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Pro e contro: sommario  |  Pro e contro: interventi

Un Terzo Polo Turistico alle pendici dell'Etna

Un'ipotesi di sviluppo economico per la nostra zona: la creazione di un terzo polo turistico nel versante nord ovest dell'Etna


Interventi, critiche, dibattiti ed opinioni sul DdL regionale Leanza-Fleres

1 Dicembre 2005

NICOLOSI: CONFRONTO AL PARCO

Nuovi poli turistici sull’Etna

Bellia: «Mai rifiutato il dialogo»

Il confronto sul ddl di istituzione di nuovi poli turistici nei Parchi dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie approda, per la prima volta, nella sede del Parco dell'Etna. La proposta di legge, che reca la firma dei deputati Fleres e Leanza, e che consentirebbe la pianificazione autonoma del territorio, anche in aree protette, di tutti i Comuni del Parco è stata, infatti, al centro di un incontro che si è tenuto ieri pomeriggio nella sede di Nicolosi, cui hanno preso parte i rappresentanti della Provincia, dei comuni di Ragalna, Pedara, Nicolosi, Trecastagni, Milo, Zafferana, Piedimonte, Viagrande, Santa Maria di Licodia, Adrano e Linguaglossa, del Cts, del Comitato esecutivo, del Comitato Sviluppo Aetna Nord-Ovest e delle 19 associazioni aderenti al coordinamento «S0S Parchi Siciliani».

Assenti i rappresentanti di Bronte, Randazzo, Maletto, principali sostenitori del ddl «Fleres-Leanza».
Il presidente del Parco, Cettino Bellia ha dato inizio agli interventi con una ferma reazione nei confronti delle critiche mossegli dai sindaci del versante nord-ovest. «Mi si accusa - ha esordito Bellia - di rifiutare il confronto sul tema del ddl sui poli ma in realtà il dibattito non è mai stato portato nelle sedi istituzionali. Sono pronto a dimettermi se mi porteranno un documento firmato da 18 sindaci, tanti quanti hanno voluto che assumessi, 4 anni fa, la carica di presidente del Parco dell'Etna». Tante le proposte di associazioni e tour operator. E tante anche le reazioni politiche all'intervento di Bellia che ha incassato gli attestati di stima del presidente del Consiglio comunale di Ragalna, Vittorio Carone, del sindaco di Zafferana Etnea, Delfo Patanè, del vicesindaco di Nicolosi, Turi Mazzaglia, dell'assessore ai Lavori pubblici di Trecastagni, Torrisi. Ha ribadito invece la necessità di istituire una zona «C» altomontana sul versante nord-ovest il presidente del Comitato di Sviluppo Aetna Nord Ovest, Enzo Sgrò.
«Bisogna bloccare l'operazione di delegittimazione che i proponenti del ddl per l'istituzione del terzo e quarto polo e i sindaci aderenti stanno conducendo nei confronti dei Parchi siciliani ed in particolare del Parco dell'Etna - è la posizione espressa in serata dal segretario regionale di Rc Rosario Rappa - un'operazione di scardinamento normativo che promette sviluppo creando opere costosissime per la collettività a vantaggio di pochissimi grossi imprenditori. La norma sui parchi – conclude - prevede già strumenti di sviluppo sostenibile, ed è gravissimo che alcuni sindaci, facendo leva su reali bisogni della popolazione, non abbiano avanzato nessuna proposta al Consiglio del Parco di cui fanno parte, mentre al di fuori cerchino di confondere i cittadini a fini elettorali». [MA. MA., La Sicilia]


1 Dicembre 2005

Poli turistici. Dodici amministrazioni su 20 hanno partecipato al vertice con gli ambientalisti

Parco dell’Etna, i sindaci schierati col presidente

Amaro sfogo di Bellia, che «silura» Firrarello: «Questo territorio è patrimonio del mondo, il progetto è insostenibile economicamente»
Nicolosi - Dodici su venti. La maggioranza dei sindaci che compone il Consiglio del Parco dell'Etna ha accolto l'invito del presidente dell'ente, Concetto Bellia, per discutere con le associazioni ambientaliste del disegno di legge sui poli turistici sull'Etna.
Dodici amministrazioni, rappresentate da sindaci, assessori e presidenti del Consiglio, che hanno preferito esserci e dialogare piuttosto che, come suggerivano i sindaci "dissidenti" del comprensorio nord-ovest, rifiutarsi di "incontrare le associazioni nella sede del Parco con un presidente che non ci rappresenta". Nella sala convegni del monastero di San Nicolò erano rappresentati i comuni di Nicolosi, Pedara, Ragalna, Zafferana, Trecastagni, Milo, Piedimonte, Viagrande, Santa Maria di Licodia, Biancavilla, Adrano e Linguaglossa. Per conto della Provincia regionale di Catania, componente anch'essa del Consiglio del Parco, è intervenuto il dirigente del servizio Ambiente Nello Russo.
Amaro lo sfogo del presidente Bellia che arriva a minacciare le proprie dimissioni se a chiederle saranno insieme tutti i sindaci del Consiglio del Parco. "Non è giusto dire falsità - afferma - solo perché qualcuno sostiene che Bellia ha già fatto il suo tempo". Poi abbandona le provocazioni e torna a difendere il Parco, ente che guida da quattro anni. "Questo territorio non è né dei sindaci né delle associazioni, ma è patrimonio del mondo intero. E' giusto ascoltare le istanze dei cittadini che chiedono soluzioni per l'economia, ma senza speculazioni". E giù l'affondo al senatore Firrarello, sindaco di Bronte e stratega dei due disegni di legge sui poli turistici nell'Etna. "Ci si è mai chiesti - domanda Bellia - se esiste la sostenibilità economica, ancor prima che ambientale per quel trenino a cremagliera di cui parla qualcuno? Un'opera di quel genere costerebbe non meno di 2 mila miliardi di lire". La parola poi è passata alle associazioni e agli amministratori. I primi con i loro progetti di turismo ecosostenibile (pacchetti di trekking e bed and breakfast certificati dal Parco). I secondi con le istanze di chi deve dare ai propri concittadini una ragione in più per restare che non sia solo l'aria buona e la bellezza dell'amata "Muntagna". [Carmela Grasso, Giornale di Sicilia]

Il DdL Regionale Leanza-Fleres

30 Novembre 2005

ETNA. DA PARTE DEI SINDACI DELLA FASCIA PEDEMONTANA

Parco, chieste le dimissioni del presidente

Maletto - È ormai senza quartiere la guerra scoppiata fra alcuni sindaci della fascia pedemontana della provincia di Catania e il presidente del parco dell'Etna, Cettino Bellia: pomo della discordia, ancora l'istituzione del terzo polo turistico sull'Etna. E la guerra continua anche a distanza con un convegno organizzato dal Rotary a Maletto (dove non ha partecipato Bellia) e uno in programma per questo pomeriggio alle 16,30 alla sede del Parco dell'Etna a Nicolosi. Che sarà, secondo le previsioni, disertato dai sindaci dell'area Nord Etna. «È giusto incontrare gli ambientalisti per discutere il disegno di legge Leanza-Fleres sui poli turistici, ma certamente non nella sede del Parco dell'Etna, guidato da un presidente che non ci rappresenta, rifiuta di partecipare ai nostri incontri e non ha svolto quel ruolo di mediazione».
In politichese questo suona più o meno come la richiesta di dimissioni dalla carica. Proprio questo hanno ribadito i sindaci durante l'incontro organizzato da Rotary club "Randazzo Valle Alcantara", dove due progettisti hanno autonomamente presentato alcune possibili soluzioni tecniche di realizzazione del polo turistico del versante nord ovest e dove si è sviluppato un dibattito grazie alla presenza di Pietro Alicata del Cts del Parco e di Angelo Ronsisvalle. Due i progetti illustrati dagli ingegneri Alberto Puglisi e Lorenzo Capace: il primo vede soltanto un mezzo di trasporto condurre i turisti fino ai punti base per l'escursionismo, mentre il secondo prevede la realizzazione di quattro tratti di seggiovia a quattro posti a basso impatto ambientale sulle strade rurali già esistenti per poi collegarsi con gli impianti di Linguaglossa.
«Possiamo - ha dichiarato il sindaco di Bronte Pino Firrarello - realizzare un trenino a cremagliera che da Biancavilla fino a Linguaglossa permetta di raggiungere i verdi boschi dell'Etna fino ad oggi meta di pochissimi privilegiati. ( ... ) Segnaliamo inoltre che solo da noi gli ambientalisti si oppongono ad idee che negli altri parchi sono ormai realizzate da tempo». I sindaci hanno anche contestato le sottozone N1 diffuse in tutto il Parco, che non sono previste dal decreto istitutivo e che sono regolate da norme particolarmente restrittive, impedendo la nascita di insediamenti turistici. «A gestire il territorio deve essere il sindaco - ha dichiarato il primo cittadino di Maletto Giuseppe De Luca - e se gli ambientalisti mi impediscono di arrivare fra i boschi io metterò cancelli in tutto il territorio, almeno così quando arriveranno dovranno pagare anche loro per entrare».
«Forse è vero che il parco non ha funzionato - ha dichiarato Alicata - e i punti base sono rimasti solo sulla carta. Ma se si vuole trasformare questo versante in una nuova Linguaglossa non siamo d'accordo». «Il deserto lavico - ha aggiunto il prof. Ronsisvalle - ha una sua valenza ed un patrimonio che una sola funivia snaturerebbe». In ogni caso il punto riguarda sempre il rapporto difficile tra i sindaci dell'area pedemontana e il presidente del Parco. Come finirà questo braccio di ferro? [Marcello Proietto]


