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I settimanali "Economy", “L’espresso” e “Panorama” ed i quotidiani “Sole-24 Ore” e "La Repubblica" hanno dedicato ampi servizi all’ex sottosegretario brontese Vito Bonsignore, ora deputato europeo, un protagonista della vita economica nazionale che si candida a diventare il terzo gestore di autostrade in Italia

4 Gennaio 2005

RISICO BANCARIO – L’IRRESISTIBILE ASCESA NELLA GUERRA PER BNL DELL’IMPRENDITORE TORINESE

Ero Bonsignore, ora sono cardinale

VITO BONSIGNOREAl fianco di Francesco Gaetano Caltagirone, l'amministratore delegato della Infrastrutture Lavori Italia è la punta di diamante del Contro-patto che va all'attacco dell'istituto di Luigi Abete. Ora che è sotto i riflettori, racconta come vuole crescere. A partire dalle autostrade.

La strada è aperta. Anzi, è proprio un'autostrada: passa attraverso Vito Bonsignore, 61 anni, europarlamentare dell'Udc e amministratore delegato della Infrastrutture Lavori Italia (Ili) di Torino, l'ultimo attacco del Contro-patto guidato dal costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone alla Banca nazionale del lavoro. Arrivato al controllo del 3,95% del capitale sociale della banca, Bonsignore ha un ruolo centrale nel Contro-patto e nelle sue strategie.
L'alleanza e l'amicizia con il coetaneo Caltagirone, il costruttore azionista della Vianini che guida il Contro-patto creato in 8 luglio, sono del resto più che consolidate. L'intesa nasce da lontano, esattamente nei mille chilometri d'autostrade che da due anni Bonsignore sta progettando attraverso la sua Ili. E che adesso, insieme alla Vianini, vorrebbe costruire.
Il 13 dicembre, ultimo giorno previsto per l'aumento di capitale della Bnl (1,2 miliardi di euro), la Gefip Holding dei Bonsignore, la finanziaria di Bruxelles guidata da Luca, il figlio primogenito di Vito, è arrivata a una «partecipazione potenziale» in Bnl del 5,394 %: per l'esattezza, Bonsignore ha dichiarato ufficialmente di «avere la facoltà di acquistare attraverso accordi contrattuali il 2,682% di Bnl entro il 28 dicembre». La quota si aggiunge a una partecipazione già effettiva del 2,712%: è pertanto la quota individuale più elevata tra i soci aderenti al Contro-patto, anche se destinata a scendere al 3,95% con l'aumento di capitale.
L'obiettivo del gruppo d'azionisti, una serie d'imprenditori romani che dallo scorso 20 luglio si sono uniti a Caltagirone e Bonsignore, non è mai stato esplicitamente dichiarato. In apparenza, la loro manovra potrebbe avanzare attraverso due passaggi. Il primo: aggregare al Contro-patto uno o più grandi azionisti rimasti finora in attesa degli eventi, come il Monte dei Paschi di Siena, la Popolare di Vicenza o l'imprenditore italoargentino Franco Macri, alla metà di dicembre tutti vicini al 4% del capitale di Bnl. Nel caso in cui la manovra non dovesse riuscire, ecco la seconda mossa: il Contro-patto potrebbe cercare di giungere autonomamente a un quota di Bnl vicina al 30%, per lanciare da quel gradino un'Offerta pubblica d'acquisto sull'intero capitale della banca. A quel punto partirebbe la sfida diretta al Patto che oggi controlla la banca: una cordata che sostiene il presidente Luigi Abete ed è formata dall'imprenditore Diego Della Valle, dalle Assicurazioni Generali e dagli spagnoli del Banco di Bilbao. L'obiettivo degli attaccanti è accrescere dimensioni e redditività della banca.
Qualunque ne sia il risultato finale, le grandi manovre di dicembre sulla Bnl hanno spinto l'imprenditore torinese sotto le calde luci del proscenio della finanza italiana. Non che prima l'uomo vivesse proprio nascosto: con una quota di poco inferiore al 2%, Bonsignore è da anni anche il primo azionista privato della Cassa di risparmio di Genova e Imperia, una banca al centro di molti crocevia e che con i suoi 4.300 dipendenti ha chiuso il 2004 incassando un utile di oltre 90 milioni.
