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Un Terzo Polo Turistico alle pendici dell'Etna

Un'ipotesi di sviluppo economico per la nostra zona: la creazione di un terzo polo turistico nel versante nord ovest dell'Etna


Da Lettere a del 1 Luglio 2005

Gruppi di ricerca ecologica: apertura al Terzo polo turistico

Quella dei Gruppi di Ricerca Ecologica è un'Associazione da anni impegnata nella tutela dell'ambiente e delle risorse naturali, che pone l'uomo al centro della conservazione della natura e del territorio, ed è sulla base delle proprie esperienze e dei propri valori che essa sente il dovere di esprimere un segnale di apertura alla realizzazione del tanto discusso Terzo Polo Turistico Etneo. I Gre sono portavoce di un ambientalismo ben lontano dall'integralismo esasperato, che guarda a nuove forme di integrazione tra l'ambiente e le esigenze dell'uomo: un ambientalismo che i suoi componenti amano definire "alternativo". Innegabile la favorevole locazione geografica dell'area oggetto dell'intervento, che garantisce un innevamento per i mesi invernali e primaverili e offre pendii favorevoli: la stazione sciistica nei comuni del versante Nord-Ovest dell'Etna assicurerebbe la pratica degli sport invernali per almeno 4 mesi l'anno e un sicuro sviluppo economico dell'intera area montana.
Inoltre, progettato nel rispetto dell'ambiente, nella salvaguardia dei valori naturali del Parco dell'Etna, nell'osservanza delle norme in materia di valutazione di impatto ambientale e nell'ottica di uno sviluppo sostenibile, un nuovo polo turistico può rappresentare un esempio d'integrazione tra uomo e natura che trascinerebbe con sé anche lo sviluppo dei prodotti tipici e dell'economia locali, garantendo così un turismo propulsore con effetti estremamente positivi ai fini sociali, economici ed occupazionali per tutto il territorio etneo. Una ulteriore occasione per i giovani del Parco dell'Etna, che potranno scommettersi in prima persona e rappresentare una forte speranza per il futuro di un'area protetta tra le più importanti d'Europa.
Riccardo Tomasello, vice presidente nazionale


29 Giugno 200
RISPOSTA AI “CONTRARI” DA PARTE DI ETNASCI.it

Analisi tecnica sulla realizzazione del terzo polo turistico

«In qualità di rappresentante del portale EtnaSci.it (ed anche di maestro di sci e studente universitario iscritto alla facoltà di economia e gestione delle imprese turistiche) scrivo per rinnovare il pieno appoggio al comitato promotore dell’iniziativa “Terzo polo turistico”. Scaglio subito una lancia a favore dal punto di vista che modestamente più mi compete: il versante interessato si presta assolutamente alla pratica dello sci grazie all’ottimo innevamento dovuto all’elevata altitudine e alla favorevole esposizione a nord ovest, direzione in cui spira il vento freddo di tramontana. Condizioni queste che consentono di avere un’area sciabile per ben 5 mesi l’anno cosa straordinaria per un vulcano situato per di più su un’isola circondata da un mare caldo come il mediterraneo. Detto questo mi chiedo: coloro che si sono posti nel fronte opposto del no su quali basi tecniche, culturali e scientifiche fondano le loro dichiarazioni e poi sono conoscitori esperti del nostro territorio montano???
Non sembrerebbe affatto. Infatti il coro di no basa la propria voce sulla difesa ambientale, su vantaggi economici irrilevanti, sulla mancanza di adeguato innevamento e sul fatto che nessuno verrebbe a sciare sul vulcano. Ritengo che valutazioni in merito debbano essere fatte esclusivamente da gente esperta. Invece viene dato impropriamente spazio ad opinioni che a mio parere non sono attendibili e a volte fuori luogo. Ad esempio il delegato Lipu (Lega italiana protezione uccelli) Giuseppe Rannisi in una lettera apparsa su "La Sicilia" decreta in riferimento al terzo polo: (…) "si dovrebbero realizzare improbabili piste da sci (…) in luoghi con pendenze impossibili anche per gli sciatori provetti e dove la realizzazione di piste da sci e per gli automezzi creerebbero degli stravolgimenti paesaggistici enormi". Senza offesa alcuna ma queste parole sono forse supportate da basi scientifiche e culturali? Il delegato Lipu è forse uno sciatore provetto? E’ un esperto conoscitore della nostra montagna? Forse no, in quanto questi luoghi sono assolutamente predisposti naturalmente alla pratica dello sci; ne è testimone la presenza, da Novembre a Maggio di sciatori alpinisti provenienti da tutta Europa che sciano anche in questa zona. Oppure l’insigne professoressa Vinciguerra, docente di Zoologia all’università di Catania, è forse un’esperta in marketing turistico per affermare che "uno sciatore vero non verrà mai qui a farsi la settimana bianca. Crederlo veramente è utopia. Semmai sono altre le attrazioni...". E perché no??? L’Abruzzo con la sua Roccaraso è l’esempio migliore che ci sia per dimostrare che una stazione ben attrezzata ed innevata, anche se locata al centro sud, può scalzare gli equilibri turistici preesistenti; in circa dieci anni è diventata la quinta stazione sciistica più importante d’Italia superando di gran lunga per qualità del servizio molte stazioni blasonate del nord creando uno sviluppo economico per se stessa e per tutti i paesi limitrofi dell’Alto Sangro. Probabilmente anche lì ci sarà stato qualcuno che avrà detto: ma verrà mai a sciare qualcuno da noi???
Detto ciò cerco di fornire per completezza delle brevi informazioni utili a comprendere alcune tematiche discusse (a mio parere spesso senza un’adeguata informazione):

A chi sostiene la difesa dell’ambiente: è noto che oltre i 1800-1900 metri in montagna non crescono più alberi e le forme di vegetazione sono scarse. Le piste da sci del terzo polo sorgerebbero ben oltre i duemila metri e dunque neanche un albero verrebbe scalfito. Inoltre non sono previste strade per la risalita in quota ma solo un impianto per consentire l’accesso di giorno ai turisti e agli sciatori. Scongiurata dunque anche la presenza di auto inquinanti e di strutture ricettive in quota (che invece sorgerebbero nei paesi per dare slancio all’economia locale). Inoltre il terreno presenta già piste da sci naturali e non occorrerebbe alcun smottamento del terreno essendo una zona desertica di sabbia vulcanica. Dunque dichiarazioni che sostengono una aggressione ambientale derivante dallo sviluppo turistico-sportivo della zona dovrebbero considerare tali rilevantissimi fattori e non basare la contrapposizione sulla difesa ambientale in generale che è ovviamente argomentazione di facile presa sulla sensibilità pubblica. In base a quanto detto non si comprende dunque tale posizione di scontro visto che il progetto non prevede deforestazione alcuna o la presenza di strutture ricettive in quota. Una posizione di difesa andrebbe invece presa nei confronti di zone boschive all’interno del parco che sono abbandonate, logore, destinate a discariche a cielo aperto (vedi il territorio sud etneo) dove l’ente parco sembra non esistere in quanto mancano recinzioni e controlli.

A chi sostiene la scarsa validità sciistica della zona posso solo dire che è evidente che non si conoscono nel caso le potenzialità sciistiche e la reale bellezza del posto (sciare con il mare a pochi chilometri e su un vulcano dai paesaggi e bellezza unica al mondo sarebbe sicuramente un forte richiamo turistico). Bellezza che va sicuramente tutelata come viene giustamente affermato dai “contrari”, ma non fossilizzata. Comunità che hanno investito nel turismo invernale, altoatesini, trentini, francesi, svizzeri, etc. sono forse dei criminali o hanno saputo sfruttare e valorizzare il proprio territorio (anche all’interno di parchi nazionali) con uno sviluppo sostenibile, il quale per definizione non lede la fruibilità e i bisogni dei posteri?