29 Novembre 2005

«Aetna Nord-ovest»

Terzo polo turistico, ora è guerra

I sindaci decisi a incontrare gli ambientalisti in una sede diversa da quella di Nicolosi

E' guerra fra i sindaci del versante nord dell'Etna e il presidente del Parco dell'Etna, Cettino Bellia. I primi cittadini riuniti a Maletto hanno rifiutato l'invito a incontrarsi domani nella sede di Nicolosi, dicendo di voler incontrare gli ambientalisti in una sede diversa. Così si è concluso l'incontro organizzato dal Rotary club "Randazzo Valle Alcantara", presenti l'on. Lino Leanza, l'assessore all'Etna Pellegrino, i sindaci, gli ambientalisti. I due progettisti hanno autonomamente presentato alcune possibili soluzioni tecniche di realizzazione del polo turistico Nord-Ovest. Dopo il saluto del presidente dott. Ignazio Lombardo, del sindaco di Maletto, Giuseppe De Luca e del presidente del Comitato "Sviluppo Aetna nord ovest" Enzo Sgrò, gli ing. Alberto Puglisi e Lorenzo Capace hanno spiegato i due progetti. Quello dell'ing. Puglisi vede solo un mezzo di trasporto condurre i turisti fino ai punti base per l'escursionismo; quello dell'ing. Capace prevede la realizzazione di 4 tratti di seggiovia sulle strade rurali già esistenti da contrada Feudo soprano fino agli impianti di Linguaglossa.
"Possiamo - ha dichiarato Firrarello - realizzare un trenino a cremagliera che da Biancavilla fino a Linguaglossa permetta di raggiungere i verdi boschi dell’Etna finora meta di pochi privilegiati. Gli alberghi li realizzeremo nelle zone consentite di Maletto e non toccheremo contrada Lago che piace anche a noi. Di certo vogliamo realizzare il campo da golf”. "Non vogliamo lo scontro con gli ambientalisti. - ha aggiunto l'on. Leanza - Di certo vogliamo fare qualcosa di buono per questa gente. Utilizziamo questo scorcio di legislatura anche per presentare insieme emendamenti al disegno di legge". "Forse è vero che il Parco non ha funzionato. - ha dichiarato il prof. Alicata del Cts Parco dell'Etna - I punti base sono rimasti solo sulla carta. Ma un'altra Linguaglossa no". "Una funivia - ha aggiunto il prof. Ronsisvalle - snaturerebbe il patrimonio dell'Etna".
Contestate le zone N1 nel piano territoriale rifiutate anche dal Cts del Parco, ma presenti nel Piano territoriale. I sindaci De Luca di Maletto, Agati di Randazzo e Pinzone Vecchio di Maniace si sono espressi all'unisono: "A gestire il territorio deve essere il sindaco - ha affermato De Luca - Se gli ambientalisti mi impediscono di arrivare fra i boschi dei miei cittadini io metterò cancelli in tutto il territorio". Sul tema ieri è giunta in redazione anche la posizione del presidente dell'Aca (Associazione Catania eco-Ambientalista), Alfio Lisi che in una nota lancia «un accorato all'appello ai componenti dell'Ars: «non siate complici dello scempio di un bene assoluto per i siciliani come l'Etna e gli altri parchi siciliani, respingendo la proposta di legge che vuole modificare la legge sui parchi siciliani a favore di interessi economici di qualcuno rimasti ancora nascosti ma palesi a chi sa leggere tra le righe. Un disegno di legge che oltre a volere cancellare la conquista di decenni di lotte e dibattiti, viola i principi costituzionali a salvaguardia dei beni paesaggistici e le direttive europee sulla protezione degli habitat». [La Sicilia]

La nuova seggiovia potrebbe avere questo tracciato
Ecco una delle possibili soluzioni tecniche di realizzazione del polo turistico Nord-Ovest. Nel grafico che pubblichiamo qui sopra, il tracciato della seggiovia secondo il progetto presentato dall'ing. Capace. E' prevista la realizzazione di quattro tratti di seggiovia sulle strade rurali già esistenti da contrada Feudo soprano fino agli impianti di Linguaglossa.

(tratto da La Sicilia del 29.11.2005) - Le foto del tracciato -


27 Novembre 2005

ZAFFERANA:LEGAMBIENTE CONTRO IL DDL

«I due nuovi Poli sull’Etna un vero attentato alla natura»

Il Circolo Legambiente Val Demone» di Zafferana Etnea, con un documento inviato a tutti i sindaci e ai presidenti delle Province, i cui territori ricadono all'interno dei Parchi siciliani, nonché agli stessi presidenti dei Parchi, alle autorità, alle associazioni ambientaliste nazionali ed europee, ha assunto una posizione di netto dissenso nei confronti di quello che definisce un grave attacco al territorio delle aree protette siciliane. A 6 mesi dalle elezioni, la IV Commissione dell'Ars Territorio e Ambiente ha votato a maggioranza, il 14 settembre scorso le proposte di ddl. n. 986 e n. 987 presentate dagli on. Salvatore Fleres e Nicola Leanza. Se il ddl fosse approvato, così come proposto dalla Commissione, porterebbe all'istituzione di 4 nuovi poli turistici nei parchi: 2 sull'Etna, sui Nebrodi e sulle Madonie. I centri sorgerebbero in luoghi di grande interesse, amati e frequentati da visitatori di tutto il mondo, per l'integrità e i pregi paesaggistici e naturalistici.
«Deputati e amministratori - dice il presidente "Val Demone", Alfio Contarino -, si stanno mobilitando promettendo parcheggi, funivie, strade, opere dall'impatto devastante, la cui realizzazione interesserebbe zone di massima tutela ambientate. Le stesse, sul piano economico, avrebbero una ricaduta solo su ristretti gruppi di operatori. La legge dei parchi prevede già gli strumenti per uno sviluppo sostenibile del territorio. Gli stessi che, oggi, propugnano progetti di assalto indiscriminato al territorio, atti a soddisfare esigenze di natura propagandistica, avrebbero dovuto accorgersi, in tempi utili, di avere a disposizione tali preziosi strumenti». [Grazia Calanna, La Sicilia]


26 Novembre

INIZIATIVE PER SOSTENERE LE VARIE TESI: OGGI A MALETTO E MERCOLEDI’ NELLA SEDE DEL PARCO A NICOLOSI

Etna e poli turistici, la disputa a colpi di convegni

Dopo mesi di battaglie mediatiche, la polemica sul disegno di legge che vorrebbe istituire dei poli turistici nei parchi dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie, sta forse per trovare i toni più produttivi e democratici della dialettica. Due gli appuntamenti in calendario. Uno di natura istituzionale - organiz­zato dal Parco dell' Etna su richiesta del comitato S.o.s. Parchi - è fissato per mercoledì. L'altro, maturato nell'ambito dei club service, si svolge questo pomeriggio a Maletto e prevede la partecipazione di personalità del mondo istituzio­nale: a Palazzo Spada fora, ospiti del presidente del Rotary Club Randazzo Valle Alcantara, Ignazio Lombardo, interverranno fra gli altri i sindaci di Maletto, Bronte, Randazzo e Maniace, il presidente del comitato cittadino promotore del terzo polo, Enzo Sgro, l'assessore provinciale con delega all'Etna, Orazio Pellegrino e l'autore del testo di legge Lino Leanza.
Il presidente del Parco dell'Etna, Concetto Bellia, radunerà invece mercoledì a Nicolosi gli organi di governo del Parco - fra cui il comitato composto dai sindaci - e il Coordinamento SOS Parchi con i docenti universitari, le associazioni ambientaliste e i tour operator che, dopo averle indicate all'assessore regionale all'Ambiente, Francesco Cascio, esporranno le proprie controproposte per uno sviluppo eco sostenibile del territorio. [Carmela Grasso, Giornale di Sicilia]

Il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) del Parco dell'Etna è nominato dall'Assessorato regionale del Territorio e Ambiente ed esprime pareri su questioni riguardanti i valori e lo sviluppo delle risorse ambientali.
I atto i membri del Comitato Tecnico Scientifico sono: Luigi Arcidiacono (Presidente), Emilia Poli Marchese, Pietro Alicata, Renato Cristofolini, Giovanni Costa, Rosario la Rosa, Paolo La Greca, Salvatore Cassaniti, Pierluigi Biffo, Maria Cimino, Giorgio Pace, Roberto De Pietro, Salvatore Strano, Riccardo Tomasello, ispettore ripartimentale delle Foreste di Catania, Filippo Patanè, ed il soprintendente ai BB.CC.AA. di Catania Maria Grazia Branciforti.


