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Le ultime sulle elezioni comunali

Maggio 2002

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Gli articoli del mese di Giugno | Aprile

I risultati elettorali, Il programma elettorale di Leanza,
Caccia alle "figurine"

 


30 maggio 2002

Amministrative 2002, verso i ballottaggi

In 12 dei 16 comuni la Casa delle libertà ha raccolto più voti al primo turno, ma la sfida resta aperta. Sarà decisiva la capacità di riaggregare le coalizioni dopo le lacerazioni della campagna elettorale. Si torna a votare il 9 giugno.

Sicilia. E' scattato il gioco delle alleanze

(...)  Altro grande centro del Catanese, Bronte, che ha visto al primo turno una clamorosa spaccatura di Forza Italia. il candidato sostenuto dal vicepresidente della Regione, Giuseppe Castiglione, cioé l'ex deputato regionale Nunzio Calanna è giunto al 44,42%. Non ha vinto al primo turno, cioé, perché un altro big locale, Franco Catania, ha fatto corsa a sè, sostenendo un altro candidato: Carmelo Indriolo, che ha conquistato il 18,71% dei voti.  Un patrimonio che ora fa gola a Calanna, per battere l'ex assessore regionale Turi Leanza, esponente dell'Ulivo, che ha preso al primo turno il 30,37%. (...)  [E.L., GdS)]



28 maggio 2002

Il duello fra Calanna e Leanza

Si dovranno aspettare altri quindici giorni, e un ulteriore scrutinio elettorale, per conoscere il nome del nuovo sindaco della città di Bronte e successore dell'uscente Mario Zappia. Stando ai dati informali, ma molto vicini alla realtà, (quando scriviamo, a tarda sera, non sono ancora stati diffusi tutti i numeri ufficiali da parte dell'Ufficio Comunale preposto) il primo turno elettorale delle elezioni amministrative per il rinnovo di sindaco e consiglio comunale, infatti, ha sancito il ballottaggio tra Nunzio Calanna (foto a destra), cinquanta­noveanni, avvocato e candidato autorevole della Casa delle Libertà (sostenuto da Forza Italia, Alleanza Nazionale, UDC, CDE e la lista "Calanna per Bronte"), e Salvatore Leanza, cinquanta­cinqueanni; direttore d'impresa e candidato della coalizione di centro sinistra (sostenuto dai Democratici di Sinistra, dai Riformisti di centro, dai Socialisti riformisti, da "Bronte dei Valori" e dalla lista civica "Evoluzione e benessere").

A favore di Calanna (ex Deputato all'Assemblea regionale, dove ha ricoperto anche la carica di vice presidente della Commissione Regionale Antimafia) è andata quasi la metà delle preferenze dei brontesi (circa il 47 per cento dei suffragi con oltre cinquemila consensi), con Leanza (anche lui più volte Deputato all'Ars ed ex vicepresidente della Regione ai tempi della presidenza Nicolosi) che si è invece attestato intorno al trenta per cento (quando scriviamo il dato, non ufficiale, è stabile al 32 per cento) con più di tremila e cinquecento voti ottenuti. Numerosi, ben 12887 (su 17833), gli elettori che si sono recati alle urne durante la due giorni elettorale (il 72,26 per cento degli aventi diritto: dato in aumento rispetto alle elezioni di cinque anni fa dove la percentuale era stato del 71,59).

Rimangono fuori dalla lotta per la poltrona più importante del Palazzo Comunale gli altri due concorrenti alla carica di primo cittadino, e cioè Maurizio Gorgone, (ex consigliere ed ex assessore comunale proprio nella penultima giunta Zappia, prima del cambio di maggioranza seguito dal primo cittadino uscente) professore di lingua francese e candidato della lista "Sinistra Brontese" (attestatosi intorno al 5 per cento), e il medico brontese Carmelo Indriolo (fermatosi al 16 per cento con circa duemila preferenze), candidato di tre liste civiche ("Bronte in Europa", "Sviluppo e libertà" e "Veri Forzisti"), ma chiaramente sorretto dal Deputato regionale di Forza Italia Franco Catania (una scelta in contrasto con il partito di Berlusconi che ha invece sorretto ufficialmente Calanna).

Adesso, comunque, la palla passa di nuovo agli elettori che, fra due domeniche dovranno sancire l'esito finale delle votazioni e decidere che volto dare al nuovo sindaco di Bronte. Intanto fra le vie del paese, a tarda sera, conclusosi lo spoglio delle schede elettorali, si parlava già di alleanze e apparentamenti. Riuscirà la Casa delle Libertà a ricompattarsi con i fuoriusciti di Indriolo? E la sinistra di Gorgone andrà a dare una mano d'aiuto al candidato del centro sinistra Leanza? Oppure succederà proprio l'opposto'?

Ad ogni modo rimangono due settimane per pensarci su. Intanto, mentre nulla si sa ancora sulla composizione del consiglio comunale (a tarda sera, in certe sezioni, non erano ancora stati neanche scrutinati i voti di lista) una curiosità riguarda proprio il primo cittadino uscente, Mario Zappia (non ricandidabile dopo due mandati consecutivi e nove anni di amministrazione); Zappia, infatti, capolista tra le fila dell'UDC per il consiglio comunale, non avrebbe rispettato il pronostico della vigilia: di fatto, al conteggio finale, avrebbe ottenuto all'incirca centocinquanta voti: certamente pochi rispetto alle previsioni che lo volevano gravitante intorno alle trecento preferenze. [Orazio Longo]


28 maggio 2002

Si va al ballottaggio tra Calanna e Leanza

Il candidato della Casa delle libertà ha ottenuto il 44,5% dei voti

Sarà determinante la posizione di Carmelo lndriolo (Fi) che ha avuto il 18,7% dei voti
Solo fra 15 giorni si saprà chi succederà al dott. Mario Zappia, per 2 legislature sindaco del Comune di Bronte. L'avv. Nunzio Calanna, candidato sindaco della Casa delle Libertà e sorretto dall'Udc, dalla lista Calanna per Bronte, da Fi, dai Cristiano democratici europei e da An, a leggere i dati provvisori e non definitivi, è stato preferito solo da quasi la metà degli elettori brontesi, con il suo dato personale percentuale che si è assestato intorno al 44,5 %.

L'ottima affermazione, però, non gli ha evitato lo scontro diretto fra 15 giorni al ballottaggio con il dott. Salvatore Leanza, direttore d'azienda ed ex vice presi­dente della Regione siciliana sorretto da «Riformisti di centro per Bronte», «Evoluzione e benessere per Bronte», «Lista dei giovani Bronte dei valori», «Democratici di sinistra per Bronte» e «Socialisti riformisti per Bronte», che è giunto secondo con circa il 30,3 % delle preferenze.. davanti al dott. Carmelo Indriolo che, invece, contro le previsioni si è fermato a circa il 18, 7 %. Fanalino di coda del quartetto a contendere la carica di sindaco, il prof. Maurizio Gorgone che, comunque, con più o meno il 6,5 %, ha fatto capire che esiste una parte della sinistra brontese che ha condiviso le sue scelte. Per tutto il pomeriggio comunque le voci sulle percentuali raggiunte si sono rincorse per poi essere smentite. Ci sono stati momenti in cui in casa Calanna si è creduto che potesse farcela al primo turno, poi invece il suo consenso è sceso concedendo a Leanza la possibilità di misurarsi al ballottaggio. In città adesso alcuni sono convinti che le alleanze possano essere determinate, altri invece, sostengono che per la carica di sindaco nessuno ha la possibilità di spostare pacchetti di voti.

In quest'ottica bisognerà vedere la reazione in casa «Indriolo», sostenuto dall'on. di Fi, Franco Catania. Non è impossibile, viste anche le dichiarazioni durante la campa­gna elettorale che Leanza cerchi l'apparentamento con il gruppo dell'on. Franco Catania.

