato il sen. Oliva - è frutto di un confronto con i vertici locali del Movimento, (...). Quanto alla preparazione, il nostro candidato, oltre ad avere le idee chiarissime sul funzionamento della macchina amministrativa brontese, potrà avvalersi di tutti quei supporti che il Mpa mette a disposizione dei propri quadri in questo momento cruciale che ci condurrà al Federalismo fiscale. Un appuntamento che, se non affrontato con la necessaria preparazione, rischierà di far andare in bancarotta i Comuni”.
“Comuni come Bronte - ha affermato Catania -, anche a prescindere dal Federalismo fiscale, devono saper interpretare un ruolo nuovo se vogliono rispondere alle richieste della gente. Che oggi vuole soprattutto lavoro, servizi efficienti e meno tasse. Ieri ho partecipato a un incontro del Mpa scoprendo che, con investimenti minimi, i Comuni possono costruire impianti fotovoltaici guadagnando denaro, producendo energia da distribuire gratis ai cittadini e creando occupazione. Ma è solo una delle possibilità”.
"Il mio programma - ha aggiunto Catania - prevede per esempio un nuovo patto per il lavoro, anche grazie alla stabilizzazione dei precari voluta dal presidente Lombardo e dall'assessore regionale Leanza, l'ampliamento dell'area artigianale, il sostegno all'agricoltura, il risanamento del Bilancio comunale che possa portare a una riduzione dell'addizionale comunale Irpef. Oltre che sistemare i conti del Comune”.


12 Aprile 2010
VERSO LE ELEZIONI COMUNALI

Cinque i comuni al voto in provincia di Catania

Sono cinque i Comuni della provincia di Catania che nella tornata elettorale del 30 e 31 maggio dovranno rinnovare sindaci e Consigli. Si tratta di Bronte, San Giovanni la Punta e Pedara (dove si voterà con il sistema proporzionale), Maniace e Milo (maggioritario).

A Bronte, scontata la ricandidatura del sindaco uscente Pino Firrarello, senatore del Pdl, che cinque anni fa trionfò al primo turno con una percentuale vicina al 59%. Nella «città del pistacchio» l'Mpa andrà per conto suo, pur non avendo ancora fatto ufficialmente il nome del proprio candidato. Voci insistenti indicano Aldo Catania (ex Forza Italia, impiegato all'Asp, in passato presidente del Consiglio) come il probabile antagonista del senatore.

Tuttora in fermento il centrosinistra: in pole position sembra Enza Meli (Pd), sindacalista della Uil e consigliere comunale uscente. Quotato an­che il nome di Antonello Caruso, ex consigliere provinciale, assessore nella Giunta Leanza e attuale vicepresidente dell'Ato Joniambiente. Ancora tutto da decifrare il ruolo di Salvatore Leanza, sindaco per tre anni prima di essere sfiduciato e rivale di Firrarello nelle precedenti Amministra­tive. Il suo nome è stato fatto da ambienti vicini al Psi, ma l'interessato non ha smentito né confermato. (…)

Nessun volto nuovo a Maniace, dove i tre candidati delle passate elezioni, probabilmente torneranno a sfidarsi: sono il sindaco uscente Salva­tore Pinzone Vecchio, Emilio Conti, sindaco prima di Pinzone Vecchio, e Franco Parasiliti, a suo volta predecessore di Conti sulla poltrona di primo cittadino. (…) [Ernesto Romano]


9 Marzo 2010

Leanza candidato sindaco

E l’Idv chiede le primarie

Continua la querelle interna al centro sinistra brontese in vista delle amministrative. Il coordinatore di Italia dei Valori, Giuseppe Scalisi, con una nota afferma: «Noi di Idv vorremmo promuovere le primarie. Visto che una parte del Pd continua a sponsorizzare la candidatura a sindaco di Enza Meli, invitiamo i rappresentanti tutti locali a riunirci ad un tavolo al fine di ragionare per un’unica candidatura che sia espressione dell’intero centrosinistra».
Tesi condivisa dall’associazione Ciclope Bronte che ha promosso la candidatura dell’ex sindaco Salvatore Leanza, la quale “ritiene opportuno che si svolgano le elezioni primarie, alle quali parteciperebbe lo stesso Leanza, anche per concordare successivamente una linea comune con l’Mpa». E se si dovesse arrivare alle tanto agognate primarie, c’è chi già si schiera, come il responsabile di Alleanza per l’Italia, Giovanni Lupica, che dichiara di voler sostenere la candidatura di Salvatore Leanza. [P. T.]


1 Marzo 2010
AMMINISTRATIVE. ASSEMBLEA PLEBISCITARIA

Comunali di Bronte

Il Pd mette in campo il capogruppo Meli

Un triumvirato (Liuzzo-Aidala-Gorgone), chiamato a gestire la fase preparatoria del congresso cittadino, in programma per il prossimo 14 marzo

Enza MeliEnza Meli, attuale capogruppo del Pd al Consiglio comunale di Bronte, ma anche dirigente sindacale della Uil, è ufficialmente in lizza nella prossima competizione amministrativa.
Ad indicarla, in maniera univoca, è stata l'assemblea degli iscritti, alla quale ha preso parte il segretario provinciale Luca Spataro.