26 Novembre 2005

Più «poli» all’interno del Parco

Etna. Mercoledì riunione a Nicolosi per discutere sulla serie di proposte alternative al ddl di modifica
Un incontro per discutere una serie di proposte alternative al Ddl di modifica della legge regionale sui Parchi, che prevede l'istituzione di nuovi poli turistici all'interno dei Parchi dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie e che attende di essere discusso all'Ars, è stato indetto dal presidente del Parco dell'Etna Concetto Bellia mercoledì prossimo alle ore 16.30 nella sede dell'Ente, il monastero di San Nicola la Rena di Nicolosi. L'incontro è stato sollecitato dal Coordinamento «Sos Parchi siciliani», che riunisce 19 associazioni ambientaliste e 3 tour operator e vi prenderanno parte, oltre agli organi di governo del Parco - il presidente, il Comitato Tecnico Scientifico, i venti sindaci del Comuni del Parco che siedono in Consiglio e i componenti del Comitato Esecutivo - anche il presidente e il vice presidente della Provincia Regionale di Catania e i rappresentanti del Comitato Sviluppo Etna Nord Ovest, l'organizzazione che, per prima, con proposte, petizioni, raccolta di firme, ha chiesto l'istituzione del «Terzo polo» sul versante nord ovest dell’Etna.
Nei giorni scorsi con due lettere inviate all'assessore regionale al territorio ed ambiente, on. Francesco Cascio e all'assessore regionale al turismo, on. Fabio Granata, il Coordinamento S.O.S. Parchi Siciliani (che riunisce, fra gli altri, Cai - Italia Nostra – Legambiente, LIPU, WWF, Centro Speleologico Etneo, Fondo siciliano per la natura, Ente Fauna Siciliana, Etnaviva, ecc.) ha ribadito la contrarietà al disegno di legge sui poli turistici ma ha anche avanzato nuove interessanti proposte di sviluppo del territorio, e in particolare del versante Nord Ovest dell'Etna. Uno sviluppo che, viene sottolineato, passa attraverso l'attuazione del Piano Territoriale del Parco, varato dal Consiglio e in attesa del visto definitivo da parte dell'Assessore Regionale al Territorio ed Ambiente. L'incontro di mercoledì pomeriggio riporta, dunque, sul piano del confronto un argomento di grande rilevanza, su cui si gioca il futuro dello sviluppo turistico non solo del comprensorio etneo, ma di tutte le aree protette della Sicilia. [Marisa Mazzaglia, La Sicilia]


23 Novembre 2005

FIRRARELLO: "NO AD ALBERGHI SUL VULCANO, MA SOLO FUNIVIA O SEGGIOVIA A BASSO IMPATTO AMBIENTALE"

Forum a Maletto ed incontro dei sindaci con Cuffaro

Non perde tempo il sindaco di Bronte, in prima linea nella battaglia per l’approvazione dei Poli turistici nei parchi siciliani. Dopo averlo annunciato a Maletto, il primo cittadino ha chiesto di incontrare il presidente della Regione siciliana, Toto Cuffaro, per convincerlo sulle ragioni di un’intera popolazione, che non vuole deturpare l’ambiente, ma solo porre le condizioni per la fruibilità del vulcano e favorire la crescita del turismo. “Ho chiesto a Cuffaro un incontro per il 6 o per il 7 dicembre – afferma il senatore Firrarello – e con me saranno presenti tutti i sindaci. Porteremo a conoscenza del presidente il disagio della gente che, vivendo all’ombra del Parco dell’Etna, ha subito per decenni vincoli e divieti spesso discutibili, senza ottenere in cambio le attese opportunità di sviluppo. Diremo – conclude - a chiare lettere che siamo noi per primi a non voler costruire alberghi sul vulcano, ma solo una funivia o una seggiovia a basso impatto ambientale, che funzioni tutto l’anno”.
Intanto sabato 26 novembre alle ore 16 e 30 a Maletto, il Palazzo Spadafora sarà teatro del forum “Perché un terzo polo turistico sul versante nord ovest dell’Etna”, organizzato Rotary club “Randazzo Valle Alcantara”. Così dopo il saluto del presidente dott. Ignazio Lombardo e del sindaco di Maletto, Giuseppe De Luca, il presidente del Comitato “Sviluppo Aetna nord ovest” Enzo Sgrò illustrerà le motivazioni economiche e sociali della proposta, mentre gli ingegneri Alberto Puglisi e Lorenzo Capace illustreranno un’ipotesi di progetto possibile. Le conclusioni saranno affidate all’on. Lino Leanza (che insieme con Salvo Fleres, ha presentato il disegno di legge) ed al senatore Pino Firrarello, sindaco di Bronte. All’incontro saranno presenti l’assessore provinciale Orazio Pellegrino, i sindaci di Randazzo e Maniace, Salvatore Agati e Salvatore Pinzone ed è stato pure invitato il presidente del Parco dell’Etna, Cettino Bellia.


18 Novembre

«SOS PARCHI». INIZIATIVA DEL COORDINAMENTO

Poli turistici sul «vulcano»: chiesto un vertice coi sindaci

Nicolosi. (cagr) Un incontro nella sede del Parco dell'Etna con il presidente Bellia e il Consiglio dell'Ente, composto dai 20 sindaci del territorio. Lo chiede il "Coordinamento S.O.S. Parchi Siciliani" composto da 19 associazioni ambientaliste e da 3 operatori turistici specializzati nel settore natura per parlare delle prospettive di sviluppo" “ecosostenibile" nel territorio del Parco.
La decisione è stata presa ieri al termine di un incontro al Dipartimento di biologia animale di Catania, dove da diversi mesi si riunisce quel comitato composto da docenti universitari, ambientalisti e semplici cittadini decisi a ostacolare il progetto di legge di prossima discussione all'Ars e che prevede la creazione di poli turistici, con alberghi, parcheggi e impianti di risalita - così dice il testo - nelle zone più incontaminate del Parco, tra Bronte e Zafferana, e al contempo soggette a rischio di eruzioni e terremoti. Nei giorni scorsi, il Coordinamento ha scritto all'assessore regionale all'Ambiente, Francesco Cascio, ricordando tutti gli interventi previsti dal Piano territoriale del Parco per rivitalizzare l'economia dei paesi montani. [Giornale di Sicilia]

 Pro e contro: sommario

Maletto, 13 Novembre 2005

“VOGLIAMO I POLI TURISTICI E REVOCHIAMO IL PIANO TERRITORIALE DEL PARCO DELL’ETNA”

Sei sindaci a Maletto a favore del 3° Polo turistico

Firrarello: "Dobbiamo incontrare Cuffaro perché il disegno di legge venga approvato"

