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ANTICO VOCABOLARIO POPOLARE BRONTESE

Archeologia lessicale

AFORISMI e MODI di DIRE

A-B C D-L M-O P-S T-Z

T

Ttacca 'u sceccu undi vori 'u patrùni
Rispetta, con rassegnazione, le indicazioni del proprietario anche se le reputi errate e ricordati sempre che «'u piritu ru mastru non fa fetu!»

Taddu ma ca bruccètta
Come a dire: "Hai dovuto aspettare tanto (taddu) ma ne è valsa la pena (ora si mangia bene, non in piedi ma seduti e con la forchetta)".

Tanti cchiètti, tanti buttùni
Ogni cosa deve stare al suo posto e tutto deve essere in proporzione. Ad ogni diritto corrisponde un dovere.

Tanti testi, tanti mazzi
Il caos più completo. Ognuno si tiene la propria convinzione od il proprio potere ("mazzi", come bastoni del potere).

Tantu amuri tantu sdegnu
A volte capita e capiterà sempre che persone che prima si amavano tanto siano poi portati ad odiarsi. E' la vita e l'orrore del femminicidio sta li a dimostrarlo.

Tantu va a quattara all’acqua ca o si rumpi o si sciacca
Ricadere negli stesi errori è dannoso (LC).

Tantu va a quattara all'acqua ffina cchi si rumpi
Le cose tirate alla lunga finiscono male (V. S.). Equivale al detto italiano “Tanto va la gatta al lardo finché ci lascia lo zampino!” (n.l.).






 

Aforismi e modi di dire

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44 pagg., 2507 KB



 

Vocabolario brontese

Vers. 1.7 in
106 pagg., 3586 Kb

Tari patri, tari fìgghju
La legge dell'ereditarietà: i figli risentono del carattere dei loro genitori e si potrebbe anche dire meglio che "fìgghja ri gatta i suggi pìgghia".

Tempu chiaru non havi paura 'i trona
Chi non si comporta male non deve avere paura. Fa rima con l'altro aforisma "Mali non fari paura non avìri".

Tinìrisi fotti
Stare attento, riguardarsi dopo un malanno.

Tiràrisi a potta
Chiudere la porta uscendo di casa.

Trispiti e tàvuri
Le cose indispensabili per sposarsi! Una volta!!

Truvàri ‘a pezza a curùri
Trovare la scusa giusta.

Truvari 'a tàvura cunzata
L'approfittatore "fortunato" che usufruisce sempre del lavoro iniziato da altri senza tanta fatica.

Tu non si pasta pa me mailla
Tu non fai per me, abbiamo idee e caratteri differenti e non andremmo mai d'accordo.

Tutti i cunsigghi pìgghiri ma u to no lassàri
Ascolta tutti i consigli, ma non tralasciare il tuo. (dall’avv. P. De Luca)

Tuttu bbonu e binirittu
Modo di esternare lodi e piena soddisfazione, una cosa eccezionale, soddisfacente.

U

U bo’ rici cunnutu o sceccu
Il bue dice cornuto all’asino – Monito a guardare prima i difetti propri e poi quelli degli altri. Non rimproveriamo insomma agli altri difetti che noi stessi abbiamo ad iosa. Il detto fa rima con l'altro della pisciacòzza in menzu a la via chi non si guaddava 'a jumba ch’avìva.

U bò su mangià e 'a cura c'ingruppà
Per indicare chi non riesce a completare a dovere un’azione pur avendone svolto il maggior lavoro (si è mangiato un intero bue ma...) e fermandosi alla fine per un'inezia (...la coda gli è rimasta in groppo).

‘U cani mùzzica sempri ‘u spaddatu
I guai capitano (quasi sempre!) a chi ne ha già abbastanza. Insomma il classico “piove sul bagnato”. (F. C.)

U cchiù puritu havi 'a rugna
Son tutti della stessa pasta!

Un coppu o ciccu e un coppu o timpagnu
Il più perfetto equilibrismo o la massima equidistanza.

'U curu ci robba ‘a cammìsa
Indica una persona sospettosa ed avara; e infine “chillu avi curu!” per dire che è fortunato.