Da Bronte a Bruxelles. Siciliano di Bronte (Catania), Bonsignore vive a Torino dal 1961, quando aveva 18 anni. Ha lavorato nelle autostrade per una vita, e per molto tempo con il costruttore e grande gestore Marcellino Gavio, alternando all'asfalto la passione per la politica nella Dc.Tra i fondatori del Cdu nel 2002, Bonsignore s'è candidato alle elezioni europee dello scorso giugno: ora è parlamentare del Ppe e membro della potente Cocobu, la Commissione per il controllo sul budget dell'Unione europea.
A Bruxelles ha sede anche la holding di famiglia, la Gefip, che è la testa del gruppo Bonsignore nella finanza. Mentre a Torino sta il suo cuore operativo nelle infrastrutture stradali: nata due anni fa, la Ili spa di Bonsignore è il fulcro dell'alleanza strategica stretta nel settembre 2003 con la Vianini di Caltagirone. La società, che ha come azionisti anche la Carige, i tedeschi della Westlb, la multinazionale dell'ingegneria Egis, Efibanca, Merloni Progetti e Technip Italy, ha lanciato in rapida successione cinque progetti per quasi mille chilometri di autostrade e oltre 18 miliardi d'euro. L'obiettivo di Bonsignore è non solo costruirle, ma diventarne il gestore: il terzo d'Italia, dopo la Società Autostrade dei Benetton e il gruppo Gavio. Il progetto principale, un'opera che da sola vale 10,8 miliardi di euro per 410 chilometri (per il 45% a carico dello Stato) e nove anni di lavori, è la Orte-Venezia: praticamente il raddoppio, qualche decina di chilometri a est, dell'autostrada del Sole. E potrebbe giungere fino a Civitavecchia. Il progetto ha già avuto il sì definitivo dell'Anas: «L'ultimo passaggio favorevole» dice Bonsignore a Economy «risale all'11 novembre, quando tutte le cinque Regioni interessate hanno dato il loro assenso. Adesso andiamo al Cipe». Bonsignore sottolinea, soddisfatto, che le Regioni sono Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Lazio, amministrate dal Polo e dall'Ulivo: «Non c'è destra o sinistra che conti» dice «è un progetto condiviso».
Dopo il sì del governo, la gara per la costruzione della Orte-Venezia, che comprenderà anche il tunnel per l'attraversamento di Mestre, sarà lanciata nel 2005: «Noi comunque abbiamo il diritto di prelazione» spiega Bonsignore «cioè la possibilità di eseguire i lavori alle stesse condizioni di chi dovesse vincere l'appalto». Gli altri progetti della Ili, presentati dal 2003 insieme con Vianini Lavori, Cementir, Efibanca e altri soci, riguardano la Catania-Siracusa (1,2 miliardi per 70 chilometri); la Genova-Gronda di Levante, cioè il collegamento tra la A7 e la A12 (2,4 miliardi per 38 chilometri); la Grosseto-Firenze (1,2 miliardi per 191 chilometri); e la Salerno-Reggio Calabria (5 miliardi per 257 chilometri).
Opere davvero immense. Ma è stata la scommessa su Bnl a portare Bonsignore sotto gli occhi di tutti. All'imprenditore torinese, adesso, non manca nulla per il grande salto di qualità. Del resto, da qualche mese ha anche un giornale: l'ultima acquisizione del gruppo, infatti, riguarda la testata della Gazzetta del Popolo, chiusa nel 1983. «Negli ultimi anni» dice Bonsignore «Torino ha perso molti grandi indirizzi della sua storia. Con i nostri consulenti abbiamo valutato che c'era spazio per fare rinascere la storica testata». Il quotidiano dovrebbe tornare in edicola a partire dalla prossima primavera. In questo momento il nuovo editore sta già contattando «candidati direttori di livello».E davanti a sé, ormai, Bonsignore ha praticamente un'autostrada. [Maurizio Tortorella]

