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I love Sicilia
,  mensile di stili, tendenze, consumi , nel n. 36 di Ottobre 2008, in un articolo a firma di Maddalena Bonaccorso parla del nostro illustre concittadino Gino Schilirò, «direttore del Centro di riferimento di Ematologia e oncologia pediatrica di Catania, uno dei massimi esperti italiani di leucemie e tumori infantili».

Il suo reparto, dove nel 2003 è stato effettuato il primo trapianto di staminali su una bambina leucemica, è diventato un punto di riferimento per i viaggi della speranza. Con un trentanovenne pronto a raccogliere il testimone dal maestro

Sua eccellenza, il professore

A volte l'eccellenza è così vicina a noi da sembrare incredibile, abituati come siamo a cercarla sempre altrove, lontana.
Gino Schilirò è nato a Bronte nel 1936. Ha conseguito la laurea in Medicina e chirurgia a Catania, dove è direttore del Centro di riferimento regionale di Ematologia e oncologia pediatrica del Policlinico universitario; da anni è uno dei migliori medici italiani nel campo della cura di leucemie e linfomi infantili. Quando il professore passa in rassegna il suo reparto, per la visita quotidiana agli ammalati, le risate rompono il silenzio della corsia e anche i genitori dei piccoli ricoverati sembrano ritrovare un barlume di serenità.
Lui ha una battuta e uno scherzo per tutti. Il suo centro - con un laboratorio di ricerca all'avanguardia, un centro trapianti per il midollo e le cellule staminali, day hospital, scuola, ludoteca, cucina e stanze singole con tutte le comodità - cura bambini che arrivano da tutta Italia e dall'estero ed è un fiore all'occhiello della città. Anche perché Gino Schilirò ha capito da molto tempo l'importanza dell'ambiente in cui il bambino viene assistito.

“Siamo stati tra i primi in Italia a portare in ospedale i clown e i volontari dell'Abio, - racconta - ci siamo battuti per avere le maestre, e spesso riusciamo a organizzare feste con ospiti importanti che piacciono ai bambini, come calciatori, comici, attori. I piccoli hanno bisogno di tutto il sostegno possibile durante la malattia, e per fare questo è necessario che ognuno collabori al meglio, genitori in testa.
Li informiamo di tutto, facciamo capire loro che sono parte integrante della terapia; ogni genitore tiene un diario della malattia, sul quale annota ogni cosa, i piccoli miglioramenti, le osservazioni, gli effetti collaterali.
Solo collaborando possiamo sperare di vincere, e solo mostrandoci sereni riusciamo a trasmettere forza ai piccoli; per questo non voglio facce tristi o nervose, nel mio staff”.

Il suo staff è al lavoro, mentre Thomas, 12 anni e una patologia terribile alle spalle rincorre il professore “che anche se è anziano scherza sempre” e la sua mamma ci confessa che al momento della diagnosi fatta al figlio è stata tentata dall'affrontare un “viaggio della speranza” in Nord Italia; ma a ha capito che a Catania c'è il meglio, e andarsene non aveva senso.

Gino Schilirò, «talmente legato alla sua terra dall'aver imposto il nome di “Bronte” a una nuova emoglobina da lui scoperta»

“Pur avendo trascorso lunghi periodi di studio negli Stati Uniti, non ho mai pensato di andare a lavorare lontano da Catania”, continua Schilirò, che è talmente legato alla sua terra dall'aver imposto il nome di “Bronte” a una nuova emoglobina da lui scoperta, “perché qui, in Sicilia, ogni cosa deve essere conquistata con fatica, ogni piccola cosa che abbiamo realizzato è stato frutto di instancabili trattative, raccolte fondi, burocrazia battuta. Niente risulta facile, e per questo quando si riesce in qualcosa si è doppiamente orgogliosi. E ci tengo a sottolineare che quasi tutto ciò che di buono e bello c'è nel mio reparto è stato realizzato grazie ai privati. Compreso il Centro trapianti, dove nel 2003 la mia équipe ha effettuato il primo trapianto di cellule staminali da cordone ombelicale su una bambina affetta da una grave forma di leucemia”.

Tra i tanti progetti attuati - grazie anche alla collaborazione con l'associazione Ibiscus, nata nel 1986 all'interno del reparto - c'è anche una casa dell'accoglienza, nuova di zecca, dove trovano alloggio le famiglie dei ricoverati che vengono da lontano. A volte, da molto lontano; negli ultimi anni, infatti, il reparto di Schilirò ha ospitato anche diversi piccoli iracheni e iraniani ammalati di leucemia. “Alla fine, quando ritornavano a casa, bambini parlavano il siciliano”.

