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Antonio Rubino, parroco e manager

I personaggi illustri di Bronte, insieme

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Antonio Rubino

Parroco ed infaticabile manager della Sanità

Padre Antonino Rubino è nato a Bron­te il 14 Agosto 1911. Figlio di un piccolo commerciante, iniziò gli studi nel locale Piccolo Seminario («’a Catina») da poco fondato da padre Giuseppe Salanitri, per pro­seguirli nel seminario di Catania dove il 15 luglio 1934 venne ordi­nato sacerdote.

Tornato a Bronte coadiuvò, come vice rettore, lo stesso padre Salanitri nella gestio­ne del Piccolo Seminario e nel 1937, come vicario cooperatore, padre Benedetto Ciraldo, reggente la chiesa del Rosario (allora succur­sale dell’unica parrocchia brontese, la Matrice).

Dopo una breve parentesi lontano da Bronte, (fu cappellano militare a Cagliari durante la seconda guerra mondiale), nel 1944 fu nominato reggente della chiesa del Rosario in sostituzione di padre Ciraldo deceduto nel settembre del 1942.

Successivamente, il 24 Aprile 1949, quando l'antica chiesa della Beata Vergine dell'Astinenza fu elevata a parrocchia autonoma, ne divenne il nuovo parroco fino alla morte.

Padre Rubino fu un prete attivo e pieno di iniziative di ogni genere.

Nel 1945, gli anni del dopoguerra e degli stenti, sotto gli auspici della Pontificia Opera Assistenza si adoperò per la distribuzione di pasti caldi al Collegio Maria ed alla Casa Rubino.

Nel 1947 aprì a Bronte una sezione delle Acli, un anno dopo fondò il Cif ed aprì un asilo infantile a Maniace; nel 1964 diede inizio alla costruzione della Chiesa di San Giuseppe (che vide ultimata due anni dopo, nel 1966).

Per decenni svolse una instancabile attività al servizio dei poveri e dei derelitti.

Nel 1952 gli viene affidata la Presidenza delle opere Pie brontesi (Collegio Maria, la Casa Rubino) e dello storico ospedale “Castiglione-Prestianni”, dove nel 1959 portò le Orsoline.

Tenne l'incarico con dignità ed onestà ma anche con capacità e qualità manageriali per ventitre anni, fino all'anno della sua morte avvenuta nella notte del 25 luglio 1975 a S. Giovanni Rotondo, mentre con una nutrita rappresentanza brontese si recava in pellegrinaggio a Roma per l’Anno Santo.

In particolare Don Rubino si prodigo sopratutto per l’espansione ed il potenziamento delle strutture ospedaliere trasformando la vecchia infermeria (30 posti letto) in un moderno ospedale da 200 posti letto; si prodigò per la costruzione di 4 nuovi padiglioni (con le divisioni di Medicina, Chirurgia, Ostetricia e Pediatria); curò l'apertura anche di altri servizi, della radiodiagnostica e del laboratorio di Analisi e rinnovò radicalmente i servizi generali di cucina, di lavanderia e di lingeria.

La trasformazione dell’ospedale nei 23 anni della Presidenza Rubino è in questi numeri: al suo ingresso (1952) il personale era composto da una decina di addetti con 190 ricoveri annui, passati nel 1975 a 110 dipendenti e a 3354 ricoveri (nel 1972).

Con la presidenza di don Rubino finiva la gestione privata dell'Ospedale che con l'istituzione del Servizio sanitario nazionale (legge 833/1978) entrava nel circuito pubblico e finiva oggetto di spartizione fra i partiti politici. Nascevano l'Unità Sanitaria Locale e il Comitato di gestione inizialmente composto da 5 nominati dai partiti che si spartivano poltrone e potere e doveva assicurare tutti i servizi alla popolazione di Bronte, Randazzo, Maniace, Maletto e Santa Domenica Vittoria.

Il 25 Aprile 1986, l'Unità Sanitaria Locale 39 (presidente F. Rubbino) ha inaugurato un piccolo monumento in bronzo realizzato dallo scultore Mimmo Girbino dedicato all'ultimo Presidente dello storico Nosocomio brontese, il parroco e manager della Sanità don Antonino Rubino.

A padre Rubino Bronte ha dedicato una piazzetta di corso Umberto (quella di fronte al Circolo di Cultura, un tempo sede dell'antico Nosocomio, l'ospedale pubblico degli infermi). Niente da eccepire se non il torto fatto ad altri, la scarsa riconoscenza e la poca memoria dei brontesi: la piazzetta prima si chiamava "Piazza Castiglione". Era stata già giustamente intitolata dai nostri avi ad uno dei due benemeriti fondatori dell'Ospedale: il barone Castiglione Pace.

(aL)
 

Il monumento, eretto dal­l'U.S.L. 39 nel 1986 a Don Anto­nino Ru­bino davanti al pronto soccorso dell'Ospe­da­le Castiglione-Prestianni, da lui presieduto dal 1952 al 1975, è stato realizzato dallo scultore Mimmo lui presieduto dal 1952 al 1975, è stato realizzato dallo scultore Mimmo Girbino.  La lapide reci­ta: "Regione Siciliana - U.S.L. 39 - Don Antonino Rubino, Presidente ospedale Castiglione Prestianni dal 1952 al 1975 - Bronte 25-4-1986".
Padre Rubino era anche il parroco della Chiesa del Rosario (la sede dell'antica Cappella dell'As­sunta, sede della Compagnia dei Bianchi, fondatori dell'antico primo nosocomio brontese).


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