PANORAMA, N. 19, 6 maggio 2004

Autostrade. Dove vuole arrivare Vito Bonsignore

Scontro al Casello

Nella guerra delle concessionarie un nuovo protagonista: ex politico, ex socio di Gavio, vuole diventare il terzo operatore nazionale con un progetto da mille chilometri e 18 miliardi di investimenti. Con un collegamento veloce via mare

L’ultimo progetto di Vito Bonsignore, amministratore delegato della società genovese Ili, è ancora segreto. Ma è altrettanto ambizioso dei mille chilometri di autostrade che vuole costruire e gestire, investendo oltre 18 miliardi di euro, candidandosi così a diventare il terzo operatore nazionale dopo la Società Autostrade della famiglia Benetton e il gruppo di Marcellino Gavio.

Secondo quanto ha appreso Panorama, Bonsignore studia la possibilità di aprire un collegamento veloce, via mare, tra Barcellona e Civitavecchia. Questo link, unito all’autostrada Civitavecchia-Orte-Venezia che rientra nei progetti terresti di Ili, servirebbe a far passare in Italia le merci dell’Africa del Nord, del Portogallo e della Spagna dirette a Est. Con buona pace dei francesi che si ostinano a fare melina sulla realizzazione del Corridoio 5, la linea ferroviaria che dovrebbe collegare la Penisola Iberica all’Europa dell’Est attraversando la Pianura Padana.
Come è arrivato Bonsignore a ideare progetti tanto ambiziosi? Quali sono i suoi partner?
E soprattutto: quali possibilità hanno di arrivare davvero in porto i suoi piani?
Una cosa è certa: sul suo programma ha investito, oltre al patrimonio familiare, il lavoro e le amicizie di una vita. Bonsignore è infatti entrato da giovane, dopo il diploma da geometra, nella Satap, la società che gestisce le autostrade Torino-Piacenza. Dopo l'università ha fatto carriera, diventando direttore tecnico e poi direttore generale dell'azienda. In seguito è stato amministratore delegato della Torino-Milano di Marcellino Gavio, di cui Bonsignore era diventato socio. Ma poi l'amore per la politica aveva avuto il sopravvento.
Eletto due volte per la Democrazia cristiana (corrente andreottiana), Bonsignore ha ricoperto anche l'incarico di sottosegretario nel governo di Giuliano Amato.
E la passione per l'amministrazione pubblica (figura tra i fondatori dell'Udc) gli è rimasta addosso, nonostante il brutto ricordo di una condanna (senza iscrizione del reato) durante la fase di Tangentopoli nei primi anni Novanta e il ritorno all'attività di imprenditore a tempo pieno.
Sciolto il legame con Gavio (Bonsignore nel 2002 cedette il 28 per cento della Argofin, società capofila del secondo gestore autostradale d'Italia) oggi, a 60 anni, l'ex sottosegretario si concentra sul suo gruppo di imprese.

In testa a tutto figura la Mec, la finanziaria della famiglia Bonsignore. Sotto, tra le altre aziende, c'è la Gefip Holding, con sede a Bruxelles. Questa è il principale azionista privato della Banca Carige (2,23 per cento) e il socio di maggioranza della Ili, genovese, t12izzata nel project financing (opere pubbliche finanziate con denari privati), che ha tra i principali azionisti anche importanti gruppi italiani e stranieri: la Banca Carige, la Egis (controllata dalla Cassa depositi e prestiti francese), la WestLb, gruppo tedesco dei servizi, la Camera di commercio genovese.
Di tre nuovi partner l'ingresso è stato annunciato martedì 9 marzo in occasione dell'aumento di capitale della Ili a 500 milioni di euro: Efibanca (Popolare di Lodi), Technip Italy (che fa capo a Technip-Coflexip-Total) e gruppo Merloni.
È stata proprio la Ili, in alleanza con la Vianini e la Cementir di Francesco Gaetano Caltagirone, a sfruttare le possibilità offerte dalla nuova legge obiettivo e a lanciare alcune proposte di project financing. Cinque piani basati tutti su progettazione, costruzione e gestione quarantennale di autostrade, con la comune caratteristica di riutilizzare e ammodernare strutture già esistenti in modo da ridurre l'impatto ambientale. Si tratta di quasi mille chilometri di autostrade. Riguardano i collegamenti Orte-Venezia, Catania-Siracusa, Grosseto-Siena-Firenze-Bettolle, Salerno-Reggio Calabria, gronda di Genova. ( ... )
Quale esito avranno questi progetti? Bonsignore si mostra tranquillo: «Abbiamo alleati nazionali e internazionali importanti e ci candidiamo a diventare il terzo gestore di autostrade in Italia». (Roberto Seghetti)