Concludo invitando tutti i sostenitori del no a visitare i luoghi interessati e a partecipare costruttivamente alle riunioni pubbliche organizzate dal comitato promotore cosa che non mi risulta sia stata fatta in passato (a parte rare eccezioni) per rendersi conto almeno di cosa si sta parlando piuttosto che scrivere articoli a carattere inquisitorio nei confronti dei promotori dell’iniziativa.»
Dario Teri, www.EtnaSci.it


24 Giugno 2005

RANDAZZO, IL PARERE DEL SINDACO

Agati: «Sì al terzo polo turistico nel pieno rispetto dell’ambiente»

Non si placano gli entusiasmi dopo che la quarta Commissione regionale al Territorio ed Ambiente, presieduta dall'on. Angelo Antonino Beninati, ha approvato il disegno di leggere presentato dagli onorevoli Lino Leanza e dell'on. Salvo Fleres che chiedeva l'istituzione di una zona "C" altomontana nel versante nord ovest dell'Etna.
Alla soddisfazione espressa dai sindaci di Maletto e Bronte si associa anche il primo cittadino di Randazzo, prof. Salvatore Agati, che approfitta per ribadire come un Polo turistico in questo versante non penalizzi certamente la salvaguardia ambientale: «La nascita del Terzo Polo Turistico - ci dice, infatti, Agati - non vuole assolutamente dire distruzione dell'Ambiente. Anzi, tutt'altro! La salvaguardia e la tutela della nostra natura sono e saranno sempre al centro dell'attività amministrativa e politica della nostra zona. Gli interventi per realizzare delle piste, infatti, sono studiati su canaloni naturali e non prevedono alcun abbattimento di alberi o comunque distruzione dell'ambiente e delle risorse naturali esistenti».
Per Agati neanche il fatto che gli impianti si dovrebbero realizzare all'interno di un'area protetta come il Parco dell'Etna è motivo di pregiudizio: «Già - risponde - questo non vuol necessariamente dire che debba essere danneggiato l'ambiente: cosa, peraltro, già abbondantemente testimoniata anche dalla presenza di impianti simili in altre regioni del Nord Italia, come per esempio in Valle D'Aosta, Trentino Alto Adige, Lombardia, Toscana, Piemonte, dove esiste già una realtà ben consolidata di sviluppo economico derivante proprio dall'attività turistico-invernale. La nascita ed il potenziamento di un maggiore sviluppo economico locale, dovuto anche a tutto l'indotto che si metterebbe in moto, creerebbe, così, un ciclo produttivo del tutto virtuoso. Ed è questo - precisa Agati - il principale obiettivo che intendiamo raggiungere, anche perché, dalle nostre parti, com'è risaputo, non vi sono altre vie di sviluppo».
Per Agati inoltre la realizzazione del terzo Polo turistico renderebbe giustizia alla gente di un territorio che ha visto realizzare impianti da sci dove la neve dura pochissimo, impianti che comunque servono per creare un circuito turistico di livello.
«Il nostro - aggiunge Agati - essendo il versante più esposto a tramontana, e quindi ai freddi venti del nord, è quello con la posizione più favorevole alla durata dell'innevamento: cosa, questa, che non è assolutamente d'a trascurare. Terzo Polo Turistico, infine, non vuole assolutamente dire essere alternativi agli altri due già esistenti. Anzi, i tre Poli potrebbero benissimo lavorare in piena collaborazione, senza che l'uno leda gli interessi degli altri». [Gaetano Guidotto, La Sicilia]


La LIPU CONTRARIA AL DDL SULL'ISTITUZIONE DEL 3° POLO

Lettere a del 24 Giugno 2005

«Etna, contro il terzo polo»

Due Disegni di Legge all'Assemblea Regionale Siciliana presentati dagli onorevoli Leanza e Fleres prevedono la modifica della Legge sui parchi per la creazione di altri due poli turistici (zone C altomontane), oltre a quelli di Nicolosi e Linguaglossa, da realizzare nel Parco dell'Etna: il terzo polo a nord-ovest del cratere ed il quarto polo a sud-est. Verrebbero tagliuzzate e cancellate le aree più integre e selvagge che costituiscono il vero Parco naturale, dove sono presenti specie animali e vegetali uniche al mondo. Si dovrebbero realizzare improbabili piste da sci quando sappiamo bene che stiamo attraversando una fase di riscaldamento globale, in luoghi con pendenze impossibili anche per gli sciatori provetti e dove la realizzazione di piste da sci e per gli automezzi creerebbero degli stravolgimenti paesaggistici enormi. Si vuole innescare un ulteriore assistenzialismo fatto di risorse per le ricostruzioni invece di fare arrivare risorse economiche direttamente all'interno dei paesi per attrezzarli come paesi albergo, con servizi, con cucina tipica locale, ecc. La Lipu propone ormai da diversi anni di perseguire un modello di sviluppo stabile e duraturo basato sulla riqualificazione e sulla creazione di offerta turistica all'interno dei centri abitati attorno all'Etna, evitando di aggredire il Parco e di creare all'interno di esso altre infrastrutture che lo snaturerebbero. Le suddette proposte di Legge prevedono che quel poco di naturale che è rimasto nel territorio etneo venga tagliuzzato, smembrato da strade, ristoranti, parcheggi. funivie, edifici, ecc. Non è bastata l'antropizzazione selvaggia effettuata negli ultimi decenni che ha trasformato gran parte del territorio in una immensa area metropolitana. La Lipu ha chiesto pertanto un'audizione al presidente della IV Commissione Legislativa dell'Ars, che dovrà esaminare le proposte di legge, per esporre le proprie motivazioni al fine di evitare una ulteriore aggressione al territorio ed al Parco.
Ing. Giuseppe Rannisi, delegato Lipu sez. di Catania


22 Giugno 2005

Entusiasmo nei comuni interessati

La Commissione regionale Territorio ed Ambiente approva il DdL sul Terzo Polo Turistico

Adesso la proposta andrà in aula

E’ arrivato il primo autorevole si sulla realizzazione del Polo turistico del versante nord ovest dell’Etna. La quarta commissione regionale “Territorio ed Ambiente”, presieduta dall’on. Angelo Antonino Beninati, ha approvato il disegno di legge presentato dagli onorevoli Lino Leanza e Salvo Fleres che chiedeva l’istituzione di una zona “C” altomontana nel versante dell’Etna. La commissione si è riunita proprio questa sera, ed intorno le 19 si è espressa favorevolmente sulla proposta che adesso, prima di essere approvata definitivamente, dovrà superare l’esame dell’Assemblea regionale. La notizia ha creato entusiasmo nei comuni interessati. “Possiamo considerare il si della Commissione una tappa fondamentale per l’auspicata approvazione di un progetto – dice il senatore Firrarello, sindaco di Bronte – che tanto fervore ed interesse ha suscitato nella popolazione. Un ringraziamento va dunque all’assessore Cascio, ma soprattutto al presidente Beninati, ed a tutti i componenti della IV Commissione che si sono espressi favorevolmente. Speriamo – continua – che martedì la conferenza dei capigruppo inserisca il disegno di legge nei lavori dell’Assemblea regionale, facendo si che questo venga approvato prima delle ferie estive. Questo - conclude il senatore - è il primo passo per costruire il grande progetto di sviluppo di questo territorio”. Neanche il sindaco di Maletto Giuseppe De Luca riesce ha placare gli entusiasmi: “Vediamo oggi – afferma – riconosciuta la validità della nostra proposta in un territorio che in questi anni è stato eccessivamente sacrificato non in nome della salvaguardia ambientale, che noi pretendiamo, ma della mummificazione del territorio, che rifiutiamo. I nostri avi ci hanno insegnato a rispettare l’Etna, altri ci hanno impedito di viverla. Fino ad oggi poi sono stati utilizzati due pesi e due misure: troppo nel versante sud, fino a deturparlo senza che qualcuno abbia protestato, e troppo poco nel nostro. E’ arrivato il momento di fare giustizia”.