'U fiummi tira petri (A. F.)
Il destino porta guai o peggio di così non potrebbe andare. La “f” di fiummi (fiume), seguita dal dittongo “iu”, diventa muta e quindi va sostituita dalla “h” e perciò deve scriversi hiummi (nl).

'U friddu ri Mazzu traszi ‘ndo collu ru bbo
Non conoscevo questo motto, ma credo che voglia dire che il freddo di Marzo è sentito anche dal collo del bue che è un animale molto resistente alle intemperie. E per estensione esso vale anche per le persone anche le più temprate. (nl)

‘U fuìri è vrigogna ma è savvamèntu ‘i vita
Fuggire è vergognoso, ma è un modo di salvare la vita.

'U funnu conza e sconza (LC)
Se la temperatura del forno non è adeguata il pane non viene cotto bene ma si brucia. Come dire stai attento a come utilizzi le cose, se non usate nel modo giusto possono dare effetti diversi.

'U gallu futti e s’u scodda
E’ la stigmatizzazione del comportamento umano basato sulla mancanza di responsabilità e sulla indifferenza. Ogni riferimento a persone della politica è puramente casuale.

U grillu supra a timogna
Si dice di una coppia male assortita fisicamente, lui piccolo e lei imponente (LC) | Vale a dire che proporzioni, uguaglianza di rapporti ed omoge­neità tra grandezze sono cose quasi sempre indispensabili. Il povero grillo sicuramente si sente di èssiri commu `na musca ndo`n boscu

'U jonnu vaiu undi vògghiu e a’ sira spaddu l’ògghiu
Perdere tempo e denaro, giorno dopo giorno stare con le mani in mano e ogni sera cercare di recuperare il lavoro non fatto.

'U lettu è menza spisza
Il riposo provoca quasi gli stessi benefici del mangiare (LC) | Una variante del più saggio aforismo «'a mugghjeri è menza spisza».

'U lignu si drizza quand'è viddi
L’educazione si deve impartire da giovani per ottenere buoni risultati (LC) | E’ come ‘u ferru chi si batti quand’è càvuru: Non bisogna essere indecisi ma cogliere l’attimo, non rimandare a dopo ed approfittare delle occasioni che ci si presentano.

'U longu cogghj 'i fica e u cuttu si lambìca
Chi è all'altezza della situazione ne coglie sempre tutte le opportunità e i benefici.

'U lupu ‘i mara cuscenza commu òpira penza
Non conoscevo neppure questo detto e spero che non si possa applicare né al mio operato, né al mio pensiero che è stato sempre chiaro e conseguente. (n.l.)

'U mastru è mastru ma u patruni è capu mastru (LC)
E tu ‘ttacca 'u sceccu undi vori 'u patrùni. Se poi è vero che ù pìritu ru mastru non fa mai fetu quello del padrone dovrebbe essere un vero profumo ma, poi... c’è sempre qualcun altro sopra il padrone.

'U megghiu cumpanàggiu è ’u pitittu
Quando si ha fame non si va tanto per il sottile, si mangia anche «pani e cutellu» cioè «pani sciuttu» senza alcun companatico. Se poi non... hai fame, «metti ’u pani e renti ca fammi si senti!»

U mèricu pietuszu fa a chiaga virminusza
Il medico pietoso fa la piaga cancrenosa. Quando ci vuole ci vuole, bisogna intervenire con prontezza ed energia per sanare e correggere certe situazioni.

'U mottu ‘nsìgna a ciàngiri
Gli eventi insegnano a comportarci meglio o l’esperienza è una grande maestra di vita. Ma c'è anche il detto che "ciàngiri u mottu su lacrimi persi".

Un bbonu nno vali cchiù r'un tintu ssì
Un diniego, un no detto con garbo e grazia vale più di un sì detto sgarbatamente. C'è sempre un modo di dire e fare le cose.

Undi ci chiovi ci scìllica
L’assoluta indifferenza. Un'amicizia profonda con l'altra persona ideale, 'u friscu e còmmuru.