L’ESPRESSO, N. 50, Dicembre 2003
OPERE PUBBLICHE 7 L’ASSE ORTE-VENEZIA

Asfalto d’oro

La nuova Autostrada del Sole costerà allo Stato 5 miliardi di euro e a Bonsignore & soci solo uno. Ma le Regioni non ci stanno
di Massimo Mucchetti e Paola Pilati

L'Italia dei monopoli, che prospera a spese dei consumatori e dello Stato, sta per avere un altro boss. Il suo nome è Vito nsignore. Ha 60 anni e viene da Bronte, provincia di Catania, dove l"Italia si manifestò per la prima volta nel 1860 spianando i fucili di Nino Bixio contro i paesani in rivolta. Ora il siciliano Bonsignore vuol dettare la sua legge a Roma. Ed è a un passo dal traguardo oltre il quale si profila il sogno della sua vita, l'Autostrada Orte-Venezia, oppure il rimborso spese di 250 milioni di euro. Una prospettiva comunque vincente: o la concessione dell'Autostrada del Sole bis o un gran premio di consolazione a spese dell'Erario; in un caso e nell'altro, con la frettolosa benedizione del ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, e del presidente dell'Anas, Vincenzo Pozzi.
Bonsignore è stato finora un personaggio di seconda fila. Di seconda, non di quarta. Militante scudocrociato di rito andreottiano, si trasferisce in Piemonte, da dove parte alla conquista della capitale. Sottosegretario al Bilancio, inciampa. nella rete di Mani Pulite: viene scoperto con una scatola di cioccolatini che contiene una tangente di 250 milioni (di lire). È l'incidente che lo convince a lasciare la politica attiva per tornare agli affari. La sua società è la Gefip, che sta per Gestioni finanziarie piemontesi.
Da allora sarà tutto un lavorìo sott'acqua, ma con una ricca dote: la liquidazione di 278 miliardi di lire ottenuta da Marcellino Gavio, il costruttore alessandrino che attorno alla Torino-Milano ha realizzato il secondo polo autostradale italiano. Bonsignore aveva messo assieme il 24,7 per cento della Argofin, la holding di Gavio, e tra il 2001 e il 2001 rivende al socio di maggioranza.
Pieno di nostalgia per la politica, Vito oggi sostiene l'Udc e il suo segretario Marco Follini, al quale ha portato, si stima, un 15 per cento di consensi all'ultimo congresso. Ma coltiva pure rapporti eccellenti con alti esponenti di Forza Italia come il senatore Luigi Grillo, presidente della commissione Lavori Pubblici di Palazzo Madama, e Claudio Scajola, ieri ministro degli Interni, oggi dell'Attuazione del programma.
Al tempo stesso, il Bonsignore uomo d'affari ha aperto solide relazioni con due banche del Nord ( …)
Il progetto dell'Autostrada del Sole bis punta a collegare a Roma la nuova Italia del Nord-est così come la prima Autostrada del Sole aveva fatto con Milano, vertice dello storico triangolo industriale del Nord-ovest. Si tratta di 400 chilometri di asfalto che attraverseranno Lazio, Umbria, Emilia e Veneto, un'opera non meno ambiziosa del Ponte di Messina. La nuova autostrada ingloberebbe la superstrada Orte-Cesena E45, sottoponendola a un vigoroso lifting e dorandola della tangenziale di Perugia; poi s'attaccherebbe alla Nuova Romea che corre da Ravenna a Padova fino al tunnel di Mestre, una doppia canna di 12 chilometri a 30 metri sotto terra, tutta da costruire naturalmente, in aggiunta al nuovo passante. I cantieri verrebbero aperti nel 2006 e durerebbero sette anni. È un piano faraonico che prevede un investimento complessivo stimato in prima battuta a 8,5 miliardi di euro ora saliti, secondo le ultime indiscrezioni, a 10. ( … )

