Centro storico di Bronte

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Centro Storico di Bronte

Edicole e cappelle votive

Edicole votive - Cappelle votive - L'edicola del Ss. Cristo - L'edicola della Colla - La Madonna del Lume

Le cappelle votive

Di sicuro non mancano le chiese a Bronte, anzi.
Eppure basta entrare nel paese nelle tre direttrici principali (da via Palermo provenendo da Cesarò, da viale Catania provenendo da Adrano o da via Messina da Randazzo) per incontrare altri tempietti o scorrere le stradine del centro storico per imbattersi continuamente in piccole costruzioni contenenti icone od immagini sacre.

Questi segni nello spazio costruito non sono mai casuali essendo sempre il risultato di una tradizione religiosa e culturale, di esigenze d’ordine pratico o d'istanze esistenziali.

Queste piccole cappelle votive, isolate dalle abitazioni, edificate a protezione di una statua o di un’immagine sacra, sono state costruite ad inizio e conclusione del centro abitato in quella che una volta era l’estrema periferia di Bronte.
Una scelta urbanistica decentrata a difesa ed a protezione del paese, quasi a sacralizzare il territorio sottraendolo alle forze del male.

Alcune di queste Cappelle votive ripropongono i classici altari a parete, con forme molto semplici, tipicamente popolari e materiali poveri, altre sono piccoli monumenti costituiti da una base in pietrame che contiene un'icona o sostiene semplici croci.

Testimonianze della religiosità popolare ormai quasi prive di significato e fuori del contesto che le ha concepite; oggi, inglobate in mezzo alle case, hanno mutato il loro originario rapporto di confine tra l’urbano e la campagna.


La Madonna del Lume
di via Cavallotti

Nelle foto a destra un'antica edi­cola votiva in Via Cavallotti (an­golo via Mons. Biuso, pieno Cen­tro storico nei pressi del Circolo di Cultura) restau­rata e rimessa a nuo­vo a Dicembre 2011 da alcuni privati.

Contrariamente alla tradizionale ico­nografia brontese che nelle edi­cole votive vuole l'immagine della Vergine Annun­ziata rappre­sentata con una bandiera in ma­no dalla lun­ga asta che uccide un drago dalle sette teste, que­sta di via Cavallotti rap­presenta quasi fedelmente l'iconografia clas­sica della Ma­don­na del Lume.

Il delizioso dipinto (olio su tela, pro­babilmente dei primi anni del 1800, restaurato da Antonella Biuso) raffigura, infatti, la Madon­na, vestita da una lunga veste bianca con una fascia tem­pestata di gem­me pre­ziose che le cinge con i fianchi ed un manto azzurro, che regge in grem­bo Gesù Bam­bino sorriden­te e, con la mano destra, un'ani­ma peccatrice nell'atto di preci­pitare all'inferno.
Alla sua sinistra un angelo in ginoc­chio sorregge un cane­strino pieno di cuori e li presenta a Lei, mentre il Gesù Bambino

li prende ad uno ad uno e "non men cogli sguardi, che con contatto, li infervora e li infiamma di carità".
L'originale restaurato è ora conservato a cura di un privato (e perché non nella Pinacoteca Sciavarrello?), nell'edicola è stato sostituito da una copia fotografica.

Il culto alla Madonna del Lume risale alla fine del 1700 e nella stessa epoca si è dif­fuso anche a Bronte quando probabilmente è stata costruita l'edicola votiva.
A Bronte, alla Madonna del Lume è dedicato l'altare maggiore della Chiesa di S. Giovanni con una leggiadra statua. Nella stessa chiesa è esposto un bellissimo quadro della Madonna del Lume, recentemente ritrovato e restau­rato, che si presume sia stato portato da Palermo a Bronte dal Venerabile Ignazio Capizzi (intorno al 1760) in occa­sione di una visita alla madre morente.

Un restauro ben fatto, non c'è che dire, grazie anche alla bravura ed alla maestria di Antonella Biuso ed all'interessamento di qualche privato.

Ma non sempre è così. Vi diamo un esempio di un altro tipo di «restauro».

Anni fa avevamo fotografato una deliziosa immagine della Vergine dipinta in una edicola di via Um­berto (poco più su dell'ingresso dell'Ospedale Castiglione Pre­stianni, sulla parte sinistra).

Ci siamo ritornati per rivederla ed ecco la sorpresa: l'edicola era stata «restaurata» ma l'imma­gine originale era letteralmente scomparsa.

Un'edicola di Via Umberto (prima e dopo il "restauro")

Fatevi voi stessi un'idea del lavoro di restauro confrontando il prima ed il dopo. E già che ci siete, guardate pure il "bel" restauro fatto all'edicola di Via Palermo confrontando le due foto poste al centro della pagina, nella parte destra.
Guardandole, a noi sorge subito il sospetto che i nostri antenati, pur utilizzando materiali più poveri, riuscissero a fare cose migliori.

Vedi pure: La Madonna del Lume - Genesi di un restauro


L'edicola votiva della Colla

Alcune immagini (a destra) dell'edicola votiva di contrada Colla innalza­ta in onore della Madonna Annunziata da coloro che salvarono miraco­losa­mente la vita trovando rifugio prima nella Casa Saitta (in rosso sullo sfondo nella prima foto) e successivamente nella sot­tostante galleria della Ferrovia Circumetnea.