Bisognerà vedere adesso le reazioni dei vertici di Fi, che se così fosse, dovrebbero accettare che alcuni suoi tesserati remino contro un candidato azzurro al ballottaggio di un Comune che, da punto di vista politico, ha la sua valenza. Mentre ieri sera scrivevamo poco si sapeva ancora sulla composizione del Consiglio comunale, e questo sia perché si dovrà attendere il risultato del ballottaggio. Queste le percentuali delle liste: Forza Italia 25,1 %, «Calanna per Bronte» 13,8 %, Udc 11,9 %, «Sviluppo e libertà» 8,7 %, «Socialisti riformisti per Bronte» 6 %, Cde (Cristiani democratici europei) 5,2%, «Veri forzisti» 5,2%, «Riformisti di Centro per Bronte» 4,1 %, «Bronte in Europa»3,5%, «Sinistra brontese» 3,3 %, «Bronte dei valori» 3 %, Ds 2,8 %; Alleanza nazionale 2,7 %, «Evoluzione e benessere» 2%. Intanto i candidati al ballottaggio già da oggi affileranno le armi per contendersi la carica di sindaco. Come dire la campagna elettorale ricomincia. [R. P.]

 

Elezioni amministrative
del 26/27 Maggio 2002

Nessun candidato ha raggiunto al primo turno
la maggioranza richiesta (50% +1)



Tutti i risultati elettorali

Hanno votato 12.887 elettori (72,26%)

RISULTATI PARZIALI)

NUNZIO CALANNA

voti  5.549 (44,5%)

SALVATORE LEANZA

voti 3.802 (30,3%)

CARMELO INDRIOLO

voti 2.338 (18,7%)

MAURIZIO GORGONE

voti 811 ( 6,5%)


Si andrà al BALLOTTAGGIO Calanna-Leanza

 



  26 Maggio 2002

Due giorni, una notte per i sindaci

E a Bronte spicca la sfida azzurra tra i “dioscuri” della politica locale
Il candidato di Pino Firrarello contro quello di Franco Catania

Un primo risultato queste elezioni amministrative brontesi l’hanno già registrato. E’ la consacrazione di un'ormai insanabile rivalità tra i «dioscuri» della politica locale, che sono il senatore Pino Firrarello col genero, il vicepresidente della Regione Giuseppe Castiglione e il deputato regionale Franco Catania. Tutti assieme, disperatamente, all'interno di Forza Italia che proprio a Bronte registra la sfida tra un candidato-sindaco «benedetto» da Firrarello e depositario del simbolo ufficiale del partito - l'ex parlamentare socialista all'Ars, Nunzio Calanna - e un altro aspirante primo cittadino, sostenuto da Catania, che la «bandiera» non ce l'ha ma, in compenso, s'è visto approdare in terra dei pistacchi persino Marcello Dell'Utri, fondatore del «partito della bandiera».

Si tratta di Carmelo Indriolo, non a caso sostenuto pure da una lista che, provocatoriamente è stata battezzata «Veri Forzisti». I «separati in Casa», ovvero nella Casa delle libertà, sono ad ogni modo parecchi nella tornata, elettorale di oggi e domani. Certo, Bronte è un episodio al limite di ogni fantasia politica: un candidato sindaco è sostenuto dai Forzisti, una altro dai «Veri Forzisti». Qui, i rancori covano sordi e i protagonisti appaiono come vere e proprie vestali della più ortodossa tradizione veterodemocristiana, do tutti s’abbracciavano in pubblico e si scornavano in privato. Altro, invece, le beghe sono scoppiate e hanno fatto il botto ma almeno hanno contrapposto esponenti di partiti diversi, seppur alleati. (…) [Gerardo Marrone]

 

Marcello Dell'Utri e Franco Catania17 Maggio 2002

E Dell'Utri sfida Forza Italia

Scontro nel Polo. Lo smacco di Catania

Non trova il tempo per andare in assemblea regionale dove ha fatto registrare l'83 per cento delle assenze ma si dedica anima e corpo per spaccare il suo partito a Bronte. Franco Cata­nia, deputato di Forza Italia è il principale sponsor del candidato a sindaco Carmelo Indriolo, pediatra dell'ospedale comunale.

Primo avversario del candidato ufficiale del Polo, Nunzio Calanna, già onorevole a palazzo dei Normanni che ha trovato al suo fianco anche gli ex amici di corrente di Catania: Ottaviano Garofalo e Ilario Floresta.

A sostenere il "pupillo" di Catania, che nelle liste civiche ha lasciato ampio spazio ai dipendenti della sua azienda tessile, la Bronte Jeans, è arrivato addirittura Marcello Dell'Utri (nella foto a sinistra con Franco Catania). In un comizio, senza far trapelare alcun imbarazzo, il senatore di Forza Italia ha sottolineato: "Quello che conta in politica non sono i simboli ma gli uomini”.

Calanna è sostenuto da rappresentanti ufficiali del Polo: dal vice presidente della Regione Giuseppe Castiglione al coordinatore nazionale dell'Udc, Raffaele Lombardo, al presidente della Provincia di Catania, Nello Musumeci.

Ma le spaccature affliggono anche il centro sinistra. Nella corsa elettorale é sceso in campo anche l'esponente del centro sinistra, l'ex deputato regionale Turi Leanza. A sostenerlo, fra gli altri, l'onorevole Salvatore Raiti, unico rappresen­tante all'Ars del movimento Di Pietro. Un'alleanza che ha lasciato perplessi molti, suscitando anche qualche risolino ironico.

Qualche anno fa, Leanza, si è reso protagonista di una clamo­rosa "fuga" all’estero evitando i provvedimenti dei magistrati nell'ambito della tangentopoli locale. Il quarto "sindaco in pectore" è invece, Maurizio Gorgone, appoggiato dalla sinistra Giovanile. I giovani diessini si sono dissociati dalla coalizione per motivi "morali".

(tratto da Centonove del 17 Maggio 2002)



Dal

E’ stato anche discreto calciatore nel torneo di Promozione

Lo “strappo” a sinistra di Gorgone

Una campagna elettorale vivace e la pubblicazione di un giornale con vignette «pepate»
Un figlio che si chiama Jonathan onore del famoso gabbiano

"Un punto fondamentale del nostro programma elettorale riguarda la riduzione del venti per cento delle indennità di cariche di sindaco e assessori". Questo tiene a precisare Maurizio Gorgone, quarantunenne insegnante di lingua francese all'Istituto Tecnico Commerciale "Radice" di Bronte e candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative comunali con la lista "Sinistra Brontese". "Si tratta ovviamente di uno dei tanti punti che abbiamo preso in considerazione nella nostra politica di governo che si basa soprattutto sulla legalità e sulla solidarietà: due principi inscindibili che non potevano non fare parte del nostro programma elettorale". Sposato (con Gabriella), appassionato di sport (nel passato fu giocatore di calcio della squadra del Bronte in Promozione), ma anche di letteratura (uno dei suoi due figli si chiama Jonathan proprio in ricordo del libro di Richard Bach il "Gabbiano Jonathan Livingston", l'altra Desireè), Maurizio Gorgone è stato eletto per la prima volta nel '93 al consiglio comunale brontese. Rieletto nel '97 fu assessore della Giunta Zappia (con deleghe alla Cultura, Ecologia e Servizi Cimiteriali) dal novembre 2000 all'ottobre 2001 quando poi ne uscì, con tutti i Ds, a causa del cambio di rotta della sindacatura.

"Ognuno va dove lo porta il cuore" - spiega Gorgone - e Zappia (sindaco uscente passato tra le fila del CCD ndr) ha fatto le sue scelte. Con lui avevamo lavorato molto ma è chiaro che non si poteva avallare una situazione del genere".

