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Maria Martello, la mediazione dei conflitti

I personaggi illustri di Bronte, insieme

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Maria Martello

La cultura della formazione alla Mediazione dei conflitti

Maria Martello, nata a Bronte il 15 Luglio 1952, ha studiato nel nostro Collegio Capizzi e nel 1974 si è  laureata in Filosofia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Psicologa docente di Psicologia dei rapporti interpersonali, vive e lavora a Milano e dal 1993 ha ricoperto, su nomina del Consiglio Superiore della Magistratura, la carica di Giudice Onorario presso la Corte d’Appello di Milano, sezione minori.

Esperta negli interventi di formazione, con una ventennale esperienza di insegnamento nella scuola secondaria, dal 1980 si occupa per con­to del Ministero dell'Istruzione, dell'Univer­sità e della Ricerca (ex Ministero della Pubblica Istru­zione), del Centro per i Servizi Amministra­tivi (ex Provvedi­torato agli Studi) e dell'Ufficio Regionale Scolastico (ex Sovrintendenza Sco­lastica Regionale per la Lombardia) di progetti di aggiornamento dei docenti.

Dal 2002 ha ricevuto l’incarico dall’Università Cà Foscari di Venezia per l’insegnamento di Psicologia dei Rapporti Interpersonali nell’ambito della SSIS.

Ha fatto parte della Commissione di studio, istituita dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (ex Ministero della Pubblica Istruzione), per la revisione dei programmi di Educazione Civica nelle scuole di ogni ordine e grado.

Nel 1998 ha ideato un percorso nuovo di formazione, applicabile in contesti diversi e a fasce d'età varie, denominato "L'intelligenza emotiva: dal conflitto alla relazione costruttiva", già attuato sul territorio nazionale in ambito scolastico e professionale; nel 1999 è stato avviato un corso triennale di formazione per insegnanti, allievi e genitori approvato e finanziato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (ex Ministero della Pubblica Istruzione).

Specializzata nella pratica della mediazione per la risoluzione pacifica del conflitto e della negoziazione, ha perfezionato la sua formazione e preparazione con i più presti­giosi esperti italiani e stranieri di tale metodo.

Conduce stage di formazione alla mediazione scolastica, penale e sociale, ed è docente all'interno di master in psicologia scolastica e mediazione familiare rivolti ad avvocati, dirigenti, psicologi e pedagogisti.

Ha partecipato all' elaborazione del Progetto per l'istituzione dell'Ufficio di Mediazione Penale di Milano e fa parte della sua équipe fin dal momento della sua costituzione.

Maria MartelloNel 2000, su incarico del Centro Prevenzione e Difesa Sociale, ha inoltre organizzato e condotto in équipe la costituzione e l'avviamento dell'Ufficio di Mediazione dei Conflitti Sociali nella città di Cinisello Balsamo (Milano).

Agli inizi del 2005 è stata nominata Giudice onorario presso la Corte di Appello di Milano, sezione delle persone, dei minori e delle famiglie

Maria Martello pone la sua esperienza di mediatore dei conflitti al servizio della formazione e del coaching relazionale; ha, così, sviluppato il metodo che pone l’intelligenza emotiva al centro della relazione costruttiva nella gestione dei conflitti.

E autrice di un gran numero di opere sul conflitto e sulle modalità per superarlo fra i quali citiamo:

Percorsi di civiltà (Milano, 1993), Nuovi percorsi di civiltà (Milano, 1998, 2002), Oltre il conflitto, Intelligenza emotiva e mediazione, Mediazione dei conflitti e counselling umanistico, L'arte del mediatore dei conflitti - Protocolli senza regole: una formazione possibile (Giuffrè Editore, 2008, pagg. 374), Educare con Senso senza disSenso. La risoluzione dei conflitti con l’arte della mediazione (Franco Angeli Edizioni, Collana Scienze della formazione –Laboratorio,  pp. 272, Euro 21, Ia edizione 2009 e l'ultimo Sanare i conflitti. Le buone pratiche per diventare adulti (Guerini e Associati, 2010, p. 213, € 22.50); La formazione del mediatore. Comprendere le ragioni dei conflitti per trovare le soluzioni, Utet Giuridica, 2013 (consulta l'indice).

Ha pubblicato anche numerosi testi e contributi di metodologia e didattica collaborando con le riviste "Cesar Informa" (trimestrale d'informazione della Fondazione CESAR), "Scuola e Didattica" (Editrice La Scuola), "Rinnovare la Scuola" (rivista dell'Associazione Nazionale Scuola Italiana), "Vivere Oggi" (mensile per una Nuova Cultura dell'Assistenza) e "Scuola Insieme" (bimestrale di cultura e informazione scolastica).