La Repubblica, 17 maggio 2004

Grandi Opere/Nel giro di poche settimane lo scenario del settore si è improvvisamente arricchito di un nuovo protagonista che dimostra di sapersi muovere con precisione...

Nuove autostrade, chi fa spazio al terzo "polo" di Vito Bonsignore

In alleanza con Caltagirone l'ex sottosegretario con la sua capogruppo ha spiazzato tutti presentando una richiesta di concessione di una nuova autostrada da Venezia a Civitavecchia. Gli appoggi nel governo e la ricerca di nuovi alleati

… Ha presentato progetti all’Anas per la bella cifra di 18,2 miliardi. Il verbo “costruire" spiega come mai Bonsignore viaggi in tandem assieme a Francesco Gaetano Caltagirone, ovviamente motivato con Vianini e Cementir a occuparsi dei cantieri.
La coppia si candida, peraltro, pure a gestire il migliaio di chilometri di nuove autostrade che hanno immaginato. […]
La madre di tutte le battaglie prevede la realizzazione di una sorta di variante all'Autosole: lo scavalcamento dell'Appennino dovrebbe seguire il tragitto Mestre-Ravenna-Cesena-Orte (e qui connettersi alla A1).
Un'impresa da 10,5 miliardi di euro, un corridoio autostradale da 414 chilometri, al quale Bonsignore sta valutando di attaccare un pezzo ulteriore per arrivare fino al porto di Civitavecchia. […]
Oltre alla Mestre-Orte la Ili di Bonsignore si candida a costruire l'autostrada Catania-Siracusa (70 chilometri e 1,2 miliardi di investimento), la Gronda di Levante a Genova (38 chilometri che richiedono 2,4 miliardi), l'autostrada Grosseto-Siena-Bettole (1,2 miliardi per 190 chilometri) e poi la Avellino-Salerno-Sibari (5 miliardi per257 chilometri). […] (Paolo Possamai)

15 Luglio 2003

L'ex parlamentare Vito Bonsignore promuove Gefip in diretta com­petizione con Edizione e Gavio

Autostrade, terzo polo al via

Milano. L'obiettivo è ambizioso: la costruzione del terzo polo privato nel mondo delle autostrade accanto alla leadership della società Autostrade dei Benetton e del gruppo Gavio.
Il protagonista è una vecchia conoscenza del mondo della politica e degli affari: Vito Bonsignore, ex dc di lungo corso nonchè ex socio dell'imprenditore alessandrino Marcellino Gavio nella Autostrade Torino-Milano.

Ora Bonsignore torna in campo affiancato da partner di peso sia bancari sia industriali.

L'accordo, chiuso nei giorni scorsi dopo mesi di trattative, prevede capitale di rischio per oltre 1 miliardo di euro che, secondo i progetti all'ordine del giorno, servirà a mobilitare investimenti nel settore per circa 12,5 miliardi di euro.

La cordata ha come capofila Gefip holding, con sede a Bruxelles, controllata dalla famiglia Bonsignore ... guidata dall'amministratore delegato Luca Bonsi­gnore, figlio di Vito. ( … ) [Fabio Tamburini]




15 Settembre 2004

PALLAVOLO

La Santisi fa parte fa parte dell'Italia che ha vinto l'oro ai campionati juniores

La favola di Paola, da Bronte all'Europeo

«Ancora non ci credo. Avevo fatto alcuni collegiali ma non pensavo di entrare nelle 12»
Gli inizi in squadra con la madre Paola e con i consigli del papà Claudio ex giocatore di serie B
Da Bronte, avamposto consolidato del volley siciliano, alla conquista dell'Europa.