E’ forte l’appello che i sindaci di Bronte (Pino Firrarello), Maletto (Pippo De Luca), Maniace (Salvatore Pinzone), Randazzo (Salvatore Agati), Castiglione di Sicilia (Salvatore Barbagallo) e Piedimonte Etneo (Giusepep Cavallaro), insieme con Comitato “Sviluppo Aetna nord ovest” presieduto da Enzo Sgrò, hanno rivolto all’Assemblea regionale, affinché discuta ed approvi presto il disegno di legge sui poli turistici presentato dagli onorevoli Salvo Fleres e Lino Leanza. Decisa anche la contestazione nei confronti del Parco dell’Etna, del comitato tecnico scientifico e degli ambientalisti che si oppongono all’iniziativa.
La manifestazione organizzata questa mattina a Maletto ha confermato la necessità di dover utilizzare, senza deturpare, il grande patrimonio ambientale che l’Etna mette a disposizione dei suoi figli, ma ha anche ribadito l’esigenza di rivedere il piano territoriale del Parco dell’Etna che, secondo i primi cittadini, sarebbe stato adottato senza aver recepito le loro proposte. “Qui c’è la neve per quattro mesi, - afferma il senatore Pino Firrarello - possono nascere tante iniziative per fare turismo tutto l’anno, ed invece esiste il fenomeno della disoccupazione e della emigrazione. A questa terra – continua – è stato negato il diritto di creare sviluppo economico con il suo territorio. Bisogna invece che si metta in moto il meccanismo dello sviluppo”.
Presenti all’incontro numerosi componenti delle giunte comunali, i presidenti dei Consigli comunali di Randazzo, Francesco Sgroi e Maniace, Giuseppe Mancuso, numerosi assessori e consiglieri comunali dei sei Comuni e Mario Bonsignore, presidente dell’assemblea intercomunale di Bronte, Maletto e Maniace.  “Il disegno di legge è fatto bene – ha aggiunto il sindaco di Bronte - perché permette a tutti i Comuni di poter decidere del futuro del proprio territorio. Spesso – continua il senatore – ambientalisti ed esperti delle natura sostengono tesi insensate che vincolano il territorio. Il piano territoriale del Parco rasenta l’assurdo anche perchè le proposte dei sindaci non sono state recepite e non mi spiego perché sulle Alpi è possibile realizzare funivie e da noi no. Chi dice che intendiamo costruire alberghi sulle sommità del vulcano dice bugie, noi vogliamo soltanto il campo da golf ed una funivia che passi tra gli alberi, perché siamo noi per primi a non voler deturpare la natura”.

Il linea con Firrarello tutti i sindaci: “Avrei preferito che fosse stato presente il presidente del Parco dell’Etna Cettino Bellia – ha sostenuto Salvatore Agati sindaco di Randazzo – che doveva svolgere un ruolo di mediazione fra le nostre esigenze e gli ambientalisti. Bisogna rivederlo questo piano territoriale del Parco dell’Etna, perché non è nostro”. “Dob­bia­mo insieme – ha sostenuto il sindaco di Maletto Giuseppe De Luca – contestare i punti oscuri del Piano territoriale e del regolamento del Parco per il bene delle nostre comunità e dei nostri figli”.
“La gente rivendica il diritto sulla propria terra – ha aggiunto il sindaco di Maniace, Salvatore Pinzone Vecchio – e di pianificare lo sviluppo del proprio territorio. I Parchi debbono essere volani di sviluppo non freni per l’economia”. “Gli ambientalisti fanno disinformazione contro i nostri interessi – ha replicato – Salvatore Barbagallo sindaco di  Casti­glione di Sicilia. – Che sia la nostra gente a decidere del futuro del territorio”.
Anche il sindaco di Piedimonte Etneo Giuseppe Cavallaro a favore dei poli turistici: “Occorre istituire un tavolo di concertazione provinciale. Questa terra ha enormi potenzialità di sviluppo, ma è soggiogata da tanti poteri come quello burocratico che molti anni fa impedirono anche all’imprenditore Silvio Berlusconi di realizzare una funivia sull’Etna”. Soddi­sfatto il comitato cittadino a favore del terzo Polo Enzo Sgrò, ieri mattina supportato anche dal club Etna Sci e dall’associazione dei camperisti: “Registriamo con soddisfazione la presa di posizione dei sindaci. – ha affermato – Adesso bisogna organizzare dei pullman per sollecitare a Palermo l’approvazione della legge”.
Alla fine i sindaci hanno deciso di passare ai fatti: “Dobbiamo incontrare Cuffaro – ha concluso Firrarello - perché il disegno di legge venga approvato. I sindaci poi si autoconvocheranno per evidenziare le storture del piano territoriale del Parco dell’Etna, affinché venga revocato”.

14 Novembre

Firrarello di Bronte: «Perchè sulle Alpi è possibile realizzare funivie e da noi no?»
Barbagallo di Castiglione contro gli ambientalisti: «Disinformazione contro i nostri interessi»
Parco dell'Etna, no al piano territoriale
Maletto, protesta guidata da sei sindaci
Maletto. (lpu) «Non mi spiego perchè sulle Alpi è possibile realizzare funivie e da noi no. Chi dice che intendiamo costruire alberghi sulle sommità del vulcano dice bugie». Con durezza il sindaco di Bronte, senatore Pino Firrarello, si è espresso verso chi è contrario al terzo polo turistico, ed ha raccolto il sostegno dei sindaci di Castiglione di Sicilia, Maletto, Maniace, Piedimonte Etneo e Randazzo. (...)


14 Novembre

Manifestazione dei sindaci di Bronte, Maletto, Randazzo, Castiglione e Piedimonte
Terzo polo turistico sull'Etna, «pressing» dei Comuni del comprensorio (...)


15 Novembre

Chiedono l'azzeramento del Piano territoriale e che si approvi il Polo turistico
Etna, sei sindaci contro il parco
Rivendicato il diritto a programmare lo sviluppo senza troppi freni (...)


1 Novembre 2005

Maletto: Il sindaco ed il Comitato incontreranno l'assessore Granata

L’assessore regionale, on. Fabio Granata, ha accolto l’invito del sindaco di Maletto, Giuseppe De Luca e del presidente del comitato Sviluppo Aetna nord ovest Enzo Sgrò e sarà presente a Maletto il 12 novembre prossimo per ascoltare le ragioni di chi vuole realizzare il Polo turistico del versante nord ovest dell’Etna.
“Gli faremo conoscere il nostro territorio ed il nostro progetto, – afferma il sindaco – progetto che non vuole deturpare, ma anzi valorizzare e far conoscere il nostro ambiente. Non vero infatti, come sostiene la professoressa Vinciguerra, utilizzando una metafora, che noi con il Polo turistico vogliamo bruciare un libro antico. Noi questo libro, che rappresenta l’Etna, vogliamo toglierlo da una biblioteca rigorosamente chiusa a chiave e raggiungibile solo da pochi e trovare il sistema per farlo leggere da tutti, conservandone però bellezza ed integrità”.


La zona di Punta Lucia
(2.934 m.) nel versante Nord-ovest dell'Etna dove, secondo i promotori e sostenitori del 3° Polo turistico, dovrebbe essere costruita la seggiovia o la funivia o un "trenino" a cremagliera. Le linee colorate identificano il percorso della seggiovia-funivia secondo una delle possibili soluzioni tecniche di realizzazione presentata dall'ing. Lorenzo Capace alla riunione di Maletto.
E' prevista la realizzazione di quattro tratti di seggiovia sulle strade rurali già esistenti ed un tratto (l'ultimo) di funivia: il primo tratto va da Feudo Soprano fino ai piedi di Monte Maletto; un secondo sale fino a quota 1795 m. (fra Monte Scavo e Monte Egitto); il terzo, sulla lava del 1975, arriva a Monte Frumento Netto (2.299 m.) per proseguire verso i Due Pizzi (m. 2.515); l'ultimo tratto va a congiungersi con la zona "C" di Linguaglossa nei pressi di Monte Nero delle Concazze.
E' solo un colpetto di penna su una mappa o su una foto - come sostiene qualcuno - o esiste il concreto rischio di perdere e di stravolgere paesaggi ed un ambiente unici in Europa?  -Pro e contro - Gli interventi -


LETTERE A
, 7 Dicembre 2005

«Etna, versante Nord: 40 centimetri di neve a quota 2000»

Voglio fare solo una constatazione e non aprire una polemica. Oggi 5 dicembre la situazione innevamento sull'Etna è la seguente (dati rilevati oggettivamente dal sottoscritto): Etna Sud (Nicolosi), neve a quota 2000 zero centimetri, impianti chiusi; Etna Nord (Linguaglossa) neve a quota 2000 zero centimetri! Versante Nord-Ovest («ipotetico» terzo polo etneo) neve a quota 2000 circa 40 cm!
Questo significa che oggi quest'ultimo versante avrebbero potuto aprire i battenti le piste da sci, come avvenuto in molte stazioni italiane. Ciò che ho scritto non è un’eccezione, ma ogni anno potrebbe essere così e anche meglio, considerando che quest’anno le precipitazioni nevose ancora sono state avare. Chissà se vedremo mai realizzato questo progetto, certo è che nonostante i promotori stiano cercando in tutti i modi di fornire soluzioni concrete per realizzare gli impianti con il minor impatto possibile , a seguito delle polemiche suscitate dagli ambientalisti, di fatto è evidente che non si raggiungerà mai un dialogo costruttivo tra le parti.
La verità è che l’Etna non verrà mai sfruttata turisticamente. E i numerosi sciatori siciliani andranno sempre a fare settimane bianche fuori o per mancanza di neve o perché non soddisfatte dal servizio offerto dalle due stazioni di sci esistenti. Dopodomani lo Sci Club Sud Est, con 30 persone al seguito, partirà per un allenamento a Roccaraso. Sono molte le persone che hanno già prenotato settimane bianche per dicembre al nord. Insomma alimentiamo il turismo di altre regioni, portiamo denaro nelle tasche di altre persone e lo allontaniamo dalla Sicilia. L’amara considerazione: se ci fosse il terzo polo si potrebbe già sciare e con dei servizi di qualità , potremmo davvero essere invidiati da molte località. Sciare su un vulcano attivo a due passi dal mare: dove altro si può in Italia e nel mondo? [Dario Teri, Sci alpino – Etna Sci]