Undi rriva zzicca u chiovu
Niente straordinari, quando arriva l'ora ci si ferma subito e basta. Ed anche nella variante "Undi rrivi zzicc'o chiovu", nel senso di provare a far qualcosa anche se non si è pronti od esperti, fare insomma quel che è possibile.

Undi si fici a stasgiuni si fa ’u ’nvennu
Si deve prendere il bello come il cattivo tempo (LC) | Alcuni atteggiamenti o cose sembrano non cambiare mai, immutabili e perennemente fermi.

Undi si tocca sona
E' un tuttologo, a conoscenza di molti argomenti e sempre pronto alla risposta.

Undi viri e undi straviri
L'incoerenza fatta regola, anche se le situazioni sono simili.

Un pani menu ddu menzi (da A. F.)
Definisce egregiamente chi è povero in canna o sconclusionato.

U pani fa panza e a pasta fa sustanza (LC)
Un detto da interpretare: forse il popolo contadino aveva come primo piatto la pasta e come secondo il pane, entrambi farinacei; la carne non l’avevano e si consolavano con questa frase.

‘U picca mi bbasta e u cchiù mi ssuvècchia
Il poco mi basta, è sufficiente e il dippiù mi avanza. Il che si può sintetizzare nel motto: chi si accontenta gode.

'U piccatu confissatu e menzu piddunatu
Il pentimento aiuta a rappacificarsi.

'U pìritu ru mastru non fa fetu
Se vuoi lavorare, turati il naso, sopporta tutto, fai di necessità virtù perché il padrone (o il datore di lavoro), qualunque cosa accada, ha sempre ragione. Più che alla tolleranza l'invito od il consiglio rivolto al lavoratore (od al bracciante) è di sopportare ed essere docile, arrendevole, com­prensivo, compiacente. Poi è arrivato lo Statuto dei Lavoratori e tutto è cambiato (!?).

'U pisci feti ra testa
Come dire il problema sta a monte. (A. C.)

U riàvuru fa i pignati ma non i cupecchi
Ricalca con lo stesso significato, traducendolo in brontese, l’antico aforisma italiano il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.

'U rispettu è miszuràtu, cu lu potta l’avi puttatu
Chiaro monito: se vuoi essere rispettato, devi rispettare gli altri! (n.l.)

'U sangu murì ora è broru ppì cani
Indica che dopo la morte si cade facilmente nel dimenticatoio. (A. M.)

U saziu non criri o dijunu
Chi è sazio non riconosce chi è digiuno.

'U sceccu a potta e u sceccu sa mangia
Naturalmente ci si riferisce alla paglia, portata e mangiata dell'asino, e l'aforisma vuol bollare il solito egoista che trae vantaggio da quello che sembra fare per gli altri, che pensa solo a se stesso e che solo "quandu llesti ri mangiari chiamma a tutti i so cumpari". D'altra parte l'individualismo impera e molti lo dicono apertamente che "chillu chi fa pi me renti, non fa pi me parenti" prendendo esempio anche da «Mastru Peppi piricùllu…». Insomma di tutto e di più.

U sceccu ri mònaci
L’asino dei monaci, quello che fa tutto, detto di persona che si sovraccarica di lavoro e gli altri stanno beatamente a guardare.

’U Signuri pruvviri ‘u riccu picchì ‘u pòviru cc’è ‘nsignatu
Fa perfetta rima con l'altro aforisma "O riccu ricchizzi o pòviru povertà"

U Signuri runa i biscotti a ccu n’avi renti
Le occasioni e la fortuna vanno (a volte?) a chi non le merita o non sa approfittarne (LC).

U Signurùzzu e villani cci aviva a ffari l'occhi ‘nde jnocchi; cussì si nnubbàvanu caminandu ‘nda ristùccia
Dileggio dell’ignoranza, da un ignorante presuntuoso.

U sparagnu è u primmu guaragnu
Il risparmio è il primo guadagno. Ottima e semplice regola di economia domestica, tenendo presente anche l'altro sano principio: a granu a granu si ccucchia un tarì!