Perché avete deciso di scendere in campo in prima persona e di non appoggiare invece la candidatura Leanza che è sostenuta proprio dai Ds e dalla Primavera Siciliana?
Nulla di personale si intende. Si tratta sempre di scelte politiche. E su questo punto noi -siamo concordi nel non riconoscere in quella scelta l'uomo che può esprimere i valori della sinistra. L'avvocato Leanza, infatti, è stato in passato l'espressione della politica craxiana in Sicilia: una politica sempre avversata dalla sinistra (a partire dal PCI fino ai Ds)".

Lei ha parlato dei punti principali del suo programma di governo: ma come intendete risolvere il problema lavoro?
"È chiaro che l'amministrazione non può, se non in modo marginale, dare lavoro diretto, ma può contribuire a favorire la creazione e la nascita di piccole e medie imprese ad esempio attraverso la realizzazione di opere pubbliche, la semplificazione degli iter burocratici e la valorizzazione dei prodotti agricoli e artigianali favorendo lo sviluppo della Zona Artigianale".

Come se la immagina Bronte?
"Come Bronte. Con le sue tradizioni e con la sua storia. Ma soprattutto con una buona qualità di vita".
Estremamente vivace la campagna elettorale di Gorgone e dei suoi compagni. Da quattro settimane viene pubblicato e distribuito in piazza il giornalino "Candido" di sciasciana memoria, con vignette graffianti disegnate da Ciccio De Luca. Un pizzico di pepe in più. [Orazio Longo]

Nel disegno a destra: una caricatura, disegnata da Ciccio De Luca, dell' on. Salvatore Leanza (tratta da Candido, N. 1 del 12 Maggio 2002). Leanza nel punto Assistenza e solidarietà sociale del suo Programma elettorale, ha prospettato la «realizzazione di un centro di riabilitazione fisioterapica privilegiando le tecniche di idroterapia ed ippoterapia».  «La vignetta  - scrive Cicciodeluca - è ispirata un passo del programma di Turi Leanza che fra gli altri servizi socio-assistenziali che il suddetto prevede di realizzare, emerge, inquietante, questo centro di ippoterapia io ho così interpretato. Nella speranza che i nostri politici diano sempre ed in grande quantità questo genere di spunti, sentitamente ringrazio»



Primo confronto fra i candidati a sindaco

18 Maggio 2002

Importante faccia a faccia

Il Real Collegio Capizzi ha ospitato il primo confronto ufficiale, organizzato dal Gazzettino, tra i candidati a sindaco di Bronte.

Gorgone, Indriolo e Leanza, assente "giustificato" Calanna, hanno proposto ai cittadini i propri programmi, le valutazioni, gli impegni e gli sviluppi che intendono attribuire al territorio. Tra passato, presente e futuro, l’incontro ha costituito un momento di forte partecipazione democratica.

Quattro candidati, quattro programmi. Una cittadina chiamata a scegliere, a decidere del proprio futuro. Parole e proposte che viaggiano tra ciò che è stato fatto e ciò che si dovrà fare. Bronte ha cominciato a conoscere, dalla viva voce dei protagonisti, quale potrebbe essere la strada politica ed amministrativa che, dal prossimo 26 maggio, potrebbe imboccare. Partendo proprio dall'elezione del suo nuovo sindaco.

Il salone del Real Collegio Capizzi, gloriosa istituzione brontese, ha accolto, su invito ed organizzazione del "Gazzettino", Carmelo Indriolo, Maurizio Gorgone e Salvatore Leanza. Assente soltanto Nunzio Calanna che, con un fax inviato alla redazione del settimanale, giustificava la propria mancata partecipazione per «precedenti concomitanti impegni, peraltro notori in quanto pubblicizzati con manifesto affisso già da tempo». (...) Nel ruolo di moderatore Giuseppe Portale, giornalista e vice direttore del "Gazzettino". (...) Cominciano le domande, le riflessioni, gli spunti di confronto.

Tocca a Maurizio Gorgone (foto a sinistra), candidato per la sinistra, dare il via all'atteso incontro che, di fatto, apre la campagna elettorale nella sua componente di confronti diretti tra i candidati. Il giudizio sull'amministrazione Zappia, primo argomento proposto, si lega alla «decisione presa dal sindaco di passare da uno schieramento di centro-sinistra ad un altro, di orientamento opposto, che pesa fortemente su ogni possibile giudizio».(...)

Per Salvatore Leanza, punto di riferimento per uno schieramento civico di centro-sinistra, «l'istituzione del city manager, diventando perno della riorganizzazione della macchina amministrativa, farà guadagnare efficienza all'andamento degli uffici comunali, dove ognuno potrà svolgere i propri compiti secondo le mansioni e non sottostando a ricatti o frenati nella propria professionalità». 
Le parole di Carmelo Indriolo (foto a destra), candidato di uno schieramento di centro-destra, puntano al «turismo come fattore da valorizzare ed incanalare nella direzione di uno sviluppo economico, occupazionale, produttivo dell'intero territorio». Eleganza verbale nell'esposizione, toni pacati ma decisi, volontà di spiegare le proprie ragioni senza prevaricare sulle argomentazioni degli altri candidati. Su queste basi il dibattito prosegue. Gorgone punzecchia Indriolo sfruttando domande del tipo: «con quali soldi si dovrebbe incrementare il turismo?», «dove sarebbero le tanto decantate emergenze archeologi che presenti»; mentre nei confronti di Leanza indirizza un «la macchina burocratica è già stata migliorata». Potrebbe essere l'inizio di surriscaldamento degli animi.

Ma i toni continuano a mantenersi sereni, pur in presenza di argomenti che sollecitano il dibattito. «L'attività del sindaco viene amplificata dal corrispondente de La Sicilia che, guarda caso, è anche consulente dello stesso sindaco» (Leanza). «il Prg si è disperso tra un commissario ad acta ed un altro, senza arrivare ad una concretezza reale» (Indriolo). «È stato fatto un parcheggio all'inizio del paese, dove nessuno può usufruirne, mentre il progetto di quello sotto piazza Roma è rimasto lettera morta» (Leanza). «Eliminare le costruzioni fatiscenti e creare decoro nel centro storico» (Indriolo). «Perduti 17 miliardi nel '92, provenienti dalla Regione e, in seguito, altri 15 circa per il mercato coperto per ambulanti e al dettaglio» (Leanza). «Per il mercato i fondi si persero in seguito ad una delibera del Cru (Comitato Regionale di Urbanistica) che giudicava non idonea la zona individuata» (Gorgone). «Guardare a fondi comunitari e privati per rilanciare il turismo» (Indriolo). «Dall'amministrazione Zappia è stata fatta soltanto ordinaria amministrazione» (Leanza). «Perché i rappresentanti regionali che Bronte può vantare non fanno arrivare un commissario in grado di adottare il Prg?» (Gorgone). «Particolare attenzione, verso le famiglie che presentano situazioni di gravi patologie, facendo sulla solidarietà sociale il tema fondamentale della vita di una comunità» (Indriolo).

Ognuno risponde alle sollecitazioni del moderatore. I tre candidati ascoltano, prendono nota. Le risposte sono chiare. Viaggiano tra passato, presente e futuro. Tutti e tre hanno avuto precedenti esperienze amministrative a vario livello. Gorgone è stato (per dieci mesi, come più volte ha sottolineato) assessore nell'amministrazione Zappia. Leanza è stato vice sindaco e vice presidente della Regione. Indriolo ha ricoperto la carica di presidente del Consiglio Comunale. Traendo spunto dalle proprie esperienze, ognuno propone progetti, idee, basi per lo sviluppo futuro della cittadina tutta. E nonostante l'incedere degli argomenti, il clima del dibattito resta ancorato ad una correttezza di toni e linguaggio davvero sorprendente. Bronte e il suo territorio vengono proiettati in una dimensione futura che ogni candidato a sindaco, partendo dalla propria elezione, disegna con schemi e colori a volte convergenti e altre volte divergenti.
«Il Servizio dell'erogazione idrica è la vera nota dolente di Bronte». Il pensiero di Maurizio Gorgone viene subito affiancato da quello relativo alle spese per demineralizzare l'acqua dei pozzi, sottolineando come «sia necessario puntare alla sostituzione della condotta idrica esistente».