Il professore va per i 72 anni e anche se ha l'entusiasmo di un ragazzino, sa che la sua carriera è quasi al termine. “Ancora qualche mese e poi il mio lavoro sarà terminato. Ma ho la consapevolezza di aver formato uno staff del quale essere soddisfatti, che sarà una garanzia per gli anni a venire”.
Tra i giovani dottori che lo coadiuvano, Luca Lo Nigro, anche lui catanese - dirigente medico di trentanove anni e già 16 di esperienza in reparto oltre che presso il prestigioso Children's Hospital di Philadelphia - ha tra le altre cose, “importato” a Catania gli studi su un particolare gene, l'MII (sigla che sta per “Mixed lineage leucemia”). [...]
[Maddalena Bonaccorso]




COL SUO NEGOZIO DI FRUTTA E VERDURA, A SIDNEY DIVENNE IL FORNITORE DI FRUTTA E VERDURA DEL PRIMO MINISTRO D’AUSTRALIA

Ignazio Liuzzo

“Combattente e Pioniere”

Figura ben nota a Sidney non solo fra i Brontesi ma pure fra gli anglosassoni per il suo carattere estroverso, amichevole e socievole

Il numero dei Brontesi d’Australia decresce. Nel giro di due mesi sono scomparse due persone molto care ed apprezzate nell’ambiente dei Brontesi d’Australia: Ignazio Bonaccorso ed Ignazio Liuzzo.

Quest’ultimo, giunto in Australia nel dicembre 1949, era diventato subito nell’ambiente di Sydney una figura ben nota per il suo carattere estroverso e per il suo spirito amichevole e socievole, non solo fra i Brontesi ma pure fra gli anglosassoni d’Australia.

Ignazio Liuzzo, figlio di Antonio e di Ignazia Fallico, era nato a Bronte il 3 Febbraio 1917, penultimo di una nidiata di tre femminucce e di 4 maschietti: Nunziata, Illuminata, Giosuè, Nunziato, Antonina, Ignazio e Francesco.

La vita di Ignazio è stata intrisa di avventure e di drammi, sempre però ha saputo fare buon viso a cattiva sorte e guardare con ilarità pure agli eventi sconfortanti. Già a nove anni era stato il protagonista di un caso drammatico e comico nello stesso tempo. Si era all’epoca del fascismo ed una imprudenza del ragazzino aveva creato seri grattacapi al Professor Battiato. Ignazio dovette andare al tribunale di Catania come testimone. Davanti al giudice, però, Ignazio negò tutto.
E tutto finì come lo sciogliersi di una bolla di sapone.
Nel 1938 fu chiamato al servizio militare a Bologna ed assegnato alla 6a Armata. Il servizio che doveva durare solo 12 mesi si protrasse invece per 7 anni. Nel 1939 si trovava a Padova pronto per tornare a casa, quando gli fu notificato l’ordine di trattenimento.
Nel 1940, dopo la dichiarazione di guerra tutta l’11a Divisione Treviso, di cui faceva parte la 6a Armata, fu trasferita a Bari ed imbarcata per Durazzo in Albania. Ignazio ne seguì le sorti e girovagò trasferito ora a Tirana, ora in Grecia, ora nel Kosovo. Si trovava in Kosovo quando il nuovo Governo Italiano firmò l’armistizio con gli Alleati.
I Tedeschi, infuriati, fecero prigionieri tutti i soldati Italiani che si trovavano in quella Regione. Ignazio, prigioniero anche lui, fu tenuto in arresto in un paesino di montagna ai confini con la Macedonia.

Con la pertinacia che gli era propria, riuscì a sfuggire al nemico e trovò rifugio in una chiesa cattolica. Il parroco comprendeva l’italiano ed il giovane Liuzzo gli raccontò la sua storia. I due, insieme, poi studiarono il da farsi. Il prete prese contatti con i partigiani del posto e presto Ignazio si associò con il Battaglione Gramis e rimase alla macchia fino al termine delle ostilità.
Nella primavera 1945 il Battaglione Gramis rientrò a Tirana; subito dopo, nell’estate 1945, tutto il Battaglione s’imbarcò da Durazzo su un naviglio diretto a Brindisi.