6 Dicembre 2005

«Sì al terzo Polo, ma con modi differenti»

Mi riallaccio ad una lettera del sig. Saro Pafumi, ma ovviamente non intendo rispondere soltanto a lui, bensì diffondere un preciso messaggio. Il sig. Pafumi, che non ho il piacere di conoscere, deve essere un signore di non giovane età, di ottimo livello culturale e con un ricco curriculum vitae, ma probabilmente, essendo argomento fuori dai suoi interessi personali, non ha visitato nessuna delle tante aree naturali, ad alta vocazione turistica, che sono state create in Europa nel corso degli ultimi decenni.
Egli pertanto non conosce il fenomeno del turismo naturalistico, cioè di quel notevolissimo movimento di turisti (che si traduce in "flusso di denaro") che sognano per tutto l'anno di trascorrere una o più settimane di ferie a contatto con la natura, e realizzano poi il sogno, recandosi in determinati siti, ampiamente pubblicizzati, con la speranza di trovare questa natura veramente integra. Perché lo fanno? Perché evidentemente per combattere lo "stress da vita moderna" tanti trovano grande giovamento nell'allontanarsi dagli schemi di vita quotidiani, dai tempi e dai luoghi che lo generano.
Poiché l'oggetto del contendere è il nostro amato Etna, trovo logico portare ad esempio un solo parco tra le centinaia che esistono al mondo, che portano beneficio alle popolazioni che vivono al loro interno e attorno, perché esso ha un ben preciso nesso con il nostro. E' il parco naturale "degli antichi vulcani dell'Alvernia", posto nel cuore della Francia. Esso ha una superficie di 3.950 kmq, 5 volte più di quella del Parco dell'Etna, ma le sue montagne non superano i 2000 metri. Colà i vulcani sono tutti spenti da millenni. Non è possibile, come da noi, raccontare, mentre si cammina, che questa colata lavica, ancora tiepida, è di tre anni fa, quest'altra, già colorata dai licheni è di venti anni fa e quest'ancora, dove sono cresciuti già i primi pini, è di cento anni fa. Non è possibile additare il fumo nero e i vapori bianchi che escono dai crateri sommitali o quel cono vulcanico cresciuto in poche settimane, mentre la cenere da lui lanciata, pioveva sull'aeroporto e lo costringeva alla chiusura. In mancanza di tutto ciò, in Alvernia è stato creato un "business" facendo intuire ai visitatori come "erano" e come "funzionavano" i vulcani, e qui il computer la fa da padrone. Filmati animati, simulazioni, ricostruzioni, attirano grandi e piccini nei numerosi Centri Visita realizzati e il parco è raggiunto e percorso ogni anno da centinaia di migliaia di persone.
Superfluo evidenziare il raffronto con le nostre potenzialità, che derivano dal potere offrire la visita di un vulcano veramente attivo che, nel contempo, è anche una montagna di rilevante altezza. Consultiamo adesso il suo sito Internet (www.parc-volcans-auvergne.com). Constateremo che sono accuratamente evitate le immagini di strade, di funivie o seggiovie, ammesso che ve ne siano, mentre si evidenzia la naturalità dei luoghi, perché è questo ciò che richiede il viaggiatore turista che appartiene a questo "target".
In conclusione la diatriba sul terzo polo turistico non vede gli ambientalisti e i tour operator che ad essi si sono affiancati, dire uno sterile no agli interventi che migliorino la fruizione dell'Etna. Essi affermano semplicemente che, come ribadito durante l'incontro del 30 novembre presso la sede del Parco, sono solo i metodi cui vorrebbe ricorrere il famigerato disegno di legge che sono sbagliati e non certo l'obbiettivo di migliorare le condizioni economiche di alcuni paesi posti attorno all'Etna, sviluppandone l'attività turistica. In sostanza ciò che deve essere capito è che proprio l'integrità di poche decine di chilometri quadrati, in un contesto quale quello etneo, costituisce il tesoro da utilizzare sapientemente. E attenzione a non farsi trarre in inganno dalle dimensioni: noi non possiamo offrire, come in Canada o negli USA giornate intere di cammino all'interno di territori vergini, privi di infrastrutture edili o elettromeccaniche, ma solo un certo numero di ore: quattro, sei o otto nella migliore delle ipotesi. Nell'incontro già citato, le associazioni e i tour operator costituiti nel Coordinamento S.O.S. Parchi siciliani hanno elencato numerosi suggerimenti affinché l'auspicio dello sviluppo economico si tramuti in realtà, in termini temporali accettabili, utilizzando questo filone di attività turistica, che, se posto in essere, potrebbe anche fregiarsi, in Sicilia, dei pregevoli titoli dell'unicità e della distinzione dai filoni turistici più consueti. [Giambattista Condorelli]


3 Dicembre 2005

«Terzo Polo, ambiente e cristianesimo»

Ho letto con viva ammirazione la riflessione del sig. Saro Pafumi pubblicata su questo quotidiano il 2 dicembre a proposito della "guerra sul terzo polo turistico sull'Etna". Il sig. Pafumi parla della necessità di rendere fruibile l'Etna ed invita i "contendenti" alla ragione. L'intransigenza degli ambientalisti non porta a nulla, anzi dà più forza a coloro che si battono per la realizzazione del terzo polo turistico. Però è altrettanto vero che strumentalizzare politicamente i disagi degli uomini che vivono in quei territori è altrettanto dannoso, ancora di più se viene fatta solo per apparire in TV o sui giornali o peggio ancora per presentare pubblicamente progetti già pronti che aspettano soltanto di essere realizzati. E' necessario tornare ai problemi quotidiani di chi vive e lavora nei territori vincolati dal Parco del- l'Etna.
In questa nota vorrei sottolineare alcuni punti evidenziati nella "Carta dei Cristiani per l'Ambiente" finalizzata per la salvaguardia del creato secondo i principi dell'umanesimo cristiano e della difesa del bene comune. Quello a cui assistiamo oggi fa parte di quella "babele dei diritti" in cui per moda o peggio per ideologia si propongono utopie radicali in cui la difesa degli animali, della flora e del mondo inanimato viene contrapposta alla vita umana. Assistiamo ad un ritorno dell'utopismo romantico, dove prevalgono pessimismo, catastrofismo, irrazionalità, trasgressione, pensiero magico.
Per un Cristiano l'uomo è fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Per una certa cultura ambientalista l'uomo è "cancro del pianeta". Per un Cristiano la crescita demografica è una benedizione del Signore, per gli ambientalisti è una disgrazia, la causa di tutti i mali. Per questi motivi la dottrina sociale della Chiesa si auspica la nascita di una più avanzata cultura ambientale che attraverso le strade della fede e della ragione giunga alla scoperta della verità. Ci vuole una cultura ambientale che guardi all'uomo con più ottimismo. Un uomo che è ricchezza e non impoverimento per il mondo. Un ambiente inteso come casa e come risorsa, come hanno fatto da sempre chi abita nel versante Nord-Ovest dell'Etna. Ci vuole, altresì, altrettanta coscienza della verità e responsabilità nelle persone che occupano posizioni di amministrazione o governo, affinché assumano decisioni mirate al bene collettivo (e non ai propri interessi propagandistici!) ed alla salvaguardia e valorizzazione della risorsa ambiente, progettando e favorendo una più equa fruizione e distribuzione dei flussi turistici che visitano l'Etna. Non è difficile. Bisogna tralasciare l'intransigenza ambientalista e le lotte personalistiche senza coinvolgimento "delle masse". [Nicola Azzarello – Maletto]


2 Dicembre 2005

«La guerra del terzo polo»