Da lettere a del 23.6.2005

«Per l'Etna vanno valorizzate le risorse specifiche»

L'intervento del sig. Orazio Vasta presidente dell'Associazione Ethnikòs e i numerosi articoli sul "terzo polo" turistico sull'Etna, ultimo quello dell'11-06-05 che riferisce dell'adesione alla proposta del ministro on. Miccichè che da Bronte auspica la costruzione di piste da sci, campi da golf e casinò, ci spingono da cittadini etnei, a formulare alcune brevi conside­razioni. Ovviamente ogni iniziativa che tende a sviluppare e promuovere il turismo sull'Etna non può che vederci d'accordo, specie in tempi di mercato globale. Però da cittadini che hanno vissuto tutte le vicende che si sono svolte sulla nostra terra durante questi 59 anni di autonomia siciliana, ci permettiamo innanzi tutto ricordare che l'Etna è un'area naturale protetta la cui fruizione, anche in senso turistico, deve rispondere a criteri di sostenibilità ambientale. In secondo luogo occorre precisare che, in anni in cui anche le opere pubbliche vengono spesso finanziate da capitali privati, affrontare la questione di un "polo turistico", con i conseguenti investimenti di capitali, presuppone la predisposizione di piani di fattibilità economica tali da garantire il ritorno economico degli investimenti ed a attirare i capitali privati.
Lo sport invernale sull'Etna e in altre località consimili non ha più la valenza economica che aveva fino a pochi anni addietro. Qualunque pista da sci sull'Etna, a Nicolosi come a Bronte, si trova ad affrontare la concorrenza di stazioni sciistiche più a lungo innevate, inserite in comprensori molto vasti in cui lo sciatore può passare non solo, da una località all'altra senza alcuna formalità, ma anche da uno sport all'altro. A questo va aggiunta la diminuzione dei costi dei passaggi aerei che ha reso più competitive tali località. In tempi di competizione globale pensiamo che occorra differenziare l'offerta puntando a valorizzare le caratteristiche tipiche del territorio etneo, e le sue diversità, puntando ad un sistema integrato di sviluppo nella cui ottica la stessa concezione di più poli turistici sull'Etna deve venire meno per lasciare il posto ad una strategia complessiva che metta insieme le diverse potenzialità del territorio, utilizzi l'esistenza del Parco dell'Etna come valore aggiunto e si raccordi sinergicamente con le realtà turistiche ed economiche circostanti, in particolare la zona ionica, Catania e Taormina, puntando così a garantire lo sviluppo economico e sociale di tutte le comunità etnee. Sarebbe auspicabile un'azione sinergica del Parco dell'Etna e di tutti i Comuni etnei, perché le risorse che rendono unica l'Etna vengano valorizzate, tipicizzate e quindi anche tutelate.
L'Etna significa innanzi tutto il vulcano, la lava, la frutta, il pistacchio, il vino, la storia, i reperti archeologici (pensiamo ad Adrano), il paesaggio unico, la flora, la fauna, ecc. Crediamo cioè che bisogna tutelare e "vendere" meglio quello che abbiamo superando i campanilismi, unendo le forze in un mondo che diventa sempre più piccolo e nel quale emergono sempre più le diversità e non l'omologazione. Nino Borzì, Ass. Culturale L'Unione per Nicolosi

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14 Giugno 2005

SULL'ISTITUZIONE DEL 3° POLO TURISTICO CI SCRIVE DA MALETTO SALVATORE SPATAFORA, MEMBRO DEL COMITATO PROMOTORE

"Leanza e Fleres si sono fatti interpreti delle istanze sempre più crescenti delle popolazioni interessate"

“Un Parco pieno di divieti e carente di opportunità con comuni emarginati e lasciati al loro destino”

Ai DS: “Trovo infondate le loro preoccupazioni” - “Non si può essere sempre e comunque contrari a tutto a priori”

Maletto e la zona Nord-Ovest dell'EtnaIl disegno di legge presentato all’Ars dagli onorevoli Leanza e Fleres per la istituzione di una zona C Altomontana nel versante Nord-Ovest dell’Etna sta scatenando una serie di posizioni ostili, riportate ampiamente sulla stampa. Pare ormai che tutti si sentano in diritto di dire la propria sul destino e sulle prospettive di sviluppo di questo territorio e di alzare steccati insormontabili senza conoscere bene di cosa si stia parlando e soprattutto non tenendo nella giusta considerazione quali siano le legittime aspettative di un territorio e di una popolazione per lungo tempo fortemente penalizzati.

Se la redazione della Sicilia me lo consente vorrei esprimere alcune precisazioni e fare chiarezza su alcune posizioni strumentali assunte in questi giorni. Sono un iscritto ai Democratici di Sinistra di Maletto, sono nato e ho sempre vissuto a Maletto, nel 2001 ho concorso insieme ad altri (molti con simpatie di sinistra) alla costituzione del Comitato promotore per l’istituzione del 3° polo turistico nel versante Nord-Ovest dell’Etna.

L’iniziativa nasceva dalla palese esigenza di dare un adeguato riscatto alle popolazioni di questo versante soprattutto di quelle malettese che negli anni era stata maggiormente penalizzata e marginalizzata rispetto al resto della Provincia, con l’istituzione del parco dell’Etna, che previsto con legge Regionale del 1981, era stato visto da molti di noi con favore, come lo strumento idoneo a consentire la salvaguardia dell’ambiente e uno sviluppo economico sostenibile dei comuni facenti parte. L’amara constatazione è stata che negli anni (e venti sono lunghi) il Parco è divenuto uno strumento burocratico di oppressione di qualsiasi iniziativa economica nel territorio da parte della popolazione, un Parco pieno di divieti da una parte e carente di opportunità dall’altra. Un parco dove la presenza dell’uomo, che fino allora aveva gelosamente salvaguardato dalle devastazioni (che invece erano state perpetuate in altri versanti) e che ha consegnato all’umanità un paesaggio unico e un territorio integro, all’interno di esso la presenza dell’uomo è divenuta quasi indesiderata e fastidiosa.
Mentre a Catania
si costituiva l’area Metropolitana tra la città e 18 comuni della cintura, a Fiumefreddo si progettava un mega Parco tematico dei divertimenti, a Riposto il porto turistico, negli altri versanti (Linguaglossa e Nicolosi ) l’ennesima ricostruzione e , anzi, perché no l’ampliamento, nel versante Nord Ovest dell’Etna invece il buio totale, i Comuni di Maletto, Bronte, Randazzo e Maniace emarginati e lasciati al loro destino. La presenza in questo versante di neve fino a primavera inoltrata dava la consapevolezza che questa zona potesse meglio prestarsi alla pratica dello sci di discesa, sport che attira parecchi appassionati specie se collegata ad una serie di percorsi e circuiti adeguati quali, la valorizzazione dei beni culturali della zona,(Castello Nelson, centro storico medievale di Randazzo), valorizzazione dei prodotti tipici locali attraverso percorsi eno-gastronomici, degustazione pistacchio di Bronte, fragola di Maletto, vino di Randazzo e Castiglione di Sicilia, formaggi e salumi di Maniace, etc. Integrazione con altri parchi come il Parco dei Nebrodi (di cui fanno parte anche Bronte, Maniace e Randazzo), Parco dell’Alcantara di cui fa parte Randazzo. Tutto questo potrebbe contribuire alla nascita di un turismo diverso dal solito “mordi e fuggi”, a creare un turismo “stanziale” che permetta ai turisti di passare tre, quattro giorni e perché no, anche una settimana nelle nostre zone.
Nelle nostre intenzioni c’è che il nostro patrimonio naturalistico ed ambientale vada salvaguardato (che è cosa diversa da imbalsamato) e della sua integrità anzi ci sentiamo i veri custodi. Creare un impianto di risalita per poter praticare gli sport invernali non vuole dire per forza cementificazione e distruzione. Questo non è nelle nostre intenzioni, e non lo è stato nei fatti in altri luoghi. Non penso che le piste da sci create nella Valle D’Aosta e il Trentino Alto Adige e nello stesso Abruzzo siano un esempio pessimo da non imitare. Riguardo alle temute colate laviche, segnalo che nel versante di Maletto l’ultima colata risale a circa 150 anni, la parete del vulcano finora si è mostrata forte. In questi quattro anni come Comitato ci siano confrontati con conoscitori della nostra Montagna e abbiamo individuato siti dove non sarà toccato un albero e deturpato un bel niente, di alberghi sontuosi non si è mai parlato, si è invece parlato del recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico dei nostri centri urbani, che vengono progressivamente abbandonati a causa dell’inesauribile spopolamento.Vedere sui giornali articoli di stampa del Gruppo DS alla Provincia che bolla come demagogiche le nostre iniziative lo trovo stupefacente cosi come trovo infondate le loro preoccupazioni. Sentire che l’On. Villari interroghi il Presidente della Regione e l’Assessore al territorio ed ambiente circa il tentativo di cementificare il versante Nord-Ovest lascia esterefatti.
Per onore della verità bisogna dire che fin dalla nascita il comitato ha cercato il confronto con tutte le forze politiche. Lo stesso On.le Villari nelle manifestazioni pubbliche tenutesi a Maletto (due volte), a Bronte e a Randazzo altre due volte, è stato regolarmente invitato a partecipare e per tutte e quattro volte lo stesso non ha ritenuto di partecipare. In quelle sedi avremmo potuto conoscere la sua opinione in materia e probabilmente accogliere anche i suoi suggerimenti. Lo stesso ha ritenuto che non valesse la pena confrontarsi con i cittadini di questa zona (eppure mi risulta che molti di loro lo hanno votato, compreso il sottoscritto), stesso discorso vale per il consigliere provinciale dei DS alla Provincia Giovanni Germanà che seppur invitato non ci ha onorato della sua presenza e del suo contributo validissimo di idee.
L’On.le Pignataro non merita risposta perché dal tenore della dichiarazione ho capito che sconosce l’argomento e l’oggetto della discussione e probabilmente non conosce Maletto e nemmeno il nostro versante dell’Etna; qualcuno forse lo ha informato male. Perché gli stessi Pignataro e Villari non hanno sentito il dovere morale oltre che democratico di consultare gli iscritti, le sezioni, i simpatizzanti, gli elettori di questa zona? Bisognava a mio parere sentire il clima che si respira tra la gente, tra gli operatori economici, tra i ceti produttivi di questi paesi. No tutto questo non ha valore, perché nei DS i soli ad avere cittadinanza sono i “custodi dell’ortodossia ambientale”.
Non si può essere sempre e comunque contrari a tutto a priori, e a ogni ipotesi di modifica dello status quo. Se nel frattempo nella totale assenza dal dibattito dei DS, altri (Leanza e Fleres cui va il giusto ringraziamento e il meritato riconoscimento per il coraggio dimostrato) si sono fatti interpreti delle istanze sempre più crescenti che venivano dalle popolazioni interessate e hanno in qualche modo cavalcato l’onda presentando un disegno di legge in materia all’ARS, questa non è una colpa a loro imputabile; in politica gli assenti hanno torto e gli spazi lasciati liberi vengono da altri colmati.