La storia di Paola Santisi, esordiente in nazionale juniores e subito medaglia d'oro agli Europei juniores, è il primo capitolo di una favola vissuta sull'asse Catania-Modena.
Paola ha appena vinto il titolo di categoria grazie all'incondizionata fiducia che ha riposto in lei il tecnico azzurro Pedullà: «Ancora non ci credo - ammette con la voce roca per le urla di gioia cacciate dopo la finale - mi avevano selezionato per una serie di collegiali, ma non pensavo certamente di entrare tra le dodici, visto che sono giovanissima e avrei potuto tentare di entrare nel gruppo anche l'anno prossimo».

E invece le qualità in ricezione e difesa, hanno convinto Pedullà: «Sono entrata più volte in seconda linea al posto della Ortolani - racconta la Santisi - in modo particolare contro Olanda, Serbia e Russia. Quell'oro lo sento un po' anche mio perchè ho lottato non solo in allenamento, ma anche durante le gare ufficiali».

Paola deve tutto ai genitori. Papà Claudio è stato una delle colonne dell'Aquila Bronte che in B si faceva rispettare dai colossi siciliani e nazionali; la mamma, Gisa, è stata l'allenatrice e giocatrice della New Body, il club di 2a divisione che a Bronte ha fatto esordire l'azzurrina: «Papà aveva il pallino della difesa e della ricezione, mi allenava continuamente in questi fondamentali. Per me era un gioco, non avrei immaginato che un giorno... Quanto a mamma, è stata mia compagna di squadra. Lei, a 39 anni smetteva di giocare, io cominciavo. Abbiamo disputato delle gare insieme, è stata una sensazione strana ma bellissima esultare con lei dopo una vittoria«.

Per dirla tutta, la mamma, quando era in attesa di Paoletta, andava in panchina con la tuta sociale e la maglia di gioco: «Non avevo il patentino di allenatore, così mi iscrivevo a referto come atleta. Con il pancione era un problema convincere gli arbitri che non sarei entrata in campo. Alla fine i direttori di gara capivano e chiudevano un occhio».

I Santisi, quando Paola è stata visionata dal Modena (è accaduto durante il camp estivo che viene organizzato a Giardini Naxos dalla giocatrice Valeria Marletta) e ingaggiata per le giovanili, non si sono fatti pregare: «Ci siamo trasferiti per seguire da vicino i nostri figli - racconta Claudio - io continuo a lavorare qui come geometra, mia moglie ha trovato un'occupazione, mio figlio Antonio continua a giocare a Modena».
Paola sta vivendo Il suo sogno: «Spero di continuare, intanto mi concentro sul campionato del Modena. Ho giocato in C allenandomi anche con la prima squadra, in A-1. I miei idoli? Papi perchè è bassino, un po' come me. Tra le donne ammiro la grinta della Leggeri». E la nazionale maggiore, l'Olimpiade? «Non esageriamo, rimango realista. Sono felice per il momento che sto vivendo». [Giovanni Finocchiaro]

15 Settembre 2004

Paola Santisi, da Bronte alla conquista dell’Europa

La pallavolista etnea campionessa con la giovanile azzurra

Con la benedizione involontaria, ma determinante, di Maurizia Cacciatori e Valeria Marletta, due star ammirate anche per la loro bellezza, un talento del volley siciliano ha cominciato una carriera folgorante.

Bruciando le tappe, Paola Santisi, partita da Bronte con uno zaino carico di speranze, destinazione Modena, oggi è una delle dodici campionesse juniores d'Europa. Nella squadra, guidata da Luciano Pedullà, Paola, classe '88, occhi verdi color pistacchio, dunque più giovane rispetto alle compagne di squadra, è entrata in extremis: «E' stata l'ultima selezione, quella per stabilire le dodici giocatrici che avrebbero disputato l'Europeo, che ha sorpreso anche me. Evidentemente i miei sacrifici, alla fine sono stati premiati. Vincere la medaglia d'oro? Ancora non ci credo, appena è caduta l'ultima palla in campo ho pensato ai miei sacrifici e ho urlato di gioia fino a perdere la voce».