Sulla "guerra" in atto attorno al terzo polo turistico, vorrei segnalare alcune mie considerazioni, "da lettore". Innanzi tutto è ora di decidere se l'Etna dobbiamo rassegnarci a considerarlo solo un vulcano attivo capace unicamente di vomitare fuoco e distruzione, e non anche un bene che madrenatura ha collocato su questa nostra Isola, perché l'uomo ne potesse trarre anche benefici. Se è vero questo secondo auspicio, la fruibilità dell'Etna diventa necessaria, a patto che si coniugano due distinte esigenze: impiego del territorio e rispetto dell'ambiente. Le due esigenze non sono inconciliabili, a condizione che l'uomo usi la ragione. E non mi pare che dai dibattiti fin qui seguiti e dalle proposte formulate, ci sia stato un "impiego ragionato" delle argomentazioni esposte dai due schieramenti in campo. Vedi quanto pubblicato su La Sicilia a pagina 40 del 29 novembre. Mi spiego.
a) Che senso ha parlare della realizzazione di "una seggiovia" che colleghi Feudo Soprano (Maletto) a Montenero delle Concazze (Linguaglossa)? Strutture di questa portata, in quanto a lunghezza e condizioni climatiche, vanno realizzate in forma di cabinovia.
b) come si può parlare della realizzazione di un trenino (non inganni il termine diminutivo) a cremagliera senza fare scempio della natura circostante?
c) come si può, d'altra parte, impedire la costruzione di una serie di piloni per la realizzazione di cabinovie, col pretesto che deturpano l'ambiente? Se fondata, questa tesi, andrebbero eliminati tutti i pali elettrici e telefonici e non solo dal Parco, ma da qualsiasi ambiente urbano o rurale che sia, perché estranei al territorio. Sono queste (da ambo gli schieramenti) posizioni oltranziste, per nulla realistiche.
d) Una via aerea che colleghi i versanti turistici oggi esistenti, aggiungendone anche qualcuno, idoneo per vocazione, non sarebbe mille volte meglio della costruzione di strade, (spesso impraticabili per neve) che incoraggiano l'uso malvezzo d'auto con le facili conseguenze che la presenza dell'uomo motorizzato può comportare all'interno di un Parco?
e) E' forse meglio continuare nella politica degli insediamenti edilizi, magari con la costruzione di megaparcheggi, alberghi e varie, a quote alto montane, sotto e dentro il vulcano, come avviene oggi, senza che gli ambientalisti facciano sentire (questa volta, a ragione) la loro voce?
Il dilemma sta tutto nella premessa: che fare dell'Etna. Ammirane la bellezza o trarne dei vantaggi. Le due esigenze sono compatibili, a condizione che prevalga la ragione in ambo gli schieramenti. La torre Eiffel, secondo i punti di vista, può essere considerata un "ammasso ferroso" che deturpa, o "un simbolo" che da frutti. Sta lì e attrae milioni di turisti. E l'Etna? [Saro Pafumi]


1 Novembre 2005

«L'abbandono del Rifugio Citelli, metafora dell'Etna»

Nei giorni scorsi è andata in onda su Rai Tre, in diretta dal Rifugio Citelli, la trasmissione Ambiente Italia che ha affrontato, tra l' altro, la vicenda del terzo polo sull'Etna. La trasmissione, schierata a difesa degli ambienti naturali, ha previsto gli interventi dei sostenitori dell'iniziativa legislativa della Regione Siciliana che ritengono che il deficit di sviluppo turistico nelle aree marginali dell'Etna può essere colmato con la previsione di nuovi impianti sciistici, quelli delle associazioni ambientalistiche che contrastano, con motivazioni convincenti, stante l'unicità ed il valore straordinario dei siti naturalistici, le ipotesi di nuova cementificazione nei parchi siciliani ed i rappresentanti del Parco dell'Etna che hanno sostenuto l'assurdità della iniziativa legislativa in corso, che vanificherebbe il piano territoriale del Parco di imminente attuazione.
Ma la vera ragione del mancato sviluppo delle attività ecocompatibili (escursionismo, vulcanesimo, sci di fondo, sci alpinismo, trekking; mountbike, equitazione, torrentismo, ecc. ecc.), malgrado l'esistenza del Parco dell'Etna da oltre 20 anni, sta nell'assenza, nell'inutilizzo, nel degrado e nell’abbandono dei luoghi preposti alla fruizione turistica, che sono i cosiddetti punti base per l'escursionismo, Cioè le aree attrezzate in grado di offrire i servizi alle persone che intendono visitare e conoscere il Vulcano. Da questo punto di vista, proprio il Rifugio Citelli punto base n. 15 del parco dell'Etna, che aspetta da oltre 10 anni i lavori di miglioramento, rappresenta la metafora del Parco dell'Etna, ed il fallimento di una ipotesi di sviluppo ecocompatibile e di un turismo sostenibile da contrapporre a quello, veramente selvaggio e distruttivo delle domeniche, che ingorga di traffico e di inquinamento le aree sommitali del vulcano, facendo soltanto la gioia di qualche parcheggiatore abusivo. [Leonardo patti – Sant’Alfio]

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25 Ottobre 2005

NICOLOSI, TAVOLA ROTONDA SUL FUTURO DELL'ETNA

«No alla "politica di versante" ma si punti su nuove strategie»

E' possibile, in tema di sviluppo del turismo sull'Etna, superare l'ottica miope della politica di versante e creare invece sinergie, aggregazioni, sistemi unitari che coinvolgano amministrazioni pubbliche ed operatori privati, e che garantiscano crescita economica, sociale e culturale per tutte le popolazioni del territorio, nel rispetto dell'orientamento che imprime la nuova legislazione regionale sul turismo? Con questa complessa problematica, che tocca i temi caldi posti dalla proposta di legge «Fleres-Leanza», sui nuovi poli turistici all'interno dei Parchi dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie, e insieme dalle nuove «Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia», entrate in vigore il 30 settembre scorso, che prevedono la soppressione di Aast e Apt e propongono come modello di sviluppo quello dei «Sistemi Turistici Locali», si sono confrontati esperti, sindaci, amministratori ed esponenti del mondo politico e culturale, nel corso della tavola rotonda, organizzata dall'associazione culturale «L'Unione per Nicolosi» che si è svolta, domenica mattina, nella sala conferenze del Centro Giovani di via A. Musco. Ad aprire gli interventi la relazione del prof. Benedetto Puglisi, che ha sottolineato come per rafforzare, sul mercato turistico, la proposta dell'area etnea, occorre cercare sinergie con Taormina e la Riviera dei Ciclopi. Il tema della creazione di un «Sistema turistico locale» che guardi al vulcano ed alle risorse dell'entroterra ma anche alla riviera jonica è stato affrontato dall'ex sindaco di Taormina, Mauro Bolognari.
Critiche nei confronti della proposta «Fleres-Leanza», che va invece nella direzione opposta di una frammentazione dell'offerta turistica etnea, sono venute dall'on. Giovanni Villari, deputato regionale, e dai consiglieri provinciali Antonio Rizzo e Pippo Bellomo.
La disponibilità a discutere proposte sinergiche di sviluppo sono venute dai sindaci di Belpasso, Alfio Papale, di Pedara, Anthony Barbagallo (che ha introdotto anche il tema della pianificazione territoriale) e di Nicolosi, Salvatore Moschetto. [Marisa Mazzaglia, La Sicilia]


18 Ottobre 2005

SICILIA E TURISMO - all’Ars in discussione il Ddl sull'istituzione di nuovi insediamenti turistici. Agli ambientalisti contrari rispondono il sindaco di Bronte e il primo firmatario del disegno di legge

«Etna, solo pregiudizi il no al 3° polo»

Firrarello: «Strutture ricettive essenziali dove è consentito».
Leanza: «Pronti a trattare col Parco, ma presto»

Maletto. E’ qui, a Maletto, a 1104 metri circa, che gli amministratori dei comuni che aderiscono al progetto del cosiddetto terzo polo turistico dell'Etna sognano di poter realizzare presto quelle strutture ricettive che cambierebbero aspetto, opportunità, ed offerta del vulcano. Qui perché, ci spiega il sindaco di Bronte e senatore di Forza Italia Pino Firrarello, il piano regolatore prevede già un indice di costruzione che consentirebbe di mettere su una struttura alberghiera. Mastodontica? Invasiva? Devastante? Proviamo a chiederlo al senatore.
«Mastodontica, invasiva o devastante non servirebbe a nessuno. Nemmeno al turismo, diciamolo chiaro. Noi pensiamo che qui potrebbe nascere una struttura per circa 200 persone. Non più di tante. Ma sarebbe importante perché qui immaginiamo che si possa realizzare il campo da golf a 18 buche. Un'attrattiva internazionale, con la specificità che le caratteristiche meteo ne fanno un luogo ideale».