Se il disegno di legge lo avesse presentato l’On.le Villari io e gli altri componenti del comitato non ci saremmo offesi, anzi ne saremmo stati felicissimi. Invito i gruppi dirigenti dei DS a fare una attenta analisi su tutta la vicenda e a ricostruire il rapporto con le popolazioni di questo versante ed attenzionare i loro bisogni e le loro aspettative, un partito di massa non può appiattirsi sempre sulle posizioni di una minoranza ambientalista e diciamolo pure anche un pò integralista, ma ascoltare il disagio che viene dalle fasce deboli di queste zone, dai disoccupati, dai giovani che nell’incertezza sul futuro, hanno una sola certezza, quella di dover lasciare quanto prima i loro paesi d’origine per trovare altrove le opportunità che in questo territorio vengono loro negate. Per questi motivi sollecito l’On.le Villari a voler sostenere e votare in aula all’ARS il disegno di legge di istituzione della zona C altomontana nel versante Nord-Ovest dell’Etna, l’unica strada per poter rilanciare questa zona dal decadimento e dall’abbandono.

Salvatore Spatafora, Iscritto alla sezione DS di Maletto, membro del Comitato promotore per la realizzazione del 3° polo turistico


14 Giugno 2005

PARCO DELL'ETNA

Interrogazione su difesa legge istitutiva

L'on. Giovanni Villari ha presentato una interrogazione urgente diretta al Presidente della Regione e all'assessore regionale al Territorio e ambiente per sapere "se non ritengano opportuno e necessario difendere la legge istitutiva del Parco dell'Etna con il massimo rigore istituzionale, politico e scientifico; assicurare le risorse necessarie per aiutare l'Ente Parco a presentare progetti e iniziative che valorizzino il turismo nel pieno rispetto del territorio; aiutare i comuni interessati ad avanzare proposte diversificate che invoglino gli appassionati di turismo alternativo a soggiornare nel territorio interagendo con l'economia locale; proteggere e valorizzare, mettendo in atto ogni strumento possibile, il grande patrimonio ambientale rappresentato dall'Etna e dal suo parco".
La questione è relativa ai due disegni di legge presentati all'Ars da parlamentari di centrodestra che prevedono la possibilità di creare insediamenti turistici e alberghieri nel territorio di Punta Lucia e nel versante nord-occidentale dell'Etna. "Dalle colate di lava a quelle di cemento. Si vuole costruire nell'unico lembo incontaminato del Parco dell'Etna. Due anni fa gli ambientalisti protestarono con grande veemenza quando l'on. Daniela Santanchè voleva creare il «Villaggio delle stelle» che prevedeva tende e barbecue. Oggi si parla di alberghi e cemento. Mi auguro che anche adesso facciano sentire la loro voce contro la cementificazione dell'Etna. Il regolamento del Parco dell'Etna è rigido e non è ammissibile la sola idea di costruire alberghi”.


13 Giugno 2005

Parco dell'Etna, Villari: no all'assalto del cemento

(mcia) Il deputato regionale Giovanni Villari ha presentato una interrogazione al presidente della Regione e all'assessore regionale al Territorio per sapere come intende la Regione intervenire per difendere la legge istitutiva del Parco dell'Etna, assicurando le risorse necessarie per aiutare l'Ente a presentare progetti e iniziative che valorizzino il turismo nel pieno rispetto del territorio. «Dalle colate di lava a quelle di cemento. Si vuole costruire nell'unico lembo incontaminato del Parco dell'Etna. Due anni fa gli ambientalisti protestarono con grande veemenza quando sull'Etna il centrodestra voleva creare il Villaggio delle stelle, che prevedeva tende e barbeque; oggi si parla di alberghi e cemento».

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10 Giugno 2005

Il Ministro Miccichè in visita ufficiale a Bronte

“Si allo sviluppo, si al Terzo Polo"

Il Ministro allo Sviluppo e Coesione territoriale, on. Gianfranco Miccichè, al Comune di Bronte in visita ufficiale, accoglie in pieno le proposte formulate del sindaco di Bronte, senatore Pino Firrarello, mirate a chiedere investimenti da parte del Governo nazionale per realizzare quelle infrastrutture necessarie allo sviluppo del territorio. Micciché ha anche apprezzato le proposte di realizzare un Polo turistico sul versante nord ovest dell’Etna che permetta la pratica dello sci, ed il circuito del golf.
“Presentate i progetti alla Regione siciliana. – ha dichiarato Miccichè – Noi come Governo ne chiederemo l’adozione. Questo Governo – ha continuato il ministro – intende investire su un turismo finalmente destagionalizzato. Per questo vanno bene i campi da golf e benissimo i casinò”. Alla manifestazione hanno partecipato i sindaci di Castiglione di Sicilia, Salvatore Barbagallo, di Maletto, Pippo De Luca, e di Maniace Salvatore Pinzone Vecchio. Con loro l’on. Ilario Floresta e l’on. Lino Leanza insieme con gli altri assessori di Bronte ed ai consiglieri comunali eletti. Presenti anche i rappresentanti delle forze dell’ordine di Bronte per un incontro che ha portato su un tavolo nazionale tutti i programmi di sviluppo di un intero comprensorio.
Il ministro non si è sottratto alle sollecitazioni di Firrarello, che gli ha posto quesiti d’interesse comprensoriale. “Berlusconi, – ha affermato in apertura il senatore - affidando il ministero allo Sviluppo a Miccichè, ha fatto un grande regalo alla Sicilia. Nel meridione i problemi sono tanti e rischiano di cancellare l’imprenditoria, non più sorretta da un valido sistema bancario. Il nostro pistacchio, fra i più pregiati al mondo, subisce la sleale concorrenza di altri paesi. Il meridione d’Italia deve continuare ad essere obbiettivo uno per l’Ue perché abbiamo bisogno di quegli aiuti necessari alla crescita".
Vogliamo – aggiunge il senatore - realizzare il terzo Polo turistico sull’Etna, valorizzare il Castello Nelson ed il Real Collegio Capizzi. Ci sono – conclude - i Comuni di questo comprensorio che chiedono servizi ed infrastrutture, ed abbiamo l’esigenza della disponibilità del Governo per garantire le copertura finanziarie dei tutti i nostri progetti e soprattutto di quelli della nostra Ferrovia Circumetnea, che sta facendo un grande sforzo per collegare al meglio questo territorio a Catania ed all’aeroporto”. “Il fondo unico per il sud – ha risposto Miccichè – è stato istituito per chi ha progetti e voglia di spendere. L’autostrada Palermo Messina ne è l’esempio. Ben venga lo sviluppo della Circum, ben venga un dibattito serio su come combattere chi copia i nostri prodotti e poi li vende a prezzi irrisori. Realizzeremo un accordo con alcune banche affinché i prestiti alle imprese del sud siano gravati degli stessi tassi di interesse di quelli del nord. I soldi signori ci sono, – conclude – basta avere i progetti”.