Entra in scena Salvatore Leanza (foto a sinistra), che parla di «uscire dalla sonnolenza amministrativa», per poi indirizzare le proprie valutazioni verso «la gestione delle risorse idriche affidata, dalla Legge Galli, ad un progetto integrale, cui il consorzio è logica conseguenza (Bronte aveva espresso parere contrario al consorzio come forma di gestione delle risorse idriche». Carmelo Indriolo spinge le proprie valutazioni sul terreno della sanità, parlando di «ospedale di Bronte da riorganizzare per meglio rispondere alle esigenze di un vasto territorio di riferimento, in attesa di costruirne uno nuovo fuori dal centro storico». Pronte valutazioni sulla questione sanità provengono dal candidato Leanza che sottolinea come si debba «evitare una guerra tra Comuni vicini (chiaro il riferimento a Randazzo) e puntare ad una programmazione ed integrazione che coinvolga tutti i centri limitrofi». Anche per Gorgone si deve parlare di «esigenze specifiche del territorio cui dare risposte concrete, ognuno assumendosi le responsabilità legate al ruolo che ricopre a vari livelli».

Le parole si spengono lentamente, dopo oltre due ore di confronto. L'invito ad intervenire, rivolto al pubblico presente, trova due interlocutori. Il signor Zappalà, presidente del circolo "Società e cultura", scandisce con voce ferma un principio: «Bisogna affrontare la responsabilità del confronto con i cittadini». Il signor Minissale chiede ai candidati un impegno concreto a favore dei giovani e dello sport. Parole che aprono spunti per ulteriori confronti. Riflessioni nascono e si innalzano nello spazio di pochi minuti. Gruppi di persone commentano e valutano cosa hanno detto i tre candidati. Il futuro della cittadina si è aperto da poco e almeno, stando ai commenti offerti dai presenti al confronto, nessuno si tira insieme quando si tratta di prendere impegni e spendere le proprie capacità. La strada è stata tracciata. Un solo augurio: che vinca Bronte. [Corrado Petralia]



del 16 Maggio 2002 dedica un'intera pagina, con servizi ed interviste di Andrea Lodato, dedicata alle elezioni amministrative di Bronte.

Bronte, quelli del Polo così favoriti, così divisi

Scontro frontale nel centro etneo tra il senatore Firrarello e l'onorevole Catania che hanno presentato ognuno il proprio candidato

Il centrosinistra risponde con la candidatura di Salvatore Leanza, per 20 anni consigliere e vicesindaco, e con quella di Maurizio Gorgone

Onorevole Catania, ma che combinate a Bronte? Forza Italia si spacca, l'un contro l'altro armati i rappresentanti di punta del partito. Tra lei e il senatore Firrarello siamo allo scontro? Approccio indelicato, vabbene, diretto e brusco. Ma a Bronte non si parla d'altro, per ora. E l'onorevole Franco Catania decide di stupirci. «No, ma che spaccatura e spaccatura in Forza Italia. Guardi, le passo il senatore che le spiega come sono andate e come vanno davvero le cose». Beh, pensiamo allo scoop. Catania e Firrarello insieme, magari discutono Di una pace armata. Ma il senatore che risponde al telefono non è Pino Firrarello. Era solo un equivoco, pacifico e scontato, il nostro.

«Sono il senatore, buon giorno. Guardi che non c'è nessuna guerra all'interno di Forza Italia a Bronte. C'è il candidato importante e prestigioso che è frutto del forte radicamento nel paese e nel territorio, che ha l'appoggio dell'onorevole Franco Catania. E c'è un altro candidato, forte anche lui. Che nasce da altre scelte, ma che è legato, comunque, alla nostra sfera politica. Questo significa che vinceremo noi, ed è la cosa più importante per un centro nevralgico per la Sicilia come Bronte». Il senatore al telefono si chiama Dell'Utri, Marcello Dell'Utri. Esce da un'impasse quasi inevitabile, parlando della doppia candidatura di Bronte e lo fa con diplomazia da manager e da maestro specialista in pubbliche relazioni. Lui è andato a Bronte, però, a sostenere, e fortemente, il candidato di Franco Catania, l'ex presidente del consiglio comunale Carmelo Indriolo, che all'ultimo momento è stato contrapposto a Nunzio Calanna, l'uomo scelto, si dice, dal senatore Pino Firrarello. Una guerra tutta interna a Forza Italia, dunque, anche se, per esempio, Calanna spiega che le cose sono andate in maniera diametricalmente opposta. Altro che indicazione "divina". E allora?
«E' stato un comitato di cittadini a indicare la mia candidatura e io l'ho proposta, il 21 aprile, ai rappresentanti della Casa delle libertà. La condizione per andare avanti è che fossimo tutti uniti. Il senatore Firrarello ha accettato di buon grado questo progetto, qualcun altro no. Ed è un peccato, perchè insieme avremmo vinto senza problemi, visto che la gente crede in noi. Invece ci presentiamo tristemente divisi, anche se vincenti comunque». Dice vincenti, Calanna, e pensa a se stesso e alla sua lista, certo non a quella di Indriolo e di Franco Catania, che, a sentire Calanna, si sarebbe impuntato, avrebbe chiesto l'impossibile per accettare questa candidatura. Provocando la rivolta degli alleati che non avrebbero gradito i diktat di Catania. E' andata così?
«lo chiamerei ogni cosa con il suo nome - spiega e corregge Catania - quindi quello del senatore Firrarello è stato semplicemente un colpo di mano, niente di più, niente di diverso, niente di meno. Dovevamo scegliere insieme il candidato, un uomo forte, radicato nel territorio, che avesse intesa e feeling con i cittadini. Ma dovevamo farlo insieme. Non è andata così, e per questo è sceso in campo, per noi e per Bronte, Indriolo».

Benedetto da Dell'Utri, appunto, che se fa il prestigiatore con le parole come un ottimo P .R., a Bronte ha arringato la folla, portata in piazza da Catania, spiegando che «la scelta di Indriolo segna una rivoluzione anche in Forza Italia. Non uomini scelti dal partito, ma uomini della gente, vicini a chi deve essere amministrato. Nessuna investitura dall'alto, insomma».

Così parla Dell'Utri nella piazza di Bronte; il paese dove ha studiato, al collegio Capizzi, naturalmente, e che, rivela, anche per questo conserva nel cuore con affetto e interesse. Ma Calanna non si sente nemmeno per un attimo delegittimato da simile intervento, seppure di un uomo così alto in grado nel partito. «Mi dispiace, certo, che il senatore Dell'Utri abbia questa posizione, ma io ho ricevuto un mandato preciso, dal Presidente Berlusconi, dunque, vado avanti senza tentennamenti».

Bronte è Bronte, non si scherza, qui, a fatti e a parole, è lecito tirare in ballo e in causa i numeri 1 e anche i numeri 2 del superpartito d'Italia. Anche perchè è proprio dai numeri che nasce questa guerra, neanche tanto sottile, tra il gruppo Catania e il gruppo Firrarello. Per esser chiari il primo numero è 2.153.

Sono i voti presi alle ultime elezioni dall'onorevole Franco Catania. L'altro numero, che fa pendere il piatto della bilancia a favore del dinamico imprenditore, è 1.412. Sono i voti presi dall'onorevole Giuseppe Castiglione, diventato Vice presidente della Regione e Assessore all'Agricoltura, Foreste e, dunque, anche ai Pistacchi, che da queste parti sono tanti, buoni e ricchi. Castiglione genero del senatore Firrarello, come è noto.