’U supecchiu è commu ’u mancanti
Il superfluo può essere inutile, un pò di moderazione, please! Gli eccessi danno gli stessi risultati negativi delle privazioni. Il senso letterale è questo ma non saprei cosa altro vorrebbe raccomandare questo detto stante che ’u supecchiu non ha mai fatto morire di fame nessuno (aL).

'U suri ffaccia pi tutti
La natura non fa privilegi, i suoi benefici sono a disposizione di tutti, infatti "gallu o non gallu Diu fa jonnu".

U suri ‘i mazzu nnnurìca u catinàzzu
Il sole di marzo annerisce il catenaccio - per significare che oltre al freddo anche il sole di marzo lascia già il segno.

'U trunzu ra mara figura
Il modo di dire è chiaro: E' andato tutto male, abbiamo fatto una figuraccia, raggiunto il nocciolo, il colmo della mala figura.

'U tuddu e l'angirellu
Il tonto e l'angioletto, due persone del tutto sprovvedute ed incapaci. Dio li fa e poi l'accoppia!

U vo vìriri a l'ommu minchiùni? Quandu e fìmmini ci teni u cuttuni!
Modo ironico delle donne di una volta di accettare la superiorità dell'uomo.

V

Variri un perù
Un oggetto od una persona che vale tanto, prezioso.

Viddùra crura e fìmmina nura, pòttano l'ommu a seputtùra
Gli eccessi della gola ed i vizi in genere, si sa, non fanno certo bene.

Vigna tigna, ottu ommu mottu
Quanta fatica per il povero contadino per coltivare una vigna (una vera rogna) o un piccolo orticello.

Villanu ripigghiatu
Un contadino può sempre arricchirsi con la propria abilità ed intraprendenza, può anche far laureare i propri figli. Ma per molti l'intelligenza e la capacità nel progredire e migliorare restano in ombra: sarà sempre un villanu ripigghiati. (L. M.)

Virendu facendu
Navigare a vista e non aver paura di affrontare determinate situazioni. Non fare progetti fantasiosi ma vedi un pò com'è la situazione ed agisci di conseguenza adattandoti alla situazione reale.

Viriri i stilli 'i menziònnu
Una cosa bellissima vedere le stelle a mezzogiorno, ma a Bronte nessuno li vuol vedere, si dice solo quando si avverte molto dolore.

Viririsilla petri petri
Essere inguaiato in qualcosa di pericoloso ma riuscire a uscirne fuori e salvarsi in modo miracoloso.

Vori l'àgghiu ppi rutari
Cercare la scusa per attaccare briga (A. C.) | Ogni scusa, un minimo appiglio o il più innocuo pretesto per qualcuno son sempre occasioni buone per attaccar briga: Ma tu vò sempri l'àgghju pi rutàri!?.

Vori pàgghia pi centu cavalli
Per indicare uno o una ingordo/a, che non si accontenta mai.

Vo sapiri qual'è 'u megghiu iocu? Fa’ bene e parra pocu!
Vuoi saper qual è il miglior gioco? Fai del bene e parla poco!

Vo’ stari ‘n paci? Marìtati luntanu ri sòggiri e cugnati!
Saggio consiglio: stare lontano dai parenti dell’uno e dell’altro coniuge, per non dover subire consigli e critiche. A proposito voglio sottolineare che il dialetto brontese usa il verbo “maritàrisi” anche se riferito all’uomo. (n.l.)

Z

Zeru potta zeru, un cantaru e vinticincu
Una cosa vale l'altra.

Zoccu ora si schifìa veni 'u tempu chi si diszìa
Quello che adesso si disprezza un giorno sarà desiderato. Gli alti e bassi della vita ed una raccomandazione sottintesa per non essere cicale ma formiche.

Zzoccu simìni ricogghi
Quel che semini raccogli.

Zzò, zzò! Ognunu cu’ì so’!
Delimita la differenza di famiglia o ceto sociale e può equivalere a quella italiana: “mogli e buoi dei paesi tuoi.” In questi tempi di "respingimento" e di "Bossi-Fini" il detto può essere tranquillamente utilizzato dalle nostre forza navale o, anche meglio, politica!
  

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