9 Giugno 2005

IL MINISTRO IN VISITA UFFICIALE AL COMUNE DI BRONTE SARA' RICEVUTO DAL SINDACO PINO FIRRARELLO

Miccichè in visita a Bronte

Firrarello: “Puntiamo a sviluppare questo territorio”

Visita ufficiale presso il Comune di Bronte del ministro allo Sviluppo e Coesione territoriale, on. Gianfranco Miccichè, ricevuto domani pomeriggio (10 giugno) alle ore 16 e 30 dal neo sindaco di Bronte, senatore Pino Firrarello e dalla sua Giunta.
L’incontro servirà per “strappare” al Ministro impegni precisi per lo sviluppo di Bronte e del territorio circostante, come da programma elettorale presentato dal senatore: “Bronte nel suo complesso – dice Firrarello – ed il territorio dei Comuni vicini si prestano al turismo legato all’ambiente, all’enogastronomia ed ai prodotti agricoli di qualità. Abbiamo i parchi ed una vocazione turistica inconfutabile. Mancano però infrastrutture e servizi, mancano gli impianti da sci nel versante dell’Etna dove si può sciare fino a primavera, ed una efficiente rete di trasporti che integri la costa e l’area Metropolitana con questo territorio. In questo senso – continua - credo che debba essere premiato lo sforzo che sta compiendo la Ferrovia Circumetnea, che a settembre presenterà il piano industriale per collegare al meglio i paesi dell’Etna e far viaggiare sulle rotaie le merci.
Al Ministro insomma chiederemo che il Governo Berlusconi continui a dimostrare l’impegno e la sensibilità nei confronti della Sicilia e di questo territorio in particolare, che in futuro dovrà saper trasformare in economia i flussi turisti che arriveranno a Catania e Messina ed offrire i giusti servizi agli imprenditori in ogni settore. Affinché ciò si verifichi, – conclude Firrarello – nel pieno rispetto dell’ambiente, abbiamo bisogno di strade e ferrovie e del Polo turistico del versante nord ovest dell’Etna”.


13 Giugno 2005

ETNA - Accolte dal ministro Miccichè le richieste del sindaco di Bronte
Via libera al terzo polo turistico
Il Ministro allo Sviluppo e Coesione territoriale, on. Gianfranco Miccichè, ieri in visita nel centro etneo, accoglie le proposte del neo sindaco di Bronte e compagno di partito, Pino Firrarello, (...)


11 Giugno 2005

Turismo, sviluppo, golf, sci e casinò. La visita ufficiale del ministro Miccichè, spalanca le porte al futuro del “Terzo polo turistico”
«Il regno del golf e dei casinò»
Bronte. Il ministro Miccichè: «Favorevolissimo al 3° polo turistico: dovete solo presentare i progetti»
Il Ministro allo Sviluppo e Coesione territoriale, on. Gianfranco Miccichè, al Comune di Bronte in visita ufficiale, accoglie in pieno le proposte formulate del sindaco di Bronte, senatore Pino Firrarello. Miccichè ha anche apprezzato (...)


11 Giugno 2005

I propositi. Campi da golf e casinò per un turismo destagionalizzato.
Bronte, il ministro Miccichè in visita
Il Ministro allo Sviluppo e Coesione territoriale, on. Gianfranco Miccichè, ieri in visita nel centro etneo, accoglie le proposte del neo sindaco di Bronte e compagno di partito, Pino Firrarello, di chiedere investimenti da parte del governo nazionale per realizzare infrastrutture necessarie allo sviluppo del territorio brontese. In particolare il ministro Miccichè ha apprezzato (...)


11 Giugno 2005

Bronte, sul polo turistico le critiche di Bellia
Bronte. (cagr) Sul terzo polo turistico a Bronte è critico Concetto Bellia, presidente del Parco dell'Etna, area in cui ricadrebbe il fatidico terzo polo. "A mio modesto parere - dice Bellia - anche supponendo che non parliamo di area protetta, prima di pensare a impianti e infrastrutture bisognerebbe studiare la “sostenibilità” a 360 gradi di questo progetto. Di cattedrali nel deserto non abbiamo bisogno". L'idea di cambiare la zonizzazione del Parco proprio non piace a Bellìa. "Tanto più che tutti quelli che avrebbero dovuto dare un parere non sono mai stati contattati. Se è vero che il terzo polo può dare sviluppo, qualcuno me lo deve dimostrare. Carte alla mano".


10 Giugno 2005

Etna: Polo turistico sul versante nord-ovest, i Ds alla Provincia sono contrari
I Ds si schierano contro la realizzazione del Polo turistico del versante nord dell'Etna proposto all'Assemblea regionale da un disegno di legge degli onorevoli Salvo Fleres e Lino Leanza. In una nota il gruppo consiliare dei Ds alla Provincia Regionale di Catania, infatti, ha espresso viva preoccupazione. "Una simile iniziativa, - scrive il capogruppo Giuseppe Pignataro - vanificherebbe l’esistenza stessa del Parco dell'Etna. La premessa inoltre,cioè che gli impianti da sci da discesa promuoverebbero un notevole sviluppo economico nei comuni interessati, è infondata e demagogica, considerato che si tratterebbe soltanto di un turismo mordi e fuggi". Per i Ds rimangono sempre preoccupazioni legate alla «vivace e continua attività vulcanica dell'Etna» che «renderebbero assolutamente sconsigliabile la creazione di piste da sci a poche centinaia di metri dai crateri sommitali». Infine chiedono "che si proceda ad un serio momento di verifica sul piano tecnico scientifico delle caratteristiche dell'iniziativa allo scopo di garantire la salvaguardia del patrimonio naturalistico".


17 Giugno 2005

SPECULAZIONI AMBIENTALI - Il Wwf Sicilia denuncia il tentativo di cementificare il Parco dell’Etna. Un progetto che passa da due disegni di legge presentati all’Ars

Parco d’alberghi

Sotto accusa i deputati Fleres e Leanza. Corre ai ripari il diessimo Villari che chiede l’intervento di Parlavecchio

La zona del previsto 3° PoloPalermo. I colpevoli hanno il volto di Salvo Fleres e Lino Leanza, il primo esponente di Forza Italia, il secondo dell'Udc. Entrambi catanesi. A puntare il dito contro i due deputati regionali è il Wwf Sicilia che ha denunciato gli «onorevoli Salvo es e Lino Leanza» per aver presentato due progetti di legge, in discussione in questi giorni in IV Commissione Ambiente e dell'Assemblea regionale siciliana, con i quali, con il pretesto di sviluppare due nuovi poli turistici, vanno all'assalto del Parco dell'Etna, una delle più importanti aree protette d'Europa». La denuncia dell'associazione ambientalista è dura ma anche circostanziata: «I due parlamentari regionali, ispirandosi all'onorevole Giulio Tremonti, che voleva vendere le spiagge, - dice il presidente del Wwf Sicilia, Franco Russo - vogliono fare altrettanto, proponendo di apportare gravissime quanto irreversibili manomissioni alle carte fondanti del Parco stesso».
Secondo Russo «nelle aree salvate grazie all'istituzione del Parco dalla "villettizzazione", dalla cementificazione, dalle strade e dalle speculazioni in genere, si vogliono adesso realizzare in zone A di protezione integrale, intorno a 1.800 metri di quota, nei territori dei Comuni di Zafferana, Milo, Sant'Alfio, Maletto, Bronte, Randazzo e Maniace alberghi, parcheggi, impianti sciistici». «I due nuovi Attila" - continua il Wwf - propongono, dunque, di azzerare il Piano regolatore del Parco, in fase di approvazione all'Assessorato all'Ambiente. Facciamo appello a tutte le forze politiche affinché non consentano un ritorno agli anni più bui della Regione, anni che pensavamo di aver lasciato alle spalle per sempre». Un appello che comunque è anche una promessa. O forse più una minaccia. Il consiglio regionale del Wwf Sicilia, infatti, si riserva «altre ed opportune azioni» mentre annuncia una seduta straordinaria a Catania «per un più approfondito esame della gravissima situazione venutasi a determinare».
A rispondere all'appello del Wwf è stato per primo il deputato regionale dei Ds, Gianni Villari, che ha presentato un'interrogazione urgente al presidente della Regione e all'assessore regionale al Territorio, Mario Parlavecchio chiede di «proteggere e valorizzare, mettendo in atto ogni strumento possibile, il grande patrimonio ambientale rappresentato dall'Etna ed evitare che ulteriori urbanizzazioni possano stravolgere l'area del Parco regionale». Secondo i disegni di leggi Fleres e Leanza, gli insediamenti turistico-alberghieri dovrebbero sorgere nel territorio di Punta Lucia e nel versante nord-occidentale dell'Etna. In passato, la zona di salvaguardia dell'Oasi del Simeto ai piedi dell'Etna era salita agli onori della cronaca per una campagna di abbattimento delle decine di costruzioni abusive realizzate nell'area di riserva.