Il 26 Agosto 1945, finita la guerra, Ignazio poté finalmente ritornare a Bronte e riabbracciare i suoi cari, ma trovò la casa distrutta dai bombardamenti.
L’Italia del dopoguerra purtroppo non era certo un paradiso terrestre ed Ignazio decise di emigrare. Incoraggiato dalla sorella Antonina, la quale, sposata con Carmelo D’Aquino, si trovava in Australia, Ignazio, nel novembre 1949, all’età di 32 anni s’imbarcò per la lontana Terra Australis.
Giunse a Sydney nel dicembre dello stesso anno. Il 22 agosto 1953 sposò la signorina Irene Ambesi, originaria di Calabria. Dalla loro unione nascerà nel 1960 il figlio Anthony.

Nel dicembre 1953 Francesco Liuzzo, il fratello minore di Ignazio, lo raggiunse in Australia con la moglie incinta e la figlioletta treenne, Ignazina.
I due fratelli, nel 1958, acquistarono un locale affacciantesi sulla splendida baia di Sydney ed aprirono un negozio di frutta e verdura. I due fratelli ed il loro negozio furono ben apprezzati dagli abitanti del sobborgo di Kirribilli tanto che presto divennero i fornitori di frutta e verdura anche del palazzo del Primo Ministro d’Australia.

Per ben 27 anni i due fratelli lavorarono in quel negozio sempre mattinieri e gai; spesso, dato l’aumento della clientela, dovevano essere aiutati dalle loro mogli.
Per 27 anni, Ignazio s’alzava puntuale ogni mattina, escluse le domeniche, alle quattro per andare al mercato, un compito che aveva voluto assumersi di buon cuore.
- “Papá, perché ti alzi sempre così presto la mattina?” - gli chiese un giorno il figlio Anthony.
- “Per poterti mantenere a scuola in quel Collegio.” - Gli rispose il padre.
Il Collegio di cui parlava era il rinomato Collegio Saint Aloysius governato dai Padri Gesuiti. Un collegio la cui retta scolastica era molto pesante. Anthony oggi esercita la professione di avvocato.
Nel 1985 i due fratelli Liuzzo andarono in pensione ed affittarono il locale ad altri gerenti. Nel maggio 2002 tutto il fabbricato fu messo in vendita.
Francesco morì il 9 febbraio 2005 all’età di 82 anni. Vedere morire il fratello più giovane, del quale si era fatto, in qualche modo, pure protettore, fu un colpo per Ignazio. Aveva avuto già dei disturbi cardiaci qualche anno prima della morte del fratello; dopo quella morte, la salute del vecchio combattente dell’Albania, della Grecia e del Kosovo, andò sempre più deteriorandosi.
Ignazio Liuzzo si è spento nel sonno la sera dell’11 dicembre 2009 all’età di 92 anni, 10 mesi e 8 giorni.

Bruno Spedalieri

Sydney, Gennaio 2010

I fratelli Francesco e Ignazio Liuzzo
«I due fruttivendoli»: i fratelli Francesco e Ignazio Liuz­zo figli di Antonio e Ignazia Fallico,  nel loro nego­zio ("Liuzzo Bros") di frutta e verdura a Kirribilli nel 1985. Erano fieri d’essere stati scelti come fornitori del­la residenza del Primo Ministro Australiano in Sydney.



Sidney, Giugno 1985, negozio dei «Liuzzo Bros»: da si­nistra, Tony Liuzzo di Francesco, la madre Maria Im­bro­sciano, Ignazio Liuzzo, il fratello Francesco, Sam Liuzzo di Francesco con la figlia Sarah, Bruno Speda­lieri; in basso, Carla Marèe Liuzzo di Tony e Flavio Spedalieri di Bruno.



Ignazio Liuzzo e Carmelo D'Aquino





La copertina di Economy dedicata a Biagio MarulloEconomy, il settimanale di economia della Mondadori, nel numero 30 del 23 Luglio 2008, dedica un ampio servizio alla quarta edizione del “Premio Ok Italia” dedicando la copertina a «Biagio Marullo, titolare della Fratelli Marullo di Bronte (Catania), uno dei 19 imprenditori che hanno vinto il premio Ok Italia per l’eccellenza nel Mezzogiorno».

STORIA DI COPERTINA
Il Meridione che gira, malgrado tutto

Unicredit ha selezionato 19 piccole imprese del Sud che sono riuscite a eccellere nei loro settori, scavalcando ogni difficoltà «ambientale»: ce l’anno fatta grazie a ottime idee, a molta innovazione, a un export coraggioso. E a tanta voglia di rischiare.
Ecco quattro storie, esemplari e sorprendenti, che dimostrano come un altro Mezzogiorno sia possibile. Da subito. (...)