Interessante anche il saggio "Una mediazione, una risorsa per la scuola" inserito nel libro curato da Gianvittorio Pisapia "Prassi e teoria della mediazione" (CEDAM, Padova 2000).

L’ultima performance di Maria Martello: il coordinamento didattico del nuovo Corso biennale, on line e in presenza, di alta formazione in “Mediazione dei conflitti” approvato per l’anno accademico 2007/2008 dall'Università Cà Foscari di Venezia.
Il corso è riservato a laureati che aspirano a diventare mediatori professionali e a quanti vogliono essere professionisti “mediatori”.
 

Mediazione dei Conflitti e Counselling Umanistico

(Giuffrè, 2006, Pagine XXII 172, prezzo € 15)

La Mediazione per la risoluzione dei conflitti sta suscitando mol­to interesse. Tanto si sta scrivendo e facendo ma poco è stato detto finora sulla formazione del mediatore, determinante per ren­dere concrete ed efficaci le potenzialità teoriche di questa linea culturale. Oggi non c’è una riflessione sulle prassi per mancanza di dati conoscitivi.

Cosa succede nella stanza della formazione?
L’autrice esce allo scoperto senza riserve. Ha già delineato il modello e declinato gli item di un percorso.

Ora entra nel merito dei contenuti e delle attività degli stage ideati e condotti in prima persona in vari contesti. In modo autentico e veri­tiero li rende pubblici mettendoli a disposi­zione degli altri con la speranza di aprire una discussione sugli stili di formazione e di dare vita alla ricerca di metodi idonei e di tecniche sperimentate.

E’ difficile presentare con le parole un’esperienza di formazione operativa, fondata sui vissuti concretamente sperimentati e sulla messa in gioco delle proprie emozioni. Caratte­rizzata dalla libertà di tacere o di comunicare. Qui le parole degli altri diventano strade verso la comprensione di se stessi e delle dinamiche relazionali del proprio contesto, alla scoperta della propria ed altrui umanità.

Quest’opera è riuscita a trovare una modalità che fa cogliere il senso e la cornice delle espe­rienze attuate e suscita emozioni, sensazioni, intuizioni al lettore che via via si sente sempre più parte del gruppo di lavoro. Coinvolto a tal punto da saltare le pagine, “spizzicare”, tornare indietro, leggere secondo un ordine da lui stesso stabilito. Può tesservi il suo percorso di riflessione, di rilettura di suoi comportamenti, di intuizione di nuovi comportamenti, più van­tag­giosi, adeguati e produttivi di ben-essere.

Così è questo libro: un balenare di idee, di spunti di riflessione, di spaccati di vita, che mal sopporterebbero essere imbrigliati in una rigida e sistematica sequenza. Un racconto di for­mazione efficace e incisivo come sempre dovrebbe essere un racconto. Mezzo elettivo per trasmettere stimoli. Veicolo efficace per sollecitare intuizioni, procurare suggestioni e pro­muovere consapevolezze.

Il testo è strutturato in brevi unità monografiche che costituiscono una mappa del percorso di formazione alla relazione costruttiva, alla gestione del conflitto, alla Mediazione con una trac­cia che si dipana dallo spazio dell’ascolto allo spazio del sé, dell’altro, della relazione, della Mediazione passando attraverso l’ascolto delle emozioni. Che termina con il benessere emo­tivo, il silenzio, l’uso del tempo ma anche il non giudizio, la cura di sé, la fiducia, l’alterità.

Le tappe proposte sono una sorta di quadro delle capacità che potranno essere messe in at­to da un mediatore professionale. Da un professionista in qualsiasi campo, che si gioca sem­pre e comunque in relazione con gli altri. Da ogni persona che a livello privato incontra, nel corso della sua vita, il conflitto e che quotidianamente si misura nelle relazioni interpersonali.
(tratto dalla quarta di copertina)

 

Oltre il Conflitto

Due sorelle avevano un'arancia. Entrambe pretendevano l'intera aran­cia e avevano le loro ragioni per volerla: il litigio appariva inevi­tabile.
Alla fine divisero a metà la loro arancia. La maggiore, irritata, bevve una mezza spremuta e buttò via la buc­cia. La minore, ancora più stizzita, usò la sua mezza buccia per fare una insipida torta e buttò via il succo che non la interessava. Aves­sero parlato, avrebbero sco­perto di poter avere un'intera spremuta e un'intera buccia con cui preparare un'ottima torta. In molti casi, con­flitti apparentemente insanabili coinvolgono aspetti assai diversi.

La mediazione in caso di conflitto non equivale a cercare insipidi com­promessi in cui entrambe le parti si sentono, in parte, perdenti.