Un bassorilievo ricorda quei terribili giorni dei primi d'agosto del 1943 quando molte famiglie, per sfuggire ai bombardamenti degli alleati, tro­varono rifugio alla "Colla" nella casa dei Saitta.

Essendo però l'abitazione troppo esposta, furono avvistati dai bombar­dieri e dovettero rifugiarsi nel sottostante traforo della ferrovia Circumetnea, purtroppo già minato dai tedeschi che, onde evitare che gli alleati potessero utilizzare la linea ferrata, erano pronti a farlo saltare.

Le suppliche ai militari di una donna che parlava il tedesco e la votazione alla Vergine, illuminarono il più elevato in grado che non fece eseguire l'ordine, ma che si suicidò subito dopo con un colpo di pistola alla tempia.


Via Palermo

Via Messina

Via San Marco

Piazza Carcerebue

Cortile C. Augusto

Piazza Cappuccini

Piazza Croce
('A Cruci Tirinnanna)

Viale Catania

Via Palermo, prima e, foto sotto, dopo "un bel restauro"

Nella foto sopra a sinistra, una antichissima edicola votiva rurale che non vedremo mai più se non in fotografia. Era stata eretta accanto ad un abbeveratoio di fronte alla chiesetta della Madonna delle Grazie, sull'attuale Viale Catania.
Bene o male era riuscita a resistere per alcuni secoli, poi, nei primi mesi del 2012, è stata distrutta  per fare posto all'innesto per la nuova strada statale 284 Bronte-Adrano.


L'edicola votiva del Ss. Cristo

Questo tempietto votivo fu costruito a metà del 1800 a testimo­nianza e ricordo di una devastante colata lavica fermatasi proprio alle spalle di Bronte in località Ss Cristo. E' stato eretto sul posto dove i brontesi, che avevano perso ogni speranza

di veder salvo il proprio paese, avevano portato in proces­sione e lì lasciata la sta­tua della loro Patrona, la Madonna Annunziata. Nella parte rivolta verso l'Et­na un'edicola votiva è dedi­cata alla Vergine Annunziata raffigurata tradizional­mente accanto al paese, con una bandiera in mano dalla lunga asta che uccide un drago; nella parte rivolta verso Bronte in un'altra edicola è raffigurato il Cristo alla colonna.
La lava, sgorgata il 31 Ottobre 1832 da Monte Lepre aveva raggiunto Bronte lam­bendo la zona di Salice. L'eruzione gradatamente si estinse il 22 novembre ma pochi giorni prima, il 18 «... il Cappellano della Vergine,... portò in proce­ssione i capelli virginei e le reliquie della Croce ripetendo le preghiere litaniche. Al calar del sole il fuoco si fermò all'ordine della Vergine. All'uscire dal tempio della Regi­na e divina protettrice degli uomini e davanti alle preghiere del popolo di Bronte, il fuoco cominciò a ritenere la propria violenza».
Così recita la lapide murata nella chiesa dell'Annunziata, a testimonianza dello scampato pericolo. Ed il popolo brontese, riconoscente, dieci giorni dopo la fine dell'eruzione, proclamava l'Annunziata Protettrice e Patrona di Bronte.

I miracolati in ringraziamento alla Madonna Annunziata per aver avuta salva la vita fecero erigere sul posto questa edicola votiva.

Un bassorilievo in creta rievoca l'episodio ed alcune lapidi poste ai lati dell'edicola riportano i nomi delle famiglie (con accanto l'importo donato per la costruzione dell'edicola votiva) che trovarono la salvezza nel "traforo".

La lapide posta ai piedi del bassorilievo dell'Annunziata recita:

"MADRE
GLI OSPITI DI QUESTO TRAFORO
CHE NELLA FURIA DELLA GUERRA  
- AGOSTO DEL 1943 -  NON
INUTILMENTE VI INVOCARONO
SCIOGLIENDO IL VOTO
AI FUTURI LA VOSTRA PIETA'
DEVOTAMENTE PROCLAMANO
AGOSTO DEL 1948.

In occasione dell'ultima Festa dell'Annunziata, il sindaco Leanza ha prean­nunciato la volontà di restaurare l'edicola.

La promessa è stata mantenuta alcuni mesi dopo. Ma il sindaco Leanza avrebbe però dovuto fare un piccolo sforzo in più: trasformare ed abbellire anche il luogo ove sorge (un balcone naturale su Bronte e su tutta la sua immensa valle, dall'Etna a Monte Soro) facilmente raggiungibile anche in auto dalla via Bellini (Viale cav. di Vittorio Veneto).



Nelle foto a destra, alcune immagini dell'edicola votiva e della Galleria della Ferrovia Circumetnea dove trovarono rifugio moltissime famiglie durante i bombardamenti che subì Bronte nell'agosto del 1943.
Nella parte laterale destra del piccolo monumento, continuamente deturpato e  danneggiato dai soliti vandali, sono stati scolpiti i nomi delle famiglie e le offerte con le quali contribuirono alla sua costruzione sul terrapieno sopra la galleria.


CENTRO STORICO - I VICOLI E LE SCALE  - IL NUME TUTELARE - LE EDICOLE VOTIVE (1/2)



Stradario di Bronte in

     

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