Ma se le parentele segnano alleanze, parentele segnano pure divisioni, anche se solo politiche. Perchè l'onorevole Franco Catania e il candidato "firrarelliano" Nunzio Calanna sono cugini. «Catania è sposato, effettivamente, con una mia cugina di primo grado», ammette Calanna, e non si capisce se gli dispiaccia, in questo momento, oppure no. Perchè l'on. Catania per questa scelta ha parole di fuoco. Non per aver sposato la cugina di Calanna, che c'entra, per la candidatura del quasi cugino acquisito, diciamo. «Abbiamo scelto una persona credibile con Indriolo - tuona il deputato di Forza Italia - un professionista, che ha lavorato per il paese nella delicata posizione di presidente del consiglio comunale assolutamente superpartes. Era per questo che insistevamo sulla scelta che avrebbe dovuto vederci tutti uniti, anzichè dover aspettare scelte dall'alto».

Ma il senatore Dell'Utri non teme che aver contrapposto un candidato a quel di Firrarello possa provocare ricadute negative globali per il partito in Sicilia? «Macchè - esclude dell'Utri - guardi che non c'è nessuna contrapposizione, nessuno scontro». Insomma due candidati per vincere, prendiamolo per buono anche se non ci crede nessuno. Nemmeno Dell'Utri, naturalmente. Ma se Indriolo, medico, veniva dagli anni di consiglio comunale, Nunzio Calanna da dove arriva? Socialista agli inizi degli Anni '90, lavorava per l'uomo forte di allora, che si chiamava, quando si dice il destino, Turi Leanza, oggi candidato del centrosinistra.

Poi Calanna diventò socialista di altra ispirazione e collocazione, sino a transitare, buon amico anche di Ferdinando Latteri e del suo gruppo, sino a Forza Italia. Un mese fa. Giusto in tempo per finire candidato a sindaco. E, allora, qualcuno avanza naturali primogeniture sul Calanna uomo della politica brontese. «Posso dire che l'ho inventato io politicamente - spiega Salvatore Leanza - poi abbiamo seguito strade diverse. Sino a qui». E Leanza rivendica, oggi, la sua coerenza, mentre gioca una partita impossibile in nome di un cartello di centro e centrosinistra. «Non è il mio ritorno alla politica, mi hanno chiesto di scendere in campo in nome del mio passato e del fatto che conosco Bronte, i problemi, le risorse, e l'ho fatto».

Leanza ha un paio di storie che potrebbe raccontare. Consigliere comunale qui per 20 anni, per tre, sino al 1981, vicesindaco, poi promosso all’Ars. Una storia. Poi quella al governo regionale, anni d'oro. Poi il dramma personale, privato. Presentandosi agli elettori, Leanza ha ripercorso questi capitoli, anche dolorosi. Poi si è rimesso al loro giudizio.  Ma la sinistra, quella di Leanza e l'altra, rappresentata da Gorgone, che possibilità hanno di creare problemi alla doppia corazzata di centro destra? «Partiamo con il 20% contro l'80, ammette Leanza, cerchiamo di recuperare».

Un'impresa. Ha ragione Dell'Utri, alla fine: in fondo anche con due candidati la Casa delle libertà non dovrebbe avere problemi, e la rivalità tra i maggiorenti del partito forzista ha solo messo un po' di pepe alla contesa. Semmai, i problemi seguiranno, cioè fatto il sindaco, a Bronte, potrebbero restare strascichi pesanti tra il gruppo Firrarello e il gruppo Catania, con rapporti che negli ultimi tempi si erano fatti difficili e oggi fanno convivere queste anime di Forza Italia come separati in casa. Per questo Catania urla e ribadisce le parole di Dell’Utri: «La candidatura di Indriolo è una rivoluzione anche per Forza Italia, I cittadini pretendono candidati espressione dei loro desideri e delle loro esigenze, non scelte verticistiche».

Nunzio Calanna sorride e non risponde. Decideranno gli elettori, fa capire. Poi quando tutto sarà finito, nulla esclude di potersi rivedere tutti a pranzo, una bella domenica d'estate. Perchè quel che la politica divide, per il gioco delle parti, la famiglia riunisce. Quasi sempre. [Andrea Lodato]

Quasi ventimila abitanti

Parlare di Bronte vuol dire descrivere la cittadina più ricca e laboriosa del versante nord-occidentale dell’Etna. Coi suoi 19622 abitanti e le sue 6521 famiglie è la più popolosa. Gli aventi diritto al voto sono 17833, ma circa 2900 di questi sono emigrati.
Situata a circa 800 metri sul livello del mare nella parte più alta fino a scen­dere a meno di 700 nel Quartiere Sciarotta, vanta uno dei territori più vasti della Provincia, con 25.000 ettari di terreno. La cittadina dista da Catania 49 chilometri ed è solcata dalla ferrovia Circu­metnea. Inutile ricordare che Bronte è famosa per il pistacchio, ritenuto giu­stamente l’”oro verde”. Non si darebbe giustizia all’economia del centro però se non si parlasse di Bronte come uno dei più importanti poli tessili dell'isola e dell’economia legata alla raccolta della frutta fresca.

Nel '97 gli sfidanti rifiutarono il ballottaggio

Cinque anni fa ha vinto il Sindaco uscente Mario Zappia con consenso quasi plebiscitario. L'attuale sindaco si presentò alle elezioni del novembre del 1997 sorretto dalle liste “Zappia per Bronte” e “Sinistra demo­cratica con Zappia”, rice­vendo al primo turno 5.692 voti, pari al 48,7%.
A Zappia si opponeva l’on. Franco Catania sorretto dalle forze del Polo delle Libertà (Fi, Ccd, Cdu, ed An) che ha raccolto 3.753 voti, pari al 32,1%. Terzo, nel ’97 arrivò l’allora deputato regionale, Nunzio Calanna, (oggi candidato del Polo) ai tempi sorretto dai Socialisti brontesi uniti, dal Ppi, dal Psdi e da Alleanza democratica. Per Calanna votarono 2.252 elettori, pari al 19,2%. Al ballottaggio però, prima Catania, poi Calanna si rifiutarono di gareggiare con Zappia, cui sarebbe bastato che più del 50% degli elettori si recasse alle urne. E così fu. Votò il 53,77% con il 94,64% di questi che si espresse a favore dell’attuale sindaco uscente.

Quattro candidati e 14 liste a sostegno

Sono ben 266 i candidati che concorrono alla carica di consigliere co­munale. Un record per Bronte che ha visto depositare negli uffici compe­tenti l'elenco di 14 liste elettorali accoppiate ai 4 candidati a sindaco. Cinque liste sorreg­gono l’avv. Nunzio Calanna. Sono l’Udc, Calanna per Bronte, Forza Italia, i Cristiano demo­cratici europei e Alleanza nazionale. Il prof. Maurizio Gorgonie, invece, è sorretto da una lista deno­minata “Sinistra brontese, Maurizio Gorgoni sindaco”. Tre le liste civiche invece collegate al dott. Carmelo Indriolo. Sono: «Bronte in Europa», “Sviluppo e Libertà” e «Veri Forzisti». Collegate a Salvatore Leanza, invece, sono 5 liste: «Riformisti di centro per Bronte», «Evoluzione e benes­sere per Bronte», «Lista dei giovani Bronte dei valori», «Democratici di sinistra per Bronte» e «Socialisti riformisti per Bronte».

Disoccupazione problema sempre presente

Uno dei temi su cui si svolge la campagna elettorale è quello problema dello sviluppo economico legato all'occupazione. Sembra paradossale, visto che Bronte è attivissimo ed uno dei Comuni più ricchi, ma qual­che anno fa è balzato agli onori delle cronache come uno dei paesi con un alto indice di disoccupazione. Si parlerà quindi di favorire l'impren­ditoria e di facilitare l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

Il problema idrico d'estate riemerge

D'estate l'acqua potabile viene rigidamente razionata, per garantire la distribuzione in tutto il territorio. In verità a Ciapparazzo l'acqua c'è, ma Bronte la divide, con l’Acoset, che deve soddisfare la sete dei tanti altri Comuni consorziati.