È un'arte che fa appello all'intelligenza emotiva, una modalità fatta di ascolto, di riformula­zio­ne dei termini del conflitto, di comprensione delle reali motivazioni delle parti in causa. Si tratta di una disciplina indispensabile in ambito giudiziario, nel counselling familiare, in azien­da, a scuola, in psicoterapia. Comprendere e superare un con­flitto spesso permette di rinnovare e migliorare una relazione. Molto meglio che andare fred­damente d'accordo. Un testo sulla mediazione e sulla risoluzione dei conflitti tratta anche della nostra vita, delle no­stre scelte e delle nostre emozioni, non solamente delle tecniche della nostra professione.
Il conflitto ci interpella sulla capacità che abbiamo di relazionarci con gli altri e ci svela insie­me l'autenticità o la falsità, la profondità o la superficialità del rapporto con noi stessi. Cresce­re nel­la competenza relazionale ed emotiva significa potenziare la nostra capacità di modu­lare, di svi­luppare tale rapporto in vista del nostro benessere.

Oltre il conflitto", l'opera di Maria Martello è edita dalla McGraw-Hill di Milano nella collana di Psicologia, ed è stata presentato a Catania il 19 maggio, alle ore 18, nell'ex Convento dei Benedettini. Sono intervenuti il prof. F. Latteri, Rettore della Università di Catania, che ha cur­ato l'introduzione, ed il Preside di Facoltà N. Mineo; relatori d'eccezione il dott. Vergari, presi­dente della Corte d'Appello; il prof. Di Nuovo, Preside della Facoltà di Scienze dell'Informa­zione e il Provveditore degli Studi di Ragusa, dott. Rocco Agnone.

 

Uno degli ultimi libri di Maria Martello

Sanare i conflitti. Le buone pratiche per diventare adulti

(Guerini e Associati, 2010, p. 213, € 22.50)

Per raggiungere equilibrio e benes­sere è necessario comprendere l'oriz­zonte di senso in cui si è immersi, te­ne­re vivo il pensiero critico e non igno­rare le istanze del proprio sé. Significa chie­dersi non soltanto il come delle cose ma anche il perché, in un'ottica che vede l'educarsi a diventare adulti, in senso pieno e non solo anagrafico, come il compito principale della vita.

Le domande che a volte ci assalgono reclamano la rottura degli schemi vec­chi, dell'ovvio, e richiedono di met­tere in discussione seriamente convin­zioni con cui si crede di aver fatto i conti una volte per tutte, di dover andare al di là del già noto.

In altri termini, di scegliere 1'autoformazione continua. La proposta che il volume presenta ha già mostrato la sua efficacia in momenti di coaching: ora la si offre con l'intento di raggiungere anche chi non ha seguito queste esperienze di formazione per accompa­gnar­lo in un percorso di ricerca interiore.

Non costituisce una proposta aristocratica o troppo astratta, bensì offre una possibilità di percorso accessibile a tutti, tramite modali­tà semplici ma non per questo banali. Una guida da seguire con disciplina e una via, anche divertente e intrigante, da percorrere con costanza.
Il volume rappresenta un sostegno affinché idee, progetti, percorsi individuali e differenziati trovino gli strumenti quotidiani per favo­rir­ne la realizzazione piena e di successo. L'Autrice ha presentato il libro ai suoi concittadini a febbraio 2011 nella Pinacoteca di Bron­te.

Sfoglia l'indice / L'intervista di Famiglia Cristiana

 

Educare con Senso senza disSenso

La risoluzione dei conflitti con l’arte della mediazione

La copertina di Educare con Senso senza disSenso(Franco Angeli Edizioni, Collana Scienze della formazione – Laboratorio, pp. 272, Euro 21, 1a edizione 2009).

Se si desse un nuovo senso all’educare si eviterebbe il dissenso? Cosa significa educare alla relazione? Che valore può avere il conflitto inter­personale? Quale la modalità efficace per gestire i contra­sti? Perché ciò è il fondamento della educa­zione alla citta­dinanza e alla convivenza civile?

Il volume riserva uno spazio privi­legiato alle concrete applicazioni della Media­zione umanistica: alle buone pras­si che possono essere stimolo per ciascuno, suscitando un cambiamento sia tra gli attori diret­tamente coinvolti, ma più in generale tra quanti credono che una scuola di valore sia determinante per la qualità di vita di tutti.
Vuole indicare dei criteri per realizzare l’educazione alla cittadi­nanza e fondare la convivenza civile. Per questo riserva uno spazio privilegiato soprattutto alle concrete applicazioni: alle buone prassi che possono essere stimolo per ciascuno, suscitando un cambia­mento sia tra gli attori direttamente coinvolti - educatori/inse­gnan­ti, genitori, personale ATA, nonni, ma più in generale tra quanti credono che una scuola di valore sia determinante per la qualità di vita di tutti.