La domanda d'obbligo è quanto verde sarebbe destinato a saltare in nome di queste strutture e della funivia o, più verosimilmente, della seggiovia, che il progetto prevede che parta da una quota più alta per arrivare sino ai quasi 2800 metri di Punta Lucia. Firrarello spiega che si tratterebbe di un sacrificio estremamente relativo: «Il tragitto che i tecnici hanno immaginato di tracciare, attraversando i territori di Bronte, Maletto e Randazzo, dalle sciare di Sant'Antonio sino a Case Guardabasso, non ha tanta vegetazione da proteggere. E, comunque, per quanto riguarda ogni macchia di verde, ogni area importante in cui ricadano campi, la funivia o la seggiovia, siamo pronti a discutere con il Comitato tecnico scientifico del Parco. L'importante è decidere, però».

Ecco, i tempi del Parco sono quelli che preoccupano, per esempio, l'on. Lino Leanza, primo firmatario del Ddl in esame all'Ars.
«Abbiamo proposto al Parco - spiega Leanza - di incontrarci e discutere. E arrivare ad una conclusione. Ma non in tre anni, che è il tempo che tradizionalmente chiedono i responsabili del Parco. Possibilmente in tre settimane, magari».

Un altro punto preso in considerazione dal progetto perla funivia è la partenza da Monte Spagnolo, 1547 metri, mentre s'immagina anche di realizzare un trenino a cremagliera sulle piste della strada della Forestale. Ce n'è proprio bisogno per mettere in moto il turismo?
«Mi domanda - parla Firrarello - perché da noi questo deve essere considerato un abuso, una violenza alla natura, mentre sulle Alpi o negli Appennini la valorizzazione turistica della montagna è stata basata proprio su strutture ricettive; funivie, sciovie. Ci vogliono sì queste opere, perché sono le popolazioni di quest'area a chiedere che vengano realizzate, rispettando il patrimonio naturale, ma rendendolo fruibile davvero dai turisti».
«Lo hanno chiesto diecimila cittadini - incalza Leanza - con una petizione in cui sottolineano lo stato di estremo disagio per l'economia di paesi da dove la gente ha ripreso ad emigrare. Perché con i vincoli che ci sono in questo momento la montagna è un bene di cui possono godere in pochi. C’è un'affluenza ridottissima ai quattro rifugi che si trovano tra Maletto e Nicolosi. Un delitto, davvero, non lavorare con equilibrio per fare in modo che la montagna produca anche ricchezza per queste popolazioni».

Quel che Firrarello, Leanza e gli altri sostenitori del Ddl contestano è la legge siciliana, anomala, spiegano, rispetto a quel che si fa nel resto del paese. Una legge che oggi contrasta, aggiungono, con i desideri di tutte le amministrazioni che ricadono in quest'area.
«Abbiamo decine e decine di adesioni - dice il senatore Firrarello - i cittadini sperano che si trovi una soluzione al più presto, anche perché proprio questo versante è quello che garantisce più neve nel periodo degli sport invernali. E, contemporaneamente, può proporre percorsi enogastronomici di straordinario interesse. Allora ribadisco il mio appello: creiamo un comitato misto per discutere delle varie posizioni e delle varie opportunità. Vorrei ricordare che la Sicilia è la regione che ha il maggior numero di parchi in Italia. Di ciò andiamo fieri, siamo felici. Purché questo primato non significhi che viene preclusa ogni possibilità di far vivere la montagna ai suoi stessi abitanti e che venga penalizzata l'offerta ai potenziali turisti».
«Sa qual’è il problema vero? - domanda Leanza - E' che molta della stessa gente che è arroccata su posizioni intransigenti e si rifiuta anche di discutere con noi, ama davvero la montagna. Tanto che va a fare la settimana bianca in Sila, a Roccaraso, a Saint Moritz. Poi torna sull'Etna a guardare il panorama e vuol trovare tutto come lo aveva lasciato».

Però c'è o no il rischio di sismi ed eruzioni? Perché su questo i tecnici alzano i toni dell'allarme.
«Nella zona di Punta Lucia, nel versante che ci interessa - dice Firrarello - da due secoli non c'è una colata. E, naturalmente, vorrei tranquillizzare, chi interviene con questi argomenti: noi non siamo ignoranti sul tema e non abbiamo nemmeno verità assolute, noi. Discutiamo, insieme, senza pregiudizi. Ma senza nasconderci o blindarci dietro posizioni integraliste, intransigenti che non servono a nessuno». [Andrea Lodato, La Sicilia]


18 Ottobre 2005

Incontro Granata - Comitato

Una delegazione di docenti universitari, composta dai prof. Pietro Alicata e Carmelo Ferlito, ha incontrato l'Assessore al Turismo Fabio Granata per illustrare la posizione del Comitato per la difesa dell'Etna. Hanno partecipato alla riunione anche l'on. Speziale capo gruppo dei DS, l'on. Sammartino (An) ed il presidente regionale del Cai, Mento. È stata riscontrata una concordanza di idee sulla necessità di bloccare tale disegno di legge che rischia di compromettere irreversibilmente le aree più belle ed integre del patrimonio naturale dell'isola. «Esso, inoltre, spiegano i partecipanti all'incontro, costituirebbe un precedente nei criteri di gestione del patrimonio culturale e paesaggistico: l'attacco ai parchi siciliani, guidato da miopi spinte locali che inseguono fallaci ed antieconomici disegni per lo sviluppo di un turismo effimero e devastante, potrebbe, domani, riguardare qualsiasi altra realtà culturale siciliana o italiana».
La delegazione ha anche esposto le linee principali di una proposta di sviluppo turistico del territorio etneo centrato sulla fruizione dei beni ambientali e culturali unici che l'Etna offre al mondo, che ha nella loro integrità l'attrattiva principale.
  

, 30 Ottobre 2005

Ambiente. Domenica 15 ottobre un raduno in difesa delle aree protette siciliane

Gli Ambientalisti: « Difendiamo i parchi»

Il Club Alpino Italiano, l'Ente Fauna Siciliana, Etnaviva, Italia Nostra, Legambiente, L.I.P.U. e W.W.F. hanno organizzato, domenica 16 ottobre presso il rifugio Citelli, un "Raduno per la difesa dei parchi". È questa l’ennesima iniziativa volta a contrastare l'approvazione del ddl 986-7 "Istituzione di poli turistici all' interno dei Parchi dell’Etna, dei Nebrodi e delle Madonne" all'esame dell'Assemblea Regionale Siciliana che, secondo le associazioni ambientaliste, -se votato- sarà lo strumento per aggredire e stravolgere le ultime aree ancora integre ed incontaminate dei tre parchi siciliani. Ciò in quanto darà al Presidente della Regione la facoltà di individuare nuove aree per insediamenti turistici all'interno dei parchi, ovviamente in deroga alla normativa esistente.

Tale disegno di legge pertanto, sarebbe ispirato dal tentativo volto allo scardinamento dei vincoli oggi esistenti a tutela del territorio per dar il via libera a una frenesia costruttiva di cui la Sicilia in generale ei comprensori dei parchi in particolare non hanno affatto bisogno.A parere delle associazioni ambientaliste, la Sicilia è una regione dove già, è stato costruito tanto, troppo, per la capacità di carico del territorio e per la stessa domanda sociale ed economica, e nella quale sarebbe più ragionevole recuperare per finalità turistiche il patrimonio edilizio esistente, ridandogli forma e dignità. Il disegno di legge in discussione prevede la possibilità di modificare le perimetrazioni attuali dei parchi e, di conseguenza, di poter declassare in zona C aree di altissimo pregio naturalistico perché integre e, pertanto, ora ricadenti in zona A o B. Le nuove destinazioni renderebbero, allora, possibili le "trasformazioni edilizie", la costruzione di "strutture. turistico-recettive" nonché di "aree di parcheggio". E non solo.
Il d.d.l. in esame consente la realizzazione di progetti anche in deroga alle procedure ordinarie di pianificazione del parco e, soprattutto, con modalità abbreviate, che -semmai- potrebbero essere giustificate solamente da situazioni di urgenza che, ovviamente, qui non esistono e, peraltro,non vengono in alcun modo dichiarate ed esplicitate nel nuovo testo normativo. Le procedure semplificate, consentirebbero, inoltre, l’approvazione di singoli progetti , senza la necessità della considerazione complessiva dei valori e delle destinazioni del territorio del parco. Ciò risulterebbe in palese contrasto con il principio di unitarietà del parco stesso che, secondo l'insegnamento della Corte Costituzionale, costituisce tratto saliente e ragione giustificatrice dell'esistenza del parco naturale, come figura unitaria di pianificazione e gestione di un certo territorio per finalità di tutela ambientale e di valorizzazione socio-economica compatibile con tali finalità di tutela.
I poli turistici di cui al d.d.l. in parola dovrebbero prevedere, tra l'altro, campi da golf ad Alcara Li Fusi ed alberghi attorno al lago Pisciotto di Tortorici, all'interno del Parco dei Nebrodi; impianti sul complesso del Carbonara di Castelbuono nel Parco delle Madonne e strutture turistiche a Punta Lucia del Comune di Bronte nella zona altomontana del Parco dell'Etna.
La realizzazione di tali opere richiederebbe, ovviamente, colate di cemento e di asfalto che stravolgerebbero aree fino ad oggi incontaminate. Con la prevedibile conseguenza di determinare, alla fine, negativi e pesanti modificazioni sul territorio e la perdita irreversibile, per le generazioni future, di un paesaggio avente qualità estetico-culturali uniche, nonchè un'alterazione profonda degli ecosistemi coinvolti. Una perdita secca, quindi, per le stesse comunità interessate e per la Sicilia tutta.
Dalla parte delle associazioni ambientaliste c'è il Consiglio regionale per la protezione del patrimonio naturale, il principale organo tecnico della Regione Siciliana su questa materia, che, all'unanimità, ha approvato un ordine del giorno che esprime critiche radicali nei confronti del d.d.l. in esame, affermandone l'incompatibilità con i principi espressi dalla stessa legislazione regionale in materia di tutela degli ambienti naturali. [Santo Gulisono]