 


14 Maggio 2002

Presentazione ufficiale per Indriolo, sostenuto da una parte di Forza Italia

Il candidato sindaco dello "strappo" e la voglia di libertà

Una candidatura di libertà senza troppe polemiche. Questo il senso delle parole usate dal deputato regionale Franco Catania durante la presen­tazione ufficiale al Collegio Capizzi, domenica scorsa, della candidatura di Carmelo Indriolo a sindaco di Bronte.

Una scommessa, quella fatta dall'onorevole forzista, che però non avrà dalla sua il simbolo del partito di Berlusconi (andato a sostegno del candidato Calanna, mentre lndriolo dovrà presentarsi alle elezioni comunali del 26 e del 27 maggio con l'appoggio delle liste “Bronte in Europa”, "Sviluppo e libertà" e "Veri forzisti") anche se, tra gli ospiti presenti in aula c'era pure il senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri.

A dare il via agli interventi è stato il rettore del Collegio Capizzi padre Giuseppe Zingale. Presenti in sala anche il consigliere provinciale Pippo Russo, e i consiglieri comunali Tommaso Lupo (FI) e Antonino Petronaci (ex lista Zappia per Bronte) assieme al dottore Enzo Bonina e a Nino Costanzo, tutti e quattro assessori designati.

Indriolo, nel suo intervento, ha parlato soprattutto del rilancio della zona artigianale e della valorizzazione del centro storico; del potenziamento della pistacchicoltura (come settore trainante dell’intero settore agricolo), e della promozione dello sviluppo turistico della città che ha dalla sua la vicinanza tra i due parchi naturalistici (tra cui quello dell'Etna).

Discorsi che hanno comunque sostanzialmente messo da parte le tensioni e le asperità polemiche degli ultimi giorni e che hanno invece puntato i riflettori soprattutto sul programma di governo e sul futuro politico brontese. [Orazio Longo]


L'Intervento del sen. Marcello dell'Utri:

"Una perla d'uomo"

Questa la definizione del senatore Marcello Dell'Utri su Carmelo Indriolo (foto a sinistra), candidato a sindaco di Bronte. Una partecipazione, quella di Dell'Utri, affiancato dall'on. Franco Catania, la quale sancisce la rottura con l'altra anima "azzurra" che sostiene l'ex deputato regionale Nunzio Calanna. No, non ci sono due anime in Forza Italia a Bronte, ma una sola. La vera, al di là dei simboli, è quella che sostiene come candidato a sindaco il dott. Carmelo Indriolo.

Lo ha detto, sostenuto e ripetuto più volte, nel gremitissimo auditorium del Real Collegio Capizzi, la sera di domenica 12 maggio, il senatore Marcello Dell'Utri, braccio destro del presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi. Sì, proprio lui, in persona, ha ritenuto non solo opportuno ma addirittura "doveroso" venire nella "città del pistacchio" per «testimoniare - ha detto - il compiacimento ed il pieno appoggio del "partito azzurro" ad un candidato, Carmelo Indriolo, veramente degno di rappresentare le più che legittime istanze di una città che vuoi crescere, qual è appunto Bronte. «Avevamo ed abbiamo una perla d'uomo, un vero tesoro - così Dell'Utri ha testualmente definito il dott. Indriolo -, ed è più che giusto dargli il nostro pieno appoggio e sostegno. È ora di finirla - ha sottolineato lo stesso senatore, lasciando chiaramente intendere a quale altra anima del suo partito si riferisse -, è veramente arrivata l'ora di finirla con la "spocchia" e l'arroganza politica che altro non fanno se non nuocere, e gravemente, senza apportare alcunché di positivo.

È arrivato il momento di dare spazio a chi, con grande serietà, competenza e tanta buona volontà, è in grado e vuole far crescere le nostre realtà territoriali. E Carmelo Indriolo, "vero forzista", è una persona capace e libera da ogni negativo condiziona­mento. Che proprio lui sia per noi la persona giusta - ha chiosato il senatore azzurro -, lo sta a dimostrare il suo nutrito programma, fitto, denso, ricco di cose da fare per la crescita della sua e della nostra Bronte: segno, questo, che il dott. Indriolo ha idee chiare e propositi seri, al contrario di altri che presentano programmi scarni e striminziti». Anche qui l'allusione era ed è più che evidente!

«Ed è con uomini come il dott. Indriolo - ha concluso Marcello Dell'Utri - che è possibile rinnovare la politica: dobbiamo combattere e vincere l'arroganza del potere, per ridare speranza alla gente. Non dobbiamo assolutamente chinare il capo a chi ritiene ancora di decidere il nostro futuro nelle segrete stanze. È da Bronte, quindi, che parte la rivoluzione, una rivoluzione che dalla Sicilia deve raggiungere le Alpi. (...) 

Il del 18.5.02 dedica un'intera pagina, con servizi di Giuseppe Portale, alla presentazione ufficiale del candidato sindaco dott. Indriolo

Indriolo “disegna“ il futuro di Bronte

Davvero molto ricco, denso, zeppo di cose da fare, il programma di uno dei più quotati personaggi candidati a sindaco della “città del pistacchio”.

Frutto di una grande passione politica e di un immenso amore per la sua comunità

Era gremitissimo l'auditorium del Real Collegio Capizzi di Bronte la sera di domenica 12 maggio, segno che nella "città del pistacchio" la passione politica è sempre viva, ed oggi lo è ancor di più, ogni giorno che passa, all'avvicinarsi dell'imminente scadenza elettorale di giorno 26. Si presentava il programma politico-elettorale di uno dei candi­dati che hanno maggiori chances per ricoprire la carica di sindaco: il dotto Carmelo Indriolo. Molti gli ospiti sul palco, oltre naturalmente al candidato ed alla sua squadra di asses­sori. Fra i tanti "sponsor" di Carmelo Indriolo, spiccavano il deputato regionale di "For­za Italia", on. Franco Catania, ed il braccio destro di Berlusconi, senatore Marcello Dell'Utri, venuto nella "città del pistacchio", in quello stesso Collegio Capizzi dove ha studiato, per testimoniare amicizia, affetto e solidarietà al candidato "vero forzista" che solo per una banale questione burocratica non sta potendo fregiarsi della bandiera "azzurra" anche se ne avrebbe e ne ha - come spiegato dallo stesso senatore - pieno titolo.
La figura di Carmelo Indriolo è stata brillantemente ed appassionatamente tratteggiata - caso più unico che raro - dall'attuale rettore del Collegio Capizzi, padre Zingale, il quale ha volutamente aprire l'assise per ricordare le doti di «Carmelo, studente modello di questo prestigioso istituto, un ragazzo buono, studioso, sempre cortese e gentile con tutti, sia superiori che compagni, oggi per me è - ha preci­sato lo stesso rettore - più che un fratello ed amico. Uomo dalle doti non comuni». Doti che sono state anche molto ben evidenziate, dal deputato regionale di "Forza Italia" Franco Catania il quale, in aggiunta, ha messo ben in evi­denza il nutrito e sostanzioso programma amministrativo che il dott. Indriolo intende realizzare (...). Dal canto suo anche l'altro prestigioso "sponsor" azzurro di Carmelo Indriolo, il senatore Marcello Dell'Utri, ha usato parole di apprezzamento per «una perla d'uomo che - ha detto - merita il pieno appoggio dei nostri iscritti, simpatiz­zanti, e di tutta la città». Interessantissimo intervento, quello di Marcello Dell'Utri, di cui diamo conto a parte.

Molto interessante, al riguardo, è stato pure l'intervento del designato assessore in quota Alleanza Nazionale, Antonio Petronaci, facente parte sempre della squadra del dott. Indriolo: «È bene - ha precisato - che i cittadini di Bronte sappiano come tante decisioni sulle loro teste vengano prese altrove, a Catania, a Palermo, persino a Roma; con giochi di potere che nulla hanno a che fare con le più che legittime istanze di chi vive nel territorio e ne conosce i problemi sin nei minimi dettagli. (...) È stata poi la volta del candidato il quale, seppur con brevi cenni, ha delineato alcuni punti del programma dove ampio spazio trovano le tematiche ambientali ed occupazionali, primo fra tutti il potenziamento delle risorse econo­miche dei Parchi dell'Etna e dei Nebrodi (...)