Sacrifici di un'estate, sacrifici durati anni. Ma che c'entrano la Cacciatori e la Marletta?
«Tre anni fa ero a Giardini Naxos, partecipavo al camp di volley voluto da Valeria Marletta. Ospite d'onore era la Cacciatori, mi volle a palleggiare durante la gara di esibizione. Durante quella fase, che per me era una vacanza premio e non un impegno agonistico, mi ha notata un allenatore del Modena. Sono stata selezionata ed ho fatto i bagagli per giocare in C con il club emiliano. Adesso mi alleno con le ragazze dell'A1 e gioco in C».

Gioca a Modena che l'ha visio­nata a un camp estivo e con lei si è trasferita tutta la famiglia

TALENTO: Paola Santisi, 16 anni, di Bronte, centrale, gioca a Modena e ha vinto l’oro all’Europeo juniores

LA SCHEDA: Paola Santisi è nata il 28 febbraio del 1988 a Bronte, centrale.

GLI INIZI:
ha cominciato a giocare a pallavolo nella squadra locale di seconda divisione prima di essere visionata tre anni fa da un tecnico di Modena al camp estivo organizzato da Valeria Marletta.

IN AZZURRO:
La sua avventura in nazionale è cominciata proprio que­st'an­no quando è stata convo­cata qualche mese fa per i primi collegiali.
L'ingresso nelle 12 è stato una sorpresa perché come età Pao­la potrebbe far parte del gru­po juniores succes­sivo a questo.

Paola è partita da Bronte, dunque: «Ho cominciato nella New Body, il club allenato da mamma Gisa. Mio padre era un centrale dell'Aquila, quando la B era una serie unica e di livello assoluto. Mia madre è stata la mia allenatrice, persino mia compagna di squadra. Ricordo ancora con emozione il successo nella stracittadina con la Brontese o le gare vinte nell'Under 13».

Si emoziona nel ricordare quelle fasi della carriera vissute nel vecchio pallone tensostatico vicino casa, mamma Gisa: «Per forza Paola, ma anche mio figlio Antonio, si è innamorata del volley: quando ero in attesa, sedevo in panchina col pancione di otto mesi e con la maglietta da gioco. Ero l'allenatrice, ma non avevo il patentino. Ecco perchè indossavo la divisa. Gli arbitri, al momento del riconoscimento, sbarravano gli occhi. Io dovevo faticare per spiegare loro che no, non sarei mai entrata in campo in quelle condizioni. Quando Paola è nata ed è stata in grado di camminare, io continuavo ad andare in palestra e, per non lasciarla sola, me la portavo dietro».

Aveva le bambole nella sua stanza, magari, ma il pallone da volley era forse il suo giocattolo preferito. Ecco che un'estate di divertimento ha cambiato la vita di una famiglia intera. Modena, la serie C, gli allenamenti con l'A1. Tutto in un mondo nuovo. Paola non è partita da sola alla ricerca del successo. La sua famiglia ha lasciato la Sicilia seguendo le orme di due bimbi prodigi. Perché anche Antonio, schiacciatore dalla mano pesante, ha ereditato dal padre la passione e i fondamentali per sfondare. Tanto è vero che l'anno scorso è stato protagonista della finale scudetto Under 18, persa soltanto al quinto set.

A Modena papà Claudio continua ad esercitare la sua professione di geometra, mamma Gisa ha anche trovato lavoro. Insieme continuano, fra l'altro, ad allenare. «Qui ho trovato nuovi amici, ma la mia città mi manca. Quando posso torno a Bronte - ammette Paola - ma adesso voglio concentrarmi sul campionato. La Nazionale? Ho altri due anni per imparare e tentare di rimanere in azzurro con le juniores». Qualche settimana fa avevamo lanciato Paola tra le siciliane capaci di puntare alle Olimpiadi di Pechino. Gli occhi verdi s'illuminano, ma solo per un attimo: «Non esageriamo, per ora mi godo questo momento da favola». Altri ne arriveranno Paoletta.

Ma perchè tutti i nostri talenti devono costantemente trovare fortuna altrove? [Giovanni Finocchiaro]

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