10 Giugno 2005

IL PRESIDENTE CONTRO DISEGNO DI LEGGE

Parco dell'Etna, il Wwf: vogliono cambiare il Prg

Il presidente del Wwf Sicilia, Franco Russo, scende in campo contro due progetti di legge, in discussione in questi giorni presso la IV Commissione Ambiente e Territorio dell'Ars, presentati dai deputati Fleres (Fi) e Leanza (Udc). Secondo Russo, infatti, i due deputati «con il pretesto di sviluppare due nuovi poli turistici, vanno all'assalto del Parco dell'Etna, una delle più importanti aree protette d'Europa, proponendo di apportare gravissime quanto irreversibili manomissioni alle carte fondanti del Parco stesso».
I due poli turistici in questione sono quello «Sud-est dell'Etna» e quello «Nord-ovest dell'Etna». «Stravolgendo venti anni di corretta politica della Regione Siciliana in tema di aree protette e con buona pace dell'assessore regionale al Territorio e Ambiente, che si è fatto promotore di una costosa campagna pubblicitaria in favore di un turismo sostenibile, i due nuovi "attila" propongono, dunque, di azzerare il Piano regolatore del Parco (Piano Territoriale di Coordinamento), in fase di approvazione presso 1'Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente». Dal Wwf, il cui Consiglio regionale è stato convocato a Catania per approfondire la situazione, arriva, quindi, un appello a tutte le forze politiche «affinchè non consentano un ritorno agli anni più bui della Regione».


10 Giugno 2005

DENUNCIA DEL WWF

Parco Etna a rischio

Palermo - «Gli onorevoli Salvo Fleres (FI) e Lino Leanza (Udc) hanno presentato due progetti di legge con i quali, con il pretesto di sviluppare due nuovi poli turistici, vanno all'assalto del Parco dell'Etna, una delle più importanti aree protette d'Europa». Lo denuncia il WWF-Sicilia. «I due parlamentari regionali, ispirandosi all'on. Giulio Tremonti, che voleva vendere le spiagge - dice il presidente del WWF, Franco Russo - vogliono fare altrettanto, proponendo di apportare gravissime quanto irreversibili manomissioni alle carte fondanti del Parco stesso». Secondo Russo «nelle aree salvate grazie all'istituzione del Parco dalla "villettizzazione", dalla cementifica­zione, dalle strade e dalle speculazioni in genere, si vogliono adesso realizzare in zone A di protezione integrale, intorno a 1.800 metri di quota, nei territori dei Comuni di Zafferana, Milo, Sant’Alfio, Maletto, Bronte, Randazzo e Maniace alberghi, parcheggi, impianti sciistici». «I due nuovi "Attila" - continua il WWF - propongono, dunque, di azzerare il Piano regolatore del Parco, in fase di approvazione all'Assessorato all'Ambiente. Facciamo appello a tutte le forze politiche affinchè non consentano un ritorno agli anni più bui della Regione, anni che pensavamo di aver lasciato alle spalle per sempre». 


Sabato 4 Giugno 2005

CONFERENZA ANNULLATA

Etna Nord-Ovest: Quale futuro sostenibile?

Per la seconda volta nel giro di poche settimane un evento preannunciato ed organizzato dal Comitato promotore brontese del 3° Polo turistico "Sviluppo Etna Nord-Ovest", è stato inaspettatamente cancellato. Non è stato comunicato alcun motivo per l'inaspettato annullamento. Doveva tenersi nei locali del Circolo di Cultura "Enrico Cimbali" ed era stato preannunciato l'intervento dei sindaci dei comuni di Bronte, Maletto e Randazzo, degli stessi promotori di Sviluppo Aetna Nord-Ovest (Lazzaro, Sgro e Sindoni), del deputato regionale on. Lino Leanza (firmatario di un disegno di Legge per l'istituzione di un 3° Polo) e del presidente del Parco dell'Etna, Cettino Bellia.
Intanto il disegno di legge Leanza-Fleres per l'istituzione del Polo turistico approda in Commissione.


5 Giugno 2005

ASSEMBLEA REGIONALE. Piste da sci sul versante di Bronte

Maletto, per il terzo polo turistico disegno di legge già in Commissione

Il disegno di legge "Leanza-Fleres" per l'istituzione del terzo polo turistico sul versante nord-ovest dell'Etna da mercoledì è in Commissione Territorio e Ambiente dell'Assemblea regionale siciliana. Lo ha reso noto il presidente del "Comitato promotore per il terzo Polo turistico" di Maletto, Enzo Sgrò. La storia di questo comitato inizia nel luglio del 2001, mentre ad ottobre dello stesso anno, sempre a Maletto, venne organizzato il primo convegno per affrontare la tematica; negli anni a seguire, grazie alla sensibilizzazione del comitato malettese, altri comitati sono nati a Bronte e Randazzo.
Il presidente del Comitato, Enzo Sgrò - attualmente vice sindaco ("lombardiano" e vicinissimo al malettese Lino Leanza) in una Giunta di centrodestra guidata da Pippo De Luca (FI) - nel dar notizia sull'iter parlamentare ha spiegato: "Lo scorso marzo gli onorevoli Lino Leanza e Salvo Fleres (ex Udc, oggi per l'Autonomia il primo, forzista il secondo, n.d.r.) hanno presentato un disegno di legge per istituire quest'area turistica. Dal primo giugno, dopo circa due mesi, il documento è all'attenzione della IV Commissione (Territorio e Ambiente). Dopo l'esame del disegno da parte di quest'ultima se l'Assemblea accetterà l'eventuale proposta favorevole, il polo turistico del versante nord-ovest sarebbe realtà".
In caso di voto favorevole dei deputati di Sala d'Ercole, la competenza passerà al presidente della Regione, Totò Cuffaro, al quale spetta entro novanta giorni dall'entrata in vigore dalla legge definire l'area tra Bronte, Maletto, Maniace e Randazzo ricadente all'interno del parco dell'Etna, dove realizzare strutture turistico ricettive, culturali, aree di parcheggio nonché trasformazioni edilizie e impianti di risalita delle piste di sci. [Luigi Putrino]


Da LETTERE A del 18 Maggio 2005

Pista altomontanaAndate a ritemprarvi sull'Etna lungo la strada dei profumi

Provate a percorrere, in primavera, a passo turistico, le tortuose stradine che, arterie di verdeggianti polmoni d'agrumeti, stracolmi di zagara, primo fiore, si spingono dal mare a quota 300 ed arrampicatevi poi lungo la pedemontana che, a quota 1000 d'altitudine, vi porta, dolcemente, da Linguaglossa a Bronte.