Dal dell'11 Maggio 2002

E’ già campagna elettorale

A Bronte è scontro tra giganti: da una parte la "Casa delle Libertà", capitanata dal senatore Firrarello e dall'altra il deputato regionale Franco Catania con le sue liste civiche

Epperò, mentre i due rappresentanti azzurri si sfidano a singolar tenzone, l'on. Turi Leanza fa di tutto per giungere al ballottaggio. Il dopo può davvero riservare una vera e proprio sorpresa

La campagna elettorale di Bronte è entrata, finalmente nel vivo e, dopo tante dispute interne, le coalizioni e i relativi candidati, alla conquista della carica più alta della città, sono pronti a confrontarsi sui programmi elettorali e sulle strategie per il rilancio della città. I muri del paese si rivestono, dopo non appena un anno dalla celebrazione delle ultime tornate elettorali nazionali e regionali, di manifesti riportanti slogans inneggianti quel candidato sindaco "per Bronte" o quello che "il cittadino si sente suo". Nei Circoli e nei bar si parla delle prime uscite in pubblico dei candidati che in questi giorni hanno svolto le prime manifestazioni di presentazione e, come antica tradizione vuole, la moderna e simbolica sala conferenze del Real Collegio Capizzi da tutti i candidati è stata scelta come sede del battesimo della propria campagna elettorale, anche se qualcuno non può vantare l'ospitale presenza che il "padrone di casa" ha riservato ad alcuni candidati rispetto ad altri. E intanto, è iniziata la corsa alla ricerca del voto da parte dei potenziali consiglieri i quali, a Bronte, in ben 275 circa affollano le 14 liste che concorrono al!a competizione per piazzare i loro migliori uomini nel più alto consesso cittadino. Tra questi, si registra la prestigiosa presenza del "past sindaco" della città il quale, non potendosi ricandidare a sindaco in quanto esauriti due consecutivi mandati di "primo cittadino", ha deciso alla fine di dare continuità alla propria azione amministrativa, cominciata ben nove anni addietro, affidandosi all'avv. Nunzio Calanna, magari riservando per sé un autorevole poltrona di presidente del Consiglio Comunale.

Ma proprio la lista che fa riferimento al dott. Mario Zappia è quella che in questi giorni di inizio campagna elettorale ha dato segnali di cedimento all'interno della robusta “Casa delle Libertà”. E infatti, la lista dell'Udc brontese, che raggruppa al suo interno molti consiglieri comunali uscenti ed attuali assessori comunali della Giunta Zappia, sembra essere scossa da alcune polemiche scoppiate sul nodo della designazione del componente nella squadra amministrativa dell'avv. Calanna. Sembrerebbe che forti polemiche siano scoppiate tra il gruppo storico, facente riferimento al sindaco, che vede, come capobandiera l'attuale vicesindaco Salvia nei confronti dello stesso Zappia, per la decisione di questi di non aver volere indicare in prima battuta un esponente in rappresentanza della neo lista centista dell'Udc. Inoltre molti candidati della lista non avrebbero ben digerito la decisione di Zappia, più volte da questi palesata, di non presentarsi da soli alle elezioni con un proprio candidato alla carica di sindaco, ritenendo tatticamente sbagliato un apparentamento al primo turno in una situazione, come quella de!le elezioni amministrative di Bronte, che rinvierà probabilmente tutte le decisioni al 9 giugno, considerata la dispersione di voti prodotta dall'alto numero di pretendenti alla carica di sindaco.

Altre tensioni avrebbero messo in discussione fino alla vigilia la composizione della coalizione del centrodestra, allorquando, in fase di definizione delle designazioni degli assessori, il sindaco Zappia avrebbe posto il veto alla nomina di Gigi Saitta, suo storico antagonista, minacciando il ritiro della sua lista. Altri invece, come il consigliere comunale uscente di Alleanza Nazionale, Petronaci, a seguito della decisione di Zappia di apparentarsi alla “Casa delle Libertà”, si sono ben guardati dallo stare nella stessa coalizione con l'ex sindaco, decidendo di approdare e appoggiare lo schieramento che sostiene il dott. Carmelo Indriolo.

Su un altro fronte, ma rimanendo sempre nello schieramento politico del centrodestra,si contano ancora i feriti della lunga disputa elettorale tra il senatore Firrarello e il deputato regionale Franco Catania, il quale, benché spogliato della delega del partito di cui è fondatore a Bronte, presentando una lista civica in appoggio al candidato a sindaco dott. lndriolo, che reca il nome "Veri Forzisti", sembra intenzionato a volersi misurare elettoralmente con la "lista forzista cugina" e dimostrare al senatore, con il responso dell'urna, chi meriti il marchio doc di Forza Italia. E a far valere tale autenticità pare ci penserà anche la prossima venuta a Bronte di Marcello Dett'Utri su invito dell'on. Franco Catania. Sull'altro fronte si registra il caso della Margherita, ex partito in cui militava il sindaco Zappia, che a Bronte non è presente con una propria lista. Alcune indiscrezioni rivelano che la causa dell'assenza nello scenario elettorale della Margherita sia da addebitare ad una certa latitanza politica dell'ex ministro Bianco, nonostante l'impegno e il movimento speso dagli esponenti dei Democratici locali e provinciali.

Rimane, infine, inspiegabile il ritiro all'ultimo minuto della delega dei Liberalsocialisti al sindacalista Sanfilippo e il conseguente sostegno al candidato Salvatore Leanza, dopo che il partit il quale a livello provinciale fa riferimento all'on. Andò, in un altro Comune nel Catanese chiamato a rinnovare il prossimo 26 maggio i propri organi istituzionali, abbia raggiunto intese elettorali con altre liste del centrosinistra. Ma, ironia della sorte, sono stati proprio i fratelli Rosselli, storici partigiani e simboli della lotta socialista alla dittatura fascista, che a Bronte dà il nome ad un locale circolo, ad annunciare e determinare la definitiva scomparsa di una lista a denominazione socialista a favore di un'altra, “Primavera Siciliana - Riformisti di centro", che, a seguito della assenza della lista Margherita, rappresenta il punto di riferimento dell'elettorato centro riformista dell'Ulivo. [G.D.G.] (Nel disegno a destra, tratto da Candido, N. 1 del 12 Maggio 2002, i tre candidati Indriolo, Leanza e Calanna)


4 Maggio 2002

Colpi di scena, sino all’ultimo

Nell’appassionante corsa alle candidature a sindaco di Bronte

Come avevamo più volte sottolineato, le divisioni all'interno della "Casa delle Libertà" brontese, problema tutto interno alla famiglia di Forza Italia, hanno tenuto con il fiato sospeso sino alle ore 12.00 del primo maggio - termine ultimo per la presentazione delle liste - i cittadini. Proprio così: non è bastato attendere sino all'ultimo per compattare il Polo brontese, che si presenta all'elettorato con due candidati: l'ex deputato regionale avv. Nunzio Calanna - sostenuto dalle liste di Forza Italia, Alleanza nazionale, Unione dei Democratici, le liste Calanna per Bronte e Cdu -, candidatura fortemente voluta dalla corrente Firrarello-Castiglione; il dott. Carmelo lndriolo, già in passato apprezzato presidente del civico consesso della città, sostenuto da tre liste civiche, due delle quali fanno capo al deputato forzista on. Franco Catania e l'altra che fa riferimento al consigliere comunale Petronaci, in forte dissenso con Alleanza Nazionale, partito di cui prima faceva parte. Il dott. lndriolo, come da noi segnalato, era stato da tempo indicato quale candidato unico della "Casa delle Libertà" ed in tal senso si era reso disponibile. Sembrerebbe pertanto che l'on. Catania non abbia fatto altro che dar seguito alla indicazione unitaria a suo tempo definita a livello provinciale da tutti i partner del centrodestra.