Fratelli Marullo

Ecco il seme (catanese) dell'internazionalizzazione

Producono pistacchi e frutta secca e l'export vale il 35% dei ricavi. Tra i clienti ora c'è anche la Cina.

Settore: alimentare – Sede: Bronte (Catania) – Fatturato: 4,5 milioni di euro – Dipendenti: 15

A Bronte, terra di pistacchi, Dop, le macchine che lavorano la frutta secca hanno sostituito quasi del tutto i braccianti. Logico, visto che ormai da queste parti si trasformano ogni anno decine di tonnellate di prodotto fresco.
Ma Angelo e Biagio Marullo, la terza generazione alla guida dell'azienda di famiglia, assicurano che il sapore è lo stesso di quando negli anni Sessanta nonno Alfio vendeva i suoi pistacchi a porta a porta, servendosi di un vecchio carretto siciliano.Biagio Marullo, 28 anni, con il fratello Angelo titolare dell'azienda di famiglia

«Fino a una ventina d'anni fa» racconta Biagio a Economy «la Fratelli Marullo, pur cresciuta e modernizzata, era ancora la stessa. La svolta è arrivata con la lavorazione industriale: oltre a permetterci di vendere di più e più in fretta, ci ha spalancato le porte del business per conto terzi».

Tradotto in termini gastronomici, questo significa fornire la materia prima (pistacchi, ma anche nocciole e mandorle) ai grandi produttori dell'alimentare per le loro confezioni di gelati, budini, biscotti e creme.
«L'automazione e i processi di ricerca per creare nuovi prodotti hanno richiesto un grosso sforzo economico» dice Biagio Marullo, con i suoi 28 anni il più piccolo dei due fratelli che oggi guidano il gruppo: «Ma i risultati cominciano a vedersi». Vero: in meno di cinque anni l'azienda ha quasi triplicato il fatturato, portandolo a circa 4,5 milioni. E presto potrebbe raddoppiare, visto che la società ha messo nel mirino una concorrente: le trattative per l'acquisizione sarebbero a buon punto.

Grazie alle certificazioni di qualità (comprese quella ebrea «kosher» e quella araba «halal») e a una forte attività di comunicazione, stanno arrivando anche i successi in campo internazionale: «Oggi l'export vale il 35% dei nostri ricavi» conclude Marullo «e ci ha permesso di bilanciare il calo dei consumi che in questo momento investe l'alimentare italiano di fascia alta».

Il Sole 24ORE del 16 Luglio 2008 dedica all’assegnazione del “Premio Ok Italia” 2008 uno “speciale piccole imprese”. Fra i cinque premiati della “Categoria Internazionalizzazione” figura l’azienda dei Fratelli Marullo snc, alla quale il giornale dedica un ampio spazio.

Premio Ok Italia – Piccoli imprenditori crescono
CATEGORIA INTERNAZIONALIZZAZIONE

Fratelli Marullo di Marullo Angelo e Biagio snc

Lavorazione e commercializzazione frutta secca

Motivazione: Già negli anni ‘60 Basilio e Alfio Marullo cominciarono la commercializzazione e distribuzione del pistacchio tramite il tradizionale mezzo di trasporto siciliano, “il carretto”.
La società, giunta alla terza generazione, ora dispone di un moderno stabilimento a Bronte, che si occupa del commercio di frutta secca con una forte specializzazione su un prodotto tipico siciliano, il Pistacchio di Bronte. L'azienda adotta una tecnologia di produzione “Just in time” e un rigoroso controllo che le consentono di conservare un'elevata qualità.
La società, forte anche di una costante ricerca che le permette di creare nuovi prodotti, si aggiudica il “Premio Ok Italia” per l'«Internazionalizzazione» perché è riuscita a esportare un prodotto del territorio aumentando al 30% il fatturato.

Storia: Il pistacchio è considerato l'oro verde della gastronomia mediterranea. Furono gli arabi, strappando la Sicilia ai bizantini, a promuovere e diffondere la coltura del pistacchio nell'isola, dove la pianta attecchì soprattutto ai piedi dell'Etna.