Un viaggio, breve, da un'estasi all'altra. Un intenso profumo di zagara vi accompagna, senza lasciarvi, fino ai fianchi dell'Etna, dove si apre ai vostri occhi un'impareggiabile, selvaggia natura. Tra il nero cupo delle colate laviche, regali di più eruzioni, gialli cespugli di ginestra spuntano come tavolozze, su cui pare si posino soavi pennellate di Monet. Il percorso tra candelabri di «ferule», gigli di «asfodelo», campi di «sulla», solitari, superbi «papaveri» apre, a festa, i polmoni a spruzzi d'odorosa ginestra, mentre il penetrante profumo di zagara è fresco ricordo.

E' «la strada dei profumi» che consiglio, in primavera, ai turisti e a quanti hanno bambini, perché la magia dei profumi e dei colori lega queste piaghe ad un perenne ricordo. È un timbro indelebile che si fissa nell'anima e ritorna puntuale tutte le volte che un alito di vento vi regala, dovunque siate, la nostalgia del suo respiro.

Se si ha voglia e tempo, il breve percorso va fatto preferibilmente nelle ore fresche della mattinata o al tramonto, perché anche la natura ha le sue esigenze e ciascuna pianta in fiore regala il suo alito in determinate ore del giorno e talvolta della notte. Un orologio biologico che s'impara con l'esperienza e difficilmente si scorda, tant'è l'intenso urto delle sensazioni che se ne ricava. Io credo che anche questa è l'Etna, la Sicilia, talvolta persino sconosciuta: questi sono i nostri colori, i nostri profumi che nessuno ci potrà mai rubare o imitare. E' la carezza che la natura offre, senza chiedere, a chi ci viene a visitare, è l'alito della nostra anima che induce al ritorno, è preghiera delle piante che s'innalza, corale, in cielo. [Saro Pafumi] 

7 Maggio 2005

POLITICA & COMUNE

Botta e risposta per un convegno tra i candidati sindaco Leanza e Firrarello

Bronte, Etna e polemiche elettorali

Un convegno fantasma. Almeno per il diessino Turi Leanza, candidato sindaco di una parte del CentroSini­stra, che attacca con una nota il rivale Pino Firrarello, senatore di Forza Italia, anche lui in corsa per la «poltronis­sima» di Palazzo di Città e promotore.

Leanza scrive: «Un comitato promotore del terzo polo turistico Bronte-Maletto-Randazzo-Maniace avrebbe organizzato un convegno per il 5 maggio nei locali del liceo Capizzi al quale avrebbero dovuto prendere parte il presidente del Parco dell'Etna (Concetto Bella, n.d.r.), il vice presidente dell'Ars (Salvo Fleres, n.d.r.), il vice presidente della Regione Siciliana (Francesco Cascio, n.d.r.) e il candidato a sindaco della Casa delle Libertà. Il convegno, al quale erano stati invitati a partecipare i cittadini, i commercianti, gli artigiani, le associazioni e tutti gli operatori economici, non s'è tenuto !». Salvatore Leanza aggiunge: «Gli autorevoli esponenti istituzionali si sono dovuti prestare ad essere protagonisti per fini elettorali di una parte politica alla realizzazione di un demagogico spot elettorale». Uno «spot» che - secondo Leanza - si «sarebbe svolto nella sede della segreteria politica del candidato della casa delle Libertà senza che vi sia stata la possibilità del confronto con le categorie invitate all'incontro e con gli altri candidati alla carica di sindaco della nostra città».

Pino Firrarello replica: «La mia segreteria è, com'è noto, al Capizzi. Inoltre, a me interessava che Fleres e Cascio assumessero in pubblico l'impegno a portare in aula un disegno di legge semplicissimo, che consta di un solo articolo e istituisce il terzo polo etneo sul versante Bronte-Maniace-Randazzo. Quest'impegno l'hanno preso e a me premeva solamente raggiungere questo risultato nell'interesse del paese e dell'intera zona, con buona pace di Leanza, che chissà cosa voleva far diventare la nostra riunione».

«Impianti di risalita, campi di golf e altri attrezzature nell'area brontese - conclude Firrarello - rappresentano un'opportunità straordinaria. Peraltro, qui si trova la neve per quattro mesi l'anno e, per fortuna, non vi sono state colate laviche o terremoti». (albo)

COMITATO PROMOTORE
“TERZO POLO TURISTICO”
BRONTE-MALETTO- RANDAZZO- MANIACE
PERCHE’ UN SOGNO DIVENTI REALTA’

Il comitato promotore “TERZO POLO TURISTICO“ ha lo scopo di sensibilizzare gli organi Politici e Tecnici, per realizzare
IMPIANTI DI RISALITA PER LA PRATICA DI SPORT INVERNALI ANCHE NEL VERSANTE NORD OVEST DELL’ETNA, CREANDO UN CAROSELLO SCIISTICO UNITAMENTE A NICOLOSI E A LINGUAGLOSSA;
STRUTTURE NECESSARIE PER INCREMENTARE IL TURISMO SULL’ETNA NON SOLO NELLA STAGIONE INVERNALE.
L’attuazione dell’iniziativa crea uno sviluppo sociale, economico ed occupazionale di rilevante entità per tutto il territorio etneo.

PERTANTO

Si invitano i Cittadini, Commercianti, Artigiani, le Associazioni e tutti gli Operatori economici a partecipare all’incontro che si terrà
GIOVEDI’ 5 MAGGIO 2005 – ORE 18 - NEI LOCALI DEL LICEO CAPIZZI – BRONTE
INTERVERRANNO:
IL COMITATO PROMOTORE
On. SALVO FLERES V. Presidente ARS
Ing. CONCETTO BELLIA Presidente Parco dell’Etna
On. FRANCESCO CASCIO  V. Presidente Regione Siciliana
SEN. PINO FIRRARELLO candidato sindaco di Bronte


4 Maggio 2005

«Comitato Sviluppo Aetna Nord niente strumentalizzazioni»

«Niente strumentalizzazioni politiche all'interno del Comitato sviluppo Aetna nord ovest».
E' il verdetto finale dell'incontro organizzato dal coordinatore di Randazzo, nonché presidente della Confcommercio, Daniele Sindoni, cui hanno partecipato il coordinatore della sezione di Bronte, Benedetto Lazzaro, i presidenti delle Confcommercio di Bronte, Elio D'Aquino, e Maletto, Franco Cutraro, gli assessori comunali Alfino Scala e Renato Maccarrone, ed il sindaco della Città delle Fragole, Giuseppe De Luca.
In discussione la formalizzazione giuridica del Comitato. Proposta da Sindoni per affrontare la raccolta di firme a sostegno del disegno di legge presentato da Leanza e Fleres, ma anche, come ha dichiarato l'assessore Alfino Scala, per evitare che tanti, ad obiettivo raggiunto con la presentazione del disegno di legge, «salgano sul carro dei vincitori per meri obbiettivi politici».
A fare chiarezza il sindaco di Maletto. De Luca: «Questo Comitato è nato a Maletto per sensibilizzare la popolazione. Chiunque quindi può aderire e lavorare per raggiungere l'obiettivo, ma possono interloquire con le istituzioni soltanto i tre coordinatori di Bronte, Maletto e Randazzo insieme con i sindaci dei tre Comuni». La proposta è stata accettata e approvata. Assente perché impegnato il coordinatore di Maletto, Enzo Sgrò che, intervistato si è riservato ogni giudizio sull'esito dell'incontro affermando che una sola riunione non può comunque bastare per decidere argomenti così importanti. Intanto se a Bronte e Maletto sono state organizzate manifestazioni nelle piazze principali per raccogliere le firme, a Randazzo questa verrà organizzata dopo che i componenti del Comitato avranno raccolto un bel po di firme. [G. G., La Sicilia]


 21 Aprile 2005

RANDAZZO ADERISCE AL COMITATO

«Vogliamo un polo turistico sull’Etna nord-ovest»