Gli assessori indicati dall'avv. Calanna sono tre: il segretario locale del Cdu, Nuccio Biuso, il coordinatore locale di Alleanza Nazionale, Giuseppe Di Mulo, e il medico Salvatore Gullotta. I componenti della Giunta indicati invece dal dott. Indriolo sono invece i consiglieri comunali uscenti Lupo e Petronaci, il medico Enzo Bonina e Nino Costanzo, di professione paramedico. Sull'altro versante il colpo di scena delle ultime ore è stato costituito dal ritiro della delega a presentare il simbolo al rappresentante locale dei Liberalsocialisti - partito che a livello provinciale ha come leader l'on. Salvo Andò e che a Bronte sostiene lo schieramento di centrodestra -, il quale da diverse settimane aveva raggiunto una intesa politico-elettorale sulla candidatura dell'on. Salvatore Leanza, quest'ultimo, a sua volta, sostenuto da uno schieramento espressione della società civile e anche dal centrosinistra. Infatti, a poche ore della presentazione delle liste, i Liberalsocialisti brontesi hanno deciso in massa di mantenere l'accordo programmatico-elettorale sottoscritto a suo tempo con il candidato sindaco Turi Leanza e, confluendo nella lista civica "Primavera Siciliana per Bronte-Lavoro e Società", si sono resi protagonisti di un clamoroso strappo con gli organi provinciali del partito.

Gli altri partiti dello schieramento che sostiene l'on. Salvatore Leanza sono: i "Socialisti Riformisti per Bronte, la lista civica "Evoluzione e Benessere per Bronte", la "Lista dei Giovani - Bronte dei Valori" e la lista "Sinistra Democratica per Bronte". A sua volta, i primi tre componenti della Giunta di Leanza indicati sono: l'avv. Alfio Paparo, indipendente di area moderata; il sindacalista Vincenzo Sanfilippo e l'ex consigliere provinciale Antonello Caruso. Infine, quarto candidato a primo cittadino è l’ex assessore comunale della Giunta Zappia, Maurizio Gorgone, sostenuto dalla lista civica "Sinistra Brontese", in cui sono confluiti esponenti di Rifondazione Comunista e dei Ds. Gli assessori proposti da Gorgone sono: Antonino Bonina, anch'egli ex assessore della Giunta uscente, il consigliere comunale uscente Di Natale e il prof. Salanitri. Una vicenda politica, quella delle ultime ore, con le spaccature verificatesi all'interno di entrambi gli schieramenti, centrodestra e centrosinistra, che fa presagire clamorosi colpi di scena in caso di eventuale ballottaggio. Per molte ragioni, scontato. Una battaglia tra giganti? Sicurissimamente, anche se a giganti "minori" bisogna fare riferimento. Non di certo del calibro di quello che diede il proprio nome alla "capitale del pistacchio”. [G.D.G.]



3 maggio 2002

Nel paese dei pistacchi. Non reggono le intese nei due schieramenti. Soprattutto il parlamentare non ha digerito la candidatura dell'avvocato.

La disfida di Bronte

Catania lancia Indriolo

Sono quattordici i candidati che concorreranno per la carica di primo cittadino e quasi 300, distribuiti in 14 liste, quelli per il consiglio comunale. Dopo una lunga serie di incontri e trattative la Cdl scenderà in campo unita con Calanna, il quale non può contare sull'appoggio del deputato regionale Franco Catania che ha lanciato l'ex presidente del consiglio Indriolo, appoggiato dalle liste civiche "veri forzisti", "Bronte in Europa" e "Sviluppo e libertà", abbandonando l'ipotesi Petronaci. La squadra di assessori che affiancherà Indriolo in questa prima tornata elettorale è composta da Enzo Bonina, Nino Costanzo e da Tommaso Lupo, quest'ultimo consigliere comunale uscente. La Cdl invece, formata da Fi, An, Udc, e dalle due liste civiche "Calanna per Bronte" e "Cristiani democratici europei", ha fatto quadrato attorno all'avvocato Nunzio Calanna proponendolo alla città con una squadra di assessori formata dal dottor Salvatore Gullotta di Fi, dal geometra Giuseppe Di Mulo di An e da Nunzio Biuso per la lista "Cristiani democratici europei".
Sull'altro fronte anche l'Ulivo scende in campo compatto con la candidatura dell'ex deputato e assessore regionale Turi Leanza. Anche qui si registra la presenza di un elevato numero di liste e precisamente la "Lista dei giovani Brontesi", i "Socialisti riformisti per Bronte", i "Democratici di sinistra", la lista civica "Evoluzione e benessere per Bronte" e la lista civica "Riformisti di centro".
Anche Leanza ha presentato solo la metà degli assessori. Tra essi figurano l'ex consigliere provinciale Antonello Caruso in quota Ds, Vincenzo Sanfilippo per i "Riformisti di centro" e l'avvocato Alfio Paparo, esponente della società civile. Sempre a sinistra invece una proposta alternativa è rappresentata dalla candidatura del professor Maurizio Gorgone con la lista "Sinistra brontese". I designati per la carica di assessori sono l'ex assessore comunale Antonio Bonina, la professoressa Letizia Di Natale e Francesco Salanitri. (Luigi Putrino)


3 maggio 2002

Indriolo si presenta a sorpresa nella capitale del pistacchio

Che la presentazione delle liste elettorali per la candidatura a sindaco nel Comune di Bronte  rischiava di riservare qualche sorpresa era  nell'aria, ed alla fine così è stato. Gli accordi raggiunti fra l'Udc ed An a favore del candidato voluto dal senatore Pino Firrarello, avv. Nunzio Calanna, alla vigilia aveva reso possibile la candidatura a sindaco dell'avv. Antonio Petronaci, in disaccordo con An, ed appoggiato dallo schieramento di Forza Italia che fa capo all'on. Franco Catania. Alle 3,30 di mercoledì scorso, però, il gruppo ha deciso di candidare a sindaco, il dott. Carmelo Indriolo, aiuto presso il reparto di Pediatria dell'ospedale di Bronte. L'avv. Petronaci, invece è stato nominato assessore, insieme col prof. Tommaso Lupo, il dott. Enzo Bonina e Antonio Ninitto Costanzo. A sorreggere la nuova colazione tre liste: Bronte in Europa, Veri forzisti e Sviluppo e libertà.

Per il resto, quasi tutto nelle previsioni della vigilia, con la Casa delle Libertà, completa in tutti i simboli, a sostenere l'avv. Calanna che ha scelto come assessori Nuccio Biuso, il dott. Salvatore Gullotta e Antonio Di Mulo. Cinque sono le liste collegate a Calanna: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Udc, Calanna per Bronte e Cristiano democratici europei. In particolare, il capolista dell'Udc è l'attuale sindaco uscente dott. Mario Zappia che, insieme con alcuni suoi assessori, si candida per il Consiglio comunale.

Una sola lista invece sostiene il candidato della sinistra di Bronte, prof. Maurizio Gorgone che ha scelto come assessori Antonio Bonina, Francesco Salanitri e la prof.ssa Letizia De Natale. La lista si chiama «Sinistra brontese - sindaco Maurizio Gorgone».
I primi a depositare le proprie liste sono stati i sostenitori dell'ex vice presidente della Regione siciliana, dott. Salvatore Lenza, che come assessori ha scelto l'avv. Alfio Paparo, il prof. Antonello Caruso e Vincenzo Sanfilippo. La coalizione invece è formata dalle seguenti liste: Democratici di sinistra, Socialisti riformisti per Bronte, Bronte dei Valori, Evoluzione e benessere per Bronte, Riformisti di centro per Bronte. [L. S.]

 

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