Il segretario ha ufficializzato nella circostanza la data per lo svolgimento del congresso comunale (14 marzo), affidando questa fase preparatoria ad un gruppo composto da Liuzzo (segretario provinciale dei giovani Democratici), Aidala e Gorgone.

«L'assemblea - dice una nota - ha ribadito l'impegno a lavorare nei prossimi giorni per creare la massima “inclusività” rispetto alla proposta di Enza Meli, a partire da chi in questa prima fase non l'ha condivisa. Il Pd brontese ha assunto l'impegno ad aprire un confronto serio e rigoroso con tutte quelle forze interessate a costruire una alternativa di governo ad un centro destra che nonostante la grande maggioranza di cui ha goduto, ha dimostrato il totale fallimento».
In questo modo la proposta di Enza Meli vuole rappresentare il contributo del Pd da offrire a tutta la comunità e alle forze politiche, sociali e a quelle espressioni della società civile che sentono come una necessità un forte cambiamento nella città di Bronte.

1 Marzo 2010

Il Pd propone Enza Meli per la carica di sindaco

L'assemblea degli iscritti del Pd di Bronte ha indivi­dua­to, nella figura di Enza Meli, attuale capogruppo del Pd in Consiglio comunale, la proposta da mettere a dispo­sizione della comunità per la carica di sindaco nelle ele­zioni amministrative.

L'assemblea, a cui ha preso parte anche il segretario pro­vinciale Luca Spata- ro, ha definito la data per lo svol­gimento, il 14 marzo, del congresso comunale affidando questa fase preparatoria ad un gruppo compo­sto dai consiglieri comunali, da Rosario Liuzzo, segre­tario provinciale dei giovani Democratici, dall'ing. Aidala e da Maurizio Gorgone. (...)


25 Febbraio 2010

Alle urne il 30 e 31 Maggio

La Giunta di governo ha indetto le elezioni amministrative in Sicilia per Domenica 30 e Lunedì 31 Maggio prossimi. Dunque meno di cento giorni al voto e campagna elettorale al via per l’uscente sindaco, sen. Pino Firrarello e gli altri probabili candidati. Alle ultime elezioni amministrative il senatore vinse al primo turno con 7490 voti (pari al 58,95%), sbaragliando gli avversari Salvatore Leanza (3026 voti, 23,82%) e Dario Sammartino (2145; quasi 17%), entrambi appartenenti ad un centrosinistra che allora si spaccò clamorosamente. Con Bronte i Comuni che andranno al voto in Sicilia per il rinnovo del sindaco e del consiglio sono 41. L’eventuale ballottaggio si terrà il 13 e 14 giugno.


19 Gennaio 2010
COMUNALI. MPA PENSA AD ALDO CATANIA COME RIVALE. PDL SICILIA INCERTO

Il PdL ripropone la candidatura di Firrarello a sindaco di Bronte

Senza le primarie il centrosinistra dovrebbe lanciare Enza Meli. L’incognita Leanza

Bronte. Pino Firrarello candidato sindaco del Pdl alle prossime amministrative. Lo ha deciso la coalizione, confermando la fiducia al primo cittadino uscente. A sostegno della candidatura del senatore una civica guidata dal vice sindaco Nunzio Calanna. Un’altra civica sarà quasi certamente quella che ha in mente di mettere in campo l’assessore Melo Salvia.
L’Udc del segretario Giuseppe Di Mulo intende concorrere con una propria lista e in quest’ottica sarebbe stata raggiunta una intesa con il gruppo che fa capo all’ex deputato regionale Franco Catania. Non è da escludere che, come avvenuto nella passata competizione, anche Pino Firrarello decida di allestire una propria civica.

Mpa ha in serbo la candidatura del consigliere provinciale Aldo Catania da opporre e dopo la maggioranza trasversale creata all’Ars e le pubbliche reciproche «antipatie politiche» fra governatore e il senatore, la sfida si annuncia assai interessante. Tutta da verificare, ancora in questo contesto la volontà degli esponenti del Pdl Sicilia di presentare o meno una propria lista. Sul fronte opposto ancora vige la massima incertezza. Concorde il fuoco incrociato delle opposizioni sull’operato dell’amministrazione, al di là della dialettica politica, in primo luogo c’è da risolvere il nodo legato alle eventuali primarie. Se questo importante passaggio politico dovesse saltare, pare che il Pd sia propenso a proporre come candidato sindaco Enza Meli. E ancora.
L’ex sindaco Turi Leanza pare meditare di tornare nell’agone politico. Non si sa l’ex socialista abbia appoggi nella coalizione di centro sinistra o decida di correre da solo. Se il suo reale intendimento è quello di sottoporsi all’esame dell’elettorato, la seconda ipotesi (correre da solo), sarebbe quella più vicina alla realtà. [Redo Ruiz]

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