17 Ottobre 2005

RIFUGIO CITELLI. Centinaia le adesioni alla manifestazione voluta dagli ambientalisti

Petizione in difesa dei parchi siciliani

Due aquile reali si sono godute lo spettacolo dall'alto, mentre nello spiazzale del Rifugio Citelli centinaia di persone manifestavano contro i quattro poli sciistici su un vulcano attivo. Come non mai infatti, alle 10.30 la coppia di falchi, ha incominciato a volteggiare, mentre in basso, tramite megafoni iniziava la manifestazione voluta dall'associazione Etnaviva, Club Alpino italiano di Giarre Pedara, Ente Fauna Siciliana, Etna Free Bike, Fondo siciliano per la natura, Lipu, Italia nostra, Mountain Bike Sicilia e Wwf Catania. Centinaia le firme raccolte contro il disegno di legge regionale che -secondo gli organizzatori della manifestazione - «autorizza il ridimensio­namento dei parchi siciliani, riducendoli ad un contenitore di nuove infrastrutture turistiche che ogni comune potrà realizzare anche nelle aree naturalistiche più importanti e senza alcun riguardo per il rischio vulcanico». Con la petizione si chiede l'intervento del ministro dell'Am­biente per restituire sull’Etna un parco nazionale come previsto dalla legge del 1991.
«Si vogliono realizzare ben quattro poli turistici, due in più di quelli esistenti - ha dichiarato Rannisi del Wwf - e uno di questi dovrà attuarsi proprio nel luogo in cui siamo, cioè nella zona Citelli, depauperando e distruggendo una delle parti più autentiche e affascinanti dell'Etna. Non siamo per l'immobilismo quanto, piuttosto, per la conservazione dinamica: non si vuole ridurre l'Etna ad un museo, ma creare turismo alternativo, sì da proteggere anche le specie endemiche in via di estinzione, presenti sul vulcano». «Abbiamo formulato proposte nuove, concrete e alternative rispetto a quelle sino ad oggi designate - ha dichiarato Giuseppe Riggio - la que­stione Etna nord-ovest può offrire l'opportunità per sperimentare sul campo la tanto discussa possibilità di coniugare lo sviluppo con la tutela della natura e di verificare l'effettiva determina­zione delle popolazioni a richiedere nuovi posti di lavoro, la capacità dell'Ente parco di mediare il conflitto e manifestare finalmente con i fatti che esiste un'alternativa all’asfalto e al cemento, la sensibilità degli ambientalisti nel ricercare soluzioni reali e possibili per dimostrare che proteggere la natura è non soltanto indispensabile ma a volte anche conveniente».
Dopo la raccolta delle centinaia di firme, molti dei naturalisti si sono avviati su alcuni sentieri. Per diverse ore il cammino è stato felicemente controllato dalla coppia di aquile reali che, forse più di ogni altro, ha gradito la manifestazione, anche in loro difesa. [Egidio Incorpora, La Sicilia]


16 Ottobre 2005

Rifugio Citelli: Escursioni in quota, originale protesta delle associazioni

«Sos Etna», no degli ambientalisti ai poli turistici di Bronte e Zafferana

Nuccia Di Franco (fondo Natura): devastante sfruttamento del territorio

Etna. (cagr) Si chiama «S.O.S. Etna» la campagna promossa dal comitato dei docenti universitari catanesi e dalle associazioni ambientaliste di tutta la Sicilia per dire no ai poli turistici sul parco naturale dell'Etna. E per farlo danno appuntamento alle 10 di stamani. Il Rifugio Citelli (si raggiunge dal comune di Sant'Alfio), da dove partiranno delle escursioni guidate fino ai 2 mila metri di Serra delle Concazze, il costone roccioso che si affaccia sulla gigantesca Valle del Bove.
A promuovere il raduno, oltre a docenti e ricercatori dell'Ateneo catanese, sono le guide dell'Etna, il Club alpino italiano e i volontari delle associazioni ambientaliste Lipu, Wwf, Legambiente, Italia nostra, Etna viva ed Ente fauna siciliana. Oltre all'Etna - dove sono previsti due poli all'interno delle aree più incontaminate del vulcano ricadenti nei territori di Bronte e Zafferana - anche gli altri due parchi siciliani, Nebrodi e Madonie, rischiano di essere aggrediti dal cemento, come hanno spiegato gli ambientalisti nel corso di una conferenza che s'è tenuta ieri nella sede di Legambiente mentre nei giorni scorsi il Gruppo italiano di vulcanologia con una nota a firma della presidente Rosanna De Rosa s'era detto «contrario a ulteriori edificazioni sul vulcano Etna».
Dunque, un vasto fronte si oppone al disegno di legge, che porta la firma dei deputati regionali di Forza Italia, il vice-presidente dell'Ars Salvo Fleres, e il capogruppo di Mpa Lino Leanza. Il progetto, in attesa di essere discusso all'Ars consentirebbe la realizzazione di strutture turistico-ricettive e aree parcheggio in zone ancora integre dei tre parchi, definite dalla normativa come «Riserva integrale A e B». «Il ddl 986 - spiega Nuccia Di Franco Lino, tra i componenti del Comitato S.O.S. Etna - riguarda tutte le aree ancora incontaminate della nostra Sicilia con lo scopo di inseguire disegni antieconomici e fallimentari volti a uno sfruttamento devastante del territorio». Fra i ricercatori di «S.O.S. Etna» anche molti vulcanologi che, al termine di una relazione sul rischio geologico delle aree in questione, hanno concluso che «i nuovi poli turistici sono assolutamente da evitare per il grave rischio sismico e vulcanico della zona». [Carmela Grasso, Giornale di Sicilia]


9 Ottobre 2005

AL RIFUGIO CITELLI. Presentata la manifestazione di ambientalisti e docenti universitari

«No all'Etna luna park», raduno contro i poli turistici

Sarà una manifestazione-raduno aperta a tutti i cittadini quella proposta per domenica prossima al Rifugio Citelli dalle associazioni ambientaliste e dal Comitato dei docenti universitari che da mesi si oppongono all'approvazione di un disegno di legge regionale che autorizzerebbe la nascita di quattro nuovi poli turistici nei tre parchi siciliani. Nello specifico due sull'Etna, a Bronte e Zafferana, e uno ciascuno su Nebrodi e Madonie. L'appuntamento è per le 11 al Rifugio Citelli dove studiosi e appassionati della natura condurranno i visitatori in alcune escursioni nei dintorni. Contemporaneamente già da questo week-end i volontari delle associazioni Etnaviva, Lipu, Cai di Pedara, Wwf e Fondo Siciliano per la Natura, saranno presenti nelle principali piazze di Catania e provincia per sensibilizzare al tema l'opinione pubblica e raccogliere firme contro l'istituzione dei due poli turistici sull'Etna in aggiunta ai due già esistenti di Nicolosi e Linguaglossa puntualmente distrutti da lava e terremoti. Lo slogan della campagna è "Quattro poli sciistici su un vulcano attivo. Firma perché l'Etna non diventi un luna park".
Un esposto, infine, è stato spedito nei giorni scorsi al commissario dello stato per la regione Sicilia e, per conoscenza alle più alte cariche regionali e ai ministri dell'ambiente, Matteoli, e degli affari regionali, Enrico La Loggia. Contiene la denuncia dei responsabili regionali di sei associazioni (Cai, Italia Nostra, Lipu, Legambiente, Wwf e Amici della terra) del "grave profilo di illegittimità costituzionale" del ddl in questione chiedendo l'intervento del Commissario in caso di approvazione da parte dell'Ars. [Carmela Grasso]

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