Società: La società Fratelli Marullo snc ha sede in un nuovo e moderno stabilimento realizzato a Bronte, un piccolo paese vicino a Catania. Nasce come esportatrice di frutta secca, mandorle, nocciole e, in particolare, pistacchio.
L'attività, nel tempo, ha saputo rafforzare il proprio potenziale fino a raggiungere livelli di qualità che sono una realtà imprenditoriale. Titolari dell'azienda sono i fratelli Angelo e Biagio Marullo.


Così il 17 Luglio 2008 ne hanno parlato i giornali:

MF Sicilia
E il pistacchio sperimenta la cosmetica
La Marullo snc di Bronte tre le 19 aziende premiate da Unicredit
Sarà la prima azienda al mondo a produrre olio di pistacchio per la cosmetica. Un nuovo prodotto al quale «si lavora da due anni e che verrà commercializzato a partire da settembre», ha annunciato ieri a Palermo Biagio Marullo, uno dei titolari della Fratelli Marullo snc di Bronte (Catania), durante la consegna del Premio Ok Italia 2008 di Unicredit a 19 aziende del Mezzogiorno. Una nuova sfida, quella che si appresta a intraprendere l'azienda nata negli anni 70, che contribuirà a promuovere e a diffondere sempre più all'estero la coltura di quello che viene considerato l'oro verde della gastronomia mediterranea. Ed è proprio l'internazionalizzazione, con un occhio di riguardo all’export del pistacchio (circa il 30% del fatturato totale, pari a 4,5 milioni di euro), ad aver convinto la rete di agenzie e centri piccole imprese delle banche retail del gruppo Unicredit (comprese Bds, Banca di Roma e Bipop Carie) a inserire la società di Bronte nell’elenco delle 19 realtà imprenditoriali che si sono distinte nell'ambito della valorizzazione del territorio, dell'innovazione e dell'internazionalizzazione. «Credo che oggi», ha sottolineato il ceo di Unicredit group, Alessandro Profumo, intervenuto alla cerimonia che si è tenuta a Villa Igiea, «sia un momento molto importante per le imprese che hanno la base al Sud e che fanno del Mezzogiorno e della radice locale un elemento di forza per il loro successo». […]

Gazzetta del Sud
Assegnato ieri a 19 imprese meridionali il Premio Ok Italia istituito da Unicredit Banca
Piccole aziende, grandi realtà
Valorizzazione del territorio, innovazione e internazionalizzazione. Queste le parole chiave della quinta edizione del Premio Ok Italia, istituito nel 2004 da Unicredit Banca per riconoscere ed evidenziare il valore delle piccole imprese, motore trainante dell'economia italiana. Assolute protagoniste dell'edizione 2008 sono le aziende del Mezzogiorno: piccole grandi realtà che costituiscono un volano di sviluppo per tutto il territorio. Diciannove le imprese selezionate, sei per la valorizzazione del territorio, otto per l'innovazione e cinque per l'internazionalizzane. (...) Fra le aziende premiate per l'internazionalizzazione i F.lli Marullo di Marullo Angelo e Biagio Snc (Bronte ): già negli anni ‘60 Basilio e Alfio Marullo cominciarono la commercializzazione e la distribuzione del pistacchio attraverso il mezzo di trasporto siciliano per eccellenza, «il carretto». Col tempo la società ha creato un moderno stabilimento a Bronte.

La Sicilia
Unicredit premia la Sicilia
Ok Italia. Profumo a Palermo. Riconoscimenti a 7 piccole aziende. Lo Bello: «Un Sud vincente»
Una Sicilia che guarda al mercato, che si misura con le sue regole, abbandonando ogni logica ispirata all'assistenzialismo. Questo lo spirito alla base del riconoscimento a sette imprese siciliane e ad altre dodici del Sud, nell'ambito del premio “Ok Italia”, istituito da UniCredit Banca e giunto alla quinta edizione.
Un'edizione che ha scelto come tema quello dello sviluppo del Mezzogiorno d'Italia, un territorio dalle oggettive difficoltà, ma anche dalle grandi potenzialità, come ha spiegato il presidente del Banco di Sicilia Ivan Lo Bello: «Oggi - ha detto - vogliamo premiare quelle imprese che hanno fatto propria la sfida del mercato, dimostrando così che anche in una terra dalle oggettive difficoltà, soprattutto strutturali, si può essere competitivi». […]