Randazzo parteciperà attivamente alla battaglia intrapresa dal comitato Sviluppo Aetna nord ovest per convincere l'assemblea regionale siciliana ad approvare il disegno di legge che gli onorevoli Lino Leanza e Salvo Fleres hanno presentato per istituire una zona "C" turistica altomontana nel versante nord ovest dell'Etna. Questo purché però i randazzesi non vedano penalizzate, rispetto agli altri Comuni, le proprie aspettative. E' il risultato dell'incontro organizzato da Cettina Foti alla presenza del coordinatore del comitato di Maletto, Enzo Sgrò, il vice sindaco Grazia Emanuele ed il sindaco di Randazzo prof. Salvatore Agati. «Noi - ha affermato la Foti in apertura - da tempo abbiamo sostenuto l'ipotesi di un polo turistico sull'Etna. Del resto abbiamo la migliore neve, che permette di allungare rispetto agli altri versanti le stagioni invernali. Per questo invito la gente a sostenere la raccolta di firme che a Maletto ha già avuto inizio». Sgrò ha raccontato un pò la storia del comitato, ricordando che a Randazzo il movimento a fasi alterne ha fornito il proprio contributo e che adesso il coordinatore Daniele Sindoni sta collaborando per la raccolta di firme. «Randazzo è pronta a fornire il proprio contributo - però ha sostenuto alla fine Agati riscuotendo il consenso della platea - perché le nostre aspettative non vengano penalizzate. Il territorio di Randazzo può offrire impianti sia a valle, sia a monte. Le potenzialità di sviluppo devono essere per tutti i paesi equamente distribuite".
Ma a che punto è il disegno di legge presentato alla Regione? «Il disegno di legge - ci dice quest'ultimo - si trova depositato presso la quarta commissione regionale. Dopo le elezioni verrà indetta una conferenza dei capigruppo per stabilire il calendario dei lavori e quindi il percorso che questo disegno di legge dovrà seguire». [Gaetano Guidotto, La Sicilia]


20 Aprile 2005

MALETTO, SOPRALLUOGO DEL PRESIDENTE DEL PARCO

La pista da sci di fondo «off limits»

Chissà se avremmo mai la possibilità di sciare sul versante nord ovest dell'Etna. E non ci riferiamo alla complicata possibilità di realizzare impianti di risalita, ma di utilizzare le strutture esistenti, ovvero di poter sciare lungo la pista di sci da fondo che il Parco dell'Etna, anni fa quanto ancora era commissariato, ha istituito, disegnando un anello che da quota 1620 si spinge fino a quota 1700. Lungo 2.586 metri il tracciato ha inizio dalla panoramica pista altomontana per ritornarvi dopo aver costeggiato monte Maletto. Luoghi incantati ed incontaminati perché su questa pista non ha mai sciato nessuno, essendo praticamente irraggiungibile. Incuneata fra i costoni lavici ed immersa fra i pini protetti dai robusti cancelli della Forestale, d'inverno, ovvero quando la neve è più copiosa, è irraggiungibile sia in auto sia a piedi senza l'opportuna attrezzatura e tanto coraggio. Ottenendo l'autorizzazione ad accedere all'interno del demanio in auto ci si dovrà arrendere di fronte la prima neve che sulla strada in terra battuta e protetta dai muretti in pietra lavica è impossibile eliminare. Volendo ci si può avventurare a piedi, ma il percorso è lungo, difficile e in salita. Improponibile.
Ma allora a cosa è servito istituire la pista di sci da fondo se poi alla fine non può essere utilizzata? Per tentare di eliminare quest'interrogativo ieri mattina, sollecitato dal sindaco Giuseppe De Luca, è giunto a Maletto il presidente del Parco dell'Etna ing. Cettino Bellia accompagnato dai suoi I tecnici: «Il problema non è di facile soluzione - ci dice - Non mi preoccupano i cancelli della Forestale, ma la neve che come vedo qui si accumula in gran quantità, impedendo l'accesso. Ho dato mandato ai tecnici di verificare ogni possibile soluzione in quanto sono certo che questa pista potrebbe attirare un buon numero di turisti». Insomma la volontà a risolvere il problema c'è, con il sindaco De Luca che ritiene che d'inverno durante le domeniche di sole speciali bus potrebbero risolvere il problema: «L'unico sistema per far arrivare la gente fin quassù - afferma - è permettere a piccoli bus navetta 4x4 di accedere all'interno del demanio. Se la neve non è alta arriverebbero». Intanto per adesso la pista di sci da fondo di Maletto rappresenta un bellissimo sentiero primaverile fino al rifugio "Monte Maletto", bello perché immerso e quasi nascosto dagli alberi.


 27 Aprile 2005

Continua la raccolta di firme per il «Terzo polo turistico»

Firrarello: «E' un progetto che non è più rinviabile»

Continua la raccolta di firme da parte del Comitato Sviluppo Aetna nord ovest a favore del disegno di legge, presentato dagli onorevoli Lino Lenza e Salvo Fleres, sull'istituzione di una zona "C altomontana" nel versante nord ovest del vulcano ai fini della realizzazione del terzo Polo turistico.
Ad organizzare la petizione brontese il componente del Comitato Pippo Capace, che in poche ore di lavoro nella centralissima via Umberto ha raccolto qualcosa come 1000 firme. Fra queste quella del senatore Pino Firrarello, il quale sostiene palesemente che per lo sviluppo di questo territorio, che a causa della disoccupazione sta conoscendo nuovamente il fenomeno dell'emigrazione, ormai non può prescindere dal permettere ai turisti di praticare lo sci anche in questo versante: «Non è più possibile - i dice Firrarello - inviare la realizzazione di un polo turistico anche in questo versante. Nicolosi e Linguaglossa debbono essere potenziati e meglio utilizzati, ma hanno il difetto di essere costruiti in due zone continuamente distrutte dalle colate laviche. Secondo me - aggiunge - bene hanno fatto Fleres e Leanza a presentare questo disegno di legge che con un po’ di buona volontà potrebbe essere immediatamente approvato dalla Regione, in quanto non prevede impegni di natura finanziaria. Per questo a breve organizzerò a Bronte un convegno invitando l'assessore regionale Cascio».
Alla raccolta di firme era presente anche il sindaco di Maletto, Pippo De Luca e numerosi sostenitori non solo della realizzazione del terzo Polo turistico, ma di una serie di iniziative atte a sviluppare anche il versante dei Nebrodi, ricco di panorami e vegetazione da diventare un sicuro punto di riferimento fisso per il turismo escursionistico. [La Sicilia]
 

20 Aprile 2005

Etna, a sostegno del «terzo polo» già raccolte cinquecento firme

Sono già quasi in 500 i cittadini che hanno posto la loro firma a supporto del disegno di legge a favore del polo turistico del versante nord ovest dell'Etna. A promuovere la petizione il comitato “Sviluppo Aetna nord ovest”, a Maletto, coordinata a Enzo Sgrò, mentre a firmare per primo è stato il sindaco Giuseppe De Luca: «Ho firmato per primo - ci dice - per far capire che a supporto di questo disegno le istituzioni sono in prima fila». Soddisfatto Enzo Sgrò: «Qui manca lavoro e in tanti emigrano: la neve dell'Etna potrebbe creare economia».


3 Aprile 2005
MALETTO

Una raccolta di firme per il 3° Polo turistico

La presentazione all'Ars del disegno di legge per l'istituzione di un polo turistico nel versante nord ovest dell'Etna, da parte degli onorevoli Lino Leanza e Salvo Fleres, ridà smalto alle attività del comitato «Aetna nord ovest» che affinché si realizzasse nella zona "C" altomontana nel versante maggiormente innevato dell'Etna ha organizzato convegni e dibattiti. Ospiti del presidente della sezione malettese del comitato, Enzo Sgrò, infatti, si sono riuniti i rappresentanti delle sezioni di Randazzo e Bronte, rispettivamente Cettina Foti e Giuseppe Capace. «Abbiamo deciso - dice Enzo Sgrò - che il 17 aprile prossimo cominceremo da Maletto la raccolta di firme sul testo presentato alla Regione. L'iniziativa servirà per dare maggiore forza ad una proposta che insieme con l'on. Lino Leanza da sempre sosteniamo. Per questo a lui, ma adesso anche all'on Fleres che ha firmato la proposta di legge, va il nostro ringraziamento».
Ai ringraziamenti di Sgrò si è associato anche Benedetto Lazzaro di Bronte, mentre il primo a firmare la petizione sarà il sindaco di Maletto, Giuseppe De Luca. «Il disegno di legge di iniziativa popolare - afferma - serve a dare maggiore forza a un obiettivo importante. Per questo sarò il primo a firmare un progetto che in passato ha visto persone e istituzioni scommettersi per creare nuovi presupposti di sviluppo economico nel rispetto dell'ambiente». [La Sicilia]

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