Vuole superare l’allarmismo che accompagna la situazione scola­stica, mostrando come una educazione alla relazione costruttiva possa stimolare nella persona le sue capacità di interazione nella vita privata e pubblica, creando benessere. Il conflitto, tanto temu­to, diventa così una risorsa preziosa, passaggio obbligato per la mediazione, unica modalità efficace per gestire i contrasti : il vero terreno su cui far nascere una relazione.

Il libro è stato presentato a Milano, mercoledì 27 maggio 2009, pres­so la Casa della Cultura, in via Borgogna 3.

 

L'arte del mediatore dei conflitti

Protocolli senza regole: una formazione possibile
(Giuffrè Editore, 2008, pagg. 374, 32,00 euro)

Che cosa succede nei luoghi della for­mazione alla mediazione? Ma soprattutto che cosa succede nel percorso interiore di elaborazione e formazione del media­tore?

Questo libro di M. Martello rappresenta «il primo testo di formazione per media­tori che non si limita alla presentazione di un modello e non si sbilancia sul mero resoconto dell'esperienza formativa attua­ta isolandone il riverbero soggettivo, ma segue lo snodarsi delle diverse fasi del corso di mediazione dell'Università Cà Foscari di Venezia strutturandole con riflessioni metodologiche e contrappunti di concretezza.

Rivela la profondità della cultura della mediazione mentre presenta una esperienza di formazione operativa, fondata sui vissuti concre­tamente sperimentati e sulla messa in gioco delle proprie emozio­ni.» 347 pagine che “formano” a un diverso modo di pensare, di com­portarsi, di relazionarsi, che porta poi a “essere” mediatore nel­la vita, al di là dei ruoli professionali.
«Che non preparano sol­tanto a una professione, quella del media­tore dei conflitti che vuole spen­dersi perché il conflitto trovi luoghi e spazi per la gestione e risolu­zione alternativa alle vie giudiziarie, ma che avviano un per­cor­so di crescita e di cambiamento nelle professioni, per chi desi­dera rima­nere professionista nel proprio settore, ma arricchito da compe­tenze più ampie ed articolate.»

Il libro è stato presentato in anteprima a Milano, il 13 ottobre 2008, presso la sede dell’ALDAI (Associazione Lombarda Dirigenti Azien­de Industriali).

 

scrive di Maria Martello

 

Intelligenza emotiva e mediazione

Una proposta di formazione

Il volume fornisce un approccio pratico e autorevole alla nuova professionalità di mediatore sottolineando l’indispensabilità di questa figura per la risoluzione pacifica dei conflitti che si verificano nella vita di tutti i giorni e si manifestano in tutti i contesti da quello familiare a quello scolastico fino al lavorativo. Vengono affrontate tematiche che percorrono le fasi del conflitto, dal bisogno di mediazione all’esigenza di formazione, attraverso lo studio di figure quali il giudice, l’arbitro e il conciliatore.

«Abbiamo incontrato molte persone in questi anni. Abbiamo proget­tato per oltre un ventennio occasioni di formazione per gli adole­scen­ti e i loro genitori, per gli educatori, per i dirigenti, per gli avvo­cati, per professionisti di ogni categoria.
Ci si sono presentati spaccati di vita differenti, ma sempre costante e urgente si è imposto il bisogno di mediazione. Forse più che un bisogno, un desiderio di contrapporre una nuova speranza alle piccole o grandi guerre in atto nella propria vita, alla voglia di ‘‘farsi male’’ facendolo all’altro, alla tentazione di soccombere al conflitto con la distruzione dell’altro e di sè.
Forse una speranza, più o meno creduta, di non perdere tutto quello che c’è in gioco, nè, in primis, la qualità del proprio vivere, nè gli inte­ressi, affettivi e non, in ballo, nè l’occasione per trasformare positiva­mente una situazione quando pur appare soltanto nei suoi toni più scuri.
Ci è sembrato opportuno, allora, diffondere la cultura della media­zione per la risoluzione pacifica dei conflitti, nuovo strumento articolato in precise tecniche e modalità operative ben lontane dal fare secondo il senso comune della parola.»

(Maria Martello, "Intelligenza emotiva e mediazione”, Introduzione)

"Una proposta di formazione" è edito da Giuffrè Editore nella collana Prospettive di Psicologia Giuridica, diretta da Assunto Quadrio



www.istitutodeva.it

 
Uomini illustri di Bronte

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