Finanza Mercati
Premio Ok Italia, nel Meridione un nuovo modello di sviluppo
A Palermo la quinta edizione del riconoscimento ideato da Unicredit per le aziende che si sono distinte nell'innovazione, nella valorizzazione del territorio e nell’internazionalizzazione
Valorizzazione del territorio, innovazione e internazionalizzazione. Sono queste le parole chiave della quinta edizione del «Premio Ok Italia», istituito nel 2004 da Unicredit Banca, per riconoscere ed evidenziare il valore delle piccole imprese, motore trainante dell'economia italiana. Nella cerimonia che si è svolta ieri a Palermo assolute protagoniste sono state le aziende del Mezzogiorno, piccole grandi realtà che costituiscono un volano di sviluppo per tutto il territorio e che scardinano il luogo comune dì un Sud refrattario al business dì alto livello. […]

Giornale di Sicilia
I sette vincitori siciliani raccontano le loro esperienze
«La ricetta? Puntare sull'innovazione»
Ottime idee, innovazione, export e, soprattutto, tanta voglia di rischiare. Questi gli elementi che accomunano i sette imprenditori siciliani che ieri pomeriggio a Villa Igiea hanno ricevuto il «Premio Ok Italia» dell'Unicredit Banca. (…)

I fratelli Marullo


“Premio Ok Italia” 2008, protagonista il Sud

Innovazione, internazionalizzazione e valorizzazione del territorio.
Sono le parole chiave della quinta edizione del “Premio Ok Italia”, istituito da UniCredit Ban­ca per riconoscere ed evidenziare il valore delle piccole imprese, motore trainante dell'economia italia­na.
Protagoniste dell'edizione 2008 sono le aziende del Meridione: piccole grandi realtà che costituiscono un volano di sviluppo per tutto il territorio e che scar­dinano il luogo comune di un Sud refrattario al business di alto livello.

[…] Quest'anno sono diciannove le imprese sele­zio­nate, tra clienti e non, dalla rete di agenzie e Centri piccole imprese delle banche Retail del Gruppo UniCredit.
Il riconoscimento, secondo la filosofia dell'isti­tuto, vuole accendere i riflettori sui piccoli im­prenditori che con le loro storie portano una testimonianza della capacità di crescere e di innovare in un sistema competitivo complesso.

Biagio Marullo, Alessandro Profumo, e Rosario Batticani
Una foto del «Premio Ok Italia» 2008. Da sinistra Biagio Marullo, Alessandro Profumo, A. D. di Unicredit  e Rosa­rio Batticani, dottore commercialista.
La cerimonia di premiazione della V edizione del premio Ok Italia si è tenuta a Palermo il 16 Luglio 2008. Intro­dot­ta da Ivanhoe Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, ha fatto seguito ad un dibattito sul tema “Il Mez­zogiorno verso un nuovo modello di sviluppo territoriale- Risorse e sfide per il successo della piccola impresa”, al qua­le hanno preso parte Alessandro Profumo, Paolo Savona, Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Banco di Sicilia, Pasquale Pistorio, presidente di Stm ed altri.


 

da Terra, il multimediale dell'agricoltura, 9-9-2008

E IL PISTACCHIO DIVENTO' COSMETICO
Da Bronte, ca­pi­tale del cosid­detto "oro verde, arriva l'ulti­ma innova­zione in te­ma di bel­lez­za: un olio cura­tivo per la pelle rica­vato dal fa­moso frutto. A pro­durlo l'azienda Marullo...

Il «seme dell'internazionalizzazione» è anche quello di Biagio Marullo, ventottenne da dieci anni alla guida dell'azienda produttrice di pistacchio di Bronte da ben tre generazioni.

Giornale di Sicilia
Ok Italia 2008. Sette siciliani hanno ricevuto il riconoscimento istituito da Unicredit Banca. Lo Bello: «Così hanno scardinato un luogo comune»
Hanno scommesso sul Sud, Premiati 19 imprenditori
Chi produce olio e chi esporta pistacchi. Ma anche chi realizza scarpe o gioielli e chi desalinizzatori. Il meridione si fa avanti in vari settori dimostrando che «volere è potere». Piccoli grandi realtà che costituiscono un volano di sviluppo per tutto il territorio e che «scardinano il luogo comune di un Sud refrattario al business di alto livello», - ha commentato Ivan Lo Bello, presidente del Banco di Sicilia. È lui ad aprire il convegno a Villa Igiea, a Palermo, per il «Premio Ok Italia 2008». «Questi giovani imprenditori - ha detto durante il dibattito Alessandro Profumo, dell’Unicredit Group - dimostrano come eccellere nella propria terra sia possibile. Piccoli imprenditori che testimoniano la capacità di crescere e innovare in un sistema competitivo complesso». […]

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